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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 1 dicembre 2011

CAMPIONI DELLA FEDE PERENNE MODELLO PER I BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). "Testimonianze e testimoni. I martyria e i campioni della fede", è stato il tema della XVI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, tenutasi nel pomeriggio di ieri nell'Aula Magna del Palazzo San Pio X in Roma. Nel corso della Seduta è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie attribuito dal Santo Padre a giovani studiosi, artisti o istituzioni che si siano distinti nella promozione dell'umanesimo cristiano.

  Il primo premio "ex aequo" è stato attribuito allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme ed alla Dottoressa Daria Mastrorilli. Lo Studium  si è distinto per le numerose campagne di scavo archeologico volte a scoprire e recuperare le memorie bibliche di Terra Santa. La Dottoressa Daria Matrorilli ha studiato il culto dei Martiri Zotico, Ireneo e Amanzio, indagando il cimitero omonimo a Roma.

  La Dottoressa Cecilia Proverbio ha ricevuto la Medaglia del Pontificato per la sua Tesi Dottorale sull'apparato iconografico delle basiliche paleocristiane di Roma, in particolare delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo.

  Nel corso della Seduta, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio inviato da Benedetto XVI al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra le Accademie.

  Il Papa scrive nel Messaggio che il tema della Seduta offre l'occasione per riflettere sulla la storicità del cristianesimo, il suo intrecciarsi continuamente con la storia "per trasformarla in profondità grazie al lievito del Vangelo e della santità vissuta e testimoniata".

  Particolare interesse riveste la vita delle antiche comunità cristiane e, fra i siti archeologici in cui emergono i segni della presenza cristiana, Benedetto XVI riserva particolare attenzione alla Terra Santa, "ambito per eccellenza in cui ricercare i segni della presenza storica di Cristo e della prima comunità dei suoi discepoli"; e alla città di Roma, dove soprattutto le catacombe "attestano che la comunità cristiana, sin dalle origini, ha voluto esaltare le figure dei campioni della fede come modelli e punti di riferimento per tutti i battezzati".

  "I numerosissimi interventi monumentali e artistici dedicati ai martiri, documentati appunto dalle indagini archeologiche e da tutte le altre ricerche connesse, scaturiscono da una convinzione sempre presente nella comunità cristiana, di ieri come di oggi: il Vangelo parla al cuore dell’uomo e si comunica soprattutto attraverso la testimonianza viva dei credenti - nota il Pontefice -.  Se osserviamo con attenzione l’esempio dei martiri, dei coraggiosi testimoni dell’antichità cristiana, come anche dei numerosissimi testimoni dei nostri tempi, ci accorgiamo che sono persone profondamente libere, libere da compromessi e da legami egoistici, consapevoli dell’importanza e della bellezza della loro vita, e proprio per questo capaci di amare Dio e i fratelli in maniera eroica, tracciando la misura alta della santità cristiana".

  "Anche oggi la Chiesa, se vuole efficacemente parlare al mondo, se vuole continuare ad annunciare fedelmente il Vangelo e far sentire la sua presenza amichevole agli uomini e alle donne che vivono la loro esistenza sentendosi 'pellegrini della verità e della pace', deve farsi, anche nei contesti apparentemente più difficili o indifferenti all’annuncio evangelico, testimone della credibilità della fede, deve cioè saper offrire testimonianze concrete e profetiche attraverso segni efficaci e trasparenti di coerenza, di fedeltà e di amore appassionato e incondizionato a Cristo, non disgiunto da un’autentica carità, dall’amore per il prossimo. Ieri come oggi, il sangue dei martiri, la loro tangibile ed eloquente testimonianza, tocca il cuore dell’uomo e lo rende fecondo, capace di far germogliare in sé una vita nuova, di accogliere la vita del Risorto per portare risurrezione e speranza al mondo che lo circonda".
MESS/                              VIS 20111201 (600)

NUOVA EVANGELIZZAZIONE DIPENDE IN GRAN PARTE DALLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con il Presidente Cardinale Ennio Antonelli, nella ricorrenza del XXX anniversario di istituzione del Dicastero, ad opera del Beato Giovanni Paolo II e del trentesimo di pubblicazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio".

  "Nel nostro tempo - ha affermato Benedetto XVI - come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro (...) così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è 'spazio umano' dell’incontro con Cristo. (...) La famiglia fondata sul sacramento del Matrimonio è attuazione particolare della Chiesa, comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante. Come la Chiesa, la famiglia è chiamata ad accogliere, irradiare e manifestare nel mondo l’amore e la presenza di Cristo".

  "L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile. La famiglia cristiana (...) riflette nel mondo lo splendore di Cristo e la bellezza della Trinità divina" nella misura in cui "riesce a vivere l'amore come comunione e servizio, come dono reciproco e apertura verso tutti".

  Nel ricordare la recente visita ad Ancona per la chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale italiano, nel corso della quale ha incontrato insieme coniugi e sacerdoti, il Papa ha detto: 'Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del popolo di Dio. Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera mera destinataria dell’azione pastorale. (...) 'La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale'".

  "Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale (...); la formazione dei coniugi, (...) le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie".

  Infine Benedetto XVI, nel riferirsi al VII Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a Milano (Italia), nel luglio 2012, ha detto: "Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo".
AC/                  VIS 20111201 (470)

PROMUOVERE ACCESSO UNIVERSALE TERAPIE CONTRO HIV/AIDS

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids 2011.

  Nel Comunicato, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Dicastero, si legge che la Giornata "deve costituire una nuova opportunità di promuovere l'accesso universale alle terapie per i contagiati, la prevenzione della trasmissione da madre a figlio, e  l'educazione di uno stile di vita che implichi un approccio coretto e responsabile alla sessualità. Inoltre il presente è un momento privilegiato per rilanciare la lotta contro il pregiudizio sociale".

  Si stima che 1.800.000 persone muoiano ogni anno a causa dell'Hiv/Aids, principalmente nell'Africa subsahariana. "Sono persone che potrebbero condurre una vita normale se solo avessero accesso a terapie farmacologiche ad hoc, quelle conosciute come terapie antiretrovirali".

  "Si assiste a morti che non sono più giustificabili, ed anche al dolore dei parenti delle persone interessate. (...) Ormai non si può più giustificare  la trasmissione dell'infezione da madri a figli".

  "Sebbene l'estensione di queste terapie a tutte le popolazioni e a tutte le parti di una popolazione non si possa più rimandare, di fondamentale importanza rimane anche la formazione, l'educazione, di tutti, e in particolare delle nuove generazioni, ad una sessualità fondata su di 'una antropologia ancorata alla legge naturale e illuminata dalla Parola di Dio'.  La Chiesa e il suo Magistero invocano uno stile di vita che privilegi l'astinenza, la fedeltà coniugale e il rifiuto della promiscuità sessuale perché, come l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale 'Africae Munus' ha ribadito, tutto ciò fa parte della questione di uno 'sviluppo integrale ' a cui le persone e le comunità hanno diritto".

  "Nel lanciare questo nuovo appello all'impegno e alla solidarietà in favore di tutte le vittime (sia dirette che indirette) dell'Hiv/Aids, vorremo ringraziare, in unione di spirito con il Santo Padre, tutti coloro che si sono impegnati, spesso per molti anni, nell'assistenza dei malati. Ci riferiamo alle istituzioni, alle agenzie e ai volontari che lavorano nel settore sanitario e specialmente dell'Aids e (....) che, senza dubbio, meritano sostegno operativo e il sostegno, senza vincoli ideologici, di organizzazioni internazionali e benefattori".

  "Infine, desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle persone malate di Hiv/Aids, a coloro che sono loro vicini, e a tutti gli operatori sanitari che, essendo esposti al rischio di infezione, offrono tutte le cure possibili, nel rispetto della personalità e della dignità del malato".
CON-AVA/                             VIS 20111201 (410)

CHIESA NECESSITA METANOIA PER PRESENTARSI MAESTRA E TESTIMONE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noti i lavori della Sesta Riunione del XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 23 e 24 novembre scorso.

  Nella sessione di apertura l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che nell'ottobre 2012 è in programma la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Nel corso della riunione è stata presentata una sintesi delle risposte ai "Lineamenta" inviate dalle Conferenze Episcopali, dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche 'sui iuris', dagli organismi della Curia Romana e dall'Unione dei Superiori Generali. Tenendo conto di tali risposte è stato elaborato uno schema per la redazione dell'"Instrumentum laboris" della futura Assemblea sinodale.

  Si è cercato di dare una descrizione adeguata di "Nuova Evangelizzazione", rivolta ai cristiani che hanno abbandonato la pratica religiosa, ai non credenti, agli agnostici e ai fedeli di altre religioni; e che interessa tutta la Chiesa, anche se in modo diverso secondo le regioni. "Con la nuova evangelizzazione la Chiesa cerca di rispondere ai mutamenti costanti che intervengono nella comunità umana universale nel processo di globalizzazione in un clima culturale e morale di secolarizzazione e agnosticismo. Di fronte a tali sfide si richiedono nuovi linguaggi e nuovi mezzi e soprattutto testimoni credibili perché sia trasmessa la fede alle nuove generazioni nei nuovi contesti sociali".

 Infine si sottolinea che la Chiesa "mentre avverte con rinnovata acuta sensibilità il dovere di predicare il Vangelo, ha necessità di una metanoia che le permetta, tra l'altro, di presentarsi come maestra e testimone a persone che cercano il Signore, perché, annunciando il Vangelo, di fatto proclama la conversione e il perdono dei peccati".

  La prossima riunione del Consiglio avrà luogo il 16 e 17 febbraio 2012.
OP/                              VIS 20111201 (320)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE DI YANGON

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS).  Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 4 novembre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale al centenario della cattedrale di Yangon (Myanmar), in programma l'8 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino sarà accompagnato da una missione composta dal Sacerdote Joseph Maung Win, Parroco della "St.Anthony's Parish" e dal Sacerdote George Shwe Htun, Viceparroco della "St. Mary's Cathedral".
BXVI-LETERA/                 VIS 20111201 (100)

PRESENZA VESCOVO LEI SHIYIN ORDINAZIONE EPISCOPALE IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). In occasione della consacrazione del Vescovo coadiutore di Yibin avvenuta nella mattinata di ieri, 30 novembre, nel Sichuan (Cina), alcuni giornalisti hanno posto la domanda su come sia da valutare la presenza del Vescovo Lei Shiyin a tale cerimonia. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha dato la seguente risposta che viene di seguito trascritta:

  "Ho saputo dai mass media che stamattina ha avuto luogo l’ordinazione del Reverendo Pietro Luo Xuegang come Vescovo Coadiutore della diocesi di Yibin nel Sichuan. Il consacrante principale è stato l’anziano Vescovo Diocesano, Monsignor Giovanni Chen Shizhong. Tutti i consacranti sono Vescovi in comunione con il Santo Padre, eccetto Lei Shiyin di Leshan".

  "Dopo le tre recenti ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio, il fatto di avere un nuovo Presule che è in comunione con il Papa e con tutti i Vescovi cattolici del mondo è certamente positivo. Ciò sarà apprezzato non soltanto dai Vescovi e dai fedeli cinesi, ma anche nella Chiesa universale. Invece la partecipazione del Vescovo illegittimo, che - com’è noto - si trova nella condizione canonica di una persona scomunicata, non va nella stessa direzione e suscita disapprovazione e sconcerto da parte dei fedeli, tanto più perché risulta che egli ha preso parte come Vescovo consacrante e ha concelebrato l’Eucaristia. La recidività della sua disobbedienza alle norme della Chiesa purtroppo aggrava la sua posizione canonica".

  "In situazioni ordinarie la presenza del Vescovo Lei Shiyin avrebbe dovuto essere esclusa assolutamente e comporterebbe delle conseguenze canoniche per gli altri Vescovi partecipanti. Nella presente circostanza è probabile che questi ultimi non abbiano potuto impedirla senza gravi inconvenienti. In ogni caso, la Santa Sede potrà valutare meglio la questione quando riceverà più ampie ed approfondite informazioni".
OP/                  VIS 20111201 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza
sedici Presuli della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Edward Thomas; Vescovo Timothy C. Senior; Vescovo John J. McIntyre; Vescovo Michael J. Fitzgerald.

    - Il Vescovo John Oliver Barres, di Allentonwn.

    - Il Vescovo Mark L Bartchak, Vescovo di Altoona-Johnstown.

    - Il Vescovo Lawrence E. Brandt, di Greensburg.

    - Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg.

    - Il Vescovo David Allen Zubik, di Pittsburgh, con l' Ausiliare Vescovo William J. Waltersheid e  con il già Ausiliare, Vescovo William Joseph Winter.

    - Il Vescovo Joseph C. Bambera, di Scranton, con gli emeriti Vescovo James Clifford Timlin, Vescovo Joseph Francis Martino e con il già Ausiliare Vescovo John Martin Dougherty.
AL/                  VIS 20111201 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Armando Xavier Ochoa, finora Vescovo di El Paso (Stati Uniti d'America), Vescovo di Fresno (superficie: 91.268; popolazione: 2.778.000; cattolici: 1.084.000; sacerdoti: 166: religiosi:152; diaconi permanenti: 46), Stati Uniti d'America.
NER/                     VIS 20111201 (50)

mercoledì 30 novembre 2011

CRISTIANI SONO CHIAMATI AD ESSERE "TESTIMONI DI PREGHIERA"

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). L'Udienza Generale di oggi si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.500 fedeli provenienti da diversi paesi. Concluso il ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nell'Antico Testamento, il Papa ha iniziato oggi una nuova serie dedicata alla preghiera di Cristo "che attraversa tutta la sua vita, come un canale segreto che irriga l’esistenza, le relazioni, i gesti e che lo guida, con progressiva fermezza, al dono totale di sé, secondo il progetto di amore di Dio Padre".

  Benedetto XVI ha affermato che un momento particolarmente significativo è la preghiera che segue il battesimo di Gesù nel Giordano. Secondo la predicazione di Giovanni, il battesimo doveva segnare una svolta determinante: lasciare una condotta legata al peccato ed iniziare una vita nuova. Come i primi cristiani, anche in noi sorge la domanda perché Gesù si sottoponga volontariamente a questo battesimo di penitenza e di conversione, dato che non aveva peccati e non aveva bisogno di convertirsi. Qui sorge lo stupore del Battista che domanda: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". Il Pontefice ha spiegato: "Discendendo allora nel fiume Giordano, Gesù, senza peccato, rende visibile la sua solidarietà con coloro che riconoscono i propri peccati, scelgono di pentirsi e di cambiare vita; fa comprendere che essere parte del popolo di Dio vuol dire entrare in un’ottica di novità di vita, di vita secondo Dio. In questo gesto Gesù anticipa la croce, dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori, assumendo sulle sue spalle il peso della colpa dell’intera umanità, adempiendo la volontà del Padre".

  Raccogliendosi in preghiera dopo il battesimo, Gesù mostra l’intimo legame con il Padre e "sperimenta la sua paternità, coglie la bellezza esigente del suo amore, e nel colloquio con Lui riceve la conferma della sua missione con le parole che risuonano dal Cielo, Tu sei 'il Figlio mio, l'amato'" e con lo Spirito Santo che discende su di Lui. "Nella preghiera - ha detto il Papa - Gesù vive un ininterrotto contatto con il Padre per realizzare fino in fondo il progetto di amore per gli uomini". Ed è in questa profonda unione con il Padre che Gesù compie il passaggio dalla vita nascosta di Nazareth al suo ministero pubblico.

Cristo, maestro di preghiera

La preghiera di Gesù ha la sua origine, come dimostrano i riferimenti dei Vangeli, dal modo di pregare acquisito in famiglia, fortemente legato alla tradizione religiosa del popolo di Israele; ma la sua origine "profonda ed essenziale" è "nel suo essere il Figlio di Dio, nel suo rapporto unico con Dio Padre". Nella narrazione evangelica, "le ambientazioni della preghiera di Gesù si collocano sempre all'incrocio tra l’inserimento nella tradizione del suo popolo e la novità di una relazione personale unica con Dio. 'Il luogo deserto' in cui spesso si ritira, 'il monte' dove sale a pregare, 'la notte' che gli permette la solitudine richiamano momenti del cammino della rivelazione di Dio nell’Antico Testamento, indicando la continuità del suo progetto salvifico".

  "La preghiera di Gesù tocca tutte le fasi del suo ministero e tutte le sue giornate. Le fatiche non la bloccano. I Vangeli, anzi, lasciano trasparire una consuetudine di Gesù a trascorrere in preghiera parte della notte. (....) Quando le decisioni si fanno urgenti e complesse, la sua preghiera diventa più prolungata e intensa".

  Nel contemplare il modo di pregare di Gesù, ha affermato Benedetto XVI, dobbiamo interrogarci sulla nostra preghiera e sul tempo che dedichiamo al rapporto con Dio. In proposito il Papa ha ribadito l'importanza della "lettura orante della Sacra Scrittura. Ascoltare, meditare, tacere davanti al Signore che parla è un'arte che si impara praticandola con costanza". La preghiera è un dono di Dio che esige tuttavia "impegno e continuità".

  Oggi i cristiani sono chiamati "a essere testimoni di preghiera, proprio perché il nostro mondo è spesso chiuso all'orizzonte divino e alla speranza che porta l’incontro con Dio. Nell’amicizia profonda con Gesù e vivendo in Lui e con Lui la relazione filiale con il Padre, attraverso la nostra preghiera fedele e costante, possiamo aprire finestre verso il Cielo di Dio. Anzi, nel percorrere la via della preghiera, (...) possiamo aiutare altri a percorrerla".

  "Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Santo Padre - educhiamoci ad un rapporto con Dio intenso, ad una preghiera che non sia saltuaria, ma costante, piena di fiducia, capace di illuminare la nostra vita, come ci insegna Gesù. E chiediamo a Lui di poter comunicare alle persone che ci stanno vicino, a coloro che incontriamo sulla nostra strada, la gioia dell’incontro con il Signore, luce per l’esistenza".
AG/                  VIS 20111130 (780)

PROMUOVERE INIZIATIVE POLITICHE E LEGISLATIVE CONTRO PENA DI MORTE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Al termine della catechesi, il Papa ha salutato nelle diverse lingue i partecipanti all'Udienza Generale.

  Nel rivolgersi in inglese alle delegazioni di diversi paesi che partecipano all'incontro promosso dalla Comunità di Sant'Egidio sul tema: "Non c'è giustizia senza vita", il Papa ha detto: "Auspico che le vostre deliberazioni oraggino le iniziative politiche e legislative promosse in numerosi paesi ad eliminare la pena di morte ed a continuare gli importanti progressi ottenuti nel conformare la legge penale all'umana dignità dei detenuti e all'effettivo mantenimento dell'ordine pubblico".

  Successivamente il Papa ha dato il benvenuto agli alunni del Pontificio Seminario francese di Roma e alla Delegazione della Diocesi di Belley-Ars, accompagnata dal Vescovo Guy Bagnard, venuta a Roma per donare alla Basilica di San Pietro un ritratto del Santo Curato d'Ars, in commemorazione dell'Anno Sacerdotale. "Sulle orme di San Jean-Marie Vianney, impariamo nuovamente l'importanza della preghiera nella nostra vita!".

  Il Papa ha anche rivolto parole di saluto alle Suore della Congregazione delle Figlie della Divina Carità, accompagnate dal Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina), in pellegrinaggio di ringraziamento per la recente beatificazione a Sarajevo delle cinque consorelle che hanno subito il martirio durante la Seconda Guerra Mondiale. "Mentre siamo grati per la loro testimonianza - ha detto Benedetto XVI - preghiamo Dio che ci doni il coraggio e la perseveranza nel nostro servizio. Siano lodati Gesù e Maria!".

  Ai rappresentanti della "Federazione Italiana Panificatori e Pasticceri" il Papa ha espresso viva riconoscenza per il dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa.
AG/                              VIS 20111130 (270)

UGUALI SFIDE PER CATTOLICI E ORTODOSSI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha guidato la Delegazione della Santa Sede che si è recata a Istanbul (Turchia) per partecipare alle celebrazioni di Sant'Andrea, Patrono del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Lo scambio di delegazioni tra la Santa Sede e il Patriarcato, in occasione della Festa dei rispettivi Santi Patroni, è una tradizione ormai pluriennale.

  Quest'anno le celebrazioni hanno un carattere particolarmente festivo poiché hanno coinciso con il XX anniversario dell'elezione di Sua Santità Bartolomeo I quale Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico. La Delegazione della Santa Sede - guidata dal Cardinale Koch,  accompagnato dal Vescovo Brian Farrell, Segretario del Dicastero, dal Reverendo Andrea Palmieri, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio e dal Nunzio Apostolico in Turchia, Arcivescovo Antonio Lucibello - ha preso parte alla solenne Divina Liturgia presieduta da Bartolomeo I nella chiesa patriarcale del Fanar. Successivamente ha avuto luogo un incontro con il Patriarca e con la commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica.

  Il Cardinale Koch ha consegnato a Bartolomeo I un dono ed un messaggio del Santo Padre Benedetto XV, letto al termine della Divina Liturgia. Nel messaggio il Papa ricorda l'ultimo incontro con il Patriarca durante la Giornata di Preghiera per la pace, svoltasi ad Assisi nell'ottobre scorso e scrive: "Rendo grazie al Signore che mi ha permesso di rinsaldare con Vostra Santità i vincoli di sincera amicizia e di autentica fratellanza che ci uniscono e di rendere testimonianza al mondo intero dell'ampia visione da noi condivisa".

  "Le circostanze attuale - prosegue il Pontefice  - "di ordine culturale, sociale, economico, politico o ecologico, pongono ai cattolici e agli ortodossi esattamente le stesse sfide. L'annuncio del mistero di salvezza attraverso la morte e la risurrezione di Gesù Cristo ha bisogno oggi di essere rinnovato con forza nelle numerose regioni che un giorno accolsero la luce e subiscono oggi gli effetti di una secolarizzazione che impoverisce l'uomo nella sua dimensione più profonda. Dinanzi all'urgenza di una tale missione, abbiamo il dovere di offrire a tutta l'umanità l'immagine di persone che abbiano acquisito una maturità nella fede, capaci di riunirsi nonostante le tensioni umane, grazie alla ricerca comune della verità, essendo consapevoli che il futuro dell'evangelizzazione dipende dalla testimonianza di unità data dalla Chiesa e dalla qualità della carità".

  Il Papa conclude il Messaggio invocando il Signore, affinché, con l'intercessione dei Santi Pietro, Andrea e Paolo, ambedue le Chiesa ricevano "il dono dell'unità che viene dall'alto".
MESS/                     VIS 20111130 (420) 

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: “Perché tutti i popoli della terra, attraverso la conoscenza ed il rispetto reciproco, crescano nella concordia e nella pace".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento".
BXVI-INTENZIONI/                                                                                             VIS 20111130 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Francisco Rezende Dias, Arcivescovo metropolita di Niterὁi (superficie: 4.722; popolazione: 2.206.000; cattolici: 1.185.959; sacerdoti: 139; religiosi: 269; diaconi permanenti: 59), Brasile. l'Arcivescovo eletto è nato Brasópolis (Brasile), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1979; nel 2001 ha ricevuto l'ordinazione episcopale ed è stato nominato Ausiliare di Pouso Alegre (Brasile). Finora Vescovo di Duque de Caxias (Brasile), succede al Vescovo Alano Maria Pena, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Esmeraldo Barreto de Farias, Arcivescovo di Porto Velho (superficie: 84.696; popolazione: 664.958; cattolici: 598.000; sacerdoti: 29; religiosi: 128; diaconi permanenti: 1), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1949 a Santo Antônio de Jesus (Brasile) ed è stato ordinato sacerdotale nel 1977. Dal 1977 al 1992 è stato Vicario nella Parrocchia "Senhor do Bonfim" di Jiquiricá; ha prestato servizio nelle parrocchie dei Municipi di Santa Inês e Brejões (1977); Mutuipe (1979-1986) e Ubria (1983-1987), della Diocesi di Amargosa e di Parelhas. È stato Amministratore Diocesano di Amargosa durante la sede vacante (1988); collaboratore alla direzione spirituale del Seminario Maggiore di Amargosa; Vicario nella parrocchia São Benedito, in Santo Antônio de Jesus (1992-1997) e Coordinatore nazionale dei Sacerdoti del Prado (1991-2000). Nel 2000 è stato eletto Vescovo di Paulo Afonso. Finora Vescovo di Santarém (Brasile), l'Arcivescovo Farias succede all'Arcivescovo Moacyr Grechi, O.S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Osnabrück (Germania), presentata dal Vescovo Theodor Kettmann, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Nicholas Mang Thang,  Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Mandalay (superficie: 212.407; popolazione: 9.078.000; cattolici: 23.617; sacerdoti: 57; religiosi: 173), Myanmar. Finora Vescovo di Hakha, il medesimo Presule è stato nominato anche Amministratore Apostolico 'sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis' della Diocesi di Hakha.

- Ha eretto la nuova Diocesi di Gaoua in Burkina Faso per dismembramento della Diocesi di Diébougou, rendendola suffraganea dell’Arcidiocesi di Bobo-Dioulasso (Burkina Faso).

- Ha nominato il Reverendo Modeste Kambou, , Vescovo della nuova Diocesi di Gaoua (superficie: 10.411; popolazione: 260.550; cattolici: 19.074; sacerdoti: 14; religiosi: 24). Il Vescovo eletto è nato a Bouti (Burkina Faso), nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1992 al 1995 è stato professore al Seminario Minore "Saint Tarcisius" di Kakapèlè; dal 1999 al 2000 è stato Vicario della Parrocchia di Nako; dal 2001 al 2007 è stato Direttore al Seminario Minore "Saint Tarcisius" di Kakapèlè e dal 2007 Vicario Generale della Diocesi di Diébougou.
NER:RE:NEC:ECE/                            VIS 20111130 (470)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Vescovo Luigi Belloli, emerito di Anangi-Alatri (Italia), mancato il 5 novembre, all'età di 88 anni.

- Arcivescovo Oscar Rolando Cantuarias Pastor, emerito di Piura (Perù), mancato il 7 novembre, all'età di 80 anni.

- Vescovo Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., emerito di Mileto-Nicotera-Tropea (Italia), mancato l'11 novembre, all'età di 80 anni.

- Vescovo Justo Oscar Laguna, emerito di Moron (Argentina), mancato il 3 novembre, all'età di 82 anni.

- Vescovo Jean-Paul Randriamanana, Ausiliare di Antananarivo (Madagascar), il 9 novembre, all'età di 61 anni.

- Vescovo Crescênzio Rinaldini, emerito di Araçuai (Brasile), il 24 ottobre, all'età di 85 anni.

- Arcivescovo Héctor Rueda Hernández, emerito di Medellín (Colombia), il 1° novembre, all'età di 90 anni.

- Vescovo Ricardo Watty Urquidi, M.Sp.S., di Tepic (Messico), il 1° novembre, all'età di 73 anni.
            
- Vescovo Dieudonne Yougbaré, emerito di Koupéla (Burkina Faso), il 4 novembre, all'età di 94 anni.
.../                                VIS 20111130 (170)

martedì 29 novembre 2011

L'ULTIMA SETTIMANA DI CRISTO NELLA LETTURA DEL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2011 (VIS). La Libreria Editrice Vaticana ha organizzato nelle università, una serie di conferenze di presentazione del volume di Papa Benedetto XVI "Gesù di Nazareth. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione". L'opera è stata presentata ieri all'Università di Messina dal Vescovo Enrico dal Covolo, S.D.B., Rettore della Pontificia Università Lateranense.

  Il Vescovo dal Covolo ha spiegato che il secondo volume del "Gesù di Nazareth" di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI forma un tutt'uno con il primo, dedicato alla prima parte della vita pubblica di Gesù, dal battesimo nel Giordano fino alla trasfigurazione. Nel secondo volume, si parla degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù fino alla risurrezione.

  Per il Rettore della Lateranense tale apparente sproporzione "fa capire a un primo sguardo che la passione, la morte e la risurrezione non sono semplicemente l’epilogo della vita di Gesù. Piuttosto, esse danno senso a tutto il resto: dal Cristo crocifisso e risorto prende luce tutto il racconto della sua vita". Parimenti "il racconto della passione e della risurrezione, anche se viene per ultimo, è il più antico e il più elaborato dalle tradizioni orali e scritte, a cui i Vangeli attingono".

  Il secondo volume parte dalla premessa, secondo quanto scrive Benedetto XVI, che: "Se l’esegesi biblica scientifica non vuole esaurirsi in sempre nuove ipotesi, diventando teologicamente insignificante, deve fare un passo metodologicamente nuovo, e riconoscersi nuovamente come disciplina teologica, senza rinunciare al suo carattere storico".

  Nove capitoli più uno di Prospettive - dedicato all'ascensione e all'attesa escatologica del ritorno del Signore - e una bibliografia ragionata relativa ai due volumi, compongono l'opera. Il Vescovo dal Covolo ha segnalato che: "La via maestra, lungo la quale il Papa ci conduce, è la meditazione sull’'ora' di Gesù, quella del suo 'innalzamento' (Giovanni, 12, 32): cioè la meditazione sul momento salvifico — inscindibile — della morte-risurrezione". I tre capitoli dedicati all'ultima cena, al Getsemani e al processo a Gesù rappresentano la parte centrale dell'opera "quella più analitica, scritta con maggiore acribia storica, esegetica, teologica".

  Infine il Vescovo dal Covolo ha sottolineato che "il libro è l’opera di una vita intera, dove il metodo impiegato come pure i contenuti esposti, vivono di un radicato e maturo innamoramento per Cristo. In definitiva, 'l’intima amicizia con Gesù' va considerata come il vero tema conduttore dell’opera, un tema che il Papa illustra da testimone, non meno che da teologo: di fatto la vera conoscenza di Gesù — per Papa Benedetto, come per il discepolo amato — proviene dal 'riposare' sopra il suo cuore".
BXVI-LIBRO/                                                 VIS 20111129 (430)

RIVISTA "HUMANITAS" PUBBLICATA ANCHE IN LINGUA INGLESE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2011 (VIS). Alle 18:30 di oggi pomeriggio, presso la sede della Pontificia Commissione per l'America Latina (CAL), avrà luogo la presentazione dell'edizione in lingua inglese della rivista HUMANITAS (Rivista di Antropologia e di Cultura cristiana della Pontificia Università Cattolica del Cile).

  Alla presentazione interverranno il Professor Guzmán Carriquiry, Segretario della CAL, con il Rettore Magnifico della Pontificia Università Cattolica del Cile, Professor Ignacio Sánchez ed il Direttore di HUMANITAS, Professor Jaime Antúnez.

  Fondata nel 1995 a Santiago del Cile, la Rivista conta sull'opera di un Consiglio di collaboratori che riunisce gli intellettuali più eminenti dell'universo cattolico. Fin dalla sua creazione ha inteso essere "un organo di pensiero e di studio che cerca di riflettere le preoccupazioni e gli insegnamenti del magistero pontificio", premessa per un dialogo con la società e la cultura contemporanea dal quale sono scaturiti abbondanti frutti.

  Il numero 1 del primo anno della rivista in lingua inglese comprende nelle 252 pagine buona parte dei saggi dell'edizione numero 63 (luglio-settembre 2011) in lingua castigliana. Titolo generale é:  "Beato Giovanni Paolo II, un dono della Divina Misericordia", le cui pagine sono state integralmente dedicate alla persona e all'opera del defunto Pontefice. Con il titolo "John Paul II, gift of the Divine Mercy", si possono ora leggere anche in inglese i saggi del Cardinali Angelo Scola, Angelo Amato, S.D.B., Edward Avery Dulles (mancato nel 2008), Stanislaw Dziwisz e Mauro Piacenza, e dei Professori Livio Melina, Stanislav Grygiel, Pedro Morandé e Carl Anderson.

  L'edizione in lingua inglese di HUMANITAS sarà inizialmente biennale, in versione cartacea e digitale, sul sito www.humanitas.cl.
.../                  VIS 20111129 (290)

lunedì 28 novembre 2011

PRESULI U.S.A. ESERCITINO DIMENSIONE PROFETICA MINISTERO EPISCOPALE

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America al termine della Visita “ad Limina Apostolorum". (Regioni I, II, III). L’odierno è stato il primo incontro del Papa con i Vescovi americani, dopo il Viaggio Apostolico negli Stati Uniti (2008) compiuto “per incoraggiare i cattolici americani nell’ora degli scandali e del disorientamento causato dalla crisi degli abusi sessuali degli ultimi decenni”.

  “Desideravo personalmente riconoscere le sofferenze inflitte alle vittime e gli onesti sforzi compiuti per garantire la sicurezza dei nostri bambini e per trattare in modo appropriato e trasparente le denunce presentate. Auspico che i coscienziosi sforzi della Chiesa nell’affrontare questa realtà aiutino la comunità più ampia a riconoscere le cause, l’effettiva estensione e le conseguenze devastanti degli abusi sessuali, e a rispondere efficacemente a questo flagello che interessa ogni strato della società. Per la stessa ragione, proprio come alla Chiesa vengono giustamente richieste norme più severe, tutte le altre istituzioni, senza eccezione, devono adeguarsi alle medesime norme”.

  Il Pontefice si è quindi soffermato sul secondo obiettivo del suo Viaggio: invitare la Chiesa in America a riconoscere l’urgenza della nuova evangelizzazione in un’epoca di grandi cambiamenti sociali e religiosi. “Molti di voi” - ha detto il Papa - “hanno condiviso con me la preoccupazione per le difficili sfide rappresentate da una coerente testimonianza cristiana in una società sempre più secolarizzata. Considero significativo, tuttavia, che ci sia anche un crescente senso di preoccupazione da parte di molti uomini e donne, di vedute religiose e politiche diverse, per il futuro delle nostre società democratiche. Essi vedono un preoccupante crollo delle fondamenta della vita intellettuale, culturale, morale e sociale, e un crescente senso di confusione ed insicurezza, specialmente fra i giovani, davanti a cambiamenti sociali epocali”.

  “Nonostante i tentativi di soffocare la voce della Chiesa nell’agorà, molte persone di buona volontà continueranno a rivolgersi alla Chiesa alla ricerca di saggezza, intelligenza e solida guida nel trattare questa crisi di così vaste proporzioni. Il momento attuale può essere considerato, in termini positivi, come un appello ad esercitare la dimensione profetica del vostro ministero episcopale testimoniando, umilmente ma insistentemente, in difesa della verità morale, ed offrendo una parola di speranza, capace di aprire i cuori e le menti alla verità che ci rende liberi”.

 “Gli ostacoli alla fede e alla pratica cristiana innalzati dalla cultura secolarizzata colpiscono la vita dei credenti, portando alle volte ad un ‘logoramento silenzioso’ da parte della Chiesa. (...) Immersi in questa cultura, i credenti sono quotidianamente assediati dalle obiezioni, da difficili problemi e dal cinismo di una società che sembra aver perso le sue radici, da un mondo in cui l’amore di Dio si è raffreddato nel cuore di molti. L’evangelizzazione appare così non semplicemente una missione da intraprendere ‘ad extra’; noi stessi siamo i primi ad aver bisogno di una rievangelizzazione”.

  Il Santo Padre ha espresso ai Vescovi americani il suo apprezzamento per i progressi conseguiti nell’affrontare questi problemi, illustrati nei loro ultimi documenti sulla cittadinanza responsabile e sull’istituzione del matrimonio ed ha espresso la sua gratitudine per l’impegno profuso dall’episcopato nel completamento della traduzione riveduta del Messale Romano per assicurarsi che questa nuova tradizione “ispiri una catechesi che sottolinei la vera natura della liturgia e, innanzitutto, il valore unico del sacrificio salvifico di Cristo per la redenzione del mondo”

  “Un indebolimento del significato e dell’importanza del culto cristiano può solo portare ad un indebolimento della vocazione specifica ed essenziale dei laici che è quella di impregnare l’ordine temporale con lo spirito del Vangelo. L’America ha una orgogliosa tradizione di rispetto per le feste comandate; questa eredità deve essere consolidata come un appello al servizio del Regno di Dio e del rinnovamento del tessuto sociale in accordo con la sua verità immutabile”.
AL/                              VIS 20111128 (640)

VOLTO SALVATORE MORENTE CI INSEGNA A CUSTODIRE LA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto i 500 partecipanti alla Conferenza Internazionale ”La Pastorale sanitaria a servizio della vita alla luce del magistero del Beato Giovanni Paolo II”, organizzata dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute). Fu proprio il Papa Beato a istituire questo Pontificio Consiglio, a stabilire la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato e a costituire la Fondazione “Il Buon Samaritano”, strumento di una nuova azione caritativa verso i malati più poveri in diversi Paesi.

  Riportiamo di seguito alcuni estratti del discorso pronunciato da Benedetto XVI nel corso dell’Udienza:

  “Nei lunghi e intensi anni di Pontificato il Beato Giovanni Paolo II ha proclamato che il servizio alla persona malata nel corpo e nello spirito costituisce un costante impegno di attenzione e di evangelizzazione per tutta la comunità ecclesiale, secondo il mandato di Gesù ai Dodici di sanare gli infermi”. (...)

  “Il mistero del dolore sembra offuscare il volto di Dio, rendendolo quasi un estraneo o, addirittura, additandolo quale responsabile del soffrire umano, ma gli occhi della fede sono capaci di guardare in profondità questo mistero. Dio si è incarnato, si è fatto vicino all’uomo, anche nelle sue situazioni più difficili; non ha eliminato la sofferenza, ma nel Crocifisso risorto, nel Figlio di Dio che ha patito fino alla morte e alla morte di croce, Egli rivela che il suo amore scende anche nell’abisso più profondo dell’uomo per dargli speranza. (...) Nel Figlio ‘dato’ per la salvezza dell’umanità, la verità dell’amore viene, in un certo senso, provata mediante la verità della sofferenza, e la Chiesa, nata dal mistero della Redenzione nella Croce di Cristo, ‘è tenuta a cercare l’incontro con l’uomo in modo particolare sulla via della sua sofferenza’”.

  “Il servizio di accompagnamento, di vicinanza e di cura ai fratelli ammalati, soli, provati spesso da ferite non solo fisiche, ma anche spirituali e morali, vi pone in una posizione privilegiata per testimoniare l’azione salvifica di Dio, il suo amore per l’uomo e per il mondo, che abbraccia anche le situazioni più dolorose e terribili. Il Volto del Salvatore morente sulla croce (...) ci insegna a custodire e a promuovere la vita, in qualunque stadio e in qualsiasi condizione si trovi, riconoscendo la dignità e il valore di ogni singolo essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio e chiamato alla vita eterna”.

  “Questa visione del dolore e della sofferenza illuminata dalla morte e risurrezione di Cristo ci è stata testimoniata dal lento calvario, che ha segnato gli ultimi anni di vita del Beato Giovanni Paolo II (...). La sua profonda umiltà, radicata nell’intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno”.

  “Cari amici, (...) nel servizio che prestate nei diversi ambiti della pastorale della salute, possiate sperimentare che ‘solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e su come Egli mi ama’”.
AC/                              VIS 20111128 (530)

VISITA DEGLI ESPERTI DI MONEYVAL IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2011 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che si sono tenuti dal 21 al 26 novembre 2011 gli incontri degli esperti di MONEYVAL (il gruppo del Consiglio d’Europa che si occupa della valutazione dei sistemi antiriciclaggio dei Paesi membri) con i rappresentanti delle Autorità vaticane competenti nella materia della prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

  “La visita in loco degli esaminatori - prosegue il Comunicato - costituisce un passo nella procedura di valutazione MONEYVAL, promossa su richiesta della Santa Sede dopo l’emanazione della Legge n. CXXVII del 30 dicembre 2010 e iniziata con l’invio il 14 settembre 2011 di un documento preliminare illustrativo del quadro giuridico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, nonché delle iniziative assunte per l’adeguamento agli standard internazionali in materia ( 40+9 Raccomandazioni del GAFI/FATF (Gruppo di Azione Finanziaria Antiriciclaggio) e  metodologia di valutazione concordate con FMI (Fondo Monetario Internazionale) e Banca Mondiale)”.

  “Il gruppo di esperti legali, finanziari e di ‘law enforcement’, - provenienti da diversi paesi (Federazione Russa, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Liechtenstein) e coordinati dal Segretariato di MONEYVAL – hanno incontrato rappresentanti della Segreteria di Stato, del Governatorato, degli Uffici Giudiziari, del Corpo della Gendarmeria, della Prefettura degli Affari Economici, dello IOR (Istituto per le Opere di Religione), dell’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), e della neoistituita Autorità di Informazione Finanziaria”.

  “L’esito di questa procedura sfocerà nel rapporto finale di valutazione che sarà sottoposto alla discussione dell’assemblea plenaria MONEYVAL, presumibilmente a metà del prossimo anno 2012”.
OP/                  VIS 20111128 (250)

CONCERTO IN ONORE DEL PAPA: LA MUSICA CI INNALZA AL MONDO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2011 (VIS).  Nel pomeriggio di oggi, nell’Aula Paolo VI, il Governo del Principato delle Asturie (Spagna) ha offerto un concerto in onore del Pontefice. L’Orchestra Sinfonica del Principato ha interpretato opera di de Falla, Albéniz, Rueda, Strauss e Rimsky-Korsakov. Al termine Benedetto XVI ha rivolto alcune parole agli artisti e al pubblico.

  “Questa sera, per così dire, è stato trasferito in quest’Aula un ‘pezzo’ di Spagna. Abbiamo avuto modo non solo di ascoltare musiche di alcuni tra i più celebri compositori di quella terra, (...)  anche del tedesco Richard Strauss e del russo Nikolai Rimsky-Korsakov, affascinati da quello che, nel libretto di sala, viene definito ‘more hispano’, cioè la maniera ‘ispanica’ di essere, come pure di comporre e di interpretare la musica. Ed è proprio questo l’elemento che accomuna i pezzi così vari che abbiamo ascoltato; essi hanno una caratteristica di fondo: la capacità di comunicare musicalmente sentimenti, emozioni, anzi direi quasi il tessuto quotidiano della vita. E questo soprattutto perché chi compone ‘more hispano’ è quasi naturalmente portato a fondere in armonia gli elementi del folclore, della canzone popolare, che vengono dal vivere di ogni giorno, con quella che chiamiamo ‘musica colta’". (...)
  “C’è un altro elemento che emerge costantemente nelle composizioni ‘more hispano’ ed è quello religioso di cui è profondamente intrisa la gente della Spagna; lo aveva colto molto bene Rimsky-Korsakov, che nello splendido Capriccio Spagnolo, utilizzando canti e balli folcloristici di Spagna, include vari temi di melodie popolari religiose (...). Sono le meraviglie che opera la musica, questo linguaggio universale che ci permette di superare ogni barriera e di entrare nel mondo dell’altro, di una Nazione, di una cultura, e ci permette anche (...) di innalzarci al mondo di Dio”.
BXVI-CONCERTO/                VIS 20111128 (310)
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