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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 29 aprile 2011

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del VI centenario della dedicazione della Cattedrale di Wloclawek (Polonia), che avranno luogo il 26 giugno 2011.
NA/ VIS 20110429 (50)

CELEBRAZIONI BEATIFICAZIONE SERVO DI DIO GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo un incontro con i giornalisti per spiegare ed illustrare gli eventi relativi alla Beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; Monsignor Marco Frisina, Direttore dell’Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma; Don Walter Insero, Responsabile dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma, il Dottor Comm. Angelo Scelzo, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Padre Lombardi ha spiegato che, questa mattina, nelle Grotte Vaticane: “ha avuto luogo la apertura della tomba di Giovanni Paolo II e l’estrazione della teca contenente il corpo del Servo di Dio”.

“Come si ricorderà, il Papa è stato sepolto all’interno di tre casse. La prima, di legno, è quella che era esposta durante il funerale. La seconda è di piombo e sigillata. La terza, esterna, è nuovamente di legno, ed è quella che si è vista questa mattina al momento della estrazione dalla tomba, in buono stato di conservazione, pur manifestando alcuni segni del tempo”.

“Dopo le operazioni di apertura della tomba, iniziate al mattino presto, la teca è rimasta esposta su un carrello, sopra il luogo della tomba, fino alle ore 9:00, quando ha avuto luogo un breve momento di preghiera e il Cardinale Angelo Comastri ha intonato il canto delle litanie”.

“Oltre al Cardinale Comastri, l’Arcivescovo Giuseppe D’Andrea e il Vescovo Vittorio Lanzani, per la Basilica e il Capitolo di San Pietro, erano presenti: il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato; il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia) e Segretario Particolare di Giovanni Paolo II; l’Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto della Segreteria di Stato; l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, Segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; l’Arcivescovo Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II e l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute; Suor Tobiana e le suore dell’appartamento pontificio di Giovanni Paolo II; il Commendator Angelo Gugel, i Responsabili della Gendarmeria e della Guardia Svizzera, e altre persone”.

“In totale alcune decine di persone, compresi gli operai della Fabbrica di San Pietro che hanno svolto il loro compito con grande devozione e profonda partecipazione spirituale”.

“Al canto delle litanie, con un percorso brevissimo, la teca è stata portata davanti alla tomba di San Pietro, sempre al livello delle Grotte Vaticane e ricoperta da un ampio drappo ricamato in oro”.

“Il Cardinale Segretario di Stato ha recitato una breve preghiera conclusiva e l’assemblea si è sciolta verso le 9.15”.

“La grande lapide tombale, rimossa e posta in altra parte delle Grotte, è conservata intatta e sarà trasportata a Cracovia per essere poi collocata in una nuova chiesa da dedicare al Beato”.

“La teca, come già comunicato rimarrà nelle Grotte fino a domenica mattina, quando sarà portata nella Basilica, davanti all’altare centrale, per l’omaggio del Santo Padre e dei fedeli dopo la Beatificazione. Nel frattempo le Grotte sono chiuse al pubblico”.

“La reposizione stabile del corpo del Beato sotto l’altare della cappella di San Sebastiano avverrà probabilmente la sera di lunedì 2 maggio dopo la chiusura serale della Basilica”.

Monsignor Frisina ha spiegato che la celebrazione della Veglia di preghiera del 30 aprile (20:00-22:30) al Circo Massimo – a cui si potrà accedere a partire dalle 17:30 – sarà animata dal Coro della Diocesi di Roma e dall’Orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia da lui diretta. Il Coro della Comunità filippina di Roma e il coro “Gaudium Poloniae” eseguiranno due brani tradizionali.

La prima parte della Veglia sarà una celebrazione della Memoria in ricordo delle parole e dei gesti di Giovanni Paolo II. “Sul palco” – ha detto il Monsignor Frisina – “sarà esposta una grande riproduzione dell’immagine di Maria Salus Populi Romani, patrona della città di Roma. In un montaggio commovente rivivremo gli ultimi mesi del pontificato di Giovanni Paolo II, segnati dalla sofferenza”.

“Avremo poi le preziose testimonianze di alcuni stretti collaboratori del Papa, il Dottor Navarro-Valls, il Cardinale Stanislaw Dziwisz, e la toccante testimonianza della suora francese Sr. Marie Simon-Pierre, la cui guarigione miracolosa ha aperto la via alla beatificazione. Inoltre in alcuni brevi filmati ascolteremo anche le testimonianze di alcuni giovani di Roma riguardo all’importanza dell’esempio e della parola del Beato nella loro vita”. Al termine di questa prima parte sarà eseguito il canto “Totus tuus”, composto da Monsignor Frisina per il 50° dell’ordinazione sacerdotale di Giovanni Paolo II (1996).

Monsignor Frisina ha precisato, inoltre, che la seconda parte della Veglia di Preghiera avrà inizio con una introduzione del Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il quale “presenterà in sintesi la personalità spirituale e pastorale del Beato”. Seguirà la recita del Rosario che verrà celebrato in collegamento diretto con cinque Santuari mariani del mondo. Ognuno dei Misteri del Rosario sarà legato ad una intenzione di preghiera, cara a Giovanni Paolo II: nel Santuario di Łagniewniki in Cracovia, l’Intenzione di preghiera saranno i Giovani; nel Santuario di Kawekamo – Bugando (Tanzania), l’Intenzione di preghiera sarà la Famiglia; nel Santuario di Notre Dame du Lebanon – Harissa in Libano, l’Intenzione di preghiera sarà l’Evangelizzazione; nella Basilica di Sancta Maria de Guadalupe, Città del Messico, l’Intenzione di preghiera sarà la speranza e la pace dei popoli; nel Santuario di Fatima, l’Intenzione di preghiera sarà la Chiesa. Infine, in collegamento dal Palazzo Apostolico, Benedetto XVI reciterà l’Orazione finale e impartirà la Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti.

Alla ore 9:00, prima della Messa di Beatificazione del 1° maggio, Domenica Ottava di Pasqua o della Divina Misericordia, è in programma un’ora di preparazione alla Messa, durante la quale si reciterà la Coroncina della Divina Misericordia, devozione introdotta da Santa Faustina Kowalska e tanto cara al Beato Giovanni Paolo II. Questa preparazione terminerà con una Invocazione della Misericordia di Dio sul mondo con il canto “Jezu ufam tobie”, (Gesù confido in te).

Seguirà la Santa Messa con i testi della Domenica dell’Ottava di Pasqua. Al termine della formula di beatificazione, quando si scoprirà l’Arazzo che raffigura il nuovo Beato, verrà cantato l’Inno del Beato in lingua latina, che verrà eseguito per intero al termine della Celebrazione mentre verrà portata solennemente, presso l’altare, una reliquia del Beato per la venerazione di tutto il popolo di Dio.

La Messa di Ringraziamento, lunedì 2 maggio, alle ore 10:30, in Piazza San Pietro, presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, sarà preceduta da un’ora di preparazione in cui ascolteremo alcune poesie del Beato declamate da un attore polacco e da un attore italiano. La celebrazione eucaristica sarà animata dal Coro della Diocesi di Roma, con la partecipazione del Coro di Varsavia e dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Katowice (Polonia). I testi liturgici saranno quelli propri del nuovo Beato.

Don Walter Insero, Responsabile dell’Ufficio Comunicazioni del Vicariato di Roma, ha precisato alcune caratteristiche delle cerimonie della Beatificazione, fra cui la “Notte Bianca” di preghiera che Roma vivrà per la prima volta.

“A partire dalle 23:00” – ha detto Don Insero – “sarà possibile continuare a pregare fino all’alba in otto chiese del centro che si trovano lungo il percorso che dal Circo Massimo conduce alla Basilica di San Pietro: Santa Anastasia; San Bartolomeo all’Isola; Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona con un gruppo di ragazzi polacchi; San Marco al Campidoglio; Santissimo Nome di Gesù all’Argentina; Santa Maria in Vallicella; Sant’Andrea della Valle e San Giovanni dei Fiorentini”.

“I giovani di Roma, animatori di questa notte di fede, accoglieranno i pellegrini invitandoli ad entrare in Chiesa e ad unirsi in preghiera. Nel corso della notte, seguendo uno schema comune adottato nelle chiese interessate, sono previste la lettura e la meditazione della Parola di Dio, il silenzio e l’adorazione eucaristica; la lettura di alcuni testi di Giovanni Paolo II rivolti ai giovani, testimonianze di alcuni giovani; canti eseguiti dai gruppi giovanili, recita del Rosario e Coroncina della Divina Misericordia. In queste otto chiese (...) numerosi sacerdoti hanno offerto la loro disponibilità per l’ascolto delle confessioni”.

Don Walter Insero ha inoltre annunciato che la Mensa per i poveri e il Centro di ascolto della Caritas di Roma della Stazione Termini saranno dedicati al Beato Giovanni Paolo II ed ha affermato: “È il segno di carità che la Diocesi di Roma promuove a ricordo del suo amato Vescovo, per ricordare la sua sollecitudine pastorale verso i più poveri”.

“In preparazione della Beatificazione di Giovanni Paolo II” – ha precisato ancora Don Insero – “il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali del Vaticano, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano, l’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, hanno realizzato un importante progetto di comunicazione riguardante i social network: ‘Sentinelle digitali’".

“L'iniziativa ha creato gruppi di fedeli, giovani e meno giovani, che sul web, e specialmente su ‘Facebook’ e ‘Twitter’, portano nel ‘mondo digitale’ la testimonianza e l’insegnamento del nuovo Beato. Tutta l'iniziativa è descritta in questa pagina internet: http://www.pope2you.net/index.php?id_testi=61 Ma il grande evento che le sentinelle digitali stanno organizzando sarà ancora più innovativo: attraverso il canale ufficiale di Twitter (aperto dal Vaticano per la Beatificazione del Papa) http://twitter.com/#!/Pope2YouVatican e la pagina di Facebook della Radio Vaticana (http://www.facebook.com/#!/vatican.johnpaul2) sarà possibile seguire la diretta delle celebrazioni per la Beatificazione. Inoltre sul sito Pope2You.net sarà possibile seguire lo streaming, disponibile anche per iPhone ed iPad ed anche sul sito http://www.vatican.va/video.

“Il progetto delle ‘Sentinelle digitali’ lanciato il 5 aprile scorso” – ha concluso Don Walter Insero – “ha avuto una ottima accoglienza e risonanza mediatica. (...)
Quasi 1000 persone, (opinion leader, giornalisti specializzati, reporter) sono pronte a seguire il nostro live su Twitter. Più di 3000 persone su Facebook stanno popolando i nostri gruppi di ‘Sentinelle’, tra le quali c'è grandissimo entusiasmo. Sono state veicolate quasi 40.000 cartoline digitali con frasi di Giovanni Paolo II rivolte ai giovani, grazie al nuovo servizio Pope2You”.
OP/ VIS 20110429 (1650)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2011 (VIS). In occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II, il 1° maggio prossimo, il servizio di notizie del Vatican Information Service sarà trasmesso sabato 30 aprile e domenica 1° maggio.
.../ VIS 20110429 (40)

giovedì 28 aprile 2011

INAUGURAZIONE DOMANI MOSTRA DEDICATA GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2011 (VIS). “Giovanni Paolo II – Un omaggio di Benedetto XVI in occasione della Beatificazione” è il titolo della mostra che si inaugura domani nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano e che rimarrà aperta al pubblico fino al 24 luglio prossimo.

La mostra, a cura del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in collaborazione con l’Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede e con il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia, si suddivide in quindici sezioni che illustrano la vita e il pontificato di Karol Wojtyla, dall’infanzia e la gioventù a Wadowice fino alla fase conclusiva della sua esistenza e ai solenni funerali dell’8 aprile 2005, in una ricca e completa presentazione di tutti i momenti e gli aspetti della vita del nuovo Beato.

Durante la cerimonia di inaugurazione, alla presenza del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e di numerose altre Autorità, verrà presentata ufficialmente l’emissione filatelica congiunta tra Stato della Città del Vaticano e Poczta Polska.
.../ VIS 20110428 (180)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Virgilio do Nascimento Antunes, Vescovo della Diocesi di Coimbra (superficie: 5.300; popolazione: 564.300; cattolici: 507.000; sacerdoti: 187; religiosi: 332; diaconi permanenti: 8), Portogallo. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 in São Mamede (Portogallo) ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. Finora Rettore del Santuario “Nossa Senhora de Fátima” (Portogallo), succede al Vescovo Albino Mamede Cleto, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110428 (100)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Varkey Vithayathil, C.SS.R., Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Anagamaly dei Siro-Malabaresi, il 1° aprile, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Patrick Vincent Ahern, già Ausiliare di New York (Stati Uniti d’America), il 19 marzo, all’età di 92 anni.

- Il Vescovo William Henry Bullock, emerito di Madison (Stati Uniti d’America), il 3 aprile, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Louis Dufaux, emerito di Grenoble (Francia), il 14 aprile, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Ioan Şişeştean, di Maramureş dei Romeni (Romania), il 12 aprile, all’età di 74 anni.
.../ VIS 20110428 (120)

mercoledì 27 aprile 2011

GIOVEDÌ SANTO: MESSA CRISMALE E NELLA CENA DEL SIGNORE

CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2011 (VIS). Oggi, Giovedì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali del mondo. La Messa del Crisma è stata concelebrata dal Santo Padre con i Cardinali, i Vescovi ed i Presbiteri - diocesani e religiosi - presenti a Roma. Dopo l’omelia, ha avuto luogo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, la benedizione dell’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il crisma.

Nell’omelia il Santo Padre ha spiegato che: “Al centro della liturgia di questa mattina sta la benedizione degli oli sacri (...) L’olio dei catecumeni. Quest’olio indica come un primo modo di essere toccati da Cristo e dal suo Spirito – un tocco interiore col quale il Signore attira le persone vicino a sé. (...) Dio ama gli uomini. Egli viene incontro all’inquietudine del nostro cuore (...) Il conoscere Dio non si esaurisce mai. (...) Rimaniamo continuamente in cammino verso di Lui, nella nostalgia di Lui, nell’accoglienza sempre nuova di conoscenza e di amore!”.

“C’è poi l’olio per l’Unzione degli infermi. (...) Il guarire è un incarico primordiale affidato da Gesù alla Chiesa (...) La prima e fondamentale guarigione avviene nell’incontro con Cristo che ci riconcilia con Dio e risana il nostro cuore affranto. Ma oltre questo compito centrale fa parte della missione essenziale della Chiesa anche la guarigione concreta della malattia e della sofferenza”.

“Al terzo posto” – ha proseguito il Pontefice – “c’è infine il più nobile degli oli ecclesiali, il crisma (...). Nella Chiesa quest’olio serve soprattutto per l’unzione nella Confermazione e nelle Ordinazioni sacre. (...) Battesimo e Confermazione costituiscono l’ingresso in questo popolo di Dio, che abbraccia tutto il mondo; l’unzione nel Battesimo e nella Confermazione è un’unzione che introduce in questo ministero sacerdotale per l’umanità. I cristiani sono popolo sacerdotale per il mondo. I cristiani dovrebbero rendere visibile al mondo il Dio vivente, testimoniarLo e condurre a Lui. Quando parliamo di questo nostro comune incarico,
in quanto siamo battezzati, ciò non è una ragione per farne un vanto. È una domanda che, insieme, ci dà gioia e ci inquieta: (...) Apriamo agli uomini l’accesso a Dio o piuttosto lo nascondiamo? (...) Non è forse vero che l’Occidente, i Paesi centrali del cristianesimo sono stanchi della loro fede e, annoiati della propria storia e cultura, non vogliono più conoscere la fede in Gesù Cristo?”

“Nonostante tutta la vergogna per i nostri errori, non dobbiamo, però, dimenticare” – ha concluso il Pontefice – “che anche oggi esistono esempi luminosi di fede; che anche oggi vi sono persone che, mediante la loro fede e il loro amore, danno speranza al mondo. Quando il prossimo 1o maggio verrà beatificato Papa Giovanni Paolo II, penseremo pieni di gratitudine a lui quale grande testimone di Dio e di Gesù Cristo nel nostro tempo, quale uomo colmato di Spirito Santo”.

Alle 17:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Benedetto XVI ha presieduto la concelebrazione della Santa Messa nella Cena del Signore. Come il Signore con gli Apostoli, il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici sacerdoti. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Santo Padre un’offerta per le vittime del terremoto e dello tsunami in Giappone.

Nel commentare nell’omelia le parole di Gesù nell’Ultima Cena, il Papa ha detto Gesù: “Nel suo intimo ha atteso quel momento in cui avrebbe donato se stesso ai suoi sotto le specie del pane e del vino. (...) Gesù ha desiderio di noi, ci attende. E noi, abbiamo veramente desiderio di Lui? (...) Bramiamo la sua vicinanza, il diventare una cosa sola con Lui, di cui Egli ci fa dono nella santa Eucaristia? Oppure siamo indifferenti, distratti, pieni di altro?”.

“Da Luca e soprattutto da Giovanni sappiamo che Gesù nella sua preghiera durante l’Ultima Cena ha anche rivolto suppliche al Padre. (...) Vorrei in quest’ora scegliere soltanto una supplica che, secondo Giovanni, Gesù ha ripetuto quattro volte nella sua Preghiera sacerdotale. (...) Essa rimane continuamente la sua preghiera al Padre per noi: è la preghiera per l’unità. (...) L’unità dei cristiani può esserci soltanto se i cristiani sono intimamente uniti a Lui, a Gesù”.

“Con l’Eucaristia nasce la Chiesa” – ha ricordato il Pontefice – “L’Eucaristia è Sacramento dell’unità. Essa giunge fin nel mistero trinitario, e crea così al contempo l’unità visibile”.

“E sappiamo che Gesù prega per la fede di Pietro e dei suoi successori. (...) Gesù predice a Pietro la sua caduta e la sua conversione. (...) Tutti noi dobbiamo sempre di nuovo imparare ad accettare Dio e Gesù Cristo così come Egli è, e non come noi vorremmo che fosse. Anche noi stentiamo ad accettare che Egli si sia legato ai limiti della sua Chiesa e dei suoi ministri”.

“Tutti noi abbiamo bisogno di conversione che accoglie Gesù nel suo essere-Dio ed essere-Uomo. Abbiamo bisogno dell’umiltà del discepolo che segue la volontà del Maestro. In quest’ora vogliamo pregarLo di guardare anche a noi come ha guardato Pietro, nel momento opportuno, con i suoi occhi benevoli, e di convertirci”.

“Il servizio dell’unità ha il suo luogo visibile nella celebrazione della santa Eucaristia. Cari amici, per il Papa è un grande conforto sapere che in ogni Celebrazione eucaristica tutti pregano per lui; che la nostra preghiera si unisce alla preghiera del Signore per Pietro. Solo grazie alla preghiera del Signore e della Chiesa” – ha concluso il Santo Padre – “il Papa può corrispondere al suo compito di confermare i fratelli – di pascere il gregge di Gesù e di farsi garante per quell’unità che diventa testimonianza visibile della missione di Gesù da parte del Padre”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (940)

VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO

CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2011 (VIS). Alle ore 17:00 di oggi, Venerdì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Durante la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni; quindi il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto l’omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l’adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

Alle 21:00 il Santo Padre ha presieduto al Colosseo la Via Crucis. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti da Suor Maria Rita Piccione, dell’Ordine di Sant’Agostino, del Monastero dei Santi Quattro Coronati in Roma.

Benedetto XVI ha seguito la cerimonia dal colle Palatino. La Croce è stata portata nelle diverse Stazioni dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, da una famiglia romana con cinque figli, tre gemelli di sei anni e due gemelli di due anni, una famiglia dell’Etiopia, due Monache agostiniane, un frate francescano egiziano, una ragazza egiziana, un malato in sedia a rotelle accompagnato da un volontario dell’UNITALSI e due frati francescani della Custodia di Terra Santa.

Al termine della Via Crucis, il Santo Padre ha pronunciato le seguenti parole:

“Questa notte abbiamo rivissuto, nel profondo del nostro cuore, il dramma di Gesù, carico del dolore, del male, del peccato dell’uomo”.

“Guardiamo bene quell’uomo crocifisso tra la terra e il Cielo, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell’amore, anzi della vastità dell’amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare: Dio si è piegato su di noi, si è abbassato fino a giungere nell’angolo più buio della nostra vita per tenderci la mano e tirarci a sé, portarci fino a Lui. La Croce ci parla dell’amore supremo di Dio e ci invita a rinnovare, oggi, la nostra fede nella potenza di questo amore, a credere che in ogni situazione della nostra vita, della storia, del mondo, Dio è capace di vincere la morte, il peccato, il male, e di donarci una vita nuova, risorta. Nella morte in croce del Figlio di Dio, c’è il germe di una nuova speranza di vita, come il chicco che muore dentro la terra”.

“Fissiamo il nostro sguardo su Gesù Crocifisso e chiediamo nella preghiera: Illumina, Signore, il nostro cuore, perché possiamo seguirti sul cammino della Croce, fa’ morire in noi l’’uomo vecchio’, legato all’egoismo, al male, al peccato, rendici ‘uomini nuovi’, uomini e donne santi, trasformati e animati dal tuo amore”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (460)

SABATO SANTO: RAGIONE CREATRICE PRINCIPIO DI TUTTE LE COSE

CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2011 (VIS). Alle 21:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua. La Veglia ha avuto inizio nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale e il canto dell’Exsultet, sono seguite la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali. Nel corso della Liturgia Battesimale il Papa ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana a sei catecumeni provenienti da diversi Paesi.

“Due grandi segni” – ha detto il Papa nell’omelia – “caratterizzano la celebrazione liturgica della Veglia Pasquale. C’è innanzitutto il fuoco che diventa luce. (...) Il secondo segno è l’acqua. (...) Caratteristica del tutto essenziale della Veglia è anche il fatto che essa ci conduce ad un ampio incontro con la parola della Sacra Scrittura”.

“La Chiesa vuole condurci, attraverso una grande visione panoramica” – ha spiegato il Papa – “lungo la via della storia della salvezza, dalla creazione attraverso l’elezione e la liberazione di Israele fino alle testimonianze profetiche, con le quali tutta questa storia si dirige sempre più chiaramente verso Gesù Cristo”.

“Il cammino attraverso le vie della Sacra Scrittura comincia, nella Veglia Pasquale, con il racconto della creazione” – ha proseguito il Pontefice – “Con ciò la liturgia vuole dirci che anche il racconto della creazione è una profezia. Non è un’informazione sullo svolgimento esteriore del divenire del cosmo e dell’uomo. (...) Ora, ci si può chiedere: ma è veramente importante nella Veglia Pasquale parlare anche della creazione? (...) Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini, sminuirla, non vedere più il suo vero ordine di grandezza”.

“La Chiesa non è una qualsiasi associazione che si occupa dei bisogni religiosi degli uomini, ma che ha, appunto, lo scopo limitato di tale associazione. No, essa porta l’uomo in contatto con Dio e quindi con il principio di ogni cosa. Per questo Dio ci riguarda come Creatore, e per questo abbiamo una responsabilità per la creazione”.

“Il racconto della creazione ci dice, dunque, che il mondo è un prodotto della Ragione creatrice. E con ciò esso ci dice che all’origine di tutte le cose non stava ciò che è senza ragione, senza libertà, bensì il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice, è l’amore, è la libertà”.

“Se l’uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell’evoluzione in qualche posto al margine dell’universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all’inizio, la Ragione creatrice, divina”.

“Il Sabato è il settimo giorno della settimana” – ha proseguito il Pontefice – “Dopo sei giorni, in cui l’uomo partecipa, in un certo senso, al lavoro della creazione di Dio, il Sabato è il giorno del riposo. Ma nella Chiesa nascente è successo qualcosa di inaudito: al posto del Sabato, del settimo giorno, subentra il primo giorno. Come giorno dell’assemblea liturgica, esso è il giorno dell’incontro con Dio mediante Gesù Cristo, il quale nel primo giorno, la Domenica, ha incontrato i suoi come Risorto dopo che essi avevano trovato vuoto il sepolcro”.

“Questo incontro avviene sempre nuovamente nella celebrazione dell’Eucaristia, in cui il Signore entra di nuovo in mezzo ai suoi e si dona a loro, si lascia, per così dire, toccare da loro, si mette a tavola con loro. Questo cambiamento è un fatto straordinario, se si considera che il Sabato, il settimo giorno come giorno dell’incontro con Dio, è profondamente radicato nell’Antico Testamento”.

“Il primo giorno” – ha detto ancora il Papa – “secondo il racconto della Genesi, è il giorno in cui prende inizio la creazione. Ora esso era diventato in un modo nuovo il giorno della creazione, era diventato il giorno della nuova creazione. Noi celebriamo il primo giorno. Con ciò celebriamo Dio, il Creatore, e la sua creazione. Sì, credo in Dio, Creatore del cielo e della terra. E celebriamo il Dio che si è fatto uomo, ha patito, è morto ed è stato sepolto ed è risorto”.

“Celebriamo la vittoria definitiva del Creatore e della sua creazione” – ha concluso il Pontefice – “Celebriamo questo giorno come origine e, al tempo stesso, come meta della nostra vita. Lo celebriamo perché ora, grazie al Risorto, vale in modo definitivo che la ragione è più forte dell’irrazionalità, la verità più forte della menzogna, l’amore più forte della morte. Celebriamo il primo giorno, perché sappiamo che la linea oscura che attraversa la creazione non rimane per sempre”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (770)

PASQUA: RISURREZIONE DÀ FORZA AD OGNI SPERANZA UMANA

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2011 (VIS). Questa mattina, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa della Pasqua di Risurrezione del Signore in Piazza San Pietro. Alle 12:00 dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo avevano ascoltato attraverso la radio e la televisione il Messaggio del quale riportiamo ampi estratti:

“Cristo è risorto! L’eco di questo avvenimento, partita da Gerusalemme venti secoli fa, continua a risuonare nella Chiesa, che porta viva nel cuore la fede vibrante di Maria, la Madre di Gesù, la fede di Maddalena e delle altre donne, che per prime videro il sepolcro vuoto, la fede di Pietro e degli altri Apostoli”.

“Come i raggi del sole, a primavera, fanno spuntare e schiudere le gemme sui rami degli alberi, così l’irradiazione che promana dalla Risurrezione di Cristo dà forza e significato ad ogni speranza umana, ad ogni attesa, desiderio, progetto. Per questo il cosmo intero oggi gioisce, coinvolto nella primavera dell’umanità, che si fa interprete del muto inno di lode del creato. L’alleluia pasquale, che risuona nella Chiesa pellegrina nel mondo, esprime l’esultanza silenziosa dell’universo, e soprattutto l’anelito di ogni anima umana sinceramente aperta a Dio, anzi, riconoscente per la sua infinita bontà, bellezza e verità”.
Giustifica
"’Nella tua risurrezione, o Cristo, gioiscano i cieli e la terra’. A questo invito alla lode, che si leva oggi dal cuore della Chiesa, i ‘cieli’ rispondono pienamente (...) In Cielo tutto è pace e letizia. Ma non è così, purtroppo, sulla terra! Qui, in questo nostro mondo, l’alleluia pasquale contrasta ancora con i lamenti e le grida che provengono da tante situazioni dolorose: miseria, fame, malattie, guerre, violenze. Eppure, proprio per questo Cristo è morto ed è risorto! È morto anche a causa dei nostri peccati di oggi, ed è risorto anche per la redenzione della nostra storia di oggi. Perciò, questo mio messaggio vuole raggiungere tutti e, come annuncio profetico, soprattutto i popoli e le comunità che stanno soffrendo un’ora di passione, perché Cristo Risorto apra loro la via della libertà, della giustizia e della pace”.

“Possa gioire la Terra che, per prima, è stata inondata dalla luce del Risorto. Il fulgore di Cristo raggiunga anche i Popoli del Medio Oriente, affinché la luce della pace e della dignità umana vinca le tenebre della divisione, dell’odio e delle violenze. In Libia la diplomazia ed il dialogo prendano il posto delle armi e si favorisca, nell’attuale situazione conflittuale, l’accesso dei soccorsi umanitari a quanti soffrono le conseguenze dello scontro. Nei Paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente, tutti i cittadini - ed in particolare i giovani - si adoperino per promuovere il bene comune e per costruire società, dove la povertà sia sconfitta ed ogni scelta politica risulti ispirata dal rispetto per la persona umana”.

“Ai tanti profughi e ai rifugiati, che provengono da vari Paesi africani e sono stati costretti a lasciare gli affetti più cari arrivi la solidarietà di tutti; gli uomini di buona volontà siano illuminati ad aprire il cuore all’accoglienza, affinché in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità impellenti di tanti fratelli; a quanti si prodigano in generosi sforzi e offrono esemplari testimonianze in questa direzione giunga il nostro conforto e apprezzamento”.

“Possa ricomporsi la civile convivenza tra le popolazioni della Costa d’Avorio, dove è urgente intraprendere un cammino di riconciliazione e di perdono per curare le profonde ferite provocate dalle recenti violenze. Possano trovare consolazione e speranza la terra del Giappone, mentre affronta le drammatiche conseguenze del recente terremoto, e i Paesi che nei mesi scorsi sono stati provati da calamità naturali che hanno seminato dolore e angoscia”.

“Gioiscano i cieli e la terra per la testimonianza di quanti soffrono contraddizioni, o addirittura persecuzioni per la propria fede nel Signore Gesù. L’annuncio della sua vittoriosa risurrezione infonda in loro coraggio e fiducia”.

Al termine del Messaggio e prima della Benedizione Urbi et Orbi, il Papa ha rivolto gli auguri di Buona Pasqua in 65 lingue.
BXVI-SETTIMANA SANTA/ VIS 20110427 (680)

REGINA COELI: ESSERE TESTIMONI DEL SIGNORE RISORTO

CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2011 (VIS). Benedetto XVI, che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto la residenza pontificia di Castel Gandolfo, alle 12:00 di questa mattina si è affacciato al balcone centrale del Palazzo Apostolico ed ha guidato la recita del Regina Coeli con i fedeli presenti. La preghiera è stata trasmessa in collegamento audio-video con Piazza San Pietro.

“La Risurrezione del Signore segna il rinnovamento della nostra condizione umana. Cristo ha sconfitto la morte, causata dal nostro peccato, e ci riporta alla vita immortale. Da tale evento promana l’intera vita della Chiesa e l’esistenza stessa dei cristiani. Lo leggiamo proprio oggi, Lunedì dell’Angelo, nel primo discorso missionario della Chiesa nascente: ‘Questo Gesù – proclama l’Apostolo Pietro – Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni’”.

“In che modo possiamo incontrare il Signore e diventare sempre più suoi autentici testimoni? San Massimo di Torino afferma: ‘Chiunque vuole raggiungere il Salvatore, per prima cosa lo deve porre con la propria fede alla destra della divinità e collocarlo con la persuasione del cuore nei cieli’, deve cioè imparare a rivolgere costantemente lo sguardo della mente e del cuore verso l’altezza di Dio, dove è il Cristo risorto. Nella preghiera, nell’adorazione, dunque, Dio incontra l’uomo. (...) Solo se sappiamo rivolgerci a Dio, pregarLo, noi possiamo scoprire il significato più profondo della nostra vita, e il cammino quotidiano viene illuminato dalla luce del Risorto”.

“Cari amici, la Chiesa, in Oriente e in Occidente, oggi festeggia san Marco evangelista” – ha ricordato infine Benedetto XVI – “sapiente annunciatore del Verbo e scrittore delle dottrine di Cristo – come in antico veniva definito. Egli è anche il Patrono della città di Venezia, dove, a Dio piacendo, mi recherò in visita pastorale il 7 e 8 maggio prossimo”.

Dopo la recita del Regina Coeli il Papa ha salutato i rappresentanti dell’Associazione ‘Meter’, promotrice della Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, ed ha detto: “Li incoraggio a proseguire la loro opera di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative: penso in particolare alle parrocchie, agli oratori e alle altre realtà ecclesiali che si dedicano con generosità alla formazione delle nuove generazioni”.
ANG/ VIS 20110427 (370)

RELIQUIA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede a proposito della reliquia del Beato Giovanni Paolo II che sarà esposta nella cerimonia di Beatificazione, il 1° maggio prossimo.

“La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli in occasione della Beatificazione del Papa Giovanni Paolo II è una piccola ampolla di sangue, inserita nel prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. È opportuno spiegare brevemente, ma con precisione, l’origine di tale reliquia”.

“Negli ultimi giorni della malattia del Santo Padre, il personale medico addetto compì prelievi di sangue, da mettere a disposizione del Centro Emotrasfusionale dell’Ospedale Bambino Gesù in vista di un’eventuale trasfusione. Tale Centro, diretto dal professor Isacchi, era infatti incaricato di questo servizio medico per il Papa”.

“Tuttavia non ebbe poi luogo alcuna trasfusione, e il sangue prelevato rimase conservato in quattro piccoli contenitori. Due di questi sono rimasti a disposizione del Segretario particolare del Papa Giovanni Paolo II, il Cardinale Dziwisz; gli altri due sono rimasti presso l’Ospedale Bambino Gesù, devotamente custoditi dalle Suore dell’Ospedale. In occasione della Beatificazione questi due contenitori sono stati collocati in due reliquiari”.

“Il primo verrà presentato alla venerazione dei fedeli in occasione della cerimonia di Beatificazione del 1° maggio, e poi sarà conservato nel ‘Sacrario’ a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, insieme ad altre importanti reliquie. Il secondo verrà riconsegnato all’Ospedale Bambino Gesù, le cui suore avevano già fedelmente custodito la preziosa reliquia negli anni trascorsi”.

“Il sangue si trova allo stato liquido, circostanza che si spiega per la presenza di una sostanza anticoagulante che era presente nelle provette al momento del prelievo”.
OP/ VIS 20110427 (290)

CRISTIANI: TESTIMONI DEL CAMMINO NUOVO DI PASQUA

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2011 (VIS). Il Papa ha raggiunto questa mattina il Vaticano proveniente da Castel Gandolfo, per l’Udienza Generale tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 persone.

“Cristo risorto dai morti è il fondamento della nostra fede.” – ha affermato il Santo Padre – “Dalla Pasqua si irradia, (...) tutta la liturgia della Chiesa, traendo da essa contenuto e significato. (...) La risurrezione di Cristo è l’approdo verso una vita non più sottomessa alla caducità del tempo, una vita immersa nell’eternità di Dio. Nella risurrezione di Gesù inizia una nuova condizione dell’essere uomini, che illumina e trasforma il nostro cammino di ogni giorno e apre un futuro qualitativamente diverso e nuovo per l’intera umanità”.

Nella “Lettera ai Colossesi” San Paolo dice: “‘Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra’”. Però l’Apostolo, ha sottolineato Benedetto XVI “è ben lontano dall'invitare i cristiani, ciascuno di noi, ad evadere dal mondo nel quale Dio ci ha posti. È vero che noi siamo cittadini di un'altra ‘città’, dove si trova la nostra vera patria, ma il cammino verso questa meta dobbiamo percorrerlo quotidianamente su questa terra. Partecipando fin d'ora alla vita del Cristo risorto dobbiamo vivere da uomini nuovi in questo mondo, nel cuore della città terrena”.

“E questa è la via non solo per trasformare noi stessi, ma per trasformare il mondo, per dare alla città terrena un volto nuovo che favorisca lo sviluppo dell'uomo e della società secondo la logica della solidarietà, della bontà, nel profondo rispetto della dignità propria di ciascuno. (...) La Pasqua, quindi, porta la novità di un passaggio profondo e totale da una vita soggetta alla schiavitù del peccato ad una vita di libertà, animata dall’amore, forza che abbatte ogni barriera e costruisce una nuova armonia nel proprio cuore e nel rapporto con gli altri e con le cose”.

“Ogni cristiano, così come ogni comunità, se vive l’esperienza di questo passaggio di Risurrezione, non può non essere fermento nuovo nel mondo, donandosi senza riserve per le cause più urgenti e più giuste, come dimostrano le testimonianze dei Santi in ogni epoca e in ogni luogo. Sono tante anche le attese del nostro tempo: noi cristiani, credendo fermamente che la risurrezione di Cristo ha rinnovato l’uomo senza toglierlo dal mondo in cui costruisce la sua storia, dobbiamo essere i testimoni luminosi di questa vita nuova che la Pasqua ha portato”.

“La Pasqua è dunque” – ha concluso il Pontefice – “dono da accogliere sempre più profondamente nella fede, per poter operare in ogni situazione, con la grazia di Cristo, secondo la logica di Dio, la logica dell’amore”.
AG/ VIS 20110427 (450)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Dario Campos, O.F.M., finora Vescovo di Leopoldina (Brasile), Vescovo di Cachoeiro de Itapemirim (superficie: 10.073; popolazione: 661.000; cattolici: 395.000; sacerdoti: 71; religiosi: 73; diaconi permanenti: 41), Brasile.

- Ha nominato il Vescovo Felipe de Jesús Estévez, Vescovo di Saint Augustine (superficie: 28.575; popolazione: 1.966.314; cattolici: 171.000; sacerdoti: 136; religiosi: 118; diaconi permanenti: 62), Stati Uniti d’America. Finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Miami (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo Victor B. Galeone del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

Martedì 26 aprile il Santo Padre ha nominato il Monsignore Charles C. Thompson, Vescovo di Evansville (superficie: 12.971; popolazione: 501.000; cattolici: 87.800; sacerdoti: 75; religiosi: 255; diaconi permanenti: 52), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato a Louisville (Stati Uniti d’America) nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Finora Vicario Generale e Parroco della “Holy Trinity Parish” a Louisville (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo Gerald Andrew Gettelfinger, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

Giovedì 21 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo Mosè Marcia, Vescovo di Nuoro (superficie: 2.806; popolazione: 124.708; cattolici: 122.447; sacerdoti: 94; religiosi: 125; diaconi permanenti: 8), Italia. Finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Cagliari (Italia), succede al Vescovo Pietro Meloni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110427 (260)

mercoledì 20 aprile 2011

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE SALDARINI

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2011 (VIS). Il Papa ha fatto pervenire all'Arcivescovo Cesare Nosiglia, di Torino (Italia), un telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta ieri all'età di 86 anni, del Cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo emerito della medesima sede.

  "Appresa con tristezza la notizia della morte del Cardinale Giovanni Saldarini dopo lunga infermità vissuta con fiducioso abbandono al Signore, desidero esprimere a Vostra Eccellenza e all'intera comunità diocesana, come pure ai familiari del compianto porporato, la mia profonda partecipazione al loro dolore pensando con affetto a questo caro fratello che ha servito generosamente il Vangelo e la Chiesa. Ricordando con gratitudine l'intensa opera pastorale profusa dapprima quale zelante presbitero e Vescovo Ausiliare di Milano, poi come sollecito e amabile Arcivescovo di codesta Arcidiocesi di Torino, elevo fervide preghiere al Signore perché lo accolga nella sua pace e, di cuore, imparto a quanti ne piangono la scomparsa, la confortatrice Benedizione Apostolica con un pensiero speciale per coloro che lo hanno amorevolmente assistito in questi ultimi anni di malattia".
TGR/                                       VIS 20110420 (180)

POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2011 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione oggi, delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Kazimierz Nycz, Arcivescovo di Warszawa, prenderà possesso del Titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, Via del Monte Oppio, 28.

- Venerdì 29 aprile 2011, alle ore 19:00, il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito, prenderà possesso del Titolo di San Gabriele Arcangelo all'Acqua Traversa, Viale Cortina d'Ampezzo, 144.
OCL/                                               VIS 20110420 (100)

TRIDUO PASQUALE: ACCOGLIERE NOSTRA VITA VOLONTÀ DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2011 (VIS). Tema dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, è stato il Triduo Pasquale "i tre giorni santi in cui la Chiesa fa memoria del mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù".

  "Il Giovedì Santo" - ha spiegato Benedetto XVI - "è il giorno in cui si fa memoria dell'istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio ministeriale. In mattinata, ciascuna comunità diocesana, radunata nella Chiesa Cattedrale attorno al Vescovo, celebra la Messa crismale, nella quale vengono benedetti il sacro Crisma, l'Olio dei catecumeni e l'Olio degli infermi. (...) Durante la Messa crismale avviene anche il rinnovo delle promesse sacerdotali".

  "Nel pomeriggio del Giovedì Santo inizia effettivamente il Triduo pasquale, con la memoria dell'Ultima Cena, nella quale Gesù istituì il Memoriale della sua Pasqua, dando compimento al rito pasquale ebraico. (...) Gli Apostoli vengono costituiti ministri di questo Sacramento di salvezza; ad essi Gesù lava i piedi, invitandoli ad amarsi gli uni gli altri come Lui li ha amati, dando la vita per loro. Ripetendo questo gesto nella Liturgia, anche noi siamo chiamati a testimoniare fattivamente l'amore del nostro Redentore".

  "Il Giovedì Santo" - ha ricordato il Pontefice - "si chiude con l'Adorazione eucaristica, nel ricordo dell'agonia del Signore nell'orto del Getsemani. (...) Nella consapevolezza della sua imminente morte in croce, Egli prova un forte sgomento e si interroga circa i disegni che il Padre gli prospetta".

  Nel ricordare il sonno in cui cadono gli Apostoli che accompagnano Gesù al Giardino degli Ulivi, il Papa ha affermato: "È l'insensibilità nei confronti di Dio, che ci rende insensibili al male". Con la sua morte il Signore "sente tutta la sofferenza dell'umanità" (il calice della passione). La sua volontà è subordinata alla volontà del Padre e trasforma questa volontà naturale in un sì alla volontà di Dio.

  Fare la volontà di Dio, ha aggiunto il Papa "non è una schiavitù, ma è un'entrare nella verità, nell'amore e nel bene. È rivolgere la nostra volontà a Dio". Il dramma del Getsemani si esprime nel fatto che "Gesù, con la sua tristezza, prende su di sé il dramma umano, le nostre sofferenze, la nostra povertà e la trasforma nella volontà di Dio, aprendo così la porta del cielo".

  "Il Venerdì Santo" - ha proseguito il Santo Padre - "faremo memoria della passione e della morte del Signore; adoreremo Cristo Crocifisso, parteciperemo alle sue sofferenze con la penitenza e il digiuno".

  "Infine, nella notte del Sabato Santo, celebreremo la solenne Veglia Pasquale, nella quale ci è annunciata la risurrezione di Cristo, la sua vittoria definitiva sulla morte che ci interpella ad essere in Lui uomini nuovi".

  "Il criterio che ha guidato ogni scelta di Gesù durante tutta la sua vita" - ha sottolineato il Pontefice - "è stata la sua ferma volontà di amare il Padre e di essergli fedele (...) Nel rivivere il santo Triduo" - ha concluso Benedetto XVI - "disponiamoci ad accogliere anche noi nella nostra vita la volontà di Dio, consapevoli che in essa si trova il nostro vero bene, la via della vita. La Vergine Madre ci guidi in questo itinerario, e ci ottenga dal suo Figlio divino la grazia di poter spendere la nostra vita per amore di Gesù, nel servizio dei fratelli".

  Al termine dell'Udienza il Papa si è rivolto ai vari gruppi presenti all'Udienza di oggi, in particolare ai 3.000 studenti che partecipano all'incontro internazionale dell'UNIV, promosso dalla Prelatura dell'Opus Dei ed ha detto: "Cari amici auguro che queste giornate romane siano per tutti voi occasione di riscoperta della persona del Cristo e di forte esperienza ecclesiale perché possiate tornare a casa animati dal desiderio di testimoniare la misericordia del Padre celeste. Così attraverso la vostra vita si realizzerà quanto auspicava San Josemaría Escrivá: 'Il tuo contegno e la tua conversazione siano tali, che tutti nel vederti o nel sentirti parlare, possano dire: ecco uno che legge la vita di Gesù Cristo'".
AG/                                       VIS 20110420 (650)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Faustino Armendáriz Jiménez, Vescovo di Querétaro (superficie: 15.326; popolazione: 1.856.000; cattolici: 1.809.000; sacerdoti: 338; religiosi: 1.071), Messico. Finora Vescovo di Matamoros (Messico), succede al Vescovo Mario de Gasperín Gasperín, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Fernando Natalio Chomalí Garib, Arcivescovo Metropolita di Concepción (superficie: 11.330; popolazione: 1.248.993; cattolici: 645.978; sacerdoti: 121; religiosi: 254; diaconi permanenti: 35), Cile. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santiago de Chile (Cile), è nato a Santiago del Chile (Cile), nel 1957, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1991 e la consacrazione episcopale nel 2006.

- Ha nominato il Vescovo Mylo Hubert Claudio Vergara, Vescovo di Pasig (superficie: 78; popolazione: 1.517.000; cattolici: 1.143.000; sacerdoti: 29; religiosi: 8); Filippine. È stato finora Vescovo di San Jose in Nueva Ecija (Filippine).

- Ha nominato il Reverendo Peter Andrei Comensoli, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Sydney (superficie: 1.264; popolazione: 2.366.000; cattolici: 634.000; sacerdoti: 478; religiosi: 1.583; diaconi permanenti: 5), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Bulli (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Professore nel "Catholic Institute Sydney".

  Martedì 19 aprile il Santo Padre ha nominato il Vescovo George Stack, Arcivescovo Metropolita di Cardiff (superficie: 3.064; popolazione: 1.510.000; cattolici: 144.960; sacerdoti. 94; religiosi: 157; diaconi permanenti: 16), Gran Bretagna. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare di Westminster (Gran Bretagna),  è nato a Cork (Irlanda), nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2001.

NER:RE:NEA/                               VIS 20110420 (270)

lunedì 18 aprile 2011

LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATRICE SPAGNA

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2011 (VIS). Benedetto XVI che oggi festeggia il suo 84° compleanno, ha ricevuto questa mattina in udienza la Signora María Jesús Figa López-Palop, prima signora Ambasciatrice di Spagna presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

All’inizio del suo discorso il Papa ha ricordato la visita, nel novembre scorso, a Santiago de Compostela e a Barcelona, dove - ha detto - “ho riscontrato molte dimostrazioni della vivacità della fede cattolica di queste terre, che hanno dato i natali a tanti santi e dove numerose sono le cattedrali, centri di cultura, ispirate dalla feconda tradizione e fedeltà dei suoi abitanti alle proprie credenze religiose. Ciò comporta anche la responsabilità di relazioni diplomatiche fra Spagna e Santa Sede che procurano di promuovere sempre, con rispetto e collaborazione reciproca, nella legittima autonomia dei rispettivi ambiti, tutto ciò che suscita il bene delle persone e lo sviluppo autentico dei diritti e delle libertà, che comprendono l’espressione della fede e della coscienza, nella sfera pubblica e privata”.

“La Chiesa, nell’esercizio della sua missione” – ha sottolineato il Santo Padre – “cerca il bene integrale di ogni popolo e dei suoi cittadini, operando nell’ambito delle sue competenze e nel pieno rispetto dell’autonomia delle autorità civili, che apprezza, chiedendo a Dio che esse esercitino con generosità, onestà, successo e giustizia il servizio alla società. In questo ambito, nel quale confluiscono la missione della Chiesa e la funzione dello Stato, sono stati conclusi accordi bilaterali fra Spagna e Santa Sede”.

Riferendosi successivamente alla difficile situazione economica mondiale, con la conseguente disoccupazione “che provoca scoraggiamento e frustrazione specialmente nei giovani e nelle famiglie più svantaggiate”, il Papa ha assicurato la sua preghiera affinché Dio “illumini quanti hanno responsabilità pubbliche perché ricerchino con coraggio la via di un utile recupero di tutta la società”. In proposito il Papa ha sottolineato “la benemerita realizzazione delle istituzioni cattoliche per soccorrere prontamente i più bisognosi”.

“La Chiesa” – ha proseguito il Pontefice – “offre quanto le è connaturale e di beneficio alle persone e alle nazioni: offre Cristo, speranza che incoraggia e fortifica, quale antidoto alla delusione di altre proposte fugaci e di un cuore povero di valori, indurito fino al punto di non saper percepire l’autentico significato della vita e il perché delle cose. Questa speranza dà vita alla fiducia e alla collaborazione, cambiando il presente oscuro in forza d’animo per affrontare con speranza il futuro della persona, della famiglia e della società”.

Benedetto XVI ha lamentato che “invece di vivere e organizzare la società in modo da favorire l’apertura alla trascendenza, non mancano forme, di frequente sofisticate, di ostilità contro la fede. (...) In certi ambienti si tende a considerare la religione come un fattore socialmente insignificante, e anche fastidioso. Tutto ciò non giustifica l’emarginazione della fede, a volte con la denigrazione, la canzonatura, la discriminazione e l’indifferenza davanti ad episodi di chiara profanazione, nella violazione del diritto fondamentale della libertà religiosa inerente alla dignità della persona umana, “autentica arma di pace, perché può cambiare e migliorare il mondo”.

“La Chiesa” – ha detto ancora il Papa – “vigila sul rispetto dei diritti umani fondamentali. (...) Vigila sul diritto alla vita umana dal suo inizio alla sua conclusione naturale, perché la vita è sacra e nessuno può disporne indiscriminatamente. Vigila sulla protezione e l’aiuto della famiglia e chiede aiuti economici, sociali e giuridici affinché l’uomo e la donna che contraggono matrimonio e formano una famiglia abbiano il sostegno necessario per compiere la loro vocazione di santuario dell’amore e della vita. Difende anche un’educazione che integri i valori morali e religiosi secondo le convinzioni dei genitori, come è loro diritto, e come conviene allo sviluppo integrale dei giovani. Per lo stesso motivo comprende anche l’insegnamento della religione cattolica in tutti gli istituti per coloro che la scelgono, come prescrive l’ordinamento giuridico”.

Prima di concludere il suo discorso, Benedetto XVI ha auspicato che la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo a Madrid, “dia abbondanti frutti spirituali per la gioventù e per la Spagna. Apprezzo anche la disponibilità, la cooperazione e il generoso aiuto che il Governo della Nazione e le Autorità autonome e locali stanno offrendo per il buon esito di una iniziativa che attrarrà l’attenzione di tutto il mondo e dimostrerà ancora una volta la grandezza del cuore e dello spirito del popolo spagnolo”.
CD/ VIS 20110418 (750)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110418 (60)
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