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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 14 marzo 2011

TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE VITTIME TERREMOTO GIAPPONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all’Arcivescovo Leo Jun Ikenaga, S.I., di Osaka, Presidente della Conferenza Episcopale Giapponese, per le vittime del devastante terremoto e del conseguente tsunami che ha colpito ieri il Giappone.

“Profondamente addolorato dai tragici e repentini effetti del terribile terremoto e del conseguente tsunami che ha colpito la regione costiera nord-orientale del Giappone, Sua Santità Papa Benedetto XVI assicura a tutti coloro che sono stati colpiti la sua vicinanza in questo difficile momento. Egli prega per le vittime e per le famiglie e gli amici in lutto ed invoca le benedizioni divine, fortezza e consolazione. Il Santo Padre esprime anche la sua solidarietà nella preghiera a quanti si adoperano nei soccorsi, nell’assistenza e nel sostegno alle vittime di tale calamità”.
TGR/ VIS 20110314 (140)

SINDACI: PROMOTORI COLLABORAZIONE, SOLIDARIETÀ E UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Membri dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.).

“La molteplicità dei soggetti, delle situazioni, non è in contraddizione con l’unità della Nazione” – ha ribadito il Papa nel suo discorso – “che è richiamata dal 150° anniversario che si sta celebrando. Unità e pluralità sono, a diversi livelli, compreso quello ecclesiologico, due valori che si arricchiscono mutuamente, se vengono tenuti nel giusto e reciproco equilibrio”.

“Due principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità” – ha proseguito il Santo Padre – “sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell’insegnamento sociale della Chiesa. Tale dottrina sociale ha come oggetto verità che non appartengono solo al patrimonio del credente, ma sono razionalmente conoscibili da ogni persona”.

“Questi principi” – ha sottolineato ancora Benedetto XVI – “vanno applicati anche a livello comunale, in un duplice senso: nel rapporto con le istanze pubbliche statali, regionali e provinciali, così come in quello che le autorità comunali hanno con i corpi sociali e le formazioni intermedie presenti nel territorio. (...) Tra esse rientrano numerose realtà ecclesiali, quali le parrocchie, gli oratori, le case religiose, gli istituti cattolici di educazione e di assistenza. Auspico che tale preziosa attività trovi sempre un adeguato apprezzamento e sostegno, anche in termini finanziari”.

“A questo proposito” – ha aggiunto Benedetto XVI – “desidero ribadire che la Chiesa non domanda privilegi, ma di poter svolgere liberamente la sua missione, come richiede un effettivo rispetto della libertà religiosa. Essa consente in Italia la collaborazione che esiste fra la comunità civile e quella ecclesiale. Purtroppo, in altri Paesi le minoranze cristiane sono spesso vittime di discriminazioni e di persecuzioni”.

“Inoltre, vorrei sottolineare l’importanza del tema della ‘cittadinanza’, che avete posto al centro dei vostri lavori. (...) Oggi la cittadinanza si colloca, appunto, nel contesto della globalizzazione, che si caratterizza, tra l’altro, per i grandi flussi migratori. Di fronte a questa realtà, come ho ricordato sopra, bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana. Questa esigenza è avvertita in modo particolare da voi che, come amministratori locali, siete più vicini alla vita quotidiana della gente. Da voi si richiede sempre una speciale dedizione nel servizio pubblico che rendete ai cittadini, per essere promotori di collaborazione, di solidarietà e di umanità”.

“La storia” – ha concluso il Pontefice – “ci ha lasciato l’esempio di Sindaci che con il loro prestigio e il loro impegno hanno segnato la vita delle comunità: giustamente è stata ricordata la figura di Giorgio La Pira, cristiano esemplare e amministratore pubblico stimato. Possa questa tradizione continuare a portare frutto per il bene del Paese e dei suoi cittadini!”.
AC/ VIS 20110314 (470)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110314 (30)

ECLISSI DI DIO COMPORTA NECESSARIAMENTE ECLISSI PECCATO

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2011 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, I Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Nell’introdurre la preghiera mariana il Santo Padre ha spiegato il significato del tempo di Quaresima che costituisce “un itinerario spirituale di preparazione alla Pasqua. Si tratta in sostanza” – ha detto il Papa – “di seguire Gesù che si dirige decisamente verso la Croce, culmine della sua missione di salvezza. Se ci domandiamo: perché la Quaresima? perché la Croce?, la risposta, in termini radicali, è questa: perché esiste il male, anzi, il peccato, che secondo le Scritture è la causa profonda di ogni male”.

“Ma questa affermazione non è affatto scontata” – ha proseguito il Pontefice – “e la stessa parola ‘peccato’ da molti non è accettata, perché presuppone una visione religiosa del mondo e dell’uomo. In effetti è vero: se si elimina Dio dall’orizzonte del mondo, non si può parlare di peccato. Come quando si nasconde il sole, spariscono le ombre; l’ombra appare solo se c’è il sole; così l’eclissi di Dio comporta necessariamente l’eclissi del peccato. Perciò il senso del peccato – che è cosa diversa dal ‘senso di colpa’ come lo intende la psicologia – si acquista riscoprendo il senso di Dio”.

“Di fronte al male morale, l’atteggiamento di Dio è quello di opporsi al peccato e salvare il peccatore. Dio non tollera il male, perché è Amore, Giustizia, Fedeltà; e proprio per questo non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Per salvare l’umanità, Dio interviene: lo vediamo in tutta la storia del popolo ebraico, a partire dalla liberazione dall’Egitto. Dio è determinato a liberare i suoi figli dalla schiavitù per condurli alla libertà. E la schiavitù più grave e più profonda è proprio quella del peccato. Per questo Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo: per liberare gli uomini dal dominio di Satana, origine e causa di ogni peccato’".

“Infatti, entrare in questo Tempo liturgico” – ha concluso il Papa – “significa ogni volta schierarsi con Cristo contro il peccato, affrontare – sia come singoli, sia come Chiesa – il combattimento spirituale contro lo spirito del male”.

Infine il Papa ha detto: “Uno speciale ricordo nella preghiera domando per me e per i miei collaboratori della Curia Romana, che questa sera inizieremo la settimana di Esercizi spirituali”.
ANG/ VIS 20110314 (410)

DIGNITÀ E CORAGGIO POPOLO GIAPPONESE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2011 (VIS). Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha affermato: “Cari fratelli e sorelle, le immagini del tragico terremoto e del conseguente tsunami in Giappone ci hanno lasciato tutti fortemente impressionati”.

“Desidero rinnovare” – ha detto Benedetto XVI – “la mia spirituale vicinanza alle care popolazioni di quel Paese, che con dignità e coraggio stanno facendo fronte alle conseguenze di tali calamità. Prego per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi tremendi eventi. Incoraggio quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per portare aiuto. Rimaniamo uniti nella preghiera. Il Signore ci è vicino!”.
ANG/ VIS 20110314 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joseph Nguyen Tan Tuoc, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Phú Cuong (superficie: 9.543; popolazione: 2.580.000; cattolici: 125.274; sacerdoti: 140; religiosi: 405), Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato a Chanh Hiep (Viêt Nam), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Direttore del Centro di formazione di candidati al sacerdozio nella medesima Diocesi.

Sabato 12 marzo, il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo John Chrisostom Ndimbo, Vescovo di Mbinga (superficie: 11.400; popolazione: 532.019; cattolici: 418.000; sacerdoti: 69; religiosi: 270), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato a Kipololo (Tanzania) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Finora Segretario Esecutivo del Dipartimento di Educazione presso la Conferenza Episcopale della Tanzania, succede al Vescovo Emmanuel A. Mapunda, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Vigevano (Italia), presentata dal Vescovo Claudio Baggini, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Vincenzo Di Mauro, finora Arcivescovo-Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Thumma Bala, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Hyderabad (superficie: 25.319; popolazione: 12.674.000; cattolici: 108.388; sacerdoti: 283; religiosi: 1.080), India. È stato finora Vescovo di Warangal (India).

- Ha nominato il Vescovo Thomas D’Souza, Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Caluctta (superficie: 29.857; popolazione: 32.674.000; cattolici: 165.381; sacerdoti: 237; religiosi; 1.258), India. È stato finora Vescovo di Bagdogra (India).

- Ha eretto la Diocesi di Kondoa (Tanzania), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Dodoma, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Dar-es-Salaam.

- Ha nominato il Reverendo Bernardine Mfumbusa, primo Vescovo di Kondoa (superficie: 13.210; popolazione: 541.345; cattolici: 46.067; sacerdoti: 17; religiosi: 87), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato ad Arusha (Tanzania), nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Vice-Cancelliere degli Affari di Studi Accademici presso l’Università di S. Agostino a Mwanza.
NEC:NER:RE:ECE/ VIS 20110312 (340)

venerdì 11 marzo 2011

FEDELTÀ E SERVIZIO DEL SACERDOZIO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Come ogni anno all’inizio della Quaresima, nella giornata di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha avuto un incontro con i sacerdoti della Diocesi di Roma ed ha tenuto una “lectio divina” ispirata al Capitolo XX degli Atti degli Apostoli, nel quale San Paolo parla ai presbiteri di Efeso, e definisce i doveri del sacerdozio: servizio e fedeltà.

“Prete non lo si è a tempo solo parziale” – ha detto il Santo Padre – “lo si è sempre, con tutta l’anima, con tutto il nostro cuore. Questo essere con Cristo ed essere ambasciatore di Cristo, questo essere per gli altri, è una missione che penetra il nostro essere e deve sempre più penetrare nella totalità del nostro essere”.

L’Apostolo Paolo “non predica un Cristianesimo ‘à la carte’, secondo i propri gusti, non predica un Vangelo secondo le proprie idee teologiche preferite; non si sottrae all’impegno di annunciare tutta la volontà di Dio, anche la volontà scomoda, anche i temi che personalmente non piacciono tanto”.

Riferendosi alla Quaresima appena iniziata il Papa ha parlato di una conversione che si riflette soprattutto in un “cambiamento del pensiero, cioè reale cambiamento della nostra visione della realtà” che non ci porta a concentrarci sulle cose materiali del mondo ma a concentrarci “sulla presenza di Dio nel mondo”.

Nel contempo il Santo Padre ha ribadito l’importanza che deve assumere per i presbiteri la vita spirituale: “Pregare e meditare la Parola di Dio non è tempo perso per la cura delle anime, ma è condizione perché possiamo essere realmente in contatto con il Signore e così parlare di prima mano del Signore agli altri”.

“Dobbiamo essere consapevoli, con gioia” – ha concluso il Pontefice – “che la verità è più forte della menzogna, l’amore è più forte dell’odio, Dio è più forte di tutte le forze avverse a Lui. E con questa gioia, con questa certezza interiore prendiamo la nostra strada (...) tra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo.
AC/ VIS 20110311 (340)

PRESENTAZIONE SECONDO VOLUME GESÙ DI NAZARET

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del secondo volume del Gesù di Nazaret “Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione”, di Papa Joseph Ratzinger. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi ed il Professor Claudio Magris, scrittore e germanista.

“Oltre l’interesse di un libro su Gesù” – ha spiegato il Cardinale Ouellet – “è il libro del Papa che si presenta in umiltà al foro degli esegeti, per confrontarsi con loro sui metodi e sui risultati delle loro ricerche. (...) Io non posso fare a meno di scorgere in questo libro l’aurora di una nuova era dell’esegesi, una promettente era di esegesi teologica”.

“Il Papa dialoga in primo luogo con l’esegesi tedesca ma non ignora importanti autori che appartengono alle aree linguistiche francofona, anglofona e latina”. Il proposito del Santo Padre, ha affermato il Cardinale Ouellet è “quello di ‘trovare il Gesù reale’, non il ‘Gesù storico’ proprio del filone dominante dell’esegesi critica, ma il ‘Gesù dei Vangeli’ ascoltato in comunione con i discepoli di Gesù d’ogni tempo”.

“Anche se l’Autore si preclude d’offrire un Insegnamento ufficiale della Chiesa” – ha affermato il Cardinale Ouellet – “è facile immaginare che la sua autorità scientifica e la ripresa in profondità di certe questioni disputate saranno di grande aiuto per confermare la fede di molti. Serviranno inoltre a far progredire dei dibattiti rimasti insabbiati a motivo dei pregiudizi razionalisti e positivisti che hanno intaccato il prestigio dell’esegesi moderna e contemporanea”.

Nel commentare il contenuto del libro il Cardinale ha sottolineato in primo luogo “la questione del fondamento storico del cristianesimo che impegna Joseph Ratzinger fin dagli anni della sua formazione e del suo primo insegnamento, come appare dal suo volume su Introduzione al cristianesimo (Einführung in das Christentum), pubblicato oltre quarant’anni or sono, e che ebbe all’epoca un notevole impatto sugli uditori e i lettori”.

“Un secondo nodo riguarda il messianismo di Gesù” – ha proseguito il Porporato – “Certi esegeti moderni hanno fatto di Gesù un rivoluzionario, un maestro di morale, un profeta escatologico, un rabbi idealista, un folle di Dio, un messia in qualche modo a immagine del suo interprete influenzato dalle ideologie dominanti”.

“Il Papa espone con forza e chiarezza le dimensioni regale e sacerdotale di questo messianismo” – ha ribadito il Prefetto della Congregazione per i Vescovi – “il cui senso è quello d’instaurare il culto nuovo, l’adorazione in Spirito e in Verità, che coinvolge l’intera esistenza, personale e comunitaria, come un’offerta d’amore per la glorificazione di Dio nella carne”.

“Un terzo nodo da sciogliere riguarda il senso della redenzione e il posto che vi deve o meno occupare l’espiazione dei peccati. Il Papa affronta le obiezioni moderne a questa dottrina tradizionale. (...) L’autore riprende queste domande più volte, a diversi livelli, e mostra come la misericordia e la giustizia vadano di pari passo nel quadro dell’Alleanza voluta da Dio”.

“Un quarto nodo concerne il Sacerdozio di Cristo. Secondo le categorie ecclesiali del giorno d’oggi, Gesù era un laico investito d’una vocazione profetica. Non apparteneva all’aristocrazia sacerdotale del Tempio e viveva al margine di questa fondamentale istituzione del popolo d’Israele. Questo fatto ha indotto molti interpreti a considerare la figura di Gesù come del tutto estranea e senza alcun rapporto con il sacerdozio. (...) Il Papa risponde ampiamente alle obiezioni storiche e critiche mostrando la coerenza del sacerdozio nuovo di Gesù con il culto nuovo ch’egli è venuto a stabilire sulla terra in obbedienza alla volontà del Padre”.

“Un ultimo nodo da me considerato riguarda infine la risurrezione, la sua dimensione storica ed escatologica, il suo rapporto alla corporeità e alla Chiesa. (...) Il Papa insorge contro le elucubrazioni esegetiche che dichiarano compatibili l’annuncio della risurrezione di Cristo e la permanenza del suo cadavere nel sepolcro. Egli esclude queste assurde teorie osservando che il sepolcro vuoto, anche se non è una prova della risurrezione, di cui nessuno è stato diretto testimone, resta un segno, un presupposto, una traccia lasciata nella storia da un evento trascendente. (...) La paradossale esperienza delle apparizioni rivela che in questa nuova dimensione dell’essere (...), Gesù vive in pienezza, in un nuovo rapporto con la corporeità reale, ma è libero nei confronti dei vincoli corporei quali noi li conosciamo. (...) L’importanza storica della risurrezione si manifesta nella testimonianza delle prime comunità che hanno dato vita alla tradizione della domenica come segno identificativo d’appartenenza al Signore”.

“È evidente come mediante quest’opera” – ha concluso il Cardinale Ouellet – “il Successore di Pietro si dedichi al suo ministero specifico che è di confermare i suoi fratelli nella fede. (...) Grazie all’esempio che dà ed ai risultati che ottiene, questo libro eserciterà una mediazione tra l’esegesi contemporanea e l’esegesi patristica, da un lato, come anche nel necessario dialogo tra esegeti, teologi e pastori, da un altro”.

“In quest’opera” – ha detto infine il Cardinale Ouellet – “vedo un grande invito al dialogo su ciò che è essenziale del cristianesimo, in un mondo in cerca di punti di riferimento, in cui le differenti tradizioni religiose faticano a trasmettere alle nuove generazioni l’eredità della saggezza religiosa dell’umanità”.
OP/ VIS 20110311 (860)

UDIENZA DEL PAPA ALL’ASSOCIAZIONE “PRO PETRI SEDE”

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro, il Santo Padre ha ricevuto i Membri dell’Associazione belga “Pro Petri Sede”, che annualmente offrono sostegno economico per le necessità della Santa Sede.

“La generosa offerta che voi portate oggi al Successore di Pietro permette al Papa di venire in aiuto alle popolazioni così duramente provate in questi ultimi tempi, particolarmente le popolazioni di Haiti. Il servizio caritativo appartiene alla natura stessa della Chiesa. È un’espressione viva della sollecitudine di Dio per tutti gli uomini. Apportando gli aiuti materiali indispensabili, la Chiesa può anche prestare l’attenzione del cuore e l’amore di cui le persone provate hanno tanto bisogno. Vi ringrazio perciò calorosamente a loro nome per il sostegno che voi manifestate nella lotta contro ciò che avvilisce e degrada la dignità di ogni persona ‘creata a immagine di Dio’”.
AC/ VIS 20110311 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- L’Arcivescovo Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, O.F.M., di Trujillo (Perù), Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana.

- Il Padre Bruno Cadoré, Maestro Generale dell'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani).

- Il Professor Claudio Magris e Consorte
AP/ VIS 20110311 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pensacola-Tallahassee (Stati Uniti d’America), presentata dal Vescovo John H. Ricard, S.S.J., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/ VIS 20110311 (50)

giovedì 10 marzo 2011

QUARESIMA: SPERIMENTARE MISERICORDIA RIGENERATRICE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la tradizionale processione penitenziale, nel giorno del Mercoledì delle Ceneri, dalla Chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino alla Basilica di Santa Sabina, dove ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, con il rito di benedizione ed imposizione delle Ceneri. Il Papa ha ricevuto le Ceneri dal Cardinale Jozef Tomko, Titolare della Basilica ed ha imposto le ceneri ai Cardinali, ai Vescovi ed ai fedeli presenti.

“Iniziamo oggi il tempo liturgico della Quaresima con il suggestivo rito dell’imposizione delle ceneri, attraverso il quale vogliamo assumere l'impegno di convertire il nostro cuore verso gli orizzonti della Grazia” – ha detto il Papa all’inizio dell’omelia – “Non si tratta di una conversione superficiale e transitoria, bensì di un itinerario spirituale che riguarda in profondità gli atteggiamenti della coscienza e suppone un sincero proposito di ravvedimento”.

“Si tratta, cioè” – ha proseguito il Pontefice – “di porre in atto un atteggiamento di conversione autentica a Dio - ritornare a Lui -, riconoscendo la sua santità, la sua potenza, la sua maestà. E questa conversione è possibile perché Dio è ricco di misericordia e grande nell’amore. La sua è una misericordia rigeneratrice, che crea in noi un cuore puro, rinnova nell'intimo uno spirito fermo, restituendoci la gioia della salvezza. (...) Dio ci offre ancora il suo perdono, invitandoci a tornare a Lui per donarci un cuore nuovo, purificato dal male che lo opprime, per farci prendere parte alla sua gioia. Il nostro mondo ha bisogno di essere convertito da Dio, ha bisogno del suo perdono, del suo amore, ha bisogno di un cuore nuovo”.

“’L'appello di Cristo alla conversione - ci dice il Catechismo della Chiesa Cattolica - continua a risuonare nella vita dei cristiani. (...) È un impegno continuo per tutta la Chiesa che ‘comprende nel suo seno i peccatori’ e che, ‘santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento’. Questo sforzo di conversione non è soltanto un'opera umana. È il dinamismo del ‘cuore contrito’, attratto e mosso dalla grazia a rispondere all'amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo’”.

“Tutti possono aprirsi all’azione di Dio, al suo amore” – ha esclamato il Pontefice – “con la nostra testimonianza evangelica, noi cristiani dobbiamo essere un messaggio vivente, anzi, in molti casi siamo l’unico Vangelo che gli uomini di oggi leggono ancora. Ecco la nostra responsabilità sulle orme di san Paolo, ecco un motivo in più per vivere bene la Quaresima: offrire la testimonianza della fede vissuta ad un mondo in difficoltà che ha bisogno di ritornare a Dio, che ha bisogno di conversione”.

Il Santo Padre ha ricordato infine il Vangelo di oggi nel quale Gesù rilegge le tre opere fondamentali di pietà previste dalla legge mosaica, l’elemosina, la preghiera e il digiuno e ha affermato che: “Gesù mette in evidenza in queste tre opere di pietà una tentazione comune. Quando si compie qualcosa di buono, quasi istintivamente nasce il desiderio di essere stimati e ammirati per la buona azione, (...). Nel riproporre queste prescrizioni, il Signore Gesù non chiede un rispetto formale ad una legge estranea all'uomo (...) ma invita a riscoprire queste tre opere di pietà vivendole in modo più profondo, non per amore proprio, ma per amore di Dio, come mezzi nel cammino di conversione a Lui”.

“Elemosina, preghiera e digiuno” – ha concluso il Pontefice – “è il tracciato della pedagogia divina che ci accompagna, non solo in Quaresima, verso l’incontro con il Signore Risorto; un tracciato da percorrere senza ostentazione, nella certezza che il Padre celeste sa leggere e vedere anche nel segreto del nostro cuore”.
HML/ VIS 20110310 (600)

PUBBLICAZIONE SECONDO VOLUME GESÙ DI NAZARET

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione del secondo volume di Benedetto XVI “Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione”. Interverranno il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi e il Professor Claudio Magris, scrittore e germanista.

Il volume, pubblicato in sette lingue: tedesco, italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e polacco, si compone di nove capitoli e di un epilogo. Nel servizio del 2 marzo, il V.I.S. ha pubblicato i titoli dei singoli capitoli del nuovo libro di Joseph Ratzinger

In un intervista concessa all’Osservatore Romano, Don Giuseppe Costa, Direttore della Libreria Editrice Vaticana, che detiene i diritti di autore delle opere del Papa, spiega che ci sono state sette edizioni iniziali per un totale di un milione e duecentomila copie e contratti firmati con ventidue case editrici di tutto il mondo. Inoltre è disponibile l’edizione elettronica e-book.

Nell’illustrare la storia dell’edizione di questo volume, Don Costa ha ricordato che quasi un anno e mezzo fa, Monsignor Georg Gänswein, Segretario Particolare di Benedetto XVI, ha consegnato il testo cartaceo redatto dal Papa a matita “con la sua inconfondibile grafia minuta”, per essere trascritto al computer.

Relativamente alle traduzioni, Don Costa afferma che “in italiano soprattutto non è stato semplice, perché in questi decenni i libri di Joseph Ratzinger sono stati tradotti da diverse mani: la sfida è stata quella di trovare una certa omogeneità di linguaggio. Occorre anche evitare il rischio che la traduzione nelle varie lingue possa non conservare o addirittura tradire il pensiero dell’autore”.

“Non tutti gli editori del primo volume hanno stampato anche il secondo” – spiega Don Costa – “La scelta è stata dettata da più criteri. Di serietà editoriale e organizzativa, certo, ma anche di affidabilità: abbiamo deciso per editori capaci di promuovere non semplicemente il libro, ma anche il suo contenuto”.

Nella prefazione del volume il Papa ricorda: “In base all’obiettivo di fondo del libro così illustrato, l’obiettivo cioè di comprendere la figura di Gesù, la sua parola e il suo agire, è ovvio che i racconti dell’infanzia non potevano rientrare direttamente nell’intenzione essenziale di questa opera. Voglio però tentare” – assicura il Pontefice - “di rimanere fedele alla mia promessa e presentare su tale argomento ancora un piccolo fascicolo, se per questo mi sarà ancora data la forza”.
BXV-LIBRO VIS 20110310 (380)

IL PAPA CON I PARROCI DELLA DIOCESI DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2011 (VIS). Come ogni anno all’inizio della Quaresima, il Papa ha incontrato questa mattina, nell’Aula della Benedizione in Vaticano, i parroci e i sacerdoti della Diocesi di Roma.
.../ VIS 20110310 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Ragioniere Bruno Lilli, Direttore del Fondo Assistenza Sanitaria, finora Capo ufficio dell’Ufficio del medesimo Fondo.
NA/ VIS 20110310 (40)

mercoledì 9 marzo 2011

QUARESIMA: RICUPERARE IMPEGNI SACRAMENTO BATTESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2011 (VIS). “Oggi, segnati dall’austero simbolo delle Ceneri, entriamo nel Tempo di Quaresima, iniziando un itinerario spirituale che ci prepara a celebrare degnamente i misteri pasquali. La cenere benedetta imposta sul nostro capo è un segno che ci ricorda la nostra condizione di creature, ci invita alla penitenza e ad intensificare l’impegno di conversione per seguire sempre di più il Signore”, ha detto il Papa durante l’Udienza Generale del Mercoledì a cui hanno partecipato 7.000 fedeli nell’Aula Paolo VI.

“La Quaresima è un cammino, è accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione; ci ricorda che la vita cristiana è una ‘via’ da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire”.

"Soprattutto nella Liturgia, nella partecipazione ai santi misteri, che noi siamo condotti a percorrere questo cammino con il Signore; è un metterci alla scuola di Gesù, ripercorrere gli eventi che ci hanno portato la salvezza, ma non come una semplice commemorazione, un ricordo di fatti passati” – ha sottolineato il Pontefice – “Nelle azioni liturgiche, Cristo si rende presente attraverso l’opera dello Spirito Santo, quegli avvenimenti salvifici diventano attuali. C’è una parola-chiave che ricorre spesso nella Liturgia per indicare questo: la parola ‘oggi’; ed essa va intesa in senso originario e concreto, non metaforico. Oggi Dio rivela la sua legge e a noi è dato di scegliere tra il bene e il male, tra la vita e la morte”.

“Nelle domeniche di Quaresima (...) siamo introdotti a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, per ravvivare in noi questo dono e per far in modo che la nostra vita recuperi le esigenze e gli impegni di questo Sacramento, che è alla base della nostra vita cristiana”.

“La Prima Domenica, chiamata Domenica della tentazione, perché presenta le tentazioni di Gesù nel deserto, ci invita a rinnovare la nostra decisione definitiva per Dio e ad affrontare con coraggio la lotta che ci attende per rimanergli fedeli. (...) La Seconda Domenica è detta di Abramo e della Trasfigurazione. Il Battesimo è il sacramento della fede e della figliolanza divina; come Abramo, padre dei credenti, anche noi siamo invitati a partire, ad uscire dalla nostra terra, a lasciare le sicurezze che ci siamo costruite, per riporre la nostra fiducia in Dio; la meta si intravede nella trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato, nel quale anche noi diventiamo ‘figli di Dio’”.

“La Terza ci fa incontrare la Samaritana. Come Israele nell’Esodo” – ha detto Benedetto XVI – “anche noi nel Battesimo abbiamo ricevuto l’acqua che salva; Gesù, come dice alla Samaritana, ha un’acqua di vita, che estingue ogni sete; quest’acqua è il suo stesso Spirito. (...) La Quarta Domenica ci fa riflettere sull’esperienza del ‘Cieco nato’. Nel Battesimo veniamo liberati dalle tenebre del male e riceviamo la luce di Cristo per vivere da figli della luce. (...) Infine, la Quinta Domenica ci presenta la risurrezione di Lazzaro. Nel Battesimo noi siamo passati dalla morte alla vita e siamo resi capaci di piacere a Dio, di far morire l’uomo vecchio per vivere dello Spirito del Risorto”.

“Questo itinerario che siamo invitati a percorre nella Quaresima è caratterizzato, nella tradizione della Chiesa, da alcune pratiche: il digiuno, l’elemosina e la preghiera. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. (...) Il digiuno è legato poi strettamente all’elemosina. (...) la quale sotto il nome unico di ‘misericordia’ abbraccia molte opere buone. (...) In Quaresima” la Chiesa “invita ad una preghiera più fedele ed intensa e ad una prolungata meditazione sulla Parola di Dio”.

“Cari amici, in questo cammino quaresimale” - ha concluso il Papa – “siamo attenti a cogliere l’invito di Cristo a seguirlo in modo più deciso e coerente, rinnovando la grazia e gli impegni del nostro Battesimo, per abbandonare l’uomo vecchio che è in noi e rivestirci di Cristo, per giungere rinnovati alla Pasqua e poter dire con san Paolo ‘non vivo più io, ma Cristo vive in me’ (Gal 2,20)”.
AG/ VIS 20110309 (700)

CAMPAGNA FRATERNITÀ BRASILE: DIFENDERE ECOLOGIA UMANA

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio all’Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, di Mariana (Brasile), Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici del Brasile, in occasione della Campagna di Fraternità che si tiene tutti gli anni in Brasile durante la Quaresima.

Il tema della Campagna 2011: “Fraternità e vita nel pianeta”, ha per motto: “La creazione geme per i dolori del parto”, che – scrive il Papa – “riecheggia le parole di San Paolo nella Lettera ai Romani (8.22), e include tra le ragioni di tali gemiti i danni causati alla creazione dall’egoismo umano”.

Benedetto XVI afferma inoltre che: “Il primo passo per un corretto rapporto con il mondo che ci circonda, è il riconoscimento da parte dell’essere umano, della sua condizione di creatura: l’uomo non è Dio, ma la sua immagine; per cui deve cercare di essere più sensibile alla presenza di Dio nel mondo circostante: in tutte le creature, e specialmente nella persona umana c’è una epifania di Dio”.

“L’essere umano sarà in grado di rispettare le creature se conserva nel suo spirito il senso pieno della vita; nel caso contrario arriverà a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, e a non rispettare l’ambiente in cui vive, la creazione. Pertanto la prima ecologia che occorre difendere è la ‘ecologia umana’. Vale a dire” – conclude il Pontefice – “senza una chiara difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale; senza una difesa della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna; senza una autentica difesa di quanti sono esclusi ed emarginati dalla società, senza dimenticare, in questo contesto, coloro che hanno perso tutto, vittime di disastri naturali, mai si potrà parlare di una autentica difesa dell’ambiente”.
MESS/ VIS 20110309 (300)

martedì 8 marzo 2011

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Rolando José Álvarez Lagos, Vescovo di Matagalpa (superficie: 6.794; popolazione: 551.000; cattolici: 528.000; sacerdoti: 48; religiosi: 60), Nicaragua. Il Vescovo eletto è nato a Managua nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. È stato finora Parroco di “San Francisco de Asís”, Segretario del Dipartimento dei Mezzi di Comunicazione Sociale della Conferenza Episcopale Nicaraguense e Segretario aggiunto del Segretariato dell’Episcopato dell’America Centrale.
NER/ VIS 20110308 (80)

lunedì 7 marzo 2011

RIFLETTERE SUL MISTERO DELLA CHIAMATA DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre si è recato al Seminario Romano Maggiore, nella vigilia della festa della Patrona, la Madonna della Fiducia.

Nella Cappella Maggiore del Seminario, il Papa ha tenuto una “lectio divina” sulla Lettera di San Paolo agli Efesini, per tutti i seminaristi della Diocesi di Roma.

Nel commentare la parola “chiamata”, “vocazione”, di cui parla San Paolo, Benedetto XVI ha sottolineato che: “La vita cristiana comincia con una chiamata e rimane sempre una risposta, fino alla fine. (...) L’icona dell’Annunciazione a Maria rappresenta ben di più di quel particolare episodio evangelico, per quanto fondamentale: contiene tutto il mistero di Maria, tutta la sua storia, il suo essere; e al tempo stesso parla della Chiesa, della sua essenza di sempre; come pure di ogni singolo credente in Cristo, di ogni anima cristiana chiamata”.

“Il Signore” – ha proseguito il Pontefice – “ha chiamato ognuno di noi, ognuno è chiamato con il nome suo. Dio è così grande che ha tempo per ciascuno di noi, conosce me, conosce ognuno di noi per nome, personalmente. (...) Penso che dobbiamo meditare diverse volte questo mistero: Dio, il Signore, ha chiamato me, chiama me, mi conosce, aspetta la mia risposta come aspettava la risposta di Maria, aspettava la risposta degli Apostoli”.

Nel ricordare l’umiltà del Signore, citata da San Paolo nella Lettera ai Filippesi, il Papa ha affermato: “Imitare il Dio che scende fino a me, che è così grande che si fa mio amico, soffre per me, è morto per me. Questa è l’umiltà da imparare, l’umiltà di Dio. Vuol dire che dobbiamo vederci sempre nella luce di Dio; così, nello stesso tempo, possiamo conoscere la grandezza di essere una persona amata da Dio, ma anche la nostra piccolezza, la nostra povertà, e così comportarci giustamente, non come padroni, ma come servi”.

Nel ribadire che la chiamata di Dio, nello stesso tempo “è una chiamata in comunità, è una chiamata ecclesiale”, il Santo Padre ha affermato: “Lo Spirito si crea il corpo e ci unisce come un unico corpo. (...) Ma proprio così siamo in comunione con Cristo: accettando questa corporeità della sua Chiesa, dello Spirito, che si incarna nel corpo”.

“Dobbiamo anche tenere presente che è molto bello essere in una compagnia, (...) avere amici in Cielo e in terra, e sentire la bellezza di questo corpo, essere felici che il Signore ci ha chiamati in un corpo e ci ha dato amici in tutte le parti del mondo”.

Benedetto XVI ha presentato infine alcune riflessioni sulla “importanza di cercare sempre l’unità nella comunione dell’unico Cristo, dell’unico Dio”.

“L’unità della Chiesa (...) è il frutto di una concordia, di un comune impegno di comportarsi come Gesù, in forza del suo Spirito. (...) Per conservare l’unità dello spirito occorre improntare il proprio comportamento a quella umiltà, dolcezza e magnanimità che Gesù ha testimoniato nella sua passione; bisogna avere le mani e il cuore legati da quel vincolo d’amore che Lui stesso ha accettato per noi, facendosi nostro servo”.
BXVI-VISITA/ VIS 20110307 (520)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Dominic Kimengich, Vescovo di Lodwar (superficie: 77.000; popolazione: 584.000; cattolici: 79.845; sacerdoti: 49; religiosi: 100), Kenya. Finora Vescovo Ausiliare della medesima Diocesi, il Vescovo Kimengich succede al Vescovo Patrick Joseph Harrington, S.M.A., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Sacerdote José Luís Mumbiela Sierra, Vescovo della Diocesi di Santissima Trinità in Almaty (superficie: 711.600; popolazione: 6.400.000; cattolici: 50.000; sacerdoti: 18; religiosi: 28), Kazakhstan. Il Vescovo eletto è nato a Monzón (Spagna) nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Finora Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Karaganda (Kazakhstan), succede al Vescovo Henry Theophilus Howaniec, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Orvieto-Todi (Italia), presentata dal Vescovo Giovanni Scanalino, O.S.A., in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato Amministratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della medesima Diocesi l’Arcivescovo Giovanni Marra, emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia).

- Ha nominato il Vescovo Dieudonné Watio, finora Vescovo di Nkongsamba (Camerun), Vescovo della Diocesi di Bafoussam (superficie: 13.000; popolazione: 2.150.000; cattolici: 280.000; sacerdoti: 127; religiosi: 254), Cameroun.

- Ha nominato il Padre Atanáz Orosz, Vescovo Esarca dell’Esarcato Apostolico di Miskolc (cattolici: 20.000; sacerdoti: 31), Ungheria. Il Vescovo eletto, monaco di Dámóc, è nato nel 1960 a Nyíregyháza (Ungheria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Superiore dell’Anno propedeutico nel Seminario Centrale di Budapest (Ungheria).
NER:RE/ VIS 20110307 (300)
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