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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 7 febbraio 2011

ORIENTARE STUDENTI E PROFESSORI LUCE DEL MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

“Le tematiche che affrontate in questi giorni” – ha detto il Papa nel suo discorso – “hanno come denominatore comune l'educazione e la formazione, che costituiscono oggi una delle sfide più urgenti che la Chiesa e le sue istituzioni sono chiamate ad affrontare. L'opera educativa sembra diventata sempre più ardua perché, in una cultura che troppo spesso fa del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità, anzi si considera pericoloso parlare di verità, instillando così il dubbio sui valori di base dell'esistenza personale e comunitaria”.

“La vostra Congregazione, creata nel 1915 da Benedetto XV” – ha ricordato il Pontefice – “da quasi cento anni svolge la sua opera preziosa a servizio delle varie Istituzioni cattoliche di formazione. Tra di esse, senza dubbio, il seminario è una delle più importanti per la vita della Chiesa ed esige pertanto un progetto formativo che tenga conto del contesto sopra accennato”.

“In questi giorni studiate anche la bozza del documento su Internet e la formazione nei seminari. (...) Con il necessario discernimento per un suo uso intelligente e prudente” – ha sottolineato il Pontefice – “è uno strumento che può servire non solo per gli studi, ma anche per l'azione pastorale dei futuri presbiteri nei vari campi ecclesiali, quali l'evangelizzazione, l'azione missionaria, la catechesi, i progetti educativi, la gestione delle istituzioni. Anche in questo campo è di estrema importanza poter contare su formatori adeguatamente preparati perché siano guide fedeli e sempre aggiornate, al fine di accompagnare i candidati al sacerdozio all'uso corretto e positivo dei mezzi informatici”.

“Quest'anno” – ha ricordato ancora il Pontefice – “ricorre il LXX anniversario della Pontificia Opera per le Vocazioni Sacerdotali, istituita dal Venerabile Pio XII per favorire la collaborazione tra la Santa Sede e le Chiese locali nella preziosa opera di promozione delle vocazioni al ministero ordinato. Tale ricorrenza potrà essere l'occasione per conoscere e valorizzare le iniziative vocazionali più significative promosse nelle Chiese locali. Occorre che la pastorale vocazionale, (...) insista più chiaramente sul profilo del sacerdozio ministeriale, caratterizzato dalla sua specifica configurazione a Cristo, che lo distingue essenzialmente dagli altri fedeli e si pone al loro servizio”.

“Avete avviato, inoltre, una revisione di quanto prescrive la Costituzione apostolica ‘Sapientia christiana’ sugli studi ecclesiastici (...). Un settore su cui riflettere particolarmente è quello della teologia. (...) È indispensabile, quindi, tenere strettamente unite la teologia con la preghiera personale e comunitaria, specialmente liturgica”.

“Le Università cattoliche” – ha affermato ancora il Papa – “con la loro identità ben precisa e la loro apertura alla ‘totalità’ dell’essere umano, possono svolgere un’opera preziosa per promuovere l’unità del sapere, orientando studenti ed insegnanti alla Luce del mondo”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ponendo in rilievo “Il ruolo educativo dell’insegnamento della Religione cattolica come disciplina scolastica in dialogo interdisciplinare con le altre. Infatti, esso contribuisce largamente non solo allo sviluppo integrale dello studente, ma anche alla conoscenza dell’altro, alla comprensione e al rispetto reciproco. Per raggiungere tali obiettivi dovrà essere prestata particolare cura alla formazione dei dirigenti e dei formatori, non solo da un punto di vista professionale, ma anche religioso e spirituale, perché, con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale, la presenza dell’educatore cristiano diventi espressione di amore e testimonianza della verità”.
AC/ VIS 20110207 (560)

PERSEVERANZA, COMUNIONE, EUCARISTIA E PREGHIERA


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, Papa Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la celebrazione eucaristica nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione Episcopale ai Presbiteri: Monsignor Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; Monsignor Marcello Bartolucci, Segretario della Congregazione per le Cause dei Santi; Monsignor Celso Morga Iruzubieta, Segretario della Congregazione per il Clero; Monsignor Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico e Monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Pakistan.

Nel commentare nell’omelia il Vangelo della Messa di oggi: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”, il Papa ha affermato: “Anche se può sembrare che grandi parti del mondo moderno, degli uomini di oggi, volgano le spalle a Dio e ritengano la fede una cosa del passato – esiste tuttavia l’anelito che finalmente vengano stabiliti la giustizia, l’amore, la pace, che povertà e sofferenza vengano superate, che gli uomini trovino la gioia”.

“La liturgia della giornata odierna” – ha proseguito il Pontefice – “ci dà quindi due definizioni della vostra missione di Vescovi, di sacerdoti di Gesù Cristo: essere operai nella messe della storia del mondo con il compito di risanare aprendo le porte del mondo alla signoria di Dio, affinché la volontà di Dio sia fatta sulla terra come in cielo. E poi il nostro ministero viene descritto quale cooperazione alla missione di Gesù Cristo, quale partecipazione al dono dello Spirito Santo, dato a Lui in quanto Messia, il Figlio unto da Dio”.

San Luca, negli Atti degli Apostoli, ha sottolineato Benedetto XVI, illustra “quali sono gli elementi fondamentali dell’esistenza cristiana nella comunione della Chiesa di Gesù Cristo. Si esprime così: ‘Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere’ (At 2,42). In questi quattro elementi portanti dell’essere Chiesa è descritto al contempo anche il compito essenziale dei suoi Pastori”.

“La perseveranza, l’assiduità, appartiene all’essenza dell’essere cristiani ed è fondamentale per il compito dei Pastori, degli operai nella messe del Signore. (...) L’essere intrepido, il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore. (...) Solo dove c’è stabilità c’è anche crescita”.

Nel riferirsi al secondo pilastro della Chiesa “la comunione”, il Santo Padre ha sottolineato: “Con lo stare in comunione con gli Apostoli, con lo stare nella loro fede, noi stessi stiamo in contatto con il Dio vivente. Cari amici, a tale scopo serve il ministero dei Vescovi: che questa catena della comunione non si interrompa. È questa l’essenza della Successione apostolica: conservare la comunione con coloro che hanno incontrato il Signore in modo visibile e tangibile”.

“Offrite il vostro aiuto” – ha detto il Papa rivolgendosi ai neo Vescovi – “perché rimanga viva la gioia per la grande unità della Chiesa, per la comunione di tutti i luoghi e i tempi, per la comunione della fede che abbraccia il cielo e la terra”.

“Con ciò siamo già giunti al successivo elemento fondamentale dell’esistenza ecclesiale, menzionato da san Luca: lo spezzare il pane” – ha proseguito il Papa - “Spezzare il pane – la santa Eucaristia è il centro della Chiesa e deve essere il centro del nostro essere cristiani e della nostra vita sacerdotale. Il Signore si dona a noi. Il Risorto entra nel mio intimo e vuole trasformarmi per farmi entrare in una profonda comunione con Lui”.

“Cerchiamo di celebrare l’Eucaristia con una dedizione, un fervore sempre più profondo, cerchiamo di impostare i nostri giorni secondo la sua misura, cerchiamo di lasciarci plasmare da essa. Spezzare il pane – con ciò è espresso insieme anche il condividere, il trasmettere il nostro amore agli altri. La dimensione sociale, il condividere non è un’appendice morale che s’aggiunge all’Eucaristia, ma è parte di essa”.

Nel commentare l’ultimo elemento dell’esistenza ecclesiale, “le preghiere”, il Papa ha detto: “La preghiera, da una parte, deve essere molto personale, un unirmi nel più profondo a Dio. (...) Tuttavia, non è mai soltanto una cosa privata del mio ‘io’ individuale, che non riguarda gli altri. Pregare è essenzialmente anche sempre un pregare nel ‘noi’ dei figli di Dio. Solo in questo ‘noi’ siamo figli del nostro Padre, che il Signore ci ha insegnato a pregare. (...) Così il pregare, in ultima analisi, non è un’attività tra le altre, un certo angolo del mio tempo. Pregare è la risposta all’imperativo che sta all’inizio del Canone nella Celebrazione eucaristica: Sursum corda – in alto i cuori!”.

“Duc in altum – dice il Signore in quest’ora a voi, cari amici” – ha concluso il Pontefice – “Siete stati chiamati per incarichi che riguardano la Chiesa universale. Siete chiamati a gettare la rete del Vangelo nel mare agitato di questo tempo per ottenere l’adesione degli uomini a Cristo; per tirarli fuori, per così dire, dalle acque saline della morte e dal buio nel quale la luce del cielo non penetra. Dovete portarli sulla terra della vita, nella comunione con Gesù Cristo”.
HML/ VIS 20110207 (820)

ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2011 (VIS). Il 13 marzo, prima domenica di Quaresima, avranno inizio gli Esercizi Spirituali del Papa e della Curia Romana. Le meditazioni saranno dettate da Padre François-Marie Léthel, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia.

Tema degli Esercizi Spirituali, che avranno luogo nella Cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano, è: "La luce di Cristo nel cuore della Chiesa - Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi".

Gli Esercizi si concluderanno sabato 19 marzo. Nel corso degli Esercizi saranno sospese tutte le udienze pontificie, inclusa l’Udienza Generale di mercoledì 16 marzo.
PD/ VIS 20110207 (110)

ANGELUS: MALATI, DIGNITÀ PERSONA E PREGHIERE PER EGITTO

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2011 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“Nel Vangelo di questa domenica il Signore Gesù dice ai suoi discepoli: ‘Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo’ (Mt 5,13.14). Mediante queste immagini ricche di significato” – ha spiegato il Papa – “Egli vuole trasmettere ad essi il senso della loro missione e della loro testimonianza. Il sale, nella cultura mediorientale, evoca diversi valori quali l’alleanza, la solidarietà, la vita e la sapienza. La luce è la prima opera di Dio Creatore ed è fonte della vita; la stessa Parola di Dio è paragonata alla luce”.

“La sapienza” – ha proseguito il Pontefice – “riassume in sé gli effetti benefici del sale e della luce: infatti, i discepoli del Signore sono chiamati a donare nuovo ‘sapore’ al mondo, e a preservarlo dalla corruzione, con la sapienza di Dio, che risplende pienamente sul volto del Figlio, perché Egli è la ‘luce vera che illumina ogni uomo’ (Gv 1,9). Uniti a Lui, i cristiani possono diffondere in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che dona significato all’esistenza e all’agire degli uomini”.

“Il prossimo 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato” – ha ricordato il Santo Padre – “Essa è occasione propizia per riflettere, per pregare e per accrescere la sensibilità delle comunità ecclesiali e della società civile verso i fratelli e le sorelle malati. Nel Messaggio per questa Giornata, ispirato ad una espressione della Prima Lettera di Pietro: ‘Dalle sue piaghe siete stati guariti’ (2,24), invito tutti a contemplare Gesù, il Figlio di Dio, il quale ha sofferto, è morto, ma è risorto. Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza. Esorto, pertanto tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità, ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti”.

“In questo contesto ricordo, inoltre” – ha detto ancora il Papa – “che oggi ricorre in Italia la ‘Giornata per la vita’. Auspico che tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano. Secondo la fede e la ragione la dignità della persona è irriducibile alle sue facoltà o alle capacità che può manifestare, e pertanto non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto”.

Dopo la recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha detto: “In questi giorni, seguo con attenzione la delicata situazione della cara Nazione egiziana. Chiedo a Dio che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell’impegno condiviso per il bene comune”.
ANG/ VIS 20110207 (510)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Onesimo C. Gordoncillo, di Capiz.

- Il Vescovo Crispin B.Varquez, di Borongan.

- Il Vescovo Isabelo C. Abarquez, di Calbayog.

- Il Vescovo Filomeno G. Bactol, di Naval.

Sabato 5 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110207 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Linus Lee Seong-hyo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Suwon (superficie: 5.371; popolazione: 7.146.120; cattolici: 718.638; sacerdoti: 417; religiosi: 1.604), Corea. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 in Gi-dong Paldal-gu (Corea), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Professore e Direttore del Centro per Ricerche Accademiche di Suwon (Corea).
Sabato 5 febbraio il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Karaganda (Kazakhstan), presentata dal Vescovo Jan Pawel Lenga, M.I.C., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Janusz Kaleta, Vescovo della Diocesi di Karaganda (superficie: 711.300; popolazione: 3.440.500; cattolici: 30.575; sacerdoti: 16; religiosi: 40), Kazakhstan, lasciandogli in pari tempo, ‘donec aliter provideatur’, l’incarico di Amministratore Apostolico di Atyrau (Kazakhstan).

- Ha nominato il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana (superficie: 576.400; popolazione: 4.000.000; cattolici: 78.000; sacerdoti: 41; religiosi: 92), Kazakhstan. Il Vescovo Schneider è stato finora Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
NEA:RE:NER/ VIS 20110207 (180)

venerdì 4 febbraio 2011

PLENARIA SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. “Questa è la prima opportunità di incontrare il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dopo la promulgazione della Lex propria” – ha rilevato il Papa – “che ho sottoscritto il 21 giugno 2008. Proprio nel corso della preparazione di tale legge emerse il desiderio dei Membri della Segnatura di poter dedicare - nella forma comune ad ogni Dicastero della Curia Romana (...) una Congregatio plenaria periodica alla promozione della retta amministrazione della giustizia nella Chiesa”.

“La funzione di codesto Tribunale” – ha affermato il Pontefice – “non si esaurisce nell’esercizio supremo della funzione giudiziale, ma conosce anche come suo ufficio, nell’ambito esecutivo, la vigilanza sulla retta amministrazione della giustizia nel Corpo ecclesiale (...). Si tratta di un’opera coordinata e paziente, volta soprattutto a fornire ai fedeli un’amministrazione della giustizia retta, pronta ed efficiente, come chiedevo, in relazione alle cause di nullità matrimoniale, nell’Esortazione Apostolica Postsinodale ‘Sacramentum caritatis’”.

“In quell’occasione non mancavo di riferirmi all’istruzione ‘Dignitas connubii’” – ha ricordato il Papa – “che fornisce ai Moderatori e ai ministri dei tribunali, sotto la forma di vademecum, le norme necessarie perché le cause di nullità matrimoniali siano trattate e definite nel modo più celere e sicuro. Ad assicurare che i tribunali ecclesiastici siano presenti nel territorio e che il loro ministero sia adeguato alle giuste esigenze di celerità e di semplicità cui i fedeli hanno diritto nella trattazione delle loro cause, è volta l’attività di codesta Segnatura Apostolica”.Giustifica

“La vigilanza sulla retta amministrazione della giustizia sarebbe però carente se non comprendesse anche la funzione di tutela della retta giurisprudenza. (...) Incoraggio, pertanto, anche la riflessione, che vi impegnerà in questi giorni, sulla retta giurisprudenza da proporre ai tribunali locali in materia di ‘error iuris’ quale motivo di nullità matrimoniale”.

“Codesto Supremo Tribunale è altresì impegnato in un altro ambito delicato dell’amministrazione della giustizia, che gli fu affidato dal Servo di Dio Paolo VI; la Segnatura conosce, infatti, le controversie sorte per un atto della potestà amministrativa ecclesiastica e ad essa deferite tramite ricorso legittimamente proposto avverso atti amministrativi singolari emanati o approvati da Dicasteri della Curia Romana. È questo un servizio di primaria importanza: la predisposizione di strumenti di giustizia - dalla pacifica composizione delle controversie sino alla trattazione e definizione giudiziale delle medesime - costituisce l’offerta di un luogo di dialogo e di ripristino della comunione nella Chiesa”.

“Se è vero, infatti che l’ingiustizia va affrontata anzitutto con le armi spirituali della preghiera, della carità, del perdono e della penitenza” – ha affermato il Pontefice – “tuttavia non si può escludere, in alcuni casi, l’opportunità e la necessità che essa sia fronteggiata con gli strumenti processuali. Questi costituiscono, anzitutto, luoghi di dialogo, che talvolta conducono alla concordia e alla riconciliazione”.

“Negli altri casi, quando cioè non sia possibile comporre la controversia pacificamente, lo svolgimento del processo contenzioso amministrativo comporterà la definizione giudiziale della controversia: anche in questo caso l’attività del Supremo Tribunale mira alla ricostituzione della comunione ecclesiale, ossia al ristabilimento di un ordine oggettivo conforme al bene della Chiesa”.

“La giustizia, che la Chiesa persegue attraverso il processo contenzioso amministrativo” – ha concluso il Santo Padre – “può essere considerata quale inizio, esigenza minima e insieme aspettativa di carità, indispensabile ed insufficiente nello stesso tempo, se rapportata alla carità di cui la Chiesa vive. Nondimeno il Popolo di Dio pellegrinante sulla terra non potrà realizzare la sua identità di comunità di amore se in esso non si avrà riguardo alle esigenze della giustizia”.
AC/ VIS 20110204 (600)

IN MARZO INIZIO TERZA FASE DIALOGO CATTOLICO-ANGLICANO

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani informa che il dialogo ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana, in corso da quarant’anni, ha ultimato le sue due prime fasi.

Il dialogo è condotto dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal “Department for Unity, Faith and Order” della Comunione Anglicana, per il tramite della Commissione internazionale anglicana-cattolica (Anglican-Roman Catholic International Commission- ARCIC)

I Co-Presidenti e i Co-Segretari della nuova fase di dialogo – la terza - della Commissione internazionale anglicana-cattolica (ARCIC III) hanno messo a punto un programma per il primo incontro, che sarà ospitato presso il Monastero di Bose, nei pressi di Biella, dal 17 al 27 maggio 2011. La Commissione inizierà i lavori di questa terza fase dietro mandato conferitole da Papa Benedetto XVI e dall’Arcivescovo di Canterbury, il Dottor Rowan Williams, durante l’incontro che essi hanno avuto a Roma nel novembre del 2009.

I Co-Presidenti della Commissione – di cui fanno parte dieci membri anglicani ed otto cattolici - sono l’Arcivescovo cattolico Bernard Longley, di Birmingham (Inghilterra) e l’Arcivescovo anglicano David Moxon delle diocesi della Nuova Zelanda.

Il compito della terza fase del dialogo cattolico-anglicano sarà quello di “studiare questioni fondamentali riguardanti ‘La Chiesa come comunione, locale e universale’ e ‘Come, nella comunione, la Chiesa locale e universale giunge a discernere il giusto insegnamento etico’". Queste tematiche correlate sono emerse dalla Dichiarazione Comune del Papa e dell’Arcivescovo di Canterbury.

Il Comunicato termina segnalando che: “La composizione internazionale di questa nuova fase di dialogo della Commissione Internazionale Anglicana-Cattolica riflette un ampio spettro di backgrounds culturali ed apporta alla Commissione una considerevole varietà di discipline teologiche”.
CON-UC VIS 20110204 (290)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Il Vescovo Felix Genn, di Münster (Repubblica Federale di Germania).

- Il Vescovo Lucas Van Looy, S.D.B., di Gent (Belgio).

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20110204 (70)

giovedì 3 febbraio 2011

VITA CONSACRATA: LUCE, PROFEZIA E SAPIENZA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Ieri, festa della Presentazione del Signore al Tempio e XV Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei II Vespri nella Basilica Vaticana.

“La Presentazione di Gesù al Tempio” – ha detto il Papa nell’omelia – “costituisce un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, ‘i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente’. Perciò la Festa odierna è stata scelta dal Venerabile Giovanni Paolo II per celebrare l’annuale Giornata della Vita Consacrata”.

Successivamente Benedetto XVI ha proposto tre motivi di riflessione in questa festa. “Il primo: l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. I Padri della Chiesa hanno collegato questa irradiazione al cammino spirituale. La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come ‘filocalia’, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio”.

“In secondo luogo, l’icona evangelica manifesta la profezia, dono dello Spirito Santo. Simeone ed Anna, contemplando il Bambino Gesù, intravedono il suo destino di morte e di risurrezione per la salvezza di tutte le genti e annunciano tale mistero come salvezza universale. La vita consacrata è chiamata a tale testimonianza profetica, legata alla sua duplice attitudine contemplativa e attiva. Ai consacrati e alle consacrate è dato infatti di manifestare il primato di Dio, la passione per il Vangelo praticato come forma di vita e annunciato ai poveri e agli ultimi della terra”.

“In terzo luogo, l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio manifesta la sapienza di Simeone ed Anna, la sapienza di una vita dedicata totalmente alla ricerca del volto di Dio, dei suoi segni, della sua volontà; una vita dedicata all’ascolto e all’annuncio della sua Parola”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha esortato il Pontefice – “siate ascoltatori assidui della Parola, perché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore! (...) Lo Spirito Santo, in forza del quale è stata scritta la Bibbia, è il medesimo che illumina di luce nuova la Parola di Dio ai fondatori e alle fondatrici. Da essa è sgorgato ogni carisma e di essa ogni regola vuole essere espressione, dando origine ad itinerari di vita cristiana segnati dalla radicalità evangelica”.

“Viviamo oggi, soprattutto nelle società più sviluppate” – ha concluso il Pontefice – “una condizione segnata spesso da una radicale pluralità, da una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali. Ciò esige che la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e coerente e che il nostro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso. (...) Sappiate orientare con la sapienza della vostra vita, e con la fiducia nelle possibilità inesauste della vera educazione, l’intelligenza e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo verso la ‘vita buona del Vangelo’”.
HML/ VIS 20110203 (510)

“COMMUNAUTÉ EMMANUEL”: COMUNIONE EUCARISTICA E MISSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri della “Communauté de l’Emmanuel” che quest’anno celebra il ventesimo anniversario della morte del suo fondatore, Pierre Goursat, la cui causa di beatificazione è stata introdotta lo scorso anno.

Nel discorso ai membri della Communauté, Benedetto XVI ha ricordato che nei prossimi mesi ricorreranno i trenta anni di servizio della FIDESCO nei paesi più poveri, i quaranta anni di fondazione della “Communauté” e i venti anni di riconoscimento dei suoi statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici.

“La grazia profonda della vostra Comunità procede dall’adorazione eucaristica” –ha detto il Papa – “Da tale adorazione nasce la compassione per tutti gli uomini e da questa compassione nasce la sete di evangelizzare. Nello spirito del vostro carisma, vi incoraggio ad approfondire la vostra vita spirituale donando essenziale spazio all’incontro personale con il Cristo, l’Emanuele, il Dio con noi”.

“Una vita autenticamente eucaristica è una vita missionaria. In un mondo spesso disorientato e alla ricerca di nuove ragioni di vita, la luce del Cristo deve essere portata a tutti. Siate fra gli uomini e le donne di oggi missionari ardenti del Vangelo, sostenuti da una vita radicalmente dedita a Cristo!”.

“Oggi, l’urgenza di tale annuncio si fa particolarmente sentire nelle famiglie, così spesso frammentate, presso i giovani e negli ambienti intellettuali. Contribuite a rinnovare dall’interno il dinamismo apostolico delle parrocchie, sviluppando i loro orientamenti spirituali e missionari! Vi incoraggio ancora ad essere attenti alle persone che rientrano nella Chiesa e che non hanno beneficiato di una catechesi approfondita. Aiutatele a radicare la fede in una vita autenticamente teologale, sacramentale ed ecclesiale”.

“Invito particolarmente la vostra Comunità a vivere una autentica comunione fra i suoi membri. (...) La vita comunitaria che voi desiderate sviluppare, nel rispetto dello stato di vita di ciascuno, sarà allora per la società una testimonianza vivente dell’amore fraterno che deve animare tutti i rapporti umani. La comunione fraterna è già un annuncio del mondo nuovo che il Cristo è venuto ad instaurare”.

“Che tale comunione che non significa ripiegamento su se stessi, sia anche effettiva con le Chiese locali. In effetti, ogni carisma si rapporta alla crescita del Corpo di Cristo, tutto intero. L’azione missionaria deve incessantemente adattarsi alle realtà della Chiesa locale, nella preoccupazione permanente di concertazione e collaborazione con i pastori, sotto l’autorità del Vescovo. D’altronde il riconoscimento reciproco della diversità delle vocazioni nella Chiesa e del loro apporto indispensabile per l’evangelizzazione, è segno eloquente dell’unità dei discepoli di Cristo e della credibilità della loro testimonianza”.
AC/ VIS 20110203 (440)

MAGGIORE SENSIBILITÀ CON CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio) e del Seminario “Associazionismo sanitario cattolico e cultura della vita”, in programma il 5 febbraio presso l’Auditorium San Pio X, in occasione delle celebrazioni di chiusura del 25° anniversario di fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), il Vescovo José Luis Redrado Marchite, Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu Mate Musivi, Sottosegretario del medesimo Dicastero e la Dottoressa Rosa Merola, Consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, Psicologa presso l’Istituto Penitenziario di Rebibbia, Roma.

Il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato, reso pubblico il 18 dicembre scorso, “intende certamente dare nuovo slancio alla riflessione sul mistero della sofferenza umana alla luce della fede cristiana” – ha detto l’Arcivescovo Zimowski – “Esso al contempo promuove una maggiore sensibilità, all’interno delle comunità cristiane e della società civile, verso i fratelli e le sorelle che vivono in condizioni di sofferenza e di malattia, affinché nessuno venga lasciato solo né privo di cure adeguate”.

“In questa prospettiva” – ha proseguito l’Arcivescovo Zimowski – “il Papa mette subito in evidenza tre presupposti fondamentali per operare un autentico rinnovamento nella cura della salute, e ciò a partire dalle fasce più deboli delle popolazioni di tutto il mondo. Il primo riguarda la centralità della persona umana, alla quale si devono attenzione e cura, tanto più se essa si trova in stato di bisogno, di patimento, di emarginazione. (...) In secondo luogo vi è la necessità di un’autentica umanizzazione dell’ambito sanitario. (...) Il terzo riguarda l’impegno delle Chiese particolari e il Papa invita le diverse diocesi sparse nel mondo, affinché, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Malato, si adoperino perché la cura delle persone sofferenti e malate venga migliorata e resa più efficace”.

“Nel Suo Messaggio di quest’anno” – ha segnalato il Presidente del Dicastero – “il Santo Padre invita al contempo ad effettuare una seria riflessione su alcuni temi fondamentali, a partire dal ‘mistero della sofferenza’. Ciò è infatti necessario per poter riconoscere la sorgente della luce, della speranza e trovare la forza di vivere le condizioni di sofferenza, e, d’altro lato, per poter meglio riconoscere le motivazioni e le modalità con cui tutti siamo chiamati a prenderci cura delle persone in stato di malattia e/o di afflizione”.

“Lo stato di sofferenza e la Giornata Mondiale del Malato” – sottolinea Benedetto XVI nel suo Messaggio – “non riguardano solamente le persone già avanti negli anni e si rivolge ai giovani, specialmente a quelli malati ma anche a quelli in salute, per creare ponti di amore e di solidarietà, a partire dall’Eucaristia. Partire cioè dall’incontrare e dal riconoscere nell’Eucaristia Gesù Cristo, presente e operante, che per amore si dona a noi per renderci partecipi della sua stessa vita. Allo stesso tempo per riconoscerne e servirne la presenza nel volto e nella condizione del prossimo povero, afflitto, debole”.

Il Messaggio si conclude con “un appello coinvolgente rivolto a tutti, e in particolare a tutti coloro che più direttamente e con diversi ruoli e responsabilità – e tra questi certamente i volontari ai quali è dedicato l’Anno Europeo da poco inaugurato – sono impegnati nel mondo della salute e nella cura delle persone malate e sofferenti”.
OP/ VIS 20110203 (600)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE AUSTRIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Alfons M. Kloss, nuovo Ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso in lingua tedesca, il Papa ha ricordato il Viaggio Apostolico al Santuario di Mariazell nel 2007, dove poté constatare la profonda fede cattolica del popolo austriaco. Nel contempo il Papa ha osservato che l’Austria è un paese dove la coesistenza pacifica delle religioni e delle culture ha una lunga tradizione.

Riferendosi al rapporto fra stato e chiesa, il Papa ha sottolineato che la religione non può essere relegata alla sfera privata e ha evidenziato il ruolo della Chiesa cattolica nella missione educativa, come pure nell’assistenza ai più svantaggiati, dei quali si fa portavoce.

Gli altri argomenti trattati sono stati la difesa della famiglia e la necessità di politiche che la sostengano e la proteggano.

Infine Benedetto XVI ha menzionato “la casa comune europea”, ricordando il ruolo del cristianesimo nella civilizzazione e nella cultura del Vecchio Continente.
CD/ VIS 20110203 (180)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Maribor (Slovenia), presentata dall’Arcivescovo Franc Kramberger, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Marjan Turnsek, finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi.
RE:NER/ VIS 20110203 (60)

mercoledì 2 febbraio 2011

TERESA DI GESÙ PROFONDAMENTE CONTEMPLATIVA ED OPEROSA

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha iniziato oggi una serie di incontri per completare la presentazione dei Dottori della Chiesa e, nell’odierna catechesi per l’Udienza Generale, tenutasi nell’Aula Paolo VI, si è soffermato sulla figura di Santa Teresa di Gesù (1515-1582).

Teresa nasce ad Avila (Spagna), con il nome di Teresa de Ahumada. “Se nell’adolescenza la lettura di libri profani l'aveva portata alle distrazioni di una vita mondana” – ha detto il Papa – “la frequentazione di libri spirituali, soprattutto classici di spiritualità francescana, le insegnano il raccoglimento e la preghiera. All’età di 20 anni, entra nel monastero carmelitano dell'Incarnazione, sempre ad Avila”.

“Nella lotta contro le proprie malattie” – ha spiegato il Pontefice – “la Santa vede il combattimento contro le debolezze e le resistenze alla chiamata di Dio. (...) Nella Quaresima del 1554, a 39 anni, Teresa giunge al culmine della lotta contro le proprie debolezze”.

“Parallelamente alla maturazione della propria interiorità, la Santa inizia a sviluppare concretamente l'ideale di riforma dell'Ordine carmelitano: nel 1562 fonda ad Avila, con il sostegno del Vescovo della città, don Alvaro de Mendoza, il primo Carmelo riformato (...). Negli anni successivi prosegue le fondazioni di nuovi Carmeli, in totale diciassette. Fondamentale è l'incontro con san Giovanni della Croce, col quale, nel 1568, costituisce a Duruelo, vicino ad Avila, il primo convento di Carmelitani Scalzi”. Teresa muore nel 1582. “Beatificata dal Papa Paolo V nel 1614 e canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, è proclamata ‘Dottore della Chiesa’ dal Servo di Dio Paolo VI nel 1970”.

“Teresa di Gesù” – ha detto il Papa – “non aveva una formazione accademica, ma ha sempre fatto tesoro degli insegnamenti di teologi, letterati e maestri spirituali. (...) Tra le sue opere maggiori va ricordata anzitutto l’autobiografia, intitolata Libro della vita, che ella chiama Libro delle Misericordie del Signore. Composta nel Carmelo di Avila nel 1565, riferisce il percorso biografico e spirituale, scritto, come afferma Teresa stessa, per sottoporre la sua anima al discernimento del ‘Maestro degli spirituali’, san Giovanni d'Avila. (...) Nel 1566, Teresa scrive il Cammino di Perfezione, da lei chiamato Ammonimenti e consigli che dà Teresa di Gesù alle sue monache. (...) L'opera mistica più famosa di santa Teresa è il Castello interiore, scritto nel 1577, in piena maturità. Si tratta di una rilettura del proprio cammino di vita spirituale e, allo stesso tempo, di una codificazione del possibile svolgimento della vita cristiana verso la sua pienezza, la santità, sotto l'azione dello Spirito Santo. (...) Alla sua attività di fondatrice dei Carmeli riformati, Teresa dedica il Libro delle fondazioni”.

“Non è facile riassumere in poche parole la profonda e articolata spiritualità teresiana. Possiamo menzionare alcuni punti essenziali. In primo luogo, santa Teresa propone le virtù evangeliche come base di tutta la vita cristiana e umana” e “una profonda sintonia con i grandi personaggi biblici e l'ascolto vivo della Parola di Dio. (...) La Santa sottolinea poi quanto è essenziale la preghiera (...). Al lettore delle sue opere insegna a pregare pregando ella stessa con lui”.

“Un altro tema caro alla Santa è la centralità dell'umanità di Cristo. (...) Da ciò l'importanza che ella attribuisce alla meditazione della Passione e all'Eucaristia, come presenza di Cristo, nella Chiesa, per la vita di ogni credente e come cuore della liturgia. Santa Teresa vive un amore incondizionato alla Chiesa (...). Un ultimo aspetto essenziale della dottrina teresiana, che vorrei sottolineare, è la perfezione, come aspirazione di tutta la vita cristiana e meta finale della stessa”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Pontefice – “Santa Teresa di Gesù è vera maestra di vita cristiana per i fedeli di ogni tempo. Nella nostra società, spesso carente di valori spirituali, santa Teresa ci insegna ad essere testimoni instancabili di Dio, della sua presenza e della sua azione. (...) L’esempio di questa Santa, profondamente contemplativa ed efficacemente operosa, spinga anche noi a dedicare ogni giorno il giusto tempo alla preghiera, a questa apertura verso Dio, (...) per trovare la sua amicizia e così la vera vita (...). Per questo il tempo della preghiera non è tempo perso, è tempo nel quale si apre la strada della vita, si apre la strada per imparare da Dio un amore ardente a Lui, alla sua Chiesa, e una carità concreta per i nostri fratelli”.
AG/ VIS 20110202 (720)

SERVIZIO MEMBRI VITA CONSACRATA DONO PREZIOSO CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Al termine della catechesi Benedetto XVI ha ricordato che oggi la Chiesa celebra la Giornata della Vita Consacrata.

“Raccomando alle vostre preghiere” – ha detto il Papa – “coloro che, facendo i voti di povertà, castità e obbedienza, tendono alla santità, nel servizio ai bambini, ai giovani, alle persone malate, anziane e sole. Siamo grati a loro per le preghiere e il lavoro che svolgono nelle parrocchie, negli ospedali, nelle case di riposo e nelle scuole. Il loro servizio è per la Chiesa un dono particolarmente prezioso. Benedico di cuore tutti coloro che vivono seguendo i consigli evangelici e voi qui presenti”.
AC/ VIS 20110202 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jean Legrez, O.P., Arcivescovo di Albi (superficie: 5.780; popolazione: 363.000; cattolici: 290.000; sacerdoti: 175; religiosi: 519; diaconi permanenti: 12), Francia. L’Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Saint-Claude (Francia), è nato nel 1948 a Parigi (Francia). Entrato nell’Ordine dei Frati Predicatori nel 1968, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2003.

- Ha nominato il Vescovo Raúl Cecilio Berzosa Martínez, Vescovo di Ciudad Rodrigo (superficie: 4.264; popolazione: 45.016; cattolici: 44.028; sacerdoti: 75; religiosi: 126), Spagna. Il Vescovo Berzosa Martínez è stato finora Ausiliare di Oviedo (Spagna).

- Ha nominato il Vescovo Atilano Rodríguez Martínez, Vescovo di Sigüenza-Guadalajara (superficie: 12.190; popolazione: 237.787; cattolici: 211.630; sacerdoti: 259; religiosi: 403), Spagna. Finora Vescovo di Ciudad Rodrigo (Spagna), succede al Vescovo José Sánchez González, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Miguel Olaortúa Laspra, O.S.A., Vicario Apostolico di Iquitos (superficie: 100.041; popolazione: 1.064.090; cattolici: 895.830; sacerdoti: 38; religiosi: 71), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Bilbao (Spagna). Nel 1981 è entrato nel Noviziato dell’Ordine degli Agostiniano, ha emesso la Prima Professione nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Succede al Vescovo Julián García Centeno, O.S.A., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Francisco Antonio Nieto Súa, Vescovo di San José del Guaviare (superficie: 42.327; popolazione: 120.000; cattolici: 112.000; sacerdoti: 16; religiosi: 12; diaconi permanenti: 2), Colombia. Il Vescovo Nieto Súa è stato finora Vescovo Ausiliare di Bogotá (Colombia).

- Ha nominato il Vescovo Fidel León Cadavid Marín, Vescovo di Sonsón - Rionegro (superficie: 7.300; popolazione: 601.000; cattolici: 595.000; sacerdoti: 279; religiosi: 801), Colombia. Il Vescovo Cadavid Marín è stato finora Vescovo di Quibdó (Colombia).

- Ha nominato il Sacerdote Rosalvo Cordeiro de Lima, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Fortaleza (superficie: 14.813; popolazione: 3.585.000; cattolici: 2.536.000; sacerdoti: 328; religiosi: 1.174; diaconi permanenti: 19), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a União dos Palmares (Brasile) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Parroco della Parrocchia “São José” a Salesópolis (Brasile).

- Ha nominato l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Pakistan.
NER:RE:NEA:NA VIS 20110202 (400)

martedì 1 febbraio 2011

MESSAGGIO CONGRESSO LATINOAMERICANO DELLE VOCAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio di Benedetto XVI al II Congresso Continentale Latinoamericano delle Vocazioni in corso a Cartago (Costa Rica), dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il primo Congresso fu convocato, 17 anni fa, dalla Santa Sede e dalla Confederazione Latinoamericana dei Religiosi. L’attuale è il risultato dell’iniziativa dei Vescovi responsabili della pastorale delle vocazioni dell’America Latina e del Caribe.

“L’importante missione dell’evangelizzazione richiede un sempre maggiore numero di persone che rispondano generosamente alla chiamata di Dio e che pongano la propria vita al servizio del Vangelo”, scrive il Papa. “Un’azione missionaria più incisiva comporta come prezioso frutto, insieme al rafforzamento della vita cristiana in generale, l’aumento delle vocazioni di speciale consacrazione. L’abbondanza delle vocazioni è segno eloquente di vitalità ecclesiale, come il vivere fortemente la fede da parte di tutti i membri del Popolo di Dio”.

“In questo secondo Congresso, sul tema: ‘Maestro, sulla Tua Parola getterò le mie reti’, i diversi agenti di pastorale vocazionale della Chiesa in America Latina e nel Caribe si sono riuniti con l’obiettivo di potenziare la pastorale vocazionale affinché i battezzati rispondano alla chiamata ad essere discepoli e missionari di Cristo, nelle circostanze attuali di questa amata terra. (...) La pastorale vocazionale deve essere pienamente inserita nel complesso della pastorale generale, e con una presenza capillare in tutti gli ambiti pastorali concreti. (...) L’esperienza ci insegna che, lì dove vi è una buona pianificazione e una pratica costante della pastorale vocazionale, le vocazioni non mancano. Dio è generoso, e ugualmente generoso deve essere l’impegno pastorale vocazionale in tutte le Chiese particolari”.

“La vocazione” – scrive il Santo Padre – “non è il risultato di nessun progetto umano o di una abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio. (...) Bisogna tener sempre presente l’importanza della vita spirituale come fondamento di tutta la programmazione pastorale. È necessario offrire alle giovani generazioni la possibilità di aprire il cuore ad una realtà più grande: a Cristo, l’unico che può dar senso e pienezza alla vita. (...) Nello stesso tempo, però, il rafforzamento della nostra vita spirituale deve condurci ad una maggiore identificazione con la volontà di Dio ed ad offrire una testimonianza più limpida e trasparente della fede, della speranza e della carità”.

“Il testimone fedele e gioioso della propria vocazione è stato ed è un tramite privilegiato per suscitare in tanti giovani il desiderio di seguire le orme di Cristo. E, insieme a ciò, il coraggio di proporre loro, con delicatezza e rispetto, la possibilità della chiamata di Dio. Con frequenza, la vocazione divina si manifesta attraverso una parola umana, o grazie ad un ambiente nel quale si sperimenta una fede viva. (...) Il mondo” – conclude il Pontefice – “ha bisogno di Dio, per cui avrà sempre bisogno di persone che vivono per Lui e che Lo annuncino agli altri”.
MESS/ VIS 20110201 (480)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: “Perché la famiglia sia da tutti rispettata nella sua identità e sia riconosciuto il suo insostituibile contributo in favore dell’intera società”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché in quei territori di missione dove più urgente è la lotta contro le malattie, le comunità cristiane sappiano testimoniare la presenza di Cristo accanto ai sofferenti”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/… VIS 20110201 (100)
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