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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 11 gennaio 2011

VISITA HAITI PRESIDENTE COR UNUM UN ANNO DAL TERREMOTO

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2011 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio “Cor Unum” informa che ad un anno dal terribile terremoto di Haiti del 12 gennaio 2010, che ha provocato 250.000 morti e un milione di senzatetto, il Santo Padre Benedetto XVI invia ad Haiti il Cardinale Robert Sarah.

Il Presidente di ‘Cor Unum’ porterà un messaggio del Papa e un aiuto economico alla popolazione così gravemente colpita un anno fa”.

Il 10 gennaio, il Cardinale Sarah ha compiuto una visita a Léogane ad alcune Comunità religiose: le “Suore di Cristo Re”, che hanno visto distrutto il proprio Ospedale; le “Petites Soeurs de Sainte-Thérèse de l’Enfant Jésus” che gestiscono un sanatorio per malati di Aids e tubercolosi; le “Compagnes de Jésus” che avevano un centro anziani e una scuola distrutti dal terremoto: qui poserà la prima pietra de l’Ecole Notre Dame des Anges. Il Cardinal Sarah a nome del Santo Padre porterà un aiuto concreto proveniente dalle offerte ricevute per il terremoto: US$ 800.000 per la ricostruzione delle scuole e US$400.000 per la ricostruzione delle chiese”.

Oggi, 11 gennaio, il Presidente di “Cor Unum”, accompagnato dal Sotto Segretario Monsignor Segundo Tejado, incontrerà il Presidente della Repubblica René Préval e visiterà il campo sfollati di Parc Acra dove celebrerà una Santa Messa.

Mercoledì 12 gennaio leggerà il Messaggio del Papa durante la Messa di commemorazione ad un anno dal terremoto. Poi incontrerà i Vescovi, i seminaristi. Infine i responsabili delle Caritas e delle Organizzazioni internazionali di volontariato.

L’ultimo appuntamento in terra haitiana, sarà il 13 gennaio, quando il Cardinale celebrerà una Messa nel Convento delle Figlie di Maria “Parideans” che hanno subito la perdita di 15 religiose sotto le macerie e del ferimento grave di altre 12 sorelle.

La visita avrà anche lo scopo di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato nell’immane lavoro della fase di emergenza e di rinnovare l’impegno della Chiesa nella ricostruzione, spronando ad una nuova fase di impegno caritativo.
CON-CU/ VIS 20110111 (330)

lunedì 10 gennaio 2011

CARDINALE BERTONE: MESSA 1° ANNIVERSARIO TERREMOTO HAITI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2011 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, presiederà una Celebrazione Eucaristica, mercoledì 12 gennaio 2011, alle ore 16:30, nel primo anniversario del terremoto di Haiti, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.

“L’iniziativa di commemorare con una Santa Messa le vittime del terribile terremoto” – si legge in un Comunicato – “è stata promossa dall’Ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede e sono stati invitati a partecipare il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e gli altri Corpi diplomatici presenti a Roma.
OP/ VIS 20110110 (100)

UDIENZE



CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Mare Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Claudio Hummes, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.
AP/ VIS 20110110 (60)

COLLABORAZIONE FRA COMUNITÀ CRISTIANA E FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2011 (VIS). Oggi, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella Sistina, la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 21 neonati, figli di dipendenti vaticani o della Santa Sede.

“Cari genitori” – ha detto il Papa nell’omelia – “il Battesimo che voi oggi chiedete per i vostri bambini, li inserisce in questo scambio d’amore reciproco che vi è in Dio tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; per questo gesto che sto per compiere, si riversa su di loro l’amore di Dio, inondandoli dei suoi doni. Attraverso il lavacro dell’acqua, i vostri figli vengono inseriti nella vita stessa di Gesù, che è morto sulla croce per liberarci dal peccato e risorgendo ha vinto la morte”.

“Cari amici, donandoci la fede” – ha proseguito il Pontefice – “il Signore ci ha dato ciò che vi è di più prezioso nella vita, e cioè il motivo più vero e più bello per cui vivere (...). La fede è il grande dono con il quale ci dà anche la vita eterna, la vera vita. (...) Ricevendo il Battesimo, questi bambini ottengono in dono un sigillo spirituale indelebile, il ‘carattere’, che segna interiormente per sempre la loro appartenenza al Signore e li rende membra vive del suo corpo mistico, che è la Chiesa. Mentre entrano a far parte del Popolo di Dio, per questi bambini, inizia oggi un cammino che dovrebbe essere un cammino di santità e di conformazione a Gesù, una realtà che è posta in loro come il seme di un albero splendido, che deve essere fatto crescere”.

“Certamente” – ha affermato il Papa – “ci sarà poi bisogno di un’adesione libera e consapevole a questa vita di fede e d’amore, ed è per questo che è necessario che, dopo il Battesimo, essi vengano educati nella fede, istruiti secondo la sapienza della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa, così che cresca in loro questo germe della fede che oggi ricevono e possano raggiungere la piena maturità cristiana”.

“La Chiesa” – ha concluso il Pontefice – “che li accoglie tra i suoi figli, deve farsi carico, assieme ai genitori e ai padrini, di accompagnarli in questo cammino di crescita. La collaborazione tra comunità cristiana e famiglia è quanto mai necessaria nell’attuale contesto sociale, in cui l’istituto familiare è minacciato da più parti e si trova a far fronte a non poche difficoltà nella sua missione di educare alla fede. Il venir meno di stabili riferimenti culturali e la rapida trasformazione a cui è continuamente sottoposta la società, rendono davvero arduo l’impegno educativo. Perciò, è necessario che le parrocchie si adoperino sempre più nel sostenere le famiglie, piccole Chiese domestiche, nel loro compito di trasmissione della fede”.
HML/ VIS 20110110 (460)

RISCOPRIRE BELLEZZA BATTESIMO E APPARTENENZA FAMIGLIA DIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2011 (VIS). Conclusa la Santa Messa con l’amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“Oggi la Chiesa celebra il Battesimo del Signore, festa che conclude il tempo liturgico del Natale” – ha ricordato il Papa – “Questo mistero della vita di Cristo mostra visibilmente che la sua venuta nella carne è l’atto sublime di amore delle Tre Persone divine. Possiamo dire che da questo solenne avvenimento l’azione creatrice, redentrice e santificatrice della Santissima Trinità sarà sempre più manifesta nella missione pubblica di Gesù, nel suo insegnamento, nei miracoli, nella sua passione, morte e risurrezione”.

“È davvero il Messia, il Figlio dell’Altissimo che, uscendo dalle acque del Giordano, stabilisce la rigenerazione nello Spirito e apre, a quanti lo vogliono, la possibilità di divenire figli di Dio. Non a caso, infatti, ogni battezzato acquista il carattere di figlio a partire dal nome cristiano, segno inconfondibile che lo Spirito Santo fa nascere ’di nuovo’ l’uomo dal grembo della Chiesa”.

“Cari amici, il Battesimo” – ha sottolineato il Pontefice – “ è l’inizio della vita spirituale, che trova la sua pienezza per mezzo della Chiesa. Nell’ora propizia del Sacramento, mentre la Comunità ecclesiale prega e affida a Dio un nuovo figlio, i genitori e i padrini s’impegnano ad accogliere il neo-battezzato sostenendolo nella formazione e nell’educazione cristiana. È questa una grande responsabilità, che deriva da un grande dono! Perciò, desidero incoraggiare tutti i fedeli a riscoprire la bellezza di essere battezzati e appartenere alla grande famiglia di Dio, e a dare gioiosa testimonianza della propria fede, affinché essa generi frutti di bene e di concordia”.

Dopo la recita della preghiera mariana, il Papa ha riservato “un particolare ricordo alla popolazione di Haiti, ad un anno dal terribile terremoto, a cui purtroppo ha fatto seguito anche una grave epidemia di colera. Il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, si reca oggi nell’Isola caraibica, per esprimere la mia costante vicinanza e quella di tutta la Chiesa”.

Successivamente il Santo Padre si è rivolto ad un gruppo di Parlamentari italiani, ringraziandoli “per il loro impegno, condiviso con altri colleghi, in favore della libertà religiosa. Con loro saluto anche i fedeli copti qui presenti a cui rinnovo la mia vicinanza”.
ANG/ VIS 20110110 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, Vescovo della Diocesi di Dodoma (superficie di 41.311; popolazione: 1.951.000; cattolici: 407.000; sacerdoti: 106 sacerdoti; religiosi: 605), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 nel Distretto di Bunda (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 2009 è stato Professore Assistente presso la “St. Augustine’s University of Tanzania” (SAUT).

Sabato 8 gennaio il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L’Arcivescovo eletto è nato a Melzo (Italia), nel 1963, è stato ordinato sacerdote nel 1987 ed è stato finora Consigliere di Nunziatura.

- Il Monsignore Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L’Arcivescovo eletto è nato a Maracaibo (Venezuela) nel 1960, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed è stato finora Consigliere di Nunziatura.
NER:NN/ VIS 20110110 (160)

DISCORSO DEL PAPA AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, Benedetto XVI ha pronunciato il suo annuale discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Il Decano del Corpo Diplomatico, Ambasciatore Alejandro Emilio Valladares Lanza, dell’Honduras, ha presentato al Pontefice, a nome di tutti gli Ambasciatori, gli auguri per il Nuovo Anno.

Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici pieni con 178 paesi, ai quali bisogna aggiungere l’Unione Europea, il Sovrano Militare Ordine di Malta, ed una Missione a carattere speciale: l’Ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

Relativamente alle Organizzazioni Internazionali la Santa Sede è presente presso l’O.N.U. in qualità di “Osservatore Permanente” ed è Membro di 7 Organizzazioni o Agenzie delle Nazioni Unite, Osservatore in 8 e Membro e Osservatore in 5 Organizzazioni Regionali.

Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso del Santo Padre:

“L’umanità, in tutta la sua storia, attraverso le sue credenze e i suoi riti, manifesta un’incessante ricerca di Dio e ‘tali forme d’espressione sono così universali che l’uomo può essere definito un essere religioso’. La dimensione religiosa è una caratteristica innegabile e incoercibile dell’essere e dell’agire dell’uomo, la misura della realizzazione del suo destino e della costruzione della comunità a cui appartiene. Pertanto, quando l’individuo stesso o coloro che lo circondano trascurano o negano questo aspetto fondamentale, si creano squilibri e conflitti a tutti i livelli, tanto sul piano personale che su quello interpersonale”.

“Non vi sono forse numerose situazioni nelle quali, purtroppo, il diritto alla libertà religiosa è leso o negato? Questo diritto dell’uomo, che in realtà è il primo dei diritti, perché, storicamente, è stato affermato per primo, e, d’altra parte, ha come oggetto la dimensione costitutiva dell’uomo, cioè la sua relazione con il Creatore, non è forse troppo spesso messo in discussione o violato? Mi sembra che la società, i suoi responsabili e l’opinione pubblica si rendano oggi maggiormente conto, anche se non sempre in modo esatto, di tale grave ferita inferta contro la dignità e la libertà dell’homo religiosus, sulla quale ho tenuto, a più riprese, ad attirare l’attenzione di tutti”.

“L’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, che si è svolta in Vaticano nel corso del mese di ottobre, è stata un momento di preghiera e di riflessione, durante il quale il pensiero si è rivolto con insistenza verso le comunità cristiane di quelle regioni del mondo, così provate a causa della loro adesione a Cristo e alla Chiesa”.

“Sì, guardando verso l’Oriente, gli attentati che hanno seminato morte, dolore e smarrimento tra i cristiani dell’Iraq, al punto da spingerli a lasciare la terra dove i loro padri hanno vissuto lungo i secoli, ci hanno profondamente addolorato. Rinnovo alle Autorità di quel Paese e ai capi religiosi musulmani il mio preoccupato appello ad operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza e continuare ad apportare il loro contributo alla società di cui sono membri a pieno titolo. Anche in Egitto, ad Alessandria, il terrorismo ha colpito brutalmente dei fedeli in preghiera in una chiesa. Questa successione di attacchi è un segno ulteriore dell’urgente necessità per i Governi della Regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose”.

“Apprezzo l’attenzione per i diritti dei più deboli e la lungimiranza politica di cui hanno dato prova alcuni Paesi d’Europa negli ultimi giorni, domandando una risposta concertata dell’Unione Europea affinché i cristiani siano difesi nel Medio Oriente”.

“Vorrei ricordare infine che la libertà religiosa non è pienamente applicata là dove è garantita solamente la libertà di culto, per di più con delle limitazioni. Incoraggio, inoltre, ad accompagnare la piena tutela della libertà religiosa e degli altri diritti umani con programmi che, fin dalla scuola primaria e nel quadro dell’insegnamento religioso, educhino al rispetto di tutti i fratelli nell’umanità”.

“Per quanto riguarda poi gli Stati della Penisola Arabica, dove vivono numerosi lavoratori immigrati cristiani, auspico che la Chiesa cattolica possa disporre di adeguate strutture pastorali”.

“Tra le norme che ledono il diritto delle persone alla libertà religiosa, una menzione particolare dev’essere fatta della legge contro la blasfemia in Pakistan: incoraggio di nuovo le Autorità di quel Paese a compiere gli sforzi necessari per abrogarla, tanto più che è evidente che essa serve da pretesto per provocare ingiustizie e violenze contro le minoranze religiose. Il tragico assassinio del Governatore del Punjab mostra quanto sia urgente procedere in tal senso: la venerazione nei riguardi di Dio promuove la fraternità e l’amore, non l’odio e la divisione. Altre situazioni preoccupanti, talvolta con atti di violenza, possono essere menzionate nel Sud e nel Sud-Est del continente asiatico, in Paesi che hanno peraltro una tradizione di rapporti sociali pacifici”.

“Il peso particolare di una determinata religione in una nazione non dovrebbe mai implicare che i cittadini appartenenti ad un’altra confessione siano discriminati nella vita sociale o, peggio ancora, che sia tollerata la violenza contro di essi. A questo proposito, è importante che il dialogo inter-religioso favorisca un impegno comune a riconoscere e promuovere la libertà religiosa di ogni persona e di ogni comunità. Infine, come ho già ricordato, la violenza contro i cristiani non risparmia l’Africa. Gli attacchi contro luoghi di culto in Nigeria, proprio mentre si celebrava la Nascita di Cristo, ne sono un’altra triste testimonianza”.

“In diversi Paesi, d’altronde, la Costituzione riconosce una certa libertà religiosa, ma, di fatto, la vita delle comunità religiose è resa difficile e talvolta anche precaria, perché l’ordinamento giuridico o sociale si ispira a sistemi filosofici e politici che postulano uno stretto controllo, per non dire un monopolio, dello Stato sulla società. Bisogna che cessino tali ambiguità, in modo che i credenti non si trovino dibattuti tra la fedeltà a Dio e la lealtà alla loro patria. Domando in particolare che sia garantita dovunque alle comunità cattoliche la piena autonomia di organizzazione e la libertà di compiere la loro missione, in conformità alle norme e agli standards internazionali in questo campo. In questo momento, il mio pensiero si volge di nuovo verso la comunità cattolica della Cina continentale e i suoi Pastori, che vivono un momento di difficoltà e di prova. D’altro canto, vorrei indirizzare una parola di incoraggiamento alle Autorità di Cuba, Paese che ha celebrato nel 2010 settantacinque anni di relazioni diplomatiche ininterrotte con la Santa Sede, affinché il dialogo che si è felicemente instaurato con la Chiesa si rafforzi ulteriormente e si allarghi”.

“Spostando il nostro sguardo dall’Oriente all’Occidente, ci troviamo di fronte ad altri tipi di minacce contro il pieno esercizio della libertà religiosa. Penso, in primo luogo, a Paesi nei quali si accorda una grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, ma dove la religione subisce una crescente emarginazione. Si tende a considerare la religione, ogni religione, come un fattore senza importanza, estraneo alla società moderna o addirittura destabilizzante, e si cerca con diversi mezzi di impedirne ogni influenza nella vita sociale. Si arriva così a pretendere che i cristiani agiscano nell’esercizio della loro professione senza riferimento alle loro convinzioni religiose e morali, e persino in contraddizione con esse, come, per esempio, là dove sono in vigore leggi che limitano il diritto all’obiezione di coscienza degli operatori sanitari o di certi operatori del diritto”.

“In tale contesto, non si può che rallegrarsi dell’adozione da parte del Consiglio d’Europa, nello scorso mese di ottobre, di una Risoluzione che protegge il diritto del personale medico all’obiezione di coscienza di fronte a certi atti che ledono gravemente il diritto alla vita, come l’aborto”.

“Un’altra manifestazione dell’emarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo, consiste nel bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono. Agendo così, non soltanto si limita il diritto dei credenti all’espressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano l’identità profonda e la coesione sociale di numerose nazioni. L’anno scorso, alcuni Paesi europei si sono associati al ricorso del Governo italiano nella ben nota causa concernente l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. Desidero esprimere la mia gratitudine alle Autorità di queste nazioni, come pure a tutti coloro che si sono impegnati in tal senso, Episcopati, Organizzazioni e Associazioni civili o religiose, in particolare il Patriarcato di Mosca e gli altri rappresentanti della gerarchia ortodossa, come tutte le persone - credenti ma anche non credenti - che hanno tenuto a manifestare il loro attaccamento a questo simbolo portatore di valori universali”.

“Riconoscere la libertà religiosa significa, inoltre, garantire che le comunità religiose possano operare liberamente nella società, con iniziative nei settori sociale, caritativo od educativo. (...) È preoccupante che questo servizio che le comunità religiose offrono a tutta la società, in particolare per l’educazione delle giovani generazioni, sia compromesso o ostacolato da progetti di legge che rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica, come si constata ad esempio in certi Paesi dell’America Latina. Mentre parecchi di essi celebrano il secondo centenario della loro indipendenza, occasione propizia per ricordarsi del contributo della Chiesa cattolica alla formazione dell’identità nazionale, esorto tutti i governi a promuovere sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a decidere circa l’educazione dei figli e che si ispirino al principio di sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta”.

“Proseguendo la mia riflessione, non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”.

“In questa circostanza solenne, permettetemi di esplicitare alcuni principi a cui la Santa Sede, con tutta la Chiesa cattolica, si ispira nella sua attività presso le Organizzazioni Internazionali intergovernative, al fine di promuovere il pieno rispetto della libertà religiosa per tutti. In primo luogo, la convinzione che non si può creare una sorta di scala nella gravità dell’intolleranza verso le religioni. Purtroppo, un tale atteggiamento è frequente, e sono precisamente gli atti discriminatori contro i cristiani che sono considerati meno gravi, meno degni di attenzione da parte dei governi e dell’opinione pubblica. Al tempo stesso, si deve pure rifiutare il contrasto pericoloso che alcuni vogliono instaurare tra il diritto alla libertà religiosa e gli altri diritti dell’uomo, dimenticando o negando così il ruolo centrale del rispetto della libertà religiosa nella difesa e protezione dell’alta dignità dell’uomo. Meno giustificabili ancora sono i tentativi di opporre al diritto alla libertà religiosa, dei pretesi nuovi diritti, attivamente promossi da certi settori della società e inseriti nelle legislazioni nazionali o nelle direttive internazionali, ma che non sono, in realtà, che l’espressione di desideri egoistici e non trovano il loro fondamento nell’autentica natura umana. Infine, occorre affermare che una proclamazione astratta della libertà religiosa non è sufficiente: questa norma fondamentale della vita sociale deve trovare applicazione e rispetto a tutti i livelli e in tutti i campi”.

“La promozione di una piena libertà religiosa delle comunità cattoliche è anche lo scopo che persegue la Santa Sede quando conclude Concordati o altri Accordi. Mi rallegro che Stati di diverse regioni del mondo e di diverse tradizioni religiose, culturali e giuridiche scelgano il mezzo delle convenzioni internazionali per organizzare i rapporti tra la comunità politica e la Chiesa cattolica, stabilendo attraverso il dialogo il quadro di una collaborazione nel rispetto delle reciproche competenze. L’anno scorso è stato concluso ed è entrato in vigore un Accordo per l’assistenza religiosa dei fedeli cattolici delle forze armate in Bosnia-Erzegovina, e negoziati sono attualmente in corso in diversi Paesi”.

“L’attività dei Rappresentanti Pontifici presso Stati ed Organizzazioni internazionali è ugualmente al servizio della libertà religiosa. Vorrei rilevare con soddisfazione che le Autorità vietnamite hanno accettato che io designi un Rappresentante, che esprimerà con le sue visite alla cara comunità cattolica di quel Paese la sollecitudine del Successore di Pietro. Vorrei ugualmente ricordare che, durante l’anno passato, la rete diplomatica della Santa Sede si è ulteriormente consolidata in Africa, una presenza stabile è ormai assicurata in tre Paesi dove il Nunzio non è residente”.

“Vorrei infine ribadire con forza che la religione non costituisce per la società un problema, non è un fattore di turbamento o di conflitto. Vorrei ripetere che la Chiesa non cerca privilegi, né vuole intervenire in ambiti estranei alla sua missione, ma semplicemente esercitare questa missione con libertà. Invito ciascuno a riconoscere la grande lezione della storia: ‘Come negare il contributo delle grandi religioni del mondo allo sviluppo della civiltà? La sincera ricerca di Dio ha portato ad un maggiore rispetto della dignità dell’uomo. Le comunità cristiane, con il loro patrimonio di valori e principi, hanno fortemente contribuito alla presa di coscienza delle persone e dei popoli circa la propria identità e dignità, nonché alla conquista di istituzioni democratiche e all’affermazione dei diritti dell’uomo e dei suoi corrispettivi doveri. Anche oggi i cristiani, in una società sempre più globalizzata, sono chiamati, non solo con un responsabile impegno civile, economico e politico, ma anche con la testimonianza della propria carità e fede, ad offrire un contributo prezioso al faticoso ed esaltante impegno per la giustizia, per lo sviluppo umano integrale e per il retto ordinamento delle realtà umane’”.

“Emblematica, a questo proposito, è la figura della Beata Madre Teresa di Calcutta: il centenario della sua nascita è stato celebrato a Tirana, a Skopje e a Pristina come in India; un vibrante omaggio le è stato reso non soltanto dalla Chiesa, ma anche da Autorità civili e capi religiosi, senza contare le persone di tutte le confessioni. Esempi come il suo mostrano al mondo quanto l’impegno che nasce dalla fede sia benefico per tutta la società”.

“Che nessuna società umana si privi volontariamente dell’apporto fondamentale che costituiscono le persone e le comunità religiose!. Ecco perché, mentre formulo voti affinché questo nuovo anno sia ricco di concordia e di reale progresso, esorto tutti, responsabili politici, capi religiosi e persone di ogni categoria, ad intraprendere con determinazione la via verso una pace autentica e duratura, che passa attraverso il rispetto del diritto alla libertà religiosa in tutta la sua estensione”.
CD/ VIS 20110110 (2360)

venerdì 7 gennaio 2011

VISITA DEL PAPA AI BAMBINI MALATI POLICLINICO GEMELLI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Papa si è recato al Policlinico "Agostino Gemelli" di Roma, in occasione della Solennità dell’Epifania, per un visita al Centro per la cura dei bambini con spina bifida.

Dopo la visita al Centro, il Santo Padre ha salutato i piccoli pazienti ospitati nelle stanze del reparto, e poi è passato al Reparto di terapia intensiva per l’assistenza neonatale ed ha raggiunto in ascensore il 7° piano per una breve visita all’ambulatorio dell’Istituto Scientifico Internazionale "Paolo VI" per la ricerca, la diagnosi e la terapia della sterilità coniugale.

Rivolgendosi al personale medico, ai bambini ricoverati e ai loro genitori, il Santo Padre ha detto di essersi recato al Gemelli per dire ai bambini: “Voglio dirvi che vi voglio bene e che vi sono vicino con la mia preghiera e il mio affetto, anche per darvi forza nell’affrontare la malattia. (...) Benedico le persone, l’impegno e questi ambienti in cui si esercita in modo concreto l’amore verso i più piccoli e i più bisognosi”.

“Cari bambini e ragazzi” – ha proseguito il Santo Padre – “ho voluto venire a trovarvi anche per fare un po’ come i Magi, che celebriamo in questa Festa dell’Epifania: essi portarono a Gesù dei doni - oro, incenso e mirra - per manifestargli adorazione e affetto. Oggi vi ho portato anch’io qualche regalo, proprio perché sentiate, attraverso un piccolo segno, la simpatia, la vicinanza, l’affetto del Papa. Ma vorrei che tutti, adulti e bambini, in questo tempo di Natale, ricordassimo che il più grande regalo l’ha fatto Dio a ciascuno di noi”.

“Prima di concludere” – ha detto infine il Papa – “non posso non estendere un cordiale saluto a tutto il personale e a tutti i degenti di questo grande Ospedale. Incoraggio le diverse iniziative di bene e di volontariato, come pure le istituzioni che qualificano l’impegno al servizio della vita, penso in particolare, in questa circostanza, all’Istituto Scientifico Internazionale ‘Paolo VI’, finalizzato a promuovere la procreazione responsabile. Grazie ancora a tutti! Il Papa vi vuole bene!”
BXVI-VISITA/ VIS 20110107 (360)

PAROLA DI DIO VERA STELLA CHE CI OFFRE VERITÀ DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2011 (VIS). Oggi, Solennità dell’Epifania del Signore, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

I Magi “erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo” – ha spiegato il Papa nell’omelia – “ma non per cercare di ‘leggere’ negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno; erano piuttosto uomini ‘in ricerca’ di qualcosa di più, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella vita. Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la ‘firma’ di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare”.

“Erode è un uomo di potere” – ha proseguito il Papa – “che nell’altro riesce a vedere solo un rivale da combattere. In fondo, se riflettiamo bene, anche Dio gli sembra un rivale, anzi, un rivale particolarmente pericoloso, che vorrebbe privare gli uomini del loro spazio vitale, della loro autonomia, del loro potere (...). Erode è un personaggio che non ci è simpatico e che istintivamente giudichiamo in modo negativo per la sua brutalità. Ma dovremmo chiederci: forse c’è qualcosa di Erode anche in noi? Forse anche noi, a volte, vediamo Dio come una sorta di rivale? Forse anche noi siamo ciechi davanti ai suoi segni, sordi alle sue parole, perché pensiamo che ponga limiti alla nostra vita e non ci permetta di disporre dell’esistenza a nostro piacimento?”.

“Cari fratelli e sorelle, quando vediamo Dio in questo modo finiamo per sentirci insoddisfatti e scontenti, perché non ci lasciamo guidare da Colui che sta a fondamento di tutte le cose. Dobbiamo togliere dalla nostra mente e dal nostro cuore l’idea della rivalità, l’idea che dare spazio a Dio sia un limite per noi stessi; dobbiamo aprirci alla certezza che Dio è l’amore onnipotente che non toglie nulla, non minaccia, anzi, è l’Unico capace di offrirci la possibilità di vivere in pienezza, di provare la vera gioia”.

I Magi “da uomini saggi, sapevano pure che non è con un telescopio qualsiasi, ma con gli occhi profondi della ragione alla ricerca del senso ultimo della realtà e con il desiderio di Dio mosso dalla fede, che è possibile incontrarlo, anzi si rende possibile che Dio si avvicini a noi. L’universo non è il risultato del caso, come alcuni vogliono farci credere. Contemplandolo, siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l’inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi”.

“Non dovremmo lasciarci limitare la mente da teorie che arrivano sempre solo fino a un certo punto e che – se guardiamo bene – non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà. Nella bellezza del mondo, nel suo mistero, nella sua grandezza e nella sua razionalità non possiamo non leggere la razionalità eterna, e non possiamo fare a meno di farci guidare da essa fino all’unico Dio, creatore del cielo e della terra. Se avremo questo sguardo, vedremo che Colui che ha creato il mondo e Colui che è nato in una grotta a Betlemme e continua ad abitare in mezzo a noi nell’Eucaristia, sono lo stesso Dio vivente, che ci interpella, ci ama, vuole condurci alla vita eterna”.

“Seguiamo il cammino dei Magi che giungono a Gerusalemme. (...) Per quegli uomini era logico cercare il nuovo re nel palazzo reale, dove si trovavano i saggi consiglieri di corte. Ma, probabilmente con loro stupore, dovettero constatare che quel neonato non si trovava nei luoghi del potere e della cultura (...). La stella li guidò allora a Betlemme, una piccola città; li guidò tra i poveri, tra gli umili, per trovare il Re del mondo. I criteri di Dio sono differenti da quelli degli uomini; Dio non si manifesta nella potenza di questo mondo, ma nell’umiltà del suo amore, quell’amore che chiede alla nostra libertà di essere accolto per trasformarci e renderci capaci di arrivare a Colui che è l’Amore”.

“Per i Magi è stato indispensabile ascoltare la voce delle Sacre Scritture” – ha detto infine il Papa – “solo esse potevano indicare loro la via. È la Parola di Dio la vera stella, che, nell’incertezza dei discorsi umani, ci offre l’immenso splendore della verità divina”.

“Cari fratelli e sorelle, lasciamoci guidare dalla stella, che è la Parola di Dio, seguiamola nella nostra vita, camminando con la Chiesa, dove la Parola ha piantato la sua tenda. La nostra strada sarà sempre illuminata da una luce che nessun altro segno può darci. E potremo anche noi diventare stelle per gli altri, riflesso di quella luce che Cristo ha fatto risplendere su di noi”.
HML/ VIS 20110107 (780)

RIFLETTERE LUCE DI CRISTO E ANNUNCIARE LA SUA PAROLA

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2011 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana, Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Nel ricordare la solennità di oggi, il Santo Padre ha spiegato che: “Epifania vuol dire manifestazione di Gesù a tutte le genti, rappresentate oggi dai Magi, che giunsero a Betlemme dall’Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei, la cui nascita essi avevano conosciuto dall’apparire di una uova stella nel cielo”.

“L’Epifania” – ha proseguito il Pontefice – “preannuncia l’apertura universale della Chiesa, la sua chiamata ad evangelizzare tutte le genti. Ma l’Epifania ci dice anche in che modo la Chiesa realizza questa missione: riflettendo la luce di Cristo e annunciando la sua Parola. I cristiani sono chiamati ad imitare il servizio che fece la stella per i Magi. Dobbiamo risplendere come figli della luce, per attirare tutti alla bellezza del Regno di Dio”.

Dopo l’Angelus, Benedetto XVI ha detto: “Rivolgo di cuore il mio saluto e i più fervidi auguri ai fratelli e alle sorelle delle Chiese Orientali che domani celebreranno il Santo Natale. La bontà di Dio, apparsa in Gesù Cristo, Verbo incarnato, rafforzi in tutti la fede, la speranza e la carità, e dia conforto alle comunità che sono nella prova”.

Infine Benedetto XVI ha ricordato che: “L’Epifania è la Giornata Missionaria dei Bambini, proposta dalla Pontificia Opera della Santa Infanzia. Tanti bambini e ragazzi, organizzati nelle parrocchie e nelle scuole, formano una rete spirituale e di solidarietà per aiutare i loro coetanei più in difficoltà. È molto bello e importante che i bambini crescano con una mentalità aperta al mondo, con sentimenti di amore e di fraternità, superando l’egocentrismo e il consumismo. Cari bambini e ragazzi, con la vostra preghiera e il vostro impegno voi collaborate alla missione della Chiesa. Vi ringrazio per questo e vi benedico!”.
ANG/ VIS 20110107 (330)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Leonardo Bonanno, Vescovo di San Marco Argentano-Scalea (superficie: 1.142; popolazione: 113.672; cattolici: 111.000; sacerdoti: 88; religiosi: 91; diaconi permanenti: 3), Italia. Il Vescovo eletto è nato a San Giovanni in Fiore (Italia) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Finora Vicario Generale e Moderatore della Curia dell’Arcidiocesi di Cosenza Bisignano (Italia), succede al Vescovo Domenico Crusco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Héctor Luis Morales Sánchez, Vescovo di Netzahualcóyotl (superficie: 513; popolazione: 3.637.000; cattolici: 3.314.000; sacerdoti: 136; religiosi: 133), Messico. Il Vescovo Morales Sánchez è stato finora Vescovo Prelato di Huautla (Messico).
NER:RE/ VIS 20110107 (140)

mercoledì 5 gennaio 2011

CELEBRAZIONE NATALE MISTERO DA VIVERE INTENSAMENTE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2011 (VIS). Nel corso della prima Udienza Generale del 2011, tenutasi nell’Aula Paolo VI, il Papa ha rievocato il Santo Natale, una festa che “affascina oggi come una volta, più di altre grandi feste della Chiesa; affascina perché tutti in qualche modo intuiscono che la nascita di Gesù ha a che fare con le aspirazioni e le speranze più profonde dell’uomo”.

“Nelle celebrazioni liturgiche di questi giorni santi” – ha detto il Papa – “abbiamo vissuto in modo misterioso ma reale l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo e siamo stati illuminati ancora una volta dalla luce del suo fulgore. Ogni celebrazione è presenza attuale del mistero di Cristo e in essa si prolunga la storia della salvezza”.

“Celebrare gli eventi dell’incarnazione del Figlio di Dio” – ha ribadito il Pontefice – “non è semplice ricordo di fatti del passato, ma è rendere presenti quei misteri portatori di salvezza. Nella Liturgia, nella celebrazione dei Sacramenti, quei misteri si rendono attuali e diventano efficaci per noi, oggi”.

“Il Natale” – ha proseguito il Pontefice – “è già la primizia del ‘sacramentum-mysterium paschale’, è cioè l’inizio del mistero centrale della salvezza che culmina nella passione, morte e risurrezione, perché Gesù comincia l’offerta di se stesso per amore fin dal primo istante della sua esistenza umana nel grembo della Vergine Maria. (...) Lo stesso presepio, quale immagine dell’incarnazione del Verbo, alla luce del racconto evangelico, allude già alla Pasqua”.

“Incarnazione e Pasqua” – ha spiegato il Papa – “non stanno una accanto all’altra, ma sono i due punti chiave inseparabili dell’unica fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio Incarnato e Redentore. Croce e Risurrezione presuppongono l’Incarnazione. (...) In questa prospettiva unitaria del Mistero di Cristo, la visita al presepio orienta alla visita all’Eucaristia, dove incontriamo presente in modo reale il Cristo crocifisso e risorto, il Cristo vivente”.

“La celebrazione liturgica del Natale, allora, non è solo ricordo” – ha sottolineato il Pontefice – “ma è soprattutto mistero; non è solo memoria, ma anche presenza. Per cogliere il senso di questi due aspetti inscindibili, occorre vivere intensamente tutto il Tempo natalizio come la Chiesa lo presenta”.

“Occorre riscattare questo Tempo natalizio da un rivestimento troppo moralistico e sentimentale. La celebrazione del Natale non ci propone solo degli esempi da imitare, quali l’umiltà e la povertà del Signore, la sua benevolenza e amore verso gli uomini; ma è piuttosto l’invito a lasciarci trasformare totalmente da Colui che è entrato nella nostra carne”.

“La manifestazione di Dio è finalizzata alla nostra partecipazione alla vita divina, alla realizzazione in noi del mistero della sua incarnazione. Tale mistero è il compimento della vocazione dell’uomo”.

“Cari amici” – ha infine esortato il Santo Padre – “viviamo questo Tempo natalizio con intensità: dopo aver adorato il Figlio di Dio fatto uomo e deposto nella mangiatoia, siamo chiamati a passare all’altare del Sacrificio, dove Cristo, il Pane vivo disceso dal cielo, si offre a noi quale vero nutrimento per la vita eterna. E ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, alla mensa della Parola e del Pane di Vita, ciò che abbiamo contemplato, ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo fatto carne, annunciamolo con gioia al mondo e testimoniamolo generosamente con tutta la nostra vita”.
AG/ VIS 20110105 (540)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Warszawa-Praga (Polonia), presentata dal Vescovo Stanisław Kedziora, per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignor Andrew Jagaye Karnley, Vescovo della Diocesi di Cape Palmas (superficie: 31.760; popolazione: 432.000; cattolici: 35.000; sacerdoti: 13; religiosi: 18), Liberia. Il Vescovo eletto è nato a Jawejeh (Liberia), nel 1967, ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. È stato fino al 2009 Amministratore Apostolico sede vacante dell’Arcidiocesi di Monrovia (Liberia).

- Ha nominato il Monsignor Geremias Steinmetz, Vescovo di Paranavaí (superficie: 8.699; popolazione: 252.000; cattolici: 214.500; sacerdoti: 43; religiosi: 78), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Sulina (Brasile), nel 1965 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1991. È stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignore Laurent Dognin, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Bordeaux (superficie: 10.000; popolazione: 1.376.000; cattolici: 1.097.000; sacerdoti: 237; religiosi: 456; diaconi permanenti: 17), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Parigi (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Vicario Generale della Diocesi di Nanterre (Francia).

- Ha nominato l’Arcivescovo Luigi Travaglino, attualmente Nunzio Apostolico, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (F.A.O., I.F.A.D. e P.A.M.).


- Ha nominato il Monsignor Segundo Tejado Muñoz (Spagna), Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”.

- Ha nominato il Professor Miguel A.L. Nicolelis, Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, attualmente Professore di Neuroscienze presso la “Duke University” di Durham, NC (Stati Uniti d’America).

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia); il Cardinale Jean Baptiste Pham Minh Mân, Arcivescovo di Thàn-Phô Hô Chí Minh (Viet Nam); il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia); l’Arcivescovo Bernard Blasius Moras, di Bangalore (India); il Vescovo Patricio H. Alo, di Mati (Filippine); il Vescovo Rafael Palmero Ramos, di Orihuela Alicante (Spagna); il Vescovo Stefan Regmunt, di Zielona Góra Gorzów (Polonia); il Vescovo Luis Artemio Flores Calzada, di Valle de Chalco (Messico); il Padre Renato Salvatore, M.I., Superiore Generale dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi; il Fratello Donatus Forkan, O.H., Priore Generale dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; il Fratello Mario Bonora, P.S.D.P., Presidente dell'Ospedale "Sacro Cuore Don Calabria" di Negrar (Verona) e Presidente Nazionale dell'Associazione Religiosa Istituti Socio-¬sanitari ARIS (Italia); Suor Maria Maurizia Giovanna Biancucci, R.S.V., Superiora Generale della Congregazione Benedettina delle Suore Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo; Suor Maria Luisa Colombo, S.D.C., delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret; Professor Gian Carlo Cesana, Membro del Comitato Scientifico della Scuola di Direzione in Sanità della Regione Lombardia; Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio (Italia); Dottor José María Simón Castellví, Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici F.I.A.M.C. (Spagna); Dottor Piero Uroda, Presidente della Federazione Internazionale Farmacisti Cattolici F.I.P.C. (Italia); Signora Marylee J. Meehan, Presidente del Comitato Internazionale Cattolico delle Infermiere e Assistenti Medico Sociali C.I.C.I.A.M.S. (Stati Uniti d’America).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: l’Arcivescovo Domenico Calcagno, Segretario dell'A.P.S.A. e Presidente del F.A.S. (Città del Vaticano); l’Arcivescovo Piergiuseppe Vacchelli, Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie; l’Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede; l’Arcivescovo Peter Liu Cheng-Chung, Vescovo di Kaohsiung (Taiwan); il Vescovo Jean Laffitte, Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia; il Monsignor Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto "Giovanni Paolo II" per Studi su Matrimonio e Famiglia (Italia); il Monsignor Andrea Pio Cristiani, Fondatore del Movimento "Shalom" (Italia); il Monsignor Krzysztof Józef Nykiel, Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Monsignore Jacques Suaudeau, Officiale della Pontificia Accademia per la Vita; il Monsignore Pierre Jean Welsch, Assistente Ecclesiastico della Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici F.I.P.C. (Belgio); Padre Maurizio Pietro Faggioni, O.F.M., Assistente Ecclesiastico Internazionale della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici F.I.A.M.C. (Italia); Professor Domenico Arduini, Direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell'Università di Tor Vergata Roma; Professor Filippo Maria Boscia, Presidente della "Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici" S.I.B.C.E. (Italia); Professor Vincenzo Buonomo, Decano della Facoltà di Diritto Civile della Pontificia Università Lateranense; Professor Christoph Von Ritter, Direttore della "RoMed Klinik Prien am Chiemsee" (Germania); Professor John M. Haas, Presidente del "National Catholic Bioethics Center" di Philadelphia (Stati Uniti d’America); Professor Jean Marie Le Méné, Presidente della "Fondation Jérôme Lejeune" di Parigi (Francia); Professor Massimo Petrini, Professore Ordinario e Vice Preside dell'Istituto Internazionale in Teologia Pastorale Sanitaria "Camillianum" (Italia); Professor Jacek Rysz, Professore alla Facoltà di Medicina dell'Università di Lódz (Polonia); Dottor Roberto Sega, Direttore del Reparto di Medicina Generale I al Presidio Ospedaliero di Vimercate (Italia); Professor Antonio G. Spagnolo, Direttore dell'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma; Professor Stanislaw Szczepan Gózdz, Direttore dell'Ospedale di Oncologia di Kielce (Polonia); Dottor Mario R. Angi, Responsabile del Servizio di Oftalmologia Preventiva dell'Università di Padova (Italia); Dottor Marco Bregni, Direttore dell'Unità Operativa Oncologia Medica Ospedale San Giuseppe in Milano; Dottor Daniel A. Cabezas Gomez, Psichiatra presso l'Ospedale "Fatebenefratelli" all'Isola Tiberina in Roma; Dottor Augusto Mosca, Dirigente Medico presso la Divisione di Urologia dell'Ospedale "CTO" in Roma; Dottor Fabio Rodia, Sostituto Direttore della II Divisione di Ortopedia all'Ospedale "CTO" in Roma; Professoressa Kuo Inn Tsou, Preside della Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica Fu Jen, di Taipei (Taiwan); Dottoressa Rosa Merola, Psicologa dell'Istituto Penitenziario Rebibbia in Roma.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione: Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Wien (Austria); Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia); Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia); Cardinale Josip Bozanić, Arcivescovo di Zagreb (Croazia); Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Monterrey (Messico); Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile); Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Arcivescovo Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; Arcivescovo Pierre Marie Carré, Coadiutore di Montpellier (Francia); Arcivescovo Timothy Michael Dolan, di New York (Stati Uniti d'America); Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Germania); Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti Vasto (Italia); Arcivescovo Bernard Longley, di Birmingham (Gran Bretagna); Arcivescovo André Mutien Léonard, di Mechelen-¬Brussel, Malines Bruxelles (Belgio); Vescovo Adolfo González Montes, di Almería (Spagna); Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni Narni Amelia (Italia).
RE:NER:NEA:NA/ VIS 20110105 (1100)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L’Arcivescovo John Bukovsky, S.V.D., Nunzio Apostolico (Stati Uniti d’America), il 18 dicembre, all’età di 86 anni.

- L’Arcivescovo Giovanni Bulaitis, Nunzio Apostolico (Gran Bretagna), il 25 dicembre, all’età di 77 anni.

- L’Arcivescovo Giovanni Ferrofino, Nunzio Apostolico (Italia), il 20 dicembre, all’età di 98 anni.

- L’Arcivescovo François Gayot, S.M.M., emerito di Cap-Haïtien (Haïti), il 16 dicembre, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Joseph Angelo Grech, di Sandhurst (Australia), il 28 dicembre, all’età di 62 anni.

- L’Arcivescovo Jorge Mayer, emerito di Bahía Blanca (Argentina), il 25 dicembre, all’età di 95 anni.
.../ VIS 20110105 (110)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2011 (VIS). Domani, giovedì 6 gennaio, Solennità dell'Epifania del Signore, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno venerdì 7 gennaio.
…/…/… VIS 20110105 (40)

martedì 4 gennaio 2011

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’Arcidiocesi di Bombay (India), presentata dal Vescovo Percival Joseph Fernandez, per raggiunti limiti d’età.

- Ha accettato la rinuncia presentata, per raggiunti limiti d’età, dal Cardinale Franc Rodé, C.M., all’incarico di Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Ha nominato l’Arcivescovo João Braz de Aviz, finora Arcivescovo di Brasilia (Brasile), Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
RE/NA VIS 20110104 (40)

lunedì 3 gennaio 2011

EUROPA RAFFORZI RADICI CRISTIANE

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato una Lettera all’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, Metropolita di Santiago de Compostela (Spagna), per la chiusura dell’Anno Santo Compostelano 2010.

Il Papa scrive che quanti si sono recati in pellegrinaggio quest’anno a Santiago “devono far ritorno alle loro case come hanno fatto ritorno a Gerusalemme i discepoli di Emmaus. (...) Non saremmo testimoni credibili di Dio se non fossimo fedeli collaboratori e servitori degli uomini. Questo servizio di comprensione profonda e coraggiosa difesa dell’uomo è una esigenza del Vangelo ed un contributo essenziale alla società della nostra condizione cristiana”.

Rivolgendosi ai giovani “con i quali ci riuniremo il prossimo anno a Madrid per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù”, il Papa li ha invitati “a lasciarsi interpellare da Cristo, intavolando con Lui un dialogo sincero e posato, domandandosi anche: ‘Conterà il Signore su di me per essere suo apostolo nel mondo, per essere messaggero del suo amore?’ Che non manchi la generosità nella risposta, né l’audacia che portò Giacomo a seguire il Maestro senza risparmiare sacrifici”.

Successivamente Benedetto XVI ha incoraggiato i seminaristi “ad identificarsi sempre più con Gesù, che li chiama a lavorare nella sua vigna. La vocazione al sacerdozio” – scrive il Pontefice – “è un dono ammirabile di cui bisogna essere orgogliosi, perché il mondo ha bisogno di persone che si dedichino completamente a far conoscere Gesù Cristo, configurando tutta la propria vita e la missione con Lui, ripetendo quotidianamente con umiltà le sue parole e i suoi gesti, per essere immagine in mezzo al gregge che è stato loro affidato”.

“Conservando nella mia anima il ricordo del mia gradito soggiorno a Compostela, chiedo al Signore” – conclude il Pontefice - “che il perdono e l’aspirazione alla santità germinati in questo Anno Compostelano, aiutino ad aver più presente, con la guida di Giacomo, la Parola redentrice di Gesù Cristo nella Chiesa particolare e in tutti i popoli della Spagna e che la sua luce si percepisca ugualmente in Europa, quale invito incessante a rafforzare le radici cristiane e potenziare il suo impegno per la solidarietà e la ferma difesa della dignità dell’uomo”.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110103 (370)

ESSERE VICINI A COLORO CHE VIVONO IN POVERTÀ E DISAGIO

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. (VIS). Alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, a cui hanno seguito l’esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del “Te Deum” di ringraziamento a conclusione dell’anno civile, e la benedizione eucaristica.

Nell’omelia il Santo Padre ha spiegato che: “Con la venuta di Cristo e con la sua redenzione, siamo ‘alla pienezza’ del tempo. Come rileva san Paolo, con Gesù il tempo si fa pieno, giunge al suo compimento, acquistando quel significato di salvezza e di grazia per il quale è stato voluto da Dio prima della creazione del mondo”.

“Il nostro tempo umano” – ha proseguito il Pontefice – “è sì carico di mali, di sofferenze, di drammi di ogni genere – da quelli provocati dalla cattiveria degli uomini a quelli derivanti dagli infausti eventi naturali –, ma racchiude ormai e in maniera definitiva e incancellabile la novità gioiosa e liberatrice di Cristo salvatore. Proprio nel Bambino di Betlemme possiamo contemplare in modo particolarmente luminoso ed eloquente l’incontro dell’eternità con il tempo, come ama esprimersi la liturgia della Chiesa”.

“La nostra Chiesa di Roma è impegnata ad aiutare tutti i battezzati a vivere fedelmente la vocazione che hanno ricevuto e a testimoniare la bellezza della fede. Per poter essere autentici discepoli di Cristo, un aiuto essenziale ci viene dalla meditazione quotidiana della Parola di Dio che, (...) ‘sta alla base di ogni autentica spiritualità cristiana’. Per questo desidero incoraggiare tutti a coltivare un intenso rapporto con essa, in particolare attraverso la ‘lectio divina’, per avere quella luce necessaria a discernere i segni di Dio nel tempo presente e a proclamare efficacemente il Vangelo”.

“Anche a Roma, infatti, c’è sempre più bisogno di un rinnovato annuncio del Vangelo affinché i cuori degli abitanti della nostra città si aprano all’incontro con quel Bambino, che è nato per noi, con Cristo, Redentore dell’uomo. (...) Un utile aiuto in questa azione evangelizzatrice può venire (...) dai ‘Centri di ascolto del Vangelo’, che incoraggio a far rinascere o a rivitalizzare non solo nei condomini, ma anche negli ospedali, nei luoghi di lavoro e in quelli dove si formano le nuove generazioni e si elabora la cultura”.

“Il luogo privilegiato dell’ascolto della Parola di Dio è la celebrazione dell’Eucaristia. Il Convegno diocesano del giugno scorso, al quale ho partecipato, ha voluto evidenziare la centralità della Santa Messa domenicale nella vita di ogni comunità cristiana (...) Incoraggio i parroci e i sacerdoti a dare attuazione a quanto indicato nel programma pastorale: la formazione di un gruppo liturgico che animi la celebrazione, e una catechesi che aiuti tutti a conoscere maggiormente il mistero eucaristico, da cui scaturisce la testimonianza della carità”.

“Il momento presente genera ancora preoccupazione per la precarietà in cui versano tante famiglie e chiede all’intera comunità diocesana di essere vicina a coloro che vivono in condizioni di povertà e disagio. Dio, infinito amore, infiammi il cuore di ciascuno di noi con quella carità che lo spinse a donarci il suo Figlio unigenito”.

Al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio allestito in Piazza San Pietro.
HML/ VIS 20110103 (540)

NECESSARIO IMPEGNO DI TUTTI PER COSTRUIRE LA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2011 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio.

Nell’omelia il Papa ha affermato che la Chiesa chiede oggi al Signore “di benedire il nuovo anno appena iniziato, nella consapevolezza che, dinanzi ai tragici eventi che segnano la storia, dinanzi alle logiche di guerra che purtroppo non sono ancora del tutto superate, solo Dio può toccare l’animo umano nel profondo e assicurare speranza e pace all’umanità”.

“È ormai consolidata tradizione infatti,” – ha proseguito il Pontefice – “che il primo giorno dell’anno la Chiesa, sparsa in tutto il mondo, elevi una corale preghiera per invocare la pace. È bene iniziare un nuovo tratto di cammino ponendosi con decisione sulla via della pace. Oggi, vogliamo raccogliere il grido di tanti uomini, donne, bambini e anziani vittime della guerra, che è il volto più orrendo e violento della storia. Noi oggi preghiamo affinché la pace, che gli angeli hanno annunciato ai pastori la notte di Natale, possa giungere ovunque: ‘super terram pax in hominibus bonae voluntatis’ (Lc 2,14). Per questo, specialmente con la nostra preghiera, vogliamo aiutare ogni uomo e ogni popolo, in particolare quanti hanno responsabilità di governo, a camminare in modo sempre più deciso sulla via della pace”.

“Il titolo di ‘Madre di Dio’, che oggi la liturgia pone in risalto, sottolinea la missione unica della Vergine Santa nella storia della salvezza: missione che sta alla base del culto e della devozione che il popolo cristiano le riserva. Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio solo per se stessa, ma per recarlo nel mondo: nella sua verginità feconda, Dio ha donato agli uomini i beni della salvezza eterna. (...) È nel nome di Maria, madre di Dio e degli uomini, che dal 1° gennaio 1968 si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Pace”.

Nel ricordare il tema del Messaggio del 2011 per la Giornata Mondiale della Pace: “Libertà religiosa, via per la pace”, il Papa ha sottolineato che: “La pace è dono di Dio (...). La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo”.

"’Il mondo” – ha detto il Papa citando il Messaggio per la Pace – “ha bisogno di Dio. Ha bisogno di valori etici e spirituali, universali e condivisi, e la religione può offrire un contributo prezioso nella loro ricerca, per la costruzione di un ordine sociale e internazionale giusto e pacifico’. Ho sottolineato, pertanto, che ‘la libertà religiosa è elemento imprescindibile di uno Stato di diritto; non la si può negare senza intaccare nel contempo tutti i diritti e le libertà fondamentali, essendone sintesi e vertice’".

“L’umanità non può mostrarsi rassegnata alla forza negativa dell’egoismo e della violenza;” – ha aggiunto Benedetto XVI – “non deve fare l’abitudine a conflitti che provocano vittime e mettono a rischio il futuro dei popoli. Di fronte alle minacciose tensioni del momento, di fronte specialmente alle discriminazioni, ai soprusi e alle intolleranze religiose, che oggi colpiscono in modo particolare i cristiani, ancora una volta rivolgo il pressante invito a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione”.

“Esorto tutti a pregare” – ha concluso il Pontefice – “affinché giungano a buon fine gli sforzi intrapresi da più parti per promuovere e costruire la pace nel mondo. Per questo difficile compito non bastano le parole, occorre l’impegno concreto e costante dei responsabili delle Nazioni, ma è necessario soprattutto che ogni persona sia animata dall’autentico spirito di pace, da implorare sempre nuovamente nella preghiera e da vivere nelle relazioni quotidiane, in ogni ambiente”.
HML/ VIS 20110103 (570)

INVITO AD ASSISI RAPPRESENTANTI RELIGIONI OTTOBRE PROSSIMO

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2011 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica celebrata nella Basilica Vaticana, il Santo Padre si è rivolto alle migliaia di pellegrini presenti in Piazza San Pietro per la recita del primo Angelus del 2011.

“La Chiesa in questo giorno invoca da Dio, per mezzo di Gesù Cristo” – ha ricordato Benedetto XVI – “il dono della pace: è la Giornata Mondiale della Pace, occasione propizia per riflettere insieme sulle grandi sfide che la nostra epoca pone all’umanità”.

“Una di queste, drammaticamente urgente ai nostri giorni, è quella della libertà religiosa; (...). Assistiamo oggi a due tendenze opposte, due estremi entrambi negativi: da una parte il laicismo, che, in modo spesso subdolo, emargina la religione per confinarla nella sfera privata; dall’altra il fondamentalismo, che invece vorrebbe imporla a tutti con la forza”.

“Là dove si riconosce effettivamente la libertà religiosa” – ha sottolineato il Papa – “la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice e, attraverso una sincera ricerca del vero e del bene, si consolida la coscienza morale e si rafforzano le stesse istituzioni e la convivenza civile. Per questo la libertà religiosa è via privilegiata per costruire la pace”.

“Cari amici, rivolgiamo di nuovo lo sguardo a Gesù, tra le braccia di Maria, sua Madre. Guardando Lui, che è il ‘Principe della pace’ (Is 9,5), noi comprendiamo che la pace non si raggiunge con le armi, né con il potere economico, politico, culturale e mediatico. La pace è opera di coscienze che si aprono alla verità e all’amore. Ci aiuti Dio a progredire su questa strada nel nuovo anno che ci dona di vivere”.

Dopo l’Angelus il Papa ha spiegato che: “Nel Messaggio per l’odierna Giornata della Pace ho avuto modo di sottolineare come le grandi religioni possano costituire un importante fattore di unità e di pace per la famiglia umana, ed ho ricordato, a tale proposito, che in questo anno 2011 ricorrerà il 25° anniversario della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace che il Venerabile Giovanni Paolo II convocò ad Assisi nel 1986. Per questo, nel prossimo mese di ottobre, mi recherò pellegrino nella città di san Francesco, invitando ad unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà, allo scopo di fare memoria di quel gesto storico voluto dal mio Predecessore e di rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace. Chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio. Vi invito ad accompagnare sin d’ora con la vostra preghiera questa iniziativa”.
ANG/ VIS 20110103 (460)
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