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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 17 dicembre 2010

UNIVERSITÀ: COLLABORAZIONE FEDE CRISTIANA E DIVERSI SAPERI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Alle 17:30 di ieri pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la Celebrazione dei Vespri con gli Universitari Romani in preparazione al Natale.

“Il Dio di Abramo (...), di Isacco e di Giacobbe si è rivelato, ha mostrato il suo volto e ha preso dimora nella nostra carne, in Gesù, figlio di Maria - vero Dio e vero uomo - che incontreremo ancora una volta nella Grotta di Betlemme” – ha detto il Papa nell’omelia. – “Tornare lì, in quel luogo umile e angusto, non è un semplice itinerario ideale: è il cammino che siamo chiamati a percorrere sperimentando nell’oggi la vicinanza di Dio e la sua azione che rinnova e sostiene la nostra esistenza”.

“Il cammino verso la Grotta di Betlemme è un itinerario di liberazione interiore, un’esperienza di libertà profonda, perché ci spinge ad uscire da noi stessi e ad andare verso Dio che si è fatto a noi vicino (...). Egli vuole infondere coraggio alla nostra vita, specialmente nei momenti in cui ci sentiamo stanchi e affaticati e abbiamo bisogno di ritrovare la serenità del cammino e sentirci con gioia pellegrini verso l’eternità. (...) Il Bambino che troveremo, tra Maria e Giuseppe, è il Logos-Amore, la Parola che può dare consistenza piena alla nostra vita. (...) A Betlemme si incontrano l’oggi di Dio e l’oggi dell’uomo, per iniziare insieme un cammino di dialogo e di intensa comunione di vita”.

“Cari amici delle Università di Roma, a voi, che percorrete il cammino affascinante ed impegnativo della ricerca e della elaborazione culturale, il Verbo Incarnato domanda di condividere con Lui la pazienza del ‘costruire’. Costruire la propria esistenza, costruire la società, non è opera che possa essere realizzata da menti e cuori distratti e superficiali. (...) Nei nostri tempi si avverte il bisogno di una nuova classe di intellettuali capaci di interpretare le dinamiche sociali e culturali offrendo soluzioni non astratte, ma concrete e realistiche. L’Università è chiamata a svolgere questo ruolo insostituibile e la Chiesa se ne fa convinta e fattiva sostenitrice”.

“La comunità universitaria romana (...) è chiamata ad un compito storico notevole: quello di superare precomprensioni e pregiudizi che talvolta impediscono lo sviluppo di una cultura autentica. Lavorando in sinergia, in particolare con le Facoltà teologiche, le Università romane possono indicare che è possibile un nuovo dialogo e una nuova collaborazione tra la fede cristiana e i diversi saperi, senza confusione e senza separazione, ma condividendo la medesima aspirazione a servire l’uomo nella sua pienezza”.

Al termine della celebrazione, la delegazione universitaria africana ha consegnato l’Icona di Maria “Sedes Sapientiae” alla delegazione universitaria spagnola. “Inizierà così il pellegrinaggio di questa effigie mariana in tutte le Università di Spagna, un segno che ci orienta verso l’incontro del prossimo mese di agosto a Madrid”.
HML/ VIS 20101217 (480)

VIGORE E SLANCIO APOSTOLICO ANNO GIUBILARE PARTENOPEO

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato una Lettera al Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, in occasione dell’apertura di uno speciale Anno Giubilare, che ha avuto inizio ieri e che si prolungherà per tutto il 2011.

“Codesta Comunità diocesana” – scrive Benedetto XVI – “ha un patrimonio religioso prezioso, che esige la coerenza della fedeltà e il coraggio della testimonianza. Nel solco di questa ricca tradizione è fiorita abbondante la santità cristiana, esprimendosi in figure celebri che hanno lasciato una traccia profonda nella Chiesa e nella società. Da questi fulgidi esempi deriva la consegna a continuare in questa vostra Terra tale storia di fede e di carità, operando con pari vigore e slancio apostolico”.

“Il contesto socio-culturale è oggi assai diverso rispetto al passato” – ricorda Benedetto XVI – “e, se è dato di gioire nel Signore per la fede genuina e perseverante di tanti cristiani, è doloroso constatare il diffondersi di una visione secolaristica della vita e l’irruenza di mali che affliggono il consorzio civile, insidiato dall’individualismo”.

“In questa atmosfera” – prosegue il Papa – “si verifica anche l’influsso di modelli negativi e devianti, che incidono fortemente sulla vita familiare e sociale, in particolare, sulle nuove generazioni. Desidero ribadire, pertanto, l’urgenza della formazione umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani, perché essi sono gravemente esposti ai rischi della devianza”.

“Nei diversi ambienti di vita, i cristiani sono chiamati ad essere operatori di verità e testimoni coraggiosi del Vangelo; ciascuno può e deve adoperarsi a far sì che i valori spirituali ed etici, tradotti in stile di vita, offrano un contributo determinate all’edificazione di una società più giusta e fraterna. Occorrerà allora impegnarsi per assicurare, con l’ispirazione e la forza che vengono da Dio, rapporti di autentica carità, che si esprimano in forme concrete di solidarietà e di servizio, in modo da mostrare esempi di vita alternativi, accessibili a tutti e, nello stesso tempo, emblematici”.

“Così si potrà rafforzare la consapevolezza che anche oggi, come sempre, il seme del Regno di Dio è presente ed è attivo: un seme carico di avvenire, capace, se accolto in modo personale e generoso, di trasformare anche le situazioni più difficili e di rinnovare il cuore ed il volto di Napoli”.
MESS/ VIS 20101217 (380)

PREMIO PONTIFICIE PREMIO PONTIFICIE ACCADEMIE “MARIAN ACADEMY OF INDIA”

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nel Palazzo San Pio X a Roma, si è tenuta la XV Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie sul tema: “L’Assunzione di Maria, segno di consolazione e di sicura speranza”.

Nel corso della Seduta, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha dato lettura del Messaggio inviato dal Papa al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Consiglio di Coordinamento fra Pontificie Accademie ed ai partecipanti.

“La XV Seduta Pubblica” – scrive il Santo Padre – “è stata preparata dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale e dalla Pontificia Accademia dell’Immacolata, le quali molto opportunamente hanno voluto che in questa solenne adunanza fosse ricordato il 60° anniversario della Proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria”.

Benedetto XVI ricorda che il Concilio Vaticano II insegna, nella Costituzione dogmatica ‘Lumen gentium’ “che Maria è segno di speranza certa e di consolazione per il Popolo di Dio pellegrino nella storia”.

“I Padri e i Dottori della Chiesa, facendosi eco anche del comune sentire dei fedeli e riflettendo su ciò che la liturgia celebrava, hanno proclamato il singolare privilegio di Maria, hanno illustrato la sua luminosa bellezza, che sostiene e nutre la nostra speranza”.

“Riflessione teologica e spirituale, liturgia, devozione mariana, rappresentazione artistica formano davvero un tutt’uno” – sottolinea il Papa – “un messaggio completo ed efficace, capace di suscitare la meraviglia degli occhi, di toccare il cuore e di provocare l’intelligenza ad una comprensione ancora più profonda del mistero di Maria, in cui vediamo chiaramente riflesso e annunziato il nostro destino, la nostra speranza”.

“Colgo, pertanto, questa occasione per invitare gli studiosi di Teologia e di Mariologia a percorrere la ‘via pulchritudinis’ ed auspico che, anche ai nostri giorni, grazie a una maggiore collaborazione tra teologi, liturgisti e artisti, si possano offrire all’ammirazione e alla contemplazione di tutti, messaggi incisivi ed efficaci”.

Benedetto XVI, accogliendo la proposta del Consiglio di Coordinamento fra Pontificie Accademie, ha assegnato quest’anno “il Premio delle Pontificie Accademia Ecclesiastiche alla ‘Marian Academy of India’, giovane e attiva società mariologica-mariana che ha sede a Bangalore, in India - rappresentata dal suo Presidente il Reverendo Kulandaisamy Rayar -, e al Professor Luìs Alberto Esteves dos Santos Casimiro per la sua poderosa Dissertazione dottorale dal titolo ‘A Anunciação do Senhor na pintura quinhentista portuguesa (1500-1550). Análise geométrica, iconográfica e significado iconológico’”.

“Desidero, inoltre che” – conclude il Pontefice – “come segno di apprezzamento e di incoraggiamento, si offra la Medaglia del Pontificato al Gruppo ‘Gen Verde’, espressione del Movimento dei Focolari, per il suo impegno artistico fortemente impregnato dei valori evangelici e aperto al dialogo tra i popoli e le culture”.
MESS/ VIS 20101217 (420)

CULTURA E STORIA ITALIANA SEGNATE CHIESA CATTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Francesco Maria Greco, nuovo Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso al diplomatico, il Papa, nel ricordare i preparativi per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, processo che ebbe inizio nel 1861, ha affermato: “Uno degli aspetti più rilevanti di quel lungo, a volte faticoso e contrastato, cammino, che ha condotto all’odierna fisionomia dello Stato italiano, è costituito dalla ricerca di una corretta distinzione e di giuste forme di collaborazione fra la comunità civile e quella religiosa, esigenza tanto più sentita in un Paese come l’Italia, la cui storia e cultura sono così profondamente segnate dalla Chiesa cattolica e nella cui capitale ha la sua sede episcopale il Capo visibile di tale Comunità, diffusa in tutto il mondo”.

“Queste caratteristiche, che da secoli fanno parte del patrimonio storico e culturale dell’Italia” – ha detto ancora Benedetto XVI – “non possono essere negate, dimenticate o emarginate; l’esperienza di questi 150 anni insegna che quando si è cercato di farlo, si sono causati pericolosi squilibri e dolorose fratture nella vita sociale del Paese”.

“A questo riguardo, Vostra Eccellenza ha opportunamente richiamato l’importanza dei Patti del Laterano e dell’Accordo di Villa Madama, che fissano le coordinate di un giusto equilibrio di rapporti, del quale si avvantaggiano la Sede Apostolica così come lo Stato e la Chiesa in Italia”.

“Quei patti internazionali” – ha sottolineato il Pontefice – “non sono espressione di una volontà della Chiesa o della Santa Sede di ottenere potere, privilegi o posizioni di vantaggio economico e sociale, né con essi si intende sconfinare dall’ambito che è proprio della missione assegnata dal Divino Fondatore alla Sua comunità in terra. Al contrario, tali accordi hanno il loro fondamento nella giusta volontà da parte dello Stato di garantire ai singoli e alla Chiesa il pieno esercizio della libertà religiosa, diritto che ha una dimensione non solo personale (...). La libertà religiosa è, quindi, un diritto, oltre che del singolo, della famiglia, dei gruppi religiosi e della Chiesa, e lo Stato è chiamato a tutelare non solo i diritti dei credenti alla libertà di coscienza e di religione, ma anche il ruolo legittimo della religione e delle comunità religiose nella sfera pubblica”.

“Il retto esercizio e il corrispettivo riconoscimento di questo diritto consentono alla società di avvalersi delle risorse morali e della generosa attività dei credenti. Per questo non si può pensare di conseguire l’autentico progresso sociale, percorrendo la via dell’emarginazione o perfino del rifiuto esplicito del fattore religioso, come ai nostri tempi si tende a fare con varie modalità. Una di queste è, ad esempio, il tentativo di eliminare dai luoghi pubblici l’esposizione dei simboli religiosi, primo fra tutti il Crocifisso, che è certamente l’emblema per eccellenza della fede cristiana, ma che, allo stesso tempo, parla a tutti gli uomini di buona volontà e, come tale, non è fattore che discrimina”.

“Desidero esprimere il mio apprezzamento al Governo italiano” – ha detto Papa Benedetto XVI – “che a questo riguardo si è mosso in conformità a una corretta visione della laicità e alla luce della sua storia, cultura e tradizione, trovando in ciò il positivo sostegno anche di altre Nazioni europee. Mentre in alcune società vi sono tentativi di emarginare la dimensione religiosa, le cronache recenti ci testimoniano come ai nostri giorni vengano compiute anche delle aperte violazioni della libertà religiosa. Di fronte a questa dolorosa realtà, la società italiana e le sue Autorità hanno dimostrato una particolare sensibilità per la sorte di quelle minoranze cristiane, che, a motivo della loro fede, subiscono violenze, vengono discriminate o sono costrette ad una forzata emigrazione dalla loro patria”.

“Auspico” – ha concluso il Pontefice – “che possa crescere ovunque la consapevolezza di questa problematica e, conseguentemente, vengano intensificati gli sforzi per vedere realizzato, ovunque e per tutti, il pieno rispetto della libertà religiosa. Sono certo che all’impegno in tal senso da parte della Santa Sede non mancherà l’appoggio dell’Italia in ambito internazionale”.
CD/ VIS 20101217 (680)

OGGI SI ACCENDONO LUCI CHE ORNANO ABETE PIAZZA SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della località di Luson, (Bolzano, Alto Adige), che quest’anno ha donato l’abete che si colloca accanto al presepe in Piazza San Pietro.

L’abete le cui luci verranno accese questa sera nel corso di una cerimonia presieduta dal Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, è un abete rosso di 34 metri di altezza e di 93 anni di età. Sono stati donati anche 50 abeti provenienti dall’Alto Adige che saranno collocati in altri luoghi del Vaticano.

L’abete “raccolto a un’altitudine di circa 1500 metri e tagliato senza recare danno alla vita del bosco” – ha detto il Santo Padre – “resterà accanto al presepe fino al termine delle festività natalizie”.

“L’albero di Natale” – ha detto il Papa – “arricchisce il valore simbolico del presepe, che è un messaggio di fraternità e di amicizia; un invito all’unità e alla pace; un invito a far posto, nella nostra vita e nella società, a Dio, il quale ci offre il suo amore onnipotente attraverso la fragile figura di un Bimbo, perché vuole che al suo amore rispondiamo liberamente con il nostro amore. Il presepe e l’albero portano quindi un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima propizio per vivere nella giusta dimensione spirituale e religiosa il mistero della Nascita del Redentore”.
AC/ VIS 20101217 (250)

SANTA SEDE LAMENTA CELEBRAZIONE ASSEMBLEA RAPPRESENTANTI CATTOLICI CINESI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, un Comunicato sull’ottava Assemblea di Rappresentanti cattolici cinesi (Beijing, 7-9 dicembre 2010).

“1. Con profondo dolore la Santa Sede deplora che, nei giorni 7-9 dicembre corrente, si sia tenuta a Pechino l’Ottava Assemblea dei Rappresentanti Cattolici Cinesi. Questa è stata imposta a numerosi Vescovi, Sacerdoti, Religiose e Fedeli laici. Le modalità della sua convocazione ed il suo svolgimento manifestano un atteggiamento repressivo nei confronti dell’esercizio della libertà religiosa, che si auspicava ormai superato nell’odierna Cina. La persistente volontà di controllare la sfera più intima dei cittadini, qual è la loro coscienza, e d’ingerirsi nella vita interna della Chiesa cattolica, non fa onore alla Cina; anzi, sembra un segno di timore e di debolezza, prima che di forza; di un’intransigente intolleranza, più che di apertura alla libertà e al rispetto effettivo sia della dignità umana sia di una corretta distinzione tra la sfera civile e quella religiosa”.

“2. A più riprese la Santa Sede aveva fatto conoscere, prima di tutto ai Pastori ma pure a tutti i Fedeli, anche pubblicamente, che non dovevano partecipare all’evento. Ognuno di coloro che erano presenti sa in che misura è responsabile davanti a Dio e alla Chiesa. I Vescovi, in particolare, e i Sacerdoti saranno anche posti di fronte alle attese delle rispettive comunità, che guardano al proprio Pastore e hanno diritto di ricevere da lui guida e sicurezza nella fede e nella vita morale”.

“3. È noto, peraltro, che molti Vescovi e Sacerdoti sono stati forzati a partecipare all’Assemblea. La Santa Sede denuncia questa grave violazione dei loro diritti umani, in particolare della loro libertà di religione e di coscienza. Inoltre, la Santa Sede esprime la sua stima più profonda a quanti, in diverse modalità, hanno testimoniato la fede con coraggio e invita gli altri a pregare, a fare penitenza e, con le opere, a riaffermare la propria volontà di seguire Cristo con amore, in piena comunione con la Chiesa universale”.

“4. A coloro che portano nel cuore sconcerto e profonda sofferenza, domandandosi come sia possibile che il proprio Vescovo o i propri Sacerdoti abbiano partecipato all’Assemblea, la Santa Sede chiede di rimanere saldi e pazienti nella fede; li invita a prendere atto delle pressioni subite da molti dei loro Pastori e a pregare per loro; li esorta a continuare coraggiosamente a sostenerli di fronte alle ingiuste imposizioni che incontrano nell’esercizio del loro ministero”.

“5. Durante l’Assemblea sono stati, fra l’altro, designati i responsabili della cosiddetta Conferenza Episcopale e dell’Associazione Patriottica Cattolica Cinese. Riguardo a questi due organismi, così come all’Assemblea stessa, rimane valido quanto il Santo Padre Benedetto XVI ha scritto nella Lettera del 2007 alla Chiesa in Cina (cfr nn. 7 e 8).
“In particolare, l'attuale Collegio dei Vescovi Cattolici di Cina non è riconosciuto come Conferenza Episcopale dalla Sede Apostolica: non ne fanno parte i Vescovi «clandestini», cioè non riconosciuti dal Governo, che sono in comunione con il Papa; include Presuli, che sono tuttora illegittimi, ed è retta da Statuti, che contengono elementi inconciliabili con la dottrina cattolica. È profondamente deplorevole che sia stato designato a presiederla un Vescovo non legittimo”.

“Per quanto poi concerne la dichiarata finalità di attuare i principi di indipendenza e autonomia, autogestione e amministrazione democratica della Chiesa, va ricordato che essa è inconciliabile con la dottrina cattolica, che fin dagli antichi Simboli di fede professa la Chiesa «una, santa, cattolica e apostolica». E’, quindi, deprecabile anche la designazione di un Presule legittimo a presiedere l’Associazione Patriottica Cattolica Cinese”.

“6. Non è questo il cammino che la Chiesa deve compiere nel contesto di un grande e nobile Paese, che suscita attenzione nell’opinione pubblica mondiale per le significative mete raggiunte in tanti ambiti, ma trova ancora difficile attuare gli esigenti dettami di una vera libertà religiosa, che nella sua Costituzione pur professa di rispettare. Per giunta, l’Assemblea ha reso più arduo il cammino di riconciliazione fra i Cattolici delle «comunità clandestine» e quelli delle «comunità ufficiali», provocando una ferita profonda non solo alla Chiesa in Cina, ma anche alla Chiesa universale”.

“7. La Santa Sede si rammarica profondamente per il fatto che la celebrazione della suddetta Assemblea, come pure la recente ordinazione episcopale senza l’indispensabile mandato pontificio, abbiano danneggiato unilateralmente il dialogo e il clima di fiducia, avviati nei rapporti con il Governo della Repubblica Popolare Cinese. La Santa Sede, mentre riafferma la propria volontà di dialogare onestamente, sente il dovere di precisare che atti inaccettabili ed ostili come quelli appena menzionati provocano nei fedeli, dentro e fuori della Cina, una grave perdita di quella fiducia che è necessaria per superare le difficoltà e costruire una relazione corretta con la Chiesa, a vantaggio del bene comune”.

“8. Alla luce di quanto è avvenuto, rimane urgente l’invito che il Santo Padre ha rivolto a tutti i Cattolici del mondo, il 1º dicembre corrente, a pregare per la Chiesa in Cina, che sta vivendo momenti particolarmente difficili”.
OP/ VIS 20101217 (840)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Professor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo, con il Vescovo William Edward Lori, di Bridgeport (Stati Uniti d’America).

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20101217 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Peter Paul Angkyier, Vescovo di Damongo (superficie: 29.000; popolazione: 440.000; cattolici: 22.700; sacerdoti 42; religiosi: 32), Ghana. Il Vescovo eletto è nato a Nandon (Ghana), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Fino al 2009 è stato Vicario Generale e Consultore della medesima Diocesi,
NER/ VIS 20101217 (60)

giovedì 16 dicembre 2010

FRATERNITÀ ESSENZIALE COME LIBERTÀ E UGUAGLIANZA

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina cinque nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali: il Signor Suresh Prasad Pradhan, del Nepal; il Signor Royson Mabuku Mukwena, dello Zambia; il Signor Miguel Ángel Canturri Montanya, del Principato di Andorra; la Signora Vivianne Fock Tave, della Repubblica delle Seychelles e il Signor Boubacar Sidiki Toure, del Mali.

Benedetto XVI ha rivolto ai cinque nuovi Ambasciatori un discorso comune e successivamente ha consegnato ad ogni singolo diplomatico un discorso specifico relativo alla nazione rappresentata.

Il Pontefice ha dedicato il discorso comune al tema della fratellanza ed ha ricordato gli appelli lanciati nel corso dell’anno “a favore di Haiti, devastata prima dal terremoto e dopo colpita dal colera. Purtroppo altre tragedie hanno colpito altri paesi nel corso di quest’anno. I vostri Paesi, la comunità internazionale ed il mondo del volontariato hanno risposto ad appelli particolarmente urgenti, aiuti che converrebbe continuare ed intensificare. La Chiesa, tramite le sue diverse istituzioni, apporta un contributo multiforme che prolungherà nel tempo”.

“Il bell’ideale della fraternità, che fa parte dell’emblema nazionale di numerosi paesi, ha trovato nello sviluppo del pensiero filosofico e politico minore risonanza rispetto ad altri ideali come la libertà, l’uguaglianza, il progresso e l’unità. Si tratta di un principio che è rimasto in gran parte lettera morta nelle società politiche moderne e contemporanee, soprattutto a causa dell’influenza esercitata dalle ideologie individualiste o collettiviste. La fraternità ha come sapete, un significato particolare per i cristiani a causa di un disegno d’amore fraterno di Dio, di fraternità dunque, rivelata dal Cristo”.

“Per vivere degnamente, ogni essere umano ha bisogno di rispetto; ha ugualmente bisogno che gli sia fatta giustizia e che i suoi diritti siano concretamente riconosciuti. Tuttavia, ciò non basta per vivere una vita pienamente umana: in effetti, la persona ha anche bisogno di fraternità. Ciò è vero non solamente nelle relazioni di prossimità, ma anche su scala planetaria. Se il processo di globalizzazione in corso avvicina gli esseri umani, esso non li rende fratelli”.

“La ragione umana” – ha detto ancora il Papa – “può riconoscere l’uguaglianza di tutti gli uomini e la necessità di limitare le disparità eccessive fra di essi, ma si dichiara incapace di istituire la fraternità. Essa è un dono soprannaturale. La Chiesa vede la realizzazione della fraternità sulla terra come una vocazione contenuta nel disegno creatore di Dio di cui ella vuole divenire, con sempre maggiore fedeltà, l’agente sul piano universale e sul piano locale come nei paesi che voi rappresentate presso la Santa Sede”.

“Nella vita quotidiana, la fratellanza trova una espressione concreta nella gratuità e nel rispetto che devono manifestarsi in tutti gli ambiti dell’attività umana, compresa l’attività economica. L’identità profonda dell’uomo, il suo essere in relazione, si esprime anche nella sua attività economica che è uno degli ambiti di maggiore cooperazione fra gli uomini”.

“Tuttavia, se la fraternità vissuta fra gli uomini può trovare un eco positivo sul piano della ‘efficacia sociale’, non bisogna dimenticare che essa non costituisce un mezzo, ma è un fine in essa stessa. La Chiesa crede a Cristo che ci ha rivelato che Dio è amore; è anche convinta che per tutti coloro che credono nella carità divina, Dio apporta la certezza che ‘la via dell’amore è aperta a tutti gli uomini e che l’impegno che tende a instaurare una fraternità universale non è vano”.
CD/ VIS 20101216 (580)

CATTOLICI E LUTERANI: MAGGIORE TESTIMONIANZA VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Vescovo Munib A. Younan ed il Reverendo Martin Junge, recentemente eletti Presidente e Segretario Generale della Federazione Luterana Mondiale, che guidavano una Delegazione in occasione della visita ufficiale a Roma.

All’inizio del suo discorso il Santo Padre ha sottolineato “i numerosi significativi frutti prodotti da questi decenni di colloqui bilaterali” fra cattolici e luterani.

“Con l’aiuto di Dio è stato possibile rimuovere, lentamente e pazientemente, le barriere e promuovere legami di unità con il dialogo teologico e la cooperazione pratica, specialmente a livello di comunità locali”.

Nel ricordare che lo scorso anno si è commemorata la firma della “Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione”, il Santo Padre ha sottolineato che “si è dimostrata un passo significativo lungo il difficile cammino verso il ristabilimento di una piena unità fra cristiani ed uno stimolo ad una ulteriore discussione ecumenica”.

“In questi anni che precedono il quinto centenario degli avvenimenti del 1517, i Cattolici e i Luterani sono chiamati a riflettere nuovamente su dove ci abbia condotto il nostro cammino verso l’unità e ad invocare la guida del Signore e l’aiuto per il futuro”.

“Sono lieto di notare che, in tale occasione, la Commissione Internazionale Luterano-Romano Cattolica sull’Unità sta approntando un testo comune che documenterà ciò che i Luterani e i Cattolici possono dire insieme a questo punto relativamente ai nostri più stretti rapporti dopo quasi cinque secoli di separazione. Per chiarificare ulteriormente la comprensione della Chiesa, che è l’argomento centrale del dialogo ecumenico oggi, la Commissione sta studiando il tema: ‘Battesimo e crescita della comunione ecclesiale”.

“Auspico” – ha concluso il Pontefice – “che queste attività ecumeniche offrano nuove opportunità per i cattolici e i luterani di riavvicinare le loro vite, testimoniare il Vangelo e che il loro impegno porti la luce di Cristo in tutti gli ambiti della società”.
AC/ VIS 20101216 (320)

LIBERTÀ RELIGIOSA, VIA PER LA PACE, TEMA GIORNATA MONDIALE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2010 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo nella Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLIV Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2011), sul tema: “Libertà religiosa, via per la pace”.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente, il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario, il Monsignor Anthony Frontiero ed il Dottor Tommaso Di Ruzza, Officiali del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Il Cardinale Turkson ha spiegato che il Messaggio di quest’anno inizia con “un riferimento introduttivo sull’attacco contro i cristiani in Iraq, (...) presenta il significato di libertà religiosa e le varie modalità in cui esso modella la pace e le sue esperienze, e conclude con una riflessione sulla pace come un dono di Dio e al tempo stesso opera degli uomini e delle donne di buona volontà, e dei credenti in primis”.

“La libertà religiosa” – ha detto il Cardinale Turkson – “è il tema del Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace, non solo perché questo argomento è al centro della dottrina sociale della Chiesa, ma anche perché la vita della libertà religiosa – una vocazione fondamentale dell’uomo, un diritto umano inalienabile e universale e una chiave per la pace – continua ad essere oggetto di minaccia: da parte del secolarismo aggressivo, che è intollerante verso Dio e verso ogni forma di espressione della religione; dal fondamentalismo religioso, della politicizzazione della religione e dell’imposizione di religioni di Stato; dalla nascita di un relativismo culturale e religioso che si sta facendo sempre più presente e pressante ai nostri giorni”.

“Il Santo Padre, nel suo Messaggio, vede la tutela della libertà religiosa nel nostro mondo multiculturale, multi-religioso e secolarizzato come uno dei modi per salvaguardare la sua pace”.

“Uno dei compiti importanti che il nostro mondo si è proposto dopo la seconda guerra mondiale” – ha detto ancora il Cardinale – “è stata l’elaborazione, l’adozione e la promulgazione della ‘Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo’ del 1948” ed ha sottolineato che Benedetto XVI ha lodato la Dichiarazione ma “anche si è dimostrato preoccupato per l’aumento delle istanza di negazione dell’universalità di questi diritti in nome di differenti visioni culturali, politiche, sociali e persino religiose”.

“La libertà religiosa” – ha proseguito il Porporato – “non è un diritto concesso dallo Stato” esso “è derivato (...) dalla legge morale naturale e dalla dignità della persona, che sono parte della creazione. Lo Stato e le altre istituzioni pubbliche, ricorda Benedetto XVI nel Messaggio, necessitano di riconoscerlo come intrinseco alla persona umana, come elemento indispensabile per la sua integrità e pace”.

“La libertà religiosa è il compito dell’Autorità pubblica (...) non è un diritto illimitato. (...) si riferisce al diritto dell’uomo di esprimere il suo essere ‘capax Dei’: la sua libertà di rispondere alla verità della sua natura in quanto creato da Dio e creato per la vita con Dio, senza coercizione o impedimenti. È in questo che l’uomo trova la sua pace, e diviene uno strumento di pace”.

“La libertà religiosa” – ha proseguito il Cardinale Turkson – “non implica che tutte le religioni siano uguali. Non è neppure un motivo di relativismo religioso o indifferentismo. La libertà religiosa è compatibile con la difesa della propria identità religiosa contro il relativismo, il sincretismo e il fondamentalismo: tutte forme abusate della libertà religiosa”.

“La libertà religiosa non si limita al libero esercizio del culto” – ha sottolineato il Porporato – “Ha una dimensione pubblica, il che consente ai credenti di dare il loro contributo nella costruzione dell’ordine sociale”.

“Negare il diritto di professare la propria religione in pubblico e il diritto di portare la verità della fede a supporto della vita sociale comporta conseguenza negative sul vero sviluppo”.

“L’esercizio del diritto di libertà religiosa come via per la pace implica, dunque, il riconoscimento dell’armonia che deve esistere tra le due aree e forme di vita: privato e pubblico, individuo e comunità. (....) Di conseguenza, lo sviluppo e l’esercizio della propria libertà religiosa, è anche il compito della propria comunità”.

“Sebbene la libertà religiosa non sia ‘creata’ dallo Stato, esso, tuttavia, deve riconoscerla come intrinseca alla persona umana e le sue espressioni pubbliche e comunitarie. Questo riconoscimento (della libertà religiosa) e il rispetto per l’innata dignità di ogni persona implicano anche il principio della responsabilità di proteggere da parte della comunità, della società e dello Stato”.

“Gli appelli della Chiesa per la libertà religiosa non sono basati su una semplice richiesta di reciprocità da parte di una comunità di credenti disposta a rispettare i diritti dei membri di altre comunità a condizione che queste ultime siano rispettose dei diritti dei propri membri. Piuttosto, gli appelli per la libertà religiosa sono basati sulla dignità della persona. Rispettiamo i diritti degli altri perché è la cosa giusta da fare, non in cambio di un suo equivalente o per un favore ricevuto. Allo stesso tempo, quando gli altri soffrono persecuzione a causa della loro fede e pratica religiosa, offriamo a loro compassione e solidarietà”

“Tutto l’annuncio del Vangelo” – ha concluso il Cardinale Turkson – “come la buona novella di Gesù Cristo, è un tentativo di risvegliare la libertà (libertà religiosa) dell’uomo per desiderare e abbracciare la verità del Vangelo. (...) Evangelizzazione e svolgimento del compito missionario, quindi, non si contraddicono e non si oppongono al significato della libertà religiosa”.

“Con il suo Messaggio, Benedetto XVI invita” – ha detto il Vescovo Mario Toso – “in particolare, ad approfondire la verità del diritto alla libertà religiosa, ossia le sue implicanze antropologiche, etiche, giuridiche, politiche, civili e religiose. (...) Al di là della mera tolleranza” – ha sottolineato il Presule – “la libertà religiosa è il modello di ogni moralità e libertà, del rispetto reciproco, della pace”.

“Nel Messaggio sono criticati in pari modo il fanatismo, il fondamentalismo e il laicismo, perché ignorano l’essenza della libertà religiosa, che è ricerca, libera e comunitaria, della verità trascendente”.

“Per la Chiesa, il dialogo tra i seguaci di diverse religioni costituisce uno stimolo importante a collaborare con tutte le comunità religiose per la promozione della pace. È così che, in un mondo globalizzato, caratterizzato da società sempre più multietniche e multi-confessionali, le grandi religioni possono costruire non un problema bensì una risorsa, un importante fattore di unità e di concordia”.

Per leggere il Messaggio del Papa cliccare qui.
AC/ VIS 20101216 (1060)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Padre José Rodríguez Carballo, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori.
AP/ VIS 20101216 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VAtICANO, 16 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Paul Stagg Coakley, Arcivescovo Metropolita di Oklahoma City (superficie: 109.997; popolazione: 2.555.000; cattolici: 116.919; sacerdoti: 146; religiosi: 150; diaconi permanenti: 92), Stati Uniti d’America. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1955 a Norfolk (Stati Uniti d’America), è stato ordinato sacerdote nel 1983 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo di Salinas (Stati Uniti d’America), succede all’Arcivescovo Eusebius Joseph Beltran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

NER:RE/ VIS 20101216 (100)

mercoledì 15 dicembre 2010

SANTA VERONICA GIULIANI: CORRISPONDENZA AMORE DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2010 (VIS). Nell’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di Santa Veronica Giuliani, monaca clarissa cappuccina, di cui, il 27 dicembre prossimo, ricorre il 350° anniversario della nascita.

Veronica nasce nel 1660 a Mercatello, “è l’ultima di sette sorelle, delle quali altre tre abbracceranno la vita monastica;” – ha detto il Papa – “Le viene dato il nome di Orsola. (...) A 17 anni, entra nella stretta clausura del monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello, dove rimarrà per tutta la vita. Là riceve il nome di Veronica (...) Un anno dopo emette la solenne professione religiosa: inizia per lei il cammino di configurazione a Cristo attraverso molte penitenze, grandi sofferenze e alcune esperienze mistiche legate alla Passione di Gesù: la coronazione di spine, lo sposalizio mistico, la ferita nel cuore e le stimmate. Nel 1716, a 56 anni, diventa badessa del monastero e verrà riconfermata in tale ruolo fino alla morte, avvenuta nel 1727, dopo una dolorosissima agonia di 33 giorni. (...) Viene proclamata Santa il 26 maggio 1839 dal Papa Gregorio XVI”.

“Veronica Giuliani ha scritto molto: lettere, relazioni autobiografiche, poesie” – ha ricordato il Santo Padre – “La fonte principale per ricostruirne il pensiero è, tuttavia, il suo ‘Diario’, iniziato nel 1693: ben ventiduemila pagine manoscritte, che coprono un arco di trentaquattro anni di vita claustrale. (...) Santa Veronica ha una spiritualità marcatamente cristologico-sponsale: è l’esperienza di essere amata da Cristo, Sposo fedele e sincero, e di voler corrispondere con un amore sempre più coinvolto e appassionato”.

“Animata da un’ardente carità” – ha proseguito il Pontefice – “offre le sue preghiere e i suoi sacrifici per il Papa, il suo vescovo, i sacerdoti e per tutte le persone bisognose, comprese le anime del purgatorio. (...) Veronica vive in modo profondo la partecipazione all’amore sofferente di Gesù. (...) Arriva a chiedere a Gesù di essere crocifissa con Lui”.

“La Santa è convinta di partecipare già al Regno di Dio, ma contemporaneamente invoca tutti i Santi della Patria beata perché le vengano in aiuto nel cammino terreno della sua donazione, in attesa della beatitudine eterna; è questa la costante aspirazione della sua vita”.
“I momenti forti dell’esperienza mistica di Veronica” – ha detto ancora il Papa – “non sono mai separati dagli eventi salvifici celebrati nella liturgia, dove ha un posto particolare la proclamazione e l’ascolto della Parola di Dio. La Sacra Scrittura, dunque, illumina, purifica, conferma l’esperienza di Veronica, rendendola ecclesiale. (...) Proprio la sua esperienza, ancorata alla Sacra Scrittura con intensità non comune guida ad una lettura più profonda e ‘spirituale’ dello stesso Testo sacro. Ella, infatti, non solo si esprime con le parole della Sacra Scrittura, ma anche vive di esse”.

“Veronica si rivela, in particolare, una testimone coraggiosa della bellezza e della potenza dell’Amore divino, che la attira, la pervade, la infuoca. (...) Anche con la Vergine Maria Veronica vive una relazione di profonda intimità”.

“Santa Veronica Giuliani” – ha concluso il Pontefice – “ci invita a far crescere, nella nostra vita cristiana, l’unione con il Signore, abbandonandoci alla sua volontà con fiducia completa e totale, e l’unione con la Chiesa, Sposa di Cristo; ci invita a partecipare all’amore sofferente di Gesù Crocifisso per la salvezza di tutti i peccatori; ci invita a tenere lo sguardo fisso al Paradiso, meta del nostro cammino terreno, dove vivremo assieme a tanti fratelli e sorelle la gioia della comunione piena con Dio; ci invita a nutrirci quotidianamente della Parola di Dio per riscaldare il nostro cuore e orientare la nostra vita. Le ultime parole della Santa possono considerarsi la sintesi della sua appassionata esperienza mistica: ‘Ho trovato l’Amore, l’Amore si è lasciato vedere!’”.
AG/ VIS 20101215 (610)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Santiago de Chile (superficie: 9.132; popolazione: 5.791.000; cattolici: 4.019.000; sacerdoti: 854; religiosi: 3.100; diaconi permanenti: 295), Cile. Finora Arcivescovo di Concepción (Cile), l’Arcivescovo Ezzati Andrello succede al Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo John B. Brungardt, Vescovo di Dodge City (superficie: 59.547; popolazione: 229.000; cattolici: 62.300; sacerdoti: 44; religiosi: 81; diaconi permanenti: 9), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Salinas (Stati Uniti d’America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Finora Cancelliere e Parroco della “Saint Mark Parish”, succede al Vescovo Ronald M. Gilmore, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha eretto la Diocesi di Camaçari (Brasile), con territorio dismembrato dall’Arcidiocesi di São Salvador da Bahia, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo João Carlos Petrini, primo Vescovo della Diocesi di Camaçari (superficie: 2.382; popolazione: 708.122; cattolici: 481.523; sacerdoti: 20; religiosi: 55), Brasile. Il Vescovo Petrini è stato finora Ausiliare di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Ha nominato il Vescovo Josafá Menezes da Silva, Vescovo di Barreiras (superficie: 72.675; popolazione: 345.000; cattolici: 292.000; sacerdoti: 15; religiosi: 33; diaconi permanenti: 10), Brasile. Il Vescovo Menezes da Silva è stato finora Ausiliare di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Ha nominato il Monsignor Carlo Ciattini, Vescovo di Massa Marittima-Piombino (superficie: 1.200; popolazione: 126.931; cattolici: 125.000; sacerdoti: 60; religiosi: 82; diaconi permanenti: 4), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Cerreto Guidi (Italia) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. È stato finora Rettore del Seminario Diocesano di San Miniato e Vicario Giudiziale.

- Ha nominato il Reverendo Juan Espinoza Jiménez, Vescovo Ausiliare di Morelia (superficie: 18.000; popolazione: 2.675:000; cattolici: 2.542.000; sacerdoti: 550; religiosi: 1.422; diaconi permanenti: 1), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Piedad (Messico), nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. È stato finora Professore del Seminario Maggiore e Cappellano della casa di formazione delle Suore Passioniste in Morelia.
NER:RE:ECE:NEA/ VIS 20101215 (390)

martedì 14 dicembre 2010

INIZIATIVE DEL SANTO PADRE NEL TEMPO DI AVVENTO

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato oggi alcune iniziative del Santo Padre nel tempo natalizio.

Domenica 26 dicembre, alle ore 13:00, nell’Atrio dell’Aula Paolo VI, il Santo Padre parteciperà a un pranzo da lui offerto alle persone assistite dalle diverse comunità romane delle Missionarie della Carità, in occasione del 100° anniversario della nascita della Beata Madre Teresa di Calcutta.

Mercoledì 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, alle ore 17:00, il Santo Padre visiterà i bambini ricoverati presso i reparti pediatrici del Policlinico Agostino Gemelli e benedirà un Centro per la cura dei bimbi con spina bifida, partecipando alla distribuzione di doni ai piccoli degenti.
OP/ VIS 20101214 (120)

COMUNICATORI SOCIALI: CONSAPEVOLI ESSERE DISCEPOLI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2010 (VIS). In occasione della festività della Beata Maria Vergine di Guadalupe, l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha inviato, il 12 dicembre scorso, un messaggio ai comunicatori dell’America Latina.

“La Missione continentale che si sta sviluppando in America Latina” – scrive il Presule – “incoraggia molte persone a prendere nuova consapevolezza di cosa significhi essere discepoli di Gesù. Le Chiese locali promuovono tale missione con entusiasmo, ricordando che essere discepoli significa aver vissuto un autentico incontro con Gesù. (...) Tale esperienza segna e trasforma la vita in modo permanente, per cui desideriamo comunicarla agli altri, trasformandoci così in missionari e missionarie”.

“L’incontro con il Signore, prosegue il Presule, “ha molte sfaccettature. Essendo personale è sempre anche comunitario; avviene nella solitudine e nel silenzio anche in modo privilegiato nelle celebrazioni liturgiche e nella vita familiare. Si alimenta nel dialogo e nella preghiera comunitaria (...) culmina nell’azione e nel servizio”.

Successivamente l’Arcivescovo invita a “vivere tempi e spazi di silenzio durante questi giorni di Avvento, per ascoltare la voce di Gesù che ci parla al cuore (...) Poniamo un argine all’inondazione di faccende e rumori che tante volte ci trascinano senza freni. Il silenzio guarda ad uno schermo bianco sul quale possiamo proiettare la pellicola della nostra vita quotidiana per vederla nitidamente. Se la proiettiamo su di una parete piena di quadri, libri e oggetti, con rumori di fondo, potremo comprendere poco. Solo nel silenzio si praticano in maniera consapevole le proprie scelte; nel silenzio si ascolta la voce di Dio. Così potremo essere autentici portatori della sua Parola”.

“Forse è un consiglio difficile da seguire in questo momento di bombardamento informatico, di esigenze pastorali, di trambusto nelle famiglie, nei nostri mezzi di comunicazione e nelle parrocchie. Ma (...) non dobbiamo preparare anche, se possibile, ciò che comunicheremo tramite la radio, i giornali, i programmi televisivi, i siti web? Che possiamo offrire di sostanzioso, se la nostra vita scorre piena di parole ripetute, con scarso fondamento e difficilmente con un contenuto? Dedichiamo tempo al Signore che attendiamo in questo Avvento”.

L’Arcivescovo conclude il messaggio invocando la Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona della RIIAL (Rete Informatica della Chiesa in America Latina), che “ci ottenga da Dio il dono del silenzio interiore (...) perché Egli renda proficue le nostre parole, i testi, le immagini e le note musicali portatrici della Buona Novella”.
CON-CS/ VIS 20101214 (410)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto nel pomeriggio di ieri un gruppo di Vescovi giapponesi.
AP/ VIS 20101214 (30)

lunedì 13 dicembre 2010

COMUNICATO DOCUMENTAZIONE RESA PUBBLICA WIKILEAKS

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella mattinata di oggi, il Comunicato che segue:

“Senza entrare nella valutazione dell’estrema gravità della pubblicazione di una grande quantità di documenti riservati e confidenziali e delle sue possibili conseguenze, la Sala Stampa della Santa Sede osserva che una parte dei documenti resi pubblici recentemente da Wikileaks riguarda rapporti inviati al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America dall’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede”.

“Naturalmente tali rapporti riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e non possono essere considerati espressione della stessa Santa Sede né citazioni precise delle parole dei suoi Officiali. La loro attendibilità va quindi valutata con riserva e con molta prudenza, tenendo conto di tale circostanza”.
OP/ VIS 20101213 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo (superficie: 2.161; popolazione: 187.500; cattolici: 183.400; sacerdoti: 177; religiosi: 300; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo Fumagalli, finora Vescovo della Diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto (Italia), succede al Vescovo Lorenzo Chiarinelli, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato Membri della Congregazione per l’Educazione Cattolica: il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagreb (Croazia); il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising; il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie.
NER:RE:NA/ VIS 20101213 (150)
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