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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 9 novembre 2010

PRIMATO EDUCATIVO DELLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione della LXII Assemblea Generale della CEI, che si tiene in questa settimana ad Assisi.

“Dall’assistere alla Santa Messa e dal ricevere con devozione la santa Comunione sgorga la vita evangelica di San Francesco e la sua vocazione a ripercorrere il cammino di Cristo Crocifisso” – scrive il Papa ribadendo che: “La santità dell’Eucaristia esige che si celebri e si adori questo Mistero consapevoli della sua grandezza, importanza ed efficacia per la vita cristiana, ma esige anche purezza, coerenza e santità di vita da ciascuno di noi per essere testimoni viventi dell’unico Sacrificio di amore di Cristo”.

Nel riferirsi al tema principale in esame, la traduzione in italiano della terza edizione tipica del Messale Romano, il Santo Padre scrive: “Ogni vero riformatore, (...) è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra”.

I progressi della scienza e della tecnica, tuttavia, sono avvenuti “spesso a scapito dei fondamenti del cristianesimo, nei quali si radica la storia feconda del Continente europeo: la sfera morale è stata confinata nell’ambito soggettivo e Dio, quando non viene negato, è comunque escluso dalla coscienza pubblica”.

“Per invertire la rotta” – sottolinea Benedetto XVI – “non è sufficiente un generico richiamo ai valori, né una proposta educativa che si accontenti di interventi puramente funzionali e frammentari. C’è bisogno, invece, di un rapporto personale di fedeltà tra soggetti attivi, protagonisti della relazione, capaci di prendere posizione e di mettere in gioco la propria libertà”.

“Per questa ragione” – prosegue il Pontefice – “è quanto mai opportuna la vostra scelta di chiamare a raccolta intorno alla responsabilità educativa tutti coloro che hanno a cuore la città degli uomini e il bene delle nuove generazioni. Tale indispensabile alleanza non può che partire da una nuova prossimità alla famiglia, che ne riconosca e sostenga il primato educativo; è al suo interno che si plasma il volto di un popolo”.

“In questo cammino” – conclude il Pontefice – “vi esorto a valorizzare la liturgia quale fonte perenne di educazione alla vita buona del Vangelo. Essa introduce all’incontro con Gesù Cristo, che con parole e opere costantemente edifica la Chiesa, formandola alle profondità dell’ascolto, della fraternità e della missione”.
OP/ VIS 20101109 (430)

GIORNATA DI RIFLESSIONE DEL COLLEGIO CARDINALIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con lettera del 30 ottobre, ha informato tutti i membri del Collegio e i nuovi Cardinali eletti che il Santo Padre li invita a partecipare, venerdì 19 novembre, a una "giornata di riflessione e di preghiera", che si svolgerà presso l’Aula nuova del Sinodo dei Vescovi in Vaticano.

La giornata di riflessione che si terrà alla vigilia della celebrazione del Concistoro Ordinario Pubblico del 20 novembre, sarà dedicata a due temi di discussione: la situazione della libertà religiosa nel mondo e nuove sfide, con una Relazione introduttiva del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

Il secondo tema di discussione sarà la Liturgia nella vita della Chiesa oggi, con Introduzione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Cardinale Antonio Cañizares Llovera.

Nel pomeriggio sono in programma tre Comunicazioni: la prima: "A dieci anni dalla ‘Dominus Iesus’”, dell’Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; la seconda: "Risposta della Chiesa ai casi di abusi sessuali" e la terza sulla Costituzione "Anglicanorum coetibus", ambedue del Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
OP/ VIS 20101109 (210)

BIBLIOTECA VATICANA: UNA STORIA APERTA AL FUTURO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della Mostra: “Conoscere la Biblioteca Apostolica Vaticana: una storia aperta al futuro”, in programma nel Braccio di Carlo Magno, dall’11 novembre 2010 al 31 gennaio 2011.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; il Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana; il Dottor Ambrogio Maria Piazzoni, Vice Prefetto della medesima Biblioteca; la Dottoressa Barbara Jatta, Responsabile della Mostra ed il Padre Caesar Acuire, Amministratore Delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi.

“La Mostra” – ha detto il Cardinale Farina – “vuol far conoscere la Biblioteca Vaticana a coloro che non hanno il privilegio di frequentarla. Ma non solo! Vuol farla conoscere meglio anche ai suoi utenti abituali, nell’ampio spettro dei suoi tesori di scienza, cultura e arte. (...) Soprattutto, vuole avvicinarli all’attività quotidiana che si svolge fuori delle sale di consultazione. (...) Una parte della Biblioteca Vaticana, quella storica, si può ammirare nel percorso dei Musei Vaticani, ma non è la parte viva di essa. La presente Mostra, con la presenza in alcuni stands dello stesso personale della Biblioteca, porta, pur se in parte, questo alito di vita e di attività quotidiana, che costituisce la vera novità della Mostra, rispetto a precedenti Mostre”.

“E tuttavia” – ha proseguito il Cardinale Farina – “manca pur sempre qualcosa: i lettori (...) La Mostra accoglierà i visitatori in un ingresso virtuale che supplirà in maniera sorprendente ed efficace alla mancanza di cui sopra. (...) Visiteranno la Mostra numerosi gruppi di pellegrini e di scolaresche in visita alla Basilica di San Pietro. È questa un’opera di alta promozione culturale che supplisce alla impossibilità di poter ospitare tali visite nel ristretto spazio fisico della Biblioteca Vaticana. In tal maniera si può realizzare quella desiderata più ampia apertura e visione della nostra istituzione alla conoscenza e alla meraviglia di quanti apprezzano i tesori della cultura e della bellezza, patrimonio dell’umanità e radici della nostra civiltà e della nostra fede”.

La Dottoressa Jatta ha spiegato che: “Si è voluto organizzare una mostra, che fosse sia ‘tradizionale’ ma anche ‘comunicativa e attuale’. (...) Accanto alle sezioni tradizionali (che sono sette: la storia, i manoscritti, gli stampati, le stampe e i disegni, le monete e le medaglie, gli altri servizi e i laboratori), si è voluto sviluppare un percorso multimediale, fatto anche di video e computer che permettono di far conoscere l’istituzione attraverso i mezzi tecnologici. Questo si è scelto di fare per dare conto dell’attenzione alla tecnologia e alle innovazioni che da decenni costituiscono una priorità della Biblioteca Vaticana”.

“Fra le cose degne di attenzione – a parte gli straordinari manoscritti, incunaboli, libri a stampa, disegni, stampe, monete e medaglie” – ha proseguito la Dottoressa Jatta – “vi è la ricostruzione del Salone Sistino della Biblioteca, il grande spazio affrescato alla fine del Cinquecento per volere di Papa Sisto V, che venne dipinto con un programma iconografico incentrato sulla storia degli alfabeti, delle biblioteche dell’antichità e dei concili della Chiesa legati al libro”.

“Si è deciso di ricreare i nostri laboratori all’interno della mostra con una sorta di ‘work in progress’; i restauratori lavoreranno in mostra al restauro degli antichi codici, cuciranno le preziose legature e restaureranno i disegni e le stampe delle collezioni vaticane di fronte e interagendo con i visitatori”, ha concluso la Dottoressa Jatta.

Monsignor Pasini ha ricordato che: “In occasione della riapertura della Biblioteca Vaticana, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, nei giorni 11, 12, e 13 novembre, si terrà un Convegno che intende ripercorrere, per il periodo degli ultimi sessant’anni, sia gli studi compiuti in Biblioteca e i contatti con le Istituzioni esterne alla Biblioteca stessa, sia la vita della Biblioteca nella sua attività e quindi l’esperienza maturata nei suoi diversi dipartimenti”.
OP/ VIS 20101109 (640)

50° ANNIVERSARIO SEGRETARIATO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani celebrerà, il 17 novembre prossimo, presso la Sala San Pio X, (Via della Conciliazione, 5, Roma), con un atto commemorativo pubblico, il 50° anniversario dell’istituzione del Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

All’atto commemorativo – presieduto dall’Arcivescovo Kurt Koch, Presidente del Dicastero – parteciperanno il Cardinale Walter Kasper, Presidente Emerito, Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e il Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

Il 5 giugno del 1960, con il Motu Proprio “Superno Dei Nutu”, il Beato Giovanni XXIII istituiva insieme alle 11 commissioni che avrebbero preparato il Concilio, un Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il cui Primo Presidente fu il Cardinale Agostino Bea. Nel 1988 Papa Giovanni Paolo II con la Costituzione apostolica “Pastor Bonus” cambiò il nome del Segretariato in Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Nel corso degli anni, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha curato i rapporti con il vasto mondo ecumenico sia a livello multilaterale, che attraverso contatti e dialoghi bilaterali con molte Chiese e Comunità cristiane”.

La data dell’atto commemorativo è stata volutamente fatta coincidere con la Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si terrà dal 15 al 19 novembre prossimo e si concentrerà sul tema: “Verso una nuova tappa del dialogo ecumenico”.
CON-UC/ VIS 20101109 (260)

lunedì 8 novembre 2010

LA CARITÀ È IL DISTINTIVO DEL NOSTRO ESSERE CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Papa si è recato in visita alla “Obra Benéfico Social del Nen Dèu”, istituzione benefica creata nel 1892 da Madre Carmen del Niño Jesús González Ramos, beatificata nel 2007, Fondatrice delle “Hermanas Franciscanas de los Sagrados Corazones”.

L’Istituto è sorto inizialmente per dare assistenza ai bambini di famiglie bisognose e per molto tempo la maggioranza degli ospiti sono stati pazienti con la sindrome di Down. Tuttavia la graduale riduzione di questi casi ha portato ad una profonda trasformazione della popolazione assistita, formata oggi da piccoli pazienti autistici, epilettici gravi, con problemi di personalità o comportamentali. L’Istituto offre assistenza sanitaria e psicologica a 250 pazienti, la cui età oscilla tra 3 e 21 anni, assistiti da 8 religiose e da un’ottantina di operatori e volontari.

Al suo arrivo, accolto dal Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona, il Papa ha indirizzato parole di saluto in catalano alla Superiora della Comunità, ai Membri del Patronato della “Obra”, ai pazienti e ai familiari, ed ha detto:

“Vorrei, allo stesso tempo, manifestare la mia riconoscenza alle Autorità, invitandole a prodigarsi perché i più svantaggiati siano sempre raggiunti dai servizi sociali, e a coloro che sostengono con il loro generoso aiuto entità assistenziali di iniziativa privata, come questa Scuola di Educazione Speciale del ‘Nen Déu’. In questi momenti, in cui molte famiglie sperimentano serie difficoltà economiche, dobbiamo moltiplicare, come discepoli di Cristo, i gesti concreti di solidarietà, tangibile e continua, mostrando così che la carità è il distintivo del nostro essere cristiani”.

“Con la dedicazione della Basilica della Sacra Famiglia, si è posto in rilievo questa mattina che l’edificio sacro è segno del vero santuario di Dio tra gli uomini. Ora voglio sottolineare come, con lo sforzo di questa e altre analoghe istituzioni ecclesiali (...) si mostra chiaramente che, per il cristiano, ogni uomo è un vero santuario di Dio, che deve essere trattato con sommo rispetto e affetto, soprattutto quando si trova nel bisogno. La Chiesa vuole così realizzare le parole del Signore nel Vangelo: ‘In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’.

“Nella cura dei più deboli, molto hanno contribuito i formidabili progressi della sanità negli ultimi decenni, che sono stati accompagnati dalla crescente convinzione dell’importanza che ha, per il buon risultato del processo terapeutico, un rapporto umano attento. Perciò, è esigenza dell’essere umano che i nuovi sviluppi tecnologici nel campo medico non vadano mai a detrimento del rispetto per la vita e la dignità umana, in modo che coloro che soffrono malattie o disabilità psichiche o fisiche possano ricevere sempre quell’amore e quelle attenzioni che permettano loro di sentirsi valorizzati come persone nelle loro necessità concrete”.

“Cari bambini e giovani” – ha concluso il Santo Padre – “mi congedo da voi rendendo grazie a Dio per le vostre vite, così preziose ai suoi occhi, e assicurandovi che occupate un posto molto importante nel cuore del Papa. (...) Non tralascio inoltre di pregare per coloro che sono al servizio di chi soffre, lavorando instancabilmente perché le persone con disabilità possano occupare il loro giusto posto nella società e non siano emarginate a causa delle loro limitazioni. A questo proposito, vorrei riconoscere, in modo speciale, la testimonianza fedele dei sacerdoti e di coloro che visitano i malati nelle loro case, negli ospedali e in altre istituzioni specializzate. Essi incarnano l’importante ministero della consolazione di fronte alle fragilità della nostra condizione, che la Chiesa cerca di compiere con gli stessi sentimenti del Buon Samaritano”.

Al termine del discorso il Papa ha ricevuto i doni offerti dai bambini e dai giovani del Nen Déu ed ha benedetto la Prima Pietra della nuova Residenza che porterà il suo nome. Infine Benedetto XVI si è diretto all’aeroporto di Barcelona dove alle 18:30 ha avuto un incontro in privato con il Presidente del Governo spagnolo, Signor José Luis Rodríguez Zapatero.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (670)

FEDE FONTE ISPIRAZIONE FA CRESCERE SOLIDARIETÀ E SERVIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Questa sera, alle 19:00, ha avuto luogo la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Barcelona, in presenza dei Reali di Spagna.

Dopo un breve saluto del Re Don Juan Carlos, il Papa ha pronunciato l’ultimo discorso del suo Viaggio.

Benedetto XV ha ringraziato i Reali per la loro presenza, le Autorità, gli Arcivescovi di Santiago de Compostela e di Barcelona, l’episcopato spagnolo e tutti coloro che hanno collaborato “perché questo viaggio riuscisse felicemente”.

“A Compostela” – ha detto il Papa – “ho voluto unirmi, come un pellegrino tra gli altri, alle tante persone della Spagna, dell’Europa e di altri luoghi del mondo che giungono alla tomba dell’Apostolo per rafforzare la propria fede e ricevere il perdono e la pace. Come successore di Pietro, sono inoltre venuto per confermare i miei fratelli nella fede. Quella fede che agli albori del cristianesimo giunse a queste terre e si radicò tanto profondamente che è venuta forgiando lo spirito, le usanze, l’arte e il carattere delle genti che vi abitano. Preservare e accrescere questo ricco patrimonio spirituale, è segno non solo dell’amore di un Paese verso la propria storia e cultura, ma è anche una via privilegiata per trasmettere alle giovani generazioni quei valori fondamentali tanto necessari per edificare un futuro di convivenza armoniosa e solidale”.

“Le strade che attraversavano l’Europa per raggiungere Santiago” – ha sottolineato il Pontefice – “erano molto diverse tra loro, ciascuna con la propria lingua e le proprie peculiarità, ma la fede era la stessa. (...) Che questa fede” – ha auspicato il Papa – “trovi nuovo vigore in questo Continente, e si trasformi in fonte di ispirazione, facendo crescere la solidarietà e il servizio verso tutti, specialmente i gruppi umani e le Nazioni più bisognose”.

Esprimendosi in catalano, il Santo Padre ha ricordato che a Barcelona “ho avuto l’immensa gioia di dedicare la Basilica della Sacra Famiglia (...) e ho visitato anche una significativa istituzione ecclesiale di carattere benefico e sociale. Sono come due simboli, nella Barcellona di oggi, della fecondità di quella stessa fede, che segnò anche le profondità di questo popolo e che, attraverso la carità e la bellezza del mistero di Dio, contribuisce a creare una società più degna dell’uomo. In effetti, la bellezza, la santità e l’amore di Dio portano l’uomo a vivere nel mondo con speranza”.

“Rientro a Roma” – ha concluso il Pontefice – “dopo aver visitato solo due luoghi della vostra meravigliosa terra. Ciò nonostante, con la preghiera e il pensiero ho desiderato abbracciare tutti gli spagnoli, senza eccezione alcuna, e tanti altri che vivono in mezzo a voi senza essere nati qui. Porto tutti nel mio cuore e prego per tutti, in particolare per coloro che soffrono, e li metto sotto la protezione materna di Maria Santissima, tanto venerata e invocata in Galizia, in Catalogna e nelle altre regioni della Spagna. A Lei chiedo anche che vi ottenga dall’Altissimo copiosi doni celesti, che vi aiutino a vivere come una sola famiglia, guidati dalla luce della fede. Vi benedico nel nome del Signore. Con il suo aiuto, ci rivedremo a Madrid il prossimo anno, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Arrivederci”.

Successivamente il Papa è salito a bordo dell’aereo per Roma, dove è giunto alle 21:00. Dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto il Vaticano in automobile, portando a termine il diciottesimo Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (570)

RELIGIONE E SOCIETÀ: PROSPETTIVE CRISTIANE E MUSULMANE

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2010 (VIS). Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso ed il Centro per il Dialogo Inter-Religioso dell’ "Islamic Culture and Relations Organisation" (Teheran, Iran) hanno organizzato il loro settimo Colloquio, a Teheran, dal 9 all’11 novembre 2010.

Un Comunicato del Dicastero rende noto che: “Il tema dell’incontro, ‘Religione e società: prospettive cristiane e musulmane’ sarà sviluppato in tre sotto-temi. Vi parteciperanno otto membri. Dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso saranno presenti il Presidente, Cardinale Jean-Louis Tauran, il Segretario, Arcivescovo Pier Luigi Celata, e il Capo Ufficio per l’Islam, Monsignor Khaled Akasheh. La Chiesa locale sarà rappresentata dal Presidente della Conferenza Episcopale dell’Iran, Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei e da Don Francesco Pirisi, S.D.B., Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Ispahan dei Latini”.

“Dopo la sessione inaugurale, il Colloquio si svolgerà a porte chiuse. Un comunicato stampa è previsto alla fine dei lavori. Una conferenza, che avrà luogo in una sede universitaria di Teheran, presenterà ad un pubblico di studenti e professori universitari il tema dell’incontro da un punto di vista cristiano”.

Il Comunicato conclude segnalando che: “Dopo l’incontro è prevista una visita a Qom, città santa per gli sciiti, nonché centro principale di ricerca ed insegnamento religioso”.
OP/ VIS 20101108 (210)

domenica 7 novembre 2010

IL PAPA RISPONDE ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Durante il volo verso Santiago de Compostela, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto alle domande dei giornalisti – formulate da Padre Federico Lombardi – che lo hanno accompagnato nel Viaggio Apostolico in Spagna.

EUROPA DEVE APRIRSI TRASCENDENZA E FRATERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Alle 16:30 di questo pomeriggio, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa in occasione dell’Anno Giubilare Compostelano nella Plaza del Obradoiro, così chiamata perché lì si trovavano le botteghe degli scalpellini che tagliavano le pietre per la costruzione della Cattedrale. La Piazza può contenere circa ottomila persone. I fedeli radunati nelle piazze vicine hanno potuto seguire la Celebrazione Eucaristica, alla quale erano presenti i Principi delle Asturie, su megaschermi.

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DELLA “SAGRADA FAMILIA”

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, il Papa, lasciato l’Arcivescovado di Barcelona, si è recato in autovettura panoramica alla Chiesa della “Sagrada Famiglia”, il capolavoro del grande architetto catalano Antoni Gaudí.

sabato 6 novembre 2010

VIVERE ILLUMINATI DALLA VERITÀ DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). All’arrivo alla Chiesa di Santiago di Compostela, Benedetto XVI si è diretto alla Cappella del Santissimo Sacramento per un breve momento di adorazione. Successivamente ha salutato i fedeli dalla Porta della Gloria, che gli scalpellini scolpirono in granito nel secolo XII, e le cui colonne sono adornate da statue di Cristo, degli Apostoli, di santi, di profeti, angeli, mostri simbolici, passaggi della Bibbia.

Dopo l’uscito dalla Porta Reale e l’ingresso dalla Porta Santa, il Papa ha sostato in preghiera silenziosa davanti alla tomba dell’Apostolo, e quindi ha abbracciato la statua dell’Apostolo.

Dopo il saluto dell’Arcivescovo di Santiago de Compostela, Monsignor Julián Barrio Barrio. Il Papa ha pronunciato un discorso.

“Andare in pellegrinaggio non è semplicemente visitare un luogo qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte o storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto, uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è mostrata con particolare splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e santità tra i credenti”

“In questo Anno Santo Compostelano, come Successore di Pietro, ho voluto anch’io venire in pellegrinaggio alla Casa del ‘Señor Santiago’ (San Giacomo), che si appresta a celebrare l’anniversario degli ottocento anni dalla sua consacrazione, per confermare la vostra fede e ravvivare la vostra speranza, e per affidare all’intercessione dell’Apostolo i vostri aneliti, fatiche e opere per il Vangelo. Nell’abbracciare la sua venerata immagine, ho pregato anche per tutti i figli della Chiesa, che ha la sua origine nel mistero di comunione che è Dio”.

“La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli, scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che costituisce la verità più profonda del loro essere, e che è origine della vera libertà”.

“Tra verità e libertà vi è una relazione stretta e necessaria. La ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è la condizione per un’autentica libertà. Non si può vivere l’una senza l’altra. La Chiesa, che desidera servire con tutte le sue forze la persona umana e la sua dignità, è al servizio di entrambe, della verità e della libertà. Non può rinunciare ad esse, perché è in gioco l’essere umano, perché la spinge l’amore all’uomo, ‘il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa’ (Gaudium et spes, 24), e perché senza tale aspirazione alla verità, alla giustizia e alla libertà, l’uomo si perderebbe esso stesso”.

“Permettetemi che da Compostela, cuore spirituale della Galizia e, allo stesso tempo, scuola di universalità senza confini, esorti tutti i fedeli di questa cara Arcidiocesi, e tutti quelli della Chiesa in Spagna, a vivere illuminati dalla verità di Cristo, professando la fede con gioia, coerenza e semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come cittadini”.

“Che la gioia di sentirvi figli amati di Dio vi spinga anche ad una amore sempre più profondo per la Chiesa, collaborando con essa nella sua opera di portare Cristo a tutti gli uomini. Pregate il Padrone della messe, perché molti giovani si consacrino a questa missione nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come sempre, vale la pena dedicarsi per tutta la vita a proporre la novità del Vangelo”.

“Non voglio concludere senza prima esprimere felicitazione e ringraziamento a tutti i cattolici spagnoli per la generosità con la quale sostengono tante istituzioni di carità e di promozione umana. Non stancatevi di mantenere queste opere, che apportano beneficio a tutta la società, e la cui efficacia si è manifestata in modo speciale nell’attuale crisi economica, così come in occasione delle gravi calamità naturali che hanno colpito vari Paesi”.

“Prego l’Altissimo che conceda a tutta l’audacia che ebbe san Giacomo per essere testimone di Cristo Risorto, e così rimaniate fedeli nei cammini della santità e vi spendiate per la gloria di Dio e il bene dei fratelli più abbandonati”.

Alla fine del discorso il Papa ha messo l’incenso nel “botafumeiro” (grande incensiere) che si accende nelle grandi cerimonie e che viene azionato, come vuole la tradizione secolare, mentre si canta l’Inno all’Apostolo San Giacomo – da otto uomini conosciuti con il nome di “tiraboleiros”. Questo rito è sempre molto ammirato dai pellegrini. L’incensiere attuale è alto 1,10m, pesa 50 kg ed è in ottone cromato. Fu realizzato a Santiago alla metà del secolo scorso.

Infine il Papa si è diretto all’Arcivescovado per il pranzo con i Cardinali spagnoli, i membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale ed il Seguito Papale.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (770)

BENEDETTO XVI: VENGO COME PELLEGRINO A SANTIAGO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha iniziato questa mattina il 18° Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato, nelle località spagnole di antica tradizione cattolica: Santiago de Compostela, legata al rito del pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Giacomo, che celebra il suo Anno Giubilare, e Barcelona, dove il Papa consacrerà l’incompiuta Chiesa della “Sagrada Famiglia”, 128 anni dopo l’inizio dei lavori, tuttora in corso.

Santiago de Compostela, prima meta del Viaggio del Santo Padre, deriva il suo nome da quello dell’Apostolo Giacomo il Maggiore (Santiago) e da “campus stellae” (Compostela) in riferimento alla stella che avrebbe indicato il sito dei resti del corpo di San Giacomo, martirizzato e sepolto a Gerusalemme, giunti miracolosamente in Spagna. Nel luogo del ritrovamento avvenuto nell’813, Alfonso II, re delle Asturie e di Galizia, fece costruire una chiesa, affidata poi ai monaci benedettini. Santiago, distrutta nel 997 dall’esercito musulmano di Al-Manssùr, ricostruita da Bermuda II e trasformata in luogo di culto, diventò la terza meta di pellegrinaggi dopo Gerusalemme e Roma. La Città e il Cammino del Pellegrinaggio di Santiago sono stati dichiarati dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, nel 1985.

Il Papa è partito dall’aeroporto romano di Fiumicino alle 8:30 di questa mattina ed è giunto a Santiago de Compostela alle 11:30. Ai piedi della scaletta dell’aereo erano ad accogliere il Pontefice le loro Altezze Reali i Principi delle Asturie, Don Felipe di Borbone e Donna Letizia Ortiz Rocasolano, accompagnati dall’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela.

Alla Cerimonia di benvenuto che si è svolta nei pressi del nuovo Terminal Sud dell’aeroporto inaugurato per l’occasione, erano presenti Autorità politiche del Governo Centrale, dell’Autonomia della Galizia e del Comune di Santiago, i Cardinali spagnoli e il Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale e alcune centinaia di fedeli. Al termine degli onori militari, dell’esecuzione degli Inni nazionali e del discorso del Principe delle Asturie, il Papa si è rivolto ai presenti.

“Vengo come pellegrino in questo Anno Santo Compostelano” – ha detto Benedetto XVI – “e porto nel cuore lo stesso amore a Cristo che spingeva l’Apostolo Paolo a intraprendere i suoi viaggi, con l’anelito di giungere anche in Spagna. Desidero unirmi così alla grande schiera di uomini e donne che, lungo i secoli, sono venuti a Compostela da tutti gli angoli della Penisola Iberica e d’Europa, e anzi del mondo intero, per mettersi ai piedi di san Giacomo e lasciarsi trasformare dalla testimonianza della sua fede. Essi, con le orme dei loro passi e pieni di speranza, andarono creando una via di cultura, di preghiera, di misericordia e di conversione, che si è concretizzata in chiese e ospedali, in ostelli, ponti e monasteri. In questa maniera, la Spagna e l’Europa svilupparono una fisionomia spirituale marcata in modo indelebile dal Vangelo”.

“Proprio come messaggero e testimone del Vangelo” – ha proseguito il Pontefice – “andrò anche a Barcellona, per rinvigorire la fede del suo popolo accogliente e dinamico. Una fede seminata già agli albori del cristianesimo, e che germinò e crebbe al calore di innumerevoli esempi di santità, dando origine a tante istituzioni di beneficenza, cultura ed educazione. Fede che ispirò il geniale architetto Antoni Gaudí a intraprendere in quella città, con il fervore e la collaborazione di molti, quella meraviglia che è la chiesa della Sacra Famiglia. Avrò la gioia di dedicare quella chiesa, nella quale si riflette tutta la grandezza dello spirito umano che si apre a Dio”.

“Provo una gioia profonda nell’essere di nuovo in Spagna, che ha dato al mondo una moltitudine di grandi Santi, fondatori e poeti, come Ignazio di Loyola, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Francesco Saverio, fra tanti altri; Spagna che nel secolo XX ha suscitato nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e di azione apostolica e, negli ultimi decenni, cammina in concordia e unità, in libertà e pace, guardando al futuro con speranza e responsabilità. Mossa dal suo ricco patrimonio di valori umani e spirituali, cerca pure di progredire in mezzo alle difficoltà e offrire la sua solidarietà alla comunità internazionale”.

“Questi apporti e iniziative della vostra lunga storia, e anche di oggi, insieme al significato di questi due luoghi della vostra bella geografia che visiterò in questa occasione, mi spronano ad allargare il mio pensiero a tutti i popoli di Spagna e d’Europa. Come il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che da Compostela esortò il Vecchio Continente a dare nuovo vigore alle sue radici cristiane, anch’io vorrei esortare la Spagna e l’Europa a edificare il loro presente e a progettare il loro futuro a partire dalla verità autentica dell’uomo, dalla libertà che rispetta questa verità e mai la ferisce, e dalla giustizia per tutti, iniziando dai più poveri e derelitti. Una Spagna e un’Europa non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’unico uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene”, ha concluso il Pontefice aggiungendo al termine del suo discorso alcune parole in lingua galiziana:

“Cari amici, vi ripeto la mia gratitudine per il vostro cordiale benvenuto e la vostra presenza in questo aeroporto. Rinnovo il mio affetto e la mia vicinanza agli amatissimi figli di Galizia, di Catalogna e degli altri popoli della Spagna. Nell’affidare all’intercessione di san Giacomo Apostolo la mia presenza tra voi, supplico Dio che giunga a tutti la sua benedizione. Molte grazie”.

Al termine delle cerimonia il Papa i Principi delle Asturie hanno avuto un breve incontro privato nella “Sala de Autoridades” dell’aeroporto. Infine il Papa si è diretto in autovettura alla Cattedrale di Santiago de Compostela.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (950)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Roberto Bordi, O.F.M., Vescovo Ausiliare per il Vicariato Apostolico di El Beni (superficie: 150.686; popolazione: 201.695; cattolici: 161.321; sacerdoti: 19; religiosi: 70; diaconi permanenti: 2), Bolivia. Il Vescovo eletto, è nato a Roma (Italia), nel 1946, ha emesso la professione solenne nell’Ordine dei Frati Minori nel 1969, è stato ordinato diacono nel 1970 e sacerdote nel 1971. È stato finora Parroco a Magdalena, nel Vicariato Apostolico di El Beni (Bolivia).
NEA/ VIS 20101106 (90)

venerdì 5 novembre 2010

VITA CONSACRATA UN BENE PER TUTTA LA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

“I religiosi e le religiose” – ha detto il Papa – “ci ricordano oggi una pianta piena di rami che affonda la sue radici nel Vangelo e dà frutti copiosi in ogni epoca della Chiesa. ‘Poiché la carità è il primo frutto dello Spirito ed il più grande di tutti i carismi, una comunità religiosa arricchisce la Chiesa, della quale è parte viva, in primo luogo con il suo amore: ama la sua Chiesa particolare, la arricchisce con i suoi carismi e la rende disponibile ad una dimensione più universale’”.

In merito alla “diminuzione dei membri in molti Istituti e dell’invecchiamento degli stessi, evidente in alcune parti del mondo, alcuni” – ha affermato il Papa – “si domandano se la vita consacrata continua ad essere una proposta in grado di attrarre i giovani e le giovani”.

La vita consacrata in quanto tale, ha proseguito il Pontefice “ha origine nel Signore, che scelse per sé questo modo di vivere nella castità, nella povertà e nell’obbedienza. La vita consacrata non potrà mai mancare né morire nella Chiesa: fu amata da Gesù e considerata come parte inamovibile della sua Chiesa. Per questo motivo l’appello all’impegno generale nella pastorale vocazionale: se la vita consacrata è un bene di tutta la Chiesa, che interessa tutti, anche la pastorale che cerca di promuovere le vocazioni alla vita consacrata deve essere un impegno sentito da tutti: vescovi, sacerdoti, religiosi e laici”.

“Come afferma il decreto conciliare ‘Perfectae caritatis’, ‘il rinnovamento e l’adattamento degli istituti dipende principalmente dalla formazione dei suoi membri’. Si tratta di un’affermazione fondamentale per ogni forma di vita consacrata. La capacità formativa di un Istituto, nella fase iniziale e nelle fasi successive, è fondamentale per tutto il processo di rinnovamento”.

Benedetto XVI ha concluso esortando i Vescovi a trasmettere “la viva gratitudine” del Papa alle persone consacrate e a dire loro che il Papa le ricorda tutti nelle sue preghiere, “in particolare le persone anziane e i malati e quanti attraversano momenti di crisi e di solitudine, o soffrano e si sentano confusi, ed infine i giovani e le giovani che bussano alla porta degli Istituti e chiedono di dedicarsi a Gesù Cristo vivendo con radicalità il Vangelo”.
AL/ VIS 20101105 (400)

CALENDARIO CELEBRAZIONI SANTO PADRE NOVEMBRE-GENNAIO

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di novembre, dicembre e gennaio 2011:

NOVEMBRE:

Sabato 20: Alle 10:30, nella Basilica Vaticana, Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi Cardinali.

Domenica 21: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo, alle 9:30 nella Basilica Vaticana, Santa Messa e consegna dell’anello cardinalizio.

Domenica 27: I Domenica di Avvento, alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri.

DICEMBRE

Mercoledì, 8: Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, alle 16:00, in Piazza di Spagna, Atto di venerazione all’Immacolata.

Domenica 12: III Domenica di Avvento: Visita Pastorale alla Parrocchia romana “San Massimiliano Kolbe”, a Via Prenestina (Torre Angela), ore 9:00 Santa Messa.

Giovedì 16: Alle 18:00 nella Basilica Vaticana, Vespri con gli Universitari degli Atenei Romani.

Venerdì 24: Solennità del Natale del Signore. Alle 22:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa della Notte.

Sabato 25: Solennità del Natale del Signore. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle 12:00, Benedizione “Urbi et Orbi”.

Venerdì 31: Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri e Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso.

GENNAIO 2011

Sabato 1: Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, XLIV Giornata Mondiale della Pace, alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Giovedì 6: Solennità dell’Epifania del Signore, alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Domenica 9 dopo l’Epifania: Festa del Battesimo del Signore: alle 10:00, nella Cappella Sistina, Santa Messa e Battesimo di alcuni bambini.

Martedì 25: Festa della Conversione di San Paolo Apostolo: Basilica di San Paolo fuori le Mura, ore 17:30: Celebrazione dei Vespri.
OCL/ VIS 20101105 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate dodici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Moacyr José Vitti, C.S.S., di Curitiba, con gli Ausiliari: Vescovo João Carlos Seneme, C.S.S. e Vescovo Rafael Biernaski.

- Il Vescovo Antônio Wagner da Silva, S.C.I., di Guarapuava, con l’emerito Vescovo Giovanni Zerbini, S.D.B.

- Il Vescovo João Alves dos Santos, O.F.M.Cap., di Paranaguá.

- Il Vescovo Sérgio Arthur Braschi, di Ponta Grossa.

- Il Vescovo Ladislau Biernaski, C.M., di São José dos Pinhais.

- Il Vescovo João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., di União da Vitória.

- L’Arcivescovo Orlando Brandes, di Condrina.

- Il Vescovo Celso Antônio Marchiori, di Apucarana.

- Il Vescovo Getúlio Teixeira Guimarães, S.V.D., di Cornélio Procópio.
AL/ VIS 20101105 (140)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Francisco Batistela, C.SS.R., emerito di Bom Jesus da Lapa (Brasile), il 20 ottobre, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Jesús Mateo Calderón Barrueto, O.P., emerito di Puno (Perù), il 28 ottobre, all’età di 90 anni.

- Il Vescovo Aldo Lazzarin Stella, O.S.M., già Vicario Apostolico di Aysén (Cile), il 16 ottobre, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Emmanuel Lê Phong Thuân, di Cân Tho (Viêt Nam), il 17 ottobre, all’età di 79 anni.
.../ VIS 20101105 (100)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). In occasione del Viaggio Apostolico a Santiago de Compostela e a Barcelona (Spagna), il servizio del V.I.S. sarà trasmesso anche sabato 6 e domenica 7 novembre.
.../ VIS 20101105 (30)

giovedì 4 novembre 2010

SANTA MESSA IN SUFFRAGIO DEI CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Come di consueto nel mese di novembre, il Papa ha celebrato, questa mattina, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’anno. Con il Papa hanno concelebrato i Membri del Collegio Cardinalizio.

Benedetto XVI ha ricordato all’inizio dell’omelia i nomi dei Cardinali defunti negli ultimi dodici mesi: Peter Seiichi Shirayanagi, Cahal Brendan Daly, Armand Gaétan Razafindratandra, Thomas Spidlik, Paul Augstin Mayer, Luigi Poggi, esprimendo sentimenti di affetto per tutti loro e per i numerosi Arcivescovi e Vescovi mancati nel corso di quest’ultimo anno.

“Questi venerati nostri Fratelli amiamo ricordarli” – ha detto il Papa – “come Pastori zelanti, il cui ministero è stato sempre segnato dall'orizzonte escatologico che anima la speranza nella felicità senz'ombra a noi promessa dopo questa vita; come testimoni del Vangelo (...); come cristiani e Pastori animati da profonda fede, dal vivo desiderio di conformarsi a Gesù”.

“L’espressione ‘vita eterna’ (...) designa il dono divino concesso all’umanità: la comunione con Dio in questo mondo e la sua pienezza in quello futuro. La vita eterna ci è stata aperta dal Mistero Pasquale di Cristo e la fede è la via per raggiungerla”. Citando le parole rivolte da Gesù a Nicodemo, riportate nel Vangelo di oggi, il Papa ha spiegato che in questa conversazione Cristo “svela il senso più profondo di quell’evento di salvezza, rapportandolo alla propria morte e risurrezione: il Figlio dell’uomo deve essere innalzato sul legno della Croce perché chi crede in Lui abbia la vita. (...) La Croce, paradossalmente, da segno di condanna, di morte, di fallimento, diventa segno di redenzione, di vita, di vittoria, in cui, con sguardo di fede, si possono scorgere i frutti della salvezza”.

“Il senso salvifico della Croce, (...) consiste nell’immenso amore di Dio e nel dono del Figlio unigenito (...) I verbi ‘amare’ e ‘dare’ indicano un atto decisivo e definitivo che esprime la radicalità con cui Dio si è avvicinato all’uomo nell’amore, fino al dono totale (...) calandosi nell’abisso del nostro estremo abbandono, oltrepassando la porta della morte. L’oggetto e il beneficiario dell’amore divino è il mondo, cioè l’umanità. È una parola che cancella completamente l’idea di un Dio lontano ed estraneo al cammino dell’uomo, e svela, piuttosto, il suo vero volto (...). Dio (...) ama senza misura. Non manifesta la sua onnipotenza nel castigo, ma nella misericordia e nel perdono”.

“Gesù è venuto per salvare e non per condannare; con il Sacrificio della Croce egli rivela il volto di amore di Dio. E proprio per la fede nell’amore sovrabbondante donatoci in Cristo Gesù, noi sappiamo che anche la più piccola forza di amore è più grande della massima forza distruttrice e può trasformare il mondo, e per questa stessa fede noi possiamo avere una ‘speranza affidabile’, quella nella vita eterna e nella risurrezione della carne”.
HML/ VIS 20101104 (480)

IV CENTENARIO CANONIZZAZIONE SAN CARLO BORROMEO

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano (Italia), in occasione del IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo, il 1° novembre 1610.

“L’epoca in cui visse Carlo Borromeo fu assai delicata per la Cristianità” – scrive il Papa – “In tempi oscurati da numerose prove per la Comunità cristiana, con divisioni e confusioni dottrinali, con l’annebbiamento della purezza della fede e dei costumi e con il cattivo esempio di vari sacri ministri, Carlo Borromeo non si limitò a deplorare o a condannare, né semplicemente ad auspicare l’altrui cambiamento, ma iniziò a riformare la sua propria vita”.

“Egli era consapevole che una seria e credibile riforma doveva cominciare proprio dai Pastori (...). In tale azione di riforma” – scrive ancora Benedetto XVI – “seppe attingere alle sorgenti tradizionali e sempre vive della santità della Chiesa cattolica: la centralità dell’Eucaristia (...); la spiritualità della Croce (...); l’assidua frequenza ai Sacramenti (...); la Parola di Dio (...); l’amore e la devozione per il Sommo Pontefice, nell’obbedienza pronta e filiale alle sue indicazioni, come garanzia di vera e piena comunione ecclesiale”.

“L’esempio di san Carlo ci sproni a partire sempre da un serio impegno di conversione personale e comunitaria (...). Incoraggio in modo particolare i sacri ministri, presbiteri e diaconi, a fare della loro vita un coraggioso cammino di santità (...). Cari fratelli nel ministero, la Chiesa ambrosiana possa trovare sempre in voi una fede limpida e una vita sobria e pura, che rinnovino l’ardore apostolico che fu di sant’Ambrogio, di san Carlo e di tanti vostri santi Pastori!”.

“San Carlo fu riconosciuto, poi, come vero padre amorevole dei poveri” – scrive ancora il Pontefice – “Fondò istituzioni finalizzate all’assistenza e al recupero delle persone bisognose; ma la sua carità verso i poveri e i sofferenti rifulse in modo straordinario durante la peste del 1576, quando il santo Arcivescovo volle rimanere in mezzo al suo popolo, per incoraggiarlo, per servirlo e per difenderlo con le armi della preghiera, della penitenza e dell’amore”.

“Non si potrebbe comprendere, però, la carità di san Carlo Borromeo se non si conoscesse il suo rapporto di amore appassionato con il Signore Gesù. (...) Lo sguardo contemplativo al santo Mistero dell’Altare e al Crocifisso risvegliava in lui sentimenti di compassione per le miserie degli uomini e accendeva nel suo cuore l’ansia apostolica di portare a tutti l’annuncio evangelico”.

“Facciamo dell’Eucaristia il vero centro delle nostre comunità e lasciamoci educare e plasmare da questo abisso di carità! Ogni opera apostolica e caritativa prenderà vigore e fecondità da questa sorgente!”.

“Cari giovani (...) Come san Carlo, anche voi potete fare della vostra giovinezza un’offerta a Cristo e ai fratelli. (...) Voi, cari giovani, non siete solo la speranza della Chiesa; voi fate già parte del suo presente! E se avrete l’audacia di credere alla santità, sarete il tesoro più grande della vostra Chiesa ambrosiana, che si è edificata sui Santi”.
MESS/ VIS 20101104 (500)
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