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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 18 dicembre 2009

APPROFONDIRE SAPIENZA CONSERVANDO SEMPLICITÀ SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri alle 17:30, come di consueto nel periodo pre-natalizio, il Santo Padre ha presieduto, nella Basilica di San Pietro, la Celebrazione dei Vespri con gli Universitari degli Atenei romani, dedicando l'omelia al tema della Sapienza.

  "Quella che nasce a Betlemme" - ha detto il Papa nell'omelia - "è la Sapienza di Dio. (...) Nella pienezza dei tempi, questa Sapienza ha assunto un volto umano, il volto di Gesù. (...) Il paradosso cristiano consiste proprio nell'identificazione della Sapienza divina, cioè il 'Logos' eterno, con l'uomo Gesù di Nazaret e con la sua storia. (...) Dunque, la Sapienza che questa sera invochiamo è il Figlio di Dio, la seconda persona della Santissima Trinità; è il Verbo (...) che con il Padre e lo Spirito Santo ha creato tutte le cose e che 'si è fatto carne'".

  "Un professore cristiano, o un giovane studente cristiano, porta dentro di sé l'amore appassionato per questa Sapienza! Legge tutto alla sua luce (...). Senza di Lei niente è stato fatto di tutto ciò che esiste e dunque in ogni realtà creata se ne può intravedere un riflesso, evidentemente secondo gradi e modalità differenti. Tutto ciò che viene recepito dall'intelligenza umana (...), in qualche modo e misura, partecipa della Sapienza creatrice. Qui, in ultima analisi, sta anche la possibilità stessa dello studio, della ricerca, del dialogo scientifico in ogni campo del sapere".

  "A questo punto" - ha proseguito il Pontefice - "domandiamoci: chi c'era - la notte di Natale - alla Grotta di Betlemme? Chi ha accolto la Sapienza quando è nata? (...) Non dottori della legge, scribi o sapienti. C'erano Maria e Giuseppe, e poi i pastori. Che significa questo? (...) Ma allora non serve studiare? O addirittura è nocivo, controproducente per conoscere la verità?".

  "La storia di duemila anni di cristianesimo esclude quest'ultima ipotesi, e ci suggerisce quella giusta: si tratta di studiare, di approfondire le conoscenze mantenendo un animo da 'piccoli', uno spirito umile e semplice, come quello di Maria, la 'Sede della Sapienza'". Nella Grotta di Betlemme, "ciascuno di noi può scoprire la verità su Dio e quella sull'uomo. In quel Bambino, nato dalla Vergine, esse si sono incontrate: l'anelito dell'uomo alla vita eterna ha intenerito il cuore di Dio, che non si è vergognato di assumere la condizione umana".

  Il Santo Padre ha ricordato agli universitari che "aiutare gli altri a scoprire il vero volto di Dio è la prima forma di carità, che per voi assume la qualifica di carità intellettuale". Successivamente, nel menzionare il tema della pastorale universitaria di quest'anno, "Eucaristia e carità intellettuale", Benedetto XVI ha spiegato che essa è "una scelta impegnativa ma appropriata. Infatti, in ogni Celebrazione eucaristica Dio viene nella storia in Gesù Cristo, nella sua Parola e nel suo Corpo, donandoci quella carità che ci permette di servire l'uomo nella sua concreta esistenza".

  Infine il Papa ha auspicato che "tutti gli Atenei" siano "luoghi di formazione di autentici operatori della carità intellettuale. Da essi dipende largamente il futuro della società, soprattutto nell'elaborazione di una nuova sintesi umanistica e di una nuova capacità progettuale".

  Al termine della celebrazione, la Delegazione universitaria australiana ha consegnato alla Delegazione universitaria africana l'icona di Maria Sede della Sapienza ed il Papa ha affidato alla Vergine tutti gli universitari del continente africano, esprimendo il suo apprezzamento per la cooperazione che al termine dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, si è sviluppata tra gli Atenei di Roma e quelli africani.
HML/VESPRI/UNIVERSITARI                           VIS 20091218 (560)


CONVENZIONE MONETARIA CITTÀ VATICANO E UNIONE EUROPEA


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Nella serata di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che il 17 dicembre 2009, è stata sottoscritta a Bruxelles la Convenzione monetaria tra lo Stato della Città del Vaticano e l'Unione Europea.

  A nome della Santa Sede in qualità di rappresentante dello Stato della Città del Vaticano, ha firmato l'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea, ed il Signor Joaquín Almunia, Membro della Commissione europea, ha firmato per conto dell'Unione Europea.

  Le disposizioni della nuova Convenzione, che sostituisce la Convenzione monetaria del 29 dicembre 2000, con la quale si introduceva nello Stato della Città del Vaticano l'euro come moneta ufficiale, entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2010.
.../CONVENZIONE MONETARIA/SANTA SEDE:UE               VIS 20091218 (130)


ABETE DELLE ARDENNE IN PIAZZA SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Vallonia, regione belga che quest'anno dona al Papa l'Albero di Natale, ogni anno collocato accanto al Presepe allestito in Piazza San Pietro.

  L'abete, le cui luci saranno accese questa sera, proviene dalla zona delle Ardenne, una delle regioni più verdi d'Europa. Alto 30 metri, con un diametro di 7, l'abete pesa 7 tonnellate ed i rami più bassi misurano 10 metri di lunghezza. Insieme a questo esemplare di "Epicea abies", ci saranno altri 45 abeti provenienti dalla medesima regione, che saranno collocati in diversi luoghi del Vaticano.

  "Il destino di questo albero" - ha detto il Papa - "è paragonabile a quello dei pastori: vegliando nelle tenebre della notte, eccoli  illuminati dal messaggio degli angeli. (...) Ornato al lato del presepio, l'abete manifesta, a suo modo, la presenza del grande mistero presente nel luogo semplice e povero di Betlemme. Agli abitanti di Roma, a tutti i pellegrini, a tutti coloro che vedranno Piazza San Pietro grazie alle immagini delle televisioni di tutto il mondo, esso proclama l'avvento del Figlio di Dio e tramite Lui, il suolo del vostro Paese e la fede delle comunità cristiane della vostra Regione salutano il Dio-Bambino.
AC/ABETE NATALE/ARDENNE                           VIS 20091218 (260)


SANTA SEDE SI ADOPERA DIFESA AMBIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato l'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Capo della Delegazione della Santa Sede alla Conferenza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite relativo ai mutamenti climatici, in corso in questi giorni a Copenhagen (Danimarca).

  "La Santa Sede" - ha detto il Nunzio nel suo discorso - "nel piccolo Stato della Città del Vaticano, compie significativi sforzi nella protezione dell'ambiente promuovendo e realizzando la diversificazione nei progetti energetici volti allo sviluppo dell'energia rinnovabile, finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 e al consumo di combustibile fossile".

  "Inoltre, la Santa Sede intende ribadire la necessità di diffondere un'educazione alla responsabilità ambientale, che anche cerchi di salvaguardare le condizioni morali per una autentica colonia morale. Molte istituzioni educative cattoliche sono impegnate nel promuovere tale modello educativo, nelle scuole e nelle università. Inoltre, le Conferenze Episcopali, le Diocesi, le Parrocchie e le Organizzazioni non Governative di orientamento confessionale, si sono dedicate alla difesa e alla gestione di programmi ecologici per un certo numero di anni".

  "Tali iniziative comporteranno un mutamento degli stili di vita, mentre i modelli di consumo e produzione correnti e dominanti sono spesso insostenibili dal punto di vista di un'analisi sociale, ambientale, economica e morale. Abbiamo il dovere di salvaguardare la creazione - il suolo, l'acqua e l'aria - come un dono affidato ad ognuno, ma dobbiamo anche e soprattutto impedire che l'umanità si autodistrugga. La distruzione della natura è direttamente connessa alla cultura che forgia l'umana coesistenza: quando l'ecologia umana viene rispettata nell'ambito della società, l'ecologia ambientale ne trarrà beneficio. Il modo in cui l'umanità tratta l'ambiente influenza il modo in cui essa tratta se stessa".
DELSS/AMBIENTE/COPENHAGEN                       VIS 20091218 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

    - Il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Vescovo emerito di Hong Kong (Cina).
AP/.../...                                         VIS 20091218 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Stephen Brislin, Arcivescovo di Cape Town (superficie: 30.372; popolazione: 2.740.000; cattolici: 217.000; sacerdoti: 115; religiosi: 271; diaconi permanenti: 57), Sud Africa. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Kroonstad (Sud Africa), succede all'Arcivescovo Lawrence Patrick Henry, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gianfranco Agostino Gardin, O.F.M.Conv., Arcivescovo-Vescovo di Treviso (superficie: 2.194; popolazione: 857.000; cattolici: 793.200; sacerdoti: 631; religiosi: 1.108; diaconi permanenti: 19), Italia, con il titolo di Arcivescovo "ad personam". L'Arcivescovo eletto nato a San Polo di Piave (Italia), nel 1944, ha emesso la Professione solenne nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. E' stato finora Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica.

- Il Monsignore Arnaud Bérard, Capo Ufficio nella Congregazione per le Chiese Orientali.
NER:RE/.../...                                       VIS 20091218 (170)


giovedì 17 dicembre 2009

MESSA CELEBRATA PAPA 90° COMPLEANNO CARDINALE SPIDLIK

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, in occasione del 90° compleanno del Cardinale Tomas Spidlik, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa nella Cappella Redemptoris Mater con la comunità del Centro "Aletti" di Roma, dove il Porporato risiede.
.../COMPLEANNO/SPIDLIK                                     VIS 20091217 (50)

RELIGIONI FORZA DI PACE E RICONCILIAZIONE


CITTÀ DEL VATICANO, 17 DIC 2009 (VIS). - Il Papa ha ricevuto oggi i nuovi Ambasciatori di Danimarca, Signor Hans Kingenberg; Uganda, Signor Francis K. Butagira; Sudan, Signor Sulieman Mohamad Mustafa; Kenia, Signor Elkanah Odembo; Kazakistan, Signor Mukhtar B. Tileuberdi; Bangladesh, Signor Abdul Hannan; Finlandia, Signor Alpo Rusi; e Lettonia, Signor Einars Semanis, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel discorso ai diplomatici, il Santo Padre ha fatto riferimento alla necessità di "una giusta relazione tra l'essere umano e la creazione in cui vive ed opera". Al riguardo, il Pontefice ha sottolineato la responsabilità nei confronti dell'ambiente poiché la sua "continua degradazione è una minaccia diretta alla sopravvivenza dell'uomo e al suo sviluppo; e corre il rischio di minacciare direttamente la pace tra le persone e i popoli".

  Benedetto XVI ha incoraggiato le autorità politiche dei Paesi che rappresentano i nuovi Ambasciatori, e tutte le Nazioni, a "rafforzare la loro azione in favore della salvaguardia dell'ambiente, ma anche - poiché il problema non si può  affrontare unicamente a livello particolare di ogni singolo paese - ad essere una forza propositiva ed uno stimolo per raggiungere accordi internazionali vincolanti utili e giusti per tutti".

  Il Papa ha ribadito la vitale importanza di un "cambiamento o trasformazione del modello di sviluppo attuale delle nostre società" ed ha affermato che "la Chiesa propone che tale profondo cambiamento (...) sia orientato secondo il principio di sviluppo integrale della persona umana".

  "E' vero" - ha affermato il Santo Padre - "che nella storia le religioni erano frequentemente un fattore di conflitto, ma è anche vero che le religioni vissute secondo la loro essenza profonda erano e sono una forza di riconciliazione e di pace. Nell'attuale momento storico le religioni devono anche, attraverso il dialogo franco e sincero, cercare la via della purificazione per corrispondere sempre di più alla loro vocazione".

  "La coesistenza pacifica delle varie religioni in ogni nazione a volte è difficile. Più che un problema politico, questa coesistenza è un problema religioso che si presenta all'interno di ognuna di queste tradizioni. Ogni credente è chiamato ad interrogare Dio sulla Sua Volontà a proposito delle singole situazioni umane".

  "Per l'uomo di fede o l'uomo di buona volontà, la risoluzione dei conflitti umani e la delicata coabitazione delle differenti espressioni religiose si possono trasformare in una coesistenza umana, in un ordine pieno di bontà e saggezza, che ha origine e dinamismo in Dio. Questa coesione nel rispetto della natura delle cose e della saggezza inerente che viene da Dio - 'la tranquillitas ordinis' - si chiama pace".

  Il Santo Padre ha segnalato che "la pace tanto desiderata non nascerà che dall'azione congiunta dell'individuo, che scopre la sua vera natura in Dio, e dei responsabili delle società civili e religiose le quali - nel rispetto della dignità e della fede di ognuno - sapranno riconoscere e dare alla religione il suo nobile ed autentico ruolo di realizzazione e perfezionamento della persona umana. Si tratta di una ricomposizione globale, temporale e spirituale, che permette un nuovo slancio verso la pace che Dio desidera universale".
AC/LETTERE CREDENZIALI/...                           VIS 20091217 (470)


MESSAGGIO PERENNE VANGELO SOCIETÀ SECOLARIZZATA


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Bielorussia al termine della "Visita ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha iniziato il suo discorso ricordando ai Presuli che "è particolarmente importante (...) annunciare con rinnovato entusiasmo ed incisività il perenne Messaggio del Vangelo in una società che non è immune dalle tentazioni della secolarizzazione, dell'edonismo e del relativismo: i problemi della denatalità, della fragilità delle famiglie e dell'illusione di trovare fortuna al di fuori della propria terra ne sono un segno".

  "Di fronte a tali sfide, compito urgente dei Pastori è di evidenziare la forza della fede" - ha ribadito il Pontefice - "una fede radicata in una solida tradizione, per contribuire a preservare la profonda identità cristiana della Nazione, nel dialogo rispettoso con le altre culture e religioni".

  "Per raggiungere tale obiettivo" - ha detto il Papa ai Presuli della Bielorussia - "è necessario che (...) abbiate grande cura nel formulare programmi e promuovere metodi pastorali più adeguati, ponendo in atto le decisioni della Conferenza Episcopale. Tale rinnovata testimonianza di unità, oltre che giovare all'annuncio del Vangelo, favorirà il rapporto con l'Autorità civile e, particolarmente, le relazioni ecumeniche".

  Successivamente il Santo Padre ha menzionato il tema dell'educazione ed ha affermato: "Oggi viviamo in una sorta di 'emergenza' in questo delicato ed essenziale settore, ed è necessario moltiplicare gli sforzi per offrire, in primo luogo alle nuove generazioni, una valida formazione". In particolare il Santo Padre, riferendosi ai candidati al sacerdozio, ha esortato i Vescovi con queste parole: "Vi invito a vigilare attentamente affinché i candidati al sacerdozio ricevano una solida e rigorosa formazione spirituale e teologica e siano debitamente guidati nel compiere una seria e profonda verifica della chiamata divina. L'attuale situazione della nostra società richiede un discernimento particolarmente attento".

  "Occorre, inoltre, avere sempre presente che il Signore vi chiama, come Pastori della Chiesa, a saper discernere ogni ministero destinato all'edificazione del corpo ecclesiale, anche di carattere laicale, culturale e civile, perché tutti contribuiscano a far crescere il Regno di Dio in Bielorussia, nello spirito di una vera e reale comunione per richiamare quei valori cristiani che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della civiltà europea".

  "Anche le Chiese Ortodosse, come la Chiesa Cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "sono fortemente impegnate a riflettere su come rispondere alle sfide del nostro tempo per trasmettere con fedeltà il Messaggio di Cristo. Accogliendo l'invito emerso nel recente incontro cattolico-ortodosso di Cipro, occorre intensificare il comune cammino in tale direzione". In merito "un significativo apporto potrà essere offerto dalla piccola, ma fervente Comunità greco-cattolica presente nel Paese".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando il suo recente incontro con il Presidente della Repubblica di Bielorussia che ha affermato: "La volontà delle parti di stipulare un Accordo, di cui è in corso l'elaborazione. Inoltre" - ha aggiunto il Papa - "ho sottolineato la particolare attenzione con la quale questa Sede Apostolica, come pure la Conferenza Episcopale, seguono le vicende del Paese e l'impegno di fattiva collaborazione su materie di comune interesse, al fine di promuovere, nel rispetto delle competenze di ciascun ambito, il bene dei cittadini".
AL/AD LIMINA/BIELORUSSIA                           VIS 20091217 (600)


COMUNICATO RIDUZIONE STATO LAICALE MILINGO


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi il seguente Comunicato:

  "Da diversi anni la Chiesa segue con particolare sofferenza gli sviluppi legati agli incresciosi comportamenti dell'Arcivescovo Emerito di Lusaka, Emmanuel Milingo. Numerosi sono stati  i tentativi intrapresi per riportare il Signor Emmanuel Milingo alla comunione con la Chiesa Cattolica, cercando anche forme adeguate per consentirgli di esercitare il ministero episcopale, con un coinvolgimento diretto da parte dei Sommi Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che personalmente e con spirito di paterna sollecitudine seguivano il Signor Milingo".

  "In questa triste vicenda, già nell'anno 2001 egli si era trovato nella condizione di irregolarità a seguito dell'attentato matrimonio con la Signora Maria Sung, incorrendo nella pena medicinale di sospensione (cfr cann. 1044 1, n. 3; 1394 § 1 C.I.C.). Successivamente si era posto a capo di alcune correnti per l'abolizione del Celibato sacerdotale e non mancava di moltiplicare i suoi interventi nei mezzi di comunicazione sociale, in aperta ribellione ai ripetuti interventi della Santa Sede e creando grave sconcerto e scandalo nei fedeli. In particolare, il 24 settembre 2006 il Signor Milingo aveva effettuato a Washington l'ordinazione di quattro vescovi senza mandato pontificio".

  "Egli incorse pertanto nella pena della scomunica latae sententiae (can. 1382 C.I.C.), dichiarata dalla Santa Sede il 26 settembre 2006 e che rimane in vigore. Purtroppo il predetto Signor Milingo non ha dato prove dello sperato pentimento in vista del ritorno alla piena comunione con il Sommo Pontefice e con i membri del Collegio episcopale, ma ha continuato nell'esercizio illegittimo degli atti dell'ufficio episcopale, attentando nuovi delitti contro l'unità della santa Chiesa. In particolare, nei mesi scorsi egli ha proceduto ad alcune nuove ordinazioni episcopali".

  "Tali gravi delitti, recentemente accertati, che sono da ritenere segno comprovante della persistente contumacia del Signor Emmanuel Milingo, hanno costretto la Sede Apostolica ad aggiungergli l'ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale".

  "Secondo il disposto del can. 292 del Codice di Diritto Canonico l'ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale, che ora si aggiunge alla grave pena della scomunica, comporta le seguenti conseguenze: la perdita dei diritti e dei doveri connessi allo stato clericale, eccetto l'obbligo del Celibato; la proibizione dell'esercizio del ministero, salvo il disposto del can. 976 del Codice di Diritto Canonico per i casi di pericolo di morte; la privazione di tutti gli uffici, di tutti gli incarichi e di qualsiasi potestà delegata, nonché il divieto di utilizzare l'abito ecclesiastico. Di conseguenza, risulta illegittima la partecipazione dei fedeli ad eventuali nuove celebrazioni promosse dal Signor Emmanuel Milingo".

  "Si deve rilevare che la dimissione dallo stato clericale di un Vescovo è un fatto del tutto eccezionale, a cui la Santa Sede si è vista costretta per la gravità delle conseguenze che derivavano per la comunione ecclesiale dal susseguirsi di ordinazioni episcopali senza mandato pontificio; la Chiesa conserva tuttavia la speranza nel suo ravvedimento".

  "Circa le persone ordinate recentemente dal Signor Milingo è ben nota la disciplina della Chiesa riguardante la pena della scomunica latae sententiae per quelli che ricevono la consacrazione episcopale senza Mandato Pontificio (can. 1382 C.I.C.). Esprimendo speranza nella loro conversione, la Chiesa rinnova quanto già dichiarato il 26 settembre 2006, ovvero che Essa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate e pertanto lo stato canonico dei presunti vescovi resta quello in cui si trovavano prima dell'ordinazione conferita da su menzionato Signor Milingo".

  "In quest'ora segnata da un profondo dolore della Comunità ecclesiale per i gravi gesti compiuti dal Signor Milingo, si affida alla forza della preghiera il ravvedimento del colpevole e quello di quanti - Sacerdoti o fedeli laici - hanno in qualche modo collaborato con lui nel porre atti contro l'unità della Chiesa di Cristo".
OP/MILINGO:STATO LAICALE/...                       VIS 20091217 (640)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Vescovo Wladislaw Blin, di Vitebsk (Bielorussia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Reverendo Archimandrita Jan Sergiusz Gajek, M.I.C., Visitatore Apostolico per i Greco-Cattolici in Bielorussia, in Visita "ad Limina Apostolorum".
AL/.../...                                         VIS 20091217 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Limerick (Irlanda), presentata dal Vescovo Donal Brendan Murray, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../MURRAY                                     VIS 20091217 (50)

mercoledì 16 dicembre 2009

JOHN OF SALISBURY: DIRITTO NATURALE ISPIRI ORDINE GIURIDICO


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, alla figura di John of Salisbury, filosofo e teologo nato in Inghilterra al principio del XII secolo.

  Educato a Parigi e a Chartres, John of Salisbury fu segretario e consigliere di diversi Presuli della sede di Canterbury, ponendo al loro servizio la sua vasta cultura e la sua intensa attività diplomatica. John of Salisbury rimase anche al servizio di San Tommaso Becket e lo seguì nell'esilio in Francia, quando questi si oppose al Re Enrico II che intendeva affermare la sua autorità sulla vita interna della Chiesa, limitandone la libertà. John - ha detto il Papa - "continuò a servire fedelmente anche il successore di Tommaso, fino a quando venne eletto Vescovo di Chartres, dove rimase dal 1176 al 1180, anno della sua morte".

  Successivamente il Papa ha citato le opere fondamentali di John of Salisbury, il "Metaloghicón" (In difesa della logica) e il "Polycráticus" (L'uomo di Governo). Nella prima opera John of Salisbury scrive: "Il credente e il teologo, che approfondiscono il tesoro della fede, si aprono anche a un sapere pratico, che guida le azioni quotidiane, cioè alle leggi morali e all'esercizio delle virtù".

  La tesi centrale del Polycráticus è che "esiste, (...), anche una verità oggettiva e immutabile, la cui origine è in Dio, accessibile alla ragione umana e che riguarda l'agire pratico e sociale. Si tratta di un diritto naturale, al quale le leggi umane e le autorità politiche e religiose devono ispirarsi, affinché possano promuovere il bene comune. (...) Questa legge naturale è caratterizzata da una proprietà che Giovanni chiama 'equità', cioè l'attribuzione a ogni persona dei suoi diritti. Da essa discendono precetti che sono legittimi presso tutti i popoli, e che non possono in nessun caso essere abrogati".

  "Il tema del rapporto tra legge naturale" - ha detto ancora Benedetto XVI - "e ordinamento giuridico-positivo, mediato dall'equità, è ancor oggi di grande importanza. (...) Nel nostro tempo, infatti, soprattutto in alcuni Paesi, assistiamo a uno scollamento preoccupante tra la ragione, che ha il compito di scoprire i valori etici legati alla dignità della persona umana, e la libertà, che ha la responsabilità di accoglierli e promuoverli".

  "Forse John of Salisbury ci ricorderebbe oggi che sono conformi all'equità solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell'aborto, dell'eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra l'uomo e la donna, che si ispirano a una corretta laicità dello Stato - laicità che comporta pur sempre la salvaguardia della libertà religiosa -, e che perseguono la sussidiarietà e la solidarietà a livello nazionale e internazionale".

  "Diversamente" - ha concluso il Pontefice - "finirebbe per instaurarsi quella che John of Salisbury definisce la 'tirannia del principe' o, diremmo noi, 'la dittatura del relativismo': un relativismo che, come ricordavo qualche anno fa, 'non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie'".
AG/JOHN OF SALISBURY/...                           VIS 20091216 (510)


PAPA NOMINATO CITTADINO ONORARIO DI INTROD


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stata conferita al Santo Padre Benedetto XVI la cittadinanza onoraria del Comune di Introd, in Valle d'Aosta, dove il Papa ha trascorso alcuni periodi di riposo estivo.

  Nel ringraziare il Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Signor Augusto Rollandin ed il Sindaco di Introd, Signor Osvaldo Naudin, il Santo Padre ha ricordato che ad Introd ha potuto trascorrere "indimenticabili periodi di riposo, circondato dallo splendido panorama alpino, che favorisce l'incontro con il Creatore e ritempra lo spirito".

  "Sono contento di apprendere dalle parole del Sindaco che la mia presenza in Valle d'Aosta, e ancor prima quella del mio amato predecessore Giovanni Paolo II, hanno favorito la crescita nella fede di quelle popolazioni a me tanto care e ricche di tradizioni cristiane e di tanti segni di vitalità religiosa".

  Il Santo Padre ha elogiato anche la solerte guida pastorale della Chiesa in Valle d'Aosta, del Vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi, "particolarmente in una società che alimenta soprattutto nelle nuove generazioni, illusioni e false speranze, ma che il Signore anche oggi chiama a trasformarsi in 'famiglia' dei figli di Dio, che vivono con 'un cuore solo e un'anima sola' per testimoniare l'amore alla vita e ai poveri".
AC/CITTADINANZA ONORARIA/INTROD                           VIS 20091216 (230)



ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre P. José Luiz Majella Delgado, C.Ss.R., Vescovo di Jataí (superficie: 62.978; popolazione: 557.000; cattolici: 454.000; sacerdoti: 47; religiosi: 59; diaconi permanenti: 17), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Sottosegretario Generale Aggiunto della Conferenza Episcopale del Brasile, è nato nel 1953 a Juiz de Fora (Brasile), ha emesso la professione religiosa nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1980 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1981. Il Vescovo Majella Delgado succede al Vescovo Aloísio Hilário de Pinho, F.D.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../MAJELLA DELGADO:DE PINHO                   VIS 20091216 (120)



martedì 15 dicembre 2009

BENEDETTO XVI PROPONE VISIONE COSMICA DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Il Cardinale Renato Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero, hanno presentato, questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII Giornata Mondiale della Pace, (1° gennaio 2010), sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".

  Il Cardinale Martino ha ricordato nel suo intervento che Papa Benedetto XVI  si è soffermato "sul tema della pace intesa come 'dono di Dio nella Verità' (2006); come 'frutto del rispetto della persona umana' (2007); come 'espressione della comunione della 'famiglia umana' (2008), chiamata ad eliminare ogni forma di 'povertà', materiale ed immateriale (2009) - seguendo un  ideale 'itinerario di pace', giunge al contesto in cui l'umanità riceve la vocazione alla pace: il creato".

  Nel Messaggio per il 2010 il Papa "propone 'una visione cosmica della pace' (...) che si realizza in uno stato di armonia tra Dio, l'umanità e il creato" e "in tale prospettiva il degrado ambientale esprime, non solo, una rottura dell'equilibrio tra l'umanità e il creato, ma un più profondo deterioramento dell'unione tra l'umanità e Dio".

  Il Santo Padre insiste sulla "urgenza di agire", ma "non propone tuttavia soluzioni tecniche e non si intromette nelle politiche governative", ma si appella ad "impegno della Chiesa in difesa della terra" ed enumera una serie di "prospettive per un 'comune cammino' dell'umanità' quali "una visione non riduttiva della natura e dell'uomo', un appello alla responsabilità collettiva, 'una revisione profonda del modello di sviluppo'".

  Il Documento si appella inoltre alla "Coerenza nella destinazione universale dei beni della creazione" e la "necessità di una rinnovata solidarietà inter-ed-intra-generazionale, (...) di una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo (...) specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente sviluppati, senza alimentare visioni parziali che tendano ad estremizzare alcune responsabilità rispetto ad altre". Infine il Papa invoca "un utilizzo equilibrato delle risorse energetiche".
  Il Papa conclude il Messaggio esprimendo "speranza nell'intelligenza e nella dignità nell'uomo" e traccia un "percorso di profondo equilibrio, interiore ed esteriore, tra il Creatore, l'umanità e il creato".

  Il Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace ha sottolineato che la scelta del Papa di dedicare il Messaggio del 2010 al tema dell'ecologia non è stata casuale giacché coincide con il 30° anniversario della proclamazione di San Francesco D'Assisi, Autore del 'Cantico delle Creature', a Patrono dei cultori dell'ecologia. "L'amore per il creato, se proiettato in un orizzonte spirituale, può condurre l'uomo alla fratellanza con il prossimo e all'unione con Dio".
OP/MESSAGGIO PACE/MARTINO                                       VIS 20091215 (460)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della XLIII Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2010), sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Il Messaggio è stato pubblicato il lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "Se, infatti, a causa della crudeltà dell'uomo sull'uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull'autentico sviluppo umano integrale - guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani -, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza - se non addirittura dall'abuso - nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l'umanità rinnovi e rafforzi 'quell'alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino'".

  "Nel 1990, Giovanni Paolo II parlava di 'crisi ecologica' e, rilevando come questa avesse un carattere prevalentemente etico, indicava l''urgente necessità morale di una nuova solidarietà'. Questo appello si fa ancora più pressante oggi, di fronte alle crescenti manifestazioni di una crisi che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione. Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l'inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l'aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti 'profughi ambientali': persone che, a causa del degrado dell'ambiente in cui vivono, lo devono lasciare - spesso insieme ai loro beni - per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all'accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull'esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all'alimentazione, alla salute, allo sviluppo".

  "Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell'uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato. Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell'economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell'uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo".

  L'umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi, (...), sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive compiute e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l'attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità".

 "Il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato (...). Quando ci si avvale delle risorse naturali, occorre preoccuparsi della loro salvaguardia, prevedendone anche i costi - in termini ambientali e sociali -, da valutare come una voce essenziale degli stessi costi dell'attività economica. Compete alla comunità internazionale e ai governi nazionali dare i giusti segnali per contrastare in modo efficace quelle modalità d'utilizzo dell'ambiente che risultino ad esso dannose. Per proteggere l'ambiente, per tutelare le risorse e il clima occorre, da una parte, agire nel rispetto di norme ben definite anche dal punto di vista giuridico ed economico, e, dall'altra, tenere conto della solidarietà dovuta a quanti abitano le regioni più povere della terra e alle future generazioni".

  "Sembra infatti urgente la conquista di una leale solidarietà inter-generazionale. (...) L'uso delle risorse naturali dovrebbe essere tale che i vantaggi immediati non comportino conseguenze negative per gli esseri viventi, umani e non umani, presenti e a venire; che la tutela della proprietà privata non ostacoli la destinazione universale dei beni; che l'intervento dell'uomo non comprometta la fecondità della terra, per il bene di oggi e per il bene di domani. Oltre ad una leale solidarietà inter-generazionale, va ribadita l'urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà intra-generazionale, specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente industrializzati. (...) La crisi ecologica mostra l'urgenza di una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo. È infatti importante riconoscere, fra le cause dell'attuale crisi ecologica, la responsabilità storica dei Paesi industrializzati. I Paesi meno sviluppati e, in particolare, quelli emergenti, non sono tuttavia esonerati dalla propria responsabilità rispetto al creato, perché il dovere di adottare gradualmente misure e politiche ambientali efficaci appartiene a tutti. Ciò potrebbe realizzarsi più facilmente se vi fossero calcoli meno interessati nell'assistenza, nel trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie più pulite".

  "È indubbio che uno dei principali nodi da affrontare, da parte della comunità internazionale, è quello delle risorse energetiche, individuando strategie condivise e sostenibili per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future. A tale scopo, è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti improntati alla sobrietà, diminuendo il proprio fabbisogno di energia e migliorando le condizioni del suo utilizzo. Al tempo stesso, occorre promuovere la ricerca e l'applicazione di energie di minore impatto ambientale e la 'ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi'".

  "Per guidare l'umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell'ambiente e delle risorse del pianeta, l'uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell'applicazione delle scoperte che da questa derivano. La 'nuova solidarietà', che Giovanni Paolo II propose nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1990 e la 'solidarietà globale', che io stesso ho richiamato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2009 risultano essere atteggiamenti essenziali per orientare l'impegno di tutela del creato, attraverso un sistema di gestione delle risorse della terra meglio coordinato a livello internazionale, soprattutto nel momento in cui va emergendo, in maniera sempre più evidente, la forte interrelazione che esiste tra la lotta al degrado ambientale e la promozione dello sviluppo umano integrale".

  "È necessario, insomma, uscire dalla logica del mero consumo per promuovere forme di produzione agricola e industriale rispettose dell'ordine della creazione e soddisfacenti per i bisogni primari di tutti. La questione ecologica non va affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila all'orizzonte; a motivarla deve essere soprattutto la ricerca di un'autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune".

  "Appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico".

  "Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Tale responsabilità non conosce frontiere. Secondo il principio di sussidiarietà, è importante che ciascuno si impegni al livello che gli corrisponde, operando affinché venga superata la prevalenza degli interessi particolari. Un ruolo di sensibilizzazione e di formazione spetta in particolare ai vari soggetti della società civile e alle Organizzazioni non-governative, che si prodigano con determinazione e generosità per la diffusione di una responsabilità ecologica, che dovrebbe essere sempre più ancorata al rispetto dell''ecologia umana'.

  "La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. (...) I doveri verso l'ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. Volentieri, pertanto, incoraggio l'educazione ad una responsabilità ecologica, che, come ho indicato nell'Enciclica Caritas in veritate, salvaguardi un'autentica 'ecologia umana' e, quindi, affermi con rinnovata convinzione l'inviolabilità della vita umana in ogni sua fase e in ogni sua condizione, la dignità della persona e l'insostituibile missione della famiglia, nella quale si educa all'amore per il prossimo e al rispetto della natura".

  "Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi. D'altra parte, una corretta concezione del rapporto dell'uomo con l'ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell'ambiente ispirata all'ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l'identità e il ruolo superiore dell'uomo, favorendo una visione egualitaristica della 'dignità' di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l'uomo".

  "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz'altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l'intero creato. Illuminati dalla divina Rivelazione e seguendo la Tradizione della Chiesa, i cristiani offrono il proprio apporto. Essi considerano il cosmo e le sue meraviglie alla luce dell'opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo, che, con la sua morte e risurrezione, ha riconciliato con Dio 'sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli'"
MESS/GIORNATA PACE 2010/...                        VIS 20091215 (1670)


MOTU PROPRIO: MODIFICHE CODICE DIRITTO CANONICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Motu proprio del Santo Padre Benedetto XVI, "Omnium in mentem", datato 26 ottobre 2009,  che contiene alcune modifiche da apportare al Codice di Diritto Canonico (CIC), che da tempo erano sottoposte allo studio dei Dicasteri della Curia romana e delle Conferenze episcopali.

 Nei cinque articoli del Documento sono presentati i canoni 1008, 1009, 1086, 1117 e 1124. Le variazioni, commenta l'Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "riguardano due diverse questioni, e cioè: adeguare il testo dei canoni che definiscono la funzione ministeriale dei Diaconi al relativo testo del Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1581); e sopprimere, in tre canoni concernenti il Matrimonio, un inciso che l'esperienza ha rilevato inidoneo".

  La prima variazione riguarda il testo del canone 1008 che si limiterà ad affermare che chi riceva il sacramento dell'Ordine Sacro "è destinato a servire il popolo di Dio per un nuovo e peculiare titolo" e nel canone 1009, con l'aggiunta di un terzo paragrafo "nel quale viene precisato che il ministro costituito nell'Ordine dell'Episcopato o del Presbiterato riceve la missione e la facoltà di agire in persona di Cristo Capo, mentre i Diaconi ricevono l'abilitazione a servire il Popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della Parola e della Carità".

  L'Arcivescovo Coccopalmerio ha spiegato inoltre che l'altra modifica che introduce il Motu proprio "Omnium in mentem" riguarda "la soppressione della clausola "actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica" nei canoni 1086, paragrafo 1, 1117 e 1124 del Codice di Diritto Canonico, che dopo un lungo studio è stata ritenuta non necessaria e inidonea".

  "Dall'entrata in vigore del Codice di Diritto Canonico nell'anno 1983" - precisa l'Arcivescovo Coccopalmerio - "al momento dell'entrata in vigore di questo Motu proprio, i cattolici che avessero fatto un atto formale di abbandono della Chiesa cattolica non erano tenuti alla forma canonica di celebrazione per la validità del matrimonio (can. 1117 CIC), né vigeva per loro l'impedimento di sposare non battezzati (disparità di culto, can. 1086 § 1 CIC), né li riguardava la proibizione di sposare cristiani non cattolici (can. 1124 CIC). Il menzionato inciso inserito in questi tre canoni rappresentava una eccezione di diritto ecclesiastico, ad un'altra più generale norma di diritto ecclesiastico, secondo la quale tutti i battezzati nella Chiesa cattolica o in essa accolti sono tenuti all'osservanza delle leggi ecclesiastiche (can. 11 CIC)".

  "Dall'entrata in vigore del nuovo Motu proprio, quindi, il can. 11 del Codice di Diritto Canonico riacquista vigore pieno per quanto riguarda il contenuto dei canoni ora modificati, anche nei casi in cui sia avvenuto un abbandono formale. Di conseguenza - "conclude l'Arcivescovo Coccopalmerio - "per regolarizzare successivamente eventuali unioni fatte nella non osservanza di queste regole si dovrà far ricorso, sempre che sia possibile, ai mezzi ordinari offerti per questi casi dal Diritto Canonico: dispensa dell'impedimento,  sanazione, e così via".
MP/OMNIUM IN MENTEM/COCCOPALMERIO               VIS 20091215 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dall'Arcivescovo Paul Mandla Khumalo, C.M.M., al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Pretoria e all'Ufficio di Ordinario Militare per il Sud Africa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Erwin Hecht, O.M.I., al governo pastorale della Diocesi di Kimberley (Sud Africa), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Bernard Unabali, finora Ausiliare della Diocesi di Bougainville (Papua Nuova Guinea), Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 10.660; popolazione: 195.600; cattolici; 158.000; sacerdoti; 27; religiosi; 86). Il Vescovo Unabali succede al Vescovo Henk Kronenberg, S.M., del quale il Santo Padre ha accettato rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre William F. Medley, Vescovo di Owensboro (superficie: 32.380; popolazione: 851.697; cattolici: 51.781; sacerdoti: 104; religiosi: 213; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Loreto (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1982. E' stato finora Parroco della Parrocchia di "Saint Bernadette".
RE:NER/.../...                                           VIS 20091215 (190)

lunedì 14 dicembre 2009

UDIENZA PRIMO MINISTRO ALBANIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Primo Ministro della Repubblica d'Albania, il Signor Sali Berisha è stato ricevuto dal Santo Padre Benedetto XVI e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Durante i cordiali colloqui vi è stato uno scambio di vedute su vari temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale, con particolare riferimento alla regione dei Balcani occidentali".

  "Inoltre, sono stati passati in rassegna i vari aspetti delle relazioni bilaterali, condividendo il giudizio positivo sul loro sviluppo e, infine, si è fatta menzione dei tradizionali valori della famiglia, patrimonio comune del popolo albanese".
OP/UDIENZA PRIMO MINISTRO/ALBANIA                            VIS 20091214 (150)

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