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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 3 dicembre 2009

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Papa in occasione della celebrazione della XVIII Giornata Mondiale del Malato, in programma l'11 febbraio 2010, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica Vaticana.

  Nel ricordare che quest'anno coincide con il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio della Pastorale Sanitaria, il Santo Padre scrive: "La felice coincidenza con il 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari costituisce un motivo ulteriore per ringraziare Dio del cammino sinora percorso nel settore della pastorale della salute. Auspico di cuore che tale ricorrenza sia occasione per un più generoso slancio apostolico al servizio dei malati e di quanti se ne prendono cura".

  "Nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, l'umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce" - scrive Papa Benedetto XVI - "Il Signore Gesù nell'Ultima Cena, prima di ritornare al Padre, si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli, anticipando il supremo atto di amore della Croce. Con tale gesto ha invitato i suoi discepoli ad entrare nella sua medesima logica dell'amore che si dona specialmente ai più piccoli e ai bisognosi (cfr Gv 13,12-17). Seguendo il suo esempio, ogni cristiano è chiamato a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del buon Samaritano".

  "A conclusione della parabola, Gesù "Ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che, con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l'esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza".

  "Nell'attuale momento storico-culturale" - continua il Papa - "si avverte anche più l'esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, come pure di una presenza nella società capace di trasmettere in maniera efficace i valori evangelici a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale".

  "Ringrazio di cuore le persone che, ogni giorno" - ha detto infine il Papa - "'svolgono il servizio verso i malati e i sofferenti'", facendo in modo che "l'apostolato della misericordia di Dio, a cui attendono, risponda sempre meglio alle nuove esigenze'".

  "In quest'Anno Sacerdotale, il mio pensiero si dirige particolarmente a voi, cari sacerdoti, 'ministri degli infermi', segno e strumento della compassione di Cristo, che deve giungere ad ogni uomo segnato dalla sofferenza. Vi invito, cari presbiteri, a non risparmiarvi nel dare loro cura e conforto. Il tempo trascorso accanto a chi è nella prova si rivela fecondo di grazia per tutte le altre dimensioni della pastorale".

  "Mi rivolgo infine a voi, cari malati, e vi domando di pregare e di offrire le vostre sofferenze per i sacerdoti, perché possano mantenersi fedeli alla loro vocazione e il loro ministero sia ricco di frutti spirituali, a beneficio di tutta la Chiesa".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                      VIS 20091203 (490)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Signor Dmitrij Anatolievic Medvedev, Presidente della Federazione Russa.
AP/.../...                                       VIS 20091203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Atanga, S.I., Arcivescovo di Bertoua (superficie: 26.320; popolazione: 327.550; cattolici: 122.655; sacerdoti: 56; religiosi: 97), Camerun. Finora Vescovo di Bafoussam (Camerun), l'Arcivescovo Atanga succede all'Arcivescovo Roger Perenne, C.I.C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Sosthène Léopold Bayemi Matjei, Vescovo di Obala (superficie: 14.849; popolazione: 713.842; cattolici: 407.865; sacerdoti: 91; religiosi: 80), Camerun. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Matomb (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Professore di Filosofia presso l'Università dell'Africa Centrale di Yaoundé e Collaboratore presso la Nunziatura Apostolica in Camerun. Succede al Vescovo Jérome Owono-Mimboe, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Faustin Ambassa Ndjodo, C.I.C.M., Vescovo di Batouri (15.981; popolazione: 205.000; cattolici: 47.000; sacerdoti: 27; religiosi: 44), Camerun. Il Vescovo eletto, nato nel 1964 a Ekouda (Camerun), ordinato sacerdote nel 1997, è stato finora Superiore provinciale dei Padri Scheutisti (C.I.C.M.) e Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori d'Africa e Madagascar (C.O.S.M.A.M.).

- Ha nominato il Reverendo Ginés Ramón García Beltrán, Vescovo di Guadix (superficie: 5.677; popolazione: 109.982; cattolici: 107.000; sacerdoti: 66; religiosi: 131), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Canonico della Cattedrale di Almería (Spagna), nato a Lora (Spagna), nel 1961 e ordinato sacerdote nel 1985, succede al Vescovo Juan García-Santacruz Ortiz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, il Sacerdote Barthélemy Adoukonou, Segretario Generale della "Conférence Episcopale Régionale de l'Afrique de l'Ouest Francophone (C.E.R.A.O.), e della "Association of the Episcopal Conferences of Anglophone West Africa (A.E.C.A.W.A.), Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Ha nominato il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, finora Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.
NER:RE:NA/.../...                                     VIS 20091203 (330)


mercoledì 2 dicembre 2009

GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, CANTORE DELL'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Guglielmo di Saint-Thierry è stato il protagonista della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

  Amico ed estimatore di Bernardo di Chiaravalle - ha detto il Papa - Guglielmo "nacque a Liegi tra il 1075 e il 1080. Di nobile famiglia, dotato di un'intelligenza viva e di un innato amore per lo studio, frequentò famose scuole dell'epoca, come quelle della sua città natale e di Reims, in Francia.  (…) Divenne abate del monastero di Saint-Thierry, comunità dove incontrò non poche resistenze di fronte ai suoi tentativi di riforma, e così, nonostante il consiglio contrario dell'amico Bernardo,  nel 1135, lasciò l'abbazia benedettina, (…), per unirsi ai cistercensi di Signy", dove si dedicò alla composizione di scritti di letteratura spirituale, importanti nella storia della teologia monastica.

 Nell'opera "De natura et dignitate amoris" (La natura e la dignità dell'amore), "è espressa" - ha proseguito il Papa  - "una delle idee fondamentali di Guglielmo, valida anche per noi. L'energia principale che muove l'animo umano è l'amore. (…) In definitiva, un solo compito è affidato a ogni essere umano: imparare a voler bene, ad amare, sinceramente, autenticamente, gratuitamente. Ma solo alla scuola di Dio questo compito viene assolto e l'uomo può raggiungere il fine per cui è stato creato".

  "Imparare ad amare richiede un lungo e impegnativo cammino" - ha sottolineato il Santo Padre - "In questo itinerario la persona deve imporsi un'ascesi efficace, un forte controllo di sé per eliminare ogni affetto disordinato, (…) e unificare la propria vita in Dio, sorgente, meta e forza dell'amore, fino a giungere al vertice della vita spirituale, che Guglielmo definisce come 'sapienza'. A conclusione di questo itinerario ascetico, si sperimenta una grande serenità e dolcezza".

  Guglielmo, nel parlare dell'amore di Dio, attribuisce "una notevole importanza alla dimensione affettiva. In fondo, cari amici, il nostro cuore è fatto di carne, e quando amiamo Dio, che è l'Amore stesso, come non esprimere in questa relazione con il Signore anche i nostri umanissimi sentimenti (…). Il Signore stesso, facendosi uomo, ha voluto amarci con un cuore di carne!".

  "Secondo Guglielmo, poi," - ha spiegato ancora il Papa - "l'amore ha un'altra proprietà importante: illumina l'intelligenza e permette di conoscere meglio e in modo profondo Dio e, in Dio, le persone e gli avvenimenti. La conoscenza che procede dai sensi e dall'intelligenza riduce, ma non elimina, la distanza tra il soggetto e l'oggetto, tra l'io e il tu. L'amore, invece, produce attrazione e comunione, fino al punto che vi è una trasformazione e un'assimilazione tra il soggetto che ama e l'oggetto amato (…). E questo vale anzitutto nella conoscenza di Dio e dei suoi misteri, che superano la capacità di comprensione della nostra intelligenza: Dio lo si conosce se lo si ama!", ha esclamato infine Papa Benedetto XVI.

  Papa Benedetto XVI ha concluso la catechesi citando la "Epistola aurea", indirizzata ai Certosini di Mont-Dieu, sintesi del pensiero di Guglielmo di Saint-Thierry sulla scienza dell'amore, nella quale scrive: "L'immagine di Dio presente nell'uomo lo spinge verso la somiglianza, cioè verso un'identità sempre più piena tra la propria volontà e quella divina. A questa perfezione, che Guglielmo chiama 'unità di spirito', si giunge non con lo sforzo personale (…), ma per l'azione dello Spirito Santo, che prende dimora nell'anima e purifica, assorbe e trasforma in carità ogni slancio e ogni desiderio d'amore presente nell'uomo. (…) In tal modo l'uomo merita di diventare non Dio, ma ciò che Dio è: l'uomo diventa per grazia ciò che Dio è per natura".
AG/GUGLIELMO DI THIERRY/…                       VIS 20091202 (600)


ACCOSTARSI CON FIDUCIA SACRAMENTO RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). "Oggi ricorre il 25° anniversario di promulgazione dell'Esortazione Apostolica 'Reconciliatio et paenitentia', che richiamò l'attenzione sull'importanza del sacramento della penitenza nella vita della Chiesa", ha detto il Papa al termine dell'Udienza Generale di oggi.

  "In questa significativa ricorrenza" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "desidero rievocare alcune figure straordinarie di 'apostoli del confessionale', instancabili dispensatori della misericordia divina: San Giovanni Maria Vianney, San Giuseppe Cafasso, San Leopoldo Mandic, San Pio da Pietrelcina".

  Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha avuto parole di esortazione dicendo loro che la testimonianza di fede e di carità di questi santi deve incoraggiarli a fuggire il peccato e a progettare il futuro come un generoso servizio a Dio e al prossimo. "Aiuti voi, cari malati, a sperimentare nella sofferenza la misericordia di Cristo crocifisso. E solleciti voi, cari sposi novelli, a creare in famiglia un clima costante di fede e di reciproca comprensione".

  "L'esempio di questi Santi, assidui e fedeli ministri del perdono divino, sia infine per i sacerdoti - specialmente in questo Anno sacerdotale - e per tutti i cristiani un invito a confidare sempre nella bontà di Dio, accostandosi e celebrando con fiducia il Sacramento della Riconciliazione".
AG/CONFESSIONE/…                                     VIS 20091202 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Camino Fernando Castrellón Pizano, S.D.B., Vescovo di Barrancabermeja (superficie: 15.000; popolazione: 556.000; cattolici: 400.000; sacerdoti: 69; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Colombia.

- Il Monsignore Petar Rajic, finora Consigliere di Nunziatura, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein e Qatar, e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, è nato a Toronto (Canada), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. E' stato finora Consigliere di Nunziatura nelle Rappresentanze Pontificie in Iran, Lituania e presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
NER:NN/.../CASTRELLÓN PIZANO:RAJIC                       VIS 20091202 (120)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Martino Gomiero, emerito di Adria - Rovigo (Italia), il 20 novembre all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Ambrose Mathalaimuthu, emerito di Coimbatore (India), il 15 novembre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20091202 (50)


martedì 1 dicembre 2009

MESSA MEMBRI COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa con i Membri della Commissione Teologica Internazionale.

  Nell'omelia il Papa ha delineato la figura dell'autentico teologo che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio.  Negli ultimi duecento anni, negli studi della Sacra Scrittura, ha detto il Papa, sono emersi "grandi specialisti e (...) maestri di fede che sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio".

  La storia della Chiesa, ha proseguito il Santo Padre, è ricca di uomini e donne capaci di umiltà e di arrivare alla verità, come Santa Teresa di Lisieux, Damian de Veuster, "piccoli che sono anche dotti", modelli ai quali ispirarsi "che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore".

  "Dopo la sua risurrezione il Signore, sulla strada verso Damasco, tocca il cuore di Saulo, che è uno dei dotti che non vedono. (...) Diventa cieco e diventa realmente vedente. (...) E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la (...) sapienza più grande di tutte le saggezze umane".
HML/TEOLOGO/CTI                     VIS 20091201 (220)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché i bambini siano rispettati e amati e mai siano vittime di sfruttamento nelle sue varie forme".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché a Natale i popoli della terra riconoscano nel Verbo Incarnato la luce che illumina ogni uomo e le Nazioni aprano le porte a Cristo, Salvatore del mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                 VIS 20091201 (100)

AMERICA: PROCESSO DI INCULTURAZIONE E FORMAZIONE LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla XIV Riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 17 e 18 novembre. L'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei Vescovi si è tenuta in Vaticano nel 1997.

  Alle sessioni, presiedute dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno partecipato quattro Cardinali e sei Arcivescovi e Vescovi che hanno analizzato la situazione ecclesiale e sociale nei diversi paesi e l'inculturazione della Buona Novella nel continente americano.

  "Il processo di inculturazione - si legge nel Comunicato - dipende in grande misura da una equilibrata educazione alla fede, svolta soprattutto dalle famiglie, dalle scuole e dalle università cattoliche e oggi, in modo veramente urgente, attraverso i media, il cui uso corretto e competente costituisce un veicolo di straordinaria efficacia pastorale".

  I Cardinali e i Vescovi hanno espresso preoccupazione per i problemi quali "commercio di droghe, riciclaggio di guadagni illeciti, corruzione, violenza, corsa agli armamenti, discriminazione razziale, debito estero, disuguaglianze tra i gruppi sociali, irragionevole distruzione della natura".

  "Il fenomeno della corruzione è notevolmente esteso. La Chiesa appoggia gli sforzi delle autorità civili intesi a sconfiggerla o perlomeno a diminuirne la portata. Da parte sua è disposta a contribuire efficacemente a sradicare questo male dalla società civile con un'adeguata educazione dei fedeli e con una maggior presenza di laici cristiani qualificati che, per la loro formazione familiare, scolastica e parrocchiale, promuovano la pratica di valori come la verità, l'onestà, la laboriosità ed il servizio del bene comune".

  "Un fattore che desta preoccupazione" - si legge ancora nel Comunicato - "è la facilità con cui possono circolare le armi. (...) Dalle Chiese particolari d'America deve alzarsi una voce profetica che denunci il riarmo e lo scandaloso commercio di armi da guerra, il quale assorbe ingenti somme di denaro che dovrebbero essere, invece, destinate a combattere la miseria ed a promuovere lo sviluppo".

  Riguardo al tema dell'immigrazione nel Comunicato si legge: "Il fenomeno continua anche oggi ed interessa, in particolare, numerose persone e famiglie provenienti da Nazioni latino-americane, che si sono stanziate nelle regioni del Nord del Continente".

  Fra le speranze dell'America Latina viene sottolineata in particolare "la grande missione continentale, in atto nei paesi dell'America Latina, con lo scopo di promuovere la nuova evangelizzazione. (...) Significativo segno di speranza è costituito dalle iniziative pastorali e di promozione umana della Chiesa, dalla solidarietà verso i poveri e gli emarginati di ogni genere".

  "Partendo dal Vangelo" - hanno ribadito i Membri dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi occorre promuovere una cultura della solidarietà che incentivi opportune iniziative di sostegno ai poveri ed agli emarginati, in modo speciale ai rifugiati".

  Il Comunicato si conclude con l'annuncio della XV riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, in programma il 16 e il 17 novembre 2010.
SE/RIUNIONE SINODO AMERICA/ETEROVIC               VIS 20091201 (490)


lunedì 30 novembre 2009

COMUNICATO UDIENZA PRESIDENTI ARGENTINA E CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

"Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione del 25° anniversario della firma del "Trattato di Pace e Amicizia" tra il Cile e l'Argentina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate il Presidente della Nazione Argentina, Sua Eccellenza la Signora Cristina Fernández de Kirchner, e il Presidente della Repubblica di Cile, Sua Eccellenza la Signora Michelle Bachelet Jeria. Le illustri ospiti si sono incontrate anche con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. In seguito il Santo Padre ha pronunciato un Discorso alle Delegazioni dei due Presidenti, riunitesi nella Sala Clementina.

Nel corso dei cordiali colloqui si è ricordato con gratitudine la meritoria opera di Mediazione compiuta dal Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II e dal compianto Card. Antonio Samoré, i quali aiutarono i due Paesi, attraverso la via del dialogo, a dissipare un'annosa controversia territoriale. In particolare, ci si è soffermati sul fatto che, nel corso di questo quarto di secolo, l'intesa ha portato frutti concreti di bene e di prosperità a due popoli fratelli e continua ad essere d'esempio e di modello per i Paesi dell'America Latina e per l'intera Comunità internazionale. Non è mancato uno scambio di vedute sull'attuale situazione internazionale".
OP/UDIENZA/ARGENTINA:CILE                                       VIS 20091130 (250)


L'AVVENTO CI INVITA A PERCEPIRE LA PRESENZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). Benedetto XVI ha presieduto questo pomeriggio nella basilica vaticana la celebrazione dei primi vespri della I Domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico per la vita della Chiesa.

 Nell'omelia, il Papa ha riflettuto sul significato della parola Avvento, che "i cristiani adottarono per esprimere la loro relazione con Gesù Cristo" e comprende anche il significato di "visita". In questo caso, di tratta di una visita di Dio, che entra nella mia vita e vuole rivolgersi a me".

 "Tutti facciamo esperienza, nell'esistenza quotidiana - ha affermato -, di avere poco tempo per il Signore e poco tempo pure per noi. Si finisce per essere assorbiti dal "fare". Non è forse vero che spesso è proprio l'attività a possederci, la società con i suoi molteplici interessi a monopolizzare la nostra attenzione? Non è forse vero che si dedica molto tempo al divertimento e a svaghi di vario genere?".

 "L'Avvento, questo tempo liturgico forte che stiamo iniziando - ha continuato - ci invita a sostare in silenzio per capire una presenza. E' un invito a comprendere che i singoli eventi della giornata sono cenni che Dio ci rivolge, segni dell'attenzione che ha per ognuno di noi. Quanto spesso Dio ci fa percepire qualcosa del suo amore! Tenere, per così dire, un "diario interiore" di questo amore sarebbe un compito bello e salutare per la nostra vita! L'Avvento ci invita e ci stimola a contemplare il Signore presente. La certezza della sua presenza non dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi?"

 Benedetto XVI ha segnalato che "altro elemento fondamentale dell'Avvento è l'attesa, attesa che è nello stesso tempo speranza. (...)La speranza segna il cammino dell'umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace".

 Dopo aver messo in rilievo che "ci sono modi molto diversi di attendere", il Papa ha sottolineato che "se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l'attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c'è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l'attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell'attesa rende il presente più prezioso".

 Il Santo Padre ha incoraggiato i fedeli a vivere "intensamente il presente dove già ci raggiungono i doni del Signore, proiettati verso il futuro, un futuro carico di speranza". Il Messia, ha aggiunto, "venendo tra noi, ci ha recato e continua ad offrirci il dono del suo amore e della sua salvezza. Presente tra noi, ci parla in molteplici modi: nella Sacra Scrittura, nell'anno liturgico, nei santi, negli eventi della vita quotidiana, in tutta la creazione, che cambia aspetto a seconda che dietro di essa ci sia Lui o che sia offuscata dalla nebbia di un'incerta origine e di un incerto futuro".

 "A nostra volta - ha concluso -, noi possiamo rivolgergli la parola, presentargli le sofferenze che ci affliggono, l'impazienza, le domande che ci sgorgano dal cuore. Siamo certi che ci ascolta sempre! E se Gesù è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Se Lui è presente, possiamo continuare a sperare anche quando gli altri non possono più assicurarci alcun sostegno, anche quando il presente diventa faticoso".
HML/AVVENTO/...                                                          VIS 20091130 (680)


INIZIA NEL 2010 TERZA FASE DIALOGO CATTOLICI-ANGLICANI


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi il seguente comunicato riguardante il Comitato preparatorio della III Fase della "Commissione Internazionale tra Anglicani e Cattolici" (ARCIC):

 "A seguito dell'incontro tenutosi in Vaticano il 21 novembre tra Papa Benedetto XVI e l'Arcivescovo di Canterbury, Dott. Rowan Williams, nel corso del quale essi hanno ribadito il desiderio di rafforzare le relazioni ecumeniche tra anglicani e cattolici, il 23 novembre si è riunito un Comitato preparatorio per approntare la terza fase della "Commissione Internazionale tra anglicani e cattolici" (ARCIC, Anglican - Roman Catholic International Commission). È stato deciso che questa nuova fase avrà inizio entro il prossimo anno".

 "Nella terza fase si tratteranno questioni fondamentali riguardanti la Chiesa - Chiesa locale e Chiesa universale - intesa come comunione, e del modo in cui la Chiesa, locale e universale, possa discernere, nella comunione, il giusto insegnamento morale".
 
 "Nei prossimi mesi verranno nominati i membri della Commissione e sarà annunciata la data del suo primo incontro".
OP/ARCIC/WILLIAMS                                                     VIS 20091130 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- il Vescovo Anton Stres, C.M., Arcivescovo Metropolita di Ljubljana (superficie: 6.134; popolazione: 768.647; cattolici: 570.985; sacerdoti: 438; religiosi: 604; diaconi permanenti: 9), Slovenia. Finora Vescovo coadiutore di Maribor, Slovenia, succede all'Arcivescovo Alojzij Uran,  del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
   
-  il Vescovo Marjan Turnsek, finora Vescovo di Murska Sobota, Slovenia, Arcivescovo coadiutore di Maribor (superficie: 3.682; popolazione: 419.849; cattolici:356.427; sacerdoti: 199; religiosi: 136; diaconi permanenti: 3), Slovenia.

-il Vescovo Peter Stumpf, S.D.B., finora Vescovo ausiliare di Maribor, Vescovo di Murska Sobota (superficie: 1.102; popolazione: 119.818; cattolici: 95.135; sacerdoti: 64; religiosi: 26), Slovenia.
NER:RE:NEC/.../…                                VIS 20091130 (120)

AVVENTO: TEMPO DI SPERANZA, CHIAMATA LOTTA AIDS


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2009 (VIS). - Oggi a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per pregare l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

 Il Papa ha ricordato che oggi comincia "un nuovo Anno liturgico, che si apre naturalmente con l'Avvento, tempo di preparazione al Natale del Signore", spiegando come il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla liturgia, afferma che la Chiesa "nel ciclo annuale presenta tutto il mistero di Cristo, dall'Incarnazione e Natività fino all'Ascensione, al giorno di Pentecoste e all'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore".

 "Il Concilio insiste, ha proseguito, sul fatto che il centro della liturgia è Cristo, come il sole intorno al quale, al modo dei pianeti, ruotano la Beata Vergine Maria - la più vicina - e quindi i martiri e gli altri santi che "in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi".

 "Questa è la realtà dell'Anno liturgico vista, per così dire, "dalla parte di Dio". E dalla parte - diciamo - dell'uomo, della storia e della società? Che rilevanza può avere?, si è domandato Benedetto XVI.

 "La risposta - ha detto - ce la suggerisce proprio il cammino dell'Avvento (...). Il mondo contemporaneo ha bisogno soprattutto di speranza: ne hanno bisogno i popoli in via di sviluppo, ma anche quelli economicamente evoluti. Sempre più ci accorgiamo che ci troviamo su un'unica barca e dobbiamo salvarci tutti insieme. Soprattutto ci rendiamo conto, vedendo crollare tante false sicurezze, che abbiamo bisogno di una speranza affidabile, e questa si trova solo in Cristo, il quale, come dice la Lettera agli Ebrei, "è lo stesso ieri e oggi e per sempre".

 Cristo "abbraccia tutte le dimensioni del tempo, perché è morto e risorto, è "il Vivente" e, mentre condivide la nostra precarietà umana, rimane per sempre e ci offre la stabilità stessa di Dio (...). Chiunque anela alla libertà, alla giustizia, alla pace può risollevarsi e alzare il capo, perché in Cristo la liberazione è vicina".

 "Possiamo pertanto affermare - ha concluso - che Gesù Cristo non riguarda solo i cristiani, o solo i credenti, ma tutti gli uomini, perché Egli, che è il centro della fede, è anche il fondamento della speranza. E della speranza ogni essere umano ha costantemente bisogno".

 Dopo aver pregato l'Angelus, il Santo Padre ha parlato della Giornata Mondiale contro l'AIDS che si celebra il 1 dicembre. "Il mio pensiero e la mia preghiera - ha detto - vanno ad ogni persona colpita da questa malattia, in particolare ai bambini, ai più poveri, a quanti sono rifiutati".

 "La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l'AIDS, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Esorto tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l'attenzione concreta, affinché quanti sono affetti dal virus HIV sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza. Auspico infine che, moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia".
ANG/AVVENTO:AIDS/...                                                 VIS 20091130 (500)


IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DEL PERU


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

 "Oggi, lunedì 30 novembre 2009, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Perù, Sua Eccellenza il Signor Alan García Pérez, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale, specialmente nella regione.

"Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Perù, in particolare sull'impegno del Governo per sradicare la povertà, sulla promozione dello stato di diritto, sulla salvaguardia dell'ambiente, nonché sugli ambiti di collaborazione tra la Chiesa e lo Stato".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE PERU                               VIS 20091130 (150)


MESSAGGIO A BARTOLOMEO I NELLA FESTA DI SANT'ANDREA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2009 (VIS). - Come è tradizionale nella festa di Sant'Andrea, Benedetto XVI ha scritto un messaggio all'arcivescovo Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, che gli ha consegnato il cardinale Walter Kasper, presidente del Consiglio Pontificio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, durante la sua visita ad Istanbul.

 Nel suo messaggio per la festa del patrono del patriarcato di Costantinopoli, il Papa, ricordando il martire, fratello di San Pietro, afferma che "la memoria dei santi martiri spinge tutti i cristiani a dare testimonianza della propria fede davanti al mondo. È una chiamata urgente, soprattutto ai nostri giorni, quando la Cristianità affronta sfide sempre più complesse".

 "Le nostre Chiese - scrive Benedetto XVI - si sono impegnate sinceramente negli ultimi decenni a proseguire il cammino che porta al ristabilimento della piena comunione e, anche se non abbiamo ancora raggiunto questo obiettivo, abbiamo fatto molti passi che hanno reso possibile approfondire i legami comuni".

 Questa "apertura" ha guidato i lavori della Commissione Internazionale Mista per il Dialogo Interreligioso che ha celebrato la sua ultima sessione plenaria il mese passato a Cipro e di cui il tema è stato "Il ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo millennio". "Un tema complesso e che richiede un studio approfondito e un dialogo paziente, se aspiriamo all'integrazione tra la tradizione orientale e quella occidentale", osserva il Papa.

 "La Chiesa Cattolica intende il ministero petrino come un dono del Signore alla sua Chiesa. Questo ministero non deve interpretarsi secondo una prospettiva di potere, ma di servizio all'unità nella verità e nella carità - spiega il Papa -. Il Vescovo della Chiesa di Roma che  presiede nella carità (...) è il Servus Servorum Dei (il Servo dei Servi di Dio) (...). Si tratta di cercare uniti, ispirati al modello del primo millennio, i modi con cui il ministero del Vescovo di Roma possa compiere un servizio di amore riconosciuto da uno e da tutti".

 Benedetto XVI osserva che durante il cammino verso la piena comunione "possiamo offrire già una testimonianza comune, lavorando uniti al servizio dell'umanità, soprattutto difendendo la dignità della persona umana e affermando i valori etici fondamentali, promuovendo allo stesso tempo la giustizia e la pace" e che entrambe le Chiese "possono cooperare alla sensibilizzazione con riguardo alla responsabilità dell'umanità nella salvaguardia della creazione".
MESS/SANT'ANDREA/BARTOLOMEO I                           VIS 20091130 (400)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

-Tredici presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud 3), in Visita "ad Limina Apostolorum":

   - L'Arcivescovo Dadeus Grings, di Porto Alegre, con gli Ausiliari Vescovi Remídio José Bohn e Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S.

    - Il Vescovo Irineu Sílvio Wilges, O.F.M., di Cachoeira do Sul.

    - Il Vescovo Girônimo Zanandréa, di Erexim.

    - Il Vescovo Zeno Hastenteufel, di Novo Hamburgo.

    - Il Vescovo Jaime Pedro Kohl, P.S.D.P., di Osório.

    - Il Vescovo Jacinto Bergmann, di Pelotas.

    - Il Vescovo José Mário Stroeher, di Rio Grande.

    - Il Vescovo Aloísio Sinésio Bohn, di Santa Cruz do Sul.

    - Il Vescovo Hélio Adelar Rubert, di Santa Maria.

    - Il Vescovo José Clemente Weber, di Santo Ângelo.

    - Il Vescovo Frederico Heimler, S.D.B., di Cruz Alta.

-Sua Altezza Reale e Imperiale Otto d'Asburgo, Arciduca d'Austria, e Seguito.
AL:AP/…/…                                VIS 20091130 (150)

venerdì 27 novembre 2009

XXV ANNI DEL TRATTATO DI PACE TRA ARGENTINA E CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienze separate i presidenti della Repubblica di Argentina e del Cile, rispettivamente Cristina Fernández de Kirchner e Michelle Bachelet, in occasione del XXV anniversario del Trattato di Pace e di Amicizia tra i due paesi.

 Successivamente nella Sala Clementina, rivolgendosi ai presidenti di Argentina e Cile e alle loro rispettive delegazioni, il Papa ha ricordato che questo trattato "ha posto fine alla controversia territoriale che hanno mantenuto per lungo tempo" le due nazioni nella zona Australe.

 "Di fatto - ha detto - è un'opportuna e felice commemorazione di quegli intensi negoziati che, con la mediazione pontificia, si conclusero con una soluzione degna, ragionevole ed equanime, evitando così il conflitto armato che stava per contrapporre due popoli fratelli".

 Il Santo Padre ha sottolineato che il "Trattato di Pace e Amicizia, e la mediazione che lo rese possibile, è inscindibilmente legato all'amata figura di Papa Giovanni Paolo II, il quale, mosso da sentimenti di affetto verso quelle amate Nazioni, e in sintonia con il suo instancabile lavoro di messaggero e artefice di pace, non esitò ad accettare il delicato e cruciale compito di essere mediatore in quel contenzioso. Con l'inestimabile aiuto del Cardinale Antonio Samoré, seguì personalmente tutte le vicissitudini di quei lunghi e complessi negoziati, fino alla (...) firma del Trattato, alla presenza delle delegazioni di entrambi i Paesi, e dell'allora segretario di Stato il Cardinale Agostino Casaroli".

 "A venticinque anni di distanza, possiamo constatare con soddisfazione - ha continuato - come quello storico evento abbia contribuito beneficamente a rafforzare in entrambi i Paesi i sentimenti di fraternità, come pure una più decisa cooperazione e integrazione, concretizzata in numerosi progetti economici, scambi culturali e importanti opere di infrastruttura, superando in tal modo pregiudizi, sospetti e reticenze del passato".

 Il Papa ha segnalato che "Cile e Argentina non sono solo due Nazioni vicine ma molto di più: sono due popoli fratelli con una vocazione comune di fraternità, di rispetto e di amicizia, che è frutto in gran parte della tradizione cattolica che è alla base della loro storia e del loro ricco patrimonio culturale e spirituale".

 Riferendosi di nuovo al Trattato che si commemora oggi, il Santo Padre ma messo in risalto che "è un esempio luminoso della forza dello spirito umano e della volontà di pace di fronte alla barbarie e all'assurdità della violenza e della guerra come mezzo per risolvere le divergenze". In questo contesto ha precisato che "è necessario perseverare in ogni momento, con volontà ferma e fino alle estreme conseguenze, nel cercare di risolvere le controversie con vera volontà di dialogo e di accordo, attraverso pazienti negoziati e necessari impegni, e tenendo sempre conto delle giuste esigenze e dei legittimi interessi di tutti".

 "Affinché la causa della pace si faccia strada nella mente e nel cuore di tutti gli uomini e, in modo particolare, di quelli che sono chiamati a servire i propri concittadini dalle più alte magistrature delle nazioni, è necessario che si fondi su salde convinzioni morali, nella serenità degli animi, a volte tesi e polarizzati, e nella ricerca costante del bene comune nazionale, regionale e mondiale".

 Benedetto XVI ha concluso ponendo in rilievo che il conseguimento della pace "richiede la promozione di un'autentica cultura della vita, che rispetti pienamente la dignità dell'essere umano, unita al rafforzamento della famiglia come cellula primaria della società. Richiede anche la lotta contro la povertà e la corruzione, l'accesso a un'educazione di qualità per tutti, una crescita economica solidale, il consolidamento della democrazia e lo sradicamento della violenza e dello sfruttamento, soprattutto nei riguardi delle donne e dei bambini".
AC/TRATTATO PACE/ARGENTINA:CILE                          VIS 20091130 (620)


giovedì 26 novembre 2009

MESSAGGIO ANNO GIUBILARE VIÊT NAM


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). In occasione del 350° anniversario della creazione dei Vicariati Apostolici di Tonkin e Cochinchina e dei 50 anni della presenza della gerarchia apostolica in Viêt Nam, il Santo Padre si è unito alla commemorazione con l'invio di un Messaggio al Vescovo Pierre Nguyen-Van-Nhon, di Dalat, Presidente della Conferenza Episcopale Vietnamita.

  Nel Messaggio, datato 17 novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ricorda che l'apertura del Giubileo coincide con la festa dei centodiciassette gloriosi santi martiri vietnamiti ed auspica che "il ricordo della loro nobile testimonianza aiuti il popolo di Dio in Viêt Nam a promuovere la carità, ad accrescere la speranza e a consolidare la propria fede che alle volte la vita quotidiana mette alla prova".

  Il luogo scelto per le celebrazioni, nota il Santo Padre, è So-Kiên nell'Arcidiocesi di Hanoi, sede del primo Vicariato Apostolico del Viêt Nam, ed auspica che la sede "così cara al vostro cuore sia il fulcro di una profonda evangelizzazione che porti a tutta la società vietnamita i valori evangelici della carità, della verità, della giustizia e della rettitudine. Questi valori, vissuti nella sequela di Cristo, assumono una nuova dimensione che supera il senso morale tradizionale, se ancorati a Cristo che desidera il bene di ogni uomo e vuole la sua felicità".

  "L'Anno Giubilare è un tempo di grazia propizio alla riconciliazione con Dio e con il prossimo. A tal fine, si devono riconoscere le mancanze del passato e del presente commesse contro i fratelli nella fede e contro i fratelli compatrioti e domandare perdono. Nel contempo, conviene, inoltre, risolversi ad approfondire e ad arricchire la comunione ecclesiale e a edificare una società giusta, solidale ed equa mediante l'autentico dialogo, il rispetto reciproco offerto per rinnovare l'annuncio del Vangelo ai concittadini, divenendo sempre più una Chiesa di comunione e missione".

  Benedetto XVI conclude il Messaggio con parole di saluto ai religiosi, alle religiose e ai laici del Viêt Nam "sempre presenti nel mio ricordo e nella mia preghiera quotidiana" ed esortando i Vescovi "a testimoniare con coraggio e perseveranza la grandezza di Dio e della bellezza della vita in Cristo".
MESS/GIUBILEO/VIÊT NAM:NGUYEN                   VIS 20091126 (370)


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