Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 3 aprile 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il l'Arcivescovo Vincent Nichols, Arcivescovo Metropolita di Westminster (superficie: 3.634; popolazione: 4.664.000; cattolici: 472.600; sacerdoti: 669; religiosi: 1.560; diaconi permanenti: 8), Gran Bretagna. Finora Arcivescovo Metropolita di Birmingham (Gran Bretagna), succede al Cardinale Cormac Murphy O'Connor, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/NICHOLS:O'CONNOR                             VIS 20090403 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
AP/.../.../                                         VIS 20090403 (60)

TESTIMONI SPIRITO POVERTÀ: CRISTIANI E BUDDISTI IN DIALOGO

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, presieduto dal Cardinale Jean-Louis Tauran, inviato ogni anno ai buddisti di tutto il mondo in occasione della festa di Vesakh 2009.

  Vesakh è la più importante festività buddista che ricorda i tre momenti fondamentali della vita di Budda. Secondo la tradizione il Budda storico nacque, ottenne l'illuminazione e disparve raggiungendo il Nirvana durante la luna piena del mese di maggio.

  Nel Messaggio di quest'anno intitolato: "Testimoni dello spirito di povertà: cristiani e buddisti in dialogo", si ricorda che come ha recentemente affermato Papa Benedetto XVI "la povertà può essere di due tipi molto differenti, cioè una povertà 'da scegliere' ed una 'da combattere'. Per un cristiano, la povertà che va scelta è quella che consente di camminare sulle orme di Gesù Cristo. (...) Noi intendiamo questa povertà anzitutto come uno svuotamento dal proprio io (...). Tale povertà suscita in noi una volontà disponibile ad ascoltare Dio ed i nostri fratelli e sorelle, ad aprirci a loro e a rispettarli come individui".


  Papa Benedetto XVI nota inoltre che "'c'è una povertà, un'indigenza, che Dio non vuole e che va 'combattuta'; una povertà che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l'uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica".

  Il Messaggio si conclude con un ringraziamento ai buddisti per "la vostra illuminante testimonianza di distacco ed appagamento per ciò che si ha. Monaci, monache e molti laici devoti tra di voi abbracciano la povertà 'da scegliere', che nutre spiritualmente il cuore umano, arricchendo in maniera sostanziale la vita con uno sguardo più profondo sul significato dell'esistenza e sostenendo l'impegno a promuovere la buona volontà dell'intera comunità umana".
CON-DIR/BUDDISTI/VESAKH                           VIS 20090403 (310)


DECRETI DELLA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e nel corso dell'Udienza ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO

Venerabile Serva di Dio Maria Pierina de Micheli (al secolo: Giuseppina), italiana, Suora professa dell'Istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires; (1890-1945).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Francesco Giuseppe Rudigier, austriaco, Vescovo di Linz (Austria); (1811-1884).

- Servo di Dio Giovanni Evangelista Wagner, tedesco, Sacerdote Diocesano; (1807-1886).

- Servo di Dio Innocenzo da Caltagirone Marcinnò (al secolo Giuseppe), italiano, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; (1589-1655).

- Serva di Dio Teresa della Croce Candamo Álvarez Calderón, peruviana, Fondatrice della Congregazione delle Canonichesse della Croce; (1875-1953).

- Serva di Dio Maria Agnese-Teresa del Santissimo Sacramento Arias Espinosa (al secolo Emanuela di Gesù), messicana, Fondatrice delle Congregazioni delle Suore Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento e dei Missionari di Cristo per la Chiesa Universale; (1904-1981).

- Serva di Dio Maria de la Ferre, francese, Confondatrice dell'Istituto delle Figlie di San Giuseppe de La Flèche ora Religiose Ospedaliere di San Giuseppe; (1589-1652).

- Serva di Dio Teresina del Bambino Gesù Pérez de Iriarte Casado (al secolo: Felisa), Monaca professa dell'Ordine di San Domenico, spagnola: (1904-1954).

- Serva di Dio Dulce Lopes Pontes (al secolo: Maria Rita), brasiliana, Suora professa della Congregazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio; (1914-1992).

- Servo di Dio Giacomo Gaglione, italiano, Laico; (1896-1962).

- Serva di Dio Benedetta Rencurel, francese, Laica, del Terz'Ordine di San Domenico; (1647-1718).
CCS/DECRETI CAUSE SANTI/AMATO                       VIS 20090403 (270)


GRAZIE DEL PAPA AI SOCI DEL CIRCOLO SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Soci del Circolo San Pietro che hanno consegnato al Papa la raccolta del tradizionale "Obolo di San Pietro", effettuata nelle parrocchie e negli istituti della Diocesi di Roma.

  "Vi ringrazio" - ha detto il Papa - "perché con queste vostre iniziative di solidarietà umana ed evangelica voi rendete presente, in un certo modo, la premura del Successore di Pietro verso che si trova in condizioni di particolare necessità".

  "Noi sappiamo che l'autenticità della nostra fedeltà al Vangelo si verifica anche in base all'attenzione e alla sollecitudine concreta che ci sforziamo di manifestare verso il prossimo, specialmente verso i più deboli ed emarginati. Così, il servizio caritativo, che può dispiegarsi in una molteplicità di forme, diventa una privilegiata forma di evangelizzazione, alla luce dell'insegnamento di Gesù".

  "Dalla Croce" - ha concluso il Pontefice - "scaturisce anche la gioia e la pace del cuore, che rende testimoni di quella speranza di cui si avverte un grande bisogno in questo tempo di crisi economica diffusa e generalizzata".
AC/.../CIRCOLO SAN PIETRO                           VIS 20090403 (190)


LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATORE REPUBBLICA DOMINICANA

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Victor Manuel Grimaldi Céspedes, nuovo Ambasciatore della Repubblica Dominicana, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Da oltre cinque secoli, ha detto il Papa nel suo discorso, "grazie ad una generosa ed oblativa azione evangelizzatrice, la fede in Cristo Gesù è sempre più viva e operante. (...) Dalla prima semina, sorse successivamente, come albero frondoso, la Chiesa in America Latina, che con il passare degli anni ha dato abbondanti frutti di santità, cultura e prosperità di tutti i membri della società".

  Benedetto XVI ha detto ancora che "è giusto riconoscere il contributo della Chiesa, attraverso le sue istituzioni, per il progresso della Repubblica Dominicana, soprattutto in campo educativo, con le diverse università, i centri di formazione tecnica, gli istituti e scuole parrocchiali e nell'ambito assistenziale, con particolare attenzione ai numerosi migranti, rifugiati, disabili, ammalati, anziani, orfani e bisognosi". In merito il Santo Padre ha sottolineato la "proficua collaborazione fra enti locali cattolici ed organismi dello Stato nello sviluppo di programmi che prefiggendosi il bene comune della società, aiutano i più bisognosi e promuovono autentici valori morali e spirituali".

  E' molto importante, ha ribadito il Papa, "nei significativi cambiamenti politici e sociali che si sono verificati nella Repubblica Dominicana in questi ultimi tempi, che vengano realizzati e prolungati quei nobili principi che contraddistinguono la ricca storia dominicana dalla fondazione della sua Patria. Mi riferisco, prima di tutto, alla difesa e alla diffusione dei valori umani tanto fondamentali quali il riconoscimento e la tutela della dignità della persona, il rispetto della vita umana dal momento del suo concepimento fino alla morte naturale e la salvaguardia dell'istituzione della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, poiché questi sono elementi insostituibili e irrinunciabili del tessuto sociale".

  Il Santo Padre ha rilevato che nonostante i progressi degli ultimi anni "sul piano sociale ed economico, che permettono di sperare in un futuro più luminoso e sereno, (...) occorre percorrere ancora un lungo cammino per assicurare una vita degna al popolo dominicano e sradicare i mali della povertà, il narcotraffico, l'emarginazione e la violenza".

  "Tutto ciò che sia orientato al rafforzamento delle istituzioni è fondamentale per il benessere della società, che poggia su pilastri quali l'onestà e la trasparenza, l'indipendenza giuridica, la difesa e il rispetto dell'ambiente e il potenziamento dei servizi sociali, assistenziali, sanitari ed educativi di tutta la popolazione. Tali pilastri devono essere accompagnati dalla forte volontà di sradicare definitivamente la corruzione che comporta tante sofferenze, soprattutto per i membri più poveri e indifesi della società".

  Il Papa ha concluso il suo discorso assicurando che "nell'instaurazione di un clima di autentica concordia e di ricerca di risposte e soluzioni efficaci e stabili ai problemi più scottanti, le autorità della Repubblica Dominicana troveranno sempre la mano tesa della Chiesa per l'edificazione di una civiltà più libera, pacifica, giusta e fraterna".
CD/CREDENZIALI/REPUBBL DOMINICANA:GRIMALDI    VIS 20090403 (510)


TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE CARDINALE BETTI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Padre José Rodriguez Carballo, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, per la morte, avvenuta il 1° aprile, all'età di 87 anni, del Cardinale Umberto Betti, O.F.M., già Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense.
 
  "Ho appreso con profondo dolore la notizia della scomparsa dell'eminentissimo Cardinale Umberto Betti e partecipando spiritualmente al lutto che ha colpito codesto Ordine dei Frati Minori esprimo il mio vivo cordoglio. Ricordo con animo grato al Signore il ministero svolto con zelo dal compianto Porporato particolarmente quale illustre teologo perito del Concilio Vaticano Secondo, apprezzato Consultore della Congregazione della Dottrina della Fede e della Segreteria di Stato e Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense. Innalzo fervide preghiere di suffragio per così benemerito servitore del Vangelo e, invocando dalla divina bontà la pace eterna per la sua anima eletta, invio a conforto dei familiari, dei confratelli e di quanti piangono la sua dipartita, una speciale Benedizione Apostolica".
TGR/MORTE/BETTI                               VIS 20090403 (180)


GIOVANNI PAOLO II COMUNICAVA FORTE CARICA SPERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Ieri, 2 aprile, quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, alle 18:00, la Santa Messa nella Basilica di San Pietro in suffragio del compianto Predecessore. 

  "Ci riunisce questa sera il suo ricordo, che continua ad essere vivo nel cuore della gente" - ha detto Benedetto XVI nell'omelia - "come dimostra anche l'ininterrotto pellegrinaggio di fedeli alla sua tomba, nelle Grotte Vaticane".

  "La vostra presenza" - ha detto il Papa rivolgendosi in particolare alle migliaia di giovani che gremivano la Basilica - "mi richiama alla mente l'entusiasmo che Giovanni Paolo II sapeva infondere nelle nuove generazioni. La sua memoria è stimolo per tutti noi, raccolti in questa Basilica dove in molte occasioni egli ha celebrato l'Eucaristia, a lasciarci illuminare ed interpellare dalla Parola di Dio".

  Nel citare la lettura del Vangelo odierno, Benedetto XVI ha sottolineato la difficoltà di essere testimoni di Cristo. "Ed il pensiero va all'amato Servo di Dio Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II" - ha detto il Papa - "che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. Dall'inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005, non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù è il Salvatore e il vero Liberatore dell'uomo".

  "Guardando alla sua esistenza," - ha proseguito il Papa - "vi vediamo come realizzata la promessa di fecondità fatta da Dio ad Abramo (...). Si potrebbe dire che specialmente negli anni del suo lungo pontificato, egli ha generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera; voi, giovani di Roma e voi, giovani venuti da Sydney e da Madrid, a rappresentare idealmente le schiere di ragazzi e ragazze che hanno partecipato alle ormai 23 Giornate Mondiali della Gioventù, in varie parti del mondo. Quante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, quante giovani famiglie decise a vivere l'ideale evangelico e a tendere alla santità sono legate alla testimonianza e alla predicazione del mio venerato Predecessore! Quanti ragazzi e ragazze si sono convertiti, o hanno perseverato nel loro cammino cristiano grazie alla sua preghiera, al suo incoraggiamento, al suo sostegno e al suo esempio!".

  "Giovanni Paolo riusciva a comunicare una forte carica di speranza, fondata sulla fede in Gesù Cristo, il quale 'è lo stesso ieri, oggi e per sempre' (Eb 13,8), come recitava il motto del Grande Giubileo del 2000. Come padre affettuoso e attento educatore, indicava sicuri e saldi punti di riferimento indispensabili per tutti, in special modo per la gioventù. E nell'ora dell'agonia e della morte, questa nuova generazione volle manifestargli di aver compreso i suoi ammaestramenti, raccogliendosi silenziosamente in preghiera in Piazza San Pietro e in tanti altri luoghi del mondo. Sentivano, i giovani, che la sua scomparsa costituiva una perdita: moriva il 'loro' Papa, che consideravano 'loro padre' nella fede".

  "Cari giovani, non si può vivere senza sperare" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "Fate però attenzione: in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere più forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di più contrario al messaggio di Gesù! Egli non vuole che i suoi discepoli 'recitino' una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi 'siano' speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui".

  "Se le parole di Cristo rimangono in noi, possiamo propagare la fiamma di quell'amore che Egli ha acceso sulla terra; possiamo portare alta la fiaccola della fede e della speranza (...). E' la fiaccola che il Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato in eredità. L'ha consegnata a me, come suo successore; ed io questa sera la consegno idealmente, ancora una volta, in un modo speciale a voi, giovani di Roma, perché continuiate ad essere sentinelle del mattino, vigili e gioiosi in quest'alba del terzo millennio".
HML/GIOVANNI PAOLO II/...                           VIS 20090403 (700)


giovedì 2 aprile 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Rourkela (India), presentata dal Vescovo Alphonse Bilung, S.V.D., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo John Barwa, S.V.D., Coadiutore della medesima Diocesi.
RE:NER/.../BILUNG:BARWA                             VIS 20090402 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale dell'Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Corrientes.

    - Il Vescovo Luis Urbanc, di Catamarca.
AL:AP/.../...                                 VIS 20090402 (60)

COMUNICATO RELATIVO RIUNIONE SULLA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 30 marzo u.s. al 1° aprile corrente si è riunita in Vaticano, per la seconda volta, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito nel 2007 per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina".

  "In un contesto di intensa partecipazione e di un vivo desiderio di offrire un servizio alla Chiesa in Cina, la Commissione ha approfondito il tema fondamentale della riunione: la formazione dei seminaristi e delle persone consacrate e la formazione permanente dei sacerdoti".

  "In unione con i Vescovi della Chiesa in Cina, principali responsabili delle comunità ecclesiali, si cercherà di promuovere una più adeguata formazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale del clero e delle persone consacrate che hanno l'importante compito di agire come fedeli discepoli di Cristo e come membri della Chiesa e di contribuire al bene del loro Paese come esemplari cittadini. Al riguardo sono risuonate illuminanti le parole della Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato nel 2007 ai cattolici in Cina: 'La Chiesa, sempre e dovunque missionaria, è chiamata alla proclamazione e alla testimonianza del Vangelo. Anche la Chiesa in Cina deve sentire nel suo cuore l'ardore missionario del suo Fondatore e Maestro. (…) Ora spetta a voi, discepoli cinesi del Signore, essere coraggiosi apostoli del Regno di Cristo. Sono sicuro che grande e generosa sarà la vostra risposta' (n. 17)".

  "I Partecipanti, facendo anche riferimento alla propria esperienza, a volte sofferta, hanno messo in risalto problematiche complesse dell'attuale situazione ecclesiale in Cina, che derivano non solamente dalle difficoltà all'interno della Chiesa ma anche dai rapporti non facili con le Autorità civili. In questo contesto si è appresa con profondo dolore la notizia del nuovo arresto di Sua Eccellenza Monsignor Giulio Jia Zhiguo, Vescovo della diocesi di Zhengding. Situazioni di questo genere creano ostacoli a quel clima di dialogo con le competenti Autorità che, com'è noto, il Santo Padre ha auspicato vivamente nella summenzionata Lettera. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato: anche altri ecclesiastici sono privati della libertà o sono sottoposti a indebite pressioni e limitazioni nelle loro attività pastorali. A tutti costoro, i Partecipanti desiderano far giungere l'assicurazione della loro vicinanza fraterna e della costante preghiera, in questo tempo quaresimale, illuminato dal Mistero Pasquale".

  "La riunione si è conclusa con un incontro con il Santo Padre, il Quale, come successore di Pietro, perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità dell'Episcopato (cf. ivi, n. 5), ha sottolineato l'importanza di aiutare i cattolici in Cina a far conoscere agli altri la bellezza e la ragionevolezza della fede cristiana e a presentarla come la proposta che offre le migliori risposte dal punto di vista intellettuale ed esistenziale. Egli ha, inoltre, ringraziato i presenti per il loro impegno nel campo della formazione e li ha incoraggiati a continuare il loro servizio per il bene della Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                           VIS 090402 (510)


ARGENTINA: ESTESA ED INCISIVA AZIONE EVANGELIZZATRICE

CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il secondo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Come in molte altre parti del mondo" - ha detto il Papa ai Presuli - "anche in Argentina si sente l'urgenza di realizzare una estesa ed incisiva azione evangelizzatrice che tenendo conto dei valori cristiani che hanno forgiato la storia e la cultura del vostro Paese, porti a un rinascimento spirituale e morale delle vostre comunità e di tutta la società".

  "Evangelizzare è, prima di tutto, testimoniare in modo semplice e diretto, il Dio rivelato da Gesù Cristo mediante lo Spirito Santo. Testimoniare che ha amato il mondo nel suo Figlio", ha affermato il Santo Padre, citando le parole del Predecessore Paolo VI, ed ha aggiunto: "Questo annuncio chiaro ed esplicito di Cristo quale Salvatore degli uomini, si inserisce in una ricerca appassionata della verità, della bellezza e del bene che caratterizza l'essere umano. (...) L'annuncio e la testimonianza del Vangelo sono il primo servizio che i cristiani possono rendere a ogni persona e a tutta l'umanità".

  "Ogni impegno evangelizzatore scaturisce da un triplice amore: dalla Parola di Dio, dalla Chiesa e dal mondo (...). Attraverso la Sacra Scrittura, Cristo ci fa conoscere la sua Persona, la sua vita e la sua dottrina". Per cui i Presuli devono "facilitare l'accesso di tutti i fedeli alla Sacra Scrittura affinché ponendo la Parola di Dio al centro della propria vita, accolgano Cristo quale Redentore e la Sua luce illumini tutti gli ambiti dell'umanità".

  "Dato che la Parola di Dio non può essere compresa separata dalla Chiesa" - ha spiegato il Papa - "è necessario promuovere lo spirito di comunione e di fedeltà al Magistero, specialmente in coloro che hanno la missione di trasmettere integralmente il messaggio del Vangelo".

  Il Papa ha ricordato che "si deve tenere sempre presente che la prima forma di evangelizzazione è la testimonianza della propria vita" e riferendosi ai presbiteri, ha segnalato che "il sacerdote ha la grande responsabilità di essere irreprensibile nella propria condotta, seguendo da vicino Cristo, con il sostegno e l'incoraggiamento dei fedeli".

  "L'annuncio del Vangelo riguarda tutti nella Chiesa; anche i fedeli laici, destinati a questa missione in forza del Battesimo e della Confermazione" - ha detto il Santo Padre ed ha esortato i Vescovi a "fare in modo che i secolari siano più consapevoli della propria vocazione, come membri vivi della Chiesa e autentici discepoli e missionari di Cristo in tutte le cose".

  "Quanti benefici possono scaturire, anche per la società civile" - ha concluso il Pontefice - "dal risorgere di un laicato maturo, che cerchi la santità nelle attività temporali, in piena comunione con i suoi pastori e risoluto, nella propria vocazione apostolica, ad essere fermento evangelico nel mondo".
AL/.../ARGENTINA                                   VIS 20090402 (480)


mercoledì 1 aprile 2009

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Silvio Cesare Bonicelli, emerito di Parma (Italia), il 6 marzo, all'età di 76 anni.

- L'Arcivescovo Luis Mena Arroyo, già Ausiliare di México (Messico), il 3 marzo, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Felipe Santiago Benítez Avalos, emerito di Asunción (Paraguay), il 19 marzo, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Ramón Mantilla Duarte, C.SS.R., emerito di Ipiales (Colombia), il 16 marzo, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo Paulo Eduardo Andrade Ponte, emerito di São Luis do Maranhão (Brasile), il 15 marzo, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Luis Rojas Mena, emerito di Culiacán, (Messico), il 18 marzo, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Manuel P. Del Rosario, emerito di Malolos (Filippine), il 22 marzo, all'età di 93 anni. 

- Il Vescovo Loras Joseph Watters, emerito di Winona (Stati Uniti d'America), il 30 marzo, all'età di 93 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20090401 (170)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Henrique Soáres da Costa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Aracaju (superficie: 7.019; popolazione: 1.202.000; cattolici: 1.010.000; sacerdoti: 116; religiosi: 286; diaconi permanenti: 11), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Penedo (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Rettore della Chiesa "Nossa Senhora do Livramento" a Maceió (Brasile) e Canonico del Capitolo della cattedrale Metropolitana.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Amboina (Indonesia), presentata dal Vescovo Josephus Tethool, M.S.C., per raggiunti limiti d'età.
NEA:RE/.../DA COSTA:TETHOOL                       VIS 20090401 (110)


IN BREVE


IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, ha fatto pervenire un Messaggio ai Ministri del Lavoro degli Stati Membri del G8 (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, Canada e Federazione Russa), e ai Ministri di altre sei Nazioni rappresentanti delle più grandi economie mondiali (Cina, India, Brasile, Messico, Sudafrica e Egitto), che hanno partecipato, nei giorni 29-31 marzo 2009, al Vertice Sociale del G8 di Roma. Finalità del Vertice è stata quella di formulare proposte affinché le soluzioni della presente crisi economica globale prendano nella dovuta considerazione il sostegno all'occupazione e ai diritti dei lavoratori.

MONSIGNOR RENATO VOLANTE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE presso le Organizzazioni ed Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, è intervenuto il 28 marzo scorso a Bangkok (Tailandia), alla XXIX Conferenza Regionale della F.A.O. per l'Asia e il Pacifico. Monsignor Volante ha affermato, nel suo intervento, che: "Nonostante i segnali positivi per raggiungere un livello minimo di sicurezza alimentare, la crisi che tocca i mercati, le attività finanziarie e il livello dei prezzi degli alimenti richiede una revisione delle politiche agricole facendo emergere la necessità di operare con tutti gli strumenti e gli accorgimenti possibili".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20090401 (200)


EVITARE EGOISMO NAZIONALISTICO E PROTEZIONISMO


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha manifestato il suo apprezzamento ai Capi di Stato e di Governo che partecipano al Vertice del G20, il 2 e 3 aprile a Londra (Gran Bretagna), per gli alti obiettivi che l'incontro si propone e che si fondano sulla convinzione "che l'uscita dall'attuale crisi globale si può solo realizzare insieme, evitando soluzioni improntate all'egoismo nazionalistico e al protezionismo".

  In una Lettera indirizzata al Primo Ministro del Regno Unito, Onorevole Gordon Brown, che ha voluto informare il Pontefice sul Vertice delle 20 economie più grandi del mondo, il Santo Padre ricorda che obiettivo di tale Vertice è "di coordinare con urgenza le misure necessarie per stabilizzare i mercati finanziari e consentire alle aziende e alle famiglie di superare il presente periodo di grave recessione, per rilanciare una crescita sostenibile dell'economica mondiale e per riformare e rafforzare sostanzialmente i sistemi di governabilità globale affinché tale crisi non si ripeta nel futuro".

  "Scrivo questo messaggio di ritorno dall'Africa" - ricorda il Santo Padre - "dove ho potuto toccare con mano sia la realtà di una povertà bruciante e di una esclusione cronica, che la crisi rischia di aggravare drammaticamente".

  Benedetto XVI rileva che al Vertice di Londra "l'Africa sub-sahariana è presente con un unico Stato e qualche Organismo regionale. Tale situazione deve indurre i partecipanti al Vertice ad una profonda riflessione, perché appunto coloro la cui voce ha meno forza nello scenario politico sono quelli che soffrono di più i danni di una crisi di cui non portano la responsabilità".

  Nel ribadire che la crisi attuale è dovuta ad "un deficit di etica nelle strutture economiche, questa stessa crisi ci insegna che l'etica non è 'fuori' dall'economia, ma 'dentro' e che l'economica non funziona se non porta in sé l'elemento etico".

  "Perciò, la rinnovata fiducia nell'uomo" - rileva ancora il Papa - "troverà la sua migliore concretizzazione nel coraggioso potenziamento di una cooperazione internazionale capace di promuovere un reale sviluppo umano ed integrale. La fattiva fiducia nell'uomo, soprattutto la fiducia negli uomini e nelle donne più povere - dell'Africa e di altre regioni del mondo colpite dalla povertà estrema - sarà la prova che veramente si vuole uscire dalla crisi senza esclusioni e in modo permanente e che si vuole evitare decisamente il ripetersi di situazioni simili a quelle che oggi ci tocca vivere".

  "Vorrei inoltre unire la mia voce" - scrive ancora il Pontefice - "a quella degli appartenenti a diverse religioni e culture che condividono la convinzione che l'eliminazione della povertà estrema entro il 2015, a cui si sono impegnati i Governanti nel Vertice ONU del Millennio, continua ad essere uno dei compiti più importanti del nostro tempo".

  Il Primo Ministro Brown ha inviato una lettera di risposta a Benedetto XVI nella quale manifesta la sua adesione all'appello del Papa ed indica le linee concrete dell'impegno per risolvere i problemi in questione.
MESS/.../VERTICE G20                               VIS 20090401 (490)


IL PAPA RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO IN AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2009 (VIS). Come preannunciato all'Angelus di domenica scorsa, il Santo Padre si è soffermato oggi, nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, sul recente Viaggio Apostolico in Camerun e Angola. All'Udienza tenutasi in Piazza San Pietro hanno partecipato 20.000 persone.

  "Con la mia visita" - ha detto il Papa - "ho voluto abbracciare tutti i popoli africani e benedirli nel nome del Signore", a cominciare dal Camerun, Paese che riassume molte caratteristiche del continente africano "prima fra tutte la sua anima profondamente religiosa, che accomuna tutti i numerosissimi gruppi etnici che lo popolano".

  "Negli incontri che, a due giorni di distanza, ho avuto con gli Episcopati, rispettivamente del Camerun e dell'Angola e São Tomé e Príncipe" - ha ricordato il Pontefice - "ho voluto - tanto più in questo Anno Paolino - richiamare l'urgenza dell'evangelizzazione, che compete in primo luogo proprio ai Vescovi, sottolineando la dimensione collegiale, fondata sulla comunione sacramentale. (...) Ho incoraggiato i Vescovi a promuovere la pastorale del matrimonio e della famiglia, della liturgia e della cultura, anche per mettere in grado i laici di resistere all'attacco delle sette e dei gruppi esoterici. Li ho voluti confermare con affetto nell'esercizio della carità e nella difesa dei diritti dei poveri".

  "Nella Nunziatura Apostolica di Yaoundé" - ha proseguito il Santo Padre - "ho avuto l'opportunità di incontrare anche i rappresentanti della comunità musulmana in Camerun, ribadendo l'importanza del dialogo interreligioso e della collaborazione tra cristiani e musulmani per aiutare il mondo ad aprirsi a Dio".

  "Sicuramente uno dei momenti culminanti del viaggio è stata  la consegna dell''Instrumentum laboris' della II Assemblea sinodale per l'Africa, avvenuta il 19 marzo nello stadio di Yaoundé, al termine della solenne Celebrazione eucaristica in onore di San Giuseppe. (...)  L'Assemblea sinodale si svolgerà a Roma, ma essa è in un certo senso già iniziata nel cuore del continente africano, nel cuore della famiglia cristiana che là vive, soffre e spera. Per questo mi è parsa felice la coincidenza della pubblicazione dello 'Strumento di lavoro' con la festa di San Giuseppe, modello di fede e di speranza come il primo patriarca Abramo. La fede nel 'Dio vicino', che in Gesù ci ha mostrato il suo volto d'amore, è la garanzia di una speranza affidabile, per l'Africa e per il mondo intero, garanzia di un futuro di riconciliazione, di giustizia e di pace".

  "Dopo la solenne assemblea liturgica e la festosa presentazione del Documento di lavoro, nella Nunziatura Apostolica di Yaoundé ho potuto intrattenermi con i Membri del Consiglio Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi e vivere con essi un momento di intensa comunione, riflettendo sulla storia dell'Africa in una prospettiva teologica e pastorale. Il cristianesimo, infatti, ha affondato fin dalle origini profonde radici nel suolo africano (...). Nella stagione attuale, che vede l'Africa impegnata a consolidare l'indipendenza politica e la costruzione delle identità nazionali in un contesto ormai globalizzato, la Chiesa accompagna gli africani richiamando il grande messaggio del Concilio Vaticano II".

  "In mezzo ai conflitti purtroppo numerosi e drammatici che ancora affliggono diverse regioni di quel continente, la Chiesa sa di dover essere" - ha ribadito il Pontefice - "segno e strumento di unità e di riconciliazione, perché tutta l'Africa possa costruire insieme un avvenire di giustizia, di solidarietà e di pace, attuando gli insegnamenti del Vangelo".

  Nel ricordare la visita al Centro 'Cardinal Léger' di Yaoundé, destinato alla riabilitazione delle persone portatrici di handicap, il Papa ha detto di aver "incontrato numerosi fratelli e sorelle che versano in situazioni di sofferenza, condividendo con loro - ma anche attingendo da loro - la speranza che proviene dalla fede".

  "Seconda tappa - e seconda parte del mio viaggio - è stata l'Angola" - ha ricordato ancora il Pontefice - "Paese anch'esso per certi aspetti emblematico: uscito infatti da una lunga guerra interna, è ora impegnato nell'opera di riconciliazione e di ricostruzione nazionale. Ma come potrebbero essere autentiche questa riconciliazione e questa ricostruzione se avvenissero a scapito dei più poveri, che hanno diritto come tutti a partecipare alle risorse della loro terra? Ecco perché, con questa mia visita, il cui primo obiettivo è stato ovviamente di confermare nella fede la Chiesa, ho inteso anche incoraggiare il processo sociale in atto".

  "In Angola si tocca veramente con mano quanto più volte i miei venerati Predecessori hanno ripetuto: tutto è perduto con la guerra, tutto può rinascere con la pace. Ma per ricostruire una nazione ci vogliono grandi energie morali. E qui, ancora una volta, risulta importante il ruolo della Chiesa, chiamata a svolgere una funzione educativa, lavorando in profondità per rinnovare e formare le coscienze".

  "Il Patrono della città di Luanda, capitale dell'Angola, è san Paolo" - ha detto il Papa - "per questo ho scelto di celebrare l'Eucaristia (...), nella chiesa dedicata all'Apostolo. Ancora una volta l'esperienza personale di San Paolo ci ha parlato dell'incontro con Cristo Risorto, capace di trasformare le persone e la società. Cambiano i contesti storici - e bisogna tenerne conto -, ma Cristo resta la vera forza di rinnovamento radicale dell'uomo e delle comunità umane".

  "Per esprimere la vicinanza della Chiesa agli sforzi di ricostruzione dell'Angola e di tante regioni africane, a Luanda ho voluto dedicare due incontri speciali rispettivamente ai giovani e alle donne. Con i giovani, nello stadio, è stata una festa di gioia e di speranza, rattristata purtroppo dalla morte di due ragazze, rimaste schiacciate nella calca dell'ingresso. L'Africa è un continente molto giovane, ma troppi suoi figli, bambini e adolescenti hanno già subito gravi ferite, che solo Gesù Cristo, il Crocifisso-Risorto, può sanare infondendo in loro, con il suo Spirito, la forza di amare e di impegnarsi per la giustizia e la pace".

  "Alle donne, poi, ho reso omaggio per il servizio che tante di loro offrono alla fede, alla dignità umana, alla vita, alla famiglia. Ho ribadito il loro pieno diritto ad impegnarsi nella vita pubblica, tuttavia senza che venga mortificato il loro ruolo nella famiglia, missione questa fondamentale da svolgere sempre in responsabile condivisione con i mariti e padri".

  "Se i popoli africani - ho detto loro -, come l'antico Israele, fondano la loro speranza sulla Parola di Dio, ricchi del loro patrimonio religioso e culturale, possono realmente costruire un futuro di riconciliazione e di stabile pacificazione per tutti", ha affermato il Santo Padre.

  Infine Benedetto XVI ha ricordato "l'azione generosa dei missionari, dei religiosi e delle religiose, dei volontari, dei sacerdoti, dei catechisti, in giovani comunità piene di entusiasmo e di fede. Vi domando  pure di pregare per le popolazioni africane, a me molto care, perché possano affrontare con coraggio le grandi sfide sociali, economiche e spirituali del momento presente".
AG/AFRICA/...                                VIS 20090401 (1100)


martedì 31 marzo 2009

APPELLO DEL PAPA LIBERAZIONE OPERATORI UMANITARI FILIPPINE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2009 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

"Il Santo Padre, facendo propria la preoccupazione delle famiglie e di quanti hanno a cuore la salvezza dei tre operatori umanitari della Croce Rossa sequestrati nell'isola di Jolo (Filippine), desidera elevare la sua voce e fare appello affinché il senso umanitario e la ragione abbiano il sopravvento sulla violenza e l'intimidazione".

"Il Santo Padre, nel nome di Dio, chiede la loro liberazione e sollecita le autorità a favorire ogni pacifica soluzione della drammatica vicenda".
OP/LIBERAZIONE SEQUESTRATI/FILIPPINE VIS 20090331 (110)

"LA FIDUCIA NELL'INIZIATIVA DI DIO E LA RISPOSTA UMANA"


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la XLVI Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che quest'anno sarà celebrata il 3 maggio 2009, Quarta Domenica di Pasqua, sul tema: "La fiducia nell'iniziativa di Dio e la risposta umana". Il Messaggio è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, tedesca, spagnola, portoghese e polacca.

Di seguito riportiamo estratti del Documento:

"Risuona perenne nella Chiesa l'esortazione di Gesù ai suoi discepoli: 'Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!' (Mt 9,38). Pregate! Il pressante appello del Signore sottolinea come la preghiera per le vocazioni debba essere ininterrotta e fiduciosa".

"La vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata costituisce uno speciale dono divino, che si inserisce nel vasto progetto d'amore e di salvezza che Iddio ha su ogni uomo e per 1'intera umanità".


"Nell'universale chiamata alla santità risalta la peculiare iniziativa di Dio, con cui sceglie alcuni perché seguano più da vicino il suo Figlio Gesù Cristo, e di lui siano ministri e testimoni privilegiati. (...) E così, rispondendo alla chiamata del Signore e docili all'azione dello Spirito Santo, schiere innumerevoli di presbiteri e di persone consacrate, nel corso dei secoli, si sono poste nella Chiesa a totale servizio del Vangelo. Rendiamo grazie al Signore che anche oggi continua a convocare operai per la sua vigna".

"Se è pur vero che in talune regioni della terra si registra una preoccupante carenza di presbiteri, e che difficoltà e ostacoli accompagnano il cammino della Chiesa, ci sorregge l'incrollabile certezza che a guidarla saldamente nei sentieri del tempo verso il compimento definitivo del Regno è Lui, il Signore, che liberamente sceglie e invita alla sua sequela persone di ogni cultura e di ogni età, secondo gli imperscrutabili disegni del suo amore misericordioso".

"Nostro primo dovere è pertanto di mantenere viva, con preghiera incessante, questa invocazione dell'iniziativa divina nelle famiglie e nelle parrocchie, nei movimenti e nelle associazioni impegnati nell'apostolato, nelle comunità religiose e in tutte le articolazioni della vita diocesana".

"(...) da parte di quanti sono chiamati si esige attento ascolto e prudente discernimento, generosa e pronta adesione al progetto divino, serio approfondimento di ciò che è proprio della vocazione sacerdotale e religiosa per corrispondervi in modo responsabile e convinto".

"Nell'Eucaristia, il dono perfetto che realizza il progetto d'amore per la redenzione del mondo, Gesù si immola liberamente per la salvezza dell'umanità. (...) A perpetuare questo mistero salvifico nei secoli, sino al ritorno glorioso del Signore, sono destinati i presbiteri (...). Nella celebrazione eucaristica è Cristo stesso che agisce in coloro che Egli sceglie come suoi ministri; li sostiene perché la loro risposta si sviluppi in una dimensione di fiducia e di gratitudine che dirada ogni paura, anche quando si fa più forte 1'esperienza della propria debolezza (cfr Rm 8,26-30), o si fa più aspro il contesto di incomprensione o addirittura di persecuzione (cfr Rm 8,35-39)".

"Credere nel Signore ed accettare il suo dono, porta dunque ad affidarsi a Lui con animo grato aderendo al suo progetto salvifico. Se questo avviene, il 'chiamato' abbandona volentieri tutto e si pone alla scuola del divino Maestro; ha inizio allora un fecondo dialogo tra Dio e l'uomo, un misterioso incontro tra l'amore del Signore che chiama e la libertà dell'uomo che nell'amore gli risponde".

"Questo intreccio d'amore tra l'iniziativa divina e la risposta umana è presente pure, in maniera mirabile, nella vocazione alla vita consacrata. (...) Attratti da lui, fin dai primi secoli del cristianesimo, molti uomini e donne hanno abbandonato famiglia, possedimenti, ricchezze materiali e tutto quello che umanamente è desiderabile, per seguire generosamente il Cristo e vivere senza compromessi il suo Vangelo, diventato per essi scuola di radicale santità".

"La risposta dell'uomo alla chiamata divina, quando si è consapevoli che è Dio a prendere l'iniziativa ed è ancora lui a portare a termine il suo progetto salvifico, (...) si esprime in una pronta adesione all'invito del Signore (...). Senza abdicare affatto alla responsabilità personale, la libera risposta dell'uomo a Dio diviene così 'corresponsabilità', responsabilità in e con Cristo, in forza dell'azione del suo Santo Spirito; diventa comunione con Colui che ci rende capaci di portare molto frutto (cfr Gv 15,5)".

"Emblematica risposta umana, colma di fiducia nell'iniziativa di Dio, è l''Amen' generoso e pieno della Vergine di Nazaret, pronunciato con umile e decisa adesione ai disegni dell'Altissimo (...). A Lei vorrei affidare quanti avvertono la chiamata di Dio a porsi in cammino nella via del sacerdozio ministeriale o nella vita consacrata".

"Cari amici, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà e ai dubbi; fidatevi di Dio e seguite fedelmente Gesù e sarete i testimoni della gioia che scaturisce dall'unione intima con lui".
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/... VIS 20090331 (800)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: "Perché il Signore benedica il lavoro degli agricoltori con un raccolto abbondante, e renda sensibili i popoli più ricchi al dramma della fame nel mondo".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i cristiani che operano nei territori in cui più tragiche sono le condizioni dei poveri, dei deboli, delle donne e dei bambini, siano segni di speranza, grazie alla loro coraggiosa testimonianza del Vangelo della solidarietà e dell'amore".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/… VIS 20090331 (110)
Copyright © VIS - Vatican Information Service