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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 16 dicembre 2008

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Avery Dulles, S.I., (Stati Uniti d'America), il 12 dicembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Elie Amsini Kiswaya, emerito di Sakania-Kipushi (Repubblica Democratica del Congo), l'11 dicembre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo George Martin Kuzma, emerito di Van Nuys dei Ruteni (Stati Uniti d'America), il 7 dicembre, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo José Maria Larrauri Lafuente, emerito di Vitoria (Spagna), il 9 dicembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Ivan Semedi, emerito di Mukachevo di rito bizantino (Ucraina), il 6 dicembre, all'età di 87 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20081216 (120)


TEMI TRE PROSSIME EDIZIONI GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2008 (VIS). Un Comunicato rende noto che il Santo Padre ha stabilito i temi delle tre prossime edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù, per favorire l'itinerario spirituale che culminerà con la celebrazione internazionale prevista a Madrid (Spagna), dal 16 al 21 agosto 2011.

- XXIV Giornata Mondiale della Gioventù (2009)
"Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente" (1 Tm 4,10)

- XXV Giornata Mondiale della Gioventù (2010)
"Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?" (Mc 10,17)

- XXVI Giornata Mondiale della Gioventù (2011)
"Radicato e fondati in Cristo, saldi nella fede" (cfr. Col 2,7).
OP/TEMI:GMG/...                                   VIS 20081216 (120)


RESPONSABILITÀ LEADERS RELIGIOSI IN TEMPI DI CRISI


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2008 (VIS). Ieri mattina ha avuto inizio, a Roma, l'11° Colloquio organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dalla "World Islamic Call Society", che ha sede a Tripoli (Libia).

  Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri rende noto che: "L'iniziativa fa seguito ad altri incontri organizzati, in varie sedi, nel 1976 e dal 1989 ad oggi in modo regolare".

  Il tema dell'incontro di questi giorni, che culminerà domani 17 dicembre con l'Udienza di Papa Benedetto XVI ai partecipanti, "è centrato sulle 'Responsabilità dei leaders religiosi specialmente in tempi di crisi'.

  "Le cinque sessioni del Colloquio saranno dedicate alla presentazione, da parte cattolica e da parte musulmana, ed all'approfondimento di tre piste di riflessione: 'Responsabilità religiosa', 'Responsabilità culturali e sociali', 'Tempi di crisi nel cammino del dialogo interreligioso'".

  "Partecipano al Colloquio dodici personalità ed esperti cattolici e dodici musulmani, provenienti da vari Paesi, sotto la presidenza, rispettivamente, del Cardinlae Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e del Dottor Mohamed Ahmed Sherif, Segretario Generale della 'World Islamic Call Society"".
OP/COLLOQUIO CATTOLICO-MUSULMANO/TAURAN       VIS 20081216 (200)


lunedì 15 dicembre 2008

MUORE CARDINALE STATUNITENSE AVERY DULLES, S.I.


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio al Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, per la morte, avvenuta ieri, all'età di 90 anni, del Cardinale statunitense Avery Dulles, S.I.

Il Santo Padre prega il Cardinale Egan di trasmettere le sue sentite condoglianze "alla famiglia, ai confratelli della Compagnia di Gesù, e alla comunità accademica dell'Università di Fordham", dove fu Professore l'allora Padre Dulles.

"Mi unisco a lei nell'affidare la nobile anima del defunto Cardinale a Dio, Padre di misericordia, con immensa gratitudine per la sua profonda cultura, il suo sereno giudizio e l'inesauribile amore per Dio e la sua Chiesa che ha contraddistinto il suo ministero sacerdotale e gli anni di insegnamento e di ricerca teologica".

"Nel contempo prego perché la sua convincente testimonianza personale dell'armonia della fede e della ragione continui a portare frutto per la conversione delle menti e dei cuoi e per il progresso del Vangelo negli anni a venire".
TGR/MORTE DULLES/EGAN VIS 20081215 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi (Francia), Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia; con i Vice Presidenti Arcivescovo Laurent Ulrich, Vescovo di Lille ed Arcivescovo Hippolyte Simon, di Clermont, e con il Segretario Generale Monsignor Antoine Herouard.

- Il Reverendo Don Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione.
AP/.../...                                       VIS 20081215 (100)

Il SIGNORE E' VICINO. ECCO LA RAGIONE DELLA GIOIA


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. In questa III Domenica di Avvento erano presenti tra gli altri i bambini delle parrocchie e delle scuole di Roma, per la benedizione dei "Bambinelli" per i presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie, organizzata dal Centro Oratori Romani.

  "Questa domenica, la terza del tempo di Avvento, è detta 'Domenica gaudete'" - ha ricordato il Santo Padre, "'siate lieti', perché l'antifona d'ingresso della Santa Messa riprende un'espressione di San Paolo nella Lettera ai Filippesi che così dice: 'Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti'. E subito dopo aggiunge la motivazione: Il Signore è vicino' (Fil 4,4-5). Ecco la ragione della gioia. Ma che cosa significa che 'il Signore è vicino'? In che senso dobbiamo intendere questa 'vicinanza' di Dio? L'apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Filippi, pensa evidentemente al ritorno di Cristo, e li invita a rallegrarsi perché esso è sicuro".

  "Tuttavia" - ha proseguito il Pontefice - "lo stesso San Paolo, nella sua Lettera ai Tessalonicesi, avverte che nessuno può conoscere il momento della venuta del Signore (cfr 1 Ts 5,1-2) e mette in guardia da ogni allarmismo, quasi che il ritorno di Cristo fosse imminente (cfr 2 Ts 2,1-2). Così, già allora, la Chiesa, illuminata dallo Spirito Santo, comprendeva sempre meglio che la 'vicinanza' di Dio non è una questione di spazio e di tempo, bensì una questione di amore: l'amore avvicina! Il prossimo Natale verrà a ricordarci questa verità fondamentale della nostra fede e, dinanzi al Presepe, potremo assaporare la letizia cristiana, contemplando nel neonato Gesù il volto del Dio che per amore si è fatto a noi vicino".

  Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze di Roma venuti con i "Bambinelli", le statuette di Gesù Bambino da deporre nel presepe, Papa Benedetto XVI ha detto loro: "Vi invito a unirvi a me seguendo attentamente questa preghiera:
 
  "Dio, nostro Padre, tu hai tanto amato gli uomini da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, per salvarci e ricondurci a te".

  "Ti preghiamo, perché con la tua benedizione queste immagini di Gesù, che sta per venire tra noi, siano, nelle nostre case, segno della tua presenza e del tuo amore".

  "Padre buono, dona la tua benedizione anche a noi, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici.

  "Apri il nostro cuore, affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, fare sempre ciò che egli chiede e vederlo in tutti quelli che hanno bisogno del nostro amore".

  "Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen".

  Al termine della preghiera dell'Angelus Domini, il Santo Padre ha detto: "Oggi, nella Diocesi di Roma, si celebra la giornata per la costruzione delle nuove chiese. Negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni nuovi complessi parrocchiali, ma vi sono ancora comunità che dispongono soltanto di strutture provvisorie e inadeguate. Ringrazio di cuore quanti hanno sostenuto questo impegno così importante della Diocesi e rinnovo a tutti l'invito: aiutiamo le parrocchie di Roma a costruire la loro chiesa".
ANG/NATALE/...                                   VIS 20081215 (570)


Il SIGNORE E' VICINO. ECCO LA RAGIONE DELLA GIOIA


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. In questa III Domenica di Avvento erano presenti tra gli altri i bambini delle parrocchie e delle scuole di Roma, per la benedizione dei "Bambinelli" per i presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie, organizzata dal Centro Oratori Romani.

  "Questa domenica, la terza del tempo di Avvento, è detta 'Domenica gaudete'" - ha ricordato il Santo Padre, "'siate lieti', perché l'antifona d'ingresso della Santa Messa riprende un'espressione di San Paolo nella Lettera ai Filippesi che così dice: 'Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti'. E subito dopo aggiunge la motivazione: Il Signore è vicino' (Fil 4,4-5). Ecco la ragione della gioia. Ma che cosa significa che 'il Signore è vicino'? In che senso dobbiamo intendere questa 'vicinanza' di Dio? L'apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Filippi, pensa evidentemente al ritorno di Cristo, e li invita a rallegrarsi perché esso è sicuro".

  "Tuttavia" - ha proseguito il Pontefice - "lo stesso San Paolo, nella sua Lettera ai Tessalonicesi, avverte che nessuno può conoscere il momento della venuta del Signore (cfr 1 Ts 5,1-2) e mette in guardia da ogni allarmismo, quasi che il ritorno di Cristo fosse imminente (cfr 2 Ts 2,1-2). Così, già allora, la Chiesa, illuminata dallo Spirito Santo, comprendeva sempre meglio che la 'vicinanza' di Dio non è una questione di spazio e di tempo, bensì una questione di amore: l'amore avvicina! Il prossimo Natale verrà a ricordarci questa verità fondamentale della nostra fede e, dinanzi al Presepe, potremo assaporare la letizia cristiana, contemplando nel neonato Gesù il volto del Dio che per amore si è fatto a noi vicino".

  Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze di Roma venuti con i "Bambinelli", le statuette di Gesù Bambino da deporre nel presepe, Papa Benedetto XVI ha detto loro: "Vi invito a unirvi a me seguendo attentamente questa preghiera:
 
  "Dio, nostro Padre, tu hai tanto amato gli uomini da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, per salvarci e ricondurci a te".

  "Ti preghiamo, perché con la tua benedizione queste immagini di Gesù, che sta per venire tra noi, siano, nelle nostre case, segno della tua presenza e del tuo amore".

  "Padre buono, dona la tua benedizione anche a noi, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici.

  "Apri il nostro cuore, affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, fare sempre ciò che egli chiede e vederlo in tutti quelli che hanno bisogno del nostro amore".

  "Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen".

  Al termine della preghiera dell'Angelus Domini, il Santo Padre ha detto: "Oggi, nella Diocesi di Roma, si celebra la giornata per la costruzione delle nuove chiese. Negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni nuovi complessi parrocchiali, ma vi sono ancora comunità che dispongono soltanto di strutture provvisorie e inadeguate. Ringrazio di cuore quanti hanno sostenuto questo impegno così importante della Diocesi e rinnovo a tutti l'invito: aiutiamo le parrocchie di Roma a costruire la loro chiesa".
ANG/NATALE/...                                   VIS 20081215 (570)


VISITA DEL PAPA AMBASCIATA D'ITALIA PRESSO SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2008 (VIS).  Alle 10:45 di questa mattina, il Santo Padre si è recato in visita all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, dove è giunto alle 11:00.

  Il Papa ha salutato i dipendenti dell'Ambasciata e i familiari nella Cappella di San Carlo Borromeo, appena restaurata, ricordando che il Santo, che ricevette in dono dallo zio, Papa Pio IV, il palazzo dove ha sede l'Ambasciata, collaborò attivamente con questo Pontefice nel governo della Chiesa.

  "Dalla sua biografia" - ha detto ancora  Benedetto XVI - "emerge con chiarezza lo zelo con cui espletò il suo ministero episcopale, promuovendo la riforma della Chiesa secondo lo Spirito del Concilio di Trento, alle cui direttive dette esemplare attuazione, mostrando una vicinanza costante alle popolazioni, specialmente durante gli anni della peste, sì da essere chiamato, proprio per questa sua generosa dedicazione, 'Angelo degli appestati'".

  "La vicenda umana e spirituale di San Carlo Borromeo mostra come la grazia divina possa trasformare il cuore dell'uomo e renderlo capace di un amore per i fratelli spinto fino al sacrificio di sé".

  Dopo la benedizione ai presenti, lasciata la Cappella, il Santo Padre, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri d'Italia e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha incontrato i Rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede.

  Lo storico Palazzo, ha ricordato ancora Benedetto XVI - "ha ricevuto la visita di tre miei Predecessori i Servi di Dio Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. "Basterebbe da sola la singolare attenzione mostrata dai Pontefici a questa Sede diplomatica" - ha detto il Papa - "per segnalare il riconoscimento dell'importante ruolo che ha svolto e svolge l'Ambasciata d'Italia negli intensi e particolari rapporti che intercorrono fra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, come pure nelle relazioni di mutua collaborazione fra la Chiesa e lo Stato in Italia".

  Facendo riferimento ai Patti Lateranensi che regolano i rapporti fra Stato e Chiesa dei quali si celebrerà l'80° anniversario l'11 febbraio prossimo, il Papa ha detto: "Si tratta di un'intesa quanto mai importante e significativa nell'attuale situazione mondiale, nella quale il perdurare di conflitti e di tensioni tra popoli rende sempre più necessaria una collaborazione tra tutti coloro che condividono gli stessi ideali di giustizia, di solidarietà e di pace".

  "Questa breve visita mi è propizia per ribadire come la Chiesa sia ben consapevole che 'alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene le distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè la distinzione tra Stato e Chiesa'. Tale distinzione e tale autonomia non solo la Chiesa le riconosce e rispetta, ma di esse si rallegra, come di un grande progresso dell'umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l'adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli".

  "In pari tempo, però" - ha concluso il Pontefice- "la Chiesa sente come suo compito, seguendo i dettami della propria dottrina sociale, argomentata 'a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano', di risvegliare nella società le forze morali e spirituali, contribuendo ad aprire le volontà alle autentiche esigenze del bene. Perciò, richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche e soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, di fatto la Chiesa contribuisce a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società, ed in questo senso si realizza l'auspicata vera e propria cooperazione tra Stato e Chiesa".

  Conclusa la visita il Papa è rientrato in Vaticano poco dopo le 12:15.
BXVI-VISITA/AMBASCIATA D'ITALIA/...                   VIS 20081215 (590)


venerdì 12 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jean-Pierre Blais, finora Ausiliare di Québec (Canada), Vescovo di Baie-Comeau (superficie: 148.750; popolazione: 90.907; cattolici: 90.041; sacerdoti: 36; religiosi: 64, diaconi permanenti: 8) , Canada.

- L'Arcivescovo Antonio Arcari, finora Nunzio Apostolica in  Honduras, Nunzio Apostolico in Mozambico.
NER:NN/.../...                                VIS 20081212 (60)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong (Cina).

- Una Delegazione del Principato di Andorra, dopo la cerimonia dello scambio degli Strumenti di Ratifica dell'Accordo tra la Santa Sede e il Principato, firmato il 17 marzo scorso.

- Il Dottor Erwin Pröll, Governatore della Bassa Austria.

- Il Pellegrinaggio dalla Bassa Austria, per il dono dell'Albero di Natale in Piazza San Pietro.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Taiwan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Thomas Chung An-zu, di Kiayi.

    - Il Vescovo Martin Su Yao-wen, di Taichung.

    - Il Vescovo Bosco Lin Chi-nan, di Tainan.
AP:AL/.../...                                       VIS 20081212 (120)


ISTRUZIONE SU ALCUNE QUESTIONI DI BIOETICA


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell'Istruzione "'Dignitas personae'. su alcune questioni di bioetica" a cura della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Documento di 33 pagine, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, tedesca, italiana, spagnola, portoghese e polacca.

  Alla Conferenza Stampa sono interventi l'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede; l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; l'Arcivescovo Elio Sgreccia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita; la Professoressa Maria Luisa Di Pietro, Professore Associato di Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; Presidente dell'Associazione "Scienza & Vita".

  L'Arcivescovo Ladaria ha affermato che l'Istruzione scaturisce dallo studio più approfondito intrapreso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede circa le nuove questioni di bioetica al fine di apportare un aggiornamento alla 'Donum vitae' (1987) dello stesso Dicastero. Il Documento approvato dal Papa, "appartiene a quei documenti della Congregazione che 'partecipano al Magistero ordinario del Successore di Pietro' ed è una 'Istruzione di natura dottrinale'"

  "Il Documento, quindi, incoraggia la ricerca biomedica che rispetta la dignità di ogni essere umano e della procreazione (...). Nel contempo esclude, come eticamente illecite, diverse tecnologie biomediche e sarà probabilmente accusato di contenere troppi divieti. Di fronte a tale prevedibile accusa occorre tuttavia ribadire che la Chiesa sente di dover dare voce a coloro che non hanno voce".

    L'Arcivescovo Fisichella ha affermato che: "Ciò che questa Istruzione intende fare è esprimere il proprio contributo autorevole nella formazione della coscienza non solo dei credenti, ma di quanti intendono porre ascolto alle argomentazioni che vengono portate e con queste intende confrontarsi. Un intervento, pertanto, che rientra pienamente nella sua missione e che dovrebbe essere accolto non solo come legittimo, ma anche come dovuto in una società pluralistica, laica e democratica".

  La Dottoressa Di Pietro ha a sua volta affermato che prima di esaminare le questioni che il Documento prende in esame, come le tecniche di aiuto alla fertilità; la fecondazione in vitro, il congelamento di embrioni e di ovociti, la riduzione embrionale, la diagnosi pre-impiantatoria, "Occorre richiamare, prima di prendere in esame le singole questioni, i tre beni fondamentali su cui si commisurano le singole scelte:

- il riconoscimento della dignità di persona ad ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale, con la conseguente soggettività del diritto alla vita e alla integrità fisica;

- l'unità del matrimonio, che comporta il reciproco rispetto del diritto dei coniugi a diventare padre e madre solo l'uno attraverso l'altro;

- i valori specificatamente umani della sessualità, che "esigono che la procreazione di una persona debba essere perseguita come il frutto dell'atto coniugale specifico dell'amore tra gli sposi".

  L'Arcivescovo Sgreccia ha trattato della terza parte del documento relativa alle nuove proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione o del patrimonio genetico umano.

  "Quello che il Documento evidenzia" - ha ribadito l'Arcivescovo Sgreccia - "è che occorre tenere conto di una fondamentale distinzione: la terapia genetica teoricamente si può applicare alle cellule somatiche con finalità direttamente terapeutiche, o sulle cellule germinali". Riguardo a queste ultime l'Arcivescovo ha precisato che: "Non essendo ancora sicura la tecnica, (...), questo tipo d'intervento non è eseguibile, perché può comportare il rischio di indurre malformazioni nel patrimonio genetico ereditario, delle generazioni future".

  Il Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita ha affermato inoltre che: "La distinzione tra clonazione riproduttiva e clonazione terapeutica è, come si sa, una distinzione insostenibile, perché anche quella cosiddetta terapeutica presuppone sempre una riproduzione".

  Qui di seguito riportiamo il link per la consultazione della sintesi del Documento:

http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/23039.php?index=23039&lang=it
OP/DIGNITÀ                                       VIS 20081212 (600)


RICEZIONE E FUTURO DEL DIALOGO ECUMENICO


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nella Sala Clementina in Vaticano, i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, presieduta dal Cardinale Walter Kasper, sul tema: "Ricezione e futuro del dialogo ecumenico".

  "Si tratta di un argomento di notevole interesse per il cammino verso l'unità piena tra i cristiani" - ha detto il Papa - "un argomento che presenta due dimensioni essenziali: da un lato, il discernimento dell'itinerario percorso fino ad ora, e, dall'altro, l'individuazione di nuove vie per proseguirlo, cercando insieme come superare le divergenze che purtroppo ancora permangono nei rapporti tra i discepoli di Cristo".

  "E' indubbio che il dialogo teologico costituisce una componente essenziale per ristabilire quella piena comunione a cui tutti aneliamo, e, per questo, va sostenuto ed incoraggiato. Sempre più, questo dialogo si svolge nel contesto delle relazioni ecclesiali che, per grazia di Dio si vanno estendendo e coinvolgono non solo i Pastori, ma tutte le varie componenti ed articolazioni del Popolo di Dio".

  "Ringraziamo il Signore" - ha sottolineato il Pontefice - "per i significativi passi in avanti compiuti nei rapporti con le Chiese ortodosse e con le antiche Chiese ortodosse di oriente sia per quanto concerne il dialogalo teologico, sia per il consolidamento e la crescita della fraternità ecclesiale. L'ultimo documento della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la chiesa cattolica e le Chiese ortodosse sul tema 'Comunione Ecclesiale, conciliairità e autorità apre sicuramente" - ha sottolineato il Pontefice - "una prospettiva positiva di riflessione sulla relazione che esiste tra primato e sinodalità nella Chiesa, argomento questo di cruciale importanza nei rapporti con i fratelli ortodossi".

  Infine Papa Benedetto XVI ha ricordato che la Plenaria ha riservato speciale attenzione al "Harvest Project" "Ecumenical consensus /convergence on some basic aspects of the Christian faith found in the reports of the first four international bilateral dialogue in which the Catholic Church has taken part since the Second Vatican Council" (Consenso/convergenza ecumenica su alcuni aspetti fondamentali della fede cristiana identificati nei rapporti dei primi quattro dialoghi bilaterali internazionali a cui ha partecipato la Chiesa Cattolica dal Concilio Vaticano II). I risultati del dialogo con la "Federazione Luterana Mondiale, il Consiglio Mondiale Metodista, la Comunione Anglicana e l'Alleanza Riformata Mondiale" sono "in una situazione intermedia, dove appare senz'altro utile ed opportuno un esame oggettivo dei risultati conseguiti"
AC/PLENARIA/PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI/...               VIS 20081212 (400)


VESCOVI DI TAIWAN UNITI AI FEDELI DEL CONTINENTE


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). I Presuli della Conferenza Episcopale di Taiwan sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso, il Papa ha sottolineato che la celebrazione del 150° anniversario dell'evangelizzazione cattolica di Taiwan rappresenta "un'occasione di manifestare con sempre maggiore entusiasmo l'unione vicendevole e la vostra unione con il Signore, mentre insieme promuovete il comune apostolato della Chiesa".

  "Questa unità di mente e di cuore è evidenziata dal vostro desiderio di collaborare più strettamente nella predicazione del Vangelo fra i non credenti e formare quanti sono già iniziati nella Chiesa, tramite il Battesimo e il Sacramento della Confermazione. Sono lieto di notare che continuate a coordinare numerose istituzioni con tale finalità, con la dovuta attenzione alla parrocchia", primo luogo della catechesi.

  Relativamente alle necessità dei sacerdoti e dei catechisti, il Papa ha ricordato che i programmi di formazione dei primi devono essere elaborati "con la dovuta attenzione alla diversità dell'età, delle condizioni di vita e dei doveri del vostro clero" ed ha esortato i Vescovi a dotare i catechisti "delle necessarie risorse così che possano seguire l'esempio di Gesù nel proclamare la verità con chiarezza ed in modo accessibile a tutti".

  "Una catechesi efficace inevitabilmente costruisce famiglie più forti, che a loro volta fanno nascere nuove vocazioni sacerdotali. (...) I genitori, i pastori, gli insegnanti, i responsabili delle parrocchie e tutti i membri della Chiesa devono presentare ai giovani la decisione radicale della sequela di Cristo, così che nel trovare Cristo, essi trovano se stessi".

  Benedetto XVI ha fatto riferimento alla recente Lettera pastorale dell'episcopato di Taiwan: "Interesse sociale ed evangelizzazione" che sottolinea "la necessità che la Chiesa si impegni attivamente nella promozione della vita della famiglia" ed ha affermato: "La vostra profonda preoccupazione per il bene delle famiglie e di tutta la società, cari Fratelli, vi spinge ad assistere i coniugi nel preservare l'indissolubilità delle promesse coniugali. Non stancatevi mai di promuovere la giusta legislazione e la politica civile che proteggono la sacralità del matrimonio. Salvaguardate questo sacramento di fronte a tutto ciò che può metterlo in pericolo, soprattutto la deliberata soppressione della vita nei suoi stadi più vulnerabili".

  "La sollecitudine della Chiesa" - ha detto ancora il Pontefice - "verso i deboli similmente obbliga a "riservare speciale attenzioni ai migranti. In diverse lettere pastorali, voi avete indicato il ruolo essenziale della parrocchia nel servire i migranti e nel suscitare la consapevolezza verso le loro necessità. Sono lieto di notare che la Chiesa di Taiwan ha attivamente sollecitato leggi e politiche che proteggono i diritti umani dei migranti. Come sapete, molti di coloro che arrivano sulle vostre coste condividono in pienezza la comunione cattolica, ma portano con sé l'unico patrimonio culturale del rispettivo luogo d'origine. Vi incoraggio a continuare ad accogliere i migranti con affetto così che ricevano l'assidua cura  pastorale che li assicurerà della propria appartenenza alla 'famiglia della fede'".

  "Il vostro legame con il Successore di Pietro" - ha concluso il Pontefice - "comporta una responsabilità pastorale per la Chiesa universale nel mondo. Ciò significa in particolare, nel vostro caso, una preoccupazione affettuosa per i cattolici sul Continente, per i quali prego costantemente. Voi e i fedeli cristiani in Taiwan, siete un segno vivente che in una società giustamente ordinata, non si deve aver paura di essere un fedele cattolico e un buon cittadino. Prego che come parte della grande famiglia cattolica cinese, voi continuiate ad essere spiritualmente uniti con i vostri fratelli sul Continente".
AL/.../TAIWAN                                   VIS 20081212 (590)


LETTERA AI ROMANI, MESSAGGIO VIVO PER LA CHIESA VIVA


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, al termine della tradizionale Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Vicario Agostino Vallini per gli studenti universitari degli Atenei romani in preparazione al Santo Natale, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gli Studenti.

  "Il bimillenario della nascita dell'Apostolo delle genti" - ha detto il Papa - "sta aiutando tutta la Chiesa a riscoprire la propria fondamentale vocazione missionaria e, al tempo stesso, ad attingere a piene mani dall'inesauribile tesoro teologico e spirituale delle Lettere paoline".

  "Sono convinto" - ha proseguito il Pontefice  "che anche per voi, sia sul piano personale, sia su quello dell'esperienza comunitaria e dell'apostolato in università, il confronto con la figura e il messaggio di san Paolo costituisca un'opportunità molto arricchente. Per questo motivo, vi consegnerò tra poco la Lettera ai Romani, massima espressione del pensiero paolino e segno della sua speciale considerazione per la Chiesa di Roma".

  "La Lettera ai Romani" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "è senza dubbio uno dei testi più importanti della cultura di tutti i tempi. Ma essa è e rimane principalmente un messaggio vivo per la Chiesa viva, e come tale io la pongo questa sera nelle vostre mani. Possa questo scritto, scaturito dal cuore dell'Apostolo, diventare nutrimento sostanzioso per la vostra fede, portandovi a credere di più e meglio, ed anche a riflettere su voi stessi, per arrivare ad una fede 'pensata' e, al tempo stesso, per vivere questa fede, mettendola in pratica secondo la verità del comandamento di Cristo. Solo così la fede che uno professa diventa 'credibile' anche per gli altri, i quali restano conquistati dalla testimonianza eloquente dei fatti. Lasciate che Paolo parli a voi, docenti e studenti cristiani della Roma di oggi, e vi renda partecipi dell'esperienza da lui fatta in prima persona: che cioè il Vangelo di Gesù Cristo 'è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede' (Rm 1,16).".
AC/SAN PAOLO:NATALE/...                                   VIS 20081212 (330)


giovedì 11 dicembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Taiwan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Hung Shan-chuan, S.V.D., di Taipei; Amministratore Apostolico delle Isole Kinmen o Quemoy e Matzu.

     - Il Vescovo John Baptist Lee Keh-mien, di Hsinchu.

    - Il Vescovo Philip Huan Chao-ming, di Hwalien, con l'Ausiliare Vescovo John Baptist Tseng Chien-tsi.

    - Il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, di Kaohsiung.
AP:AL/.../...                                 VIS 20081211 (90)


MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico, in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese,  il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLII Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2009), sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "La povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. (...) Combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione. (...) Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un'unica famiglia in cui tutti - individui, popoli e nazioni - regolino i loro comportamenti improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità".

  "Sappiamo, però, che esistono povertà immateriali, che non sono diretta e automatica conseguenza di carenze materiali. Ad esempio, nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una parte, a quello che viene chiamato il 'sottosviluppo morale'  e, dall'altra, alle conseguenze negative del 'supersviluppo'. Non dimentico poi che, nelle società cosiddette 'povere', la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse".

  "La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo sviluppo demografico. (...) Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani. A fronte di ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della linea di povertà assoluta, mentre oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla povertà popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico".

"Un altro ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche quali, ad esempio, la malaria, la tubercolosi e l'AIDS, che, nella misura in cui colpiscono i settori produttivi della popolazione, influiscono grandemente sul peggioramento delle condizioni generali del Paese. (...) Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita".

  "È soprattutto difficile combattere l'AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la diffusione dell'AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie".

  "Quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini. (...) Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora principalmente i figli".

  "Un altro ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo. Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare. (...) Inoltre, un eccessivo accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti".

  "Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi dall'ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica. Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti, ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti".

  "L'attuale crisi alimentare (...) mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. (...) I dati sull'andamento della povertà relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. (...) Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti".

  "Per governare la globalizzazione occorre però una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all'interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È necessario un 'codice etico comune', le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano (cfr Rm 2,14-15)".

 "Non avverte forse ciascuno di noi nell'intimo della coscienza l'appello a recare il proprio contributo al bene comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un'autentica pace".

  "La marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse".

  "Gran parte del commercio mondiale ha interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa aggiunta di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso reddito, che risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi commerciali. La loro crescita ha risentito negativamente del rapido declino, registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti primari, che costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la gran parte africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari continua a costituire un potente fattore di rischio".

  "La funzione oggettivamente più importante della finanza, quella cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi negativi di un sistema di scambi finanziari - a livello nazionale e globale - basati su una logica di brevissimo termine, che persegue l'incremento del valore delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle diverse forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l'attività finanziaria sia a volte guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione, a lungo termine, del bene comune. (...) Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia finanziaria".

  "Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della legalità. D'altra parte, non si può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano all'origine di molti fallimenti nell'aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle persone e sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell'iniziativa sembra attualmente il vero progetto a medio e lungo termine. (...) In un'economia moderna, infatti, il valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare reddito presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo ineludibile, di cui si deve tener conto se si vuole lottare contro la povertà materiale in modo efficace e duraturo".

  "Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio adeguato a una corretta logica economica da parte degli attori del mercato internazionale, ad una corretta logica politica da parte degli attori istituzionali e ad una corretta logica partecipativa capace di valorizzare la società civile locale e internazionale. (...) In particolare, la società civile assume un ruolo cruciale in ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente un fenomeno culturale e la cultura nasce e si sviluppa nei luoghi del civile".

  "La globalizzazione (...) va governata con oculata saggezza. Rientra in questa forma di saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei poveri della terra, superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di ordine sia culturale e politico che spirituale e morale. (...) I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione internazionale vengono affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle persone, ma come questioni tecniche, che si esauriscono nella predisposizione di strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello stanziamento di anonimi finanziamenti".

  "Nell'Enciclica 'Centesimus annus', Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di 'abbandonare la mentalità che considera i poveri - persone e popoli - come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto'. 'I poveri - egli scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero'. Nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. (...) La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili".

  "Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai tempi dell'Enciclica 'Rerum novarum' essi erano costituiti soprattutto dagli operai della nuova società industriale; nel magistero sociale di Pio XI, di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI e di Giovanni Paolo II sono state messe in luce nuove povertà man mano che l'orizzonte della questione sociale si allargava, fino ad assumere dimensioni mondiali. (...) Per questo la Chiesa, mentre segue con attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro incidenza sulle povertà umane, indica i nuovi aspetti della questione sociale, non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto concernenti l'identità dell'uomo e il suo rapporto con Dio".

  "'Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi', scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo: 'Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l'opera sua'. (...) La Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare 'gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società'".
MESS/GIORNATA PACE 2009/...                         VIS 20081211 (1850)


COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE



CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presieduto, questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio del 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Il Messaggio di Benedetto XVI, ha detto il Cardinale Martino, "riprende e sviluppa quello del Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della Pace del 1993, che illustrava le connessioni e i reciprochi condizionamenti tra povertà e pace (...). Anche il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ci fa vedere come la lotta alla povertà e la pace si richiamino costantemente in una feconda circolarità che costituisce uno dei presupposti più stimolanti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse tematiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo, segnato dal fenomeno della globalizzazione".

  "Tale fenomeno viene approfondito dal Santo Padre che ne evidenzia il significato metodologico e contenutistico, consentendo, in questo modo, un approccio ampio e articolato al tema della lotta alla povertà. Il n. 2 del Messaggio, infatti, si sofferma a lungo su questi aspetti nell'intento di dare un profilo ai volti, molteplici e complementari, della povertà odierna".

  "Il Papa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "considera soprattutto il ruolo delle scienze sociali nella misurazione dei fenomeni di povertà. Esse permettono di acquisire dati soprattutto di tipo quantitativo, e se la povertà fosse solo di tipo materiale e quantitativo, le scienze sociali sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali caratteristiche. Sappiamo, però, che così non è. Esistono povertà immateriali che non sono una diretta e automatica conseguenza delle povertà materiali".

  "Nelle società cosiddette ricche e progredite esistono ampi fenomeni di povertà relazionale, morale e spirituale; molte persone sono alienate e vivono forme di disagio nonostante il generale benessere economico. Si tratta del 'sottosviluppo morale' e delle conseguenze negative del 'supersviluppo'".

  "Nelle società cosiddette 'povere' la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non permettono un adeguato uso delle risorse. La povertà materiale non spiega mai, da sola, le povertà immateriali, mentre è vero piuttosto il contrario".
  "Il Messaggio papale" - ha concluso il Cardinale - "si presenta strutturato in due parti, in ognuna della quali il tema della lotta alla povertà, nel contesto della globalizzazione, viene progressivamente trattato in relazione ai vari aspetti della promozione della pace. Nella prima parte si evidenziano le implicazioni morali collegate alla povertà; nella seconda, la lotta alla povertà è messa in relazione con l'esigenza di una maggiore solidarietà globale".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO PACE/MARTINO               VIS 20081211 (450)


DIRITTI DELL'UOMO ULTIMAMENTE FONDATI IN DIO CREATORE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, ha avuto luogo, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, un Concerto promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La "Brandenburgishes Staatsorchester di Frankfurt ha eseguito brani musicali di Mendelsshon, Mozart, Ponchielli e De Falla, diretti dal Maestro Signora Inma Shara.

  "La dignità di ogni uomo è garantita veramente soltanto quando tutti i suoi diritti fondamentali" - ha detto il Papa al termine del Concerto - "vengono riconosciuti, tutelati e promossi".

  "Da sempre" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là della differente formulazione e del diverso peso che possono rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale, perché insito nella stessa natura dell'uomo. La legge naturale, scritta da Dio nella coscienza umana, è un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi".

  "I diritti dell'uomo sono, pertanto, ultimamente fondati in Dio creatore, il quale ha dato ad ognuno l'intelligenza e la libertà. Se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perché privi di solido fondamento".

  "La celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione costituisce pertanto un'occasione per verificare in quale misura gli ideali, accettati dalla maggior parte della comunità delle Nazioni nel 1948, siano oggi rispettati nelle diverse legislazioni nazionali e, più ancora, nella coscienza degli individui e delle collettività".

  "Indubbiamente un lungo cammino è stato già percorso, ma ne resta ancora un lungo tratto da completare: centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla libertà, alla sicurezza; non sempre rispettata l'uguaglianza tra tutti né la dignità di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni".

 "Non cessi, pertanto" - ha concluso il Pontefice - "il comune impegno a promuovere e meglio definire i diritti dell'uomo, e si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto".
AC/DIRITTI UMANI/...                               VIS 20081211 (360)


mercoledì 10 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Manuel Felipe Diáz Sánchez, Arcivescovo Metropolita di Calabozo (superficie: 32.000; popolazione: 570.000; cattolici: 528.000; sacerdoti: 25; religiosi: 26; diaconi permanenti: 12), Venezuela. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Carúpano (Venezuela), è nato ad Araure (Venezuela), nel 1955, è stato ordinato sacerdote nel 1979 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1997.
NER/.../DIÁZ SÁNCHEZ VIS 20081210 (70)


SAN PAOLO: PREDICAZIONE SUI SACRAMENTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.000 persone, alla predicazione di San Paolo sui sacramenti.

  "Da San Paolo" - ha detto il Papa - "abbiamo imparato che esiste un nuovo inizio nella storia e della storia in Gesù Cristo, l'uomo, che è uomo e Dio. Con Lui, che viene da Dio, comincia una nuova storia formata dal suo sì al Padre, (...) dall'amore e dalla verità".

  "Come possiamo entrare noi" - si è chiesto il Pontefice - "in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? (...) Come Gesù arriva nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di San Paolo, di tutto il nuovo Testamento, è: tramite lo Spirito Santo" che "ha creato a Pentecoste l'inizio della nuova umanità, della nuova comunità, la Chiesa, il Corpo di Cristo".

  Lo Spirito di Cristo "mi tocca interiormente (...) si serve di due elementi di congregazione visibile: della parola dell'annuncio e dei sacramenti, particolarmente Battesimo ed Eucaristia (...). La fede non viene dalla lettura ma dall'ascolto. Non è una cosa solo interiore, ma una relazione che suppone un incontro tra l'annuncio (...) e crea comunione".

  "La Parola si è fatta carne in Gesù per creare una nuova umanità. Perciò la parola dell'annuncio diventa sacramento. (...) Nessuno può battezzare se stesso; (...) nessuno può farsi cristiano da se stesso (...). Solo dall'altro possiamo essere fatti cristiani. E questo altro che ci fa cristiani ci dà il dono della fede (...). Un cristianesimo autonomo, è una contraddizione in sé. Questo altro è in primo luogo la comunità dei credenti, la Chiesa. (...) Solo Cristo può costituire la Chiesa; Cristo è il vero donatore dei sacramenti".

  "Divenire cristiani è più che un'operazione cosmetica che aggiungerebbe qualche cosa di bello ad un'esistenza già più o meno completa, (...) è un nuovo inizio, rinascita, morte e risurrezione (...) Il Cristianesimo non è una cosa puramente spirituale, implica il corpo, implica il cosmo, si estende verso nuova terre e nuovi cieli".

  Ricordando quanto San Paolo scrive dell'istituzione del sacramento dell'Eucaristia nella prima Lettera ai Corinzi, il Santo Padre ha spiegato che: "Col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio, l'unico vero sacrificio è l'amore del Figlio".

  L'Apostolo delle Genti, ha spiegato ancora il Santo Padre, sottolinea che il calice che benediciamo è comunione con il Sangue di Cristo e il pane che spezziamo è comunione con il Corpo di Cristo: "Cristo si unisce personalmente con ognuno di noi, ma lo stesso Cristo si unisce anche con l'uomo e con la donna accanto a me".
 
  Riferendosi al capitolo 10 della prima Lettera ai Corinzi, nella quale San Paolo parla di "arrivare ad essere un solo corpo, in quanto partecipi dell'unico pane", Benedetto XVI ha affermato che "il realismo della Chiesa è tutt'altro, molto più profondo e vero che quello di uno Stato organismo, perché realmente Cristo dà il Suo corpo e ci fa il Suo Corpo, diventiamo realmente uniti col Corpo Risorto di Cristo e così uniti uno con l'altro. (...) La Chiesa non è solo una corporazione come lo Stato; è un Corpo; non è organizzazione, ma è un organismo".

  In merito al matrimonio, il Papa ha ricordato che San Paolo definisce questo sacramento "un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa. (...) L'amore matrimoniale ha per modello l'amore di Cristo verso la Chiesa. (...) Un autentico matrimonio sarà ben vissuto se nella costante crescita umana e affettiva resta sempre legato all'efficacia della Parola e al significato del Battesimo. (...) La partecipazione al Corpo e al Sangue del Signore non fa a altro che cementare oltre che rendere visibile una unione resa per grazia indissolubile".
AG/SAN PAOLO:SACRAMENTI/...                       VIS 20081210 (610)


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