CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i partecipanti al primo Forum Cattolico Musulmano, organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e i rappresentanti delle 138 autorità musulmane che hanno firmato la Lettera aperta ai capi religiosi cristiani il 13 ottobre 2007.
Il Papa ha commentato questa lettera dicendo che "ha ricevuto numerose risposte e ha incentivato il dialogo, dando origine a iniziative e riunioni specifiche rivolte a una migliore conoscenza di noi stessi e a potenziare la stima per i valori che condividiamo (...). Il grande interesse che questo seminario ha risvegliato ci garantisce che le analisi e i dati positivi che emergono dal dialogo fra cristiani e musulmani non si limitano a un gruppo ristretto di esperti ed eruditi, ma costituiscono un sistema incommensurabile posto al servizio di tutti".
Il tema del Forum "Amore per Dio, amore per il prossimo: la dignità della persona umana e il rispetto reciproco", ha proseguito il Santo Padre, "sottolinea ancor più i fondamenti teologici e spirituali di un insegnamento centrale nelle nostre rispettive religioni (...). Siamo chiamati a condividere con gli altri l'amore che Dio diffonde su di noi senza che ce lo meritiamo".
"Mi compiaccio di sapere che nella riunione - ha continuato - è stato possibile adottare una posizione comune sulla necessità di adorare Dio e di amare il nostro prossimo, uomini e donne, indistintamente, soprattutto coloro in difficoltà. Dio ci chiama ad aiutare le vittime della malattia, della fame, della povertà, dell'ingiustizia e della violenza".
"Per i cristiani l'amore di Dio è legato inseparabilmente all'amore (...) verso tutti gli uomini e donne senza distinzione di razza o cultura (...). La tradizione musulmana è anche molto precisa in materia di impegno pratico a favore dei più bisognosi (...). Per questo, dovremmo cooperare per la promozione del rispetto per la dignità umana e dei suoi diritti fondamentali, anche quando le nostre visioni antropologiche e le nostre teologie lo giustifichino in diverse forme. C'è un settore vastissimo nel quale possiamo lavorare insieme: la difesa e la promozione dei valori morali che sono parte della nostra eredità comune".
"Soltanto se riconosciamo il ruolo centrale della persona e la dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita che è un dono di Dio, sacra tanto per i cristiani quanto per i musulmani, troveremo i punti in comune per costruire un mondo più fraterno nel quale i confronti e le differenze si regolino pacificamente e si neutralizzi il potere devastante delle ideologie".
"La mia speranza - ha sottolineato il Santo Padre - è che la protezione di questi diritti fondamentali raggiunga le persone ovunque . I responsabili politici e religiosi hanno il dovere di garantire il libero esercizio di questi diritti nel pieno rispetto della libertà di coscienza e di religione di ogni individuo. La discriminazione e la violenza a cui ancora sono sottomesse le persone di fede nel mondo e le persecuzioni, spesso violente alle quali si vedono soggette, sono azioni inaccettabili e ingiustificabili, ancor più gravi e deplorevoli qualora siano compiute in nome di Dio".
"Il nome di Dio può soltanto essere un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Dobbiamo dimostrare, a parole nostre e sopra ogni cosa con i nostri fatti, che il messaggio delle nostre religioni è impeccabilmente un messaggio di armonia e di reciproca comprensione. È essenziale che lo facciamo, perché altrimenti ridurremmo non soltanto la credibilità e l'efficacia del nostro dialogo, ma anche le nostre religioni".
"Uniamo i nostri sforzi - ha concluso il Pontefice - (...) per superare tutti i fraintendimenti e i disaccordi. Dobbiamo deciderci a superare i pregiudizi passati e a correggere la percezione, spesso distorta dell'altro, che possono creare ancora oggi delle difficoltà nei nostri rapporti. Lavoriamo insieme per educare tutte le persone, soprattutto i giovani per la costruzione di un futuro comune".
AC/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/... VIS 20081106 (640)

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto questa mattina le lettere credenziali della nuova ambasciatrice della Repubblica d'Egitto, Lamia Aly Hamada Mekhemar.
Nel suo discorso, il Santo Padre ha affermato che "gli sforzi dell'Egitto a favore della pace, dell'armonia e di soluzioni giuste che rispettino gli Stati e le persone sono numerosi e concordano con quelli della Santa Sede, che si sforza anch'essa per favorirli e promuoverli".
"Le religioni - ha detto - possono e devono essere fattori di pace. Malgrado tutto, possono essere fraintese e usate per provocare violenza o morte. Il rispetto della sensibilità e della storia proprie di ogni Paese o di ogni comunità umana e religiosa, (...) e soprattutto un'autentica volontà di ricerca della pace, favoriscono la riconciliazione dei popoli e la coabitazione pacifica fra tutti".
Dopo aver messo in risalto che l'Egitto "è stato fin da sempre conosciuto come terra di ospitalità per gli innumerevoli rifugiati, musulmani e cristiani, che hanno cercato la sicurezza e la pace nelle sue terre", Benedetto XVI ha chiesto che "questa nobile tradizione continui per il bene di tutti".
Riferendosi alla comprensione e al rispetto reciproco tra l'Islam e il Cristianesimo, il Papa ha assicurato che nonostante i progressi fatti in questo campo, "resta tuttavia ancora molta strada da fare".
"E' importante - ha continuato - promuovere soprattutto una buona conoscenza reciproca, che non si può limitare a un cerchio ristretto di dialogo, bensì deve irradiare poco a poco verso gli individui che giorno dopo giorno, nelle città e nei paesi, dovranno sviluppare una mentalità di rispetto reciproco che potrebbe sfociare in una mutua stima".
Il Santo Padre ha segnalato che la comunità cattolica in Egitto, sebbene sia piccola, "manifesta la grande diversità che esiste all'interno della nostra Chiesa e la possibilità di una coesistenza armoniosa tra le grandi tradizioni cristiane orientali e occidentali. Il suo impegno sociale e storico di fronte al popolo egiziano nei campi dell'istruzione, della sanità e delle opere caritative è testimone dell'amore gratuito senza alcuna distinzione religiosa. Questo è risaputo e apprezzato dalla società egiziana".
"La Chiesa Cattolica desidera anche - ha detto - entrare in contatto nel vostro Paese con i molti turisti cattolici che lo visitano e che desiderano professarne la religione. Sono convinto del fatto che presto sarà loro concessa la possibilità di poter pregare Dio in maniera degna nei luoghi di culto appropriati nelle nuove località turistiche che si sono formate negli ultimi anni. Sarebbe un buon segnale per il mondo se l'Egitto favorisse i rapporti di amicizia e fratellanza tra le religioni e i popoli, secondo la propria antica e nobile tradizione".
CD/CREDENZIALI/EGITTO:MEKHEMAR VIS 20081106 (430)

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz, con l'Ausiliare Vescovo Oscar Omar Aparicio Céspedes.
- Il Vescovo Juan Vargas Aruquipa, di Coroico.
-Il Vescovo Toribio Ticona Porco, Prelato di Corocoro, con il Vescovo Prelato emerito Jesùs Agustìn Lòpez de Lama, C.P.
AL/.../... VIS 20081106 (70)
CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Vescovo Salvatore Boccaccio, di Frosinone-Veroli-Ferentino (Italia), il 18 ottobre, all'età di 70 anni.
- Il Vescovo Ernest Kombo, S.I., di Owando (Repubblica del Congo), il 22 ottobre, all'età di 67 anni.
- L'Arcivescovo Santo Bartolomeo Quadri, emerito di Modena-Nonantola (Italia), il 17 ottobre, all'età di 88 anni.
- Il Vescovo Augusto Petrò, emerito di Uruguaiana (Brasile), il 28 ottobre, all'età di 90 anni.
- L'Arcivescovo Venedictos Printesis, emerito di Athenai (Grecia), il 21 ottobre, all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20081105 (100)
CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI, proseguendo la sua catechesi sulla cristologia paolina, si è soffermato oggi sull'importanza che l'apostolo da alla risurrezione di Gesù, come è evidente già nella Prima Lettera ai Corinzi.
Il Papa ha spiegato che nella risurrezione "sta la soluzione del problema posto dal dramma della Croce. Da sola la Croce non potrebbe spiegare la fede cristiana. (...) Il mistero pasquale consiste nel fatto che quel Crocifisso "è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture". (...) Sta qui la chiave di volta della cristologia paolina: tutto ruota intorno a questo centro gravitazionale. (...) Colui che è stato crocifisso, e che ha così manifestato l'immenso amore di Dio per l'uomo, è risorto ed è vivo in mezzo a noi".
Tuttavia, "l'originalità della cristologia di San Paolo non entra mai in contraddizione con la fedeltà alla tradizione. Il kerygma degli Apostoli presiede sempre alla personale rielaborazione di Paolo; ogni sua argomentazione muove dalla tradizione comune in cui si esprime la fede di tutte le Chiese, che sono una sola Chiesa. E così san Paolo offre un modello per tutti i tempi sul come fare teologia (...). Il teologo, il predicatore non crea nuove visioni del mondo e della vita ma è al servizio della verità trasmessa, al servizio del fatto reale di Cristo, della Croce, della risurrezione. Il suo compito è aiutarci a comprendere oggi, dietro le antiche parole, la realtà del "Dio con noi", quindi la realtà della vera vita".
"San Paolo, nell'annunciare la risurrezione - ha poi detto il Santo Padre - non si preoccupa di presentarne un'esposizione dottrinale organica: (...) affronta il tema rispondendo a dubbi e domande concrete che gli venivano proposte dai fedeli (...). Si concentra sull'essenziale: noi siamo stati 'giustificati', cioè resi giusti, salvati, dal Cristo morto e risorto per noi. Emerge innanzitutto il fatto della risurrezione, senza il quale la vita cristiana sarebbe semplicemente assurda".
"In quel mattino di Pasqua avvenne qualcosa di straordinario e, al tempo stesso, di molto concreto, contrassegnato da segni ben precisi, registrati da numerosi testimoni. Anche per Paolo, come per gli altri autori del Nuovo Testamento, la risurrezione è legata alla testimonianza di chi ha fatto un'esperienza diretta del Risorto. Si tratta di vedere e di sentire non solo con gli occhi o con i sensi, ma anche con una luce interiore che spinge a riconoscere ciò che i sensi esterni attestano come dato oggettivo. Paolo da (...) fondamentale importanza al tema delle apparizioni, le quali sono condizione per la fede nel Risorto (...). Si costituisce così quella catena della tradizione, che attraverso la testimonianza degli Apostoli e dei primi discepoli, giungerà alle generazioni successive fino a noi".
"Il primo modo di esprimere questa testimonianza - ha segnalato il Pontefice - è predicare la risurrezione di Cristo come sintesi dell'annuncio evangelico e come punto culminante di un itinerario salvifico. Per l'Apostolo la risurrezione assume un'importanza capitale perché "consiste nel fatto che Gesù, elevato dall'umiltà della sua esistenza terrena, viene costituito Figlio di Dio con potenza".
"Con la risurrezione comincia l'annuncio del Vangelo di Cristo a tutti i popoli, comincia il Regno di Cristo (...) il cui potere non è altro che quello della verità e dell'amore. La risurrezione rivela definitivamente l'identità (...) e la dignità incomparabile e altissima del Crocifisso: Gesù è Dio (...) Signore dei morti e dei vivi."
"La teologia della croce non è una teoria - ha sottolineato Benedetto XVI - è la realtà della vita cristiana. Vivere nella fede in Gesù Cristo, vivere la verità e l'amore implica rinunce ogni giorno, implica sofferenze. Il cristianesimo non è il cammino della comodità, bensì è una scalata esigente, illuminata dalla luce di Cristo e dalla sua grande speranza."
"In sintesi (...) il vero credente ottiene la salvezza professando con la sua bocca che Gesù è il Signore e credendo con il suo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti. In questo modo, il cristiano si inserisce in quel processo grazie al quale il primo Adamo, terrestre e soggetto alla corruzione, va trasformandosi nell'ultimo Adamo, celeste e incorruttibile. Questo processo è stato avviato con la risurrezione di Cristo nella quale pertanto si fonda la nostra speranza di entrare anche noi con Cristo nella nostra patria che è nei Cieli."
AG/SAN PAOLO/... VIS 20081105 (700)

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Carlos Suàrez Càzares, finora Emerito di Zamore (Messico), Ausiliare dell'Arcidiocesi di Morelia (superficie 18.000, popolazione 2.630.000, cattolici 2.498.500, sacerdoti 510, religiosi 1.295) in Messico.
- Il Reverendo Pedro Ossandón Buljevic, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Concepción (superficie 11.330, popolazione 1.189.000, cattolici 619.000, sacerdoti 127, religiosi 291, diaconi permanenti 29) in Cile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Santiago del Cile, è stato ordinato sacerdote nel 1986 e finora è stato Vicario Episcopale della zona nord della stessa Arcidiocesi.
NEA/.../SUAREZ CAZARES:OSSANDON BULJEVIC VIS 20081104 (100)
CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'ONU, è intervenuto lo scorso 28 ottobre al Secondo Comitato della XLIII sessione ordinaria dell'Assemblea Generale di questo organismo, sul tema: "Sviluppo sostenibile: protezione del medio ambiente mondiale per le generazioni presenti a future".
L'Arcivescovo ha affermato che "non soltanto non c'è opposizione tra essere umano e ambiente, ma esiste un'alleanza stabile e inseparabile nella quale l'ambiente condiziona in maniera essenziale l'esistenza e lo sviluppo dell'uomo, mentre questi perfeziona e nobilita l'ambiente con la propria creatività".
"La responsabilità di proteggere il clima - ha detto - richiede che ci impegniamo a fondo nelle interazioni tra sicurezza alimentare e cambio climatico, concentrandoci sulla centralità della persona umana, in particolare sulle popolazione più vulnerabili, spesso situate in zone rurali di Paesi in via di sviluppo".
In secondo luogo, ha continuato, "la responsabilità di difendere il clima dovrebbe basarsi sull'alleanza tra i principi di sussidiarietà e solidarietà a livello mondiale. In un mondo così ricco di rapporti come quello attuale, siamo testimoni della rapida espansione di una serie di sfide in molti settori della vita umana, dalla crisi alimentare ai disordini finanziari".
L'osservatore permanente ha poi segnalato che "la questione ambientale non si può considerare separatamente da altre questioni, come l'energia e l'economia, la pace e la giustizia, gli interessi nazionali e la solidarietà internazionale".
"La società di oggi - ha così concluso - non può rispondere in maniera adeguata al dovere di difendere l'ambiente se non rivede seriamente il proprio stile di vita, di consumo e di produzione. Per questo, esiste una necessità urgente di educare alla responsabilità ecologica, basata sul fatto che molti valori etici, fondamentali per lo sviluppo di una società pacifica, hanno uno stretto legame con la questione ambientale".
DELSS/AMBIENTE/ONU:MIGLIORE VIS 20081104 (300)

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- La Santa Sede e la Repubblica di Botswana, "desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia e di sviluppare la cooperazione internazionale", hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Botswana, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 18 aprile 1961.
Un comunicato informa che oggi 4 novembre 2008, nella sede della Rappresentanza Pontificia di Pretoria (Sud Africa), si è proceduto alla scambio delle Note Verbali e alla firma del Comunicato per l'allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica di Botswana.
Il Botswana è una Repubblica presidenziale nell'ambito del Commonwealth dal 30 settembre 1966. Dal 1° aprile 2008 Presidente della Repubblica è il Sig. Seretse Khama Ian Khama. Il Paese si estende su una superficie di 581.730 kmq, con una popolazione di circa 1.586.000 abitanti. Il 70% del territorio è occupato dal deserto del Kalahari, mentre nel nord-ovest si trova il delta dell'Okavango, il più grande delta interno del mondo.
La Chiesa cattolica è molto giovane e piccola da un punto di vista numerico. Solo il 5% della popolazione è di religione cattolica. I primi missionari giunsero nell'allora Protettorato del Bechuanaland nel 1850, ma solo nel 1928 gli Oblati di Maria Immacolata riuscirono a fondare una missione e una scuola elementare. Nel 1930 venne aperta una missione a Lobate e nel 1935 a Ramotwsa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale arrivarono i Padri Passionisti irlandesi. Attualmente i cattolici sono 84.000 distribuiti in due circoscrizioni ecclesiastiche: la Diocesi di Gaborone ed il Vicariato Apostolico di Francistown. I sacerdoti diocesani sono 27, le parrocchie 38, i religiosi sacerdoti 40, i religiosi non sacerdoti 4, le religiose 77 e i catechisti circa 300.
I rapporti tra la Chiesa e lo Stato sono buoni. Durante i lavori dell'Assemblea della FAO a Roma nell'ottobre 2005, l'allora Presidente della Repubblica, Sig. Festus Mogae, espresse all'allora Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano il desiderio di avviare rapporti diplomatici regolari con la Santa Sede. In seguito si avviò al processo che oggi giunge felicemente alla sua conclusione.
OP/RELAZIONI DIPLOMATICHE/BOTSWANA VIS 20081104 (370)

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Si inaugura oggi in Vaticano il primo Seminario organizzato dal Forum Cattolico-Musulmano (Catholic-Muslim Forum), istituito dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dai rappresentanti musulmani in riferimento alla lettera aperta che indirizzarono a Benedetto XVI e ad altri capi delle Chiese e comunità ecclesiali il 13 ottobre 2007, 138 esponenti musulmani e della risposta alla stessa da parte del Cardinale Segretario di Stato, a nome del Santo Padre, il 19 novembre 2007.
Il Seminario, secondo quanto fa sapere un comunicato, sarà dedicato al tema "Amore di Dio; amore del prossimo", che sarà sviluppato secondo due linee di approfondimento; la prima si baserà sui fondamenti teologici e spirituali e la seconda sarà centrata sulla dignità della persona umana e il rispetto reciproco. Su ognuno di questi due sotto-temi sarà presentata una relazione da parte cattolica e una da parte musulmana, che serviranno come punto di partenza per i dibattiti successivi. Partecipano al Seminario 29 persone, per ogni parte, tra esperti, autorità religiose e consultori.
È previsto che il Santo Padre riceva i partecipanti all'incontro il 6 novembre, giornata conclusiva del seminario. Nel pomeriggio, alle ore 16,30, avrà luogo presso l'Università Gregoriana una sessione pubblica in cui sarà resa nota la dichiarazione comune approvata alla fine delle sessioni. Interverranno un rappresentante cattolico e uno musulmano che risponderanno alle domande dei partecipanti.
CON-DIR/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/... VIS 20081104 (240)

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è intervenuto al secondo Forum Mondiale su Migrazione e Sviluppo, svoltosi a Manila (Filippine) dal 27 al 30 ottobre.
Nel suo discorso dello scorso 29 ottobre, reso pubblico oggi, il capo della delegazione della Santa Sede ha affermato che "ogni forma di migrazione temporanea e circolare non deve mai essere presa come pretesto per evitare il pieno rispetto dei diritti dei migranti, e in maniera specifica, del loro diritto alla riunificazione familiare, al riconoscimento del loro contributo allo sviluppo, sia attraverso il lavoro, sia con le rimesse di denaro a casa. Ogni fallimento in questo ambito indicherebbe una mancanza di politiche di integrazione e cooperazione nei Paesi di arrivo, come pure di politiche di sviluppo nazionale in quelli d'origine".
"I Governi - ha proseguito - dovrebbero continuare a creare le condizioni per cui la migrazione non sia mai la sola opzione che resta alle persone al fine di trovare un lavoro e condurre una vita sicura e dignitosa. Maggiori occasioni di lavoro dovrebbero essere create nei Paesi d'origine e dovrebbe essere evitata ogni politica migratoria che mini i fondamenti della società, specialmente la famiglia, che ne è la cellula di base. I potenziali vantaggi dell'emigrazione sono superati dai problemi che appaiono in particolare nelle famiglie esposte al rischio della disintegrazione".
L'Arcivescovo Marchetto ha segnalato che "nei Paesi di accoglienza, la riunificazione familiare è il modo migliore per promuovere l'integrazione degli immigrati ed eliminare molti problemi, in particolare quelli legati alla sicurezza e all'ordine pubblico".
"I migranti - ha così concluso - non rappresentano solo un problema, ma anche un dono per le nostre società. Essi ci aiutano nel nostro lavoro, ci obbligano ad aprire la nostra mente, le nostre economie e le nostre politiche e ci stimolano a ricercare nuovi modelli. Soltanto assieme potremo vincere questa sfida ed aprire il nostro mondo al futuro, di cui tutti vogliamo godere".
DELSS/MIGRAZIONE:SVILUPPO/MANILA:MARCHETTO VIS 20081103 (330)

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- Come è ormai tradizione nel mese di novembre, il Papa ha celebrato questa mattina nella basilica vaticana la Santa Messa di suffragio per i Cardinali e i Vescovi che sono venuti a mancare durante l'anno. Hanno concelebrato insieme al Santo Padre i membri del collegio cardinalizio.
Benedetto XVI ha ricordato all'inizio dell'omelia i nomi dei porporati che sono morti negli ultimi dodici mesi: Stephen Fumio Hamao, Alfons Maria Stickler, Aloisio Lorscheider, Peter Porekuu Dery, Adolfo Antonio Suárez Rivera, Ernesto Corripio Ahumada, Alfonso López Trujillo, Bernardin Gantin, Antonio Innocenti e Antonio José González Zumárraga.
Nell'omelia il Papa ha affermato che "Dio è la vera sapienza che non invecchia, è la ricchezza autentica che non marcisce, è la felicità a cui aspira in profondità il cuore di ogni uomo. Questa verità, che attraversa i Libri sapienziali e riemerge nel Nuovo Testamento, trova compimento nell'esistenza e nell'insegnamento di Gesù. Nella prospettiva della sapienza evangelica, la stessa morte è portatrice di un salutare ammaestramento, perché costringe a guardare in faccia la realtà; spinge a riconoscere la caducità di ciò che appare grande e forte agli occhi del mondo. Di fronte alla morte perde d'interesse ogni motivo di orgoglio umano e risalta invece ciò che vale sul serio".
"Tutti in questo mondo siamo di passaggio, perché tutti siamo creature - ha detto il Santo Padre -. In una parola, nessuno di noi è Dio. Riconoscere questa nostra differenza da Lui è la prima condizione per essere con Lui e in Lui: è condizione persino per diventare come Lui, ma solo accogliendo la grazia di un suo libero dono".
"Se Dio ci ha amato gratuitamente - ha spiegato - anche noi possiamo, e dunque dobbiamo lasciarci coinvolgere da questo movimento oblativo, e fare di noi stessi un dono gratuito per gli altri. In questo modo conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti (...) e passiamo dalla morte alla vita come Gesù Cristo, che ha sconfitto la morte con la sua risurrezione, grazie alla potenza gloriosa dell'amore del Padre celeste".
"Questa Parola di vita e di speranza ci è di profondo conforto dinanzi al mistero della morte, specialmente quando colpisce le persone che a noi sono più care. Il Signore ci assicura quest'oggi che i nostri compianti Fratelli, per i quali particolarmente preghiamo in questa santa Messa, sono passati dalla morte alla vita perchè hanno scelto Cristo (...) e si sono consacrati al servizio dei fratelli. Perciò, se anche hanno da espiare la loro parte di pena dovuta all'umana fragilità, che tutti ci segna, aiutandoci a mantenerci umili, la fedeltà a Cristo permette loro di entrare nella libertà dei figli di Dio".
"Preghiamo perché noi, pellegrini sulla terra, manteniamo sempre orientati gli occhi e il cuore verso la meta ultima a cui aneliamo, la casa del Padre, il Cielo".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/... VIS 20081103 (470)

CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2008 (VIS).- Oggi a mezzogiorno, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio privato, che da su Piazza San Pietro, per recitare l'Angelus insieme ai fedeli che lo accompagnavano.
Nel giorno in cui la Chiesa commemora tutti i suoi fedeli defunti, il Santo Padre ha detto che "è molto importante che noi cristiani viviamo il rapporto con i defunti nella verità della fede, e guardiamo alla morte e all'aldilà nella luce della Rivelazione".
"Anche oggi - ha sottolineato - è necessario evangelizzare la realtà della morte e della vita eterna, realtà particolarmente soggette a credenze superstiziose e a sincretismi, perché la verità cristiana non rischi di mischiarsi con mitologie di vario genere".
Dopo aver ricordato le parole di Sant'Agostino, per cui "tutti vogliamo la 'vita beata', la felicità", Benedetto XVI ha affermato che "non sappiamo bene che cosa sia e come sia, ma ci sentiamo attratti verso di essa. È questa una speranza universale, comune agli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi. L'espressione "vita eterna" vorrebbe dare un nome a questa attesa insopprimibile: non una successione senza fine, ma l'immergersi nell'oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo, il prima e il dopo non esistono più. Una pienezza di vita e di gioia: è questo che speriamo e attendiamo dal nostro essere con Cristo".
"Rinnoviamo quest'oggi la speranza della vita eterna fondata realmente nella morte e risurrezione di Cristo. (...) Tuttavia, la speranza cristiana - ha puntualizzato - non è soltanto individuale, ma anche speranza per gli altri. Le nostre esistenze sono profondamente legate le une alle altre e il bene e il male che ciascuno compie tocca sempre anche agli altri".
Il Papa ha concluso affermando che "la preghiera di un'anima pellegrina nel mondo può aiutare un'altra anima che si sta purificando dopo la morte. Per questo, oggi la Chiesa ci invita e pregare per i nostri cari defunti e a far visita alle loro tombe nei cimiteri".
Come di consueto, il Santo Padre è sceso nelle grotte vaticane per pregare in privato per i pontefici che vi sono sepolti e per tutti i defunti.
ANG/DEFUNTI/... VIS 20081103 (360)

CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2008 (VIS).- Oggi, Solennità di Ognissanti, Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus con i pellegrini in Piazza San Pietro ha affermato che quando contempliamo lo spettacolo della santità "il mondo ci appare come un 'giardino' dove lo Spirito di Dio ha suscitato con mirabile fantasia una moltitudine di santi e sante, di ogni età e condizione sociale, di ogni lingua, popolo e cultura".
"Ognuno di essi - ha continuato - è diverso dagli altri, con la singolarità della propria personalità umana e del proprio carisma spirituale, ma in tutti è impresso "il sigillo di Dio", cioè l'impronta del suo amore".
Il Papa ha spiegato che la Solennità di Tutti i Santi "si è venuta affermando nel corso del primo millennio cristiano come celebrazione collettiva dei martiri (...). Questo martirio, peraltro, possiamo intenderlo in senso lato come amore per Cristo senza riserve, amore che si esprime nel dono totale di sé a Dio e ai fratelli. Questa meta spirituale, a cui tutti i battezzati sono protesi, si raggiunge seguendo la via delle 'beatitudini' evangeliche (...). E' la stessa via tracciata da Gesù e che i santi e le sante si sono sforzati di percorrere, pur consapevoli dei loro limiti umani. Nella loro esistenza terrena, infatti, sono stati poveri in spirito, addolorati per i peccati, miti, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per la giustizia. E Dio li ha resi partecipi della sua felicità (...). Sono ora consolati, (...) vedono Dio di cui sono figli. In una parola: "Di essi è il Regno dei Cieli".
"In questo giorno (...) sentiamo accendersi nei nostri cuori il desiderio di unirci per sempre alla famiglia dei santi, di cui già ora abbiamo la grazia di far parte. Possa questa bella aspirazione ardere in tutti i cristiani, ed aiutarli a superare ogni difficoltà, ogni paura, ogni tribolazione", ha così concluso il Santo Padre.
ANG/TUTTI I SANTI/... VIS 20081103 (320)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico in Ciad e nella Repubblica Centroafricana, con i Familiari.
AP/.../... VIS 20081031 (30)
CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, Dicastero incaricato di promuovere l'impegno caritativo della Chiesa, si recherà negli Stati Uniti dal 3 al 10 novembre prossimi per incontrare i Vescovi americani, riuniti a Baltimora in occasione della loro Assemblea Plenaria.
Insieme ai Presuli ed ai responsabili di Catholic Charities USA e di Catholic Relief Services, il Porporato rifletterà sugli elementi teologici evidenziati dalla prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Dio è amore". Nel corso della visita, il Cardinale Cordes terrà alcuni incontri e conferenze sulla carità nelle Arcidiocesi di New York, Denver e Newark. Riceverà inoltre una laurea honoris causa della Seton Hall University, la più antica Università diocesana cattolica degli Stati Uniti d'America.
L'obiettivo principale della visita è favorire lo scambio di esperienze nell'ambito della pastorale della carità "in un momento - secondo quanto afferma un comunicato pubblicato oggi - caratterizzato da nuove sfide e opportunità, nel contesto di un tessuto sociale e demografico segnato da grandi cambiamenti".
CON-CU/CARITA/CORDES VIS 20081031 (170)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS). L'Intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perché la testimonianza di amore offerta dai Santi fortifichi i cristiani nella dedizione a Dio e al prossimo, imitando Cristo che è venuto per servire e non per essere servito".
L'Intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le comunità cristiane dell'Asia, contemplando il volto di Cristo, sappiano trovare le vie più consone per annunciarLo alle popolazioni di quel vasto continente, ricco di cultura e di antiche forme di spiritualità, nella piena fedeltà al Vangelo".
BXVI - INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/... VIS 20081031 (100)
CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:
"Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica libanese, Sua Eccellenza il Gen. Michel Sleiman, e Seguito. Successivamente, il Presidente Sleiman ha avuto un incontro con l'Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al quale in seguito si sono aggiunti Sua Eccellenza il Sig. Fawzi Salloukh, Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, e Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Nel corso dei cordiali colloqui, è stato ribadito l'interesse della Santa Sede per il Libano e il suo continuo impegno affinché ne sia salvaguardata la peculiare identità. Vivo apprezzamento è stato quindi espresso per lo sforzo che il Paese e i suoi leaders stanno compiendo nell'intento di ricondurre la vita istituzionale entro i binari della normale dialettica politica, dove ogni componente del popolo libanese possa apportare il suo contributo al bene comune e veda le proprie preoccupazioni e attese tenute nella dovuta considerazione. Ci si è soffermati, infine, sulla delicata situazione regionale, auspicando una rapida e giusta soluzione della questione palestinese e accennando alle condizioni e ai problemi delle comunità cristiane nel Medio Oriente.
OP/LIBANO/SLEISMAN VIS 20081031 (210)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- I partecipanti alla XIII Conferenza della "Catholic Fraternità of Charismatic Covenant Communities and Fellowship" (Confraternita Cattolica delle Comunità e Associazioni del Rinnovamento Carismatico) sono stati ricevuti questa mattina da Benedetto XVI in Vaticano.
"Come ho già avuto modo di affermare in altre circostanze - ha detto il Papa - i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità, fioriti dopo il Concilio Vaticano II, costituiscono un singolare dono del Signore ed una risorsa preziosa per la vita della Chiesa. Essi vanno accolti con fiducia e valorizzati nei loro diversi contributi da porre a servizio dell'utilità comune in modo ordinato e fecondo".
Riferendosi poi a uno dei temi di riflessione della conferenza, "I Carismi nella vita della Chiesa particolare", il Santo Padre ha affermato che "Ciò che apprendiamo nel Nuovo Testamento sui carismi, che apparvero come segni visibili della venuta dello Spirito Santo, non è un evento storico del passato, ma realtà sempre viva: è lo stesso divino Spirito, anima della Chiesa, ad agire in essa in ogni epoca, e questi suoi misteriosi ed efficaci interventi si manifestano in questo nostro tempo in maniera provvidenziale".
"I Movimenti e le Nuove Comunità sono come delle irruzioni dello Spirito Santo nella Chiesa e nella società contemporanea. Possiamo allora ben dire che uno degli elementi e degli aspetti positivi delle Comunità del Rinnovamento Carismatico Cattolico è proprio il rilievo che in esse rivestono i carismi o doni dello Spirito Santo e loro merito è averne richiamato nella Chiesa l'attualità".
Benedetto XVI ha ricordato di seguito che il Concilio Vaticano II menzionava in vari documenti il tema delle nuove comunità ecclesiali e che anche "il Catechismo della Chiesa Cattolica ha sottolineato il valore e l'importanza dei nuovi carismi nella Chiesa, la cui autenticità viene però garantita dalla disponibilità a sottomettersi al discernimento dell'autorità ecclesiastica. Proprio perché assistiamo a una promettente fioritura di movimenti e comunità ecclesiali, è importante che i Pastori esercitino nei loro confronti un prudente e saggio discernimento".
"So che sono allo studio opportune modalità per dare riconoscimento pontificio ai nuovi Movimenti e Comunità ecclesiali e non sono pochi quelli che già lo hanno ricevuto. (...) Di questo dato i Pastori, specialmente i Vescovi, non possono non tenere conto nel doveroso discernimento che ad essi compete".
Il Papa ha segnalato che uno degli obiettivi della Confraternità, "conformemente alle indicazioni (...) di Giovanni Paolo II, è salvaguardare l'identità cattolica delle comunità carismatiche e incoraggiarle nel mantenere uno stretto legame con i Vescovi e con il Romano Pontefice" e ha manifestato il suo apprezzamento per la creazione di un Centro di formazione permanente per i membri e responsabili delle comunità carismatiche.
"La salvaguardia della fedeltà all'identità cattolica e dell'ecclesialità da parte di ognuna delle vostre comunità - ha concluso il Pontefice - vi permetterà di rendere dappertutto una testimonianza viva ed operante del profondo mistero della Chiesa. E sarà proprio questo a promuovere la capacità delle varie comunità di attirare nuovi membri".
AC/RINNOVAMENTO CARISMATICO/... VIS 20081031 (500)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto oggi i membri della Pontificia Accademia delle Scienze, che svolgono la loro sessione plenaria dal 31 ottobre al 3 novembre sul tema: "Prospettive scientifiche sull'evoluzione dell'universo e della vita".
Il Santo Padre ha affermato all'inizio del suo discorso che tanto Pio XII quanto Giovanni Paolo II misero in risalto che "non esiste un'opposizione tra la comprensione per fede della creazione e l'evidenza delle scienze empiriche. La filosofia, nelle sue prime tappe, aveva proposto immagini per spiegare l'origine del cosmo sulla base di uno o più elementi del mondo materiale. Questa genesi non è stata considerata una creazione, bensì una mutazione dell'origine del mondo".
"Per svilupparsi ed evolvere, il mondo deve essere in primo luogo, e pertanto deve procedere dal nulla per poter essere. Vale a dire, deve essere creato dal primo Essere, che è tale in essenza".
"Segnalare che la fondazione del cosmo e i suoi sviluppi è la sapienza provvidente del Creatore, non significa - ha continuato Benedetto XVI - che la creazione ha a che vedere soltanto con l'inizio della storia del mondo e della vita. Implica bensì che il Creatore fonda questi sviluppi e li sostiene continuamente".
Dopo aver ricordato che Galileo "concepì la natura come un libro il cui autore è Dio, allo stesso modo in cui Dio è l'autore della Scrittura", il Papa ha sottolineato che "questa immagine ci aiuta anche a capire che il mondo, anziché essere originato dal caos, somiglia a un libro ordinato; è un cosmo".
"La distinzione tra un semplice essere vivente e un essere spirituale che è "capax Dei", indica l'esistenza dell'anima intellettiva di un soggetto libero e trascendente. Per questo - ha così concluso - il Magistero della Chiesa ha affermato costantemente che "ogni anima spirituale è creata immediatamente da Dio - non è "prodotta" dai genitori - e anche che è immortale". Questo indica la peculiarità dell'antropologia e invita il pensiero moderno allo studio di questa".
AC/SCIENZA:EVOLUZIONE UNIVERSO/ACAD VIS 20081031 (330)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Ieri pomeriggio, dopo la concelebrazione eucaristica nella basilica vaticana, presieduta dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il Santo Padre ha incontrato i professori e gli studenti delle Università ecclesiastiche romane in occasione dell'apertura dell'anno accademico.
Commentando ciò che dice San Paolo sulla sapienza cristiana, distinguendo la sapienza di Dio, che contrasta con la "sapienza di questo mondo", Benedetto XVI ha affermato che quest'ultima "è un modo di vivere e di vedere le cose prescindendo da Dio e seguendo le opinioni dominanti, secondo i criteri del successo e del potere. La "sapienza divina" consiste nel seguire la mente di Cristo, è Cristo che ci apre gli occhi del cuore per seguire la strada della verità e dell'amore".
"San Paolo esorta chi si ritiene sapiente secondo i criteri del mondo a "farsi stolto", per diventare veramente sapiente davanti a Dio (3,18). Questo non è un atteggiamento anti-intellettuale, non è opposizione alla "recta ratio". Paolo "seguendo Gesù" si oppone ad un tipo di superbia intellettuale, in cui l'uomo, pur sapendo molto, perde la sensibilità per la verità e la disponibilità ad aprirsi alla novità dell'agire divino".
Il Papa ha messo in risalto il fatto che l'Apostolo delle Genti "denuncia il veleno della falsa sapienza, che è l'orgoglio umano. Non è infatti la conoscenza in sé che può far male, ma la presunzione, il "vantarsi" di ciò che si è arrivati - o si presume di essere arrivati - a conoscere. Proprio da qui derivano poi le fazioni e le discordie nella Chiesa e, analogamente, nella società. Si tratta dunque di coltivare la sapienza non secondo la carne, bensì secondo lo Spirito".
"Il "pensiero di Cristo" che per grazia abbiamo ricevuto, ci purifica dalla falsa sapienza. E questo "pensiero di Cristo" lo accogliamo attraverso la Chiesa e nella Chiesa, lasciandoci portare dal fiume della sua viva tradizione".
Il Santo Padre ha manifestato il desiderio ai professori e agli studenti, che essendo fedeli a Cristo, "possiamo impegnarci intensamente nel lavoro intellettuale, interiormente liberi dalla tentazione dell'orgoglio e vantandoci sempre e solo nel Signore".
AC/.../UNIVERSITA ECCLESIASTICHE VIS 20081031 (350)

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