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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 3 novembre 2008

I MIGRANTI, UN DONO PER LE NOSTRE SOCIETA'


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è intervenuto al secondo Forum Mondiale su Migrazione e Sviluppo, svoltosi a Manila (Filippine) dal 27 al 30 ottobre.

 Nel suo discorso dello scorso 29 ottobre, reso pubblico oggi, il capo della delegazione della Santa Sede ha affermato che "ogni forma di migrazione temporanea e circolare non deve mai essere presa come pretesto per evitare il pieno rispetto dei diritti dei migranti, e in maniera specifica, del loro diritto alla riunificazione familiare, al riconoscimento del loro contributo allo sviluppo, sia attraverso il lavoro, sia con le rimesse di denaro a casa. Ogni fallimento in questo ambito indicherebbe una mancanza di politiche di integrazione e cooperazione nei Paesi di arrivo, come pure di politiche di sviluppo nazionale in quelli d'origine".

 "I Governi - ha proseguito - dovrebbero continuare a creare le condizioni per cui la migrazione non sia mai la sola opzione che resta alle persone al fine di trovare un lavoro e condurre una vita sicura e dignitosa. Maggiori occasioni di lavoro dovrebbero essere create nei Paesi d'origine e dovrebbe essere evitata ogni politica migratoria che mini i fondamenti della società, specialmente la famiglia, che ne è la cellula di base. I potenziali vantaggi dell'emigrazione sono superati dai problemi che appaiono in particolare nelle famiglie esposte al rischio della disintegrazione".

 L'Arcivescovo Marchetto ha segnalato che "nei Paesi di accoglienza, la riunificazione familiare è il modo migliore per promuovere l'integrazione degli immigrati ed eliminare molti problemi, in particolare quelli legati alla sicurezza e all'ordine pubblico".

 "I migranti - ha così concluso - non rappresentano solo un problema, ma anche un dono per le nostre società. Essi ci aiutano nel nostro lavoro, ci obbligano ad aprire la nostra mente, le nostre economie e le nostre politiche e ci stimolano a ricercare nuovi modelli. Soltanto assieme potremo vincere questa sfida ed aprire il nostro mondo al futuro, di cui tutti vogliamo godere".
DELSS/MIGRAZIONE:SVILUPPO/MANILA:MARCHETTO   VIS 20081103 (330)


MESSA DI SUFFRAGIO PER I CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- Come è ormai tradizione nel mese di novembre, il Papa ha celebrato questa mattina nella basilica vaticana la Santa Messa di suffragio per i Cardinali e i Vescovi che sono venuti a mancare durante l'anno. Hanno concelebrato insieme al Santo Padre i membri del collegio cardinalizio.

 Benedetto XVI ha ricordato all'inizio dell'omelia i nomi dei porporati che sono morti negli ultimi dodici mesi: Stephen Fumio Hamao, Alfons Maria Stickler, Aloisio Lorscheider, Peter Porekuu Dery, Adolfo Antonio Suárez Rivera, Ernesto Corripio Ahumada, Alfonso López Trujillo, Bernardin Gantin, Antonio Innocenti e Antonio José González Zumárraga.

 Nell'omelia il Papa ha affermato che "Dio è la vera sapienza che non invecchia, è la ricchezza autentica che non marcisce, è la felicità a cui aspira in profondità il cuore di ogni uomo. Questa verità, che attraversa i Libri sapienziali e riemerge nel Nuovo Testamento, trova compimento nell'esistenza e nell'insegnamento di Gesù. Nella prospettiva della sapienza evangelica, la stessa morte è portatrice di un salutare ammaestramento, perché costringe a guardare in faccia la realtà; spinge a riconoscere la caducità di ciò che appare grande e forte agli occhi del mondo. Di fronte alla morte perde d'interesse ogni motivo di orgoglio umano e risalta invece ciò che vale sul serio".

 "Tutti in questo mondo siamo di passaggio, perché tutti siamo creature - ha detto il Santo Padre -. In una parola, nessuno di noi è Dio. Riconoscere questa nostra differenza da Lui è la prima condizione per essere con Lui e in Lui: è condizione persino per diventare come Lui, ma solo accogliendo la grazia di un suo libero dono".

 "Se Dio ci ha amato gratuitamente - ha spiegato - anche noi possiamo, e dunque dobbiamo lasciarci coinvolgere da questo movimento oblativo, e fare di noi stessi un dono gratuito per gli altri. In questo modo conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti (...) e passiamo dalla morte alla vita come Gesù Cristo, che ha sconfitto la morte con la sua risurrezione, grazie alla potenza gloriosa dell'amore del Padre celeste".

 "Questa Parola di vita e di speranza ci è di profondo conforto dinanzi al mistero della morte, specialmente quando colpisce le persone che a noi sono più care. Il Signore ci assicura quest'oggi che i nostri compianti Fratelli, per i quali particolarmente preghiamo in questa santa Messa, sono passati dalla morte alla vita perchè hanno scelto Cristo (...) e si sono consacrati al servizio dei fratelli. Perciò, se anche hanno da espiare la loro parte di pena dovuta all'umana fragilità, che tutti ci segna, aiutandoci a mantenerci umili, la fedeltà a Cristo permette loro di entrare nella libertà dei figli di Dio".

 "Preghiamo perché noi, pellegrini sulla terra, manteniamo sempre orientati gli occhi e il cuore verso la meta ultima a cui aneliamo, la casa del Padre, il Cielo".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                                 VIS 20081103 (470)


PREGARE PER LE ANIME DEL PURGATORIO


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2008 (VIS).- Oggi a mezzogiorno, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio privato, che da su Piazza San Pietro, per recitare l'Angelus insieme ai fedeli che lo accompagnavano.

 Nel giorno in cui la Chiesa commemora tutti i suoi fedeli defunti, il Santo Padre ha detto che "è molto importante che noi cristiani viviamo il rapporto con i defunti nella verità della fede, e guardiamo alla morte e all'aldilà nella luce della Rivelazione".

 "Anche oggi - ha sottolineato - è necessario evangelizzare la realtà della morte e della vita eterna, realtà particolarmente soggette a credenze superstiziose e a sincretismi, perché la verità cristiana non rischi di mischiarsi con mitologie di vario genere".

 Dopo aver ricordato le parole di Sant'Agostino, per cui "tutti vogliamo la 'vita beata', la felicità", Benedetto XVI ha affermato che "non sappiamo bene che cosa sia e come sia, ma ci sentiamo attratti verso di essa. È questa una speranza universale, comune agli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi. L'espressione "vita eterna" vorrebbe dare un nome a questa attesa insopprimibile: non una successione senza fine, ma l'immergersi nell'oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo, il prima e il dopo non esistono più. Una pienezza di vita e di gioia: è questo che speriamo e attendiamo dal nostro essere con Cristo".

 "Rinnoviamo quest'oggi la speranza della vita eterna fondata realmente nella morte e risurrezione di Cristo. (...) Tuttavia, la speranza cristiana - ha puntualizzato - non è soltanto individuale, ma anche speranza per gli altri. Le nostre esistenze sono profondamente legate le une alle altre e il bene e il male che ciascuno compie tocca sempre anche agli altri".

 Il Papa ha concluso affermando che "la preghiera di un'anima pellegrina nel mondo può aiutare un'altra anima che si sta purificando dopo la morte. Per questo, oggi la Chiesa ci invita e pregare per i nostri cari defunti e a far visita alle loro tombe nei cimiteri".

 Come di consueto, il Santo Padre è sceso nelle grotte vaticane per pregare in privato per i pontefici che vi sono sepolti e per tutti i defunti.
ANG/DEFUNTI/...                                                                 VIS 20081103 (360)


TUTTI I SANTI: DESIDERIO DI UNIRCI ALLA FAMIGLIA CELESTE


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2008 (VIS).- Oggi, Solennità di Ognissanti, Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus con i pellegrini in Piazza San Pietro ha affermato che quando contempliamo lo spettacolo della santità "il mondo ci appare come un 'giardino' dove lo Spirito di Dio ha suscitato con mirabile fantasia una moltitudine di santi e sante, di ogni età e condizione sociale, di ogni lingua, popolo e cultura".

 "Ognuno di essi - ha continuato - è diverso dagli altri, con la singolarità della propria personalità umana e del proprio carisma spirituale, ma in tutti è impresso "il sigillo di Dio", cioè l'impronta del suo amore".

 Il Papa ha spiegato che la Solennità di Tutti i Santi "si è venuta affermando nel corso del primo millennio cristiano come celebrazione collettiva dei martiri (...). Questo martirio, peraltro, possiamo intenderlo in senso lato come amore per Cristo senza riserve, amore che si esprime nel dono totale di sé a Dio e ai fratelli. Questa meta spirituale, a cui tutti i battezzati sono protesi, si raggiunge seguendo la via delle 'beatitudini' evangeliche (...). E' la stessa via tracciata da Gesù e che i santi e le sante si sono sforzati di percorrere, pur consapevoli dei loro limiti umani. Nella loro esistenza terrena, infatti, sono stati poveri in spirito, addolorati per i peccati, miti, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per la giustizia. E Dio li ha resi partecipi della sua felicità (...). Sono ora consolati, (...) vedono Dio di cui sono figli. In una parola: "Di essi è il Regno dei Cieli".

 "In questo giorno (...) sentiamo accendersi nei nostri cuori il desiderio di unirci per sempre alla famiglia dei santi, di cui già ora abbiamo la grazia di far parte. Possa questa bella aspirazione ardere in tutti i cristiani, ed aiutarli a superare ogni difficoltà, ogni paura, ogni tribolazione", ha così concluso il Santo Padre.
ANG/TUTTI I SANTI/...                                                                 VIS 20081103 (320)


venerdì 31 ottobre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico in Ciad e nella Repubblica Centroafricana, con i Familiari.
AP/.../...                                                                                     VIS 20081031 (30)

IL CARDINALE CORDES INCONTRA I PRELATI AMERICANI

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, Dicastero incaricato di promuovere l'impegno caritativo della Chiesa, si recherà negli Stati Uniti dal 3 al 10 novembre prossimi per incontrare i Vescovi americani, riuniti a Baltimora in occasione della loro Assemblea Plenaria.

 Insieme ai Presuli ed ai responsabili di Catholic Charities USA e di Catholic Relief Services, il Porporato rifletterà sugli elementi teologici evidenziati dalla prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Dio è amore". Nel corso della visita, il Cardinale Cordes terrà alcuni incontri e conferenze sulla carità nelle Arcidiocesi di New York, Denver e Newark. Riceverà inoltre una laurea honoris causa della Seton Hall University, la più antica Università diocesana cattolica degli Stati Uniti d'America.

 L'obiettivo principale della visita è favorire lo scambio di esperienze nell'ambito della pastorale della carità "in un momento - secondo quanto afferma un comunicato pubblicato oggi - caratterizzato da nuove sfide e opportunità, nel contesto di un tessuto sociale e demografico segnato da grandi cambiamenti".
CON-CU/CARITA/CORDES                                                      VIS 20081031 (170)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA NEL MESE DI NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS). L'Intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perché la testimonianza di amore offerta dai Santi fortifichi i cristiani nella dedizione a Dio e al prossimo, imitando Cristo che è venuto per servire e non per essere servito".

 L'Intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le comunità cristiane dell'Asia, contemplando il volto di Cristo, sappiano trovare le vie più consone per annunciarLo alle popolazioni di quel vasto continente, ricco di cultura e di antiche forme di spiritualità, nella piena fedeltà al Vangelo".
BXVI - INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/...                  VIS 20081031 (100)


IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DEL LIBANO

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

"Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica libanese, Sua Eccellenza il Gen. Michel Sleiman, e Seguito. Successivamente, il Presidente Sleiman ha avuto un incontro con l'Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al quale in seguito si sono aggiunti Sua Eccellenza il Sig. Fawzi Salloukh, Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, e Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

 Nel corso dei cordiali colloqui, è stato ribadito l'interesse della Santa Sede per il Libano e il suo continuo impegno affinché ne sia salvaguardata la peculiare identità. Vivo apprezzamento è stato quindi espresso per lo sforzo che il Paese e i suoi leaders stanno compiendo nell'intento di ricondurre la vita istituzionale entro i binari della normale dialettica politica, dove ogni componente del popolo libanese possa apportare il suo contributo al bene comune e veda le proprie preoccupazioni e attese tenute nella dovuta considerazione. Ci si è soffermati, infine, sulla delicata situazione regionale, auspicando una rapida e giusta soluzione della questione palestinese e accennando alle condizioni e ai problemi delle comunità cristiane nel Medio Oriente.
OP/LIBANO/SLEISMAN                                                          VIS 20081031 (210)


IDENTITA' CATTOLICA DEI MOVIMENTI E DELLE COMUNITA'


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- I partecipanti alla XIII Conferenza della "Catholic Fraternità of Charismatic Covenant Communities and Fellowship" (Confraternita Cattolica delle Comunità e Associazioni del Rinnovamento Carismatico) sono stati ricevuti questa mattina da Benedetto XVI in Vaticano.

"Come ho già avuto modo di affermare in altre circostanze - ha detto il Papa - i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità, fioriti dopo il Concilio Vaticano II, costituiscono un singolare dono del Signore ed una risorsa preziosa per la vita della Chiesa. Essi vanno accolti con fiducia e valorizzati nei loro diversi contributi da porre a servizio dell'utilità comune in modo ordinato e fecondo".

 Riferendosi poi a uno dei temi di riflessione della conferenza, "I Carismi nella vita della Chiesa particolare", il Santo Padre ha affermato che "Ciò che apprendiamo nel Nuovo Testamento sui carismi, che apparvero come segni visibili della venuta dello Spirito Santo, non è un evento storico del passato, ma realtà sempre viva: è lo stesso divino Spirito, anima della Chiesa, ad agire in essa in ogni epoca, e questi suoi misteriosi ed efficaci interventi si manifestano in questo nostro tempo in maniera provvidenziale".

 "I Movimenti e le Nuove Comunità sono come delle irruzioni dello Spirito Santo nella Chiesa e nella società contemporanea. Possiamo allora ben dire che uno degli elementi e degli aspetti positivi delle Comunità del Rinnovamento Carismatico Cattolico è proprio il rilievo che in esse rivestono i carismi o doni dello Spirito Santo e loro merito è averne richiamato nella Chiesa l'attualità".

 Benedetto XVI ha ricordato di seguito che il Concilio Vaticano II menzionava in vari documenti il tema delle nuove comunità ecclesiali e che anche "il Catechismo della Chiesa Cattolica ha sottolineato il valore e l'importanza dei nuovi carismi nella Chiesa, la cui autenticità viene però garantita dalla disponibilità a sottomettersi al discernimento dell'autorità ecclesiastica. Proprio perché assistiamo a una promettente fioritura di movimenti e comunità ecclesiali, è importante che i Pastori esercitino nei loro confronti un prudente e saggio discernimento".

 "So che sono allo studio opportune modalità per dare riconoscimento pontificio ai nuovi Movimenti e Comunità ecclesiali e non sono pochi quelli che già lo hanno ricevuto. (...) Di questo dato i Pastori, specialmente i Vescovi, non possono non tenere conto nel doveroso discernimento che ad essi compete".

 Il Papa ha segnalato che uno degli obiettivi della Confraternità, "conformemente alle indicazioni (...) di Giovanni Paolo II, è salvaguardare l'identità cattolica delle comunità carismatiche e incoraggiarle nel mantenere uno stretto legame con i Vescovi e con il Romano Pontefice" e ha manifestato il suo apprezzamento per la creazione di un Centro di formazione permanente per i membri e responsabili delle comunità carismatiche.

 "La salvaguardia della fedeltà all'identità cattolica e dell'ecclesialità da parte di ognuna delle vostre comunità - ha concluso il Pontefice -  vi permetterà di rendere dappertutto una testimonianza viva ed operante del profondo mistero della Chiesa. E sarà proprio questo a promuovere la capacità delle varie comunità di attirare nuovi membri".
AC/RINNOVAMENTO CARISMATICO/...                                 VIS 20081031 (500)


IL MONDO NON E' ORIGINATO DAL CAOS; E' UN COSMO


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto oggi i membri della Pontificia Accademia delle Scienze, che svolgono la loro sessione plenaria dal 31 ottobre al 3 novembre sul tema: "Prospettive scientifiche sull'evoluzione dell'universo e della vita".

 Il Santo Padre ha affermato all'inizio del suo discorso che tanto Pio XII quanto Giovanni Paolo II misero in risalto che "non esiste un'opposizione tra la comprensione per fede della creazione e l'evidenza delle scienze empiriche. La filosofia, nelle sue prime tappe, aveva proposto immagini per spiegare l'origine del cosmo sulla base di uno o più elementi del mondo materiale. Questa genesi non è stata considerata una creazione, bensì una mutazione dell'origine del mondo".

 "Per svilupparsi ed evolvere, il mondo deve essere in primo luogo, e pertanto deve procedere dal nulla per poter essere. Vale a dire, deve essere creato dal primo Essere, che è tale in essenza".

 "Segnalare che la fondazione del cosmo e i suoi sviluppi è la sapienza provvidente del Creatore, non significa - ha continuato Benedetto XVI - che la creazione ha a che vedere soltanto con l'inizio della storia del mondo e della vita. Implica bensì che il Creatore fonda questi sviluppi e li sostiene continuamente".

 Dopo aver ricordato che Galileo "concepì la natura come un libro il cui autore è Dio, allo stesso modo in cui Dio è l'autore della Scrittura", il Papa ha sottolineato che "questa immagine ci aiuta anche a capire che il mondo, anziché essere originato dal caos, somiglia a un libro ordinato; è un cosmo".

 "La distinzione tra un semplice essere vivente e un essere spirituale che è "capax Dei", indica l'esistenza dell'anima intellettiva di un soggetto libero e trascendente. Per questo - ha così concluso - il Magistero della Chiesa ha affermato costantemente che "ogni anima spirituale è creata immediatamente da Dio - non è "prodotta" dai genitori - e anche che è immortale". Questo indica la peculiarità dell'antropologia e invita il pensiero moderno allo studio di questa".
AC/SCIENZA:EVOLUZIONE UNIVERSO/ACAD                      VIS 20081031 (330)


IL PENSIERO DI CRISTO CI PURIFICA DALLA FALSA SAPIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Ieri pomeriggio, dopo la concelebrazione eucaristica nella basilica vaticana, presieduta dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il Santo Padre ha incontrato i professori e gli studenti delle Università ecclesiastiche romane in occasione dell'apertura dell'anno accademico.

 Commentando ciò che dice San Paolo sulla sapienza cristiana, distinguendo la sapienza di Dio, che contrasta con la "sapienza di questo mondo", Benedetto XVI ha affermato che quest'ultima "è un modo di vivere e di vedere le cose prescindendo da Dio e seguendo le opinioni dominanti, secondo i criteri del successo e del potere. La "sapienza divina" consiste nel seguire la mente di Cristo, è Cristo che ci apre gli occhi del cuore per seguire la strada della verità e dell'amore".

 "San Paolo esorta chi si ritiene sapiente secondo i criteri del mondo a "farsi stolto", per diventare veramente sapiente davanti a Dio (3,18). Questo non è un atteggiamento anti-intellettuale, non è opposizione alla "recta ratio". Paolo "seguendo Gesù" si oppone ad un tipo di superbia intellettuale, in cui l'uomo, pur sapendo molto, perde la sensibilità per la verità e la disponibilità ad aprirsi alla novità dell'agire divino".

 Il Papa ha messo in risalto il fatto che l'Apostolo delle Genti "denuncia il veleno della falsa sapienza, che è l'orgoglio umano. Non è infatti la conoscenza in sé che può far male, ma la presunzione, il "vantarsi" di ciò che si è arrivati - o si presume di essere arrivati - a conoscere. Proprio da qui derivano poi le fazioni e le discordie nella Chiesa e, analogamente, nella società. Si tratta dunque di coltivare la sapienza non secondo la carne, bensì secondo lo Spirito".

 "Il  "pensiero di Cristo" che per grazia abbiamo ricevuto, ci purifica dalla falsa sapienza. E questo "pensiero di Cristo" lo accogliamo attraverso la Chiesa e nella Chiesa, lasciandoci portare dal fiume della sua viva tradizione".

 Il Santo Padre ha manifestato il desiderio ai professori e agli studenti, che essendo fedeli a Cristo, "possiamo impegnarci intensamente nel lavoro intellettuale, interiormente liberi dalla tentazione dell'orgoglio e vantandoci sempre e solo nel Signore".
AC/.../UNIVERSITA ECCLESIASTICHE                                     VIS 20081031 (350)


giovedì 30 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Vescovo Stanislas Lukumwena, O.F.M., al governo pastorale della Diocesi di Kole (Repubblica Democratica del Congo), in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../LUKUMWENA                                                                      VIS 20081030 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- L'Arcivescovo Geraldo Lydio Rocha, di Mariana (Brasile), Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, con l'Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus e con il Vescovo Dimas Lara Barbosa, ausiliare di Sao Sebastiao do Rio de Janeiro, rispettivamente vicepresidente e segretario generale dello stesso organismo.

- Monsignor Walter Brandmüller, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
AP/.../...                                                               VIS 20081030 (90)

ORIENTAMENTI USO PSICOLOGIA NEI FUTURI SACERDOTI


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Questa mattina, presso l'Ufficio Stampa della Santa Sede, è stato presentato il documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica "Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio". Il testo è di 15 pagine ed è stato pubblicato in inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco e portoghese.

 Sono intervenuti nella conferenza stampa il Cardinale Zenon Grocholewski, l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., e don Carlo Bresciani, rispettivamente prefetto, segretario ed consultore e psicologo della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

 Il Cardinale Grocholewski ha affermato che il documento richiama "il contesto socio-culturale attuale che influisce, più o meno, sulla mentalità dei candidati che si presentano al Seminario, creando, in certi casi, delle ferite non ancora guarite o particolari difficoltà che possono condizionare la capacità di progredire nel cammino formativo verso il sacerdozio".

 "Questi problemi - ha detto - si presentano non soltanto al momento dell'ingresso in Seminario, ma talvolta appaiono in modo accentuato anche nel momento previo all'ordinazione sacerdotale".

 Il porporato ha sottolineato che "tanto l'influsso dell'odierno contesto socio-culturale quanto la necessità di una formazione anche umana del futuro sacerdote pongono la questione dell'eventuale uso delle scienze psicologiche nei Seminari".

 "Il documento - ha continuato - sottolinea il ruolo fondamentale dei formatori e, quindi, la necessità della loro adeguata preparazione in materia di pedagogia vocazionale". D'altro canto, ha detto, "Nella formazione umana, che non può essere separata da quella spirituale, il ruolo del tutto particolare ha da svolgere il padre spirituale". In tal senso ha citato il documento quando dice che "la direzione spirituale non può in alcun modo essere scambiata o sostituita da forme di analisi o di aiuto psicologico e che la vita spirituale di per sé favorisce una crescita nelle virtù umane, se non ci sono blocchi di natura psicologica".

Dopo aver evidenziato, in un altro aspetto che riprende il documento, "l'importanza della grazia divina  nella formazione dei candidati al sacerdozio", il cardinale ha segnalato che "il ricorso agli esperti nelle scienze psicologiche non può che essere soltanto ausiliare, ossia utile solo in alcuni casi per dare il parere circa la diagnosi, o circa l'eventuale terapia, o il sostegno psicologico allo sviluppo delle qualità umane richieste all'esercizio del ministero. In altre parole, si deve ricorrere a loro - ha sottolineato - solo "si casus ferat", ossia nei casi eccezionali che presentano particolari difficoltà.

 "L'ausilio delle scienze psicologiche - ha continuato -  deve integrarsi nel quadro della globale formazione del candidato, così da non ostacolare, ma da assicurare in modo particolare la salvaguardia del valore irrinunciabile dell'accompagnamento spirituale. Per questo, ha detto, "gli psicologi non posso far parte della squadra dei formatori".

 "Il Cardinale Grocholewski ha concluso ricordando che il documento "per ben tre volte cita il can. 1052, secondo il quale il Vescovo, per poter procedere all'ordinazione, deve avere la certezza morale sulla idoneità del candidato, provata con argomenti positivi e che, nel caso di un dubbio fondato, non deve procedere all'ordinazione".

 L'arcivescovo Bruguès ha affermato che "a nessuno, neppure ai Superiori Religiosi o Diocesani, è lecito entrare nella intimità psicologica o morale di una persona senza averne avuto il previo, esplicito, informato ed assolutamente libero consenso. (...) Lo psicologo non dovrà manifestare a terze persone, qualunque sia l'autorità di cui sono investite, sia religiosa che politica, senza il libero consenso dell'interessato, le conoscenze concernenti la vita intima alle quali fosse pervenuto".

 Infine, don Carlo Bresciani ha messo in risalto il fatto che "con questi Orientamenti la Chiesa, lungi dal voler affidare allo psicologo la formazione al sacerdozio, che è e resta essenzialmente di natura spirituale, intende valorizzare quanto le scienze umane, e psicologiche in particolare, possono dare come contributo alla preparazione di sacerdoti con personalità umanamente equilibrate. La Chiesa manifesta stima nelle discipline psicologiche, ma nello stesso tempo intende disciplinarne l'utilizzo in modo che risulti veramente proficuo".
OP/PSICOLOGIA:CANDIDATI SACERDOZIO/...                     VIS 20081030 (640)


CATTOLICESIMO, PIETRA ANGOLARE DELLA SOCIETÀ CANADESE


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- La nuova ambasciatrice del Canada presso la Santa Sede, Anne Leahy, ha presentato questa mattina in Vaticano le sue lettere credenziali a Benedetto XVI.

 Nel discorso che ha rivolto alla diplomatica, il Santo Padre ha citato in primo luogo le parole di Giovanni Paolo durante il suo viaggio in Canada nel 2002, quando ha affermato che i canadesi erano "eredi di un umanesimo straordinariamente ricco, grazie alla fusione di molti elementi culturali diversi. Ma il nucleo del vostro patrimonio è la visione spirituale e trascendente della vita, basata sulla rivelazione cristiana, che ha dato un impulso vitale al vostro sviluppo come società libera, democratica e solidale, riconosciuta in tutto il mondo come emblema dei diritti umani e della dignità umana".

 " Il Papa ha poi ricordato che fra non molto ricorreranno i 40 anni delle relazioni diplomatiche fra il Canada e la Santa Sede e ha elogiato la vocazione di questo Paese per "incentivare la collaborazione multilaterale a favore della soluzione di numerosi problemi che presuppongono una sfida per l'umanità di oggi". Il Santo Padre ha citato a questo proposito "l'impegno del Canada e della Santa Sede, insieme ad altri Paesi, ad appoggiare l'applicazione del Trattato per abolire le mine anti-uomo e promuoverne la diffusione in tutto il mondo (...). Allo stesso tempo Canada e Santa Sede, insieme ad altre nazioni, si sforzano di contribuire alla stabilità, alla pace e allo sviluppo nella regione dei Grandi Laghi in Africa".

 Citando le parole della nuova ambasciatrice Benedetto XVI ha riaffermato che "il Cattolicesimo, grazie alle sue istituzioni e alla cultura che ha promosso, rappresenta una pietra angolare nella costruzione della società canadese. Tuttavia, oggi, si notano profondi cambiamenti visibili nei diversi ambiti e a volte preoccupano al punto da domandarsi se non significhino una regressione nella concezione dell'essere umano. Questi cambiamenti riguardano soprattutto i settori della difesa e della promozione della vita e della famiglia fondata sul matrimonio naturale".

 In questo contesto, "una cultura della vita potrebbe alimentare nuovamente l'unione dell'esistenza personale e sociale del Canada". "Per questo - ha detto il Papa - credo sia necessario definire di nuovo il senso dell'esercizio della libertà (...) percepito sempre più come un valore assoluto, un diritto intangibile dell'individuo, ignorando l'importanza delle origini divine della libertà e della sua dimensione comunitaria. (...) Seconda questa interpretazione soltanto l'individuo può decidere e scegliere la fisionomia, caratteristiche e scopi della vita, della morte e del matrimonio".

 "La vera libertà - ha osservato - si basa e si sviluppa, infine, in Dio. È un dono che è possibile accogliere come seme che possa maturare in maniera responsabile ed arricchisca la persona e la società. L'esercizio di questa libertà implica il riferimento a una legge morale naturale, di carattere universale, che precede ed unifica tutti i diritti e i doveri. In questa prospettiva, desidero manifestare il mio appoggio a tutte le iniziative dei vescovi del Canada a favore della vita familiare e pertanto della dignità dell'essere umano".

 Infine, Benedetto XVI ha parlato delle scuole cattoliche in questo Paese che "grazie al proprio contributo nella trasmissione della fede alle nuove generazioni, preparandole al dialogo fra le diverse componenti della nazione, soddisfano un'esigenza costante della missione della Chiesa, per il bene di tutti, ed arricchiscono l'insieme della società canadese".
CD/CREDENZIALI:CANADA/LEAHY                                       VIS 20081030 (540)


DIALOGO TRA CULTURE E RELIGIONI RIGUARDA TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una delegazione dell' International Jewish Committee on Interreligious Consultation, con il quale la Santa Sede "ha avuto per più di 30 anni contatti proficui e regolari che hanno contribuito a una maggiore comprensione ed accettazione tra cattolici ed ebrei".

 "Approfitto di questa occasione - ha detto il Papa - per riaffermare l'impegno della Chiesa a mettere in pratica i principi stabiliti nella dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II. Questa dichiarazione che condannava fermamente ogni forma di antisemitismo rappresenta una pietra angolare nella lunga storia dei rapporti fra cattolici ed ebrei e un avvertimento per una rinnovata comprensione teologica dei rapporti fra la Chiesa e il popolo ebraico".

 "Ai nostri giorni - ha continuato il Santo Padre - i cristiani sono ogni volta più coscienti del patrimonio spirituale che condividono con il popolo della Torah, il popolo eletto da Dio nella sua misericordia, un patrimonio che merita un rispetto, un apprezzamento e un amore reciproco più grande. Anche gli Ebrei sono chiamati a scoprire tutto ciò che hanno in comune con coloro che credono nel Signore, il Dio di Israele, che si è rivelato per la prima volta mediante la sua parola potente e piena di vita".

 "Nel nostro mondo tormentato, caratterizzato spesso dalla povertà, la violenza e lo sfruttamento, il dialogo fra le culture e le religioni si deve considerare sempre più come un dovere sacro che riguarda tutti coloro che sono impegnati nella costruzione di un mondo degno dell'essere umano. La capacità di accettarsi e rispettarsi reciprocamente, e di proclamare la verità nell'amore, è essenziale per superare le differenze, prevenire i fraintendimenti ed evitare gli scontri inutili (...). Un dialogo sincero richiede apertura e senso fermo dell'identità da entrambe le parti per arricchirsi a vicenda dei doni degli altri".
AC/DIALOGO/INTERNATIONAL JEWISH COMMITTEE      VIS 20081030 (300)


mercoledì 29 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre:

 -Ha accettato la rinuncia del Vescovo Giuseppe Bausardo, S.D.B., al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Alessandria d'Egitto in conformità al can. 401, §2 del Codice di Diritto Canonico e ha nominato Monsignor Gennaro De Martino, finora Vicario Delegato, Amministratore Apostolico "ad natum Sanctae Sedis" del Vicariato Apostolico di Alessandria d'Egitto.

 -Ha concesso il suo assenso all'elezione fatta canonicamente dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Maronita, di Don Joseph Soueif come Arcivescovo di Cipro dei Maroniti (superficie 9.351, popolazione 785.000, cattolici 10.000, sacerdoti 8, religiosi 8) a Cipro. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1962 a Chekka (Libano), è stato ordinato sacerdote nel 1987 e finora era Vicario dell'Arcieparchia di Tripoli (Libano) per la pastorale e l'applicazione degli atti sinodali.
RE:NER/.../BAUSARDO:DE MARTINO:SOUEIF                     VIS 20081029 (120)


LA CROCE HA AVUTO UN POSTO CENTRALE NELLA VITA DI PAOLO

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- Nell'udienza generale di oggi, svoltasi in Piazza San Pietro, alla quale hanno partecipato 20.000 persone, il Papa ha parlato della teologia della Croce di San Paolo.

 Il Santo Padre ha ricordato che l'Apostolo delle Genti, dopo l'esperienza del cammino di Damasco, cambiò totalmente la sua esistenza, che "rimase segnata dal significato centrale della Croce: aveva capito che Gesù era morto e risorto per tutti e per se stesso. Nella Croce, quindi, si era manifestato l'amore gratuito e misericordioso di Dio".

 "Per San Paolo - ha continuato - la Croce ha un primato fondamentale nella storia dell'umanità; essa rappresenta il punto focale della sua teologia, perché dire Croce vuol dire salvezza come grazia per ogni creatura. Il tema della croce di Cristo diventa un elemento essenziale e primario della predicazione dell'Apostolo".

 Benedetto XVI ha messo in risalto che "lo scandalo e la stoltezza della Croce alla quale si riferisce San Paolo stanno proprio nel fatto che laddove sembra esserci solo fallimento, dolore, sconfitta, proprio lì c'è tutta la potenza dell'Amore sconfinato di Dio".

 "Se per i Giudei il motivo del rifiuto della Croce è nella rivelazione, cioè la fedeltà al Dio dei Padri, per i Greci, cioè i pagani, il criterio di giudizio per opporsi alla Croce è la ragione. Per questi ultimi, infatti, la Croce è moría, stoltezza, letteralmente insipienza, cioè un cibo senza sale (...). Decisamente inconcepibile era poi credere che un Dio potesse finire su una Croce! Oggi vediamo come questa logica greca sia anche la logica media del nostro tempo".

 " Perché San Paolo - ha domandato il Papa - ha fatto proprio della parola della Croce un punto così significativo della predicazione evangelica? La risposta non è difficile: la Croce rivela tutta "la potenza di Dio" , che è diversa dal potere umano; rivela infatti il suo amore".

 Per l'Apostolo, "Il Crocifisso è sapienza, perché manifesta davvero chi è Dio, cioè potenza di amore che va fino alla Croce per salvare l'uomo. Egli si serve di modi e strumenti che agli esseri umani sembrano solo debolezza. Il Crocifisso svela, da una parte, la debolezza dell'uomo e, dall'altra, la vera potenza di Dio, cioè la gratuità dell'amore: proprio questa totale gratuità dell'amore è la vera sapienza".

 Il Santo Padre ha segnalato che nella seconda Lettera ai Corinzi, "Paolo fa in due affermazioni fondamentali una perfetta sintesi della teologia della Croce: da una parte Cristo, che Dio ha trattato da peccato in nostro favore, è morto per tutti; dall'altra, Dio ci ha riconciliati con sé, non imputando a noi le nostre colpe. E' da questo "ministero della riconciliazione" che ogni schiavitù è ormai riscattata".

 "San Paolo ha rinunciato alla propria vita donando totalmente sé stesso per il ministero della riconciliazione, della Croce che è salvezza per noi. (...) È questo che dobbiamo saper fare anche noi. Possiamo trovare la nostra forza proprio nell'umiltà dell'amore e la nostra saggezza nella debolezza di rinunciare per entrare così nella forza di Dio (...). Noi tutti dobbiamo formare la nostra vita su questa vera saggezza: non vivere per noi stessi, ma vivere nella fede di Dio del quale tutti possiamo dire: "Mi ha amato e ha dato sé stesso per me".
AG/SAN PAOLO/...                                                                        VIS 20081029 (530)


BENEDETTO XVI: GIOVANNI XXIII È STATO UOMO E PASTORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- In occasione del 50° anniversario dell'elezione al soglio pontificio del Beato Giovanni XXIII, Benedetto XVI ha evocato la figura del "Papa buono", alla fine della Santa Messa presieduta ieri pomeriggio dal cardinale Tarcisio Bertone nella Basilica di San Pietro, cui hanno preso parte circa 3000 pellegrini della diocesi di Bergamo, alla quale apparteneva Giovanni XXIII.

 Benedetto XVI ha ricordato che negli anni dell'elezione di Giovanni XXIII, "la grazia di Dio andava preparando una stagione impegnativa e promettente per la Chiesa e per la società, e trovò nella docilità allo Spirito Santo, che distinse l'intera vita di Giovanni XXIII, il terreno buono per far germogliare la concordia, la speranza, l'unità e la pace, a bene dell'intera umanità".

 Il Beato Pontefice "indicò la fede in Cristo e l'appartenenza alla Chiesa, madre e maestra, quale garanzia di feconda testimonianza cristiana nel mondo. Così, nelle forti contrapposizioni del suo tempo, il Papa fu uomo e pastore di pace, che seppe aprire in Oriente e in Occidente inaspettati orizzonti di fraternità tra i cristiani e di dialogo con tutti".

 Il Santo Padre ha in seguito sottolineato che il Concilio Ecumenico Vaticano II, "deciso, preparato e iniziato" da Giovanni XXIII, è stato "un dono veramente speciale offerto alla Chiesa" che "tutti siamo impegnati ad accogliere in modo adeguato continuando a meditarne gli insegnamenti e a tradurne nella vita le indicazioni operative".

 Poi, riferendosi al Sinodo diocesano di Bergamo che è stato dedicato alla parrocchia, il Papa ha affermato che "è in essa che si impara a vivere concretamente la propria fede, e ciò consente di mantenere viva la ricca tradizione del passato e di riproporne i valori in un ambiente sociale secolarizzato, che si presenta ostile o indifferente".

 Benedetto XVI ha ricordato l'importanza che per Giovanni XXIII ricopriva la famiglia, in cui "si impara a vivere nel quotidiano il fondamentale precetto cristiano dell'amore". "Con molta fiducia" - ha aggiunto - Papa Roncalli affidava alla parrocchia, famiglia di famiglie, il compito di alimentare tra i fedeli i sentimenti di comunione e di fraternità".

 "Plasmata dall'Eucarestia - ha concluso Benedetto XVI citando le parole del suo predecessore - la parrocchia potrà diventare fermento di salutare inquietudine nel diffuso consumismo e individualismo del nostro tempo, risvegliando la solidarietà ed aprendo nella fede l'occhio del cuore a riconoscere il Padre, che è amore gratuito, desideroso di condividere con i figli la sua stessa gioia".
AC/GIOVANNI XXIII/...                           VIS 20081029 (410)


martedì 28 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Monsignor Johan Bonny Vescovo di Antwerpen (superficie 2.570, popolazione 1.474.367, cattolici 1.284.682, sacerdoti 789, religiosi 2.312, diaconi permanenti 76) in Belgio. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Oostende (Belgio), è stato ordinato sacerdote nel 1980 e fino ad oggi è stato rettore del Pontificio Collegio Belga di Roma e Officiale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Succede al Vescovo Paul Van den Berghe, la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.
NER:RE/.../BONNY:VAN DEN BERGHE            VIS 20081028 (100)


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