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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 12 maggio 2008

RISPETTO DELLA VITA, FONDAMENTO CONVIVENZA CIVILE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, nell'Aula delle Benedizioni, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i membri del Movimento per la vita.

  All'inizio del suo discorso Papa Benedetto XVI ha ricordato che: "La vostra visita cade a trent'anni da quando in Italia venne legalizzato l'aborto ed è vostra intenzione suggerire una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali che la legge ha prodotto nella comunità civile e cristiana durante questo periodo".

 "Guardando ai passati tre decenni e considerando l'attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza ne è derivato un minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede che si professa".

  "L'aver permesso di ricorrere all'interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze. (...) E' necessario per questo unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l'attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno".

  "E' necessario testimoniare in maniera concreta che il rispetto della vita è la prima giustizia da applicare. Per chi ha il dono della fede questo diventa un imperativo inderogabile, (...) Dio solo è Signore della vita. Ogni uomo è da Lui conosciuto e amato, voluto e guidato. Qui soltanto sta l'unità più profonda e grande dell'umanità, nel fatto che ogni essere umano realizza l'unico progetto di Dio, ognuno ha origine dalla medesima idea creatrice di Dio".

  "Quest'anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'uomo" - ha ricordato il Pontefice, lodando l'impegno del Movimento "nell'ambito politico come aiuto e stimolo alle Istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento alla parola 'dignità umana'".

  "La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come 'non negoziabili'".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ringraziando i membri del Movimento
"per il servizio che avete reso alla Chiesa e alla società. Quante vite umane avete salvato dalla morte! Proseguite su questo cammino e non abbiate paura, perché il sorriso della vita trionfi sulle labbra di tutti i bambini e delle loro mamme". Affido ognuno di voi, e le tante persone che incontrate nei Centri di aiuto alla vita, alla materna protezione della Vergine Maria, Regina della Famiglia, e mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, di cuore benedico voi e quanti fanno parte dei Movimenti per la Vita in Italia, in Europa e nel mondo.
AC/MOVIMENTO VITA ITALIA/...                       VIS 20080512 (570)


ROMA E ISRAELE FONTI DI FEDE E SAGGEZZA PER IL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano il Signor Mordechay Lewy, nuovo Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Benedetto XVI ha presentato al diplomatico "cordiali auguri in occasione delle celebrazioni dei sessanta anni dello Stato di Israele" - ed ha detto: "La Santa Sede si unisce a lei nel rendere grazie al Signore perché le aspirazioni del popolo ebraico ad avere una patria nella terra dei loro padri si sono realizzare, e spera di vedere presto un tempo di maggiore gioia, in cui finalmente una giusta pace finalmente ponga fine al conflitto con i palestinesi".

  Successivamente il Papa ha enumerato i diversi settori di reciproco interesse per la Santa Sede e lo Stato di Israele, sottolineando che "il patrimonio giudaico-cristiano deve ispirarci ad assumere la guida nella promozione di molte forme di azione sociale ed umanitaria nel mondo e non ultimo a contrastare tutte le forme di discriminazione razziale. Condivido il suo entusiasmo per gli scambi culturali ed accademici che hanno luogo fra le istituzioni cattoliche del mondo e quelle in Terra Santa. (...) Il dialogo fraterno" - ha sottolineato ancora il Papa - "a livello internazionale fra cristiani ed ebrei è molto proficuo e deve andare avanti con impegno e generosità".

  "Le città sante di Roma e Gerusalemme" - ha ribadito il Pontefice - "rappresentano una fonte di fede e saggezza di importanza fondamentale per la civiltà occidentale, e di conseguenza, i legami fra Israele e Santa Sede hanno una più profonda risonanza rispetto a quelli che formalmente derivano dalla dimensione giuridica dei nostri rapporti".

  Toccando il tema della "allarmante decrescita della popolazione cristiana in Medio Oriente, anche in Israele, a causa dell'emigrazione" - il Santo Padre ha affermato che: "I cristiani non sono i soli a subire gli effetti della mancanza di sicurezza e della violenza che risultano dai vari conflitti nella regione, ma da molti punti di vista essi sono particolarmente vulnerabili nel momento attuale".

  Invocando la "crescente amicizia" fra Israele e la Santa Sede, Benedetto XVI ha auspicato che vengano trovati modi di "rassicurare la comunità cristiana, in modo da poter coltivare la speranza di un futuro sicuro e pacifico nella terra dei progenitori, senza sentirsi obbligati a trasferirsi in altre parti del mondo per costruire la propria vita".

  "I cristiani in Terra Santa hanno a lungo intrattenuto buoni rapporti con i musulmani e gli ebrei. La loro presenza nel vostro Paese, ed il libero esercizio della vita e della missione della Chiesa, possono contribuire in modo significativo a risanare le divergenze fra le due comunità".

  "Mi rendo conto che le difficoltà sperimentate dai cristiani in Terra Santa" - ha detto ancora il Pontefice - "derivano anche dalla costante tensione esistente fra le comunità ebraiche e palestinesi. La Santa Sede riconosce la legittima esigenza di sicurezza e di autodifesa di Israele e condanna fermamente tutte le forme di antisemitismo. Inoltre ribadisce che tutti i popoli hanno il diritto a pari opportunità di sviluppo. In conseguenza, chiedo al suo Governo di fare ogni sforzo per alleviare le privazioni sofferte dalla comunità palestinese, dando la necessaria libertà per svolgere le proprie legittime attività, fra le quali il recarsi ai luoghi di culto, in modo che anch'essa possa godere maggiore sicurezza e pace".

  "E' evidente che tali questioni devono essere esaminate nel più ampio contesto del processo di pace in Medio Oriente" - ha aggiunto il Papa ricordando i negoziati di Annapolis ed ha auspicato "che le speranze e le aspettative sorte non vadano deluse. (...) Quando tutti i popoli della Terra Santa vivranno in pace ed armonia, in due stati sovrani indipendenti, l'uno accanto all'altro, il beneficio per la pace mondiale sarà inestimabile, e Israele potrà servire quale 'luce nelle nazioni', (Is 42:6), esempio luminoso di risoluzione dei conflitti per il resto del mondo".

  Benedetto XVI ha menzionato ancora i negoziati relativi agli affari economici e fiscali fra la Santa Sede ed Israele ed ha auspicato che "tali accordi siano presto integrati nel sistema giuridico interno di Israele, in modo da fornire una base duratura per una proficua cooperazione".

  Infine, riferendosi nuovamente alla situazione dei cristiani in Terra Santa, il Santo Padre ha affermato: "Lei comprende le difficoltà causate dalla continua incertezza sul proprio status ed i propri diritti giuridici, in particolare riguardo alle questione dei visti per il personale ecclesiastico. (...) Soltanto quando tali difficoltà saranno superate, la chiesa potrà portare a compimento la sua missione religiosa, morale, educativa e caritativa, nella terra dove è nata".
CD/CREDENZIALI/ISRAELE:LEWY                       VIS 20080512 (760)


APPELLO PACE IN LIBANO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2008 (VIS). Dopo la recita del Regina Coeli, il Santo Padre ha lanciato un nuovo appello per la pace in Libano.

  "Ho seguito con profonda preoccupazione, nei giorni scorsi" - ha detto il Papa - "la situazione in Libano, dove, allo stallo dell'iniziativa politica, hanno fatto seguito, dapprima, la violenza verbale e poi gli scontri armati, con numerosi morti e feriti. Anche se, nelle ultime ore, la tensione si è allentata, ritengo oggi doveroso esortare i libanesi ad abbandonare ogni logica di contrapposizione aggressiva, che porterebbe il loro caro Paese verso l'irreparabile".

  "Il dialogo, la mutua comprensione e la ricerca del ragionevole compromesso sono l'unica via che può restituire al Libano le sue istituzioni e alla popolazione la sicurezza necessaria per una vita quotidiana dignitosa e ricca di speranza nel domani".

  "Che il Libano, per l'intercessione di Nostra Signora del Libano" - ha concluso il Pontefice - "sappia rispondere con coraggio alla sua vocazione di essere, per il Medio Oriente e per il mondo intero, segno della reale possibilità di pacifica e costruttiva convivenza tra gli uomini. Le diverse comunità che lo compongono - (...) - sono al tempo stesso 'una ricchezza, un'originalità ed una difficoltà. Ma far vivere il Libano è un compito comune di tutti i suoi abitanti'. Con Maria, Vergine in preghiera a Pentecoste, chiediamo all'Onnipotente un'abbondante effusione dello Spirito Santo, lo Spirito dell'unità e della concordia, che a tutti ispiri pensieri di pace e di riconciliazione".
ANG/APPELLO/LIBANO                               VIS 20080512 (250)


INVITO RISCOPRIRE BELLEZZA BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2008 (VIS). Conclusa la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Coeli con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

 "La Pentecoste" - ha detto il Santo Padre  "è (...), in modo speciale, il battesimo della Chiesa che intraprende la sua missione universale a cominciare dalle strade di Gerusalemme, con la prodigiosa predicazione nelle diverse lingue dell'umanità. In questo battesimo di Spirito Santo sono inseparabili la dimensione personale e quella comunitaria, l''io' del discepolo e il 'noi' della Chiesa".

  "Lo Spirito consacra la persona e la rende al tempo stesso membro vivo del Corpo mistico di Cristo, partecipe della missione di testimoniare il suo amore. E questo si attua mediante i Sacramenti dell'iniziazione cristiana: il Battesimo e la Confermazione" - ha spiegato il Pontefice ed ha concluso con l'invito a riscoprire "la bellezza di essere battezzati nello Spirito Santo; riprendiamo coscienza del nostro Battesimo e della nostra Confermazione, sorgenti di grazia sempre attuale".
ANG/PENTECOSTE/....                               VIS 20080512 (200)


CHIESA SEGNO E STRUMENTO PACE DI DIO PER TUTTI I POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2008 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana.

  Descrivendo, nell'omelia, la venuta dello Spirito Santo, il Santo Padre ha affermato che: "Si tratta di un vero e proprio 'battesimo' di fuoco della comunità, una sorta di nuova creazione. A Pentecoste la Chiesa viene costituita non da una volontà umana, ma dalla forza dello Spirito di Dio. E subito appare come questo Spirito dia vita ad una comunità che è al tempo stesso una e universale, superando così la maledizione di Babele (cfr Gn 11,7-9)".

  "Solo infatti lo Spirito Santo, che crea unità nell'amore e nella reciproca accettazione delle diversità, può liberare l'umanità dalla costante tentazione di una volontà di potenza terrena che vuole tutto dominare e uniformare".

  "Vorrei soffermarmi su un aspetto peculiare dell'azione dello Spirito Santo, vale a dire sull'intreccio tra molteplicità e unità" - ha proseguito il Pontefice - "Nell'evento di Pentecoste si rende chiaro che alla Chiesa appartengono molteplici lingue e culture diverse; nella fede esse possono comprendersi e fecondarsi a vicenda".

  "San Luca vuole chiaramente trasmettere un'idea fondamentale, che cioè all'atto stesso della sua nascita la Chiesa è già 'cattolica', universale. Essa parla fin dall'inizio tutte le lingue, perché il Vangelo che le è affidato è destinato a tutti i popoli, secondo la volontà e il mandato di Cristo risorto (cfr Mt 28,19). La Chiesa che nasce a Pentecoste non è anzitutto una Comunità particolare - la Chiesa di Gerusalemme - ma la Chiesa universale, che parla le lingue di tutti i popoli".

  "Da essa nasceranno poi altre Comunità in ogni parte del mondo, Chiese particolari che sono tutte e sempre attuazioni della sola ed unica Chiesa di Cristo. La Chiesa cattolica non è pertanto una federazione di Chiese, ma un'unica realtà: la priorità ontologica spetta alla Chiesa universale. Una comunità che non fosse in questo senso cattolica non sarebbe nemmeno Chiesa".

  "Il cammino della Parola di Dio" - ha sottolineato il Pontefice - "iniziato a Gerusalemme, giunge alla sua meta, perché Roma rappresenta il mondo intero ed incarna perciò l'idea lucana della cattolicità".

  "La parola uscita per due volte dalla bocca di Gesù risorto quando apparve in mezzo ai discepoli nel Cenacolo, la sera di Pasqua: "Shalom - pace a voi!" (Gv 20, 19.21). (...)  non è un semplice saluto; è molto di più: è il dono della pace promessa (cfr Gv 14,27) e conquistata da Gesù a prezzo del suo sangue, è il frutto della sua vittoria nella lotta contro lo spirito del male".

  "In questa festa dello Spirito e della Chiesa vogliamo rendere grazie a Dio per aver donato al suo popolo, (...), il bene inestimabile della pace, della 'sua' pace! Al tempo stesso, rinnoviamo la presa di coscienza della responsabilità che a questo dono è connessa: responsabilità della Chiesa di essere costituzionalmente segno e strumento della pace di Dio per tutti i popoli. (...) Ho cercato di farmi tramite di questo messaggio recandomi recentemente alla sede dell'O.N.U. (...). Ma non è solo a questi eventi 'al vertice' che si deve pensare. La Chiesa realizza il suo servizio alla pace di Cristo soprattutto nell'ordinaria presenza e azione in mezzo agli uomini, con la predicazione del Vangelo e con i segni di amore e di misericordia che la accompagnano (cfr Mc 16,20)".

  "Fra questi segni va naturalmente sottolineato principalmente il Sacramento della Riconciliazione, (...) Quanto importante e purtroppo non sufficientemente compreso è il dono della Riconciliazione, che pacifica i cuori!".

  "La pace di Cristo si diffonde solo tramite cuori rinnovati di uomini e donne riconciliati e fatti servi della giustizia, pronti a diffondere nel mondo la pace con la sola forza della verità, senza scendere a compromessi con la mentalità del mondo, perché il mondo non può dare la pace di Cristo: ecco come la Chiesa può essere fermento di quella riconciliazione che viene da Dio".
HML/PENTECOSTE/...                               VIS 20080512 (650)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha promosso all'Ordine dei Vescovi il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, assegnandogli il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Frascati.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Mackenzie-Fort Smith (Canada), Presentata dal Vescovo Denis Croteau, O.M.U., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Murray Chatlain, Coadiutore della medesima Diocesi.
NA:RE/.../.../BERTONE:CROTEAU:CHATLAIN                             VIS 20080512 (70)

INDULGENZA PLENARIA DUEMILA ANNI NASCITA SAN PAOLO

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto la concessione di una speciale Indulgenza Plenaria in occasione dei duemila anni dalla nascita di San Paolo Apostolo, valida durante tutto l'Anno Paolino, (28.VI.2008-29.VI.2009) secondo quanto precisato in un Decreto, reso pubblico questa mattina, a firma del Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore e dal Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della medesima Penitenzieria Apostolica.


  "Nell'imminenza della solennità liturgica dei Principi degli Apostoli, il Sommo Pontefice, mosso da pastorale sollecitudine, ha in animo di provvedere tempestivamente ai tesori spirituali da concedere ai fedeli per la loro santificazione, in modo che essi possano rinnovare e rinforzare, con fervore anche maggiore in questa pia e felice occasione, propositi di salvezza soprannaturale già a partire dai primi vespri della ricordata solennità, principalmente in onore dell'Apostolo delle Genti, di cui ora si avvicinano i duemila anni dalla nascita terrena".

  "Invero il dono delle Indulgenze, che il Romano Pontefice offre alla Chiesa Universale, spiana la strada per attingere in sommo grado la purificazione interiore che, mentre rende onore al Beato Paolo Apostolo, esalta la vita soprannaturale nel cuore dei fedeli e li sprona dolcemente a portare frutti di buone opere".

  Le condizioni per lucrare le indulgenze sono qui di seguito elencate:

I.- A tutti i singoli fedeli cristiani veramente pentiti che, debitamente purificati mediante il Sacramento della Penitenza e ristorati con la Sacra Comunione, piamente visiteranno in forma di pellegrinaggio la Basilica papale di San Paolo sulla via Ostiense e pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, è concessa ed impartita 'l'Indulgenza plenaria' della pena temporale per i loro peccati, una volta ottenuta da essi la remissione sacramentale e il perdono delle loro mancanze".

  "L'Indulgenza plenaria potrà essere lucrata dai fedeli cristiani sia per loro stessi, sia per i defunti, tante volte quante verranno compiute le opere ingiunte; ferma restando tuttavia la norma secondo la quale si può ottenere l'Indulgenza plenaria soltanto una volta al giorno".

  "Affinché poi le preghiere che vengono elevate in queste sacre visite conducano e sollecitino più intensamente gli animi dei fedeli alla venerazione della memoria di San Paolo, è stabilito e disposto quanto segue: i fedeli, oltre ad elevare le proprie suppliche davanti all'altare del Santissimo Sacramento, ognuno secondo la sua pietà, si dovranno portare all'altare della Confessione e devotamente recitare il "Padre nostro" e il "Credo", aggiungendo pie invocazioni in onore della Beata Vergine Maria e di San Paolo. E tale devozione sia sempre strettamente unita alla memoria del Principe degli Apostoli San Pietro".

II.- I fedeli cristiani delle varie chiese locali, adempiute le consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), escluso qualsiasi affetto verso il peccato, potranno lucrare 'l'Indulgenza plenaria' se parteciperanno devotamente ad una sacra funzione o ad un pio esercizio pubblicamente svolti in onore dell'Apostolo delle Genti: nei giorni della solenne apertura e chiusura dell'Anno Paolino, in tutti i luoghi sacri; in altri giorni determinati dall'Ordinario del luogo, nei luoghi sacri intitolati a San Paolo e, per l'utilità dei fedeli, in altri designati dallo stesso Ordinario".

 III.- I fedeli infine impediti da malattia o da altra legittima e rilevante causa, sempre con l'animo distaccato da qualsiasi peccato e col proposito di adempiere alle consuete condizioni non appena sarà possibile, potranno anche loro conseguire 'l'Indulgenza plenaria', purché si uniscano spiritualmente ad una celebrazione giubilare in onore di San Paolo, offrendo a Dio le loro preghiere e sofferenze per l'unità dei Cristiani".
PENT/DECRETO INDULGENZA-SAN PAOLO                   VIS 20080512 (590)

NESSUNA TECNICA MECCANICA SOSTITUISCE AMORE CONIUGALE


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i partecipanti al Congresso Internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense, nel 40° anniversario della Enciclica "Humanae vitae".

  Ricordando la pubblicazione dell'Enciclica "Humanae vitae" , il 25 luglio 1968, del Servo di Dio Paolo VI, il Santo Padre ha affermato: "Quel documento divenne ben presto segno di contraddizione. (...) Esso costituisce un significativo gesto di coraggio nel ribadire la continuità della dottrina e della tradizione della Chiesa".

  "La verità espressa nella 'Humanae vitae' non muta;" - ha ribadito il Pontefice - " anzi, proprio alla luce delle nuove scoperte scientifiche, il suo insegnamento si fa più attuale e provoca a riflettere sul valore intrinseco che possiede".

  "In una cultura sottoposta alla prevalenza dell'avere sull'essere" - ha detto ancora il Pontefice - "la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell'amore e la sacralità della vita".

  "La legge naturale" - ha proseguito il Pontefice - "che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi".

  Il sorgere della responsabilità della vita, ha sottolineato il Papa - "E' frutto di un amore che sa pensare e scegliere in piena libertà, senza lasciarsi condizionare oltre misura dall'eventuale sacrificio richiesto. Da qui scaturisce il miracolo della vita che i genitori sperimentano in se stessi, verificando come qualcosa di straordinario quanto si compie in loro e tramite loro. Nessuna tecnica meccanica può sostituire l'atto d'amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione".

  "Si assiste sempre più spesso, purtroppo, a vicende tristi che coinvolgono gli adolescenti" - ha ricordato ancora il Papa - "le cui reazioni manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicazioni dei loro gesti. L'urgenza formativa, a cui spesso faccio riferimento, vede nel tema della vita un suo contenuto privilegiato. Auspico veramente che soprattutto ai giovani sia riservata un'attenzione del tutto peculiare, perché possano apprendere il vero senso dell'amore e si preparino per questo con un'adeguata educazione alla sessualità, senza lasciarsi distogliere da messaggi effimeri che impediscono di raggiungere l'essenza della verità in gioco"

  "La libertà deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all'altro anche con il sacrificio;" - ha concluso il Pontefice - "senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato".
AC/ANNIVERSARIO HUMANAE VITAE/...                   VIS 20080512 (520)


CHIESA CATTOLICA PUNTO RIFERIMENTO MOLTISSIMI UNGHERESI

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale Ungherese, al termine della Visita "ad Limina".

  "Il popolo a voi affidato è ora spiritualmente dinanzi a noi, con le sue gioie e i suoi progetti, i suoi dolori, i suoi problemi e le sue speranze" - ha detto il Papa ai Vescovi, ricordando inoltre che: "Il lungo periodo del regime comunista ha segnato pesantemente la popolazione ungherese, così che ancora adesso se ne notano le conseguenze: in particolare, viene rilevata in molti una certa difficoltà a fidarsi degli altri, tipica di chi ha vissuto a lungo in un clima di sospetto".

  "Il senso di insicurezza" - ha proseguito il Pontefice - "è poi accentuato dalla difficile congiuntura economica, che uno sconsiderato consumismo non contribuisce a migliorare. Le persone, compresi i cattolici, risentono in genere di quella 'debolezza' di pensiero e di volontà che è assai comune nei nostri tempi. Come voi stessi avete osservato, è oggi spesso difficile impostare un serio approfondimento teologico e spirituale, perché sono non di rado carenti, da una parte, la preparazione intellettuale e, dall'altra, il riferimento oggettivo alle verità della fede".

  "In questo contesto la chiesa dev'essere certamente maestra, ma mostrandosi sempre e prima di tutto madre, così da favorire la crescita della reciproca fiducia e la promozione della speranza".

  "La prima realtà che purtroppo fa le spese della diffusa secolarizzazione è la famiglia, che anche in Ungheria attraversa una grave crisi. Ne sono sintomi la notevole diminuzione del numero dei matrimoni e l'impressionante aumento dei divorzi, molto spesso anche precoci. Si moltiplicano le cosiddette 'coppie di fatto'".

  "Giustamente voi avete criticato il pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali" - ha aggiunto il Pontefice - "perché contrario non solo all'insegnamento della Chiesa ma alla stessa Costituzione Ungherese. Tale situazione, unita alla carenza di sussidi per le famiglie numerose, ha portato ad un drastico calo della nascite, reso ancor più drammatico dalla diffusa pratica dell'aborto".

  Benedetto XVI ha sottolineato che a risentire della crisi dei valori sono anche i giovani ed ha espresso il più vivo apprezzamento "per le molteplici iniziative che la Chiesa promuove, pur con i mezzi limitati di cui dispone, per animare il mondo dei giovani, con momenti di formazione e di amicizia che stimolino la loro responsabilità".

  "Venerati Fratelli" - ha detto ancora il Pontefice - "per tenere viva la fede del popolo voi giustamente cercate di valorizzare e aggiornare iniziative tradizionali, quali i pellegrinaggi e le espressioni di devozione ai Santi ungheresi, in particolare a Santa Elisabetta, a Sant'Emerico e, naturalmente, a Santo Stefano. (...) C'è un'altra preoccupazione che condivido con voi: la mancanza di sacerdoti e il conseguente sovraccarico di lavoro pastorale per gli attuali ministri della Chiesa. (...) Occorre (...) far sì" - ha ribadito il Pontefice - "che i sacerdoti alimentino adeguatamente la propria vita spirituale, affinché, malgrado le difficoltà e il lavoro pressante, non smarriscano il centro della loro esistenza e del loro ministero e, di conseguenza, sappiano discernere l'essenziale dal secondario, individuando le giuste priorità nell'agire quotidiano".

  "Nonostante la secolarizzazione, la Chiesa Cattolica rimane per moltissimi ungheresi la Comunità religiosa di appartenenza o, per lo meno, un significativo punto di riferimento. E' perciò quanto mai auspicabile che i rapporti con le Autorità statali siano caratterizzati da rispettosa collaborazione, grazie anche agli Accordi bilaterali".

  "Venerati Fratelli" - ha concluso il Pontefice - "come infine non dire che l'unità che vi caratterizza nel seguire gli insegnamenti della Chiesa è per me motivo di serenità e di conforto? Possa essa sempre mantenersi e svilupparsi!".
AL/.../UNGHERIA                                   VIS 20080512 (590)


sabato 10 maggio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

- Il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.S.S.R., Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia).

    - Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Ungheria, in Visita "ad Limian Apostolorum":

     - Il Vescovo Miklós Beer, di Vác, con l'Ausiliare Vescovo Lajos Varga.

      - Il Vescovo Lászlo Kiss-Rigó, di Szeged-Csanád.

-    Il Vescovo Szilárd Keresztes, emerito di Haidúdorog per i cattolici di rito bizantino.

  Sabato 10 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Ungheria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Béla Balás, di Kaposvár.

-    Il Vescovo András Veres, di Szombathely.

    - Il Vescovo Imbre Asztrick Várszegi, O.S.B., Abate dell'Abbazia territoriale di Pannonhalma.

-    Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080510 (160)

venerdì 9 maggio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Ungherese, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Mihály Mayer, di Pécs.

-    L'Arcivescovo Gyula Márfi, di Veszprém.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                         VIS 20080509 (70)

PREGARE LO SPIRITO SANTO PER L'UNITÀ DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto Sua Santità Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni e successivamente ha salutato i Vescovi, provenienti da vari Paesi, membri della Delegazione del Supremo Patriarca.

  Nella tarda mattinata, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dell'Ora Media alla quale hanno assistito il Patriarca Karekin II, i Vescovi armeni del Seguito ed un gruppo di Fedeli Armeni apostolici di vari paesi di Oriente e di Occidente.

  Ricordando nel suo discorso l'imminente Solennità della Pentecoste, Benedetto XVI ha affermato che in quel giorno "pregheremo in particolare per l'unità della Chiesa. (...) Se i nostri cuori e le nostre menti saranno aperti allo Spirito di comunione, Dio potrà nuovamente operare miracoli nella Chiesa, ristabilendo i legami dell'unità. Adoperarsi per l'unità dei cristiani è un atto di fiducia obbediente all'opera dello Spirito Santo, che conduce la Chiesa alla piena realizzazione del progetto divino, in conformità con la volontà di Cristo".

  "La storia recente della Chiesa Apostolica Armena" - ha proseguito il Pontefice - "è stata scritta nei contrastanti colori della persecuzione e del martirio, dell'oscurità e della speranza, dell'umiliazione e nella rinascita spirituale. (...) La ritrovata libertà per la Chiesa in Armenia è stata fonte di grande gioia per noi tutti. L'immenso compito di ricostruire la Chiesa è stato affidato a voi. Non posso mancare di esprimere la mia profonda stima per i notevoli progressi pastorali realizzati in così breve tempo, in Armenia e all'estero, per l'educazione cristiana dei giovani,  la formazione del clero, l'edificazione di chiese e di centri di comunità, l'assistenza caritativa ai bisognosi, e la promozione dei valori cristiani nella vita sociale e culturale".

  "Grazie alla vostra guida pastorale, la gloriosa luce di Cristo risplende nuovamente in Armenia e le parole salvifiche del Vangelo possono essere ascoltate ancora una volta. Naturalmente sono molte le sfide che vi trovate ad affrontare a livello sociale, culturale e spirituale. In merito devo menzionare le recenti difficoltà incontrate dal popolo armeno ed esprimo il sostegno nella preghiera della Chiesa Cattolica, nella ricerca di giustizia e pace e nella promozione del bene comune".

  "Nel nostro dialogo ecumenico sono stati conseguiti importanti progressi nella chiarificazione di controversie dottrinali che tradizionalmente ci hanno diviso, particolarmente sulle questioni cristologiche. Negli ultimi cinque anni molto si è realizzato mediante la "Commissione Congiunta del Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e la Chiese Ortodosse Orientali, delle quali il Catholicossato di Tutti gli Armeni, è Membro a tutti gli effetti".

  "Preghiamo" - ha concluso il Pontefice - "affinché la sua attività ci unisca maggiormente fino alla piena e visibile unità e giunga il giorno in cui la nostra unità nella fede renda possibile la celebrazione comune dell'Eucaristia. (...) Solo se sostenuto dalla preghiera e dalle effettiva cooperazione, il dialogo teologico può portare a quell'unità che il Signore desidera per i suoi discepoli".
AC/UNITÀ/KAREKIN II                               VIS 20080509 (490)


giovedì 8 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Ambrose Madtha, Nunzio Apostolico in Costa d'Avorio, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1955 a Belthangady (India) ed ordinato sacerdote nel 1982, è stato finora Incaricato d'Affari a.i. della Nunziatura Apostolica in Cina.

- Il Monsignore Bernardito C. Auza, Nunzio Apostolico in Haiti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1959 a Talibon (Filippine) ed ordinato sacerdote nel 1985, è stato finora Consigliere nella Rappresentanza Pontificia della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.
NN/.../MADTHA:AUZA                               VIS 20080508 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Ungheria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Csaba Ternyák, di Eger, con l'Ausiliare Vescovo István Katona.

-    Il Vescovo Nándor Bosák, di Debrecen-Nyíregyháza.

    - L'Arcivescovo Balázs Bábel, di Kalocsa-Kecskemét, con l'Ausiliare Vescovo László Bíró.

- L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, di Aparecida (Brasile), Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), con il Vescovo Víctor Sánchez Espinosa, Ausiliare di México (Messico), Segretario Generale.

- Sua Beatitudine Gregorios III Laham, Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080508 (120)


PROGRAMMA VISITA PASTORALE DEL PAPA A SAVONA E GENOVA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il programma della Visita Pastorale del Santo Padre Benedetto XVI a Savona e Genova (Italia), sabato 17 e domenica 18 maggio prossimo.

  Alle 15:30 di sabato 17 maggio, partenza dell'aereo papale dall'aeroporto romano di Ciampino ed arrivo all'aeroporto "Cristoforo Colombo" di Genova-Sestri, alle 16:20, da dove, in elicottero, il Papa raggiungerà il Santuario di Nostra Signora della Misericordia a Savona.

  Al termine della visita al Santuario, il Santo Padre raggiungerà in auto Piazza del Popolo a Savona dove, alle 17:45, presiederà la Concelebrazione Eucaristica e terrà l'omelia. Successivamente, dopo aver raggiunto in auto il Vescovado a Savona, Benedetto XVI compirà una Visita in forma privata alle stanze di Pio VII. Alle 20:15 è prevista la partenza in elicottero dalla Vecchia Darsena del Porto di Savona per Genova, al Santuario della Madonna della Guardia a Cernesi-Campomorone. Nell'Episcopio del Santuario, il Papa pernotterà.

  Alle 9:00 di domenica 18 maggio, il Papa compirà una Visita in forma privata al Santuario della Madonna della Guardia e successivamente, in elicottero, raggiungerà il Centro sportivo del Coni "Villa Gentile" a Genova e in auto l'Ospedale Pediatrico "Giannina Gaslini" di Genova, per l'incontro con i dirigenti, il personale medico, gli infermieri, i bambini ricoverati e i loro familiari. Infine in auto il Papa raggiungerà Piazza Matteotti a Genova, dove alle 11:15 è in programma l'Incontro con i giovani, un discorso e la recita dell'Angelus Domini.

  Da Piazza Matteotti, il Papa si recherà alla Cattedrale di San Lorenzo a Genova per l'incontro con il Capitolo della Cattedrale e con la Vita Consacrata e per pronunciare un discorso. Infine raggiungerà il Seminario arcivescovile maggiore "Benedetto XV" per il pranzo con i Vescovi della Liguria.

  Alle 16:30 giungerà a Piazza della Vittoria per presiedere la Concelebrazione Eucaristica e pronunciare l'omelia. Al termine della Santa Messa, il Papa si recherà all'aeroporto "Cristoforo Colombo" di Genova-Sestri per partire alle 19:00 alla volta di Roma dove giungerà alle 19:50.
OP/PROGRAMMA VIAGGIO/SAVONA:GENOVA               VIS 20080508 (350)


APPREZZAMENTO DEL PAPA VITALITÀ CHIESA MELKITA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano 300 fedeli del Patriarcato Greco-Melkita cattolico, in pellegrinaggio alla Tomba degli Apostoli, accompagnati da Sua  Beatitudine il Patriarca Gregorios III Laham.

  Elogiando la "vitalità della Chiesa Melkita nonostante le difficoltà della situazione sociale e politica della Regione", Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Nell'approssimarsi dell'apertura dell'anno che ho voluto dedicare a San Paolo, non posso dimenticare che la sede del vostro Patriarcato è stata stabilita nella città di Damasco, proprio sulla via dove l'Apostolo ha vissuto l'avvenimento che ha trasformato la sua esistenza e ha aperto le porte del cristianesimo a tutte le Nazioni".

  In occasione dell'Anno Paolino, il Santo Padre ha invitato il Patriarca ad intraprendere "un lavoro pastorale intenso" per suscitare nei fedeli "un nuovo slancio per una conoscenza sempre più intima della persona di Cristo, grazie a una lettura rinnovata dell'opera paolina, consentendo una profonda testimonianza fra gli uomini del nostro tempo. E' con un simile slancio che si potrà anche garantire alla Chiesa Melkita un fiorente avvenire".

  "Per assicurare il dinamismo evangelico delle comunità e la loro unità e il buon funzionamento degli affari ecclesiali nelle Chiese patriarcali, il ruolo del Sinodo dei Vescovi ha un'importanza fondamentale. Conviene perciò, ogni volta che il diritto lo richieda, soprattutto quando si tratti di questioni che riguardino i Vescovi stessi, dare a tale istituzione, e non solamente al Sinodo permanente, il ruolo che merita".

  In merito all'attività ecumenica il Papa ha ricordato che: "L'impegno per la ricerca dell'unità di tutti i discepoli del Cristo è un obbligo urgente che deriva dall'ardente desiderio del Signore. Dobbiamo dunque fare tutto il possibile per abbattere i muri di divisione e di diffidenza che impediscono di realizzarlo. Tuttavia non possiamo perdere di vista che la ricerca dell'unità è un compito che riguarda non solo una Chiesa particolare, ma tutta la Chiesa, nel rispetto della sua stessa natura".

  "Apprezzo anche" - ha aggiunto il Papa - "i buoni rapporti da voi intrattenuti con i musulmani (...) come pure gli sforzi compiuti per risolvere i problemi che possono presentarsi in uno spirito di dialogo fraterno, sincero e obiettivo. Mi rallegro di constatare che nella linea del Concilio Vaticano II, la Chiesa Melkita si è impegnata con i musulmani a ricercare sinceramente la comprensione reciproca, nonché a promuovere e difendere insieme, a beneficio di tutti, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  "Compiendo la sua missione nel contesto inquieto e talvolta drammatico del Medio Oriente, la Chiesa si trova ad affrontare situazioni dove la politica ha un ruolo non indifferente per la vita della Chiesa, per cui è importante che essa mantenga contatti con le Autorità politiche, le istituzioni e i diversi partiti. Tuttavia, non tocca al clero impegnarsi nella vita politica, che  resta prerogativa dei laici. Ma la Chiesa deve proporre a tutti la luce del Vangelo, affinché tutti si impegnino a servire il bene comune e affinché sempre prevalga la giustizia, perché la via della pace possa infine aprirsi davanti ai popoli di questa beneamata regione".
AC/PATRIARCATO GRECO-MELKITA/GREGORIO III          VIS 20080508 (530)


CONCERTO ORCHESTRA FILARMONICA CINESE IN ONORE DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha assistito, nell'Aula Paolo VI, ad un Concerto offerto dalla "China Philharmonic Orchestra" e dallo "Shanghai Opera House Chorus" in suo onore. L'Orchestra Filarmonica e il Coro, diretti dal Maestro Long Yu, hanno eseguito la "Messa da Requiem" in re minore KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.

 Nel discorso rivolto ai presenti al termine della serata, il Santo Padre ha affermato che il concerto "ci pone a contatto, in un certo modo, con la vivace realtà del mondo della Cina. (...) In un gruppo di così validi artisti possiamo vedere rappresentata la grande tradizione culturale e musicale della Cina, e l'esecuzione da essi realizzata ci aiuta a meglio comprendere la storia di un Popolo, con i suoi valori e le sue nobili aspirazioni".

  "La musica, e più in generale l'arte" - ha proseguito il Pontefice - "possono diventare quindi veicolo privilegiato di incontro e di reciproca conoscenza e stima fra popolazioni e culture diverse; un mezzo alla portata di tutti per valorizzare l'universale linguaggio dell'arte".

  "E c'è un altro aspetto che mi preme sottolineare" - ha detto ancora il Papa - "Noto con piacere l'interesse della vostra Orchestra e del vostro Coro per la musica religiosa europea. Un dato questo che mostra come sia possibile gustare ed apprezzare, in mondi culturali diversi, alte manifestazioni dello spirito, quale è appunto il 'Requiem' di Mozart che è stato ora eseguito, proprio perché la musica interpreta gli universali sentimenti dell'animo umano, fra cui quello religioso che supera i confini di ogni singola cultura".

  "Una parola, infine, vorrei dire a proposito del luogo nel quale questa sera siamo riuniti. E' la grande sala in cui il Papa riceve i suoi ospiti e incontra quanti vengono a fargli visita. Essa è come una finestra aperta sul mondo, un luogo in cui si incontrano spesso persone provenienti da ogni parte della terra, ognuna con la propria storia personale e con la propria cultura, ognuna accolta con stima ed affetto".

  "Questa sera, accogliendo voi, cari artisti cinesi, il Papa intende accogliere idealmente l'intero vostro popolo, con un pensiero speciale ai vostri concittadini che condividono la fede in Gesù e sono uniti con un particolare legame spirituale al Successore di Pietro. Il 'Requiem' è nato da questa fede, come preghiera al Dio giudice giusto e misericordioso, e proprio per questo tocca il cuore di tutti, proponendosi come espressione di un umanesimo universale".

  "Infine, mentre ancora vi ringrazio per questo graditissimo omaggio, invio il mio saluto, attraverso di voi, a tutti gli abitanti della Cina che, con le prossime Olimpiadi, si preparano a vivere un evento di grande valore per l'intera umanità". Esprimendosi in lingua cinese il Papa ha infine esclamato: "Ringrazio tutti e auguro ogni bene!".
BXVI-CONCERTO/.../ORCHESTRA CINA                   VIS 20080508 (470)


mercoledì 7 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote João Evangelista Pimentel Lavrador, Vescovo Ausiliare di Porto (superficie: 3.010; popolazione: 2.086.900; cattolici: 1.889.000; sacerdoti: 531; religiosi: 1.464; diaconi permanenti: 16), Portogallo. Il Vescovo eletto, finora Pro-Vicario Generale della Diocesi di Coimbra (Portogallo), è nato nel 1956 a Seixo de Mira (Portogallo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../PIMENTEL LAVRADOR                             VIS 20080507 (70)


MYANMAR: INVITO GENEROSITÀ POPOLAZIONE COLPITA CICLONE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha nuovamente espresso la sua vicinanza spirituale alle popolazioni colpite dal ciclone abbattutosi nei giorni scorsi sulla parte meridionale del Myanmar.

  "Faccio mio il grido di dolore e di aiuto della cara popolazione del Myanmar, che ha visto improvvisamente distrutte dalla sconvolgente violenza del ciclone 'Nargis' numerosissime vite, oltre a beni e mezzi di sussistenza".

  "Come ho già assicurato nel messaggio di solidarietà inviato al Presidente della Conferenza Episcopale, sono spiritualmente vicino alle persone colpite. Vorrei inoltre ripetere a tutti l'invito ad aprire il cuore alla pietà e alla generosità affinché, grazie alla collaborazione di quanti sono in grado e desiderano prestare soccorso, si possano alleviare le sofferenze causate da così immane tragedia".
AG/CICLONE/MYANMAR                               VIS 20080507 (140)


CENTRALITÀ DELLA PREGHIERA NEL CAMMINO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 20.000 fedeli, il Papa si è soffermato sul dialogo ecumenico, in concomitanza con la visita a Roma di Sua Santità il Catholicos Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, che in un breve discorso ha trattato del dialogo ecumenico fra le due Chiese, rievocando anche la storia del popolo armeno nel corso dei secoli.

  "L'odierna sua presenza ci ravviva nella speranza della piena unità di tutti i cristiani", ha detto il Papa al Patriarca, ricordando, inoltre, quanto sia "noto l'impegno della Chiesa Apostolica Armena per il dialogo ecumenico".

  Accogliendo Karekin II, Benedetto XVI ha rievocato la figura di San Gregorio l'Illuminatore, Fondatore della Chiesa armena, la cui statua si può rimirare in una nicchia del cortile settentrionale della Basilica Vaticana, il quale "ci ricorda le gravi persecuzioni subite dai cristiani armeni, specialmente nel secolo ventesimo. I martiri armeni sono un segno della potenza dello Spirito Santo che opera in tempi di oscurità e sono pegno della speranza cristiana".

  "Questi giorni di immediata preparazione alla Solennità di Pentecoste ci stimolano a ravvivare la speranza nell'aiuto dello Spirito Santo per avanzare sulla strada dell'ecumenismo. Noi abbiamo la certezza che il Signore Gesù non ci abbandona mai nella ricerca dell'unità, poiché il suo Spirito è instancabilmente all'opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa".

  Lo Spirito Santo "appare qui come forza del perdono dei peccati, del rinnovamento dei nostri cuori e della nostra esistenza; e così Egli rinnova la terra e crea unità dov'era divisione. Poi, nella festa di Pentecoste, lo Spirito Santo si mostra attraverso altri segni: attraverso il segno di un vento gagliardo, di lingue di fuoco, e gli Apostoli parlano in tutte le lingue. Questo è un segno che la dispersione babilonica, frutto della superbia che separa gli uomini, è superata nello Spirito che è carità e che dà unità nella diversità".

  "Dal primo momento della sua esistenza la Chiesa parla in tutte le lingue - grazie alla forza dello Spirito Santo e alle lingue di fuoco - e vive in tutte le culture, non distrugge niente dei vari doni, dei diversi carismi, ma riassume tutto in una grande e nuova unità che riconcilia: unità e multiformità. Lo Spirito Santo, che è la carità eterna, il legame dell'unità nella Trinità, unisce con la sua forza nella carità divina gli uomini dispersi, creando così anche la multiforme e grande comunità della Chiesa in tutto il mondo".

  Benedetto XVI ha sottolineato successivamente che: "La Chiesa in ogni tempo - in particolare, in questi nove giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste - si unisce spiritualmente nel Cenacolo, si unisce con gli Apostoli e con Maria per implorare incessantemente l'effusione dello Spirito Santo. Sospinta dal suo vento gagliardo essa potrà così essere capace di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra. Ecco perché, pur di fronte alle difficoltà e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi né cedere allo scoraggiamento".

  "Questo chiede a noi il Signore: perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della fede, della carità e della speranza, a cui l'anelito verso la piena unità. 'Ut unum sint!' dice il Signore. Sempre risuona nel nostro cuore questo invito di Cristo; invito che ho avuto modo" - ha ricordato il Santo Padre - "di rilanciare nel mio recente Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, dove ho fatto riferimento alla centralità della preghiera nel movimento ecumenico. In questo tempo di globalizzazione e, insieme, di frammentazione, 'senza preghiera, le strutture, le istituzioni e i programmi ecumenici sarebbero privi del loro cuore e della loro anima'".

  Infine, citando la Lettera di San Paolo ai Galati nella quale si legge che "'il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé'", il Papa ha affermato: "Sono questi doni dello Spirito Santo che invochiamo anche noi oggi per tutti i cristiani, perché nel comune e generoso servizio al Vangelo, possano essere nel mondo segno dell'amore di Dio per l'umanità".
AC/ECUMENISMO:PENTECOSTE/KAREKIN                   VIS 20080507 (400)


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