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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 18 marzo 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Würzburg (Germania), presentata dal Vescovo Helmut Bauer, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Etienne Ung'eyowun, Vescovo della Diocesi di Bondo
(superficie: 75.600; popolazione: 395.370; cattolici: 82.017; sacerdoti: 20; religiosi: 18), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Nyalebbe (Repubblica Democratica del Congo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Segretario Generale Aggiunto della Conferenza Episcopale Nazionale.
RE:NER/.../BAUER:UNG'EYOWUN                               VIS 20080318 (100)


lunedì 17 marzo 2008

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E IL PRINCIPATO DI ANDORRA


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, è stato firmato un Accordo tra la Santa Sede e il Principato di Andorra che "consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di collaborazione, esistenti tra le due Parti".

  "Andorra" - si legge nel Comunicato - "ha mantenuto da sempre una relazione speciale con la Chiesa cattolica. Nel 1993, il Principato si è dotato di una Costituzione che mantiene in vita il sistema del Co-Principato, risalente al 1278 (...). I Coprincipi - che sono il Vescovo di Urgell ed il Presidente della Repubblica francese - svolgono in modo congiunto ed indivisibile le funzioni del Capo dello Stato".

  "L'Accordo firmato tra la Santa Sede ed il Principato di Andorra si compone di un Preambolo e di sedici articoli, raggruppati in sei Parti, riguardanti le seguenti materie: il Vescovo di Urgell, lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Andorra, il matrimonio canonico, l'insegnamento della religione nella scuola, il sistema economico della Chiesa cattolica in Andorra".

  Per la Santa Sede ha firmato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e per il Principato di Andorra, il Signor Albert Pintati, Capo del Governo. L'Accordo entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratifica.
.../ACCORDO SANTE SEDE:ANDORRA/BERTONE:PINTAT VIS 20080317 (220)


PROGRAMMA VIAGGIO BENEDETTO XVI STATI UNITI D'AMERICA

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella mattinata di oggi, il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI negli Stati Uniti d'America e della visita alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (15-21 aprile).

  Martedì 15 aprile il Papa partirà dall'aeroporto di Roma/Fiumicino ed alle 16:00 (ora locale), giungerà all'aeroporto della "Andrews Air Force Base" di Washington, dove sarà accolto dal Presidente George W. Bush e la Consorte.

  Mercoledì 16 aprile, alle ore 10:30, avrà luogo la cerimonia di benvenuto e la visita di cortesia al Presidente degli Stati Uniti d'America nello Studio Ovale della "White House". Nel pomeriggio Papa Benedetto XVI presiederà la Celebrazione dei Vespri ed incontrerà i Vescovi degli Stati Uniti d'America nel Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione.

  Papa Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa alle 10:00 di giovedì 17 aprile, nel "Nationals Stadium" di Washington ed alle 17:00 parteciperà ad un Incontro con il Mondo Universitario Cattolico nella Sala Conferenze della "Catholic University of America" di Washington. Infine prenderà parte ad un Incontro con i Rappresentanti di altre Religioni nella Sala "Rotunda" del Centro Culturale "Giovanni Paolo II".

  La mattina di venerdì 18 aprile, il Santo Padre partirà alla volta di New York e alle 10:45 terrà un discorso alla Sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel pomeriggio è in programma un Incontro Ecumenico nella Chiesa di "St. Joseph".

  Il Santo Padre celebrerà la Santa Messa sabato 19, alle 9:15, con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di "St. Patrick". Successivamente pranzerà con i Vescovi dell'Arcidiocesi di New York ed alle 16:30 presiederà un incontro con i giovani e i seminaristi del Seminario di "St. Joseph".

  Domenica 20 aprile, alle 9:30, il Santo Padre si recherà in visita a "Ground Zero" e si raccoglierà in preghiera ricordando le vittime dell'attentato alle Torri Gemelle del settembre 2001. Alle 14:30 celebrerà la Santa Messa presso lo "Yankee Stadium" di New York.

  La cerimonia di congedo è prevista alla ore 20:00 presso l'aeroporto internazionale "John Fitzgerald Kennedy" di new York. L'aereo papale atterrerà all'aeroporto di Ciampino lunedì 21 aprile, alle 10:45, ora di Roma.
OP/PROGRAMMA VIAGGIO STATI UNITI/...                   VIS 20080317 (370)


ARCIVESCOVO RAHHO UOMO DI PACE E DI DIALOGO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato questa mattina nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, una Santa Messa in suffragio dell'Arcivescovo di Mosul dei Caldei, Sua Eccellenza Monsignor Paulos Faraj Rahho.

  Il Papa ha espresso la sua vicinanza ai Vescovi "di quella amata Chiesa che in Iraq soffre, crede e prega. A questi venerati Fratelli nell'Episcopato, ai loro Sacerdoti, ai Religiosi ed ai fedeli tutti invio una particolare parola di saluto e di incoraggiamento, confidando che nella fede essi sappiano trovare la forza per non perdersi d'animo nella difficile situazione che stanno vivendo".

  "Il contesto liturgico in cui ci troviamo" - ha ricordato nell'omelia il Pontefice - "è il più eloquente possibile: sono i giorni in cui riviviamo gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù: ore drammatiche, cariche di amore e di timore, specialmente nell'animo dei discepoli. Ore in cui si fece netto il contrasto tra la verità e la menzogna, tra la mitezza e la rettitudine di Cristo e la violenza e l'inganno dei suoi nemici. Gesù ha sperimentato l'approssimarsi della morte violenta, ha sentito stringersi attorno a sé la trama dei persecutori. Ha sperimentato l'angoscia e la paura, fino all'ora cruciale del Getsemani. Ma tutto questo Egli ha vissuto immerso nella comunione con il Padre e confortato dalla 'unzione' dello Spirito Santo".

  Citando il brano evangelico odierno che ricorda la cena di Betania ed il gesto di Maria, di ungere i piedi di Gesù con l'unguento prezioso, il Papa ha enumerato le "unzioni" dell'Arcivescovo Rahho ed ha detto: "Penso al sacro Crisma, che unse la fronte di Monsignor Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; che gli unse le mani nel giorno dell'Ordinazione sacerdotale, e poi ancora il capo e le mani quando fu consacrato Vescovo. Ma penso anche alle tante 'unzioni' di affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli riservavano alla sua persona, e che l'hanno accompagnato nelle ore terribili del rapimento e della dolorosa prigionia - dove giunse forse già ferito -, fino all'agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state ritrovate le sue spoglie mortali".

 "Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali" - ha sottolineato il Pontefice - "erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è venuto a donarci!".

  "La Lettura del profeta Isaia" - ha proseguito il Pontefice - "ci ha posto dinanzi la figura del Servo del Signore, nel primo dei quattro 'Carmi', in cui risaltano la mitezza e la forza di questo misterioso inviato di Dio, che si è pienamente realizzato in Gesù Cristo. Il Servo è presentato come colui che 'porterà il diritto', 'proclamerà il diritto', 'stabilirà il diritto', con un'insistenza su questo termine che non può passare inosservata". Il Servo "Di fronte a un'ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo fedele alla legge dell'amore".

  "Su questa stessa via, Monsignor Rahho" - ha detto il Papa - "ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione particolare per i poveri e i portatori di handicap (...). Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco".

  "In questi giorni, in profonda unione con la Comunità caldea in Iraq e all'estero, abbiamo pianto la sua morte, e il modo disumano in cui ha dovuto concludere la sua vita terrena" - ha concluso il Pontefice - "Ma oggi, in questa Eucaristia che offriamo per la sua anima consacrata, vogliamo rendere grazie a Dio per tutto il bene che ha compiuto in lui e per mezzo di lui. E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore".
HML/MESSA SUFFRAGIO/RAHHO                       VIS 20080317 (680)


ACCORATO GRIDO DEL PAPA CONTRO STRAGI IN IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2008 (VIS). Al termine della solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Al termine di questa solenne Celebrazione, in cui abbiamo meditato sulla Passione di Cristo" - ha detto Benedetto XVI - "desidero ricordare il compianto Arcivescovo di Mossul dei Caldei, Monsignor Paulos Faraj Rahho, tragicamente scomparso pochi giorni fa. La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l'odio in Iraq! Ed elevo in pari tempo un appello al Popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!".

  Infine il Santo Padre ha rivolto in modo speciale un saluto ai giovani invitandoli a partecipare alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Sydney (Australia), dal 15 al 20 luglio.
ANG/IRAQ/...                                   VIS 20080317 (240)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Martín Pablo Pérez Scremini, Vescovo di Florida (superficie: 22.600; popolazione: 124.100; cattolici: 91.300; sacerdoti: 29; religiosi: 80; diaconi permanenti: 1), Uruguay. Finora Vescovo Ausiliare di Montevideo (Uruguay), il Vescovo Pérez Scremini succede al Vescovo Raúl Scarpone Carcero, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti dì età.

- Ha nominato il Reverendo Charles Edward Tamba, Arcivescovo di Freetown and Bo (superficie: 20.251; popolazione: 1.396.494; cattolici: 80.000; sacerdoti: 59; religiosi: 29), Sierra Leone. L'Arcivescovo eletto, finora Rettore del "St.Paul's Major Seminary" a Freetown (Sierra Leone), è nato nel 1956 a Kainkordu (Sierra Leone), ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Reverendo Henry D'Souza, Vescovo di Bellary (superficie: 24.973; popolazione: 4.590.000; cattolici: 26.328; sacerdoti: 79; religiosi: 317), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Kinnigoly (India) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976. E' stato finora Segretario della Commissione della C.B.C.I. per le Comunicazioni Sociali.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mario Giordana, finora Nunzio Apostolico in Haiti, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- Ha nominato il Monsignor Jorge Raigosa Alzate ed il Monsignor Anthony McDaid, Capi ufficio nella Congregazione per il Clero. Entrambi sono stati finora Aiutanti di Studio nel medesimo Dicastero.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20080317 (240)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Il Padre Álvaro Corcuera Martínez del Río, Superiore Generale dei Legionari di Cristo.

- Il Dottor Mario Morcone, Prefetto Commissario Straordinario del Comune di Roma.
AP/.../...                                 VIS 20080317 (90)

DECRETI DELLA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e nel corso dell'Udienza, ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beata Gertrude Comensoli (al secolo: Caterina), italiana, Fondatrice dell'Istituto delle Suore del Santissimo Sacramento; (1847-1903);

- Venerabile Servo di Dio Francesco Pianzola, italiano, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Regina della Pace; (1881-1943);

- Venerabile Servo di Dio José Olallo Valdés, cubano, Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; (1820-1889);

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Aurelio Bacciarini, svizzero, Amministratore Apostolico di Lugano; (1873-1935);

- Servo di Dio Michele McGivney, statunitense, Sacerdote Dioecesano e Fondatore dell'Ordine Fraterno "The Knights of Columbus"; (1852-1890);

- Servo di Dio Gioachino Alves Brás, portoghese, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto Secolare delle Cooperatrici della Famiglia; (1899-1966);

- Servo di Dio Giocondo Pio Lorgna, italiano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore delle Suore Domenicane della Beata Imelda; (1870-1928);

- Servo di Dio Michelangelo Longo da Marigliano (al secolo: Michelangelo), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori; (1811-1886);

- Servo di Dio Mariano Roasenda da Torino (al secolo: Paolo), italiano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Cappuccini; (1906-1972);

- Servo di Dio Francisco de la Pasión Gondra Muruaga (al secolo: Victoriano), spagnolo, Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; (1910-1974);

- Servo di Dio Clemente Vismara, italiano, Sacerdote del Pontificio Istituto per le Missioni Estere; (1897-1988);

- Serva di Dio Gemma Giannini (al secolo: Eufemia), italiana, Fondatrice della Congregazione Missionaria delle Sorelle di Santa Gemma Galgani; (1884-1971);

- Serva di Dio Tarsilla del Crocifisso Osti (al secolo: Tarsilla), italiana, Religiosa professa della Congregazione delle Suore Missionarie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; (1895-1958);

- Servo di Dio Leopoldo Sánchez Márquez da Alpandeire (al secolo: Francesco Tomás), spagnolo, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; (1864-1956);

- Servo di Dio Serafino Riminucci da Pietrarubbia (al secolo: Pietro), italiano, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; (1875-1960);

- Serva di Dio Margherita Amengual Campaner, Giovane Laica; spagnola, 1888-1919;

- Serva di Dio Luigia Mazzotta, Giovane Laica; italiana, (1900-1922).
CCS/DECRETI CAUSA SANTI/SARAIVA                   VIS 20080317 (390)


SCOPRIRE TESORO VALORI CULTURA ELLENICA E CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi le Lettere Credenziali del Signor Miltiadis Hiskakis, nuovo Ambasciatore di Grecia presso la Santa Sede.

  Il Papa ha ricordato "i coraggiosi sforzi" di Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, da poco mancato, "per sanare la rottura fra i cristiani in Oriente ed Occidente" ed ha assicurato al Successore, Sua Beatitudine Ieronymos, le sue "costanti preghiere per un proficuo ministero e buone condizioni di salute".

  Esprimendo il suo entusiasmo "per la reciproca collaborazione mentre percorriamo il cammino dell'unità dei cristiani", il Santo Padre ha affermato che "sono necessarie da parte di tutti onestà e fiducia per affrontare efficacemente le importanti questioni che il dialogo comporta", da parte dei cattolici e degli ortodossi.

  Ricordando le celebrazioni per il bimillenario della nascita di San Paolo, Benedetto XVI ha sottolineato che la presente è "un'occasione particolarmente propizia per intensificare il nostro sforzo ecumenico. (...) Il grande 'Apostolo delle Genti'" - ha proseguito il Pontefice - "dedicò le sue energie a predicare la saggezza della Croce di Cristo al popolo di Grecia, educato nella estremamente sofisticata cultura ellenistica".

  "Il vibrante scambio fra la cultura ellenistica e il cristianesimo consentì alla prima di essere trasformata dall'insegnamento cristiano ed alla seconda di essere arricchita dalla lingua e dalla filosofia greca. (...) Ancora oggi, ad Atene i visitatori possono contemplare le parole di Paolo - incise sul monumento che domina l'Areopago - proclamate ai dotti cittadini della 'polis'. Egli parlò dell'unico Dio 'In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo'".

  Le parole di San Paolo, ha sottolineato il Pontefice, "risuonano ancora nel cuore degli uomini e donne di oggi e possono aiutare i nostri contemporanei ad apprezzare più in profondità la loro umana dignità e promuovere così il bene dell'intera famiglia umana. Auspico che l'Anno Paolino funga da catalizzatore invitando alla riflessione sulla storia d'Europa e stimoli i suoi abitanti a riscoprire l'inestimabile patrimonio di valori ereditati dalla saggezza della cultura ellenistica e del Vangelo".

  Benedetto XVI ha ringraziato l'Ambasciatore "per l'assicurazione data dal suo governo di risolvere le questioni amministrative riguardanti la Chiesa Cattolica nella sua Nazione, fra le quali, la questione dello stato giuridico è di particolare significato. I fedeli cattolici, sebbene pochi di numero, attendono con impazienza esiti favorevoli delle suddette deliberazioni. In realtà, quando i responsabili religiosi e le autorità civili operano insieme per formulare una giusta legislazione riguardante la vita delle comunità ecclesiali locali, vengono accresciuti il benessere spirituale dei fedeli e il bene di tutta la società".

  In merito alla sfera internazionale, il Santo Padre ha elogiato gli sforzi compiuti dal popolo greco "nel promuovere la pace e la riconciliazione, in particolare nelle aree del bacino del Mediterraneo".

  Prima di concludere il suo discorso, il Papa ha ricordato "la devastazione causata dai gravi incendi della scorsa estate" ed ha detto: "Continuo a ricordare nelle mie preghiere tutti coloro che sono riamasti colpiti da tali disastri".
CD/CREDENZIALI/GRECIA:HISKAKIS                       VIS 20080317 (500)


domenica 16 marzo 2008

PURIFICARE NOSTRO CUORE PER POTER RICONOSCERE DIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2008 (VIS). Alle ore 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza San Pietro, la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, dando inizio alla Settimana Santa.  Il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione dall'Obelisco all'Altare della Basilica Vaticana, accompagnato da Cardinali, Vescovi e 270 giovani, ha celebrato la Santa Messa della Passione del Signore.

  Alla celebrazione hanno preso parte 50.000 fedeli, in maggioranza giovani di Roma e di altre Diocesi, in occasione della ricorrenza diocesana della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù sul tema: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1, 8), come preludio della GMG 2008 che si terrà dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia).

  Il Papa ha commentato nell'omelia il brano evangelico della Domenica delle Palme che racconta l'ingresso di Gesù a Gerusalemme e che, nel giungere al Tempio, dove doveva esservi lo spazio dell'incontro tra Dio e l'uomo, trova "commercianti di bestiame e cambiavalute che occupano con i loro affari il luogo di preghiera".

  "Tutto ciò" - ha detto Papa Benedetto XVI - "deve oggi far pensare anche noi come cristiani: è la nostra fede abbastanza pura ed aperta, così che a partire da essa anche i 'pagani', le persone che oggi sono in ricerca e hanno le loro domande, possano intuire la luce dell'unico Dio, associarsi negli atri della fede alla nostra preghiera e con il loro domandare diventare forse adoratori pure loro?".

  "La consapevolezza che l'avidità è idolatria raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita?" si è domandato il Pontefice - "Non lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della nostra fede? Siamo disposti a lasciarci sempre di nuovo purificare dal Signore, permettendoGli di cacciare da noi e dalla Chiesa tutto ciò che Gli è contrario?".

  "Al posto dei sacrifici cruenti e delle offerte di vivande subentra il corpo di Cristo, subentra Lui stesso. Solo 'l'amore sino alla fine', solo l'amore che per gli uomini si dona totalmente a Dio, è il vero culto, il vero sacrificio".

  "Al commercio di animali e agli affari col denaro Gesù contrappone la sua bontà risanatrice. Essa è la vera purificazione del tempio. Egli non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione".

  Gesù "si dedica a coloro che a causa della loro infermità vengono spinti agli estremi della loro vita e al margine della società. Gesù mostra Dio come Colui che ama, e il suo potere come il potere dell'amore. E così dice a noi che cosa per sempre farà parte del giusto culto di Dio: il guarire, il servire, la bontà che risana".

  Ricordando che "ci sono poi i fanciulli che rendono omaggio a Gesù come figlio di Davide ed acclamano l'Osanna", il Papa ha sottolineato che: "Gesù aveva detto ai suoi discepoli che, per entrare nel Regno di Dio, avrebbero dovuto ridiventare come i bambini. Egli stesso, che abbraccia il mondo intero, si è fatto piccolo per venirci incontro, per avviarci verso Dio".

  "Per riconoscere Dio dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane, che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi".

  "Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "in questa ora ci associamo alla processione dei giovani di allora - una processione che attraversa l'intera storia. Insieme ai giovani di tutto il mondo andiamo incontro a Gesù. Da Lui lasciamoci guidare verso Dio, per imparare da Dio stesso il retto modo di essere uomini".
HML/DOMENICA DELLE PALME/...                       VIS 20080317 (640)


venerdì 14 marzo 2008

GIOVANI FATEVI PORTATORI GIOIA CHE VIENE DONI SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Liturgia Penitenziale con i giovani di Roma in preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, in programma dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia), sul tema: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni". (At 1,8).

  "All'inizio dell'essere cristiano" - ha detto Papa Benedetto - "c'è l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Proprio per favorire questo incontro vi apprestate ad aprire i vostri cuori a Dio, confessando i vostri peccati e ricevendo, attraverso l'azione dello Spirito Santo e mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace".

  "E' così che si fa spazio alla presenza in noi dello Spirito Santo, la terza Persona della Santissima Trinità che è la 'anima' e il 'respiro vitale' della vita cristiana: lo Spirito ci rende capaci 'di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un'efficace attuazione del Vangelo".

  Al riguardo Papa Benedetto XVI ha ricordato una meditazione sulla Pentecoste di quando era Arcivescovo di Monaco-Frisinga, ispirata al film intitolato "Seelenwanderung" (Metempsicosi), in cui uno dei due protagonisti vende l'anima in cambio del successo. "Dal momento in cui si era liberato della sua anima" - ha detto il Papa - "non aveva avuto più riguardi né umanità" dimostrando "in maniera impressionante come dietro alla facciata del successo si nasconda spesso un'esistenza vuota".

  "L'essere umano non può gettare via letteralmente la propria anima" - ha esclamato il Pontefice - "dal momento che è essa a renderlo persona. Egli infatti rimane comunque persona umana. Eppure ha la spaventosa possibilità di essere disumano, di rimanere persona vendendo e perdendo al tempo stesso la propria umanità".

  "La distanza tra la persona umana e l'essere disumano è immensa, eppure non si può dimostrare; è la cosa realmente esenziale, eppure è apparentemente senza importanza. Anche lo Spirito Santo, (...), non ha evidenza agli occhi esterni. Se penetra nella persona, oppure no, non lo si può vedere né dimostrare; ma ciò cambia e rinnova tutta la prospettiva dell'esistenza umana. Lo Spirito Santo non cambia le situazioni esteriori della vita, ma quelle interiori".

  "Prepariamoci dunque, con un sincero esame di coscienza" - ha esortato il Pontefice - "a presentarci a coloro ai quali Cristo ha affidato il ministero della riconciliazione. (...). Sperimenteremo così la vera gioia: quella che deriva dalla misericordia di Dio, si riversa nei nostri cuori e ci riconcilia con Lui. (...) Di questa gioia che viene dall'accogliere i doni dello Spirito Santo fatevi portatori, dando nella vostra vita testimonianza dei frutti dello Spirito: 'amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé'". (Gal 5,22).

  "Ricordate sempre che siete 'tempio dello Spirito'; lasciate che Egli abiti in voi e obbedite docilmente alle sue indicazioni, per portare il vostro contributo all'edificazione della Chiesa e discernere a quale tipo di vocazione il Signore vi chiama. (...) Siate generosi, fatevi aiutare col ricorso al sacramento della confessione e alla pratica della direzione spirituale nel vostro cammino di cristiani coerenti".

  Papa Benedetto XVI ha concluso l'omelia ricordando che venticinque anni or sono Giovanni Paolo II inaugurava a Roma il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo "per favorire l'accoglienza dei giovani, lo scambio di esperienze e di testimonianza della fede, e soprattutto la preghiera che ci fa scoprire l'amore di Dio".

  In quell'occasione, il 13 marzo 1983 Giovanni Paolo II disse: "'Dove andare in questo mondo, col peccato e la colpa, senza la Croce? La Croce prende su di sé tutta la miseria del mondo, che nasce dal peccato. Essa si rivela come segno di grazia. Raccoglie la nostra solidarietà e ci incoraggia al sacrificio per gli altri".

  "Cari giovani" - ha detto infine il Pontefice - "questa esperienza si rinnovi oggi per voi: guardate alla Croce, in questo momento e accogliamo l'amore di Dio che ci viene donato dalla Croce, dallo Spirito Santo che viene dal Costato trafitto del Signore e, come disse il Papa Giovanni Paolo II, 'Divenite, voi stessi, redentori dei giovani del mondo'.

  Durante la celebrazione numerosissimi giovani, delle migliaia presenti, hanno potuto accostarsi al sacramento della riconciliazione con il Santo Padre e le centinaia di sacerdoti e confessori delle quattro Basiliche papali.
HML/PENITENZA:GIOVANI/...                           VIS 20080314 (710)


BOLIVIA: CONCORDIA PER SUPERARE AVVERSITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Carlos Federico de la Riva Guerra, nuovo Ambasciatore di Bolivia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato che: "Le profonde radici cristiane della Bolivia hanno sostenuto la popolazione, accompagnando gli avvenimenti della sua storia e promuovendo il senso del rispetto e della riconciliazione, tanto necessario nei momenti difficili che la Nazione ha dovuto affrontare".

  Ponendo in rilievo che il Paese "vive profonde trasformazioni dalle quali scaturiscono situazioni difficili e a volte preoccupanti", Benedetto XVI ha affermato che "non è possibile rimanere indifferenti quando cresce la tensione sociale e si diffonde un clima ostile alla reciproca comprensione".

  In questo contesto il Papa ha segnalato che "le Autorità che hanno la responsabilità della vita della popolazione, e i dirigenti delle organizzazioni politiche, sociali e civili" devono adoperarsi per "promuovere in tutta la popolazione le condizioni necessarie al dialogo e alla concordia. Tale lodevole obiettivo sarà più facilmente realizzabile se tutti i boliviani daranno il meglio di sé con franchezza e generosità, spesso non senza abnegazione e sacrificio".

  "In tal modo" - ha proseguito il Pontefice - "la collaborazione sincera e altruista dei singoli e delle istituzioni contribuisce a sradicare i mali che affliggono il nobile popolo boliviano, tante volte colpito da catastrofi naturali, che esigono da tutti mezzi efficaci e sentimenti di fratellanza che aiutino a superarne le gravi conseguenze".

  Il Santo Padre ha sottolineato che "la rinascita civile e sociale, politica ed economica, esige sempre una disinteressata laboriosità ed una dedizione generosa a favore di un popolo che ha bisogno di aiuto materiale, morale e spirituale. Il conseguimento della pace deve fondarsi sulla giustizia, la verità e la libertà, come pure sulla reciproca collaborazione, l'amore e la riconciliazione".

  "Fedele alla sua missione", la Chiesa, "è sempre pronta a collaborare per la pacificazione e lo sviluppo umano e spirituale del Paese, proclamando la sua dottrina ed esprimendo anche pubblicamente il suo parere su questioni relative all'ordine sociale. Per cui, riconoscendo le competenze proprie dello Stato, assume come proprio dovere quello di offrire orientamenti, ai suoi fedeli e a tutta la società, che sradichino l'odio razziale, il revanscismo e la vendetta, e in definitiva, invece di adottare atteggiamenti di divisione, seguano le vie della solidarietà e della reciproca fiducia, nel rispetto della diversità".

  Benedetto XVI ha affermato inoltre che "è necessario che la difesa e la salvaguardia dei diritti umani siano fermamente sostenute da valori etici, come la giustizia e l'aspirazione alla pace, l'onestà e la trasparenza, e come l'effettiva solidarietà perché si correggano le ingiuste disuguaglianze sociali".

  "Per questo motivo" - ha proseguito il Pontefice - "l'insegnamento del bene morale, del giusto e dell'ingiusto, senza il quale nessuna società potrebbe sostenersi, è compito dell'educazione già dalla più tenera età. In tale missione, la famiglia ha un ruolo decisivo, per il quale deve poter contare sui necessari aiuti per il compimento della sua missione ed essere 'principale agente di pace' a beneficio di tutti".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invocando Dio affinché in Bolivia "trionfi la verità che cerca il rispetto dell'altro, anche di quanti non condividono le stesse idee, la pace e la giustizia che insieme favoriscano uno sviluppo armonico e stabile, la consapevolezza per cercare soluzioni eque e ragionevoli ai problemi, e la concordia che unisce le volontà nel superamento delle avversità e nel conseguimento del bene comune".
CD/CREDENZIALI/BOLIVIA:DE LA RIVA                   VIS 20080314 (600)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DI CHIARA LUBICH

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre ha fatto pervenire a Don Oreste Basso, Copresidente del Movimento dei Focolari, per la morte, all'età di 88 anni, di Chiara Lubitch, Fondatrice del suddetto Movimento.

  "Ho appreso con profonda emozione la notizia della pia morte della Signorina Chiara Lubitch, sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato. In quest'ora di doloroso distacco sono spiritualmente vicino con affetto ai familiari e all'intera opera di Maria - Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno costante per la comunione nella Chiesa per il dialogo ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli".

  "Ringrazio il Signore per la testimonianza della sua esistenza spesa nell'ascolto dei bisogni dell'uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e al Papa, e, mentre ne affido l'anima alla divina bontà affinché la accolga nel seno del Padre, auspico che quanti l'hanno conosciuta e incontrata, ammirando le meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo ardore missionario, ne seguano le orme, mantenendone vivo il carisma. Con tali voti invoco la materna intercessione di Maria e volentieri imparto a tutti la Benedizione Apostolica".
                                                   VIS         20080314 (220)


ARCIVESCOVO TOMASI SESSIONE O.N.U. DIRITTI DELL'UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 5 e l'11 marzo scorso, alla Settima Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, in corso a Ginevra fino al 28 marzo prossimo.

  Il 5 marzo il Presule si è soffermato sul tema: "La dignità di ogni persona, radice dei diritti attribuiti alla comunità", ricordando l'importanza di "chiarire ed individuare l'origine e il fondamento dei diritti umani" che risiede esattamente "in ciò che è 'umano', vale a dire il comune legame di tutte le persone e il fondamento dei diritti umani".

  L'11 marzo scorso, trattando del tema: "Assistenza sanitaria speciale ai più deboli: bambini nel grembo e malati gravi", l'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che: "Non si possono accettare compromessi sul diritto alla vita di un individuo, dal concepimento alla morte naturale, né con la capacità di una persona a godere del della dignità che deriva da tale diritto".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                           VIS 20080314 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

    - Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Vistia "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Guire Poulard, di Jacmel.

-    Il Vescovo Joseph Willy Romélus, di Jérémie.

-    Il Vescovo Jean Alix Verrier, di Les Cayes.

 Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                VIS 20080314 (90)

giovedì 13 marzo 2008

HAITI: PROMUOVERE CAMBIAMENTO E RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", nel corso della quale, ha detto, "avete condiviso con la Curia Romana i motivi di gioia e di speranza, come pure di inquietudine, vissuti dal popolo di Dio affidato alle vostre cure pastorali".

  Rievocando il Viaggio ad Haiti, venticinque anni fa, di Giovanni Paolo II, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, dal titolo: "Bisogna che qualcosa cambi qui", Benedetto XVI si è posto lo stesso interrogativo del Predecessore: "Sono cambiate le cose?", ed ha ricordato che il Paese "ha conosciuto momenti dolorosi, che la Chiesa segue con attenzione: divisioni, ingiustizie, miseria, disoccupazione, elementi fonte di profonda inquietudine per la popolazione".

  "Chiedo al Signore" - ha esclamato Benedetto XVI - "di suscitare in tutti gli haitiani, particolarmente in quanti hanno responsabilità sociali, il coraggio di promuovere il cambiamento e la riconciliazione, affinché tutti gli abitanti del Paese abbiano condizioni di vita degne e beneficino dei beni della terra, in una sempre maggiore solidarietà".

  "Non posso dimenticare coloro che sono costretti a recarsi nel paese vicino per provvedere alle proprie necessità. Auspico che la Comunità internazionale prosegua ed intensifichi il suo sostegno al popolo haitiano, affinché esso possa prendere in mano il proprio futuro ed il proprio sviluppo".

  Riferendosi alla preoccupazioni dei Vescovi, il Papa ha menzionato "la situazione della struttura familiare, resa instabile a causa della crisi attraversata dal Paese, ma anche dall'evoluzione dei costumi e dalla progressiva perdita del senso del matrimonio e della famiglia, che pongono sullo stesso piano altre forme di unione".

  "E' in gran parte a partire della famiglia che la società e la Chiesa si sviluppano. La vostra attenzione a questo aspetto della vita pastorale è dunque fondamentale, poiché si tratta del luogo primario dell'educazione dei giovani. (...) Vi incoraggio quindi a sostenere gli sposi e le giovani famiglie, mediante una formazione sempre più appropriata, insegnando loro anche il rispetto della vita".

  In merito ai sacerdoti, il Santo Padre ha esortato i Vescovi a "essere attenti alla loro formazione permanente, intrattenendo con essi rapporti fraterni e fiduciosi, aiutandoli ad esercitare un ministero fecondo, invitandoli anche ad astenersi da impegni politici. (...) Che essi fondino il loro apostolato sul proprio rapporto con Cristo, sul mistero eucaristico che ci ricorda che il Signore si è donato totalmente per la salvezza del mondo".

  "Vi invito" - ha proseguito il Pontefice riferendosi alla formazione dei candidati al sacerdozio - "ad esaminare con gli episcopati di altri paesi l'offerta di formatori esperti, dalla vita sacerdotale esemplare, per accompagnare lungo le diverse tappe della loro formazione (...) i futuri sacerdoti di cui la vostre Diocesi hanno bisogno, e da cui dipende il futuro della Chiesa in Haiti. Che le Chiese locali possano ascoltare questo appello e accettare di offrire sacerdoti per aiutarvi nella formazione dei seminaristi".

  "Le scuole cattoliche, malgrado i mezzi limitati" - ha rilevato il Papa - "hanno un ruolo importante in Haiti e vengono apprezzate dalle Autorità e dalla popolazione. (...) Attraverso l'insegnamento si realizza la formazione e la maturazione della personalità, mediante il riconoscimento dei valori essenziali e la pratica delle virtù; ad essere trasmesso è anche un concetto dell'uomo e della società".

  Infine il Santo Padre ha elogiato l'opera dei religiosi, delle religiose e dei volontari che "frequentemente operano con i più poveri e con i diseredati, dimostrando che, lottando contro la povertà, si lotta anche contro i numerosi problemi sociali che derivano da essa".
AL/.../HAITI                                       VIS 20080313 (590)


TELEGRAMMA SCOMPARSA EDOARDO LUCIANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre (Italia), per la scomparsa, martedì 11 marzo, all'età di 91 anni, di Edoardo Luciani, fratello del Servo di Dio Giovanni Paolo I.

  Rievocando il cordiale "recente incontro a Lorenzago di Cadore" nel luglio scorso, con il Commendatore Edoardo Lucani, il Papa ne ricorda "le elette virtù umane e cristiane particolarmente l'esemplare dedizione alla famiglia, il generoso servizio alla Chiesa e l'intenso impegno civile".

  "Elevo fervide preghiere" - si legge ancora nel telegramma - "perché il defunto possa condividere con il Signore Risorto accanto alla consorte e al fratello Pontefice, teneramente amati, la gioia e la pace senza fine".
TGR/MORTE EDOARDO LUCIANI/...                       VIS 20080313 (130)


DOLORE DEL PAPA PER LA MORTE DELL'ARCIVESCOVO DI MOSSUL

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), nell'apprendere la notizia della morte dell'Arcivescovo Paulos Farj Rahho, di Mossul dei Caldei (Iraq), a seguito del rapimento avvenuto il 29 febbraio scorso.

  Il Papa esprime la sua particolare vicinanza "alla Chiesa Caldea e all'intera comunità cristiana (...) riaffermando la più decisa deplorazione per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell'essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell'amato popolo iracheno".

  Benedetto XVI assicura "fervide preghiera di suffragio per lo zelante Pastore sequestrato proprio al termine della Celebrazione della Via Crucis" ed invoca "dal Signore la sua misericordia perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell'Iraq un futuro di pace".
 
  Anche il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "La notizia della morte dell'Arcivescovo Rahho, rapito nei giorni scorsi, colpisce e addolora profondamente il Santo Padre, che è stato subito informato".

  "Tutti avevamo continuato a sperare e a pregare per una sua liberazione, come il Papa aveva più volte chiesto nei suoi appelli".

  "Purtroppo la violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana, a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore".

  "Vi è da augurarsi che questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l'impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato".
OP/MORTE ARCIVESCOVO MOSSUL/LOMBARDI               VIS 20080313 (300)


COMUNICATO RELATIVO RIUNIONE VITA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si è riunita, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina".

  "La riunione ha avuto, come tema, la Lettera che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. I Partecipanti hanno, in primo luogo, esaminato l'accoglienza, che è stata riservata al Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si è riflettuto sui principi teologici, ispiratori della Lettera, per cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina. In concreto, sulla scia dei vari paragrafi del testo papale, sono stati considerati alcuni aspetti importanti, che riguardano la missione della Chiesa di essere 'strumento di salvezza' per il Popolo cinese: l'evangelizzazione in un mondo che vive nella globalizzazione; l'applicazione, nella situazione attuale in Cina, della dottrina del Concilio Vaticano II sulla natura e sulla struttura della Chiesa; il perdono e la riconciliazione all'interno della comunità cattolica; le esigenze della verità e della carità; il governo delle diocesi, che ha grande rilevanza per l'attività pastorale e per la formazione dei sacerdoti, dei seminaristi, dei religiosi, delle religiose e dei fedeli laici.  In linea con le indicazioni, espresse dal Papa nella sua Lettera, si è ribadita la volontà di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità civili. Infine, sempre alla luce del Documento pontificio, i Partecipanti si sono scambiati informazioni ed esperienze circa la vita e l'Attività della Chiesa in Cina".

  "La riunione si è conclusa con un incontro con il Santo Padre. Egli ha ascoltato un breve resoconto sul lavoro, svolto durante i tre giorni, e ha incoraggiato i Partecipanti a proseguire nel loro impegno a favore della comunità cattolica in Cina. Ha accennato anche all'appuntamento del 24 maggio prossimo, Giornata universale di preghiera per la Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                                     VIS 20080313 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia).

  - Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Chibly Langlois, di Fort-Liberté.

-    Il Vescovo Yves-Marie Péan, C.S.C., di Les Gonaïves, con il Vescovo emerito Emmanuel Constant.

-    Il Vescovo Pierre-Antoine Paulo, O.M.I., di Port-de-Paix.

-    L'Arcivescovo Joseph Serge Miot, di Port-au-Prince, con i Vescovi Ausiliari: Vescovo Joseph Lafontant, Vescovo Pierre-André Dumas e Vescovo Simon Saint-Hillien, C.S.C.
AP:AL/.../...                                         VIS 20080313 (90)

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