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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 14 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Ludovikus Simanullang, O.F.M.Cap., Vescovo di Sibolga (superficie: 26.413; popolazione: 2.284.170; cattolici: 197.383; sacerdoti: 63; religiosi: 182), Indonesia.  Il Vescovo eletto, finora Provinciale dei Cappuccini a Sibolga, è nato nel 1955 a Sogar (Indonesia), ha pronunciato la Professione Perpetua nel 1981 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER/.../SIMANULLANG                                 VIS 20070314 (70)


NOTIFICAZIONE SULLE OPERE DEL PADRE JON SOBRINO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica, questa mattina, una Notificazione su alcune opere di Padre Jon Sobrino, S.I., nelle quali "sono state riscontrate diverse proposizioni che possono nuocere ai fedeli, a causa della loro erroneità o pericolosità".

  "Padre Sobrino, nelle sue pubblicazioni, manifesta preoccupazione" - si legge in una nota esplicativa - "per la situazione dei poveri e degli oppressi, specialmente in America Latina. Questa preoccupazione appartiene senza dubbio alla Chiesa intera".

  "La stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, nella sua Istruzione 'Libertatis conscientia' sulla libertà cristiana e la liberazione, indicava che la miseria umana 'ha attirato la compassione di Cristo Salvatore, che ha voluto prenderla su di sé, e identificarsi con 'i più piccoli tra i fratelli' (Mt 25, 40. 45)' e che 'l'opzione preferenziale per i poveri, lungi dall'essere un segno di particolarismo o di settarismo, manifesta l'universalità della natura e della missione della Chiesa. Questa opzione non è esclusiva. È la ragione per cui la Chiesa non può esprimersi a sostegno di categorie sociologiche e ideologiche riduttrici, che farebbero di tale preferenza una scelta faziosa e di natura conflittuale'".

  "Già in precedenza, la stessa  Congregazione, nella Istruzione 'Libertatis nuntius' sopra alcuni aspetti della teologia della liberazione, aveva osservato che i richiami circa tale corrente teologica, contenuti nel documento, non potevano essere interpretati come un rimprovero verso coloro che desideravano rimanere fedeli alla 'opzione preferenziale per i poveri', né in alcun modo esser addotti come scusa da coloro che si mostrano indifferenti ai gravissimi problemi della miseria e dell'ingiustizia".

  "Tali affermazioni illustrano con chiarezza quale sia la posizione della Chiesa riguardo a questa complessa problematica: 'Le inique disuguaglianze e le oppressioni di ogni sorta, che colpiscono oggi milioni di uomini e di donne, sono in aperta contraddizione col Vangelo di Cristo e non possono lasciar tranquilla la coscienza di nessun cristiano'".

  "Nella sua docilità allo Spirito, la Chiesa avanza con fedeltà lungo le strade dell'autentica liberazione. I suoi membri hanno coscienza delle proprie manchevolezze e dei ritardi in questa ricerca. Ma una moltitudine di cristiani, fin dal tempo degli Apostoli, ha impegnato le proprie forze e la propria vita per la liberazione da ogni forma di oppressione e per la promozione della dignità umana. L'esperienza dei Santi e l'esempio di tante opere al servizio del prossimo costituiscono uno stimolo e una luce per quelle iniziative liberatrici, che al giorno d'oggi si impongono".

  Nella Notificazione si legge: "A seguito di un primo esame dei volumi, 'Jesucristo liberador. Lectura histórico-teológica de Jesús de Nazaret' (Jesucristo) e 'La fe en Jesucristo. Ensayo desde las víctimas' (La fe), del Reverendo Padre Jon Sobrino S.I., la Congregazione per la Dottrina della Fede, a causa delle imprecisioni e degli errori ivi riscontrati, nell'ottobre del 2001 decise di iniziare su di essi uno studio ulteriore ed approfondito. Considerata l'ampia diffusione di questi scritti, soprattutto in America Latina, e la loro utilizzazione all'interno di seminari e di vari istituti di studio, venne deciso di intraprendere l'Esame con procedura urgente, disciplinato dagli articoli 23-27 del Regolamento per l'esame delle dottrine della medesima Congregazione".

  "In seguito a detto esame, nel luglio del 2004 fu inviato all'Autore, per mezzo del Reverendo Padre Peter Hans Kolvenbach S.I., Preposito Generale della Compagnia di Gesù, un Elenco di proposizioni erronee e pericolose rilevate nei libri di cui sopra".

  "Nel marzo del 2005, il Padre Jon Sobrino trasmise una 'Respuesta al texto de la  Congregación para la Doctrina de la Fe'. Tale 'Respuesta' fu esaminata nel corso della Sessione Ordinaria del 23 novembre 2005. Venne constatato che, sebbene l'Autore avesse parzialmente modificato il suo pensiero su alcuni punti, la 'Respuesta' non risultava soddisfacente, dal momento che nella sostanza permanevano gli errori che avevano motivato l'invio dell'Elenco di proposizioni sopra menzionato".

  "Nonostante l'apprezzabile preoccupazione che l'Autore manifesta nei suoi scritti per la condizione dei poveri, la Congregazione per la Dottrina della Fede si vede perciò costretta a dichiarare che le suddette opere di Padre Sobrino presentano, in alcuni passi, notevoli divergenze con la Fede della Chiesa".

  "Si è quindi deciso di pubblicare la presente Notificazione, allo scopo di offrire ai fedeli un criterio di giudizio sicuro, basato sull'autentica dottrina ecclesiale, circa alcune affermazioni contenute negli scritti dell'Autore".

  "Si fa rilevare che, in alcuni casi, le proposizioni erronee sono collocate in contesti in cui si trovano altre espressioni che sembrano contraddirle, ciò non è però sufficiente a giustificarle. La Congregazione non pretende giudicare le intenzioni soggettive dell'Autore; ciononostante ritiene suo dovere richiamare l'attenzione su alcune proposizioni contenute nei suoi scritti che non risultano conformi con la dottrina della Chiesa. Dette proposizioni riguardano: 1) i presupposti metodologici enunciati dall'Autore, su cui è fondata la sua riflessione teologica; 2) la divinità di Gesù Cristo; 3) l'Incarnazione del Figlio di Dio; 4) la relazione fra Gesù Cristo e il Regno di Dio; 5) l'autocoscienza di Gesù Cristo; 6) il valore salvifico della sua morte".

  Il Santo Padre Benedetto XVI, nel corso dell'Udienza concessa al Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 13 ottobre 2006, "ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione".
CDF/NOTIFICAZIONE/PADRE SOBRINO                   VIS 20070314 (870)


BASILICA DI SAN PIETRO: CUORE PULSANTE CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato presso la sede della Fabbrica di San Pietro, Istituzione Pontificia incaricata della conservazione della Basilica Vaticana.

  Il Papa ha rivolto parole di saluto all'Arcivescovo Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro ed al Vescovo Vittorio Lanzani, Delegato della Fabbrica. Successivamente, rivolgendosi al personale, ha detto: "Voi lavorate in un luogo, la veneranda Basilica dell'Apostolo, che è il cuore della Chiesa cattolica: un cuore pulsante, grazie allo Spirito Santo che lo tiene sempre vivo, ma anche grazie all'attività di quanti quotidianamente lo fanno funzionare".

  "Sono passati da poco i 500 anni dalla posa della prima pietra della seconda Basilica Vaticana" - ha detto ancora il Santo Padre - (...) eppure, essa è sempre viva; non è un museo, è un organismo spirituale, e anche le pietre risentono di questa sua vitalità!".

  Benedetto XVI ha ringraziato il personale della Fabbrica per il lavoro svolto "con impegno e competenza, perchè questo 'cuore' della Chiesa, (...) possa continuare a 'pulsare' con perenne vitalità: attirando a sé uomini e donne dal mondo intero e aiutandoli a compiere un'esperienza spirituale che segni la loro esistenza".

  "In effetti" - ha concluso il Pontefice - "grazie al vostro contributo, quasi sempre nascosto ma sempre opportuno, tante persone possono vivere con frutto il loro pellegrinaggio, o semplicemente la loro visita alla Basilica Vaticana, e recare con sé nel cuore un messaggio di fede e di speranza".
BXVI-VISITA/FABBRICA SAN PIETRO/COMASTRI               VIS 20070314 (270)


IGNAZIO DI ANTIOCHIA: UNITÀ CRISTIANI RIFLESSO UNITÀ DIO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, proseguendo il nuovo ciclo di catechesi sui Padri Apostolici, il Santo Padre Benedetto XVI si è soffermato sulla figura di Sant'Ignazio di Antiochia. L'Udienza, alla quale hanno partecipato circa 25.000 persone, si è tenuta in Piazza San Pietro.

  Sant'Ignazio, fu terzo Vescovo di Antiochia, dal 70 al 107 della nostra era, e lì "per la prima volta" - ha ricordato il Papa - "i discepoli furono chiamati cristiani". Condannato ad essere gettato in pasto alle belve, a causa della testimonianza da lui resa a Cristo, Sant'Ignazio fu mandato a Roma per subire il supplizio e, compiendo il suo viaggio, nelle singole città dove sostava, riaffermò la fede delle comunità cristiane che ivi abitavano.

  "Nessun Padre della Chiesa ha espresso con l'intensità di Ignazio l'anelito all'unione con Cristo e alla vita in Lui" - ha affermato il Santo Padre spiegando che in Sant'Ignazio confluirono "due 'correnti' spirituali: quella di Paolo, tutta tesa all'unione con Cristo, e quella di Giovanni, concentrata sulla 'vita' in Lui. A loro volta, queste due correnti si uniscono nella 'imitazione' di Cristo".

  "L'irresistibile tensione di Ignazio verso l'unione con Cristo fonda una vera e propria 'mistica dell'unità'" - ha proseguito Benedetto XVI - "Per Ignazio l'unità è anzitutto una prerogativa di Dio, esistendo in tre Persone è Uno in assoluta unità. (...) L'unità da realizzare su questa terra da parte dei cristiani non è altro che un'imitazione, il più possibile conforme all'archetipo divino".

  "Complessivamente si può cogliere nelle 'Lettere' di Ignazio una sorta di dialettica costante e feconda tra due aspetti caratteristici della vita cristiana: da una parte la struttura gerarchica della comunità ecclesiale, e dall'altra l'unità fondamentale che lega fra loro tutti i fedeli in Cristo. Al contrario, l'insistenza sulla comunione dei credenti tra loro e con i propri pastori è continuamente riformulata attraverso eloquenti immagini e analogie: la cetra, le corde, l'intonazione, il concerto, la sinfonia".

  "È evidente la responsabilità peculiare dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi nell'edificazione della comunità. Vale anzitutto per loro l'invito all'amore e all'unità".

  "Come si vede, Ignazio è veramente il 'dottore dell'unità' - ha concluso il Papa  - "unità di Dio e unità di Cristo (a dispetto delle varie eresie che iniziavano a circolare e dividevano l'uomo e Dio in Cristo), unità delle Chiesa, unità dei fedeli 'nella fede e nella carità, delle quali non vi è nulla di più eccellente'. In definitiva, il 'realismo' di Ignazio invita i fedeli di ieri e di oggi, invita noi tutti a una sintesi progressiva tra 'configurazione a Cristo' (unione con Lui, vita in Lui) e 'dedizione alla sua Chiesa' (unità con il Vescovo, servizio generoso alla comunità e al mondo). Insomma, occorre pervenire a una sintesi tra 'comunione' della Chiesa all'intero di sé e 'missione' proclamazione del Vangelo per gli altri, fino a che attraverso una dimensione parli l'altra, e i credenti siano sempre 'nel possesso di quello spirito indiviso, che è Gesù Cristo stesso'".
AG/IGNAZIO DI ANTIOCHIA/...                           VIS 20070314 (510)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA AL PRESIDENTE PUTIN

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nel pomeriggio  di ieri, il seguente Comunicato:

  "Nel pomeriggio di oggi, 13 marzo 2007, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa. Contemporaneamente è avvenuto l'incontro dell'Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e dell'Ecc.mo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, con il Signor Sergei Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, e altri Membri della Delegazione che accompagnava il Presidente".

  "I colloqui, svoltisi in un clima molto positivo, hanno permesso di rilevare i cordiali rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Federazione Russa, nonché la volontà reciproca di svilupparli ulteriormente, anche con specifiche iniziative di carattere culturale.  In questo quadro sono stati esaminati alcuni temi bilaterali di comune interesse, attinenti anche alle relazioni fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, e sono state analizzate le questioni internazionali di attualità, in particolare quelle del Medio Oriente".

  "Non si è mancato, infine, di prestare attenzione ai problemi dell'estremismo e dell'intolleranza, che costituiscono gravi minacce alla convivenza civile fra le Nazioni, sottolineando la necessità di preservare la pace e di favorire una risoluzione negoziata e pacifica dei conflitti".
OP/PRESIDENTE FEDERAZIONE RUSSA/PUTIN               VIS 20070314 (220)


martedì 13 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Fabio Martínez Castilla, Vescovo di Ciudad Lázaro Cárdenas (superficie: 14.880; popolazione: 805.000; cattolici: 725.000, sacerdoti: 43; religiosi: 82), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "San Francisco de Asis" di Umán (Messico), e Direttore diocesano dei "Cursillos de Cristianidad", è nato nel 1950 a Isla Mujeres (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, il Professor Aaron J. Ciechanover, Professore di Biochimica nella Facoltà di Medicina del Technion - Israel Institute of Technology di Haifa (Israele).
NER:NA/.../MARTÍNEZ CASTILLA:CIECHANOVER               VIS 20070313 (110)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre riceverà in udienza, nel pomeriggio di oggi, il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa e Seguito.
AP/.../...                                 VIS 20070313 (30)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre riceverà in udienza, nel pomeriggio di oggi, il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa e Seguito.
AP/.../...                                 VIS 20070313 (30)


ESORTAZIONE APOSTOLICA "SACRAMENTUM CARITATIS"

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Alla ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale del Santo Padre Benedetto XVI "Sacramentum Caritatis", sull'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Relatore Generale della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

  Datato 22 febbraio, festa della Cathedra Petri, il Documento, frutto dell'Assemblea Sinodale tenutasi a Roma dal 2 al 23 ottobre 2005, è stato pubblicato in lingua latina, italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca, portoghese e polacca.

  L'Arcivescovo Eterovic ha affermato che l'Esortazione Apostolica "continua la serie dei grandi documenti sul sublime sacramento dell'Eucaristia come sono, per esempio, quelli del Servo di Dio Giovanni Paolo II 'Ecclesia de Eucharistia' e 'Mane nobiscum Domine'. La 'Sacramentum Caritatis' si situa in tale continuità e al contempo ripropone in modo aggiornato alcune verità essenziali della dottrina eucaristica, esortando ad una dignitosa celebrazione del sacro rito, ricordando l'urgente necessità di svolgere una vita eucaristica nella vita di ogni giorno".

  Il Documento, ha detto ancora il Segretario Generale del Sinodo, "presentando in modo accessibile all'uomo contemporaneo le grandi verità sulla fede eucaristica, tratta vari aspetti di attualità nella sua celebrazione ed esorta ad un rinnovato impegno nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico in cui il Pane spezzato per la vita di tutti divenga sempre di più causa esemplare nella lotta contro la fame e contro ogni specie di povertà".

  Il Cardinale Angelo Scola ha ricordato che il titolo dell'Esortazione Apostolica "Sacramentm Caritatis" e "l'insistenza del Santo Padre, in questi due anni di pontificato, sulla verità dell'amore dice con chiarezza che siamo di fronte ad uno dei temi cruciali su cui gioca il futuro della Chiesa e dell'umanità".

  L'Esortazione "poggia sull'inscindibile nesso di tre aspetti: 'Mistero eucaristico, azione liturgica e nuovo culto spirituale'" e risulta "strutturata in tre parti ognuna delle quali approfondisce una delle tre dimensioni dell'Eucaristia (...) 'Eucaristia, mistero da credere', Eucaristia, mistero da celebrare' ed 'Eucaristia, mistero da vivere'".

  L'insegnamento del Santo Padre illustra con chiarezza come l'azione liturgica (mistero da celebrare) sia quell'azione specifica che rende possibile la conformazione della vita cristiana (mistero da vivere, nuovo culto) da parte della fede (mistero da credere)". Benedetto XVI con "una seconda novità dottrinale di grande importanza" ribadisce la "importanza dell'ars celebrandi (arte di celebrare) per una sempre più 'actuosa participatio' (partecipazione attiva, piena e fruttuosa)".

  Nella Prima Parte, "Eucaristia, mistero da credere" "si illustra il mistero dell'Eucaristia a partire dalla sua origine trinitaria che ne assicura il permanente carattere di dono. (...) In questo insegnamento si trova la radice profonda di quanto l'Esortazione insegna circa l'adorazione e il suo intrinseco rapporto con la celebrazione eucaristica".

  Con riferimento alla connessione tra "Istituzione cristologica e opera dello Spirito", "particolarmente pregnanti e nutrite da forte afflato ecumenico" - ha sottolineato il Cardinale Scola - "sono le affermazioni del Santo Padre circa l'istituzione dell'Eucaristia in rapporto con la Cena pasquale ebraica". Si tratta di "un passaggio decisivo per illuminare il 'novum' radicale operato da Gesù all'interno della antica cena rituale".

  "Noi, infatti, nel rito" - ha commentato il Cardinale Scola - "non ripetiamo l'atto cronologicamente situato dell'Ultima Cena di Gesù, ma celebriamo l'Eucaristia quale 'novum' radicale del culto cristiano". Gesù "ci chiama ad entrare nella Sua stessa ora, il mistero di morte e di risurrezione, principio innovativo di trasformazione (...) di tutta la storia e del cosmo intero".

  Nella sezione "Eucaristia e Chiesa", ha precisato il Porporato, il Papa ribadisce che "l'Eucaristia è il 'principio causale' della Chiesa: 'in ogni celebrazione confessiamo il primato del dono di Cristo. L'influsso causale dell'Eucaristia all'origine della Chiesa rivela in definitiva la precedenza non solo cronologica ma anche ontologica del suo averci amati 'per primo'. (...) Benedetto XVI, mentre afferma la circolarità tra l'Eucaristia che edifica la Chiesa e la Chiesa stessa che celebra l'Eucaristia, compie una significativa opzione magisteriale per il primato della causalità eucaristica su quella ecclesiale".

  Nella sezione "L'Eucaristia e settenario sacramentale" il Santo Padre scrive che "la santissima Eucaristia porta a pienezza l'iniziazione cristiana e si pone come centro e fine di tutta la vita sacramentale". Il Papa ravvisa in tale contesto i sentimenti dell'iniziazione cristiana e "rispetto al sacramento della riconciliazione (...) insiste sull'esigenza di 'un deciso recupero della pedagogia della conversione che nasce dall'Eucaristia", mentre "l'Unzione degli infermi e il santo Viatico offriranno ai fedeli la possibilità di associare 'il sofferente all'offerta che Cristo ha fatto di sé per la salvezza di tutti'".

  Il carattere  insostituibile "del sacerdozio ministeriale per la valida celebrazione della Santa Messa" viene riaffermato nella sezione "Eucaristia e Ordine", nella quale il Santo Padre "riafferma ed approfondisce la relazione tra ordinazione sacerdotale e celibato: 'Pur nel rispetto della differente prassi e tradizione orientale, è necessario ribadire il senso profondo del celibato sacerdotale, ritenuto giustamente una ricchezza inestimabile".

  "Il forte ridimensionamento numerico del clero" - ha affermato ancora il Cardinale Scola - "in atto in alcuni continenti, deve essere fronteggiato anzitutto con la testimonianza della bellezza della vita sacerdotale, (...) con una formazione vocazionale accurata".

  Nella sezione "Eucaristia e Matrimonio", il Santo Padre ricorda che "l'Eucaristia, sacramento sponsale per eccellenza, 'corrobora in modo inesauribile l'unità e l'amore indissolubili di ogni Matrimonio cristiano".

  "A partire dal carattere nuziale dell'Eucaristia" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "Benedetto XVI rilegge il tema della unicità del matrimonio cristiano, facendo riferimento alla questione della poligamia, ed a quella della indissolubilità del vincolo coniugale".

  "Il testo contiene importanti suggerimenti pastorali rispetto a quei battezzati che versano nella dolorosa situazione di aver celebrato il sacramento del matrimonio e di aver poi divorziato e contratto nuove nozze. L'Esortazione dopo aver ribadito che essi, 'nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa, che li segue con speciale attenzione' (n. 29), elenca ben nove modalità di partecipazione alla vita di comunità di questi fedeli che, pur senza ricevere la Comunione, possono così adottare uno stile cristiano di vita".

  "Benedetto XVI dà forma compiuta anche al suggerimento dei Padri sinodali circa la situazione di coloro che, avendo celebrato validamente il matrimonio, per condizioni obiettive si trovano a non poter sciogliere i nuovi legami contratti, proponendo loro, con adeguato supporto pastorale, di impegnarsi 'a vivere la loro relazione secondo le esigenze della legge di Dio, come amici, come fratello e sorella'".

 La Seconda Parte del Documento: "Eucaristia, mistero da celebrare" "illustra" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "lo svolgimento dell'azione liturgica nella celebrazione indicando gli elementi che meritano maggiore approfondimento ed offrendo alcuni suggerimenti pastorali di grande rilievo".

  Sul principio della "bellezza intrinseca della liturgia", il Papa dà alcune indicazione "in merito alla ricchezza dei segni liturgici (silenzio, paramenti, gesti: stare in piedi, in ginocchio...), all'arte posta al servizio della celebrazione" e ricorda che il Tabernacolo deve essere collocato nelle Chiese in un luogo ben visibile, grazie anche alla lampada di luce perpetua.

  L'unità tra Mistero eucaristico, azione liturgica e nuovo culto spirituale "appare evidente quando il Santo Padre descrive le condizioni personali per una 'actuosa participatio'".

  L'Esortazione "sempre per favorire una partecipazione attiva più adeguata (...) si sofferma su taluni aspetti pastorali particolari - l'uso dei mezzi di comunicazione, l'attenzione agli infermi e ai disabili, ai carcerati e ai migranti; le grandi concelebrazioni e le liturgie eucaristiche in piccoli gruppi - e propone un più normale ricorso alla lingua latina, soprattutto nelle grandi celebrazioni internazionali, senza trascurare il peso del canto gregoriano".

  "Il Papa" - ha proseguito il Relatore Generale del Sinodo - "richiama 'l'unità intrinseca del rito della santa Messa', che si deve esprimere anche nel modo con cui viene curata la liturgia della Parola". Benedetto XVI richiama, inoltre, "la notevole valenza educativa per la vita della Chiesa, soprattutto nell'attuale frangente storico, della presentazione dei doni, dello scambio della pace e dello 'Ite missa est'. Il Santo Padre affida lo studio di possibili modifiche su questi due ultimi punti ai competenti Dicasteri".

  "Nella Terza ed ultima parte l'Esortazione Apostolica" - ha proseguito il Cardinale Scola - "mostra la capacità del mistero creduto e celebrato di costituire l'orizzonte ultimo e definitivo dell'esistenza cristiana: 'il mistero 'creduto' e 'celebrato' [possiede] in sé un dinamismo che ne fa principio di vita nuova in noi e forma dell'esistenza cristiana".

  "Fin dalle prime righe dell'Esortazione" - ha rilevato il Porporato - "Benedetto XVI riafferma (...) che il dono dell'Eucaristia è per l'uomo, risponde alle attese dell'uomo. (...) I cristiani incontrano nella celebrazione eucaristica il Dio vivo e vero capace di salvare la loro vita. E questa salvezza ha come interlocutrice l'umana libertà". Benedetto XVI scrive in merito: "proprio perché Cristo si è fatto per noi cibo di Verità, la Chiesa si rivolge all'uomo, invitandolo ad accogliere liberamente il dono di Dio".

  "La rilevanza antropologica dell'Eucaristia emerge con tutta la sua forza nel culto nuovo caratteristico del cristiano. (...) Sulla base dell'azione eucaristica ogni circostanza dell'esistenza diventa per così dire 'sacramentale'. (...) Rigenerato dal battesimo e incorporato eucaristicamente alla Chiesa l'uomo può finalmente compiersi pienamente, imparando ad offrire il 'proprio corpo' - cioè tutto se stesso - come sacrifico vivente e santo e gradito a Dio".

  Il Patriarca di Venezia ha affermato ancora che: "Tutti i fedeli cristiani sono chiamati a vivere la propria vita come vocazione sul solido fondamento dell'Eucaristia. (...) Ogni fedele è pertanto chiamato ad una profonda trasformazione della propria esistenza. Afferma il Santo Padre: "La trasformazione morale implicata nel nuovo culto istituito da Cristo, è una tensione e un desiderio cordiale di voler corrispondere all'amore del Signore con tutto il proprio essere, pur nella consapevolezza della propria fragilità".

  "Rilievo particolare acquista in quest'ottica" - ha proseguito il Porporato - "la responsabilità dei cristiani che ricoprono cariche pubbliche e politiche: '(...) i politici e i legislatori cattolici" devono "presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia".

  Nella sezione del Documento intitolata "Testimonianza come forma della missione" si legge: "La prima e fondamentale missione che ci viene dai santi Misteri che celebriamo è di rendere testimonianza con la nostra vita".

"L'Esortazione" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "raccomanda vivamente a tutti, ma in particolare ai fedeli laici, di 'coltivare il desiderio che l'Eucaristia incida sempre più profondamente nella loro esistenza quotidiana, portandoli ad essere testimoni riconoscibili nel proprio ambiente di lavoro e nella società tutta".

  Il Cardinale Scola ha affermato inoltre che il Documento "non esita ad affermare che 'l'Eucaristia spinge ogni credente ... a farsi 'pane spezzato' per gli altri, e dunque ad impegnarsi per un mondo più giusto e fraterno".

  Ribadendo che la Celebrazione Eucaristica "implica l'offerta del pane e del vino, frutto della terra, della vita e del lavoro dell'uomo", il Porporato ha detto: "Il tema della salvaguardia del creato è sviluppato ed approfondito in relazione al disegno buono di Dio su tutta la creazione. La realtà non è mera materia neutrale alla mercè della manipolazione tecnico-scientifica, ma è voluta da Dio in vista della ricapitolazione in Cristo di tutte le cose. Da qui la responsabilità per la salvaguardia del creato propria del cristiano nutrito dell'Eucaristia".

  Il Cardinale Scola ha espresso la convinzione che "nell'autenticità della fede e del culto eucaristico si trova il segreto di una ripresa della vita cristiana capace di rigenerare il Popolo di Dio. Nel mistero della divina Eucaristia si spalanca l'accesso alla realtà di Dio che è amore".

  Nella Prima Parte e nella Conclusione dell'Esortazione Apostolica, ha precisato infine il Cardinale Scola, Benedetto XVI sottolinea che: "In Maria Santissima vediamo perfettamente attuata anche la modalità sacramentale con cui Dio raggiunge e coinvolge nella sua iniziativa salvifica la creatura umana. Da Lei dobbiamo imparare a diventare noi stessi persone eucaristiche ed ecclesiali".

  Testo integrale del Documento:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html
EXOR/SACRAMENTUM CARITATIS/...                     VIS 20070313 (1930)


lunedì 12 marzo 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Puglia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi, di Lecce.

    - L'Arcivescovo Francesco Cacucci, di Bari-Bitonto.

    - Il Vescovo Mario Paciello, di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

    - Il Vescovo Raffaele Calabro, di Andria.

    - Il Vescovo Domenico Padovano, di Conversano-Monopoli.

    - L'Arcivescovo Giovanni Battista Pichierri, di Trani-Barletta-Bisceglie.

    - L'Arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio, di Manfredonia-Vieste-San Giovani Rotondo.
 
  Sabato 10 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Rosalio José Castillo Lara, S.D.B., Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Miguel Obando Bravo, S.D.B., Arcivescovo emerito di Managua (Nicaragua).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Piemonte), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gabriele Mana, di Biella.

    - Il Vescovo Germano Zaccheo, di Casale Monferrato.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070312 (170)


ALLO STUDIO RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE E VIÊT NAM


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2007 (VIS). È rientrata oggi a Roma una Delegazione della Santa Sede, guidata dal Monsignore Pietro Parolin, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, al termine di una visita di una settimana in Viêt Nam.

  La Delegazione ha incontrato il Vescovo Paul Nguyên Van Hòa, di Nha Trang, Presidente della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, ed il Comitato Permanente per gli Affari Religiosi del Governo vietnamita che non ha mancato di rilevare il ruolo svolto dalla comunità cattolica nel Paese.

  È stato formulato l'auspicio, da parte della Delegazione della Santa Sede, che i cattolici siano sempre più messi in grado di contribuire alla diffusione dei valori morali, soprattutto per quanto riguarda la formazione della gioventù. "Entrambe le Parti" - si legge in un Comunicato reso pubblico questa mattina - "hanno sottolineato che i problemi ancora aperti potranno essere affrontati e debitamente risolti con mutuo consenso, attraverso un dialogo paziente e costruttivo".

  La Delegazione della Santa Sede ha reso visita a diverse Autorità del Governo del Paese e ed ha sollevato la questione della normalizzazione dei rapporti con la Santa Sede. Le Autorità vietnamite hanno dato assicurazioni che, su istruzione del Primo Ministro, "i competenti organi sono già al lavoro, mentre sono state esaminate insieme alcune modalità concrete per avviare il processo di allacciamento delle relazioni diplomatiche".

  Di particolare importanza è stata la visita alla Diocesi di Kontum, situata sugli altipiani centrali, composta in maggioranza da fedeli appartenenti ad etnie minoritarie, i cosiddetti "montagnards", che hanno partecipato numerosissimi alle diverse cerimonie.

  "A tutti la Delegazione ha portato" - conclude il Comunicato - "l'incoraggiamento e la benedizione del Santo Padre Benedetto XVI, verso la cui Persona i fedeli hanno manifestato segni di profondo affetto, attaccamento filiale e fedeltà, nella speranza che il Papa stesso possa compiere un giorno una visita pastorale nel Paese".
DELSS/VISITA VIÊT NAM/PAROLIN                       VIS 20070312 (320)


CONVERSIONE: RISPOSTA PIÙ EFFICACE AL MALE AD OGNI LIVELLO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2007 (VIS). Alle 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha parlato della pagina del Vangelo di Luca, nella terza Domenica di Quaresima, che riporta il commento di Gesù a due fatti di cronaca: la rivolta di alcuni Galilei, che era stata repressa da Pilato nel sangue ed il crollo di una torre a Gerusalemme, che aveva causato diciotto vittime.

  "Secondo la mentalità del tempo" - ha spiegato il Pontefice - "la gente era portata a pensare che la disgrazia si fosse abbattuta sulle vittime a motivo di qualche loro grave colpa. Gesù invece dice: 'Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei? … O che quei diciotto fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?' (Lc 13,2.4). E in entrambi i casi conclude: 'No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti nello stesso modo' 13,3.5)".

  "Ecco, dunque, il punto al quale Gesù vuole portare i suoi ascoltatori: la necessità della conversione" - ha detto il Papa - "Non la propone in termini moralistici, bensì realistici, come l'unica risposta adeguata ad accadimenti che mettono in crisi le certezze umane. Di fronte a certe disgrazie - Egli avverte - non serve scaricare la colpa sulle vittime. Vera saggezza è piuttosto lasciarsi interpellare dalla precarietà dell'esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita".

  "Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale" - ha detto il Santo Padre - "Cristo invita a rispondere al male prima di tutto con un serio esame di coscienza e con l'impegno a purificare la propria vita. Altrimenti - dice - periremo, periremo tutti nello stesso modo. In effetti, le persone e le società che vivono senza mai mettersi in discussione hanno come unico destino finale la rovina. La conversione, invece, pur non preservando dai problemi e dalle sventure, permette di affrontarli in 'modo' diverso".

   La conversione, ha sottolineato il Pontefice, "Anzitutto aiuta a prevenire il male, disinnescando certe sue minacce. E, in ogni caso, permette di vincere il male con il bene, se non sempre sul piano dei fatti - che a volte sono indipendenti dalla nostra volontà - certamente su quello spirituale. In sintesi: la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche se non sempre può evitarne le conseguenze".

  Benedetto XVI ha concluso le sue meditazioni con queste parole: "Preghiamo Maria Santissima, che ci accompagna e ci sostiene nell'itinerario quaresimale, affinché aiuti ogni cristiano a riscoprire la grandezza, direi la bellezza della conversione. Ci aiuti a comprendere che fare penitenza e correggere la propria condotta non è semplice moralismo, ma la via più efficace per cambiare in meglio se stessi e la società. Lo esprime molto bene una felice sentenza: Accendere un fiammifero vale più che maledire l'oscurità".
ANG/CONVERSIONE/...                               VIS 20070312 (520)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Quelimana (Mozambico), presentata dal Vescovo Bernardo Filipe Governo, O.F.M.Cap., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Vincenzo Bertolone, S.d.P., Vescovo di Cassano all'Jonio (superficie: 1.311; popolazione: 106.600; cattolici: 105.000; sacerdoti: 68; religiosi: 69; diaconi permanenti: 3), Cosenza, Italia. Il Vescovo eletto, dal 2003 Sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, è nato a San Biagio Platani (Agrigento) nel 1946, ha emesso la Professione perpetua nel 1969 nella Congregazione dei Servi dei Poveri ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
RE:NER/.../GOVERNO:BERTOLONE                       VIS 20070312 (130)


COSTRUIRE UMANESIMO BASATO DIALOGO TRA FEDE E RAGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2007 (VIS). Alle 16:00 di questo pomeriggio, nell'Aula Paolo VI, ha avuto luogo la Veglia di preghiera in occasione della V Giornata Europea degli Universitari, promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa e dall'Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma sul tema: "La Carità intellettuale: via di una nuova cooperazione Europa-Asia".

  Durante l'incontro di preghiera degli studenti degli atenei romani sono stati stabiliti collegamenti via satellite con gli universitari di Torino, Bologna, Manchester, Coimbra, Cracovia, Praga, Tirana, Hong Kong, Calcutta, Manila e Islamabad.

  Alle 17:00 il Santo Padre è giunto nell'Aula Paolo VI ed ha guidato la recita del Rosario. A conclusione della preghiera il Papa ha rivolto agli universitari presenti in Aula e in collegamento dalle varie città europee e asiatiche parole di saluto nelle diverse lingue.

  "La carità intellettuale" - ha affermato Benedetto XVI - "può unire il cammino esistenziale di giovani che, pur vivendo a grande distanza gli uni dagli altri, riescono a sentirsi legati sul piano della ricerca interiore e della testimonianza".  Il Papa ha commentato, successivamente, parlando a braccio: "Forse dovrei scrivere un nuovo capitolo dell'Enciclica 'Deus caritas est', sulla carità intellettuale".

  Il Papa ha esortato gli universitari con queste parole: "Non fate mancare alla costruzione del nuovo umanesimo, basato sul dialogo fecondo tra fede e ragione, il vostro contributo originale e creativo".

  Sottolineando che: "Il mistero della Croce non è sganciato dal tema della carità intellettuale, anzi, lo illumina", il Santo Padre ha affermato: "La sapienza cristiana è sapienza della Croce: gli studenti e, a maggior ragione, i docenti cristiani, interpretano ogni realtà alla luce del mistero d'amore di Dio, che ha nella Croce la sua più alta e compiuta rivelazione".

  "Ancora una volta, cari giovani, vi affido la Croce di Cristo: accoglietela, abbracciatela, seguitela. È l'albero della vita!" - ha esclamato il Pontefice - "Ai suoi piedi trovate sempre Maria, la Madre di Gesù. Insieme con Lei, Sede della Sapienza, volgete lo sguardo a Colui che per noi è stato trafitto (cfr Gv 19,37), contemplate la sorgente inesauribile dell'amore e della verità, e potrete diventarne anche voi discepoli e testimoni pieni di gioia. È l'augurio che rivolgo a ciascuno di voi. Lo accompagno di cuore con la preghiera e con la mia Benedizione, che estendo volentieri a tutti i vostri cari".
AC/GIORNATA EUROPEA UNIVERSITARI/...                   VIS 20070312 (400)


MOSTRA DI PITTURA "MONDO RUSSO" PRESSO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Cultura rende noto che lunedì 12 marzo, verrà inaugurata, presso la sede del Dicastero, una mostra di pittura di quattro artisti appartenenti al collettivo "Mondo Russo", sotto il titolo "Terra del Signore".

 In una ventina di tele, gli artisti Nikolaj Anokhin, Ilya Kaverznev, Serghey Smirnov e Nikolaj Tretiakov, offrono una "visione nostalgica e spiritualizzata dall'anima russa, attraverso dei paesaggi e dei personaggi, una meditazione sul tempo e l'eternità".

  "La mostra" - si legge nel Comunicato -  "si inserisce nella cornice dei rinnovati contatti culturali e spirituali tra Roma e Mosca, (...). Inoltre, l'accoglienza che il Pontificio Consiglio della Cultura offre a questa mostra di pittura russa, segna un ulteriore passo avanti nel dialogo tra il Vaticano e la Chiesa Ortodossa Russa, alla quale è fortemente legato il collettivo 'Mondo Russo'".
CON-CU/MOSTRA PITTURA/MONDO RUSSO                   VIS 20070312 (160)


A LUGLIO VACANZE DEL PAPA SULLE DOLOMITI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2007 (VIS). Accogliendo l'invito dei Vescovi di Treviso e di Belluno-Feltre, il Santo Padre ha deciso di trascorrere quest'anno il periodo estivo, dal 9 al 27 luglio, nella località di Lorenzago di Cadore, nella  Casa appartenente alla Diocesi di Treviso, dove già si era recato in passato anche il suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II.
OP/VACANZE PAPA/LORENZAGO                         VIS 20070312 (70)


INCHIESTA DIOCESANA BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2007 (VIS). Lunedì 2 aprile, alle ore 12:00, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, a due anni dalla morte di Giovanni Paolo II, avrà luogo la sessione di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

  Lo ha annunciato il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma, nella lettera rivolta a sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, fedeli laici della Diocesi di Roma, in seguito alla comunicazione ricevuta dal postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione del compianto Pontefice, Monsignor Slawomir Oder.

  La sessione di apertura si era svolta nella medesima Basilica il 28 giugno 2005, a meno di tre mesi dalla morte di Giovanni Paolo II, grazie alla dispensa dai cinque anni dopo la morte, concessa da Benedetto XVI.

  Conclusasi l'istruzione diocesana, gli atti e la documentazione passano ora alla Congregazione per le Cause dei Santi, che esaminerà tutto il materiale.
.../BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II/...                   VIS 20070312 (180)


venerdì 9 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, l'Arcivescovo André Vingt-Trois, di Paris (Francia).
NA/.../VINGT-TROIS                                 VIS 20070309 (30)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2007 (VIS).  Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Gaudencio B. Rosales, Arcivescovo di Manila (Filippine).

- Il Vescovo Carlos Aguiar Retes, di Texcoco (Messico), Presidente della Conferenza Episcopale Messicana, con il Vice Presidente, Arcivescovo Alberto Suárez Inda, di Morelia e con il Segretario Generale, Vescovo Leopoldo González González, di Tapachula.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Piemonte), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Enrico Masseroni, di Vercelli.

    - Il Vescovo Alfonso Badini Confalonieri, di Susa.

    - Il Vescovo Fernando Charrier, di Alessandria.

- La Signora Sarala Manourie Fernando, Ambasciatrice dello Sri Lanka, in visita di congedo.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Nella giornata di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
AP:AL/.../...                                       VIS 20070309 (160)


BEATITUDINI EVANGELICHE TEMA PREDICHE DI QUARESIMA


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2007 (VIS). Alle ore 9:00 di questa mattina, nella Cappella "Redemptoris Mater", alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., ha tenuto la prima Predica di Quaresima. Tema delle meditazioni quaresimali è il seguente: "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" - Le Beatitudini evangeliche. Le tre successive Prediche di Quaresima avranno luogo venerdì 16, venerdì 23 e venerdì 30 marzo 2007.
.../PREDICHE DI QUARESIMA/CANTALAMESSA                 VIS 20070309 (90)


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