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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 31 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Sérgio da Rocha, finora Ausiliare di Fortaleza (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Teresina (superficie: 26.495; popolazione: 1.052.564; cattolici: 958.197; sacerdoti: 91; religiosi: 196; diaconi permanenti: 2), Brasile.
NEC/.../DA ROCHA                                     VIS 20070131 (50)


APPELLO PRESIDENTE NAPOLITANO AL DIALOGO E RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Alle 20:00 di ieri sera, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativa all'intervento dell'Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lunedì scorso, nel corso della visita ufficiale in Spagna, sulla necessità di tener conto delle ragioni della Chiesa nella regolamentazione delle unioni di fatto.

  "L'intervento dal Presidente Giorgio Napolitano è certamente molto apprezzabile, dimostra la grande attenzione per le posizioni del Santo Padre da lui già più volte manifestata, e incoraggia ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto che non è sempre presente nell'attuale dibattito politico. Invita alla ricerca di una visione ampia sui problemi della società, con grande sensibilità verso le preoccupazioni espresse dalle autorità della Chiesa, riconoscendone la legittimità e il fatto che sono profondamente motivate e mosse dalla ricerca del bene comune della società e nel caso specifico della società italiana".

  "Rimane da vedere come possa essere trovata nel dialogo la auspicata sintesi, coinvolgendo le diverse componenti della comunità politica e sociale italiana, e in modo che le posizioni manifestate dalle autorità della Chiesa in Italia siano tenute nel conto dovuto".
OP/INTERVENTO NAPOLITANO/LOMBARDI                   VIS 20070131 (200)


TUTTI SERVIAMO IL VANGELO SECONDO I NOSTRI DONI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, in occasione dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di circa 6.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente ripreso la catechesi sulle prime figure del Cristianesimo e si è soffermato su alcuni collaboratori di San Paolo: Bartolomeo, Silvano e Apollo.

  "Dobbiamo riconoscere" - ha detto il Papa - "che l'Apostolo è un esempio eloquente di uomo aperto alla collaborazione: nella Chiesa egli non vuole fare tutto da solo, ma si avvale di numerosi e diversificati colleghi".

  Barnaba, che significa 'figlio dell'esortazione' (At 4,36) o 'figlio della consolazione', "è il soprannome di un giudeo-levita nativo di Cipro. Stabilitosi a Gerusalemme, egli fu uno dei primi che abbracciarono il cristianesimo, dopo la risurrezione del Signore" - ha spiegato il Pontefice - "Fu lui a farsi garante della conversione di Saulo presso la comunità cristiana di Gerusalemme, la quale ancora diffidava dell'antico persecutore". Il Santo Padre ha ricordato inoltre la partecipazione di Barnaba al Concilio di Gerusalemme "dove, dopo un approfondito esame della questione, gli Apostoli con gli Anziani decisero di disgiungere la pratica della circoncisione dall'identità cristiana". Però, i due, Paolo e Barnaba, "entrarono poi in contrasto, all'inizio del secondo viaggio missionario, perché Barnaba era dell'idea di prendere come compagno Giovanni Marco, mentre Paolo non voleva, essendosi il giovane separato da loro durante il viaggio precedente".

  "Quindi anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie" - ha commentato il Santo Padre - "E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono 'caduti dal cielo'. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono".

  Sila, di cui risulta anche la forma latinizzata Silvano, "fu incaricato di recare 'ai fratelli di Antiochia, Siria e Cilicia' le decisioni prese al Concilio di Gerusalemme e di spiegarle." - ha proseguito il Pontefice - "Evidentemente egli era ritenuto capace di operare una sorta di mediazione tra Gerusalemme e Antiochia, tra ebreo-cristiani e cristiani di origine pagana, e così servire l'unità della Chiesa nella diversità di riti e di origini".

  Il terzo compagno di Paolo, Apollo, 'uomo colto, versato nelle Scritture ...pieno di fervore',  si recò a predicare ad Efeso e Corinto, ma "Il suo successo in quella città ebbe però un risvolto problematico, in quanto vi furono alcuni membri di quella Chiesa che nel suo nome, affascinati dal suo modo di parlare, si opponevano agli altri".

  "Paolo nella 'Prima Lettera ai Corinzi' esprime apprezzamento per l'operato di Apollo, ma rimprovera i Corinzi di lacerare il Corpo di Cristo suddividendosi in fazioni contrapposte." - ha ricordato il Papa - "Egli trae un importante insegnamento da tutta la vicenda: sia io che Apollo - egli dice - non siamo altro che 'diakonoi', cioè semplici ministri, attraverso i quali siete venuti alla fede. Ognuno ha un compito differenziato nel campo del Signore: 'Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere... Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio' (1 Cor 3,6-9)".

  "Questa parola vale anche oggi per tutti, sia per il Papa, sia per i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i laici. Tutti siamo umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo per quanto possiamo, secondo i nostri doni, e preghiamo Dio perché faccia Lui crescere oggi il suo Vangelo, la sua Chiesa".
AG/BARNABA:SILVANO:PAOLO/...                       VIS 20070131 (580)


martedì 30 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo George V. Murry, S.I., finora Vescovo di Saint Thomas (Isole Vergini), Vescovo di Youngstown (superficie: 8.813; popolazione: 1.220.477; cattolici: 233.999; sacerdoti: 173; religiosi: 242; diaconi permanenti: 66), Stati Uniti d'America.

- L'Arcivescovo Leo Boccardi, che è Nunzio Apostolico in Sudan, Nunzio Apostolico in Eritrea.
- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nauru, che è anche Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Samoa, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
NER:NN/.../MURRY:BOCCARDI:BALVO                   VIS 20070130 (100)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP/.../...                                         VIS 20070130 (40)


COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, reso pubblico questa mattina,  rende noto che è in corso a Roma, da oggi, 30 gennaio, al 3 febbraio, la riunione annuale della "Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali".

  La Riunione si svolge sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Dicastero e del Metropolita Anba Bishoy, della Chiesa Copta Ortodossa. La Delegazione ortodossa comprende i rappresentanti delle sette Chiese locali che compongono la 'famiglia' delle Chiese Orientali ortodosse: la Chiesa copta ortodossa, la Chiesa sira-ortodossa, la Chiesa armena apostolica (rappresentata dai due Catholicossati di Etchmiadzin e di Cilicia), la Chiesa ortodossa d'Etiopia, la Chiesa ortodossa di Eritrea e la Chiesa ortodossa Sira del Malankar.

  La Delegazione cattolica comprende rappresentanti della tradizione latina e di differenti tradizioni orientali cattoliche (tra l'altro delle Chiese copta cattolica, siro-cattolica, armena cattolica, maronita, siro-malabarese ed etiopica).

  Dalla sua creazione nel 2003, questa Commissione ha concentrato il suo studio su questioni che riguardano l'ecclesiologia, sopratutto le strutture di comunione e l'esercizio del ministero apostolico nella Chiesa.
CON-UC/DIALOGO CATTOLICO ORTODOSSO/...               VIS 20070130 (200)


TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME INONDAZIONI IN ANGOLA


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire all'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Nunzio Apostolico in Angola, per le vittime delle inondazioni che in questi ultimi giorni hanno colpito il Paese. 

  "Il Sommo Pontefice segue con costernazione il dramma delle popolazioni dell'Angola sferzate dalle piogge torrenziali che hanno causato morte, devastazioni e gravi danni e desidera trasmettere la sua vicinanza alle popolazioni e raccomandare le vittime alla misericordia divina, invocando consolazione e sostegno per le famiglie delle vittime e per quanti hanno perso anche i propri beni. Il Santo Padre Benedetto XVI invoca le più grandi Benedizioni divine su quanti sono rimasti colpiti da questo dramma senza dimenticare coloro che prestano la propria opera nelle importanti operazioni di soccorso e ricostruzione".
TGR/INONDAZIONI ANGOLA/BECCIU                       VIS 20070130 (150)


lunedì 29 gennaio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.

- L'Arcivescovo Paolo Romeo, di Palermo (Italia).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":
    - L'Arcivescovo Angelo Bagnasco, di Genova, con l'Ausiliare Vescovo Luigi Ernesto Palletti.

    - Il Vescovo Mario Oliveri, di Albenga-Imperia.

    - Il Vescovo Alberto Tanasini, di Chiavari.

    - Il Vescovo Bassano Staffieri, di La Spezia-Sarzana-Brugnato.

  Sabato 27 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Lino Pizzi, di Forlì-Bertinoro.

    - Il Vescovo Mariano De Nicolò, di Rimini.

    - Il Vescovo Luigi Negri, di San Marino-Montefeltro.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070129 (160)


APPELLO PER LA PACE IN LIBANO E NELLA STRISCIA DI GAZA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la pace in Libano e nella Striscia di Gaza.

  "Nei giorni scorsi, la violenza è tornata ad insanguinare il Libano. È  inaccettabile che si percorra questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche. Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da quanto sta succedendo".

  "Faccio mie le forti parole pronunciate da Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir a denuncia degli scontri fratricidi. Con lui e con gli altri responsabili religiosi, invoco l'aiuto di Dio affinché tutti i Libanesi indistintamente possano e vogliano lavorare insieme per fare della loro patria una vera casa comune, superando quegli atteggiamenti egoistici che impediscono di prendersi veramente cura del proprio Paese".

  "Ai cristiani del Libano" - ha concluso il Pontefice - "ripeto l'esortazione ad essere promotori di un autentico dialogo fra le varie comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra Signora del Libano".

  Successivamente, Papa Benedetto XVI ha auspicato che "cessino al più presto le violenze nella Striscia di Gaza", ed ha detto: "All'intera popolazione desidero esprimere la mia spirituale vicinanza ed assicurare la mia preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie pacifiche per comporre le differenze e le tensioni".
ANG/PACE LIBANO:GAZA/...                           VIS 20070129 (270)


TOMMASO D'AQUINO: MAESTRO DI DIALOGO CON ALTRE CULTURE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato le riflessioni che precedono la recita dell'Angelus a San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa e Patrono delle scuole cattoliche, del quale ricorre oggi la memoria liturgica.

  Rivolgendosi alle migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che San Tommaso "offre un valido modello di armonia tra ragione e fede, dimensioni dello spirito umano, che si realizzano pienamente nell'incontro e nel dialogo tra loro".

  "Secondo il pensiero di San Tommaso, la ragione umana, (...) si muove, (...), in un orizzonte ampio, aperto, dove può esprimere il meglio di sé. Quando invece l'uomo si riduce a pensare soltanto ad oggetti materiali e sperimentabili e si chiude ai grandi interrogativi sulla vita, su se stesso e su Dio, si impoverisce. Il rapporto tra fede e ragione costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale".

  Il Papa ha riconosciuto gli "innumerevoli effetti positivi" della scienza moderna ma ha avvertito, al tempo stesso, che "la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana (...). È urgente, pertanto, riscoprire in modo nuovo la razionalità umana aperta alla luce del 'Logos' divino e alla sua perfetta rivelazione che è Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. Quando è autentica la fede cristiana" - ha ribadito il Pontefice - "non mortifica la libertà e la ragione umana (...). La fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali".

  "Con lungimirante saggezza, San Tommaso d'Aquino riuscì ad instaurare un confronto fruttuoso con il pensiero arabo ed ebraico del suo tempo, sì da essere considerato un maestro sempre attuale di dialogo con altre culture e religioni. Egli seppe presentare quella mirabile sintesi cristiana tra ragione e fede che per la civiltà occidentale rappresenta un patrimonio prezioso, a cui attingere anche oggi per dialogare efficacemente con le grandi tradizioni culturali e religiose dell'est e del sud del mondo".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha menzionato la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, che ricorre oggi, assicurando: "Un particolare ricordo nella preghiera, a tutte le persone che soffrono per questo male. (...) Incoraggio gli operatori sanitari e i volontari che li assistono, come pure quanti in diversi modi uniscono i loro sforzi per debellare questa che non è solo una malattia, ma una piaga sociale.  Per questa nobile causa, si sono prodigati, sulle orme di Cristo" - ha ricordato ancora il Papa - "Raoul Follereau e il Beato Damiano de Veuster, apostolo dei lebbrosi a Molokai".

  Infine Papa Benedetto XVI ha rivolto alcune parole di saluto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica della Diocesi di Roma, venuti per la conclusione del "Mese della Pace". Un ragazzo ed una ragazza erano nell'appartamento pontificio per aiutare il Papa a far volare due colombe, simbolo di pace. Lanciate le colombe in volo, il Papa ha esclamato: "Che siano auspicio di pace per il mondo intero! Buona domenica a tutti".
ANG/TOMMASO D'AQUINO:LEBBRA:PACE/...               VIS 20070129 (540)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS).  Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, il giorno 11 ottobre 2006, del Padre Elie Haddad, B.S., ad Arcivescovo di Saïda dei Greco Melkiti (cattolici: 27.000; sacerdoti: 44; religiosi: 94), Libano. L'Arcivescovo eletto è nato ad Ablah nella Bekaa (Libano) nel 1960, è entrato nell'Ordine Basiliano Salvatoriano nel 1972 e finora è stato Presidente del Tribunale d'Appello della Chiesa Melkita in Libano.
NER/.../HADDAD                             VIS 20070129 (90)


RISCOPRIRE BELLEZZA DELLA "VERITÀ DEL MATRIMONIO"


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Prelati Uditori, gli Officiali e gli Avvocati del Tribunale della Rota Romana in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "l'espressione 'verità del matrimonio' perde (...) rilevanza esistenziale in un contesto culturale segnato dal relativismo e dal positivismo giuridico, che considerano il matrimonio come una mera formalizzazione sociale dei legami affettivi. Di conseguenza, esso non solo diventa contingente come lo possono essere i sentimenti umani, ma si presenta come una sovrastruttura legale che la volontà umana potrebbe manipolare a piacimento, privandola perfino della sua indole eterosessuale".

  Il Papa ha richiamato l'attenzione sul fatto che "ad alcuni sembra che la dottrina conciliare sul matrimonio, e concretamente la descrizione di questo istituto come 'intima communitas vitae et amoris' (Cost. past. 'Gaudium et spes', n. 48), debba portare a negare l'esistenza di un vincolo coniugale indissolubile, perché si tratterebbe di un 'ideale' al quale non possono essere 'obbligati' i 'cristiani normali'".

  "La 'verità antropologica e salvifica del matrimonio' - anche nella sua dimensione giuridica - viene presentata già nella Sacra Scrittura". - ha sottolineato il Papa - "La risposta di Gesù a quei farisei che gli chiedevano il suo parere circa la liceità del ripudio è ben nota: 'Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi' (Mt 19,4-6). Le citazioni della Genesi (1,27; 2,24) ripropongono la verità matrimoniale del 'principio', quella verità la cui pienezza si trova in rapporto all'unione di Cristo con la Chiesa (cfr Ef 5, 30-31), e che è stata oggetto di così ampie e profonde riflessioni da parte del Papa Giovanni Paolo II nei suoi cicli di catechesi sull'amore umano nel disegno divino".

  "Ogni matrimonio" - ha proseguito il Pontefice - "è certamente frutto del libero consenso dell'uomo e della donna, ma la loro libertà traduce in atto la capacità naturale inerente alla loro mascolinità e femminilità. (...) L'indissolubilità del matrimonio non deriva dall'impegno definitivo dei contraenti, ma è intrinseca alla natura del 'potente legame stabilito dal Creatore' (Giovanni Paolo II, Catechesi del 21 novembre 1979, n. 2). I contraenti si devono impegnare definitivamente proprio perché il matrimonio è tale nel disegno della creazione e della redenzione".

  Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "Di fronte alla relativizzazione soggettivistica e libertaria dell'esperienza sessuale, la tradizione della Chiesa afferma con chiarezza l'indole naturalmente giuridica del matrimonio, cioè la sua appartenenza per natura all'ambito della giustizia nelle relazioni interpersonali. In quest'ottica, il diritto s'intreccia davvero con la vita e con l'amore come un suo intrinseco dover essere. (...) 'In un orientamento fondato nella creazione, l'eros rimanda l'uomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicità e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione' (Deus caritas est, 11). Amore e diritto possono così unirsi fino al punto da far sì che marito e moglie si debbano a vicenda l'amore che spontaneamente si vogliono: l'amore è in essi il frutto del loro libero volere il bene dell'altro e dei figli; il che, del resto, è anche esigenza dell'amore verso il proprio vero bene".

  Davanti al rischio di una distorta interpretazione delle norme canoniche vigenti, il Santo Padre ha esortato a reagire "con coraggio e fiducia, applicando costantemente l'ermeneutica del rinnovamento nella continuità e non lasciandosi sedurre da vie interpretative che implicano una rottura con la tradizione della Chiesa".

  "Il contributo dei tribunali ecclesiastici al superamento della crisi di senso sul matrimonio, nella Chiesa e nella società civile, potrebbe sembrare ad alcuni piuttosto secondario e di retroguardia." - ha detto ancora il Pontefice - "Tuttavia, proprio perché il matrimonio ha una dimensione intrinsecamente giuridica, l'essere saggi e convinti servitori della giustizia in questo delicato ed importantissimo campo ha un valore di testimonianza molto significativo e di grande sostegno per tutti".

  "Voi, cari Prelati Uditori, siete impegnati su un fronte nel quale la responsabilità per la verità si fa sentire in modo speciale ai nostri tempi. Rimanendo fedeli al vostro compito, fate sì che la vostra azione si inserisca armonicamente in una globale riscoperta della bellezza di quella 'verità sul matrimonio' - la verità del 'principio' - che Gesù ci ha pienamente insegnato e che lo Spirito Santo ci ricorda continuamente nell'oggi della Chiesa".
AC/.../ROTA ROMANA                               VIS 20070129 (780)


venerdì 26 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Prelatura di Cafayate (Argentina), presentata dal Vescovo Cipriano García Fernández, O.S.A., per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Ensenada (Messico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Tijuana e dalla Diocesi di Mexicali, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tijuana.

- Ha nominato il Sacerdote Sigifredo Noriega Barceló primo Vescovo della nuova Diocesi di Ensenada (superficie: 52.646; popolazione: 658.899; cattolici: 621.346; sacerdoti: 43; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Ciudad Obregón (Messico), è nato a Granados (Messico) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armeno-Cattolica, riunitosi a Bzommar (Libano), dal 4 al 13 settembre 2006, dell'Arciprete Emmanuel Dabbaghian, ad Arcivescovo di Baghdad degli Armeni (cattolici: 2.000; sacerdoti: 2; religiosi: 2), Iraq. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1933 ad Aleppo (Siria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. È stato sinora Sincello per la Georgia dell'Ordinariato per gli Armeni dell'Europa Orientale e Parroco della Parrocchia Armena Cattolica di Tbilissi in Georgia.
RE:ECE:NER/.../GARCÍA:NORIEGA:DABBAGHIAN               VIS 20070126 (200)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada).

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Silvio Cesare Bonicelli, di Parma.

    - Il Vescovo Luciano Monari, di Piacenza-Bobbio.

    - Il Vescovo Adriano Caprioli, di Reggio Emilia-Guastalla, con l'Ausiliare Vescovo Lorenzo Ghizzoni.

    - L'Arcivescovo Giuseppe Verucchi, di Ravenna-Cervia.

    - Il Vescovo Antonio Lanfranchi, di Cesena-Sarsina.

- Il Signor Prayitno Bambang, Ambasciatore di Indonesia, in visita di congedo.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070126 (120)


IL MONDO ATTENDE TESTIMONIANZA COMUNE DEI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Papa ha presieduto la Celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo, a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Alla celebrazione hanno preso parte  Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.

  Il Santo Padre ha ricordato nell'omelia che le parole del Vangelo di Marco "Fa udire i sordi e fa parlare i muti", sono state il tema biblico proposto dalle Comunità cristiane del Sud Africa per la meditazione della Settimana di Preghiera ed ha affermato che esse "costituiscono una buona notizia, che annuncia la venuta del Regno di Dio e la guarigione dalla incomunicabilità e dalla divisione".

  "L'ascolto della Parola" - ha proseguito il Pontefice - "è prioritario per il nostro impegno ecumenico. Non siamo infatti noi a fare o ad organizzare l'unità della Chiesa. La Chiesa non 'fa' se stessa e non vive di se stessa, ma della parola che viene dalla bocca di Dio".

  "Chi si pone all'ascolto della parola di Dio" - ha ribadito Benedetto XVI - "può e deve poi parlare e trasmetterla agli altri, a coloro che non l'hanno mai ascoltata, o a chi l'ha dimenticata e sepolta sotto le spine delle preoccupazioni e degli inganni del mondo".

  "Dobbiamo chiederci" - ha esortato il Papa - "noi cristiani, non siamo diventati forse troppo muti? Non ci manca forse il coraggio di parlare e di testimoniare come hanno fatto coloro che erano i testimoni della guarigione del sordomuto nella Decapoli? Il nostro mondo (...) attende soprattutto la testimonianza comune dei cristiani. L'unità non può certamente imporre; essa va condivisa e fondata su una comune partecipazione all'unica fede. Ascoltare e parlare, comprendere gli altri e comunicare la propria fede, sono dimensioni pertanto essenziali della prassi ecumenica. Il dialogo onesto e leale costituisce lo strumento tipico ed imprescindibile della ricerca dell'unità".

"È indispensabile certo" - ha detto ancora il Santo Padre - "'esporre con chiarezza tutta la dottrina' per un dialogo che affronti, discuta e superi le divergenze ancora esistenti tra i cristiani, ma al tempo stesso 'il modo ed il metodo di enunciare la fede cattolica non deve in alcun modo essere di ostacolo al dialogo con i fratelli'".

  "Il dialogo ecumenico" - ha sottolineato il Pontefice - "comporta l'evangelica correzione fraterna e conduce a un reciproco arricchimento spirituale nella condivisione delle autentiche esperienze di fede e di vita cristiana. Perchè ciò avvenga occorre implorare senza stancarsi l'assistenza della grazia di Dio e l'illuminazione dello Spirito Santo".

  A conclusione dell'omelia il Santo Padre ha affidato all'intercessione di San Paolo "infaticabile costruttore dell'unità della Chiesa, (...) i frutti dell'ascolto e della testimonianza comune che abbiamo potuto sperimentare nei molti incontri fraterni e dialoghi avvenuti nel corso del 2006, tanto con le Chiese d'Oriente quanto con le Chiese e Comunità ecclesiali in Occidente".

  Benedetto XVI ha infine ringraziato "quanti hanno contribuito ad intensificare il dialogo ecumenico con la preghiera, con l'offerta della loro sofferenza e con la loro infaticabile azione".
HML/VESPRI:ECUMENISMO/SAN PAOLO                    VIS 20070126 (530)


giovedì 25 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo David Motiuk, finora Ausiliare dell'Arcivescovo Metropolita di Winnipeg degli Ucraini (Canada), Vescovo dell'Eparchia di Edmonton degli  Ucraini (cattolici: 28.750; sacerdoti: 42; religiosi: 57; diaconi permanenti: 5), Canada.

- Ha nominato l'Arcivescovo Angelo Mottola, finora Nunzio Apostolico in Iran, Nunzio Apostolico in Montenegro.
NER:NA/.../MOTIUK:MOTTOLA                             VIS 20070125 (60)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Benito Cocchi, di Modena-Nonantola.

    - Il Vescovo Maurizio Galli, di Fidenza.

    - Il Monsignore Douglas Regattieri, Vicario Generale di Carpi.
AP:AL/.../...                                 VIS 20070125 (70)


UDIENZA AL PRIMO MINISTRO REPUBBLICA SOCIALISTA VIÊT NAM


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Stamani, giovedì 25 gennaio 2007, il Primo Ministro della Repubblica Socialista del Viêtnam, Sua Eccellenza il Signor Nguyên Tân Dung, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Benedetto XVI e si è successivamente incontrato con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "La Santa Sede ha manifestato il suo compiacimento per la visita, che segna un nuovo e importante passo verso la normalizzazione dei rapporti bilaterali. Questi, negli ultimi anni, hanno registrato concreti progressi, aprendo maggiori spazi di libertà religiosa per la Chiesa Cattolica in Viêtnam".

  "Nel corso dei colloqui ci si è soffermati sui problemi ancora aperti, che si auspica saranno affrontati e risolti attraverso i canali di dialogo esistenti e porteranno ad una fruttuosa cooperazione tra Chiesa e Stato, cosicché i cattolici possano dare sempre più efficacemente il loro positivo contributo per il bene comune del Paese, la promozione dei valori morali, in particolare nella gioventù, la diffusione di una cultura della solidarietà e l'assistenza caritativa in favore dei ceti più deboli della popolazione".

  "Inoltre, si è proceduto ad uno scambio di opinioni sull'attualità internazionale, in vista di un comune impegno per la pace e per la soluzione negoziata dei gravi problemi del presente".

  "È stata questa la prima volta che un Primo Ministro della Repubblica Socialista del Viêtnam incontra il Santo Padre e le più alte Autorità della Segreteria di Stato".
OP/PRIMO MINISTRO/VIÊTNAM                           VIS 20070125 (280)


PAROLA DI DIO RICHIEDE SPECIALE VENERAZIONE E OBBEDIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri del Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi impegnati nella preparazione della XII Assemblea Generale Ordinaria, in programma nell'ottobre 2008, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

  Il Papa ha sottolineato l'importanza di tale argomento "poiché" - ha detto - "l'azione spirituale, che esprime e alimenta la vita e la missione della Chiesa, si fonda necessariamente sulla Parola di Dio. Questa, inoltre, essendo destinata a tutti i discepoli del Signore - come ci ha ricordato la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani - richiede speciale venerazione e obbedienza, affinché sia accolta anche quale urgente richiamo alla piena comunione tra i credenti in Cristo".

  Ricordando che i Membri del Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi si apprestano a completare la stesura finale dei "Lineamenta" (prima bozza del tema del Sinodo), il Santo Padre si è detto certo che essi "serviranno come strumento prezioso affinché tutta la Chiesa possa approfondire la tematica della prossima Assemblea sinodale".

  "Formulo di cuore l'auspicio" - ha concluso il Pontefice - "che ciò aiuti a riscoprire l'importanza della Parola di Dio nella vita di ogni cristiano, di ogni comunità ecclesiale ed anche civile".
AC/SINODO:PAROLA DI DIO/...                           VIS 20070125 (230)


mercoledì 24 gennaio 2007

BAMBINI E MEZZI COMUNICAZIONE: SFIDA PER L'EDUCAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2007 (VIS). È stato pubblicato oggi, memoria liturgica di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il 20 maggio 2007, sul tema: "I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l'educazione".

  Di seguito riportiamo estratti del Messaggio annuale, pubblicato in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  Il tema della 41° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, "ci invita a riflettere su due aspetti che sono di particolare rilevanza. Uno è la formazione dei bambini. L'altro, forse meno ovvio ma non meno importante, è la formazione dei media".

  "Le complesse sfide che l'educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. (...) In verità, vi è chi afferma che l'influenza formativa dei media è in competizione con quella della scuola, della Chiesa e, forse, addirittura con quella della famiglia. Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò che i media definiscono come tale".

  "Il rapporto tra bambini, media ed educazione può essere considerato da due prospettive: la formazione dei bambini da parte dei media e la formazione dei bambini per rispondere in modo appropriato ai media. (...) Dentro questo contesto, l'adeguata formazione ad un uso corretto dei media è essenziale per lo sviluppo culturale, morale e spirituale dei bambini".

  "Educare i bambini ad essere selettivi nell'uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola. Il ruolo dei genitori è di primaria importanza. Essi hanno il diritto e il dovere di garantire un uso prudente dei media, formando la coscienza dei loro bambini affinché siano in grado di esprimere giudizi validi e obiettivi che li guideranno nello scegliere o rifiutare i programmi proposti. Nel fare questo, i genitori dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola e dalla parrocchia, nella certezza che questo difficile, sebbene gratificante, aspetto dell'essere genitori è sostenuto dall'intera comunità".

  "L'educazione ai media dovrebbe essere positiva. Ponendo i bambini di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente, essi vengono aiutati a sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento. È qui importante riconoscere il valore fondamentale dell'esempio dei genitori e i vantaggi nell'introdurre i giovani ai classici della letteratura infantile, alle belle arti e alla musica nobile. Mentre la letteratura popolare avrà sempre il proprio posto nella cultura, la tentazione di far sensazione non dovrebbe essere passivamente accettata nei luoghi di insegnamento".

  "Come l'educazione in generale, quella ai media richiede formazione nell'esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa. Troppo spesso la libertà è presentata come un'instancabile ricerca del piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione! La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino - all'insaziabile ricerca della novità. Alla luce della verità, l'autentica libertà viene sperimentata come una risposta definitiva al 'sì' di Dio all'umanità, chiamandoci a scegliere, non indiscriminatamente ma deliberatamente, tutto quello che è buono, vero e bello. I genitori sono i guardiani di questa libertà e, dando gradualmente una maggiore libertà ai loro bambini, li introducono alla profonda gioia della vita".

  "Questo desiderio profondamente sentito di genitori ed insegnanti di educare i bambini nella via della bellezza, della verità e della bontà può essere sostenuto dall'industria dei media solo nella misura in cui promuove la dignità fondamentale dell'essere umano, il vero valore del matrimonio e della vita familiare, le conquiste positive ed i traguardi dell'umanità. Da qui, la necessità che i media siano impegnati nell'effettiva formazione e nel rispetto dell'etica viene visto con particolare interesse ed urgenza non solo dai genitori, ma anche da coloro che hanno un senso di responsabilità civica".

 "Mentre si afferma che molti operatori dei media vogliono fare quello che è giusto, occorre riconoscere che quanti lavorano in questo settore si confrontano con 'pressioni psicologiche e dilemmi etici speciali' che a volte vedono la competitività commerciale costringere i comunicatori ad abbassare gli standard".

   "Ogni tendenza a produrre programmi - compresi film d'animazione e video games - che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti. Come spiegare questo 'divertimento' agli innumerevoli giovani innocenti che sono nella realtà vittime della violenza, dello sfruttamento e dell'abuso?".

  "Faccio nuovamente appello ai responsabili dell'industria dei media, affinché formino ed incoraggino i produttori a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia".

  "La Chiesa stessa, alla luce del messaggio della salvezza che le è stato affidato, è anche maestra di umanità e vede con favore l'opportunità di offrire assistenza ai genitori, agli educatori, ai comunicatori ed ai giovani. Le parrocchie ed i programmi delle scuole oggi dovrebbero essere all'avanguardia per quanto riguarda l'educazione ai media".
MESS/GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI/...             VIS 20070124 (950)


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