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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 28 novembre 2006

PROSEGUIRE DIALOGO FRA CRISTIANI E MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Alle 16:30 (ora locale) di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI, giunto alla Presidenza per gli Affari Religiosi - "Diyanet", ha avuto un incontro con il Signor Ali Bardakoglu, Presidente per gli Affari Religiosi e con diverse personalità della comunità islamica turca, fra i quali il Gran Mufti di Ankara e il Gran Mufti di Istanbul.

  Il Papa ha salutato "tutti i musulmani della Turchia con particolare stima ed affettuosa considerazione" e, ricordando che il Paese "è molto caro ai cristiani: molte delle primitive comunità della Chiesa furono fondate qui e vi raggiunsero la maturità, ispirate dalla predicazione degli Apostoli, particolarmente di San Paolo e di San Giovanni", ha affermato: "Questa nobile terra ha visto, inoltre, una ragguardevole fioritura della civiltà islamica nei più svariati campi, inclusa la letteratura e l'arte, come pure le istituzioni. Vi sono tantissimi monumenti cristiani e musulmani che testimoniano il glorioso passato della Turchia. Voi ne andate giustamente fieri".

  Benedetto XVI ha sottolineato di essersi preparato alla visita in Turchia "con i medesimi sentimenti espressi" dal Predecessore Beato Giovanni XXIII, "quando giunse qui come Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, per adempiere l'incarico di Rappresentante Pontificio ad Istanbul" ed "apprezzò le qualità naturali di questo Popolo, che ha pure il suo posto preparato nel cammino della civilizzazione" ed ha anche ripetuto le parole di Giovanni Paolo II che, in occasione della sua visita in Turchia, nel 1979, disse: "Mi domando se non sia urgente, proprio oggi in cui i cristiani e i musulmani sono entrati in un nuovo periodo della storia, riconoscere e sviluppare i vincoli spirituali che ci uniscono, al fine di promuovere e difendere insieme i valori morali, la pace e la libertà".

  "Tali questioni" che hanno continuato a presentarsi negli anni successivi, ha proseguito il Pontefice - "ci sospingono a portare avanti il nostro dialogo come un sincero scambio tra amici. (...) I cristiani e i musulmani, seguendo le loro rispettive religioni, richiamano l'attenzione sulla verità del carattere sacro e della dignità della persona. È questa la base del nostro reciproco rispetto e stima, questa è la base per la collaborazione al servizio della pace fra nazioni e popoli".

  "I cristiani e i musulmani appartengono alla famiglia di quanti credono nell'unico Dio e che, secondo le rispettive tradizioni, fanno riferimento ad Abramo. (...) Questa unità umana e spirituale nelle nostre origini e nei nostri destini ci sospinge a cercare un comune itinerario mentre facciamo la nostra parte in quella ricerca di lavori fondamentali che è così caratteristica delle persone del nostro tempo. Come uomini e donne di religione, siamo posti di fronte alla sfida della diffusa aspirazione alla giustizia, allo sviluppo, alla solidarietà, alla libertà, alla sicurezza, alla pace, alla difesa dell'ambiente e delle risorse della terra. Ciò perchè anche noi, mentre rispettiamo la legittima autonomia delle cose temporali, abbiamo un contributo specifico da offrire nella ricerca di soluzioni adatte a tali pressanti questioni".

  "In particolare, possiamo offrire una risposta credibile alla questione che emerge chiaramente dalla società odierna, (...) riguardante il significato e lo scopo della vita, per ogni individuo e per l'intera umanità" - ha proseguito il Pontefice. - "Siamo chiamati ad operare insieme, così da aiutare la società ad aprirsi al trascendente, riconoscendo a Dio Onnipotente il posto che Gli spetta. Il modo migliore per andare avanti è quello di un dialogo autentico fra cristiani e musulmani, basato sulla verità ed ispirato dal sincero desiderio di conoscerci meglio l'un l'altro, rispettando le differenze e riconoscendo quanto abbiamo in comune".

  Il Papa ha citato "Come esempio del rispetto fraterno" di tale collaborazione, le parole di encomio rivolte da Papa Gregorio VII, nel 1076, ad un principe musulmano che aveva agito con grande benevolenza verso i cristiani sotto la sua giurisdizione. Papa Gregorio VII parlò della "speciale carità che cristiani e musulmani si devono reciprocamente poiché 'noi crediamo e confessiamo un solo Dio, anche se in modo diverso, ogni giorno lo lodiamo e veneriamo come Creatore dei secoli e governatore di questo mondo'".

  "La libertà di religione" - ha detto ancora il Pontefice - "garantita istituzionalmente ed effettivamente rispettata, sia per gli individui come per le comunità, costituisce per tutti i credenti la condizione necessaria per il loro leale contributo all'edificazione della società, in atteggiamento di autentico servizio, specialmente nei confronti dei più vulnerabili e dei poveri".

  Infine il Papa ha concluso il suo discorso dando lode "all'Onnipotente e Misericordioso Iddio per questa felice occasione che ci consente di trovarci insieme nel suo nome" ed auspicando che "possiamo giungere a conoscerci meglio rafforzando i vincoli di affetto fra di noi, nel comune desiderio di vivere insieme in armonia, in pace nella vicendevole fiducia".
PV-TURCHIA/INCONTRO AFFARI RELIGIOSI/ANKARA     VIS 20061128 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Bernard Housset, finora Vescovo di Montauban (Francia), Vescovo di La Rochelle (superficie. 6.863; popolazione: 559.600; cattolici: 381.700; sacerdoti: 130; religiosi: 234; diaconi permanenti: 15), Francia.
NER/.../HOUSSET                             VIS 20061128 (50)

PRIMI VESPRI DELLA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Una Nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice annuncia che sabato 2 dicembre, alle 17:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Celebrazione dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento.
OCL/VESPRI AVVENTO/...                             VIS 20061128 (50)


BENEDETTO XVI: NON È UN VIAGGIO POLITICO MA PASTORALE

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV . 2006 (VIS). Alle 9:20 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino per la Turchia, meta del suo Quinto Viaggio Apostolico fuori d'Italia. L'aereo papale è atterrato all'aeroporto Esemboga di Ankara alle 13.00, ora locale.

  A bordo dell'aereo papale, il Papa ha detto ai giornalisti che lo accompagnavano che il suo Viaggio in Turchia "non è un viaggio politico ma un viaggio pastorale ed ha come sua determinazione il dialogo e l'impegno comune per la pace".

  All'arrivo ad Ankara il Papa è stato accolto dal Primo Ministro della Turchia Signor Recep Tayyip Erdo?an, dal Governatore della regione, dal Comandante militare e dal Sindaco di Ankara, capitale politica del Paese che conta più di 5 milioni di abitanti. Ad accogliere il Papa c'era anche l'Arcivescovo cattolico di Izmir, Monsignor Ruggero Franceschini, O.F.M.Cap., Presidente della Conferenza Episcopale Cattolica di Turchia.

  Successivamente, in una saletta dell'aeroporto, Papa Benedetto si è intrattenuto con il Primo Ministro Erdogan.

  Al termine del colloquio, durato venti minuti, il Papa ha raggiunto in automobile il Mausoleo di Atatürk, a 45 chilometri dalla capitale. Edificato fra il 1944 e il 1953, il monumento custodisce le spoglie di Mustafa Kemal "Atatürk" (Padre del popolo turco), Fondatore e Primo Presidente della Repubblica Turca (1923-1938). All'edificio che ricorda un tempio greco, si accede con una scalinata. Le pareti sono di marmo verde ed il tetto è decorato di mosaici in oro. Il cenotafio è un blocco unico di marmo del peso di 40 tonnellate.

  Alle 15:00 ora locale (alle 14:00 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Signor Ahmet Necdet Sezer, nel Palazzo Presidenziale e successivamente nella "Guest House" il Papa si è intrattenuto con uno dei due Vice-Primi Ministri.

  Nel pomeriggio il Papa incontrerà il Presidente per gli Affari Religiosi, Signor Ali Bardakoglu, alla "Diyanet", sede del Dipartimento.

  La Turchia conta 72 milioni di abitanti, dei quali il 99,8% di religione musulmana e lo 0,20% di religione cristiana - greco-ortodossi, siro-ortodossi, armeno-ortodossi, protestanti e cattolici. Vi è anche una piccola comunità di religione ebraica.

  I cattolici sono 32.000, cioè lo 0,04 del totale della popolazione. La Conferenza Episcopale di Turchia conta sei Vescovi. La Chiesa Cattolica nel Paese ha 47 parrocchie, 68 sacerdoti, 98 religiosi e religiose, 4 diaconi permanenti, 5 seminaristi maggiori e 28 catechisti.
PV-TURCHIA/INCONTRO AUTORITÀ/ANKARA               VIS 20061128 (400)


lunedì 27 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Sarat Chandra Nayak, Vescovo di Berhampur (superficie: 51.289; popolazione: 7.761.600; cattolici: 103.800; sacerdoti: 119; religiosi: 207), India. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere dell'Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneshwar (India), è nato nel 1957 a Kerubadi (India) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990. Succede al Vescovo Joseph Das, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 25 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Bujumbura, dividendola dall'unica Provincia Ecclesiastica di Gitega (Burundi). La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà le Diocesi suffraganee di Bubanza e Bururi.

- Ha nominato il Vescovo Evariste Ngoyagoye, primo Arcivescovo Metropolita di Bujmbura, finora Vescovo della medesima sede.

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Goa e Damão (India), finora Arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà la Diocesi suffraganea di Sindhudurg.

- Ha nominato l'Arcivescovo Felipe Neri Antônio Sebastiâo do Rosario Ferrão, finora Arcivescovo della medesima sede, primo Arcivescovo Metropolita di Goa e Damão (superficie: 25.293; popolazione: 7.092.068; cattolici: 645.194; sacerdoti: 644; religiosi: 959), India.

- Ha eretto la Provincia ecclesiastica di Baja California, elevando a Chiesa metropolitana la sede di Tijuana, assegnandole come suffraganee le diocesi di La Paz e Mexicali, e nominando Arcivescovo metropolita di Tijuana il Vescovo Rafael Romo Muñoz.

- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Bajío, elevando a Chiesa metropolitana la sede di León, assegnandole come suffragannee le Diocesi di Celaya, Irapuato e Querétaro, e nominando Arcivescovo Metropolita di León il Vescovo José Guadalupe Martín Rábago.
- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Hidalgo, elevando a Chiesa metropolitana di Tulancingo, assegnandole le diocesi di Huejutla e Tula, e nominando Arcivescovo Metropolita di Tulancingo, il Vescovo Pedro Aranda Díaz-Muñoz.

- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Chiapas, elevando a Chiesa metropolitana la sede di Tuxtla Gutierrez, assegnandole come suffraganee le Diocesi di San Cristóbal de las Casas e Tapachula, e nominando Arcivescovo Metropolita di Tuxtla Gutierrez il Vescovo Rogelio Cabrera López.

- Ha assegnato come suffraganea alla Chiesa metropolitana di Hermosillo, le diocesi di Ciudad Obregón e Culiacán.

- Ha assegnato come suffraganea alla Chiesa metropolitana di Durango, le diocesi di Mazatlán, Torreón e la Prelatura Territoriale di El Salto.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Monterrey, le diocesi di Ciudad Victoria, Linares, Matamoros, Nuevo Laredo, Saltillo, Piedras Negras e Tampico.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di San Luis Potosí, le diocesi di Ciudad Valles, Matehuala e Zacatecas;

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Guadalajara, le Diocesi di Aguascalientes, Autlán, Ciudad Guzmán, Colima, San Juan de los lagos e Tepic e la Prelatura territoriale di Jesús María.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Morelia, le diocesi di Apatzingán, Ciudad Lázaro Cárdenas, Tacámbaro e Zamora.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di México, le diocesi di Atlacomulco, Cuernavaca e Toluca.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Acapulco, le diocesi di Chilpancingo-Chilapa, Ciudad Altamirano e Tlapa.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Puebla de los Ángeles, Puebla, le diocesi di Huajuapan de León, Tehuacán e Tlaxcala.

- Ha assegnato alla Chiesa metropolitana di Antequera, Oaxaca, le diocesi di Puerto Escondido, Tehuantepec, Tuxtepec e le Prelature territoriali di Huautla e Mixes.

- Ha confermato come suffraganee alla Chiesa metropolitana di Chihuahua, le diocesi di Ciudad Juárez, Cuauhtémoc-Madrea, Nuevo Casas Grandes, Parral e Tarahumara.

- Ha confermato come suffraganee alla Chiesa metropolitana di Tlalnepantla, le diocesi di Cuautitlán, Ecatepec, Netzahualcóyotl, Texcoco e Valle de Chalco.

- Ha confermato come suffraganee alla Chiesa metropolitana di Jalapa, le diocesi di Coatzacoalcos, Córdoba, Orizaba, Papantla, San Andrés Tuxtla, Tuxpan e Veracruz.

- Ha confermato come suffraganee alla Chiesa metropolitana di Yucatán, le diocesi di Campeche e Tabasco e la Prelatura territoriale di Cancún-Chetumal.

- Ha nominato il Vescovo Peter Kihara Kariuki, I.M.C., Vescovo di Marsabit (superficie: 78.078; popolazione: 205.291; cattolici: 22.914; sacerdoti: 23; religiosi: 56), Kenya. Il Vescovo Kariuki, finora Vescovo di Muranga (Kenya), succede al Vescovo Ambrogio Ravasi, I.M.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paul R. Ruzoka, finora Vescovo di Kigoma (Tanzania), Arcivescovo di Tabora (superficie: 76.151; popolazione: 1.534.314; cattolici: 269.956; sacerdoti: 55; religiosi: 243), Tanzania.

- Ha nominato il Monsignor Joseph Karikassery, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Verapoly (superficie: 1.500; popolazione: 2.804.307; cattolici: 270.188; sacerdoti: 359; religiosi: 1.484), India. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1946 a Karthedom (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna); il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; l'Arcivescovo Simon-Victor Tonyé Bakot, di Yaoundé (Camerun), l'Arcivescovo George Hugh Niederauer, di San Francisco (Stati Uniti d'America).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: il Monsignor Owen F. Campion, della Diocesi di Nashville, Direttore del "Our Sunday Visitor", Huntington (Stati Uniti d'America); il Monsignor Claudio Giuliodori, Direttore dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana (Italia); Monsignor Stanislas Lalanne, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Francese; Don José Maria Gil Tamayo, Direttore del Segretariato della Commissione Episcopale per i Mezzi di Comunicazione Sociale della Conferenza Episcopale Spagnola; Don David Gutiérrez Gutiérrez, dell'Arcidiocesi di Coro (Venezuela), Direttore dell'Ufficio Stampa del Consiglio Episcopale Latinoamericano (C.E.L.A.M.), Bogotá (Colombia); Canonico António Pereira Rego, Coordinatore dei programmi religiosi della Televisione Portoghese, Lisboa (Portogallo); Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Direttore Generale della Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano; Padre Silvio Sassi, S.S.P., Superiore Generale della Società San Paolo; Padre Jacob Srampickal, S.I., Direttore del Centro interdisciplinare di Comunicazioni Sociali della Pontificia Università Gregoriana, Roma; Suor Maria Antonietta Bruscato, F.S.P., Superiora Generale della Pia Società Figlie di San Paolo; il Professor Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo (Stati Uniti d'America); il Signor Benedict Assornow, Direttore del CEPACS, Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (S.E.C.A.M.), Accra (Ghana); il Dottor Ettore Bernabei, Roma; il Dottor Jesús Colina (Spagna), Direttore dell'Agenzia Zenit, Roma; il Signor Ignatius Handoko, Presidente di Indosiar, Giacarta (Indonesia); Dottor Giancarlo Leone, Roma; Dottor Albert Scharf, già Direttore del "Bayerischer Rundfunk" (Germania); Anthony Spence, Direttore del "Catholic News Service", Washington (Stati Uniti d'America); il Dottor Dirk H.Voss, Direttore del "St. Ulrich Verlag", Augsburg (Germania).
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UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Agostino Superbo, di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, con l'Arcivescovo emerito Ennio Appignanesi.

    - L'Arcivescovo Giovanni Ricchiuti, di Acerenza, con l'Arcivescovo emerito Michele Scandiffio.

    - L'Arcivescovo Salvatore Ligorio, di Matera-Irsina.

    - Il Vescovo Gianfranco Todisco, P.O.C.R., di Melfi-Rapolla-Venosa, con il Vescovo emerito Vincenzo Cozzi.

    - Il Vescovo Vincenzo Carmine Orofino, di Tricarico.

    - Il Vescovo Francescantonio Nolè, O.F.M.Conv., di Tursi-Lagonegro.

- Il Cardinale Agostino Cacciavillan, Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

  Sabato 25 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Tommaso Valentinetti, di Pescara-Penne.

    - Il Vescovo Michele Seccia, di Teramo-Atri.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061127 (150)

IN BREVE

PUBBLICAZIONE OGGI DELLA LETTERA DI PAPA BENEDETTO XVI al Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in occasione del Meeting Pan-Asiatico dei Membri e dei Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura con i Presidenti della Commissioni Nazionali Episcopali della Cultura, in corso a Denpasar, Bali, (26-30 novembre). "È stato in Asia che Dio sin dall'inizio rivelò e portò a compimento il suo progetto salvifico. Nella pienezza del tempo, Egli inviò l'Unigenito Suo Figlio, Gesù Cristo il Nostro Salvatore". - scrive il Papa - "Prego così che questo Continente, dove i grandi avvenimenti della storia della salvezza ebbero luogo, possa incontrare nuovamente il Signore vivente, la Parola fatta carne, nel contesto della sua ricca varietà di culture".

Il PAPA HA INDIRIZZATO UNA LETTERA AL CARDINALE ANDREA CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura, in occasione della solennità di Cristo Re. Nel pomeriggio di sabato, vigilia della festa, è stato aperto il Gran Portone della Basilica "nel corso di una speciale processione" - scrive il Santo Padre - "durante la quale sono state proposte alla meditazione dei fedeli elementi di musica sacra e d'arte basilicale, che richiamano la 'Basilica domus', la casa del Re. (...) Cristo, che si è dichiarato Re, ma non di questo mondo (...), vince il male con il bene, l'odio e la violenza con il perdono e l'amore. Il trono di questo Re, che noi oggi adoriamo, è la Croce ed il suo trionfo è la vittoria dell'Amore, di un amore onnipotente che effonde dalla Croce i suoi doni sull'umanità di tutti i tempi e di tutti i luoghi".

IL CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, è stato designato dal Santo Padre Benedetto XVI, con Lettera Pontificia redatta in latino e datata 6 ottobre, Suo Inviato Speciale alla solenne celebrazione conclusiva del IX Centenario della dedicazione della Cattedrale di Parma (Italia), il 3 dicembre prossimo.

L'ARCIVESCOVO SILVANO MARIA TOMASI, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite e le Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha preso la parola,  il 20 novembre scorso, alla VI Conferenza d'esame degli Stati Parte alla "Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio delle armi batteriologiche (biologiche) e tossiche e sulla loro distruzione". Il Nunzio Apostolico ha affermato che: "L'universalizzazione della Convenzione deve essere una priorità. Nessuno Stato deve restarne al di fuori adducendo qualsivoglia ragione. Ciò deve, di conseguenza, tradursi in una cooperazione onesta e senza incrinature, al di là degli interessi economici e commerciali degli uni e degli altri".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061127 (310)


IL PAPA CHIEDE PREGHIERE PELLEGRINAGGIO TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che nei prossimi giorni ha inizio il suo Viaggio Apostolico in Turchia, (28 novembre-1° dicembre), comprendente tappe ad Ankara, Efeso ed Istanbul.

  "Fin d'ora" - ha detto il Papa - "desidero inviare un saluto cordiale al caro Popolo turco, ricco di storia e di cultura; a tale Popolo e ai suoi rappresentanti esprimo sentimenti di stima e di sincera amicizia".

  "Con viva emozione attendo di incontrare la piccola Comunità cattolica, che mi è sempre presente nel cuore, e di unirmi fraternamente alla Chiesa Ortodossa, in occasione della festa dell'Apostolo Sant'Andrea", il 30 novembre prossimo.

  "Con fiducia mi pongo sulle orme dei miei venerati predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II; ed invoco la celeste protezione del beato Giovanni XXIII, che fu per dieci anni Delegato Apostolico in Turchia e nutrì per quella Nazione affetto e stima".

  "A tutti voi" - ha concluso il Pontefice - "domando di accompagnarmi con la preghiera, perché questo pellegrinaggio possa portare tutti i frutti che Dio desidera".

  Infine il Papa ha ricordato che il 1° dicembre prossimo ricorre la Giornata Mondiale contro l'AIDS ed ha detto: "Auspico vivamente che tale circostanza favorisca un'accresciuta responsabilità nella cura della malattia, insieme all'impegno di evitare ogni discriminazione nei confronti di quanti ne sono colpiti. Mentre invoco sui malati e sulle loro famiglie il conforto del Signore, incoraggio le molteplici iniziative che la Chiesa sostiene in tale campo".
ANG/TURCHIA:AIDS/...                               VIS 20061127 (270)


AMORE E VERITÀ NON SI IMPONGONO: ENTRANO CUORE E MENTE


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2006 (VIS). Nell'ultima domenica dell'anno liturgico, Solennità di Cristo Re, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato, durante la recita dell'Angelus, la pagina del Vangelo di oggi che ci ripropone l'interrogatorio a cui Ponzio Pilato sottopose Gesù.

  "Alle domande del governatore romano" - ha detto il Papa - "Gesù rispose affermando di essere sì re, ma non di questo mondo. Egli non è venuto a dominare su popoli e territori, ma a liberare gli uomini dalla schiavitù del peccato e riconciliarli con Dio. Ed aggiunse: 'Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce'".

  "Ma qual è la 'verità' che Cristo è venuto a testimoniare nel mondo?" - ha proseguito il Pontefice - "L'intera sua esistenza rivela che Dio è amore: è questa dunque la verità a cui Egli ha reso piena testimonianza con il sacrificio della sua stessa vita sul Calvario. La Croce è il 'trono' dal quale ha manifestato la sublime regalità di Dio Amore: offrendosi in espiazione del peccato del mondo, Egli ha sconfitto il dominio del 'principe di questo mondo' e ha instaurato definitivamente il Regno di Dio. Regno che si manifesterà in pienezza alla fine dei tempi, dopo che tutti i nemici, e per ultimo la morte, saranno stati sottomessi. Allora il Figlio consegnerà il Regno al Padre e finalmente Dio sarà 'tutto in tutti'".

  "La via per giungere a questa meta è lunga e non ammette scorciatoie: occorre infatti che ogni persona liberamente accolga la verità dell'amore di Dio. Egli è Amore e Verità, e sia l'amore che la verità non si impongono mai: bussano alla porta del cuore e della mente e, dove possono entrare, apportano pace e gioia. Questo è il modo di regnare di Dio; questo il suo progetto di salvezza, un 'mistero' nel senso biblico del termine, cioè un disegno che si rivela a poco a poco nella storia".

  Papa Benedetto XVI ha concluso le sue meditazioni sottolineando che: "Alla regalità di Cristo è stata associata in modo singolarissimo la Vergine Maria. A Lei, umile ragazza di Nazaret, Dio chiese di diventare Madre del Messia, e Maria corrispose a questa chiamata con tutta se stessa, unendo il suo 'sì' incondizionato a quello del Figlio Gesù e facendosi con Lui obbediente fino al sacrificio. Per questo Dio l'ha esaltata al di sopra di ogni creatura e Cristo l'ha coronata Regina del Cielo e della terra. Alla sua intercessione affidiamo la Chiesa e l'intera umanità, affinché l'amore di Dio possa regnare in tutti i cuori e si compia il suo disegno di giustizia e di pace".
ANG/CRISTO RE/...                                   VIS 20061127 (460)


SETTIMANALI CATTOLICI DANNO VOCE COMUNITÀ LOCALI

CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i rappresentanti della Federazione Italiana Settimanali Cattolici al termine del Convegno sul tema: "Cattolici in politica. Liberi o dispersi?".

  Il Papa, rivolgendo il suo cordiale saluto al Vescovo Giuseppe Betori, Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, a Don Giorgio Zucchelli, Presidente della FISC, ed ai Direttori di più di 160 periodici diocesani e ai tanti collaboratori, ha ricordato che la FISC "celebra in questi giorni quarant'anni dalla sua nascita".

  L'iniziativa di creare una federazione di settimanali cattolici "scaturì" - ha detto il Santo Padre - "dal desiderio di dare maggiore visibilità e incisività alla presenza e all'azione pastorale della Chiesa".

  "Sfogliando i vostri settimanali dei trascorsi quattro decenni" - ha proseguito il Pontefice - "è possibile ripercorrere la vita della Chiesa e della società in Italia. (...) Di fronte ad una multiforme azione tesa a scardinare le radici cristiane della civiltà occidentale, la peculiare funzione degli strumenti di comunicazione sociale di ispirazione cristiana è quella di educare l'intelligenza e formare l'opinione pubblica secondo lo spirito del Vangelo".

  "Loro compito è di servire con coraggio la verità, aiutando l'opinione pubblica a guardare, a leggere e a vivere la realtà con gli occhi di Dio. Obiettivo del giornale diocesano è di offrire a tutti un messaggio di verità e di speranza, sottolineando fatti e realtà dove il Vangelo è vissuto, il bene e la verità trionfano, l'uomo con operosità e fantasia costruisce e ricostruisce il tessuto umano delle piccole realtà comunitarie".

  "Il rapido evolversi dei mezzi di comunicazione sociale e l'avvento di molteplici ed avanzate tecnologie nel campo dei media non hanno reso vana la vostra funzione; anzi" - ha sottolineato il Papa - "per taluni versi, essa è diventata ancor più significativa ed importante, perché dà voce alle comunità locali che non possono trovare eco adeguata nei grandi organi di informazione. (...) Voi potete giungere anche là dove non si riesce ad incidere con i tradizionali strumenti della pastorale".

  "I vostri settimanali sono poi definiti giustamente 'giornali del popolo', perché restano legati ai fatti e alla vita della gente del territorio e tramandano le tradizioni popolari e il ricco patrimonio culturale e religioso dei vostri paesi e città".

  "Continuate, cari amici, a fare delle vostre testate una rete di collegamento che faciliti le relazioni e l'incontro tra i singoli cittadini e le istituzioni, tra le associazioni, i diversi gruppi sociali, le parrocchie e i movimenti ecclesiali". - ha concluso il Santo Padre - "È un servizio questo che voi potete svolgere anche in campo sociale e politico. Se infatti, come avete ribadito nel vostro Convegno, il legittimo pluralismo delle scelte politiche non ha nulla a che fare con una diaspora culturale dei cattolici, i vostri settimanali possono rappresentare alcuni significativi 'luoghi' d'incontro e di attento discernimento per i fedeli laici impegnati in campo sociale e politico, al fine di dialogare e trovare convergenze ed obiettivi di azione condivisa al servizio del Vangelo e del bene comune".
AC/FISC/BETORI:ZUCCHELLI                           VIS 20061127 (510)


venerdì 24 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Matthias Kobena Nketsiah, Vescovo Ausiliare di Cape Coast (superficie: 9.788; popolazione: 1.689.908; cattolici: 292.685; sacerdoti; 113; religiosi: 135), Ghana. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "St. John the Baptist", è nato nel 1942 a Kakomdo (Ghana) ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.
NEA/.../NKETSIAH                                             VIS 20061124 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor José Manuel Zelaya Rosales, Presidente di Honduras con la Consorte e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Giuseppe Molinari, di L'Aquila.

    - Il Vescovo Giuseppe di Falco, di Sulmona-Valva.

    - Il Monsignore Domenico Ramelli, Amministratore Diocesano di Avezzano.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Armando Dini, di Campobasso-Boiano e Amministratore Apostolico di Isernia-Venafro.

    - L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto.

    - L'Arcivescovo Carlo Ghidelli, di Lanciano-Ortona.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061124 (120)

URGENTE PROIBIZIONE E RESTRIZIONE USO ARMI E MINE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 17 novembre scorso, alla sessione conclusiva della III Conferenza di esame degli Stati Parte alla 'Convenzione sulla proibizione o restrizione dell'uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o avere effetti indiscriminati" (CCW).

  L'Arcivescovo ha deplorato il fatto che non si sia trovato un consenso per avviare negoziati "su di uno strumento legalmente vincolante in tema di Mine diverse dalle Mine anti-uomo (MOTAPM)" ed ha sottolineato che tale fallimento "ha grandemente deluso le aspettative di tutti coloro che ritengono che esso avrebbe potuto offrire una risposta adeguata alle preoccupazioni umanitarie poste dall'uso di tali armi. Ora, gli Stati devono adottare misure valide e specifiche a livello nazionale (...) fin quando non si raggiunga un consenso internazionale".

  Il Presule ha ricordato che sin dall'inizio la Delegazione della Santa Sede ha sostenuto "i negoziati a favore di uno strumento legalmente vincolante riguardo alle munizioni a grappolo e, nel frattempo, ha optato per una moratoria, dettata dall'evidenza schiacciante dei disastri umanitari causati da tali armi, specialmente sulla popolazione civile".

  "Data la gravità della dimensione umanitaria di tale problema, che esige una risposta urgente" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "è oltremodo necessario ed opportuno promuovere tutte le iniziative possibili che favoriscano il raggiungimento di un accordo internazionale".
DELSS/ARMI/TOMASI:GINEVRA                       VIS 20061124 (250)


TRIBUTO CHIESA CATTOLICA SVILUPPO AMERICA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato un Comunicato relativo alla visita che il Presidente della Repubblica di Honduras, Signor José Manuel Zelaya Rosales, ha reso oggi al Santo Padre Benedetto XVI e al successivo incontro con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Il Capo di Stato era accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Signor Milton Danilo Jiménez Puerto.

  "Durante i colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, ci si è soffermati sul tema dello sviluppo dell'America Latina ed è stato rilevato in particolare il contributo della Chiesa Cattolica in tale ambito, come pure il suo impegno nell'educazione e nella formazione, soprattutto delle giovani generazioni, ai valori morali, che sono la base per combattere la corruzione e favorire la trasparenza in ogni campo della vita nazionale".
OP/UDIENZA PRESIDENTE HONDURAS/ZELAYA               VIS 20061124 (150)


PROSSIMITÀ AL MALATO COLPITO DA MALATTIE INFETTIVE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla XXI Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, (23- 25 novembre), sul tema: "Gli aspetti pastorali della cura delle malattie infettive".

  Il Papa ha affermato che alle tante lodevoli iniziative ed ai "generosi gesti di amore" nei confronti dei malati colpiti da malattie infettive, si contrappongono non poche ingiustizie. "Come dimenticare i tanti malati infettivi costretti a vivere segregati, e talora segnati da uno stigma che li umilia? Tali deprecabili situazioni appaiono con maggiore gravità nella disparità delle condizioni sociali ed economiche tra il Nord e il Sud del mondo. Ad esse è importante rispondere con interventi concreti, che favoriscano la prossimità all'ammalato, rendano più viva l'evangelizzazione della cultura e propongano motivi ispiratori dei programmi economici e politici dei governi".

  Riferendosi alla prossimità al malato colpito da malattia infettiva, Papa Benedetto XVI ha ricordato la "ricca tradizione della Chiesa cattolica" che "va tenuta viva perché, attraverso l'esercizio della carità verso chi soffre, siano resi visibili i valori ispirati ad autentica umanità e al Vangelo: la dignità della persona, la misericordia, l'identificazione di Cristo al malato. Ogni intervento resta insufficiente, se in esso non si rende percepibile l'amore per l'uomo, un amore che si nutre dell'incontro con Cristo".

  "All'insostituibile prossimità nei confronti del malato va unita l'evangelizzazione dell'ambiente culturale in cui viviamo. Tra i pregiudizi che ostacolano o limitano un aiuto efficace alle vittime di malattie infettive c'è l'atteggiamento di indifferenza e persino di esclusione e rigetto nei loro confronti, che emerge a volte nella società del benessere. Questo atteggiamento" - ha affermato il Pontefice - "è favorito anche dall'immagine veicolata attraverso i media di uomo e donna preoccupati prevalentemente della bellezza fisica, della salute e della vitalità biologica. È una pericolosa tendenza culturale che porta a porre se stessi al centro, a chiudersi nel proprio piccolo mondo, a rifuggire dall'impegnarsi nel servire chi è nel bisogno".

  "Occorre allora"- ha ribadito il Pontefice - "una pastorale capace di sostenere i malati nell'affrontare la sofferenza, aiutandoli a trasformare la propria condizione in un momento di grazia per sé e per gli altri, attraverso una viva partecipazione al mistero di Cristo".

  "Infine, vorrei ribadire" - ha concluso il Papa - "quanto sia importante la collaborazione con le varie istanze pubbliche, perché venga attuata la giustizia sociale in un delicato settore come quello della cura e dell'assistenza ai malati infettivi. Vorrei accennare, ad esempio, alla equa distribuzione delle risorse per la ricerca e la terapia, come pure alla promozione di condizioni di vita che frenino l'insorgere e l'espandersi delle malattie infettive".
AC/MALATTIE INFETTIVE/...                           VIS 20061124 (460)


MUSEI VATICANI: INTRECCIO CONTINUO TRA FEDE E ARTE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani, di cui quest'anno ricorre il quinto centenario.

  Ricordando che nel 2006 il numero dei visitatori dei Musei ha già superato i 4 milioni, 200.000 unità in più rispetto al 2005, il Papa ha precisato: "Tra di loro molti non sono cattolici, tanti non sono cristiani e forse neppure credenti".

  "L'approccio alla verità cristiana mediato attraverso l'espressione artistica o storico-culturale" - ha detto il Papa - "ha una chance in più per parlare all'intelligenza e alla sensibilità di persone che non appartengono alla chiesa cattolica e talvolta possono nutrire verso di essa pregiudizi e diffidenza. Coloro che visitano i Musei Vaticani hanno modo di 'immergersi' in un concentrato di 'teologia per immagini', sostando in questo santuario di arte e di fede".

  "Permettetemi ora di evidenziare una verità che sta scritta nel 'codice genetico' dei Musei Vaticani" - ha proseguito il Papa - "che cioè la grande civiltà classica e quella ebraico-cristiana non si oppongono tra loro, ma convergono nell'unico piano di Dio. Lo dimostra il fatto che l'origine remota di questa istituzione risale ad un'opera che ben possiamo qualificare 'profana' - il magnifico gruppo scultoreo del Lacoonte -, ma che, in realtà, inserita nel contesto vaticano, acquista la sua piena e più autentica luce. È la luce della creatura umana plasmata da Dio, della libertà nel dramma della sua redenzione, protesa tra terra e cielo, tra carne e spirito. È la luce di una bellezza che irradia dall'interno dell'opera artistica e conduce lo spirito ad aprirsi al sublime, là dove il Creatore incontra la creatura fatta a sua immagine e somiglianza".

  "Il Museo" - ha sottolineato il Santo Padre - "mostra veramente un intreccio continuo tra Cristianesimo e cultura, tra fede e arte, tra divino e umano. La Cappella Sistina costituisce, al riguardo, un vertice insuperabile".

  "Molti di voi" - ha concluso il Pontefice rivolgendosi ai Dirigenti e Dipendenti dei Musei - "sono a contatto diretto con i visitatori: quanto è importante allora il vostro tratto e il vostro esempio per offrire a tutti una semplice, ma incisiva testimonianza di fede. Un tempio di arte e di cultura come i Musei Vaticani chiede che alla bellezza delle opere si accompagni quella delle persone che vi lavorano: bellezza spirituale, che rende davvero ecclesiale l'ambiente, impregnandolo di spirito cristiano".
AC/MUSEI VATICANI/...                               VIS 20061124 (420)


giovedì 23 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consigliere della Pontificia Commissione per l'America Latina, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NA/.../DIAS                                         VIS 20061123 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gianfranco De Luca, di Termoli-Larino (Italia).

    - Il Vescovo Domenico Scotti, di Trivento (Italia).

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani.
AL:AP/.../...                                         VIS 20061123 (70)

CORDOGLIO VITTIME CATASTROFE MINIERA POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio, a nome del Santo Padre, all'Arcivescovo Damian Zimon, Metropolita di Katowice (Polonia), per le vittime della catastrofe, avvenuta martedì scorso, nelle miniera di carbone di Halemba, nella quale hanno perso la vita 23 persone.

  "Il Santo Padre" - scrive il Cardinale Bertone - "affida le anime dei defunti alla misericordia di Dio, chiedendo di accogliere l'offerta della loro fatica e della loro vita e di introdurli nella sua gloria. (...) Con una cordiale preghiera abbraccia le famiglie delle vittime e tutti coloro che piangono la loro improvvisa scomparsa. Imparte loro la Benedizione Apostolica che estende a tutta l'Arcidiocesi di Katowice".
TGR/INCIDENTE MINIERA/HALEMBA:ZIMON               VIS 20061123 (130)


DICHIARAZIONE COMUNE PAPA ED ARCIVESCOVO CANTERBURY

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Al termine dell'incontro privato e dello scambio di discorsi di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Primate della Comunione Anglicana, hanno firmato una Dichiarazione Comune in presenza dei Membri della Delegazione anglicana e dei Rappresentanti cattolici, questi ultimi guidati dal Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster, che ha accompagnato a Roma il Primate della Comunione Anglicana.

  Il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia l'Arcivescovo Rowan Williams ricordano nel Documento che 40 anni orsono i Predecessori Papa Paolo VI e l'Arcivescovo Michael Ramsey vollero "instaurare un dialogo in cui questioni che erano state motivo di divergenza nel passato fossero affrontate in una nuova prospettiva di verità e amore".

  "L'autentico ecumenismo" - scrivono nella Dichiarazione comune - "va oltre il dialogo teologico; esso tocca la nostra vita spirituale e la nostra comune testimonianza. Lo sviluppo del dialogo ha permesso a molti cattolici ed anglicani di trovare l'uno nell'altro un amore per Cristo che ci invita ad una collaborazione e ad un servizio pratico".

  "La Commissione Anglicana-Romano Cattolica Internazionale per l'Unità e la Missione (IARCCUM) si è impegnata nell'analisi dei modi più appropriati nei quali la missione condivisa di proclamare al mondo una nuova vita in Cristo possa progredire e svilupparsi. Il loro rapporto (...) recentemente completato è stato sottoposto per una revisione all'Ufficio della Comunione Anglicana e al Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e noi esprimiamo la nostra gratitudine per il loro lavoro".

  Sottolineando che "in questo incontro fraterno celebriamo il bene derivato da questi anni di dialogo", il Santo Padre e l'Arcivescovo Williams affermano che: "È urgente pertanto che nel rinnovare il nostro impegno di seguire la via verso la comunione piena e visibile nella verità e nell'amore di Cristo, noi ci impegniamo parimenti a continuare il nostro dialogo e ad affrontare le importanti questioni inerenti all'emergere di fattori ecclesiologici ed etici che rendono quel viaggio più difficile ed arduo".

  "Di fronte alle sfide del nuovo millennio, noi riaffermiamo il nostro impegno pubblico ad annunciare la Rivelazione della vita divina unicamente manifestata da Dio nella divinità ed umanità di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi crediamo che è attraverso Cristo e i mezzi di salvezza che noi troviamo in Lui che la salvezza e la riconciliazione sono offerti a noi e al mondo intero".

  Benedetto XVI e il Primate della Comunione Anglicana riconoscono che: "Vi sono molte ambiti di testimonianza e di servizio (...) che esigono una nostra più stretta collaborazione: il perseguimento della pace in Terra Santa e in altre parti del mondo colpite da conflitti e dalla minaccia del terrorismo; la promozione del rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale; la protezione della santità del matrimonio e il benessere dei bambini nel contesto di una sana vita familiare; l'assistenza dei poveri, degli oppressi e dei più vulnerabili, specialmente coloro che sono perseguitati a causa della loro fede; l'affrontare gli effetti negativi del materialismo; e la difesa della creazione e dell'ambiente. Noi ci impegniamo anche nel dialogo interreligioso mediante il quale possiamo insieme raggiungere i nostri fratelli e sorelle non cristiani".

  Al termine della Dichiarazione Comune, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella "Redemptoris Mater", la Celebrazione dell'Ora Media alla quale ha partecipato Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, con la Delegazione al Seguito.
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/WILLIAMS                   VIS 20061123 (560)


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