CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il 18 ottobre, all'età di 77 anni.
- L'Arcivescovo Teodoro Cardenal Fernández, emerito di Burgos (Spagna), il 17 ottobre, all'età di 89 anni.
- Il Vescovo José Elias Chaves Júnior, C.M., Prelato emerito di Cametá (Brasile), il 31 ottobre, all'età di 80 anni.
- L'Arcivescovo Cecil deSa, emerito di Agra (India), il 27 ottobre, all'età di 83 anni.
- Il Vescovo Henrique Rüth, C.S.Sp., emerito di Cruzeiro do Sul (Brasile), il 23 ottobre, all'età di 93 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20061107 (120)
CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto, nella sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), alla XXXII Sessione del Comitato Intergovernativo per la Sicurezza Alimentare, tenutasi a Roma dal 30 ottobre al 4 novembre.
Nei giorni 30 e 31 ottobre, all'interno della XXXII Sessione, ha avuto luogo lo "Special Forum for a World Free of Hunger" finalizzato a valutare i progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi e degli impegni presi nel corso del Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996.
Trasmettendo ai partecipanti i saluti e l'interesse del Papa per i lavori del Comitato sulla sicurezza alimentare, l'Arcivescovo Mamberti ha affermato: "Vincere la fame nel mondo è un'impresa che richiede tempo. Nonostante gli sforzi compiuti dalla F.A.O., dagli stessi paesi, dalle Organizzazioni intergovernative, dalle numerose associazioni (...), persistono ostacoli e squilibri, anzi essi si aggravano, impedendo a milioni di uomini e donne di provvedere adeguatamente alla propria alimentazione".
"La realtà delle folle il cui diritto alla vita è messo in pericolo deve continuare a essere motivo di inquietudine per noi e deve toccare le coscienze affinché ognuno, dovunque si trovi, si impegni in comportamenti che non aggravino gli squilibri fra paesi ricchi e paesi poveri. La fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che dispone di livelli di produzione, di risorse e conoscenze capaci di mettere fine a questo flagello e alle sue drammatiche conseguenze".
"Non è la vocazione della Chiesa proporre soluzioni politiche, economiche o tecniche, per far fronte ai problemi della società, ma, nella sua missione di annunciare la 'Buona Novella a tutte le nazioni', la Chiesa si sente particolarmente vicina a coloro che vivono in condizioni di povertà, di sofferenza e di malnutrizione, desiderando aiutarli con i mezzi che le sono propri. La Chiesa è sempre disposta a sostenere le persone che operano per potenziare la solidarietà internazionale e per promuovere la giustizia fra i popoli, specialmente coloro che sono in contatto diretto con le popolazioni in difficoltà".
DELSS/FAME/F.A.O.:MAMBERTI VIS 20061107 (340)

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Oggi a Londra (Gran Bretagna), il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha acquistato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, la prima obbligazione dell'IFFIm (Aiuto finanziario internazionale per le vaccinazioni).
Il Fondo è il risultato di un progetto presentato dal Cancelliere dello Scacchiere britannico Gordon Brown, al Convegno "Povertà e globalizzazione: finanziamenti per lo sviluppo", organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace. Il ricavato della vendita delle obbligazioni sarà direttamente destinato alla vaccinazione delle popolazioni più bisognose, ai bambini in particolare. Le obbligazioni, acquistabili da chiunque - istituzioni, organizzazioni e privati - sono garantite da vari governi che pagano gli interessi e rimborsano l'ammontare delle obbligazioni stesse alla scadenza.
"Il gesto di Benedetto XVI, reale e simbolico al tempo stesso" - si legge in un Comunicato reso pubblico oggi - "manifesta il pieno sostegno della Santa Sede ad un'iniziativa, che con ampia garanzia internazionale produrrà immediati e diretti vantaggi nel campo degli aiuti allo sviluppo, procurando nuovi finanziamenti con specifiche e quanto mai urgenti finalità". Ad esempio "In 72 Paesi del mondo sarà salvata la vita di 10 milioni di persone, tra cui 5 milioni di bambini, entro il 2015".
Nel breve discorso pronunciato al momento dell'acquisto, il Cardinale Martino ha affermato: "I poveri attendono con impazienza il momento in cui la corruzione a vari livelli di governo e nel settore sociale non ostacoli più il libero accesso di tutti i membri della società alle opportunità di sviluppo. Un governo realmente attento al bene del suo popolo non solo è necessario allo sviluppo, ma è anche un diritto".
"Papa Benedetto XVI ritiene che sia giunto il momento, di qui la sua decisione che la Santa Sede partecipi al programma delle obbligazioni del Fondo Finanziario Internazionale. Sua Santità riconosce la necessità di fornire con rapidità i fondi per contrastare la povertà, la fame, l'analfabetismo e promuovere l'attuale lotta contro il flagello della malaria e la diffusione dell'HIV/AIDS e della tubercolosi".
.../IFFIM/BROWN:MARTINO VIS 20061107 (350)

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica con i Presuli della Conferenza dei Vescovi svizzeri.
Alla celebrazione ha fatto seguito un incontro del Papa con i Vescovi svizzeri al quale hanno partecipato anche i Capi dei Dicasteri della Curia Romana, con l'obiettivo di "approfondire alcuni aspetti della situazione attuale della Chiesa in Svizzera e per considerare ciò che è opportuno ribadire e promuovere e ciò che è necessario correggere e purificare".
Il Santo Padre ha affermato che l'incontro di questa mattina è in certo qual modo "la conclusione della Visita 'ad Limina' del febbraio 2005, della quale, non fu possibile allora concretizzare uno dei punti essenziali: l'incontro con il Papa", Giovanni Paolo II.
"Il progresso della secolarizzazione e del relativismo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "implica non soltanto una diminuzione della frequenza dei sacramenti, soprattutto la partecipazione alla Messa domenicale, ma anche mette in dubbio i valori morali proposti dalla Chiesa", quali la crisi del matrimonio e della famiglia, l'aumento dei divorzi e degli aborti, e le unioni fra persone dello stesso sesso. "Tutto ciò" - ha affermato Benedetto XVI - "costituisce un segno evidente di scristianizzazione".
Sottolineando che molti nostri contemporanei "vivono come se Dio non esistesse", il Papa ha affermato che i Presuli sono chiamati "a far comprendere la Parola di Dio ed il messaggio cristiano, che aiutano a comprendere l'uomo e il significato della sua esistenza, facendo in modo che ci sia fra voi, nelle prese di posizione necessarie su questioni teologiche e morali, unità e unanimità. (...) Il dovere fondamentale del Vescovo, Pastore e Maestro di Fede, è di invitare i fedeli ad accettare pienamente l'insegnamento della Chiesa".
In merito alla liturgia, Benedetto XVI ha affermato che: "È diritto e dovere per tutti che la liturgia sia celebrata conformemente alle regole stabilite dalla Chiesa"; riguardo alla Messa domenicale il Papa ha raccomandato di evitare che "soprattutto la domenica, essa sia sostituita, senza gravi ragioni, da celebrazioni della Parola" ed ha ribadito che l'omelia "momento importante di formazione dottrinale e spirituale, è riservata al sacerdote o al diacono".
Di fronte alla "crisi che attraversa il sacramento della Riconciliazione", come hanno sottolineato i Vescovi nei loro rapporti quinquennali, il Papa ha invitato i Presuli "a rilanciare nelle Diocesi una pastorale penitenziale che incoraggi la confessione individuale. (...) Chiedete ai vostri sacerdoti di essere confessori assidui, offrendo generosamente ai fedeli orari appropriati per la confessione personale; incoraggiate i presbiteri ad accostarsi con frequenza al sacramento della Penitenza". Il Papa ha esortato i sacerdoti "ad osservare rigorosamente le norme della Chiesa concernenti l'assoluzione collettiva, (...) che richiede situazioni veramente eccezionali".
In merito alla collaborazione dei laici al ministero sacerdotale, Papa Benedetto XVI ha affermato che: "È necessario essere attenti che, di fatto e concretamente, nelle parrocchie o nelle unità pastorali, il sacerdote sia il pastore, mentre i laici aiutano il sacerdote, collaborando con lui nei diversi settori della vita pastorale. (...) L'importanza del ruolo dei laici non deve tuttavia condurre a sottovalutare il ministero assolutamente indispensabile dei sacerdoti per la vita della chiesa, chiamata a guidare il popolo di Dio. (...) Vi invito a sviluppare una formazione dei laici che susciti la fede e la conoscenza dottrinale, e che dia impulsi spirituali".
Successivamente il Papa ha affrontato il tema delle vocazioni sacerdotali e religiose, "una preoccupazione costante per la Chiesa nel vostro Paese" ed ha affermato: "Per il futuro della Chiesa in Svizzera, è importante prendersi cura dell'organizzazione e dell'orientamento dei Seminari e delle diverse Facoltà e Scuole Superiori di Teologia (...) con la preoccupazione del discernimento e di una profonda formazione umana, spirituale, culturale e pastorale dei candidati al Sacerdozio. Siate ugualmente attenti alla formazione iniziale e permanente dei futuri sacerdoti, diaconi e collaboratori pastorali laici. Un insegnamento sicuro e fedele alla Tradizione e al Magistero della Chiesa farà scoprire a tutti la ricchezza della fede cattolica".
"L'ecumenismo" - ha concluso il Pontefice - "è un settore nel quale la Chiesa cattolica è impegnata in modo irreversibile. La storia religiosa del vostro Paese e l'esperienza che ne consegue vi conferiscono una responsabilità e una missione particolare in tale ambito. Incoraggiate le vostre comunità ad impegnarsi in un cammino ecumenico fondato sui principi espressi nel Decreto conciliare 'Unitatis redintegratio' e nel 'Direttorio per l'ecumenismo'".
AC/.../VESCOVI SVIZZERI VIS 20061107 (730)

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Vincent M. Rizzotto, per raggiunti limiti d'età.
Sabato 4 novembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Mansueto Bianchi, finora Vescovo di Volterra (Italia), Vescovo di Pistoia (superficie: 821; popolazione: 224.312; cattolici: 213.400; sacerdoti: 143; religiosi: 265; diaconi permanenti: 23), Italia. Il Vescovo Bianchi succede al Vescovo Simone Scatizzi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../RIZZOTTO:BIANCHI:SCATIZZI VIS 20061106 (110)
CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Cardinale Georg Maximilian Sterzinsky, Arcivescovo di Berlino, con l'Ausiliare Vescovo Wolfgang Weider.
- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau, con gli Ausiliari Vescovo Paul Friedrich Wehrle, Vescovo Rainer Klug e Vescovo Bernd Joachim Uhl.
- Il Vescovo Joachim Friedrich Reynelt, di Dresden-Meissen, con l'Ausiliare Vescovo Georg Weinhold.
- Il Monsignore Hubertus Zomack, Amministratore Diocesano di Görlitz.
AP:AL/.../... VIS 20061106 (100)
L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite è intervenuto il 3 novembre scorso, a New York, alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. dedicata al tema della cultura della pace. "La pace" - ha affermato il Nunzio - "comporta una verità che è comune a tutti i popoli oltre le diversità culturali, filosofiche e religiose. È l'idea della dignità di ogni persona umana intimamente legata con il trascendente. Così la pace potrà essere raggiunta una volta che sarà compresa e messa in opera come realizzazione della verità condivisa, nel rispetto reciproco delle diversità culturali. (...) La mancanza della verità fondamentale della pace a livello culturale ha indubbiamente causato effetti devastanti negli anni e vi sono ancora culture e mentalità che perfino oggi ne negano l'esistenza. L'esempio più drammatico è il terrorismo internazionale. I disegni criminali del terrorismo internazionale poggiano su false radici culturali che negano l'esistenza di un legame fra verità e vita umana. Tali radici sono identificabili nel nichilismo e nel fondamentalismo fanatico, che sono modi erronei di rapportarsi alla verità. 'I nichilisti'" - ha detto ancora l'Arcivescovo citando le parole di Benedetto XVI - 'negano l'esistenza di qualsiasi verità, i fondamentalisti accampano la pretesa di poterla imporre con la forza. Pur avendo origini differenti e pur essendo manifestazioni che si inscrivono in contesti culturali diversi, il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso'".
IL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, Arcivescovo John P. Foley, ha pronunciato sabato scorso, 4 novembre, a Roma, un discorso alla Fondazione "Springtime of Faith" (Primavera della Fede). In merito all'evangelizzazione mediante i mezzi di comunicazione, il Presule ha sottolineato che "è possibile evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione non solo attraverso grandi reti o trasmissioni internazionali, (...) ma anche per mezzo di giornali di piccola tiratura o stazioni radio, o, attualmente, per mezzo di siti Internet. (...) La trasmissione della evidente felicità nella nostra fede, nel nostro sacerdozio o nella nostra vita cristiana, può essere uno dei modi più potenti di evangelizzare personalmente e attraverso i mezzi di comunicazione".
IL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, ha indetto a Roma, nei giorni 6 e 7 novembre, la Riunione dei Direttori Nazionali per la Pastorale del Turismo in Europa. Tema dell'Incontro è: "Il turismo, una realtà trasversale: aspetti pastorali". Aprendo i lavori, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Dicastero, ha affermato che: "Noi europei di oggi dobbiamo affermare le nostre radici e la nostra eredità cristiana rinnovandola alla luce del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dobbiamo inoltre studiare come continuare ad animare, nel futuro, una nuova evangelizzazione, una nuova civiltà dell'amore e del rispetto. In questa prospettiva, il turismo è certamente uno strumento adeguato per dare impulso a questi valori. Di fatto, molti dei nostri monumenti ed opere d'arte ci parlano di una Europa cristiana che, nonostante tutto, è impregnata di Vangelo, e non solo di esso".
.../IN BREVE/... VIS 20061106 (510)

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato un Comunicato che rende noto che: "Stamani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica d'Ungheria, S.E. il Sig. László Sólyom, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".
"I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento ai tradizionali valori morali e religiosi della società ungherese. Si è fatta menzione dell'applicazione dell''Accordo fra la Repubblica di Ungheria e la Santa Sede sul finanziamento delle attività di servizio pubblico e di altre prettamente religiose', in vigore dal 1997, e di altre questioni attinenti alle relazioni Chiesa-Stato. Vi è stato, infine, uno scambio di opinioni sui temi dell'integrazione europea e delle radici cristiane del Continente".
OP/PRESIDENTE UNGHERIA/BERTONE VIS 20061106 (150)
CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, presieduta dal Professor Nicola Cabibbo, riuniti in questi giorni per discutere sul tema: "Prevedibilità nella scienza: accuratezza e limiti".
"Alcuni hanno visto nel progresso della scienza e della tecnologia moderna" - ha detto il Papa nel suo discorso - "una delle principali cause della secolarizzazione e del materialismo: perché invocare il controllo di Dio su questi fenomeni quando la scienza si è dimostrata capace di fare la stessa cosa?".
Sottolineando che "Il Cristianesimo non postula un conflitto inevitabile fra fede soprannaturale e progresso scientifico" Benedetto XVI ha ricordato che Dio ha creato l'essere umano dotandolo di ragione e affidandogli il dominio su tutte le creature, facendo di lui il "collaboratore" di Dio nella creazione, ed ha affermato: "Potremmo dire che l'opera di prevedibilità, controllo e governo della natura, che oggi la scienza rende più fattibile che in passato, è esso stesso parte del piano del Creatore".
"L'essere umano" - ha proseguito il Pontefice - "non può porre nella scienza e nella tecnologia una fiducia così radicale e incondizionata quale quella di credere che il progresso scientifico e tecnologico può spiegare tutto e rispondere a tutte le sue esigenze esistenziali e spirituali. La scienza non può sostituire la filosofia e la rivelazione dando una risposta esauriente agli interrogativi più radicali dell'uomo: domande sul significato della vita e della morte, sui valori ultimi e sulla natura del progresso".
Riferendosi alle responsabilità etiche dello scienziato, il Papa ha segnalato che: "Le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto per la verità e da un onesto riconoscimento dell'accuratezza e degli inevitabili limiti del metodo scientifico. Certamente ciò significa evitare allarmanti previsioni quando queste ultime non sono sostenute da sufficienti dati o superano l'effettiva abilità della scienza di fare previsioni. Ma significa altresì evitare l'opposto, cioè il silenzio, originato dalla paura, di fronte ai veri problemi. L'influenza degli scienziati nel formare la pubblica opinione sulla base delle proprie conoscenze è troppo importante per essere insidiata da fretta indebita o dal perseguimento di una superficiale pubblicità".
Il Papa ha ricordato agli accademici che il mondo attende molto da essi "per giungere ad una chiara comprensione delle possibili conseguenze di molti importanti fenomeni naturali" e al riguardo ha menzionato, in particolare, "le continue minacce all'ambiente che interessano intere popolazioni e l'urgente necessità di scoprire fonti di energia alternativa sicura a disposizione di tutti".
"Gli scienziati" - ha ribadito il Pontefice - "avranno il sostegno della Chiesa nei loro sforzi di affrontare tali problemi, poiché la Chiesa ha ricevuto dal suo divino Fondatore la missione di guidare le coscienze degli uomini verso il bene, la solidarietà e la pace. Proprio per questa ragione la Chiesa ritiene suo dovere e obbligo insistere sul fatto che l'abilità della scienza di formulare previsioni e controlli non deve mai essere impiegata contro la vita umana e la sua dignità, ma deve sempre essere posta al suo servizio, al servizio delle generazioni attuali e di quelle future".
Successivamente Benedetto XVI ha menzionato altre tematiche esaminate dagli accademici: gli intrinseci limiti del metodo scientifico che necessariamente restringono la prevedibilità a contesti ed approcci specifici, per cui "la scienza non può presumere di fornire una rappresentazione completa e deterministica del nostro futuro e dello sviluppo di ogni fenomeno che prende in esame".
"La filosofia e la teologica possono offrire un importante contributo a tale fondamentale questione epistemologica aiutando, ad esempio, le scienze empiriche ad individuare una differenza fra la inabilità matematica di prevedere certi avvenimenti e la validità del principio di causalità, o fra l'indeterminismo scientifico o contingenza e la causalità a livello filosofico, o, più radicalmente, fra evoluzione quale origine di una successione nello spazio e nel tempo, e la creazione quale origine ultima di un essere partecipato nell'Essere essenziale".
"Allo stesso tempo" - ha concluso il Pontefice - "vi è un livello più alto che necessariamente trascende tutte le previsioni scientifiche, vale a dire, il mondo umano della libertà e della storia. Mentre il cosmo fisico può avere il proprio sviluppo spaziale-temporale, solo l'umanità, in senso stretto, ha una storia, la storia della sua libertà. La libertà, come la ragione, è una parte preziosa dell'immagine di Dio dentro di noi, e non può mai essere ridotta ad una analisi deterministica".
AC/SCIENZA:LIMITI/CABIBBO VIS 20061106 (740)

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "Seguo con viva preoccupazione le notizie sul grave deteriorarsi della situazione relativa alla Striscia di Gaza e desidero esprimere la mai vicinanza alle popolazioni civili che soffrono le conseguenze degli atti di violenza".
"Vi chiedo di unirvi alla mia preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "perché Dio onnipotente e misericordioso illumini le Autorità israeliane e palestinesi, come pure quelle delle Nazioni che hanno una particolare responsabilità nella Regione, affinché si adoperino per far cessare lo spargimento di sangue, moltiplicare le iniziative di soccorso umanitario e favorire la ripresa immediata di un negoziato diretto, serio e concreto".
Rivolgendosi successivamente ai pellegrini polacchi, il Santo Padre ha ricordato che il 4 novembre "abbiamo celebrato la memoria di San Carlo Borromeo" ed ha detto: "Questa memoria invita ad associare il grande riformatore della Chiesa dopo il Concilio di Trento con il grande esecutore delle disposizioni del Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla. Alla Madre di Dio affido tutta la comunità dei fedeli, alla quale questi due Pastori hanno dedicato la loro vita".
ANG/GAZA:SAN CARLO/... VIS 20061106 (220)

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus domenicale, il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi alle migliaia di pellegrini che affollavano Piazza San Pietro, ha ricordato che i giorni che seguono la commemorazione liturgica dei fedeli defunti, sono "Un'occasione propizia per ricordare nella preghiera i nostri cari e meditare sulla realtà della morte, che la cosiddetta 'civiltà del benessere' cerca spesso di rimuovere dalla coscienza della gente, tutta presa dalle preoccupazioni della vita quotidiana".
"Il morire, in realtà" - ha proseguito il Papa - "fa parte del vivere, e questo non solo alla fine, ma, a ben vedere, in ogni istante. Nonostante tutte le distrazioni, però, la perdita di una persona cara ci fa riscoprire il 'problema', facendoci sentire la morte come una presenza radicalmente ostile e contraria alla nostra naturale vocazione alla vita e alla felicità".
"Gesù ha rivoluzionato il senso della morte" - ha sottolineato il Pontefice - "Lo ha fatto con il suo insegnamento, ma soprattutto affrontando Lui stesso la morte. 'Morendo ha distrutto la morte', ripete la Liturgia nel tempo pasquale. 'Con lo Spirito che non poteva morire - scrive un Padre della Chiesa - Cristo ha ucciso la morte che uccideva l'uomo'. Il Figlio di Dio ha voluto in questo modo condividere sino in fondo la nostra condizione umana, per riaprirla alla speranza".
"In ultima analisi, Egli è nato per poter morire, e così liberare noi dalla schiavitù della morte. Dice la Lettera agli Ebrei: 'Egli ha provato la morte a vantaggio di tutti'. Da allora, la morte non è più la stessa: è stata privata, per così dire, del suo 'veleno'. L'amore di Dio, operante in Gesù, ha dato infatti un senso nuovo all'intera esistenza dell'uomo, e così ne ha trasformato anche il morire. Se in Cristo la vita umana è 'passaggio da questo mondo al Padre', l'ora della morte è il momento in cui questo si attua in modo concreto e definitivo. Chi si impegna a vivere come Lui, viene liberato dalla paura della morte, che non mostra più il ghigno beffardo di una nemica ma, come scrive san Francesco nel Cantico delle creature, il volto amico di una 'sorella', per la quale si può anche benedire il Signore".
"Della morte del corpo non c'è da aver paura, ci ricorda la fede" - ha concluso Benedetto XVI - "perché è un sonno da cui saremo un giorno risvegliati. La vera morte, che invece bisogna temere, è quella dell'anima, che l'Apocalisse chiama 'seconda morte'. Infatti chi muore in peccato mortale, senza pentimento, chiuso nell'orgoglioso rifiuto dell'amore di Dio, si autoesclude dal regno della vita".
ANG/MORTE/... VIS 20061106 (450)

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2006 (VIS). Come di consueto nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, questa mattina nella Basilica Vaticana, la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti durante l'ultimo anno. Hanno concelebrato con il Santo Padre i Membri del Collegio Cardinalizio.
Benedetto XVI ha ricordato nell'omelia i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Cardinali Leo Scheffczyk, Pio Taofinu'u, Raúl Francisco Primatesta, Angel Suquía Goicoechea, Johannes Willebrands, Louis-Albert Vachon, Dino Monduzzi e Mario Francesco Pompedda.
"Affinché la veste bianca, ricevuta nel Battesimo, sia purificata da ogni scoria e da ogni macchia" - ha detto il Pontefice nell'omelia - "la Comunità dei credenti offre il Sacrificio eucaristico e altre preghiere di suffragio per coloro che la morte ha chiamato a passare dal tempo all'eternità. Si tratta di una nobile pratica, quella di pregare per i defunti, che presuppone la fede nella risurrezione dei morti, secondo quanto la Sacra Scrittura e, in modo compiuto, il Vangelo ci hanno rivelato".
Il Papa ha ribadito che ognuno dei Cardinali e Vescovi defunti "è stato chiamato nella Chiesa a sentire come proprie e a cercare di mettere in pratica le parole dell'Apostolo Paolo: 'Per me vivere è Cristo'. (...) Questa vocazione, ricevuta nel Battesimo, si è in essi rafforzata con il sacramento della Confermazione e con i tre gradi dell'Ordine sacro, e si è costantemente alimentata nella partecipazione all'Eucaristia".
"Attraverso tale itinerario sacramentale, il loro 'essere in Cristo' è andato consolidandosi e approfondendosi, così che il morire non è una perdita - dal momento che tutto avevano già evangelicamente 'perduto' per il Signore e per il Vangelo - ma un 'guadagno': quello di incontrare finalmente Gesù, e con Lui la pienezza della vita".
Il Santo Padre ha terminato l'omelia domandando al Signore di concedere "a questi nostri cari fratelli Cardinali e Vescovi defunti di raggiungere la meta tanto desiderata. Lo domandiamo poggiando sull'intercessione di Maria Santissima e sulle preghiere di tanti, che in vita li hanno conosciuti e hanno apprezzato le loro virtù cristiane".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/... VIS 20061106 (350)

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:
- Il Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.
- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
AP/.../... VIS 20061103 (60)
IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, in una Lettera indirizzata agli organizzatori della XL Settimana Sociale Spagnola, in corso a Toledo, nel trasmettere i saluti del Santo Padre, scrive che Papa Benedetto incoraggia i partecipanti "nei loro sforzi di approfondire e diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, nel campo della cultura e della ricerca, nella coscienza di tutti, persone o gruppi, chiamati a contribuire al bene comune secondo il proprio stato e responsabilità". Il Porporato scrive ancora che: "Questo impegno assume particolare rilevanza nel centesimo anniversario dell'inizio di tali incontri, sotto l'egida della Santa Sede e dell'Episcopato spagnolo, essendo un punto di riferimento molto qualificato per approfondire i diversi problemi sociali più gravi e urgenti in ogni momento della vita spagnola".
L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla Commissione Politica Speciale e Decolonizzazione della 61° Assemblea Generale delle Nazioni Unite relativa ai Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente (OOPS). "È un triste fatto" - ha detto il Nunzio - "che la comunità internazionale non sia riuscita ad impegnare gli israeliani e i palestinesi in un significativo dialogo e nella risoluzione delle controversie per portare stabilità e pace ad entrambi i popoli. (...) Risolvere il conflitto israelo-palestinese rimane il problema chiave di una serie di questioni che interessano tutto il Medio Oriente, senza entrare nel merito delle conseguenze in ambito mondiale".
.../IN BREVE/... VIS 20061103 (240)

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Pontificia Università Gregoriana. Al suo arrivo ha raggiunto la Cappella per un breve momento di preghiera e successivamente si è trasferito nel quadriportico dell'Università dove ha incontrato la Comunità dei Docenti, degli Studenti e dei Benefattori.
Dopo le parole di saluto del Rettore Magnifico, Padre Gianfranco Ghrilanda, del Rappresentante degli studenti, Padre Bryan Lobo e del Segretario Generale, Luigi Allena, il Papa ha tenuto il suo discorso.
Ricordando che nel 1972 ricevette l'invito a tenere un corso sulla Santissima Eucaristia agli studenti della Gregoriana, rivolgendosi ai Professori e agli Studenti, Benedetto XVI ha detto che "la fatica dello studio e dell'insegnamento, per avere senso in relazione al Regno di Dio, deve essere sostenuta dalle virtù teologali. Infatti, l'oggetto immediato della scienza teologica, nelle sue diverse specificazioni, è Dio stesso, rivelatosi in Gesù Cristo, Dio con un volto umano".
"Oggi non si può non tener conto del confronto con la cultura secolare" - ha proseguito il Pontefice - "che in molte parti del mondo tende sempre più non solo a negare ogni segno della presenza di Dio nella vita della società e del singolo, ma con vari mezzi, che disorientano e offuscano la retta coscienza dell'uomo, cerca di corrodere la sua capacità di mettersi in ascolto di Dio".
"Non si può prescindere poi," - ha detto ancora il Papa - "dal rapporto con le altre religioni, che si rivela costruttivo solo se evita ogni ambiguità che in qualche modo indebolisca il contenuto essenziale della fede cristiana in Cristo unico Salvatore di tutti gli uomini e nella Chiesa sacramento necessario di salvezza per tutta l'umanità".
"Non posso in questo momento dimenticare le altre scienze umane che in questa insigne Università vengono coltivate (...), quali la psicologia, le scienze sociali, la comunicazione sociale. (...) Proprio perché tali scienze riguardano l'uomo non possono prescindere dal riferimento a Dio. Infatti, l'uomo, sia nella sua interiorità che nella sua esteriorità, non può essere pienamente compreso se non lo si riconosce aperto alla trascendenza".
"Privo del suo riferimento a Dio, l'uomo non può rispondere alle domande fondamentali che agitano e agiteranno sempre il suo cuore riguardo al fine e quindi al senso della sua esistenza. Conseguentemente neppure è possibile immettere nella società quei valori etici che soli possono garantire una convivenza degna dell'uomo. Il destino dell'uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell'angoscia che conduce alla disperazione. Solo in riferimento al Dio-Amore, che si è rivelato in Gesù Cristo, l'uomo può trovare il senso della sua esistenza e vivere nella speranza, pur nell'esperienza dei mali che feriscono la sua esistenza personale e la società in cui vive. La speranza fa sì che l'uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante e sterile, ma si apra all'impegno generoso nella società in cui vive per poterla migliorare".
Sottolineando che "La formazione integrale dei giovani è uno degli apostolati tradizionali della Compagnia di Gesù fin dalle sue origini", il Santo Padre ha ricordato che si sta portando a termine "il rinnovamento degli Statuti dell'Università e dei Regolamenti Generali, come anche degli Statuti e dei Regolamenti delle diverse Facoltà, Istituti e Centri" ed ha affermato che: "Questo contribuirà a meglio definire l'identità della Gregoriana, consentendo la redazione di programmi accademici più adeguati all'adempimento della missione che le è propria".
"Come Università ecclesiastica pontificia" - ha concluso Benedetto XVI - "questo Centro accademico è impegnato a 'sentire in Ecclesia et cum Ecclesia'. È un impegno che nasce dall'amore per la Chiesa, nostra Madre e Sposa di Cristo".
Al termine della visita, prima di rientrare in Vaticano, il Papa è sceso nei locali del Centro Convegni "Matteo Ricci" dove ha incontrato la comunità religiosa dei Gesuiti.
BXVI-VISITA/UNIVERSITÀ GREGORIANA/GHIRLANDA VIS 20061103 (640)

CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, rende noto quanto segue: "A proposito dei commenti apparsi sulla stampa circa la possibile assenza del Primo Ministro turco Signor Recep Tayyip Erdogan durante la visita del Santo Padre in Turchia (28 novembre - 1 dicembre), è bene precisare che la Santa Sede era già da tempo informata - nel corso della preparazione del viaggio - circa la concomitanza con l'importante impegno del Primo Ministro per il vertice della NATO in Lettonia, ed era altresì informata che il Capo del Governo avrebbe cercato di essere presente in Turchia per incontrare il Santo Padre ma che non poteva garantirlo, e in caso di assenza sarebbe stato rappresentato da altra importante autorità del Governo, cioè il Vice Primo Ministro".
OP/VIAGGIO PAPA TURCHIA/ERDOGAN VIS 20061103 (140)
CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Armando Martín Gutiérrez, dei Figli dell'Amore Misericordioso (F.A.M.), Vescovo di Bacabal (superficie: 15.867; popolazione: 494.564; cattolici: 454.958; sacerdoti: 27; religiosi: 62), Brasile. Il Vescovo eletto, finora formatore della sua Congregazione nell'Arcidiocesi di Fermo (Italia), è nato nel 1954 a Madrid (Spagna), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso nel 1974 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NER/.../MARTÍN GUTIÉRREZ VIS 20061103 (90)
CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato delle brevi riflessioni alla Solennità di Tutti i Santi, che si celebra oggi, e alla commemorazione dei fedeli defunti (2 novembre), due ricorrenze liturgiche che "ci offrono una singolare opportunità per meditare sulla vita eterna".
"L'uomo moderno" - si è domandato il Papa - "l'aspetta ancora questa vita eterna, o ritiene che essa appartenga a una mitologia ormai superata? In questo nostro tempo, più che nel passato, si è talmente assorbiti dalle cose terrene, che talora riesce difficile pensare a Dio come protagonista della storia e della nostra stessa vita. L'esistenza umana però, per sua natura, è protesa a qualcosa di più grande, che la trascenda; è insopprimibile nell'essere umano l'anelito alla giustizia, alla verità, alla felicità piena".
"Dinanzi all'enigma della morte, sono vivi in molti il desiderio e la speranza di ritrovare nell'aldilà i propri cari. Come pure è forte la convinzione di un giudizio finale che ristabilisca la giustizia, l'attesa di un definitivo confronto in cui a ciascuno sia dato quanto gli è dovuto".
"'Vita eterna' per noi cristiani" - ha spiegato Benedetto XVI - "non indica però solo una vita che dura per sempre, bensì una nuova qualità di esistenza, pienamente immersa nell'amore di Dio, che libera dal male e dalla morte e ci pone in comunione senza fine con tutti i fratelli e le sorelle che partecipano dello stesso Amore. L'eternità, pertanto, può essere già presente al centro della vita terrena e temporale, quando l'anima, mediante la grazia, è congiunta a Dio, suo ultimo fondamento".
"Cari fratelli e sorelle, meditiamo su queste realtà" - ha concluso il Pontefice - "con l'animo volto verso il nostro ultimo e definitivo destino, che dà senso alle situazioni quotidiane. Ravviviamo il gioioso sentimento della comunione dei santi e lasciamoci attrarre da loro verso la meta della nostra esistenza: l'incontro faccia a faccia con Dio".
ANG/TUTTI I SANTI:DEFUNTI/... VIS 20061103 (340)

CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Solennità di Tutti i Santi, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.
Nell'omelia il Santo Padre ha sottolineato che "i santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina".
"Ma 'a che serve la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità?'. Con questa domanda" - ha ricordato il Papa - "comincia una famosa omelia di San Bernardo per il giorno di Tutti i Santi. È domanda che ci si potrebbe porre anche oggi. E attuale è anche la risposta che il Santo ci offre: 'I nostri santi - egli dice - non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. (...) Ecco dunque il significato dell'odierna solennità: guardando al luminoso esempio dei santi risvegliare in noi il grande desiderio di essere come i santi: felici di vivere vicini a Dio, nella sua luce, nella grande famiglia degli amici di Dio. (...) E questa è la vocazione di noi tutti, con vigore ribadita dal Concilio Vaticano II, ed oggi riproposta in modo solenne alla nostra attenzione".
"Per essere santi" - ha spiegato il Pontefice - "non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. (...) È necessario innanzitutto ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d'animo di fronte alle difficoltà".
"L'esperienza della Chiesa dimostra che ogni forma di santità, pur seguendo tracciati differenti, passa sempre per la via della croce, la via della rinuncia a se stesso. Le biografie dei santi descrivono uomini e donne che, docili ai disegni divini, hanno affrontato talvolta prove e sofferenze indescrivibili, persecuzioni e martirio".
"L'esempio dei santi è per noi un incoraggiamento a seguire le stesse orme, a sperimentare la gioia di chi si fida di Dio, perché l'unica vera causa di tristezza e di infelicità per l'uomo è vivere lontano da Lui".
"La santità" - ha sottolineato il Santo Padre - "esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell'uomo, è anzitutto dono di Dio, tre volte Santo".
"Come non rispondere all'amore del Padre celeste con una vita da figli riconoscenti? In Cristo" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "ci ha fatto dono di tutto se stesso, e ci chiama a una relazione personale e profonda con Lui. Quanto più pertanto imitiamo Gesù e Gli restiamo uniti, tanto più entriamo nel mistero della santità divina. Scopriamo di essere amati da Lui in modo infinito, e questo ci spinge, a nostra volta, ad amare i fratelli. Amare implica sempre un atto di rinuncia a se stessi, il 'perdere se stessi', e proprio così ci rende felici".
HML/SANTITÀ/... VIS 20061103 (510)

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accolto la rinunzia presentata dal Cardinale Darío Castrillón Hoyos, all'incarico di Prefetto della Congregazione per il Clero, in ossequio a quanto previsto dal canone 354 del Codice di Diritto Canonico.
- Ha nominato il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., finora Arcivescovo di São Paulo (Brasile), Prefetto della Congregazione per il Clero.
- Ha accettato le dimissioni presentate dal Cardinale Francesco Marchisano, dall'incarico di Arciprete della Basilica di San Pietro. Nel suddetto incarico gli succede l'Arcivescovo Angelo Comastri, Arcivescovo Prelato emerito di Loreto, Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, finora Coadiutore della medesima Basilica di San Pietro.
- Ha accettato la rinuncia, presentata dal Vescovo Robert A. Brucato, all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati Uniti d'America), per raggiunti limiti di età.
- Ha nominato il Reverendo Thomas Chung An-zu, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Taipei (superficie: 4.590; popolazione: 6.792.857; cattolici: 84.326; sacerdoti: 272; religiosi: 707), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Cappellano dell'Università Cattolica "Fu Jen" di Taipei (Taiwan), è nato a Yunlin (Taiwan) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
- Ha nominato il Reverendo Fausto Gaibor García, Vescovo Ausiliare di Riobamba (superficie: 7.014; popolazione: 475.000; cattolici: 330.000; sacerdoti: 67; religiosi: 218; diaconi permanenti: 6), Ecuador. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere e Parroco della Cattedrale di Guaranda, è nato nel 1952 nei pressi della città di Guaranda (Ecuador) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
RE:NA:NEA/.../... VIS 20061031 (250)

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