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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 11 luglio 2006

IN BREVE


IL PAPA HA INVIATO UN MESSAGGIO DI AUGURI a Sua Altezza il Principe Hans-Adam II del Liechtenstein, in occasione del secondo centenario della sovranità del Principato. Il Santo Padre scrive che "un elemento importante dell'identità del Liechtenstein è il forte radicamento dei suoi abitanti nella fede cattolica e nella loro fedeltà alla sede di Pietro".

AL VESCOVO DI ALTAMURA-GRAVINA-ACQUAVIVA DELLE FONTI, Monsignor Mario Paciello, il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano ha indirizzato un telegramma in cui scrive che il Papa lo ha incaricato di far sapere a lui e a tutta la comunità diocesana che "continua a seguire con viva trepidazione la vicenda dei due fratellini Francesco e Salvatore di Gravina di Puglia", scomparsi da oltre un mese, assicura "il suo speciale ricordo nella preghiera ed auspica di cuore che questo doloroso caso giunga presto ad una felice conclusione".

L'UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE DEL SOMMO PONTEFICE ha reso noto oggi che lunedì 17 luglio, alle ore 18:30, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica Pontificia di San Paolo fuori le Mura, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria in Portico, Piazza Campitelli, 9, Roma.
.../IN BREVE/... VIS 20060711 (170)

PADRE LOMBARDI NUOVO DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 11 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Padre Lombardi, nato nel 1942 a Saluzzo (Italia), ordinato sacerdote nel 1972, attualmente è e continua ad essere anche Direttore Generale della Radio Vaticana e Direttore del Centro Televisivo Vaticano.

Benedetto XVI ha accolto la rinuncia presentata dal Dottor Joaquín Navarro-Valls, all'ufficio di Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, e lo ha ringraziato per il suo lungo e generoso servizio. Il Dottor Navarro-Valls è nato nel 1936 a Cartagena (Spagna) e dal 1984 era Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Pubblichiamo di seguito la lettera indirizzata in questa occasione ai giornalisti della Sala Stampa della Santa Sede dal Padre Federico Lombardi e la dichiarazione del Dottor Joaquín Navarro-Valls.

Lettera del Padre Federico Lombardi, S.I.:

"Carissima, carissimo,

mentre mi preparo ad assumere questo nuovo compito presso la Sala Stampa della Santa Sede, sono naturalmente grato al Santo Padre e ai Superiori per la fiducia che ripongono in me, ma penso anche in particolare - con simpatia - a te e a tutti i colleghi dell'informazione che sono chiamato a servire".

"Da tempo lavoro, come voi, perché l'attività del Santo Padre e la realtà della Chiesa possano essere conosciute e capite in modo obiettivo e adeguato".

"Il Dottor Navarro-Valls ha svolto il suo lungo servizio in questo campo con capacità, intelligenza e dedizione eccezionali. Tutti gliene siamo profondamente grati, e continuiamo a contare sulla sua amicizia".

"Non posso pretendere di imitarlo, ma potete contare sull'impegno che dedicherò, con i miei limiti ma con tutte le forze disponibili, a servire il Santo Padre e il vostro buon lavoro. So di poter contare sulla collaborazione che certamente sarà offerta generosamente - a me come a voi - da tutto il personale della Sala Stampa, a cominciare dal Vice Direttore, l'amico Padre Ciro Benedettini".

"Chiedo anche a te la tua benevolenza, così questo tratto comune del nostro cammino sarà più fruttuoso".

"Affido al Signore questi sentimenti nella ricorrenza liturgica di San Benedetto, in cui forse non per caso ricevo l'incarico di questo nuovo servizio".

Dichiarazione del Dottor Joaquín Navarro-Valls:

"Sono molto grato al Santo Padre che ha voluto accogliere la mia disponibilità, più volte manifestata, a lasciare l'incarico di Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, dopo un così lungo numero di anni".

"Sono consapevole di aver ricevuto in questi anni molto più di quanto abbia potuto dare e perfino di quanto sia adesso capace di comprendere pienamente".
OP/NUOVO DIRETTORE/LOMBARDI:NAVARRO-VALLS VIS 20060711 (430)

INIZIO VACANZE DI BENEDETTO XVI IN VALLE D'AOSTA


CITTA' DEL VATICANO, 11 LUG. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, partito da Roma, è giunto dopo un'ora di volo all'aeroporto Saint Christophe, in Valle d'Aosta e, poco dopo ha raggiunto in autovettura la Residenza di Les Combes d'Introd, dove trascorrerà diciassette giorni di riposo.

Come lo scorso anno, il Papa alloggerà nello Chalet, proprietà dei Salesiani, che ha spesso accolto Giovanni Paolo II. Dall'edificio, a due piani, di pietra e mattoni, circondato da un ampio giardino, situato a 1.200 metri di altitudine, si gode la vista del Monte Bianco, della catena montuosa del confine franco-italiano e delle Alpi italo-svizzere.

Le due uniche manifestazioni pubbliche del Santo Padre previste in questo periodo di riposo sono la recita dell'Angelus di domenica 16 e di domenica 23 luglio. Un Comunicato della Diocesi di Aosta ha annunciato che l'accesso è libero per tutti coloro che desiderano recarsi a Les Combes per ascoltare il Santo Padre e partecipare alla preghiera domenicale.

Il soggiorno del Santo Padre nella località alpina di Les Combes, frazione del Comune di Introd, a venti chilometri da Aosta, si concluderà il 28 luglio.

Al termine del suo secondo soggiorno in Valle d'Aosta, il Santo Padre si trasferirà alla Residenza estiva di Castel Gandolfo, a 30 chilometri da Roma, dove trascorrerà il periodo estivo.

Il prossimo Viaggio Apostolico di Benedetto XVI - il quarto dall'inizio del suo Pontificato, si svolgerà dal 9 al 14 settembre prossimo, in Germania.
BXVI-VACANZE/VALLE D'AOSTA/... VIS 20060711 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Antonio Eguren Anselmi, S.V.C., Arcivescovo Metropolita di Piura (superficie: 33.510; popolazione: 1.451.100; cattolici: 1.407.567; sacerdoti: 94; religiosi: 219), Perù. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo Ausiliare di Lima (Perù), è nato nel 1956 a Lima (Perù), è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2002. Succede all'Arcivescovo Oscar Rolando Cantuarías Pastor, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Robert Le Gall, O.S.B., Arcivescovo Metropolita di Toulouse (superficie: 6.372; popolazione: 1.075.000; cattolici: 725.000; sacerdoti: 347; religiosi: 804; diaconi permanenti: 18), Francia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Mende (Francia), è nato nel 1946 a Saint-Hilaire-du-Harcouët (Francia), ha emesso la professione solenne nel 1970 nell'Ordine Benedettino, è stato ordinato sacerdote nel 1974 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2001. Succede all'Arcivescovo Émile Marcus, PSS, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gonzalo Restrepo Restrepo, finora Vescovo Ausiliare di Cali (Colombia), Vescovo di Girardota (superficie: 2.445; popolazione: 203.000; cattolici: 183.000; sacerdoti: 56; religiosi: 99), Colombia.

- Ha nominato il Padre Soundaraj Periyanayagam, S.D.B., Vescovo di Vellore (superficie: 12.265; popolazione: 9.675.750; cattolici: 155.700; sacerdoti: 155; religiosi: 700), India. Il Vescovo eletto, finora Rettore dell'Orfanotrofio "Don Bosco" a Katpadi, Gandhi Nagar (India), è nato nel 1949 a Periya Kolappalur (India), ha emesso i primo voti nella Società Salesiana nel 1970 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983.

- Ha nominato il Vescovo Javier Augusto del Río Alba, Arcivescovo Coadiutore di Arequipa (superficie: 26.306; popolazione: 939.000; cattolici: 845.000; sacerdoti: 177; religiosi: 482), Perù. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo Ausiliare di Callao (Perù), è nato a Lima (Perù), nel 1957, è stato ordinato sacerdote nel 1992 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2004.

- Ha nominato Nunzio Apostolico nel Principato di Monaco, l'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico presso le Comunità Europee.
NER:RE:NEC:NN/.../... VIS 20060711 (340)

lunedì 10 luglio 2006

PRESCINDERE DA DIO MINA LA VERITÀ DELL'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 8 LUG. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo alcuni estratti della Lettera Pontificia indirizzata ai Membri della Conferenza Episcopale Spagnola, che Benedetto XVI, nel corso della sua visita alla Cattedrale di Valencia, ha consegnato questa mattina al Presidente, Vescovo Ricardo Blázquez Pérez.

"Sapete che seguo da vicino e con molto interesse gli avvenimenti della Chiesa nel vostro Paese, un Paese di profonde radici cristiane e che tanto ha contribuito ed è chiamato a contribuire alla testimonianza della fede e alla sua diffusione in molte altre parti del mondo. Mantenete vivo e vigoroso questo spirito che ha accompagnato la vita degli spagnoli nella loro storia, affinché esso continui, nutrendo e dando vitalità all'anima del vostro popolo".

"Conosco e incoraggio l'impulso che state dando all'azione pastorale, in un tempo di rapida secolarizzazione che a volte colpisce perfino la vita interna delle comunità cristiane. Continuate dunque a proclamare, senza scoraggiarvi, che prescindere da Dio, agire come se non egli esistesse o relegare la fede all'ambito meramente privato, mina la verità dell'uomo e ipoteca il futuro della cultura e della società".

"Al contrario, rivolgere lo sguardo al Dio vivo, garante della nostra libertà e della verità, è una premessa per arrivare ad un'umanità nuova. Il mondo ha bisogno oggi in modo particolare che si annunci e si renda testimonianza di Dio che è amore e, pertanto, l'unica luce che, in fondo, illumina l'oscurità del mondo e ci dà la forza per vivere e agire (cfr. 'Deus caritas est', 39)".

"Mossi dalla vostra sollecitudine pastorale e dallo spirito di piena comunione nell'annuncio del Vangelo, avete orientato la coscienza cristiana dei vostri fedeli su diversi aspetti della realtà davanti alla quale si trovano e che in alcune occasioni perturbano la vita ecclesiale e la fede dei semplici. Avete pure posto l'Eucaristia come tema centrale del vostro Piano di Pastorale, al fine di 'rivitalizzare la vita cristiana dal suo stesso cuore, poiché addentrandoci nel mistero eucaristico entriamo nel cuore di Dio' (n. 5).

"Fratelli nell'episcopato, vi esorto vivamente a mantenere e accrescere la vostra comunione fraterna, testimonianza ed esempio della comunione ecclesiale che deve regnare in tutto il popolo cristiano che vi è stato affidato. Prego per voi, prego per la Spagna. Vi chiedo che preghiate per me e per tutta la Chiesa. Invoco la Santissima Vergine Maria, tanto venerata nelle vostre terre, affinché vi protegga ed accompagni nel vostro ministero pastorale, allo stesso tempo vi imparto con grande affetto la Benedizione Apostolica".
PV-SPAGNA/MESSAGGIO VESCOVI/VALENCIA VIS 20060710 (420)

PREGHIERA DEL PAPA VITTIME INCIDENTE METRO VALENCIA


CITTA' DEL VATICANO, 8 LUG. 2006 (VIS). Questa mattina alle 9:30, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall'aeroporto romano di Fiumicino alla volta di Valencia (Spagna) dove è giunto alle ore 11:30, dando inizio al terzo Viaggio all'estero del Suo Pontificato e al Suo primo Viaggio Apostolico in Spagna, per presiedere la conclusione del V Incontro Mondiale delle Famiglie, sul tema: "La trasmissione della fede nella famiglia".

Al suo arrivo all'aeroporto di Valencia-Manises, i Re di Spagna, Don Juan Carlos e Donna Sofia, hanno dato il benvenuto al Santo Padre che subito dopo è stato salutato dal Presidente del Governo, Signor José Luis Rodríguez Zapatero e da altre Autorità civili ed ecclesiastiche, fra le quali, l'Arcivescovo di Valencia, Monsignor Agustín García-Gasco.

Il Papa ha ringraziato l'Arcivescovo, i Vescovi Ausiliari, e tutta l'Arcidiocesi levantina per la "calda accoglienza nell'ambito di questo Incontro Mondiale, che in questi giorni accompagna nel dolore le famiglie che piangono i loro cari, vittime di un tragico evento, e che si sente vicina anche ai feriti".

"Il mio desiderio" - ha detto il Papa - "è proporre il ruolo centrale, per la Chiesa e la società, che ha la famiglia fondata sul matrimonio. Questa è un'istituzione insostituibile secondo i piani di Dio, ed il cui valore fondamentale la Chiesa non può smettere di annunciare e promuovere, affinché sia vissuto sempre con senso di responsabilità e gioia".

Benedetto XVI ha ricordato inoltre che: "Il mio venerato Predecessore e gran amico della Spagna, il caro Giovanni Paolo II, convocò questo Incontro. (...) Profondamente unito a tutti i partecipanti, implorerò dal Signore, per intercessione della nostra Santissima Madre e dell'Apostolo San Giacomo, abbondanti grazie per le famiglie della Spagna e di tutto il mondo".

Al termine del suo primo discorso il Papa si è recato in autovettura panoramica alla stazione di Jesús dove ha pregato per le vittime dell'incidente della metropolitana, occorso lunedì scorso.

Poco dopo il Papa si è recato alla Cattedrale di Valencia dedicata alla Vergine dell'Assunzione, dove si è raccolto in preghiera davanti al Santissimo Sacramento e nella Cappella del Santo Calice, quindi ha firmato l'Albo d'onore ed ha consegnato una lettera autografa, indirizzata a tutti i Vescovi spagnoli, al Presidente della Conferenza Episcopale, Monsignor Ricardo Blázquez Pérez.

Secondo la tradizione il Santo Calice, custodito nell'omonima Cappella, è la stessa coppa utilizzata da Gesù nell'ultima Cena. In seguito il Santo Calice fu portato a Roma da San Pietro e conservato dai Papi fino a Sisto II, il quale, durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano (secolo III), ordinò, al diacono San Lorenzo di portare in salvo il calice. San Lorenzo lo portò a Huesca, sua terra natale, poco prima del suo martirio, fra l'anno 258 e il 261. Il Calice rimase custodito a Huesca per 450 anni, fino all'invasione musulmana. Nell'anno 712, il Vescovo di Huesca lo trasferì nel Monastero di San Giovanni della Peña. Alcuni secoli dopo, nel 1437, il Re Alfonso V il Magnanimo lo consegnò alla Cattedrale di Valencia. Nel 1982 Giovanni Paolo II, in visita alla Cattedrale di Valencia, celebrò la Santa Messa, con il Sacro Calice, e durante la quale ordinò il maggior numero di sacerdoti del suo Pontificato.

Successivamente Benedetto XVI si è recato alla Basilica della "Virgen de los Desamparados" (Nostra Signora degli Abbandonati), Patrona di Valencia. La Basilica fu edificata fra il 1652 e il 1667. Nel 1961 il Beato Giovanni XXIII proclamò la Virgen de los Desamparados Patrona Principale di tutta la Regione Valenziana. Nella Cattedrale il Papa si è raccolto, insieme ai familiari delle vittime, per pregare nuovamente per tutti coloro che hanno perso la vita nell'incidente della metropolitana.

"Davanti alla Virgen de los Desamparados" - ha detto Benedetto XVI - "chiediamo che sia di consolazione per tutte le famiglie che hanno sofferto le conseguenze dell'incidente, che ha gettato nel dolore e nel lutto i figli di questa città. Con il cuore rivolto alla misericordia divina, recitiamo tutti insieme un Padre Nostro in suffragio di quanti sono ora in presenza di Dio".

Conclusasi la breve cerimonia, il Papa ha lasciato la Basilica e prima di recitare l'Angelus nella Plaza de la Virgen, ha rivolto alcune parole ai seminaristi e ai loro familiari.

"L'amore, consegna e fedeltà dei genitori, così come la concordia nella famiglia, è l'ambiente propizio affinché si ascolti la chiamata divina e si accolga il dono della vocazione" - ha detto il Papa - "Vivete intensamente gli anni di preparazione nel Seminario, con l'aiuto ed il discernimento dei formatori, e con la docilità e fiducia totale degli Apostoli che seguirono prontamente Gesù. Imparate dalla Vergine Maria come si accoglie senza riserve questa chiamata, con gioia e generosità".

Infine il Santo Padre, esprimendosi in valenziano, si è rivolto alla Vergine de los Desamparados, con queste parole: "Davant della Cheperudeta vullc dirli: Ampareumos nit i giorno in totel essi necessitats, puix che sou, Verge María, Mare dels Desamparats" (Davanti alla "Gobbina" voglio dirle: "Proteggeteci notte e giorno in tutte le necessità, poiché siete, Vergine Maria, Madre degli Abbandonati".

Al termine Benedetto XVI è rientrato al Palazzo Arcivescovile di Valencia, sua residenza ufficiale nei due giorni di visita in Spagna.
PV-SPAGNA/ARRIVO:CATTEDRALE:BASILICA/VALENCIA VIS 20060710 (820)

ALLEANZA MATRIMONIALE GRANDE BENE PER TUTTA L'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 9 LUG. 2006 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica per le Famiglie, il Papa ha lasciato in autovettura panoramica la Città delle Arti e delle Scienze diretto all'aeroporto di Valencia-Manises, dove ha avuto luogo la Cerimonia di congedo. Nel tragitto di dieci chilometri verso l'aeroporto, migliaia di persone assiepate ai bordi della strada, hanno potuto salutare il Santo Padre.

Dopo il saluto del Re di Spagna, Sua Maestà Juan Carlos de Borbón y Borbón, il Papa Benedetto XVI ha ringraziato tutti per "la gentile ospitalità" dispensata e per "le dimostrazioni di affetto" in tutti i momenti della sua visita.

Il Santo Padre ha detto quindi: "Confido che, con l'aiuto dell'Altissimo e la materna protezione della Vergine Maria, questo Incontro continui a risuonare come un canto gioioso dell'amore, della vita e della fede condivisa nelle famiglie, aiutando il mondo di oggi a comprendere che l'alleanza matrimoniale, per la quale l'uomo e la donna stabiliscono un vincolo permanente, è un grande bene per tutta l'umanità".

Parimenti il Papa ha espresso la sua gratitudine alle migliaia di pellegrini convenuti da tutti i continenti del mondo che hanno partecipato alle celebrazioni del suo Viaggio Apostolico in Spagna ed ha detto loro: "Vi porto nel mio cuore. I miei sentimenti si uniscono alla mia preghiera affinché l'Onnipotente vi benedica oggi e sempre".

L'aereo papale è partito alle 13:00 ed è atterrato all'aeroporto di Roma-Ciampino alle 15:00, da dove il Papa ha raggiunto in elicottero la Città del Vaticano.
PV-SPAGNA/CONGEDO/VALENCIA VIS 20060710 (260)

MATERNITÀ E PATERNITÀ RIFLETTONO L'AMORE DI DIO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 9 LUG. 2006 (VIS). Alle ore 9:30 di questa mattina, il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica del V Incontro Mondiale delle Famiglie nella Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, con la partecipazione di più di un milione e mezzo di persone. Nel corso della Messa il Papa ha usato il Santo Calice.

Nell'omelia, ringraziando il Signore per "la moltitudine giubilante" riunita a Valencia e anche per le tante altre persone che, da terre lontane, hanno seguivano la celebrazione attraverso la radio e la televisione, Benedetto XVI ha ricordato che nelle letture della Santa Messa: "La famiglia si mostra (...) come una comunità di generazioni e garante di un patrimonio di tradizioni".

"Tutti abbiamo ricevuto da altri la vita e le verità basilari di essa" - ha detto il Santo Padre - "e siamo chiamati a raggiungere la perfezione in relazione e comunione amorosa con gli altri. La famiglia, fondata nel matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale".

"Quando un bambino nasce, attraverso la relazione coi suoi genitori incomincia a fare parte di una tradizione familiare che ha radici ancora più antiche. Col dono della vita riceve tutto un patrimonio di esperienza. (...) I figli crescono e maturano umanamente nella misura in cui accolgono con fiducia quel patrimonio e quell'educazione che continuano ad assumere progressivamente. In questo modo sono capaci di elaborare una sintesi personale tra ciò che hanno ricevuto e quello che imparano, e che ognuno e ogni generazione è chiamata a realizzare".

"Nell'origine di ogni uomo e, pertanto, in ogni paternità e maternità umana è presente Dio Creatore. Per questo motivo i coniugi devono accogliere il bambino che nasce come figlio non solo loro, ma anche di Dio che lo ama per quello che è e lo chiama alla filiazione divina. (...) La memoria di questo Padre illumina l'identità più profonda degli uomini: da dove veniamo, chi siamo e quanto grande è la nostra dignità. Veniamo certamente dai nostri genitori e siamo loro figli, ma veniamo anche da Dio che ci ha creati a sua immagine e ci ha chiamati ad essere suoi figli. Per questo motivo nell'origine di ogni essere umano non esiste il caso o la fatalità, bensì un progetto dell'amore di Dio. È quello che ci ha rivelato Gesù Cristo, vero Figlio di Dio e uomo perfetto. Egli conosceva da dove veniva e da dove veniamo tutti: dall'amore di suo Padre e nostro Padre".

"La fede non è, dunque, una mera eredità culturale" - ha sottolineato il Pontefice - "bensì un'azione continua della grazia di Dio che chiama, come anche della libertà umana che può aderire oppure non aderire a quella chiamata. Benché nessuno risponda per un altro, tuttavia i genitori cristiani sono chiamati a dare un'attestazione credibile della loro fede e speranza cristiana. (...) In questo modo, con la testimonianza costante dell'amore coniugale dei genitori, vissuto ed impregnato di fede, e con il sostegno affettuoso della comunità cristiana, si favorirà nei figli un approccio personale al dono stesso della fede, affinché scoprano attraverso di essa il senso profondo della propria esistenza e si sentano perciò riconoscenti".

"Nella cultura attuale si esalta molto spesso la libertà dell'individuo inteso come soggetto autonomo, come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri".

"La Chiesa non cessa di ricordare che la vera libertà dell'essere umano proviene dall'essere stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Perciò, l'educazione cristiana è educazione alla libertà e per la libertà. 'Noi facciamo il bene non come schiavi che non sono liberi di fare diversamente, ma lo facciamo perché portiamo personalmente la responsabilità per il mondo; perché amiamo la verità e il bene, perché amiamo Dio stesso e quindi anche le sue creature'".

"L'affetto con il quale i nostri genitori ci accolsero ed accompagnarono nei primi passi in questo mondo" - ha proseguito il Pontefice - "è come un segno e prolungamento sacramentale dell'amore benevolo di Dio dal quale veniamo. L'esperienza di essere accolti ed amati da Dio e dai nostri genitori è il fondamento solido che favorisce sempre la crescita e lo sviluppo autentico dell'uomo e che tanto ci aiuta a maturare durante il cammino verso la verità e l'amore, come anche ad uscire da noi stessi per entrare in comunione con gli altri e con Dio".

"Per avanzare in questo cammino di maturità umana, la Chiesa ci insegna a rispettare e promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che è, inoltre, l'origine della famiglia. Per questo, riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti servizi che si possono rendere oggi al bene comune e allo sviluppo autentico degli uomini e delle società, così come la migliore garanzia per assicurare la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà della persona umana".

"La famiglia cristiana" - ha concluso il Santo Padre - "è chiamata, dunque, a perseguire gli obiettivi indicati non come qualcosa imposto dall'esterno, bensì come un dono della grazia del sacramento del matrimonio infusa negli sposi. Se questi rimangono aperti allo Spirito e chiedono il suo aiuto, egli non cesserà di comunicare loro l'amore di Dio Padre manifestato e incarnato in Cristo. La presenza dello Spirito aiuterà i coniugi a non perdere di vista la fonte e la dimensione del loro amore e della loro reciproca donazione, come anche a collaborare con lui per riverberarlo e incarnarlo in tutte le dimensioni della loro vita. Lo Spirito susciterà al tempo stesso in loro l'anelito dell'incontro definitivo con Cristo nella casa di suo Padre e nostro Padre. Questo è il messaggio di speranza che da Valencia voglio lanciare a tutte le famiglie del mondo. Amen".

Al termine della Messa e prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ringraziato per il lavoro svolto da tutti coloro che hanno reso possibile l'Incontro di Valencia ed ha annunciato che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie si svolgerà nel 2009 a Città del Messico (Messico).
PV-SPAGNA/MESSA/... VIS 20060710 (1000)

LA FAMIGLIA FONDAMENTO INDISPENSABILE PER LA SOCIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 8 LUG. 2006 (VIS). Alle ore 17.15 il Santo Padre si è recato in visita di cortesia ai Reali di Spagna - le loro Maestà il Re Juan Carlos de Borbón y Borbón e la Regina Sofia - al Palazzo della Generalitat, sede istituzionale del Presidente della Regione autonoma di Valencia.

Lasciato il Palazzo della Generalitat, il Papa ha raggiunto in auto all'Arcivescovado dove, alle ore 18.30, ha avuto luogo l'incontro con il Presidente del Governo di Spagna, il Signor José Luis Rodríguez Zapatero.

Alle ore 20.30, Benedetto XVI si è trasferito in auto alla Città delle Arti e delle Scienze, un moderno complesso di edifici al centro della città, per la conclusione dell'Incontro Festivo e Testimoniale delle Famiglie, con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.

Dopo la sfilata dei partecipanti con le bandiere dei rispettivi Paesi e l'omaggio floreale alla "Virgen de los Desamparados" e all'Icona della Sacra Famiglia, introdotto da un indirizzo d'omaggio del Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e le testimonianze di alcune famiglie provenienti da tutti i continenti, il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato un discorso.

"La famiglia è un'istituzione intermedia tra l'individuo e la società" - ha affermato Benedetto XVI - "e niente può supplirla totalmente. Essa stessa si fonda soprattutto su una profonda relazione interpersonale tra il marito e la moglie, sostenuta dall'affetto e dalla mutua comprensione. Per ciò riceve l'abbondante aiuto di Dio nel sacramento del matrimonio che comporta una vera vocazione alla santità".

"Possano" - ha detto il Papa - "i figli sperimentare più i momenti di armonia e di affetto dei genitori che non quelli di discordia o indifferenza, perché l'amore tra il padre e la madre offre ai figli una grande sicurezza ed insegna loro la bellezza dell'amore fedele e duraturo".

Benedetto XVI ha sottolineato che: "La famiglia è un bene necessario per i popoli, un fondamento indispensabile per la società ed un grande tesoro degli sposi durante tutta la loro vita. È un bene insostituibile per i figli che devono essere frutto dell'amore, della donazione totale e generosa dei genitori. Proclamare la verità integrale della famiglia, fondata nel matrimonio come 'Chiesa domestica e santuario della vita', è una grande responsabilità di tutti".

Di fronte agli ostacoli che le famiglie, isolate dal resto dei propri familiari ed amici, vivono, il Papa ha affermato che: "La comunità ecclesiale ha la responsabilità di offrire sostegno, stimolo e alimento spirituale che fortifichi la coesione familiare, soprattutto nelle prove o nei momenti critici. In questo senso, è molto importante il ruolo delle parrocchie, così come delle diverse associazioni ecclesiali, chiamate a collaborare come strutture di appoggio e mano vicina della Chiesa per la crescita della famiglia nella fede".

Riguardo alla trasmissione delle fede, tema di questo V Incontro Mondiale, il Papa ha affermato: "Trasmettere la fede ai figli, con l'aiuto di altre persone e istituzioni come la parrocchia, la scuola o le associazioni cattoliche, è una responsabilità che i genitori non possono dimenticare, trascurare o delegare totalmente. (...) Il linguaggio della fede si impara nel focolare domestico dove questa fede cresce e si fortifica attraverso la preghiera e la pratica cristiana".

"Questo incontro" - ha proseguito il Pontefice - "dà nuovo vigore per continuare ad annunciare il Vangelo della famiglia, riaffermare la sua validità ed identità basata nel matrimonio aperto al dono generoso della vita, e dove si accompagna ai figli nella sua crescita fisica e spirituale. In questo modo si rifiuta un edonismo molto impregnato che banalizza le relazioni umane e le svuota del loro genuino valore e della loro bellezza. Promuovere i valori del matrimonio non ostacola la gioia piena che l'uomo e la donna trovano nel loro mutuo amore. La fede e l'etica cristiana, dunque, non pretendono di soffocare l'amore, bensì renderlo più sano, forte e realmente libero".

Il Papa ha invitato "i governanti e i legislatori a riflettere sul bene evidente che i focolari domestici in pace e in armonia assicurano all'uomo, alla famiglia, centro nevralgico della società, assicurano le case che vivono nella pace, nell'armonia, come ricorda la Santa Sede nella 'Lettera dei Diritti della Famiglia'. L'oggetto delle leggi è il bene integrale dell'uomo, la risposta alle sue necessità e aspirazioni. Questo è un notevole aiuto alla società, del quale non può privarsi, e per i popoli è una salvaguardia e una purificazione. Inoltre, la famiglia è una scuola di umanesimo, affinché cresca fino a diventare veramente uomo. In questo senso, l'esperienza di essere amati dai genitori porta i figli ad avere coscienza della loro dignità di figli".

"La creatura concepita deve essere educata nella fede, amata e protetta. I figli, insieme al fondamentale diritto a nascere e essere educati nella fede, hanno pure diritto ad una casa che abbia come modello quello di Nazaret e siano preservati da tutte le insidie e le minacce".

Infine Papa Benedetto XVI ha posto in evidenza l'importanza dei nonni nelle famiglie ed ha detto: "Essi possono essere -e sono tante volte - i garanti dell'affetto e della tenerezza che ogni essere umano ha bisogno di dare e di ricevere. Essi offrono ai piccoli la prospettiva del tempo, sono memoria e ricchezza delle famiglie. Mai per nessuna ragione siano esclusi dall'ambito familiare. Sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede all'avvicinarsi della morte".

Al termine dell'Incontro, il Santo Padre ha fatto ritorno al Palazzo Arcivescovile di Valencia, che lo ospita.
PV-SPAGNA/INCONTRO FAMIGLIE/VALENCIA VIS 20060710 (910)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Gianfranco Gardin, O.F.M.Conv., Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, elevandolo in parti tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Direttore Generale del "Messaggero di Sant'Antonio", è nato a San Polo di Piave (Treviso) nel 1944, ha fatto la professione perpetua nell'Ordine dei Francescani Conventuali nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha accolto la rinuncia presentata per raggiunti limiti d'età dall'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, C.P., all'incarico di Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Sabato 8 luglio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica: il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, di Saint Louis (Stati Uniti d'America) e l'Arcivescovo Lluís Martínez Sistach, di Barcelona (Spagna).

- Il Sacerdote Rafael Escudero López-Brea, Vescovo Coadiutore della Prelatura Territoriale di Moyabamba (superficie: 45.387; popolazione: 699.532; cattolici: 589.986; sacerdoti: 37; religiosi: 88), Perù. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Prelatura e Parroco della Cattedrale di Moyobamba (Perù), è nato nel 1962 a Quintanar de la Orden (Spagna), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Il Reverendo George Nkuo, Vescovo di Kumbo (superficie: 8.000; popolazione: 734.052; cattolici: 141.970; sacerdoti: 64; religiosi: 115), Camerun. Il Vescovo eletto, finora Segretario Diocesano per l'Educazione Cattolica, è nato nel 1953 a Njiniikom (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NA:RE:NEC:NER/.../... VIS 20060710 (270)

TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME DISASTRO AEREO IRKUTSK


CITTA' DEL VATICANO, 9 LUG. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, un telegramma di cordoglio alle competenti Autorità civili e religiose, per le vittime del disastro aereo occorso nella notte di sabato nella località siberiana di Irkutsk, nel quale hanno perso la vita più di 130 persone. Di seguito ne riportiamo il testo:

"Profondamente rattristato per la grave sciagura aerea accaduta in Irkutsk con la tragica morte di numerose persone, fra cui tanti bambini, il Santo Padre esprime la sua spirituale vicinanza alle famiglie colpite da questo luttuoso evento e, mentre eleva al Signore della vita fervide preghiere di suffragio per l'eterno riposo delle anime dei defunti, invoca la consolazione dal cielo per quanti piangono la perdita dei loro cari. Il Sommo Pontefice, mentre formula vivi auspici per la pronta guarigione dei feriti superstiti del drammatico incidente, porge sentite condoglianze ai parenti delle vittime sui quali, insegno della Sua partecipazione al loro dolore, invoca le confortatrici Benedizioni di Dio".
TGR/INCIDENTE IRKUTSK/SODANO VIS 20060710 (180)

venerdì 7 luglio 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Maximino Martínez Miranda, Vescovo di Ciudad Altamirano (superficie: 16.000; popolazione: 903.000; cattolici: 876.000; sacerdoti: 61; religiosi: 86), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Atlacomulco (Messico) e Parroco della Parrocchia di "Santa María de Guadalupe", è nato nel 1951 a Palos Altos (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Il Padre George Frendo, O.P, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tiranë-Durrës (superficie: 2.263; popolazione: 1.200.000; cattolici: 105.800; sacerdoti: 38; religiosi: 152), Albania. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1946 a Qormi (Malta), ha emesso la professione solenne nell'Ordine dei Predicatori nel 1967 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969.
NER:NEA/.../MARTÍNEZ MIRANDA:FRENDO VIS 20060707 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Mechelen-Brussel (Belgio).

Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Croazia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Slobodan Stambuk, di Hvar.

- Il Vescovo Ante Ivas, di Sibenik.

- Il Vescovo Antun Skvorcevic, di Pozega.

- Il Vescovo Juraj Jezerinac, Ordinario Militare.

- Il Monsignore Ivan Godina, Vicario Generale di Varazdin.
AP:AL/.../... VIS 20060707 (80)

SVILUPPO E DIGNITÀ DELLA PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio della Nazioni Unite e delle Istituzioni Internazionali a Ginevra (Svizzera), è intervenuto, il 5 luglio scorso, alla Riunione del 2006 del Segmento di Alto Livello dell'ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite).

Tema della Riunione è stato: "La creazione di un ambiente che a livello nazionale e internazionale favorisca un impiego pieno e produttivo e un lavoro dignitoso per tutti, ed il suo impatto sullo sviluppo sostenibile".

Tema dell'intervento del Nunzio Apostolico è stato: "La dignità della persona conferisce al lavoro e allo sviluppo il loro vero valore". L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che: "La Delegazione della Santa Sede approva (...) l'obiettivo di sviluppo equo perseguito dall'ECOSOC" che "ribadisce la centralità della persona umana, il valore del lavoro e indica la strada per superare la povertà cronica e l'emarginazione".

Ricordando che la frustrazione di migliaia di persone che non trovano lavoro, costituisce un ostacolo al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il Nunzio ha affermato che tale stato di cose può ripercuotersi negativamente sulla sicurezza mondiale ed ha ricordato, al riguardo, le parole pronunciate da Papa Paolo VI nel 1967: "Lo sviluppo è il nuovo nome della pace".

"Se gli individui e i diversi gruppi ed associazioni che compongono la società si assumono la fondamentale responsabilità nell'economia in una sana sussidiarietà, tale partecipazione locale può far progredire l'economia" - ha sottolineato il Nunzio "...Gradualmente viene ridotta la povertà, l'emigrazione diventa una opzione invece che una necessità, le norme sociali si sviluppano, le persone escono dal circolo vizioso della miseria". Relativamente agli aiuti dei paesi ricchi, l'Arcivescovo Tomasi ha ricordato che: "Per raggiungere questo obiettivo per i Paesi dominati dalla disoccupazione, gli aiuti per la promozione della persona e della formazione devono essere proporzionati al livello di sviluppo di ciascun paese. In tal modo, si eviterà uno spreco di risorse. I paesi donatori constateranno che la loro solidarietà sarà proficua per i paesi che ricevono gli aiuti e, nel lungo raggio, anche per loro stessi".

"Nella nostra attuale interdisciplinarietà, alla necessità di preparare i prodotti per il mercato globale, corrisponde la responsabilità di aiutare le persone delle società meno sviluppate a fruire della formazione e dell'esperienza presupposti per una equa opportunità di concorrere sul mercato".

"Quando il processo di trasformazione della società prende piede, il lavoro in condizioni dignitose contribuisce a suscitare una percezione del futuro piena di speranza che dà la possibilità di recuperare (...) il senso di autostima, promuovendo una struttura sociale più integrata. Infatti la famiglia può sostenersi, i bambini non sono costretti a lavorare ma possono accedere all'educazione, e si apprendono i valori dell'organizzazione e della partecipazione sociale".

"Se i negoziati di Doha sul commercio mondiale falliscono" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "la parte più povera del mondo che soffre la fame pagherà il prezzo più alto e le prospettive di crescita, sviluppo e lavoro svaniranno per lungo tempo. Il coraggio e lo spirito di iniziativa politica per concludere i necessari accordi possono condurre invece al rinnovamento di un'azione comune e dimostrare un impegno concreto nell'eliminazione della povertà globale che continua ad essere uno scandalo ed una minaccia per la pace e la sicurezza".
DELSS/LAVORO DIGNITOSO/TOMASI VIS 20060707 (560)

giovedì 6 luglio 2006

PRESENTAZIONE BILANCIO CONSUNTIVO CONSOLIDATO S. SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2006 (VIS). Mercoledì 12 luglio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, presiederà la Conferenza Stampa di presentazione del Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per l'anno 2005. Interverranno il Vescovo Franco Croci, Segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede ed il Ragioniere Paolo Trombetta, Ragioniere Generale della Prefettura.
OP/BILANCIO SANTA SEDE/SEBASTIANI VIS 20060706 (80)

VESCOVI CROATI ANNUNCIATORI RICONCILIAZIONE AGENTI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale della Croazia, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Santo Padre ha espresso apprezzamento per le iniziative pastorali intraprese dai Vescovi "per una solida preparazione ai Sacramenti e per una partecipazione conveniente alla liturgia". "Ho notato" - ha detto il Papa - "anche l'impegno per la formazione religiosa e per una catechesi di qualità, sia nelle scuole sia nelle parrocchie. Come non rilevare poi la cura per le devozioni tradizionali e per i frequenti pellegrinaggi, specialmente ai santuari mariani?".

Ricordando il desiderio della Croazia di vedersi riconosciuta quale parte dell'Unione Europea, Benedetto XVI ha rilevato che il Paese potrà entrare in rapporti con gli altri popoli europei "recando il contributo della propria cultura e delle proprie tradizioni, nella ricerca condivisa della piena verità sull'uomo. È infatti essenziale che l'edificazione della casa comune europea sia sempre basata sulla verità dell'uomo, poggiando quindi sull'affermazione del diritto di ciascuno alla vita dal concepimento fino alla morte naturale" e "sul rispetto della scelte religiose di ciascuno". "Su questi valori" - ha sottolineato il Pontefice - "è possibile trovare il consenso anche di chi, pur non aderendo alla Chiesa cattolica, accetta la voce della ragione, sensibile ai dettami della legge naturale".

Il Papa ha ribadito che per contrastare la secolarizzazione e il relativismo "è necessario un annunzio instancabile dei valori evangelici, affinché i fedeli possano evitare tali pericoli" ed ha esortato i Presuli con queste parole: "Non abbiate paura di indicare loro ciò che il Vangelo insegna, mettendoli in guardia da ciò che è contrario ad esso, affinché le vostre comunità siano stimolo per l'intera società nel perseguimento del bene comune e nell'attenzione verso i più bisognosi".

"Il vostro Paese" - ha proseguito il Pontefice - "purtroppo, risente ancora delle conseguenze del recente conflitto, i cui effetti negativi si riscontrano non soltanto nell'economia, ma anche negli animi degli abitanti, i quali a volte avvertono il peso di questa eredità. Siate sempre annunciatori di riconciliazione ed operatori di pace tra i cittadini della vostra patria, incoraggiandoli sulla strada della riconciliazione cristiana: il perdono libera innanzitutto colui che ha il coraggio di concederlo".

"Siate generosi nel servire la Chiesa e il vostro popolo" - ha esortato il Papa - "perseveranti nella preghiera e pieni di zelo nell'annuncio. Seguite con cura particolare la formazione dei sacerdoti, vostri collaboratori; promuovete le vocazioni sacerdotali e vegliate attentamente sui vostri seminaristi. Vi esorto a guidare nell'amore e in spirito di reciproca collaborazione le comunità religiose e i movimenti, sia di vita consacrata che laici".

Invitando i Vescovi croati a continuare a promuovere nelle famiglie "l'amore fedele, l'armonia e la preghiera quotidiana, incoraggiandole ad una generosa apertura alla vita", il Papa ha sottolineato l'importanza che i cattolici siano presenti "nella vita pubblica, come anche nei mezzi di comunicazione. Dipende anche da loro" - ha concluso Benedetto XVI - "far sì che si possa sempre sentire una voce di verità sui problemi del momento".
AL/.../CROAZIA VIS 20060706 (510)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Markus Büchel, Vescovo di Sankt Gallen (superficie: 2.429; popolazione: 461.180; cattolici: 268.555; sacerdoti: 229; religiosi: 670; diaconi permanenti: 19), Svizzera. Il Vescovo eletto, finora Decano del Capitolo Cattedrale di Sankt Gallen (Svizzera), è nato a Rüthi (Svizzera), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Ha nominato il Padre Gregory O'Kelly, S.J., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Adelaide (superficie: 103.600; popolazione: 1.290.786; cattolici: 275.174; sacerdoti: 156; religiosi: 445; diaconi permanenti: 3), Australia. Il Vescovo eletto, finora "Headmaster" al St. Ignatius College di Athelstone (Australia), è nato nel 1941 ad Adelaide (Australia), entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ratnapura (Sri Lanka), presentata dal Vescovo Ivan Tilak Jayasundera, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:NEA:RE/.../BÜCHEL:O'KELLY:JAYASUNDERA VIS 20060706 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Croazia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, con gli Ausiliari Vescovo Josip Mrzljak, Vescovo Vlado Kosic e Vescovo Valentin Pozaic, S.I..

- Il Vescovo Slavomir Miklovs, di Krizevci per i fedeli di rito bizantino.

- Il Vescovo Marin Srakic, di Djakovo i Srijem, con gli Ausiliari Vescovo Djuro Gasparovic e Vescovo Djuro Hranic.

- L'Arcivescovo Marin Barisic, di Split-Makarska.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale della Croazia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Mile Bogovic, di Gospic-Senj.

- Il Vescovo Valter Zupan, di Krk.

- Il Vescovo Zelimir Puljic, di Dubrovnik.
AP:AL/.../... VIS 20060706 (150)

mercoledì 5 luglio 2006

UMANITÀ CONTEMPORANEA SPERIMENTI FORZA SANGUE DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2006 (VIS). Nelle parole di saluto rivolte ai partecipanti all'Udienza Generale di questa mattina, il Papa ha ricordato ai pellegrini polacchi che: "Luglio è un mese in cui veneriamo, tradizionalmente, il preziosissimo Sangue di Cristo".

"Nel mondo viene continuamente sparso il sangue umano innocente" - ha detto Benedetto XVI - "Nei cuori degli uomini, invece dell'amore evangelico dimora spesso l'odio, invece della cura per l'uomo il disprezzo e la sopraffazione. Domando la vostra preghiera affinché l'umanità contemporanea sperimenti la forza del Sangue di Cristo versato sulla Croce per la nostra salvezza. Sia lodato Gesù Cristo!".

Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto anche ai partecipanti al Simposio sulla salvaguardia del Creato, che si svolgerà nei prossimi giorni in Brasile ed ha detto: "Auspico che tale importante iniziativa, promossa dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, contribuisca a promuovere un rispetto sempre più grande per la natura, affidata da Dio alle mani operose e responsabili dell'uomo".
AG/SANGUE CRISTO:CREAZIONE/... VIS 20060705 (170)

GIOVANNI: ARCANO ACCESSO A DIO MEDIANTE ADESIONE GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2006 (VIS). L'Apostolo Giovanni è stato il protagonista della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 25.000 persone.

"Giovanni fa sempre parte del gruppo ristretto che Gesù prende con sé in determinate occasioni" - ha spiegato il Papa - "(...) All'interno della Chiesa di Gerusalemme, Giovanni occupò un posto di rilievo nella conduzione del primo raggruppamento di cristiani. Paolo infatti lo annovera tra quelle che chiama le 'colonne' di quella comunità". Davanti al Sinedrio afferma: "'Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato. Proprio questa franchezza nel confessare la propria fede resta un esempio e un monito per tutti noi ad essere sempre pronti a dichiarare con decisione la nostra incrollabile adesione a Cristo, anteponendo la fede a ogni calcolo o umano interesse".

"Secondo la tradizione, Giovanni è 'il discepolo prediletto'" - ha proseguito il Pontefice - "che nel Quarto Vangelo poggia il capo sul petto del Maestro durante l'Ultima Cena, si trova ai piedi della Croce insieme alla Madre di Gesù ed è infine testimone sia della Tomba vuota che della stessa presenza del Risorto. Sappiamo che questa identificazione è discussa dagli studiosi, alcuni dei quali vedono in lui semplicemente il prototipo del discepolo di Gesù. (...) Il Signore desidera fare di ciascuno di noi un discepolo che vive una personale amicizia con Lui. Ciò è possibile soltanto nel contesto di un rapporto di grande familiarità, pervaso dal calore di una totale fiducia".

"Negli apocrifi 'Atti di Giovanni' l'Apostolo viene presentato (...) come comunicatore della fede nell'incontro con 'anime capaci di sperare e di essere salvate'. Tutto è mosso dal paradossale intento di far vedere l'invisibile. E infatti dalla Chiesa orientale egli è chiamato semplicemente 'il Teologo', cioè colui che è capace di parlare in termini accessibili delle cose divine, svelando un arcano accesso a Dio mediante l'adesione a Gesù".

"Il culto di Giovanni apostolo si affermò a partire dalla città di Efeso, dove, secondo un'antica tradizione, avrebbe a lungo operato, morendovi infine in età straordinariamente avanzata, sotto l'imperatore Traiano. (...) Proprio in Oriente egli godette e gode tuttora di grande venerazione. Nell'iconografia bizantina viene spesso raffigurato molto anziano e in atto di intensa contemplazione, quasi nell'atteggiamento di chi invita al silenzio".

"In effetti, senza adeguato raccoglimento non è possibile avvicinarsi al mistero supremo di Dio e alla sua rivelazione" - ha sottolineato il Papa, citando le parole del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Atenagora: "'Giovanni è all'origine della nostra più alta spiritualità. Come lui, i 'silenziosi' conoscono quel misterioso scambio dei cuori, invocano la presenza di Giovanni e il loro cuore si infiamma'".
AG/GIOVANNI/... VIS 20060705 (460)
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