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giovedì 27 aprile 2006

MESSAGGIO DEL PAPA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2006 (VIS). Oggi è stato pubblicato un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, in occasione della chiusura della Sessione Plenaria di questo Dicastero.

"La Chiesa, fin dall'inizio" - si legge nel Documento - ha dedicato "nel corso dei secoli, un'attenzione sempre più vigile alle procedure che conducono i Servi di Dio agli onori degli altri. Le Cause dei Santi, infatti, sono considerate 'cause maggiori' sia per la nobiltà della materia tratta sia per la loro incidenza nella vita del popolo di Dio".

Successivamente il Papa ricorda gli interventi dei Pontefici per migliorare la celebrazione e lo studio delle cause, citando, fra gli altri, i provvedimenti di Giovanni Paolo II che, nel 1983, promulgò la Costituzione Apostolica "Divinus perfectionis Magister" e le "Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopis faciendis in Causis Sanctorum".

"L'esperienza di oltre vent'anni da quel testo ha suggerito a codesta Congregazione di predisporre un'opportuna 'Istruzione per lo svolgimento dell'inchiesta diocesana nelle Cause dei Santi'" che "si rivolge prevalentemente ai Vescovi diocesani" e costituisce il primo tema esaminato dalla Congregazione. Tale Istruzione "intende agevolare la fedele applicazione delle citate 'Normae servandae' al fine di salvaguardare la serietà delle investigazioni che si svolgono nelle inchieste diocesane sulle virtù dei Servi di Dio oppure sui casi di asserito martirio o sugli eventuali miracoli".

"È chiaro che non si potrà iniziare una Causa di beatificazione e canonizzazione se manca una comprovata fama di santità, anche se ci si trova in presenza di persone che si sono distinte per coerenza evangelica e per particolari benemerenze ecclesiali e sociali".

Riferendosi al secondo tema esaminato dalla Plenaria "il miracolo nelle Cause dei Santi", Papa Benedetto XVI ricorda che "Oltre a rassicurarci che il Servo di Dio vive in cielo in comunione con Dio, i miracoli costituiscono la divina conferma del giudizio espresso dall'autorità ecclesiastica sulla sua vita virtuosa. Auspico che la Plenaria possa approfondire questo argomento alla luce della tradizione della Chiesa, dell'odierna teologia e delle più accreditate acquisizioni della scienza. Non va dimenticato che nell'esame degli asseriti eventi miracolosi confluisce la competenza degli scienziati e dei teologi, sebbene la parola decisiva spetti alla teologia, la sola in grado di dare del miracolo un'interpretazione di fede. (...) È poi da tenere presente chiaramente che la prassi ininterrotta della Chiesa stabilisce la necessità di un miracolo fisico, non bastando un miracolo morale".

Del terzo tema "Il martirio", il Papa scrive: "Se il motivo che spinge al martirio resta invariato, avendo in Cristo la fonte e il modello, sono invece mutati i contesti culturali del martirio e le strategie 'ex parte persecutoris', che sempre meno cerca di evidenziare in modo esplicito la sua avversione alla fede cristiana (...) ma simula differenti ragioni, per esempio di natura politica o sociale. È certo necessario reperire prove inconfutabili sulla disponibilità al martirio, come effusione del sangue, e sulla sua accettazione da parte della vittima, ma è altrettanto necessario che affiori direttamente o indirettamente, pur sempre in modo moralmente certo, l'odium Fidei' del persecutore. Se difetta questo elemento, non si avrà un vero martirio secondo la perenne dottrina teologica e giuridica della Chiesa".

Infine Papa Benedetto XVI, riferendosi agli obiettivi indicati da Giovanni Paolo II nella Costituzione apostolica "Divinus perfectionis Magister", relativi alla convenienza di maggiormente associare i Vescovi alla Sede Apostolica nel trattare le Cause dei Santi, afferma che, coerentemente con tali indicazioni, eletto alla Cattedra di Pietro ha "dato esecuzione al diffuso auspicio che venisse maggiormente sottolineata, nelle modalità celebrative, la differenza sostanziale tra la beatificazione e la canonizzazione e che nei riti di beatificazione venissero coinvolte più visibilmente le Chiese particolari, fermo restando che solo al Romano Pontefice compete concedere il culto ad un Servo di Dio".
MESS/CONGREGAZIONE CAUSE SANTI/SARAIVA VIS 20060427 (630)

LA LEGGE DI DIO NON ELIMINA LA LIBERTÀ DELL'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano i Membri della Pontificia Commissione Biblica, il cui Presidente è il Cardinale William Joseph Levada, al termine della Sessione Plenaria annuale dedicata ad approfondire il rapporto tra Bibbia e morale.

Il Santo Padre ha salutato con affetto i partecipanti ricordando di averli personalmente conosciuti durante gli anni del suo incarico come Presidente della medesima Commissione, ed ha sottolineato l'importanza del tema oggetto della Plenaria.

"L'impulso primordiale dell'essere umano" - ha detto Benedetto XVI, riferendosi al tema della Plenaria - "infatti, è il suo desiderio di felicità e di una vita pienamente riuscita. Oggi, tuttavia, sono molti a pensare che tale realizzazione debba essere raggiunta in maniera autonoma, senza nessun riferimento a Dio e alla sua legge. Alcuni sono arrivati a teorizzare un'assoluta sovranità della ragione e della libertà nell'ambito delle norme morali: tali norme costituirebbero l'ambito di un'etica solamente 'umana', sarebbero cioè l'espressione di una legge che l'uomo autonomamente dà a se stesso: i fautori di questa 'morale laica' affermano che l'uomo, come essere razionale, non solo può ma addirittura deve decidere liberamente il valore dei suoi comportamenti".

"Questa errata convinzione" - ha proseguito il Pontefice - "si basa su un presunto conflitto tra la libertà umana ed ogni forma di legge. (...) La legge di Dio non attenua né tanto meno elimina la libertà dell'uomo, ma, al contrario, la garantisce e la promuove. (...) La legge morale, stabilita da Dio nella creazione e confermata nella rivelazione veterotestamentaria, trova in Cristo il suo compimento e la sua grandezza. Gesù Cristo è la via della perfezione, la sintesi viva e personale della perfetta libertà nell'obbedienza totale alla volontà di Dio".

"Rivelando il Padre e il suo modo di agire" - ha spiegato Benedetto XVI - "Gesù allo stesso tempo rivela le norme del giusto agire umano. Egli afferma questa connessione in modo esplicito ed esemplare quando, concludendo il suo insegnamento sull'amore dei nemici, dice: 'Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli'".

"Il cammino tracciato da Gesù con il suo insegnamento non è una norma imposta dall'esterno. Gesù stesso percorre questo cammino e non ci chiede altro che di seguirlo. (...) Nella ricerca di un'etica cristologicamente ispirata occorre dunque tenere sempre presente che Cristo è il Logos incarnato che ci rende partecipi della sua vita divina e con la sua grazia ci sostiene nel cammino verso la nostra vera realizzazione".

"Che cosa sia realmente l'uomo, appare in modo definitivo nel Logos fattosi uomo; la fede in Cristo ci dona il compimento dell'antropologia. Perciò il rapporto con Cristo definisce la più alta realizzazione dell'agire morale dell'uomo. (...) Non è un agire dettato da norme soltanto esteriori, ma proviene dal rapporto vitale che connette i credenti a Cristo e a Dio".
AC/LEGGE DIVINA:LIBERTÁ/LEVADA VIS 20060427 (480)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Cardinale Rosario José Castillo Lara, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
AP/.../... VIS 20060427 (60)

FIRMA ACCORDO SANTA SEDE E BOSNIA ED ERZEGOVINA


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2006 (VIS). Mercoledì 19 aprile, primo anniversario dell'elezione del Santo Padre Benedetto XVI, è stato firmato nel Palazzo della Presidenza di Sarajevo un Accordo di Base fra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, con cui vengono confermati alcuni principi e definite alcune disposizioni circa questioni di interesse comune.

Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico a Sarajevo e per la Bosnia ed Erzegovina, il Signor Ivo Miro Jovic, Membro croato della Presidenza collegiale del Paese.

Secondo un Comunicato reso pubblico oggi, l'Accordo "prendendo atto della rispettiva indipendenza e autonomia dello Stato e della Chiesa e della loro disponibilità alla mutua collaborazione, fissa il quadro giuridico dei reciproci rapporti. In particolare, vengono regolati la posizione giuridica della Chiesa cattolica nella società civile; la libertà e indipendenza nell'attività apostolica e nella regolazione degli ambiti di propria competenza; la libertà di culto e di azione nei campi culturale, educativo, pastorale, caritativo e dei mass-media. Il testo prevede anche la gestione di scuole cattoliche di ogni grado; l'assistenza spirituale alle forze armate, nelle prigioni e negli ospedali; l'organizzazione di strutture cattoliche sanitarie e caritative".

L'Accordo, conclude il Comunicato "entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratifica".
OP/ACCORDO SANTA SEDE:BOSNIA/D'ERRICO VIS 20060427 (220)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Longinus Cunha, di Ende (Indonesia), il 6 aprile, all'età di 60 anni.

- Il Vescovo Charles Joseph Henderson, già Ausiliare di Southwark (Gran Bretagna), il 10 aprile, all'età di 81 anni.

- L'Arcivescovo Pasquale Macchi, Prelato emerito di Loreto (Italia), il 5 aprile, all'età di 82 anni.

- L'Arcivescovo José Méndez Asensio, emerito di Granada (Spagna), il 15 aprile, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo André Nguyên Van Nam, emerito di My Tho (Viêt Nam), il 16 marzo, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Sebastian Valloppilly, emerito di Tellicherry dei Siro-Malabaresi (India), il 4 aprile, all'età di 94 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060427 (130)

mercoledì 26 aprile 2006

IL PAPA RICORDA LA TRAGEDIA DI CHERNOBYL


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Papa ha ricordato che venti anni fa, il 26 aprile 1986, avvenne l'esplosione del quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl (Ucraina), il più grave incidente industriale e ambientale della storia.

L'esplosione di Chernobyl produsse una pioggia radioattiva che si estese fino all'ex Unione Sovietica, all'Europa Orientale, alla Scandinavia, all'Inghilterra e all'est degli Stati Uniti. Danni irreparabili all'ambiente, tumori, mutazioni e deformazioni genetiche ed un numero elevatissimo di decessi furono il risultato degli effetti devastanti della radioattività.

"Proprio oggi ricorre il ventesimo anniversario del tragico incidente avvenuto nella centrale nucleare di Chernobyl. In tale circostanza," - ha detto il Santo Padre - "sento il dovere di esprimere vivo apprezzamento per le famiglie, le associazioni, le amministrazioni civili e le comunità cristiane che, nel corso di questi anni, si sono adoperate per ospitare e curare adulti e specialmente bambini colpiti delle conseguenze di quel doloroso evento".

"Mentre ancora una volta preghiamo per le vittime di una calamità di così vasta portata e per quanti ne portano nel loro corpo i segni, invochiamo dal Signore luce per coloro che sono responsabili delle sorti dell'umanità, perchè con uno sforzo corale si ponga ogni energia al servizio della pace, nel rispetto delle esigenze dell'uomo e della natura".
AG/CHERNOBYL/... VIS 20060426 (230)

TRADIZIONE APOSTOLICA: TRASMISSIONE BENI DELLA SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2006 (VIS). La comunione ecclesiale e il concetto di tradizione sono stati i temi della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 50.000 persone.

"La comunione ecclesiale - suscitata e sostenuta dallo Spirito Santo, custodita e promossa dal ministero apostolico -" - ha detto il Papa - "non si estende solo a tutti i credenti di un dato momento storico (comunione sincronica). Secondo la testimonianza del Nuovo Testamento, essa abbraccia anche tutti i tempi e tutte le generazioni (comunione diacronica)".

"Grazie al Paraclito" - ha spiegato il Santo Padre - "l'esperienza del Risorto, fatta dalla comunità apostolica alle origini della Chiesa, potrà sempre essere vissuta dalle generazioni successive, in quanto trasmessa e attualizzata nella fede, nel culto e nella comunione del Popolo di Dio, pellegrino nel tempo. In questa trasmissione dei beni della salvezza, che fa della comunità cristiana l'attualizzazione permanente, nella forza dello Spirito, della comunione originaria, consiste la Tradizione apostolica della Chiesa. (...) Chi attualizzerà la presenza salvifica del Signore Gesù mediante il ministero degli apostoli - capi dell'Israele escatologico - e attraverso l'intera vita del popolo della nuova alleanza? La risposta è chiara: lo Spirito Santo".

"Questa permanente attualizzazione della presenza attiva di Gesù Signore nel suo popolo, operata dallo Spirito Santo ed espressa nella Chiesa attraverso il ministero apostolico e la comunione fraterna, è ciò che in senso teologico s'intende col termine Tradizione: essa non è la semplice trasmissione materiale di quanto fu donato all'inizio agli Apostoli, ma la presenza efficace del Signore Gesù, crocifisso e risorto, che accompagna e guida nello Spirito la comunità da Lui radunata".

"La Tradizione" - ha concluso Benedetto XVI - "è la comunione dei fedeli intorno ai legittimi Pastori nel corso della storia, una comunione che lo Spirito Santo alimenta assicurando il collegamento fra l'esperienza della fede apostolica, vissuta nell'originaria comunità dei discepoli, e l'esperienza attuale del Cristo nella sua Chiesa. In altre parole, la Tradizione è la continuità organica della Chiesa (...) è la presenza permanente del Salvatore che viene a incontrarci, redimerci e santificarci nello Spirito".
AG/COMUNIONE ECCLESIALE:TRADIZIONE/... VIS 20060426 (370)

VISITA UFFICIALE IN ALBANIA DELL'ARCIVESCOVO LAJOLO


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha compiuto, dal 21 al 25 aprile, una visita ufficiale in Albania, su invito del Ministro degli Affari Esteri albanese, Signor Besnik Mustafaj, che ha incontrato sabato scorso 22 aprile.

Domenica mattina 23 aprile, l'Arcivescovo Lajolo ha celebrato un solenne pontificale nella Cattedrale di Tirana ed ha ricordato la storica visita di Giovanni Paolo II il 25 aprile 1993, durante la quale consacrò quattro nuovi Vescovi. Il 25 gennaio 2005 il defunto Giovanni Paolo II riorganizzò la Chiesa in Albania in due province ecclesiastiche: la prima intorno all'Arcidiocesi di Tirana-Durazzo e la seconda intorno all'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Nel primo pomeriggio l'Arcivescovo Lajolo ha reso una visita di cortesia ai Capi della Comunità musulmane ed in serata è stato ricevuto dal Primo Ministro albanese, Signor Sali Berisha.

Lunedì 24 aprile, il Segretario per i Rapporti con gli Stati è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica di Albania, Signor Alfred Moisiu. Nel primo pomeriggio l'Arcivescovo Lajolo si è recato a Scutari dove ha visitato il Santuario Nazionale della Madonna del Buon Consiglio, ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Scutari ed infine si è recato in visita alle tombe dei martiri albanesi del regime comunista dello secolo scorso, tra cui il Cardinale Mikel Koliqi.

La mattina di martedì 25 aprile, prima di concludere il suo viaggio in terra albanese, l'Arcivescovo Lajolo ha incontrato Sua Beatitudine Anastasios Yannoulatos, Arcivescovo ortodosso di Tirana, Durazzo e di tutta l'Albania.
OP/VISITA/ALBANIA:LAJOLO VIS 20060426 (270)

PROGRAMMA DEL VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Polonia, dal 25 al 28 maggio prossimo. Il Papa si recherà a Varsavia, Czestochowa, Cracovia, Wadowice, Kalwaria Zebrzydowska e Auschwitz.

La partenza del Santo Padre è prevista giovedì 25 maggio, alle ore 8:40, dall'aeroporto romano di Fiumicino con destinazione Varsavia dove l'arrivo è previsto alle ore 11:00. Al termine della cerimonia di benvenuto, Benedetto XVI incontrerà il clero nella Cattedrale di San Giovanni, alle 17:45 renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica nel Palazzo Presidenziale di Varsavia e successivamente parteciperà ad un incontro ecumenico nella Chiesa Luterana della Santissima Trinità.

Venerdì 26 maggio Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Piazza Pilsudski di Varsavia e nel pomeriggio partirà in elicottero per Czestochowa. Dopo la visita al Santuario di Jasna Góra, il Papa incontrerà i religiosi, le religiose, i seminaristi e i rappresentanti dei movimenti e della vita consacrata. Al termine della visita il Santo Padre rientrerà a Cracovia dove soggiornerà nel Palazzo Arcivescovile.

Il giorno seguente, sabato 27 maggio, il Papa celebrerà la Santa Messa in privato nella Cappella del Palazzo Arcivescovile di Cracovia e successivamente partirà in auto alla volta di Wadowice. Qui compirà una visita alla Basilica dell'Immacolata Concezione ed alla casa natale di Papa Giovanni Paolo II ed infine incontrerà la popolazione nella Piazza Rynek. A mezzogiorno è in programma che il Papa compia una visita al Santuario della Madonna di Kalwaria a Kalwaria Zebrzydowska. Successivamente Benedetto XVI rientrerà a Cracovia dove si recherà in visita al Santuario della Divina Misericordia e alle 17:45 alla Cattedrale di Wawel. Alle 19:00, nel Parco di Blonie a Cracovia il Papa terrà un incontro con i giovani.

Domenica 28 maggio, alle 9:45, nel Parco di Blonie di Cracovia, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa e al termine reciterà il Regina Coeli. Dopo la seconda colazione, è in programma la partenza in auto dal Palazzo Arcivescovile di Cracovia per Auschwitz. Dopo la visita del Campo di concentramento e del centro di dialogo e preghiera, il Papa assisterà ad un incontro di preghiera in memoria delle vittime al Campo di concentramento di Birkenau.

Infine alle 18:30 il Papa ripartirà in auto dal Campo di concentramento di Birkenau diretto all'aeroporto di Balice, a Cracovia. Dopo la cerimonia di congedo, alle 20:00, il Santo Padre ripartirà in aereo per Roma dove l'arrivo è previsto alle 21:15.
BXVI-PROGRAMMA/VIAGGIO APOSTOLICO/POLONIA VIS 20060426 (420)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo François-Xavier Maroy, Arcivescovo Metropolita di Bukavu (superficie: 8.815; popolazione: 1.555.608; cattolici: 895.023; sacerdoti: 200; religiosi: 668), Repubblica Democratica del Congo. L'Arcivescovo Maroy è stato finora Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi.

- Il Vescovo Benedito Beni dos Santos, finora Ausiliare di São Paulo (Brasile), Vescovo di Lorena (superficie: 5.055; popolazione: 267.000; cattolici: 202.000; sacerdoti: 46; religiosi: 66; diaconi permanenti: 15), Brasile.

- Il Padre João Mamede Filho, O.F.M.Conv., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.060.750; cattolici: 5.154.347; sacerdoti: 804; religiosi: 2.289; diaconi permanenti: 8), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario di Filosofia "Casa São Francisco" a Curitiba (Brasile), è nato a Caçapava (Brasile) nel 1951, ha emesso la professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1974 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NER:NEA/.../MAROY:DOS SANTOS:FILHO VIS 20060426 (150)

martedì 25 aprile 2006

GESUITI: AFFRONTARE FEDELMENTE URGENTI NECESSITÀ CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha celebrato la Santa Messa per i Padri e Fratelli della Compagnia di Gesù che quest'anno commemorano il V Centenario della nascita di San Francesco Saverio e del Beato Pietro Favre.

A mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Basilica per incontrare i partecipanti alla celebrazione Eucaristica.

Il Santo Padre ha invitato a rendere grazie a Dio per aver concesso alla Compagnia "il dono di uomini di straordinaria santità e di eccezionale zelo apostolico quali sono Sant'Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio e il Beato Pietro Favre. Essi sono per voi i Padri e i Fondatori: è giusto, perciò, che in quest'anno centenario li ricordiate con gratitudine e guardiate a loro come a guide illuminate e sicure del vostro cammino spirituale e della vostra attività apostolica".

"Sant'Iganzio di Loyola" - ha proseguito il Pontefice - "fu un uomo di profonda preghiera, che aveva il suo centro e il suo culmine nella Celebrazione eucaristica quotidiana. In tal modo egli ha lasciato ai suoi seguaci un'eredità spirituale preziosa che non deve essere smarrita o dimenticata".

Sottolineando che Sant'Ignazio servì fedelmente la Chiesa, Benedetto XVI ha detto che fra le "urgenti attuali necessità della Chiesa" alle quali i Gesuiti devono venire incontro fedelmente, è importante segnalare "l'impegno culturale nei campi della teologia e della filosofia, (...) il dialogo con la cultura moderna, (...) fortemente segnato dallo scientismo positivista e materialista". In merito il Papa ha affermato che promuovere "una cultura ispirata ai valori del Vangelo, richiede una intensa preparazione spirituale e culturale".

Un'altra preoccupazione di Sant'Ignazio, ha detto ancora il Pontefice, è stata "l'educazione cristiana e la formazione culturale dei giovani. (...) Continuate, cari gesuiti, questo importante apostolato mantenendo inalterato lo spirito del vostro Fondatore".

Ricordando che Papa Pio XI proclamò San Francesco Saverio "Patrono delle Missioni cattoliche", Benedetto XVI ha sottolineato che se anche "il suo apostolato in Oriente durò appena dieci anni, (...) la sua fecondità si è rivelata mirabile nei quattro secoli e mezzo di vita della Compagnia di Gesù, poiché il suo esempio ha suscitato tra i giovani gesuiti moltissime vocazioni missionarie, e tuttora egli resta un richiamo perché si continui l'azione missionaria nei grandi Paesi del continente asiatico".

Del Beato Favre il Santo Padre ha ricordato che "trascorse la sua breve esistenza in diversi Paesi europei, specialmente in Germania, dove per ordine di Paolo III prese parte (...) ai colloqui con i capi della Riforma. Ebbe così modo di praticare in maniera eccezionale il voto di speciale obbedienza al Papa 'circa le missioni', divenendo per tutti i gesuiti del futuro un modello da seguire".

Al termine del suo discorso il Santo Padre ha ricordato che "il 22 aprile del 1541 Ignazio e i suoi primi compagni emisero i voti solenni dinanzi all'immagine di Maria nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Continui Maria a vegliare sulla Compagnia di Gesù perché ogni suo membro porti nella sua persona l'immagine di Cristo Crocifisso per aver parte alla sua resurrezione".
AC/ANNIVERSARI/COMPAGNIA DI GESÙ VIS 20060424 (520)

ROMA FARO DI CIVILTÀ E DI SPIRITUALITÀ PER IL MONDO INTERO


CITTA' DEL VATICANO, 22 APR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito, all'Auditorium Parco della Musica, al concerto offerto dal Comune di Roma in Suo onore, in occasione del 2759° Natale di Roma.

Rientrato da Castel Gandolfo in Vaticano, il Papa si è recato all'Auditorium dove è stato accolto dal Presidente della Repubblica, Onorevole Carlo Azeglio Ciampi e dal Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, e da altre autorità civili e religiose.

Al termine del concerto il Papa ha rivolto ai presenti un breve discorso. "Il Natale di Roma" - ha detto Benedetto XVI - "diventa occasione propizia per comprendere meglio la vocazione di Roma ad essere faro di civiltà e di spiritualità per il mondo intero".

"Grazie all'incontro tra le sue tradizioni e il cristianesimo, Roma ha svolto nel corso dei secoli una peculiare missione, e continua ancor oggi ad essere importante richiamo per tanti visitatori attratti da un così ricco patrimonio artistico, in gran parte legato alla storia cristiana della Città".

"Il concerto di questa sera" - ha proseguito il Pontefice - "vuole poi ricordare il primo anniversario del mio Pontificato. (...) Quanto sia generoso, aperto ed accogliente il popolo romano l'ho potuto io stesso sperimentare già dal primo incontro con i fedeli raccolti in Piazza San Pietro, la sera del 19 aprile dello scorso anno".

"Grazie inoltre perché è stato scelto un programma musicale tratto dalle opere di Mozart, grande compositore che ha lasciato un segno indelebile nella storia. Quest'anno ricorre il 250° anniversario della sua nascita e per questo varie iniziative sono programmate lungo tutto il 2006 che a giusto titolo viene chiamato anche 'anno mozartiano'".

"Le composizioni eseguite dall'orchestra e dal coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono brani di Mozart assai noti, tra i quali alcuni di notevole afflato religioso. L''Ave Verum', ad esempio, che spesso viene cantato nelle celebrazioni liturgiche, è un mottetto con parole dense di teologia e un accompagnamento musicale che invita alla preghiera. Così la musica, elevando l'anima alla contemplazione, ci aiuta a cogliere anche le sfumature più intime del genio umano, in cui si riflette qualcosa della bellezza senza confronti del Creatore dell'universo".
BXVI-CONCERTO/ANNIVERSARIO PONTIFICATO/... VIS 20060424 (380)

SAN TORIBIO MOGROVEJO RAVVIVA CAMMINO CHIESA PERÙ


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Papa in occasione delle celebrazioni del IV centenario della morte di San Toribio di Mogrovejo, secondo Arcivescovo di Lima (Perù), in corso dal 24 al 29 aprile.

Rivolgendosi al Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima, ai Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e laici, che hanno partecipato alle celebrazioni, Benedetto XVI invita tutti "a considerare questo anniversario come un'occasione provvidenziale per ravvivare il cammino della Chiesa nelle diverse Diocesi, ispirandosi alla vita e all'opera di San Toribio".

"Egli, infatti" - ricorda il Papa - "si distinse per la sua dedizione all'edificazione e al consolidamento delle comunità ecclesiali della sua epoca che realizzò con grande spirito di comunione e di collaborazione, ricercando sempre l'unità, come dimostrò nel convocare il III Concilio provinciale di Lima (1582-1583). (...) Uno dei frutti più preziosi fu il cosiddetto Catechismo di San Toribio".

Sottolineando che il Santo fondò il Seminario conciliare di Lima, in funzione ancora oggi, il Santo Padre auspica che "esso continui a dare abbondanti frutti, in particolare in questi momenti nei quali è necessario promuovere le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, per dedicarsi all'importante missione di costruire comunità cristiane che si riuniscano con gioia nella celebrazione domenicale, frequentino i sacramenti, promuovano la vita spirituale, trasmettano e coltivino con premura la fede, diano testimonianza di ferma speranza e pratichino sempre la carità".

Il Papa scrive che: "il profondo spirito missionario di San Toribio" si manifestò "nel suo sforzo di apprendere diverse lingue, con il fine di predicare personalmente a tutti coloro che erano affidati alle sue cure pastorali". Ciò, conclude Benedetto XVI "dimostrava anche il rispetto per la dignità della persona umana, qualunque fosse la sua condizione, ed il suo adoperarsi a suscitare sempre in ogni persona la gioia di sentirsi vero figlio di Dio".
MESS/SANTO TORIBIO MOGROVEJO/CIPRIANI VIS 20060424 (310)

SACERDOZIO È SACRAMENTO E NON MEZZO PROMOZIONE SOCIALE


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi i Vescovi della Conferenza Episcopale del Ghana al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso il Papa ha ricordato che i Presuli sono giunti a Roma, la città dove "gli Apostoli Pietro e Paolo hanno offerto totalmente se stessi nell'imitazione di Cristo" ed ha sottolineato che: "il dono di sé all'altro è il cuore del Sacramento dell'ordine sacerdotale" e "coloro che ricevono questo sacramento sono configurati in modo particolare a Cristo, Capo della Chiesa".

"Il vostro Paese" - ha detto Benedetto XVI - "ha compiuto grandi progressi negli ultimi anni per sconfiggere la piaga della povertà e per rafforzare l'economia. Nonostante questi apprezzabili progressi, molto rimane da fare per superare questa condizione che coinvolge larga parte della popolazione. L'estrema e diffusa povertà spesso risulta in un generale declino morale che porta al crimine, alla corruzione, agli attacchi alla santità della vita umana o anche ad un ritorno alle pratiche superstiziose del passato".

In questa situazione nella quale la gente può facilmente perdere fiducia nel futuro, "La Chiesa deve essere un faro di speranza nella vita dei cristiani (...) aiutando i fedeli a meglio comprendere le promesse di Gesù Cristo" e deve "intensificare i suoi sforzi per offrire ai cattolici programmi di formazione che facciano loro approfondire la fede cristiana rendendoli capaci di occupare il loro legittimo posto nella Chiesa di Cristo e nella società". In merito il Papa ha elogiato l'opera dei catechisti, lamentando che la loro missione è spesso ostacolata "dalla mancanza di risorse o dall'ostilità dell'ambiente" ed ha invitato i Vescovi ed i sacerdoti "a fare tutto il possibile per garantire che i catechisti ricevano il necessario sostegno spirituale, dottrinale, morale e materiale per compiere adeguatamente la loro missione".

Il Papa ha osservato poi che in Ghana "i giovani costituiscono quasi la metà della popolazione. La Chiesa in Ghana è giovane. Per raggiungere i giovani di oggi è necessario che la Chiesa affronti i loro problemi con franchezza ed amore. Una solida base catechetica li rafforzerà nella loro identità cattolica e darà loro i necessari strumenti per affrontare le sfide di cambiare la realtà economica, la globalizzazione e le malattie. Li aiuterà anche a rispondere agli argomenti presentati dalle sette religiose".

Riferendosi alla "missione della Chiesa di assistere le famiglie a vivere fedelmente e generosamente come vere 'chiese domestiche'", il Papa ha fatto sue le preoccupazioni espresse dai Vescovi nei loro rapporti quinquennali relative alla "corretta celebrazione del matrimonio cristiano in Ghana" ed ha sottolineato che "Mentre il Cristianesimo cerca sempre di rispettare le venerabili tradizioni delle culture e dei popoli, esso cerca anche di purificare quelle pratiche contrarie al Vangelo".

"Per questa ragione" - ha detto il Papa - "è essenziale che l'intera comunità cattolica continui a ribadire l'importanza dell'unione monogama e indissolubile fra uomo e donna, consacrati in santo matrimonio. Per i cristiani, le forme tradizionali di matrimonio non possono mai sostituire il matrimonio sacramentale".

Parlando del ministero sacerdotale, il Papa ha sottolineato che esso "non deve mai essere considerato come un modo di migliorare la propria classe sociale o livello di vita. Se è così, allora il dono di sé del sacerdozio e la docilità ai disegni di Dio cedono il passo ai desideri personali, rendendo il sacerdote inefficace e inadempiuto".

Infine il Santo Padre ha esortato i Vescovi a proseguire i loro sforzi per garantire che i candidati al sacerdozio siano all'altezza della loro missione e che ricevano un'adeguata formazione sacerdotale. Infine ricordando che quest'anno ricorre il primo centenario dell'arrivo dei missionari nel nord del Ghana, il Papa ha detto: "Prego in particolare affinché lo zelo missionario continui a ricolmare voi e il vostro amato popolo, rafforzandovi nella vostra missione di diffondere il Vangelo".
AL/.../GHANA VIS 20060424 (640)

DIVINA MISERICORDIA: DIMENSIONE INTEGRANTE DELLA FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2006 (VIS). Oggi, Domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato il "Regina Coeli" con più di 50.000 pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. Prima di recitare la preghiera che sostituisce l'Angelus nel tempo pasquale, il Papa ha citato il Vangelo di Giovanni che narra l'apparizione di Gesù Risorto ai discepoli riuniti nel Cenacolo, "la sera del 'primo giorno dopo il sabato'" e nuovamente nello stesso luogo "'otto giorno dopo'".

"Fin dall'inizio" - ha spiegato il Santo Padre - "dunque, la comunità cristiana cominciò a vivere un ritmo settimanale, scandito dall'incontro con il Signore risorto. È quanto sottolinea anche la Costituzione del Concilio Vaticano II sulla liturgia affermando: 'Secondo la tradizione apostolica, che trae origine dal giorno stesso delle Risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica".

"Ricorda ancora l'Evangelista che in entrambe le apparizioni il Signore Gesù mostrò ai discepoli i segni della crocifissione, ben visibili e tangibili anche nel suo corpo glorioso. Quelle sacre piaghe, nelle mani, nei piedi e nel costato, sono sorgente inesauribile di fede, di speranza e di amore a cui ognuno può attingere, specialmente le anime più assetate della divina misericordia" - ha detto ancora Benedetto XVI ricordando che Giovanni Paolo II volle che "la Domenica dopo Pasqua fosse dedicata in modo speciale alla Divina Misericordia; e la Provvidenza ha disposto che egli morisse proprio alla vigilia di questo giorno".

"Il mistero dell'amore misericordioso di Dio è stato al centro del pontificato di questo mio venerato Predecessore. Ricordiamo, in particolare, l'Enciclica 'Dives in misericordia', del 1980, e la dedicazione del nuovo Santuario della Divina Misericordia a Cracovia, nel 2002. Le parole che egli pronunciò in quest'ultima occasione sono state come una sintesi del suo magistero evidenziando che il culto della misericordia divina non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano".

Benedetto XVI ha detto infine: "Maria Santissima, Madre della Chiesa, a cui ora ci rivolgiamo con il 'Regina Coeli, ottenga per tutti i cristiani di vivere in pienezza la Domenica come 'pasqua della settimana', gustando la bellezza dell'incontro con il Signore risorto e attingendo alla fonte del suo amore misericordioso, per essere apostoli della sua pace".

Al termine della recita del Regina Coeli, il Papa ha ricordato che le Chiese Orientali celebrano oggi la Pasqua ed ha detto: "E nel clima gioioso di questo giorno non posso non ricordare che molte di queste popolazioni, in Serbia, Romania e Bulgaria, soffrono a causa delle inondazioni dei giorni scorsi. Sono loro vicino con la preghiera ed auspico vivamente che, grazie al contributo di tutti, possano superare rapidamente questi difficili momenti".
ANG/DIVINA MISERICORDIA:PASQUA ORIENTALE/... VIS 20060424 (470)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Oscar González Villa, Vescovo di Girardota (superficie: 2.445; popolazione: 203.000; cattolici: 183.000; sacerdoti: 56; religiosi: 99), Colombia. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore "Nuestra Señora del Rosario" di Manizales, è nato ad Alcalá (Colombia) nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.

Sabato 22 aprile è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ouesso (Repubblica del Congo), presentata dal Vescovo Hervé Itoua, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Okigwe (Nigeria), presentata dal Vescovo Anthony Ekezia Ilonu, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Solomon Amanchukwu Amatu, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo António Augusto dos Santos Marto, finora Vescovo di Viseu (Portogallo), Vescovo di Leiria-Fátima (superficie: 1.700; popolazione: 267.000; cattolici: 256.000; sacerdoti: 154; religiosi: 546), Portogallo. Il Vescovo dos Santos Marto succede al Vescovo Serafim de Sousa Ferreira e Silva, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Ignazio Sanna, Arcivescovo Metropolita di Oristano (superficie: 3.112; popolazione: 148.915; cattolici: 148.067; sacerdoti: 122; religiosi: 362; diaconi permanenti: 6), Italia. L'Arcivescovo eletto, finora Docente e Pro Rettore della Pontificia Università Lateranense in Roma, è nato ad Orune (Nuovo) nel 1942 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967. L'Arcivescovo Sanna succede all'Arcivescovo Piergiuliano Tiddia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Beatus Kinyaiya, O.F.M.Cap., già Superiore Provinciale per la Tanzania, Vescovo di Mbulu (superficie: 1.605; popolazione: 900.000; cattolici: 242.698; sacerdoti: 58; religiosi: 175), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Shimbwe (Tanzania), ha emesso la professione perpetua nell'Ordine dei Cappuccini nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Ha nominato il Vescovo Sebastiano Sanguinetti, finora Vescovo di Ozieri (Italia), Vescovo di Tempio-Ampurias (superficie: 2.695; popolazione: 145.400; cattolici: 144.000; sacerdoti: 79; religiosi: 117; diaconi permanenti: 2), Italia.

- Ha nominato il Monsignor Gianfranco De Luca, Vescovo di Termoli-Larino (superficie: 1.424; popolazione: 106.500; cattolici: 105.850; sacerdoti: 69; religiosi: 109; diaconi permanenti: 8), Italia. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Responsabile della Pastorale giovanile a Teramo (Italia), è nato ad Atri (Teramo) nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974.

- Ha nominato il Monsignor José María Ortega Trinidad, Vescovo Prelato di Juli (superficie: 17.427; popolazione: 455.000; cattolici: 404.000; sacerdoti: 13; religiosi: 37), Perù. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale "San Vicente Mártir", in San Vicente di Cañete, Prelatura di Yauyos (Perù), è nato nel 1950 a Nava (Perù) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
RE:NER/.../... VIS 20060424 (430)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Ghana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Matthew Kwasi Gyamfi, di Sunyani.

- L'Arcivescovo Gregory Ebo Kpiebaya, di Tamale.

- Il Vescovo Philip Naameh, di Damongo.

- Il Vescovo Lucas Abadamloora, di Navrongo-Bolgatanga.

- Il Vescovo Paul Bemile, di Wa.

- Il Vescovo Vincent Sowah Boi-Nai, S.V.D., di Yendi.

Sabato 22 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Ghana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Joseph Kwaku Afrifah-Agyekum, Vescovo eletto di Koforidua.

- L'Arcivescovo Peter Kwasi Sarpong, di Kumasi, con l'Ausiliare Vescovo Gabriel Justice Yaw Anokye.

- Il Vescovo Peter Kwaku Atuhaene, di Goaso.

- Il Vescovo Joseph Osei-Bonsu, di Konongo-Mampong.

- Il Vescovo Thomas Kwaku Mansah, di Obuasi.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20060424 (160)

STATISTICHE RELATIVE ALLA CHIESA IN POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2006 (VIS). In occasione del prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Polonia - dal 25 al 28 maggio -, il secondo fuori d'Italia, sono state pubblicate le statistiche relative alla Chiesa in Polonia. Le cifre sono state desunte dall'Annuario Statistico della Chiesa, aggiornato al 31 dicembre 2004.

La Polonia conta una popolazione di 38,2 milioni di abitanti, dei quali 36,6 sono cattolici (95,8%). Esistono 45 circoscrizioni ecclesiastiche, 10.114 parrocchie e 800 centri pastorali. Attualmente i Vescovi sono 133, i sacerdoti 28.546, 24.826 i religiosi, 1.081 i membri laici di istituti secolari e 14.418 i catechisti. I seminaristi minori sono 1.803 e i seminaristi maggiori 6.427.

Un totale di 315.698 alunni frequentano i 1.726 centri di educazione cattolica, dal giardino d'infanzia all'università. Relativamente ai centri di proprietà della Chiesa o diretti da ecclesiastici o religiosi, in Polonia ci sono 33 ospedali, 244 ambulatori, 267 case per anziani, invalidi e minorati, 538 orfanotrofi e asili nido, 1.820 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita e 1.462 centri speciali di educazione o rieducazione sociale.
OP/STATISTICHE POLONIA/... VIS 20060425 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Casimiro López Llorente, finora Vescovo di Zamora (Spagna), Vescovo di Segorbe-Castellón de la Plana (superficie: 4.380; popolazione: 449.043; cattolici: 419.701; sacerdoti: 282; religiosi: 513; diaconi permanenti: 4), Spagna.

- Il Monsignor Frank J. Dewane, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Venice (superficie: 22.685; popolazione: 1.766.651; cattolici: 218.173; sacerdoti: 239; religiosi: 202; diaconi permanenti: 75), Florida, Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è nato nel 1950 a Green Bay (Wisconsin, Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
NER:NEC/.../LOPEZ LLORENTE:DEWANE VIS 20060425 (110)

venerdì 21 aprile 2006

ARCIVESCOVO LAJOLO: LA CHIESA NON IMPONE LEGGE CIVILE


CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2006 (VIS). Il quotidiano indonesiano "Kompas" ha pubblicato il 16 aprile scorso un'intervista all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, nella quale il Presule parla dell'unicità dello Stato della Città del Vaticano, dell'attività diplomatica della Santa Sede, della separazione dei poteri della Chiesa e dello Stato e del dialogo interreligioso.

Nell'intervista l'Arcivescovo precisa che lo Stato della Città del Vaticano, è un vero stato, "ma di minuscola realtà politica, avendo solo la funzione di garantire l'indipendenza del Papa come suprema Autorità della Chiesa Cattolica da qualsiasi potere civile", mentre la Santa Sede, "cioè il Papa e la Curia Romana, come suprema Autorità della Chiesa Cattolica, che viene anche chiamata (...) impropriamente, Vaticano, perchè ha la sua sede nello Stato della Città del Vaticano; (...) non è un organo di governo civile e quindi con funzioni politiche. Il problema quindi del coinvolgimento o della sovrapposizione delle due funzioni, quella politica dello Stato e quella religiosa della Chiesa, non si pone".

Per cui non bisogna confondere lo Stato della Città del Vaticano "che ha relazioni limitate alle sue modeste strutture e che si rivolgono sopratutto all'Italia" e "la Santa Sede, che ha invece una vasta rete di ambasciate (si chiamano tecnicamente Nunziature Apostoliche)".

"Le Nunziature" - spiega il Segretario per i Rapporti con gli Stati - "non seguono, come le altre Ambasciate, questioni di politica, di difesa, di commercio, ecc., ma le questioni riguardanti la libertà della Chiesa e i diritti umani. Per lo più la Santa Sede interviene ovunque per garantire lo status giuridico della Chiesa e, in alcuni paesi, in difesa dei fedeli cattolici oppressi o comunque vittime di pressioni o di discriminazioni, e lo fa invocando i diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dall'International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR), o anche quelli sanciti nella Costituzione dei vari Stati. (...) I criteri per i suoi interventi sono vari, a seconda delle situazioni, e sono necessariamente ispirati dalla volontà di aiutare nella maniera più efficace e quindi con la riservatezza ed anche con la prudenza necessarie per evitare contraccolpi negativi".

Rispetto alla separazione dei poteri della Chiesa e dello Stato, l'Arcivescovo afferma: "La Chiesa non pretende però in alcun modo di imporre alcuna legge civile, se non sono le stesse forze politiche a darsela. Vale appunto il principio fondamentale della distinzione della sfera politica da quella religiosa e della ferma tutela della libertà religiosa, per cui lo Stato come non si inserisce nell'attività della Chiesa, così nemmeno prende ordini da essa. La Chiesa per altro - cioè in pratica i Vescovi dei paesi interessati - cercano di illuminare i cattolici e l'opinione pubblica del paese, illustrando con pubbliche dichiarazioni la posizione cattolica su questioni morali poste dalla legislazione o dall'azione politica, sulla base anzitutto di argomentazioni razionali, accessibili anche a chi non ha fede".

"A livello universale la Santa Sede interviene sui grandi problemi morali posti dalla politica con documenti di diverso genere, come le lettere encicliche e le esortazioni apostoliche del Papa o le istruzioni della Congregazione per la Dottrina della Fede. I criteri per giudicare se sia opportuno intervenire, sono diversi; la Chiesa non può comunque tacere quando è posta in causa la dignità o i diritti fondamentali dell'uomo, o la libertà religiosa".

Infine relativamente al tema del dialogo interreligioso il Presule afferma che: "Benedetto XVI continuerà (...) l'impegno del dialogo interreligioso, secondo le direttive date dal Concilio Vaticano II e sulle orme dei suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II".

Affermando che: "È ovvio che un conflitto delle culture o peggio delle religioni potrebbe dividere i popoli ancor più di quanto non lo siano ora", l'Arcivescovo Lajolo sottolinea che: "il dialogo interreligioso mira a conoscere meglio la posizione di fede dell'interlocutore e a far conoscere meglio la propria ed anche a rafforzare vincoli di stima personale vicendevoli" e "il dialogo interreligioso non intende rendere coloro che vi partecipano meno fedeli alle proprie profonde convinzioni religiose, ma aprire sempre di più le menti e i cuori alla volontà di Dio".
.../CHIESA:STATO:DIALOGO INTERRELIGIOSO/LAJOLO VIS 20060421 (690)
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