CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Remídio José Bohn, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Rosário" e Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Feliz (Brasile) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
- Il Padre Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S., finora Superiore Provinciale della Provincia degli Scalabriniani con sede a Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Piazza Brembana (Bergamo), ha emesso la professione religiosa nella Congregazione degli Scalabriniani nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.
- Il Vescovo Salvatore Fisichella, che è Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per un ulteriore quadriennio, a norma dell'Articolo 10 degli Statuti della medesima Università.
- Il Monsignore Livio Melina, che è Ordinario di Teologia morale fondamentale e Vice-Preside della Sezione Centrale del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Preside del medesimo Istituto, per il prossimo quadriennio, a norma dell'Articolo 8 degli Statuti dello stesso Istituto.
NEA:NA/.../... VIS 20060118 (220)
Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS
Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
mercoledì 18 gennaio 2006
martedì 17 gennaio 2006
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2006 (VIS). Domani ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema prescelto per il 2006 è: "Se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome io sono in mezzo a loro" (Matteo 18,20).
I testi di quest'anno sono stati preparati da un gruppo ecumenico di Dublino (Irlanda), designato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:
18 gennaio: "Uniti nella presenza di Cristo. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo" (Efesini 4, 5-6).
19 gennaio: "Costruire l'unità dei cristiani con Gesù in mezzo a noi. Ecumenismo quotidiano. Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri" (Giovanni 13, 14).
20 gennaio: "Pregare insieme nel nome di Gesù. Il Signore è disposto a perdonarvi" (Isaia 30, 18).
21 gennaio: "Dal passato al futuro: perdono guarigione delle memorie. Non dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette". (Matteo 18, 22).
22 gennaio: "Dio presente in mezzo a noi: un imperativo alla pace. Il Signore dell'universo è con noi". (Salmo 46).
23 gennaio: "Missione nel nome di Gesù. Il Padre vostro che è in cielo vuole che nessuna di queste persone semplici vada perduta" (Matteo 18, 14).
24 gennaio: "Riconoscere la presenza di Dio nell'altro: accogliere l'altro nel nome di
Gesù. E chi per amor mio accoglie un bambino come questo, accoglie me (Matteo 18,5).
25 gennaio: "Uniti nella speranza. In quel giorno conoscerete che io vivo unito al Padre, e voi siete uniti a me e io a voi" (Giovanni 14,20).
La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento Fede e Costituzione nel 1926.
Mercoledì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura le celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2006.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060117 (400)
I testi di quest'anno sono stati preparati da un gruppo ecumenico di Dublino (Irlanda), designato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:
18 gennaio: "Uniti nella presenza di Cristo. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo" (Efesini 4, 5-6).
19 gennaio: "Costruire l'unità dei cristiani con Gesù in mezzo a noi. Ecumenismo quotidiano. Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri" (Giovanni 13, 14).
20 gennaio: "Pregare insieme nel nome di Gesù. Il Signore è disposto a perdonarvi" (Isaia 30, 18).
21 gennaio: "Dal passato al futuro: perdono guarigione delle memorie. Non dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette". (Matteo 18, 22).
22 gennaio: "Dio presente in mezzo a noi: un imperativo alla pace. Il Signore dell'universo è con noi". (Salmo 46).
23 gennaio: "Missione nel nome di Gesù. Il Padre vostro che è in cielo vuole che nessuna di queste persone semplici vada perduta" (Matteo 18, 14).
24 gennaio: "Riconoscere la presenza di Dio nell'altro: accogliere l'altro nel nome di
Gesù. E chi per amor mio accoglie un bambino come questo, accoglie me (Matteo 18,5).
25 gennaio: "Uniti nella speranza. In quel giorno conoscerete che io vivo unito al Padre, e voi siete uniti a me e io a voi" (Giovanni 14,20).
La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento Fede e Costituzione nel 1926.
Mercoledì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura le celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2006.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060117 (400)
Etichette:
Dialogo interreligioso/Ecumenismo
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Sacerdote Guillermo Orozco Montoya, Vescovo di San José del Guaviare (superficie: 42.327; popolazione: 120.000; cattolici: 108.500; sacerdoti: 23: religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Sonsón (Colombia) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Dal 2000 è stato Direttore del Dipartimento per la Pastorale dei Ministeri Gerarchici del Segretariato dell'Episcopato colombiano. Il Vescovo Orozco Montoya succede al Vescovo Belarmino Correa Yepes, M.X.Y., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha eretto la nuova Diocesi di El Banco (Colombia), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Santa Marta e Valedupar, rendendola suffraganea dall'Arcidiocesi Metropolitana di Barranquilla.
- Ha nominato il Padre Jaime Enrique Duque Correa, M.X.Y., primo Vescovo della Diocesi di El Banco (superficie: 11.855; popolazione: 389.641; sacerdoti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Medellín (Colombia), ha emesso la professione perpetua nell'Istituto per le Missioni Estere di Yarumal nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Dal 2000 è stato Parroco di Emaús a Medellín (Colombia).
- Ha nominato il Reverendo Paul Hwang Cheol-soo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pusan (superficie: 3.267; popolazione: 5.437.906; cattolici: 379.030; sacerdoti: 313; religiosi: 661), Corea. Il Vescovo eletto, già Cancelliere diocesano, è nato nel 1953 a Miriang (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER:RE:ECE:NEA/.../... VIS 20060117 (240)
- Ha nominato il Sacerdote Guillermo Orozco Montoya, Vescovo di San José del Guaviare (superficie: 42.327; popolazione: 120.000; cattolici: 108.500; sacerdoti: 23: religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Sonsón (Colombia) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Dal 2000 è stato Direttore del Dipartimento per la Pastorale dei Ministeri Gerarchici del Segretariato dell'Episcopato colombiano. Il Vescovo Orozco Montoya succede al Vescovo Belarmino Correa Yepes, M.X.Y., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha eretto la nuova Diocesi di El Banco (Colombia), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Santa Marta e Valedupar, rendendola suffraganea dall'Arcidiocesi Metropolitana di Barranquilla.
- Ha nominato il Padre Jaime Enrique Duque Correa, M.X.Y., primo Vescovo della Diocesi di El Banco (superficie: 11.855; popolazione: 389.641; sacerdoti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Medellín (Colombia), ha emesso la professione perpetua nell'Istituto per le Missioni Estere di Yarumal nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Dal 2000 è stato Parroco di Emaús a Medellín (Colombia).
- Ha nominato il Reverendo Paul Hwang Cheol-soo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pusan (superficie: 3.267; popolazione: 5.437.906; cattolici: 379.030; sacerdoti: 313; religiosi: 661), Corea. Il Vescovo eletto, già Cancelliere diocesano, è nato nel 1953 a Miriang (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER:RE:ECE:NEA/.../... VIS 20060117 (240)
Etichette:
Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 16 gennaio 2006
CRISTO CI VIENE INCONTRO PER DONARCI PIENEZZA DI VITA
CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2006 (VIS). Nelle sue riflessioni precedenti la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato l'inizio del tempo ordinario dell'anno liturgico che "ci invita a vivere la nostra vita ordinaria come un itinerario di santità, e cioè di fede e di amicizia con Gesù, continuamente scoperto e riscoperto quale Maestro e Signore, Via, Verità e Vita dell'uomo".
Il Papa ha citato la pagina del Vangelo di San Giovanni che narra il primo incontro tra Gesù e alcuni di coloro che diventeranno suoi apostoli. Due dei discepoli di San Giovanni Battista, si legge nel testo evangelico, seguirono il Cristo, il quale domandò loro: "Che cosa cercate? Gesù li invitò a seguirlo e a stare un po' con Lui ed uno di loro, Andrea, disse al fratello Simone: "Abbiamo trovato il Messia".
Ecco due parole singolarmente significative" - ha detto il Santo Padre - "'cercare', 'trovare'. Possiamo estrarre dalla pagina evangelica odierna questi due verbi e ricavare un'indicazione fondamentale per il nuovo anno, che vogliamo sia un tempo in cui rinnovare il nostro cammino spirituale con Gesù, nella gioia di cercarlo e di trovarlo incessantemente".
"La gioia più vera, infatti," - ha proseguito il Pontefice - "sta nel rapporto con Lui incontrato, seguito, conosciuto, amato, grazie ad una continua tensione della mente e del cuore. (...) L'amicizia col Maestro assicura all'anima pace profonda e serenità anche nei momenti bui e nelle prove più ardue. Quando la fede si imbatte in notti oscure, nelle quali non si 'sente' e non si 'vede' più la presenza di Dio, l'amicizia di Gesù garantisce che in realtà nulla può mai separarci dal suo amore. Cercare e trovare Cristo, sorgente inesauribile di verità e di vita: la parola di Dio ci invita a riprendere, all'inizio di un nuovo anno, questo cammino di fede mai concluso".
"Per il credente" - ha concluso il Santo Padre - "è sempre un'incessante ricerca e una nuova scoperta, perchè Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre, ma noi, il mondo, la storia, non siamo mai gli stessi, ed Egli ci viene incontro per donarci la sua comunione e la pienezza della vita".
ANG/ANNO LITURGICO/... VIS 20060116 (380)
Il Papa ha citato la pagina del Vangelo di San Giovanni che narra il primo incontro tra Gesù e alcuni di coloro che diventeranno suoi apostoli. Due dei discepoli di San Giovanni Battista, si legge nel testo evangelico, seguirono il Cristo, il quale domandò loro: "Che cosa cercate? Gesù li invitò a seguirlo e a stare un po' con Lui ed uno di loro, Andrea, disse al fratello Simone: "Abbiamo trovato il Messia".
Ecco due parole singolarmente significative" - ha detto il Santo Padre - "'cercare', 'trovare'. Possiamo estrarre dalla pagina evangelica odierna questi due verbi e ricavare un'indicazione fondamentale per il nuovo anno, che vogliamo sia un tempo in cui rinnovare il nostro cammino spirituale con Gesù, nella gioia di cercarlo e di trovarlo incessantemente".
"La gioia più vera, infatti," - ha proseguito il Pontefice - "sta nel rapporto con Lui incontrato, seguito, conosciuto, amato, grazie ad una continua tensione della mente e del cuore. (...) L'amicizia col Maestro assicura all'anima pace profonda e serenità anche nei momenti bui e nelle prove più ardue. Quando la fede si imbatte in notti oscure, nelle quali non si 'sente' e non si 'vede' più la presenza di Dio, l'amicizia di Gesù garantisce che in realtà nulla può mai separarci dal suo amore. Cercare e trovare Cristo, sorgente inesauribile di verità e di vita: la parola di Dio ci invita a riprendere, all'inizio di un nuovo anno, questo cammino di fede mai concluso".
"Per il credente" - ha concluso il Santo Padre - "è sempre un'incessante ricerca e una nuova scoperta, perchè Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre, ma noi, il mondo, la storia, non siamo mai gli stessi, ed Egli ci viene incontro per donarci la sua comunione e la pienezza della vita".
ANG/ANNO LITURGICO/... VIS 20060116 (380)
MONDO SAREBBE MIGLIORE SE OGNUNO SVOLGESSE SUO DOVERE
CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2006 (VIS). Seguendo una tradizione che ogni anno si rinnova, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi i dirigenti e il Personale dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano che provvedono a garantire la sicurezza in Piazza San Pietro e nelle adiacenze del Vaticano.
Garantire l'ordine e la sicurezza, ha affermato il Papa, è "un compito che domanda preparazione tecnica e professionale congiunta a non poca pazienza, vigilanza costante, cortesia e spirito di sacrificio".
Il Santo Padre ha ricordato "il grande sforzo" dispiegato dagli Agenti dell'Ispettorato e da diverse componenti delle Forze Armate Italiane nei giorni della malattia, della morte e dei funerali di Giovanni Paolo II ed "in occasione delle mia elezione alla Sede di Pietro. Profitto dell'odierno incontro" - ha detto - "per rinnovare il grazie più sincero mio e dei miei collaboratori a tutti coloro che in quelle storiche circostanze hanno offerto il loro apporto perché tutto si svolgesse con ordine e tranquillità, ed il mondo intero ha potuto ammirare l'efficienza dell'organizzazione dispiegata".
Ribadendo l'importanza di "lavorare sempre in armonia e con sincera cooperazione", il Papa ha detto: "Le famiglie, le comunità, le varie organizzazioni, le nazioni ed il mondo stesso sarebbero migliori se, come in un corpo sano e ben compaginato, ogni membro svolgesse con coscienza ed altruismo il proprio compito, piccolo o grande che sia".
Benedetto XVI ha concluso il suo breve discorso con queste parole: "Cari amici, apriamo il cuore a Cristo ed accogliamo con fiducia il suo Vangelo, preziosa regola di vita per coloro che sono alla ricerca del senso vero dell'esistenza umana".
AC/.../AGENTI PUBBLICA SICUREZZA VIS 20060116 (280)
Garantire l'ordine e la sicurezza, ha affermato il Papa, è "un compito che domanda preparazione tecnica e professionale congiunta a non poca pazienza, vigilanza costante, cortesia e spirito di sacrificio".
Il Santo Padre ha ricordato "il grande sforzo" dispiegato dagli Agenti dell'Ispettorato e da diverse componenti delle Forze Armate Italiane nei giorni della malattia, della morte e dei funerali di Giovanni Paolo II ed "in occasione delle mia elezione alla Sede di Pietro. Profitto dell'odierno incontro" - ha detto - "per rinnovare il grazie più sincero mio e dei miei collaboratori a tutti coloro che in quelle storiche circostanze hanno offerto il loro apporto perché tutto si svolgesse con ordine e tranquillità, ed il mondo intero ha potuto ammirare l'efficienza dell'organizzazione dispiegata".
Ribadendo l'importanza di "lavorare sempre in armonia e con sincera cooperazione", il Papa ha detto: "Le famiglie, le comunità, le varie organizzazioni, le nazioni ed il mondo stesso sarebbero migliori se, come in un corpo sano e ben compaginato, ogni membro svolgesse con coscienza ed altruismo il proprio compito, piccolo o grande che sia".
Benedetto XVI ha concluso il suo breve discorso con queste parole: "Cari amici, apriamo il cuore a Cristo ed accogliamo con fiducia il suo Vangelo, preziosa regola di vita per coloro che sono alla ricerca del senso vero dell'esistenza umana".
AC/.../AGENTI PUBBLICA SICUREZZA VIS 20060116 (280)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate.
- Il Signor Filip Vujanovic, Presidente della Repubblica di Montenegro, con la Consorte e Seguito.
- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Cardinale Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, C.I.C.M., Arcivescovo di Kinshasa, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Vescovo Dominique Bulamatari e Vescovo Edouard Kisonga, S.S.S..
- Il Vescovo Cyprien Mbuka, C.I.C.M., di Boma.
- Il Vescovo Louis Mbwôl-Mpasi, O.M.I., di Idiofa
- Il Vescovo Philippe Nkiere Kena, C.I.C.M., di Inongo.
Sabato 14 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia).
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060116 (140)
- Il Signor Filip Vujanovic, Presidente della Repubblica di Montenegro, con la Consorte e Seguito.
- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Cardinale Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, C.I.C.M., Arcivescovo di Kinshasa, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Vescovo Dominique Bulamatari e Vescovo Edouard Kisonga, S.S.S..
- Il Vescovo Cyprien Mbuka, C.I.C.M., di Boma.
- Il Vescovo Louis Mbwôl-Mpasi, O.M.I., di Idiofa
- Il Vescovo Philippe Nkiere Kena, C.I.C.M., di Inongo.
Sabato 14 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia).
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060116 (140)
Etichette:
Udienze,
Visita 'ad Limina Apostolorum'
AL RABBINO CAPO DI ROMA: TRASMETTIAMO INSIEME DECALOGO
CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una Delegazione della Comunità Ebraica di Roma accompagnata dal Rabbino Capo, Dottor Riccardo Di Segni.
Papa Benedetto XVI ha iniziato il suo breve discorso citando il canto di grazie di Mosè dopo la traversata del Mar Rosso. "La vostra visita" - ha detto il Santo Padre - "mi arreca grande gioia, e mi spinge a rinnovare con voi questo medesimo cantico di gratitudine per la salvezza ottenuta. Il popolo di Israele è stato liberato varie volte dalle mani dei nemici, e nei secoli dell'antisemitismo, nei momenti drammatici della Shoà, la mano dell'Onnipotente lo ha sorretto e guidato. Sempre la predilezione del Dio dell'Alleanza lo ha accompagnato, dandogli forza per superare le prove. Di questa amorevole attenzione divina può rendere testimonianza anche la vostra comunità ebraica, presente nella città di Roma da oltre duemila anni".
"A voi è vicina la Chiesa cattolica e vi è amica. (...) Dopo il Concilio Vaticano II, è andata crescendo questa stima e reciproca fiducia. Si sono sviluppati contatti sempre più fraterni e cordiali, intensificatisi lungo il Pontificato del venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II".
"In Cristo noi partecipiamo della vostra stessa eredità dei Padri, per servire l'Onnipotente (...) innestati sull'unico tronco santo del Popolo di Dio. Ciò rende noi cristiani consapevoli che, insieme con voi, abbiamo la responsabilità di cooperare al bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace, nella verità e nella libertà, nella santità e nell'amore. Alla luce di questa comune missione non possiamo non denunciare e combattere con decisione l'odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell'animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto, come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?".
Il Papa ha concluso il suo discorso formulando al Rabbino fervidi voti augurali per la sua missione ed affermando: "Sono, poi, tante le urgenze e le sfide, a Roma e nel mondo, che ci sollecitano ad unire le nostre mani e i nostri cuori in concrete iniziative di solidarietà, di tzedek (giustizia) e di tzedekah (carità). Insieme possiamo collaborare nel trasmettere la fiaccola del Decalogo e della speranza alle giovani generazioni".
AC/COMUNITÀ EBRAICA ROMA/DI SEGNI VIS 20060116 (390)
Papa Benedetto XVI ha iniziato il suo breve discorso citando il canto di grazie di Mosè dopo la traversata del Mar Rosso. "La vostra visita" - ha detto il Santo Padre - "mi arreca grande gioia, e mi spinge a rinnovare con voi questo medesimo cantico di gratitudine per la salvezza ottenuta. Il popolo di Israele è stato liberato varie volte dalle mani dei nemici, e nei secoli dell'antisemitismo, nei momenti drammatici della Shoà, la mano dell'Onnipotente lo ha sorretto e guidato. Sempre la predilezione del Dio dell'Alleanza lo ha accompagnato, dandogli forza per superare le prove. Di questa amorevole attenzione divina può rendere testimonianza anche la vostra comunità ebraica, presente nella città di Roma da oltre duemila anni".
"A voi è vicina la Chiesa cattolica e vi è amica. (...) Dopo il Concilio Vaticano II, è andata crescendo questa stima e reciproca fiducia. Si sono sviluppati contatti sempre più fraterni e cordiali, intensificatisi lungo il Pontificato del venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II".
"In Cristo noi partecipiamo della vostra stessa eredità dei Padri, per servire l'Onnipotente (...) innestati sull'unico tronco santo del Popolo di Dio. Ciò rende noi cristiani consapevoli che, insieme con voi, abbiamo la responsabilità di cooperare al bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace, nella verità e nella libertà, nella santità e nell'amore. Alla luce di questa comune missione non possiamo non denunciare e combattere con decisione l'odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell'animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto, come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?".
Il Papa ha concluso il suo discorso formulando al Rabbino fervidi voti augurali per la sua missione ed affermando: "Sono, poi, tante le urgenze e le sfide, a Roma e nel mondo, che ci sollecitano ad unire le nostre mani e i nostri cuori in concrete iniziative di solidarietà, di tzedek (giustizia) e di tzedekah (carità). Insieme possiamo collaborare nel trasmettere la fiaccola del Decalogo e della speranza alle giovani generazioni".
AC/COMUNITÀ EBRAICA ROMA/DI SEGNI VIS 20060116 (390)
VINCERE DISCRIMINAZIONE, INGIUSTIZIA E DISPREZZO PERSONA
CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e che la Diocesi di Roma celebra la Giornata della Scuola Cattolica.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che le migrazioni "costituiscono un fenomeno assai diffuso nel mondo attuale: sono un 'segno dei tempi'. Tale fenomeno si presenta molto variegato: la migrazione infatti può essere volontaria o forzata, legale o clandestina, per motivi di lavoro o di studio".
"Se, da una parte" - ha proseguito il Pontefice - "si afferma il rispetto delle diversità etniche e culturali, dall'altra permangono difficoltà di accoglienza e di integrazione".
"La Chiesa invita a cogliere il positivo che questo segno dei tempi porta in sé, vincendo ogni forma di discriminazione, di ingiustizia e di disprezzo della persona umana, perchè ogni uomo è immagine di Dio".
Successivamente in merito alla celebrazione della Giornata della Scuola Cattolica il Papa ha detto: "Saluto i dirigenti, gli insegnanti, i genitori e gli alunni qui convenuti, e li incoraggio a proseguire nell'impegno per un'educazione integrale, che si sforzi di unire la qualità dell'istruzione e la concezione cristiana dell'uomo e della società".
"Auspico" - ha detto infine Benedetto XVI - "che sia costante la collaborazione tra famiglia e scuola, come pure che il servizio assicurato dalle scuole cattoliche sia pienamente riconosciuto".
ANG/MIGRANTI:SCUOLA CATTOLICA/... VIS 20060116 (240)
Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che le migrazioni "costituiscono un fenomeno assai diffuso nel mondo attuale: sono un 'segno dei tempi'. Tale fenomeno si presenta molto variegato: la migrazione infatti può essere volontaria o forzata, legale o clandestina, per motivi di lavoro o di studio".
"Se, da una parte" - ha proseguito il Pontefice - "si afferma il rispetto delle diversità etniche e culturali, dall'altra permangono difficoltà di accoglienza e di integrazione".
"La Chiesa invita a cogliere il positivo che questo segno dei tempi porta in sé, vincendo ogni forma di discriminazione, di ingiustizia e di disprezzo della persona umana, perchè ogni uomo è immagine di Dio".
Successivamente in merito alla celebrazione della Giornata della Scuola Cattolica il Papa ha detto: "Saluto i dirigenti, gli insegnanti, i genitori e gli alunni qui convenuti, e li incoraggio a proseguire nell'impegno per un'educazione integrale, che si sforzi di unire la qualità dell'istruzione e la concezione cristiana dell'uomo e della società".
"Auspico" - ha detto infine Benedetto XVI - "che sia costante la collaborazione tra famiglia e scuola, come pure che il servizio assicurato dalle scuole cattoliche sia pienamente riconosciuto".
ANG/MIGRANTI:SCUOLA CATTOLICA/... VIS 20060116 (240)
Etichette:
Angelus,
Educazione
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Saint-Flour (Francia), presentata dal Vescovo René Séjourné, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre John Hung Shan-chuan, S.V.D., Vescovo di Kiayi (superficie: 3.244; popolazione: 1.573.098; cattolici: 10.033; sacerdoti: 57; religiosi: 58), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Scuola Cattolica di Kiayi e Professore presso l'Università Cattolica di Taipei, è nato nel 1943 nell'isola di Penghu (Taiwan), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Verbiti nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.
Sabato 14 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:
- Il Monsignore Marlo Mendoza Peralta, Vescovo Coadiutore di Alaminos (superficie: 2.449; popolazione: 562.364; cattolici: 445.573; sacerdoti: 37; religiosi: 82), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Parrocchia di San Nino a Binalonan, è nato a San Carlos (Filippine), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
- Il Monsignor Roberto Calara Mallari, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.000.000; cattolici: 2.800.000; sacerdoti: 162; religiosi: 204), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Parroco della parrocchia di "Our Lord's Ascension" e Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale per la Famiglia, è nato a Masantol (Filippine), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
- Il Professor Hsin-Chi Kuan, che è Presidente del Dipartimento del Governo e della Pubblica Amministrazione alla Chinese University di Hong Kong (Cina), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
Sua Beatitudine il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Siro-Malabarese, ha accettato con il consenso del Sinodo Permanente, in conformità al canone 210, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, la rinuncia dell'Arcivescovo Kuriakose Kunnacherry, Metropolita di Kottayam dei Siro-Malabaresi (India). Gli succede l'Arcivescovo Mathew Moolakkatt, O.S.B., finora Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcieparchia Metropolitana.
RE:NER:NEC:NEA:NA/.../... VIS 20060116 (310)
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Saint-Flour (Francia), presentata dal Vescovo René Séjourné, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre John Hung Shan-chuan, S.V.D., Vescovo di Kiayi (superficie: 3.244; popolazione: 1.573.098; cattolici: 10.033; sacerdoti: 57; religiosi: 58), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Scuola Cattolica di Kiayi e Professore presso l'Università Cattolica di Taipei, è nato nel 1943 nell'isola di Penghu (Taiwan), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Verbiti nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.
Sabato 14 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:
- Il Monsignore Marlo Mendoza Peralta, Vescovo Coadiutore di Alaminos (superficie: 2.449; popolazione: 562.364; cattolici: 445.573; sacerdoti: 37; religiosi: 82), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Parrocchia di San Nino a Binalonan, è nato a San Carlos (Filippine), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
- Il Monsignor Roberto Calara Mallari, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.000.000; cattolici: 2.800.000; sacerdoti: 162; religiosi: 204), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Parroco della parrocchia di "Our Lord's Ascension" e Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale per la Famiglia, è nato a Masantol (Filippine), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
- Il Professor Hsin-Chi Kuan, che è Presidente del Dipartimento del Governo e della Pubblica Amministrazione alla Chinese University di Hong Kong (Cina), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
Sua Beatitudine il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Siro-Malabarese, ha accettato con il consenso del Sinodo Permanente, in conformità al canone 210, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, la rinuncia dell'Arcivescovo Kuriakose Kunnacherry, Metropolita di Kottayam dei Siro-Malabaresi (India). Gli succede l'Arcivescovo Mathew Moolakkatt, O.S.B., finora Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcieparchia Metropolitana.
RE:NER:NEC:NEA:NA/.../... VIS 20060116 (310)
Etichette:
Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 13 gennaio 2006
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
- Il Vescovo Salvatore Fisichella, Ausiliare di Roma e Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.
- Il Reverendo Don Pascual Chávez Villanueva, S.D.B., Rettore Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani).
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva:
- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
- Il Padre Dom Edmund Power, O.S.B., Abate dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura.
AP/.../... VIS 20060113 (100)
- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
- Il Vescovo Salvatore Fisichella, Ausiliare di Roma e Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.
- Il Reverendo Don Pascual Chávez Villanueva, S.D.B., Rettore Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani).
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva:
- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
- Il Padre Dom Edmund Power, O.S.B., Abate dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura.
AP/.../... VIS 20060113 (100)
IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI RICEVE I SEDIARI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Sediari Pontifici, incaricati, nel corso dei secoli, di portare la sedia gestatoria e che, attualmente, assicurano la loro opera presso la Casa Pontificia.
"Quella di Sediario Pontificio" - ha detto il Papa - "è una mansione antica, che nel corso dei secoli si è evoluta secondo diverse modalità, legate alle usanze e alle necessità dei tempi. (...) Come ricorda la stessa denominazione, il vostro è un compito da sempre legato alla Sede di Pietro".
"Il vostro lavoro, pertanto, si inserisce in un contesto dove tutto deve parlare a tutti della Chiesa di Cristo, e deve farlo in modo coerente, imitando Colui che 'non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. In quest'ottica vanno viste le recenti riforme attuate dai miei venerati Predecessori, in particolare dal Papa Paolo VI, cui spettò l'attuazione delle nuove istanze conciliari. È stato semplificato il cerimoniale, per ricondurlo a una maggiore sobrietà, meglio intonata al messaggio cristiano e alle esigenze dei tempi".
Il Papa ha espresso ai Sediari "apprezzamento e riconoscenza per il contributo che rendete all'ordinato svolgimento delle udienze e delle celebrazioni pontificie" ed ha ricordato loro che: "Solerzia, cortesia e discrezione sono i tratti che devono distinguervi nel vostro lavoro, manifestando concretamente il vostro amore per la Chiesa e la vostra dedizione al Successore di Pietro".
"Il mio augurio, cari amici" - ha concluso il Pontefice - "è che possiate sempre essere, in Vaticano come a casa, in parrocchia e in ogni ambiente, persone servizievoli e attente al prossimo. È questo un insegnamento prezioso per i vostri figli e nipoti, che apprenderanno dal vostro esempio come l'essere al servizio della Santa Sede comporti prima di tutto una mentalità e uno stile di vita cristiano".
AC/.../SEDIARI PONTIFICI VIS 20060113 (320)
"Quella di Sediario Pontificio" - ha detto il Papa - "è una mansione antica, che nel corso dei secoli si è evoluta secondo diverse modalità, legate alle usanze e alle necessità dei tempi. (...) Come ricorda la stessa denominazione, il vostro è un compito da sempre legato alla Sede di Pietro".
"Il vostro lavoro, pertanto, si inserisce in un contesto dove tutto deve parlare a tutti della Chiesa di Cristo, e deve farlo in modo coerente, imitando Colui che 'non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. In quest'ottica vanno viste le recenti riforme attuate dai miei venerati Predecessori, in particolare dal Papa Paolo VI, cui spettò l'attuazione delle nuove istanze conciliari. È stato semplificato il cerimoniale, per ricondurlo a una maggiore sobrietà, meglio intonata al messaggio cristiano e alle esigenze dei tempi".
Il Papa ha espresso ai Sediari "apprezzamento e riconoscenza per il contributo che rendete all'ordinato svolgimento delle udienze e delle celebrazioni pontificie" ed ha ricordato loro che: "Solerzia, cortesia e discrezione sono i tratti che devono distinguervi nel vostro lavoro, manifestando concretamente il vostro amore per la Chiesa e la vostra dedizione al Successore di Pietro".
"Il mio augurio, cari amici" - ha concluso il Pontefice - "è che possiate sempre essere, in Vaticano come a casa, in parrocchia e in ogni ambiente, persone servizievoli e attente al prossimo. È questo un insegnamento prezioso per i vostri figli e nipoti, che apprenderanno dal vostro esempio come l'essere al servizio della Santa Sede comporti prima di tutto una mentalità e uno stile di vita cristiano".
AC/.../SEDIARI PONTIFICI VIS 20060113 (320)
giovedì 12 gennaio 2006
NON OSCURARE VALORE FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Pietro Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni ed il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato come le popolazioni di Roma e del Lazio hanno mostrato, nei mesi della malattia e della morte di Giovanni Paolo II, "l'intensità della loro risposta di amore all'amore del Papa" ed ha ringraziato le Autorità e le Istituzioni per "il grande contributo" offerto all'accoglienza di milioni di persone, convenute a Roma da ogni parte del mondo "per rendere l'estremo saluto al compianto Pontefice e poi anche in occasione della mia elezione alla Sede di Pietro".
La "profonda esperienza spirituale, di fede e di preghiera, di fraternità e di riscoperta dei beni che rendono degna e ricca di significato la nostra vita" vissuta in quei giorni in tutto il mondo "non deve rimanere priva di frutti anche nell'ambito della comunità civile, dei suoi compiti e delle sue molteplici responsabilità e relazioni".
In merito alla famiglia, il Santo Padre ha ricordato che la Diocesi di Roma, da tre anni "ha posto la famiglia al centro del suo impegno pastorale, per aiutarla a fronteggiare i motivi di crisi e di sfiducia largamente presenti nel nostro contesto culturale, prendendo più chiara e convinta coscienza della propria natura e dei propri compiti".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha ricordato quanto aveva affermato lo scorso giugno al Convegno della Diocesi di Roma: "'matrimonio e famiglia non sono in realtà una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui'. Aggiungevo pertanto: 'Il matrimonio come istituzione non è quindi una indebita ingerenza della società o dell'autorità, l'imposizione di una forma dal di fuori, è invece esigenza intrinseca del patto dell'amore coniugale'".
"Non si tratta qui" - ha proseguito il Pontefice - "di norme peculiari della morale cattolica, ma di verità elementari che riguardano la nostra comune umanità: rispettarle è essenziale per il bene della persona e della società. Esse interpellano quindi anche le vostre responsabilità di pubblici Amministratori e le vostre competenze normative, in una duplica direzione".
"Da una parte, sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli", tenendo conto dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne. "Dall'altra parte, è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è alcuna effettiva esigenza sociale".
Il Santo Padre ha quindi ribadito che è necessario prestare uguale attenzione ed impegno alla "tutela della vita umana nascente", per cui "occorre aver cura che non manchino di concreti aiuti le gestanti che si trovano in condizioni di difficoltà" ed occorre "evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto, come scelta contro la vita. In una società che invecchia diventano poi sempre più rilevanti l'assistenza agli anziani e tutte le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini".
Incoraggiando i presenti negli sforzi che compiono in questi ambiti, Papa Benedetto ha sottolineato che "in campo sanitario, i continui sviluppi scientifici e tecnologici, come anche l'impegno per il contenimento dei costi, vanno promossi tenendo ben fermo il superiore principio della centralità della persona del malato".
Di fronti ai "molti casi di sofferenza e di malattia psichica", il Santo Padre ha sottolineato la necessità di non lasciare "senza aiuti adeguati le famiglie che non di rado si trovano a dover fronteggiare situazioni assai difficili". Al riguardo il Papa ha detto: "Sono lieto per lo sviluppo che hanno avuto in questi anni le varie forme di collaborazione tra le pubbliche Amministrazioni di Roma, della Provincia e della Regione e gli organismi del volontariato ecclesiale, nell'opera volta ad alleviare le povertà vecchie e nuove che purtroppo affliggono una parte non piccola della popolazione, e in particolare molti immigrati".
AC/FAMIGLIA:VITA/REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20060112 (720)
Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato come le popolazioni di Roma e del Lazio hanno mostrato, nei mesi della malattia e della morte di Giovanni Paolo II, "l'intensità della loro risposta di amore all'amore del Papa" ed ha ringraziato le Autorità e le Istituzioni per "il grande contributo" offerto all'accoglienza di milioni di persone, convenute a Roma da ogni parte del mondo "per rendere l'estremo saluto al compianto Pontefice e poi anche in occasione della mia elezione alla Sede di Pietro".
La "profonda esperienza spirituale, di fede e di preghiera, di fraternità e di riscoperta dei beni che rendono degna e ricca di significato la nostra vita" vissuta in quei giorni in tutto il mondo "non deve rimanere priva di frutti anche nell'ambito della comunità civile, dei suoi compiti e delle sue molteplici responsabilità e relazioni".
In merito alla famiglia, il Santo Padre ha ricordato che la Diocesi di Roma, da tre anni "ha posto la famiglia al centro del suo impegno pastorale, per aiutarla a fronteggiare i motivi di crisi e di sfiducia largamente presenti nel nostro contesto culturale, prendendo più chiara e convinta coscienza della propria natura e dei propri compiti".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha ricordato quanto aveva affermato lo scorso giugno al Convegno della Diocesi di Roma: "'matrimonio e famiglia non sono in realtà una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui'. Aggiungevo pertanto: 'Il matrimonio come istituzione non è quindi una indebita ingerenza della società o dell'autorità, l'imposizione di una forma dal di fuori, è invece esigenza intrinseca del patto dell'amore coniugale'".
"Non si tratta qui" - ha proseguito il Pontefice - "di norme peculiari della morale cattolica, ma di verità elementari che riguardano la nostra comune umanità: rispettarle è essenziale per il bene della persona e della società. Esse interpellano quindi anche le vostre responsabilità di pubblici Amministratori e le vostre competenze normative, in una duplica direzione".
"Da una parte, sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli", tenendo conto dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne. "Dall'altra parte, è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è alcuna effettiva esigenza sociale".
Il Santo Padre ha quindi ribadito che è necessario prestare uguale attenzione ed impegno alla "tutela della vita umana nascente", per cui "occorre aver cura che non manchino di concreti aiuti le gestanti che si trovano in condizioni di difficoltà" ed occorre "evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto, come scelta contro la vita. In una società che invecchia diventano poi sempre più rilevanti l'assistenza agli anziani e tutte le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini".
Incoraggiando i presenti negli sforzi che compiono in questi ambiti, Papa Benedetto ha sottolineato che "in campo sanitario, i continui sviluppi scientifici e tecnologici, come anche l'impegno per il contenimento dei costi, vanno promossi tenendo ben fermo il superiore principio della centralità della persona del malato".
Di fronti ai "molti casi di sofferenza e di malattia psichica", il Santo Padre ha sottolineato la necessità di non lasciare "senza aiuti adeguati le famiglie che non di rado si trovano a dover fronteggiare situazioni assai difficili". Al riguardo il Papa ha detto: "Sono lieto per lo sviluppo che hanno avuto in questi anni le varie forme di collaborazione tra le pubbliche Amministrazioni di Roma, della Provincia e della Regione e gli organismi del volontariato ecclesiale, nell'opera volta ad alleviare le povertà vecchie e nuove che purtroppo affliggono una parte non piccola della popolazione, e in particolare molti immigrati".
AC/FAMIGLIA:VITA/REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20060112 (720)
Etichette:
Famiglia
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Paul-Siméon Ahouanan Djro, O.F.M., Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Bouaké (superficie: 18.818; popolazione: 918.730; cattolici. 152.240; sacerdoti: 50; religiosi: 66), Costa d'Avorio, trasferendolo dalla Diocesi di Yamoussoukro (Costa d'Avorio).
NER/.../AHOUANAN DJRO VIS 20060112 (50)
NER/.../AHOUANAN DJRO VIS 20060112 (50)
Etichette:
Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- L'Onorevole Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.
- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.
- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20060112 (70)
- L'Onorevole Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.
- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.
- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20060112 (70)
FAMIGLIE NEOCATECUMENALI: DIFFONDETE VANGELO DELLA VITA
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano un gruppo della Comunità del Cammino Neocatecumanale, fra cui 200 famiglie che nei prossimi giorni si recheranno in missione evangelizzatrice in diversi paesi, in particolare in America Latina.
Le "famiglie di missione" sono nate nel 1986 in risposta ad un appello di Giovanni Paolo II di intraprendere una nuova evangelizzazione. I componenti delle famiglie di missione, appartenenti alla Comunità Neocatecumenale, si offrono volontari per prestare la loro opera nelle nazioni dove la Chiesa ha bisogno di aiuto per lo svolgimento della sua missione. Le destinazioni sono indicate dai fondatori del Cammino Neocatecumenale, gli spagnoli Kiko Argüello, Carmen Hernández ed il sacerdote italiano Mario Pezzi, in funzione delle specifiche necessità locali e rispondendo alle richieste dei Vescovi che chiedono l'invio delle "famiglie di missione" nelle loro Diocesi.
"È un compito, questo," - ha detto Papa Benedetto XVI - "che si colloca nel contesto della nuova evangelizzazione (...) perchè la vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino".
Sottolineando che le famiglie saranno testimoni miti e gioiose di Gesù Cristo, "percorrendo in semplicità e povertà le strade d'ogni continente", il Santo Padre ha ricordato l'importanza della liturgia nell'evangelizzazione ed ha affermato: "la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti".
Successivamente, riferendosi alle norme concernenti la Celebrazione eucaristica emanate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere più incisiva la sua azione evangelizzatrice, Benedetto XVI ha affermato: "Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi".
"Care famiglie" - ha concluso il Santo Padre - "voi potete testimoniare con la vostra storia che il Signore non abbandona quanti a Lui si affidano. Continuate a diffondere il Vangelo della vita. (...) In un mondo che cerca certezze umane e terrene sicurezze, mostrate che Cristo è la salda roccia su cui costruire l'edificio della propria esistenza e che la fiducia in lui riposta non è mai vana".
AG/FAMIGLIE NEOCATECUMENALI/ARGÜELLO VIS 20060112 (440)
Le "famiglie di missione" sono nate nel 1986 in risposta ad un appello di Giovanni Paolo II di intraprendere una nuova evangelizzazione. I componenti delle famiglie di missione, appartenenti alla Comunità Neocatecumenale, si offrono volontari per prestare la loro opera nelle nazioni dove la Chiesa ha bisogno di aiuto per lo svolgimento della sua missione. Le destinazioni sono indicate dai fondatori del Cammino Neocatecumenale, gli spagnoli Kiko Argüello, Carmen Hernández ed il sacerdote italiano Mario Pezzi, in funzione delle specifiche necessità locali e rispondendo alle richieste dei Vescovi che chiedono l'invio delle "famiglie di missione" nelle loro Diocesi.
"È un compito, questo," - ha detto Papa Benedetto XVI - "che si colloca nel contesto della nuova evangelizzazione (...) perchè la vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino".
Sottolineando che le famiglie saranno testimoni miti e gioiose di Gesù Cristo, "percorrendo in semplicità e povertà le strade d'ogni continente", il Santo Padre ha ricordato l'importanza della liturgia nell'evangelizzazione ed ha affermato: "la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti".
Successivamente, riferendosi alle norme concernenti la Celebrazione eucaristica emanate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere più incisiva la sua azione evangelizzatrice, Benedetto XVI ha affermato: "Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi".
"Care famiglie" - ha concluso il Santo Padre - "voi potete testimoniare con la vostra storia che il Signore non abbandona quanti a Lui si affidano. Continuate a diffondere il Vangelo della vita. (...) In un mondo che cerca certezze umane e terrene sicurezze, mostrate che Cristo è la salda roccia su cui costruire l'edificio della propria esistenza e che la fiducia in lui riposta non è mai vana".
AG/FAMIGLIE NEOCATECUMENALI/ARGÜELLO VIS 20060112 (440)
mercoledì 11 gennaio 2006
VITTORIA DEL MESSIA: INTERVENTO LIBERAZIONE CONTRO MALE
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Proseguendo la catechesi sui Salmi per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi di oggi alla prima parte del Salmo 143, "Preghiera del Re per la vittoria e per la pace". All'udienza, tenutasi nell'Aula Paolo VI, hanno partecipato 8.000 persone.
Il Papa ha rilevato che nella prima parte il Salmista "ricorre a citazioni di altri testi salmici (....). Proprio perché il Salmo è di epoca successiva è facile pensare che il re che viene esaltato abbia ormai i contorni non più del sovrano davidico, essendo la regalità ebraica conclusa con l'esilio babilonese del VI secolo A.C., bensì egli rappresenti la figura luminosa e gloriosa del Messia, la cui vittoria non è più un evento bellico-politico, ma un intervento di liberazione contro il male".
L'inno si apre con esclamazioni di lode che esaltano la grandezza del Signore. "Davanti al Signore onnipotente l'orante, pur nella sua dignità regale, si sente debole e fragile. Egli emette, allora, una professione di umiltà che è formulata (...) con le parole dei Salmi 8 e 38. Egli sente, infatti, di essere 'come un soffio', simile a un'ombra passeggera esile e inconsistente, immerso nel flusso del tempo che scorre, segnato dal limite che è proprio della creatura".
"Ecco, allora," - ha sottolineato il Papa - "la domanda: perché Dio si cura e si dà pensiero di questa creatura così misera e caduca? A questo interrogativo risponde la grandiosa irruzione divina, la cosiddetta teofania che è accompagnata da un corteo di elementi cosmici e di eventi storici, orientati a celebrare la trascendenza del Re supremo dell'essere, dell'universo e della storia".
Nel commento al Salmo, Origene, ha spiegato Papa Benedetto, risponde così alla domanda: "Non potrai salvare questa miseria che è l'uomo, se tu stesso non la prendi su di te. 'Signore, piega il tuo cielo e scendi'. Sei disceso, hai abbassato i cieli e hai steso la tua mano dall'alto, e ti sei degnato di prendere su di te la carne dell'uomo, e molti credettero in te".
"Il Salmo" - ha concluso il Pontefice - "partito dalla nostra scoperta di essere deboli e lontani dallo splendore divino, giunge alla fine a una sorpresa: accanto a noi c'è Dio-Emmanuele, che per il cristiano ha il volto amoroso di Gesù Cristo, Dio fatto uomo".
AG/SALMO 143/... VIS 20060111 (410)
Il Papa ha rilevato che nella prima parte il Salmista "ricorre a citazioni di altri testi salmici (....). Proprio perché il Salmo è di epoca successiva è facile pensare che il re che viene esaltato abbia ormai i contorni non più del sovrano davidico, essendo la regalità ebraica conclusa con l'esilio babilonese del VI secolo A.C., bensì egli rappresenti la figura luminosa e gloriosa del Messia, la cui vittoria non è più un evento bellico-politico, ma un intervento di liberazione contro il male".
L'inno si apre con esclamazioni di lode che esaltano la grandezza del Signore. "Davanti al Signore onnipotente l'orante, pur nella sua dignità regale, si sente debole e fragile. Egli emette, allora, una professione di umiltà che è formulata (...) con le parole dei Salmi 8 e 38. Egli sente, infatti, di essere 'come un soffio', simile a un'ombra passeggera esile e inconsistente, immerso nel flusso del tempo che scorre, segnato dal limite che è proprio della creatura".
"Ecco, allora," - ha sottolineato il Papa - "la domanda: perché Dio si cura e si dà pensiero di questa creatura così misera e caduca? A questo interrogativo risponde la grandiosa irruzione divina, la cosiddetta teofania che è accompagnata da un corteo di elementi cosmici e di eventi storici, orientati a celebrare la trascendenza del Re supremo dell'essere, dell'universo e della storia".
Nel commento al Salmo, Origene, ha spiegato Papa Benedetto, risponde così alla domanda: "Non potrai salvare questa miseria che è l'uomo, se tu stesso non la prendi su di te. 'Signore, piega il tuo cielo e scendi'. Sei disceso, hai abbassato i cieli e hai steso la tua mano dall'alto, e ti sei degnato di prendere su di te la carne dell'uomo, e molti credettero in te".
"Il Salmo" - ha concluso il Pontefice - "partito dalla nostra scoperta di essere deboli e lontani dallo splendore divino, giunge alla fine a una sorpresa: accanto a noi c'è Dio-Emmanuele, che per il cristiano ha il volto amoroso di Gesù Cristo, Dio fatto uomo".
AG/SALMO 143/... VIS 20060111 (410)
Etichette:
Udienza generale
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto al termine dell'Udienza Generale, l'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico in Kenya.
Ieri sera il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../... VIS 20060111 (50)
Ieri sera il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../... VIS 20060111 (50)
Etichette:
Udienze
INTENSIFICARE IMPEGNO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Al termine della catechesi sul Salmo 143, il Papa ha rivolto parole di saluto, nelle varie lingue, ai pellegrini che hanno partecipato all'Udienza Generale di oggi.
Rivolgendosi ad un gruppo di alunni e professori dell'Istituto Ecumenico di Bossey (Svizzera), il Santo Padre ha espresso l'auspicio che la visita alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo e gli incontri di questi giorni "rappresentino uno stimolo ad intensificare il vostro impegno nel compito fondamentale della promozione dell'unità fra i cristiani".
Successivamente il Papa si è rivolto ai rappresentanti della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, di cui ricorre il 25° anniversario di attività ed ha loro augurato di "proseguire con entusiasmo nell'opera di sostegno e di recupero di quanti sono vittime della droga e dell'emarginazione".
Rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli il Papa ha detto: "La festa del Battesimo del Signore, che ha chiuso il tempo natalizio, vi sia di stimolo, cari amici, perché nel ricordo del vostro battesimo siate pronti a testimoniare con gioia la fede in Cristo in ogni situazione, nella salute e nella malattia, in famiglia, nel lavoro e in tutti gli ambienti".
Il Papa ha salutato anche un gruppo di 30 bambini della Scuola di Beslan, in Ossezia del Nord (Federazione Russa), sopravvissuti al gravissimo attentato terroristico del settembre 2004, in cui morirono più di 340 fra allievi, genitori e insegnanti. I bambini che sono ospiti della Protezione civile italiana, hanno trascorso alcuni giorni in Italia e Milano e faranno ritorno al loro Paese domani.
AG/SALUTI/... VIS 20060111 (260)
Rivolgendosi ad un gruppo di alunni e professori dell'Istituto Ecumenico di Bossey (Svizzera), il Santo Padre ha espresso l'auspicio che la visita alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo e gli incontri di questi giorni "rappresentino uno stimolo ad intensificare il vostro impegno nel compito fondamentale della promozione dell'unità fra i cristiani".
Successivamente il Papa si è rivolto ai rappresentanti della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, di cui ricorre il 25° anniversario di attività ed ha loro augurato di "proseguire con entusiasmo nell'opera di sostegno e di recupero di quanti sono vittime della droga e dell'emarginazione".
Rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli il Papa ha detto: "La festa del Battesimo del Signore, che ha chiuso il tempo natalizio, vi sia di stimolo, cari amici, perché nel ricordo del vostro battesimo siate pronti a testimoniare con gioia la fede in Cristo in ogni situazione, nella salute e nella malattia, in famiglia, nel lavoro e in tutti gli ambienti".
Il Papa ha salutato anche un gruppo di 30 bambini della Scuola di Beslan, in Ossezia del Nord (Federazione Russa), sopravvissuti al gravissimo attentato terroristico del settembre 2004, in cui morirono più di 340 fra allievi, genitori e insegnanti. I bambini che sono ospiti della Protezione civile italiana, hanno trascorso alcuni giorni in Italia e Milano e faranno ritorno al loro Paese domani.
AG/SALUTI/... VIS 20060111 (260)
Etichette:
Udienza generale
martedì 10 gennaio 2006
ARCIVESCOVO MIGLIORE: ANALIZZARE CAUSE DOMANDA ARMI
CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, al Comitato Preparatorio della Conferenza dell'O.N.U. per l'analisi dei progressi nella messa a punto del programma di azione per prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di armi leggere (SALW) in tutti i suoi aspetti.
Il Nunzio Apostolico ha ricordato che questa riunione è la più importante dall'adozione nel 2001 del Programma di Azione che "ha importanti ripercussioni sulla promozione del disarmo, della pace e della ricostruzione dopo i conflitti, sulla lotta al terrorismo ed al crimine organizzato". "La Conferenza che si terrà nel 2006" - ha precisato l'Arcivescovo Migliore - "deve accordarsi per stabilire programmi più vasti di cooperazione internazionale e meccanismi per promuovere parti chiave del Programma di Azione come la gestione e la sicurezza delle riserve di armi, la raccolta di armi e munizioni e la loro sicura distruzione e controlli nazionali sulla produzione ed il trasferimento di armi leggere. Sarebbe perciò utile iniziare una seria riflessione sulla possibilità di negoziare uno strumento legalmente vincolante sul commercio internazionale di armi, (...) basato sui più importanti principi del diritto internazionale".
La Conferenza del 2006 potrebbe servire a lanciare un processo che permetta "agli Stati interessati e alle organizzazioni più importanti di elaborare principi, politiche e programmi (...) per prevenire e ridurre il traffico, la proliferazione e l'uso improprio di armi leggere".
"Spesso questo processo ha concentrato la sua attenzione sull'aspetto della fornitura della vendita delle armi" - ha proseguito l'Osservatore Permanente della Santa Sede - (...) tuttavia, se consideriamo i costi umani del SALW e la loro profonda connessione con il processo di sviluppo umano e sostenibile, allora diviene chiaro che occorre riservare maggiore attenzione alla riduzione della domanda di armi leggere. Per ridurre drasticamente la domanda di armi occorre non soltanto la volontà politica ma una ricerca più mirata nelle dinamiche dei conflitti, del crimine organizzato e della violenza. Ciò ci obbliga ad agire in modo responsabile per promuovere una autentica cultura della pace e della coesistenza fra tutti i membri della società".
L'Arcivescovo ha concluso il suo intervento sottolineando la necessità urgente di "norme e programmi internazionali adeguati per risolvere la questione della domanda" come pure "la messa in opera di attività educative e programmi di sensibilizzazione che coinvolgano la società civile".
DELSS/SALW/ONU:MIGLIORE VIS 20060110 (420)
Il Nunzio Apostolico ha ricordato che questa riunione è la più importante dall'adozione nel 2001 del Programma di Azione che "ha importanti ripercussioni sulla promozione del disarmo, della pace e della ricostruzione dopo i conflitti, sulla lotta al terrorismo ed al crimine organizzato". "La Conferenza che si terrà nel 2006" - ha precisato l'Arcivescovo Migliore - "deve accordarsi per stabilire programmi più vasti di cooperazione internazionale e meccanismi per promuovere parti chiave del Programma di Azione come la gestione e la sicurezza delle riserve di armi, la raccolta di armi e munizioni e la loro sicura distruzione e controlli nazionali sulla produzione ed il trasferimento di armi leggere. Sarebbe perciò utile iniziare una seria riflessione sulla possibilità di negoziare uno strumento legalmente vincolante sul commercio internazionale di armi, (...) basato sui più importanti principi del diritto internazionale".
La Conferenza del 2006 potrebbe servire a lanciare un processo che permetta "agli Stati interessati e alle organizzazioni più importanti di elaborare principi, politiche e programmi (...) per prevenire e ridurre il traffico, la proliferazione e l'uso improprio di armi leggere".
"Spesso questo processo ha concentrato la sua attenzione sull'aspetto della fornitura della vendita delle armi" - ha proseguito l'Osservatore Permanente della Santa Sede - (...) tuttavia, se consideriamo i costi umani del SALW e la loro profonda connessione con il processo di sviluppo umano e sostenibile, allora diviene chiaro che occorre riservare maggiore attenzione alla riduzione della domanda di armi leggere. Per ridurre drasticamente la domanda di armi occorre non soltanto la volontà politica ma una ricerca più mirata nelle dinamiche dei conflitti, del crimine organizzato e della violenza. Ciò ci obbliga ad agire in modo responsabile per promuovere una autentica cultura della pace e della coesistenza fra tutti i membri della società".
L'Arcivescovo ha concluso il suo intervento sottolineando la necessità urgente di "norme e programmi internazionali adeguati per risolvere la questione della domanda" come pure "la messa in opera di attività educative e programmi di sensibilizzazione che coinvolgano la società civile".
DELSS/SALW/ONU:MIGLIORE VIS 20060110 (420)
Iscriviti a:
Post (Atom)
Copyright © VIS - Vatican Information Service
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).