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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 8 aprile 2005

NOSTRO AMATO PAPA CI BENEDICE DALLA FINESTRA CASA DEL PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo il testo dell'omelia, letta in italiano dal Cardinale Joseph Ratzinger, che ha presieduto la Liturgia Esequiale di Giovanni Paolo II:

"'Seguimi' dice il Signore risorto a Pietro, come sua ultima parola a questo discepolo, scelto per pascere le sue pecore. 'Seguimi' - questa parola lapidaria di Cristo può essere considerata la chiave per comprendere il messaggio che viene dalla vita del nostro compianto ed amato Papa Giovanni Paolo II, le cui spoglie deponiamo oggi nella terra come seme di immortalità - il cuore pieno di tristezza, ma anche di gioiosa speranza e di profonda gratitudine".

"Questi sono i sentimenti del nostro animo, Fratelli e Sorelle in Cristo, presenti in Piazza San Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi altri luoghi della città di Roma, popolata in questi giorni da un'immensa folla silenziosa ed orante. Tutti saluto cordialmente. A nome anche del Collegio dei Cardinali desidero rivolgere il mio deferente pensiero ai Capi di Stato, di Governo e alle delegazioni dei vari Paesi. Saluto le Autorità e i Rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane, come pure delle diverse religioni. Saluto poi gli Arcivescovi, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli tutti giunti da ogni Continente; in modo speciale i giovani, che Giovanni Paolo II amava definire futuro e speranza della Chiesa. Il mio saluto raggiunge, inoltre, quanti in ogni parte del mondo sono a noi uniti attraverso la radio e la televisione in questa corale partecipazione al solenne rito di commiato dall'amato Pontefice".

"'Seguimi' - da giovane studente Karol Wojtyla era entusiasta della letteratura, del teatro, della poesia. Lavorando in una fabbrica chimica, circondato e minacciato dal terrore nazista, ha sentito la voce del Signore: Seguimi! In questo contesto molto particolare cominciò a leggere libri di filosofia e di teologia, entrò poi nel seminario clandestino creato dal Cardinale Sapieha e dopo la guerra poté completare i suoi studi nella facoltà teologica dell'Università Jaghellonica di Cracovia. Tante volte nelle sue lettere ai sacerdoti e nei suoi libri autobiografici ci ha parlato del suo sacerdozio, al quale fu ordinato il 1° novembre 1946. In questi testi interpreta il suo sacerdozio in particolare a partire da tre parole del Signore. Innanzitutto questa: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15, 16). La seconda parola è: "Il buon pastore offre la vita per le pecore" (Gv 10, 11). E finalmente: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15, 9). In queste tre parole vediamo tutta l'anima del nostro Santo Padre. È realmente andato ovunque ed instancabilmente per portare frutto, un frutto che rimane. "Alzatevi, andiamo!", è il titolo del suo penultimo libro. "Alzatevi, andiamo!" - con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi. "Alzatevi, andiamo!" dice anche oggi a noi. Il Santo Padre è stato poi sacerdote fino in fondo, perché ha offerto la sua vita a Dio per le sue pecore e per l'intera famiglia umana, in una donazione quotidiana al servizio della Chiesa e soprattutto nelle difficili prove degli ultimi mesi. Così è diventato una sola cosa con Cristo, il buon pastore che ama le sue pecore. E infine "rimanete nel mio amore": Il Papa che ha cercato l'incontro con tutti, che ha avuto una capacità di perdono e di apertura del cuore per tutti, ci dice, anche oggi, con queste parole del Signore: Dimorando nell'amore di Cristo impariamo, alla scuola di Cristo, l'arte del vero amore".

"Seguimi! Nel luglio 1958 comincia per il giovane sacerdote Karol Wojtyla una nuova tappa nel cammino con il Signore e dietro il Signore. Karol si era recato come di solito con un gruppo di giovani appassionati di canoa ai laghi Masuri per una vacanza da vivere insieme. Ma portava con sé una lettera che lo invitava a presentarsi al Primate di Polonia, Cardinale Wyszynski e poteva indovinare lo scopo dell'incontro: la sua nomina a Vescovo ausiliare di Cracovia. Lasciare l'insegnamento accademico, lasciare questa stimolante comunione con i giovani, lasciare il grande agone intellettuale per conoscere ed interpretare il mistero della creatura uomo, per rendere presente nel mondo di oggi l'interpretazione cristiana del nostro essere - tutto ciò doveva apparirgli come un perdere se stesso, perdere proprio quanto era divenuto l'identità umana di questo giovane sacerdote. Seguimi - Karol Wojtyla accettò, sentendo nella chiamata della Chiesa la voce di Cristo. E si è poi reso conto di come è vera la parola del Signore: "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l'avrà perduta la salverà" (Lc 17, 33). Il nostro Papa - lo sappiamo tutti - non ha mai voluto salvare la propria vita, tenerla per sé; ha voluto dare se stesso senza riserve, fino all'ultimo momento, per Cristo e così anche per noi. Proprio in tal modo ha potuto sperimentare come tutto quanto aveva consegnato nelle mani del Signore è ritornato in modo nuovo: l'amore alla parola, alla poesia, alle lettere fu una parte essenziale della sua missione pastorale e ha dato nuova freschezza, nuova attualità, nuova attrazione all'annuncio del Vangelo, proprio anche quando esso è segno di contraddizione".

"Seguimi! Nell'ottobre 1978 il Cardinale Wojtyla ode di nuovo la voce del Signore. Si rinnova il dialogo con Pietro riportato nel Vangelo di questa celebrazione: "Simone di Giovanni, mi ami? Pasci le mie pecorelle!" Alla domanda del Signore: Karol mi ami?, l'Arcivescovo di Cracovia rispose dal profondo del suo cuore: "Signore, tu sai tutto: Tu sai che ti amo". L'amore di Cristo fu la forza dominante nel nostro amato Santo Padre; chi lo ha visto pregare, chi lo ha sentito predicare, lo sa. E così, grazie a questo profondo radicamento in Cristo ha potuto portare un peso, che va oltre le forze puramente umane: Essere pastore del gregge di Cristo, della sua Chiesa universale. Non è qui il momento di parlare dei singoli contenuti di questo Pontificato così ricco. Vorrei solo leggere due passi della liturgia di oggi, nei quali appaiono elementi centrali del suo annuncio. Nella prima lettura dice San Pietro - e dice il Papa con San Pietro - a noi: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è Signore di tutti" (Atti 10, 34-36). E, nella seconda lettura, San Paolo - e con San Paolo il nostro Papa defunto - ci esorta ad alta voce: "Fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi (Fil 4, 1)".

"Seguimi! Insieme al mandato di pascere il suo gregge, Cristo annunciò a Pietro il suo martirio. Con questa parola conclusiva e riassuntiva del dialogo sull'amore e sul mandato di pastore universale, il Signore richiama un altro dialogo, tenuto nel contesto dell'ultima cena. Qui Gesù aveva detto: "Dove vado io voi non potete venire". Disse Pietro: "Signore, dove vai?". Gli rispose Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi" (Gv 13, 33.36). Gesù dalla cena va alla croce, va alla risurrezione - entra nel mistero pasquale; Pietro ancora non lo può seguire. Adesso - dopo la risurrezione - è venuto questo momento, questo "più tardi". Pascendo il gregge di Cristo, Pietro entra nel mistero pasquale, va verso la croce e la risurrezione. Il Signore lo dice con queste parole, "… quando eri più giovane... andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi" (Gv 21, 18). Nel primo periodo del suo pontificato il Santo Padre, ancora giovane e pieno di forze, sotto la guida di Cristo andava fino ai confini del mondo. Ma poi sempre più è entrato nella comunione delle sofferenze di Cristo, sempre più ha compreso la verità delle parole: "Un altro ti cingerà…". E proprio in questa comunione col Signore sofferente ha instancabilmente e con rinnovata intensità annunciato il Vangelo, il mistero dell'amore che va fino alla fine (cf Gv 13, 1)".

"Egli ha interpretato per noi il mistero pasquale come mistero della divina misericordia. Scrive nel suo ultimo libro: Il limite imposto al male "è in definitiva la divina misericordia" ("Memoria e identità", pag. 70). E riflettendo sull'attentato dice: "Cristo, soffrendo per tutti noi, ha conferito un nuovo senso alla sofferenza; l'ha introdotta in una nuova dimensione, in un nuovo ordine: quello dell'amore…È la sofferenza che brucia e consuma il male con la fiamma dell'amore e trae anche dal peccato una multiforme fioritura di bene" (pag. 199). Animato da questa visione, il Papa ha sofferto ed amato in comunione con Cristo e perciò il messaggio della sua sofferenza e del suo silenzio è stato così eloquente e fecondo".

"Divina Misericordia: Il Santo Padre ha trovato il riflesso più puro della misericordia di Dio nella Madre di Dio. Lui, che aveva perso in tenera età la mamma, tanto più ha amato la Madre divina. Ha sentito le parole del Signore crocifisso come dette proprio a lui personalmente: "Ecco tua madre!". Ed ha fatto come il discepolo prediletto: l'ha accolta nell'intimo del suo essere (eis ta idia: Gv 19, 27) - Totus tuus. E dalla madre ha imparato a conformarsi a Cristo".

"Per tutti noi rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un'ultima volta ha dato la benedizione "Urbi et orbi". Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre. Noi affidiamo la tua cara anima alla Madre di Dio, tua Madre, che ti ha guidato ogni giorno e ti guiderà adesso alla gloria eterna del Suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Amen".
.../OMELIA ESEQUIE SANTO PADRE/RATZINGER VIS 20050408 (1700)

200 CAPI DI STATO E MILIONI FEDELI PARTECIPANO ESEQUIE DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2005 (VIS). Prima della Santa Messa Esequiale per il defunto Romano Pontefice Giovanni Paolo II, tenutasi questa mattina sul sagrato dalla Patriarcale Basilica Vaticana, presenti oltre 300.000 persone e 200 Capi di Stato e di Governo, la salma del Pontefice defunto è stata deposta in un cassa di legno di cipresso, in presenza di un ristretto numero di persone.

Fra i presenti al rito il Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, il Cardinale Francesco Marchisano, Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, già Segretario di Stato, il Cardinale Joseph Ratzinger, Decano del Collegio Cardinalizio, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, l'Arcivescovo James M. Harvey, Prefetto della Casa Pontifica, l'Arcivescovo Oscar Rizzato, Elemosiniere del Sommo Pontefice e l'Arcivescovo Stanislaw Dziwisz, Segretario Particolare del Santo Padre.

Il Cardinale Camerlengo ha introdotto il rito della chiusura della bara. L'Arcivescovo Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato lettura del Rogito, biografia del Papa in lingua latina, le cui copie sono state firmate dai presenti. Successivamente si è cantata l'antifona ed un salmo ed infine tutti hanno pregato per qualche tempo in silenzio. Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e il Segretario del Sommo Pontefice hanno steso un velo di seta bianco sul volto del Defunto. Poi il Cardinale Camerlengo ha asperso la salma con l'acqua benedetta. Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche ha deposto nella bara una borsa con le medaglie coniate durante il Pontificato del Pontefice defunto ed il tubo con il Rogito, dopo averlo sigillato con il sigillo dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

Mentre la bara veniva chiusa è stato detto il Salmo 41.

Il feretro di Giovanni Paolo II è stato portato in processione in Piazza San Pietro e deposto su di un tappeto steso sul sagrato di fronte all'altare. Infine sul coperchio della bara è stato collocato un Libro dei Vangeli aperto. La processione era formata dai Membri del Collegio Cardinalizio e dai Patriarchi delle Chiese Orientali, che indossavano paramenti di colore rosso e la mitra di colore bianco in segno di lutto. Prima di prendere posto, hanno baciato l'altare. La Santa Messa Esequiale, presieduta dal Cardinale Joseph Ratzinger, è stata concelebrata da 164 Cardinali.

Milioni di fedeli giunti a Roma per i funerali di Giovanni Paolo II che non hanno trovato posto in Piazza San Pietro, hanno potuto seguire la cerimonia su 27 maxi schermi collocati in diversi punti della città, nei due stadi, all'Università di Tor Vergata, al Circo Massimo, presso la Patriarcali Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura, in Piazza del Popolo, in Piazza Risorgimento, al Colosseo ed in Via della Conciliazione.

In diversi momenti della Messa alcuni fedeli issavano striscioni in diverse lingue e cartelli sui quali era scritto in italiano "Santo subito". La richiesta, accompagnata da interminabili applausi, si è potuta sentire al termine dell'omelia del Cardinale Ratz.inger.

Al termine dell'orazione dopo la Comunione, stando presso il feretro di Giovanni Paolo II, il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio ha compiuto il rito della Ultima Commendatio e della Valedictio (commiato). Successivamente il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma si è recato presso il feretro e, al termine del canto delle Litanie dei Santi, ha guidato la supplica della Chiesa di Roma che ha concluso con una preghiera.

Terminata la supplica della Chiesa di Roma, i Patriarchi, gli Arcivescovi Maggiori e i Metropoliti delle Chiese Metropolitane "sui iuris" orientali cattoliche, recatisi davanti al feretro, rivolti verso l'altare, hanno recitato la supplica delle Chiese Orientali dell'Ufficio dei Morti della Liturgia Bizantina. Tutti i presenti hanno pregato in silenzio. Poi il Cardinale Decano ha asperso con l'acqua benedetta la salma del Romano Pontefice defunto, mentre la schola cantava il responsorio.

Mentre il feretro di Giovanni Paolo II veniva portato nella Basilica Vaticana al luogo della tumulazione, i fedeli hanno cantato il cantico evangelico del Magnificat. I Cardinali e gli Arcivescovi che erano stati presenti al rito della chiusura della cassa, hanno accompagnato il feretro in Basilica. La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Camerlengo. Le spoglie del Sommo Pontefice sono state portate nelle Grotte Vaticane attraverso la porta detta di Santa Marta.

La cassa di legno di cipresso contenente le spoglie del Romano Pontefice è stata legata con nastri rossi, sui quali sono stati impressi i sigilli della Camera Apostolica, della Prefettura della Casa Pontificia, dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e del Capitolo Vaticano. Quindi è stata collocata nella cassa di legno zincata che immediatamente è stata saldata; su di essa sono stati impressi sigilli degli Uffici suddetti. Sul coperchio vi sono la croce e lo stemma del Pontefice defunto.

Il notaio del Capitolo della Basilica Vaticana ha redatto l'atto autentico della tumulazione e lo ha letto di fronte ai presenti.

Alla Santa Messa Esequiale per il Santo Padre Giovanni Paolo II hanno partecipato i Sovrani regnanti di 10 nazioni, 57 Capi di Stato, 3 Principi ereditari, 17 Capi di Governo, i Capi di 3 Organizzazioni Internazionali ed i Rappresentanti di 10 Organizzazioni Internazionali; 3 Consorti di Capi di Stato, 8 Vice-Capi di Stato, 6 Vice-Primi Ministri, 4 Presidenti di Parlamento, 12 Ministri degli Esteri, 13 Ministri e gli Ambasciatori di 24 Nazioni.

Le Delegazioni religiose, per un totale di 140 persone, comprendevano Rappresentanti delle Chiese Ortodosse, delle Chiese Ortodosse Orientali, delle Chiese e Comunità Ecclesiali d'Occidente, Organizzazioni Cristiane Internazionali, della National Association of Evangelicals, Rappresentanti delle Delegazioni ed Esponenti dell'Ebraismo, Delegazioni di Religioni Non Cristiane, Islam, Buddhismo, Sikh, Hindu ed Organizzazioni per il Dialogo Interreligioso.
.../ESEQUIE:GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20050408 (890)

giovedì 7 aprile 2005

TESTAMENTO SPIRITUALE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2005 (VIS). Riportiamo di seguito il testo del testamento spirituale del Santo Padre Giovanni Paolo II, reso pubblico oggi nella traduzione in lingua italiana, dall'originale in lingua polacca.

Il testamento del 6.III.1979
(e le aggiunte successive)

Totus tuus ego sum

Nel nome della Santissima Trinità. Amen.

"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (cf. Mt 24, 42) - queste parole mi ricordano l'ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l'umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità.

Durante gli esercizi spirituali ho riletto il testamento del Santo Padre Paolo VI. Questa lettura mi ha spinto a scrivere il presente testamento.

Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre. Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle come apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati. Chiedo che su questo vigili don Stanislao, che ringrazio per la collaborazione e l'aiuto così prolungato negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti invece, li lascio nel cuore davanti a Dio stesso, perché è difficile esprimerli.

Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha dato il Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella terra, non in un sarcofago, 13.3.92).

"apud Dominum misericordia
et copiosa apud Eum redemptio"

Giovanni Paolo pp. II

Roma, 6.III.1979

Dopo la morte chiedo Sante Messe e preghiere

5.III.1990

****
Foglio senza data:
Esprimo la più profonda fiducia che, malgrado tutta la mia debolezza, il Signore mi concederà ogni grazia necessaria per affrontare secondo la Sua volontà qualsiasi compito, prova e sofferenza che vorrà richiedere dal Suo servo, nel corso della vita. Ho anche fiducia che non permetterà mai che, mediante qualche mio atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa tradire i miei obblighi in questa santa Sede Petrina.
***
24.II - 1.III.1980

Anche durante questi esercizi spirituali ho riflettuto sulla verità del Sacerdozio di Cristo nella prospettiva di quel Transito che per ognuno di noi è il momento della propria morte. Del congedo da questo mondo - per nascere all'altro, al mondo futuro, segno eloquente (aggiunto sopra: decisivo) è per noi la Risurrezione di Cristo.

Ho letto dunque la registrazione del mio testamento dell'ultimo anno, fatta anch'essa durante gli esercizi spirituali - l'ho paragonata con il testamento del mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella sublime testimonianza sulla morte di un cristiano e di un papa - e ho rinnovato in me la coscienza delle questioni, alle quali si riferisce la registrazione del 6.III.1979 preparata da me (in modo piuttosto provvisorio).

Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che ognuno deve tener presente la prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore e al Giudice - e contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo alla Madre di Cristo e della Chiesa - alla Madre della mia speranza.

I tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente difficili e inquieti. Difficile e tesa è diventata anche la via della Chiesa, prova caratteristica di questi tempi - tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in quello di cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova in un periodo di persecuzione tale, da non essere inferiore a quelle dei primi secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell'odio. Sanguis martyrum - semen christianorum. E oltre questo - tante persone scompaiono innocentemente, anche in questo Paese in cui viviamo…

Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore. Egli stesso deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l'Immacolata. Accettando già ora questa morte, spero che il Cristo mi dia la grazia per l'ultimo passaggio, cioè la [mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile anche per questa più importante causa alla quale cerco di servire: la salvezza degli uomini, la salvaguardia della famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi mi rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria terrena), utile per le persone che in modo particolare mi ha affidato, per la questione della Chiesa, per la gloria dello stesso Dio.

Non desidero aggiungere niente a quello che ho scritto un anno fa - solo esprimere questa prontezza e contemporaneamente questa fiducia, alla quale i presenti esercizi spirituali di nuovo mi hanno disposto.
Giovanni Paolo II

Totus Tuus ego sum

5.III.1982

Nel corso degli esercizi spirituali di quest'anno ho letto (più volte) il testo del testamento del 6.III.1979. Malgrado che tuttora lo consideri come provvisorio (non definitivo), lo lascio nella forma nella quale esiste. Non cambio (per ora) niente, e neppure aggiungo, per quanto riguarda le disposizioni in esso contenute.

L'attentato alla mia vita il 13.V.1981 in qualche modo ha confermato l'esattezza delle parole scritte nel periodo degli esercizi spirituali del 1980 (24.II - 1.III).

Tanto più profondamente sento che mi trovo totalmente nelle Mani di Dio - e resto continuamente a disposizione del mio Signore, affidandomi a Lui nella Sua Immacolata Madre (Totus Tuus)
Giovanni Paolo pp. II

***
5.III.82

In connessione con l'ultima frase del mio testamento del 6.III 1979 (: "Sul luogo /il luogo cioè del funerale/ decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali") - chiarisco che ho in mente: il metropolita di Cracovia o il Consiglio Generale dell'Episcopato della Polonia - al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di soddisfare in quanto possibile
le eventuali domande dei su elencati.

***

1.III.1985 (nel corso degli esercizi spirituali).

Ancora - per quanto riguarda l'espressione "Collegio Cardinalizio e i Connazionali": il "Collegio Cardinalizio" non ha nessun obbligo di interpellare su questo argomento "i Connazionali"; può tuttavia farlo, se per qualche motivo lo riterrà giusto.
JPII

Gli esercizi spirituali dell'anno giubilare 2000
(12-18.III)

[per il testamento]

1. Quando nel giorno 16 ottobre 1978 il conclave dei cardinali scelse Giovanni Paolo II, il Primate della Polonia Card. Stefan Wyszynski mi disse: "Il compito del nuovo papa sarà di introdurre la Chiesa nel Terzo Millennio". Non so se ripeto esattamente la frase, ma almeno tale era il senso di ciò che allora sentii. Lo disse l'Uomo che è passato alla storia come Primate del Millennio. Un grande Primate. Sono stato testimone della sua missione, del Suo totale affidamento. Delle Sue lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando avverrà, sarà una vittoria mediante Maria" - queste parole del suo Predecessore, il Cardinale August Hlond, soleva ripetere il Primate del Millennio.

In questo modo sono stato in qualche maniera preparato al compito che il giorno 16 ottobre 1978 si è presentato davanti a me. Nel momento in cui scrivo queste parole, l'Anno giubilare del 2000 è già una realtà in atto. La notte del 24 dicembre 1999 è stata aperta la simbolica Porta del Grande Giubileo nella Basilica di San Pietro, in seguito quella di San Giovanni in Laterano, poi di Santa Maria Maggiore - a capodanno, e il giorno 19 gennaio la Porta della Basilica di San Paolo "fuori le mura". Quest'ultimo avvenimento, per via del suo carattere ecumenico, è restato impresso nella memoria in modo particolare.

2. A misura che l'Anno Giubilare 2000 va avanti, di giorno in giorno si chiude dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo ventunesimo. Secondo i disegni della Provvidenza mi è stato dato di vivere nel difficile secolo che se ne sta andando nel passato, e ora nell'anno in cui l'età della mia vita giunge agli anni ottanta ("octogesima adveniens"), bisogna domandarsi se non sia il tempo di ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis".

Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell'attentato al Papa durante l'udienza generale in Piazza San Pietro, la Divina Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore della vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo modo me l'ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene a Lui. Spero che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare questo servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16 ottobre 1978. Gli chiedo di volermi richiamare quando Egli stesso vorrà. "Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore¼ siamo del Signore" (cf. Rm 14, 8). Spero anche che fino a quando mi sarà donato di compiere il servizio Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia prestarmi le forze necessarie per questo servizio.

3. Come ogni anno durante gli esercizi spirituali ho letto il mio testamento del 6.III.1979. Continuo a mantenere le disposizioni contenute in esso. Quello che allora, e anche durante i successivi esercizi spirituali è stato aggiunto costituisce un riflesso della difficile e tesa situazione generale, che ha marcato gli anni ottanta. Dall'autunno dell'anno 1989 questa situazione è cambiata. L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni; ciò non significa che non abbia portato con sé nuovi problemi e difficoltà. In modo particolare sia lode alla Provvidenza Divina per questo, che il periodo della così detta "guerra fredda" è finito senza il violento conflitto nucleare, di cui pesava sul mondo il pericolo nel periodo precedente.

4. Stando sulla soglia del terzo millennio "in medio Ecclesiae", desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera Chiesa - e soprattutto con l'intero episcopato - mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare dal primo all'ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia ringrazio l'eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.

"In medio Ecclesiae" dai primi anni del servizio vescovile - appunto grazie al Concilio - mi è stato dato di sperimentare la fraterna comunione dell'Episcopato. Come sacerdote dell'Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio - il Concilio ha aperto una nuova dimensione di questa esperienza.

5. Quante persone dovrei qui elencare! Probabilmente il Signore Dio ha chiamato a Sé la maggioranza di esse - quanto a coloro che ancora si trovano da questa parte, le parole di questo testamento li ricordino, tutti e dappertutto, dovunque si trovino.

Nel corso di più di vent'anni da cui svolgo il servizio Petrino "in medio Ecclesiae" ho sperimentato la benevola e quanto mai feconda collaborazione di tanti Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti, tante persone consacrate - Fratelli e Sorelle - infine di tantissime persone laiche, nell'ambiente curiale, nel Vicariato della Diocesi di Roma, nonché fuori di questi ambienti.

Come non abbracciare con grata memoria tutti gli Episcopati nel mondo, con i quali mi sono incontrato nel succedersi delle visite "ad limina Apostolorum"! Come non ricordare anche tanti Fratelli cristiani - non cattolici! E il rabbino di Roma e così numerosi rappresentanti delle religioni non cristiane! E quanti rappresentanti del mondo della cultura, della scienza, della politica, dei mezzi di comunicazione sociale!

6. A misura che si avvicina il limite della mia vita terrena ritorno con la memoria all'inizio, ai miei Genitori, al Fratello e alla Sorella (che non ho conosciuto, perché morì prima della mia nascita), alla parrocchia di Wadowice, dove sono stato battezzato, a quella città del mio amore, ai coetanei, compagne e compagni della scuola elementare, del ginnasio, dell'università, fino ai tempi dell'occupazione, quando lavorai come operaio, e in seguito alla parrocchia di Niegowi, a quella cracoviana di S. Floriano, alla pastorale degli accademici, all'ambiente¼ a tutti gli ambienti¼ a Cracovia e a Roma¼ alle persone che in modo speciale mi sono state affidate dal Signore.

A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi ricompensi"

"In manus Tuas, Domine, commendo spiritum meum"

A.D.
17.III.2000
.../GPII-TESTAMENTO/... VIS 20050407 (2090)

TELEGRAMMA CORDOGLIO SCOMPARSA PRINCIPE RANIERI DI MONACO



CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio per la morte di Sua Altezza Reale il Principe di Monaco, Ranieri III, che il Decano del Collegio Cardinalizio, Cardinale Joseph Ratzinger, ha inviato ieri al Principe Alberto di Monaco:

"Informato della morte di Sua Altezza Serenissima Ranieri III, Principe di Monaco, che ha guidato a lungo i destini del Principato, rivolgo, a nome del Collegio Cardinalizio, le mie più vive condoglianze a Sua Altezza e a tutta la famiglia principesca, al Governo e a tutto il popolo monegasco. Chiedendo al Signore di accogliere il defunto nella pace e nell'eternità del suo Regno, invoco il Signore affinché faccia discendere su tutti coloro che piangono questa perdita, l'abbondanza delle benedizioni divine, segno di conforto e di speranza".
.../SCOMPARSA RANIERI DI MONACO/RATZINGER VIS 20050407 (140)

NOVENDIALI IN SUFFRAGIO DEFUNTO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, ha pubblicato una Notificazione relativa ai "Novendiali", o periodo di nove giorni di lutto ufficiale per il defunto Sommo Pontefice, con l'indicazione delle date, dell'orario e dei principali celebranti di ognuna delle nove Messe.

Nel Comunicato si legge: "Secondo un'antica consuetudine, per nove giorni consecutivi si svolgono particolari celebrazioni dell'Eucaristia in suffragio del Romano Pontefice defunto, a partire dalla Messa esequiale, fissata dalla Congregazione dei Cardinali (cf. 'Universi Dominici Gregis', n. 13 e 27)".

"Ogni giorno la celebrazione è aperta a tutti. Essa tuttavia è affidata ogni giorno a un gruppo diverso, tenuto conto dei suoi legami con il Romano Pontefice. Questa varietà di assemblee mostra in un certo modo sia l'ambito del ministero del supremo Pastore sia l'universalità della Chiesa di Roma (Ordo Exsequiarum Romani Pontifici, n. 133)".

"La Messa esequiale del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, avrà luogo l'8 aprile 2005 alle ore 10 sul sagrato di San Pietro, mentre nella Basilica Vaticana, nei giorni 9-16 dello stesso mese, continueranno le celebrazioni dei Novendiali, in suffragio del Papa defunto, nel modo seguente:

1° giorno: Messa esequiale, venerdì, 8 aprile 2005, ore 10:00.

2° giorno: sabato, 9 aprile, ore 17: i fedeli della Città del Vaticano. La concelebrazione sarà presieduta dal Cardinale Francesco Marchisano, Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana.

3° giorno: domenica, 10 aprile, ore 17: la Chiesa di Roma. La concelebrazione sarà presieduta dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, e concelebrata dal clero di Roma.

4° giorno: lunedì, 11 aprile, ore 17: i Capitoli delle Basiliche Patriarcali. La concelebrazione sarà presieduta dal Cardinale Bernard Francis Law, Arcivescovo emerito di Boston, Arciprete della Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore.

5° giorno: martedì, 12 aprile, ore 17: Cappella Papale. La concelebrazione sarà presieduta dal Cardinale Eugênio de Araújo Sales, Arcivescovo emerito di São Sebastião do Rio de Janeiro, Protopresbitero del Collegio Cardinalizio.

6° giorno: mercoledì, 13 aprile, ore 17: la Curia romana. La concelebrazione sarà presieduta dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

7° giorno: giovedì, 14 aprile, ore 17: le Chiese Orientali. La Divina Liturgia in Rito orientale sarà presieduta da Sua Beatitudine Pierre Sfeir Nasrallah, Patriarca di Antiochia dei Maroniti.

8° giorno: venerdì, 15 aprile, ore 17: i Membri degli Istituti di Vita consacrata e delle Società di Vita apostolica. La concelebrazione sarà presieduta dall'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, C.P., emerito di Camerino-San Severino Marche, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica.

9° giorno: sabato, 16 aprile, ore 17: Cappella Papale. La concelebrazione sarà presieduta dal Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Protodiacono del Collegio Cardinalizio.
OCL/NOVENDIALI/MARINI VIS 20050407 (470)

140 CARDINALI FISSANO PROGRAMMA CONCLAVE


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2005 (VIS). A fine mattinata, al termine della quinta Congregazione Generale dei Cardinali in periodo di Sede Vacante, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Dopo la preghiera iniziale, hanno prestato giuramento i Cardinali arrivati ieri a Roma".

"I Cardinali presenti sono stati 140".

"Il Collegio Cardinalizio ha delegato nella persona dell'Em.mo Cardinale Edmund Szoka la potestà legislativa per il conio di monete e per l'emissione di francobolli durante la sede vacante".

"Per lunedì 18 aprile, data dell'inizio del Conclave, si è fissato il seguente programma:

- ore 10: Santa Messa 'pro eligendo Summo Pontifice', nella Basilica di San Pietro;

- ore 16.30: Raduno nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico (la Cappella Paolina è in restauro) per la partenza della processione verso la Cappella Sistina dove inizieranno i lavori del Conclave.

"I Cardinali hanno inoltre esaminato alcuni problemi relativi alla Celebrazione delle Esequie, del rito della Sepoltura del Santo Padre nelle Grotte Vaticane".

"Hanno considerato anche alcune questioni relative all'inizio del Conclave e in questo senso hanno scelto due predicatori per le Esortazioni previste nella Costituzione Apostolica 'Universi Dominici gregis'".

"Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., terrà la sua esortazione giovedì 14 aprile, nel corso della Congregazione Generale del mattino".

"Il Card. Tomáš Špidlík, S.I., invece, parlerà ai Cardinali nella Cappella Sistina, lunedì 18 aprile".

"I Cardinali riceveranno le condoglianze del Corpo Diplomatico, mercoledì 13 aprile, alle ore 10, nell'Atrio dell'Aula Paolo VI".
OP/CONGREGAZIONE:SEDE VACANTE/NAVARRO-VALLS VIS 20050407 (260)

mercoledì 6 aprile 2005

7 APRILE VEGLIA DI PREGHIERA DEI GIOVANI PER GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2005 (VIS). Giovedì 7 aprile, alle 21:00, alla vigilia delle Esequie di Giovanni Paolo II, migliaia di giovani si troveranno a San Giovanni in Laterano, Cattedrale del Papa, Vescovo di Roma, per una veglia di preghiera per il Santo Padre. Seguirà una fiaccolata silenziosa, aperta dalla croce delle Giornate Mondiale della Gioventù, lungo le strade di Roma fino al Circo Massimo.

All'incontro di preghiera sono invitati tutti i giovani di Roma e quelli provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo che saranno presenti per partecipare venerdì mattina ai funerali solenni di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. La Veglia di preghiera sul tema "Non abbiate paura", sarà presieduta dal Monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Si pregherà per il defunto Pontefice nel ricordo dei momenti vissuti con lui nella Giornate Mondiale della Gioventù, istituita 20 anni fa.

San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e Santa Agnese in Agone resteranno aperte tutte le sere fino a mezzanotte per il pellegrini che intendono pregare e celebrare il sacramento della riconciliazione. Inoltre una speciale preghiera dei giovani si terrà questa sera e domani sera nella Chiesa di Santa Agnese in Agone a Piazza Navona.
.../VEGLIA PREGHIERA:GIOVANI/... VIS 20050406 (220)

MUSEI VATICANI E CAPPELLA SISTINA CHIUSI AL PUBBLICO

CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2005 (VIS). Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri, annuncia che venerdì 8 aprile i Musei Vaticani saranno chiusi per le Esequie di Giovanni Paolo II. La Cappella Sistina sarà chiusa al pubblico a decorrere da giovedì 7 aprile per le esigenze del Conclave. Sono parimenti sospese tutte le visite guidate ai Giardini Vaticani.
.../MUSEI:CAPPELLA SISTINA/... VIS 20050405 (70)

LUNEDÌ POMERIGGIO E IERI UN MILIONE PERSONE PIAZZA SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2005 (VIS). Secondo i dati raccolti dal Dipartimento della Protezione Civile Italiana, dal Comune e dalla Prefettura di Roma, tra il pomeriggio di lunedì e tutta la giornata di ieri sono gravitati nell'area di San Pietro un milione di persone per rendere omaggio alle spoglie mortali di Giovanni Paolo II. In base all'afflusso dei pellegrini in mattinata si prevede che nel corso della giornata di oggi arriveranno a San Pietro almeno 600.000 persone. La media dei fedeli che sfilano ogni ora davanti alle spoglie del Santo Padre è di 15-18.000 persone all'ora.

Giornalisti hanno chiesto se sarebbe possibile vedere la Cappella Sistina prima dell'inizio del Conclave e il Dottor Navarro-Valls ha risposto affermando che visto il numero dei giornalisti accreditati, 3.500, ciò sarebbe impossibile dal punto di vista logistico. Infine ha informato i giornalisti che sarà messo a disposizione un filmato sy tutti i luoghi del Vaticano associati al Conclave.
.../PELLEGRINI OMAGGIO PAPA/... VIS 20050406 (120)

INIZIO DEL CONCLAVE POMERIGGIO DEL 18 APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2005 (VIS). A fine mattinata, al termine della quarta Congregazione Generale dei Cardinali in periodo di Sede Vacante, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un briefing per i giornalisti accreditati durante il quale ha annunciato che il Conclave per l'elezione del Successore di Giovanni Paolo II avrà inizio nel pomeriggio di lunedì 18 aprile.

Il Dr. Navarro-Valls ha affermato: "Ha avuto luogo questa mattina nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano la quarta Congregazione Generale dei Cardinali, con inizio alle ore 10".

"Erano presenti 116 Cardinali, dei quali 31 nuovi arrivati, che hanno prestato il giuramento prescritto. Il numero di Cardinali presenti a Roma in questo momento è di 122".

"Nella Congregazione Generale di oggi, i Cardinali sono stati informati delle Delegazioni Ufficiali provenienti da tutto il mondo che presenzieranno alle Esequie del Santo Padre venerdì mattina, così come delle Delegazioni delle diverse Confessioni cristiane e delle altre religioni".

"I Signori Cardinali hanno considerato alcune questioni particolari relative alle Esequie del Santo Padre e alle celebrazioni dei Novendiali, (nove giorni di lutto con la celebrazione di una Messa ogni giorno per il Santo Padre), in particolare per le Cappelle Papali di sabato 9 aprile, martedì 12 e sabato 16 aprile".

"È stata presa poi in considerazione la richiesta avanzata da più parti di portare la Salma del Santo Padre, venerdì 8 aprile - dopo la celebrazione delle esequie e prima della tumulazione - nella Basilica di San Giovanni in Laterano, per permetterne la venerazione da parte dei fedeli romani che non avranno potuto raggiungere Piazza San Pietro. Dopo attento studio, si è concluso che questa ipotesi non è tecnicamente praticabile. Perciò, come annunciato, la tumulazione nelle Grotte Vaticane avrà luogo subito dopo la Messa Esequiale".

"È stato letto il Testamento del Santo Padre Giovanni Paolo II e se ne è disposta per domani la pubblicazione integrale, nella lingua originale polacca e in una traduzione in lingua italiana".

"La data di inizio del Conclave è stata fissata per lunedì 18 aprile. Al mattino verrà celebrata nella Basilica Vaticana la Messa votiva 'pro eligendo Papa'. Nel primo pomeriggio i Cardinali entreranno in Conclave nella Cappella Sistina".

"Posso confermare che il Santo Padre Giovanni Paolo II prima del suo decesso non ha comunicato il nome del Cardinale che si era riservato 'in pectore' nel Concistoro dell'ottobre 2003. Perciò la questione non si pone più".

Alla domanda di alcuni giornalisti se fosse possibile una visita della Cappella Sistina prima dell'inizio del Conclave, il Dottor Navarro-Valls ha risposto affermando che visto il numero dei giornalisti accreditati, 3.500, una visita sarebbe impossibile dal punto di vista logistico. Infine il Dr. Navarro ha informato i giornalisti che sarà messo a loro disposizione un filmato relativo a tutti i luoghi del Vaticano associati al Conclave.
OP/CONCLAVE:TESTAMENTO PAPA/NAVARRO-VALLS VIS 20050406 (400)

martedì 5 aprile 2005

MUSEI VATICANI E CAPPELLA SISTINA CHIUSI AL PUBBLICO

CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2005 (VIS). Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri, annuncia che venerdì 8 aprile i Musei Vaticani saranno chiusi per le Esequie di Giovanni Paolo II. La Cappella Sistina sarà chiusa al pubblico a decorrere da giovedì 7 aprile per le esigenze del Conclave. Sono parimenti sospese tutte le visite guidate ai Giardini Vaticani.
.../MUSEI:CAPPELLA SISTINA/... VIS 20050405 (70)

TERZA CONGREGAZIONE CARDINALIZIA E SEDE VACANTE


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2005 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie ed il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, hanno informato i giornalisti in merito alla Terza Congregazione dei Cardinali in questo periodo di Sede vacante.

Il Dr. Navarro-Valls ha precisato che: "Alla terza Congregazione Generale di oggi hanno partecipato 88 dei 91 Cardinali presenti a Roma" ed i temi trattati sono stati "quelli inerenti alle Esequie del Santo Padre ed alla preparazione del Conclave, del quale non è stata ancora fissata la data".

Successivamente, rispondendo ai giornalisti, il Direttore della Sala Stampa ha specificato che: "Non è stato annunciato il nome del Cardinale 'in pectore'. Si dovrà verificare se tale nome è citato nel testamento del Papa, che non è ancora stato letto".

Il Dr. Navarro-Valls ha confermato che Giovanni Paolo II sarà inumato e sulla tomba sarà posta una lapide, secondo il suo desiderio.

Secondo la tradizione la salma del Papa defunto viene collocata in un feretro composto da tre involucri: uno di legno di cipresso, uno di zinco e uno di legno di abete. Un altro rito prevede che il volto del Pontefice sia coperto, prima di chiudere il primo feretro di legno di cipresso, da un velo di seta. Inoltre nella bara vengono depositate alcune medaglie del Pontificato in argento e bronzo ed una pergamena, con i dati del Pontificato, sigillata in un tubo metallico.

Rispondendo ad un'altra domanda, il Dr. Navarro-Valls ha reso noto che: "il corpo di Giovanni Paolo II non è stato imbalsamato".

L'Arcivescovo Marini ha inoltre presentato i due volumi menzionati all'articolo 27 della Costituzione Apostolica "Universi Dominici gregis" (1996), di Giovanni Paolo II, per una migliore comprensione dei riti specifici che accompagnano la morte e la sepoltura di un Papa e le procedure del conclave per l'elezione del Successore. I volumi sono: "Ordo Exsequiarum Romani Pontificis" e "Ordo Rituum Conclavis". L'Arcivescovo Marini ha spiegato i due riti molto dettagliatamente ed ha descritto le funzioni delle tre persone che ricoprono un ruolo prominente durante la sede vacante: il Cardinale Camerlengo, il Decano del Collegio Cardinalizio ed il Maestro delle Cerimonie Liturgiche Pontificie.

L'Arcivescovo Marini ha inoltre precisato che i riti specifici per il defunto Pontefice si svolgeranno in tre siti diversi, "statio": la "dimora" del defunto, in questo caso la Sala Clementina dove il Papa è rimasto esposto per quasi un giorno per la visita dei membri della Curia Romana, la Basilica Vaticana dove rimarrà esposto tre giorni alla venerazione dei fedeli, ed il sito della sepoltura del Pontefice, nelle Grotte Vaticane.

Il Maestro delle Cerimonie Liturgiche Pontificie ha anche ricordato le innovazioni relative al Conclave stabilite da Giovanni Paolo II: i Cardinali elettori - il cui numero attualmente è di 117 - risiederanno nella Domus Sancta Marthae in Vaticano, ed esplicheranno le operazioni di voto nella Cappella Sistina. Per le liturgie avranno a disposizione la Cappella della Residenza della Casa Santa Marta ed altre Cappelle del Vaticano. Perciò, ha detto l'Arcivescovo Marini, lo Stato della Città del Vaticano, non più esclusivamente la Cappella Sistina, sarà il sito del prossimo conclave.

I Cardinali elettori devono rimanere in Vaticano per tutto il tempo in cui si svolgerà il conclave, nessuno di essi potrà essere avvicinato, nel momento dei trasferimenti da e per la Cappella Sistina. Ogni forma di comunicazione con il mondo esterno è bandita.

L'Arcivescovo Marini ha affermato infine che, come in passato, verrà usata la stufa della Cappella Sistina per bruciare le schede usate. Il pubblico conoscerà il risultato delle votazioni guardando la fumata proveniente dal comignolo della Cappella Sistina: nero nel caso non vi sia stata elezione, bianco ad elezione avvenuta.
OP/RITI:CONCLAVE/MARINI:NAVARRO-VALLS VIS 20050405 (650)

lunedì 4 aprile 2005

UFFICIO DI CAMERLENGO E CAMERA APOSTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2005 (VIS). Uno studioso di storia della Curia Romana, in particolare dell'Ufficio chiamato Camera Apostolica, constaterà, che già dall'XI secolo apparve il termine "camera thasauraria", che designava un ufficio per l'amministrazione finanziaria della Curia e dei beni temporali della Santa Sede. Ai nostri giorni, questo ufficio ha tale compito solamente nel periodo di "sede vacante" della Sede Apostolica.

Nel XII secolo, il Titolare di questo ufficio era chiamato "Camerarius" o Camerlengo - titolo che conserva ancora oggi. Nello stesso secolo furono assorbiti in un solo organismo le cariche di Reggente, Tesoriere e del Vestiarius. Nel XIII e XIV secolo il Camerlengo acquisì competenze giudiziarie in materia fiscale e in certe cause penali e civili.

Il Camerlengo di Santa Romana Chiesa, distinto dal Camerlengo del Collegio Cardinalizio, era spesso un Cardinale, ma divenne un posto cardinalizio soltanto nel XV secolo. Allora, come ora, il Camerlengo era assistito da un Vice-Camerlengo, da Auditor Camerae, dai Prelati Chierici di Camera, e da un Notaro di Camera.

L'attuale Camerlengo di Santa Romana Chiesa è il Cardinale Eduardo Martíinez Somalo, nato il 31 marzo 1927 a Banos de Rio Tobia nella Diocesi di Calahorra y La Calzada-Logrono, (Spagna), creato Cardinale da Giovanni Paolo II il 28 giugno 1988 e nominato Camerlengo il 5 aprile 1993.

Nei primi secoli il Camerlengo, i Prelati Chierici di Camera e l'Auditor Camerae acquisirono competenze specifiche e presiedevano speciali tribunali, sebbene la "camera plena" funzionasse come tribunale collegiale. Nel secolo XIX la Camera Apostolica era soprattutto un tribunale per lo Stato Pontificio. Con la Costituzione Apostolica "Sapienti Consilio" del 29 giugno 1908, Papa San Pio X confermò alla Camera Apostolica le funzioni di potere temporale esercitate in passato.

Con la Costituzione Apostolica "Regimini Ecclesiae Universae" del 15 agosto 1967, Papa Paolo VI dispose che la Camera Apostolica fosse presieduta dal Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa, o, lui impedito, da un Vice-Camerlengo, e che conservasse l'ufficio di curare ed amministrare i beni ed i diritti temporali della Santa Sede, nel tempo in cui questa è vacante.

Con la Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" del 28 giugno 1988, Giovanni Paolo II ha ribadito questi speciali doveri.

Come Giovanni Paolo II ha confermato nella Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis" del febbraio 1996, il Camerlengo di Santa Romana Chiesa e il Penitenziere Maggiore sono gli unici due Capi di Dicastero della Curia le cui funzioni non vengono sospese nel periodo di "sede vacante". Anzi durante questo periodo le funzioni del Camerlengo aumentano.
.../PROFILO CAMERLENGO/... VIS 20050404 (430)

COMUNICATO GOVERNATORATO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

CITTÀ DEL VATICANO, 4 APR 2005 (VIS). Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha annunciato che: "Oggi, lunedì 4 aprile 2005 e il giorno delle esequie del Santo Padre, i Musei Vaticani e gli altri Uffici del Governatorato della Stato della Città del Vaticano resteranno chiusi in segno di lutto".

"Domani, martedì 5 Aprile, alle12:30 nell'Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, Sua Eccellenza Mons. Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Santo Padre, terrà un briefing su "Riti e legislazione della Sede Vacante". Tale briefing sarà trasmesso in diretta CTV su Telepace".
.../.../... VIS 20050404 (110)

GIOVANNI PAOLO II SARÀ SEPOLTO IN SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2005 (VIS). A fine mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha tenuto in Sala Stampa un briefing per i giornalisti accreditati. Questi i temi del briefing:

Prima e seconda Congregazione Generale dei Cardinali.

"Si sono tenute questa mattina nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, le prime due Congregazioni Generali dei Cardinali in periodo di Sede Vacante, a norma della Costituzione apostolica 'Univesi Dominici gregis'".

"Alla prima Congregazione Generale, che è iniziata alle ore 10:00, hanno partecipato 65 Cardinali, che hanno prestato giuramento (UDG, par. 12).

Nella Seconda Congregazione Generale, i 65 Cardinali presenti hanno preso le decisioni più urgenti, tra le quali le modalità di traslazione della salma del Defunto Pontefice alla Basilica Vaticana e la data della Messa Esequiale per Giovanni Paolo II.

Alle Congregazioni Generali di questa mattina erano presenti anche gli Arcivescovi Leonardo Sandri, Sostituto alla Segreteria di Stato; Francesco Monterisi, Segretario del Collegio Cardinalizio e Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche, con due Cerimonieri.

Traslazione della salma di Giovanni Paolo II

"Oggi, alle ore 17:00, la salma di Giovanni Paolo II sarà trasferita dalla Sala Clementina alla Basilica Vaticana".

"Dopo il momento di preghiera, presieduta dal Cardinale Camerlengo, ha inizio la traslazione della Salma".

"La processione percorrerà la Scala Nobile, la Prima Loggia, la Sala Ducale, la Sala Regia, la Scala Regia. Essa uscirà in Piazza San Pietro, dal Portone di Bronzo, ed entrerà in Basilica attraverso la porta centrale".

Nella Basilica Vaticana il Cardinale Camerlengo presiederà la Liturgia della Parola".

Le visite dei fedeli potranno iniziare intorno alle ore 20:00".

"Per oggi è stato deciso che la Basilica Vaticana rimanga aperta tutta la notte. Chiuderà solo dalle ore 02.00 alle ore 05.00, per permettere la manutenzione tecnica della Basilica".

Messa Esequiale per Giovanni Paolo II

"Venerdì 8 aprile, alle ore 10:00, sul Sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana sarà celebrata la Santa Messa esequiale per Giovanni Paolo II".

"La liturgia esequiale sarà celebrata dai Cardinali e dai Patriarchi della Chiese Orientali. Presiede il Cardinale Joseph Ratzinger, Decano del Collegio Cardinalizio".
"Al termine il feretro del Romano Pontefice sarà portato nella Basilica Vaticana e quindi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione".

Il Dr. Navarro-Valls ha informato che le spoglie di Giovanni Paolo II riposeranno nello stesso luogo nel quale è stato sepolto il Beato Papa Giovanni XXIII. I resti mortali di Giovanni XXIII, scomparso nel 1963, furono traslate dalle Grotte Vaticane il 3 giugno 2001, pochi mesi dopo la sua Beatificazione, il 3 settembre 2000.

Prossime Congregazioni Generali

"Le prossime Congregazioni Generali dei Cardinali, a partire da domani mattina, avranno luogo nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano, alle ore 10:00".
OP/PAPA FUNERALE SEPOLTURA/NAVARRO-VALLS VIS 20050404 (460)

DENUNCIA DI MORTE DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II


CITTÀ DEL VATICANO, 4 APR 2005 (VIS). Di seguito riportiamo il certificato ufficiale di morte di Papa Giovanni Paolo II che è stato reso pubblico nel pomeriggio di ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede:

"Certifico che Sua Santità Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) nato a Wadowice (Krakòv, Polonia) il 18 maggio 1920, residente nella Città del Vaticano, Cittadino Vaticano, è deceduto alle ore 21:37 del giorno 2 Aprile 2005 nel Suo Appartamento nel Palazzo Apostolico Vaticano (Città del Vaticano) per:

- Shock settico
- Collasso cardiocircolatorio irreversibile

"In soggetto affetto da:
- Morbo di Parkinson
- Pregressi episodi di insufficienza respiratoria acuta e conseguente tracheotomia
- Ipertrofia prostatica benigna complicata da urosepsi
- Cardiopatia ipertensiva ed ischemica

"L'accertamento della morte è stato effettuato mediante registrazione elettrocardiotanatografica della durata di oltre 20 minuti primi.

"Dichiaro che le cause della morte, secondo la mia scienza e coscienza, sono quelle su indicate.

"Città del Vaticano, il 2 Aprile 2005

"Il Direttore della Direzione di Sanità ed Igiene della Stato della Città del Vaticano.
"Dr. Renato Buzzonetti".
.../PAPA:CERTIFICATO MORTE/... VIS 20050404 (190)

domenica 3 aprile 2005

DICHIARAZIONE RELATIVA ARRESTO CLERO CATTOLICO CINA

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue relativa all'arresto e alla detenzione di esponenti del clero cattolico in Cina:

"Giunge notizia che mercoledì. 30 marzo u.s., il Reverendo Tommaso Zhao Kexiun, della Diocesi di Xuanhua nella provincia di Hebei (Cina Continentale), è stato fermato dalla polizia mentre tornava dal un funerale. Non si sa dove egli sia, né si conosce il motivo del fermo".

"Anche il Vescovo della medesima Diocesi, l'85enne Monsignor Filippo Pietro Zhao Zhendong è stato arrestato il 3 gennaio del corrente anno e viene detenuto nella città di Jiangjiakou".

"Domenica delle Palme, 20 marzo scorso, le forze di sicurezza nazionale hanno portato via Sua Eccellenza Monsignor Giacomo Lin Xili, di 86 anni, Vescovo di Wenzhou, nella provincia di Zhejiang. Non si conoscono i motivi dell'arresto".

"Sempre nella Diocesi di Wenzhou, due giorni dopo è stato similmente detenuto il Signor Gao Xinyou, collaboratore nella pastorale dei laici nella zona di Longgang".
OP/ARRESTI:CLERO:CINA/NAVARRO-VALLS VIS 20050403 (180)

IN SVOLGIMENTO VATICANO PROCEDURE MORTE SOMMO PONTEFICE


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2005 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Sono in svolgimento in Vaticano le procedure previste dalla Costituzione Apostolica 'Universi Dominici Gregis' di Giovanni Paolo II in occasione della morte di un Sommo Pontefice".

"Constatazione della morte. Questa mattina, alle ore 9.30, si è svolto il rito della constatazione della morte di Giovanni Paolo II ('Universi Dominici Gregis, 17'). Sua Eminenza il Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Cardinale Camerlengo, Monsignor Paolo Sardi, Vice Camerlengo, Monsignor Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, ed i Prelati Chierici della Camera Apostolica si sono recati nell'appartamento del Defunto Pontefice con il Dottor Renato Buzzonetti, Medico Personale del Papa, per procedere alla Constatazione della morte, seguendo il rito dello 'Ordo Exsequiarum Romani Pontifici'".

"Il Cancelliere Segretario della Camera Apostolica, Avv. Enrico Serafini, ha quindi redatto l'atto autentico della morte, cui ha annesso il certificato medico del Dottor Renato Buzzonetti".

"Esposizione della salma nel Palazzo Apostolico. Alle 12,30 il Cardinale Camerlengo presiederà una celebrazione per dare inizio alle visite alla salma di Giovanni Paolo II esposta nella Sala Clementina per l'ossequio e la preghiera dei membri della Curia Romana, delle Autorità e del Corpo Diplomatico. Le visite termineranno alle ore 16".

"Traslazione della Salma nella Basilica Vaticana per l'omaggio di tutti i fedeli. L'ora della traslazione verrà decisa dalla prima Congregazione dei Cardinali, che si terrà domani 4 aprile, alle ore 10,30 nella Sala Bologna. Si prevede, come anticipato, che la traslazione avvenga verso le ore 17.00".
OP/PROCEDURE:MORTE PAPA/NAVARRO-VALLS VIS 20050403 (270)

DOMENICA DIVINA MISERICORDIA: AMORE DI DIO PER L'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2005 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica in suffragio di Sua Santità Giovanni Paolo II, presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, prima della recita del 'Regina Coeli', ha dato lettura di un testo che il Santo Padre aveva precedentemente preparato in occasione della solennità della Divina Misericordia che si celebra la II Domenica di Pasqua. Una folla di circa 200.000 persone gremiva Piazza San Pietro, Via della Conciliazione e le vie adiacenti.

Nel testo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ricordava la celebrazione oggi della Domenica della Divina Misericordia e poneva in rilievo che: "l'odierna pagina del Vangelo di Giovanni sottolinea che il Risorto, la sera di quel giorno, apparve agli Apostoli e 'mostrò loro le mani e il costato', cioè i segni della dolorosa passione impressi in modo indelebile sul suo corpo anche dopo la risurrezione. Quelle piaghe gloriose, che otto giorni dopo fece toccare all'incredulo Tommaso, rivelano la misericordia di Dio, che 'ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito'".

"All'umanità" - prosegue il testo - "che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell'egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e riapre l'animo alla speranza. È amore che converte i cuori e dona la pace. Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di accogliere la Divina Misericordia!".

"Signore, che con la tua morte e risurrezione riveli l'amore del Padre, noi crediamo in Te e con fiducia ti ripetiamo quest'oggi: Gesù, confido in Te, abbi misericordia di noi e del mondo intero".

"La solennità liturgica dell'Annunciazione, che celebreremo domani" - si concludono le riflessioni del defunto Papa Giovanni Paolo II - "ci spinge a contemplare con gli occhi di Maria l'immenso mistero di questo amore misericordioso che scaturisce dal Cuore di Cristo".
ANG/DIVINA MISERICORDIA/SANDRI VIS 20050403 (280)

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II RIMANGA SCOLPITO NEI CUORI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2005 (VIS). Alle 10.30 di questa mattina, Domenica della Divina Misericordia, in Piazza San Pietro, il Cardinale Angelo Sodano ha presieduto davanti a centinaia di migliaia di persone che gremivano Piazza San Pietro, una Concelebrazione Eucaristica in suffragio di Sua Santità Giovanni Paolo II, che si è spento ieri sera alle ore 21.37.

Nell'omelia il Cardinale Sodano ha sottolineato che "il nostro animo è scosso da un fatto doloroso: il nostro Padre e Pastore, Giovanni Paolo II, ci ha lasciati. Egli, però, per ben 26 anni, ci ha sempre invitati a guardare a Cristo, unica ragione della nostra speranza".

"Per più di un quarto di secolo Egli ha portato in tutte le piazze del mondo il Vangelo della speranza cristiana, insegnando a tutti che la nostra morte non è che un passaggio verso la patria del cielo. Là è il nostro eterno destino, ove ci attende Dio nostro Padre".

Il Porporato ha affermato: "Questa è la nostra fede, questa è la fede dei cristiani. Il dolore nostro si trasforma subito in un atteggiamento di profonda serenità. Di tale serenità sono stato anch'io testimone sostando in preghiera di fronte al letto del Santo Padre nell'ora dell'agonia, la serenità dei santi, la serenità che proviene da Colui che ci ha detto: 'Io sono la Risurrezione e la vita. Colui che crede in me, non morirà in eterno'".

"La fede, miei fratelli, ci invita a levare il capo ed a guardare lontano, a guardare in alto! E così, oggi, mentre piangiamo la dipartita del Papa che ci ha lasciato, apriamo il cuore alla visione del nostro eterno destino. (...) Noi sappiamo, che, per quanto peccatori, abbiamo accanto a noi la misericordia del Padre che ci attende. È questo il senso dell'odierna festa della Divina Misericordia, istituita proprio dal compianto Papa Giovanni Paolo II, come una delle eredità del suo Pontificato per sottolineare quest'aspetto così consolante del mistero cristiano".

"In questa Domenica, sarebbe commovente rileggere una delle sue Encicliche più belle, la 'Dives in misericordia', offertaci già nel 1980, nel terzo anno del suo Pontificato". In questo documento, ha ricordato il Cardinale Sodano, Giovanni Paolo II "ci invitava a guardare il Padre che è 'misericordioso e Dio di ogni consolazione, che ci conforta in ogni nostra tribolazione'" e a "Maria, la Madre della Misericordia".

Il Cardinale Sodano ha ricordato le numerose volte in cui il Papa "ha ripetuto in questi anni che i mutui rapporti fra gli uomini e fra i popoli non si possono basare solo sulla giustizia, ma debbono essere perfezionati dall'amore misericordioso, che è tipico del messaggio cristiano. Ed e per questo che Giovanni Paolo II, ha condotto la chiesa del terzo millennio cristiano ad essere un nuovo Buon Samaritano sui cammini del mondo, sulle strade di un mondo sconvolto ancora oggi da guerre fratricide. E così che il Papa è diventato il cantore della civiltà dell'amore, vedendo in tale termine una delle definizioni più belle della 'civiltà cristiana'. Sì, la civiltà cristiana è la civiltà dell'amore, a differenza radicale di quelle civiltà dell'odio che sono state conseguenze nel secolo XX di tante ideologie".

"Dal cielo, Egli vegli sempre su di noi e ci aiuti a 'varcare quella soglia della speranza' di cui tanto ci aveva parlato. Questo suo messaggio rimanga per sempre scolpito nel cuore degli uomini d'oggi. A tutti, Giovanni Paolo II ripete ancora una volta le parole di Cristo: 'Il Figlio dell'Uomo non è venuto al mondo per giudicarlo, ma per salvarlo'".

Il Porporato ha ricordato infine che: "Giovanni Paolo II ha diffuso nel mondo questo Vangelo di salvezza, invitando tutta la Chiesa a chinarsi sull'uomo d'oggi per abbracciarlo e sollevarlo con amore redentivo. Sia nostro compito raccogliere il messaggio di chi ci ha lasciato e farlo fruttificare per la salvezza del mondo!"

"E al nostro indimenticabile Padre noi diciamo" - ha concluso il Cardinale Sodano - "con le parole della Liturgia: 'In Paradiso ti conducano gli Angeli!' 'In Paradisum deducant te Angeli'! Un coro festoso ti accolga e ti conduca nella Città Santa, la Gerusalemme celeste, perché là tu abbia una requie eterna. Amen!".
.../MESSA SUFFRAGIO SANTO PADRE/SODANO VIS 20050403 (700)
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