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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 31 gennaio 2003

COMMISSIONE CONGIUTA PER IL DIALOGO TEOLOGICO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico un Comunicato nel quale si legge che: "I Rappresentanti della Chiesa Cattolica e delle Chiese Ortodosse d'Oriente, delegati dalle rispettive Chiese, hanno partecipato ad un Incontro svoltosi dal 27 al 29 gennaio, in qualità di Membri del Comitato Preparatorio della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo fra Chiesa Cattolica e Chiese Ortodosse d'Oriente, sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e del Metropolita Amba Bishoy di Damiette, Segretario Generale del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Copta".

"L'Incontro ha avuto luogo a Roma, Italia, presso gli uffici del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, in risposta ad una Lettera del Cardinale Kasper, datata 10 settembre 2002, indirizzata a tutti i Capi delle Chiese Ortodosse d'Oriente, invitati ad impegnarsi in un dialogo ufficiale con la Chiesa Cattolica. Le Chiese Ortodosse d'Oriente sono: Patriarcato Copto Ortodosso d'Egitto, Patriarcato Siro Ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Tutti gli Armeni), Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Cilicia), Chiesa Ortodossa d'Etiopia, Chiesa Ortodossa Sira del Malankar e Chiesa Ortodossa d'Eritrea".

Nel suo discorso d'apertura, il Cardinale Kasper, ha accolto i partecipanti con queste parole: "Apprezzo grandemente la vostra disponibilità a prendere parte a questo Incontro, che speriamo possa essere un nuovo e promettente passo del nostro viaggio verso la piena comunione" e riferendosi al lavoro svolto in passato, ha affermato: "Questo Incontro non è il primo, né sarà l'ultimo lungo il cammino della nostra avventura ecumenica. Sono stati compiuti progressi notevoli negli anni precedenti, ed ancora molto rimane da fare negli anni futuri".

"Il Comitato preparatorio ha fissato ufficialmente regole relative alla scelta dei Membri della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse d'Oriente ed ha preparato il piano di lavoro, i programmi e le procedure, le metodologie e l'agenda della Commissione Congiunta. Il primo Incontro della Commissione Congiunta è fissato per la fine di gennaio 2004".
CON-UC/DIALOGO COMMISSIONE CONGIUNTA/KASPER VIS 20030131 (340)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per il mese di febbraio è la seguente: "Per ogni cristiano, perché, prendendo consapevolezza della preoccupante condizione dei popoli che ancora soffrono la fame e la sete, sia mosso a una maggiore solidarietà verso i fratelli".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per la Chiesa in Malesia, Singapore e Brunei perché, rimanendo aperta al dialogo con i seguaci delle altre religioni, non venga meno alla propria impegnativa missione evangelizzatrice".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20030131 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Ciliberti, finora Arcivescovo di Matera-Irsina (Italia), Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace (superficie: 1.604; popolazione: 249.426; cattolici: 245.313; sacerdoti: 195; religiosi: 290; diaconi permanenti: 19), Italia. L'Arcivescovo Ciliberti succede all'Arcivescovo Antonio Cantisani, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/CILIBERTI:CANTISANI VIS 20030131 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Rafic Hariri, Presidente del Consiglio dei Ministri del Libano, con la Consorte e Seguito.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Maurilo Sebastião Ramos Krieger, S.C.I., di Florianópolis.

- L'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Palmas.

- Il Vescovo Jayme Henrique Chemello, di Pelotas.

- Il Vescovo Lino Vomboemmel, O.F.M., di Santarém.

- Il Vescovo Aloísio Hilário de Pinho, F.D.P., di Jataí.

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli (Italia) e Seguito.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20030131 (110)

giovedì 30 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Colorado Springs (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Richard Charles Hanifen, in conformità al canone 402, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Michael John Sheridan, finora Vescovo Coadiutore della medesima sede.
RE:NER/…/HANIFEN:SHERIDAN VIS 20030130 (60)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Monsignor Raffaello Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, accompagnato dai Prelati Uditori.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasília, con gli Ausiliari Vescovo Raimundo Damasceno Assis, Vescovo Jesus Rocha e Vescovo João Evangelista Martins Terra, S.I.

- L'Arcivescovo Washington Cruz, C.P., di Goiânia.
AP:AL/…/… VIS 20030130 (80)

ROTA ROMANA: MAI DIMENTICARE SACRAMENTALITÀ MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Cappella Paolina in Vaticano, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario del Tribunale della Rota Romana, il Decano, i Prelati Uditori, i Promotori di Giustizia, i Difensori del Vincolo, gli Officiali e gli Avvocati sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre che ha rivolto loro un discorso, in qualità di "giudice supremo in tutto l'orbe cattolico" come recita il Canone 1442 del Codice di Diritto Canonico.

Nel suo discorso alla Rota Romana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che le richieste di annullamento di matrimonio comprendono la maggioranza dei casi presentati al Tribunale e, riferendosi alle parole pronunciate da Monsignor Raffaele Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, il Papa ha sottolineato "la profonda crisi che attualmente investe il matrimonio e la famiglia".

Attualmente sembra esserci un "offuscamento", ha affermato il Papa, "tra i contraenti di ciò che comporta, nella celebrazione del matrimonio cristiano, la sacramentalità del medesimo, oggi assai frequentemente disattesa nel suo intimo significato, nel suo intrinseco valore soprannaturale". Il Papa ha voluto anche richiamare l'attenzione sul "peculiare rapporto che il matrimonio dei battezzati ha con il mistero di Dio, un rapporto che (…) assume la dignità di 'sacramento'".

Il Santo Padre ha inoltre ribadito che "Il nesso tra la secolarizzazione e la crisi del matrimonio e della famiglia è fin troppo evidente", come evidente è "la crisi sul senso di Dio e sul senso del bene e del male morale" che porta all'offuscamento. Occorre, ha sottolineato ancora il Santo Padre "riscoprire la dimensione trascendente che è intrinseca alla verità piena sul matrimonio e sulla famiglia, superando ogni dicotomia tendente a separare gli aspetti profani da quelli religiosi, quasi che esistessero due matrimoni: uno profano ed un altro sacro. (…) Perciò, la trascendenza è insita nell'essere stesso del matrimonio, già dal principio", dalla creazione dell'uomo "a immagine e somiglianza di Dio".

"Purtroppo," - ha lamentato il Pontefice - "per effetto del peccato originale, ciò che è naturale nel rapporto tra l'uomo e la donna rischia di essere vissuto in modo non conforme al piano e alla volontà di Dio e l'allontanamento da Dio implica di per sé una proporzionale disumanizzazione di tutte le relazioni familiari". Tuttavia, ha affermato il Santo Padre, Gesù ha redento l'umanità e mediante la redenzione "l'unione tra l'uomo e la donna (…) viene realmente inserita nello stesso mistero dell'alleanza di Cristo con la Chiesa. (…) L'intrinseco nesso tra il matrimonio (…) e l'unione del Verbo incarnato con la Chiesa si mostra in tutta la sua efficacia salvifica mediante il concetto di sacramento". Il Papa ha quindi sottolineato che: "L'umano e il divino s'intrecciano in modo mirabile".

"L'odierna mentalità, altamente secolarizzata" - ha detto ancora il Papa - "tende ad affermare i valori umani dell'istituto familiare staccandoli dai valori religiosi e proclamandoli del tutto autonomi da Dio". Il Papa ha ribadito che la domanda posta fin troppo spesso oggigiorno - "Perché si deve essere sempre fedeli all'altro coniuge? (…) si trasforma in dubbio esistenziale nelle situazioni critiche". Affermando che le difficoltà coniugali "possono essere di varia indole, ma tutte sfociano alla fine in un problema di amore", il Santo Padre ha detto: "Perciò, il precedente interrogativo si può riformulare così: perché bisogna sempre amare l'altro, anche quando tanti motivi, apparentemente giustificativi, indurrebbero a lasciarlo?".

Molte buone risposte si possono dare a questa domanda, ha detto il Papa, ma se i coniugi ricordano che il matrimonio è "dono reciproco" dato da Dio, allora essi devono ricordarsi di ricorrere Dio nelle difficoltà e riconoscere che "Dio è fedele!", per cui "anche nei casi più duri, è quindi a Dio che bisogna ricorrere, nella certezza di riceverne l'aiuto".

Il Santo Padre ha ricordato ai presenti che "La considerazione della sacramentalità mette in risalto la trascendenza della vostra funzione. (…) Il senso religioso deve pertanto permeare tutto il vostro lavoro. (…) Non c'è spazio nella Chiesa per una visione meramente immanente e profana del matrimonio, semplicemente perché tale visione non è teologicamente e giuridicamente vera".

Il Papa ha quindi esortato i presenti a "prendere molto sul serio l'obbligo formalmente imposto al giudice dal canone 1676, di favorire e cercare attivamente la possibile convalidazione del matrimonio e la riconciliazione. (…) Occorre creare una sinergia che coinvolga tutti nella Chiesa: i Pastori d'anime, i giuristi, gli esperti nelle scienze psicologiche e psichiatriche, gli altri fedeli".

A conclusione del suo discorso il Papa ha rivolto l'attenzione ad "alcuni equivoci, sia in sede di ammissione alle nozze che di giudizio sulla loro validità" ed in merito ha affermato: "La Chiesa non rifiuta la celebrazione delle nozze a chi è 'bene dispositus', anche se imperfettamente preparato dal punto di vista soprannaturale, purché abbia la retta intenzione di sposarsi seconda la realtà naturale della coniugalità".

Ribadendo che il matrimonio è una realtà sia sacramentale che naturale, il Papa ha detto che: "Questa verità non deve essere dimenticata al momento di delimitare l'esclusione della sacramentalità e l'errore determinante circa la dignità sacramentale come eventuali capi di nullità. Per le due figure è decisivo tener presente che un atteggiamento dei nubendi che non tenga conto della dimensione soprannaturale nel matrimonio, può renderlo nullo solo se ne intacca la validità sul piano naturale nel quale è posto lo stesso segno sacramentale".
AC/ROTA ROMANA:MATRIMONIO/… VIS 20030130 (900)

mercoledì 29 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Samarinda, (Indonesia), dividendola dalla Provincia Ecclesiastica di Pontianak. La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà le Diocesi suffraganee di Banjarmasin, Palangkaraya e Tanjung Selor.

- Ha nominato il Vescovo Sului Hajang Hau, M.S.F., primo Arcivescovo Metropolita di Samarinda, (superficie: 114.810; popolazione: 1.538.601; cattolici: 100.000), Indonesia. L'Arcivescovo è stato finora Vescovo della stessa sede.

- Ha nominato il Reverendo Harold Anthony Perera, finora Direttore del filosofato del Seminario Maggiore Nazionale, Vescovo di Ratnapura (superficie: 4.968; popolazione: 1.766.890; cattolici: 25.525; sacerdoti: 27; religiosi: 88), Sri Lanka. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Bopitiya (Sri Lanka) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Reverendo Abraha Desta, attuale Cancelliere e Segretario Generale del Segretariato Cattolico dell'Eparchia di Adigrat, (Etiopia), Vicario Apostolico di Meki (superficie: 156.600; popolazione: 5.474.070; cattolici: 20.107; sacerdoti: 29; religiosi: 49), Etiopia. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Medea-Sebea (Etiopia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.
ECE:NER/…/SULUI:PERERA:DESTA VIS 20030129 (170)

DOCUMENTO RELATIVO RIFLESSIONE CRISTIANA SUL "NEW AGE"


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Lunedì 3 febbraio, alle ore 11:30, nella Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sul 'New Age'".

Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e l'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, presenteranno il Documento preparato dai loro Dicasteri. Interverranno alla Conferenza Stampa anche Don Peter Fleetwood, del Segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE); la Dottoressa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso e Coordinatrice del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi.
OP/PRESENTAZIONE/POUPARD:FITZGERALD VIS 20030129 (110)

SIGNORE, DAMMI SAPIENZA PER CONOSCERE COSA È GRADITO A DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione migliaia di pellegrini, al Cantico "Signore, dammi la sapienza", del 9° Libro della Sapienza di Salomone, il quale, ha precisato il Papa, "nella tradizione biblica è considerato il re giusto e il sapiente per eccellenza".

Il Libro della Sapienza, ha spiegato il Papa, è "uno scritto dell'Antico Testamento composto in greco forse ad Alessandria d'Egitto, alle soglie dell'era cristiana. (…) Tre sono sostanzialmente i percorsi di pensiero teologico che questo libro ci propone: l'immortalità beata come approdo finale dell'esistenza del giusto; la sapienza come dono divino e guida della vita e delle scelte del fedele; la storia della salvezza, soprattutto l'evento fondamentale dell'esodo dall'oppressione egizia, come segno di quella lotta tra bene e male, che sfocia in una piena salvezza e redenzione".

Il Re Salomone, ha affermato il Santo Padre, "ha nella notte un sogno-rivelazione. Alla richiesta stessa di Dio, che lo invita a chiedergli un dono, egli risponde: 'Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male'".

Come leggiamo nel Cantico, ha detto ancora Giovanni Paolo II, l'implorazione di Re Salomone: "'Dammi la sapienza… Mandala dai cieli santi, dal tuo trono glorioso'. (…) Questa sapienza, non è solo conoscenza, talento o abilità, ma piuttosto è la condivisione dei pensieri di Dio stesso. Infatti il Re Salomone chiede al Signore di dotarlo del dono della sapienza così da poter 'conoscere che cosa è gradito agli occhi del Signore e ciò che è conforme ai suoi decreti'".

"Senza la sapienza" - ha ribadito il Santo Padre - "noi siamo nulla. Ma la sapienza ci conduce alla santità e alla rettitudine. Ci permette di comprendere la storia e ci aiuta a vedere oltre le apparenze e ad apprezzare il significato più profondo della vita. Con Salomone, chiediamo al Signore il dono della sapienza, per illuminare il nostro cuore e il nostro spirito in modo a Lui gradito".

Sull'esempio di Salomone, ha ricordato il Santo Padre a conclusione della catechesi di oggi, dobbiamo aspirare alla sapienza, amandola come l'amò Salomone, che confessa: "'Questa (cioè la sapienza) ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, ho cercato di prendermela come sposa, mi sono innamorato della sua bellezza'".
AG/SAPIENZA/… VIS 20030129 (410)

martedì 28 gennaio 2003

"PROGRESSI" FRA CATTOLICI E CHIESE ORTODOSSE D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, in Vaticano, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza i Membri del Comitato preparatorio per l'attivazione di un dialogo teologico fra la Chiesa Cattolica e tutte le Antiche Chiese d'Oriente.

Il Papa ha rivolto parole di saluto ai Rappresentanti delle Chiese Ortodosse d'Oriente e ai "venerabili Fratelli, Capi delle Chiese da voi rappresentate", ed ha detto di ricordare "con gratitudine le varie opportunità in cui ho potuto incontrarvi e rafforzare i legami di carità fra di noi". Il Santo Padre ha dato il benvenuto ai Membri cattolici del Comitato preparatorio "che rappresentano varie comunità dell'Oriente e dell'Occidente".

"Notevoli progressi ecumenici sono stati compiuti fra la Chiesa Cattolica e le diverse Chiese d'Oriente", ha affermato il Santo Padre. "Siamo giunti a chiarimenti essenziali riguardo alle tradizionali controversie sulla Cristologia, e ciò ci ha consentito di professare insieme la fede che abbiamo in comune. (…) Che i vostri sforzi per istituire una Commissione Congiunta per il Dialogo Teologico, siano un passo in avanti verso la piena comunione nella verità e nella carità".

"Molti di voi provengono dal Medio Oriente e dai Paesi confinanti" - ha concluso Giovanni Paolo II. "Preghiamo insieme affinché questa regione sia preservata dalla minaccia della guerra e da ulteriori violenze. Che la nostra azione ecumenica sia sempre volta all'edificazione di una 'civiltà dell'amore', fondata sulla giustizia, la riconciliazione e la pace".
AC/DIALOGO CATTOLICI:ORTODOSSI/… VIS 20030128 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro-Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Vicente Joaquim Zico, C.M., di Belém do Pará con l'Ausiliare Vescovo Carlo Verzeletti.

- Il Vescovo José da Silva Chaves, di Uruaçu.

- Il Vescovo Manoel Pestana Filho, di Anápolis.

- Il Vescovo José Carlos de Oliveira, C.SS.R., di Rubiataba-Mozarlândia.
AL/…/… VIS 20030128 (80)

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Giovanni Paolo II, dal 1° febbraio al 27 aprile 2003.

FEBBRAIO

- Sabato 1°: Festa della Presentazione del Signore e Settima Giornata della Vita Consacrata. Alle ore 17:30, nella Basilica Vaticana, Benedizione delle candele e processione. Santa Messa con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

- Martedì 11: Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato. Alle ore 16:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa per l'Opera Romana Pellegrinaggi e l'U.N.I.T.A.L.S.I., presieduta, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Camillo Ruini. Al termine della Celebrazione il Santo Padre saluterà e benedirà i malati presenti in Basilica.

MARZO

- Mercoledì 5: Mercoledì delle Ceneri. Alle ore 16:30, nella Basilica di Santa Sabina, Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.

- Venerdì 7: alle ore 11:00, nel Palazzo Apostolico, Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

- Domenica 9: I Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00 nella Cappella "Redemptoris Mater", Inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

- Sabato 15: alle ore 9:00, nella Cappella "Redemptoris Mater", Conclusione degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

- Domenica 23: III Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Beatificazione dei Servi di Dio: Pierre Bonhomme; María Dolores Rodríguez Sopeña; María Caridad Brader; Juana María Condesa Lluch; László Batthyány-Strattmann.

APRILE

- Domenica 13: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. XVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Benedizione delle Palme e Processione. Santa Messa.

- Giovedì 17: Giovedì Santo. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30, nella Basilica Vaticana, Inizio del Triduo Pasquale e Santa Messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 18: Venerdì Santo. Alle ore 17:00, nella Basilica Vaticana, Celebrazione della Passione del Signore. Alle ore 21:15, al Colosseo, "Via Crucis".

- Sabato 19: Sabato Santo. Alle ore 20:00, nella Basilica Vaticana, Veglia Pasquale nella Notte Santa.

- Domenica 20: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa del Giorno e Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 27: II Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Beatificazione dei Servi di Dio: Giacomo Alberione; Marco D'Aviano; Maria Cristina Brando; Eugenia Ravasco; Maria Domenica Mantovani e Giulia Salzano.
GPII-CALENDARIO/FEBBRAIO-APRILE/… VIS 20030128 (410)

CELEBRAZIONE SANTA MESSA FESTA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, reso pubblico oggi, annuncia che il Santo Padre Giovanni Paolo II presiederà, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione della Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore, alle ore 17:30 di sabato 1° febbraio 2003, Settima Giornata della Vita Consacrata.

Il Papa presiederà la Benedizione delle candele, la processione iniziale, la Liturgia della Parola, terrà l'omelia, guiderà il ringraziamento a Dio per il dono della vita consacrata e impartirà la Benedizione finale.

La Liturgia Eucaristica sarà celebrata dal Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Concelebreranno l'Eucaristia il Segretario, il Sotto-Segretario, i Capi Ufficio del Dicastero e i presbiteri membri del Consiglio Direttivo dell'Unione Superiori Generali.
OCL/PRESENTAZIONE DEL SIGNORE/… VIS 20030128 (150)

lunedì 27 gennaio 2003

CHE LO SPIRITO CI GUIDI SULLA VIA DELL'ECUMENISMO


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Questa sera, alle 18:00, Festa della Conversione di San Paolo, il Santo Padre Giovanni Paolo II, con la partecipazione dei Rappresentanti di altre Chiese e Comunità Ecclesiali di Roma, ha celebrato i Secondi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, per la chiusura della "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani". Il Santo Padre ha rivolto parole di saluto agli "amati fratelli e sorelle delle Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma, uniti dall'unico Battesimo nel Signore Gesù Cristo".

Giovanni Paolo II ha iniziato l'omelia ricordando che il tema della Settimana di Preghiera: "Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta" è stato tratto dalla Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi ed ha affermato che: "A tutti i cristiani, pertanto, è chiesto di proseguire nel pellegrinaggio terreno senza lasciarsi sopraffare dalle difficoltà e dalle afflizioni, con la certezza di poter superare ogni ostacolo grazie all'aiuto e alla potenza che viene dall'Alto".

"Come cristiani" - ha proseguito il Pontefice - "siamo consapevoli di essere chiamati a rendere al mondo la testimonianza del 'glorioso Vangelo' che Cristo ci ha insegnato. In suo nome, uniamo i nostri sforzi per servire la pace e la riconciliazione, la giustizia e la solidarietà, specialmente al fianco dei poveri e degli ultimi della terra".

Rendendo grazie a Dio "per i tanti e abbondanti frutti che Egli, (….), ha profuso sul cammino dell'ecumenismo", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato la Giornata di preghiera per la pace nel mondo, tenutasi ad Assisi un anno fa, e gli Incontri dell'anno passato con i Rappresentanti di altre Chiese, in particolare gli incontri con le Chiese Ortodosse e con l'Arcivescovo di Canterbury, Dottor Carey, "al termine del suo mandato".

"Al tempo stesso" - ha commentato il Papa - "non possiamo non riconoscere con realismo le difficoltà, i problemi e le delusioni che tuttora incontriamo. Succede così di avvertire a volte una certa stanchezza, una carenza di fervore, mentre vivo resta il dolore di non poter ancora condividere la Mensa eucaristica".

"Nell'attuale situazione dell'ecumenismo" - ha sottolineato il Pontefice - "è importante considerare che solo lo Spirito di Dio è in grado di darci la piena unità visibile. (…) Ecco perché va sottolineata l'importanza dell'ecumenismo spirituale. (…) Ciò non significa in alcun modo sminuire o addirittura trascurare il dialogo teologico, che ha recato abbondanti frutti negli ultimi decenni. (…) L'ecumenismo spirituale apre gli occhi e i cuori alla comprensione della verità rivelata, rendendoci capaci di riconoscerla e di accoglierla anche grazie alle argomentazioni degli altri cristiani".

Successivamente il Santo Padre ha sottolineato gli "incoraggianti segni di promettente ripresa della vita spirituale" nelle Comunità ecclesiali dell'Oriente e dell'Occidente. "Né vanno dimenticati" - ha aggiunto - "i casi in cui ecclesiastici di altre Chiese frequentano le Università cattoliche: ospiti dei nostri seminari, essi prendono parte alla vita degli studenti in conformità con la vigente disciplina ecclesiale".

Nelle frasi conclusive dell'omelia, il Santo Padre riferendosi al cammino dell'Ecumenismo, ha detto: "Proseguiamo, pertanto, con coraggio e pazienza su questo cammino, confidando nella potenza dello Spirito! Non spetta a noi fissare i tempi e le scadenze; ci basta la promessa del Signore".
HML/PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20030127 (540)

DISCORSO DEL PAPA INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE A MANILA


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2003 (VIS). Una delle celebrazioni principali del IV Incontro Mondiale delle Famiglie, inaugurato il 22 gennaio a Manila, si è svolta questo pomeriggio in presenza di delegati provenienti da 77 Nazioni, del Legato Pontificio, Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e dei Presuli delle Filippine e del mondo.

Culmine della cerimonia, che ha avuto inizio alle 18:00, ora locale (alle 11:00 ora di Roma), con la liturgia della luce e le testimonianze di famiglie in rappresentanza dell'America, dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia e dell'Oceania, è stato il collegamento televisivo con il Santo Padre Giovanni Paolo II. Il Papa ha benedetto le candele e ha presieduto una breve preghiera della luce. Concluse le testimonianze delle famiglie, il Santo Padre ha pronunciato un discorso davanti a due milioni di persone.

Giovanni Paolo II si è espresso in lingua inglese, ed il suo discorso è stato anche pubblicato in lingua italiana, francese, tedesca, spagnola, portoghese e polacca. Al termine il Papa ha detto: "Sono lieto di annunciarvi che il quinto Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà a Valencia, in Spagna, nel 2006".

Il Santo Padre ha iniziato il suo discorso con queste parole: "Sono con voi con il pensiero e la preghiera, amate famiglie delle Filippine e di tante regioni della terra, convenute a Manila per il vostro IV Incontro Mondiale: vi saluto con affetto nel nome del Signore! In questa occasione, sono lieto di rivolgere un pensiero cordiale e benedicente a tutte le famiglie del mondo, che voi rappresentate".

"So che nella sessione teologico-pastorale appena celebrata" - ha ricordato il Pontefice - "avete approfondito il tema: 'La famiglia cristiana, buona notizia per il terzo millennio'. Ho scelto queste parole, in vista del vostro Incontro Mondiale, per sottolineare la missione sublime della famiglia".

Giovanni Paolo II ha esortato le famiglie cristiane con queste parole: "Annunciate con gioia al mondo intero il tesoro meraviglioso di cui, come chiese domestiche, siete portatrici! Coniugi cristiani, nella vostra comunione di vita e di amore, nel vostro dono reciproco e nell'accoglienza generosa dei figli, siate in Cristo luce del mondo!".

"Siate innanzitutto" - ha detto ancora il Pontefice - "'buona notizia per il terzo millennio' vivendo con impegno la vostra vocazione. Il matrimonio che avete celebrato un giorno più o meno lontano è il vostro modo specifico di essere discepoli di Gesù, di contribuire all'edificazione del Regno di Dio, di camminare verso la santità alla quale ogni cristiano è chiamato".

Il Papa ha invitato le famiglie cristiane ad accogliere "pienamente, senza riserve, l'amore che nel sacramento del matrimonio Iddio vi dona per primo e con il quale vi rende capaci di amare. Rimanete sempre ancorati a questa certezza, la sola che può dare senso, forza e gioia alla vostra vita: l'amore di Cristo non si allontanerà mai da voi, non verrà mai meno la sua alleanza di pace con voi".

"La grazia che avete ricevuto nel matrimonio" - ha ribadito il Santo Padre - "e che permane nel tempo proviene dal cuore trafitto del Redentore. (…) Questa grazia, perciò, porta con sé la peculiarità della sua origine: è la grazia dell'amore che si offre, dell'amore che si dona e perdona. (…) E' la grazia dell'amore benevolo, che tutto crede, tutto sopporta, tutto spera, tutto tollera, che non ha fine e senza il quale tutto il resto non è niente".

Successivamente il Santo Padre ha affermato: "Certo, questo non è sempre facile, e nella vita quotidiana non mancano le insidie, le tensioni, la sofferenza e anche la stanchezza. Ma nel vostro cammino non siete soli. Con voi è sempre presente ed operante Gesù, come lo fu a Cana di Galilea, in un momento di difficoltà per quegli sposi novelli".

"Coniugi cristiani, siate 'buona notizia per il terzo millennio'" - ha esortato nuovamente il Papa - "testimoniando con convinzione e coerenza la verità sulla famiglia. La famiglia fondata sul matrimonio è patrimonio dell'umanità, è un bene grande e sommamente apprezzabile, necessario per la vita, lo sviluppo e il futuro dei popoli. Essa, secondo il piano della creazione stabilito fin dal principio, è l'ambito nel quale la persona umana, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, è concepita, nasce, cresce e si sviluppa".

Il Papa ha detto ancora alle famiglie presenti: "Vi ringrazio delle testimonianze che avete presentato questa sera e che ho seguito con attenzione. Esse richiamano alla mia mente anche l'esperienza acquisita come sacerdote, come Arcivescovo di Cracovia e in questi quasi 25 anni di Pontificato: come ho affermato altre volte, l'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia".

"Raccomando a voi, care famiglie cristiane" - ha sottolineato il Pontefice - "di testimoniare con la vita di ogni giorno che, pur tra tante difficoltà ed ostacoli, è possibile vivere in pienezza il matrimonio come esperienza colma di senso e come 'buona notizia' per gli uomini e le donne del nostro tempo. Siate protagonisti nella Chiesa e nel mondo".

Al termine del suo discorso il Papa ha detto: "Infine, per essere 'buona notizia per il terzo millennio', cari sposi cristiani, non dimenticate che la preghiera in famiglia è garanzia di unità in uno stile di vita coerente con la volontà di Dio. Proclamando recentemente l'Anno del Rosario, ho raccomandato questa devozione mariana come preghiera della famiglia e per la famiglia: recitando il Rosario, infatti, 'si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino'".

"A tutti impartisco ora la mia Benedizione, lasciandovi una consegna: con l'aiuto di Dio fate del Vangelo la regola fondamentale della vostra famiglia ed una pagina di Vangelo scritta per il nostro tempo!".
AC/INCONTRO FAMIGLIE/MANILA VIS 20030127 (870)

TELEGRAMMA SCOMPARSA SENATORE GIOVANNI AGNELLI


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire al Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, per la scomparsa del Senatore Giovanni Agnelli, avvenuta ieri mattina a Torino, all'età di 81 anni.

"Appresa la mesta notizia della scomparsa del Senatore Giovanni Agnelli, affido a Lei Signor Cardinale l'incarico di far pervenire alla Consorte Signora Marella ed ai familiari, l'espressione della mia viva partecipazione al loro dolore per il grave lutto. Nel ricordare così autorevole protagonista di momenti importanti della storia italiana che seppe prodigarsi con generosa intraprendenza per il bene e per lo sviluppo economico e sociale del Paese, elevo fervide preghiere di suffragio per l'illustre e compianto Avvocato ed invoco dalla Divina Bontà pace eterna per la sua anima, mentre di cuore impartisco ai congiunti e a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/SCOMPARSA AGNELLI/… VIS 20030127 (170)

CONFERMA SCOMUNICA DI SETTE DONNE "ORDINATE" IN AUSTRIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato oggi il Decreto, del quale riportiamo di seguito alcuni estratti, in lingua italiana, inglese e tedesca. Il Decreto, datato 21 dicembre 2002, è stato approvato dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso di un'udienza concessa al Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione, il 20 dicembre 2002.

"Il 29 giugno 2002 il fondatore di una comunità scismatica di nome Romulo Antonio Braschi ha attentato di conferire l'ordinazione sacerdotale alle Signore cattoliche Christine Mayr-Lumetzberger, Adelinde Theresia Roitinger, Gisela Forster, Iris Müller, Ida Raming, Pia Brunner e Dagmar Braun Celeste, presentatasi nell'occasione sotto il nome di Angela White".

"Richiamandosi ai precedenti interventi del Vescovo di Linz e della Conferenza Episcopale Austriaca, il 10 luglio 2002 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una Dichiarazione, con la quale si ammonivano le suddette persone che sarebbero state punite con la scomunica, se - entro il 22 luglio 2002 - non avessero riconosciuto la nullità della 'ordinazione' ricevuta e chiesto perdono per lo scandalo causato tra i fedeli. Poiché esse non manifestavano alcun segno di ravvedimento, con Decreto del 5 agosto 2002 questa Congregazione - oltre a confermare che il vescovo "ordinante", in quanto scismatico, era già scomunicato - inflisse la scomunica, riservata alla Sede Apostolica, alle persone summenzionate, esprimendo nel contempo la speranza che esse potessero ritrovare il cammino della conversione".

"Con lettera del 14 agosto 2002 esse hanno chiesto la revoca del Decreto di scomunica, e con lettera del 27 settembre 2002 hanno fatto ricorso contro il medesimo Decreto, facendo riferimento ai cann. 1732-1739 del CIC".

"Nei giorni 4 e 18 dicembre 2002 la richiesta di revoca ed il ricorso sono stati esaminati dalla Sessione Ordinaria della Congregazione. (…) In queste riunioni è stato deciso collegialmente di rigettare detto ricorso. Nel caso in parola, infatti, non è ammissibile un ricorso gerarchico, trattandosi di un Decreto di scomunica emanato da un Dicastero della Santa Sede, che agisce a nome del Sommo Pontefice"

"Occorre precisare anzitutto che nel caso in parola non si tratta di una pena 'latae sententiae', nella quale s'incorre per il fatto stesso d'aver commesso un delitto espressamente stabilito dalla legge, ma di una pena 'ferendae sententiae', irrogata dopo la doverosa comminazione ai rei".

"E' evidente la particolare gravità degli atti compiuti, che si articola sotto diversi aspetti. a) Il primo aspetto è quello scismatico: le donne summenzionate si sono fatte "ordinare" da un vescovo scismatico e - pur non aderendo formalmente al suo scisma - sono entrate in una complicità con lo scisma. b) Il secondo aspetto è di natura dottrinale: esse rifiutano formalmente e con pertinacia la dottrina, da sempre insegnata e vissuta dalla Chiesa e in modo definitivo proposta da Giovanni Paolo II, cioè che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale" (Lettera Apostolica 'Ordinatio sacerdotalis', n. 4)".

"Inoltre, negando la suddetta dottrina, le persone in questione (…) contrastano la dottrina sul Magistero del Successore di Pietro, (…), e di fatto non riconoscono l'irreformabilità dell'insegnamento del Sommo Pontefice su dottrine da tenersi in modo definitivo da tutti i fedeli".

"Il rifiuto di ottemperare al precetto penale comminato da questa Congregazione viene ulteriormente aggravato dal fatto che alcune di esse stanno creando circoli di fedeli, in aperta e di fatto settaria disobbedienza al Romano Pontefice e ai Vescovi diocesani. Data la gravità di questa contumacia (cf. can. 1347 del CIC), la pena inflitta non soltanto è giusta, ma anche necessaria, allo scopo di tutelare la retta dottrina".

"I summenzionati Membri della Congregazione per la Dottrina della Fede confermano pertanto il Decreto di scomunica emanato il 5 agosto 2002, precisando ancora una volta che l'attentata ordinazione sacerdotale delle suddette donne è nulla ed invalida (cf. can. 1024 del CIC) e che perciò tutti gli atti propri dell'Ordine sacerdotale da loro compiuti, sono anche essi nulli ed invalidi (cf. cann. 124; 841 del CIC). Come conseguenza della scomunica, è fatto pertanto loro divieto di celebrare sacramenti o sacramentali, di ricevere i sacramenti e di esercitare qualsiasi funzione in uffici, ministeri o incarichi ecclesiastici (cf. can. 1331, § 1 del CIC)".

"Nel contempo si ribadisce la speranza che, sorrette dalla grazia dello Spirito Santo, esse possano ritrovare il cammino della conversione per il ritorno all'unità della fede e alla comunione con la Chiesa infrante con il loro gesto.
CDF/DECRETO:SCOMUNICHE/RATZINGER VIS 20030127 (740)

INCONTRO A ROMA CHIESA CATTOLICA E ANTICHE CHIESE D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico oggi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani:

"La Chiesa cattolica e le Antiche Chiese d'Oriente - Patriarcato copto ortodosso d'Egitto, Patriarcato siro ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Sede di Etchmiadzine e Catholicossato di Antelias, in Libano), Chiesa ortodossa d'Etiopia, Chiesa ortodossa d'Eritrea, Chiesa ortodossa sira del Malankar - iniziano una seconda fase di dialogo, nei giorni 27, 28 e 29 gennaio 2003 a Roma, durante un incontro che si terrà presso la sede del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Durante la prima fase di tale dialogo, sono stati firmati congiuntamente da Papa Giovanni Paolo II e dalle Autorità di queste Chiese, delle importanti dichiarazioni di accordo cristologico. L'attuale raduno ha un carattere preparatorio, ed intende stabilire i temi ed i metodi del futuro dialogo. Martedì 28 gennaio, i membri del Comitato preparatorio saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre".

"Le Antiche Chiese dell'Oriente si sono separate dalla Chiesa di Roma e da Bisanzio nel contesto del Concilio di Calcedonia (451)".
CON-UC/ANTICHE CHIESE D'ORIENTE/… VIS 20030127 (200)

ANGELUS: RIFLESSIONI DEL PAPA SU FAMIGLIA, LEBBRA, PACE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato il IV Incontro Mondiale delle Famiglie, appena conclusosi a Manila (Filippine). "Molto significativo il tema dell'Incontro 'La famiglia cristiana: una buona novella per il terzo millennio'" - ha detto il Santo Padre - "Sì! L'unione fedele e feconda dell'uomo e della donna, benedetta dalla grazia di Cristo, costituisce un autentico Vangelo di vita e di speranza per l'umanità".

"'L'avvenire della società passa attraverso la famiglia', così ho scritto nell'Esortazione Apostolica 'Familiaris consortio'. Si tratta di un'affermazione quanto mai attuale. Ma di quale famiglia si tratta? Non certamente di quella inautentica basata sugli egoismi individuali. L'esperienza dimostra che tale 'caricatura' della famiglia non ha futuro e non può dare futuro ad alcuna società".

Il Papa ha spiegato che: "La famiglia, invece, è 'buona notizia' nella misura in cui accoglie e fa propria la perenne vocazione che Dio ha posto all'inizio dell'umanità. Questo originario progetto di vita è condiviso, grazie a Dio, anche da tanti coniugi non cristiani. La famiglia appare così ai nostri giorni via privilegiata di dialogo tra diverse religioni e culture, e quindi via di riconciliazione e di pace".

Terminata la preghiera dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che si celebra oggi la Giornata mondiale dei malati di lebbra, ed anche che i ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma dedicano l'ultima domenica di gennaio alla pace.

Riferendosi alla Giornata mondiale dei malati di lebbra, il Santo Padre ha detto: "Quest'anno ricorre inoltre il centenario della nascita del suo celebre iniziatore, Raoul Follereau, il cui nome è per sempre legato alla lotta contro la lebbra, la povertà e l'emarginazione. Quanto è attuale il suo appello, che invitava a destinare risorse non agli arsenali bellici, ma a combattere la miseria e le malattie!".

Infine, quando il Papa ha concluso le riflessioni successive alla recita dell'Angelus, due ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma hanno raggiunto il Santo Padre nel suo studio e dalla finestra hanno liberato due colombe "per offrire a tutti un messaggio di fraternità e di speranza".
ANG/FAMIGLIE:LEBBRA:PACE/… VIS 20030127 (390)
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