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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 26 ottobre 2012

IL BINOMIO ARTE E FEDE ACCOMPAGNA LA CHIESA DA DUEMILA ANNI

Città del Vaticano, 26 ottobre 2012 (VIS). "Arte e fede. Via Pulchritudinis" è il titolo di un documentario realizzato dai Musei Vaticani, in collaborazione con la televisione polacca TBA, in occasione del 500° anniversario della conclusione della volta della Cappella Sistina (1508-1512).

Nel pomeriggio di ieri Benedetto XVI ha assistito alla proiezione del film nell'Aula Paolo VI ed al termine ha pronunciato un breve discorso nel quale ha ricordato che: "I Musei Vaticani non sono nuovi ad iniziative che illustrano il legame tra arte e fede, a partire dal patrimonio conservato nelle Gallerie Pontificie. (...) Il film che abbiamo visto si presenta come un contributo degno di speciale nota, soprattutto perché compare all'inizio dell'Anno della Fede".

"Per molte persone la visita ai Musei Vaticani rappresenta, nel loro viaggio a Roma, il contatto maggiore, a volte unico, con la Santa Sede; è perciò un’occasione privilegiata per conoscere il messaggio cristiano. Si potrebbe dire che il patrimonio artistico della Città del Vaticano costituisce una sorta di grande 'parabola' mediante la quale il Papa parla a uomini e donne di ogni parte del mondo, e quindi di molteplici appartenenze culturali e religiose, persone che magari non leggeranno mai un suo discorso o una sua omelia. (...) Il linguaggio dell’arte è un linguaggio parabolico, dotato di una speciale apertura universale: la 'via Pulchritudinis' è una via capace di guidare la mente e il cuore verso l’Eterno, di elevarli fino alle altezze di Dio".

"Ho molto apprezzato - ha proseguito il Pontefice - il fatto che nel film si faccia ripetutamente riferimento all’impegno dei Pontefici Romani per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico; e anche, nell’epoca contemporanea, per un rinnovato dialogo della Chiesa con gli artisti. La Collezione di Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani è la dimostrazione vivente della fecondità di questo dialogo. Ma non solo essa. Tutto il grande organismo dei Musei Vaticani (...) possiede anche questa dimensione che potremmo chiamare 'evangelizzante'".

Il Santo Padre ha ricordato la "grande sensibilità per il dialogo tra arte e fede" del Beato Giovanni Paolo II ed ha sottolineato che arte e fede è "un binomio che accompagna la Chiesa e la Santa Sede da duemila anni, un binomio che anche oggi dobbiamo valorizzare maggiormente nell’impegno di portare agli uomini e alle donne del nostro tempo l’annuncio del Vangelo, del Dio che è Bellezza e Amore infinito".

Infine il Papa ha auspicato che il documentario "susciti in molte persone il desiderio di conoscere meglio quella fede che sa ispirare tali e tante opere d’arte".

MESSAGGIO FINALE DEL SINODO PER NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 26 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la presentazione del Messaggio della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (7-28 ottobre 2012) sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia), Presidente della Commissione per il Messaggio; l'Arcivescovo Pierre-Marie Carré, di Montpellier (Francia), Segretario Speciale; l'Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine), Vice-Presidente della Commissione per il Messaggio.

Di seguito riportiamo una sintesi del messaggio:

"In apertura del documento, i vescovi richiamano il passo evangelico di Giovanni che narra l'incontro di Gesù con la samaritana al pozzo: è immagine dell'uomo contemporaneo con un'anfora vuota, che ha sete e nostalgia di Dio, e al quale la Chiesa deve andare incontro per rendergli presente il Signore. E come la samaritana, che incontra Gesù non può fare a meno di diventare testimone dell'annuncio di salvezza e speranza del Vangelo".

"Guardando nello specifico al contesto della nuova evangelizzazione, il Sinodo richiama quindi la necessità di ravvivare una fede che rischia di oscurarsi nei contesti culturali attuali, anche di fronte all'indebolimento della fede in molti battezzati. L'incontro con il Signore, che rivela Dio come amore, può avvenire solo nella Chiesa, come forma di comunità accogliente ed esperienza di comunione; da qui, poi, i cristiani ne diventano testimoni anche in altri luoghi. Tuttavia, la Chiesa ribadisce che per evangelizzare bisogna essere innanzitutto evangelizzati e lancia un appello - a cominciare da se stessa - alla conversione perché le debolezze dei discepoli di Gesù pesano sulla credibilità della missione. Consapevoli del fatto che il Signore è la guida della storia e quindi che il male non avrà l'ultima parola, i vescovi invitano poi i cristiani a vincere la paura con la fede ed a guardare al mondo con sereno coraggio perché, sebbene pieno di contraddizioni e di sfide, esso resta pur sempre il mondo che Dio ama. Niente pessimismo, dunque: globalizzazione, secolarizzazione e nuovi scenari della società, migrazioni, pur con la difficoltà e le sofferenze che comportano, devono essere opportunità di evangelizzazione: perché non si tratta di trovare nuove strategie come se il Vangelo fosse da diffondere come un prodotto di mercato, ma di riscoprire i modi con cui le persone si accostano a Gesù".

"Il messaggio guarda alla famiglia come luogo naturale dell'evangelizzazione e ribadisce che essa va sostenuta dalla Chiesa, dalla politica e dalla società. All'interno della famiglia, si sottolinea il ruolo speciale delle donne e si ricorda la situazione dolorosa dei divorziati e risposati: pur nella riconfermata disciplina circa l'accesso ai sacramenti, si ribadisce che essi non sono abbandonati dal Signore e che la Chiesa è casa accogliente per tutti. Il messaggio cita anche la vita consacrata, testimone del senso ultraterreno dell'esistenza umana, e le parrocchie come centri di evangelizzazione; ricorda l'importanza della formazione permanente per i sacerdoti e i religiosi ed invita i laici (movimenti e nuove realtà ecclesiali) ad evangelizzare restando in comunione con la Chiesa. La nuova evangelizzazione trova un'auspicabile cooperazione con le altre Chiese e comunità ecclesiali, anch'esse mosse dallo stesso spirito di annuncio del Vangelo. Particolare attenzione viene rivolta ai giovani in una prospettiva di ascolto e dialogo per riscattare, e non mortificare, il loro entusiasmo.

"Poi, il messaggio guarda al dialogo declinato in vari modi: con la cultura, che ha bisogno di una nuova alleanza tra fede e ragione; con l'educazione; con la scienza che, quando non chiude l'uomo nel materialismo diventa un'alleata nell'umanizzazione della vita; con l'arte, con il mondo dell'economia e del lavoro; con i malati e i sofferenti, con la politica, alla quale si chiede un impegno disinteressato e trasparente del bene comune, con le altre religioni. In particolare, il Sinodo ribadisce che il dialogo interreligioso contribuisce alla pace, rifiuta il fondamentalismo e denuncia la violenza contro i credenti. Il messaggio ricorda le possibilità offerte dall'Anno della Fede, dalla memoria del Concilio Vaticano II e dal Catechismo della Chiesa cattolica. Infine indica due espressioni della vita di fede, particolarmente significative per la nuova evangelizzazione: la contemplazione, dove il silenzio permette di accogliere al meglio la Parola di Dio, e il servizio ai poveri, nell'ottica di riconoscere Cristo nei loro volti".

"Nell'ultima parte, il messaggio guarda alle Chiese delle diverse regioni del mondo e ad ognuna di esse rivolge parole di incoraggiamento per l'annuncio del Vangelo; alle Chiese d'Oriente auspica di poter praticare la fede in condizioni di pace e di libertà religiosa; alla Chiesa d'Africa chiede di sviluppare l'evangelizzazione nell'incontro con le antiche e nuove culture, appellandosi poi ai governi perché cessino i conflitti e le violenze. I cristiani dell'America del Nord, che vivono in una cultura con molte espressioni lontane dal Vangelo, devono guardare alla conversione ed essere aperti all'accoglienza di immigrati e rifugiati. L'America Latina è invitata a vivere la missione permanente per affrontare le sfide del presente come la povertà, la violenza, anche nelle nuove condizioni di pluralismo religioso. La Chiesa in Asia, anche se è una piccola minoranza, spesso posta ai margini della società e perseguitata, viene incoraggiata ed esortata alla saldezza della fede. L'Europa, segnata da una secolarizzazione anche aggressiva e ferita dai passati regimi, ha però creato una cultura umanistica capace di dare un volto alla dignità della persona e alla costruzione del bene comune; le difficoltà del presente non devono quindi abbattere i cristiani europei, ma devono essere percepite come una sfida. All'Oceania, infine, si chiede di avvertire ancora l'impegno di predicare il Vangelo. Il messaggio si chiude con l'affidamento a Maria, Stella della nuova evangelizzazione".

giovedì 25 ottobre 2012

DICHIARAZIONE DEL P. LOMBARDI SULLA ESECUZIONE DELLA SENTENZA PER PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato nella tarda mattinata la seguente dichiarazione:

"Dato che non sono stati proposti appelli contro la sentenza del 6 ottobre scorso nei confronti del Sig. Paolo Gabriele, essa è divenuta definitiva. Perciò, per mandato del Presidente del Tribunale, il Promotore di Giustizia ha disposto questa mattina la reclusione in esecuzione della sentenza. L’ordinanza viene eseguita in giornata.

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico questa mattina dalla Segreteria di Stato:

"La sentenza del processo contro Paolo Gabriele, ora passata in giudicato, mette un punto fermo su di una vicenda triste, che ha avuto conseguenze molto dolorose".

"È stata recata un'offesa personale al Santo Padre; si è violato il diritto alla riservatezza di molte persone che a Lui si erano rivolte in ragione del proprio ufficio; si è creato pregiudizio alla Santa Sede e a diverse sue istituzioni; si è posto ostacolo alle comunicazioni tra i Vescovi del mondo e la Santa Sede e causato scandalo alla comunità dei fedeli. Infine, per un periodo di parecchi mesi è stata turbata la serenità della comunità di lavoro quotidianamente al servizio del Successore di Pietro".

"L'imputato è stato riconosciuto colpevole al termine di un procedimento giudiziario che si è svolto con trasparenza, equanimità, nel pieno rispetto del diritto alla difesa. Il dibattimento ha potuto accertare i fatti, appurando che il Sig. Gabriele ha messo in atto il suo progetto criminoso senza istigazione o incitamento da parte di altri, ma basandosi su convinzioni personali in nessun modo condivisibili. Le varie congetture circa l'esistenza di complotti o il coinvolgimento di più persone si sono rivelate, alla luce della sentenza, infondate".

"Con il passaggio della sentenza in giudicato il Sig. Gabriele dovrà scontare il periodo di detenzione inflitto. Si apre inoltre a suo carico la procedura per la destituzione di diritto, prevista dal Regolamento Generale della Curia Romana".

"In rapporto alla misura detentiva rimane l'eventualità della concessione della grazia, che, come ricordato più volte, è un atto sovrano del Santo Padre. Essa tuttavia presuppone ragionevolmente il ravvedimento del reo e la sincera richiesta di perdono al Sommo Pontefice e a quanti sono stati ingiustamente offesi".

"Se rapportata al danno causato, la pena applicata appare al tempo stesso mite ed equa, e ciò a motivo della peculiarità dell'ordinamento giuridico dal quale promana".

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Giovedì 25 ottobre, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente della Repubblica di Cipro, S.E. il Signor Demetris Christofias, che successivamente si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Negli incontri, svoltisi in un’atmosfera di cordialità, sono stati rilevati i buoni rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Repubblica di Cipro e sono stati toccati argomenti di comune interesse, in particolare l’importanza del dialogo e del rispetto dei diritti umani, tra cui quello della libertà religiosa.

Mentre la Repubblica di Cipro esercita la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, non è mancata una rassegna della situazione in Europa. Si è auspicato, infine, che le iniziative per il dialogo e la pace tra le parti in conflitto in Medio Oriente raggiungano risultati positivi con il contributo della Comunità Internazionale.






PELLEGRINAGGIO DELL'ORDINE DEL SANTO SEPOLCRO A ROMA NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Oltre tremila cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme - più di un decimo dei membri di questo Ordine equestre - verranno l'anno prossimo in pellegrinaggio a Roma per l'Anno della Fede. Il pellegrinaggio, in programma dal 13 al 15 settembre, coinciderà con la sessione generale dell'Ordine e si concluderà con una celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro.

Il Gran Magistero dell'Ordine, presieduto dal Cardinale Edwin Frederick O'Brien, ha tenuto nel pomeriggio di ieri a Roma, la sessione autunnale che è stata anche dedicata agli impegni statutari per la Terra Santa, in particolare per il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Il Patriarca Fouad Twal, Gran Priore dell'Ordine, ha illustrato i progetti in ambito educativo, ricordando che oltre 18.000 studenti (circa 2.500 in Israele, 5.700 in Palestina e 10.000 in Giordania) il 61% dei quali cristiani, frequenta le 42 scuole primarie e secondarie finanziate con il contributo del Santo Sepolcro.

Il Patriarca ha anche fatto riferimento alla situazione religiosa e politica in Medio Oriente ed ai conflitti in corso, manifestando la sua preoccupazione per la crescita del fondamentalismo in questa regione, la cui centralità è stata confermata da due avvenimenti ecclesiali di quest'anno: Il Congresso delle Famiglie a Milano (Italia) durante il quale si è parlato della Santa Famiglia di Nazareth ed il Congresso Eucaristico di Dublino (Irlanda) che ha dedicato particolare attenzione al Cenacolo di Gerusalemme.

UDIENZE

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Paul Tschang In-Nam, Nunzio Apostolico in Thailandia e in Cambogia; Delegato Apostolico in Laos e in Myanmar.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Victor René Rodríguez Gómez, Vescovo di Valle de Chalco (superficie: 1.237; popolazione: 2.634.000; cattolici: 2.321.000; sacerdoti: 89; religiosi: 94), Messico. È stato finora Vescovo Ausiliare di Texcoco (Messico).


mercoledì 24 ottobre 2012

FEDE È CREDERE ALL'AMORE DI DIO CHE TRASFORMA OGNI FORMA DI SCHIAVITÙ

Città del Vaticano, 24 ottobre 2012 (VIS). La fede e il suo significato nel mondo contemporaneo è stato l'argomento della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro. "Nel nostro tempo - ha detto il Papa - è necessaria una rinnovata educazione alla fede, che comprenda certo una conoscenza delle sue verità e degli eventi della salvezza, ma che soprattutto nasca da un vero incontro con Dio in Gesù Cristo".

"Oggi, insieme a tanti segni di bene, cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. (...) Le stesse idee di progresso e di benessere mostrano anche le loro ombre. Nonostante la grandezza delle scoperte della scienza e dei successi della tecnica, oggi l’uomo non sembra diventato veramente più libero (...); permangono tante forme di sfruttamento, (...) di violenza (...) di ingiustizia… (...). D’altra parte, però, cresce anche il numero di quanti si sentono disorientati e, nella ricerca di andare oltre una visione solo orizzontale della realtà, sono disponibili a credere a tutto e al suo contrario. In questo contesto riemergono alcune domande fondamentali (...): che senso ha vivere? C’è un futuro per l’uomo, per noi e per le nuove generazioni? (...) Che cosa ci aspetta oltre la soglia della morte?"

"Da queste insopprimibili domande - ha affermato il Pontefice - emerge che "il sapere della scienza, pur importante per la vita dell’uomo, da solo non basta. Noi abbiamo bisogno non solo del pane materiale, abbiamo bisogno di amore, di significato e di speranza, di un fondamento sicuro, (...) che ci aiuti a vivere con un senso autentico anche nella crisi, nelle oscurità, nelle difficoltà e nei problemi quotidiani. La fede ci dona proprio questo: è un fiducioso affidarsi a un 'Tu', che è Dio, il quale mi dà una certezza diversa, ma non meno solida di quella che mi viene dal calcolo esatto o dalla scienza. La fede non è un semplice assenso intellettuale dell’uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui mi affido liberamente a un Dio che è Padre e mi ama; (...) mi dona speranza e fiducia".

"Certo questa adesione a Dio non è priva di contenuti: con essa siamo consapevoli che Dio stesso si è mostrato a noi in Cristo (...). Con il mistero della Morte e Risurrezione di Cristo, Dio scende fino in fondo nella nostra umanità per riportarla a Lui, per elevarla alla sua altezza. La fede è credere a questo amore di Dio che non viene meno di fronte alla malvagità dell’uomo, di fronte al male e alla morte, ma è capace di trasformare ogni forma di schiavitù, donando la possibilità della salvezza".

"E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini. Penso che dovremmo meditare più spesso - nella nostra vita quotidiana, caratterizzata da problemi (...) sul fatto che credere cristianamente significa questo abbandonarmi con fiducia al senso profondo che sostiene me e il mondo, quel senso che noi non siamo in grado di darci, ma solo di ricevere come dono, e che è il fondamento su cui possiamo vivere senza paura. E questa certezza liberante e rassicurante della fede dobbiamo essere capaci di annunciarla con la parola e di mostrarla con la nostra vita di cristiani".

"Alla base del nostro cammino di fede c’è il Battesimo, il sacramento che ci dona lo Spirito Santo, facendoci diventare figli di Dio in Cristo, e segna l’ingresso nella comunità della fede, nella Chiesa: non si crede da sé, senza il prevenire della grazia dello Spirito; e non si crede da soli, ma insieme ai fratelli. Dal Battesimo in poi ogni credente è chiamato a ri-vivere e fare propria questa confessione di fede, insieme ai fratelli".

"La fede - ha concluso il Santo Padre - è dono di Dio, ma è anche atto profondamente libero e umano. (...) Non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo. Anzi, le implica e le esalta (...) Credere è affidarsi in tutta libertà e con gioia al disegno provvidenziale di Dio sulla storia, come fece il patriarca Abramo, come fece Maria di Nazaret".

Nelle parole di saluto al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha ricordato che lunedì scorso si è celebrata la memoria del Beato Giovanni Paolo II la cui figura "è sempre viva tra noi" ed ha invitato i giovani ad imparare "ad affrontare la vita con il suo ardore e il suo entusiasmo" e agli ammalati ha detto: "Portate con gioia la croce della sofferenza come ha saputo insegnarci lui stesso".



ANNUNCIO DI CONCISTORO PER LA CREAZIONE DEI SEI NUOVI CARDINALI

Città del Vaticano, 24 ottobre 2012 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato per il prossimo 24 novembre un Concistoro nel quale procederà alla nomina di sei nuovi Cardinali.

"Annuncio - ha detto il Papa - che il prossimo 24 novembre terrò un Concistoro nel quale nominerò 6 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore di Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell’unità e della comunione della Chiesa".

Successivamente il Santo Padre ha comunicato i nomi dei nuovi porporati:

Il Vescovo James Michael Harvey, Prefetto della Casa Pontificia, che "ho in animo di nominare Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura";

Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano);

Sua Beatitudine Baselios Cleemis Thottunkal, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India);

L'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria);

L'Arcivescovo Rubén Salazar Gómez, di Bogotá (Colombia);

L'Arcivescovo Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila (Filippine).

"I nuovi Cardinali - come avete sentito - svolgono il loro ministero a servizio della Santa Sede o quali Padri e Pastori di Chiese particolari in varie parti del mondo. Invito tutti a pregare per i nuovi eletti - ha concluso il Pontefice - chiedendo la materna intercessione della Beata Vergine Maria, perché sappiano sempre amare con coraggio e dedizione Cristo e la sua Chiesa".


ENTRA IN VIGORE ACCORDO SANTA SEDE E REPUBBLICA DI LITUANIA

Città del Vaticano, 24 ottobre 2012 (VIS). La Santa Sede e la Repubblica di Lituania hanno notificato, con rispettive Note Verbali, il compimento delle relative procedure, richieste per l'entrata in vigore dell'Accordo sul riconoscimento reciproco delle qualifiche riguardanti l'insegnamento superiore (Agreement on the Recognition of Qualifications Concerning Higher Education), che era stato firmato a Vilnius l'8 giugno 2012.

Pertanto, l'Accordo, che stabilisce le regole, le procedure e gli strumenti per garantire il riconoscimento degli studi superiori, è entrato in vigore il 23 ottobre 2012, a norma dell'Articolo 8, paragrafo 2, del medesimo "Agreement".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Francesco Monterisi, Membro della Congregazione per i Vescovi.

martedì 23 ottobre 2012

CARDINALE BERTONE SUL VIAGGIO DI UNA DELEGAZIONE DI PADRI SINODALI A DAMASCO

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). Riportiamo di seguito l'intervento del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, pronunciato questa mattina, durante i lavori dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi, in merito al viaggio di una Delegazione di Padri sinodali a Damasco:

"Martedì scorso annunciavo davanti a questa assise la decisione del Santo Padre di inviare una Delegazione a Damasco per esprimere la Sua solidarietà e quella del Sinodo e di tutta la Chiesa alla popolazione in Siria che sta vivendo purtroppo già da tempo una tragica situazione di sofferenza e manifestare la nostra vicinanza spirituale ai fratelli e alle sorelle cristiane di quel Paese, insieme ad un incoraggiamento a quanti sono impegnati nella ricerca di una soluzione rispettosa dei diritti e dei doveri di tutti".

"L’iniziativa ha avuto ampia eco non soltanto qui a Roma o in Siria ma anche a livello internazionale ricevendo un’accoglienza positiva".

"Desidero anzitutto comunicarvi che in seguito si è continuato a studiare la questione e a preparare la visita, nonostante i tragici episodi verificatisi nei giorni scorsi nella Regione. Come è noto, è vivo il desiderio di esprimere la vicinanza della Santa Sede e della Chiesa universale, tramite una Delegazione che si rechi a Damasco nei tempi e nelle modalità che saranno annunciate, dopo essere state definite alla luce dei contatti e dei preparativi che si stanno compiendo. Considerata la gravità della situazione, la visita verrà posticipata, probabilmente oltre la conclusione del Sinodo, così come ci sarà qualche modifica alla composizione della Delegazione, anche per gli impegni dei suoi membri. Il contributo delle offerte personali dei Padri Sinodali insieme a quelle della Santa Sede sarà inviato in Siria, dopo il Sinodo, come gesto di fraterna solidarietà a tutta la popolazione".

"Continua soprattutto l’impegno della preghiera che sempre viene ascoltata dal Signore e alla quale vi invito ad unirvi con rinnovata fiducia".

PUBBLICATA LA SENTENZA CONTRO PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). È stata pubblicata oggi la sentenza del Tribunale della Stato della Città del Vaticano contro Paolo Gabriele, emessa il 6 ottobre scorso, con la quale lo si dichiarava colpevole del delitto di furto aggravato.

Come si ricorderà il Tribunale ha condannato Gabriele alla pena di tre anni di reclusione, ma "considerate l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo - sia pure erroneo - indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi 6 (sei) di reclusione; condanna il medesimo al rifacimento delle spese processuali".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha spiegato questa mattina nel corso di un briefing alcuni punti della sentenza, centrata sul delitto di sottrazione di documenti, sopratutto di testi originali, mentre non sono stati considerati rilevanti altri oggetti come una pepita d'oro, un assegno a nome del Santo Padre e una edizione rinascimentale dell'"Eneide", giacché esistono contraddizioni sia nella modalità della perquisizione durante la quale sono state trovate e non risulta la colpevolezza provata di Gabriele.

Relativamente all'imputabilità dell'accusato è stato escluso, mediante perizia psichiatrica, qualunque grave difetto psichico che impedisca di essere consapevole delle responsabilità dei fatti. Il Tribunale si è preoccupato di definire i termini giuridici del delitto di furto, la sottrazione di un oggetto o il suo possesso, senza il consenso del proprietario, con il fine di ottenerne beneficio. Per cui si tratta di furto e non di appropriazione indebita, però è stato specificato che il beneficio che Gabriele voleva ottenere non era di natura economica ma intellettuale e morale.

Altro tema è stato quello della "suggestione" di Gabriele da parte di terze persone. Un termine interpretato anche come complicità o influenza. L'imputato afferma che la parola non significa collaborazione di altre persone, ma influsso dell'ambiente che ha portato la convinzione soggettiva di agire per il bene del Santo Padre e della Chiesa.

Per quanto attiene alla questioni delle aggravanti e delle attenuanti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha precisato che ai primi corrisponde il furto con abuso di fiducia e la diffusione di documenti riservati; ai secondi l'assenza di precedenti penali e la convinzione morale di Gabriele.

In riferimento alla condanna, il Padre Lombardi ha ricordato che il Tribunale si è basato sulle pene previste per questo delitto dal Codice Penale; il Promotore di Giustizia aveva chiesto per Gabriele l'interdizione perpetua del disimpegno di cariche pubbliche, però, giacché la condanna finale è di un anno e sei mesi ed il Codice Penale non prevede tale misura, l'interdizione rimane limitata. Parimenti è stato deciso, sempre per la gravità del delitto, di non applicare la sospensione condizionale della pena.

Infine, il Direttore della Sala Stampa, ha informato che Paolo Gabriele continua ad essere agli arresti domiciliari, considerato che fino alla pubblicazione della sentenza, il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Avv. Giovanni Giacobbe, non può ricorrere in appello. Se non c'è ricorso entro il termine stabilito, la sentenza sarà esecutiva e l'imputato dovrà scontare la pena nella prigione del Vaticano, giacché non vi è una convenzione con lo Stato Italiano in questa materia. Tuttavia, è sempre possibile che il Santo Padre conceda la grazia a Paolo Gabriele, ma, essendo una decisione personale, non si può conoscere se e quando ciò si verificherà.

Per leggere il testo completo della sentenza (in italiano), cliccare qui oppure copia ed incolla:

5 NOVEMBRE, PROCESSO A CLAUDIO SCIARPELLETTI, IMPUTATO NEL CASO VATILEAKS

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). Il Presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Dalla Torre, ha emesso il decreto che stabilisce per il giorno 5 di novembre prossimo, alle ore 9, l’udienza del processo nei confronti di Claudio Sciarpelletti, imputato di favoreggiamento, rinviato a giudizio il 13 agosto scorso con sentenza del Giudice istruttore, ma il cui giudizio era stato separato da quello di Paolo Gabriele con Ordinanza pronunciata nel corso dell’udienza dibattimentale del 29 settembre 2012.

L’udienza avrà luogo nell’Aula delle udienze del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e il Collegio giudicante sarà composto dal Prof. Giuseppe Dalla Torre, Presidente, dal prof. Avv. Paolo Papanti-Pelletier, Giudice, e dal prof. Avv. Venerando Marano, Giudice.

lunedì 22 ottobre 2012

LA SANTITÀ HA SUA SORGENTE NEL MISTERO DELLA REDENZIONE

Città del Vaticano, 21 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, ottantamila persone hanno assistito alla Santa Messa ed al rito di canonizzazione di sette nuovi santi: Jacques Berthieu (1838-1896), sacerdote professo della Compagnia di Gesù, martire; Pedro Calungsod (1654-1672), catechista laico, martire; Giovanni Battista Piamarta (1841-1913), sacerdote, fondatore della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth e delle Umili Serve del Signore; María Carmen Sallés y Barangueras (1848-1911), fondatrice della Congregazione delle Suore Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento; Marianne Cope (1838-1918), religiosa professa della Congregazione delle Suore del terzo ordine di San Francesco di Syracuse; Kateri Tekakwitha (1656-1680), laica; Anna Schäffer (1882-1925), laica.

Nell'omelia il Papa ha posto in rilievo la "felice coincidenza" della celebrazione dell'Assemblea sinodale sulla nuova evangelizzazione e della Giornata Missionaria Mondiale ed ha ricordato che i testi della liturgia odierna ci mostrano "lo stile dell’evangelizzatore, chiamato a testimoniare ed annunciare il messaggio cristiano conformandosi a Gesù Cristo, seguendo la sua stessa vita. Questo vale sia per la missione ad gentes, sia per la nuova evangelizzazione nelle regioni di antica cristianità".

"'Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti', ha detto Benedetto XVI, citando il Vangelo di Marco e sottolineando che: "Queste parole hanno costituito il programma di vita dei sette Beati che oggi la Chiesa iscrive solennemente nella gloriosa schiera dei Santi. (...) Sono figli e figlie della Chiesa, che hanno scelto la vita del servizio seguendo il Signore. La santità nella Chiesa ha sempre la sua sorgente nel mistero della Redenzione (...). L’odierna canonizzazione costituisce un’eloquente conferma di tale misteriosa realtà salvifica".

Il Papa ha poi illustrato la biografia e l'esempio dei nuovi santi. Jacques Berthieu, nato nel 1838, in Francia, fu "Pastore infaticabile nell’Isola Santa Maria e poi nel Madagascar, lottò contro l’ingiustizia, mentre recava sollievo ai poveri e ai malati. (...) Si fece tutto a tutti, attingendo nella preghiera e nell’amore del Cuore di Gesù la forza umana e sacerdotale di giungere fino al martirio nel 1896. (...) La vita di questo evangelizzatore sia un incoraggiamento e un modello per i sacerdoti, affinché siano uomini di Dio come lui! Il suo esempio aiuti i numerosi cristiani oggi perseguitati a causa della fede! Possa la sua intercessione, in questo Anno della fede, portare frutti per il Madagascar e il continente africano!".

"Pedro Calungsod nacque intorno al 1654, nella regione di Visayas nelle Filippine. (...) Nel 1668, assieme ad altri giovani catechisti, accompagnò il Padre Diego Luis de San Vitores alle Isole Marianas per evangelizzare il popolo Chamorro. La vita là era dura - ha detto il Papa - e i missionari soffrirono persecuzioni a causa di invidie e calunnie. Pedro, però, dimostrò fede e carità profonde e continuò a catechizzare i molti convertiti, dando testimonianza a Cristo mediante una vita di purezza e di dedizione al Vangelo. Molto intenso era il suo desiderio di guadagnare anime a Cristo, e ciò lo rese risoluto nell’accettare il martirio. (...) Possano l’esempio e la coraggiosa testimonianza di Pedro Calungsod ispirare le care popolazioni delle Filippine ad annunciare il Regno di Dio con forza e guadagnare anime a Dio!".

"Il sacerdote italiano Giovanni Battista Piamarta, (...) fu un grande apostolo della carità e della gioventù. Avvertiva l’esigenza di una presenza culturale e sociale del cattolicesimo nel mondo moderno (...). Animato da fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza e da profondo spirito di sacrificio, (...) quando era oberato di lavoro, aumentava il tempo per l’incontro, cuore a cuore, con il Signore. (...) per attingere forza spirituale e ripartire alla conquista del cuore della gente, specie dei giovani, per ricondurli alle sorgenti della vita con sempre nuove iniziative pastorali".

L'opera educativa della religiosa spagnola María del Carmen Sallés y Barangueras "affidata alla Vergine Immacolata, continua a portare frutti abbondanti in mezzo alla gioventù mediante l’impegno generoso delle sue figlie, che come lei si pongono nelle mani del Dio che tutto può".

La tedesca Marianne Cope "accolse di sua volontà una chiamata a prendersi cura dei lebbrosi delle Hawaii, dopo che molti altri avevano rifiutato". (...) Dopo cinque anni, accettò l’invito ad aprire una casa per donne e ragazze nella stessa isola di Molokai, coraggiosamente andandovi lei stessa (...). Là si prese cura di padre Damiano, già famoso per la sua eroica attività fra i lebbrosi, curandolo sino alla morte e prendendone il posto fra i lebbrosi maschi. Quando ancora si poteva fare poco per quanti soffrivano di questa terribile malattia, Marianne Cope dimostrò l’amore, il coraggio e l’entusiasmo più alti".

"Kateri Tekakwitha nacque nell’odierno stato di New York nel 1656 da padre Mohawk e da madre cristiana algonchina (...). Fu battezzata all’età di vent’anni e, per fuggire dalle persecuzioni, si rifugiò nella missione di san Francesco Saverio vicino a Montreal. Là lavorò, fedele alle tradizioni del suo popolo - anche se rinunciò alle convinzioni religiose della sua gente - sino alla morte all’età di 24 anni. (...) Kateri ci impressiona per l’azione della grazia nella sua vita in assenza di sostegni esterni, e per il coraggio nella vocazione tanto particolare nella sua cultura. In lei, fede e cultura si arricchiscono a vicenda! Il suo esempio ci aiuti a vivere là dove siamo, senza rinnegare ciò che siamo, amando Gesù! Santa Kateri, patrona del Canada e prima santa amerinda, noi ti affidiamo il rinnovamento della fede nelle prime nazioni e in tutta l’America del Nord! Dio benedica le prime nazioni!".

La giovane tedesca Anna Schäffer di Mindelstetten, da giovane, ebbe un grave incidente che provocandole ustioni inguaribili alle gambe la costrinsero al letto per tutta la vita. "Così, il letto di dolore diventò per lei cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario. (...) Possa il suo apostolato di preghiera e di sofferenza, di sacrificio e di espiazione costituire un esempio luminoso per i fedeli nella sua Patria, e la sua intercessione rafforzi il movimento cristiano di hospice (centri di cure palliative per malati terminali) nel loro benefico servizio".

"Questi nuovi Santi, diversi per origine, lingua, nazione e condizione sociale, sono uniti con l’intero Popolo di Dio nel mistero di salvezza di Cristo, il Redentore. (...) Possa la testimonianza dei nuovi Santi, della loro vita generosamente offerta per amore di Cristo, parlare oggi a tutta la Chiesa, e la loro intercessione possa rafforzarla e sostenerla nella sua missione di annunciare il Vangelo al mondo intero", ha concluso il Santo Padre.

All'Angelus il Papa ha invocato Maria, Regina di tutti i Santi, ed ha ricordato che Lourdes è stata colpita da una grave esondazione del fiume Gave che ha allagato anche la Grotta delle Apparizioni. "In particolare, vogliamo oggi affidare alla materna protezione della Vergine Maria i missionari e le missionarie - sacerdoti, religiosi e laici - che in ogni parte del mondo spargono il buon seme del Vangelo. Preghiamo anche per il Sinodo dei Vescovi, che in queste settimane si sta confrontando con la sfida della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano; e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 ottobre 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Machala (Ecuador), presentata dal Vescovo Luis Antonio Sánchez Armijos, S.D.B., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

Sabato 20 ottobre il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni (superficie: 1.253; popolazione: 283.496; cattolici: 282.396; sacerdoti: 165; religiosi: 233; diaconi permanenti: 12), Italia. Finora Vescovo di Nardò-Gallipoli (Italia), l'Arcivescovo eletto è nato nel 1947 a Ceglie Messapica (Brindisi), ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1971 al 1974 è stato Educatore nel Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1975 al 1978 è stato Vice Rettore e poi Direttore spirituale nel Seminario diocesano di Oria; dal 1979 al 1980 è stato Parroco di S. Francesco D’Assisi, Oria; dal 1980 al 1985 è stato Vicario foraneo; dal 1980 al 1993 è stato Professore ordinario di Teologia Morale presso il Seminario Regionale di Molfetta e presso l’Istituto di Scienze Religiose di Oria; dal 1972 al 1983 è stato Canonico del Capitolo Cattedrale di Oria; dal 1981 al 1983 è stato membro del Consiglio Pastorale Diocesano di Oria. Dal 1989 al 1993 è stato membro del Collegio dei Consultori di Oria;nel 1993 ha ricevuto la consacrazione episcopale.

- Il Monsignore Guido Gallese, Vescovo della diocesi di Alessandria (superficie: 740; popolazione: 163.100, cattolici: 151.200; sacerdoti: 96; religiosi: 207; diaconi permanenti: 2); Italia. Il Vescovo eletto è nato a Genova (Italia) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1990 al 1995 è stato Vice Rettore del Seminario Arcivescovile Maggiore di Genova “Benedetto XV”; dal 1995 al 1998 è stato Vicario parrocchiale di S. Giuseppe di Priaruggia, in Genova Quarto; dal 1998 al 2003 è stato Parroco “in solidum” e Moderatore delle parrocchie S. Pietro Apostolo, S. Andrea Apostolo in Calvari, S. Colombano Abate in Moranego, S. Giovanni Battista in Marsiglia, S. Stefano in Rosso, tutte nel comune di Davagna (GE); dal 2003 al 2007 è stato Parroco delle parrocchie di S. Ambrogio, S. Giovanni Battista e S. Maria Assunta in Bargagli (Genova); dal 2007 è Docente di Antropologia filosofica ed Etica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Sezione di Genova, e Responsabile diocesano per la Pastorale giovanile. Dal 2008 è Direttore dell’Ufficio diocesano per l’Università e Membro del Consiglio Presbiterale. Nel 2010 è stato nominato Membro della Commissione diocesana per l’applicazione degli Orientamenti Pastorali dell’Episcopato Italiano per il decennio 2010-2020. È stato finora Direttore dell’Ufficio diocesano per l’Università e Responsabile diocesano per la Pastorale giovanile.

- Il Vescovo Luigi Ernesto Palletti, Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (superficie: 881; popolazione: 223.535; cattolici: 220.921; sacerdoti: 141; religiosi: 152; diaconi permanenti: 22), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Genova (Italia).


sabato 20 ottobre 2012

PREMIO RATZINGER: ECUMENISMO E CONFRONTO CON ALTRE RELIGIONI

Città del Vaticano, 20 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha conferito a due studiosi di teologia il "Premio Ratzinger", istituito dalla "Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI":

Quest'anno il premio è stato conferito al cattedratico francese Rémi Brague, laico, studioso di Filosofia delle religioni ed al sacerdote gesuita Brian E. Daley, docente di Teologia storica.

Dopo l'introduzione di Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente della Fondazione e la presentazione dei premiati da parte del Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico, Benedetto XVI ha rivolto alcune parole ai presenti.

"I due premiati di quest’anno - ha detto il Papa - sono competenti e impegnati in due aspetti decisivi per la Chiesa nei nostri tempi: mi riferisco all’ecumenismo e al confronto con le altre religioni. Il Padre Daley, studiando a fondo i Padri della Chiesa, si è posto nella migliore scuola per conoscere e amare la Chiesa una e indivisa, pur nella ricchezza delle sue diverse tradizioni". Il Professor Brague "è un grande studioso della filosofia delle religioni, in particolare di quelle ebraica e islamica nel medioevo. Ecco, a 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, mi piacerebbe rileggere insieme con loro due documenti conciliari: la Dichiarazione 'Nostra aetate' sulle religioni non cristiane e il Decreto 'Unitatis redintegratio' sull’ecumenismo, a cui aggiungerei però un altro documento che si è rivelato di straordinaria importanza: la dichiarazione 'Dignitatis humanae' sulla libertà religiosa".

Benedetto XVI ha ricordato che i due premiati sono "professori universitari, molto impegnati nell'insegnamento", ed ha sottolineato l'importanza di tale fattore che "mostra un aspetto di coerenza nell'attività della Fondazione", che oltre al Premio, promuove borse di studio per dottorandi in Teologia e anche convegni di studio a livello universitario.

"Personalità come il Padre Daley e il Professor Brague sono esemplari per la trasmissione di un sapere che unisce scienza e sapienza, rigore scientifico e passione per l’uomo, perché possa scoprire l’'arte del vivere'. Ed è proprio di persone che, attraverso una fede illuminata e vissuta rendano Dio vicino e credibile all’uomo d’oggi, ciò di cui abbiamo bisogno; (...) uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio, perché possano parlare anche alla mente e al cuore degli altri".

"Operare nella vigna del Signore, dove ci chiama - ha concluso il Papa - perché gli uomini e le donne del nostro tempo possano scoprire e riscoprire la vera 'arte del vivere': questa è stata anche una grande passione del Concilio Vaticano II, più che mai attuale nell’impegno della nuova evangelizzazione".



IL PAPA SI UNISCE AL DOLORE E ALLA TRISTEZZA DEI LIBANESI

Città del Vaticano, 20 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio a Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), per l'attentato di ieri venerdì in un quartiere commerciale di Beirut che ha causato la morte di otto persone e numerosi feriti.

"Nell'apprendere la notizia del terribile attentato verificatosi a Beirut, che ha causato numerose vittime, Sua Santità Papa Benedetto XVI si unisce con la preghiera al dolore delle famiglie in lutto e alla tristezza di tutti i libanesi. Egli affida le vittime a Dio misericordioso, con la preghiera di accoglierle nella sua luce. Il Santo Padre esprime la sua profonda simpatia alle persone ferite e alla loro famiglie, chiedendo al Signore aiuto e consolazione nella prova. Come già nel suo Viaggio apostolico in Libano, il Santo Padre condanna ancora una volta la violenza che genera tante sofferenze e chiede a Dio di donare al Libano e a tutta la regione, la pace e la riconciliazione. Di gran cuore Sua Santità invoca sulle famiglie in lutto e su tutti i libanesi l'abbondanza delle benedizioni divine!".



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