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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 2 luglio 2012

UDIENZE


Città del Vaticano, 2 luglio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- L'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario emerito del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Sabato 30 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

SAN PIETRO E SAN PAOLO ACCOMPAGNANO I CREDENTI SULLA VIA DELLA FEDELTÀ A CRISTO

Città del Vaticano, 29 giugno (VIS). Al termine della Santa Messa della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, concelebrata nella Basilica Vaticana con i 43 Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio  per la recita dell’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"Roma  - ha detto il Papa - porta inscritti nella sua storia i segni della vita e della morte gloriosa dell’umile Pescatore di Galilea e dell’Apostolo delle genti, che giustamente si è scelti come Protettori. Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore. Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità".

"In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell’annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo. In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l’intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l’unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno".

SOLO LA SEQUELA DI GESÙ CONDUCE ALLA NUOVA FRATERNITÀ

Città del Vaticano, 29 giugno 2012 (VIS). Questa mattina alle 9:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha concelebrato la Santa Messa con i nuovi Arcivescovi Metropoliti ai cui ha imposto il sacro Pallio. Come di consueto, nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni della Città di Roma, era presente una delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. La liturgia è stata animata dal coro della Cappella Sistina e dal Coro anglicano della Westminster Abbay, che il Papa ha vivamente ringraziato per la partecipazione.

Dopo la lettura del Vangelo il Papa ha tenuto l'omelia di cui riportiamo ampi estratti.

"La tradizione cristiana da sempre considera san Pietro e san Paolo inseparabili: in effetti, insieme, essi rappresentano tutto il Vangelo di Cristo. (...) Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l’uno dall’altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi, e la cui importanza si riflette anche sulla ricerca di quella piena comunione, cui anelano il Patriarca Ecumenico e il Vescovo di Roma, come pure tutti i cristiani".

"Nel brano del Vangelo di san Matteo che abbiamo ascoltato poco fa, Pietro rende la propria confessione di fede a Gesù riconoscendolo come Messia e Figlio di Dio; lo fa anche a nome degli altri Apostoli. In risposta, il Signore gli rivela la missione che intende affidargli, quella cioè di essere la 'pietra', la 'roccia', il fondamento visibile su cui è costruito l’intero edificio spirituale della Chiesa. Ma in che modo Pietro è la roccia? Come egli deve attuare questa prerogativa, che naturalmente non ha ricevuto per se stesso? Il racconto dell’evangelista Matteo ci dice anzitutto che il riconoscimento dell’identità di Gesù pronunciato da Simone a nome dei Dodici non proviene 'dalla carne e dal sangue', cioè dalle sue capacità umane, ma da una particolare rivelazione di Dio Padre. Invece subito dopo, quando Gesù preannuncia la sua passione, morte e risurrezione, Simon Pietro reagisce proprio a partire da 'carne e sangue': egli 'si mise a rimproverare il Signore: … questo non ti accadrà mai' (16,22). E Gesù a sua volta replicò: 'Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo...' (v. 23). Il discepolo che, per dono di Dio, può diventare solida roccia, si manifesta anche per quello che è, nella sua debolezza umana: una pietra sulla strada, una pietra in cui si può inciampare".

"Appare qui evidente la tensione che esiste tra il dono che proviene dal Signore e le capacità umane; e in questa scena tra Gesù e Simon Pietro vediamo in qualche modo anticipato il dramma della storia dello stesso papato, caratterizzata proprio dalla compresenza di questi due elementi: da una parte, grazie alla luce e alla forza che vengono dall’alto, il papato costituisce il fondamento della Chiesa pellegrina nel tempo; dall’altra, lungo i secoli emerge anche la debolezza degli uomini, che solo l’apertura all’azione di Dio può trasformare".

"E nel Vangelo di oggi emerge con forza la chiara promessa di Gesù: 'le porte degli inferi', cioè le forze del male, non potranno avere il sopravvento, 'non praevalebunt'. (...) Pietro dovrà essere difeso dalle 'porte degli inferi', dal potere distruttivo del male. (...) Pietro viene rassicurato riguardo al futuro della Chiesa, della nuova comunità fondata da Gesù Cristo e che si estende a tutti i tempi, al di là dell’esistenza personale di Pietro stesso".

"Passiamo ora al simbolo delle chiavi, che abbiamo ascoltato nel Vangelo. (...). La chiave rappresenta l’autorità sulla casa di Davide. E nel Vangelo c’è un’altra parola di Gesù rivolta agli scribi e ai farisei, ai quali il Signore rimprovera di chiudere il regno dei cieli davanti agli uomini. Anche questo detto ci aiuta a comprendere la promessa fatta a Pietro: a lui, in quanto fedele amministratore del messaggio di Cristo, spetta di aprire la porta del Regno dei Cieli, e di giudicare se accogliere o respingere. Le due immagini – quella delle chiavi e quella del legare e sciogliere – esprimono pertanto significati simili e si rafforzano a vicenda. (...) Il parallelismo 'sulla terra … nei cieli' garantisce che le decisioni di Pietro nell’esercizio di questa sua funzione ecclesiale hanno valore anche davanti a Dio".

"Alla luce di questi parallelismi, appare chiaramente che l’autorità di sciogliere e di legare consiste nel potere di rimettere i peccati. E questa grazia, che toglie energia alle forze del caos e del male, è nel cuore del mistero e del ministero della Chiesa. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio, bisognosi di essere purificati attraverso la Croce di Gesù Cristo. I detti di Gesù sull’autorità di Pietro e degli Apostoli lasciano trasparire proprio che il potere di Dio è l’amore, l’amore che irradia la sua luce dal Calvario".

"La tradizione iconografica raffigura san Paolo con la spada, e noi sappiamo che questa rappresenta lo strumento con cui egli fu ucciso. Leggendo, però, gli scritti dell’Apostolo delle genti, scopriamo che l’immagine della spada si riferisce a tutta la sua missione di evangelizzatore. (...) Non certo la battaglia di un condottiero, ma quella di un annunciatore della Parola di Dio, fedele a Cristo e alla sua Chiesa, a cui ha dato tutto se stesso. E proprio per questo il Signore gli ha donato la corona di gloria e lo ha posto, insieme con Pietro, quale colonna nell’edificio spirituale della Chiesa".

"Cari Metropoliti: il Pallio che vi ho conferito vi ricorderà sempre che siete stati costituiti nel e per il grande mistero di comunione che è la Chiesa, edificio spirituale costruito su Cristo pietra angolare e, nella sua dimensione terrena e storica, sulla roccia di Pietro. Animati da questa certezza, sentiamoci tutti insieme cooperatori della verità, la quale – sappiamo – è una e 'sinfonica', e richiede da ciascuno di noi e dalle nostre comunità l’impegno costante della conversione all’unico Signore nella grazia dell’unico Spirito".

CARDINALE JOSEPH ZE-KIUN ZEN INVIATO SPECIALE CENTENARIO NASCIATA BEAT PETER ToROT

Città del Vaticano, 30 giugno 2012 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera con la quale il Santo Padre ha nominato il Cardinale Joseph Ze-Kiun Zen, S.D.B.,  Vescovo emerito di Hong Kong (Cina), Suo Inviato Speciale alla celebrazione del Centenario della nascita del Beato Peter ToRot, catechista e martire della Papua Nuova Guinea, in programma a Rabaul (Papua Nuova Guinea), il 7 luglio 2012.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Vescovo Rochus Josef Tatamai, M.S.C., (Papua Nuova Guinea), di Bereina, il cui padre, deceduto recentemente, era nipote del Beato e da Don Francis Meli, sacerdote della diocesi di Rabaul e Vicario giudiziario del Tribunale arcidiocesano di prima istanza.

DAL 3 LUGLIO SANTO PADRE SI TRASFERISCE A CASTEL GANDOLFO

Città del Vaticano, 30 giugno 2012 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia informa oggi che il Santo Padre si trasferirà martedì 3 luglio nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Nel periodo estivo sono sospese tutte le Udienza private e speciali. Le Udienze generali del mercoledì - sospese nel mese di luglio - riprenderanno da mercoledì 1° agosto a Castel Gandolfo. Nelle domeniche e nelle solennità durante il periodo estivo la preghiera mariana dell'Angelus avrà luogo nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

ARCIVESCOVI METROPOLITI, MANIFSTAZIONE VISIBILE UNIVERSALITÀ DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 30 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto gli Arcivescovi Metropoliti, nominati nel corso dell'anno, ai quali ieri ha imposto il sacro Pallio, nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli. Ai Presuli che erano accompagnati dai familiari il Papa ha rivolto un discorso in diverse lingue.

"La presenza degli Arcivescovi Metropoliti, che provengono da diverse parti del mondo, manifesta in modo visibile l’universalità della Chiesa, chiamata a far conoscere Cristo e annunciare il Vangelo in tutti i continenti e nelle varie lingue. (...) Vi assicuro la mia costante preghiera, affinché possiate svolgere con gioia e fedeltà il vostro ministero episcopale, per edificare nella carità le vostre Comunità diocesane, sostenendole nella testimonianza della fede e aiutandole ad evidenziare sempre più il rinnovato entusiasmo dell’incontro con la persona di Cristo. (...) Portate nelle vostre comunità l'esperienza di intensa spiritualità e di autentica unità evangelica di queste giornate, affinché essa tocchi il cuore dei credenti e si riverberi nell'intera società, lasciando tracce di bene".

GESÙ È VENUTO A LIBERARE L'ESSERE UMANO NELLA SUA TOTALITÁ


Città del Vaticano, 1 luglio (VIS). La guarigione miracolosa della figlia di Giairo e della donna che soffriva di emorragia, narrata dall'Evangelista Marco, è stato il tema delle meditazioni precedenti la recita dell'Angelus di questa domenica.

Ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha spiegato che i due episodi presentano due livelli di lettura: "quello puramente fisico: Gesù si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo; e quello spirituale: Gesù è venuto a guarire il cuore dell’uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui". Le due guarigioni dimostrano nuovamente che Gesù è venuto "a liberare l'essere umano nella sua totalità. "Prima avviene la guarigione fisica, ma questa è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede".

"Questi due racconti di guarigione sono per noi un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita. A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona".

"Gesù che si fa attento alla sofferenza umana ci fa pensare anche a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l’assistenza religiosa nelle case di cura. Essi sono 'riserve di amore', che recano serenità e speranza ai sofferenti. Nell’Enciclica 'Deus caritas est' osservavo che, in questo prezioso servizio, occorre innanzitutto la competenza professionale - essa è una prima fondamentale necessità - ma da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, che hanno bisogno di umanità e dell'attenzione del cuore".

"Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono nella sofferenza nel corpo e nello spirito".

Dopo la recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha auspicato, in diverse lingue, che il tempo delle vacanze sia "un'opportunità di rafforzare la fede con la preghiera e la carità".

giovedì 28 giugno 2012

IL PAPA RICORDA INIZIATIVE ECUMENICHE DEL PATRIARCA ATENAGORAS E DEI PONTEFICI GIOVANNI XXIII E PAOLO VI


Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). In occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata dal Patriarca Bartolomeo I, nel contesto del tradizionale scambio di visite fra la Chiesa di Roma e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, nella festa dei rispettivi Patroni.

La Delegazione, che ha consegnato al Papa un messaggio del Patriarca Bartolomeo I, era composta  dal Metropolita di Francia Sua Eminenza Emmanuel Adamakis; dal Vescovo di Philomelion (Usa), Sua Grazia Ilias Katre e dal Reverendo Diacono Paisios Kokkinakis, del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico.

"La festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo - ha detto Benedetto XVI ai rappresentanti del Patriarcato Ecumenico - ci dona la possibilità di ringraziare insieme il Signore per le opere straordinarie che Egli ha compiuto e continua a compiere attraverso gli Apostoli nella vita della Chiesa. È la loro predicazione, suggellata dalla testimonianza del martirio, che è il fondamento solido e perenne sul quale si edifica la Chiesa, ed è nella fedeltà al deposito della fede trasmesso dagli Apostoli, che noi troviamo le radici della comunione di cui facciamo già l'esperienza tra di noi".

"Nel nostro incontro di oggi, mentre affidiamo all'intercessione dei gloriosi Apostoli e Martiri Pietro e Paolo la nostra supplica perché il Signore (...) ci accordi di giungere presto al giorno benedetto quando potremo condividere la tavola eucaristica, noi eleviamo le nostre voci nell'inno a Dio per il cammino di pace e di riconciliazione che Egli ci concede di percorrere insieme. Quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio ecumenico Vaticano II (...). Ed è in concomitanza con questo Concilio, al quale, come sapete bene, erano presenti alcuni rappresentanti del Patriarcato ecumenico in qualità di Delegati fraterni, che ebbe inizio una nuova ed importante fase dei rapporti fra le nostre Chiese. Vogliamo lodare il Signore innanzitutto per la riscoperta della profonda fraternità che ci lega, e anche per il cammino percorso in questi anni dalla Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme, con l'augurio che si possano realizzare progressi nella fase attuale".

"Ricordando l'anniversario del Concilio Vaticano II, mi sembra giusto fare memoria della figura e dell'attività dell'indimenticabile Patriarca ecumenico Atenagora, del quale fra qualche giorno ricorre il quarantesimo anniversario della morte, che con il Beato Papa Giovanni XXIII ed il Servo di Dio Papa Paolo VI, animati da questa passione per l'unità della Chiesa che scaturisce dalla fede in Cristo Signore, si fecero promotori di iniziative coraggiose che hanno aperto la strada a relazioni rinnovate fra il Patriarcato ecumenico e la Chiesa cattolica. È per me motivo di particolare gioia constatare come Sua Santità Bartolomeo I segue, con fedeltà rinnovata e con feconda creatività, il cammino tracciato dai suoi predecessori, i Patriarchi Atenagora e Dimitirios, distinguendosi a livello internazionale per la sua apertura al dialogo fra i cristiani e per l'impegno al servizio dell'annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo".

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI attributi all'intercessione:

 - del Venerabile Servo di Dio Luca Passi, Sacerdote Diocesano, Fondatore della Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea; italiano (1789-1866);

- della Venerabile Serva di Dio Francesca De Paula De Jesús, detta Nhá Chica, Laica; brasiliana, (1808-1895);

MARTIRIO

- dei Servi di Dio Emanuele Borrás Ferré, Vescovo Ausiliare di Tarragona, e Agapito Modesto (al secolo: Modesto Pamplona Falguera), dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nonché 145 Compagni; uccisi, in odio alla Fede, in Spagna dal 1936 al 1939;

- del Servo di Dio Giuseppe Puglisi, Sacerdote Diocesano; nato a Palermo (Italia) il 15 settembre 1937 ed ivi ucciso, in odio alla Fede, il 15 settembre 1993;

- dei Servi di Dio Ermenegildo dell'Assunzione (al secolo: Ermenegildo Iza y Aregita) e 5 Compagni, dell'Ordine della Ss.ma Trinità; uccisi, in odio alla Fede, in Spagna nel 1936;

- della Serva di Dio Vittoria di Gesù (al secolo: Francesca Valverde González), Religiosa del Pio Istituto Calasanziano della Divina Pastora; spagnola (1888-1937) ed uccisa, in odio alla Fede, in Spagna il 13 gennaio 1937;

- del Servo di Dio Devasahayam (Lazaro) Pillai, Laico; indiano (1712-1752) ucciso, in odio alla Fede, ad Aral Kurusady (India) il 14 gennaio 1752;

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, Cardinale di Santa Romana Chiesa; italiano (1810-1877);

- del Servo di Dio Fulton Sheen, Arcivescovo titolare di Newport, già Vescovo di Rochester; nordamericano (1895-1979);

- del Servo di Dio Álvaro Del Portillo y Diez de Sollano, Vescovo titolare di Vita, Prelato della Prelatura Personale della Santa Croce e dell'Opus Dei; spagnolo (1914-1994);

- del Servo di Dio Ludovico Tijssen, Sacerdote Diocesano; olandese (1865-1929);

- del Venerabile Servo di Dio Cristoforo di Santa Caterina (al secolo: Cristoforo Fernández Valladolid), Sacerdote, Fondatore della Congregazione e dell'Ospedale di Gesù Nazareno di Córdoba; spagnolo (1638-1690);

- della Serva di Dio Maria del Sacro Cuore (al secolo: Maria Giuseppa Fitzbach), Vedova, Fondatrice delle Ancelle del Cuore Immacolato di Maria, chiamate Suore del Buon Pastore di Québec; canadese (1806-1885);

- della Serva di Dio Maria Angelina Teresa (al secolo: Brigida Teresa McCrory), Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane per gli anziani e gli infermi; irlandese (1893-1984);

- della Serva di Dio Maria Margherita (al secolo: Adelaide Bogner), Monaca professa dell'Ordine della Visitazione; ungherese (1905-1933);

- della Serva di Dio Ferdinanda Riva, Suora professa dell'Istituto delle Figlie della Carità; italiana, (1920-1956);

Il 10 maggio 2012 il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il martirio del Servo di Dio Giovanni Huguet y Cardona, Sacerdote Diocesano; nato ad Alayor (Spagna) il 28 gennaio 1913 ed ucciso, in odio alla Fede, a Ferrerías (Spagna) il 23 luglio 1936.


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE LUGLIO 2012

Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di luglio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché tutti possano avere un lavoro e svolgerlo in condizioni di stabilità e di sicurezza".

Missionaria: "Perché i volontari cristiani, presenti nei territori di missione, sappiano dare testimonianza della carità di Cristo".

UDIENZE

Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mordechay Lewy, Ambasciatore di Israele, in visita di congedo.

- La Signora A.H. Lamia Mekhemar, Ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto in visita di Congedo.

- Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo dell'Arcidiocesi metropolitana di Gorizia (superficie: 1.030; popolazione: 186.627; cattolici: 181,027; sacerdoti: 122; religiosi: 309; diaconi permanenti: 13), Italia. Finora Vescovo Ausiliare di Milano (Italia), succede all'Arcivescovo Dino De Antoni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- In data 16 giugno il Santo Padre ha nominato il Reverendo Marcel Damphousse Vescovo della Diocesi di Alexandria - Cornwall in Canada (superficie: 1.290; popolazione: 90.100; cattolici: 56.042; sacerdoti: 40; religiosi: 35; diaconi permanenti: 19), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Saint Joseph (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1994 al 2000 è stato Parroco di Notre-Dame-de-la-Nativité a Somerset. Dal 1996 è stato Parroco di Saint-Léon. Dal 2003 al 2008 è stato Direttore diocesano per le Vocazioni e Cappellano del St. Boniface High School. Dal 2008 è stato Rettore della Basilica Cattedrale di Saint-Boniface e membro del Consiglio diocesano degli Affari Economici.

- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Józef Nowacki, Nunzio Apostolico in Svezia e Islanda, finora Nunzio Apostolico in Nicaragua.

AVVISO

Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Domani, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni dell'Alma Città di Roma, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno lunedì 2 luglio.

mercoledì 27 giugno 2012

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA SU RIUNIONI IOR


Città del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS).- “Questa mattina si è riunito il Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione, attualmente composto – com’è noto - dal Vice Presidente, Dr Ronaldo Hermann Schmitz, dal prof. Carl Albert Anderson, dal Dr Antonio Maria Marocco e dal Dr Manuel Soto Serrano”.

Successivamente, il Consiglio ha riferito alla Commissione cardinalizia di vigilanza, presieduta dal Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato”

Si è trattato di due incontri molto utili per condividere informazioni e proposte sia per la gestione ordinaria, sia per l’individuazione dei criteri di professionalità ed esperienza universalmente riconosciuti in vista della scelta del nuovo Presidente del Consiglio di Sovrintendenza”.

Papa Benedetto XVI segue da vicino l’attuale situazione dell’Istituto per le Opere di Religione e viene costantemente informato dal Cardinale Segretario di Stato”.

IL SIGNORE CHE ADORIAMO È COLUI CHE SI CHINA A LAVARE I PIEDI AGLI APOSTOLI NELL'ULTIMA CENA

Città del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS). La Lettera ai Filippesi, testamento spirituale di San Paolo, è stato il tema della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

L'Apostolo delle genti dettò la Lettera ai Filippesi mentre era in prigione e sentiva prossima la morte. Nell'ultimo capitolo c'è un forte invito alla gioia "caratteristica fondamentale del nostro essere cristiani", ha spiegato il Santo Padre.  "Ma come si può gioire di fronte a una condanna a morte ormai imminente? Da dove o meglio da chi san Paolo trae la serenità, la forza, il coraggio di andare incontro al martirio e all’effusione del sangue?".

Troviamo la risposta al centro della Lettera ai Filippesi, in quello che la tradizione cristiana denomina 'carmen Christo', il canto per Cristo, o (...) 'inno cristologico'; un canto "che riassume l'itinerario divino e umano del Figlio di Dio" e che si apre con una esortazione: "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù". "Si tratta - ha detto il Papa - non solo di seguire l’esempio di Gesù, ma di coinvolgere tutta l’esistenza nel suo modo di pensare e di agire".

Questo Inno a Cristo parte dal suo essere "nella condizione di Dio"; una condizione che "Gesù, vero Dio e vero uomo, non vive (...) per trionfare  o per imporre la sua supremazia (...), Anzi, 'spogliò', svuotò se stesso, assumendo (...) la 'forma di schiavo', la realtà umana segnata dalla sofferenza, dalla povertà, dalla morte; si è assimilato pienamente agli uomini, tranne che nel peccato".

San Paolo continua delineando il quadro "storico" nel quale trascorse la vita terrena di Gesù fino alla morte di Croce. "Sulla croce Gesù Cristo ha raggiunto il massimo grado dell’umiliazione, perché la crocifissione era la pena riservata agli schiavi e non alle persone libere". Però "Nella Croce di Cristo l’uomo viene redento e l’esperienza di Adamo è rovesciata. Adamo, creato a immagine e somiglianza di Dio, pretese di essere come Dio, (...). Gesù, invece, pur essendo 'nella condizione di Dio', si è abbassato, si è immerso nella condizione umana, nella totale fedeltà al Padre, per redimere l’Adamo che è in noi e ridare all’uomo la dignità che aveva perduto".

"La logica umana, invece - ha proseguito il Pontefice - ricerca spesso la realizzazione di se stessi nel potere, nel dominio, nei mezzi potenti. L’uomo continua a voler costruire con le proprie forze la torre di Babele per raggiungere l’altezza di Dio, per essere come Dio. L’Incarnazione e la Croce ci ricordano che la piena realizzazione sta nel conformare la propria volontà umana a quella del Padre, nello svuotarsi di sé stessi, del proprio egoismo, per riempirsi dell’amore, della carità di Dio e così diventare veramente capaci di amare gli altri".

"Nella seconda parte di questo 'inno cristologico' della Lettera ai Filippesi, il soggetto cambia; non è più Cristo, ma è Dio Padre. (...) Colui che si è profondamente abbassato prendendo la condizione di schiavo, viene esaltato, innalzato sopra ogni cosa dal Padre, che gli dà il nome di (...), 'Signore', la suprema dignità e signoria. (...) Il Gesù che viene esaltato è quello dell’Ultima Cena" che "si china a lavare i piedi agli Apostoli. (...) Questo è importante ricordarlo sempre nella nostra preghiera e nella nostra vita".

"L’inno della Lettera ai Filippesi ci offre qui due indicazioni importanti per la nostra preghiera. La prima è l’invocazione 'Signore' rivolta a Gesù Cristo, (...) è Lui l’unico Signore della nostra vita, in mezzo ai tanti 'dominatori' che la vogliono indirizzare e guidare. Per questo, è necessario avere una scala di valori in cui il primato spetta a Dio". 

"La seconda indicazione è la prostrazione, il 'piegarsi di ogni ginocchio' nella terra e nei cieli, (...) l’adorazione che tutte le creature devono a Dio. (...) Quando ci inginocchiamo davanti al Signore noi confessiamo la nostra fede in Lui, riconosciamo che è Lui l’unico Signore della nostra vita".

"All’inizio della catechesi - ha concluso Benedetto XVI - ci siamo chiesti come san Paolo potesse gioire di fronte al rischio imminente del martirio e della sua effusione del sangue. Questo è possibile soltanto perché l’Apostolo non ha mai allontanato il suo sguardo da Cristo sino a diventargli conforme nella morte".


RITO DI BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DEI PALLI E NOMI ARCIVESCOVI METROPOLITI

 7 giugno 2012 (VIS). In una Nota, la Sala Stampa della Santa Sede informa circa il nuovo svolgimento del Rito di benedizione e imposizione del Pallio che sarà imposto ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, il 29 giugno prossimo, Solennità di Pietro e Paolo, Apostoli.

Lo svolgimento del Rito di benedizione e imposizione dei palli agli Arcivescovi Metropoliti rimane sostanzialmente invariato. Tuttavia, da quest’anno, nella logica di uno sviluppo nella continuità, si è pensato semplicemente a una diversa collocazione del Rito stesso, che avrà luogo prima dell’inizio della Celebrazione eucaristica.

La modifica è stata approvata dal Santo Padre ed è dovuta ai seguenti motivi:

1. Abbreviare la lunghezza del Rito. Infatti, si darà lettura dell’elenco dei nuovi Arcivescovi Metropoliti appena prima dell’ingresso della processione iniziale e del canto del “Tu es Petrus”, al di fuori della Celebrazione. Quando il Santo Padre sarà giunto all’altare avrà poi subito luogo il Rito dei palli.

2. Evitare che la Celebrazione eucaristica sia “interrotta” da un Rito piuttosto lungo (il numero dei Metropoliti si aggira ormai ogni anno intorno ai 45), che potrebbe rendere più difficile la partecipazione attenta e raccolta alla Santa Messa.

3. Attenersi maggiormente allo svolgimento del Rito di imposizione del pallio, così come previsto nel Cæremoniale Episcoporum, ed evitare che, a motivo della collocazione dopo l’omelia – come avveniva in precedenza - si possa pensare a un Rito sacramentale. Infatti i Riti che vengono inseriti nella Celebrazione eucaristica dopo l’omelia sono normalmente riti sacramentali: battesimo, confermazione, ordinazione, matrimonio, unzione degli infermi. La imposizione del pallio non ha invece in alcun modo natura sacramentale.

Di seguito riportiamo i nomi degli Arcivescovi Metropoliti che ricevono quest'anno il Sacro Pallio:

1. Cardinale Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlino (Germania).

2. Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico).

3. Arcivescovo Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia (Italia).

4. Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, di Tucumán (Argentina).

5. Arcivescovo Mario Alberto Molina Palma, O.A.R., di Los Altos, Quetzaltenango - Totonicapán (Guatemala).

6. Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia (Stati Uniti d'America).

7. Arcivescovo Luc Cyr, di Sherbrooke (Canada).

8. Arcivescovo Salvador Piñeiro Garcia-Calderón, di Ayacucho o Huamanga (Perù).

9. Arcivescovo Francesco Panfilo, S.D.B., di Rabaul (Papua Nuova Guinea).

10. Arcivescovo Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O. de M., di Ciudad Bolivar (Venezuela).

11. Arcivescovo Stanislaw Budzik, di Lublin (Polonia).

12. Arcivescovo Wilson Tadeu Jönck, S.C.I., di Florianópolis (Brasile).

13. Arcivescovo Paul-André Durocher, di Gatineau (Canada).

14. Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine).

15. Arcivescovo Patrick D'Rozario, C.S.C., di Dhaka (Bangladesh).

16. Arcivescovo Wiktor Pawel Skworc, Arcivescovo di Katowice (Polonia).

17. Arcivescovo Jose F. Advincula, di Capiz (Filippine.

18. Arcivescovo Filippo Santoro, di Taranto (Italia).

19. Arcivescovo José Francisco Rezende Dias, di Niterói (Brasile).

20. Arcivescovo Esmerealdo Barreto de Farias, Ist. del Prado, di Porto Velho (Brasile).

21. Arcivescovo Jaime Vieira Rocha, di Natal (Brasile).

22. Arcivescovo Joseph Harris, C.S.Sp., di Port of Spain (Trinidad e Tobago).

23. Arcivescovo Waclaw Depo, di Czestochowa (Polonia).

24. Arcivescovo Ignatius Chama, di Kasama (Zambia).

25. Arcivescovo Pascal Wintzer, di Poitiers (Francia).

26. Arcivescovo John Moolachira, di Guwahati (India).

27. Arcivescovo William Charles Skurla, di Pittsburgh dei Bizantini (Stati Uniti d'America).

28. Arcivescovo Joseph Coutts, di Karachi (Pakistan).

29. Arcivescovo Romulo Geolina Valles, di Davao (Filippine).

30 Arcivescovo Airton José dos Santos, di Campinas (Brasile).

31. Arcivescovo Timothy Costelloe, S.D.B., di Perth (Australia).

32. Arcivescovo Jacinto Furtado de Brito Sobrinho, di Teresina (Brasile).

33. Arcivescovo Thomas D'Souza, di Calcutta (India).

34. Arcivescovo Arrigo Miglio, di Cagliari (Italia).

35. Arcivescovo John F. Du, di Palo (Filippine).

36. Arcivescovo Paulo Mendes Peixoto, di Uberaba (Brasile).

37. Arcivescovo Christian Lépine, di Montréal (Canada).

38. Arcivescovo William Edward Lori, di Baltimore (Stati Uniti d'America).

39. Arcivescovo Mark Benedicty Coleridge, di Brisbane (Australia).

40. Arcivescovo Jesús Carlos Cabrero Romero, di San Luis Potosí (Messico).

41. Arcivescovo Andrew Yeom Soo Jung, di Seoul (Corea).

42. Arcivescovo Benedito Roberto, C.S.Sp., di Malanje (Angola).

43. Arcivescovo Alfred Adewale Martins, di Lagos (Nigeria).

44. Arcivescovo Samuel Joseph Aquila, di Denver (Stati Uniti d'America).


Ai seguenti Presuli il Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane:

45. Arcivescovo Gabriel Justice Yaw Anokye, di Kumasi (Ghana).

46. Arcivescovo Valéry Vienneau, di Moncton (Canada).

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Peter Brignall, Vescovo di Wrexham (superficie: 8.361; popolazione: 715.000; cattolici: 38.706; sacerdoti: 60; religiosi: 140; diaconi permanenti: 10), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Londra (Gran Bretagna) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Fino al 1980 è stato Vicario Parrocchiale nelle Parrocchie  "Blessed Sacrament" e "Our Lady Star of the Sea". Dal 1980 al 1984 ha servito come Cappellano all"University College North Wales, Bangor e al NHS Hospital, Bangor. Successivamente è stato Parroco di Knighton & Presteigne. Dal 1987 al 1997 è stato Parroco di "Our Lady of the Immaculate Conception", Bangor. Nel 1999 è diventato Decano della Cattedrale di "Our Lady of Sorrows". Finora Vicario Generale della Diocesi di Wrexham, succede al Vescovo Edwin Regan, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote José Eudes Campos do Nascimento, Vescovo della Diocesi di Leopoldina (superficie: 8.491; popolazione: 595.000; cattolici: 416.000; sacerdoti: 63; religiosi: 20), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Barbacena (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1995. Nell'Arcidiocesi di Mariana ha svolto gli incarichi di Vicario parrocchiale, Amministratore parrocchiale, Assessore arcivescovile per la Pastorale giovanile, Parroco, Direttore Spirituale del Seminario Maggiore, Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, Rappresentante dei Presbiteri dell'Arcidiocesi presso gli organismi ecclesiali regionali e nazionali. È stato finora Vicario Episcopale della regione nord dell'Arcidiocesi di Mariana e Parroco della Parrocchia "Santa Efigênia" a Ouro Preto.

- Ha nominato il Vescovo Eduardo Carmona Ortega, C.O.R.C., Vescovo di Parral (superficie: 43.624; popolazione: 323.000; cattolici: 293.000; sacerdoti: 58; religiosi: 70; diaconi permanenti: 10). È stato finora Vescovo di Puerto Escondido (Messico).

- Ha nominato il Sacerdote Sérgio de Deus Borges, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 685.000; cattolici: 5.611.000; sacerdoti: 867; religiosi: 2.153; diaconi permanenti: 63), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Alfredo Wagner (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993 nella Diocesi  di Cornélio Procópio, nella quale ha svolto gli incarichi di Parroco, Assessore della pastorale per la gioventù, per la famiglie e per i carcerati; è stato Direttore Spirituale del Movimento "Serra Clube"; dal 1993 al 1994 è stato Professore del Seminario "Menino Deus" e dal 1995 al 2011 è stato Professore e Rettore del Seminario Maggiore "São José" a Jataizinho. Dal 2007 è stato Docente e Direttore di Studio dell'Istituto di Teologia di Londrina e Presidente del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Londrina. Dal 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Immaculada Conceição a Jataizinho.

martedì 26 giugno 2012

"NON SIETE E NON SARETE SOLI", DICE IL PAPA AI TERREMOTATI EMILIA ROMAGNA


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Questa mattina alle 9:00, Benedetto XVI è partito in elicottero dall'eliporto vaticano per una visita nelle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna, sottoposta dal 20 maggio scorso a forti scosse di terremoto che hanno causato numerose vittime e centinaia di feriti. Il sisma ha obbligato migliaia di persone ad abbandonare la propria casa, ha danneggiato gravemente edifici storici, le infrastrutture e l'economia di tutta la zona.

L'elicottero del Papa è atterrato alle 10:30 nel campo sportivo di San Marino di Carpi (Modena) dove è stato accolto dal Vescovo della Diocesi, Monsignor Francesco Cavina e dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli. Quindi a bordo di un pulmino, Benedetto XVI ha raggiunto Rovereto di Novi, dove ha sostato alcuni momenti davanti alla Chiesa di Santa Caterina di Alessandria, nella quale ha perso la vita il parroco Ivan Martini. A bordo di una jeep, il Santo Padre ha salutato i presenti e quindi ha raggiunto la piazza centrale di Rovereto per l'incontro con la popolazione. All'incontro hanno assistito arcivescovi e vescovi delle zone terremotate: Bologna, Carpi, Modena, Mantova, Ferrara e Reggio Emilia.

Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso pronunciato dal Pontefice.

"Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito in modo sempre più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi. E ringrazio il Signore che me lo ha concesso!. (...) Saluto con grande affetto con voi, qui riuniti, e abbraccio con la mente e con il cuore tutti i paesi, tutte le popolazioni che hanno subito danni dal sisma, specialmente le famiglie e le comunità che piangono i defunti: il Signore li accolga nella sua pace".

"Sapevo infatti che, oltre a patire le conseguenze materiali, eravate messi alla prova nell’animo, per il protrarsi delle scosse, anche forti; come pure dalla perdita di alcuni edifici simbolici dei vostri paesi, e tra questi in modo particolare di tante chiese. Qui a Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa – che ho appena visto – ha perso la vita Don Ivan Martini. Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come già è avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio".

"Come sapete, noi sacerdoti – ma anche i religiosi e non pochi laici – preghiamo ogni giorno con il cosiddetto 'Breviario', che contiene la Liturgia delle Ore, la preghiera della Chiesa che scandisce la giornata. Preghiamo con i Salmi (...) Perché vi dico questo? (...) Perché in questi giorni ho incontrato, pregando il Salmo 46, questa espressione che mi ha toccato: 'Dio è per noi rifugio e fortezza, / aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra, / se vacillano i monti nel fondo del mare' (Sal 46,2-3). Quante volte ho letto queste parole? Innumerevoli volte! Da sessantun anni sono sacerdote! Eppure in certi momenti, come questo, esse colpiscono fortemente, perché toccano sul vivo, danno voce a un’esperienza che adesso voi state vivendo, e che tutti quelli che pregano condividono. Ma – vedete – queste parole del Salmo non solo mi colpiscono perché usano l’immagine del terremoto, ma soprattutto per ciò che affermano riguardo al nostro atteggiamento interiore di fronte allo sconvolgimento della natura: un atteggiamento di grande sicurezza, basata sulla roccia stabile, irremovibile che è Dio. Noi 'non temiamo se trema la terra' – dice il salmista – perché 'Dio è per noi rifugio e fortezza', è 'aiuto infallibile … nelle angosce'".

"Queste parole sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che può imprimersi più profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realtà, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, che è naturale, e la sicurezza che afferma non è quella di super-uomini che non sono toccati dai sentimenti normali. La sicurezza di cui parla è quella della fede, per cui, sì, ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù, come sappiamo – ma c’è, in tutta la paura e l’angoscia, soprattutto la certezza che Dio è con noi me (...)". Il "suo Amore (...) è solido come una roccia. Questo Amore noi lo vediamo in Cristo Crocifisso, che è il segno al tempo stesso del dolore, della sofferenza, e dell’amore. E’ la rivelazione di Dio Amore, solidale con noi fino all’estrema umiliazione".

"Su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire. Sulle macerie del dopoguerra – non solo materiali – l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace. Voi siete gente che tutti gli italiani stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura. Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale, e affronterete ogni cosa con pazienza e determinazione, respingendo le tentazioni che purtroppo sono connesse a questi momenti di debolezza e di bisogno".

"La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli! In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e tanto dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per esprimervi vicinanza, solidarietà, affetto; e questo attraverso tanti segni e aiuti concreti. La mia presenza in mezzo a voi vuole essere uno di questi segni di amore e di speranza. Guardando le vostre terre ho provato profonda commozione davanti a tante ferite, ma ho visto anche tante mani che le vogliono curare insieme a voi; ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio, e questo è il segno più bello e luminoso".

"Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma, con amore, si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro (cfr Lc 10,29-37). La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie".

Al termine del discorso, il Santo Padre ha salutato i Rappresentanti delle diverse categorie presenti. Quindi si trasferisce in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi da dove, alle ore 12:00, è partito in elicottero per rientrare a Roma poco dopo le 13:30.

NOTA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla nomina dell'Arcivescovo Augustine Di Noia, O.P., a Vice-Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei":

"Papa Benedetto XVI ha nominato l’Arcivescovo Augustine Di Noia, O.P., Vice Presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. La nomina di un Presule di alto rango a tale incarico è segno della sollecitudine pastorale del Santo Padre per i cattolici tradizionalisti in comunione con la Santa Sede e del suo grande desiderio di riconciliazione con le comunità tradizionaliste non in unione con la Sede di Pietro. Presidente della Commissione è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale William J. Levada".

"La Pontificia Commissione “Ecclesai Dei” è stata istituita nel 1988 dal Beato Papa Giovanni Paolo II per facilitare la 'piena comunione ecclesiale di sacerdoti, seminaristi, comunità religiose o singoli finora legati in vari modi alla Fraternità fondata dall’Arcivescovo Lefebvre', e per promuovere la cura pastorale dei fedeli che seguono l’antica tradizione liturgica latina della Chiesa cattolica. Nel 2009, la Pontificia Commissione era strutturalmente connessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede per esaminare le questioni dottrinali del corrente dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale di San Pio X".

"In qualità di eminente teologo domenicano, l’Arcivescovo Di Noia ha dedicato molta attenzione a queste questioni dottrinali e alla priorità dell’ermeneutica di continuità e di riforma nella giusta interpretazione del Concilio Vaticano II – una area di cruciale importanza nel dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale. Sotto la guida del Cardinale Levada, con l’assistenza di Monsignor Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione, negli ultimi tre anni il dialogo è andato avanti".

"In precedenza, l’Arcivescovo Di Noia è stato Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dove, insieme con il Prefetto, Cardinale Antonio Canizares, ha curato la riorganizzazione del Dicastero e la preparazione di un nuovo Regolamento seguendo le direttive del “motu proprio” di Benedetto XVI (30 agosto 2011) “Quaerit Semper”. L’esperienza dell’Arcivescovo Di Noia e la continua associazione con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti faciliterà lo sviluppo di alcune condizioni liturgiche nella celebrazione del “Missale Romanum” del 1962".

"Inoltre, il grande rispetto che l’Arcivescovo Di Noia gode nella Comunità ebraica sarà di aiuto nell’affrontare alcune questioni sorte nelle relazioni Cattolico-Ebraiche, mentre ha fatto progressi il cammino verso la riconciliazione delle comunità tradizionaliste".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Merlo-Moreno (Argentina), presentata dal Vescovo Fernando María Bargallò, ai sensi del canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato il Vescovo Alcides Jorge Pedro Casaretto, emerito della Diocesi di San Isidro (Argentina), Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" della medesima Diocesi.

- Ha nominato l'Arcivescovo Jean-Louis Brugues, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, finora Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Succede al Cardinale Ennio Antonelli, del quale il Santo Padre accettato la rinunzia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Ha nominato il Vescovo Arthur Roche, finora Vescovo di Leeds, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

-  Ha nominato il Vescovo Protase Rugambwa, di Kigoma (Tanzania), Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie.  Succede all'Arcivescovo Piergiuseppe Vacchelli, del quale il Santo Padre ha accolto la rinunzia presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignor Krzysztof Józef Nykiel, Reggente della Penitenzieria Apostolica. Finora Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, succede al Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico, presentata per raggiunti limiti d'età.
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