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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 febbraio 2012

POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012(VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione della seguente presa di possesso:

Domenica 26 febbraio 2012, alle ore 11:00, il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, prenderà possesso della Diaconia di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio, Largo Nostra Signora di Coromoto, 2.

INCONTRO CON I PARROCI DI ROMA

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i parroci e i sacerdoti del clero della Diocesi di Roma - di cui il Pontefice è il Vescovo - che come di consueto riceve all'inizio della Quaresima. L'udienza si svolge in forma di "lectio divina": dopo la lettura di un frammento della Lettera di San Paolo agli Efesini (4,1 - 16), il Papa ha commentato il testo. Al termine la recita del Padre Nostro e la Benedizione Apostolica.

NELLA NOSTRA CONDIZIONE MORTALE ACCOGLIAMO DIO E SPERIAMO NELLA RISURREZIONE

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha presieduto la tradizionale processione penitenziale dalla Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino, alla Basilica di Santa Sabina. Alla processione hanno partecipato numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi e i Monaci Benedettini di Sant'Anselmo, i Padri Domenicani di Santa Sabina ed alcuni fedeli.

 Dopo la processione, Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e imposizione delle ceneri. Ricevute le ceneri dalle mani del Cardinale Josef Tomko, titolare della Basilica, il Papa ha imposto le ceneri ai cardinali, ad alcuni monaci, religiosi e fedeli. Dopo la proclamazione del vangelo, il Santo Padre ha tenuto l'omelia in cui ha spiegato il significato del segno liturgico delle ceneri "un segno materiale, un elemento della natura, che diventa nella Liturgia un simbolo sacro, molto importante in questa giornata che dà inizio all’itinerario quaresimale".

"La cenere è uno di quei segni materiali che portano il cosmo all’interno della Liturgia. (...) Si tratta (...) di un segno non sacramentale, ma pur sempre legato alla preghiera e alla santificazione del Popolo cristiano". Prima dell'imposizione individuale sul capo, il sacerdote benedice le ceneri; in una delle due formule di benedizione si fa riferimento al testo del Libro della Genesi che accompagna il gesto dell'imposizione: "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" (cfr Gen 3,19) Questo passo della Genesi conclude il giudizio pronunciato da Dio dopo il peccato originale.

A causa del peccato di Adamo, Dio maledice il suolo da cui egli è stato tratto, quando, dopo la creazione del mondo "il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7-8. (...) Il segno della cenere ci riporta al grande affresco della creazione, in cui si dice che l’essere umano è una singolare unità di materia e di soffio divino, attraverso l’immagine della polvere del suolo plasmata da Dio e animata dal suo respiro (...)  Possiamo osservare come nel racconto della Genesi il simbolo della polvere subisca una trasformazione negativa a causa del peccato. Mentre prima della caduta il suolo è una potenzialità totalmente buona (...) dopo la caduta (...) la polvere della terra non richiama più solo il gesto creatore di Dio, tutto aperto alla vita, ma diventa segno di un inesorabile destino di morte: 'Polvere tu sei e in polvere ritornerai'".

La terra partecipa alla sorte dell'uomo e concederà i suoi frutti solo in cambio di 'dolore' e 'sudore del volto'. (...) "Questa maledizione del suolo ha una funzione medicinale per l’uomo, che dalle 'resistenze' della terra dovrebbe essere aiutato a mantenersi nei suoi limiti e riconoscere la propria natura (...) Ciò significa che l’intenzione di Dio, che è sempre benefica, è più profonda della maledizione. Questa, infatti, è dovuta non a Dio ma al peccato, però Dio non può non infliggerla, perché rispetta la libertà dell’uomo e le sue conseguenze, anche negative. (...) Insieme con la giusta punizione intende anche annunciare una via di salvezza, che passerà proprio attraverso la terra, attraverso quella 'polvere', quella 'carne' che sarà assunta dal Verbo".

La Liturgia del Mercoledì delle Ceneri riprende le parole della Genesi in una prospettiva salvifica "come invito alla penitenza, all’umiltà, ad avere presente la propria condizione mortale, ma non per finire nella disperazione, bensì per accogliere, proprio in questa nostra mortalità, l’impensabile vicinanza di Dio, che, oltre la morte, apre il passaggio alla risurrezione, al paradiso finalmente ritrovato".

La possibilità per noi del perdono divino dipende essenzialmente dal fatto che Dio stesso, nella persona del suo Figlio, ha voluto condividere la nostra condizione, ma non la corruzione del peccato. E il Padre lo ha risuscitato con la potenza del suo Santo Spirito e Gesù, il nuovo Adamo, è diventato (...) la primizia della nuova creazione".

  "Quel Dio che scacciò i progenitori dall’Eden - ha concluso il Pontefice - ha mandato il proprio Figlio nella nostra terra devastata dal peccato, (...) affinché noi, figli prodighi, possiamo ritornare, pentiti e redenti dalla sua misericordia, nella nostra vera patria. Così sia, per ciascuno di noi, per tutti i credenti, per ogni uomo che umilmente si riconosce bisognoso di salvezza".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Calcutta in India presentata dall'Arcivescovo Lucas Sirkar S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Thomas D’Souza, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

mercoledì 22 febbraio 2012

QUARESIMA: TEMPO ASSUMERE PROPRIE REPONSABILITA'

 Città del Vaticano, 22 febbraio (VIS). Oggi, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale ad alcune riflessioni sul tempo di Quaresima appena iniziato, un itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo Pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore.

Benedetto XVI ha ricordato ai 7.500 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI che, nei primi secoli di vita della Chiesa, la quaresima era il tempo nel quale i catecumeni iniziavano il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il Battesimo. "Successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale (...). La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo".

"Il tempo che precede la Pasqua - ha proseguito il Pontefice - è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli".

"La Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi 'Quadragesima', tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura (...) Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza di fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. (...) Questo numero" è "un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E’ il tempo delle decisioni mature".

Noè  trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell'arca a causa del diluvio e attende altri quaranta giorni, dopo il diluvio, prima di toccare la terraferma. Mosè rimane sul monte Sinai quaranta giorni e quaranta notti per raccogliere la Legge. Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall'Egitto alla terra promessa e quaranta sono gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici. Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio. Quaranta sono anche gli anni dei regni di Saul, di Davide e di Salomone, i primi re d'Israele. Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni e dopo la risurrezione istruisce i suoi discepoli prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo.

"La liturgia cristiana della Quaresima - ha spiegato il Papa - ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. (...) Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre. Questa dinamica è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente. Ma in questo tempo di 'deserto' (...) Gesù (...) è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso l'amore ed il dono totale sulla Croce".
Benedetto XVI ha notato che la Chiesa è in cammino nel "deserto" del mondo e della storia, che è anche l'aspetto negativo della realtà che ci circonda: "la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora".

Infine il Santo Padre ha invitato i fedeli a ritrovare "nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato".
Conclusa la catechesi Benedetto XVI ha salutato in diverse lingue i fedeli ed esprimendosi in polacco ha sottolineato che "il digiuno e la preghiera, la penitenza e le opere di misericordia" ci preparano "a vivere gioiosamente il mattino di Pasqua".

  Nell'Aula Paolo VI il Santo Padre ha dato il benvenuto ai fedeli dell'Ordinariato Personale di Nostra Signora di Washington, eretto da poco meno di un anno, nel territorio della Inghilterra e Galles, per i gruppi di sacerdoti e fedeli anglicani che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. L'Udienza Generale si è conclusa con la Benedizione Apostolica.

CAMPAGNA FRATERNITA' BRASILE: CURARE ANIMA E CORPO DEL MALATO

Città del Vaticano, 22 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire al Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici del Brasile, un Messaggio in occasione della Campagna di Fraternità che si tiene tutti gli anni nel Paese durante la Quaresima. Il tema 2012, ispirato all'Ecclesiastico,  è: "Che la salute si diffonda su tutta la terra".

Il Papa ricorda che obiettivo della Campagna è quello di suscitare "una maggior spirito fraterno e comunitario nella cura dei malati, e invitare la società a garantire a tutti il diritto di aver accesso agli strumenti necessari per salvaguardare la salute".

Per i cristiani, il tema biblico della campagna ricorda che la salute va oltre il benessere corporale: nell'episodio della cura del paralitico, Gesù, prima di tutto, perdona i suoi peccati, "insegnando che la cura perfetta è il perdono dei peccati e la salute per eccellenza è quella dell'anima, giacché 'Quale vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? In effetti le parole 'salute' e 'salvezza' hanno origine dal medesimo termine latino, 'salus'; nel Vangelo vediamo l'azione del Salvatore dell'umanità associata a numerose  guarigioni" (...).

Benedetto XVI auspica che questa Campagna "susciti nel cuore dei fedeli e delle persone di buona volontà, una solidarietà sempre più profonda nei riguardi dei malati, che spesso soffrono più per la solitudine e l'abbandono che per la malattia; dobbiamo ricordare che Gesù desiderò identificarsi con il malato perché 'ero malato e mi avete visitato' (Mt 25,36). Nel contempo dobbiamo aiutare il malato a scoprire che, se da un lato la malattia è una prova dolorosa, dall'altro può essere, in unione con Cristo crocifisso e risorto, una partecipazione al mistero della sofferenza di Gesù per la salvezza del mondo. ' Offrendo la nostra sofferenza a Dio per mezzo di Cristo, possiamo collaborare alla vittoria del bene sul  male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto d'amore".

Infine il Pontefice ha invocato l'intercessione di Nostra Signora di Aparecida affinché il Signore
conceda a tutti, in particolare ai malati, "il conforto e la fortezza nel compimento dei propri doveri attinenti allo stato individuale, familiare e sociale perché siano fonte di salute e progresso del Brasile, rendendolo fecondo nella santità, prospero nell'economia, giusto nella distribuzione delle ricchezze, retto nel servizio pubblico, equanime nel potere e fraterno nello sviluppo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Palmerston North in Nuova Zelanda, presentata dal Vescovo Peter James Cullinane, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Charles Drennan, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Jacinto Furtado de Brito Sobrinho, Arcivescovo Metropolita di Teresina (superficie: 26.495; popolazione: 1.195.000; cattolici: 1.018.000; sacerdoti: 118; religiosi: 203; diaconi permanenti: 19), Brasile. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Crateǘs (Brasile), è nato nel 1947 a Bacabal (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972. Dal 1972 al 1994 è stato Parroco nella Parrocchia "Sāo Benedito "; dal 1972 al 1980 è stato membro del Consiglio Pastorale Diocesano; dal 1980 al 1983 è stato membro della Commissione Nazionale del Clero; dal 1984 al 1994 è stato Membro del Collegio dei Consultori della Diocesi; dal 1990 al 1995 Vicario Generale della Diocesi; dal 1994 al 1995 Vice Rettore e dal 1995 al 1998 Rettore del Seminario Interdiocesano "Santo Antõnio; Professore di Pratica Sacramentale nel Seminario Interdiocesano di São Luis. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1998.

- Ha nominato il Reverendo Olivier de Germay, Vescovo di Ajaccio (superficie: 8.722; popolazione: 275.000; cattolici: 256.000; sacerdoti: 75; religiosi: 69; diaconi permanenti: 16), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Tours (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1999 al 2001 è stato Vicario a Catanet Tolosan e Cappellano diocesano delle Guide di Francia; dal 2001 al 2003 è stato Parroco dell'ensemble parrocchiale di Catenet; dal 2003 al 2006 è stato Decano della zona di Banlieues-Sud di Toulouse; dal 2008 è stato Professore di Teologia sacramentale e della famiglia presso L'Institut Catholique di Toulouse e dal 2010 Assistente del Servizio diocesano della pastorale familiare. Finora è stato Vicario episcopale e parroco dell'ensemble paroissial di Bauzelle.

martedì 21 febbraio 2012

COMUNICATO PONTIFICIA UNIVERSITA' CATTOLICA DEL PERU'

Città del Vaticano, 21 febbraio 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede relativo alla Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP).

"Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, ha incontrato questa mattina il Dottor
Marcial Rubio Correa, Rettore della Pontificia Università Cattolica del Perù (PUCP)".

"Il Segretario di Stato ha fatto riferimento all’assiduo e dedicato impegno con cui vari esponenti dell’Università si adoperano per la qualificazione degli studenti, come pure al variegato spettro di discipline che la PUCP offre ai giovani. Successivamente, il Cardinale Bertone ha comunicato al Dottor Rubio Correa le conclusioni a cui è pervenuta la Santa Sede, in seguito al fitto dialogo e ai numerosi incontri svoltisi nell’arco di molti anni tra l’attuale Gran Cancelliere, i suoi Predecessori e l’Università, nonché durante la Visita Apostolica alla medesima, compiuta dal Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, nei giorni 5-11 dicembre 2011".

"Dette conclusioni hanno tenuto conto, in maniera particolare, degli esiti della Visita Apostolica e della Proposta, presentata dal Rettore, al termine della Visita stessa.

Il Segretario di Stato ha partecipato al Dottor Rubio Correa la richiesta della Santa Sede che gli Statuti della PUCP siano regolarizzati quanto prima, adeguandoli alla Costituzione Apostolica Ex Corde Ecclesiae, per il bene della stessa PUCP e della Chiesa in Perù. Attesa l’ovvia importanza di salvaguardare l’identità cattolica dell’Università, il Segretario di Stato ha chiesto pertanto che entro la Domenica di Pasqua, 8 aprile p.v., le Autorità accademiche competenti presentino gli Statuti, per l’approvazione, con gli emendamenti indicati all’Università il 16 luglio 2011".

"Infine, il Cardinale Bertone ha formulato l’auspicio che la comunità accademica saprà accogliere quanto sopra, in modo che la PUCP possa realizzare sempre di più la sua missione di offrire alle giovani generazioni una solida formazione, radicata nella fedeltà al Magistero della Chiesa, a garanzia del grande contributo che l’Università è chiamata ad offrire al Paese".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor George A. Sheltz, Vescovo Ausiliare di Galveston-Houston (superficie: 23.257; popolazione: 5.811.010; cattolici: 1.146.908; sacerdoti:427; religiosi: 687; diaconi permanenti: 357), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Houston (Stati Uniti d'America) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1971 al 1973 è stato Vicario parrocchiale della "Assumption Parish"; dal 1973 al 1976 della "Sacred Heart Co-Cathedral"; dal 1976 al 1980 della "Saint Vincent de Paul Parish"; dal 1980 al 1990 è stato Parroco della "Christ the Redeemer Parish; dal 1990 al 1999 "della "Prince of Peace Parish"; dal 1999 al 2007 della "Saint Anthony of Padua Parish. Dal 2011 è Vicario Generale, Cancelliere e Moderatore della Curia.

lunedì 20 febbraio 2012

IL PAPA AI CARDINALI: TESTIMONIARE GIOIA DELL'AMORE CRISTO

Città del Vaticano, 19 febbraio 2012 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana,  Benedetto XVI ha presieduto la concelebrazione eucaristica con i 22 nuovi Cardinali creati nel Concistoro del 18 febbraio. All'inizio della Santa Messa, il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, primo tra i nuovi Cardinali, ha rivolto al Papa un indirizzo di omaggio a nome di tutti i Porporati.

  Di seguito riportiamo estratti dell'omelia del Santo Padre:

  "Nella seconda Lettura poc’anzi proclamata, l’Apostolo Pietro esorta i 'presbiteri' della Chiesa ad essere pastori zelanti e premurosi del gregge di Cristo. Queste parole sono anzitutto rivolte a voi, cari e venerati Fratelli (...).La nuova dignità che vi è stata conferita vuole manifestare l’apprezzamento per il vostro fedele lavoro nella vigna del Signore, rendere onore alle Comunità e alle Nazioni da cui provenite e di cui siete degni rappresentanti nella Chiesa, investirvi di nuove e più importanti responsabilità ecclesiali, ed infine chiedervi un supplemento di disponibilità per Cristo e per l’intera Comunità cristiana. Questa disponibilità al servizio del Vangelo è saldamente fondata sulla certezza della fede".

"Il brano evangelico odierno presenta Pietro che, mosso da un’ispirazione divina, esprime la propria salda fede in Gesù, il Figlio di Dio ed il Messia promesso. In risposta a questa limpida professione di fede, fatta da Pietro anche a nome degli altri Apostoli, Cristo gli rivela la missione che intende affidargli, quella cioè di essere la 'pietra', la 'roccia', il fondamento visibile su cui è costruito l’intero edificio spirituale della Chiesa".

"Questo episodio evangelico (...) trova una ulteriore e più eloquente spiegazione in un conosciutissimo elemento artistico che impreziosisce questa Basilica Vaticana: l’altare della Cattedra. (...) Un enorme trono di bronzo, che sembra librarsi, ma che in realtà è sostenuto dalle quattro statue di grandi Padri della Chiesa d’Oriente e d’Occidente. E sopra il trono, (...) risplende nella finestra ovale la gloria dello Spirito Santo. Che cosa ci dice questo complesso scultoreo, dovuto al genio del Bernini? Esso rappresenta una visione dell’essenza della Chiesa e, all’interno di essa, del magistero petrino".

"La finestra dell’abside apre la Chiesa verso l’esterno, verso l’intera creazione, mentre l’immagine della colomba dello Spirito Santo mostra Dio come la fonte della luce. Ma c’è anche un altro aspetto da evidenziare: la Chiesa stessa è, infatti, come una finestra, il luogo in cui Dio si fa vicino, si fa incontro al nostro mondo. La Chiesa non esiste per se stessa, non è il punto d’arrivo, ma deve rinviare oltre sé, verso l’alto, al di sopra di noi. La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro - con la "A" maiuscola - da cui proviene e a cui conduce. La Chiesa è il luogo dove Dio 'arriva' a noi, e dove noi 'partiamo' verso di Lui; essa ha il compito di aprire oltre se stesso quel mondo che tende a chiudersi in se stesso e portargli la luce che viene dall’alto, senza la quale diventerebbe inabitabile".

"La grande cattedra di bronzo racchiude un seggio ligneo del IX secolo, che fu a lungo ritenuto la cattedra dell’apostolo Pietro e fu collocato proprio su questo altare monumentale a motivo del suo alto valore simbolico. Esso, infatti, esprime la presenza permanente dell’Apostolo nel magistero dei suoi successori. Il seggio di san Pietro, possiamo dire, è il trono della verità, che trae origine dal mandato di Cristo dopo la confessione a Cesarea di Filippo".

"La cattedra di Pietro evoca un altro ricordo: la celebre espressione di sant’Ignazio di Antiochia, che nella sua lettera ai Romani chiama la Chiesa di Roma 'quella che presiede nella carità'. In effetti, il presiedere nella fede è inscindibilmente legato al presiedere nell’amore. Una fede senza amore non sarebbe più un’autentica fede cristiana. (...)  Il termine 'carità', infatti, veniva utilizzato dalla Chiesa delle origini per indicare anche l’Eucaristia. (...) Pertanto, 'presiedere nella carità' significa attirare gli uomini in un abbraccio eucaristico - l’abbraccio di Cristo -, che supera ogni barriera e ogni estraneità, e crea la comunione dalle molteplici differenze. Il ministero petrino è dunque primato nell’amore in senso eucaristico, ovvero sollecitudine per la comunione universale della Chiesa in Cristo. E l’Eucaristia è forma e misura di questa comunione, e garanzia che essa si mantenga fedele al criterio della tradizione della fede".

"La grande Cattedra è sostenuta dai Padri della Chiesa" che "rappresentano la totalità della tradizione e, quindi, la ricchezza dell’espressione della vera fede nella santa e unica Chiesa. Questo elemento dell’altare ci dice che l’amore poggia sulla fede. Esso si sgretola se l’uomo non confida più in Dio e non obbedisce a Lui. Tutto nella Chiesa poggia sulla fede: i Sacramenti, la Liturgia, l’evangelizzazione, la carità. Anche il diritto, anche l’autorità nella Chiesa poggiano sulla fede. La Chiesa non si auto-regola, non dà a se stessa il proprio ordine, ma lo riceve dalla Parola di Dio, che ascolta nella fede e cerca di comprendere e di vivere. (...) Le Sacre Scritture, interpretate autorevolmente dal Magistero alla luce dei Padri, illuminano il cammino della Chiesa nel tempo, assicurandole un fondamento stabile in mezzo ai mutamenti storici".

"Dopo aver considerato i diversi elementi dell’altare della Cattedra, rivolgiamo ad esso uno sguardo d’insieme. E vediamo che è attraversato da un duplice movimento: di ascesa e di discesa. E’ la reciprocità tra la fede e l’amore. (...) Una fede egoistica sarebbe una fede non vera. Chi crede in Gesù Cristo ed entra nel dinamismo d’amore che nell’Eucaristia trova la sorgente, scopre la vera gioia e diventa a sua volta capace di vivere secondo la logica di questo dono. La vera fede è illuminata dall’amore e conduce all’amore, verso l’alto, come l’altare della Cattedra eleva verso la finestra luminosa, la gloria dello Spirito Santo, che costituisce il vero punto focale per lo sguardo del pellegrino quando varca la soglia della Basilica Vaticana. (...) Dio non è solitudine, ma amore
glorioso e gioioso, diffusivo e luminoso".

"Cari fratelli e sorelle, a noi, ad ogni cristiano è affidato il dono di questo amore: un dono da donare, con la testimonianza della nostra vita. Questo è, in particolare, il vostro compito, venerati Fratelli Cardinali: testimoniare la gioia dell’amore di Cristo".


UNITA' CHIESA: DONO DIVINO DA DIFENDERE E FAR CRESCERE

Città del Vaticano, 20 febbraio (VIS). I 22 nuovi cardinali, con i familiari e i fedeli convenuti a Roma per il Concistoro, sono stati ricevuti questa mattina in udienza dal Santo Padre che si è rivolto a ciascun gruppo, nella rispettiva lingua, ed infine si è rivolto a tutti esprimendosi in italiano.


In francese il Papa ha ripetuto che la società attuale "che conosce momenti di incertezza e di dubbio, ha bisogno della chiarezza di Cristo. Che ogni cristiano lo testimoni con fede e coraggio, e l'imminente tempo di Quaresima, permetta di ritornare a Dio".

A tutti i presenti il Papa ha detto che la creazione dei nuovi cardinali "è occasione per riflettere sulla universale missione della Chiesa nella storia degli uomini: nelle vicende umane, spesso così convulse e contrastanti, la Chiesa è sempre viva e presente, portando Cristo, luce e speranza per l’intera umanità. Rimanere uniti alla Chiesa e al messaggio di salvezza che essa diffonde, significa ancorarsi alla Verità, rafforzare il senso dei veri valori, essere sereni di fronte ad ogni avvenimento".

  "Vi esorto pertanto - ha concluso il Pontefice - a rimanere sempre uniti ai vostri Pastori, come pure ai nuovi Cardinali, per essere in comunione con la Chiesa. L’unità nella Chiesa è dono divino da difendere e far crescere. Alla protezione della Madre di Dio e degli Apostoli Pietro e Paolo affido voi, Venerati Fratelli Cardinali e i fedeli che vi accompagnano".

ANGELUS: CATTEDRA DI PIETRO SEGNO DI AUTORITA' DI CRISTO, FONDATA SULLA FEDE E L'AMORE

Città del Vaticano, 19 febbraio 2012 (VIS). Al termine della Concelebrazione eucaristica con i nuovi Cardinali creati nel Concistoro di sabato 18 febbraio, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Questa domenica - ha sottolineato il Papa prima dell'Angelus -  è particolarmente festosa qui in Vaticano, a motivo del Concistoro, avvenuto ieri, in cui ho creato 22 nuovi Cardinali. Con loro ho avuto la gioia, stamani, di concelebrare l'Eucaristia nella Basilica di San Pietro, intorno alla Tomba dell'Apostolo che Gesù chiamò ad essere la 'pietra' su cui costruire la sua Chiesa. Perciò invito tutti voi ad unire anche la vostra preghiera per questi venerati Fratelli, che ora sono ancora più impegnati a collaborare con me nella guida della Chiesa universale e a dare testimonianza al Vangelo fino al sacrifico della propria vita. Questo significa il colore rosso dei loro abiti: il colore del sangue e dell'amore".

  "Questo evento ecclesiale - ha ricordato Benedetto XVI - si colloca sullo sfondo liturgico della festa della Cattedra di San Pietro, anticipata ad oggi, perché il prossimo 22 febbraio - data di tale festa - sarà il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. La 'cattedra' è il seggio riservato al Vescovo (...). La Cattedra di San Pietro (...) è simbolo della speciale missione di Pietro e dei suoi Successori di pascere il gregge di Cristo tenendolo unito nella fede e nella carità. (...) Tale speciale compito di servizio deriva alla Comunità romana e al suo Vescovo dal fatto che in questa Città hanno versato il loro sangue gli Apostoli Pietro e Paolo, oltre a numerosi altri Martiri. Ritorniamo, così, alla testimonianza del sangue e della carità. La Cattedra di Pietro, dunque, è sì segno di autorità, ma di quella di Cristo, basata sulla fede e sull'amore".

Infine  il Papa ha affidato i nuovi cardinali alla protezione di Maria di Maria Santissima, Madre della Chiesa, affinché "aiuti me e i miei collaboratori a lavorare instancabilmente per l'unità del Popolo di Dio e per annunciare a tutte le genti il messaggio di salvezza, compiendo umilmente e coraggiosamente il servizio della verità nella carità".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

-Ha nominato l’Arcivescovo Timothy Costelloe, S.D.B., Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Perth (superficie: 427.377; popolazione: 1.681.142; cattolici: 415.633; sacerdoti: 266; religiosi: 615; diaconi permanenti: 15), Australia. Finora Ausiliare di Melbourne (Australia), succede all'Arcivescovo Barry James Hickey, del quel il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Dresden – Meissen (Germania), presentata dal Vescovo Joachim Friedrich Reinelt, per raggiunti limiti d'età.

sabato 18 febbraio 2012

GIORNATA RIFLESSIONE E PREGHIERA COLLEGIO CARDINALIZIO   SESSIONE POMERIDIANA

Città del Vaticano, 18 febbraio 2012 (VIS). Nel pomeriggio, dopo la celebrazione dei Vespri, è ripresa la serie degli interventi dei presenti. Gli interventi sono stati in tutto, fra la fine della mattina e il pomeriggio, 27, e hanno toccato una gamma molto ampia di argomenti sul tema della nuova evangelizzazione e l’Anno della fede.

Si è parlato dei problemi dell’evangelizzazione nelle diverse aree del mondo e nelle diverse culture: la crescita dei cristiani in Cina nonostante le difficoltà, il dialogo interreligioso e la lotta contro la povertà in India, le prove cui sono sottoposti i cristiani nei Paesi del Medio Oriente, l’importanza della religiosità popolare per l’evangelizzazione nell’America Latina, il confronto con il secolarismo che tende a emarginare la religione dalla vita sociale in Occidente, le sfide, le difficoltà ma anche le prospettive incoraggianti e gli eventi che sono segno di speranza, come le nuove e vivaci realtà ecclesiali, le Giornate Mondiali della Gioventù o i Congressi Eucaristici internazionali, cosicché non mancano prospettive incoraggianti.

Si è parlato dell’emergenza educativa, del rinnovamento della catechesi, della trasmissione della fede ai giovani, della formazione degli evangelizzatori - laici, religiosi e sacerdoti -, della necessità di una fede matura, capace di testimonianza e di giudizio sulla realtà del mondo di oggi.

Si sono proposti suggerimenti per l’Anno della fede, da un itinerario di approfondimenti che accompagni i diversi tempi dell’anno liturgico, all’incoraggiamento di pellegrinaggi in Terra Santa e a Roma, a forme nuove di missione popolare.

Si è insistito sull’impegno ecumenico dei cristiani nell’annuncio della fede comune in Cristo, sull’attualità del Concilio Vaticano II come bussola per il cammino della Chiesa di oggi, sul valore della testimonianza della gioia cristiana e della santità, e del fascino permanente delle figure dei Santi.

Prima della recita dell’Angelus, verso le 19, il Santo Padre ha concluso la riflessione con un suo intervento, in cui ha ringraziato i relatori – definendo la relazione del cardinale designato Dolan "entusiasmante, gioiosa e profonda", e la comunicazione di S.Ecc. Mons. Fisichella "un ricco contributo di idee e di iniziative" – e ha ringraziato pure tutti i partecipanti alla Giornata, affermando che gli interventi hanno rappresentato un "ampio mosaico di idee e di proposte". Ha messo in rilievo l’importanza del Concilio Vaticano II per "riscoprire la contemporaneità di Gesù e della fede". Ha rilevato la necessità di un vero rinnovamento della catechesi per mettere in risalto i suoi preziosi contenuti di verità, reagendo a quello che è stato definito "analfabetismo religioso". Ha riaffermato fortemente la necessità della profonda convinzione della verità della rivelazione di Dio nel suo Figlio Gesù Cristo, poiché "se non c’è verità, non c’è bussola e non sappiamo dove andare", e "solo se c’è verità la vita è ricca e bella". Senza questa convinzione "non possiamo rievangelizzare l’umanità di oggi".

Poiché Dio è amore, la verità si esprime nella carità e la carità a sua volta "dimostra la verità". Il Papa ha concluso che il motto dell’Anno della fede potrebbe essere riassunto nelle parole: "Vivendo la verità nella carità".
I VENTIDUE NUOVI CARDINALI

Città del Vaticano, 18 febbraio 2012 (VIS). Di seguito riportiamo l'elenco del Titolo o della Diaconia assegnati dal Santo Padre Benedetto XVI a ciascuno dei nuovi Cardinali nel momento della creazione nel Concistoro Ordinario Pubblico di questa mattina, 18 febbraio 2012:

- Cardinale Fernando Filoni, Diaconia di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio.

- Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Diaconia di San Domenico di Guzman.

- Cardinale Santos Abril y Castelló, Diaconia di San Ponziano.

- Cardinale Antonio Maria Veglió, Diaconia di San Cesareo in Palatio.

- Cardinale Giuseppe Bertello, Diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia.

- Cardinale Francesco Coccopalmerio, Diaconia di San Giuseppe dei Falegnami.

- Cardinale João Braz de Aviz, Diaconia di Sant'Elena fuori Porta Prenestina.

- Cardinale Edwin Frederik O'Brien, Diaconia di San Sebastiano al Palatino.

- Cardinale Domenico Calcagno, Diaconia dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria a Via Ardeatina.

- Cardinale Giuseppe Versaldi, Diaconia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio.

- Cardinale George Alencherry, Titolo di San Bernardo alle Terme.

- Cardinale Thomas Christopher Collins, Titolo di San Patrizio.

- Cardinale Dominik Duka, Titolo dei Santi Marcellino e Pietro.

- Cardinale Willem Jacobus Eijk, Titolo di San Callisto.

- Cardinale Giuseppe Betori, Titolo di San Marcello.

- Cardinale Timothy Michael Dolan, Titolo di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario.

- Cardinale Rainer Maria Woelki, Titolo di San Giovanni Maria Vianney.

- Cardinale John Tong Hon, Titolo della Regina Apostolorum.

- Cardinale Lucian Mureşan, Titolo di Sant'Atanasio.

- Cardinale Julien Ries, Diaconia di Sant'Antonio di Padova a Circonvallazione Appia.

- Cardinale Prosper Grech, O.S.A., Diaconia di Santa Maria Goretti.

- Cardinale Karl Becker, S.I, Diaconia di San Giuliano Martire.

 

AI NUOVI CARDINALI: SERVIZIO A DIO, ALLA CHIESA E AI FRATELLI

Città del Vaticano 18 febbraio 2012 (VIS). Questa mattina alle 10:30, il Santo Padre ha tenuto nella Basilica Vaticana il Concistoro ordinario pubblico per la creazione di 22 nuovi Cardinali. Il Concistoro di oggi è il quarto del Pontificato di Benedetto XVI.

 Dopo la preghiera iniziale e la proclamazione del Vangelo, il Santo Padre ha tenuto la sua allocuzione della quale riportiamo ampi estratti:

«Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam». Con queste parole il canto d’ingresso ci ha introdotto nel solenne e suggestivo rito del Concistoro (...) Sono le parole efficaci con le quali Gesù ha costituito Pietro quale saldo fondamento della Chiesa. Di tale fondamento la fede rappresenta il fattore qualificativo: infatti Simone diventa Pietro – roccia – in quanto ha professato la sua fede in Gesù Messia e Figlio di Dio".

"Le parole rivolte da Gesù a Pietro mettono bene in risalto il carattere ecclesiale dell’odierno evento. I nuovi Cardinali, infatti, tramite l’assegnazione del titolo di una chiesa di questa Città o di una Diocesi suburbicaria, vengono inseriti a tutti gli effetti nella Chiesa di Roma guidata dal Successore di Pietro, per cooperare strettamente con lui nel governo della Chiesa universale. (...) In questo delicato compito sarà loro di esempio e di aiuto la testimonianza di fede resa con la vita e con la morte dal Principe degli Apostoli, il quale, per amore di Cristo, ha donato tutto se stesso fino all’estremo sacrificio".

"E’ con questo significato che è da intendere anche l’imposizione della berretta rossa. Ai nuovi Cardinali è affidato il servizio dell’amore: amore per Dio, amore per la sua Chiesa, amore per i fratelli con una dedizione assoluta e incondizionata, fino all’effusione del sangue, se necessario, come recita la formula di imposizione della berretta e come indica il colore rosso degli abiti indossati. A loro, inoltre, è chiesto di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l’energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri. Si tratta di essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell’unità".
"Nel brano evangelico poc’anzi proclamato, Gesù si presenta come servo, offrendosi quale modello da imitare e da seguire. (...)  Il servizio a Dio e ai fratelli, il dono di sé: questa è la logica che la fede autentica imprime e sviluppa nel nostro vissuto quotidiano e che non è invece lo stile mondano del potere e della gloria".

L'episodio del Vangelo di oggi, nel quale Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù di sedere nella sua gloria uno a sua destra e uno alla sua sinistra (Mc 10,37), "dà modo a Gesù di rivolgersi a tutti i discepoli e «chiamarli a sé», quasi per stringerli a sé, a formare come un corpo unico e indivisibile con Lui e indicare qual è la strada per giungere alla vera gloria, quella di Dio: 'Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti'". (Mc 10,42-44)

"Dominio e servizio, egoismo e altruismo, possesso e dono, interesse e gratuità: queste logiche profondamente contrastanti si confrontano in ogni tempo e in ogni luogo. Non c’è alcun dubbio sulla strada scelta da Gesù: Egli non si limita a indicarla con le parole ai discepoli di allora e di oggi, ma la vive nella sua stessa carne. Spiega infatti: «Anche il Figlio dell’uomo non è venuto a farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto di molti» (v. 45). Queste parole illuminano con singolare intensità l’odierno Concistoro pubblico. Esse risuonano nel profondo dell’anima e rappresentano un invito e un richiamo, una consegna e un incoraggiamento specialmente per voi, cari e venerati Fratelli che state per essere annoverati nel Collegio Cardinalizio".

"Secondo la tradizione biblica, il Figlio dell’uomo è colui che riceve il potere e il dominio da Dio. Gesù interpreta la sua missione sulla terra sovrapponendo alla figura del Figlio dell’uomo quella del Servo sofferente, descritto da Isaia. (...) Il suo servizio si attua nella fedeltà totale e nella responsabilità piena verso gli uomini. Per questo la libera accettazione della sua morte violenta diventa il prezzo di liberazione per molti, diventa l’inizio e il fondamento della redenzione di ciascun uomo e dell’intero genere umano".

"Cari Fratelli che state per essere annoverati nel Collegio Cardinalizio! Il dono totale di sé offerto da Cristo sulla croce sia per voi principio, stimolo e forza per una fede che opera nella carità. La vostra missione nella Chiesa e nel mondo sia sempre e solo «in Cristo», risponda alla sua logica e non a quella del mondo, sia illuminata dalla fede e animata dalla carità che provengono a noi dalla Croce gloriosa del Signore. Sull’anello che tra poco vi consegnerò, sono raffigurati i santi Pietro e Paolo, con al centro una stella che evoca la Madonna. Portando questo anello, voi siete richiamati quotidianamente a ricordare la testimonianza che i due Apostoli hanno dato a Cristo fino alla morte per martirio qui a Roma, fecondando così la Chiesa con il loro sangue. Mentre il richiamo alla Vergine Maria, sarà sempre per voi un invito a seguire colei che fu salda nella fede e umile serva del Signore".

"Cari fratelli e sorelle, pregate perché nei nuovi cardinali possa rispecchiarsi al vivo il nostro unico Pastore e Maestro, il Signore Gesù, fonte di ogni sapienza, che indica la strada a tutti. E pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al Popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa".

Al termine dell'omelia il Papa ha letto la formula di creazione dei nuovi cardinali, annunciando l'Ordine presbiterale o diaconale a loro assegnato. I nuovi cardinali hanno recitato il credo e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Pontefice e ai suoi successori. Quindi il Papa ha imposto la Berretta cardinalizia, ha consegnato l'anello, ed ha assegnato a ciascuno una chiesa di Roma, quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Santo Padre nell'Urbe.

Concluso il rito, il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Cardinale Angelo Amato, ha introdotto il Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione dei beati Jacques Berthieu, sacerdote professo della Compagnia di Gesù, martire; Pedro Calungsod, catechista laico, martire; Giovanni Battista Piamarta, sacerdote e fondatore della Congregazione della Santa Famiglia di Nazareth e della Congregazione delle Suore Umili Serve del Signore; Maria del Monte Carmelo, fondatrice delle suore dell'Immacolata Concezione Missionarie dell'Insegnamento; Marianne Cope, religiosa della Congregazione delle Suore del Terzo Ordine Francescano di Syracuse (New York); Katherine Tekakwitha, laica, e Anna Schäffer, laica. Il Santo Padrevha decretato che siano iscritti nell'Albo dei Santi domenica  21 ottobre 2012. Il Concistoro si è concluso con la Benedizione Apostolica.

COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO CARDINALIZIO

Città del Vaticano, 18 febbraio 2012 (VIS). Dopo la creazione di 22 nuovi Cardinali nel Concistoro di questa mattina, il Collegio Cardinalizio è composto da 213 porporati, dei quali 125 - che non hanno ancora 80 anni, sono elettori, cioè partecipare al conclave per l'elezione del Pontefice. I non elettori, che hanno superato gli 80 anni e che non possono eleggere il pontefice sono 84.

Benedetto XVI ha creato 62 cardinali nei 4 concistori precedenti del suo Pontificato.

I membri dell'attuale Collegio Cardinalizio provengono da 71 paesi e la loro distribuzione geografica è la seguente: Europa ne ha 119; America del Nord (Stati Uniti e Canada), ne conta 21; l'America Latina 32; l'Africa 17; l'Asia 20 e l'Oceania 4.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Christopher Glancy, C.S.V., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Belize City-Belmopan (superficie: 22.965; popolazione: 307.899; cattolici: 152.718; sacerdoti: 32; religiosi: 93; diaconi permanenti: 4), Belize. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Moline, (Stati Uniti d'America). Ha pronunciato i voti perpetui nell'Istituto dei Chierici di San Victor ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1994 è stato Vicario parrocchiale nella Parrocchia "Maternity of the Blessed Virigin Mary" a Kankakee; dal 1994 al 1998: Ministero vocazionale e membro del Consiglio provinciale del suo Istituto; dal 1998 al 2002
Vicario parrocchiale nella Parrocchia "St. Francis Xavier Parish, Corozal, (Belize) e dal 2002 è Parroco della suddetta parrocchia.

venerdì 17 febbraio 2012

AVVISO

Città del Vaticano, 17 Febbraio 2012 (VIS). Informiamo i nostri lettori che domani, sabato 18 febbraio, il Vatican Information Service trasmetterà una edizione speciale in occasione del Concistoro Ordinario Pubblico, che avrà inizio alle 10:30 e durante il quale il Santo Padre procederà alla creazione di 22 nuovi Cardinali.

DOLORE DEL PAPA INCENDO PENITENZIARIO DI COMAYAGUA

Città del Vaticano, 17 febbraio 2012 (VIS).Il Santo Padre ha fatto pervenire - tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, S.d.B.,  Segretario di Stato - un telegramma di cordoglio al Vescovo Roberto Camilleri, O.F.M., di Comayagua (Honduras), per le vittime dell'incendio che ha devastato, il 15 febbraio scorso, il centro penitenziario di Comayagua, provocando la morte 355 persone e decine di feriti.

"Sua Santità Benedetto XVI, profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del grave incendio nel penitenziario di Comayagua, che ha provocato numerose vittime, eleva ferventi preghiere di suffragio all'Onnipotente per l'eterno riposo dei defunti. Prego Sua Eccellenza di trasmettere le sentite condoglianze del Papa alle famiglie dei defunti, con le espressioni della sua vicinanza spirituale e il vivo auspicio di una rapida e completa guarigione dei feriti. Con tali sentimenti il Sommo Pontefice impartisce con affetto la confortatrice Benedizione Apostolica, in segno di consolazione e speranza in questi momenti di tristezza. Mentre assicuro le mie preghiere per tutte le vittime di questa tragedia, profitto dell'occasione per esprimerle i sentimenti della mia fraterna considerazione".
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