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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 9 novembre 2011

APPELLO VITTIME CATASTROFI NATURALI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Dopo i saluti nelle diverse lingue ai pellegrini che hanno assistito all’Udienza Generale di oggi, Benedetto XVI ha lanciato un appello a favore delle vittime delle recenti inondazioni ed ha detto: “In questo periodo, varie parti del mondo, a partire dall’America Latina - specie quella Centrale - fino al Sud-est asiatico, sono state colpite da alluvioni, allagamenti, frane, che hanno provocato numerosi morti, dispersi, senza tetto. Ancora una volta desidero manifestare la mia vicinanza a tutti coloro che soffrono per questi disastri naturali, mentre invito alla preghiera per le vittime e i loro familiari e alla solidarietà, affinché le istituzioni e gli uomini di buona volontà collaborino, con spirito generoso, a soccorrere le migliaia di persone provate da tali calamità”.

Il Papa, Cittadino onorario di Natz-Schabs /Naz-Siaves

Al termine dell’Udienza Generale, una Delegazione del Comune di Natz-Schabs (Provincia di Bolzano, Italia), guidata dal Sindaco Signor Peter Gasser, ha conferito al Pontefice la cittadinanza onoraria nel corso di una cerimonia tenuta nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. Nella frazione di Raas/Rasa della citata località del Sud-Tirolo, sono nate la bisnonna e la nonna materna di Benedetto XVI, Elisabeth Maria Tauber (1832) e Maria Tauber-Peintner (1855).
AG/ VIS 20111109 (210)

FAMIGLIA, SCUOLA E CITTÀ, LUOGHI FONDAMENTALI COSTRUZIONE PACE

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, è intervenuto nel dibattito politico della Conferenza Generale dell’UNESCO, del 29 ottobre scorso, a Parigi. Il suo intervento è stato dedicato alla pace mondiale che, ha affermato, deve edificarsi a partire dalle piccole comunità, le più importanti delle quali sono la famiglia, la scuola e la città. Di seguito riportiamo alcuni estratti del suo discorso.

“La pace locale è un contributo obbligatorio per arrivare alla pace universale. Sappiamo che l’uomo è un essere sociale fatto per vivere in comunità. Ed è in primo luogo nella comunità che è una piccola società, che noi dobbiamo trovare modelli o insegnamenti per vivere in pace. Queste piccole società sono diverse, ne indicherò tre”.

“La prima di esse è la famiglia. Se l’uomo deve imparare ad essere umano, è nella famiglia e non altrove che egli comincerà a farlo. (...) La famiglia è lo spazio privilegiato del primo incontro con gli altri. (...) Imparare a vivere in famiglia è dunque una priorità”.

“La seconda società che occorre menzionare è la scuola. La scuola (...) è il luogo dove i bambini imparano a comportarsi come esseri sociali. (...) Il bambino ha bisogno di una cultura e di conoscenze diversificate. Tuttavia, la scuola mancherebbe alla sua missione se proponesse soltanto un insegnamento teorico dimenticando di promuovere l’introduzione ad una vita comune serena, necessaria alla pienezza di ogni individuo. (...) Perciò dobbiamo profondere tutti i nostri sforzi affinché i bambini imparino a vivere insieme nel rispetto delle legittime differenze, e facciano l’esperienza della fraternità e dell’amicizia. (...) La saggezza non nasce unicamente da un accumulo di informazioni; essa è il frutto dell’esperienza e di una arte di vivere, e per i cristiani essa è un dono di Dio. (...) Non si tratta dunque solamente di sapere per potere, ma di sapere per servire, di sapere per essere con gli altri in pace”. (...)

“In un mondo profondamente diviso, minacciato da violenti confronti multiformi, la scuola può formare agenti di pace e promuovere una cultura del dialogo aperto all’autocritica. La scuola può in tal modo combattere, secondo i suoi modi e mezzi, situazioni di grande disuguaglianza, esigere che i diritti umani siano dovunque rispettati e soprattutto può educare a comprendere ciò che noi siamo: una unica famiglia umana!”.

“La famiglia e la scuola si trovano in quella che potremmo chiamare la città. (...) Il nostro mondo è sempre più urbanizzato e la città è divenuta il luogo dove vive la maggioranza dei nostri contemporanei. Essa è divenuta in modo contraddittorio il luogo dove si esprimono e vivono la più raffinata cultura e la più grande violenza, il luogo della ricchezza e quello della povertà. Occorre adoperarsi affinché la città, il paese o il villaggio, siano veramente umani. Al suo interno la comunità di persone che la costituiscono, sia sensibilizzata all’accettazione vitale di fondare la propria esistenza su principi positivi che derivano dalle rispettive culture, portando ad una cultura della pace e bandendo ogni forma di violenza. La costruzione e l’edificazione della pace che utilizzano le tre entità: famiglia-scuola-città, può condurre ad una cultura della pace che può influenzare, più estesamente, il vivere insieme armonioso delle nazioni”.
SS/ VIS 20111109 (550)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José F. Advincula, Arcivescovo Metropolita di Capiz (superficie: 2.663; popolazione: 766.753; cattolici: 715.128; sacerdoti: 113; religiosi: 122), Filippine. L’Arcivescovo eletto, finora Vescovo di San Carlos (Filippine), è nato a Dumalag (Filippine) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Nel 1995 è stato nominato Rettore del Seminario “St. Pius X” di Capiz e nel 1999 è diventato Parroco di San Tommaso di Villanueva a Dao. Nel 2001 ha ricevuto la consacrazione episcopale. Succede all’Arcivescovo Onesimo C. Gordoncillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi metropolitana, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Franco Lovignana, Vescovo di Aosta (superficie: 3.262; popolazione: 129.919; cattolici: 127.116; sacerdoti: 115; religiosi: 155; diaconi permanenti: 17), Italia. Il Vescovo eletto è nato ad Aosta (Italia), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Dal 1984 al 1995 è stato Parroco di Rhemes-Notre Dame; dal 1995 al 1997 è stato Vicario Episcopale per la Pastorale diocesana; dal 1995 al 1997 è stato Vice Rettore ed Economo del Seminario di Aosta; dal 1984 Docente di Teologia Dogmatica presso il Seminario di Aosta; dal 1997 Rettore del Seminario di Aosta; dal 2003, Priore dell’Insigne Collegiata dei Santi Pietro e Orso in Aosta e dal 2004, Vicario Generale di Aosta. Succede al Vescovo Giuseppe Anfossi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha eretto in Diocesi la Prelatura territoriale di Óbidos (Brasile), con le stesse caratteristiche dell’omonima prelatura territoriale.

- Ha nominato il Vescovo Bernardo Johannes Bahlmann, O.F.M., primo Vescovo della Diocesi di Óbidos (Brasile), finora Prelato della stessa circoscrizione ecclesiastica.
NER:RE:ECE/ VIS 20111109 (290)

martedì 8 novembre 2011

CELLULE STAMINALI ADULTE: SPERANZA DI CURA SENZA DILEMMI ETICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2011 (VIS). Avrà inizio domani, in Vaticano, un Congresso internazionale sull’uso delle cellule staminali adulte in medicina, dal titolo: “Adult Stem Cells, Science and the future of Man and Culture”. Il Congresso, che si concluderà l’11 novembre, è stato organizzato dalla Fondazione statunitense “Stem for life” e dal Pontificio Consiglio della Cultura con la finalità di potenziare la ricerca e far conoscere al grande pubblico le terapie che impiegano cellule staminali adulte. Al Congresso parteciperanno 350 scienziati, religiosi, politici, educatori e rappresentanti dell’industria del settore.

Questa mattina ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione del Congresso alla quale sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Reverendo Tomasz Trafny, Responsabile del Dipartimento Scienza e Fede del medesimo Pontificio Consiglio; l’On. Tommy G. Thompson, ex-Segretario di Stato della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America; la Dottoressa Robin Smith, Presidente della “Stem for Life Foundation” ed Amministratore Delegato della Società NeoStem, dalla quale dipende la Fondazione.

Esistono due tipi principali di cellule staminali: embrionali ed adulte. Quando una cellula staminale si divide, ogni nuova cellula può continuare ad essere una cellula staminale o svilupparsi e trasformarsi in un altro tipo di cellula con una funzione specializzata, come una cellula muscolare o cerebrale. Queste cellule si trovano, per esempio, nel midollo osseo, nel circolo ematico, nel fegato... Tali cellule offrono una fonte rinnovabile di sostituzione delle cellule e tessuti per la cura di numerose malattie. L’utilizzazione di cellule adulte evita “il dilemma etico posto dall’uso di cellule staminali embrionali”, ha spiegato la Dottoressa Smith. “La ricerca e terapia con le cellule staminali adulte ci consentono di approfondire le conoscenze scientifiche e nel contempo di proteggere ogni stadio dell’esistenza”.

La Dottoressa Smith ha precisato che nel mondo vi sono oltre 12,7 milioni di persone che soffrono di cancro, 346 milioni di malati di diabete e 583 milioni di persone che soffrono di malattie autoimmuni. Le nuove terapie con cellule staminali adulte sono state impiegate con successo in casi di sclerosi multipla e leucemia, e “in un futuro non molto lontano, potremo utilizzarle per ricostruire tessuti danneggiati e riparare organi come il cuore”.

Il Reverendo Tomasz Trafny ha affermato a sua volta che il Congresso si propone di diffondere i risultati della scienza medica e di riflettere su di essi dalla prospettiva delle scienze umane. “Vorremmo porre alcune domande importanti e a volte provocatorie; per esempio se il giuramento di Ippocrate debba essere esteso a tutte le scienze delle vita, dal momento in cui oggigiorno non solo i medici, ma anche gli scienziati di laboratorio hanno capacità di intervenire in tutte le fasi della vita dell’uomo”.

Infine il Reverendo Trafny ha ringraziato il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e la Pontificia Accademia per la Vita per la loro collaborazione e sostegno.
CON-CU/ VIS 20111108 (470)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Neuquén (Argentina), presentata dal Vescovo Marcelo Melani, S.D.B., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Virginio Bressanelli, S.C.I., finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Edmundo Ponciano Valenzuela Mellid, S.D.B., Arcivescovo Coadiutore di Asunción (superficie: 2.582; popolazione: 1.690.000; cattolici: 1.531.000; sacerdoti: 220; religiosi: 864; diaconi permanenti: 64), Paraguay. È stato finora Vicario Apostolico del Chaco Paraguayo.

- Ha nominato il Padre Anselm Umoren, M.S.P., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Abuja (superficie: 8.000; popolazione: 2.889.000; cattolici: 519.632; sacerdoti: 108; religiosi: 330), Nigeria. Il Vescovo eletto, è nato nel 1962 a Ukana Nto (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1988 al 1992 è stato Formatore nella casa di Formazione di Iperu-Remo, Nigeria; dal 1992 al 1995 è stato Missionario nella Diocesi di Kenema, Sierra Leone; dal 1995 al 2001 è stato Missionario nella Diocesi di Buea, Cameroon; dal 1995 al 2003 è stato Consigliere Generale; dal 2006 al 2008 Missionario nella Diocesi di Torit, Sudan; dal 2003 al 2006 Project Manager; dal 2008 Superiore Generale della Società Apostolica “Missionaries of Saint Paul.”
RE:NER:NEC:NEA/ VIS 20111108 (210)

lunedì 7 novembre 2011

CARDINALE MEISNER INVIATO CELEBRAZIONI S. AGNESE DI BOEMIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania), Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’VIII centenario della nascita di Sant’Agnese di Boemia, in programma a Praga (Repubblica Ceca), il 12 novembre prossimo.

Nella Lettera, redatta in latino e datata 20 ottobre 2011, il Papa ricorda la straordinaria personalità della Santa, discepola di Chiara di Assisi, e si congratula per la costanza nella fede del popolo ceco nonostante le difficili circostanze che per lunghi anni hanno accompagnato la vita della Chiesa Cattolica nella Nazione.

I membri della missione che accompagneranno il Cardinale Meisner sono: Padre Stanislav Pribyl, CSsR., ex Provinciale dei Redentoristi nella Repubblica Ceca e Vicario Generale di Litomerice e il Sacerdote Jan Houkal, Parroco di Brandys nad Labem-Stará Boleslav.
LIT/ VIS 20111107 (160)

IL PAPA AI SACERDOTI: DONARSI A DIO, SERVIZIO, VITA ESEMPLARE

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, venerdì 4 novembre, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha celebrato i Vespri in occasione dell’inizio dell’anno accademico delle Università Pontificie. Il Papa ha dedicato l’omelia al ministero sacerdotale ricordando l’istituzione settan’anni or sono, ad opera del Venerabile Pio XII, della Pontificia Opera per le Vocazioni Sacerdotali e la Prima Lettera di Pietro che “invita a meditare sulla missione dei Pastori nella comunità cristiana”.

“Fin dagli albori della Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “è stato evidente il rilievo conferito alle guide delle prime comunità, stabilite dagli Apostoli per l’annuncio della Parola di Dio attraverso la predicazione e per celebrare il sacrificio di Cristo, l’Eucaristia. (...) Pietro, inoltre, fa leva sulla reciproca solidarietà dei Pastori nel ministero, sottolineando la sua e la loro appartenenza all’unico ordine apostolico. (...) Pascere il gregge di Cristo è vocazione e compito ad essi comune e li rende particolarmente legati tra loro, perché uniti a Cristo con un vincolo speciale.
(...) La vocazione apostolica vive grazie al rapporto personale con Cristo, alimentato dalla preghiera assidua e animato dalla passione di comunicare il messaggio ricevuto e la stessa esperienza di fede degli Apostoli”.

Successivamente Benedetto XVI ha enumerato tre condizioni perché vi sia una consonanza a Cristo nella vita del sacerdote: “l’aspirazione a collaborare con Gesù alla diffusione del Regno di Dio, la gratuità dell’impegno pastorale e l’atteggiamento del servizio”.

“Dio Padre ha inviato il Figlio eterno nel mondo per realizzare il suo piano di salvezza” – ha spiegato il Pontefice – “Cristo Gesù ha costituito la Chiesa perché si estendessero nel tempo gli effetti benefici della redenzione. La vocazione dei sacerdoti ha la sua radice in questa azione del Padre realizzata in Cristo, attraverso lo Spirito Santo. Il ministro del Vangelo allora è colui che si lascia afferrare da Cristo, che sa ‘rimanere’ con Lui, che entra in sintonia, in intima amicizia, con Lui, affinché tutto si compia ‘come piace a Dio’, secondo la sua volontà di amore, con grande libertà interiore e con profonda gioia del cuore”.

In secondo luogo, l’impegno pastorale deve essere gratuito. “Non bisogna mai dimenticare che si entra nel sacerdozio attraverso il Sacramento, l’Ordinazione, e questo significa appunto aprirsi all’azione di Dio scegliendo quotidianamente di donare se stessi per Lui e per i fratelli (...). La chiamata del Signore al ministero non è frutto di meriti particolari, ma è dono da accogliere e a cui corrispondere dedicandosi non a un proprio progetto, ma a quello di Dio, in modo generoso e disinteressato, perché Egli disponga di noi secondo la sua volontà, anche se questa potrebbe non corrispondere ai nostri desideri di autorealizzazione. (...) Mai dobbiamo dimenticare – come sacerdoti – che l’unica ascesa legittima verso il ministero di Pastore non è quella del successo, ma quella della Croce”.

“In questa logica essere sacerdoti vuol dire essere servi anche con l’esemplarità della vita. (...) I presbiteri sono dispensatori dei mezzi di salvezza, dei sacramenti, specialmente dell’Eucaristia e della Penitenza, non ne dispongono a proprio arbitrio, ma ne sono umili servitori per il bene del Popolo di Dio. È una vita, allora, segnata profondamente da questo servizio: dalla cura attenta del gregge, dalla celebrazione fedele della liturgia, e dalla pronta sollecitudine verso tutti i fratelli, specie i più poveri e bisognosi. Nel vivere questa ‘carità pastorale’ sul modello di Cristo e con Cristo, in qualsiasi posto il Signore chiama, ogni sacerdote potrà realizzare pienamente sé stesso e la propria vocazione”.

Infine il Papa ha invitato gli studenti universitari a vivere bene il tempo di formazione “dono prezioso che Dio vi offre”, vivendolo in intima comunione con Lui.
HML/ VIS 20111107 (610)

APPELLO AFFINCHÉ CESSI LA VIOLENZA IN NIGERIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2011 (VIS). Dopo l’Angelus, il Papa ha espresso preoccupazione per i tragici episodi dei giorni scorsi in Nigeria e, nell’assicurare la sua preghiera per le vittime, ha lanciato un appello invitando “a porre fine ad ogni violenza, che non risolve i problemi, ma li accresce, seminando odio e divisione fra i credenti”.

Esprimendosi in lingua spagnola e citando la liturgia domenicale, Benedetto XVI ha detto: “L’incontro con Dio non si improvvisa, anzi esso deve permeare tutta la nostra vita. ‘Trovano Dio coloro che lo cercano’. Ricordo che domani, un anno fa, a Barcelona, ho avuto la gioia di dedicare la Basilica della Sagrada Famiglia, ammirabile summa di tecnica, bellezza e fede, concepita dal Servo di Dio Antonio Gaudí, geniale architetto”.

“Il pensiero oggi non può non andare alla città di Genova, duramente colpita dall’alluvione – ha concluso il Papa – Assicuro la mia preghiera per le vittime, per i familiari e per quanti hanno subito gravi danni. La Madonna della Guardia sostenga la cara popolazione genovese nell’impegno solidale per superare la prova”.
ANG/ VIS 20111107 (190)

ANGELUS: APPRENDERE A VIVERE E MORIRE NELLA SPERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2011 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini giunti in Piazza San Pietro. Nell’introdurre la preghiera mariana, Benedetto XVI ha commentato brevemente le letture bibliche della liturgia domenicale che, ha detto, “ci invitano a prolungare la riflessione sulla vita eterna, iniziata in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Su questo punto è netta la differenza tra chi crede e chi non crede, o, si potrebbe ugualmente dire, tra chi spera e chi non spera”.

“San Paolo ricorda ai cristiani di Efeso che, prima di accogliere la Buona Notizia, erano ‘senza speranza e senza Dio nel mondo’. Infatti, la religione dei greci, i culti e i miti pagani, non erano in grado di gettare luce sul mistero della morte, tanto che un’antica iscrizione diceva: ‘In nihil ab nihilo quam cito recidimus’, che significa: ‘Nel nulla dal nulla quanto presto ricadiamo’. Se togliamo Dio, se togliamo Cristo, il mondo ripiomba nel vuoto e nel buio. E questo trova riscontro anche nelle espressioni del nichilismo contemporaneo, un nichilismo spesso inconsapevole che contagia purtroppo tanti giovani”.

Il Papa ha anche citato le lettura del Vangelo di Matteo, la parabola “che parla di dieci ragazze invitate ad una festa di nozze, simbolo del Regno dei cieli, della vita eterna. (...) Di quelle dieci ragazze: cinque entrano alla festa, perché, all’arrivo dello sposo, hanno l’olio per accendere le loro lampade; mentre le altre cinque rimangono fuori, perché, stolte, non hanno portato l’olio. Che cosa rappresenta questo ‘olio’, indispensabile per essere ammessi al banchetto nuziale? Sant’Agostino e altri antichi autori vi leggono un simbolo dell’amore, che non si può comprare, ma si riceve come dono, si conserva nell’intimo e si pratica nelle opere. Vera sapienza è approfittare della vita mortale per compiere opere di misericordia, perché, dopo la morte, ciò non sarà più possibile. Quando saremo risvegliati per l’ultimo giudizio, questo avverrà sulla base dell’amore praticato nella vita terrena. E questo amore è dono di Cristo, effuso in noi dallo Spirito Santo. Chi crede in Dio-Amore porta in sé una speranza invincibile, come una lampada con cui attraversare la notte oltre la morte, e giungere alla grande festa della vita”.

Infine il Pontefice ha invitato i fedeli ad imparare dalla Vergine Maria “a vivere e morire nella speranza che non delude”.
ANG/ VIS 20111107 (420)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Darwin Rudy Andino Ramírez, C.R.S., Vescovo di Santa Rosa de Copán (superficie: 17.360; popolazione: 1.289.000; cattolici: 1.160.000; sacerdoti: 60; religiosi: 63), Honduras. Finora Vescovo Ausiliare di Tegucigalpa (Honduras), il Vescovo Andino Ramírez succede al Vescovo Luis Alfonso Santos Villeda, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20111107 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America.

- L’Arcivescovo Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico nella Repubblica Ceca.

- L’Arcivescovo Richard William Smith, di Edmonton (Canada), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada con l’Arcivescovo Paul-André Durocher, Metropolita eletto di Gatineau, finora Vescovo di Alexandria- Cornwall, Vice-Presidente, ed il Monsignor Patrick Powers, Segretario Generale.

- Il Vescovo Mieczyslaw Mokrzycki, di Lviv dei Latini.

Sabato 5 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Sei Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Henry Joseph Mansell, di Hartford con l'Ausiliare emerito Vescovo Peter Anthony Rosazza.

- Il Vescovo Willìam Edward Lori, di Bridgeport.

- Il Vescovo Michael Richard Cote, di Norwich.

- Il Vescovo Thomas J Tobin, di Providence con l'Ausiliare Vescovo Robert C. Evans.
AP:AL/ VIS 20111105 (150)

CREDENZIALI AMBASCIATORE DI GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore di Germania presso la Santa Sede, Signor Reinhard Schweppe e, nel suo discorso al diplomatico, ha ricordato la recente visita nel suo Paese natale, sottolineando che essa “può essere uno spunto per riflettere sul servizio che, rispettivamente, la Chiesa cattolica e la Santa Sede possono rendere in una società pluralista”, come quella tedesca.

“Molti contemporanei leggono l’influenza del cristianesimo, ma anche di altre religioni, nell’imprimere alla società una determinata cultura e un determinato modo di vivere”, ha affermato il Papa. “Questa concezione non è sbagliata, ma non completa la comprensione di sé della Chiesa cattolica” che “è convinta di non avere soltanto formato comunità culturali, in diverse forme, nei Paesi, ma di essere stata formata, di rimando, anche dalle tradizioni dei singoli Paesi”.

La Chiesa “ha la consapevolezza di conoscere – attraverso la sua fede – la verità sull’uomo e di essere, conseguentemente, tenuta ad impegnarsi per quei valori che sono validi per l’uomo in quanto tale, a prescindere dalle singole culture” ha proseguito il Santo Padre riconoscendo che: “Fortunatamente, una parte fondamentale di valori umani generali sono diventati diritto positivo nella nostra Costituzione del 1949 e nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo dopo la seconda guerra mondiale. (...) Oggi, però, alcuni valori fondamentali dell’esistenza umana sono nuovamente messi in discussione, valori che difendono la dignità dell’uomo come tale. E qui la Chiesa riconosce il dovere, al di là dell’ambito della sua fede, di difendere nell’insieme della nostra società, quella verità e quei valori nei quali la dignità dell’uomo è messa a rischio”.

“In questo senso, non siamo noi a poter giudicare – per parlare di un argomento particolarmente importante – se un individuo è ‘già persona’ o ‘ancora persona’, e ancor meno ci compete il diritto di manipolare l’uomo e – per così dire – di volere fare l’uomo. Solo una società che rispetti e difenda incondizionatamente la dignità di ogni persona, dal concepimento fino alla morte naturale, può dirsi una società umana. (...) Se la Santa Sede si inserisce nella legiferazione, su questioni fondamentali che riguardano la dignità dell’uomo, come oggi si pongono in molti ambiti dell’esistenza prenatale dell’uomo, essa non lo fa per imporre indirettamente la sua fede ad altri, bensì per difendere valori che sono fondamentalmente evidenti per tutti in quanto verità sull’essere persona”.-

Contro la discriminazione della donna

Successivamente Benedetto XVI ha fatto riferimento alla discriminazione di genere della donna, “un aspetto critico che, attraverso tendenze materialistiche ed edoniste, sembra farsi spazio soprattutto nei Paesi del cosiddetto mondo occidentale”. Il Pontefice ha sottolineato che “un rapporto che non tenga in conto il fatto che l’uomo e la donna hanno pari dignità, rappresenta una grave mancanza nei riguardi dell’umanità. È giunto il momento di contrastare energicamente la prostituzione, l’ampia diffusione di materiale a contenuto erotico e pornografico, anche e proprio tramite internet. La Santa Sede si impegnerà affinché il necessario intervento da parte della Chiesa cattolica in Germania contro questo genere di abusi avvenga in maniera più decisa e chiara”.

Infine il Papa ha ringraziato il Governo Federale tedesco e i governi dei Länder per il loro sostegno all’opera della Chiesa “che in Germania ha ottime possibilità di azione”, per annunciare il Vangelo e per aiutare le persone in difficoltà con istituzioni sociali e caritative “la cui opera, in definitiva, è a beneficio di tutti i cittadini”.
CD/GERMANIA VIS 20111107 (570)

venerdì 4 novembre 2011

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE COSTA D’AVORIO

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Costa d’Avorio presso la Santa Sede, Signor Joseph Tebah-Klah, nel XL anniversario di relazioni diplomatiche.

In risposta al discorso dell’Ambasciatore, il Santo Padre ha detto di aver seguito con grande preoccupazione lo sviluppo della crisi postelettorale che ha condotto alle divisioni che attualmente affliggono la Costa d’Avorio, ed ha auspicato che la Commissione Dialogo-Verità-Riconciliazione, di recente creazione, operi con diligenza e imparzialità.

“La grave crisi che la Costa d’Avorio ha dovuto affrontare, ha dato luogo a gravi violazioni dei diritti umani ed a numerose perdite di vite umane. Perciò incoraggio il suo Paese a promuovere tutte le iniziative che portano alla pace e alla giustizia. Non bisogna aver paura di far luce sui crimini e gli attentati commessi contro i diritti delle persone. Il ‘vivere insieme’ sarà possibile ed armonioso soltanto con la ricerca della verità e della giustizia (...) ed anche con il riconoscimento e il rispetto del carattere sacro di ogni vita umana. Poiché la vita viene da Dio, essa è sacra per la sua origine divina. La perdita di ogni vita umana, - piccola o grande, ricca o povera - è sempre un dramma, soprattutto quando l’uomo ne è responsabile”.

La diversità di religioni e etnie del Paese africano “è una grande ricchezza. Il ‘vivere insieme’ deve essere sempre ardentemente sostenuto ed incoraggiato”. In merito il Papa ha esortato i governanti a lavorare in modo trasparente affinché le risorse della Nazione siano a beneficio di tutti i cittadini, in modo equo.

La Chiesa, a sua volta, “partecipa con la sua specificità allo sforzo di ricostruzione. Essa non desidera sostituirsi allo Stato, ma può con le sue numerose istituzioni, in ambito educativo e sanitario, portare conforto e cura dell’anima; tale aiuto è spesso più necessario del sostegno materiale, soprattutto quando occorre curare le ferite del corpo e dell’anima”.

Infine il Santo Padre ha invocato l’intercessione della Beata Vergine Maria affinché il Signore ricolmi di abbondanti benedizioni i governanti e il popolo ivoriano.
CD/COSTA D’AVORIO VIS 20111104 (360)

NUOVA EVANGELIZZAZIONE E DIALOGO INTERRELIGIOSO AMERICA

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). L’Assemblea Speciale per l’America del Sinodo dei Vescovi ha tenuto, dal 27 al 28 ottobre scorso, la XVI Riunione del Consiglio Speciale della Segreteria Generale. Alla luce dell’Esortazione postsinodale “Ecclesia in America” – secondo un Comunicato reso pubblicato dalla Segreteria Generale - sono stati esaminati argomenti relativi alla nuova evangelizzazione, al dialogo interreligioso ed alla situazione sociale ed ecclesiale nei diversi paesi del Continente.

Per quanto attiene ai due primi argomenti, si è notato che il Documento “Ecclesia in America” ripresenta per la situazione del Continente americano, “i criteri di valutazione delle religioni non cristiane già espressi nella Dichiarazione ‘Nostra aetate’, del Concilio Ecumenico Vaticano II, secondo i quali la Chiesa cattolica non respinge niente di quello che di vero e santo esiste nelle religioni non cristiane, ma afferma la specificità originale del cristianesimo”.

“Nell’ambito del dialogo ecumenico e interreligioso è stata rilevata in certi casi un’interferenza dello Stato, che da una parte si autoproclama laico ma d’altra mantiene nella pratica una linea di condotta orientata a considerare la Chiesa cattolica come una tra le tante denominazioni religiose, ignorando in questo modo la sua vera natura e il ruolo storico indiscutibile che essa ha avuto nella prima evangelizzazione del Continente, come pure nella formazione dell’identità delle singole Nazioni. Alla stregua di questa strategia seguita dalle Autorità civili, il dialogo ecumenico e interreligioso viene sostituito con il concetto generico di ‘rapporti interreligiosi’. In questo modo, non solo tutte le religioni sono considerate come fenomeni di natura spirituale a parità di condizioni, ma si tenta di vedere la religione come uno strumento a servizio della vita politica. Invece, la Chiesa in America è determinata a continuare con attività ecumeniche e interreligiose nella linea pastorale tracciata dal Concilio Vaticano II e dal Magistero successivo”.

Il Comunicato rende note le buone relazioni esistenti con altre confessioni cristiane e non cristiane, soprattutto con gli ebrei e i musulmani, anche se questi ultimi non rappresentano un gruppo numericamente importante nella maggioranza dei paesi. “Molto significativa in vari Paesi è la presenza di religioni indigene, preesistenti alla prima evangelizzazione. In esse, la Chiesa cattolica cerca di riscoprire elementi compatibili con il Vangelo, di purificarli e di integrarli convenientemente nella vita delle comunità ecclesiali locali. Più complesso diventa il rapporto con le sette, vera sfida per la Chiesa nel processo della nuova evangelizzazione. Infatti, le sette, attraverso un forte proselitismo, si estendono velocemente nelle grandi città e dove la Chiesa abbia una presenza debole”.

Preoccupano il diffondersi della povertà, della violenza, dei valori contrari al rispetto della vita umana che “sono stati considerati quali risultati dell’influsso negativo del processo di secolarizzazione che si sta estendendo dal Nord al Sud. È stata poi segnalata la difficile situazione sociale di Haiti, conseguenza del terremoto, che si protrae nel tempo aggravata dalle malattie e da una situazione sociale di forte disagio per la popolazione locale”. Si spera nella solidarietà manifestata concretamente da governi e istituzioni internazionali e da organismi ecclesiali.

Un altro fenomeno di vaste proporzioni che coinvolge tutto il Continente è il movimento migratorio. “In questo campo, la Chiesa è impegnata nella promozione di programmi sociali e di assistenza religiosa agli immigrati, allo scopo di aiutare l’integrazione culturale e la pace sociale. Se da una parte occorre notare le gravi difficoltà che incontrano gli immigrati in situazione irregolare, dall’altra è necessario rilevare gli aspetti positivi del fenomeno migratorio”, che portano ad una maggiore integrazione dei diversi popoli nell’unità dello stesso Continente.

“Nel campo ecclesiale, motivo di consolazione è l’aumento delle vocazioni al sacerdozio, anche se assai diversificato sia nei Paesi sia nelle diocesi. Si verifica un aumento delle vocazioni maschili al sacerdozio e alla vita consacrata, mentre la vita religiosa femminile cresce più moderatamente e in alcuni ambienti diminuisce. In genere si constata una buona disposizione all’accoglienza della fede da parte delle nuove generazioni”.

Infine, la V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi (Aparecida, Brasile, 13-31 maggio 2007) ha sottolineato che: “Di particolare importanza è la coscienza che tutta la Chiesa nel Continente deve essere in stato di missione. (...) Ad accrescere questo nuovo slancio missionario contribuisce la buona accoglienza dei ‘Lineamenta’ della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012”, sul tema: “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”.
SE/ VIS 20111104 (730)

SALA STAMPA SU CHIUSURA AMBASCIATA IRLANDA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata questa mattina dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., circa la Nota che il Ministero degli Esteri dell’Irlanda ha emesso nella serata di ieri, annunciando la decisione del Governo irlandese di chiudere per motivi economici le Ambasciate presso la Santa Sede e l’Iran e il suo Ufficio di Rappresentanza in Timor Orientale.

“La Santa Sede prende atto della decisione dell’Irlanda di chiudere la sua Ambasciata a Roma presso la Santa Sede. Naturalmente ogni Stato che ha relazioni diplomatiche con la Santa Sede è libero di decidere, in base alla sue possibilità e ai suoi interessi, se avere un Ambasciatore presso la Santa Sede residente a Roma oppure residente in un altro Paese. Ciò che è importante sono i rapporti diplomatici fra la Santa Sede e gli Stati, e questi non sono in questione per quanto riguarda l’Irlanda”.
OP/ VIS 20111104 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Tredici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Arcivescovo di Boston con gli Ausiliari: Vescovo Walter James Edyvean; Vescovo John Anthony Dooher; Vescovo Robert Francis Hennessey; Vescovo Arthur L. Kennedy; Vescovo Peter J. Uglietto.

- Il Vescovo Salvatore Ronald Matano, di Burlington.

- Il Vescovo George William Coleman, di Fall River.

- Il Vescovo Richard Joseph Malone, di Portland.

- Il Vescovo Timothy Anthony McDonnell, di Springfield in Massachusetts.

- Il Vescovo Robert Joseph McManus, di Worcester.

- Il Vescovo Francis J. Christian, Ausiliare di Manchester con l’emerito Vescovo John B. McCormack.
AL/ VIS 20111104 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joachim Ouédraogo, Vescovo della Diocesi di Koudougou (superficie: 26.354; popolazione: 1.649.000; cattolici: 278.000; sacerdoti: 80; religiosi: 180), Burkina Faso. È stato finora Vescovo di Dori (Burkina Faso) ed Amministratore Apostolico della medesima Diocesi.
NER/ VIS 20111104 (50)

giovedì 3 novembre 2011

TUTTI I SANTI: DALLE REALTÀ TERRENE A DIMENSIONE ETERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2011 (VIS). “La Solennità di Tutti i Santi è occasione propizia per elevare lo sguardo dalle realtà terrene, scandite dal tempo, alla dimensione di Dio, la dimensione dell’eternità e della santità”, ha detto il Santo Padre ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus.

“La Liturgia ci ricorda oggi che la santità è l’originaria vocazione di ogni battezzato. Cristo infatti, che col Padre e con lo Spirito è il solo Santo, ha amato la Chiesa come sua sposa e ha dato se stesso per lei, al fine di santificarla. Per questa ragione tutti i membri del Popolo di Dio sono chiamati a diventare santi (...) Siamo dunque invitati a guardare la Chiesa non nel suo aspetto solo temporale ed umano, segnato dalla fragilità, ma come Cristo l’ha voluta, cioè ‘comunione dei santi’. (...)
Oggi veneriamo proprio questa innumerevole comunità di Tutti i Santi, i quali, attraverso i loro differenti percorsi di vita, ci indicano diverse strade di santità, accomunate da un unico denominatore: seguire Cristo e conformarsi a Lui, fine ultimo della nostra vicenda umana”, ha spiegato il Pontefice.

“La Commemorazione dei fedeli defunti, cui è dedicata la giornata di domani, 2 novembre” – ha proseguito il Pontefice – “ci aiuta a ricordare i nostri cari che ci hanno lasciato, e tutte le anime in cammino verso la pienezza della vita, proprio nell’orizzonte della Chiesa celeste, a cui la Solennità di oggi ci ha elevato”.

“Fin dai primi tempi della fede cristiana, la Chiesa terrena, riconoscendo la comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi. La nostra preghiera per i morti è quindi non solo utile ma necessaria, in quanto essa non solo li può aiutare, ma rende al contempo efficace la loro intercessione in nostro favore. Anche la visita ai cimiteri, mentre custodisce i legami di affetto con chi ci ha amato in questa vita, ci ricorda che tutti tendiamo verso un’altra vita, al di là della morte. Il pianto, dovuto al distacco terreno, non prevalga perciò sulla certezza della risurrezione, sulla speranza di giungere alla beatitudine dell’eternità”.
ANG/ VIS 20111103 (380)

FEDE VITA ETERNA DÀ FORZA COSTRUIRE FUTURO NOSTRA TERRA

CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina, nell’Aula Paolo VI, dove ha ricevuto pellegrini provenienti da diverse parti del mondo, il Santo Padre ha tenuto l’Udienza Generale che ha dedicato alla Commemorazione di tutti i fedeli defunti e alla realtà della morte.

“Nonostante la morte sia spesso un tema quasi proibito nella nostra società” – ha detto Benedetto XVI – “e vi sia il tentativo continuo di levare dalla nostra mente il solo pensiero della morte, essa riguarda ciascuno di noi (...). E davanti a questo mistero tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che ci apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro”.

“Abbiamo timore davanti alla morte perché abbiamo paura del nulla, di questo partire verso qualcosa che non conosciamo, che ci è igno¬to. E allora c’è in noi un senso di rifiuto perché non possiamo accettare che tutto ciò che di bello e di grande è stato realizzato durante un’intera esistenza, venga improvvisamente cancellato, cada nell’abisso del nulla. Soprattutto noi sentiamo che l’amore richiama e chiede eternità e non è possibile accettare che esso venga distrutto dalla morte in un solo momento. (...) Quando ci troviamo verso la fine dell’esistenza, c’è la percezione che vi sia un giudizio sulle nostre azioni, su come abbiamo condotto la nostra vita, soprattutto su quei punti d’ombra che, con abilità, sappiamo spesso rimuovere o tentiamo di rimuovere dalla nostra coscienza”.

“Oggi il mondo è diventato molto più razionale, o meglio, si è diffusa la tendenza a pensare che ogni realtà debba essere affrontata con i criteri della scienza sperimentale, e che anche alla grande questione della morte si debba rispondere non tanto con la fede, ma partendo da conoscenze sperimentabili, empiriche. Non ci si rende sufficientemente conto, però, che proprio in questo modo si è finiti per cadere in forme di spiritismo, nel tentativo di avere un qualche contatto con il mondo al di là della morte”.

“Cari amici, la solennità di tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti ci dicono che solamente chi può riconoscere una grande speranza nella morte, può an¬che vivere una vita a partire dalla speranza. (...) L’uomo ha bisogno di eternità ed ogni altra speranza per lui è troppo breve, è troppo limitata. L’uomo è spiegabile solamente se c’è un Amore che superi ogni isolamento, anche quello della morte, in una totalità che trascenda anche lo spazio e il tempo. L’uomo è spiegabile, trova il suo senso più profondo, solamente se c’è Dio. E noi sappiamo che Dio è uscito dalla sua lontananza e si è fatto vicino, è entrato nella nostra vita”.

“Dio si è veramente mostrato, è diventato accessibile, ha tanto amato il mondo ‘da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna’, e nel supremo atto di amore della Croce, immergendosi nell’abisso della morte, l’ha vinta, è risorto ed ha aperto anche a noi le porte dell’eternità. Cristo ci sostiene attraverso la notte della morte che Egli stesso ha at¬traversato; è il Buon Pastore, alla cui guida ci si può affidare sen¬za alcuna paura, poiché Egli conosce bene la strada, anche attra¬verso l’oscurità”.

“E proprio la fede nella vita eterna” – ha concluso il Santo Padre – “dà al cristiano il coraggio di amare ancora più intensamente questa nostra terra e di lavorare per costruirle un futuro, per darle una vera e sicura speranza”.

Dopo i saluti nelle diverse lingue ai pellegrini presenti, Benedetto XVI ha ricordato che il 3 e il 4 novembre prossimo “i Capi di Stato o di Governo del G-20 si riuniranno a Cannes, per esaminare le principali problematiche connesse con l’economia globale. Auspico che l’incontro aiuti a superare le difficoltà che, a livello mondiale, ostacolano la promozione di uno sviluppo autenticamente umano e integrale”.

L’Udienza si è conclusa con il canto del Padre Nostro e la Benedizione Apostolica.
AG/ VIS 20111103 (670)

SANTA MESSA IN SUFFRAGIO CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2011 (VIS). Come di consueto il giorno della Commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti, il Papa si è recato alla Grotte vaticane, luogo di sepoltura di alcuni Pontefici, per un momento di preghiera, e questa mattina ha celebrato nella Basilica Vaticana una Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’anno.

Nel ricordare i Cardinali defunti: Urbano Navarrete, S.I., Michele Giordano, Varkey Vithayathil, C.SS.R., Giovanni Saldarini, Agustín García-Gasco Vicente, Georg Maximilian Sterzinsky, Kazimierz Świątek, Virgilio Noè, Aloysius Matthew Ambrozic ed Andrzej Maria Deskur, il Santo Padre ha commentato nell’omelia il brano del Vangelo di San Marco nel quale l’evangelista annota che gli Apostoli hanno timore di chiedere a Gesù il significato della frase: ‘Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni, risorgerà’”.

“Anche noi, di fronte alla morte, non possiamo non provare i sentimenti e i pensieri dettati dalla nostra condizione umana” – ha detto il Papa – “E sempre ci sorprende e ci supera un Dio che si fa così vicino a noi da non fermarsi nemmeno davanti all’abisso della morte, che anzi lo attraversa, rimanendo per due giorni nel sepolcro. Ma proprio qui si attua il mistero del ‘terzo giorno’. Cristo assume fino in fondo la nostra carne mortale affinché essa sia investita dalla gloriosa potenza di Dio, dal vento dello Spirito vivificante, che la trasforma e la rigenera”.

“La morte di Cristo è fonte di vita, perché in essa Dio ha riversato tutto il suo amore, come in un’immensa cascata (...). L’abisso della morte viene riempito da un altro abisso, ancora più grande, che è quello dell’amore di Dio, così che la morte non ha più alcun potere su Gesù Cristo, né su coloro che, per la fede e il Battesimo, sono associati a Lui. ‘Se siamo morti con Cristo – dice San Paolo – crediamo che anche vivremo con lui’”.

“In realtà, è solo in Cristo che tale speranza trova il suo fondamento reale” – ha commentato il Papa – “Prima essa rischiava di ridursi ad un’illusione, ad un simbolo ricavato dal ritmo delle stagioni (...). Invece l’intervento di Dio nel dramma della storia umana non obbedisce a nessun ciclo naturale, obbedisce solamente alla sua grazia e alla sua fedeltà. La vita nuova ed eterna è frutto dell’albero della Croce (...) Senza la Croce di Cristo, tutta l’energia della natura rimane impotente di fronte alla forza negativa del peccato. Era necessaria una forza benefica più grande di quella che manda avanti i cicli della natura, un Bene più grande di quello della stessa creazione: un Amore che procede dal ‘cuore’ stesso di Dio e che, mentre rivela il senso ultimo del creato, lo rinnova e lo orienta alla sua meta originaria e ultima”.

“Tutto questo avvenne in quei ‘tre giorni’, quando il ‘chicco di grano’ cadde nella terra, vi rimase per il tempo necessario a colmare la misura della giustizia e della misericordia di Dio, e finalmente produsse ‘molto frutto’, non rimanendo solo, ma come primizia di una moltitudine di fratelli. Ora sì, grazie a Cristo (...) le immagini tratte dalla natura non sono più soltanto simboli, miti illusori, ma ci parlano di una realtà”.
HML/ VIS 20111103 (550)
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