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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 28 gennaio 2011

IL PAPA RICEVE LA COMMISSIONE PER IL DIALOGO TEOLOGICO TRA LA CHIESA CATTOLICA E LE CHIESE ORIENTALI ORTODOSSE

 CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in Vaticano 30 membri della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Orientali Ortodosse.

 La Commissione è stata istituita nel 2003, su iniziativa delle autorità ecclesiali della famiglia delle Chiese Orientali Ortodosse e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

 Il risultato della prima fase del dialogo, dal 2003 al 2009, è stato il documento "Naturalezza, Costituzione e Missione della Chiesa", che - ha detto il Papa - "descrive gli aspetti fondamentali dei principi ecclesiologici che condividiamo e segnala le questioni che richiedono una più profonda riflessione nelle successive fasi del dialogo. Non possiamo che essere grati che dopo circa 1500 anni di separazione, tuttavia siamo d'accordo sulla natura sacramentale della Chiesa, sulla successione apostolica e sulla urgente necessità di dare testimonianza nel mondo del Vangelo di Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo".

 Nella seconda fase la Commissione ha riflettuto "da una prospettiva storica, di come le Chiese hanno espresso la loro comunione attraverso i secoli" e questa settimana è stata dedicata "allo studio della comunione e della comunicazione che esisteva tra le Chiese fino alla metà del quinto secolo di storia cristiana e del ruolo svolto dal monachesimo nella vita della Chiesa primitiva".

 Benedetto XVI ha manifestato la speranza che la riflessione teologica "porterà le nostre chiese non solo a capirsi più profondamente tra di loro, ma a continuare con determinazione il nostro cammino verso la piena comunione a cui siamo chiamati per volontà di Cristo".

 "Molti di voi - ha concluso - provengono da paesi dove gli individui e le comunità cristiane affrontano prove e difficoltà che sono motivo di profonda preoccupazione per tutti noi. Tutti i cristiani devono sforzarsi di lavorare insieme in reciproca accettazione e fiducia per raggiungere la pace e la giustizia. Che l'intercessione e l'esempio di molti martiri e santi, che hanno reso coraggiosa testimonianza a Cristo in tutte le nostre Chiese, sostenga e fortifichi voi e tutte le vostre comunità cristiane".
AC/                                                     VIS 20110128 (350)

UDIENZE

 CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute).

- L'Arcivescovo Faustino Saint Munoz, Nunzio apostolico, con i familiari.

- Signor Francis Martin-Xavier Campbell, Ambasciatore di Gran Bretagna, in visita di congedo.

- Signor Suprapto Martosetomo, Ambasciatore di Indonesia, in visita di congedo.
AP/                                            VIS 20110128 (80)

giovedì 27 gennaio 2011

IN MARZO INIZIANO GLI INCONTRI TRA CREDENTI E NON CREDENTI

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Cultura, il cui presidente è il Cardinale Gianfranco Ravasi, dal 24 al 25 marzo, organizzerà il lancio del "Cortile di Gentili", nuova struttura vaticana permanente destinata a favorire lo scambio e l'incontro tra credenti e non credenti.

 Secondo un comunicato del Pontificio Consiglio della Cultura, ci saranno tre colloqui sul tema: "Religione, lume e ragione comune", che si svolgeranno nel pomeriggio di giovedì 24 marzo presso la sede dell'UNESCO; la mattina di venerdì 25 marzo presso l'Università la Sorbona e il pomeriggio dello stesso giorno all'Institut de France. A conclusione di questi tre colloqui, si terrà nel Collège des Bernardins una tavola rotonda.

 Inoltre, la sera di venerdì 25 marzo, è prevista una festa aperta a tutti, in particolare ai giovani, sul tema: "l'Atrio dello Sconosciuto", che sarà organizzata in Notre Dame de Parìs, con musica spettacoli e un incontro di riflessione. Dopo gli spettacoli, la Cattedrale parigina rimarrà aperta in via del tutto eccezionale per coloro che desiderano partecipare a una veglia di preghiera e a una meditazione.
CON-C/                                                                                                              VIS 20110127 (180)

PRESENTAZIONE MESSAGGIO PER LA XIX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2011 (VIS). Giovedì, 3 febbraio, alle ore 11.00, nella Sala Stampa della Santa Sede, si terrà la presentazione del Messaggio di Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l'11 febbraio.

 In tale occasione, verrà anche presentato il Seminario "Associazionismo sanitario cattolico e cultura della vita", che si terrà il 5 febbraio presso l'Auditorium San Pio X, per la chiusura del 25° anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute).

 Interverranno all'evento l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute), il Vescovo Josè Luis Redrado Marchite e il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu Mate Musivi, rispettivamente Segretario e Sottosegretario del medesimo Consiglio e Rosa Merola, consultore dello stesso dicastero e psicologa presso l'Istituto Penitenziario di Rebibbia, Roma.
OP                                                                                                                       VIS 20110127 (130)

mercoledì 26 gennaio 2011

VINCERE LA TENTAZIONE DEL PESSIMISMO DAVANTI ALL'OBIETTIVO DELLA PIENA UNITA'

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Ieri sera il Papa ha presieduto nella Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, la celebrazione dei vespri in occasione della chiusura della Settimana di Orazione per l'Unità dei Cristiani.

 All'inizio dell'omelia, il Santo Padre ha ricordato che quest'anno "il tema offerto alla nostra meditazione è stato proposto dalle Comunità cristiane di Gerusalemme". (...) I cristiani della Città Santa ci invitano a rinnovare e rafforzare il nostro impegno per il ristabilimento della piena unità meditando sul modello di vita dei primi discepoli di Cristo riuniti a Gerusalemme: "Essi - leggiamo negli Atti degli Apostoli - erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".

 "L'insegnamento degli Apostoli, la comunione fraterna, lo spezzare il pane e la preghiera - ha detto - sono le forme concrete di vita della prima comunità cristiana di Gerusalemme riunita dall'azione dello Spirito Santo, ma al tempo stesso costituiscono i tratti essenziali di tutte le comunità cristiane, di ogni tempo e di ogni luogo. In altri termini, potremmo dire che essi rappresentano anche le dimensioni fondamentali dell'unità del Corpo visibile della Chiesa".

 Benedetto XVI ha aggiunto che "nel corso degli ultimi decenni, il movimento ecumenico, "sorto per impulso della grazia dello Spirito Santo", ha fatto significativi passi in avanti, tuttavia, "sappiamo bene che siamo ancora lontani da quella unità per la quale Cristo ha pregato. (...) L'unità alla quale Cristo, mediante il suo Spirito, chiama la Chiesa non si realizza solo sul piano delle strutture organizzative, ma si configura, ad un livello molto più profondo, come unità espressa "nella confessione di una sola fede, nella comune celebrazione del culto divino e nella fraterna concordia della famiglia di Dio".

 "La ricerca del ristabilimento dell'unità tra i cristiani divisi - ha continuato - non può pertanto ridursi ad un riconoscimento delle reciproche differenze ed al conseguimento di una pacifica convivenza: ciò a cui aneliamo è quell'unità per cui Cristo stesso ha pregato e che per sua natura si manifesta nella comunione della fede, dei sacramenti, del ministero. Il cammino verso questa unità deve essere avvertito come imperativo morale, risposta ad una precisa chiamata del Signore. Per questo occorre vincere la tentazione della rassegnazione e del pessimismo, che è mancanza di fiducia nella potenza dello Spirito Santo".

 Il Papa ha sottolineato che "il nostro dovere è proseguire con passione il cammino verso questa meta con un dialogo serio e rigoroso per approfondire il comune patrimonio teologico, liturgico e spirituale; con la reciproca conoscenza; con la formazione ecumenica delle nuove generazioni e, soprattutto, con la conversione del cuore e con la preghiera".

 Riferendosi alla festa di oggi, la Conversione di San Paolo, ha ricordato che "nei suoi lunghi viaggi missionari, l'Apostolo, peregrinando per città e regioni diverse, non dimenticò mai il legame di comunione con la Chiesa di Gerusalemme. La colletta in favore dei cristiani di quella comunità (...) occupò un posto importante nelle preoccupazioni di Paolo, che la considerava non solo un'opera di carità, ma il segno e la garanzia dell'unità e della comunione tra le Chiese da lui fondate e quella primitiva Comunità della Città Santa, un segno dell'unità dell'unica Chiesa di Cristo".

 Infine, il Santo Padre ha salutato in modo speciale i Fratelli e le Sorelle delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, oltre "ai membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Antiche Chiese Orientali, la cui riunione si svolge qui a Roma in questi giorni. Affidiamo al Signore il buon successo del vostro incontro, perché possa rappresentare un passo in avanti verso la tanto auspicata unità". Il Papa ha rivolto anche un saluto particolare ai rappresentanti della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca, "venuti a Roma con il Vescovo della Chiesa di Baviera".
HML/                                                                                                                     VIS 20110126 (670)

GIOVANNA D'ARCO: PORTARE LA LUCE DEL VANGELO NELLA STORIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Questo mercoledì, la catechesi dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI alla presenza di 3.000 persone, è stata dedicata alla figura della Santa Giovanna d'Arco (1412-1431) una  di "quelle donne forti che, alla fine del Medioevo, portarono senza paura la grande luce del Vangelo nelle complesse vicende della storia".

 Il Papa ha spiegato che Giovanna, figlia di contadini agiati, è vissuta nel periodo del conflitto bellico che si conosce come la "Guerra dei cent'anni" tra Francia e Inghilterra. Molto giovane, all'età di 13 anni, sentì "attraverso la "voce" dell'Arcangelo San Michele, la chiamata dal Signore ad intensificare la sua vita cristiana e anche ad impegnarsi in prima persona per la liberazione del suo popolo".

 Giovanna fa voto di verginità e intensifica la sua preghiera partecipando con un nuovo impegno alla vita sacramentale. "La compassione e l'impegno della giovane contadina francese di fronte alla sofferenza del suo popolo - ha detto il Pontefice - sono resi più intensi dal suo rapporto mistico con Dio. Uno degli aspetti più originali della santità di questa giovane è proprio questo legame tra esperienza mistica e missione politica".

 All'inizio del 1429, Giovanna comincia la sua azione e superando tutti gli ostacoli incontra il Delfino di Francia, il futuro re Carlo VII, che a Poitiers la sottopone ad un esame da parte di alcuni teologi dell'Università che esprimono un giudizio positivo: "in lei non vedono niente di male, solo una buona cristiana".

 Il 22 marzo dello stesso anno, Giovanna detta un'importante lettera al re d'Inghilterra e ai suoi uomini  che assediano la città di Orléans. "La sua è una proposta di vera pace nella giustizia tra i due popoli cristiani, alla luce dei nomi di Gesù e di Maria", ha osservato il Santo Padre. La proposta è respinta e Giovanna deve impegnarsi per la liberazione della città. L'altro momento culminante della sua impresa è l'incoronazione del re Carlo VII a Reims il 17 luglio 1429.

 La passione di Giovanna inizia il 23 maggio 1430 quando, a Compiegne, cade prigioniera dei suoi nemici e viene condotta nella città di Rouen dove si svolgerà il lungo e drammatico processo che si concluderà il 30 maggio 1431 con la condanna a morte.

 Il processo è presieduto da due grandi giudici ecclesiastici, il Vescovo Pierre Cauchon e l'inquisitore Jean le Maistre, ma in realtà è interamente guidato da un gruppo di teologi dell'Università di Parigi, "sono ecclesiastici francesi - ha detto il Papa - che avendo fatto la scelta politica opposta a quella di Giovanna, hanno a priori un giudizio negativo sulla sua persona e sulla sua missione. Questo processo è una pagina sconvolgente della storia della santità e anche una pagina illuminante sul mistero della Chiesa, che (...) allo stesso tempo è santa e sempre bisognosa di purificazione".

 "A differenza dei santi teologi che avevano illuminato l'Università di Parigi, come San Bonaventura, San Tommaso d'Aquino e il Beato Duns Scoto (...), questi giudici sono teologi ai quali mancano la carità e l'umiltà di vedere in questa giovane l'azione di Dio" e non vedono "che i misteri di Dio sono rivelati a chi ha il cuore dei piccoli, mentre rimangono nascosti ai dotti e sapienti (...) I giudici di Giovanna sono radicalmente incapaci di comprenderla, di vedere la bellezza della sua anima".

 Giovanna muore sul rogo il 30 maggio del 1431, con un crocifisso in mano e invocando il nome di Gesù. Dopo 25 anni il Processo di Nullità aperto da Callisto III "si conclude con una sentenza solenne che dichiara la nullità della condanna e (...) mette in luce l'innocenza di Giovanna e la sua perfetta fedeltà alla Chiesa. Giovanna d'Arco sarà canonizzata da Benedetto XV, nel 1920".

 "Il Nome di Gesù, invocato dalla nostra Santa fin negli ultimi istanti della sua vita terrena, era come il continuo respiro della sua anima (...) il centro della sua vita. Questa Santa aveva compreso che l'Amore abbraccia tutta la realtà di Dio e dell'uomo, del cielo e della terra, della Chiesa e del mondo. (...) La liberazione del suo popolo è un'opera di giustizia umana, che Giovanna compie nella carità, per amore di Gesù. Il suo è un bell'esempio di santità per i laici impegnati nella vita politica, soprattutto nelle situazioni più difficili".

 "In Gesù, Giovanna contempla anche tutta la realtà della Chiesa, la Chiesa trionfante del Cielo, come la Chiesa militante della terra. Secondo le sue parole, è un tutt'uno Nostro Signore e la Chiesa. Quest'affermazione, ha un carattere veramente eroico nel contesto del Processo di Condanna, di fronte ai suoi giudici, uomini di Chiesa, che la perseguitarono e la condannarono".

 "Con la sua luminosa testimonianza, - ha concluso Benedetto XVI - Santa Giovanna d'Arco ci invita ad una misura alta della vita cristiana: fare della preghiera il filo conduttore delle nostre giornate; avere piena fiducia nel compiere la volontà di Dio, qualunque essa sia; vivere la carità senza favoritismi, senza limiti e attingendo, come lei, nell'Amore di Gesù un profondo amore alla sua Chiesa".
AG/                                                                                                                      VIS 20110126 (800)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião di Rio de Janeiro (Brasile), presentata dal Vescovo Assis Lopez, per raggiunti limiti d'età.
RE/                                                                                                                          VIS 20110126 (30)

martedì 25 gennaio 2011

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA FEBBRAIO-APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS).- Di seguito riportiamo il calendario della Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo ed aprile:

FEBBRAIO

-Mercoledì 2: Festa della Presentazione del Signore, Giornata della Vita Consacrata. Nella Basilica Vaticana, alle ore 17:30, Vespri con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

-Sabato, 5: Nella Basilica Vaticana, alle ore 10.00, Santa Messa e Rito di Ordinazione episcopale.

-Lunedì, 21: Sala del Concistoro, alle ore 12:00: Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

MARZO

-Mercoledì, 9: Mercoledì delle Ceneri, nella Basilica di Sant'Anselmo, alle ore 16:30 Statio e Processione Penitenziale. Nella Basilica di Santa Sabina, alle ore 17:00, Santa Messa, benedizione ed imposizione delle Ceneri.

-Domenica, 13: I Domenica di Quaresima. Nel Palazzo Apostolico, Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 18:00: inizio degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

-Sabato, 19: Nella Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 9:00: conclusione degli esercizi spirituali.

-Domenica, 20: Alle ore 9.00, Santa Messa e Rito di Dedicazione della nuova Parrocchia romana di San Corbinato all'Infernetto - Casal Palocco.

APRILE

-Domenica, 17: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In Piazza San Pietro, ore 9:30; Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

-Giovedì, 21: Giovedì Santo: Basilica Vaticana, alle ore 9:30: Santa Messa del Crisma. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle ore 17:30: inizio del Triduo Pasquale. Santa Messa nella Cena del Signore.

-Venerdì, 22: Venerdì Santo. Nella  Basilica Vaticana, alle ore 17:00: Celebrazione della Passione del Signore. Al Colosseo, alle ore 21:15, Via Crucis.

-Sabato, 23: Sabato Santo. Nella Basilica Vaticana, alle ore 21:00: Veglia Pasquale nella Notte Santa.

-Domenica, 24: Domenica di Pasqua. In Piazza San Pietro, alle ore 10:15: Santa Messa del giorno. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle ore 12:00: Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/                                    VIS 20110125 (300)

TUTTI I BATTEZZATI DEVONO COMUNICARE IL DONO DEL VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS).-E' stato reso pubblico il testo del messaggio del Santo Padre per la LXXXV Giornata Mondiale Missionaria che quest'anno si celebra il 23 ottobre sul tema: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,21).

  Il Papa scrive che l'impegno di portare a tutti l'annuncio del Vangelo "con lo stesso slancio dei cristiani della prima ora", come ha ribadito il Venerabile Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000, "risuona ogni anno nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale".

  "Tutti i popoli - continua Benedetto XVI - sono destinatari dell'annuncio del Vangelo". La Chiesa "esiste per evangelizzare, (...) la sua azione, in adesione alla parola di Cristo e sotto l'influsso della sua grazia e della sua carità, si fa pienamente e attualmente presente a tutti gli uomini e a tutti i popoli per condurli alla fede in Cristo".

  Il Papa rileva che "questo compito non ha perso la sua urgenza. (...) Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza".

  "Non solo; ma si allarga la schiera di coloro che - scrive - pur avendo ricevuto l'annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane, sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede. È in atto un cambiamento culturale, alimentato anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall'imperante relativismo, un cambiamento che porta ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse, e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali".

  Il Santo Padre ricorda che "la missione universale coinvolge tutti, tutto e sempre. Il Vangelo non è un bene esclusivo di chi lo ha ricevuto, ma è un dono da condividere, una bella notizia da comunicare. E questo dono-impegno è affidato non soltanto ad alcuni, bensì a tutti i battezzati".

  "L'evangelizzazione è un processo complesso e comprende vari elementi. Tra questi, un'attenzione peculiare da parte dell'animazione missionaria è stata sempre data alla solidarietà (...) Si tratta di sostenere istituzioni necessarie per stabilire e consolidare la Chiesa e anche di dare il proprio contributo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone in Paesi nei quali più gravi sono i fenomeni di povertà, malnutrizione soprattutto infantile, malattie, carenza di servizi sanitari e per l'istruzione. Anche questo rientra nella missione della Chiesa. Annunciando il Vangelo, essa si prende a cuore la vita umana in senso pieno".

  "Non è accettabile, ribadiva il Servo di Dio Paolo VI, che nell'evangelizzazione si trascurino i temi riguardanti la promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell'autonomia della sfera politica. Disinteressarsi dei problemi temporali dell'umanità significherebbe "dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull'amore del prossimo sofferente e bisognoso"; non sarebbe in sintonia con il comportamento di Gesù, il quale "percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e infermità".

  "Così - conclude - attraverso la partecipazione corresponsabile alla missione della Chiesa, il cristiano diventa costruttore della comunione, della pace, della solidarietà che Cristo ci ha donato, e collabora alla realizzazione del piano salvifico di Dio per tutta l'umanità (...) Che la Giornata Missionaria ravvivi in ciascuno il desiderio e la gioia di "andare" incontro all'umanità portando a tutti Cristo!".
MESS/                                    VIS 20110125 (590)

CORDOGLIO PER LE VITTIME DELL'ATTENTATO ALL'AEROPORTO DI MOSCA

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS).- Il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, S.D.B., ha inviato un telegramma di cordiglio a nome del Santo Padre al Presidente della Federazione Russa, S.E. l'On. Dmitrij Anatolevich Medvedev, per le numerose vittime dell'attentato avvenuto ieri pomeriggio all'aeroporto Domodedovo di Mosca.

  Benedetto XVI esprime "profondo dolore e ferma riprovazione per il grave atto di violenza, desiderando far giungere sentimenti di vicinanza spirituale e di vive condoglianze ai familiari delle vittime".
TGR/                                    VIS 20110125 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Il Rev.do Augusto Dos Santos Lopes Fortes, Vescovo della Diocesi di Mindelo (superficie 2.230, popolazione 166.000, cattolici 149.230, sacerdoti 19, religiosi 58) in Capo Verde. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 nell'isola di Sal (Capo Verde), è stato ordinato sacerdote nel 1992 e finora era cancelliere della Diocesi di Mindelo e parroco di "Sao Vincente".
NER/                                      VIS 20110125 (70)

lunedì 24 gennaio 2011

COLLOQUIO RAPPRESENTANTI SANTA SEDE E VESCOVI E TEOLOGI INDIA

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico il seguente Comunicato:

“Dal 16 al 22 gennaio, 2011, si è tenuto un colloquio fra l’Accademia Nazionale San Giovanni di Scienze della Salute a Bangalore (India), durante il quale una Delegazione della Santa Sede ha incontrato ventotto membri della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India e ventisei teologi provenienti da diverse parti del Paese. La Delegazione della Santa Sede era guidata dal Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, accompagnato dall’Arcivescovo Luis Ladaria, S.I., Segretario del medesimo Dicastero e dal Monsignor Charles Scicluna, Promotore di Giustizia e da tre Officiali”.

“I membri dell’Episcopato indiano che hanno partecipato all’incontro, guidato dal Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India, rappresentavano i tre riti ‘sui iuris’ delle Chiese dell’India”.

“Nella prima parte dell’incontro, i teologi hanno esaminato argomenti quali il ruolo specifico dei teologi nella Chiesa, la metodologia teologica in Oriente e in Occidente, l’inculturazione, Gesù Cristo quale unico Salvatore di tutte le genti, il rapporto tra la Chiesa di Cristo e le altre religioni, il concetto cristiano di autentica librazione umana, il ruolo della comunità di fede, il ‘sensus fidelium’ e il carattere distintivo della preghiera e della spiritualità cristiana”.

“La seconda parte del colloquio è stata organizzata dai Vescovi e dai rappresentanti della Santa Sede. Sono state esaminate diverse questioni relative al ruolo specifico e alla responsabilità dei Vescovi nella Chiesa, al Vescovo quale maestro di fede, al funzionamento della Commissione Dottrinale della Conferenze Episcopali, alla formazione dei futuri sacerdoti e membri delle congregazioni religiose, e alla corretta valutazione dei delitti canonici più gravi.
OP/ VIS 20110124 (290)

ASPETTO GIURIDICO INTRINSECAMENTE LEGATO MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Decano, i Prelati Uditori, gli Officiali e i collaboratori del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nel suo discorso Benedetto XVI si è soffermato sulla dimensione giuridica del matrimonio “che è insita nell'attività pastorale di preparazione e ammissione al matrimonio”.

“Non esiste” – ha sottolineato il Pontefice – “un matrimonio della vita ed un altro del diritto: non vi è che un solo matrimonio, il quale è costitutivamente vincolo giuridico reale tra l'uomo e la donna, un vincolo su cui poggia l'autentica dinamica coniugale di vita e di amore. (...) L'aspetto giuridico è intrinsecamente legato all'essenza del matrimonio”.

“Il diritto a sposarsi, o ‘ius connubii’, va visto in tale prospettiva” – ha detto il Papa – “Non si tratta, cioè, di una pretesa soggettiva che debba essere soddisfatta dai pastori mediante un mero riconoscimento formale, indipendentemente dal contenuto effettivo dell'unione. Il diritto a contrarre matrimonio presuppone che si possa e si intenda celebrarlo davvero, dunque nella verità della sua essenza così come è insegnata dalla Chiesa. Nessuno può vantare il diritto a una cerimonia nuziale. Lo ‘ius connubii’, infatti, si riferisce al diritto di celebrare un autentico matrimonio”.

“Non bisogna mai dimenticare, tuttavia” – ha proseguito il Pontefice – “che l'obiettivo immediato di tale preparazione è quello di promuovere la libera celebrazione di un vero matrimonio, la costituzione cioè di un vincolo di giustizia ed amore tra i coniugi, con le caratteristiche dell’unità ed indissolubilità, ordinato al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole, e che tra battezzati costituisce uno dei sacramenti della Nuova Alleanza. Con ciò non viene rivolto alla coppia un messaggio ideologico estrinseco, né tanto meno viene imposto un modello culturale; piuttosto, i fidanzati vengono posti in grado di scoprire la verità di un'inclinazione naturale e di una capacità di impegnarsi che essi portano inscritte nel loro essere relazionale uomo-donna. È da lì che scaturisce il diritto quale componente essenziale della relazione matrimoniale, radicato in una potenzialità naturale dei coniugi che la donazione consensuale attualizza”.

“Tra i mezzi per accertare che il progetto dei nubendi sia realmente coniugale spicca l'esame prematrimoniale.” – ha detto ancora il Santo Padre- “Tale esame ha uno scopo principalmente giuridico: accertare che nulla si opponga alla valida e lecita celebrazione delle nozze. Giuridico non vuol dire però formalistico, come se fosse un passaggio burocratico consistente nel compilare un modulo sulla base di domande rituali. Si tratta invece di un'occasione pastorale unica (...) il pastore cerca di aiutare la persona a porsi seriamente dinanzi alla verità su se stessa e sulla propria vocazione umana e cristiana al matrimonio. In questo senso il dialogo, sempre condotto separatamente con ciascuno dei due fidanzati - senza sminuire la convenienza di altri colloqui con la coppia - richiede un clima di piena sincerità, nel quale si dovrebbe far leva sul fatto che gli stessi contraenti sono i primi interessati e i primi obbligati in coscienza a celebrare un matrimonio valido”.

“In questo modo, con i vari mezzi a disposizione per un’accurata preparazione e verifica, si può sviluppare un’efficace azione pastorale volta alla prevenzione delle nullità matrimoniali. Bisogna adoperarsi affinché si interrompa, nella misura del possibile, il circolo vizioso che spesso si verifica tra un’ammissione scontata al matrimonio, senza un’adeguata preparazione e un esame serio dei requisiti previsti per la sua celebrazione, e una dichiarazione giudiziaria talvolta altrettanto facile, ma di segno inverso, in cui lo stesso matrimonio viene considerato nullo solamente in base alla constatazione del suo fallimento”.

“Il diritto canonico in generale, e in specie quello matrimoniale e processuale” – ha insistito Benedetto XVI – “richiedono certamente una preparazione particolare, ma la conoscenza degli aspetti basilari e di quelli immediatamente pratici del diritto canonico (...) costituisce un’esigenza formativa di primaria rilevanza per tutti gli operatori pastorali, in particolare per coloro che agiscono nella pastorale familiare”.

“Tutto ciò richiede, inoltre, che l'operato dei tribunali ecclesiastici trasmetta un messaggio univoco circa ciò che è essenziale nel matrimonio, in sintonia con il Magistero e la legge canonica, parlando ad una sola voce. (...) Di recente ho insistito sulla necessità di giudicare rettamente le cause relative all'incapacità consensuale. La questione continua ad essere molto attuale, e purtroppo permangono ancora posizioni non corrette, come quella di identificare la discrezione di giudizio richiesta per il matrimonio con l’auspicata prudenza nella decisione di sposarsi, confondendo così una questione di capacità con un'altra che non intacca la validità, poiché concerne il grado di saggezza pratica con cui si è presa una decisione che è, comunque, veramente matrimoniale. Più grave ancora sarebbe il fraintendimento se si volesse attribuire efficacia invalidante alle scelte imprudenti compiute durante la vita matrimoniale”.

“Nell'ambito delle nullità per l'esclusione dei beni essenziali del matrimonio occorre altresì un serio impegno perché le pronunce giudiziarie rispecchino la verità sul matrimonio, la stessa che deve illuminare il momento dell'ammissione alle nozze. Penso, in modo particolare, alla questione dell'esclusione del ‘bonum coniugum’. In relazione a tale esclusione sembra ripetersi lo stesso pericolo che minaccia la retta applicazione delle norme sull'incapacità, e cioè quello di cercare dei motivi di nullità nei comportamenti che non riguardano la costituzione del vincolo coniugale bensì la sua realizzazione nella vita”.

“Bisogna resistere” – ha detto infine il Santo Padre – “alla tentazione di trasformare le semplici mancanze degli sposi nella loro esistenza coniugale in difetti di consenso. La vera esclusione può verificarsi infatti solo quando viene intaccata l'ordinazione al bene dei coniugi (cfr ibid., can. 1055, § 1), esclusa con un atto positivo di volontà”.

Il Papa ha concluso il suo discorso riprendendo le sue riflessioni sul rapporto tra diritto e pastorale ed ha detto in merito che tale rapporto “è spesso oggetto di fraintendimenti, a scapito del diritto, ma anche della pastorale. Occorre invece favorire in tutti i settori, e in modo particolare nel campo del matrimonio e della famiglia, una dinamica di segno opposto, di armonia profonda tra pastoralità e giuridicità, che certamente si rivelerà feconda nel servizio reso a chi si avvicina al matrimonio”.
AC/ VIS 20110124 (980)

ANGELUS: CONSEGUIRE PIENA UNITÀ VISIBILE CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2011 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“In questi giorni, dal 18 al 25 gennaio” – ha detto il Papa – “si sta svolgendo la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Quest’anno essa ha per tema” – ha precisato il Papa – “un passo del libro degli Atti degli Apostoli, che riassume in poche parole la vita della prima comunità cristiana di Gerusalemme: ‘Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere’ (At 2,42). È molto significativo che questo tema sia stato proposto dalle Chiese e Comunità cristiane di Gerusalemme, riunite in spirito ecumenico. Sappiamo quante prove debbono affrontare i fratelli e le sorelle della Terra Santa e del Medio Oriente. Il loro servizio è dunque ancora più prezioso, avvalorato da una testimonianza che, in certi casi, è arrivata fino al sacrificio della vita. Perciò, mentre accogliamo con gioia gli spunti di riflessione offerti dalle Comunità che vivono a Gerusalemme, ci stringiamo intorno ad esse, e questo diventa per tutti un ulteriore fattore di comunione”.

“Anche oggi, per essere nel mondo segno e strumento di intima unione con Dio e di unità tra gli uomini, noi cristiani dobbiamo fondare la nostra vita su questi quattro ‘cardini’: la vita fondata sulla fede degli Apostoli trasmessa nella viva Tradizione della Chiesa, la comunione fraterna, l’Eucaristia e la preghiera. Solo in questo modo, rimanendo saldamente unita a Cristo, la Chiesa può compiere efficacemente la sua missione, malgrado i limiti e le mancanze dei suoi membri, malgrado le divisioni, che già l’apostolo Paolo dovette affrontare nella comunità di Corinto, come ricorda la seconda Lettura biblica di questa domenica, dove dice: ‘Vi esorto, fratelli ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire’ (1,10). L’Apostolo, infatti, aveva saputo che nella comunità cristiana di Corinto erano nate discordie e divisioni; perciò, con grande fermezza, aggiunge: ‘È forse diviso il Cristo?’ (1,13). Così dicendo, egli afferma che ogni divisione nella Chiesa è un’offesa a Cristo; e, al tempo stesso, che è sempre in Lui, unico Capo e Signore, che possiamo ritrovarci uniti, per la forza inesauribile della sua grazia”.

“Ecco allora il richiamo sempre attuale del Vangelo di oggi: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’ (Mt 4,17). Il serio impegno di conversione a Cristo” – ha concluso il Pontefice – “è la via che conduce la Chiesa, con i tempi che Dio dispone, alla piena unità visibile. Ne sono un segno gli incontri ecumenici che in questi giorni si moltiplicano in tutto il mondo”.
ANG/ VIS 20110124 (460)
UDIENZA DELEGAZIONE CHIESA EVANGELICA LUTERANA TEDESCA

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca, a Roma per la chiusura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Nel discorso in lingua tedesca, il Santo Padre ha ricordato che il dialogo fra cattolici e luterani risale a cinquanta anni fa e che nonostante le differenze teologiche in alcuni ambiti fondamentali, sono stati compiuti grandi progressi verso l’unità e si sono poste le basi di una spiritualità e di una viva comunione nella fede.

Il Papa ha quindi affermato che in questi momenti alcuni sentono che l’obiettivo comune dell’unità piena e visibile dei cristiani sembra allontanarsi ed ha detto di condividere la preoccupazione di molti cristiani secondo i quali i risultati del lavoro ecumenico non sono sufficientemente visibili. Tuttavia il dialogo ecumenico, ha sottolineato il Pontefice, guidato dallo Spirito Santo, continua ad essere lo strumento fondamentale per superare le difficoltà, ed ha riaffermato l’importanza del dibattito teologico per contribuire alla comprensione delle questioni ancora sospese.
Benedetto XVI si è inoltre soffermato sulla necessità di una posizione comune relativa ai temi riguardanti la protezione e la dignità della persona umana e le grandi questioni relative alla famiglia, al matrimonio e alla sessualità.

Infine Benedetto XVI ha ricordato che nel 2017 ricorre il 500° anniversario della pubblicazione delle tesi di Martin Lutero, che diedero luogo alla divisione fra cattolici e luterani ed ha affermato che per gli uni e gli altri, tale commemorazione deve essere connotata dall’ecumenismo e non dal trionfalismo, e deve porre in risalto la fede comune nello stesso Dio, Uno e Trino. Tale data rappresenterà inoltre l’occasione per riflettere sui motivi della divisione e per sottoporsi ad una purificazione della coscienza. Nel contempo, ha aggiunto il Papa, sarà un’occasione per fare una valutazione dei 1500 anni che hanno preceduto la Riforma il cui patrimonio appartiene a cattolici e luterani.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invitando tutti alla preghiera per chiedere allo Spirito Santo di aiutare a perseverare nel cammino intrapreso fino alla auspicata unità, senza indugiare sui risultati già conseguiti.
AC/ VIS 20110124 (360)

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE TULLIA ZEVI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, Avvocato Renzo Gattegna, per la morte, all’età di 91 anni, della scrittrice e giornalista Tullia Zevi, ex Presidente dell’Unione.

“Appresa la mesta notizia della scomparsa della Signora Tullia Zevi, il Sommo Pontefice partecipa spiritualmente al lutto dei familiari e delle comunità ebraiche in Italia, assicurando preghiere e ricordandone l’alto profilo morale e l’autorevole contributo alla crescita, nella società italiana, dei valori di democrazia, pace e libertà e del sincero e fecondo dialogo tra ebrei e cristiani”.
TGR/ VIS 20110124 (120)

OPERATORI COMUNICAZIONE CATTOLICI: COERENZA VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.
Giustifica
Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il Monsignor Paul Tighe, Segretario ed il Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Segretario Aggiunto del medesimo Pontificio Consiglio, con il Monsignor Angelo Scelzo, Sottosegretario del medesimo Dicastero.

“Il messaggio di quest’anno” – ha detto l’Arcivescovo Celli – “prende le mosse da un fatto oggi sempre più evidenze: è in atto una versa e vasta trasformazione culturale perché le nuove tecnologie non solo non stanno cambiando il modo di comunicare ma la comunicazione in se stessa”.

“Le nuove tecnologie” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “offrono agli uomini grandi possibilità di incontro, superando i limiti dello spazio e della cultura di appartenenza, e creano la possibilità di dare adito a nuove amicizie nonostante gli inevitabili rischi”.

Il Presidente del Dicastero ha inoltre sottolineato che: “Le nuove possibilità relazioni offerte dalle moderne tecnologia mettono in risalto come oggi sia possibile non solo uno scambio di informazioni ma la stessa condivisione della visione del mondo, delle speranze e degli ideali”.

“Il Papa” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “mette in collegamento tre aspetti umani importante della vita odierna: la comunicazione digitale, l’immagine di sé e la coerenza di vita. Le dinamiche comunicative nel mondo digitale suscitano nuovi modi di costruire la propria identità, ed è qui che avviene la chiamata del Santo Padre alla coerenza, all’autenticità”.

“Nel messaggio” – ha concluso l’Arcivescovo Celli – “si parla di uno ‘stile cristiano’ di presenza: è ciò che dà significato al titolo stesso del Messaggio, nel senso che la testimonianza di operatori cattolici non può esaurirsi nella semplice trattazione di temi religiosi, ma è chiamata a manifestarsi sul piano della concreta testimonianza personale. La coerenza di vita con il Vangelo è essa stessa una forma di annuncio; una comunicazione esplicita che rende credibile l’annuncio. Più che mai, l’esigenza di far conoscere il Vangelo nella sua integrità deve manifestarsi come un ’segno’ distintivo dell’era digitale”.
OP/ VIS 20110124 (360)

VERITÀ, ANNUNCIO E AUTENTICITÀ VITA ERA DIGITALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, in programma il 5 giugno prossimo, sul tema: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.

Di seguito riportiamo ampi estratti del testo:

“Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione”.

“Si prospettano traguardi fino a qualche tempo fa impensabili, che suscitano stupore per le possibilità offerte dai nuovi mezzi e, al tempo stesso, impongono in modo sempre più pressante una seria riflessione sul senso della comunicazione nell’era digitale. Ciò è particolarmente evidente quando ci si confronta con le straordinarie potenzialità della rete ‘internet’ e con la complessità delle sue applicazioni. Come ogni altro frutto dell’ingegno umano, le nuove tecnologie della comunicazione chiedono di essere poste al servizio del bene integrale della persona e dell’umanità intera. Se usate saggiamente, esse possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano”.

“Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione. (...) D’altro canto, ciò si scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento”.

“Il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti ‘social network’, conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche dell’autenticità del proprio essere. (...) Nella ricerca di condivisione, di ‘amicizie’, ci si trova di fronte alla sfida dell’essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’illusione di costruire artificialmente il proprio ‘profilo’ pubblico”.

“Le nuove tecnologie permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi. Chi è il mio “prossimo” in questo nuovo mondo? Esiste il pericolo di essere meno presenti verso chi incontriamo nella nostra vita quotidiana ordinaria? Esiste il rischio di essere più distratti, perché la nostra attenzione è frammentata e assorta in un mondo “differente” rispetto a quello in cui viviamo? Abbiamo tempo di riflettere criticamente sulle nostre scelte e di alimentare rapporti umani che siano veramente profondi e duraturi? E’ importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita”.

“Comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media significa non solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, ma anche testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche nel mondo digitale non vi può essere annuncio di un messaggio senza una coerente testimonianza da parte di chi annuncia”.

“Anzitutto dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua ‘popolarità’ o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari ‘annacquandola’. Deve diventare alimento quotidiano e non attrazione di un momento”.

“La verità del Vangelo non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale, ma è un dono che chiede una libera risposta. Essa, pur proclamata nello spazio virtuale della rete, esige sempre di incarnarsi nel mondo reale e in rapporto ai volti concreti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana. Per questo rimangono sempre fondamentali le relazioni umane dirette nella trasmissione della fede!”.

“Vorrei invitare, comunque, i cristiani ad unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana. II ‘web’ sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa. Anche in questo campo siamo chiamati ad annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il Salvatore dell’uomo e della storia, Colui nel quale tutte le cose raggiungono il loro compimento. La proclamazione del Vangelo richiede una forma rispettosa e discreta di comunicazione, che stimola il cuore e muove la coscienza; una forma che richiama lo stile di Gesù risorto quando si fece compagno nel cammino dei discepoli di Emmaus”.

“La verità che è Cristo, in ultima analisi, è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai vari ‘social network’. I credenti, testimoniando le loro più profonde convinzioni, offrono un prezioso contributo affinché il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui. Al contrario, i credenti incoraggiano tutti a mantenere vive le eterne domande dell'uomo, che testimoniano il suo desiderio di trascendenza e la nostalgia per forme di vita autentica, degna di essere vissuta. È proprio questa tensione spirituale propriamente umana che sta dietro la nostra sete di verità e di comunione e che ci spinge a comunicare con integrità e onestà”.

“Invito soprattutto i giovani a fare buon uso della loro presenza nell’arena digitale. Rinnovo loro il mio appuntamento alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, la cui preparazione deve molto ai vantaggi delle nuove tecnologie”.
MESS/ VIS 20110124 (1050)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Sabato 22 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
AP/ VIS 20110124 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Mate Uzinic, Vescovo di Dubrovnik (superficie: 1.368; popolazione: 87.300; cattolici: 76.800; sacerdoti: 85; religiosi: 247), Croazia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Durava (Croazia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore nell’Arcidiocesi di Split-Makarska (Croazia).

- Il Vescovo Víctor Manuel Ochoa Cadavid, Vescovo di Málaga - Soatá (superficie: 7.466; popolazione: 177.600; cattolici: 167.500; sacerdoti: 63; religiosi: 87), Colombia. È stato finora Ausiliare di Medellín Colombia).

- Il Vescovo Robert Francis Vasa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Santa Rosa in California (superficie: 30.320; popolazione: 898.000; cattolici:167.945; sacerdoti: 101; religiosi: 87; diaconi permanenti: 35), Stati Uniti d’America. È stato finora Vescovo di Baker (Stati Uniti d’America).

Sabato 22 gennaio il Santo Padre ha nominato, per un triennio, Vice Camerlengo di Santa Romana Chiesa l’Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Nunzio Apostolico.
NER:NEC:NA/ VIS 20110124 (160)
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