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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 24 gennaio 2011

ANGELUS: CONSEGUIRE PIENA UNITÀ VISIBILE CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2011 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“In questi giorni, dal 18 al 25 gennaio” – ha detto il Papa – “si sta svolgendo la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Quest’anno essa ha per tema” – ha precisato il Papa – “un passo del libro degli Atti degli Apostoli, che riassume in poche parole la vita della prima comunità cristiana di Gerusalemme: ‘Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere’ (At 2,42). È molto significativo che questo tema sia stato proposto dalle Chiese e Comunità cristiane di Gerusalemme, riunite in spirito ecumenico. Sappiamo quante prove debbono affrontare i fratelli e le sorelle della Terra Santa e del Medio Oriente. Il loro servizio è dunque ancora più prezioso, avvalorato da una testimonianza che, in certi casi, è arrivata fino al sacrificio della vita. Perciò, mentre accogliamo con gioia gli spunti di riflessione offerti dalle Comunità che vivono a Gerusalemme, ci stringiamo intorno ad esse, e questo diventa per tutti un ulteriore fattore di comunione”.

“Anche oggi, per essere nel mondo segno e strumento di intima unione con Dio e di unità tra gli uomini, noi cristiani dobbiamo fondare la nostra vita su questi quattro ‘cardini’: la vita fondata sulla fede degli Apostoli trasmessa nella viva Tradizione della Chiesa, la comunione fraterna, l’Eucaristia e la preghiera. Solo in questo modo, rimanendo saldamente unita a Cristo, la Chiesa può compiere efficacemente la sua missione, malgrado i limiti e le mancanze dei suoi membri, malgrado le divisioni, che già l’apostolo Paolo dovette affrontare nella comunità di Corinto, come ricorda la seconda Lettura biblica di questa domenica, dove dice: ‘Vi esorto, fratelli ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire’ (1,10). L’Apostolo, infatti, aveva saputo che nella comunità cristiana di Corinto erano nate discordie e divisioni; perciò, con grande fermezza, aggiunge: ‘È forse diviso il Cristo?’ (1,13). Così dicendo, egli afferma che ogni divisione nella Chiesa è un’offesa a Cristo; e, al tempo stesso, che è sempre in Lui, unico Capo e Signore, che possiamo ritrovarci uniti, per la forza inesauribile della sua grazia”.

“Ecco allora il richiamo sempre attuale del Vangelo di oggi: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’ (Mt 4,17). Il serio impegno di conversione a Cristo” – ha concluso il Pontefice – “è la via che conduce la Chiesa, con i tempi che Dio dispone, alla piena unità visibile. Ne sono un segno gli incontri ecumenici che in questi giorni si moltiplicano in tutto il mondo”.
ANG/ VIS 20110124 (460)
UDIENZA DELEGAZIONE CHIESA EVANGELICA LUTERANA TEDESCA

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca, a Roma per la chiusura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Nel discorso in lingua tedesca, il Santo Padre ha ricordato che il dialogo fra cattolici e luterani risale a cinquanta anni fa e che nonostante le differenze teologiche in alcuni ambiti fondamentali, sono stati compiuti grandi progressi verso l’unità e si sono poste le basi di una spiritualità e di una viva comunione nella fede.

Il Papa ha quindi affermato che in questi momenti alcuni sentono che l’obiettivo comune dell’unità piena e visibile dei cristiani sembra allontanarsi ed ha detto di condividere la preoccupazione di molti cristiani secondo i quali i risultati del lavoro ecumenico non sono sufficientemente visibili. Tuttavia il dialogo ecumenico, ha sottolineato il Pontefice, guidato dallo Spirito Santo, continua ad essere lo strumento fondamentale per superare le difficoltà, ed ha riaffermato l’importanza del dibattito teologico per contribuire alla comprensione delle questioni ancora sospese.
Benedetto XVI si è inoltre soffermato sulla necessità di una posizione comune relativa ai temi riguardanti la protezione e la dignità della persona umana e le grandi questioni relative alla famiglia, al matrimonio e alla sessualità.

Infine Benedetto XVI ha ricordato che nel 2017 ricorre il 500° anniversario della pubblicazione delle tesi di Martin Lutero, che diedero luogo alla divisione fra cattolici e luterani ed ha affermato che per gli uni e gli altri, tale commemorazione deve essere connotata dall’ecumenismo e non dal trionfalismo, e deve porre in risalto la fede comune nello stesso Dio, Uno e Trino. Tale data rappresenterà inoltre l’occasione per riflettere sui motivi della divisione e per sottoporsi ad una purificazione della coscienza. Nel contempo, ha aggiunto il Papa, sarà un’occasione per fare una valutazione dei 1500 anni che hanno preceduto la Riforma il cui patrimonio appartiene a cattolici e luterani.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invitando tutti alla preghiera per chiedere allo Spirito Santo di aiutare a perseverare nel cammino intrapreso fino alla auspicata unità, senza indugiare sui risultati già conseguiti.
AC/ VIS 20110124 (360)

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE TULLIA ZEVI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, Avvocato Renzo Gattegna, per la morte, all’età di 91 anni, della scrittrice e giornalista Tullia Zevi, ex Presidente dell’Unione.

“Appresa la mesta notizia della scomparsa della Signora Tullia Zevi, il Sommo Pontefice partecipa spiritualmente al lutto dei familiari e delle comunità ebraiche in Italia, assicurando preghiere e ricordandone l’alto profilo morale e l’autorevole contributo alla crescita, nella società italiana, dei valori di democrazia, pace e libertà e del sincero e fecondo dialogo tra ebrei e cristiani”.
TGR/ VIS 20110124 (120)

OPERATORI COMUNICAZIONE CATTOLICI: COERENZA VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.
Giustifica
Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il Monsignor Paul Tighe, Segretario ed il Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Segretario Aggiunto del medesimo Pontificio Consiglio, con il Monsignor Angelo Scelzo, Sottosegretario del medesimo Dicastero.

“Il messaggio di quest’anno” – ha detto l’Arcivescovo Celli – “prende le mosse da un fatto oggi sempre più evidenze: è in atto una versa e vasta trasformazione culturale perché le nuove tecnologie non solo non stanno cambiando il modo di comunicare ma la comunicazione in se stessa”.

“Le nuove tecnologie” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “offrono agli uomini grandi possibilità di incontro, superando i limiti dello spazio e della cultura di appartenenza, e creano la possibilità di dare adito a nuove amicizie nonostante gli inevitabili rischi”.

Il Presidente del Dicastero ha inoltre sottolineato che: “Le nuove possibilità relazioni offerte dalle moderne tecnologia mettono in risalto come oggi sia possibile non solo uno scambio di informazioni ma la stessa condivisione della visione del mondo, delle speranze e degli ideali”.

“Il Papa” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “mette in collegamento tre aspetti umani importante della vita odierna: la comunicazione digitale, l’immagine di sé e la coerenza di vita. Le dinamiche comunicative nel mondo digitale suscitano nuovi modi di costruire la propria identità, ed è qui che avviene la chiamata del Santo Padre alla coerenza, all’autenticità”.

“Nel messaggio” – ha concluso l’Arcivescovo Celli – “si parla di uno ‘stile cristiano’ di presenza: è ciò che dà significato al titolo stesso del Messaggio, nel senso che la testimonianza di operatori cattolici non può esaurirsi nella semplice trattazione di temi religiosi, ma è chiamata a manifestarsi sul piano della concreta testimonianza personale. La coerenza di vita con il Vangelo è essa stessa una forma di annuncio; una comunicazione esplicita che rende credibile l’annuncio. Più che mai, l’esigenza di far conoscere il Vangelo nella sua integrità deve manifestarsi come un ’segno’ distintivo dell’era digitale”.
OP/ VIS 20110124 (360)

VERITÀ, ANNUNCIO E AUTENTICITÀ VITA ERA DIGITALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, in programma il 5 giugno prossimo, sul tema: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.

Di seguito riportiamo ampi estratti del testo:

“Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione”.

“Si prospettano traguardi fino a qualche tempo fa impensabili, che suscitano stupore per le possibilità offerte dai nuovi mezzi e, al tempo stesso, impongono in modo sempre più pressante una seria riflessione sul senso della comunicazione nell’era digitale. Ciò è particolarmente evidente quando ci si confronta con le straordinarie potenzialità della rete ‘internet’ e con la complessità delle sue applicazioni. Come ogni altro frutto dell’ingegno umano, le nuove tecnologie della comunicazione chiedono di essere poste al servizio del bene integrale della persona e dell’umanità intera. Se usate saggiamente, esse possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano”.

“Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione. (...) D’altro canto, ciò si scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento”.

“Il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti ‘social network’, conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche dell’autenticità del proprio essere. (...) Nella ricerca di condivisione, di ‘amicizie’, ci si trova di fronte alla sfida dell’essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’illusione di costruire artificialmente il proprio ‘profilo’ pubblico”.

“Le nuove tecnologie permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi. Chi è il mio “prossimo” in questo nuovo mondo? Esiste il pericolo di essere meno presenti verso chi incontriamo nella nostra vita quotidiana ordinaria? Esiste il rischio di essere più distratti, perché la nostra attenzione è frammentata e assorta in un mondo “differente” rispetto a quello in cui viviamo? Abbiamo tempo di riflettere criticamente sulle nostre scelte e di alimentare rapporti umani che siano veramente profondi e duraturi? E’ importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita”.

“Comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media significa non solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, ma anche testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche nel mondo digitale non vi può essere annuncio di un messaggio senza una coerente testimonianza da parte di chi annuncia”.

“Anzitutto dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua ‘popolarità’ o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari ‘annacquandola’. Deve diventare alimento quotidiano e non attrazione di un momento”.

“La verità del Vangelo non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale, ma è un dono che chiede una libera risposta. Essa, pur proclamata nello spazio virtuale della rete, esige sempre di incarnarsi nel mondo reale e in rapporto ai volti concreti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana. Per questo rimangono sempre fondamentali le relazioni umane dirette nella trasmissione della fede!”.

“Vorrei invitare, comunque, i cristiani ad unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile. Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana. II ‘web’ sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa. Anche in questo campo siamo chiamati ad annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il Salvatore dell’uomo e della storia, Colui nel quale tutte le cose raggiungono il loro compimento. La proclamazione del Vangelo richiede una forma rispettosa e discreta di comunicazione, che stimola il cuore e muove la coscienza; una forma che richiama lo stile di Gesù risorto quando si fece compagno nel cammino dei discepoli di Emmaus”.

“La verità che è Cristo, in ultima analisi, è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai vari ‘social network’. I credenti, testimoniando le loro più profonde convinzioni, offrono un prezioso contributo affinché il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui. Al contrario, i credenti incoraggiano tutti a mantenere vive le eterne domande dell'uomo, che testimoniano il suo desiderio di trascendenza e la nostalgia per forme di vita autentica, degna di essere vissuta. È proprio questa tensione spirituale propriamente umana che sta dietro la nostra sete di verità e di comunione e che ci spinge a comunicare con integrità e onestà”.

“Invito soprattutto i giovani a fare buon uso della loro presenza nell’arena digitale. Rinnovo loro il mio appuntamento alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, la cui preparazione deve molto ai vantaggi delle nuove tecnologie”.
MESS/ VIS 20110124 (1050)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Sabato 22 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
AP/ VIS 20110124 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Mate Uzinic, Vescovo di Dubrovnik (superficie: 1.368; popolazione: 87.300; cattolici: 76.800; sacerdoti: 85; religiosi: 247), Croazia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Durava (Croazia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore nell’Arcidiocesi di Split-Makarska (Croazia).

- Il Vescovo Víctor Manuel Ochoa Cadavid, Vescovo di Málaga - Soatá (superficie: 7.466; popolazione: 177.600; cattolici: 167.500; sacerdoti: 63; religiosi: 87), Colombia. È stato finora Ausiliare di Medellín Colombia).

- Il Vescovo Robert Francis Vasa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Santa Rosa in California (superficie: 30.320; popolazione: 898.000; cattolici:167.945; sacerdoti: 101; religiosi: 87; diaconi permanenti: 35), Stati Uniti d’America. È stato finora Vescovo di Baker (Stati Uniti d’America).

Sabato 22 gennaio il Santo Padre ha nominato, per un triennio, Vice Camerlengo di Santa Romana Chiesa l’Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Nunzio Apostolico.
NER:NEC:NA/ VIS 20110124 (160)

venerdì 21 gennaio 2011

BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina, seguendo un'antica tradizione, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre  ha benedetto alcuni agnelli, la cui lana sarà utilizzata per tessere il Pallio imposto ogni anno - il 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli - ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, quale simbolo del loro ufficio.

In un Documento del 1978 "Inter Eximia Episcopalis", Papa Paolo VI limitò l'uso del Pallio al Papa e agli Arcivescovi Metropoliti. Nel 1984 il Santo Padre Giovanni Paolo II decretò che il Pallio fosse imposto agli Arcivescovi Metropoliti il 29 giugno.

La benedizione degli agnelli si svolge tutti gli anni attorno al 21 gennaio, memoria liturgica di Sant'Agnese, Vergine e Martire, morta nel 305, il cui simbolo tradizionale è l'agnello. La Santa è sepolta nella Basilica che porta il suo nome in Via Nomentana, dove dopo la Benedizione sono condotti gli agnelli.

Tradizionalmente i Padri Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane si occupano di allevare gli agnelli, e dopo la rasatura, le Suore di Santa Cecilia fabbricano i Palli con la lana appena tosata.
BXVI-BENEDIZIONE/ VIS 20110121 (200)

SOCIETÀ E ISTITUZIONI PUBBLICHE RITROVINO RADICI SPIRITUALI

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto i Dirigenti, i Funzionari e gli Agenti e Personale civile della Polizia di Stato in servizio a Roma.

“L’epoca in cui viviamo è percorsa da profondi cambiamenti” – ha detto il Papa all’inizio del suo discorso – “Questi mutamenti generano talvolta un senso di insicurezza, dovuto in primo luogo alla precarietà sociale ed economica, acuita però anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”.

“Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità” – ha affermato il Pontefice – “è attraversato, al tempo stesso, dall’impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno. Si affaccia pertanto in molti la tentazione di pensare che le forze mobilitate per la difesa della società civile siano alla fine destinate all’insuccesso. Di fronte a questa tentazione, noi, in modo particolare, che siamo cristiani, abbiamo la responsabilità di ritrovare una nuova risolutezza nel professare la fede e nel compiere il bene”.

“Ai nostri giorni, grande importanza è data alla dimensione soggettiva dell’esistenza” – ha rilevato il Pontefice – “Ma qui troviamo un grave rischio, perché nel pensiero moderno si è sviluppata una visione riduttiva della coscienza, secondo la quale non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale. La conseguenza più evidente è che la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioè, non ha più diritto ad un posto nella vita pubblica e civile. Pertanto, se, da una parte, nella società si dà grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, dall’altra, la religione tende ad essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell’uomo”.

“Al contrario, per noi cristiani, il vero significato della ‘coscienza’ è la capacità dell’uomo di riconoscere la verità” – ha ribadito il Papa – “e, prima ancora, la possibilità di sentirne il richiamo, di cercarla e di trovarla”.

“Le nuove sfide che si affacciano all’orizzonte esigono che Dio e uomo tornino ad incontrarsi, che la società e le Istituzioni pubbliche ritrovino la loro ‘anima’, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all’azione pratica. (...) Lo stesso servizio religioso e di assistenza spirituale che, in forza delle vigenti disposizioni normative, Stato e Chiesa si impegnano a fornire anche al personale della Polizia di Stato, testimonia la perenne fecondità di questo incontro”.

“La singolare vocazione della città di Roma” – ha concluso il Papa – “richiede oggi a voi, che siete pubblici ufficiali, di offrire un buon esempio di positiva e proficua interazione fra sana laicità e fede cristiana. (...) Sappiate sempre considerare l’uomo come il fine, perché tutti possano vivere in maniera autenticamente umana. Come Vescovo di questa nostra città, vorrei invitarvi a leggere e meditare la Parola di Dio, per trovare in essa la fonte e il criterio di ispirazione per la vostra azione”.
AC/ VIS 20110121 (570)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
AP/ VIS 20110121 (30)

giovedì 20 gennaio 2011

CARDINALE GROCHOLEWSKI INVIATO SPECIALE MANILA


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 28 dicembre 2010, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del IV centenario della fondazione della Pontificia Università “Santo Tomas” di Manila (Filippine), in programma il 28 gennaio 2011.

Il Cardinale Grocholewski sarà accompagnato da una Missione composta dal Padre Isidro C. Abaño, O.P., Direttore esecutivo del Comitato per il IV centenario dell’Università “Santo Tomas” di Manila e dal Sacerdote Lorenz Moises J. Festin, Prefetto degli Studi del Corso di Filosofia del Seminario “San Carlos" di Manila.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110120 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- Il Cardinale Velasio De Polis, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- L’Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, Nunzio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo.
AP/... VIS 20110120 (70)

mercoledì 19 gennaio 2011

INVOCHIAMO DONO PIENA COMUNIONE

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2011 (VIS). Nell’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, Papa Benedetto XVI si è soffermato sulla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio), “nella quale tutti i credenti in Cristo sono invitati” – ha detto – “ad unirsi in preghiera per testimoniare il profondo legame che esiste tra loro e per invocare il dono della piena comunione”.

“È provvidenziale il fatto che” – ha sottolineato il Pontefice – “nel cammino per costruire l’unità, venga posta al centro la preghiera: questo ci ricorda, ancora una volta, che l’unità non può essere semplice prodotto dell’operare umano; essa è anzitutto un dono di Dio. (...) L’unità non la ‘costruiamo’ noi, ma la ‘costruisce’ Dio, viene da Lui, dal Mistero trinitario”.

“Il tema scelto quest’anno per la Settimana di Preghiera” – ha ricordato il Papa – “fa riferimento all’esperienza della prima comunità cristiana di Gerusalemme, così come è descritta dagli Atti degli Apostoli: ‘Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At 2,42).

“Nel brano citato degli Atti degli Apostoli, quattro caratteristiche definiscono la prima comunità cristiana di Gerusalemme come luogo di unità e di amore. (...) Questi quattro elementi rappresentano ancora oggi i pilastri della vita di ogni comunità cristiana e costituiscono anche l’unico solido fondamento sul quale progredire nella costruzione dell’unità visibile della Chiesa”.

Nel commentare la prima caratteristica, il Papa ha affermato che: “Ancora oggi, la comunità dei credenti riconosce nel riferimento all’insegnamento degli Apostoli la norma della propria fede: ogni sforzo per la costruzione dell’unità tra tutti i cristiani passa pertanto attraverso l’approfondimento della fedeltà al ‘depositum fidei’ trasmessoci dagli apostoli”.

“Il secondo elemento” – ha proseguito il Pontefice – “è la comunione fraterna (...) l’espressione più tangibile, soprattutto per il mondo esterno, dell’unità tra i discepoli del Signore. (...) La storia del movimento ecumenico è segnata da difficoltà e incertezze, ma è anche una storia di fraternità, di cooperazione e di condivisione umana e spirituale, che ha mutato in misura significativa le relazioni tra i credenti nel Signore Gesù: tutti siamo impegnati a continuare su questa strada”.
“Nella vita della prima comunità di Gerusalemme essenziale era poi il momento della frazione del pane (...). La comunione al sacrificio di Cristo è il culmine della nostra unione con Dio e rappresenta pertanto anche la pienezza dell’unità dei discepoli di Cristo, la piena comunione. Durante questa settimana è particolarmente vivo il rammarico per l’impossibilità di condividere la stessa mensa eucaristica (...)
Tale dolorosa esperienza, che conferisce anche una dimensione penitenziale alla nostra preghiera, deve diventare motivo di un impegno ancora più generoso da parte di tutti affinché, rimossi gli ostacoli alla piena comunione, giunga quel giorno in cui sarà possibile riunirsi intorno alla mensa del Signore, spezzare insieme il pane eucaristico e bere allo stesso calice”.

“Infine” – ha detto ancora il Papa – “la preghiera è la quarta caratteristica della Chiesa primitiva di Gerusalemme (...). Porsi in atteggiamento di preghiera significa pertanto anche aprirsi alla fraternità che deriva dall’essere figli dell’unico Padre celeste, ed essere disposti al perdono e alla riconciliazione”.

“Come la prima comunità cristiana di Gerusalemme” – ha detto Benedetto XVI – “partendo da ciò che già condividiamo, dobbiamo offrire una forte testimonianza, fondata spiritualmente e sostenuta dalla ragione, dell’unico Dio che si è rivelato e ci parla in Cristo, per essere portatori di un messaggio che orienti e illumini il cammino dell’uomo del nostro tempo, spesso privo di chiari e validi punti di riferimento. È importante allora,” – ha concluso il Pontefice – “crescere ogni giorno nell’amore reciproco, impegnandosi a superare quelle barriere che ancora esistono tra i cristiani; sentire che esiste una vera unità interiore tra tutti coloro che seguono il Signore; collaborare il più possibile, lavorando assieme sulle questioni ancora aperte; e soprattutto essere consapevoli che in questo itinerario il Signore deve assisterci, deve aiutarci ancora molto, perché senza di Lui, da soli, senza il ‘rimanere in Lui’ non possiamo fare nulla (cfr Gv 15,5)”.
AG/ VIS 20110119 (640)

GIOVANI AL VOLANTE: AGITE CON PRUDENZA E RESPONSABILITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2011 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale, nel salutare i membri dell’Associazione “Figli in paradiso: ali tra cielo e terra” della quale fanno parte i genitori colpiti dalla morte spesso tragica dei loro figli, il Santo Padre ha avuto per loro parole di esortazione ed ha detto: “Non lasciatevi vincere dalla disperazione o dall’abbattimento, ma trasformate la vostra sofferenza in speranza, come Maria ai piedi della Croce”.

Nell’esortare anche i giovani il Papa ha detto: “Non mancate di calcolare i rischi e agite in ogni momento con prudenza e senso di responsabilità, specialmente quando siete alla guida di un autoveicolo, a tutela della vostra vita e di quella altrui”. Benedetto XVI ha inoltre incoraggiato i sacerdoti che accompagnano spiritualmente le famiglie colpite dal lutto a proseguire generosamente in questo importante servizio. “Infine” – ha detto ancora il Papa – “assicuro una speciale preghiera di suffragio per i vostri figli e per tutti i giovani che hanno perso la vita. (...) Essi, come voi dite, sono ‘ali tra cielo e terra’”.
AG/ VIS 20110119 (180)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo della Diocesi di Pécs (Ungheria), presentata dal Vescovo Mihály Mayer, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato Amministratore Apostolica della medesima circoscrizione il Vescovo András Veres, Vescovo di Szombathely (Ungheria).

- Ha nominato il Reverendo Canonico Luiz Gonzaga Féchio, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Belo Horizonte (superficie: 7.240; popolazione: 4.717.968; cattolici: 3.302.578; sacerdoti: 542; religiosi: 2.106), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Matão (Brasile), nel 1965, ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Parroco della Parrocchia dei “Santos Anjos” in São Carlos (Brasile).

- Ha nominato Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria. (AIF). Il Cardinale è Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

- Ha nominato Membri del Consiglio Direttivo della Autorità di Informazione Finanziaria: il Professor Claudio Bianchi, già Ordinario di Ragioneria nell’Università La Sapienza di Roma (Italia); il Professor Avvocato Marcello Condemi, Professore associato di Diritto dell’Economia nell’Università Guglielmo Marconi di Roma; il Professor Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Magnifico Rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) ed il Dottor Cesare Testa, ex Presidente dell’Istituto Centrale di sostentamento del Clero.
RE:NEA:NA/ VIS 20110119 (210)

martedì 18 gennaio 2011

INIZIO SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2011 (VIS). Ha inizio oggi la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio.

Il tema prescelto per il 2011 è: "Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera" (At 2,42). I testi per la settimana di preghiera per l'anno 2011 sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della Settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: “La chiesa di Gerusalemme”.

19 gennaio: “Molte membra in un solo corpo”.

20 gennaio: “La fedeltà all’insegnamento degli apostoli ci unisce”.

21 gennaio: “La condivisione come espressione di unità”.

22 gennaio: “Spezzare il pane nella speranza”.

23 gennaio: “Fortificati dalla preghiera”

24: gennaio: “Vivere nella fede della resurrezione”.

25 gennaio: “Chiamati al servizio della riconciliazione”.

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento "Fede e Costituzione" nel 1926.

Martedì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà, alle 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2011.
.../ VIS 20110118 (260)

MESSAGGIO XLV GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2011 (VIS). Alle 11:30 di lunedì prossimo 24 gennaio, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.

Alla Conferenza interverranno l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Monsignore Paul Tighe ed il Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, rispettivamente Segretario e Segretario Aggiunto del medesimo Pontificio Consiglio, ed il Dottor Angelo Scelzo, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.
OP/ VIS 20110118 (110)

lunedì 17 gennaio 2011

BENEDETTO XVI RICEVE DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione del pellegrinaggio annuale a Roma per la Festa di Sant’Enrico, Patrono della Finlandia.

“Tutti gli anni” – ha detto il Papa nel suo discorso in lingua tedesca – “questo momento attesta i rapporti di amicizia e collaborazione fra luterani e cattolici e in generale fra tutti i cristiani nel Paese”.

Successivamente Benedetto XVI ha affermato: “Nonostante l’obiettivo del Movimento ecumenico, la piena unità nella fede, non sia stato ancora raggiunto”, dal dialogo sono scaturiti molti elementi di accordo fra i quali, ha sottolineato il Papa, il rapporto sul “tema della dottrina della giustificazione nella vita della Chiesa” assicurando che l’approfondimento di tale tema contribuirà a raggiungere, fra l’altro, “un punto di vista comune sulla natura dell’ufficio episcopale”.

“Nel contempo” – ha proseguito il Santo Padre – “tutti siamo consapevoli che il cammino ecumenico, in alcuni aspetti, si è fatto più difficile e presenta molte sfide. In tal senso, il vostro pellegrinaggio annuale a Roma per la festa di Sant’Enrico è un evento importante e uno stimolo per il nostro impegno. Ci aiuta a guardare a ritroso con gioia per i risultati conseguiti e al futuro con il desiderio di un impegno responsabile”.

“In vista della prossima Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani” – ha concluso Benedetto XVI – “preghiamo perché lo Spirito della verità ci muova ad un amore ed una fratellanza sempre più grandi”.
AC/ VIS 20110117 (260)

DARE TESTIMONIANZA FEDE CON CONDOTTA COERENTE

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i funzionari e gli agenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano per il tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno.

Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento “per l’impegno e la professionalità con cui i funzionari e gli agenti della Polizia di Stato, quasi come ‘angeli custodi’, vegliano giorno e notte sul Vaticano, garantendo la necessaria sicurezza e ponendosi al servizio dei pellegrini”.

“La vostra significativa presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di ravvivare sempre più la dimensione spirituale della vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola con gioia attraverso una condotta coerente”.
AC/ VIS 20110117 (150)

EREZIONE ORDINARIATO PERSONALE IN INGHILTERRA E GALLES

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2011 (VIS). “In conformità con le disposizioni della Costituzione Apostolica ‘Anglicanorum coetibus’ di Papa Benedetto XVI del 4 novembre 2009 e dopo accurata consultazione con la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles” – si legge in un Comunicato – “la Congregazione per la Dottrina della Fede ha eretto in data odierna un Ordinariato Personale nel territorio d'Inghilterra e Galles per quei gruppi di pastori e fedeli anglicani che hanno espresso il desiderio di entrare nella piena visibile comunione con la Chiesa Cattolica. Il Decreto che istituisce l’Ordinariato specifica che esso sarà denominato Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham e avrà come patrono il Beato John Henry Newman.

Un Ordinariato Personale è una struttura canonica che consente una riunione in forma corporativa, così da permettere a coloro che erano anglicani di entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando elementi del loro caratteristico patrimonio anglicano. Con tale struttura, la Costituzione Apostolica ‘Anglicanorum coetibus’ mira a comporre da un lato l’intento di salvaguardare, all'interno della Chiesa Cattolica, le venerande tradizioni liturgiche, spirituali e pastorali anglicane e, dall’altro, il fatto che questi nuovi gruppi ed i rispettivi pastori siano pienamente integrati nella Chiesa Cattolica.

Per ragioni dottrinali, la Chiesa non ammette in alcun caso l'ordinazione episcopale di uomini sposati. Nondimeno, la Costituzione Apostolica prevede, a certe condizioni, l'ordinazione come sacerdoti cattolici di ministri sposati già anglicani. Oggi, nella Cattedrale di Westminster a Londra, l’Arcivescovo Vincent Nichols, di Westminster, ha ordinato sacerdoti cattolici tre ex-vescovi anglicani: il Reverendo Andrew Burnham, il Reverendo Keith Newton e il Reverendo John Broadhurst.

Ancora, in data odierna, Papa Benedetto XVI ha nominato il Reverendo Keith Newton quale primo Ordinario dell'Ordinariato Personale di ‘Nostra Signora di Walsingham’. Il Reverendo Newton, unitamente al Reverendo Burnham e al Reverendo Broadhurst, curerà la preparazione catechetica dei primi gruppi di anglicani in Inghilterra e Galles, che a Pasqua saranno ricevuti nella Chiesa Cattolica insieme ai loro pastori, così come l'accompagnamento dei ministri che si stanno preparando ad essere ordinati al sacerdozio cattolico, attorno a Pentecoste.

La normativa di questa nuova struttura è coerente con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica. L'iniziativa che ha portato alla pubblicazione della Costituzione Apostolica e all'erezione del suddetto Ordinariato Personale è venuta da diversi gruppi di Anglicani, che hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica così come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica e di riconoscere il ministero petrino come voluto da Cristo stesso per la Chiesa. Per essi è giunto il momento di esprimere tale unità implicita nella forma visibile della piena comunione”.
OP/ VIS 20110115 (440)
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