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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 5 luglio 2010

PAPA INAUGURA FONTANA S. GIUSEPPE NEI GIARDINI VATICANI

CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2010 (VIS). Questa mattina alle 11:30, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato nei Giardini Vaticani la Fontana di San Giuseppe, realizzata dal Governatorato in omaggio al nome di battesimo del Papa.
La fontana formata da due vasche digradanti, la prima di sei metri e la seconda comunicante di otto metri, con al centro una palma, è arricchita da sei formelle bronzee dell’artista bellunese Franco Murer, dedicate allo sposalizio di Giuseppe e Maria, al primo sogno di Giuseppe, alla nascita di Gesù, alla Fuga in Egitto, al ritrovamento di Gesù nel Tempio e al lavoro nella famiglia di Nazareth.
“Giuseppe, fidandosi di Dio, acconsente e coopera al piano della salvezza” – ha detto il Papa – “Certo, l’intervento divino nella sua vita non poteva non turbare il suo cuore. Affidarsi a Dio non significa realizzare ciò che noi abbiamo progettato; affidarsi a Dio vuol dire svuotarsi di sé, rinunciare a se stessi, perché solo chi accetta di perdersi per Dio può essere ‘giusto’ come San Giuseppe, può conformare, cioè, la propria volontà a quella di Dio e così realizzarsi”.
“Il Vangelo non ha conservato alcuna parola di Giuseppe, il quale svolse la sua attività nel silenzio. È lo stile che lo caratterizza in tutta l’esistenza, sia prima di trovarsi di fronte al mistero dell’azione di Dio nella sua sposa, sia quando – consapevole di questo mistero – è accanto a Maria nella Natività”.
“Cari fratelli e sorelle, questa bella fontana dedicata a San Giuseppe costituisce un simbolico richiamo ai valori della semplicità e dell’umiltà nel compiere quotidianamente la volontà di Dio, valori che hanno contraddistinto la vita silenziosa, ma preziosa del Custode del Redentore. Alla sua intercessione affido le attese della Chiesa e del mondo. Insieme alla Vergine Maria, sua sposa, egli guidi sempre il mio e il vostro cammino, affinché possiamo essere strumenti gioiosi di pace e di salvezza”.
BXVI/ VIS 20100705 (320)

VIAGGIO DI BENEDETTO XVI NEL REGNO UNITO 16-19 SETTEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi la dichiarazione che segue:
“Accogliendo gli inviti del Governo di Sua Maestà Elisabetta II Regina del Regno Unito e delle Conferenze Episcopali cattoliche di Inghilterra-Galles e della Scozia, Sua Santità Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico nel Regno Unito dal 16 al 19 settembre 2010”.
“Nel corso del viaggio il Santo Padre farà visita a Sua Maestà la Regina nel Palazzo Reale di Holyroodhouse a Edinburgh, presiederà la Celebrazione Eucaristica nel Bellahouston Park di Glasgow, incontrerà i rappresentanti del mondo politico, culturale e imprenditoriale nella Westminster Hall, parteciperà ad una Celebrazione Ecumenica nella Westminster Abbey, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Westminster Cathedral e la Veglia di Preghiera nel Hyde Park a Londra. Infine, presiederà la Celebrazione per il rito di beatificazione del Venerabile Cardinale John Henry Newman nel Cofton Park di Birmingham”.
OP/ VIS 20100705 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, con i Sacerdoti Confratelli che celebrano il 50° di Ordinazione sacerdotale.
- Il Signor Ivan Rebernik, Ambasciatore di Slovenia, in visita di congedo
Sabato 3 luglio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
- L’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
- L’Arcivescovo Józef Kowalczyk, di Gniezno (Polonia).
- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20100705 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Dottor Patrizio Polisca, Direttore di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
- Il Professor Giovanni Rocchi, Consigliere dello Stato della Città del Vaticano.
NA/ VIS 20100705 (50)

venerdì 2 luglio 2010

IRAQ: RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DELLE MINORANZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Habbeb Mohammed Hadi Ali Al-Sadr, nuovo Ambasciatore della Repubblica dell’Iraq presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
Nel pregare il diplomatico di trasmettere al Presidente Jalal Talabani i suoi rispettosi saluti e l’assicurazione delle sue preghiere “per la pace e il benessere dei cittadini iracheni”, il Papa ha ricordato che nelle elezioni dello scorso marzo, “il popolo iracheno ha dato un chiaro segno al mondo di volere la cessazione della violenza e di aver scelto la via della democrazia, con la quale aspira a vivere in armonia reciproca in una società giusta, pluralista e solidale. (...) È auspicabile che la formazione di un nuovo governo proceda ora con celerità così che si possa realizzare la volontà del popolo per un Iraq più stabile e unito”.
Il Pontefice ha assicurato che la Santa Sede “che ha sempre dato grande importanza alle eccellenti relazioni diplomatiche con il suo Paese, continuerà ad offrire ogni assistenza possibile, così che l’Iraq assuma il suo giusto ruolo come nazione leader nella regione ed offra il suo grande contributo alla comunità internazionale”.
“Il nuovo Governo dovrà dare priorità alle misure designate per migliorare la sicurezza in tutti i settori della popolazione” – ha sottolineato il Papa – “particolarmente nelle varie comunità. (...) Sin dagli albori della Chiesa, i cristiani sono stati presenti nella terra di Abramo, una terra parte del comune patrimonio del Giudaismo, Cristianesimo e Islam”.
“Sebbene i cristiani formino una piccola minoranza della popolazione irachena, essi hanno da offrire un apprezzabile contributo alla sua ricostruzione e al risanamento economico con gli apostolati educativi e sanitari, mentre il loro impegno nei progetti umanitari offre assistenza, grandemente necessaria, nella ricostruzione della società. Se devono ricoprire il proprio pieno ruolo, tuttavia, i cristiani iracheni devono sapere che è più sicuro per loro rimanere o ritornare alle proprie case, ed hanno bisogno dell’assicurazione che le loro proprietà saranno restaurate e i loro diritti promossi”.
“Negli ultimi anni” – ha proseguito il Pontefice – “si sono verificati molti atti di violenza commessi contro innocenti membri della popolazione, musulmana e cristiana, atti che come voi avete sottolineato, sono contrari agli insegnamenti dell’Islam e del Cristianesimo. Questa sofferenza condivisa può creare un profondo legame, rafforzando la determinazione dei musulmani e dei cristiani a impegnarsi per la pace e la riconciliazione. La storia ha dimostrato che alcuni dei più potenti incentivi per superare le divisioni provengono dall’esempio di quegli uomini e quelle donne che, avendo scelto la coraggiosa via della testimonianza non violenta dei più alti valori, hanno perso la vita a causa di vili atti di violenza”. In merito il Papa ha ricordato l’Arcivescovo Paulos Faraj Rahho ed il Padre Ragheed Ganni e ha auspicato che: “il loro sacrificio, e il sacrificio di molti altri, rafforzi nella popolazione irachena la determinazione morale necessaria affinché le strutture politiche perseguano il loro obiettivo di una maggiore giustizia e stabilità”.
Nel riferirsi all’impegno del governo iracheno di rispettare i diritti umani, il Papa ha ricordato: “Fra i diritti che occorre pienamente rispettare per promuovere efficacemente il bene comune, il diritto alla libertà di religione e il diritto di culto sono preminenti, poiché sono essi che permettono ai cittadini di vivere in conformità con la propria dignità trascendente (...). Spero e prego che tali diritti non solo siano inclusi nella legislazione, ma che penetrino il tessuto della società – tutti gli iracheni hanno un ruolo da ricoprire nell’edificazione di una società giusta, morale e pacifica”.
Infine Benedetto XVI ha menzionato la prossima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente che “offrirà una eccellente opportunità di esplorare il ruolo e la testimonianza dei cristiani nelle terre della Bibbia e darà anche un impulso all’importante missione del dialogo interreligioso, che ha da offrire un importante contributo all’obiettivo della coesistenza pacifica nel rispetto reciproco e di stima fra i fedeli di diverse religioni”.
“È mia grande speranza che l’Iraq riemerga dalle difficili esperienze dello scorso decennio come un modello di tolleranza e cooperazione fra musulmani, cristiani e altri al servizio dei più bisognosi”.
CD/ VIS 20100702 (700)

GRAZIE DEL PAPA PROMOTORI GMG MADRID 2011

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto in udienza il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, con i membri della Fondazione “Madrid vivo”, promotori della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma nell’agosto 2011, nella capitale spagnola.
“Sono molti i giovani” – ha detto il Santo Padre – “che tengono gli occhi fissi su questa bella città, con la gioia di potersi incontrare, fra pochi mesi, per ascoltare insieme la Parola di Cristo, sempre giovane, e poter condividere la fede che li unisce e la speranza di costruire un mondo migliore, ispirandosi ai valori del Vangelo”.
Benedetto XVI ha invitato tutti “a continuare a collaborare generosamente a questa bella iniziativa, che non è una semplice riunione di massa, ma una occasione privilegiata perché i giovani spagnoli e del mondo intero si lascino conquistare dall’amore di Gesù Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, l’amico fedele, il vincitore del peccato e della morte. Chi si affida a Lui, non sarà mai deluso, ma avrà la forza necessaria per scegliere il cammino giusto nella vita”.
Il Santo Padre ha assicurato ai presenti e alle loro famiglie un ricordo “nella preghiera, chiedendo a Dio che benedica il vostro impegno perché la prossima Giornata Mondiale della gioventù porti frutti copiosi”.
AC/ VIS 20100702 (220)

LETTERA DEL PAPA GIUBILEO SACERDOTALE CARDINALE BERTONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). Il quotidiano “L’Osservatore Romano” ha pubblicato una Lettera del Santo Padre, redatta in latino, indirizzata al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione presbiterale, ieri il 1 luglio.
Nella Lettera, datata 1° giugno, il Papa scrive: “Mentre attraversiamo tempi difficili, riteniamo che Tu rivolga la mente a cose più liete del passato, quando per l'imposizione delle mani del venerato fratello Albino Mensa, fosti promosso all'ordine sacro, circondato da familiari e confratelli. Né ci sfugge quanto in seguito, ben perfezionato nelle materie giuridiche, Ti dedicasti ad educare e guidare con l'insegnamento e gli scritti i giovani, sia all'interno che all'esterno della Tua famiglia salesiana”.
“Nessuno stupore, dunque, che Tu abbia avuto un'importante posizione e stima presso il Nostro Predecessore, il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, che ti volle Arcivescovo di Vercelli (...). Per volere dello stesso Pontefice in seguito iniziasTi a svolgere l'incarico di Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, stabilendo con Noi una felice familiarità nel comune lavoro”.
“Anche nella Chiesa di Genova, alla quale dedicasTi il Tuo zelo e le Tue fatiche apostoliche” – scrive ancora il Papa – “si riscontrano in più parti le testimonianze del Tuo ministero pastorale, da cui riconosciamo il giovamento che venne a quella comunità ecclesiale e dove conseguisTi un titolo maggiormente illustre mediante la Tua aggregazione al Collegio dei Padri Cardinali”.
“Richiamando alla memoria tempi più recenti, Ti abbiamo voluto vicino collaboratore, scegliendoTi quale Segretario di Stato, con cui condividere decisioni e compiti. Senza dubbio Ti stai prodigando con grande impegno e perizia ad essere partecipe dei Nostri progetti pastorali riguardo alla Chiesa universale, e delle Nostre iniziative rivolte al mondo intero, perché la famiglia di Dio si rafforzi ed il mondo diventi più armonioso”.
“Perciò mentre Ci rallegriamo di cuore per il ricordo del lieto inizio del Tuo sacerdozio” – scrive infine il Pontefice – “esprimiamo questi sentimenti di stima e le affettuose Nostre congratulazioni, mentre, per intercessione della Beata Vergine Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, imploriamo abbondante la ricompensa del Divino Maestro”.
BXVI-LETTERA/ VIS 20100702 (340)

7 LUGLIO SANTO PADRE SI TRASFERISCE CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato questa mattina che il Santo Padre si trasferirà al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, mercoledì 7 luglio, per un periodo di riposo.
Nel periodo estivo saranno sospese tutte le Udienza private e speciali.
Nei mercoledì 14, 21, 28 luglio le Udienze generali non avranno luogo.
Nelle domeniche e nelle solennità durante il periodo estivo la recita dell’Angelus avrà luogo nella Residenza estiva di Castel Gandolfo.
Le Udienza generali riprenderanno regolarmente da mercoledì 4 agosto.
PD VIS 20100702 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Con¬gregazione per i Vescovi.
- L’Arcivescovo Vincent Gerard Nichols, di Westminster (Gran Bretagna), Presidente della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles.
- Il Cardinale Keith Michael Patrick O’Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edimburg (Scozia), Presidente della Conferenza Episcopale di Scozia.
- Il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo emerito di Westminster (Gran Bretagna).
AP/ VIS 20100702 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). In data 19 giugno il Santo Padre:
- Ha nominato il Monsignore Gintaras Grusas, Vescovo Ordinario Militare per la Lituania, finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Lituana. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Washington (Stati Uniti d’America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.
- Ha accolto la rinuncia del Vescovo Eugenijus Bartulis, di Siauliai (Lituania), all’ufficio di Ordinario Militare per la Lituania.
NER:RE/ VIS 20100702 (80)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2010 (VIS). Riportiamo di seguito i dati dei Presuli defunti nelle ultime settimane:
- Il Vescovo Cherubim Dambui, Ausiliare di Port Moresby (Papua Nuova Guinea), il 24 giugno, all’età di 62 anni.
- Il Vescovo Carlos Francisco Martins Pinheiro, già Ausiliare di Braga (Portogallo), il 4 giugno, all’età di 85 anni
..../... VIS 20100702 (60)

giovedì 1 luglio 2010

COMUNICATO UDIENZA VESCOVO EMERITO AUGSBURG

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi il seguente Comunicato:

“Il 1o luglio 2010 il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo emerito di Augsburg, Monsignor Walter Mixa. Con un comunicato del 4 maggio 2010, il Papa aveva accettato la richiesta del Vescovo di esonero dai suoi incarichi come Pastore della Diocesi di Augsburg e come Ordinario militare; nell’udienza tale decisione è stata definitivamente confermata. Il Vescovo Mixa si ritirerà per un tempo di silenzio, di raccoglimento e di preghiera, e dopo un periodo di cure e di riconciliazione sarà – come altri Vescovi emeriti – a disposizione per compiti pastorali, in accordo con il suo Successore. Il Vescovo Mixa ha sottolineato di aver sempre cercato di adempiere il suo ministero episcopale di buon grado e in modo coscienzioso. Ma in tutta sincerità ed umiltà ha anche confermato il riconoscimento di aver commesso sbagli ed errori, che hanno causato una perdita di fiducia e rese inevitabili le dimissioni. Ha nuovamente chiesto perdono per tutti i suoi sbagli, chiede però giustamente che, di fronte ai suoi sbagli, non si dimentichi del tutto il bene che ha fatto. Il Santo Padre ha espresso la speranza che la richiesta di perdono trovi orecchi e cuori aperti. Dopo un periodo di polemica spesso fuori misura, il Papa auspica riconciliazione, un nuovo reciproco accogliersi nello spirito della misericordia del Signore e nel fiducioso abbandono alla sua guida. Soprattutto ai confratelli nel ministero episcopale il Sommo Pontefice domanda di offrire al Vescovo Mixa più che nel passato la loro vicinanza amichevole, la loro comprensione e il loro aiuto per trovare il retto cammino. Il Papa chiede a tutti i cari fedeli della Diocesi di Augsburg di favorire nuovamente la comunione reciproca e di accogliere col cuore aperto il Vescovo che Egli destinerà come Successore del Vescovo Mixa. In un tempo di contrasti ed insicurezze, il mondo attende dai cristiani la concorde testimonianza che essi, in base al loro incontro col Signore risorto, sono in grado di offrire e nella quale essi sono di aiuto gli uni agli altri come anche all’intera società per trovare la via giusta verso il futuro”.
OP/ VIS 20100701 (380)

DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata l’Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Luigi Guanella, Sacerdote Fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e dell'Istituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza; italiano (1842-1915);

- Venerabile Servo di Dio Giustino Maria Russolillo, Sacerdote Parroco di Pianura e Fondatore della Società delle Divine Vocazioni; italiano, (1891-1955);

- Venerabile Serva di Dio Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù (al secolo: Clotilde Micheli), Fondatrice dell'Istituto delle Suore degli Angeli; italiana, (1849-1911);

- Venerabile Serva di Dio Alfonsa Clerici, Suora professa della Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza; italiana, (1860-1930);

- Venerabile Serva di Dio Cecilia Eusepi, del Terz'Ordine Secolare dei Servi di Maria; italiana (1910-1928);

MARTIRIO

- Servo di Dio Giovanni Scheffler, Vescovo di Satu Mare; ungherese, (1887-1952);

- Servi di Dio José Maria Ruiz Cano, Jesús Aníbal Gómez Gómez, Tomás Cordero Cordero e 13 Compagni, della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria; uccisi, in odio alla Fede, durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936;
- Servi di Dio Carmelo Maria Moyano Linares e 9 Compagni, dell'Ordine Carmelitano; uccisi, in odio alla Fede, durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936;

- Servi di Dio Johannes Prassek e 2 Compagni, Sacerdoti diocesani, uccisi in odio alla Fede ad Amburgo (Germania) il 10 novembre 1943;

- Serva di Dio Margherita Rutan, Suora professa della Congregazione delle Suore Figlie della Carità di San Vincenzo de Paul; francese, nata nel 1736 e uccisa a Dax (Francia) nel 1794.

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Basilio Martinelli, Sacerdote professo della Congregazione delle Scuole della Carità (Istituto Cavanis); italiano, (1872-1962);

- Serva di Dio Maria Antonia de San José (al secolo: Maria Antonia de Paz y Figueroa), Fondatrice del Beaterio degli Esercizi di Buenos Aires; argentina (1730-1799);

- Serva di Dio Maria (al secolo: Casimira Kaupas), Fondatrice della Congregazione delle Suore di San Casimiro; lituana (1880-1940);

- Serva di Dio Maria Luisa (al secolo: Gertrude Prosperi), Badessa del Monastero dell'Ordine di San Benedetto di Trevi; italiana (1799-1847);

- Serva di Dio Maria Teresa (al secolo: Maria Carmen Albarracín), Religiosa professa delle Religiose di Maria Immacolata Missionarie Claretiane; spagnola, (1927-1946);

- Serva di Dio Maria Plautilla (al secolo: Lucia Cavallo), Religiosa professa delle Piccole Suore Missionarie della Carità; italiana, (1913-1947).
CCS/ VIS 20100701 (420)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI LUGLIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di luglio è la seguente: “Perché in tutte le nazioni del mondo le elezioni dei governanti si svolgano secondo giustizia, trasparenza ed onestà, rispettando le libere decisioni dei cittadini”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché i cristiani si impegnino ad offrire dappertutto, specialmente nei grandi centri urbani, un valido contributo alla promozione della cultura, della giustizia, della solidarietà e della pace”.
BXVI-INTENZIONI/ VIS 20100701 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Vescovo Walter Mixa, emerito di Augsburg (Repubblica Federale di Germania).

- Il Signor Pablo Cabrera Gaete, Ambasciatore del Cile, in visita di congedo.

- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
AP/ VIS 20100701 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Kurt Koch, finora Vescovo di Basilea, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

- Ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti di età, del Cardinale Walter Kasper, all’incarico di Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
NA:RE/ VIS 20100701 (70)

mercoledì 30 giugno 2010

IL PAPA CREA DICASTERO PER NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica di San Paolo fuori le mura la Celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
Alla cerimonia era presente la Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata da Sua Santità Bartolomeo I e composta da Sua Eminenza Gennadios (Limouris), Metropolita di Sassima; Sua Eminenza Bartholomaios (Ioannis Kessidis), Vescovo di Arianzós, Assistente del Metropolita di Germania e il Diacono Theodoros Meimaris, della Sede patriarcale del “Fanar”.
Nell’omelia il Papa ha offerto alcune riflessioni sulla vocazione missionaria della Chiesa ed ha ricordato che il Servo di Dio Giovanni Battista Montini, quando fu eletto Successore di Pietro, nel pieno svolgimento del Concilio Vaticano II, “scelse di portare il nome dell’Apostolo delle genti” e nel 1974 “convocò l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi sul tema dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, e circa un anno dopo pubblicò l’Esortazione apostolica ‘Evangelii nuntiandi’”.
Riferendosi successivamente al Venerabile Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha affermato che egli “ha rappresentato ‘al vivo’ la natura missionaria della Chiesa, con i viaggi apostolici e con l’insistenza del suo Magistero sull’urgenza di una ‘nuova evangelizzazione’: (...) È a tutti evidente che il mio Predecessore ha dato un impulso straordinario alla missione della Chiesa, non solo – ripeto – per le distanze da lui percorse, ma soprattutto per il genuino spirito missionario che lo animava e che ci ha lasciato in eredità all’alba del terzo millennio”.
“Raccogliendo questa eredità” – ha detto il Papa – “ho potuto affermare, all’inizio del mio ministero petrino, che la Chiesa è giovane, aperta al futuro. E lo ripeto oggi, vicino al sepolcro di san Paolo: la Chiesa è nel mondo un’immensa forza rinnovatrice, non certo per le sue forze, ma per la forza del Vangelo”. “Le sfide dell’epoca attuale” – ha sottolineato il Santo Padre – “sono certamente al di sopra delle capacità umane (...). Ma non c’era – e non c’è – solo la fame di cibo materiale: c’è una fame più profonda, che solo Dio può saziare. Anche l’uomo del terzo millennio desidera una vita autentica e piena, ha bisogno di verità, di libertà profonda, di amore gratuito. Anche nei deserti del mondo secolarizzato, l’anima dell’uomo ha sete di Dio, del Dio vivente”.
“Vi sono regioni del mondo” – ha proseguito il Pontefice – “che ancora attendono una prima evangelizzazione; altre che l’hanno ricevuta, ma necessitano di un lavoro più approfondito; altre ancora in cui il Vangelo ha messo da lungo tempo radici, dando luogo ad una vera tradizione cristiana, ma dove negli ultimi secoli – con dinamiche complesse – il processo di secolarizzazione ha prodotto una grave crisi del senso della fede cristiana e dell’appartenenza alla Chiesa”.
“In questa prospettiva” – ha detto ancora il Papa – “ho deciso di creare un nuovo Organismo, nella forma di ‘Pontificio Consiglio’, con il compito precipuo di promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di ‘eclissi del senso di Dio’, che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo”.
“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Pontefice – “la sfida della nuova evangelizzazione interpella la Chiesa universale, e ci chiede anche di proseguire con impegno la ricerca della piena unità tra i cristiani. Un eloquente segno di speranza in tal senso è la consuetudine delle visite reciproche tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli in occasione delle feste dei rispettivi Santi Patroni. Per questo accogliamo oggi con rinnovata gioia e riconoscenza la Delegazione inviata dal Patriarca Bartolomeo I, al quale indirizziamo il saluto più cordiale”.
HML/ VIS 20100630 (620)

UNITÀ DELLA CHIESA È RADICATA SUA UNIONE CON CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2010 (VIS). Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Concelebrazione dell’Eucaristia con 38 Arcivescovi Metropoliti ai quali, nel corso del Sacro Rito, ha imposto il Sacro Pallio preso dalla Confessione di San Pietro.
Nel commentare i testi biblici della Liturgia odierna, il Papa ha spiegato che essi “mettono in risalto un tema che si potrebbe riassumere così: Dio è vicino ai suoi fedeli servitori e li libera da ogni male, e libera la Chiesa dalle potenze negative. È il tema della libertà della Chiesa, che presenta un aspetto storico e un altro più profondamente spirituale”.
“La promessa di Gesù – ‘le potenze degli inferi non prevarranno’ sulla Chiesa – comprende sì le esperienze storiche di persecuzione subite da Pietro e da Paolo e dagli altri testimoni del Vangelo, ma va oltre, volendo assicurare la protezione soprattutto contro le minacce di ordine spirituale”.
“Se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa” – ha affermato Benedetto XVI – “possiamo osservare che – come aveva preannunciato il Signore Gesù – non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto”.
Ricordando le parole di San Paolo nella seconda Lettera a Timoteo “’gli uomini che operano il male ‘non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti’ (3,9)” – il Papa ha affermato: “Vi è dunque una garanzia di libertà assicurata da Dio alla Chiesa, libertà sia dai lacci materiali che cercano di impedirne o coartarne la missione, sia dai mali spirituali e morali, che possono intaccarne l’autenticità e la credibilità”.
“Il tema della libertà della Chiesa, garantita da Cristo a Pietro, ha anche una specifica attinenza con il rito dell’imposizione del Pallio, che oggi rinnoviamo per trentotto Arcivescovi Metropoliti (...). La comunione con Pietro e i suoi successori, infatti, è garanzia di libertà per i Pastori della Chiesa e per le stesse Comunità loro affidate”.
“Sul piano storico” – ha sottolineato il Papa – “l’unione con la Sede Apostolica assicura alle Chiese particolari e alle Conferenze Episcopali la libertà rispetto a poteri locali, nazionali o sovranazionali, che possono in certi casi ostacolare la missione della Chiesa. Inoltre, e più essenzialmente, il ministero petrino è garanzia di libertà nel senso della piena adesione alla verità, all’autentica tradizione, così che il Popolo di Dio sia preservato da errori concernenti la fede e la morale”.
“Il fatto dunque che, ogni anno, i nuovi Metropoliti vengano a Roma a ricevere il Pallio dalle mani del Papa va compreso nel suo significato proprio, come gesto di comunione, e il tema della libertà della Chiesa ce ne offre una chiave di lettura particolarmente importante. Questo appare evidente nel caso di Chiese segnate da persecuzioni, oppure sottoposte a ingerenze politiche o ad altre dure prove. Ma ciò non è meno rilevante nel caso di Comunità che patiscono l’influenza di dottrine fuorvianti, o di tendenze ideologiche e pratiche contrarie al Vangelo. Il Pallio dunque diventa, in questo senso, un pegno di libertà, analogamente al ‘giogo’ di Gesù, che Egli invita a prendere, ciascuno sulle proprie spalle (...) invece di pesare su chi lo porta, lo solleva, così il vincolo con la Sede Apostolica – pur impegnativo – sostiene il Pastore e la porzione di Chiesa affidata alle sue cure, rendendoli più liberi e più forti”.
Benedetto XVI ha sottolineato il valore ecumenico delle parole: “Le potenze degli inferi non prevarranno sulla sua Chiesa. (...) Uno degli effetti tipici dell’azione del Maligno è proprio la divisione all’interno della Comunità ecclesiale. Le divisioni, infatti, sono sintomi della forza del peccato, che continua ad agire nei membri della Chiesa anche dopo la redenzione”.
“L’unità della Chiesa è radicata nella sua unione con Cristo, e la causa della piena unità dei cristiani – sempre da ricercare e da rinnovare, di generazione in generazione – è pure sostenuta dalla sua preghiera e dalla sua promessa”.
Il Papa ha quindi salutato la Delegazione del Patriarcato di Costantinopoli presente alla Celebrazione Eucaristica e ha invitato a rendere insieme grazie a Dio “per i progressi nelle relazioni ecumeniche tra cattolici ed ortodossi, e rinnoviamo l’impegno di corrispondere generosamente alla grazia di Dio, che ci conduce alla piena comunione”.
Al termine della Celebrazione il Santo Padre Benedetto XVI e il Metropolita ortodosso Gennadios sono scesi alla Confessione di San Pietro per una breve preghiera.
HML/ VIS 20100630 (770)

SAN PIETRO E SAN PAOLO DESIDERIO COMPIERE VOLONTÀ DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2010 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico e ha guidato la recita dell’Angelus.
Nel ricordare i Patroni di Roma, il Papa ha detto che San Pietro era “un umile pescatore di Galilea” che “è talmente vicino al Signore da diventare egli stesso una roccia di fede e d’amore su cui Gesù ha edificato la sua Chiesa. (...) San Paolo – di cui abbiamo recentemente celebrato il bimillenario della nascita – con la Grazia divina ha diffuso il Vangelo, seminando la Parola di verità e di salvezza in mezzo ai popoli pagani. I due Santi Patroni di Roma, pur avendo ricevuto da Dio carismi diversi e missioni diverse da compiere, sono entrambi fondamenta della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”.
Benedetto XVI ha ricordato inoltre la Messa di questa mattina durante la quale ha consegnato il Sacro Pallio a trentotto Arcivescovi Metropoliti che “simboleggia sia la comunione con il Vescovo di Roma, sia la missione di pascere con amore l’unico gregge di Cristo”.
“L’esempio degli Apostoli Pietro e Paolo” – ha esortato infine il Pontefice – “illumini le menti e accenda nei cuori dei credenti il santo desiderio di compiere la volontà di Dio, affinché la Chiesa pellegrina sulla terra sia sempre fedele al suo Signore”.
Dopo la preghiera mariana, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto in particolare agli Arcivescovi Metropoliti provenienti da diverse parti del mondo e ai numerosi pellegrini che li accompagnavano.
ANG/ VIS 20100630 (270)

SAN GIUSEPPE CAFASSO MODELLO DI DIRETTORE SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2010 (VIS). Alla luce della celebrazione dell’Anno Sacerdotale da poco concluso, il Santo Padre Benedetto XVI si è soffermato nella catechesi dell’Udienza Generale odierna sulla figura di San Giuseppe Cafasso (1811-1860), del quale proprio una settimana fa ricorreva il 150° anniversario della morte.
San Giuseppe Cafasso compì gli studi di filosofia e teologia nel Collegio di Chieri e nel Seminario teologico e quattro mesi dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1833, entrò nel “Convitto Ecclesiastico di San Francesco d’Assisi” a Torino, per perfezionarsi nella pastorale.
“Il tipo di prete che il Cafasso incontrò al Convitto e che egli stesso contribuì a rafforzare” - ha detto il Papa – “era quello del vero pastore con una ricca vita interiore e un profondo zelo nella cura pastorale: fedele alla preghiera, impegnato nella predicazione, nella catechesi, dedito alla celebrazione dell’Eucaristia e al ministero della Confessione, secondo il modello incarnato da San Carlo Borromeo, da San Francesco di Sales e promosso dal Concilio di Trento”.
“San Giuseppe Cafasso cercò di realizzare questo modello nella formazione dei giovani sacerdoti, affinché, a loro volta, diventassero formatori di altri preti, religiosi e laici, secondo una speciale ed efficace catena”.
Il Santo che dedicava molte ore alla Confessione “amava in modo totale il Signore, era animato da una fede ben radicata, sostenuto da una profonda e prolungata preghiera, viveva una sincera carità verso tutti. Conosceva la teologia morale, ma conosceva altrettanto le situazioni e il cuore della gente, del cui bene si faceva carico, come il buon pastore”.
Ricordando che San Giovanni Bosco lo ebbe come direttore spirituale dal 1835 al 1860, Benedetto XVI ha precisato che San Giuseppe Cafasso “non cercò mai di formare in Don Bosco un discepolo a ‘ sua immagine e somiglianza’ e Don Bosco non copiò il Cafasso; lo imitò certo nelle virtù umane e sacerdotali – definendolo ‘modello di vita sacerdotale’ -, ma secondo le proprie personali attitudini e la propria peculiare vocazione (...). È questo un insegnamento prezioso per tutti coloro che sono impegnati nella formazione ed educazione delle giovani generazioni”.
“Un altro elemento caratterizza il ministero del nostro Santo: l’attenzione agli ultimi, in particolare ai carcerati, che nella Torino ottocentesca vivevano in luoghi disumani e dusuminizzanti. (...) Nei primi tempi del suo ministero in mezzo ai carcerati, egli ricorreva spesso alle grandi predicazioni che arrivavano a coinvolgere quasi tutta la popolazione carceraria. Con il passare del tempo, privilegiò la catechesi spicciola, fatta nei colloqui e negli incontri personali: rispettoso delle vicende di ciascuno, affrontava i grandi temi della vita cristiana, parlando della confidenza in Dio, dell’adesione alla Sua volontà, dell’utilità della preghiera e dei sacramenti, il cui punto di arrivo è la Confessione, l’incontro con Dio fattosi per noi misericordia infinita”.
San Giuseppe Cafasso morì nel 1860. Nel 1948 Papa Pio XII lo proclamò Patrono delle carceri italiane e nel 1950 “lo propose come modello ai sacerdoti impegnati nella Confessione e nella direzione spirituale”.
Nei saluti in diverse lingue, il Papa si è rivolto in particolare agli Arcivescovi Metropolitani che ieri hanno ricevuto il Sacro Pallio e ai loro familiari.
AG/ VIS 20100630 (520)
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