Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

giovedì 24 giugno 2010

PREGHIERA OTTIENE CHIESA MOLTE GRAZIE DI SANTIFICAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2010 (VIS). Al termine della visita al Centro “Don Orione”, il Santo Padre si è recato al Monastero Domenicano Santa Maria del Rosario a Monte Mario, dove ha presieduto la celebrazione dell’Ora media con le monache di clausura.

Il Monastero custodisce l’antica icona della Vergine Hagiosorritissa, detta Madonna di San Luca (secolo VII) e preziose reliquie di San Domenico, di Santa Caterina da Siena e di altri santi e sante domenicane.

“Voi, che ben conoscete l’efficacia della preghiera” – ha detto il Papa nell’omelia – “sperimentate ogni giorno quante grazie di santificazione essa possa ottenere alla Chiesa”.

“Siate grate alla divina Provvidenza” – ha esortato il Pontefice – “per il dono sublime e gratuito della vocazione monastica, a cui il Signore vi ha chiamate senza alcun vostro merito”.

“La forma di vita contemplativa, che dalle mani di san Domenico avete ricevuto nelle modalità della clausura, vi colloca, come membra vive e vitali, nel cuore del corpo mistico del Signore, che è la Chiesa; e come il cuore fa circolare il sangue e tiene in vita il corpo intero, così la vostra esistenza nascosta con Cristo, intessuta di lavoro e di preghiera, contribuisce a sostenere la Chiesa, strumento di salvezza per ogni uomo che il Signore ha redento con il suo Sangue”.

“Con la preghiera” – ha sottolineato il Papa – voi presentate “al cospetto dell’Altissimo le necessità spirituali e materiali di tanti fratelli in difficoltà, la vita smarrita di quanti si sono allontanati dal Signore. Come non muoversi a compassione per coloro che sembrano vagare senza meta? Come non desiderare che nella loro vita avvenga l’incontro con Gesù, il solo che dà senso all’esistenza?”.

“Riconoscete perciò, care sorelle, che in tutto ciò che fate, al di là dei singoli momenti di orazione, il vostro cuore continua ad essere guidato dal desiderio di amare Dio. (...) Questo è l’orizzonte del pellegrinare terreno! Questa è la vostra meta! Per questo avete scelto di vivere nel nascondimento e nella rinuncia ai beni terreni: per desiderare sopra ogni cosa quel bene che non ha uguali, quella perla preziosa che merita la rinuncia ad ogni altro bene per entrarne in possesso”.

“Possiate pronunciare ogni giorno il vostro ‘sì’ ai disegni di Dio, con la stessa umiltà con cui ha detto il suo ‘sì’ la Vergine Santa”.

Infine, preso congedo dalle monache, il Santo Padre è rientrato in Vaticano.
BXVI-VISITA/ VIS 20100624 (400)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2010 (VIS). Ieri, 23 giugno, il Santo Padre ha nominato il Monsignore Antônio Braz Benevente, Vescovo di Jacarezinho (superficie: 13.369; popolazione: 455.000; cattolici: 395.200; sacerdoti: 87; religiosi: 66), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Itápolis (Brasile), nel 1961 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. Finora Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Uberaba (Brasile), succede al Vescovo Fernando José Penteado, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100624 (90)

mercoledì 23 giugno 2010

“SUMMA THEOLOGIAE” CAPOLAVORO DI SAN TOMMASO D’AQUINO

CITTA' DEL VATICANO, 23 GIU. 2010 (VIS). Nell’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, il Papa ha completato il ciclo delle tre catechesi dedicate a San Tommaso d’Aquino.

Nel riferirsi al capolavoro del Dottor Angelico, la “Summa Theologiae”, un’opera monumentale, il Papa ha spiegato che essa contiene 512 questioni e 2669 articoli. “Si tratta” – ha detto – “di un ragionamento serrato, in cui l’applicazione dell’intelligenza umana ai misteri della fede procede con chiarezza e profondità, intrecciando domande e risposte, nelle quali san Tommaso approfondisce l’insegnamento che viene dalla Sacra Scrittura e dai Padri della Chiesa, soprattutto da sant’Agostino. In questa riflessione, san Tommaso, utilizzando anche il metodo e il pensiero dei filosofi antichi, in particolare di Aristotele, arriva a formulazioni precise, lucide e pertinenti delle verità di fede. Tale sforzo, però, della mente umana – ricorda l’Aquinate con la sua stessa vita – è sempre illuminato dalla preghiera, dalla luce che viene dall’Alto”.

“Nella ‘Summa’, san Tommaso parte dal fatto che ci sono tre diversi modi dell’esistenza di Dio: Dio esiste in se stesso, è il principio e la fine di tutte le cose, per cui tutte le creature procedono e dipendono da Lui; poi Dio è presente attraverso la sua Grazia nella vita e nell’attività del cristiano, dei santi; infine, Dio è presente in modo del tutto speciale nella Persona di Cristo e nei Sacramenti, che scaturiscono dalla sua opera redentrice”.

“San Tommaso” – ha ricordato il Pontefice – “si sofferma in modo particolare sul Mistero dell’Eucaristia, per il quale ebbe una grandissima devozione. (...) Alla scuola dei santi, innamoriamoci di questo Sacramento! Partecipiamo alla Santa Messa con raccoglimento, per ottenerne i frutti spirituali, nutriamoci del Corpo e del Sangue del Signore, per essere incessantemente alimentati dalla Grazia divina! Intratteniamoci volentieri e frequentemente, a tu per tu, in compagnia del Santissimo Sacramento!”.

“Quanto san Tommaso ha illustrato con rigore scientifico nelle sue opere teologiche maggiori, come appunto la ‘Summa Theologiae’” – ha proseguito il Pontefice – “è stato esposto anche nella sua predicazione, rivolta agli studenti e ai fedeli (...). Il contenuto della predicazione del Doctor Angelicus corrisponde quasi del tutto alla struttura del Catechismo della Chiesa Cattolica. Infatti, nella catechesi e nella predicazione, in un tempo come il nostro di rinnovato impegno per l’evangelizzazione, non dovrebbero mai mancare questi argomenti fondamentali: ciò che noi crediamo, ed ecco il Simbolo della fede; ciò che noi preghiamo, ed ecco il Padre Nostro e l’Ave Maria; e ciò che noi viviamo come ci insegna la Rivelazione biblica, ed ecco la legge dell’amore di Dio e del prossimo e i Dieci Comandamenti”.

“Nel suo ‘Opuscolo sul Simbolo degli Apostoli’” – ha ricordato il Pontefice – “egli spiega il valore della fede. Per mezzo di essa, dice, l’anima si unisce a Dio (...); la vita riceve un orientamento sicuro, e noi superiamo agevolmente le tentazioni. A chi obietta che la fede è una stoltezza, perché fa credere in qualcosa che non cade sotto l’esperienza dei sensi, san Tommaso offre una risposta molto articolata, e ricorda che questo è un dubbio inconsistente, perché l’intelligenza umana è limitata e non può conoscere tutto”.

“Solo nel caso in cui noi potessimo conoscere perfettamente tutte le cose visibili e invisibili, allora sarebbe un’autentica stoltezza accettare delle verità per pura fede. Del resto, è impossibile vivere, osserva san Tommaso, senza fidarsi dell’esperienza altrui, là dove la personale conoscenza non arriva. È ragionevole dunque prestare fede a Dio che si rivela e alla testimonianza degli Apostoli”.

“Commentando l’articolo del Simbolo sull’Incarnazione del Verbo divino, san Tommaso fa alcune considerazioni. Afferma che la fede cristiana, considerando il mistero dell’Incarnazione, viene ad essere rafforzata; la speranza si eleva più fiduciosa, al pensiero che il Figlio di Dio è venuto tra noi, come uno di noi, per comunicare agli uomini la propria divinità; la carità è ravvivata, perché non vi è segno più evidente dell’amore di Dio per noi, quanto vedere il Creatore dell’universo farsi egli stesso creatura”.

“San Tommaso è stato, come tutti i santi” – ha concluso il Pontefice – “un grande devoto della Madonna. L’ha definita con un appellativo stupendo: ‘Triclinium totius Trinitatis’, triclinio, cioè luogo dove la Trinità trova il suo riposo, perché, a motivo dell’Incarnazione, in nessuna creatura, come in Lei, le tre divine Persone inabitano e provano delizia e gioia a vivere nella sua anima piena di Grazia. Per la sua intercessione possiamo ottenere ogni aiuto”.
AG/ VIS 20100623 (720)

martedì 22 giugno 2010

ARCIVESCOVI CHE RICEVERANNO IL PALLIO IL 29 GIUGNO

CITTA' DEL VATICANO, 22 GIU. 2010 (VIS). Martedì prossimo, 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli Patroni dell’Alma Città di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà alle 9:30, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione Eucaristica con i seguenti 38 Arcivescovi Metropoliti, ai quali imporrà il Sacro Pallio.
- Arcivescovo Luis Gerardo Herrera, O.F.M., di Cuenca (Ecuador).
- Arcivescovo Alex Thomas Kaliyanil, S.V.D., di Bulawayo (Zimbabwe).
- Arcivescovo Gerard Tlali Lerotholi, O.M.I., di Maseru (Lesotho).
- Arcivescovo Antônio Fernando Saburido, O.S.B., di Olinda e Recife (Brasile).
- Arcivescovo Albert Legatt, di Saint-Boniface (Canada).
- Arcivescovo Gualtiero Bassetti, di Perugia-Città della Pieve (Italia).
- Arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, di Udine (Italia).
- Arcivescovo Gabriel Mbilingi, C.S.Sp., di Lubango (Angola). - Arcivescovo Socrates B. Villegas, di Lingayen-Dagupan (Filippine).
- Arcivescovo Constancio Miranda Weckmann, di Chihuahua (Messico).
- Arcivescovo Bernard Longley, di Birmingham (Gran Bretagna).
- Arcivescovo Juan José Asenjo Pelegrina, di Sevilla (Spagna).
- Arcivescovo Jerome Edward Listecki, di Milwaukee (Stati Uniti d’America).
- Arcivescovo Samuel Kleda, di Douala (Camerun).
- Arcivescovo Jesús Sanz Montes, O.F.M., di Oviedo (Spagna).
- Arcivescovo Anton Stres, C.M., di Ljubljana (Slovenia).- Arcivescovo Joseph Atanga, S.I., di Bertoua (Camerun). - Arcivescovo Stephen Brislin, di Cape Town (Sud Africa).
- Arcivescovo Dennis M. Schnurr, di Cincinnati (Stati Uniti d’America).
- Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Belém do Pará (Brasile).
- Arcivescovo André-Mutien Léonard, di Malines-Bruxelles (Belgio) .
- Arcivescovo Antonio Lanfranchi, di Modena-Nonantola (Italia).
- Arcivescovo Dominik Duka, O.P., di Praga (Repubblica Ceca).
- Arcivescovo Ricardo Antonio Tobón Restrepo, di Medellín (Colombia).
- Arcivescovo José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., di Panamá (Panama). - Arcivescovo Francis Kallarakal, di Verapoly (India).
- Arcivescovo Désiré Tsarahazana, di Toamasina (Madagascar).
- Arcivescovo Ricardo Blázquez Pérez, di Valladolid (Spagna). - Arcivescovo Hyginus Kim Hee-joong, di Kwangju (Corea).
- Arcivescovo Luis Madrid Merlano, di Nueva Pamplona (Colombia).
- Arcivescovo Thomas G. Wenski, di Miami (Stati Uniti d’America).
- Arcivescovo Peter Smith, di Southwark (Inghilterra).
- Arcivescovo Józef Kowalczyk, di Gniezno (Polonia).
- Arcivescovo Pierre Nguyên Văn Nhon, di Hà Nôi (Viêt Nam).
- Arcivescovo Matthias Kobena Nketsiah, di Cape Coast (Ghana).
- Arcivescovo Bernard Bober, di Košice (Slovacchia).
- Arcivescovo Carlos Garfias Merlos, di Acapulco (Messico).
- Arcivescovo Luigi Moretti, di Salerno – Campagna – Acerno (Italia).
OCL/ VIS 20100622 (350)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 JUN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Philadelphia (Stati Uniti d’America), Vescovo di Harrisburg (superfície: 19.839; popolazione: 2.060.000; cattolici: 248.000; sacerdoti: 179; religiosi: 394; diaconi permanenti: 49), Stati Uniti d’America.
- Il Reverendo Andrés Vargas Peña, Vescovo Ausiliare di México (superfície: 1.429; popolazione: 8.781.000; cattolici: 7.845.500; sacerdoti: 1.757; religiosi: 7.229; diaconi permanenti: 135), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Villa de la Paz (Messico), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. È stato finora Vicário Episcopale per la pastorale nella medesima Diocesi.
- Il Reverendo Adolfo Miguel Castaño Fonseca, Vescovo Ausiliare di México. Il Vescovo eletto è nato a San Mateo Mozoquilpan (Messico) nel 1962 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1987. È stato finora Bibliotecario, Professore nel Seminario diocesano e Coordinatore delle pubblicazioni nel Seminario della Diocesi di Toluca (Messico).
- Il Monsignore Michael J. Fitzgerald, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Philadelphia (superfície: 5.652; popolazione: 3.887.694; cattolici: 1.458.430; sacerdoti: 999; religiosi; 3.370; diaconi permanenti: 239), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Montclair (Stati Uniti d’America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Vicario Giudiziale Metropolitano e Promotore di Giustizia.
- Il Monsignore Giovanni Pietro Dal Toso, Segretario del Pontifício Consiglio “Cor Unum”, finora Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.
- Membri del Consiglio Direttivo della Pontifícia Accademia per la Vita: il Vescovo Fernando Natalio Chomalì Garib, Ausiliare di Santiago de Chile (Cile); il Professor Mounir Abdel Messih Shehata Farag (Egitto); il Professor Gian Luigi Gigli (Italia); il Dottor John Haas (Stati Uniti d’America); la Dottoressa Mónica López Barahona (Spagna).
NER:NEA:NA/ VIS 20100622 (280)

lunedì 21 giugno 2010

VESCOVI BRASILE: GUIDARE TUTTI UNITÀ NELLA FEDE E AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Est II), al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.
Il Santo Padre ha ricordato ai Vescovi che “come maestri e dottori della fede, avete la missione di insegnare con coraggio la verità che si deve credere e vivere, presentandola in modo autentico”. In tale contesto il Papa ha esortato i Presuli ad aiutare i fedeli a loro affidati con la propria attenzione pastorale “per riscoprire la gioia della fede, la gioia di essere amati personalmente da Dio che ci ha donato suo Figlio per la nostra salvezza. (...) Abbiate una grande fiducia nella grazia e diffondete tale fiducia fra la vostra gente, perché la fede sia sempre custodita, difesa e trasmessa nella sua purezza e integrità”.
Nel fare riferimento alla liturgia, Benedetto XVI ha sottolineato che la celebrazione eucaristica è il dovere più importante del ministero sacerdotale. “La missione di santificare che avete ricevuto” – ha proseguito rivolgendosi ai Vescovi – “vi obbliga ad essere promotori e animatori della preghiera nella città umana, alle volta agitata, rumorosa e dimentica di Dio: dovete creare luoghi e occasioni di preghiera, dove in silenzio, ascoltando Dio, nella preghiera personale e comunitaria, gli uomini possano incontrare e sperimentare vivamente Gesù Cristo, che rivela il vero volto del Padre. È necessario che le parrocchie e i santuari, le istituzioni educative e i luoghi di sofferenza e le famiglie si convertano in luoghi di comunione con il Signore”.
In merito alla missione di governare il Papa ha detto che “il Vescovo è anche chiamato a giudicare e disciplinare la vita del popolo di Dio affidato alla sua guida pastorale, attraverso leggi, direttive e consigli, secondo quanto disposto nella disciplina universale della Chiesa. Tale diritto e dovere è molto importante perché la comunità diocesana si mantenga unita al suo interno e avanzi in comunione sincera di fede, amore e disciplina con il Vescovo di Roma e con tutta la Chiesa. Perciò non stancatevi di alimentare nei fedeli un senso di appartenenza alla Chiesa e la gioia della comunione fraterna”.
“Il governo del Vescovo” – ha aggiunto il Santo Padre – “sarà pastoralmente proficuo solo ‘se poggerà su un’autorevolezza morale, data dalla sua santità di vita. Sarà questa a disporre gli animi ad accogliere il Vangelo da lui annunciato nella sua Chiesa, come anche le norme da lui fissate per il bene del Popolo di Dio’”. Plasmato interiormente dallo Spirito Santo, ognuno di voi si farà “tutto in tutti” proponendo la verità della fede, celebrando i sacramenti della nostra santificazione e testimoniando l’amore di Dio”.
Il Papa ha concluso il suo discorso invitando i Vescovi ad “accogliere con cuore aperto coloro che bussano alla porta: consigliateli, consolateli e manteneteli sul cammino verso Dio, cercando di guidare tutti all’unità, nella fede e nell’amore, che per volontà del Signore, deve essere principio e fondamento visibile nelle vostre Diocesi”.
AL/ VIS 20100621 (500)

NOTA SITUAZIONE EX ARCIVESCOVO DI POZNAN

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede, relativa alla situazione dell’ex Arcivescovo di Poznan (Polonia), Monsignor Juliuz Paetz.
“Rispondendo a domande di giornalisti circa notizie apparse sulla stampa sulla situazione dell’ex Arcivescovo di Poznan, Monsignor Juliusz Paetz, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I, ha precisato che è infondato in questo caso parlare di ‘riabilitazione’, poiché la questione trattata nella corrispondenza con Roma riguardava esclusivamente la sua autorizzazione o meno a presiedere celebrazioni pubbliche in seguito a invito da parte di un parroco, sempre previo il necessario nulla osta da parte dell’Ordinario”.
“I criteri e le restrizioni stabiliti nel 2002 e finora seguiti non verranno tuttavia modificati”.
“Come confermato già ieri ufficialmente dal portavoce dell’Arcidiocesi di Poznan, è poi del tutto infondato che l’Arcivescovo di Poznan, Stanislaw Gadecki, abbia presentata o anche solo prospettato la possibilità di rinuncia al governo dell’Acidiocesi”.OP/ VIS 20100621 (170)

IL SACERDOTE DEVE RIMANERE SEMPRE CON CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2010 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha celebrato nella Basilica Vaticana, la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione presbiterale a 14 diaconi della Diocesi di Roma.
“Nella preghiera” – ha detto il Papa, il sacerdote – “è chiamato a riscoprire il volto sempre nuovo del suo Signore e il contenuto più autentico della sua missione. Solamente chi ha un rapporto intimo con il Signore viene afferrato da Lui, può portarlo agli altri, può essere inviato. Si tratta di un ‘rimanere con Lui’ che deve accompagnare sempre l’esercizio del ministero sacerdotale; deve esserne la parte centrale, anche e soprattutto nei momenti difficili, quando sembra che le ‘cose da fare’ debbano avere la priorità. Ovunque siamo, qualunque cosa facciamo, dobbiamo sempre ‘rimanere con Lui’”
“Il sacerdozio” – ha sottolineato il Santo Padre – “non può mai rappresentare un modo per raggiungere la sicurezza nella vita o per conquistarsi una posizione sociale. Chi aspira al sacerdozio per un accrescimento del proprio prestigio personale e del proprio potere ha frainteso alla radice il senso di questo ministero. Chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo sarà sempre schiavo di se stesso e dell’opinione pubblica. Per essere considerato, dovrà adulare; dovrà dire quello che piace alla gente; dovrà adattarsi al mutare delle mode e delle opinioni e, così, si priverà del rapporto vitale con la verità, riducendosi a condannare domani quel che avrà lodato oggi”.
“Un uomo che imposti così la sua vita” – ha proseguito il Pontefice – “un sacerdote che veda in questi termini il proprio ministero, non ama veramente Dio e gli altri, ma solo se stesso e, paradossalmente, finisce per perdere se stesso. Il sacerdozio – ricordiamolo sempre - si fonda sul coraggio di dire sì ad un’altra volontà, nella consapevolezza, da far crescere ogni giorno, che proprio conformandoci alla volontà di Dio, ‘immersi’ in questa volontà, non solo non sarà cancellata la nostra originalità, ma, al contrario, entreremo sempre di più nella verità del nostro essere e del nostro ministero”.
“Quando celebriamo la Santa Messa teniamo nelle nostre mani il pane del Cielo, il pane di Dio, che è Cristo, chicco spezzato per moltiplicarsi e diventare il vero cibo della vita per il mondo. È qualcosa che non vi può non riempire di intimo stupore, di viva gioia e di immensa gratitudine: ormai l’amore e il dono di Cristo crocifisso e glorioso passano attraverso le vostre mani, la vostra voce, il vostro cuore! È un’esperienza sempre nuova di stupore vedere che nelle mie mani, nella mia voce il Signore realizza questo mistero della Sua presenza!”.
Il Papa ha chiesto a Dio che dia ai nuovi sacerdoti “la grazia di saper sperimentare in profondità tutta la bellezza e la forza di questo vostro servizio presbiterale e, nello stesso tempo, la grazia di poter vivere questo ministero con coerenza e generosità, ogni giorno”.
“La grazia del presbiterato” – ha detto ancora il Santo Padre - “(...) vi collegherà nel profondo del vostro cuore ai sentimenti di Gesù che ama sino alla fine, sino al dono totale di sé, al suo essere pane moltiplicato per il santo convito dell’unità e della comunione”.
“Alla cura per la celebrazione eucaristica si accompagni sempre l’impegno per una vita eucaristica” – ha concluso il Pontefice – “vissuta cioè nell’obbedienza ad un’unica grande legge, quella dell’amore che si dona in totalità e serve con umiltà, una vita che la grazia dello Spirito Santo rende sempre più somigliante a quella di Cristo Gesù, Sommo ed eterno Sacerdote, servo di Dio e degli uomini”.
HML/ VIS 20100621 (570)

ANGELUS: SEGUIRE CRISTO È APPROPRIARSI POTERE SUA CROCE

CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2010 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana per l’Ordinazione presbiterale di 14 diaconi della Diocesi di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“Il sacramento dell’Ordine” – ha detto il Papa – “manifesta, da parte di Dio, la sua premurosa vicinanza agli uomini e, da parte di chi lo riceve, la piena disponibilità a diventare strumento di questa vicinanza, con un amore radicale a Cristo e alla Chiesa”.
“Nel Vangelo dell’odierna domenica” – ha commentato il Papa – “il Signore domanda ai suoi Discepoli: ‘Ma voi, chi dite che io sia?’. A questo interrogativo l’apostolo Pietro risponde prontamente: ‘Tu sei il Cristo di Dio, il Messia di Dio’, superando, così, tutte le opinioni terrene che ritenevano Gesù uno dei profeti”.
“Anche a noi, che possiamo conoscere il Signore mediante la fede nella sua Parola e nei Sacramenti, Gesù rivolge la proposta di seguirlo ogni giorno e anche a noi ricorda che per essere suoi discepoli è necessario appropriarci del potere della sua Croce, vertice dei nostri beni e corona della nostra speranza. (...) Prendere la croce significa impegnarsi per sconfiggere il peccato che intralcia il cammino verso Dio, accogliere quotidianamente la volontà del Signore, accrescere la fede soprattutto dinanzi ai problemi, alle difficoltà, alla sofferenza”.
“Anche nell’epoca attuale molti sono i cristiani nel mondo che, animati dall’amore per Dio, assumono ogni giorno la croce, sia quella delle prove quotidiane, sia quella procurata dalla barbarie umana, che talvolta richiede il coraggio dell’estremo sacrificio. Il Signore doni a ciascuno di noi di riporre sempre la nostra solida speranza in Lui, certi che, seguendolo portando la nostra croce, giungeremo con Lui alla luce della Risurrezione”.
ANG/ VIS 20100621 (310)

APPELLO PER KIRGHIZISTAN E GIORNATA MONDIALE RIFUGIATO

CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2010 (VIS). Al termine dell’Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto “un pressante appello perché la pace e la sicurezza siano presto ristabilite nel Kyrgyzstan meridionale, in seguito ai gravi scontri verificatisi nei giorni scorsi”.
“Ai parenti delle vittime e a quanti soffrono per questa tragedia esprimo la mia commossa vicinanza ed assicuro la mia preghiera. Invito, inoltre, tutte le comunità etniche del Paese a rinunziare a qualsiasi provocazione o violenza e chiedo alla comunità internazionale di adoperarsi perché gli aiuti umanitari possano raggiungere prontamente le popolazioni colpite”.
“Oggi l’Organizzazione delle Nazioni Unite” – ha ricordato inoltre il Pontefice – “celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, per richiamare l’attenzione ai problemi di quanti hanno lasciato forzatamente la propria terra e le consuetudini familiari, giungendo in ambienti che, spesso, sono profondamente diversi. I rifugiati desiderano trovare accoglienza ed essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti fondamentali; in pari tempo, intendono offrire il loro contributo alla società che li accoglie. Preghiamo perché, in una giusta reciprocità, si risponda in modo adeguato a tale aspettativa ed essi mostrino il rispetto che nutrono per l’identità delle comunità che li ricevono”.
ANG/ VIS 20100621 (200)

SECONDO INCONTRO GRUPPO LAVORO VIÊT NAM - SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha annunciato oggi che nei giorni 23-24 giugno si terrà in Vaticano il secondo incontro del Gruppo di lavoro congiunto Viêt Nam - Santa Sede. La riunione si prefigge di approfondire e sviluppare le relazioni bilaterali, come era stato previsto al termine del primo incontro del Gruppo di lavoro, svoltosi ad Hà Nôi dal 16 al 17 febbraio 2009.
OP/ VIS 20100621 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate undici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, di Oliveira.
- Il Vescovo Guilherme Porto, di Sete Lagoas.
- Il Vescovo Emanuel Messias de Oliveira, di Guanhães.
- Il Vescovo Aloísio Jorge Pena Vitral, di Teófilo Otoni.
- Il Vescovo Francisco Carlos da Silva, di Ituiutaba.
- Il Vescovo Paulo Francisco Machado, di Uberlândia.
- Il Vescovo Tarcísio Nascente dos Santos, di Divinópolis.
- Il Vescovo Waldemar Chaves de Araújo, di São João del Rei.
- Il Vescovo José Ronaldo Ribeiro, di Janaúba.
- Il Vescovo José Moreira da Silva, di Januária.
- Il Vescovo Leonardo de Miranda Pereira, di Paracatu.
Sabato 19 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- L’Arcivescovo Velasio De Paolis, C.S., Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
AP/... VIS 20100621 (180)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo John Wong Soo Kau, Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Kota Kinabalu (superficie: 11.558; popolazione: 3.746.000; cattolici: 186.138; sacerdoti: 38; religiosi: 140), Malesia. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1968 a Sandakan (Malesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. È stato finora Vice-Direttore dell’Anno Propedeutico del St. Peter’s College a Kuching (Malesia).

Sabato 19 giugno il Santo Padre ha nominato:
- Il Reverendo Zbignev Stankevics, Arcivescovo Metropolita di Riga (superficie: 23.587; popolazione: 1.250.000; cattolici: 220.000; sacerdoti: 41; religiosi: 63; diaconi permanenti: 1), Lettonia. L’Arcivescovo eletto, finora Direttore Spirituale del Seminario e Direttore dell’Istituto Superiore di Scienza Religiose di Riga, è nato a Lejasciema (Lettonia) nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Succede al Cardinale Janis Pujats, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi metropolitana, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del centenario della Diocesi di Catamarca (Argentina), che avrà luogo il 21 agosto 2010.
NEC:NER:RE:NA/ VIS 20100621 (190)

venerdì 18 giugno 2010

ARCIVESCOVO MAMBERTI X SETTIMANA SOCIALE CATTOLICA CUBA


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2010 (VIS). Il 16 giugno scorso, a La Havana, L’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto all’apertura della X Settimana Sociale Cattolica Cubana, con un discorso dal titolo: “La laicità dello Stato: alcune considerazioni”.
“Va osservato che” – ha detto l’Arcivescovo – “mentre il termine ‘laicità’ in passato come oggi viene anzitutto riferito alla realtà dello Stato e assume non di rado una sfumatura o un’accezione di contrapposizione alla Chiesa e al cristianesimo, in effetti di esso non si parlerebbe neppure senza il cristianesimo stesso”.
“Infatti, senza il Vangelo di Cristo non sarebbe entrata nella storia dell’umanità la fondamentale distinzione fra ciò che l’uomo deve a Dio e ciò che egli deve a Cesare, cioè all’autorità civile. (...) Anche lo stesso termine ‘laicità’, derivato da quello di ‘laico’, ha la sua prima origine nell’ambito ecclesiale. (...) Il laico è dunque anzitutto il ‘non chierico’, anche se, ovviamente, in ciò non si esaurisce il contenuto della specifica vocazione di questa categoria di battezzati. È questa la prima accezione, del tutto intraecclesiale, del termine ‘laicità’”.
Nel Medio Evo, ha proseguito il Presule, “I sovrani, che rivendicavano una non soggezione al Papa, non per questo si consideravano fuori della Chiesa, semmai volevano esercitare un ruolo di controllo e di organizzazione della Chiesa stessa, ma non vi era alcuna volontà di separazione da essa o di una sua estromissione dalla società. È soprattutto a partire dall’Età dei Lumi e poi in maniera drammatica con la Rivoluzione francese che il termine ‘laicità’ arriva, invece, ad esprimere una completa alterità, anzi un’opposizione netta fra l’ambito della vita civile e quello religioso ed ecclesiale”.
“Ma soprattutto comprendiamo che anche se la laicità viene oggi invocata ed usata non di rado per ostacolare la vita e l’attività della Chiesa” – ha segnalato il Segretario per i Rapporti con gli Stati – “nella sua realtà profonda e positiva essa non si sarebbe neppure data senza il cristianesimo. È quanto è avvenuto anche per altri valori che oggi vengono considerati tipici della modernità e sono non di rado invocati per criticare la Chiesa o, in genere, la religione, quali il rispetto della dignità della persona, della libertà, dell’uguaglianza, ecc.: sono in gran parte frutto dell’influenza profonda del Vangelo sulle diverse culture, anche se poi si sono staccati e perfino opposti alle loro radici cristiane”.
“In molti ordinamenti statali” – ha osservato l’Arcivescovo Mamberti – “si afferma che la laicità è uno dei propri principi fondamentali, soprattutto, ovviamente, per quanto riguarda il rapporto dello Stato con la dimensione religiosa dell’uomo. (...) Al riguardo, non si può dimenticare che di fatto, in nome di questa concezione, talvolta vengono prese decisioni o emanate norme che sono oggettivamente a danno dell’esercizio personale e comunitario del diritto fondamentale di libertà religiosa”.
“Possiamo notare che la mancata subordinazione logica e ontologica della laicità al rispetto pieno della libertà religiosa costituisce una possibile ed anche reale minaccia per quest’ultima. (...) In tale caso paradossalmente lo Stato diventerebbe uno Stato confessionale e non più autenticamente laico, perché farebbe della laicità il suo valore supremo, la sua ideologia determinante, una sorta appunto di religione, magari perfino con suoi riti e liturgie civili”.
“A questo proposito, va riaffermata quella che è la concezione piena del diritto di libertà religiosa. Infatti, rispettarlo non significa semplicemente non sottoporre a coazione oppure permettere la personale interiore adesione di fede. (...) Se il rispetto dell’atto personale di fede è fondamentale, esso però non esaurisce l’attitudine dello Stato verso la dimensione religiosa, perché questa, come la persona umana, ha bisogno di esteriorizzarsi nel mondo e di essere vissuta non solo personalmente, ma anche comunitariamente”.
Riferendosi infine alla missione dei laici, l’Arcivescovo Mamberti ha posto in rilievo che: “Al Magistero compete un ruolo diverso da quello che spetta ai laici: mentre ai Pastori della Chiesa tocca di illuminare le coscienze con l’insegnamento, Benedetto XVI nell’Enciclica sulla carità afferma che ‘il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società è… proprio dei fedeli laici’ , che lo fanno ‘cooperando con gli altri cittadini’”.
SS/ VIS 20100618 (680)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
- Il Signor Hans-Henning Horstmann, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, con la Consorte, in visita di congedo.
- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/... VIS 20100618 (70)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Vescovo Epaminondas José De Araújo, emerito di Palmeira dos Indios (Brasile), il 9 giugno, all’età di 88 anni.
- Il Vescovo Joseph Crescent McKinney, già Ausiliare di Grand Rapids (Stati Uniti d’America), il 9 giugno, all’età di 81 anni.
- Il Vescovo Luigi Padovese, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Anatolia (Turchia), il 3 giugno, all’età di 63 anni.
- L’Arcivescovo Ismael Blas Rolón Silvero, S.D.B., emerito di Asunción (Paraguay), l’8 giugno, all’età di 96 anni.
- L’Arcivescovo Basil Myron Schott, O.F.M., di Pittsburgh dei Bizantini (Stati Uniti d’America), il 10 giugno, all’età di 70 anni.
- Il Vescovo Jaroslav Skarvada, già Ausiliare di Praga (Repubblica Ceca), il 14 giugno, all’età di 85 anni
..../ VIS 20100618 (140)

giovedì 17 giugno 2010

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L’Arcivescovo Ricardo Pedro Chaves Pinto Filho, O. Praem., di Pouso Alegre.
- Il Vescovo Diamantino Prata de Carvalho, O.F.M., di Campanha.
- Il Vescovo José Lanza Neto, di Guaxupé.
- L’Arcivescovo Aloísio Roque Oppermann, S.C.I., di Uberaba.
- Il Vescovo Cláudio Nori Sturm, O.F.M.Cap., di Patos de Minas.
- Il Vescovo Dario Campos, O.F.M., di Leopoldina.
- L’Arcivescovo José Alberto Moura, C.S.S., di Montes Claros.
- Il Padre Alvaro Corcuera Martinez del Rio, Superiore Generale dei Legionari di Cristo.
AL:AP/ VIS 20100617 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Berbèrati (Centroafrica), presentata dal Vescovo Agostino Delfino, O.F.M.Cap., per raggiunti limiti d’età.
RE/ VIS 20100617 (40)

mercoledì 16 giugno 2010

TOMMASO D’AQUINO: DISTINZIONE FRA FILOSOFIA E TEOLOGIA


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, durante la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, ha continuato la presentazione, iniziata mercoledì scorso, di San Tommaso d’Aquino, “un teologo di tale valore che lo studio del suo pensiero è stato esplicitamente raccomandato dal Concilio Vaticano II (...). Del resto, già nel 1880 il Papa Leone XIII, suo grande estimatore e promotore di studi tomistici, volle dichiarare san Tommaso Patrono delle Scuole e delle Università Cattoliche”. 
Tommaso d’Aquino si concentra sulla distinzione fra filosofia e teologia, perché all’epoca, alla luce da una parte della filosofia aristotelica e platonica e dall’altra la filosofia elaborata dai Padri della Chiesa “la questione pressante era questa”– ha detto il Papa – “il mondo della razionalità, la filosofia pensata senza Cristo, e il mondo della fede sono compatibili? Oppure si escludono? Non mancavano elementi che affermavano l’incompatibilità tra i due mondi, ma san Tommaso era fermamente convinto della loro compatibilità - anzi che la filosofia elaborata senza conoscenza di Cristo quasi aspettava la luce di Gesù per essere completa. Questa è stata la grande “sorpresa” di Tommaso, che ha determinato il suo cammino di pensatore. Mostrare questa indipendenza di filosofia e teologia e, nello stesso tempo, la loro reciproca relazionalità, è stata la missione storica del grande maestro”.

“La fede consolida, integra e illumina il patrimonio di verità che la ragione umana acquisisce. La fiducia che san Tommaso accorda a questi due strumenti della conoscenza – la fede e la ragione – può essere ricondotta alla convinzione che entrambe provengono dall’unica sorgente di ogni verità, il ‘Logos’ divino, che opera sia nell’ambito della creazione, sia in quello della redenzione”.

“La ragione accoglie una verità in forza della sua evidenza intrinseca, mediata o immediata; la fede, invece, accetta una verità in base all’autorità della Parola di Dio che si rivela”.
“Questa distinzione assicura l’autonomia tanto delle scienze umane (...) quanto delle scienze teologiche. Essa però non equivale a separazione, ma implica piuttosto una reciproca e vantaggiosa collaborazione. La fede, infatti, protegge la ragione da ogni tentazione di sfiducia nelle proprie capacità, la stimola ad aprirsi a orizzonti sempre più vasti, tiene viva in essa la ricerca dei fondamenti e, quando la ragione stessa si applica alla sfera soprannaturale del rapporto tra Dio e uomo, arricchisce il suo lavoro”.
“Non è soltanto la fede che aiuta la ragione. Anche la ragione, con i suoi mezzi, può fare qualcosa di importante per la fede, rendendole un triplice servizio che san Tommaso riassume nel proemio: ‘Dimostrare i fondamenti della fede; spiegare mediante similitudini le verità della fede; respingere le obiezioni che si sollevano contro la fede”. Tutta la storia della teologia cristiana è, in fondo, l’esercizio di questo impegno dell’intelligenza, che mostra l’intelligibilità della fede, la sua articolazione e armonia interna, la sua ragionevolezza e la sua capacità di promuovere il bene dell’uomo”.

“La correttezza dei ragionamenti teologici e il loro reale significato conoscitivo si basano sul valore del linguaggio teologico, che è, secondo san Tommaso, principalmente un linguaggio analogico”.

“San Tommaso ha fondato la dottrina dell’analogia, oltre che su argomentazioni squisitamente filosofiche, anche sul fatto che con la Rivelazione Dio stesso ci ha parlato e ci ha, dunque, autorizzato a parlare di Lui. Ritengo importante richiamare questa dottrina. Essa, infatti, ci aiuta a superare alcune obiezioni dell’ateismo contemporaneo, il quale nega che il linguaggio religioso sia fornito di un significato oggettivo, e sostiene invece che abbia solo un valore soggettivo o semplicemente emotivo. Alla luce dell’insegnamento di san Tommaso, la teologia afferma che, per quanto limitato, il linguaggio religioso è dotato di senso, come una freccia che si dirige verso la realtà che significa”.

“Le virtù dell’uomo, teologali e morali, sono radicate nella natura umana. La Grazia divina accompagna, sostiene e spinge l’impegno etico ma, di per sé, secondo san Tommaso, tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana”.
“Quando la legge naturale e la responsabilità che essa implica sono negate, si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello Stato sul piano politico. La difesa dei diritti universali dell’uomo e l’affermazione del valore assoluto della dignità della persona postulano un fondamento. Non è proprio la legge naturale questo fondamento, con i valori non negoziabili che essa indica?”.

“Tommaso ci propone un concetto della ragione umana largo e fiducioso: ‘largo’ perché non è limitato agli spazi della cosiddetta ragione empirico-scientifica, ma aperto a tutto l’essere e quindi anche alle questioni fondamentali e irrinunciabili del vivere umano; e ‘fiducioso’ perché la ragione umana, soprattutto se accoglie le ispirazioni della fede cristiana, è promotrice di una civiltà che riconosce la dignità della persona, l'intangibilità dei suoi diritti e la cogenza dei suoi doveri”.
AG/ VIS 20100616 (820)

EUCARISTIA DOMENICALE E TESTIMONIANZA CARITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2010 (VIS). Alle 19:30 di ieri sera, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Santo Padre ha inaugurato il Convegno della Diocesi di Roma, in corso dal 15 al 17 giugno, sul tema: “’Si aprirono loro gli occhi, lo riconobbero e lo annunziarono’. L’Eucaristia domenicale e la testimonianza della carità”.
“La fede non può mai essere presupposta” – ha affermato Benedetto XVI – “perché ogni generazione ha bisogno di ricevere questo dono mediante l’annuncio del Vangelo e di conoscere la verità che Cristo ci ha rivelato. La Chiesa, pertanto, è sempre impegnata a proporre a tutti il deposito della fede; in esso è contenuta anche la dottrina sull’Eucaristia (...). Oggi, purtroppo, non è sufficientemente compresa nel suo valore profondo e nella sua rilevanza per l’esistenza dei credenti. Per questo è importante che una conoscenza più approfondita del mistero del Corpo e del Sangue del Signore sia avvertita come un’esigenza dalla diverse comunità della nostra diocesi di Roma”.
“La Santa Messa” – ha sottolineato il Pontefice – “celebrata nel rispetto delle norme liturgiche e con un’adeguata valorizzazione della ricchezza dei segni e dei gesti, favorisce e promuove la crescita della fede eucaristica. (...) Invito tutti a riscoprire la fecondità dell’adorazione eucaristica (...)” e ad “evitare che la nostra azione apostolica si riduca a uno sterile attivismo, ma sia invece testimonianza dell’amore di Dio”.
“Nutrendoci di Lui siamo liberati dai vincoli dell’individualismo e, per mezzo della comunione con Lui” – ha proseguito il Pontefice – “diventiamo noi stessi, insieme, una cosa sola, il suo Corpo mistico. Vengono così superate le differenze dovute alla professione, al ceto, alla nazionalità, perché ci scopriamo membri di un’unica grande famiglia, quella dei figli di Dio, nella quale a ciascuno è donata una grazia particolare per l’utilità comune”.
“Quando riceviamo Cristo” – ha affermato il Santo Padre – “l’amore di Dio si espande nel nostro intimo, modifica radicalmente il nostro cuore e ci rende capaci di gesti che, per la forza diffusiva del bene, possono trasformare la vita di coloro che ci sono accanto”.
“La testimonianza della carità per il discepolo di Gesù” – ha detto ancora il Pontefice – “non è un sentimento passeggero, ma al contrario è ciò che plasma la vita in ogni circostanza. Incoraggio tutti, in particolare la Caritas e i Diaconi, a impegnarsi nel delicato e fondamentale campo dell’educazione alla carità, come dimensione permanente della vita personale e comunitaria”.
“Questa nostra Città” – ha sottolineato il Papa – “chiede ai discepoli di Cristo, con un rinnovato annuncio del Vangelo, una più chiara e limpida testimonianza della carità. (...) Sono grato a quanti si impegnano nelle diverse strutture caritative, per la dedizione e la generosità con le quali servono i poveri e gli emarginati”.
“L’Eucaristia celebrata ci impone e al tempo stesso ci rende capaci di diventare, a nostra volta, pane spezzato per i fratelli, venendo incontro alle loro esigenze e donando noi stessi. Per questo una celebrazione eucaristica che non conduce ad incontrare gli uomini lì dove essi vivono, lavorano e soffrono, per portare loro l’amore di Dio, non manifesta la verità che racchiude”.
“In un tempo come il presente di crisi economica e sociale” – ha concluso il Pontefice – “siamo solidali con coloro che vivono nell’indigenza per offrire a tutti la speranza di un domani migliore e degno dell’uomo”.
“Mi rivolgo in particolare a voi” – ha detto infine Benedetto XVI – “carissimi giovani: non abbiate paura di scegliere l’amore come la regola suprema della vita. Non abbiate paura di amare Cristo nel sacerdozio (...). Non abbiate paura di formare famiglie cristiane che vivono l’amore fedele, indissolubile e aperto alla vita!”.
AC/ VIS 20100616 (560)
Copyright © VIS - Vatican Information Service