Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

domenica 18 aprile 2010

CONFIDARE IN DIO E SEGUIRE SUOI INSEGNAMENTI

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2010 (VIS). Questa mattina alle 10:00 il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa sul Piazzale dei Granai a Floriana, la piazza più grande dell'isola, dove si svolgono le più importanti celebrazioni civili e religiosi e che può accogliere 10.000 persone.

  Nell'omelia il Papa ha esortato i fedeli ad avere fiducia in Dio e a seguire i suoi insegnamenti per raccogliere grandi frutti.

  "Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai Maltesi" - ha detto il Papa - "Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da se stessi i valori e le credenze con i quali vivere. Ci dicono che non  abbiamo bisogno di Dio e della Chiesa. Se siamo tentati di credere a loro, dovremmo ricordare l'episodio del Vangelo di oggi, quando i discepoli, tutti esperti pescatori, hanno faticato tutta la notte, ma non hanno preso neppure un solo pesce. (...) Quando Gesù è rimasto accanto a loro, hanno catturato una grande quantità di pesci".

  Commentando la prima lettura della Messa di oggi, che narra del naufragio di Paolo sulla costa di Malta e "la calorosa accoglienza a lui riservata dalla popolazione di queste isole", il Papa ha ricordato che "i componenti dell'equipaggio della barca, per poter sopravvivere, furono costretti a gettare fuori il carico (...). Paolo li esortò a porre la loro fiducia solo in Dio, mentre la barca era scossa dalle onde. Anche noi dobbiamo porre la  nostra fiducia in lui solo".

  "Si è tentati di pensare che l'odierna tecnologia avanzata possa rispondere ad ogni nostro desiderio e salvarci dai pericoli che ci assalgono. Ma non è così. In ogni momento della nostra vita dipendiamo interamente da Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra esistenza. Solo lui può proteggerci dal male, solo lui può guidarci tra le tempeste della vita e solo lui può condurci ad un porto sicuro, come ha fatto per Paolo ed i suoi compagni, alla deriva sulle coste di Malta".

  "Più di ogni carico che possiamo portare con noi - nel senso delle nostre realizzazioni umane, delle nostre proprietà, della nostra tecnologia - è la nostra relazione con il Signore che fornisce la chiave della nostra felicità e della nostra realizzazione umana. (...) E' il nostro amore per il Signore che deve plasmare ogni aspetto della nostra predicazione ed insegnamento, della celebrazione dei sacramenti, e della nostra cura per il Popolo di Dio. E' il nostro amore per il Signore che ci spinge ad amare quelli che Egli ama, e ad accettare volentieri il compito di comunicare il suo amore a coloro che serviamo".

  "In ogni ambito della nostra vita" - ha proseguito il Pontefice - "abbiamo bisogno dell'aiuto della grazia di Dio. Con lui possiamo fare ogni cosa: senza di lui non possiamo fare nulla".

  Benedetto XVI ha esortato i fedeli con queste parole: "preservate la fede e i valori che vi sono stati trasmessi dal vostro padre, l'apostolo San Paolo. Continuate ad esplorare la ricchezza e la profondità del dono di Paolo e procurate di consegnarlo non solo ai vostri figli, ma a tutti coloro che incontrate oggi. Ogni visitatore di Malta dovrebbe essere impressionato dalla devozione della sua gente, dalla fede vibrante manifestata nelle celebrazioni nei giorni di festa, dalla bellezza delle  sue chiese e dei suoi santuari. Ma quel dono ha bisogno di essere condiviso con altri, ha bisogno di essere espresso".

  Nel ricordare il "primo santo canonizzato di Malta, Dun Ġorġ Preca", il Papa ha sottolineato che: "La sua instancabile opera di catechesi, ispirando giovani ed anziani con un amore per la dottrina cristiana ed una profonda devozione al Verbo incarnato, è diventata un esempio che vi esorto a mantenere".

  Al termine dell'omelia il Papa ha rivolto alcune parole ai presbiteri presenti, in questo Anno Sacerdotale. "Dun Ġorġ fu un prete di straordinaria umiltà, bontà, mitezza e generosità, profondamente dedito alla preghiera e con la passione di comunicare le verità del Vangelo. Prendetelo come modello ed ispirazione per voi, mentre adempite la missione che avete ricevuto di pascere il gregge del Signore".

 "Ricordate anche la domanda che il Signore Risorto ha rivolto tre volte a Pietro: 'Mi ami tu?'. Questa è la domanda che egli rivolge a ciascuno di voi. Lo amate? Desiderate servirlo con il dono della vostra intera vita? Desiderate condurre altri a conoscerlo ed amarlo? Con Pietro abbiate il coraggio di rispondere: "Sì, Signore, tu sai che io ti amo" e accogliete con cuore grato il magnifico compito che egli vi ha assegnato. La missione affidata ai sacerdoti è veramente un servizio alla gioia, alla gioia di Dio che brama irrompere nel mondo".

  Conclusa la celebrazione della Santa Messa e prima della recita del Regina Coeli, il Santo Padre ha ricordato "la particolare devozione del popolo maltese alla Madre di Dio, espressa con grande fervore a Nostra Signora di Ta' Pinu" ed ha detto: "Sono lieto di avere l'opportunità di pregare davanti alla sua immagine, portata qui appositamente da Gozo per questa occasione. Sono inoltre felice di donarLe una Rosa d'Oro, in segno del nostro filiale affetto, che condividiamo per la Madre di Dio".

  "Vi chiedo in particolare di pregare la Vergine Maria con il titolo di Regina della Famiglia, un titolo aggiunto alle Litanie Lauretane dal mio amato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, egli stesso ospite, in varie occasioni, di queste terre. Offrendovi questo tangibile ricordo della mia visita, vi ringrazio per tutto quello che ho ricevuto da voi in contraccambio, specialmente per il calore della vostra devozione e per il sostegno delle vostre preghiere per il mio ministero di Successore di Pietro".

  Infine Benedetto XVI, dopo la Messa, ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Rabat, per il pranzo con i Vescovi di Malta ed il seguito papale.
PV-MALTA                                           VIS 20100418 (980)

DIO AMA LA SUA CHIESA ANCHE SE FERITA DA NOSTRI PECCATI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Come di consueto nel corso dei Viaggi Apostolici, il Papa ha incontrato brevemente i giornalisti che erano a bordo dell’aereo papale atterrato a Malta la sera di sabato 17 aprile.

  Benedetto XVI ha sintetizzato la ragioni del suo Viaggio a Malta. “Il primo” – ha detto – “è San Paolo. È finito l’Anno paolino della Chiesa universale, ma Malta festeggia 1950 anni dal suo naufragio e questa è per me un’occasione per mettere ancora una volta in luce la grande figura dell’Apostolo delle genti, con il suo messaggio importante anche oggi. Penso si possa sintetizzare l’essenziale del suo viaggio con le parole che lui stesso ha riassunto alla fine della lettera ai Galati: ‘fede operante nella carità’.

  “Queste sono le cose importanti anche oggi: la fede, la relazione con Dio, che si trasforma poi in carità. Ma penso anche che il motivo del naufragio parla per noi. Dal naufragio, per Malta è nata la fortuna di avere la fede; così possiamo pensare anche noi che i naufragi della vita possono realizzare il progetto di Dio per noi e possono anche essere utili per nuovi inizi nella nostra vita”.

  “Il secondo motivo” – ha proseguito il Pontefice – “mi fa piacere di vivere in mezzo ad una Chiesa vivace come è quella di Malta, feconda nelle vocazioni anche oggi, piena di fede, nel nostro tempo, e che risponde alle sfide del nostro tempo. So che Malta ama Cristo e ama la sua Chiesa che è il suo Corpo e so che, anche se questo Corpo è ferito dai nostri peccati, il Signore tuttavia ama questa Chiesa, e il suo Vangelo è la vera forza che purifica e guarisce”.

  “Terzo punto” – ha sottolineato il Pontefice – “Malta è il sito dove le correnti dei profughi arrivano dall’Africa e bussano alle porte dell’Europa. Questo è un grande problema del nostro tempo, e, naturalmente, non può essere risolto dall’isola di Malta. Noi tutti dobbiamo rispondere a questa sfida, lavorare perché tutti possano, nella loro terra, vivere una vita dignitosa e dall’altra parte fare il possibile perché questi profughi trovino qui dove arrivano, in tutti i casi, una possibilità di vita dignitosa. Una risposta ad una grande sfida del nostro tempo: Malta ci ricorda questi problemi e ci ricorda anche che proprio la fede è la forza che dà carità, e dunque anche la fantasia per rispondere bene a queste sfide”.
PV-MALTA                                   VIS 20100418 (420)

MALTESI FIERI RUOLO FEDE CATTOLICA SVILUPPO NAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Alle 15:20 di oggi pomeriggio, il Papa è partito dall'aeroporto di Fiumicino e dopo un’ora e mezzo di volo è atterrato all’aeroporto internazionale di Malta, a Luqa, dando inizio al suo XIV Viaggio Apostolico per Malta.

  Al termine del discorso di benvenuto del Presidente della Repubblica di Malta, George Abela, il Santo Padre ha pronunciato un discorso.

  “L’occasione della mia visita a queste isole” – ha precisato il Papa – “è il 1950° anniversario del naufragio di san Paolo sulle spiagge dell’isola di Malta. San Luca descrive questo evento negli Atti degli Apostoli, ed è dal suo racconto che avete scelto il tema della visita odierna: ‘Dovremo però andare a finire su qualche isola’”.

  “Malta” – ha sottolineato il Pontefice – “è stata un crocevia di molti dei grandi eventi e degli scambi culturali nella storia europea e mediterranea, fino ai nostri stessi giorni. (...) A questi lidi, pertanto, secondo gli arcani disegni di Dio, il Vangelo fu recato da san Paolo e dai primi seguaci di Cristo. La loro opera missionaria ha portato molti frutti lungo i secoli, contribuendo in innumerevoli modi a plasmare la ricca e nobile cultura di Malta”.
  Rivolgendosi ai maltesi il Papa ha detto: “Voi continuate a ricoprire un valido ruolo nei dibattiti odierni sull’identità, la cultura e le politiche europee. Allo stesso tempo, sono lieto di rilevare l’impegno del Governo nei progetti umanitari ad ampio raggio, specialmente in Africa. E’ da auspicare vivamente che ciò possa servire per promuovere il benessere dei meno fortunati di voi, quale espressione di genuina carità cristiana”.

  “Malta ha molto da offrire in campi diversi, quali la tolleranza, la reciprocità, l’immigrazione ed altre questioni cruciali per il futuro di questo Continente. La vostra Nazione dovrebbe continuare a difendere l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione naturale e sacramentale, come pure la vera natura della famiglia, come già sta facendo nei confronti della sacralità della vita umana dal concepimento sino alla morte naturale, e il vero rispetto che si deve dare alla libertà religiosa secondo modalità che portino ad un autentico sviluppo integrale sia degli individui sia della società”.

  “Malta gode di stretti vincoli con il Vicino Oriente, non soltanto in termini culturali e religiosi, ma anche linguistici. (...) Molto deve essere ancora fatto per costruire rapporti di genuina fiducia e di dialogo fruttuoso, e Malta si trova in buona posizione per stendere la mano dell’amicizia ai propri vicini a nord e a sud, ad est e ad ovest”.

  “Il popolo maltese” – ha concluso il Pontefice – “illuminato per quasi due millenni dagli insegnamenti del Vangelo e continuamente irrobustito dalle proprie radici cristiane, è giustamente fiero del ruolo indispensabile che la fede cattolica ha avuto nello sviluppo della propria Nazione. La bellezza della nostra fede viene espressa qui in vari e complementari modi, non ultimo nelle vite di santità che hanno portato i maltesi a donare se stessi per il bene degli altri. Tra di loro dobbiamo includere Dun Ġorġ Preca, che ho avuto la gioia di canonizzare tre anni orsono (3 giugno 2007). Invito tutti voi ad invocare la sua intercessione perché questa mia prima visita pastorale fra voi porti molti frutti spirituali”.
PV-MALTA/                                   VIS 20100418 (540)

SAN PAOLO INVITA FIDUCIA INCROLLABILE IN DIO

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Al termine della visita di cortesia al Presidente della Repubblica nel Palazzo dei Gran Maestri a La Valletta, il Santo Padre si è trasferito in automobile alla Chiesa di San Paolo a Rabat, a 13 chilometri di distanza, dove lo attendevano 250 missionari.

  Dopo una breve preghiera silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, il Papa si è diretto verso l’adiacente Cappella del Santuario ed è sceso nella Grotta di San Paolo, considerata pietra miliare della Chiesa a Malta, poiché secondo la tradizione, l’Apostolo vi passò tre mesi predicando, dopo il suo naufragio. Nel Medioevo è sorto intorno alla grotta un cimitero con diverse cappelle. Nel 1463 fu costruita la prima chiesa, sostituita da altre due, di cui l’ultima del 1653.

  Benedetto XVI si è raccolto in preghiera nella grotta di San Paolo, ha apposto la firma nel Libro d’Oro ed ha offerto al Santuario una lampada votiva in argento. Successivamente il Papa ha raggiunto il Sagrato e dopo il saluto dell’Arcivescovo di Malta Paul Cremona, O.P., ha salutato la folla presente nella piazza.
    “Il naufragio di Paolo e la sua sosta per tre mesi a Malta hanno lasciato un segno indelebile nella storia del vostro Paese” – ha detto il Papa – “Le sue parole ai compagni prima di giungere a Malta (...) ‘Dovremo però andare a finire su qualche isola’ – nel contesto originale sono un invito al coraggio di fronte all’ignoto e alla fiducia incrollabile nella misteriosa provvidenza di Dio. (...) Nel piano di Dio, san Paolo divenne perciò il vostro padre nella fede cristiana. Grazie alla sua presenza tra voi, il Vangelo di Gesù Cristo si radicò saldamente e portò molto frutto non soltanto nella vita degli individui, delle famiglie e delle comunità, ma anche nella formazione dell’identità nazionale di Malta, come pure nella sua vibrante e particolare cultura”.

  “Nel piano di Dio, san Paolo divenne perciò il vostro padre nella fede cristiana. Grazie alla sua presenza tra voi, il Vangelo di Gesù Cristo si radicò saldamente e portò molto frutto non soltanto nella vita degli individui, delle famiglie e delle comunità, ma anche nella formazione dell’identità nazionale di Malta, e nella sua vibrante e particolare cultura”. Il Papa ha ricordato in particolare i numerosi missionari dell’isola nei secoli ed ha elogiato la loro vocazione “piena di sfide e spesso eroica”.

  “L’arrivo di san Paolo a Malta non era programmato” – ha proseguito il Pontefice – “I marinai possono tracciare una rotta, ma Dio, nella sua sapienza e provvidenza, dispiega il proprio itinerario. Paolo, che aveva incontrato in maniera drammatica il Signore Risorto sulla via di Damasco, lo sapeva molto bene. Il corso della sua vita cambiò improvvisamente; (...) ogni sua azione ed ogni suo pensiero erano diretti ad annunciare il mistero della croce ed il suo messaggio dell’amore di Dio che riconcilia”.

  “Quella stessa parola, la parola del Vangelo, ha tutt’oggi il potere di irrompere nelle nostre vite e di cambiarne il corso. Oggi lo stesso Vangelo che Paolo predicò continua a esortare il popolo di queste isole alla conversione, ad una nuova vita e ad un futuro di speranza”.

  “Da questo luogo santo dove la predicazione apostolica si diffuse per prima in queste isole, invito ciascuno di voi a far propria la sfida esaltante della nuova evangelizzazione. (...) In modo particolare esorto genitori, insegnanti e catechisti a parlare agli altri del vostro stesso incontro vivo con Gesù risorto, specialmente ai giovani che sono il futuro di Malta”.

  “Il mondo ha bisogno di tale testimonianza!” – ha concluso il Pontefice – “Di fronte a così tante minacce alla sacralità della vita umana, alla dignità del matrimonio e della famiglia, non hanno forse bisogno i nostri contemporanei di essere costantemente richiamati alla grandezza della nostra dignità di figli di Dio e alla vocazione sublime che abbiamo ricevuto in Cristo? Non ha forse bisogno la società di riappropriarsi e di difendere quelle verità morali fondamentali che sono alla base dell’autentica libertà e del genuino progresso?”.
PV-MALTA                                   VIS 20100418 (670)

MORTE DEL CARDINALE TOMAS SPIDLIK

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio al Padre Adolfo Nicolas Pachon, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, per la morte, ieri sera, del Cardinale ceco Tomas Spidlik, all’età di 90 anni.

 “La pia dipartita del Signor Cardinale Tomáš Spidlík insigne gesuita e zelante servitore del Vangelo ha suscitato viva commozione nel mio animo. Con profonda gratitudine ne ricordo la solida fede la paterna affabilità e l’intensa operosità culturale ed ecclesiale specialmente quale autorevole conoscitore della spiritualità cristiana orientale. Innalzo fervide preghiere al Signore affinché per intercessione della Vergine Santa e di Sant’Ignazio di Loyola voglia donare al defunto Cardinale il premio eterno promesso ai suoi fedeli discepoli e di cuore invio a Lei e alla Compagnia di Gesù, come pure a quanti lo hanno conosciuto apprezzandone le doti di mente e di cuore, la confortatrice Benedizione Apostolica”.
TGR/                                                                                             VIS 20100418 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI

 CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ekiti (Nigeria), presentata dal Vescovo Michael Patrick Oltaunji Fagun, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Felix Femi Ajakaye, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Awka (Nigeria), presentata dal Vescovo Simon Akwali Okafor, per raggiunti limiti d’età.
RE/                                                                                                 VIS 20100418 (80)

venerdì 16 aprile 2010

PADRE LOMBARDI SU LETTERA CARDINALE CASTRILLÓN HOYOS


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella serata di ieri la dichiarazione che segue a proposito di una lettera dell'8 settembre 2001, inviata dall'allora Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Darío Castrillón Hoyos al Vescovo Pierre Pican, di Bayeux-Lisieux (Francia).

  "Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l'unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001".
OP/                                      VIS 20100416 (120)

PRIMATO OBBEDIENZA A DIO E VERO SIGNIFICATO PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Ieri mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica con i membri della Pontificia Commissione Biblica.

  Il Papa ha riflettuto nell'omelia sul primato dell'obbedienza a Dio e sul vero significato della penitenza e del perdono nella vita del cristiano.

  Richiamando le parole di San Pietro davanti al Sinedrio, il Papa ha affermato: "'Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini'. Al contrario nei tempi moderni si è teorizzata la liberazione dell'uomo, anche dall'obbedienza a Dio".

  "Ma questa autonomia" - ha affermato il Santo Padre - "è una menzogna, una menzogna ontologica, perché l'uomo non esiste da se stesso e per se stesso; è una menzogna politica e pratica, perché la collaborazione e la condivisione delle libertà è necessaria e se Dio non esiste, se Dio non è un'istanza accessibile all'uomo, rimane come suprema istanza solo il consenso della maggioranza. Poi il consenso della maggioranza diventa l'ultima parola alla quale dobbiamo obbedire e questo consenso - lo sappiamo dalla storia del secolo scorso - può essere anche un consenso nel male. Così vediamo che la cosiddetta autonomia non libera l'uomo".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "Le dittature sono state sempre contro questa obbedienza a Dio. La dittatura nazista, come quella marxista, non possono accettare un Dio sopra il potere ideologico. (...) Oggi, grazie a Dio non viviamo in dittature, ma esistono forme sottili di dittature. Un conformismo, per cui diventa obbligatorio pensare come pensano tutti, agire come agiscono tutti, e la sottile aggressione contro la Chiesa, o anche meno sottile, dimostrano come questo conformismo può realmente essere una vera dittatura".

  "Noi oggi abbiamo spesso un po' paura di parlare della vita eterna. Parliamo delle cose che sono utili per il mondo, mostriamo che il cristianesimo aiuta anche a migliorare il mondo, ma che la sua meta sia la vita eterna e che dalla meta vengano poi i criteri della vita, non osiamo dirlo".
  "Allora" - ha proseguito il Papa - "dobbiamo invece avere il coraggio, la gioia, la grande speranza che la vita eterna c'è, che è la vera vita e che da questa vera vita viene la luce che illumina anche questo mondo. In tale prospettiva 'la penitenza è una grazia', grazia che noi riconosciamo il nostro peccato, che riconosciamo di aver bisogno di rinnovamento, di cambiamento, di una trasformazione del nostro essere".

  "Devo dire che noi cristiani, anche negli ultimi tempi, abbiamo spesso evitato la parola penitenza che ci appariva troppo dura. Adesso sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo che poter far penitenza è grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza, riconoscere cioè ciò che è sbagliato nella nostra vita. Aprirsi al perdono, prepararsi al perdono, lasciarsi trasformare. Il dolore della penitenza, cioè della purificazione e della trasformazione" - ha concluso il Pontefice - "questo dolore è grazia, perché è rinnovamento, è opera della Misericordia divina".
HML/                                               VIS 20100416 (500)

GRAZIE DEL PAPA ALLA "PAPAL FOUNDATION"


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Nel giorno del suo 83mo compleanno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza i membri della "Papal Foundation", l'agenzia cattolica statunitense istituita a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel 1990, dal defunto Cardinale John Krol, per finanziare le necessità della Chiesa nel mondo. Attuale Presidente è il Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo emerito di Philadelphia.                   

  Il Papa ha riaffermato nel suo discorso che in ogni tempo e in ogni luogo la Chiesa è chiamata a proclamare il messaggio di "speranza" del Risorto e a "confermare la sua verità con una testimonianza pratica di santità e carità. La 'Papal Foundation' ha compiuto questa missione offrendo il suo sostegno in particolare ad un'ampia varietà di organizzazioni caritative care al cuore del Successore di Pietro".

  "Vi ringrazio per i vostri generosi sforzi di offrire assistenza ai nostri fratelli e sorelle nei paesi in via di sviluppo, per fornire istruzione ai futuri dirigenti della Chiesa, e per far progredire l'impegno missionario di numerose diocesi e congregazioni religiose in tutto il mondo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invitando i membri della "Papal Foundation" a pregare "per le necessità della Chiesa universale e per invocare una rinnovata effusione dei doni dello Spirito, di santità, unità e zelo missionario, su tutto il Popolo di Dio".
AC/                                               VIS 20100416 (230)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Cinque Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Norte II in Visita "ad Limina Apostolorum".

    - Il Vescovo Dominique Marie Jean Denis You, di Santissima Conceiçao do Araguaia.

Il Vescovo Juventino Kestering, di Rondonopólis.

    - Il Vescovo Capistrano Francisco Heim, O.F.M., Prelato di Itaituba

    - Il Vescovo José Luis Azcona Hermoso, O.A.R., Prelato di Marajo.

    - Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu.
AP:AL/                                  VIS 20100416 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, Suo Rappresentante ai Funerali del Signor Lech Kaczynski, Presidente della Repubblica di Polonia, che avranno luogo domani a Varsavia.
NA/                                         VIS 20100416 (40)

giovedì 15 aprile 2010

DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Rispondendo a domande di giornalisti sul dibattito seguito a una intervista del Cardinale Segretario di Stato in Cile sui temi degli abusi sessuali da parte di membri del clero, il Direttore della Sala Stampa ha dichiarato:

  "Le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia".

  "Per quanto di competenza delle autorità ecclesiastiche, nel campo delle cause di abusi su minori da parte di sacerdoti affrontate negli anni recenti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, risulta semplicemente il dato statistico riferito nella intervista di Monsignor Scicluna, in cui si parlava di un 10% di casi di pedofilia in senso stretto, e di un 90% di casi da definire piuttosto di efebofilia (cioè nei confronti di adolescenti), dei quali circa il 60% riferito a individui dello stesso sesso e il 30% di carattere eterosessuale. Ci si riferisce qui evidentemente alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale".
OP/                                       VIS 20100415 (180)

EUCARISTIA, CUORE DELLA VITA CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Regione Nord II della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  L'Eucaristia, ha ricordato il Papa, costituisce "il centro e la fonte permanente del ministero petrino, cuore della vita cristiana, fonte e vertice della missione evangelizzatrice della Chiesa. Si può ben comprendere la preoccupazione del Successore di Pietro per tutto ciò che offuschi il vertice della fede cattolica: Gesù Cristo che continua ad essere vivo e realmente presente nell'ostia consacrata e nel calice".

  "Sottovalutare il culto del Santissimo Sacramento costituisce il segno e la causa dell'indebolimento del senso cristiano del mistero, come se Gesù non fosse più al centro durante la Messa, e la comunità fosse presa da molte cose invece che raccogliersi e lasciarsi attrarre dall'unico elemento necessario: il suo Signore".

  Benedetto XVI ha ribadito: "Se nella liturgia non emerge la figura di Cristo, (...) non abbiamo una liturgia cristiana. (...) Come sono lontani da tutto questo coloro che, in nome dell'inculturazione, nella celebrazione della Santa Messa, cadono nel sincretismo, introducendo riti presi in prestito da altre religioni, o nei particolarismi culturali".

  Come scrive il Venerabile Giovanni Paolo II "Il mistero eucaristico è 'un dono troppo grande' per sopportare ambiguità e diminuzioni ', in particolare se 'spogliato del suo significato sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e valore di un incontro conviviale fraterno'".

  "Alla base di molte delle ragioni addotte" - ha sottolineato il Papa - "esiste una mentalità incapace di accettare la possibilità reale di un intervento divino in questo mondo in aiuto dell'uomo. (...) Credere nell'intervento salvifico di Dio per cambiare questa situazione di alienazione e di peccato è considerato integralismo da coloro che condividono una visione deista, e la stessa valutazione è fatta a proposito del segno sacramentale che rende presente il sacrificio redentore. Più accettabile ai loro occhi, sarebbe la celebrazione di un segno corrispondente ad un vago senso comunitario".

  "Ma il culto divino" - ha proseguito il Pontefice - "non può nascere dalla nostra immaginazione, che sarebbe un grido nell'oscurità o una semplice affermazione di sé. La verità liturgica presuppone che Dio risponda e ci mostri come possiamo adorarlo. (...) La Chiesa vive di questa presenza e la sua ragione di essere ed esistere è di espandere la sua presenza nel mondo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando che fra un mese si inaugura in Brasile il XVI Congresso Eucaristico Nazionale ed ha auspicato che Gesù Eucaristia sia "veramente il cuore del Brasile, da dove provenga la forza perché tutti gli uomini e le donne brasiliane si riconoscano e si aiutino come fratelli e membri di Cristo. Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. (...) Che si avvicini, creda, entri a far parte del Corpo di Cristo e sarà vivificato".
AL/                                       VIS 20100415 (500)

MESSA IN SUFFRAGIO VITTIME INCIDENTE SMOLENSK

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Alle 17:00 di questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, presiederà una Santa Messa in suffragio del Presidente della Polonia Lech Kaczynski e delle vittime dell'incidente aereo del 10 aprile scorso di Smolensk (Russia). Al rito funebre parteciperanno numerosi Membri del Corpo Diplomatico e di altre istituzioni accreditate presso la Santa Sede e il Governo italiano.
OP/                                         VIS 20100415 (80)

FIRMA ACCORDO SANTA SEDE E LAND NIEDERSACHSEN


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il 6 aprile scorso, è stato firmato ad Hannover (Repubblica Federale di Germania), un Accordo fra la Santa Sede e il Land Niedersachsen a modifica del Concordato del 26 febbraio 1965.

  Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania e per il Land Niedersachsen, il Ministro Presidente, Signor Christian Wulff.

  "Il presente Accordo" - si legge in un Comunicato - "costituisce una modifica del paragrafo 6 dell'Allegato al Concordato fra la Santa Sede e il Land Niedersachesen del 1965 e regola la posizione giuridica di alcune scuole cattoliche gestite dalle Diocesi di Hildesheim, Osnarbrück e Münster nel medesimo Land".
OP/                                       VIS 20100415 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Sei Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Nord II) in Visita "ad Limina Apostolotum":

    - L'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Belém do Pará.

    - Il Vescovo Luigi Ferrando, di Bragança do Pará.

    - Il Vescovo Carlo Verezeletti, di Castanhal.

    - Il Vescovo Pedro José Conti, di Macapá.

    - Il Vescovo José Foralosso, S.D.B., di Marabá.

    - Il Vescovo Esmeraldo Barreto de Farias, di Santarém.
AP:AL/                                     VIS 20100415 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Same (Tanzania), presentata dal Vescovo Jakob Venance Koda, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/                                         VIS 20100415 (50)

mercoledì 14 aprile 2010

SI RICONOSCA NEL SACERDOTE LA VOCE DEL BUON PASTORE

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). Il Ministero ordinato è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 16.000 persone.

  Il Papa si è soffermato in particolare "sulla realtà feconda della configurazione del sacerdote a Cristo Capo, nell'esercizio dei 'tria munera' che riceve, cioè dei tre uffici di insegnare, santificare e governare".

  "Per capire che cosa significhi agire 'in persona Christi Capitis' - in persona di Cristo Capo - da parte del sacerdote, e  per capire anche quali conseguenze derivino dal compito di rappresentare il Signore, specialmente nell'esercizio di questi tre uffici, bisogna chiarire anzitutto che cosa si intenda per 'rappresentanza'. (...) Nel linguaggio comune, vuol dire - generalmente - ricevere una delega da una persona per essere presente al suo posto (...) perché colui che viene rappresentato è assente dall'azione concreta. Ci domandiamo: il sacerdote rappresenta il Signore nello stesso modo? La risposta è no, perchè nella Chiesa Cristo non è mai assente".

  "Pertanto, il sacerdote che agisce in 'persona Christi Capitis' e in rappresentanza del Signore, non agisce mai in nome di un assente, ma nella Persona stessa di Cristo Risorto, che si rende presente con la sua azione realmente efficace. (...) Questi tre compiti del sacerdote - che la Tradizione ha identificato nelle diverse parole di missione del Signore: insegnare, santificare e governare  - (...) sono una specificazione di questa rappresentazione efficace. Essi sono in realtà le tre azioni di Cristo Risorto, lo stesso che oggi e nella Chiesa e nel mondo insegna e così crea fede, riunisce il suo popolo, crea presenza della verità e costruisce realmente la comunione della Chiesa universale; e santifica e guida".

  In merito al primo compito, il 'munus docendi', cioè quello di insegnare, il Pontefice ha spiegato che il sacerdote: "insegna in nome di Cristo presente, propone la Verità che è Cristo stesso, la sua parola, il suo modo di vivere e di andare avanti. Per il sacerdote vale quanto Cristo stesso ha detto di se stesso: 'La mia dottrina non è mia'; Cristo, cioè, non propone se stesso, ma, da Figlio, è la voce, la parola del Padre. Anche il sacerdote deve sempre dire e agire così: 'la mia dottrina non è mia, non propago le mie idee quanto mi piace, ma sono bocca e cuore di Cristo e rendo presente questa unica comune dottrina, che ha creato la Chiesa Universale e che crea vita eterna".

  "L'insegnamento che il sacerdote è chiamato ad offrire, le verità della fede, devono essere interiorizzate e vissute in un intenso cammino spirituale personale" - ha sottolineato il Pontefice, ricordando che: "Quella del sacerdote, di conseguenza, non di rado, potrebbe sembrare 'voce di uno che grida nel deserto' ma proprio in questo consiste la sua forza profetica: nel non essere mai omologato, né omologabile, ad alcuna cultura o mentalità dominante, ma nel mostrare l'unica novità capace di operare un autentico e profondo rinnovamento dell'uomo, cioè che Cristo è il Vivente, è il Dio vicino, il Dio che opera nella vita e per la vita del mondo, e ci dona la verità, il modo di vivere".

  "Nella preparazione attenta della predicazione festiva, senza escludere quella feriale, nello sforzo di formazione catechetica, nelle scuole e nelle istituzioni accademiche e, in modo speciale, attraverso quel libro non scritto che è la sua stessa vita, il sacerdote è sempre 'docente', insegna. Ma non con la presunzione di chi impone proprie verità, bensì con l'umile e lieta certezza di chi ha incontrato la Verità, ne è stato afferrato e trasformato, e perciò non può fare a meno di annunciarla".

  "Il sacerdozio, infatti" - ha proseguito il Santo Padre - "nessuno lo può scegliere da sé, non è un modo per raggiungere una sicurezza nella vita, per conquistare una posizione sociale: nessuno può darselo, né cercarlo da sé. Il sacerdozio è risposta alla chiamata del Signore, alla sua volontà, per diventare annunciatori non di una verità personale, ma della sua verità".

  Rivolgendosi ai sacerdoti, il Papa ha affermato che: "Il Popolo cristiano domanda di ascoltare dai nostri insegnamenti la genuina dottrina ecclesiale", che ha come punti di riferimento imprescindibili "la Sacra Scrittura, gli scritti dei Padri e dei Dottori della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica".

  "'Ordinazione sacerdotale significa: essere immersi ... nella Verità'" (...) che non è semplicemente un concetto o un insieme di idee da trasmettere e assimilare, ma che è la Persona di Cristo".

  Infine il Papa ha concluso la catechesi auspicando che "San Giovanni Maria Vianney  sia di esempio per tutti i Sacerdoti" perché il Popolo cristiano riconosca "ciò che si dovrebbe sempre riconoscere in un sacerdote: la voce del Buon Pastore".
AG/                                       VIS 20100414 (670)

PREGHIERE DEL PAPA VITTIME TERREMOTO CINA

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato il forte terremoto che ha colpito la provincia occidentale cinese di Qinghai ed ha detto: "Il mio pensiero va alla Cina e alle popolazioni colpite da un forte terremoto, che ha causato numerose perdite in vite umane, feriti e ingenti danni. Prego per le vittime e sono spiritualmente vicino alle persone provate da così grave calamità; per esse imploro da Dio sollievo nella sofferenza e coraggio in queste avversità. Auspico che non verrà a mancare la comune solidarietà".
AG/                                     VIS 20100414 (110)

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice comunica che nel prossimo periodo avranno luogo i seguenti riti di Beatificazione approvati dal Santo Padre:

- Bernardo Francisco de Hoyos, sacerdote della Compagnia di Gesù:
Domenica 18 aprile, III di Pasqua, alle ore 10:30, nella Cattedrale di Valladolid (Spagna).

- Angelo Paoli, sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza:
Domenica 25 aprile, IV di Pasqua, alle ore 10:00, nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, Roma.

- José Tous y Soler, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondatore dell'Istituto delle Suore Cappuccine della Madre del Divino Pastore:
Domenica 25 aprile, IV di Pasqua, alle ore 10:30, nella Basilica di Santa Maria del Mar a Barcellona (Spagna);

- Teresa Manganiello, vergine, terziaria francescana, ispiratrice della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine:
Sabato 22 maggio, Solennità di Pentecoste, alle ore 16:00, nella Basilica di Santa Maria della Grazie a Benevento (Italia);

- Maria Pierina De Micheli, vergine dell'Istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione a Buenos Aires:
Domenica 30 maggio, Solennità della Santissima Trinità, alle ore 10:00, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma;

- Jerzy Popieluszko, sacerdote e martire:
Domenica 6 giugno, X Domenica "per annum", alle ore 11:00, nella Piazza Maresciallo J. Pilsudski a Varsavia (Polonia).

- Manuel Lozano Garrido, laico:
Sabato 12 giugno, XI Domenica "per annum", alle ore 19:30, nel Recinto ferial dell'Eriazos de la Virgen a Linares (Jaén - Spagna).
OCL/                                       VIS 20100414 (250)
Copyright © VIS - Vatican Information Service