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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 10 febbraio 2010

ANTONIO DI PADOVA GRANDE ESEMPIO MINISTERO PREDICAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi a Sant'Antonio di Padova, "uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica".

   Sant'Antonio nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant'Agostino, ma dopo il martirio di cinque missionari francescani in Marocco, lasciò i Canonici agostiniani e chiese  di diventare Frate Minore con il desiderio di recarsi missionario in Marocco. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia dove si dedicò ad un'intensa ed efficace attività apostolica. Morì a Padova nel 1231 e fu canonizzato nel 1232 da Papa Gregorio IX.

  "Antonio ha contribuito in modo significativo" - ha detto il Papa - "allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico" e "fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo".
 
  "Nell'ultimo periodo di vita" - ha spiegato il Papa - "Antonio mise per iscritto due cicli di 'Sermoni', intitolati rispettivamente 'Sermoni domenicali' e 'Sermoni sui Santi'" nei quali "propone un vero e proprio itinerario di vita cristiana. È tanta la ricchezza di insegnamenti spirituali contenuta nei 'Sermoni', che il Venerabile Papa Pio XII, nel 1946, proclamò Antonio Dottore della Chiesa, attribuendogli il titolo di 'Dottore evangelico', perché da tali scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo".

  Antonio di Padova o da Lisbona, come viene anche chiamato, "parla della  preghiera come di un rapporto di amore, che spinge l'uomo a colloquiare dolcemente con il Signore (...). La preghiera è articolata in quattro atteggiamenti indispensabili, (...) aprire fiduciosamente il proprio cuore a Dio, (...) colloquiare affettuosamente con Lui, (...) presentarGli i nostri bisogni, e poi lodarLo e ringraziarLo. In questo insegnamento di Sant'Antonio sulla preghiera cogliamo uno dei tratti specifici della teologia francescana (...) il ruolo assegnato all'amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore, e che è anche la sorgente da cui sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza".

    Il "Dottore Evangelico" "conosce bene i difetti della natura umana, la tendenza a cadere nel peccato, per cui esorta continuamente a combattere l'inclinazione all'avidità, all'orgoglio, all'impurità (...). Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo".

  "Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria?"  - si è chiesto il Papa nel commentare "Un altro tratto tipico della teologia francescana il cristocentrismo. Volentieri essa contempla, e invita a contemplare, i misteri dell'umanità del Signore, in modo particolare, quello della Natività" e della Crocifissione.

  "Anche la visione del Crocifisso" - ha proseguito il Santo Padre - "gli ispira pensieri di riconoscenza verso Dio e di stima per la dignità della persona umana, così che tutti, credenti e non credenti, possano trovarvi un significato che arricchisce la vita". Il Papa ha sottolineato "l'importanza del crocifisso per la nostra cultura e per il nostro umanesimo, nato dalla fede cristiana (...) perché Dio ci rende così importanti da essere per Lui degni della sua sofferenza".

  Benedetto XVI ha concluso la catechesi invocando l'intercessione di Sant'Antonio per la Chiesa intera e "soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione (...). I predicatori, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione. In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e di attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche".
AG/ANTONIO DI PADAVA/...                           VIS 20100210 (650)


RACCOGLIERE RISULTATI DIALOGO LUTERANO-CATTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America", guidata dal Vescovo Mark Hanson.

  "Auspico" - ha detto il Santo Padre - "che il continuo dialogo luterano-cattolico negli Stati Uniti d'America e a livello internazionale contribuisca ad edificare oltre gli accordi finora raggiunti".

  "Un importante compito sarà di raccogliere i risultati del dialogo luterano-cattolico che in modo così promettente ha avuto inizio al termine del Concilio Vaticano Secondo. Costruire su ciò che è stato realizzato insieme da quel momento, l'ecumenismo spirituale deve fondarsi sulla fervida preghiera e sulla conversione a Cristo, fonte di grazia e di verità. Che il Signore ci aiuti a far tesoro di ciò che è stato realizzato finora, a custodirlo con cura e a promuovere il suo sviluppo".

  Benedetto XVI ha concluso facendo suo l'auspicio espresso dal Venerabile Giovanni Paolo II quando, nel dirigersi ad una Delegazione della Chiesa Luterana in America nel 1985, disse: "Risolviamoci ad aprire il nostro cuore al Signore così che Egli si serva di questo incontro per i suoi fini, per conseguire l'unità che Egli desidera. Vi ringrazio per gli sforzi che compite a favore della piena unità di fede e carità".
AC/UNITÀ/LUTERANI AMERICA                       VIS 20100210 (210)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Marcelo Alejandro Cuenca, Vescovo di Alto Valle del Río Negro (superficie: 37.130; popolazione: 294.978; cattolici: 253.982; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Córdoba (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Finora Parroco di "Madre de Dios y San José", in Villa del Dique, succede al Vescovo Néstor Navarro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Virginio Domingo Bressanelli, S.C.I., Vescovo Coadiutore di Neuquén (superficie: 94.078; popolazione: 538.852; cattolici: 458.024; sacerdoti: 56; religiosi: 130; diaconi permanenti: 12), Il Vescovo Bressanelli è stato finora Vescovo di Comodoro-Rivadavia (Argentina). 

- Ha nominato il Monsignore Rafael Biernaski, Vescovo Ausiliare di Curitiba (superficie: 5.751; popolazione: 2.326.000; cattolici: 1.522.000; sacerdoti: 421; religiosi: 1.699; diaconi permanenti: 62), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Curitiba (Brasile), nel 1955 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1981. È stato finora Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NEC:NEA/.../...                               VIS 20100210 (190)


martedì 9 febbraio 2010

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il testo di un Comunicato della Segreteria di Stato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi:

  "Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano "Avvenire", con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de "L'Osservatore Romano", arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento".

  "In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L'Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L'Osservatore Romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".

  "Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de "L'Osservatore Romano", in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice".

  "Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".
SS/COMUNICATO/...                               VIS 20100209 (280)



CONVEGNO TEOLOGICO INTERNAZIONALE 11-12 MARZO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Nei giorni di giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2010, presso la Pontificia Università Lateranense, avrà luogo un Convegno Teologico Internazionale dal titolo: "Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote", promosso dalla Congregazione per il Clero, nel contesto delle iniziative per l'Anno Sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI.

  Al Convegno, si legge in un Comunicato della Congregazione per il Clero, "sono invitati principalmente i Vescovi Presidenti delle Commissioni per il Clero, tutti i Vescovi che hanno una sollecitudine particolare per i loro presbiteri, i Supremi Moderatori degli Istituti e delle Associazioni Clericali, i formatori del clero, i Sacerdoti stessi, primi e principali responsabili della propria formazione permanente".

  Delle tre Sessioni del Convegno, due sono dedicate all'identità sacerdotale e al rapporto con la cultura contemporanea, ed una è dedicata alla Liturgia ed al Sacro Celibato. Al Convegno interverranno, il Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Claudio Hummes; il Segretario del medesimo Dicastero, Arcivescovo Mauro Piacenza; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che presiederanno rispettivamente le tre Sessioni del Convegno.

  Tra i relatori, oltre ad illustri professori di fama internazionale, il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna; il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; l'Arcivescovo Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; l'Arcivescovo Willem Eijk, Arcivescovo di Utrecht e Primate d'Olanda; il Vescovo Filippo Santoro, di Petropolis (Brasile); il Vescovo Gerhard Müller, di Regensburg (Germania), ed il Vescovo Francesco Moraglia, di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia).

  Venerdì 12 marzo, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza tutti i partecipanti al Convegno.
CPC/CONGRESSO TEOLOGICO/...                       VIS 20100209 (320)


lunedì 8 febbraio 2010

GUATEMALA: VALORI EVANGELICI MOTIVO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Alfonso Roberto Matta Fahsen, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Guatemala presso la Santa Sede, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali, Benedetto XVI ha lodato il popolo guatemalteco che "con la sua varietà di etnie e culture, ha una fede in Dio molto radicata, una profonda devozione a Maria Santissima ed un amore fedele al Papa e alla Chiesa".

  Benedetto XVI ha nel contempo ricordato "le strette relazioni" del Guatemala con la Santa Sede e la commemorazione nel 2011 del 75° anniversario della creazione della Nunziatura Apostolica in Guatemala, auspicando che la celebrazione "dia nuovo impulso alla cooperazione esistente nel Paese fra Stato e Chiesa, fondata sul rispetto e sull'autonomia delle distinte sfere che le sono proprie, e si progredisca nel dialogo leale e onesto per promuovere il bene comune di tutta la società guatemalteca che deve dedicare speciale attenzione ai più bisognosi".

  "Non posso dimenticare quanti soffrono le conseguenze delle calamità naturali che anche nel suo Paese contribuiscono ad aumentare la siccità e favoriscono la perdita delle colture, producendo denutrizione e povertà" - ha detto il Papa - "Questa situazione estrema ha portato recentemente il Governo nazionale a dichiarare 'lo stato di calamità naturale' ed a sollecitare l'aiuto della comunità internazionale. Desidero manifestare il mio affetto e vicinanza spirituale a coloro che soffrono queste gravi difficoltà, e il riconoscimento alle istituzioni del suo Paese che con dedizione si adoperano per apportare soluzioni a problemi tanto gravi ed esprimere la mia gratitudine ai diversi organismi e agenzie di cooperazione internazionale, che si adoperano per mitigare gli effetti della carestia di ampi settori della popolazione".

  "I numerosi valori umani ed evangelici che arricchiscono il cuore dei cittadini del Paese, come l'amore alla famiglia, il rispetto degli anziani, il senso di responsabilità e, soprattutto, la fiducia in Dio, che ha rivelato il Suo Volto in Gesù Cristo (...) rappresentano importanti motivi di speranza. Da tale copioso patrimonio spirituale si possono trarre le forze necessarie per contrastare altri fattori che deteriorano il tessuto sociale guatemalteco, come il narcotraffico, la violenza, l'emigrazione, l'insicurezza, l'analfabetismo, le sette e le perdita di punti di riferimento morale nelle nuove generazioni".

  "In questa impresa tanto importante, le Autorità del Paese potranno sempre contare sulla sollecita collaborazione della Chiesa nel suo intento costante di aprire 'vie nuove e creative' per rispondere ai desolanti effetti della povertà e cooperare alla dignità di ogni essere umano" - ha aggiunto il Santo Padre manifestando il suo apprezzamento "per le opere realizzate in Guatemala per consolidare la garanzia di un autentico Stato di diritto".

  "Tale processo" - ha sottolineato Benedetto XVI - "deve essere accompagnato da una ferma determinazione, che nasce dalla conversione personale del cuore, di eliminare ogni forma di corruzione nelle istituzioni ed amministrazioni pubbliche e di riformare la giustizia, per applicare giustamente le leggi e sradicare la sensazione di impunità rispetto a coloro che esercitano ogni tipo di violenza o disprezzo dei diritti umani più essenziali".

  Benedetto XVI ha fatto riferimento anche alle realtà che "determinano l'identità specifica" del popolo guatemalteco "che possono avere effetti benefici sulla stabilità politica e sociale della regione centroamericana" menzionando fra esse la Costituzione del Guatemala che "garantisce la difesa e protezione legale della vita umana, dal suo concepimento fino alla morte naturale".

  "Esorto tutte gli agenti sociale del Paese, in particolare i rappresentanti del popolo nelle istituzioni legislative" - ha concluso il Pontefice - "a mantenere e a rafforzare l'elemento fondamentale della 'cultura della vita' che contribuirà certamente a elevare la ricchezza morale dei guatemaltechi".
CD/CREDENZIALI/GUATEMALA                       VIS 20100208 (600)


PROMUOVERE ECOLOGIA UMANA E NUOVO STILE DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Presidente e il Personale dell'ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente), in occasione del centenario di istituzione.

  Nel ricordare che "La celebrazione centenaria giunge al termine di un periodo denso di difficoltà caratterizzato da una grave crisi internazionale" - il Santo Padre ha ribadito che: "E' importante che cresca la consapevolezza circa la necessità di una più ampia 'responsabilità sociale' dell'impresa, che spinga a tenere nella giusta considerazione le attese e i bisogni dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori e dell'intera comunità, e ad avere una particolare attenzione verso l'ambiente. In questo modo la produzione di beni e servizi non sarà legata esclusivamente alla ricerca del profitto economico, ma anche alla promozione del bene di tutti".

  "Desidero esprimere il mio apprezzamento per quanto l'ACEA" - ha proseguito il Pontefice - "grazie alla competenza professionale dei suoi dipendenti, ha realizzato nell'illuminazione dei monumenti che rendono Roma unica al mondo. A questo proposito, voglio ricordare con gratitudine il fattivo aiuto in occasione delle celebrazioni per l'80° Anniversario della fondazione dello Stato della Città del Vaticano".

  "Ho appreso, poi, con favore dell'impegno dell'Azienda nel tutelare l'ambiente attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dell'impatto ambientale e il rispetto del creato. E' però ugualmente importante favorire un'ecologia umana, che sia in grado di rendere gli ambienti di lavoro e le relazioni interpersonali degne dell'uomo".

  "Vorrei, a questo proposito, ribadire quanto ho affermato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, auspicando 'l'adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell'essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita'".

  "Vorrei, infine" - ha concluso il Pontefice - "rivolgere ai presenti l'invito a guardare a Cristo, l'uomo perfetto, a prendere sempre come esempio il suo agire, per poter crescere in umanità, e così realizzare una Città dal volto sempre più umano, nella quale ognuno è considerato persona, essere spirituale in relazione con gli altri. Anche grazie al vostro impegno nel migliorare i rapporti interpersonali e la qualità del lavoro, Roma potrà continuare ad assolvere quel ruolo di faro di civiltà, che l'ha resa illustre nel corso dei secoli".
AC/.../ACEA                                      VIS 20100208 (380)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Novatus Rugambwa, Nunzio Apostolico in São Tomé e Principe, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato a Bukoba (Tanzania), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NN/.../RUGAMBWA                                     VIS 20100208 (80)

RISPONDERE CHIAMATA DIVINA NONOSTANTE LIMITAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). La chiamata divina è stato il tema delle meditazioni dell'Angelus di questa domenica che il Santo Padre ha recitato con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare le letture della liturgia di oggi, dedicate alla risposta dell'uomo alla chiamata divina, il Papa ha ricordato tre diverse esperienze: Isaia che al cospetto del Signore è preso dal sentimento della propria indegnità, ma un serafino purifica le sua labbra con un carbone ardente e cancella il suo peccato; nell'episodio della pesca miracolosa Pietro si getta alle ginocchia del Signore chiedendogli di allontanarsi da lui perché peccatore, ma Gesù lo rassicura dicendogli "d'ora in poi sarai pescatore di uomini"; ed egli lascia tutto e lo segue; Paolo, ricordando di essere stato un persecutore della Chiesa, riconosce che la grazia di Dio ha compiuto in lui meraviglie e nonostante i propri limiti, gli ha affidato il compito e l'onore di predicare il Vangelo".

  "In queste tre esperienze" - ha spiegato il Papa - "vediamo come l'incontro autentico con Dio porti l'uomo a riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di perdono, trasforma la vita dell'uomo e lo chiama a seguirlo. L'umiltà testimoniata da Isaia, da Pietro e da Paolo invita quanti hanno ricevuto il dono della vocazione divina a non concentrarsi sui propri limiti, ma a tenere lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e continuare, con gioia, a 'lasciare tutto' per Lui".

  "In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo il Padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe e perché quanti sentono l'invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario discernimento, sappiano rispondergli con generosità, non confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all'azione della sua grazia. In particolare, invito tutti i sacerdoti a ravvivare la loro generosa disponibilità a rispondere ogni giorno alla chiamata del Signore con la stessa umiltà e fede di Isaia, di Pietro e di Paolo".
ANG/VOCAZIONE/...                               VIS 20100208 (340)



TUTTI DOBBIAMO CUSTODIRE E RISPETTARE LA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). Dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha ricordato che si celebra oggi in Italia la "Giornata per la Vita".

  "Mi associo volentieri" - ha detto Benedetto XVI - "ai Vescovi italiani e al loro messaggio sul tema: "La forza della vita, una sfida nella povertà". Nell'attuale periodo di difficoltà economica, diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi. Tale situazione, pertanto, impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso e che l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno, infatti, è padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale".

  Il Papa ha espresso "apprezzamento per coloro che più direttamente operano al servizio dei bambini, dei malati e degli anziani" ed ha ricordato che la Diocesi di Roma, "dedica speciale attenzione alla Giornata per la Vita e la prolunga nella 'Settimana della vita e della famiglia'".

  "Auguro la buona riuscita di questa iniziativa" - ha concluso il Pontefice - "ed incoraggio l'attività dei consultori, delle associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti universitari, impegnati a sostegno della vita e della famiglia".
ANG/DIFESA VITA/...                               VIS 20100208 (240)


PONTIFICIO CONSIGLIO FAMIGLIA E VADEMECUM MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, di cui Presidente è il Cardinale Ennio Antonelli ed ha ricordato il defunto Cardinale Alfonso López Trujillo, che per 18 anni ne è stato Presidente.

  "La presente attività del Dicastero" - ha detto il Santo Padre - "si colloca tra il VI Incontro Mondiale delle Famiglie, celebratosi a Città del Messico nel 2009, e il VII, in programma a Milano nel 2012".

  "Il Pontificio Consiglio sta portando avanti varie iniziative per far crescere la consapevolezza del fondamentale valore della famiglia per la vita della Chiesa e della società. Tra queste si collocano il progetto 'La famiglia soggetto di evangelizzazione', con cui si vuole predisporre una raccolta, a livello mondiale, di valide esperienze nei diversi ambiti della pastorale familiare, perché servano di ispirazione ed incoraggiamento per nuove iniziative; e il progetto 'La famiglia risorsa per la società', con cui si intende porre in evidenza presso l'opinione pubblica i benefici che la famiglia reca alla società, alla sua coesione ed al suo sviluppo.

  "Un altro importante impegno del Dicastero è l'elaborazione di un 'Vademecum' per la preparazione al Matrimonio" ispirato ad un'idea di Giovanni Paolo II che affermava che essa "comporta tre principali momenti: uno remoto, uno prossimo e uno immediato".

  "La preparazione remota" - ha affermato Benedetto XVI - "riguarda i bambini, gli adolescenti e i giovani. Essa coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all'amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli. In questa tappa, inoltre, dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell'amore autentico".

  "La preparazione prossima riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana, che conduca ad una conoscenza approfondita del mistero di Cristo e della Chiesa, dei significati di grazia e di responsabilità del matrimonio (...). E' auspicabile che si offra un percorso di catechesi e di esperienze vissute nella comunità cristiana, che preveda gli interventi del sacerdote e di vari esperti, come pure la presenza di animatori, l'accompagnamento di qualche coppia esemplare di sposi cristiani, il dialogo di coppia e di gruppo e un clima di amicizia e di preghiera. Occorre, inoltre, porre particolare cura perché in tale occasione i fidanzati ravvivino il proprio rapporto personale con il Signore Gesù, specialmente ascoltando la Parola di Dio, accostandosi ai Sacramenti e soprattutto partecipando all'Eucaristia".

  "La preparazione immediata ha luogo in prossimità del matrimonio. Oltre all'esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico, essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato," - ha affermato il Papa - "il ritiro spirituale e la cura affinché la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale".

  Riferendosi al tema della Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "I diritti dell'Infanzia", scelto con riferimento al XX anniversario della Convenzione approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU, nel 1989, il Santo Padre ha ribadito  che: "La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare. (...) Le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli (cfr Mc 9,42) impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore".

  "La Convenzione, nel preambolo, indica la famiglia 'quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli'. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure materna e paterna sono complementari nell'educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità. E' importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per farli crescere in una famiglia unita e stabile".

  "Un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori, e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori".
AC/MATRIMONIO:BAMBINI/ANTONELLI                   VIS 20100208 (800)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto otto Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ioan Robu, di Bucaresti, con l'Ausiliare Vescovo Cornel Damian.

-    L'Arcivescovo György-Miklós Jakubínyi, di Alba Iulia, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Romania; con l'Ausiliare Vescovo Józef Tamás.

-    Il Vescovo Petru Gherghel, di Iasi, con l'Ausiliare Vescovo Aurel Perca.

-    Il Vescovo László Böcskei, di Oradea Mare dei Latini.

   - Il Vescovo Jenö Schönberger, di Satu Mare.

  Sabato 6 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli (Italia).

- Il Vescovo Kurt Koch, di Basel (Svizzera).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                     VIS 20100208 (140)

venerdì 5 febbraio 2010

AI VESCOVI SCOZZESI: POTENZIARE VOCAZIONE SPECIFICA LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso ai Presuli il Papa ha fatto riferimento alla felice coincidenza che l'Anno Sacerdotale coincida con la celebrazione del quattrocentesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale del grande martire scozzese San John Ogilvie, la cui "dedizione così fuori del comune" al ministero sacerdotale, è un esempio per i Presuli scozzesi.

  Successivamente, nel menzionare le encomiabili iniziative di "Priests for Scotland", il cui obiettivo è la costante formazione del clero, il Santo Padre ha ribadito che le commendevoli iniziative di promozione delle vocazioni "devono essere accompagnate dalla promozione della catechesi fra i fedeli sull'autentico significato del sacerdozio. Sottolineare il ruolo indispensabile del sacerdote nella vita della Chiesa, soprattutto nell'amministrare l'Eucaristia dalla quale la Chiesa stessa riceve la vita".

  Insieme a ciò è necessaria "una corretta comprensione della vocazione specifica dei laici" enunciata dal Concilio Vaticano II: "in qualunque luogo il fedele laico viva la propria vocazione battesimale - in famiglia, a casa, al lavoro - deve partecipare attivamente alla missione della Chiesa nella santificazione del mondo. Un rinnovato accento sull'apostolato laico darà (...) un forte impulso alla missione di evangelizzazione della società".

  "Questa missione richiede una prontezza ad affrontare con fermezza i problemi derivanti da una crescente onda di secolarismo nel vostro Paese. Il sostegno dell'eutanasia colpisce al cuore la comprensione cristiana della dignità della vita umana. I recenti sviluppi nell'etica medica e alcune delle pratiche promosse nel campo dell'embriologia causano grave preoccupazione. Se viene compromesso l'insegnamento della Chiesa, anche in minor misura, in uno di questi ambiti, allora diviene difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in modo integrale. I Pastori della Chiesa, perciò, devono continuamente chiamare i fedeli alla fedeltà completa al Magistero della Chiesa, mentre nel contempo devono promuovere e difendere il diritto della Chiesa a vivere liberamente nella società secondo la propria fede".

  "La Chiesa offre al mondo una visione positiva e ispirata della vita umana, la bellezza del matrimonio e la gioia della paternità e maternità. (...) Assicuratevi di presentare questo insegnamento in modo tale che sia riconosciuto per il messaggio di speranza che esso è. Troppo spesso la dottrina della Chiesa è percepita come una serie di proibizioni e posizioni retrograde, mentre in realtà, come sappiamo, essa è creativa e donatrice di vita, ed è rivolta alla più piena realizzazione del grande potenziale verso il bene e la felicità che Dio ha posto in ciascuno di noi".

  Il Santo Padre ha quindi menzionato "la tragedia della divisione" e "la grande rottura con il passato cattolico della Scozia, accaduto quattrocentocinquanta anni orsono" ed ha ringraziato Dio "per il progresso fatto nel curare le ferite che sono eredità di quel periodo, specialmente il settarismo che ha continuato a riemergere anche in tempi recenti".

  In proposito il Papa ha lodato la partecipazione dei Vescovi cattolici alla "Action Churches Together in Scotland" (Azione Congiunta delle Chiese in Scozia), il cui obiettivo è "la ricostruzione dell'unità fra i seguaci di Cristo portata avanti con costanza ed impegno".

  "Potete essere orgogliosi del contributo delle scuole cattoliche in Scozia nel superare il settarismo e nell'edificare buoni rapporti fra le comunità (...) Mentre incoraggiate gli insegnanti cattolici nel loro lavoro, ponete speciale enfasi" - ha esortato il Pontefice - "sulla qualità e profondità dell'educazione religiosa, in modo da preparare in modo informato i fedeli cattolici laici, rendendoli capaci e disponibili a realizzare la propria missione".

  "Una forte presenza cattolica nei mezzi di comunicazione, nella politica locale e nazionale, nella magistratura, nelle professioni e nelle università non può che arricchire la vita nazionale della Scozia, mentre persone di fede offrono testimonianza alla verità, specialmente quando la verità è posta in dubbio" - ha concluso il Papa formulando auspici per il suo incontro con i cattolici di questa terra in occasione della sua prossima Visita apostolica.
AL/.../SCOZIA                                VIS 20100205 (660)


9-11 FEBBRAIO: CELEBRAZIONI XXV OPERATORI SANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la presentazione delle iniziative per il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e la XVIII Giornata Mondiale del Malato, dal 9 all'11 febbraio.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Musivi Mpendawatu, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero; il Vescovo Jacques Perrier, di Tarbes e Lourdes (Francia), ed il Dottor Salvatore Pagliuca, Vice-Presidente dell'U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali)

  L'Arcivescovo Zimowski ha segnalato che tema conduttore delle celebrazioni è: "La Chiesa al servizio dell'amore per i sofferenti", titolo del Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato 2010.

  Il 9 e 10 febbraio si svolgerà in Vaticano un Simposio internazionale che conta oltre 540 iscritti provenienti da 35 Paesi: operatori sanitari, cappellani, medici e infermieri, rappresentanti di associazioni e organismi a carattere istituzionale o di volontariato e di alcuni malati in grado di prendervi parte. Alle 10:30 dell'11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà una Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana.

  L'Arcivescovo Zimowski ha precisato che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, del quale primo Presidente è stato il Cardinale Fiorenzo Angelini, si occupa del coordinamento di oltre 117mila Centri sanitari cattolici attivi nel mondo, del supporto e/o della formazione di tutti gli agenti di pastorale" e "anche in considerazione dell'Anno Sacerdotale", ha voluto ricordare "i cappellani che sono impegnati con i malati e tutti gli operatori, professionisti e volontari". Infine ha menzionato la celebrazione, nel mese di novembre, della Conferenza Internazionale, che quest'anno celebra la XXV edizione.
.../ANNIVERSARIO/OPERATORI SANITARI                VIS 20100205 (310)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Philip Tartaglia, di Paisley, con il Vescovo emerito John Aloysius Mone.

-    Il Vescovo Peter Antony Moran, di Aberdeen.

    - Il Vescovo Joseph Anthony Toal, di Argyll and The Isles, con il Vescovo emerito Murray.

-    Il Vescovo Vincent Logan, di Dunkeld.

-    Il Vescovo John Cunningham, di Galloway.
AL/.../...                                VIS 20100205 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Arunas Poniskaitis, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vilnius (superficie: 9.644; popolazione: 822.000; cattolici: 543.000; sacerdoti: 156; religiosi: 257; diaconi permanenti: 1), Lituania. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Vilkaviskis (Lituania), è nato nel 1966 a Sakiai (Lituania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.
NEA/.../PONISKAITIS                                 VIS 20100205 (70)

giovedì 4 febbraio 2010

SALVEZZA IN CRISTO FONDAMENTO GIUSTIZIA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2010, intitolato "La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22)".

  Alla presentazione sono intervenuti il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", con il Monsignor Giampietro del Toso, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero,  ed il Dottor Hans-Gert Pöttering, ex Presidente del Parlamento Europeo e Presidente della Fondazione Konrad Adenauer,

  Nel commentare il Messaggio, il Dottor Pöttering ha affermato che: "Il Santo Padre indica che una forma radicale secolarizzata di giustizia distributiva separata dalla fede in Dio si converte in ideologia. Come politico" - ha affermato - "vorrei aggiungere: Abbiamo sperimentato fin dove può arrivare questa idea in un sistema socialista in decadenza".

  "Solidarietà e carità implicano la responsabilità di difendere e proteggere" - ha proseguito il Dottor Pöttering - "la dignità universale di ogni essere umano in tutto il mondo e in tutte le circostanze. Se vogliamo preservare la libertà e incrementare la giustizia, dobbiamo situare il valore della fraternità o la solidarietà al centro del nostro pensiero politico".

  Nel ricordare le parole di Paolo VI: "Lo sviluppo è il nuovo nome della pace", il Dottor Pöttering ha affermato che: "È necessario avanzare di un passo e dire: 'La solidarietà è il nuovo nome della pace'. Nell'affermare ciò poniamo nuovamente la libertà e l'uguaglianza in appropriato equilibrio con la solidarietà".

  "Il Santo Padre" - ha concluso il Dottor Pöttering - "ha indicato due essenziali conclusioni di come il cristiano concepisca la giustizia: rinunciare all'autosufficienza ed accettare la nostra missione con umiltà. Questa è la chiave di ogni politica impegnata nella responsabilità cristiana - non solo nella Stagione Quaresimale 2010 ma nel XXI secolo con l'enorme compito di forgiare la globalizzazione".

  "Non senza motivo risuona dovunque nel mondo l'appello per la giustizia" - ha detto il Cardinale Cordes nel suo intervento - "Il mondo della politica e la convivenza dei popoli richiedono ovunque questo rapporto tra le diverse forze sociali. È questo il campo della giustizia" che "viene calpestata con la violenza, con l'oppressione della libertà e con il mancato rispetto della dignità umana, con cattive leggi e con la violazione dei diritti, con lo sfruttamento e con stipendi da fame".

  "Ci sono dunque fattori sociali che vanno corretti; e in tale lotta - non va dimenticato - la Chiesa ha senz'altro i suoi meriti" - ha affermato il Porporato ricordando che: "Seguendo l'esempio di Gesù, già i primi cristiani si sono fatti carico del bisogno dell'uomo. (...) O più tardi, in quel medioevo che si dice essere così 'buio', pensiamo alla 'Tregua Dei', gli uomini di Chiesa mettevano al sicuro i beni della gente semplice di fronte alla nobiltà; invitavano a manifestazioni di massa che al grido 'Pax - pax - pax' promuovevano il desiderio entusiastico di una convivenza pacifica".

  "Poi in epoca moderna: quando gli Stati europei fecero diventare altri paesi e continenti loro coloni, sottoponendoli non di rado a sfruttamento selvaggio, missionari cristiani e religiose non solo portarono agli abitanti di quelle terre la fede, ma insegnarono loro spesso anche stile e qualità di vita".

  "Ma chi analizza in modo più preciso i contributi della Chiesa a favore di una intesa pacifica tra gli esseri umani, fa presto ad osservare che il problema di una convivenza giusta non può essere risolto soltanto con interventi mondani. (...) Come il Papa così anche noi dobbiamo andare oltre il modo comune di concepire l'antropologia per giungere a una visione dell'uomo completa: così il concetto di giustizia rivela tutto il suo contenuto".

  "Il male viene dal di dentro, dal cuore dell'uomo come dice il Signore nel Vangelo (cfr. Mc 7, 14 ss.). William Shakespeare e Georges Bernanos lo hanno fatto vedere nelle loro opere, come per esempio in "Riccardo III" o in "Sotto il sole di Satana"; Stalin - per esempio in Ucraina - e Hitler - a Auschwitz - non si facevano scrupoli a lasciare libero sfogo alla propria malignità. Proprio l'esperienza del male ci insegna che sarebbe ingenuo affidarsi solamente alla giustizia umana che interviene sulle strutture e sui comportamenti dall'esterno. Il cuore degli uomini ha bisogno di essere sanato".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha ricordato che: "Come ogni anno, il Messaggio Quaresimale esorta tutti gli uomini del nostro tempo a compiere buone azioni. (...) Ma la parola del Papa è soprattutto una sfida alla nostra volontà a fidarsi di Dio e a credere in Lui. Mette quindi a tema ciò che nella discussione generale sulla giustizia e sulla pace viene facilmente dimenticato o taciuto. A un tale auto-isolamento lontano da Dio - si potrebbe parlare di un "autismo dell'uomo causato dalla secolarizzazione" - papa Benedetto contrappone il suo fermo riferimento a Dio e la sua offerta di amore".

  "Nell'ultima parte del suo Messaggio il Papa mette in risalto la salvezza in Cristo come il fondamento della giustizia umana" - ha concluso l'Arcivescovo Cordes - "Di fronte alla giustizia della Croce l'uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l'uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/PÖTTERING:CORDES           VIS 20100204 (870)


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2010


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2010, datato 30 ottobre 2009, dal titolo: "La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22)", affermazione di San Paolo nella Lettera ai Romani. Di seguito riportiamo il documento in versione integrale in lingua italiana.

  "Cari fratelli e sorelle, ogni anno, in occasione della Quaresima, la Chiesa ci invita a una sincera revisione della nostra vita alla luce degli insegnamenti evangelici. Quest'anno vorrei proporvi alcune riflessioni sul vasto tema della giustizia, partendo dall'affermazione paolina: 'La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo' (cfr Rm 3,21-22)".

  "Giustizia: "dare cuique suum". Mi soffermo in primo luogo sul significato del termine "giustizia", che nel linguaggio comune implica "dare a ciascuno il suo - dare cuique suum", secondo la nota espressione di Ulpiano, giurista romano del III secolo. In realtà, però, tale classica definizione non precisa in che cosa consista quel "suo" da assicurare a ciascuno. Ciò di cui l'uomo ha più bisogno non può essergli garantito per legge. Per godere di un'esistenza in pienezza, gli è necessario qualcosa di più intimo che può essergli accordato solo gratuitamente: potremmo dire che l'uomo vive di quell'amore che solo Dio può comunicargli avendolo creato a sua immagine e somiglianza. Sono certamente utili e necessari i beni materiali - del resto Gesù stesso si è preoccupato di guarire i malati, di sfamare le folle che lo seguivano e di certo condanna l'indifferenza che anche oggi costringe centinaia di milioni di essere umani alla morte per mancanza di cibo, di acqua e di medicine -, ma la giustizia "distributiva" non rende all'essere umano tutto il "suo" che gli è dovuto. Come e più del pane, egli ha infatti bisogno di Dio. Nota sant'Agostino: se "la giustizia è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo... non è giustizia dell'uomo quella che sottrae l'uomo al vero Dio" (De civitate Dei, XIX, 21).

  "Da dove viene l'ingiustizia? L'evangelista Marco riporta le seguenti parole di Gesù, che si inseriscono nel dibattito di allora circa ciò che è puro e ciò che è impuro: "Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro... Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male" (Mc 7,14-15.20-21). Al di là della questione immediata relativa al cibo, possiamo scorgere nella reazione dei farisei una tentazione permanente dell'uomo: quella di individuare l'origine del male in una causa esteriore. Molte delle moderne ideologie hanno, a ben vedere, questo presupposto: poiché l'ingiustizia viene "da fuori", affinché regni la giustizia è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l'attuazione. Questo modo di pensare - ammonisce Gesù - è ingenuo e miope. L'ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male. Lo riconosce amaramente il Salmista: "Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre" (Sal 51,7). Sì, l'uomo è reso fragile da una spinta profonda, che lo mortifica nella capacità di entrare in comunione con l'altro. Aperto per natura al libero flusso della condivisione, avverte dentro di sé una strana forza di gravità che lo porta a ripiegarsi su se stesso, ad affermarsi sopra e contro gli altri: è l'egoismo, conseguenza della colpa originale. Adamo ed Eva, sedotti dalla menzogna di Satana, afferrando il misterioso frutto contro il comando divino, hanno sostituito alla logica del confidare nell'Amore quella del sospetto e della competizione; alla logica del ricevere, dell'attendere fiducioso dall'Altro, quella ansiosa dell'afferrare e del fare da sé (cfr Gen 3,1-6), sperimentando come risultato un senso di inquietudine e di incertezza. Come può l'uomo liberarsi da questa spinta egoistica e aprirsi all'amore?".

  "Giustizia e Sedaqah. Nel cuore della saggezza di Israele troviamo un legame profondo tra fede nel Dio che "solleva dalla polvere il debole" (Sal 113,7) e giustizia verso il prossimo. La parola stessa con cui in ebraico si indica la virtù della giustizia, sedaqah, ben lo esprime. Sedaqah infatti significa, da una parte, accettazione piena della volontà del Dio di Israele; dall'altra, equità nei confronti del prossimo (cfr Es 20,12-17), in modo speciale del povero, del forestiero, dell'orfano e della vedova (cfr Dt 10,18-19). Ma i due significati sono legati, perché il dare al povero, per l'israelita, non è altro che il contraccambio dovuto a Dio, che ha avuto pietà della miseria del suo popolo. Non a caso il dono delle tavole della Legge a Mosè, sul monte Sinai, avviene dopo il passaggio del Mar Rosso. L'ascolto della Legge, cioè, presuppone la fede nel Dio che per primo ha 'ascoltato il lamento' del suo popolo ed è "sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto" (cfr Es 3,8). Dio è attento al grido del misero e in risposta chiede di essere ascoltato: chiede giustizia verso il povero (cfr Sir 4,4-5.8-9), il forestiero (cfr Es 22,20), lo schiavo (cfr Dt 15,12-18). Per entrare nella giustizia è pertanto necessario uscire da quell'illusione di auto-sufficienza, da quello stato profondo di chiusura, che è l'origine stessa dell'ingiustizia. Occorre, in altre parole, un "esodo" più profondo di quello che Dio ha operato con Mosè, una liberazione del cuore, che la sola parola della Legge è impotente a realizzare. C'è dunque per l'uomo speranza di giustizia?"

"Cristo, giustizia di Dio. L'annuncio cristiano risponde positivamente alla sete di giustizia dell'uomo, come afferma l'apostolo Paolo nella Lettera ai Romani: "Ora invece, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio... per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c'è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. E' lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue" (3,21-25).

  "Quale è dunque la giustizia di Cristo? E' anzitutto la giustizia che viene dalla grazia, dove non è l'uomo che ripara, guarisce se stesso e gli altri. Il fatto che l'"espiazione" avvenga nel "sangue" di Gesù significa che non sono i sacrifici dell'uomo a liberarlo dal peso delle colpe, ma il gesto dell'amore di Dio che si apre fino all'estremo, fino a far passare in sé "la maledizione" che spetta all'uomo, per trasmettergli in cambio la "benedizione" che spetta a Dio (cfr Gal 3,13-14). Ma ciò solleva subito un'obiezione: quale giustizia vi è là dove il giusto muore per il colpevole e il colpevole riceve in cambio la benedizione che spetta al giusto? Ciascuno non viene così a ricevere il contrario del "suo"? In realtà, qui si dischiude la giustizia divina, profondamente diversa da quella umana. Dio ha pagato per noi nel suo Figlio il prezzo del riscatto, un prezzo davvero esorbitante. Di fronte alla giustizia della Croce l'uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l'uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall'illusione dell'autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza - indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia".

  "Si capisce allora come la fede sia tutt'altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del "mio", per darmi gratuitamente il "suo". Ciò avviene particolarmente nei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Grazie all'azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia "più grande", che è quella dell'amore (cfr Rm 13,8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare".

  "Proprio forte di questa esperienza, il cristiano è spinto a contribuire a formare società giuste, dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dall'amore".

  "Cari fratelli e sorelle, la Quaresima culmina nel Triduo Pasquale, nel quale anche quest'anno celebreremo la giustizia divina, che è pienezza di carità, di dono, di salvezza. Che questo tempo penitenziale sia per ogni cristiano tempo di autentica conversione e d'intensa conoscenza del mistero di Cristo, venuto a compiere ogni giustizia. Con tali sentimenti, imparto di cuore a tutti l'Apostolica Benedizione".
MESS/QUARESIMA 2010/...                         VIS 20100204 (1420)

TELEGRAMMA OLIMPIADI INVERNALI IN CANADA


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del telegramma che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire all'Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., di Vancouver (Canada), in occasione delle celebrazioni della XXI edizione dei Giochi Olimpici Invernali e della X edizione dei Giochi Paraolimpici Invernali che si terranno nell'Arcidiocesi di Vancouver e nella Diocesi di Kamloops, dal 12 al 28 febbraio prossimo.

  Il Papa auspica che lo sport possa essere sempre "un valido propulsore di edificazione di pace ed amicizia fra i popoli e le nazioni" ed elogia l'iniziativa ecumenica "More than Gold" che promuove l'assistenza materiale e spirituale dei partecipanti ai Giochi.
TGR/GIOCHI OLIMPICI INVERNALI/MILLER                   VIS 20100204 (120)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  Due Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles:

    - Il Vescovo Charles Phillip Richard Moth, Ordinario Militare per la Gran Bretagna.

  - Il Padre Michael Bernard McPartland, S.M.A., Prefetto Apostolico delle Falkland Islands o Malvinas; Superiore della Missione "sui iuris" di Saint Helena, Ascension and Tristan da Cunha.

  Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Keith Michael Patrick O'Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh.

    - L'Arcivescovo Mario Joseph Conti, di Glasgow.

- Il Vescovo Joseph Devine, di Motherwell.
AL/.../.../                                    VIS 20100204 (110)

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