CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2009 (VIS). Alle ore 9:30, di lunedì 29 giugno prossimo, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni dell'Alma Città di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà nella Basilica Vaticana la Concelebrazione Eucaristica con i seguenti Arcivescovi Metropoliti, ai quali imporrà il Sacro Pallio.
1. Arcivescovo Ghaleb Moussa Abballa Bader, di Algeri (Algeria).
2. Arcivescovo Domingo Díaz Martínez, di Tulancingo (Messico).
3. Arcivescovo Pierre-André Fournier, Rimouski (Canada).
4. Arcivescovo Sérgio da Rocha, di Teresina (Brasile).
5. Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze (Italia).
6. Arcivescovo Salvatore Pappalardo, di Siracusa (Italia).
7. Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, di Lviv dei Latini (Ucraina).
8. Arcivescovo Maurício Grotto de Camargo, di Botucatu (Brasile).
9. Arcivescovo Joseph Aké Yapo, di Gagnoa (Costa d'Avorio).
10. Arcivescovo Paul Mandale Khumalo, C.M.M., di Pretoria (Sud Africa).
11. Arcivescovo Marcel Utembi Tapa, di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo).
12. Arcivescovo Manuel Felipe Díaz Sánchez, di Calabozo (Venezuela).
13. Arcivescovo José Luis Escobar Alas, di San Salvador (El Salvador).
14. Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., di Vancouver (Canada).
15. Arcivescovo Allen Henry Vigneron, di Detroit (Stati Uniti d'America).
16. Arcivescovo Carlos Osoro Sierra, di Valencia (Spagna).
17. Arcivescovo Gil Antônio Moreira, di Juiz de Fora (Brasile).
18. Arcivescovo Victor Sánchez Espinosa, di Puebla de los Angeles (Messico).
19. Arcivescovo Carlos Aguiar Retes, di Tlalnepantla (Messico).
20. Arcivescovo Anicetus Bongsu Antonius Sinaga, O.F.M.Cap., di Medan (Indonesia).
21. Arcivescovo Philip Naameh, di Tamale (Ghana).
22. Arcivescovo Ismael Rueda Sierra, di Bucaramanga (Colombia).
23. Arcivescovo Andrzej Dziega, di Szczecin-Kamien (Polonia).
24. Arcivescovo Timothy Michael Dolan, di New York (Stati Uniti d'America).
25. Arcivescovo Orani João Tempesta, O.Cist, di São Sebatião do Rio de Janeiro (Brasile).
26. Arcivescovo Vincent Gerard Nichols, di Westminster (Gran Bretagna).
27. Arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio, di Lecce (Italia).
28. Arcivescovo Braulio Rodríguez Plaza, di Toledo (Spagna).
29. Arcivescovo Robert James Carlson, di Saint Louis (Stati Uniti d'America).
30. Arcivescovo Philippe Ouédraogo, di Ouagadougou (Burkina Faso).
31. Arcivescovo Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, di Bangkok (Tailandia)
32. Arcivescovo George Joseph Lucas, di Omaha (Stati Uniti d'America).
33. Arcivescovo Gregory Michael Aymond, di New Orleans (Stati Uniti d'America).
34. Arcivescovo Don Albert Malcolm Ranjith Patabendige, di Colombo (Sri Lanka).
OCL/PALLIO/ARCIVESCOVI METROPOLITI VIS 20090626 (380)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 26 giugno 2009
CONSIDERAZIONI CARDINALE MONTEZEMOLO FINE ANNO PAOLINO
CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina, durante un briefing nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'Amministrazione della medesima Basilica, hanno presentato alcune considerazioni a conclusione dell'Anno Paolino.
Il Cardinale Lanza di Montezemolo ha ricordato che l'Anno Paolino può essere definito un "anno tematico" con due motivazioni fondamentali: "far conoscere meglio e meditare il ricchissimo messaggio lasciatoci dall'Apostolo delle Genti nei suoi scritti, che spesso sono difficili ed assai poco conosciuti o male interpretati; e la seconda: sviluppare vari programmi in dimensione ecumenica, ovvero attuare sempre di più insieme con le comunità cristiane non cattoliche tutti quegli eventi di preghiera, di studio e di cultura che possiamo fare con loro, piuttosto che da soli".
Lungo l'arco dell'Anno Paolino, inaugurato da Papa Benedetto XVI il 28 giugno 2008, la Basilica ha accolto decine di migliaia di pellegrini. "Nella sola giornata del 1° maggio scorso" - ha precisato il Cardinale - "è stata registrata un'affluenza di oltre 18.000 pellegrini. In queste ultime settimane ne abbiamo certamente ben più di diecimila al giorno".
Fra i grandi eventi ecclesiali celebrati durante l'Anno Paolino, il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo ha citato "l'apertura del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, che il Papa ha voluto compiere nella Basilica di San Paolo nell'ottobre scorso (....); la 'Sinaxis' celebrata da tutti i Patriarchi delle Chiese Ortodosse a Costantinopoli, segnata e seguita da un convegno espressamente Paolino (...); visite di Patriarchi con ampie delegazioni di Chiese Orientali, cattoliche e non cattoliche".
"Nella Chiesa di Roma, ma anche e soprattutto nella varie Chiese locali (...) la celebrazione del secondo millennio della nascita dell'Apostolo delle Genti è stata percepita e vissuta come un nuovo stimolo, come una motivazione più convinta verso l'Evangelizzazione. Tale esigenza è stata pur avvertita nelle Chiese ortodosse ed in molte altre Comunità Cristiane, da divenire comune impegno nel percorso di ricomposizione dell'unità dei cristiani".
"Nella Basilica, in occasione dell'Anno Paolino" - ha precisato ancora il Cardinale Arciprete - "delicati lavori hanno permesso di aprire un varco nell'antico muro di mattoni del V secolo che sotto l'altare papale circonda la tomba di Paolo, per riuscire a permettere ai pellegrini la vista di un fianco del grande sarcofago di marmo, finora mai aperto, che raccoglie da venti secoli le spoglie dell'Apostolo delle Genti". Non sono mancati nella Basilica grandi eventi musicali, concerti di musica religiosa e diverse iniziative culturali.
"L'Anno Paolino" - ha concluso il Cardinale Lanza di Montezemolo - "termina ma (...) il grande fervore di iniziative pastorali, di catechesi, di promozioni culturali sono destinate a continuare, e ad avere un importante seguito sia a livello locale, sia in tutti i continenti. La Porta Paolina (...) continuerà a rimanere aperta, la fiamma paolina accesa dal Santo Padre all'inizio di questo anno tematico continuerà a rimanere accesa nel quadriportico (...) per ricordare a tutti i pellegrini (...) la ricchezza e la profondità della Parola di Dio trasmessaci dall'Apostolo delle Genti".
Infine il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo ha reso noto che: "Il Santo Padre proprio in questi giorni, in occasione della chiusura dell'Anno Paolino, invia sette delegazioni pontificie presiedute da un Cardinale, ai sette luoghi principali particolarmente legati all'Apostolo Paolo: in Terra Santa, a Damasco, a Tarso, a Cipro, ad Atene, a Malta ed in Libano".
OP/CONSIDERAZIONI ANNO PAOLINO/MONTEZEMOLO VIS 20090626 (570)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Viétnam, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Joseph Vu Van Thien, di Hai Phòng.
- Il Vescovo Antoine Vu Huy Chuong, di Hung Hoá.
- Il Vescovo Joseph Dang Dúc Ngân, di Lang Són et Cao Bang.
- Il Vescovo Francois Xavier Nguyên Van Sang, di Thái Bình.
- Il Vescovo Joseph Nguyên Chi Linh, di Thanh Hóa.
- Il Vescovo Paul-Marie Cao Dinh Thuyên, di Vinh.
Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20090626 (120)
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Visita 'ad Limina Apostolorum'
giovedì 25 giugno 2009
CONTINUARE A SOSTENERE CRISTIANI IN TERRA SANTA
CITTA' DEL VATICANO, 25 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina, nel ricevere in udienza i partecipanti all'Assemblea della "Riunione delle Opere in Aiuto alle Chiese Orientali" (R.O.A.C.O.), Papa Benedetto XVI si è soffermato nel suo discorso sulla situazione dei cristiani in Terra Santa e sulla Chiesa Cattolica in Bulgaria.
Ricordando la Prima Lettera ai Corinzi, il Santo Padre ha sottolineato che: "La carità è la fonte feconda di ogni servizio alla Chiesa, la sua misura, il suo metodo e la sua verifica. Con la vostra adesione alla R.O.A.C.O., voi desiderate vivere questa carità, offrendo in particolare la vostra disponibilità al Vescovo di Roma tramite la Congregazione per le Chiese Orientali. In tal modo potrà continuare ed anche accrescersi 'questo movimento di carità che, su mandato del Papa, la Congregazione compie perché la Terra Santa e le altre regioni orientali ricevano, in modo ordinato ed equo, il sostegno spirituale e materiale necessario per far fronte alla vita ecclesiale ordinaria e alle necessità particolari".
Nel ricordare il suo recente Pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Rinnovo le mie preghiere ed il mio appello per la fine delle guerre, della violenza, delle ingiustizie. Desidero assicurarvi che la Chiesa universale rimane accanto a tutti i fratelli e le sorelle che risiedono in Terra Santa. Tale sollecitudine si riflette in special modo nella Colletta Annuale a favore della Terra Santa. Esorto quindi le Agenzie della R.O.A.C.O. a continuare le loro attività caritative con zelo e fedeltà al Successore di Pietro".
Riferendosi all'Anno Sacerdotale appena inaugurato, il Papa ha raccomandato "di considerare col massimo favore la cura dei sacerdoti e il sostegno ai seminari. Quando, venerdì scorso, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ho inaugurato questo singolare anno giubilare, ho affidato al Cuore di Cristo e della Madre Immacolata tutti i sacerdoti del mondo, con un pensiero speciale per quelli che in Oriente come in Occidente stanno vivendo momenti di difficoltà e di prova. Colgo la presente occasione per chiedere anche a voi di pregare per i presbiteri".
AC/TERRA SANTA/ROACO VIS 20090625 (340)
Ricordando la Prima Lettera ai Corinzi, il Santo Padre ha sottolineato che: "La carità è la fonte feconda di ogni servizio alla Chiesa, la sua misura, il suo metodo e la sua verifica. Con la vostra adesione alla R.O.A.C.O., voi desiderate vivere questa carità, offrendo in particolare la vostra disponibilità al Vescovo di Roma tramite la Congregazione per le Chiese Orientali. In tal modo potrà continuare ed anche accrescersi 'questo movimento di carità che, su mandato del Papa, la Congregazione compie perché la Terra Santa e le altre regioni orientali ricevano, in modo ordinato ed equo, il sostegno spirituale e materiale necessario per far fronte alla vita ecclesiale ordinaria e alle necessità particolari".
Nel ricordare il suo recente Pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Rinnovo le mie preghiere ed il mio appello per la fine delle guerre, della violenza, delle ingiustizie. Desidero assicurarvi che la Chiesa universale rimane accanto a tutti i fratelli e le sorelle che risiedono in Terra Santa. Tale sollecitudine si riflette in special modo nella Colletta Annuale a favore della Terra Santa. Esorto quindi le Agenzie della R.O.A.C.O. a continuare le loro attività caritative con zelo e fedeltà al Successore di Pietro".
Riferendosi all'Anno Sacerdotale appena inaugurato, il Papa ha raccomandato "di considerare col massimo favore la cura dei sacerdoti e il sostegno ai seminari. Quando, venerdì scorso, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ho inaugurato questo singolare anno giubilare, ho affidato al Cuore di Cristo e della Madre Immacolata tutti i sacerdoti del mondo, con un pensiero speciale per quelli che in Oriente come in Occidente stanno vivendo momenti di difficoltà e di prova. Colgo la presente occasione per chiedere anche a voi di pregare per i presbiteri".
AC/TERRA SANTA/ROACO VIS 20090625 (340)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 25 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sua Altezza Eminentissima Fra' Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, e Seguito.
- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Vietnam, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Joseph Ngô Quang Kiêt, di Hà Nôi con l'Ausiliare Vescovo Laurent Chu Van Minh.
- Il Vescovo Cosme Hoàng Van Dat, S.I., di Bac Ninh.
- Il Vescovo Joseph Hoang V?n Tiêm, S.D.B., di Bui Chu, con l'Ausiliare Vescovo Pierre Nguyên Van Dê, S.D.B.
AP:AL/.../... VIS 20090625 (110)
- Sua Altezza Eminentissima Fra' Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, e Seguito.
- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Vietnam, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Joseph Ngô Quang Kiêt, di Hà Nôi con l'Ausiliare Vescovo Laurent Chu Van Minh.
- Il Vescovo Cosme Hoàng Van Dat, S.I., di Bac Ninh.
- Il Vescovo Joseph Hoang V?n Tiêm, S.D.B., di Bui Chu, con l'Ausiliare Vescovo Pierre Nguyên Van Dê, S.D.B.
AP:AL/.../... VIS 20090625 (110)
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mercoledì 24 giugno 2009
ANNO SACERDOTALE: IMMEDESIMARSI TOTALMENTE CON CRISTO
CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina, nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi all'Anno Sacerdotale che ha inaugurato venerdì scorso 19 giugno, nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e nella Giornata tradizionalmente dedicata alla preghiera per la santificazione dei sacerdoti. L'Anno Sacerdotale è stato indetto in occasione del centocinquantesimo anniversario della 'nascita al cielo' del Curato d'Ars, San Giovanni Battista Maria Vianney".
All'inizio della catechesi Papa Benedetto XVI ha posto all'uditorio i seguenti interrogativi: "Perché un Anno Sacerdotale? Perché proprio nel ricordo del santo Curato d'Ars, che apparentemente non ha compiuto nulla di straordinario?".
"La Provvidenza divina" - ha spiegato il Papa - "ha fatto sì che la sua figura venisse accostata a quella di san Paolo. (...) Se i due Santi differiscono molto per i percorsi di vita che li hanno caratterizzati (...) c'è però qualcosa di fondamentale che li accomuna: ed è la loro identificazione totale col proprio ministero, la loro comunione con Cristo".
"Scopo di questo Anno Sacerdotale" - ha ricordato il Pontefice - "come ho scritto nella lettera inviata ai sacerdoti per tale occasione - è pertanto favorire la tensione di ogni presbitero 'verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l'efficacia del suo ministero', e aiutare innanzitutto i sacerdoti, e con essi l'intero Popolo di Dio, a riscoprire e rinvigorire la coscienza dello straordinario ed indispensabile dono di Grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo, che senza la presenza reale di Cristo sarebbe perduto".
"Indubbiamente sono mutate le condizioni storiche e sociali nelle quali ebbe a trovarsi il Curato d'Ars ed è giusto domandarsi come possano i sacerdoti imitarlo nella immedesimazione col proprio ministero nelle attuali società globalizzate".
"In un mondo in cui la visione comune della vita comprende sempre meno il sacro, al posto del quale, la 'funzionalità' diviene l'unica decisiva categoria, la concezione cattolica del sacerdozio potrebbe rischiare di perdere la sua naturale considerazione, talora anche all'interno della coscienza ecclesiale".
"Non di rado" - ha proseguito il Pontefice - "sia negli ambienti teologici, come pure nella concreta prassi pastorale e di formazione del clero, si confrontano, e talora si oppongono, due differenti concezioni del sacerdozio. (...) 'da una parte una concezione sociale-funzionale che definisce l'essenza del sacerdozio con il concetto di 'servizio' (...). Dall'altra parte, vi è la concezione sacramentale-ontologica, che (...) lo vede però ancorato all'essere del ministro e ritiene che questo essere è determinato da un dono concesso dal Signore attraverso la mediazione della Chiesa, il cui nome è sacramento'.
"Ci chiediamo allora: 'Che cosa significa propriamente, per i sacerdoti, evangelizzare? In che consiste il cosiddetto primato dell'annuncio? Gesù parla dell'annuncio del Regno di Dio come del vero scopo della sua venuta nel mondo e (...) l'annuncio coincide con la persona stessa di Cristo (...). Il presbitero non può considerarsi 'padrone' della parola, ma servo".
"Solo la partecipazione al sacrificio di Cristo, alla sua chènosi, (...) e la docile obbedienza alla Chiesa (...) rende autentico l'annuncio! (...) Il sacerdote" - ha detto ancora il Papa - "é servo di Cristo, nel senso che la sua esistenza, a Lui configurata ontologicamente, assume un carattere essenzialmente relazionale: egli è 'in' Cristo, 'per' Cristo e 'con' Cristo al servizio degli uomini. Proprio perché appartiene a Cristo, il presbitero è radicalmente al servizio degli uomini".
"Possa l'Anno sacerdotale" - ha auspicato infine il Santo Padre - "condurre tutti i sacerdoti ad immedesimarsi totalmente con Gesù crocifisso e risorto, perché, ad imitazione di San Giovanni Battista, siano pronti a 'diminuire' perché Lui cresca; perché, seguendo l'esempio del Curato d'Ars, avvertano in maniera costante e profonda la responsabilità della loro missione, che è segno e presenza dell'infinita misericordia di Dio".
AG/.../ANNO SACERDOTALE/... VIS 20090624 (610)
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Udienza generale
BAMBINI IN CONFLITTI ARMATI, CROCE ROSSA E SEQUESTRI
CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha rivolto parole di saluto alla Delegazione guidata dalla Signora Radhika Coomaraswamy, Sotto-Segretario dell'O.N.U. e Rappresentante speciale per i Bambini in situazione di conflitto armato.
"Nell'esprimere a Lei e ai suoi accompagnatori" - ha detto il Papa alla Signora Coomaraswamy - "vivo apprezzamento per l'impegno a difesa dell'infanzia vittima della violenza e delle armi, penso a tutti i bambini del mondo, in particolare a quelli che sono esposti alla paura, all'abbandono, alla fame, agli abusi, alla malattia, alla morte. Il Papa è vicino a tutte queste piccole vittime e li ricorda sempre nella preghiera".
Successivamente Benedetto XVI ha ricordato che: "Il 24 giugno di 150 anni fa nasceva l'idea di una grande mobilitazione per l'assistenza delle vittime delle guerre, che in seguito prenderà il nome di Croce Rossa".
"Nel corso degli anni, i valori di universalità, neutralità, indipendenza del servizio, hanno suscitato l'adesione di milioni di volontari in ogni parte del mondo, formando un importante baluardo di umanità e di solidarietà in tanti contesti di guerra e di conflitto, come pure in molte emergenze. Nell'auspicare che la persona umana, nella sua dignità e nella sua interezza sia sempre al centro dell'impegno umanitario della Croce Rossa, incoraggio specialmente i giovani ad impegnarsi concretamente in questa benemerita Istituzione".
"Approfitto di questa circostanza" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "per chiedere il rilascio di tutte le persone sequestrate in zone di confitto e nuovamente la liberazione di Eugenio Vagni, operatore della Croce Rossa nelle Filippine".
AG/BAMBINI CONFLITTI:CROCE ROSSA:SEQUESTRI/... VIS 20090624 (270)
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Udienza generale,
Violenza
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo José Benedito Simão, Vescovo di Assis (superficie: 9.077; popolazione: 304.000; cattolici: 258.600; sacerdoti: 53; religiosi: 67), Brasile. E' stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Paolo (Brasile).
NER/.../SIMÃO VIS 20090624 (50)
NER/.../SIMÃO VIS 20090624 (50)
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Nomine ed altri atti pontifici
martedì 23 giugno 2009
CHIUSURA ANNO PAOLINO, SOLENNITÀ SANTI PIETRO E PAOLO
CITTA' DEL VATICANO, 23 GIU. 2009 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che il Santo Padre Benedetto XVI, presiederà, domenica 28 giugno 2009, alle ore 18:00, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, la Celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in occasione della chiusura dell'Anno Paolino.
Lunedì 29 giugno 2009, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione dell'Eucaristia con alcuni Arcivescovi Metropoliti, ai quali imporrà il sacro Pallio preso dalla Confessione dell'Apostolo Pietro.
OLC/VESPRI:MESSA/SAN PIETRO:PAOLO VIS 20090623 (110)
CONCLUSI I LAVORI DI RESTAURO DELLA CAPPELLA PAOLINA
CITTA' DEL VATICANO, 23 GIU. 2009 (VIS). Martedì 30 giugno 2009, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, alle ore 11:30, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione dei restauri della Cappella Paolina, in vista dell'inaugurazione presieduta dal Santo Padre il 4 luglio prossimo.
Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano (SCV); il Professor Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani; l' Ingegner Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; il Professor Arnold Nesselrath, Delegato del Direttore dei Musei per i Dipartimenti scientifici ed i Laboratori.
OP/CAPPELLA PAOLINA/LAJOLO VIS 20090623 (120)
Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano (SCV); il Professor Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani; l' Ingegner Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; il Professor Arnold Nesselrath, Delegato del Direttore dei Musei per i Dipartimenti scientifici ed i Laboratori.
OP/CAPPELLA PAOLINA/LAJOLO VIS 20090623 (120)
lunedì 22 giugno 2009
SAN PIO PIETRELCINA: GUIDARE ANIME E ALLEVIARE SOFFERENZE
CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2009 (VIS). Alle 8:30 di questa mattina il Santo Padre è partito dall’aeroporto romano di Ciampino – non in elicottero come previsto, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, ma in aereo – ed ha raggiunto lo scalo militare di Amendola (Foggia). Successivamente si è recato in automobile a San Giovanni Rotondo dove è stato accolto dalle Autorità politiche, civili ed ecclesiastiche.
Alle 10:00 Benedetto XVI ha raggiunto in auto il sagrato del Santuario di Santa Maria delle Grazie, dove è stato accolto da Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, e da altri religiosi del medesimo Ordine. Dopo l’Adorazione del Santissimo Sacramento, il Papa è salito al primo piano del Convento per una breve visita della cella n. 1, dove è morto Padre Pio da Pietrelcina. Quindi è sceso nella cripta del Santuario per venerare le spoglie mortali di San Pio.
Alle ore 10:30, sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione eucaristica.
“Autentico seguace di San Francesco d’Assisi” – ha detto il Papa nell’omelia – “fece propria, come il Poverello, l’esperienza dell’apostolo Paolo, così come egli la descrive nelle sue Lettere: ‘Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me’ (Gal 2,20) (...). Questo non significa alienazione, perdita della personalità (...). Padre Pio conservò i propri doni naturali, e anche il proprio temperamento ma offrì ogni cosa a Dio, che ha potuto servirsene liberamente per prolungare l’opera di Cristo: annunciare il Vangelo, rimettere i peccati e guarire i malati nel corpo e nello spirito”.
“Le più grandi ‘tempeste’ che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con ‘l’armatura di Dio’, con ‘lo scudo della fede’ e ‘la spada dello Spirito, che è la parola di Dio’ (Ef 6,11.16.17). Rimanendo unito a Gesù, egli ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio (...). Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina”.
“Cari amici, Frati Minori Cappuccini, membri dei Gruppi di preghiera e fedeli tutti di San Giovanni Rotondo, voi siete gli eredi di Padre Pio e l’eredità che vi ha lasciato è la santità. (...). Questa era sempre la sua prima preoccupazione, la sua ansia sacerdotale e paterna: che le persone ritornassero a Dio, che potessero sperimentare la sua misericordia e, interiormente rinnovate, riscoprissero la bellezza e la gioia di essere cristiani, di vivere in comunione con Gesù, di appartenere alla sua Chiesa e praticare il Vangelo”.
“Padre Pio attirava sulla via della santità con la sua stessa testimonianza, indicando con l’esempio il ‘binario’ che ad essa conduce: la preghiera e la carità. Prima di tutto la preghiera. (...). Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria. Si spiega così la singolare compresenza in lui di doni soprannaturali e di concretezza umana. E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della Santa Messa (...). Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità. L’amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo, e proprio da questa ha preso origine e forma il progetto di una grande opera dedicata al ‘sollievo della sofferenza’. Non si può capire né interpretare adeguatamente tale istituzione se la si scinde dalla sua fonte ispiratrice, che è la carità evangelica, animata a sua volta dalla preghiera”.
“I rischi dell’attivismo e della secolarizzazione sono sempre presenti” – ha sottolineato il Santo Padre – “Molti di voi, religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio: al suo esempio, alle sue sofferenze; e invocate la sua intercessione, perché vi ottenga dal Signore la luce e la forza di cui avete bisogno per proseguire la sua stessa missione intrisa di amore per Dio e di carità fraterna”.
PV-ITALIA/MESSA/SAN GIOVANNI ROTONDO VIS 20090622 (760)Alle 10:00 Benedetto XVI ha raggiunto in auto il sagrato del Santuario di Santa Maria delle Grazie, dove è stato accolto da Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, e da altri religiosi del medesimo Ordine. Dopo l’Adorazione del Santissimo Sacramento, il Papa è salito al primo piano del Convento per una breve visita della cella n. 1, dove è morto Padre Pio da Pietrelcina. Quindi è sceso nella cripta del Santuario per venerare le spoglie mortali di San Pio.
Alle ore 10:30, sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione eucaristica.
“Autentico seguace di San Francesco d’Assisi” – ha detto il Papa nell’omelia – “fece propria, come il Poverello, l’esperienza dell’apostolo Paolo, così come egli la descrive nelle sue Lettere: ‘Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me’ (Gal 2,20) (...). Questo non significa alienazione, perdita della personalità (...). Padre Pio conservò i propri doni naturali, e anche il proprio temperamento ma offrì ogni cosa a Dio, che ha potuto servirsene liberamente per prolungare l’opera di Cristo: annunciare il Vangelo, rimettere i peccati e guarire i malati nel corpo e nello spirito”.
“Le più grandi ‘tempeste’ che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con ‘l’armatura di Dio’, con ‘lo scudo della fede’ e ‘la spada dello Spirito, che è la parola di Dio’ (Ef 6,11.16.17). Rimanendo unito a Gesù, egli ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio (...). Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina”.
“Cari amici, Frati Minori Cappuccini, membri dei Gruppi di preghiera e fedeli tutti di San Giovanni Rotondo, voi siete gli eredi di Padre Pio e l’eredità che vi ha lasciato è la santità. (...). Questa era sempre la sua prima preoccupazione, la sua ansia sacerdotale e paterna: che le persone ritornassero a Dio, che potessero sperimentare la sua misericordia e, interiormente rinnovate, riscoprissero la bellezza e la gioia di essere cristiani, di vivere in comunione con Gesù, di appartenere alla sua Chiesa e praticare il Vangelo”.
“Padre Pio attirava sulla via della santità con la sua stessa testimonianza, indicando con l’esempio il ‘binario’ che ad essa conduce: la preghiera e la carità. Prima di tutto la preghiera. (...). Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria. Si spiega così la singolare compresenza in lui di doni soprannaturali e di concretezza umana. E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della Santa Messa (...). Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità. L’amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo, e proprio da questa ha preso origine e forma il progetto di una grande opera dedicata al ‘sollievo della sofferenza’. Non si può capire né interpretare adeguatamente tale istituzione se la si scinde dalla sua fonte ispiratrice, che è la carità evangelica, animata a sua volta dalla preghiera”.
“I rischi dell’attivismo e della secolarizzazione sono sempre presenti” – ha sottolineato il Santo Padre – “Molti di voi, religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio: al suo esempio, alle sue sofferenze; e invocate la sua intercessione, perché vi ottenga dal Signore la luce e la forza di cui avete bisogno per proseguire la sua stessa missione intrisa di amore per Dio e di carità fraterna”.
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Viaggi apostolici
BENEDETTO XVI RICORDA SITUAZIONE DRAMMATICA RIFUGIATI
CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2009 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, il Papa ha guidato la recita dell’Angelus ricordando l’amore di San Pio per la Vergine Maria.
“‘Amate la Madonna e fatela amare’. Così egli ripeteva a tutti” – ha ricordato il Papa – “e più delle parole valeva la testimonianza esemplare della sua profonda devozione alla Madre celeste. (...) Tutta la sua vita e il suo apostolato si sono svolti dunque sotto lo sguardo materno della Madonna e con la potenza della sua intercessione”.
“All’intercessione della Madonna e di San Pio da Pietrelcina” – ha proseguito il Pontefice – “vorrei affidare in modo speciale l’Anno Sacerdotale, che ho inaugurato venerdì scorso, Solennità del Sacro Cuore di Gesù. Sia esso un’occasione privilegiata per porre in luce il valore della missione e della santità dei sacerdoti al servizio della Chiesa e dell’umanità del terzo millennio!”.
“Preghiamo quest’oggi anche per la situazione difficile e talora drammatica dei rifugiati” – ha detto infine il Papa – “Si è celebrata proprio ieri la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Molte sono le persone che cercano rifugio in altri Paesi fuggendo da situazioni di guerra, persecuzione e calamità, e la loro accoglienza pone non poche difficoltà, ma è tuttavia doverosa. Voglia Iddio che, con l’impegno di tutti, si riesca il più possibile a rimuovere le cause di un fenomeno tanto triste”.
PV-ITALIA/ANGELUS/SAN GIOVANNI ROTONDO VIS 20090622 (290)
“‘Amate la Madonna e fatela amare’. Così egli ripeteva a tutti” – ha ricordato il Papa – “e più delle parole valeva la testimonianza esemplare della sua profonda devozione alla Madre celeste. (...) Tutta la sua vita e il suo apostolato si sono svolti dunque sotto lo sguardo materno della Madonna e con la potenza della sua intercessione”.
“All’intercessione della Madonna e di San Pio da Pietrelcina” – ha proseguito il Pontefice – “vorrei affidare in modo speciale l’Anno Sacerdotale, che ho inaugurato venerdì scorso, Solennità del Sacro Cuore di Gesù. Sia esso un’occasione privilegiata per porre in luce il valore della missione e della santità dei sacerdoti al servizio della Chiesa e dell’umanità del terzo millennio!”.
“Preghiamo quest’oggi anche per la situazione difficile e talora drammatica dei rifugiati” – ha detto infine il Papa – “Si è celebrata proprio ieri la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Molte sono le persone che cercano rifugio in altri Paesi fuggendo da situazioni di guerra, persecuzione e calamità, e la loro accoglienza pone non poche difficoltà, ma è tuttavia doverosa. Voglia Iddio che, con l’impegno di tutti, si riesca il più possibile a rimuovere le cause di un fenomeno tanto triste”.
PV-ITALIA/ANGELUS/SAN GIOVANNI ROTONDO VIS 20090622 (290)
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Violenza
INTIMA RELAZIONE FRA LA CROCE DI GESÙ E IL NOSTRO DOLORE
CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2009 (VIS). Alle 16:45, dinanzi all’ingresso monumentale della “Casa Sollievo della Sofferenza”, Ospedale fondato da Padre Pio nel 1956, che attualmente dispone di oltre 1.000 posti letto, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gli ammalati, il personale medico, paramedico e amministrativo, i dirigenti dell’ospedale e i familiari.
“La malattia” – ha detto il Papa nel suo discorso – “che si manifesta in tante forme e colpisce in modi diversi, suscita inquietanti domande: Perché soffriamo? Può ritenersi positiva l'esperienza del dolore? Chi ci può liberare dalla sofferenza e dalla morte? Interrogativi esistenziali, che restano umanamente il più delle volte senza risposta, dato che il soffrire costituisce un enigma imperscrutabile alla ragione”.
“La sofferenza fa parte del mistero stesso della persona umana” – ha ricordato il Pontefice, citando la Enciclica “Spe salvi”– ed ha aggiunto: "certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza... ma eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità semplicemente perché… nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male… continuamente fonte di sofferenza" (cfr n.36).
“Chi può eliminare il potere del male è solo Dio” – ha affermato il Pontefice – “Proprio per il fatto che Gesù Cristo è venuto nel mondo per rivelarci il disegno divino della nostra salvezza, la fede ci aiuta a penetrare il senso di tutto l'umano e quindi anche del soffrire. Esiste, quindi, un'intima relazione fra la Croce di Gesù - simbolo del supremo dolore e prezzo della nostra vera libertà - e il nostro dolore, che si trasforma e si sublima quando è vissuto nella consapevolezza della vicinanza e della solidarietà di Dio”.
“Padre Pio aveva intuito tale profonda verità e, nel primo anniversario dell’inaugurazione di quest’Opera, ebbe a dire che in essa ‘il sofferente deve vivere l’amore di Dio per mezzo della saggia accettazione dei suoi dolori, della serena meditazione del suo destino a Lui’ (Discorso del 5 maggio 1957)”.
“Il Signore vi aiuti a realizzare il progetto avviato da Padre Pio” – ha concluso il Papa – “con l’apporto di tutti: dei medici e dei ricercatori scientifici, degli operatori sanitari e dei collaboratori dei vari uffici, dei volontari e dei benefattori, dei Frati Cappuccini e degli altri Sacerdoti. Senza dimenticare i gruppi di preghiera che, ‘affiancati alla Casa del Sollievo, sono le posizioni avanzate di questa Cittadella della carità, vivai di fede, focolai d’amore’ (Padre Pio, Discorso del 5 maggio 1966)”.
PV-ITALIA/SOLLIEVO SOFFER./S.GIOVANNI ROTONDO VIS 20090622 (420)
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NUOVI CANALI PER COMUNICARE PERENNE VERITÀ EVANGELICA
CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2009 (VIS). Alle ore 17:30, nella Chiesa di San Pio da Pietrelcina di San Giovanni Rotondo, il Santo Padre ha incontrato i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i giovani.
Al suo arrivo, il Santo Padre si è recato nella Cappella del Santissimo Sacramento per una breve preghiera di adorazione e successivamente ha rivolto ai presenti alcune parole. Rivolgendosi in particolare ai sacerdoti il Papa ha ricordato le celebrazione dell’Anno Sacerdotale nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney ed ha affermato che il Santo Curato d’Ars “in un’epoca tormentata e difficile, cercò in ogni modo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della penitenza sacramentale, per il santo Frate del Gargano, la cura delle anime e la conversione dei peccatori furono un anelito che lo consumò fino alla morte”.
“Quante persone hanno cambiato vita grazie al suo paziente ministero sacerdotale; quante lunghe ore egli trascorreva in confessionale!” – ha esclamato il Papa – “Come allora non renderci conto dell’importanza di partecipare devotamente alla celebrazione eucaristica e di accostarsi frequentemente al sacramento della Confessione? In particolare, il sacramento della Penitenza va ancor più valorizzato, e i sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli per questa straordinaria fonte di serenità e di pace”.
“C’è poi un altro grande insegnamento che possiamo trarre dalla vita di Padre Pio: il valore e la necessità della preghiera. (...). Ecco allora un punto fondamentale non solo per la spiritualità del sacerdote, ma anche per quella di ogni cristiano, ed ancor più per la vostra, cari religiosi e religiose, scelti per seguire più da vicino Cristo mediante la pratica dei voti di povertà, castità e obbedienza”.
“Talora si può essere presi da un certo scoraggiamento dinanzi all’affievolimento e persino all’abbandono della fede, che si registra nelle nostre società secolarizzate” – ha affermato il Papa – “Sicuramente occorre trovare nuovi canali per comunicare la verità evangelica agli uomini e alle donne del nostro tempo, ma poiché il contenuto essenziale dell’annuncio cristiano resta sempre lo stesso, è necessario tornare alla sua sorgente originaria, a Gesù Cristo che è ‘lo stesso ieri e oggi e sempre’ (Eb 13,8)”.
Infine Papa Benedetto XVI si è rivolto ai numerosi giovani presenti con queste parole: “Ho presente i problemi che vi assillano, cari ragazzi e ragazze, e rischiano di soffocare gli entusiasmi tipici della vostra giovinezza. Tra questi, in particolare, cito il fenomeno della disoccupazione, che interessa in maniera drammatica non pochi giovani e ragazze del Mezzogiorno d’Italia. Non perdetevi d’animo! Siate ‘giovani dal cuore grande’ (...). La Chiesa non vi abbandona. Voi non abbandonate la Chiesa! C’è bisogno del vostro apporto per costruire comunità cristiane vive, e società più giuste e aperte alla speranza”.
Al termine dell’incontro, il Papa è sceso nella chiesa inferiore dove ha compiuto una visita in privato ed ha inaugurato i mosaici curati dal "Centro Aletti" di Roma. Quindi ha raggiunto in automobile la base militare di Amendola (Foggia), e da qui è ripartito in aereo per Roma. Infine dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto in elicottero, alle 20:15, il Vaticano.
PV-ITALIA/SACERDOTI/SAN GIOVANNI ROTONDO VIS 20090622 (540)
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SACERDOTE ASPIRI COSTANTEMENTE SANTITÀ
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2009 (VIS). Alle ore 18:00 di ieri, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione dei secondi Vespri della Solennità in occasione dell’apertura dell’Anno Sacerdotale, nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney. Fra i partecipanti alla celebrazione dei secondi Vespri nella Basilica Vaticana c’erano numerosi sacerdoti e seminaristi di Roma.
Prima di dare inizio alla celebrazione il Papa si è recato nella Cappella del Coro per venerare la Reliquia del Santo Curato d’Ars, portata dal Vescovo Guy Bagnard, della Diocesi di Belley-Ars.
“Nel Cuore di Gesù” – ha detto il Papa nell’omelia – “è espresso il nucleo essenziale del cristianesimo; in Cristo ci è stata rivelata e donata tutta la novità rivoluzionaria del Vangelo: l’Amore che ci salva e ci fa vivere già nell’eternità di Dio.”
“Il suo Cuore divino” – ha proseguito il Pontefice – “chiama allora il nostro cuore; ci invita ad uscire da noi stessi, ad abbandonare le nostre sicurezze umane per fidarci di Lui e, seguendo il suo esempio, a fare di noi stessi un dono di amore senza riserve”.
“Se è vero che l’invito di Gesù a ‘rimanere nel suo amore’ (cfr Gv 15,9)” – ha ribadito il Pontefice – “è per ogni battezzato, nella festa del Sacro Cuore di Gesù, Giornata di santificazione sacerdotale, tale invito risuona con maggiore forza per noi sacerdoti, in particolare questa sera, solenne inizio dell’Anno Sacerdotale, da me voluto in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars”.
“La nostra è una missione indispensabile per la Chiesa e per il mondo” – ha ribadito il Papa – “che domanda fedeltà piena a Cristo ed incessante unione con Lui; esige cioè che tendiamo costantemente alla santità come ha fatto San Giovanni Maria Vianney”.
“Lasciarsi conquistare pienamente da Cristo!” – ha esclamato il Pontefice – “Questo è stato lo scopo di tutta la vita di San Paolo, al quale abbiamo rivolto la nostra attenzione durante l’Anno Paolino che si avvia ormai verso la sua conclusione; questa è stata la meta di tutto il ministero del Santo Curato d’Ars, che invocheremo particolarmente durante l’Anno Sacerdotale; questo sia anche l’obiettivo principale di ognuno di noi”.
“Per essere ministri al servizio del Vangelo, è certamente utile lo studio con una accurata e permanente formazione pastorale, ma è ancor più necessaria quella ‘scienza dell’amore’ che si apprende solo nel ‘cuore a cuore’ con Cristo. E’ Lui infatti a chiamarci per spezzare il pane del suo amore, per rimettere i peccati e per guidare il gregge in nome suo. (...) Solo così saremo in grado di cooperare efficacemente al misterioso ‘disegno del Padre’ che consiste nel ‘fare di Cristo il cuore del mondo’! Disegno che si realizza nella storia, man mano che Gesù diviene il Cuore dei cuori umani, iniziando da coloro che sono chiamati a stargli più vicini, i sacerdoti appunto”.
“Perfino le nostre carenze, i nostri limiti e debolezze devono ricondurci al Cuore di Gesù” – ha sottolineato il Papa – “Se infatti è vero che i peccatori, contemplandoLo, devono apprendere da Lui il necessario ‘dolore dei peccati’ che li riconduca al Padre, questo vale ancor più per i sacri ministri. Come dimenticare, in proposito, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in ‘ladri delle pecore’ (Gv 10,1ss), o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte? Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericordia, e ugualmente dobbiamo rivolgere con umiltà l’accorata e incessante domanda al Cuore di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di danneggiare coloro che siamo tenuti a salvare”.
Il Santo Padre ha invitato i sacerdoti a coltivare la stessa emozione del curato d’Ars per la “dignità del prete” “sia per adempiere il nostro ministero con generosità e dedizione, sia per custodire nell’anima un vero ‘timore di Dio’: il timore di poter privare di tanto bene, per nostra negligenza o colpa, le anime che ci sono affidate, o di poterle – Dio non voglia! – danneggiare”.
“La Chiesa” – ha concluso il Papa – “ha bisogno di sacerdoti santi; di ministri che aiutino i fedeli a sperimentare l’amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni.”
La celebrazione dei secondi Vespri si è conclusa con l’adorazione e la benedizione eucaristica.
HML/VESPRI:ANNO SACERDOTALE/... VIS 20090622 (740)
TESTIMONIANZA CRISTIANA DE GASPERI ISPIRI GOVERNANTI
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri del Consiglio della Fondazione Alcide De Gasperi, con la figlia Signora Maria Romana e il Senatore Giulio Andreotti, che a lungo è stato stretto collaboratore dello statista italiano.
“Formato alla scuola del Vangelo, De Gasperi (1881-1954) fu capace di tradurre in atti concreti e coerenti la fede che professava. (...) Spiritualità e politica si integrarono così bene in lui che, se si vuole comprendere sino in fondo questo stimato uomo di governo, occorre non limitarsi a registrare i risultati politici da lui conseguiti, ma bisogna tener conto anche della sua fine sensibilità religiosa e della fede salda che costantemente ne animò il pensiero e l’azione”.
“Nella sua giornata, oberata di impegni istituzionali, conservarono sempre largo spazio la preghiera e il rapporto con Dio” – ha rilevato il Papa – “iniziando ogni giorno, quando gli era possibile, con il partecipare alla Santa Messa. Anzi i momenti più caotici e movimentati segnarono il vertice della sua spiritualità”.
Il Papa ha evidenziato “la riconosciuta dirittura morale, basata su un’indiscussa fedeltà ai valori umani e cristiani, come pure la serena coscienza morale che lo guidò nelle scelte della politica. (...) Certo, in qualche momento non mancarono difficoltà e, forse, anche incomprensioni da parte del mondo ecclesiastico, ma De Gasperi non conobbe tentennamenti nella sua adesione alla Chiesa che fu - come ebbe a testimoniare in un discorso a Napoli nel giugno del 1954 – ‘piena e sincera”.
“Docile ed obbediente alla Chiesa, fu dunque autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza”.
“Domandiamo al Signore” – ha concluso il Pontefice – “che il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano incoraggiamento e stimolo per coloro che oggi reggono le sorti dell’Italia e degli altri popoli, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo”.
AC/DE GASPERI/... VIS 20090622 (330)
DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2009 (VIS). Nella tarda serata di ieri, venerdì 19 giugno, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:
“A proposito di affermazioni riportate da agenzie di stampa sulla causa di beatificazione di Pio XII, il direttore della Sala Stampa ribadisce che la firma dei decreti che riguardano le cause di beatificazione è di esclusiva competenza del Papa, che deve essere lasciato completamente libero nelle sue valutazioni e nelle sue decisioni”.
“Se il Papa pensa che lo studio e la riflessione sulla causa di Pio XII vadano ancora prolungati, questa sua posizione va rispettata senza interferire con interventi non giustificati e inopportuni”.
OP/CAUSA BEATIFICAZIONE PIO XII/LOMBARDI VIS 20090622 (130)
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Nuovi Santi e Beati
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20090622 (50)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Gilberto Gómez González, Vescovo di Abancay (superficie: 12.950; popolazione: 344.510, cattolici: 320.110; sacerdoti: 52; religiosi: 133), Perù. Finora Vescovo Ausiliare della medesima Diocesi, il Vescovo
Gómez González succede al Vescovo Isidro Sala Ribera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato il Padre Alex Thomas Kaliyanil, S.V.D., missionario indiano e Superiore Regionale della Società del Verbo Divino nello Zimbabwe, Arcivescovo di Bulawayo (superficie: 66.956; popolazione: 1.858.000; cattolici: 115.793; sacerdoti: 87; religiosi: 203; diaconi permanenti: 21), Zimbabwe. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1960 Vallamchira (India), ha emesso la professione perpetua nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: il Vescovo Augustine Shao, di Zanzibar (Tanzania); l’Arcivescovo Patrick Altham Kelly, di Liverpool (Gran Bretagna); ed il Vescovo Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, di Bandung (Indonesia).
- Ha nominato il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del millennio della Diocesi di Pécs (Ungheria), che avranno luogo il 23 agosto 2009.
- Ha nominato il Monsignor Damiano Marzotto Caotorta, Sotto-Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, finora Capo Ufficio nel medesimo Dicastero.
NER:RE:NA/.../... VIS 20090622 (200)- Ha nominato il Vescovo Gilberto Gómez González, Vescovo di Abancay (superficie: 12.950; popolazione: 344.510, cattolici: 320.110; sacerdoti: 52; religiosi: 133), Perù. Finora Vescovo Ausiliare della medesima Diocesi, il Vescovo
Gómez González succede al Vescovo Isidro Sala Ribera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato il Padre Alex Thomas Kaliyanil, S.V.D., missionario indiano e Superiore Regionale della Società del Verbo Divino nello Zimbabwe, Arcivescovo di Bulawayo (superficie: 66.956; popolazione: 1.858.000; cattolici: 115.793; sacerdoti: 87; religiosi: 203; diaconi permanenti: 21), Zimbabwe. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1960 Vallamchira (India), ha emesso la professione perpetua nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: il Vescovo Augustine Shao, di Zanzibar (Tanzania); l’Arcivescovo Patrick Altham Kelly, di Liverpool (Gran Bretagna); ed il Vescovo Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, di Bandung (Indonesia).
- Ha nominato il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del millennio della Diocesi di Pécs (Ungheria), che avranno luogo il 23 agosto 2009.
- Ha nominato il Monsignor Damiano Marzotto Caotorta, Sotto-Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, finora Capo Ufficio nel medesimo Dicastero.
venerdì 19 giugno 2009
IL PAPA RICEVE IL PATRIARCA SIRO-CATTOLICO DI ANTIOCHIA
CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto Sua Beatitudine Ignace Youssef III Younan, nuovo Patriarca Siro-Cattolico di Antiochia, accompagnato da diversi membri del Sinodo della medesima Chiesa.
"La Provvidenza divina" - ha detto il Papa nel suo discorso - "ci ha costituito ministri di Cristo e Pastori del suo unico gregge. (...) Cristo stesso, nostro Signore, che ha costituito l'Apostolo Pietro come la 'roccia' sulla quale poggia l'edificio spirituale della Chiesa, ha domandato ai suoi discepoli di procedere in piena unità con lui, sotto la sua sicura guida e quella dei suoi successori".
"Nel corso della vostra storia più che millenaria" - ha proseguito il Pontefice - "la comunione con il Vescovo di Roma è sempre andata di pari passo con l'unità della fedeltà alla tradizione spirituale dell'Oriente cristiano, e ambedue costituiscono gli aspetti complementari di un unico patrimonio di fede professato dalla vostra venerabile Chiesa".
Il Pontefice ha successivamente ricordato che per sottolineare "la radice eucaristica" di questa unione ha concesso al Patriarca la "ecclesiastica communio", al momento dell'elezione sinodale. "Opportunamente" - ha detto Benedetto XVI rivolgendosi a Sua Beatitudine Ignace Youssef III - "lei ha voluto mostrare, attraverso un segno pubblico, il legame molto stretto che la unisce al Vescovo di Roma e alla Chiesa universale, durante l'Eucaristia da lei celebrata ieri, nella Basilica di Santa Maria Maggiore".
"In effetti, è l'Eucaristia che fonde le nostre diverse tradizioni nell'unità e nell'unico Spirito, rendendole una ricchezza per tutto il popolo di Dio. Che la celebrazione dell'Eucaristia, fonte e vertice della vita ecclesiale, vi mantenga ancorati all'antica tradizione siriana, che rivendica il possesso della lingua del Signore Gesù, e, nel contempo, apre davanti a voi l'orizzonte dell'universalità ecclesiale!. (...) L'Eucaristia è il Pane di Vita che nutre le vostre comunità e le fa tutte progredire nell'unità e nella carità. Sappiate dunque attingere all'Eucaristia, Sacramento dell'unità e della comunione, la forza di superare le difficoltà che la vostra Chiesa ha conosciuto in questi ultimi anni, al fine di ritrovare la via del perdono, della riconciliazione e della comunione".
Infine il Santo Padre, nell'esprimere soddisfazione per "la ripresa del funzionamento del vostro Sinodo" - ha detto: "incoraggio gli sforzi per favorire l'unità, la comprensione ed il perdono, che voi dovete sempre considerare doveri prioritari nell'edificazione della Chiesa di Dio".
"Prego costantemente, inoltre, per la pace in Medio-Oriente, in particolare per i cristiani che vivono nella diletta nazione irachena, della quale ogni giorno presento al Signore le sofferenze durante il Sacrificio eucaristico".
AC/SINODO ANTIOCHIA/IGNACE YOUSSEF III VIS 090619 (420)
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