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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 30 settembre 2008

RESPONSABILITÀ PROTEZIONE NON SIA PRETESTO AGGRESSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York al dibattito generale della 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U.

  "Per sua natura e struttura, l'Organizzazione delle Nazioni Unite" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "normalmente non crea né gli avvenimenti né i fenomeni, ma funge da cassa di risonanza per gli eventi o fenomeni che sono sottoposti a dibattito e ad una risposta coerente, puntuale e di consenso".

  "Quest'anno è stato dominato da diverse sfide e crisi"- ha ricordato il Presule -"calamità naturali o causate dall'uomo, economie in pericolo, terremoti finanziari, aumento del prezzo degli alimenti e del carburante, impatto dei cambiamenti climatici, guerre e tensioni a livello locale. (...) Uno dei fattori evidenti da tutti riconosciuto" - ha aggiunto il Presule - "è che ogni crisi presenta un insieme di fattori naturali e di elementi di responsabilità umana. Tuttavia, troppo spesso questi sono accompagnati da una risposta tardiva, da fallimenti e dalla riluttanza dei leaders ad esercitare la responsabilità di proteggere le popolazioni".

  "Quando in questa sede si parla della responsabilità della salvaguardia" - ha precisato l'Arcivescovo Migliore - "il punto di riferimento è il Documento Finale 2005 che si riferisce alla responsabilità della comunità internazionale ad intervenire in situazioni dove i singoli governi non sono in grado o non sono disponibili a garantire la salvaguardia dei cittadini".

  "Nel passato, il termine 'protezione' era troppo spesso pretesto di espansione ed aggressione. Nonostante i numerosi progressi del diritto internazionale, tragicamente oggigiorno l'interpretazione ed uso di tale termine continua ad essere in vigore ".

  "Tuttavia, nel corso dell'ultimo anno in questa medesima Sede è aumentato il consenso relativamente all'inclusione di quest'ultima espressione quale componente fondamentale del governo responsabile. Alcuni Paesi hanno invocato la responsabilità della protezione come aspetto essenziale dell'esercizio della sovranità a livello nazionale ed internazionale, mentre altri hanno rilanciato il concetto di esercizio della sovranità responsabile".

  "Gli Stati fondatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite" - ha ribadito il Presule - "hanno concepito la responsabilità della salvaguardia quale fulcro delle Nazioni Unite. I fondatori dell'O.N.U. hanno ritenuto che la responsabilità di proteggere non consistesse nell'uso immediato della forza per instaurare la pace ed il rispetto dei diritti umani, ma innanzitutto, nel riunirsi degli Stati per individuare e denunciare i primi sintomi di crisi e richiamare l'attenzione dei governi, della società civile e della pubblica opinione al fine di individuare le cause e proporre soluzioni".
DELSS/PROTEZIONE STATI/MIGLIORE:ONU                   VIS 20080930 (400)


TEMA GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2008 (VIS). "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia", è il tema scelto dal Santo Padre Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009. Il Messaggio del Santo Padre, in vista di tale celebrazione, sarà reso noto come di consueto il 24 gennaio, Festa di San Francesco di Sales, Patrono della Stampa cattolica.

  L'annuncio è stato dato dall'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ieri, 29 settembre, Festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

  "Più che un semplice tema mi pare che il Papa ci ponga di fronte a un vero e proprio programma di lavoro" - ha commentato l'Arcivescovo Celli aggiungendo che è "un compendio degli impegni e delle responsabilità che la comunicazione e gli uomini della comunicazione sono chiamati ad assumersi in prima persona in un tempo così fortemente segnato dallo sviluppo delle nuove tecnologie mediatiche che, di fatto, creano un nuovo ambiente, una nuova cultura".

  "Appare evidente un senso di fiducia del Papa nei confronti delle possibilità dei media", ha aggiunto l'Arcivescovo Celli, che ritiene che "i media possano dare un grande aiuto nel favorire un clima di dialogo e di fiducia".

  "Porre l'accento sul fatto che ai nuovi mezzi devono corrispondere nuove relazioni, significa toccare nel profondo il rapporto sul quale la comunicazione vive e si sviluppa; l'aggiornamento degli strumenti non segna semplicemente un passo avanti in senso tecnico, ma crea sempre nuove condizioni e possibilità perché l'uomo utilizzi e investa queste risorse per il bene comune e le ponga alla base di una crescita culturale ampia e diffusa".

  Nel marzo 2009, ha inoltre annunciato l'Arcivescovo Celli, è in programma un seminario di studi con la partecipazione dei Vescovi responsabili della comunicazione, organizzato in collaborazione con i Docenti universitari esperti di media e di comunicazione "per giungere alla formulazione di una più precisa e moderna pastorale dei mezzi di comunicazione sociale".

  La Giornata Mondiale si celebrerà, in quasi tutti i Paesi, per decisione dei Vescovi, domenica 31 maggio 2009.
CON-CS/TEMA GMCS/CELLI                                   VIS 20080930 (350)


lunedì 29 settembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Cinque Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Kazakhstan in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Tomash Peta, di Maria Santissima in Astana.

- L'Arcivescovo Jan Pawel Lenga, M.I.C., Vescovo di Karaganda, con il Vescovo Ausiliare  Athanasius Schneider, O.R.C.

- Il Vescovo Henry Theophilus Howaniec, O.F.M., della Santissima Trinità in Almaty.
 
- Il Vescovo Janusz Kaleta, Amministratore Apostolico di Atyrau.

  Sabato 27 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../....                                       VIS 20080929 (110)


IL PAPA SI CONGEDA COMUNITÀ CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2008 (VIS). Oggi il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dalla comunità di Castel Gandolfo, rinnovando i suoi ringraziamenti al Vescovo Marcello Semeraro, di Albano Laziale, alla cui Diocesi appartiene Castel Gandolfo, e alle comunità religiose, alle Autorità civili ed ai funzionari ed addetti alla sicurezza e alla vigilanza delle Ville Pontificie.

  Ricordando la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, Benedetto XVI ha detto: "Cari fratelli e sorelle, invochiamo con fiducia il loro aiuto, come pure la protezione degli Angeli custodi, la cui festa celebreremo fra qualche giorno, il 2 ottobre".

  "L'invisibile presenza di questi Spiriti beati ci è di grande aiuto e conforto: essi camminano al nostro fianco e ci proteggono in ogni circostanza, ci difendono dai pericoli e ad essi possiamo ricorrere in ogni momento. Molti santi intrattenevano con gli Angeli un rapporto di vera amicizia, e numerosi sono gli episodi che testimoniano la loro assistenza in particolari occasioni. Gli Angeli vengono inviati da Dio 'a servire coloro che erediteranno la salvezza', come ricorda la Lettera agli Ebrei (1,14), e pertanto ci sono di valido ausilio nel pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste".

  Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre si congederà dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e domani rientrerà in Vaticano.
AC/CONGEDO/CASTEL GANDOLFO                       VIS 20080929 (230)


GIOIA BEATIFICAZIONE CONFESSORE SANTA FAUSTINA KOWALSKA


CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2008 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha annunciato che domani 30 settembre rientrerà in Vaticano, a conclusione del periodo estivo e del suo consueto soggiorno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

  "Ringrazio il Signore" - ha detto Benedetto XVI - "per tutti i doni che mi ha concesso in questo tempo. Penso in particolare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, al periodo di riposo trascorso a Bressanone, alla visita in Sardegna e al Viaggio Apostolico a Parigi e Lourdes; e penso alla possibilità di soggiornare in questa casa, dove posso meglio riposare e lavorare nei mesi più caldi".

  "Un caro saluto rivolgo alla comunità di Castel Gandolfo, con un grazie sentito al Vescovo, al Sindaco e alle Forze dell'Ordine".
 
  Successivamente il Papa si è rivolto ai pellegrini polacchi venuti a Castel Gandolfo e ai fedeli riuniti a Bialystok in Polonia per la Beatificazione del Servo di Dio Michal Sopocko, "confessore e guida spirituale di santa Faustina Kowalska".

  "Per suo suggerimento" - ha ricordato il Pontefice - "la Santa descrisse le proprie esperienze mistiche e le apparizioni di Gesù Misericordioso nel ben noto suo 'Diario'. Anche grazie ai suoi sforzi venne dipinta e trasmessa al mondo l'immagine con la scritta 'Gesù, confido in Te'".

 Il Servo di Dio Sopocko "si fece conoscere come zelante sacerdote, educatore e propagatore del culto della Divina Misericordia. Per questa beatificazione" - ha concluso il Pontefice - "si rallegra, nella casa del Padre, il mio amato Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II. È stato lui ad affidare il mondo alla Divina Misericordia e per questo ripeto a tutti il suo augurio: 'Dio ricco di misericordia vi benedica!'".
ANG/BEATIFICAZIONE SOPOCKO/...                       VIS 20080929 (280)


BENEDETTO XVI RICORDA GIOVANNI PAOLO I

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ed ha recitato l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

  "Cari Fratelli e Sorelle" - ha detto il Papa - "Oggi la liturgia ci propone la parabola evangelica dei due figli inviati dal padre a lavorare nella sua vigna. Di questi, uno dice subito sì, ma poi non va; l'altro invece sul momento rifiuta, poi però, pentitosi, asseconda il desiderio paterno. Con questa parabola Gesù ribadisce la sua predilezione per i peccatori che si convertono, e ci insegna che ci vuole umiltà per accogliere il dono della salvezza".

  Nel riferirsi al Predecessore Giovanni Paolo I di cui proprio oggi ricorre il trentesimo anniversario della morte, Benedetto XVI ha ricordato: "L'umiltà può essere considerata il suo testamento spirituale. Egli scelse come motto episcopale lo stesso di San Carlo Borromeo: 'Humilitas'. Una sola parola che sintetizza l'essenziale della vita cristiana e indica l'indispensabile virtù di chi, nella Chiesa, è chiamato al servizio dell'autorità".

  "Grazie proprio a questa sua virtù, bastarono 33 giorni perché Papa Luciani entrasse nel cuore della gente" - ha detto ancora Benedetto XVI - "Nei discorsi usava esempi tratti da fatti di vita concreta, dai suoi ricordi di famiglia e dalla saggezza popolare. La sua semplicità era veicolo di un insegnamento solido e ricco, che, grazie al dono di una memoria eccezionale e di una vasta cultura, egli impreziosiva con numerose citazioni di scrittori ecclesiastici e profani. È stato così un impareggiabile catechista, sulle orme di San Pio X, suo conterraneo e predecessore prima sulla cattedra di San Marco e poi su quella di San Pietro".

  Nel ricordare la frase pronunciata da Papa Lucani in una della quattro Udienze Generali: "'Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio'. 'Non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma: si crede alla mamma, io credo al Signore, a quello che Egli mi ha rivelato' - Papa Benedetto XVI ha affermato: "Queste parole mostrano tutto lo spessore della sua fede. Mentre ringraziamo Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo, facciamo tesoro del suo esempio, impegnandoci a coltivare la sua stessa umiltà, che lo rese capace di parlare a tutti, specialmente ai piccoli e ai cosiddetti lontani".
ANG/UMILTÀ/GIOVANNI PAOLO I                       VIS 20080929 (390)


IMPEGNO CONTRO USO INDISCRIMINATO BENI DELLA TERRA


CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i partecipanti all'Incontro promosso dal Centro Turistico Giovanile (CTG) e dall'Ufficio Internazionale del Turismo Sociale (BITS), accompagnati dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dall'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.

  Nel ricordare il tema della Giornata Mondiale del Turismo 2008: "Il turismo affronta la sfida del cambiamento climatico", il Santo Padre ha affermato: "L'umanità ha il dovere di proteggere questo tesoro e di impegnarsi contro un uso indiscriminato dei beni della terra. Senza un adeguato limite etico e morale, il comportamento umano può infatti trasformarsi in minaccia e sfida".

  "L'esperienza insegna che la gestione responsabile del creato fa parte, o così dovrebbe essere, di un'economia sana e sostenibile del turismo. Al contrario, l'uso improprio della natura e l'abuso inferto alla cultura delle popolazioni locali danneggiano anche il turismo. Imparare a rispettare l'ambiente insegna pure a rispettare gli altri e se stessi. Già nel 1991, nell'Enciclica 'Centesimus annus', il mio amato predecessore Giovanni Paolo II aveva denunciato il consumo eccessivo e arbitrario delle risorse, ricordando che l'uomo è collaboratore di Dio nell'opera della creazione e non può sostituirsi a Lui. Egli aveva pure sottolineato quanto l'umanità di oggi debba 'essere conscia dei suoi doveri e compiti verso le generazioni future'".

  "È pertanto necessario, soprattutto nell'ambito del turismo, grande fruitore della natura, che tutti tendano a una gestione equilibrata del nostro habitat, di quella che è la nostra casa comune e lo sarà per quanti verranno dopo di noi. Il degrado ambientale può essere frenato solo diffondendo un'adeguata cultura comportamentale, che comprenda stili di vita più sobri. Da qui l'importanza, come ho ricordato di recente, di educare a un'etica della responsabilità e di procedere a 'fare delle proposte più costruttive per garantire il benessere delle generazioni future'".

  "Inoltre, la Chiesa condivide con le vostre Istituzioni e altre simili Organizzazioni l'impegno per la diffusione del turismo cosiddetto sociale, che promuove la partecipazione delle fasce più deboli e può essere così un valido strumento di lotta contro la povertà e tante fragilità, fornendo impieghi, custodendo le risorse e promuovendo l'uguaglianza. Tale turismo rappresenta un motivo di speranza in un mondo in cui vi sono accentuate distanze fra chi ha tutto e quanti soffrono fame, carestie e siccità".

  Infine il Papa ha rivolto ai giovani l'invito a farsi "sostenitori e fautori di comportamenti mirati all'apprezzamento della natura e alla sua difesa, in una corretta prospettiva ecologica, come ho sottolineato più volte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, nel luglio scorso".
AC/GIORNATA MONDIALE TURISMO/CTG:BITS               VIS 20080929 (460)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE REPUBBLICA CECA


CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto il Signor Pavel Vosalik, nuovo Ambasciatore della Repubblica Ceca, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento al diplomatico per aver posto l'accento sulla "influenza del cristianesimo sul ricco patrimonio culturale della Nazione, e particolarmente per il ruolo che il Vangelo ha svolto nel portare speranza al popolo ceco in tempi di oppressione".

  "La vostra Nazione" - ha affermato il Pontefice - "rafforzata dal senso di solidarietà che le ha consentito di emergere coraggiosamente dal crollo del totalitarismo, desidera anche contribuire al benessere della famiglia umana promuovendo la cooperazione internazionale nella lotta contro la violenza, la fame, la povertà ed altri mali sociali. Presto nuove prospettive di influenza si apriranno per il vostro Paese mentre si prepara ad assumere la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, l'anno prossimo. Sono certo che nell'individuare chiari obiettivi e nell'agevolare il coinvolgimento di tutti gli Stati membri, la Repubblica Ceca eserciterà una forte guida nello sforzo condiviso di conciliare l'unità e la diversità, la sovranità nazionale e l'attività congiunta, il progresso economico e la giustizia sociale nel Continente europeo".

  "La Chiesa è ben consapevole" - ha ribadito Benedetto XVI - "delle numerose sfide che l'Europa deve affrontare proprio quando le Nazioni aspirano a costruire una comunità internazionale più stabile per le future generazioni. Per progredire in tale direzione, i responsabili delle Nazioni sono chiamati a riconoscere che la felicità e il benessere dell'uomo non si possono raggiungere soltanto con strutture o singoli livelli di vita sociale e politica. La realizzazione di una autentica cultura degna della nobile vocazione dell'uomo richiede l'armoniosa cooperazione delle famiglie, delle comunità ecclesiali, delle scuole, delle imprese, delle organizzazioni comunitarie e delle istituzioni governative", le cui finalità sono "al servizio di tutti" ed Il conseguimento del bene comune.

  "Per questa ragione" - ha proseguito il Santo Padre - "la società trae beneficio quando alla Chiesa viene riconosciuto il diritto di esercitare l'amministrazione dei beni materiali e spirituali necessari al suo ministero. (...) Confido che le Commissioni speciali istituite dal Governo e dal Parlamento per risolvere le questioni ancora in sospeso relative alle proprietà della Chiesa, progrediscano con onestà, equità ed un autentico riconoscimento dell'abilità della Chiesa a contribuire al benessere della Repubblica. In particolare, auspico che tali considerazioni siano tenute in considerazione nel ricercare una soluzione relativa al futuro della cattedrale di Praga, che è una viva testimonianza del ricco patrimonio culturale e religioso del vostro Paese e dell'armoniosa convivenza di Chiesa e Stato".

  "Il Vangelo, per sua stessa natura, chiama le persone di fede ad offrire se stesse nel servizio amoroso verso i fratelli e le sorelle senza distinzioni e senza valutarne i costi" - ha sottolineato il Pontefice - "Vorrei porre in evidenza il notevole potenziale formativo per i giovani, la cui partecipazione" alle attività socio-caritative in collaborazione con agenzie governative ed ecclesiali "insegna l'autentica solidarietà che non consiste semplicemente nel fornire beni materiali ma nel fare dono di se stessi. (...) Non dobbiamo dimenticare che molti cittadini della Repubblica Ceca già offrono il loro servizio all'estero in progetti di sviluppo a lungo termine e progetti di aiuto sotto gli auspici della 'Caritas' e di altre organizzazioni umanitarie".

  Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha trasmesso all'Ambasciatore il suo cordoglio per la morte del Rappresentante della Repubblica Ceca in Pakistan nel recente attentato terrorista ad Islamabad, che ha causato più di cinquanta vittime. "Prego ogni giorno" - ha detto il Papa - "perché cessino tali atti di violenza e incoraggio quanti sono impegnati nel servizio diplomatico a dedicarsi con sempre maggiore dedizione al conseguimento della pace e nel garantire la sicurezza nel mondo".
CD/CREDENZIALI/REPUBBLICA CECA:VOSALIK               VIS 20080929 (620)


venerdì 26 settembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'Uruguay in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Carlos María Collazzi Irazábal, di Mercedes, S.D.B.

    - Il Vescovo Luis del Castillo Estrada, S.I., di Melo, con il Vescovo emerito Roberto Reinaldo Cáceres González.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                         VIS 20080926 (90)


ESIGUE RISORSE OBIETTIVI MILLENNIO RISPETTO SPESE MILITARI


CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Ieri a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., in merito agli obiettivi e alle difficoltà di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

  Il Presule ha sottolineato che tali obiettivi potranno essere raggiunti "solo se la loro realizzazione diviene una priorità per tutti gli Stati" e a tal fine è necessario "promuovere una nuova cultura delle relazioni internazionali contraddistinta da una visione fraterna del mondo, una cultura fondata sull'imperativo morale di riconoscere l'unità dell'umanità e l'imperativo pratico di dare un contributo alla pace e al benessere di tutti".

  "Le risorse di cui i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno in termini di aiuto diretto, assistenza finanziaria e benefici per il commercio sono poca cosa rispetto alle spese militari nel mondo o alle spese totali per necessità non primarie delle popolazioni nei paesi più sviluppati".

  "In questi giorni" - ha proseguito l'Arcivescovo Migliore - "siamo testimoni di un dibattito sul salvataggio finanziario per risolvere una crisi che rischia di sconvolgere l'economia dei paesi più sviluppati lasciando senza lavoro migliaia di famiglie. Tale salvataggio di enormi proporzioni, che ammonta a molte volte l'intero aiuto internazionale, non può non far sorgere una questione fondamentale. Come siamo in grado di trovare i fondi per salvare un sistema finanziario alla deriva senza essere capaci di trovare le risorse necessarie per investire nello sviluppo di tutte le regioni del mondo, a cominciare dalle più povere?".

"Per questa ragione" - ha concluso l'Osservatore Permanente - "la globalizzazione della solidarietà mediante una rapida realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio enunciati dalla Dichiarazione del Millennio è un obbligo morale fondamentale della comunità internazionale".
DELSS/OBIETTIVI MILLENNIO/ONU:MIGLIORE               VIS 20080926 (310)


LE CRISI CONIUGALI POSSONO ESSERE SUPERATE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto i 300 partecipanti al Meeting internazionale dell'Associazione "Retrouvaille", che opera al servizio delle coppie in difficoltà.

  Nata nel 1977 in Canada, grazie alla provvidenziale "intuizione dei coniugi canadesi Guy e Jeannine Beland", il movimento "Retrouvaille" si propone "di aiutare le coppie in grave crisi ad affrontarla attraverso un programma specifico, che punta sulla ricostruzione delle loro relazioni, non in alternativa alle terapie psicologiche, ma con un percorso distinto e complementare".

  "Voi infatti non siete dei professionisti; siete sposi che spesso hanno vissuto in prima persona le medesime difficoltà" - ha rilevato Benedetto XVI - "le hanno superate con la grazia di Dio e il sostegno di 'Retrouvaille' e hanno avvertito il desiderio e la gioia di mettere, a loro volta, la propria esperienza al servizio di altri".

  "Come la vostra esperienza dimostra, la crisi coniugale - parliamo qui di crisi serie e gravi - costituisce una realtà a due facce" - ha affermato il Papa - "Da una parte si presenta, specialmente nella sua fase acuta e più dolorosa, come un fallimento, (...) e, purtroppo 'non c'è più niente da fare'. Questa è la faccia negativa. Ma c'è un'altra faccia, a noi spesso sconosciuta, ma che Dio vede. Ogni crisi, infatti - ce lo insegna la natura - è passaggio ad una nuova fase di vita. (...) Nel momento della rottura, la possibilità concreta per la coppia di avere un riferimento positivo, a cui affidarsi nella disperazione. (...) Allora, i vostri incontri offrono l''appiglio' per non smarrirsi del tutto, e per risalire gradualmente la china".

  Ricordando il racconto delle nozze di Cana, il Santo Padre ha spiegato che il "vino buono" che lo sposo aveva conservato "è simbolo della salvezza, della nuova alleanza nuziale che Gesù è venuto a realizzare con l'umanità. (...) Quando una coppia in difficoltà o - come dimostra la vostra esperienza - persino già separata, si affida a Maria e si rivolge a Colui che ha fatto dei due 'una sola carne', può essere certa che quella crisi diventerà, con l'aiuto del Signore, un passaggio di crescita, e che l'amore ne uscirà purificato, maturato, rafforzato".

  "Il vostro è un servizio 'contro corrente'. Oggi, infatti, quando una coppia entra in crisi, trova tante persone pronte a consigliare la separazione. Pure ai coniugi sposati nel nome del Signore si propone con facilità il divorzio, dimenticando che l'uomo non può separare ciò che Dio ha unito".

  "Per svolgere questa vostra missione" - ha concluso il Pontefice - "anche voi avete bisogno di alimentare continuamente la vostra vita spirituale, di mettere amore in ciò che fate perché, a contatto con realtà difficili, la vostra speranza non si esaurisca o non si riduca a una formula".
AC/CRISI CONIUGALI/RETROUVAILLE                   VIS 20080926 (470)


URUGUAY: INSEGNARE FEDE CHIESA NELLA SUA INTEREZZA


CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, i Vescovi della Conferenza Episcopale dell'Uruguay, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  "La visita alle tombe di Pietro e Paolo" - ha detto il Papa - "è occasione privilegiata per approfondire l'origine e il significato del ministero dei Successori degli Apostoli (...) un'opportunità per rafforzare i legami di effettiva ed affettiva unità del Collegio Episcopale che deve essere manifestazione (...) dell'ideale, (...) della comunità ecclesiale fin  dalle sue origini, di avere 'un cuore e un'anima sola', esempio visibile di promozione dello spirito di fratellanza e di concordia fra i vostri fedeli e nella società attuale, tante volte dominata dall'individualismo e dalla rivalità esasperata".

  Questa comunione si esprime nella missione di rendere effettivi e concreti gli orientamenti pastorali dei Vescovi uruguayani, ispirati all'incontro di Gesù Risorto con i discepoli di Emmaus. Infatti "il Maestro che si accompagna a loro e conversa con i suoi spiegando le Scritture" è un modello da seguire per preparare la mente e il cuore dell'uomo. Per cui "promuovere la conoscenza e la meditazione delle Sacre Scritture, spiegarle fedelmente nella predicazione e nella catechesi e insegnarle nella scuole, è una necessità per vivere la vocazione cristiana in modo consapevole, fermo e sicuro".

  "La Parola di Dio è anche fonte e contenuto ineludibile del vostro ministero di predicatori del Vangelo (...) tanto più necessaria in un tempo in cui molte altre voci cercano di ridurre al silenzio Dio nella vita personale e sociale, conducendo gli uomini su strade che scalzano l'autentica speranza e si disinteressano della verità nella quale solo può trovare ristoro il cuore dell'essere umano".

  "Insegnate" - ha esortato il Pontefice - "la fede della Chiesa nella sua interezza, con il coraggio e la persuasione proprie di chi vive di essa e per essa, senza rinunciare a proclamare esplicitamente i valori morali della dottrina cattolica, che a volte sono oggetto di dibattito in ambito politico, culturale o nei mezzi di comunicazione sociale, come lo sono quelli attinenti alla famiglia, alla sessualità e alla vita (...) dal concepimento fino alla sua  naturale conclusione".

  Benedetto XVI ha ricordato ai Vescovi che nello svolgimento della loro missione possono contare sulla "inestimabile collaborazione dei sacerdoti che occorre costantemente incoraggiare perché, senza conformarsi alla mentalità imperante nel mondo, siano autentici discepoli e missionari di Cristo, e diffondano con ardore il suo messaggio di salvezza (...) a tutte le persone che anelano soprattutto a parole apprese dallo Spirito, più che al sapere meramente umano. (...) In tal modo daranno fedele testimonianza di ciò che predicano e aiuteranno i propri fratelli a sfuggire una religiosità superficiale, con scarsa incidenza sugli impegni morali che la fede comporta, per apprendere da Cristo a vivere 'nella giustizia e nella santità della verità'".

  Infine il Papa ha avuto parole di esortazione per i Presuli perché non si lascino scoraggiare da "tante situazioni di indifferenza o di apatia religiosa", ma continuino ad essere testimoni "'della speranza che non delude' e partecipi dell'amore di Cristo per i poveri e i bisognosi. (...) Nelle situazioni difficili, in cui si trovano anche gli uruguayani, la Chiesa è chiamata a mostrare la grandezza del cuore, la solidarietà e la capacità di sacrificio della famiglia dei figli di Dio verso i fratelli in difficoltà".
AL/.../URUGUAY                                   VIS 20080926 (540)


giovedì 25 settembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre, in riferimento a quanto previsto dall'Articolo 30, paragrafo 1 dello Statuto della Conferenza Episcopale Italiana, ha nominato Segretario Generale della medesima Conferenza, per il prossimo quinquennio, il Vescovo Mariano Crociata, finora Vescovo di Noto.
NA/.../CROCIATA                             VIS 20080925 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Ramiro Moliner Inglés, Nunzio Apostolico in Albania.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Uruguay, in Visita "ad Limina Apostolorum":

     - L'Arcivescovo Nicolás Cotugno Fanizzi, S.D.B., di Montevideo.

     - Il Vescovo Arturo Eduardo Fajardo Bustamante, di San José de Mayo.

     - Il Vescovo Francisco Domingo Barbosa Da Silveira, di Minas.
 
     - Il Vescovo Martín Pablo Pérez Scremini, di Florida, con il Vescovo emerito Raúl Horacio Scarrone Carrero.
AP:AL/.../...                                         VIS 20080925 (90)

ISTRUZIONE SUGLI ISTITUTI SUPERIORI DI SCIENZE RELIGIOSE

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2008 (VIS). Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi), l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario ed il Monsignor Angelo Vincenzo Zani, Sotto-Segretario della medesima Congregazione, sono intervenuti questa mattina alla Conferenza Stampa di presentazione della "Istruzione sugli Istituti Superiori di Scienze Religiose".

  Il Documento, pubblicato in inglese, francese, spagnolo e italiano, si compone di tre parti: "Fisionomia degli Istituti Superiori di Scienze Religiose"; Procedura per l'erezione di un Istituto Superiore di Scienze Religiose" e "Norme finali".

  Gli Istituti Superiori di Scienze Religiose (ISSR) - si legge nel Documento - hanno lo scopo di "promuovere la formazione religiosa dei laici e delle persone consacrate, per una loro più cosciente e attiva partecipazione ai compiti di evangelizzazione nel mondo attuale, favorendo anche l'assunzione di impieghi professionali nella vita ecclesiale e nell'animazione cristiana della società; preparare i candidati ai vai ministeri laicali e servizi ecclesiali; qualificare i docenti di religione nelle scuole di ogni ordine e grado, eccettuate le Istituzioni di livello universitario".

 "Tutti i docenti, di qualsiasi categoria, devono sempre distinguersi per l'idoneità scientifico-pedagogica, onestà di vita, integrità di dottrina, dedizione al dovere, in modo tale da poter efficacemente contribuire al raggiungimento del fine proprio dell'Istituto. L'insegnamento deve essere improntato all'adesione alla divina Rivelazione, alla fedeltà al Magistero della Chiesa e al rispetto della verità scientifica".

  "L'ISSR "è aperto a tutti i fedeli cattolici - laici e religiosi - che forniti di regolare attestato, idonei per la condotta morale e per i precedenti studi, desiderino avere una qualificata preparazione nelle Scienze Religiose".

  Le disposizioni normative dell'Istruzione, che sostituisce la precedente normativa del 1987 emanata anche dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica - ha precisato il Cardinale Grocholewski - "sono finalizzate ad uniformare i diversi ISSR presenti nella Chiesa universale, ad assicurarne un adeguato livello accademico-scientifico, in fedeltà al Magistero, e a rispondere alle richieste che le Chiese particolari manifestano di creare tali Istituti 'ex novo'".

  Le principali novità dell'Istruzione, ha ricordato il Porporato, sono: "La durata degli studi degli ISSR è ora di cinque anni, strutturati in due cicli: un primo ciclo di tre anni, al termine del quale si consegue il Baccalaureato in Scienze Religiose e un secondo ciclo di due anni, al termine del quale si consegue la Licenza in Scienze Religiose. Nella vecchia Normativa, invece, era previsto un solo ciclo di studi della durata di quattro anni".

  Altra novità riguarda "l'estensione a questi Istituti della nomenclatura dei titoli accademici, utilizzati nelle Facoltà Ecclesiastiche (non più il "Magistero", ma il Baccalaureato e la Licenza). Fra le altre novità vorrei mettere in rilievo: il fatto che per la prima volta è stato stabilito il numero necessario dei docenti stabili in ogni Istituto (devono essere almeno cinque e, se l'Istituto avesse solo il primo ciclo, almeno quattro); la necessità di un congruo numero di studenti ordinari in ogni Istituto (che ordinariamente non deve essere inferiore a 75); l'estensione ai professori di tali Istituti della norma generale di non poter essere contemporaneamente stabili in altre Istituzioni accademiche" ed infine "la migliore precisazione delle competenze e dei compiti delle singole autorità accademiche: quelle comuni con la Facoltà teologica (Gran Cancelliere, il Preside o Decano, il Consiglio della Facoltà) e quelle proprie dell'Istituto (Moderatore, Direttore Consiglio dell'Istituto).

  Nel suo intervento l'Arcivescovo Bruguès, ha spiegato che il Documento "si iscrive in una delle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II, la valorizzazione dei laici". Affinché i laici possano svolgere le funzioni loro proprie, dalla "catechesi all'insegnamento nelle scuole o università cattoliche", fino all'assunzione di "nuove responsabilità (...) nei movimenti di azione cattolica e nei media di ispirazione cristiana (...) (essi) devono ricevere una formazione adeguata. Hanno il diritto di richiederla ed è un dovere della Chiesa proporla".

  A tal fine si è seguito il seguente principio, ha proseguito il Presule, "gli studenti chierici seguono la formazione offerta dalle facoltà ecclesiastiche e gli studenti laici sono invitati a rivolgersi agli Istituti Superiori di Scienze Religiose. Questi due distinti percorsi si differenziano soprattutto per la natura degli insegnamenti e il curricolo formativo. Dal secondo percorso formativo ci si attende che fornisca una nuova opportunità di partecipare all'approfondimento della verità e che realizzi una sintesi fra la fede della Chiesa, dalla portata universale e le culture particolari delle Chiese locali", mirando sempre ad "una formazione votata all'eccellenza".

  Monsignor Zani, passando in rassegna la situazione degli Istituti Superiori di Scienze Religiose nel mondo, ha affermato: "Non si può pretendere di ridurre forzatamente dentro un unico modello rigido di formazione per laici la pluralità e la diversità delle istituzioni formative oggi esistenti, molte delle quali già riconosciute dalla Santa Sede".

  "In ogni caso, occorre che, quando si creano Istituzioni accademiche finalizzate a rilasciare titoli ecclesiastici, riconosciuti anche a livello civile, si rispettino i due criteri fondamentali indicati dalla Dichiarazione conciliare 'Gravissimum educationis', e ripresi dai documenti successivi del nostro Dicastero: distribuire le istituzioni di studi superiori in modo conveniente nelle diverse parti del mondo; garantire la loro qualità accademica e l'elevato impegno culturale".
CIC/ISSR/GROCHOLEWSKI                           VIS 20080925 (920)


DECIMO ANNIVERSARIO CENTRO STUDI SCUOLA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Convegno promosso dal Centro studi per la scuola cattolica, della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del decimo anniversario di fondazione, che si è svolto sul tema: "Oltre l'emergenza educativa, la scuola cattolica al servizio dei giovani".

  Nel ribadire l'importanza della missione della scuola cattolica il Santo Padre ha citato il Documento della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), intitolato: "La scuola cattolica oggi in Italia", nel quale si legge: "La scuola cattolica è un'espressione del diritto di tutti i cittadini alla libertà di educazione, e del corrispondente dovere di solidarietà nella costruzione della convivenza civile".

  "Per essere scelta ed apprezzata, occorre che la scuola cattolica" - ha aggiunto il Santo Padre - "sia conosciuta nel suo intento pedagogico: è necessario che si abbia matura consapevolezza non solo della sua identità ecclesiale e del suo progetto culturale, bensì pure del suo significato civile, che va considerato non come difesa di un interesse di parte, ma come contributo prezioso all'edificazione del bene comune dell'intera società italiana".

  Grazie alla collaborazione con diverse istituzioni ed organizzazioni educative italiane, il Centro di Studi ha svolto nel primo decennio di attività, ha ricordato il Papa "un attento monitoraggio sulla situazione della scuola cattolica in Italia, seguendo con particolare interesse le vicende della parità e delle riforme della scuola in Italia. A questo proposito, è stato evidenziato che la frequenza alla scuola cattolica in alcune regioni d'Italia è in crescita rispetto al decennio precedente, anche se perdurano situazioni difficili e talora persino critiche".

  "Proprio nel contesto del rinnovamento a cui si vorrebbe tendere da chi ha a cuore il bene dei giovani e del Paese, occorre favorire quella effettiva uguaglianza tra scuole statali e scuole paritarie, che consenta ai genitori opportuna libertà di scelta circa la scuola da frequentare".
AC/CENTRO STUDI SCUOLA CATTOLICA/...                   VIS 20080925 (320)


mercoledì 24 settembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre François-Marie Léthel, O.C.D., Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia.

- Il Monsignore Rafael Biernaski, Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi, finora Aiutante di Studio dello stesso Dicastero.

- Consultori dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice: il Monsignore Nicola Bux, Docente presso la Facoltà Teologica Pugliese; il Sacerdote Mauro Gagliardi, Docente presso il Pontificio Ateneo "Regina Apostolorum"; il Sacerdote Juan José Silvestre Valor, Docente presso la Pontificia Università della Santa Croce; Padre Uwe Michael Lang, C.O., Officiale della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed il Padre Paul C.F. Gunter, O.S.B., Docente presso il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo.
NA/.../...                                       VIS 20080924 (130)

PROMUOVERE RICONCILIAZIONE FRA I POPOLI

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2008 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha salutato un gruppo di giovani - provenienti, in maggioranza, dal Caucaso, dell'Associazione "Rondine-Cittadella della Pace", di Arezzo.

  "Cari amici" - ha detto il Santo Padre - "auspico che questo vostro incontro contribuisca ad affermare una giusta cultura della convivenza pacifica tra i popoli e a promuovere l'intesa e la riconciliazione".

  Lo Studentato Internazionale di Rondine, un piccolo borgo in provincia di Arezzo, è un originale laboratorio di formazione al dialogo e alla riconciliazione tra popoli. Ospita infatti dal 1997 giovani, ragazzi e ragazze provenienti da Paesi che hanno vissuto o stanno vivendo la guerra: Caucaso, Russia, Serbia, Bosnia, Macedonia, Israele, Palestina, Libano, Sierra Leone.
AG/PACE/RONDINE CITTADELLA                       VIS 20080924 (120)


RELAZIONE SAN PAOLO ED APOSTOLI

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2008 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 15.000 persone, Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sulla figura e l'azione di San Paolo, soffermandosi sui rapporti fra Paolo e gli Apostoli che lo avevano preceduto nella sequela di Gesù.

  San Paolo anche se era "in pratica, contemporaneo di Gesù di Nazareth" - ha ricordato Benedetto XVI - "non ebbe mai l'opportunità di incontrarlo, durante la sua vita pubblica. Per questo, dopo la folgorazione sulla strada di Damasco,  avvertì il bisogno di consultare i primi discepoli del Maestro, che erano stati scelti da Lui perché ne portassero il Vangelo sino ai confini del mondo".

  "Nella 'Lettera ai Galati'" - ha proseguito il Pontefice - "Paolo stila un importante resoconto sui contatti intrattenuti con alcuni dei Dodici": Pietro, Giacomo e Giovanni e "non esita a riconoscerli come 'le colonne' della Chiesa", mentre nella Lettera ai Corinzi trasmette fedelmente ai nuovi cristiani quanto egli ha ricevuto, con una formula molte solenne: 'Vi trasmetto quanto anch'io ho ricevuto'".

  "Le parole di Gesù nell'Ultima Cena sono realmente per Paolo centro della vita della Chiesa: la Chiesa si edifica a partire da questo centro, diventando così se stessa - ha spiegato il Pontefice - "Da una parte attestano che l'Eucaristia illumina la maledizione della croce, rendendola benedizione, e dall'altra spiegano la portata della stessa morte e risurrezione di Gesù. (...) Dalla e nell'Eucaristia la Chiesa si edifica e si riconosce quale 'Corpo di Cristo', alimentato ogni giorno dalla potenza dello Spirito del Risorto".

  "Nell'originale 'kerygma' (...), merita di essere segnalato" - ha rilevato il Papa - "l'uso del verbo 'è risuscitato', invece del 'fu risuscitato' che sarebbe stato più logico utilizzare, in continuità con 'morì...e fu sepolto'. La forma verbale è scelta per sottolineare che la risurrezione di Cristo incide sino al presente dell'esistenza dei credenti: possiamo tradurlo con 'è risuscitato e continua a vivere' nell'Eucaristia e nella Chiesa".

  L'importanza che Paolo "conferisce alla Tradizione viva della Chiesa, che trasmette alle sue comunità, dimostra quanto sia errata la visione di chi attribuisce a Paolo l'invenzione del cristianesimo: prima di evangelizzare Gesù Cristo, il suo Signore, egli l'ha incontrato sulla strada di Damasco e lo ha frequentato nella Chiesa, osservandone la vita nei Dodici e in coloro che lo hanno seguito per le strade della Galilea".

  "Nelle prossime Catechesi" - ha annunciato il Santo Padre - "avremo l'opportunità di approfondire i contributi che Paolo ha donato alla Chiesa delle origini; ma la missione ricevuta dal Risorto in ordine all'evangelizzazione dei gentili ha bisogno di essere confermata e garantita da coloro che diedero a lui e a Barnaba la mano destra, in segno di approvazione e di accoglienza".
 
  "Quanto più cerchiamo di rintracciare le orme di Gesù di Nazaret per le strade della Galilea, tanto più possiamo comprendere che Egli si è fatto carico della nostra umanità, condividendola in tutto, tranne che nel peccato. La nostra fede non nasce da un mito, né da un'idea, bensì dall'incontro con il Risorto, nella vita della Chiesa".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20080924 (470)


martedì 23 settembre 2008

INTERVENTO CAPO DELEGAZIONE SANTA SEDE O.N.U. AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2008 (VIS). Ieri, a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Capo della Delegazione della Santa Sede alla LXIII Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., è intervenuto all'Incontro di Alto Livello sul tema: "Le esigenze dello sviluppo dell'Africa: stato di attuazione degli impegni assunti, sfide e percorsi per il futuro?".

  "I successi ottenuti nel consolidamento dell'indipendenza e nel superamento dei conflitti a base ideologica del ventesimo secolo, nell'abolizione dell'apartheid, e più recentemente nel rafforzamento dell'Unione Africana e di numerose strutture regionali, sono segni di speranza per il futuro del continente africano. E' giunto il momento di consentire ed incoraggiare il Continente africano a condurre un processo indipendente di sviluppo sostenuto e sostenibile che sollevi tutti i popoli dell'Africa dal flagello dell'estrema povertà".

  "La Santa Sede invita i partecipanti al presente Incontro di Alto livello a proseguire gli sforzi per adattare i programmi di sviluppo alle realtà dell'Africa e a realizzare una autentica associazione, nella quale i paesi africani non siano solo i recipienti di idee e programmi di aiuto dall'esterno, ma un vero agente del proprio sviluppo".
DELSS/AFRICA/ONU:MIGLIORE                                   VIS 20080923 (190)


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