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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 26 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Albert Thévenot, M.Afr., Superiore Provinciale per il Canada dei Padri Bianchi, Vescovo di Prince-Albert (superficie: 118.834; popolazione: 186.400; cattolici: 49.942; sacerdoti: 55; religiosi: 102; diaconi permanenti: 1), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Treheme (Canada), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Missionari d'Africa nel 1975 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Succede al Vescovo Blaise-Ernest Morand, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 24 maggio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Piergiuseppe Vacchelli, Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificia Opere Missionarie, finora Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Presidente del Comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo Mondo, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Longardore di Sospiro (Cremona), nel 1937 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1961.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Paolo De Nicolò, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia.

- Ha nominato il Reverendo Ghaleb Moussa Abballa Bader, Arcivescovo Metropolita di Alger  (superficie: 54.927; popolazione: 9.663.000; cattolici: 3.000; sacerdoti: 41; religiosi: 100; diaconi permanenti: 2), Algeria. L'Arcivescovo eletto, finora Presidente del Tribunale Ecclesiastico di prima Istanza di Amman (Giordania), è nato a Khirbeh (Giordania), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975 per il Patriarcato latino di Gerusalemme. Succede all'Arcivescovo Henri Teissier, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Hoser, S.A.C., finora Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, Vescovo di Warszawa-Praga (superficie: 3.300; popolazione: 1.133.000; cattolici: 1.088.000; sacerdoti: 650; religiosi: 1.623), Polonia.

- Ha nominato l'Arcivescovo Janusz Bolonek, finora Nunzio Apostolico in Uruguay, Nunzio Apostolico in Bulgaria.

- Ha nominato l'Arcivescovo Anselmo Guido Pecorari Nunzio Apostolico in Uruguay.
NER:RE:NA:NN/.../...                               VIS 20080526 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Myanmar, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Paul Zinghtung Grawng, di Mandalay.

    - Il Vescovo Raymond Sumlut Gam, di Banmaw.

    - Il Vescovo Nicholas Mang Thang, di Hakha, con l'Ausiliare Felix Lian Khen Thang.

    - Il Vescovo Philip Lasap Za Hawng, di Lashio.

  Sabato 24 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Albania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Rrok K. Mirdita, di Tiranë-Durrës, con l'Ausiliare Vescovo George Frendo, O.P.

-    Il Vescovo Cristoforo Palmieri, C.M., di Rrëshen.

-    Il Vescovo Hil Kabashi, O.F.M., Amministratore dell'Albania Meridionale.

- L'Arcivescovo Luciano Suriani, Nunzio Apostolico in Bolivia, con i familiari.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080526 (150)


MAGGIORE COOPERAZIONE UTILIZZO MUNIZIONI GRAPPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 19 maggio scorso a Dublino (Irlanda), alla Conferenza Diplomatica sulle munizioni a grappolo, in corso dal 19 al 30 maggio.

  Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha ribadito che riguardo a questo tema occorre insistere "sulla priorità della dignità umana, sugli interessi delle vittime, sulla priorità della prevenzione e della stabilità, e sul concetto della sicurezza fondata sul livello più basso di armamenti. La pace trascende di gran lunga l'ambito delle considerazioni militari. La pace non è soltanto assenza di guerra".

  "In un mondo globalizzato ed in misura sempre maggiore interdipendente, i problemi di alcuni sono i problemi di tutti" - ha sottolineato l'Arcivescovo Tomasi - "dei paesi ricchi e dei paesi poveri. (...) Quello che non si porta a compimento oggi, dovrà essere portato a compimento domani con maggiore sofferenza, maggiori costi economici e ferite più profonde da sanare".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha fatto riferimento successivamente agli sforzi compiuti per risolvere il problema delle munizioni a grappolo che "devono essere considerati dai responsabili politici e militari, e dalle popolazioni dei loro paesi, come una partecipazione necessaria ma gratificante all'edificazione di un mondo più pacifico e sicuro, dove ognuno goda di maggiore sicurezza".

  "In questo come in altri contesti, la cooperazione e l'associazione sono fattori essenziali per conseguire risultati positivi. Una associazione fra gli Stati, le Nazioni Unite, le Organizzazioni Internazionali, il Comitato della Croce Rossa e le Organizzazioni non Governative, è il segreto per un successo comune e un elemento indispensabile per raggiungere l'oggetto dello strumento futuro. Le vittime devono avere un posto privilegiato in questo progetto, con un ruolo attivo dall'inizio alla fine".

  "E' vero che gli Stati hanno il diritto di difendere la pace, la sicurezza e la stabilità delle popolazioni di cui sono responsabili" - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - "ma è pure vero che la pace si può conseguire senza ricorrere alla corsa agli armamenti ed alla guerra".

  Ricordando le parole di Papa Paolo VI all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1965, "Non si può amare con armi offensive alla mano", il Capo della Delegazione della Santa Sede ha affermato che attualmente "L'attenzione delle popolazioni, delle vittime, dei paesi colpiti, è puntata sulla Conferenza Diplomatica, e tutti si attendono da noi una decisione coraggiosa, come ha ricordato Papa Benedetto XVI al mondo", il 18 maggio scorso, durante la recita dell'Angelus.

  "Il mondo" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "attende un atto di fede nella persona umana e nelle sue più alte aspirazioni a vivere in pace e sicurezza, un impegno a rendere la solidarietà la più splendida espressione di unità per la famiglia umana e il suo comune destino".
DELSS/MUNIZIONI A GRAPPOLO/TOMASI                    VIS 20080526 (470)


VERGINE MARIA SOSTENGA TESTIMONIANZA CRISTIANI IN CINA


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha salutato con grande affetto i pellegrini di lingua cinese, convenuti a Roma da tutta Italia in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, celebrata il 24 maggio.

  "Affido all'amore misericordioso di Dio" - ha detto Benedetto XVI - "tutti quei vostri concittadini che in questi giorni sono morti in conseguenza del terremoto, che ha colpito una vasta aerea del vostro Paese".

  "Rinnovo la mia vicinanza personale a quanti stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione. Grazie alla fraterna solidarietà di tutti, possano le popolazioni di quelle zone tornare presto alla normalità della vita quotidiana".

  "Insieme con voi chiedo a Maria, Aiuto dei Cristiani, Nostra Signora di Sheshan" - ha proseguito il Pontefice - "di sostenere 'l'impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù', rimanendo 'sempre testimoni credibili' del suo amore' e mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa".
ANG/PREGHIERA CINA/...                               VIS 20080526 (190)


L'EUCARISTIA È SCUOLA DI CARITÀ E DI SOLIDARIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2008 (VIS). La festa dell'Eucaristia nella solennità del Corpus Domini, è stato il tema delle riflessioni di Papa Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il Creatore e Signore di tutte le cose si è fatto 'chicco di grano'" - ha detto il Papa - "per esser seminato nella nostra terra, nei solchi della nostra storia; si è fatto pane per essere spezzato, condiviso, mangiato; si è fatto nostro cibo per darci la vita, la sua stessa vita divina".

  "L'Eucaristia è scuola di carità e di solidarietà" - ha sottolineato il Pontefice - "Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a chi, anche ai nostri giorni, è privo del pane quotidiano. Tanti genitori riescono a malapena a procurarlo per sé e per i propri bambini. E' un problema sempre più grave, che la comunità internazionale fa grande fatica a risolvere. La Chiesa non solo prega 'dacci oggi il nostro pane quotidiano', ma, sull'esempio del suo Signore, si impegna in tutti i modi a 'moltiplicare i cinque pani e due pesci' con innumerevoli iniziative di promozione umana e di condivisione, perché nessuno manchi del necessario per vivere".

  "Cari fratelli e sorelle, la festa del 'Corpus Domini' sia occasione per crescere in questa concreta attenzione ai fratelli, specialmente ai poveri. Ci ottenga questa grazia la Vergine Maria, dalla quale il Figlio di Dio ha preso la carne e il sangue, come ripetiamo in un celebre inno eucaristico, musicato dai più grandi compositori: 'Ave verum corpus natum de Maria Virgin'", e che si conclude con l'invocazione: 'O Iesu dulcis, o Iesu pie, o Iesu fili Mariae!'".
ANG/EUCARISTIA/...                               VIS 20080526 (290)


COMUNICATO SALA STAMPA PRESIDENTE "BAMBIN GESÙ"

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2008 (VIS). Di seguito viene riportato un Comunicato rilasciato dalla Sala Stampa della Santa Sede, la sera di venerdì 23 maggio, relativo alla situazione del Professor Giuseppe Profiti, Presidente dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma.

  "Manifestando la totale fiducia e collaborazione verso le autorità inquirenti italiane, la Proprietà dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù esprime piena solidarietà al proprio Presidente in carica, Professor Giuseppe Profiti, oggetto in queste ore di una indagine relativa al territorio ligure e ai suoi precedenti incarichi pubblici".

  "Il Professor Giuseppe Profiti, che ha assunto lo scorso gennaio la responsabilità di guidare il Bambino Gesù, punto di riferimento di livello internazionale sul fronte della ricerca e della cura in campo pediatrico, ha avuto modo di manifestare quotidianamente la propria dedizione e grande professionalità, raccogliendo sul campo il consenso anche da parte del personale, impegnato nello sforzo congiunto di offrire risposte di eccellenza alla domanda di salute da parte di piccoli pazienti provenienti dall'Italia e dall'estero che si rivolgono ogni giorno con fiducia all'Ospedale pediatrico di proprietà della Santa Sede".

  "Una solidarietà dei singoli e istituzione che nei fatti si traduce nel proseguire in Ospedale il lavoro quotidiano a favore di chi soffre seguendo le indicazioni organizzative e metodologiche dettate dal Presidente Profiti, nella speranza che l'azione della Magistratura saprà in tempi brevi chiarire la posizione del Professore e restituirlo così al proprio lavoro".
OP/.../PROFITI                                       VIS 20080526 (240)


INVIATO SPECIALE ANNIVERSARIO APPARIZIONI VIERGE PAUVRES

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2008 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in lingua latina e datata 27 marzo, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 75° anniversario delle apparizioni della "Vierge des Pauvres", che avranno luogo nel Santuario di Banneux (Belgio), il 31 maggio 2008.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta  dal Canonico Karl Gatzweiler e dal Canonico Joseph Bodeson, Membri del Capitolo Cattedrale di Liegi (Belgio).
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/DANNEELS               VIS 20080526 (100)


IMPORTANTE RISCOPRIRE RADICI CRISTIANE

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina, in Vaticano, il Presidente del Governo della Repubblica di Macedonia, Signor Nikola Gruevski, e successivamente il Vice-Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri di Bulgaria, Signor Ivajlo Kalfin, che guidavano la Delegazione dell'Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia e la Delegazione della Repubblica di Bulgaria in occasione delle celebrazioni in onore dei Santi Cirillo e Metodio.

  Rivolgendosi alla Delegazione della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, il Papa ha affermato: "La luminosa testimonianza spirituale dei Santi Fratelli Cirillo e Metodio Patroni d'Europa indica una verità perenne da riscoprire sempre più: solo cioè a partire da Dio la speranza può diventare affidabile e sicura".

  "Questa speranza diventa realtà tangibile quando le persone di buona volontà in ogni parte del mondo, come i fratelli Cirillo e Metodio, imitando l'esempio di Gesù e fedeli al suo insegnamento, si dedicano senza sosta a porre le basi dell'amichevole convivenza tra i popoli, nel rispetto dei diritti di ciascuno e ricercando il bene di tutti".

  Nell'udienza alla Delegazione della Repubblica di Bulgaria, il Santo Padre ha affermato che il ricordo dei Santi fratelli, venerati in Oriente e in Occidente, "stimola nei credenti, sia ortodossi che cattolici, il vivo desiderio di offrire al Paese una significativa spinta ad approfondire il ricco patrimonio cristiano, le cui origini risalgono proprio all'infaticabile iniziativa dei due grandi evangelizzatori provenienti da Tessalonica".

  "All'opera di evangelizzazione, attuata con ardore apostolico dai Santi Cirillo e Metodio nel territorio abitato da popoli slavi, occorre continuare a guardare ancora oggi, perché costituisce un modello di inculturazione della fede, nei suoi elementi essenziali, pure nell'epoca postmoderna. Il Vangelo, infatti, non indebolisce quanto di autentico si trova nelle diverse tradizioni culturali, ma aiuta l'uomo di tutti i tempi a riconoscere e a realizzare il bene autentico, illuminato dello splendore della verità".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso sottolineando che: "Riscoprire le radici cristiane è importante per contribuire a costruire una società in cui siano presenti i valori spirituali e culturali che scaturisono dal Vangelo. Valori e ideali che si alimentano di un'incessante unione con Dio, come dimostra l'esistenza dei Santi Cirillo e Metodio, costanti tessitori di rapporti di mutua conoscenza e cordialità tra popoli diversi e tra culture e tradizioni ecclesiali differenti".
AC/CIRILLO:METODIO/BULGARIA:MACEDONIA               VIS 20080526 (380)


venerdì 23 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Kota Kinabalu (Malaysia), dividendola dalla Provincia Ecclesiastica di Kuching. La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà le diocesi suffraganee di Keningau e Sandakan.

- Ha nominato primo Arcivescovo Metropolita di Kota Kinabalu, il Vescovo John Lee Hiong Fun-Yit Yaw, finora Vescovo della medesima Diocesi.

  Ieri, 22 maggio, è stato reso noto che il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina del Padre Taras Senkiv, O.M., dal 2000 Direttore spirituale del Seminario Maggiore di Ivano-Frankivsk, a Vescovo Ausiliare di Stryj degli Ucraini (superficie: 4.100; popolazione: 418.000; cattolici: 372.307; sacerdoti: 212; religiosi: 63; diaconi permanenti: 2), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato a Bilobozhytsia (Ucraina), nel 1960. Ha frequentato il Seminario in clandestinità ed è stato ordinato sacerdote il 28 maggio 1982. Nel 2006 ha emesso i voti perpetui nell'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola.
ECE:NER:NEA/.../FUN-YIT YAW:SENKIV                   VIS 20080523 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre riceverà nel pomeriggio di oggi il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                    VIS 20080523 (30)

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice comunica che nei prossimi giorni avranno luogo i Riti di Beatificazione dei Servi di Dio:

- Marta Viecka, Vergine, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli: sabato 24 maggio 2008, a Lviv (Ucraina), alle ore 11:00.

- Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, (Giuseppina Catanea), Vergine, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi: Domenica 1° giugno 2008, IX del Tempo "per annum", a Napoli (Italia), in Cattedrale, alle ore 17:00.

- Giacomo Da Ghazir Haddad (Khalil), Presbitero, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Fondatore della Congregazione delle Suore francescane della Croce in Libano: Domenica 22 giugno 2008, XII del Tempo "per annum", a Beirut (Libano), nel "Centre Ville", alle ore 10:00.

- Jozefa Stenmanns (Hendrina), Vergine, Cofondatrice della Congregazione Missionaria delle Serve dello Spirito Santo: Domenica 29 giugno 2008, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, a Steyl Telegen (Paesi Bassi), nel Toolhos, alle ore 10:30.
OCL/...                                       VIS 20080523 (170)


CARDINALE GANTIN: AMABILE DISPONIBILITÀ SERVIZIO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la figura del Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio, nell'omelia pronunciata questa mattina al termine della Santa Messa di suffragio per il defunto Porporato, mancato il 13 maggio scorso, all'età di 86 anni, celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli altri Cardinali..

  "La verità che la Parola di Dio ricorda con potenza è che nulla e nessuno, nemmeno la morte, può resistere all'onnipotenza del suo amore fedele e misericordioso. Questa è la nostra fede, fondata sulla risurrezione di Cristo; questa è la consolante assicurazione che il Signore ci ripete anche oggi"

  "E' in questa prospettiva di fede e di speranza nella risurrezione che facciamo memoria del venerato Cardinale Bernardin Gantin", che "sino alla fine ha voluto dedicarsi con amabile disponibilità al servizio di Dio e dei fratelli, mantenendo fede al motto che si era scelto in occasione dell'Ordinazione episcopale: 'In tuo sancto servitio'".

  "La sua personalità, umana e sacerdotale" - ha ricordato ancora il Pontefice - "costituiva una sintesi meravigliosa delle caratteristiche dell'animo africano con quelle proprie dello spirito cristiano, della cultura e dell'identità africana e dei valori evangelici. E' stato il primo ecclesiastico africano ad aver ricoperto ruoli di altissima responsabilità nella Curia Romana"

  "Non pochi ricordi personali mi legano a questo nostro Fratello (...)" - ha proseguito il Pontefice - "Insieme abbiamo collaborato qui, nella Curia Romana, avendo frequenti contatti, che mi hanno permesso di apprezzare sempre più la sua prudente saggezza, come pure la sua solida fede e il suo sincero attaccamento a Cristo e al suo Vicario in terra, il Papa. Cinquantasette anni di sacerdozio, cinquantuno anni di Episcopato e trentuno di porpora cardinalizia: ecco la sintesi di una vita spesa per la Chiesa".

  "Aveva solo 34 anni quando a Roma, (...), ricevette l'Ordinazione episcopale, il 3 febbraio del 1957. Tre anni dopo divenne Arcivescovo di Cotonou, Capitale della sua Patria, il Benin: fu il primo Metropolita africano di tutta l'Africa. (...) Nel 1971, Paolo VI lo volle a Roma come Segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Due anni dopo lo nominò Segretario del medesimo Dicastero e alla fine del 1975 lo scelse come vice Presidente della Pontificia Commissione della Giustizia e della Pace; di essa divenne in seguito Presidente, assumendo nel 1976 anche la responsabilità di Presidente del Pontificio Consiglio 'Cor unum'. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II, l'8 aprile del 1984, lo chiamò ad essere Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina".

  "Questo nostro amico e fratello, al quale oggi rendiamo il nostro grato omaggio, fu permeato di amore a Cristo; amore che lo rendeva amabile e disponibile all'ascolto e al dialogo con tutti; amore che lo spingeva a guardare sempre, come era solito ripetere, all'essenziale della vita che dura, senza perdersi nel contingente che invece passa rapidamente; amore che gli faceva sentire il suo ruolo nei vari Uffici della Curia come un servizio scevro di umane ambizioni".

  "Nel ministero pastorale del Cardinale Gantin emerge un costante amore per l'Eucaristia, sorgente di santità personale e di solida comunione ecclesiale, che trova nel Successore di Pietro il suo visibile fondamento. E fu proprio in questa stessa Basilica che, celebrando l'ultima Santa Messa prima di lasciare Roma, egli ebbe a sottolineare l'unità che l'Eucaristia crea nella Chiesa. Nella sua omelia citò la celebre frase del Vescovo africano san Cipriano di Cartagine, incisa nella Cupola: 'Di qui l'unica fede rifulge per il mondo: di qui scaturisce l'unità del sacerdozio'. Potrebbe essere questo il messaggio che noi raccogliamo dal venerato Cardinale Gantin come suo testamento spirituale".
BXVI-HML/SUFFRAGIO/GANTIN                       VIS 20080523 (660)


PROMUOVERE PASSIONE VERITÀ NELLA COMUNICAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti all'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali sul tema: "L'identità e la missione di una Facoltà di Comunicazione nell'Università Cattolica. Uno sguardo al futuro delle comunicazioni insieme a tutta la Chiesa!'".

  "E' evidente che alla base di ogni seria riflessione sulla natura e sullo scopo della comunicazione umana" - ha detto il Papa nel suo discorso - "ci deve essere un impegno per la verità. (...) L'arte della comunicazione è per sua natura legata ad un valore etico, alle virtù che sono il fondamento della moralità. Alla luce di questa definizione, vi incoraggio, in quanto educatori, ad alimentare e premiare la passione per la verità e la bontà, sempre forte nei giovani".

  Benedetto XVI ha esortato inoltre "a promuovere la verità nell'informazione e a far riflettere i nostri contemporanei sugli avvenimenti, con l'obiettivo di essere educatori degli uomini di oggi e di edificare un mondo migliore. E' anche necessario promuovere la giustizia e la solidarietà e rispettare in ogni circostanza il valore e la dignità di ogni persona, che ha il diritto a non essere più ferita in ciò che riguarda la sua vita privata".

  "Sarebbe una tragedia per il futuro dell'umanità se i nuovi strumenti di comunicazione, che consentono di condividere conoscenze e informazioni in modo rapido ed efficace, non fossero accessibili a coloro che si trovano in condizioni di emarginazione economica e sociale, o soltanto essi contribuissero ad accrescere la distanza che separa queste persone dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio della socializzazione umana, dell'informazione e dell'apprendimento".

  "Sarebbe ugualmente grave che la tendenza globalizzante nel mondo delle comunicazioni danneggiasse o eliminasse i costumi tradizionali e le culture locali, in particolare di coloro che si sono adoperati a favore dei valori familiari e sociali, dell'amore, la solidarietà e il rispetto per la vita". In merito il Papa ha espresso apprezzamento alle comunità religiose poiché "nonostante gli alti costi finanziari e l'elevato numero di personale necessario, si è proceduto a fondare Università Cattoliche nei paesi in via di sviluppo".

  "In questi giorni voi esaminate insieme la questione dell'identità di una Università o di una Scuola cattolica" - ha detto il Papa - "Al riguardo, vorrei ricordare che tale identità non è semplicemente una questione di numero di studenti cattolici; è soprattutto una questione di convinzione: si tratta cioè di credere veramente che solo nel mistero del Verbo fatto carne diventa chiaro il mistero dell'uomo".

  "Come esperti nella teoria e nella pratica della comunicazione e come educatori che stanno formando una nuova generazione di comunicatori, voi avete un ruolo privilegiato non solo nella vita dei vostri studenti, ma anche nella missione delle vostre Chiese locali e dei loro Pastori per far conoscere la Buona Novella dell'amore di Dio a tutte le genti".
AC/FACOLTÀ COMUNICAZIONE/...                           VIS 20080523 (480)


VESCOVI ALBANIA: FAR FRONTE UNITI DIFFICOLTÀ CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Albania, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Dopo la notte oscura della dittatura comunista"  - ha detto il Papa nel suo discorso - "incapace di comprendere il popolo albanese nelle sue ataviche tradizioni, la Chiesa provvidenzialmente ha potuto rinascere, grazie anche alla forza apostolica del mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che vi fece visita nel 1993, ricostituendo in modo stabile la Gerarchia cattolica, per il bene dei credenti e a vantaggio del Popolo albanese".

  "Spetta anzitutto a voi il compito di promuovere nei vostri atti e nelle vostre iniziative quell'unità che deve manifestare il mistero basilare e vivificante dell'unico Corpo di Cristo, in comunione col ministero del Successore di Pietro. Non si può non vedere, in questa prospettiva, quanto sia essenziale il comune sentire e la condivisa corresponsabilità dei Vescovi, proprio per far fronte in modo efficace ai problemi e alle difficoltà della Chiesa in Albania".

  "Esorto tutti ad evangelica prudenza, in atteggiamento di autentica carità, ricordando che i canoni ecclesiali sono mezzi per promuovere ordinatamente la comunione in Cristo e il bene superiore dell'unico gregge del Redentore. Ciò riguarda anche l'attività evangelizzatrice e quella catechetica, e si esprime pure nell'impegno in ambito sociale. Penso, in particolare, alla sanità, all'educazione, allo sforzo di pacificazione degli animi e a tutto ciò che favorisce la positiva collaborazione fra le diverse componenti della società e le rispettive tradizioni religiose".

  "Il fenomeno dell'emigrazione" - ha affermato il Pontefice - "sia all'interno che fuori del Paese, vi pone di fronte a gravi problemi pastorali, che interpellano il vostro cuore di Vescovi (...) Questo chiama in causa la vostra capacità di interloquire con i vostri Confratelli in altri Paesi, al fine di offrire un aiuto pastorale necessario e urgente. Conosco la difficoltà della mancanza di clero. So anche della generosità di non pochi vostri sacerdoti, che agiscono in situazioni precarie, impegnati a rendere il dovuto servizio ministeriale ai fedeli cattolici di origine albanese in terra straniera".

  "Quella pertanto della promozione delle vocazioni sia sempre una preoccupazione in cima alle vostre priorità: dipende da questo il futuro della Chiesa in Albania".

  "Desidero, infine" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "esprimere le mie felicitazioni per gli accordi sottoscritti di recente con le Autorità della Repubblica: confido che tali provvedimenti possano giovare alla ricostruzione spirituale del Paese, dato il ruolo positivo che la Chiesa svolge nella società".
AL/.../ALBANIA                                   VIS 20080523 (410)


PARTECIPARE ATTIVAMENTE VITA POLITICA E SOCIALE PAESE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre in occasione della 97ma edizione del "Deutscher Katholikentag", inaugurato ieri nella città tedesca di Osnabrück, che si concluderà domenica prossima, al quale hanno partecipato 50.000 persone.

  Commentando il tema dell'Incontro: "Tu ci conduci fuori al largo" (Ps 18,20), il Papa scrive: "Non poche sono le persone che oggi, al contrario di quello che dice il salmo, hanno paura che la fede possa limitare la loro vita, che esse possano essere costrette nell'involucro dei comandamenti e degli insegnamenti della Chiesa e che non potranno più essere libere di muoversi nel 'largo' della vita e del pensiero di oggi".

  "Solo quando la nostra vita sarà riuscita a salire al cuore di Dio, avrà trovato quel 'largo' per il quale noi siamo stati creati. Una vita senza Dio non diventa più libera e più larga. L'uomo è destinato all'infinito".

  "Il cuore che si è aperto a Dio è diventato - per l'ampiezza di Dio - a sua volta generoso e ampio" - sottolinea Benedetto XVI - "Quest'uomo non ha più bisogno di cercare, timoroso, la sua felicità, il suo successo o di dare peso all'opinione degli altri. Egli è ora libero e generoso, aperto alla chiamata di Dio. Con fiducia può donare tutto se stesso perché egli sa - ovunque vada - di essere sicuro nelle mani di Dio".

  "Confidiamo che l'incontro con Dio, nella sua Parola e nella celebrazione dell'Eucaristia" - scrive ancora il Pontefice - "allarghi i nostri cuori e ci trasformi in sorgenti zampillanti di fede per il nostro prossimo".

  "Non lasciate che siano soltanto gli altri a plasmare il futuro" - esorta il Pontefice - "ma inseritevi con fantasia e capacità di persuasione nei dibattiti del presente! (...) Con il Vangelo come parametro, partecipate attivamente alla vita politica e sociale del vostro Paese. Come laici cattolici, osate partecipare alla formazione del futuro, in unione con i sacerdoti e con i vescovi!".

  Al termine del Messaggio il Papa si rivolge in particolare ai giovani presenti al Katholikentag ed esprime il desiderio di rincontrare non pochi di essi alla Giornata mondiale della Gioventù che proprio quest'anno si svolgerà a Sydney.
MESS/FIDUCIA DIO/KATHOLIKENTAG                   VIS 20080523 (380)


EUCARISTIA CI UNISCE PIÙ DI QUALUNQUE DIFFERENZA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2008 (VIS). Oggi, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, alle 19:00, la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano ed ha presieduto la Processione Eucaristica che, percorrendo Via Merulana, raggiunge la Basilica di Santa Maria Maggiore.

  Nell'omelia, soffermandosi sul significato della solennità odierna, il Papa ha spiegato che: "Dopo il tempo forte dell'anno liturgico, (...) la liturgia ci fa celebrare tre feste che hanno invece un carattere 'sintetico': la Santissima Trinità, quindi il 'Corpus Domini', e infine il Sacro Cuore di Gesù. (...) Ci siamo radunati intorno all'altare del Signore, per stare insieme alla sua presenza; in secondo luogo ci sarà la processione, cioè il camminare con il Signore; e infine l'inginocchiarsi davanti al Signore, l'adorazione".

  "Il primo atto, dunque, è quello di radunarsi alla presenza del Signore. E' ciò che anticamente si chiamava 'statio'" - ha detto il Papa citando la Lettera di San Paolo ai Galati: 'Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù' (Gal 3,28). 'Tutti voi siete uno'! In queste parole si sente la verità e la forza della rivoluzione cristiana, la rivoluzione più profonda della storia umana, che si sperimenta proprio intorno all'Eucaristia: qui si radunano alla presenza del Signore persone diverse per età, sesso, condizione sociale, idee politiche. L'Eucaristia non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L'Eucaristia è un culto pubblico, che non ha nulla di esoterico, di esclusivo. (...) Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui".

  "Il secondo aspetto costitutivo è il camminare con il Signore. (...) Con il dono di Se stesso nell'Eucaristia, il Signore Gesù ci libera dalle nostre 'paralisi', ci fa rialzare e ci fa 'pro-cedere', ci fa fare cioè un passo avanti, e poi un altro passo, e così ci mette in cammino, con la forza di questo Pane della vita. (...) La processione del Corpus Domini ci insegna che l'Eucaristia ci vuole liberare da ogni abbattimento e sconforto, ci vuole far rialzare, perché possiamo riprendere il cammino con la forza che Dio ci dà mediante Gesù Cristo".

  "Senza il Dio-con-noi, il Dio vicino, come possiamo sostenere il pellegrinaggio dell'esistenza, sia singolarmente che in quanto società e famiglia dei popoli? L'Eucaristia è il Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione. In effetti, non basta andare avanti, bisogna vedere verso dove si va! Non basta il 'progresso', se non ci sono dei criteri di riferimento".

  "'Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me' (Es 20,2-3). Troviamo qui il senso del terzo elemento costitutivo del Corpus Domini: inginocchiarsi in adorazione di fronte al Signore. Adorare il Dio di Gesù Cristo, fattosi pane spezzato per amore, è il rimedio più valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all'Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte".

  "Noi cristiani" - ha concluso il Pontefice - "ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l'uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi. Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c'è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all'immenso universo come alla più piccola creatura, all'intera storia umana come alla più breve esistenza".

  Terminata la Santa Messa, il Papa ha presieduto la processione eucaristica che percorrendo Via Merulana ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore. Durante la Processione migliaia di fedeli hanno pregato e cantato accompagnando il Santissimo Sacramento. Un'auto scoperta ha trasportato il Santissimo, di fronte al quale era il Papa.
HML/CORPUS DOMINI/...                               VIS 20080523 (720)


mercoledì 21 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Jorge Alves Bezerra, S.S.S., Vescovo di Jardim (superficie: 69.972; popolazione: 370.000; cattolici: 254.000; sacerdoti: 17; religiosi: 37, diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a São João de Meriti (Brasile), ha emesso la professione solenne nella Congregazione del Santissimo Sacramento nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Vice-Provinciale dei Sacramentini e Maestro dei Novizi nella Diocesi di Três Lagoas (Brasile).

- Il Reverendo Philip Dickmans, Vescovo di Miracema do Tocantins (superficie: 45.985; popolazione: 193.194; cattolici: 140.350; sacerdoti: 16; religiosi: 26), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Herk-de-Stad (Belgio) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. E' stato finora Vicario Generale e Sacerdote "fidei donum" nell'Arcidiocesi di Palmas (Brasile).

- Il Reverendo Thierry Scherrer, Vescovo di Laval (superficie: 5.175; popolazione: 285.338; cattolici: 270.000; sacerdoti: 195; religiosi: 564; diaconi permanenti: 12), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Versailles (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Parroco della Cattedrale Saint-Sauveur di Aix-en-Provence (Francia).

- Il Reverendo Canonico Eric de Moulins-Beaufort, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.144.700; cattolici: 1.286.820; sacerdoti: 1.206; religiosi: 3.195; diaconi permanenti: 91), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Landau (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Segretario particolare del Cardinale Arcivescovo e Docente alla "Faculté Notre-Dame" di Parigi (Francia).

- Il Reverendo Renauld de Dinechin, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.144.700; cattolici: 1.286.820; sacerdoti: 1.206; religiosi: 3.195; diaconi permanenti: 91), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Lille (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Parroco della Parrocchia Beato Frédéric Ozanam a Cergy-Pontoise (Francia).
NER:NEA/.../...                                   VIS 20080521 (300)


INVESTIRE PROGRAMMI AGRICOLTURA SOSTENIBILE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 16 maggio scorso a New York, alla XVI Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale.

  "Investire in programmi agricoli sostenibili a lungo termine, a livello locale ed internazionale, è di fondamentale importanza per le prospettive di sviluppo di moltissime persone. Occorre promuovere tali investimenti in modo da poter affrontare i problemi dei prezzi dei prodotti alimentari, della distribuzione e produzione degli alimenti nel mondo, in particolare in Africa".

  Sottolineando che: "Il settanta percento dei poveri del mondo vivono nelle stesse aree rurali dove ancora persiste una diffusa malnutrizione cronica", l'Arcivescovo Migliore ha ribadito che ciò "dimostra che nell'occuparci di sviluppo sostenibile, dobbiamo continuare a concentrarci non soltanto su quanti consumano prodotti alimentari ma anche su coloro che li producono".

  "Maggiori investimenti a favore dei piccoli agricoltori che permettano di aumentare la produzione in modo sostenibile, rappresenterebbero un importante progresso per affrontare il problema della fame e della malnutrizione cronica in alcune regioni".
DELSS/SVILUPPO SOSTENIBILE/O.N.U.:MIGLIORE               VIS 20080521 (190)


ROMANO IL MELODE: LA FEDE È GIOIA E PERCIÒ CREA BELLEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, a Romano il Melode "teologo, poeta e compositore" siriano del VI secolo e diacono permanente in un Monastero presso la Chiesa della "Theotokos", alla periferia di Costantinopoli.

  A causa delle avverse condizioni meteorologiche, l'Udienza Generale di oggi si è svolta in due momenti distinti: alle ore 10:30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha incontrato alcuni gruppi di fedeli; successivamente, nell'Aula Paolo VI, ha tenuto la catechesi e salutato i diversi gruppi di pellegrini provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo.

  Romano il Melode, ha spiegato il Papa, "appartiene alla grande schiera dei teologi che hanno trasformato la teologia in poesia", come "Sant'Efrem di Siria (...) Sant'Ambrogio (...), San Tommaso d'Aquino (...), San Giovanni della Croce. (...) La fede è amore e perciò crea poesia e crea musica. La fede è gioia, perciò crea bellezza".

 "Romano resta nella storia come uno dei più rappresentativi autori di inni liturgici - ha proseguito il Pontefice - "L'omelia era allora, per i fedeli, l'occasione praticamente unica di istruzione catechetica. Romano si pone così come testimone eminente del sentimento religioso della sua epoca, ma anche di un modo vivace e originale di catechesi (...) Attraverso le sue composizioni possiamo renderci conto della creatività di questa forma di catechesi, della creatività del pensiero teologico, dell'estetica e dell'innografia sacra di quel tempo".

  Nelle sue omelie cantate dette "kontakia" Romano "adotta non il greco bizantino,  solenne della corte, ma un greco semplice, vicino al linguaggio del popolo. (...) La forza di convinzione delle sue predicazioni era fondata sulla grande coerenza tra le sue parole e la sua vita".

  Benedetto XVI ha citato successivamente alcuni dei temi fondamentali della predicazione del teologo poeta: "L'unità dell'azione di Dio nella storia, la unità tra creazione e storia della salvezza, l'unità tra Antico e Nuovo Testamento".

  "Un altro tema importante è la pneumatologia, cioè la dottrina sullo Spirito Santo. Nella festa di Pentecoste sottolinea la continuità che vi è tra Cristo asceso al cielo e gli apostoli, cioè la Chiesa, e ne esalta l'azione missionaria nel mondo. (...) Altro tema centrale è naturalmente la cristologia. Egli non entra nel problema dei concetti difficili della teologia, tanto discussi in quel tempo, e che hanno anche tanto lacerato l'unità non solo tra i teologi ma anche tra i cristiani nella Chiesa. Egli predica una cristologia semplice ma fondamentale, la cristologia dei grandi Concili. Ma soprattutto è vicino alla pietà popolare - del resto, i concetti dei concili sono nati dalla pietà popolare e dalla conoscenza del cuore cristiano - e così Romano sottolinea che Cristo è vero uomo e vero Dio, ed essendo vero Uomo-Dio è una sola persona, la sintesi tra creazione e Creatore".

  "Gli insegnamenti morali infine" - ha proseguito il Pontefice - "si rapportano al giudizio finale. Egli ci conduce verso questo momento della verità della nostra vita, del confronto col Giudice giusto, e perciò esorta alla conversione nella penitenza e nel digiuno. In positivo, il cristiano deve praticare la carità, l'elemosina. Egli accentua il primato della carità sulla continenza in due inni (...). La carità è la più grande delle virtù".

  "Umanità palpitante, ardore di fede, profonda umiltà pervadono i canti di Romano il Melode" - ha rilevato il Pontefice - "Questo grande poeta e compositore ci ricorda tutto il tesoro della cultura cristiana, nata dalla fede, nata dal cuore che si è incontrato con Cristo, con il Figlio di Dio. Da questo contatto del cuore con la Verità che è Amore, nasce la cultura, è nata tutta la grande cultura cristiana".

  "E se la fede rimane viva, anche questa eredità culturale non diventa una cosa morta, ma rimane viva e presente. Le icone parlano anche oggi al cuore dei credenti, non sono cose del passato. Le cattedrali non sono monumenti medievali, ma case di vita, dove ci sentiamo 'a casa': incontriamo Dio e ci incontriamo gli uni con gli altri. Neanche la grande musica - il gregoriano, o Bach o Mozart - è cosa  del passato, ma vive della vitalità della liturgia e della nostra fede. Se la fede è viva, la cultura cristiana non diventa 'passato', ma rimane viva e presente".

  "E se le fede è viva," - ha ribadito Benedetto XVI - "anche oggi possiamo rispondere all'imperativo che si ripete sempre di nuovo nei Salmi: 'Cantate al Signore un canto nuovo'. Creatività, innovazione, canto nuovo, cultura nuova e presenza di tutta l'eredità culturale nella vitalità della fede non si escludono, ma sono un'unica realtà; sono presenza della bellezza di Dio, della gioia di essere figli suoi".
AG/ROMANO IL MELODE/...                           VIS 20080521 (640)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Bernardin Gantin, Decano emerito del Collegio Cardinalizio, il 13 maggio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Jorge Mario Avila del Aquila, C.M., emerito di Jalapa (Guatemala), il 3 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Donald William Montrose, emerito di Stockton (Stati Uniti d'America), il 7 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Ignacio Prieto Vega, I.E.M.E., emerito di Hwange (Zimbabwe), il 9 maggio, all'età di 85 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20080520 (100)

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