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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 21 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo Metropolita di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.060.750; cattolici: 5.215.000; sacerdoti: 941; religiosi: 2.825; diaconi permanenti: 30), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1949 a São Francisco (Brasile), è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2002.
NER/.../SCHERER                                     VIS 20070321 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Docenti della Facoltà Teologica di Tübingen (Germania).
AP/.../...                                 VIS 20070321 (40)


APPELLO CATTOLICI ED EBREI RISPETTO RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla recente Riunione della Commissione Bilaterale della Delegazione della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e la Delegazione dei Rapporti con la Chiesa Cattolica del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

  Il Comunicato precisa che il tema della settima Riunione della Commissione, che ha avuto luogo a Gerusalemme dall'11 al 13 marzo, presieduta dal Cardinale Jorge Majía e dal Rabbino Capo Shear Yashuv Cohen, è stato: "Libertà religiosa e di coscienza e suoi limiti".

  "La libertà di scelta" - si legge nel Comunicato - "deriva da Dio e perciò non è assoluta, ma deve riflettere la volontà e la legge divina. Di conseguenza gli esseri umani sono chiamati ad obbedire liberamente alla volontà divina come si manifesta nella Creazione e nella Sua parola rivelata".

  I Rappresentanti ebraici e cattolici affermano che: "La società secolare ha ancora bisogno di fondamenti religiosi per sostenere valori morali duraturi. Fra questi, di vitale importanza è il principio della santità della vita e della dignità umana".

  Nel Comunicato viene ribadito inoltre che: "Mentre in linea di principio lo Stato non deve limitare la libertà di religione individuale e collettiva, né la libertà di coscienza, ha, al contrario, la responsabilità di garantire il benessere e la sicurezza della società. Di conseguenza lo Stato deve intervenire ogniqualvolta che tali diritti siano minacciati dalla promozione, insegnamento ed esercizio della violenza e specificatamente dal terrorismo e dalla manipolazione psicologica in nome della religione".

  "È legittimo per una società con una predominante identità religiosa preservare il proprio carattere, senza però limitare la libertà di minoranze e di individui di professare la propria religione, né di limitare i pieni diritti civili ed lo stato di cittadini, individui e comunità".

  I Rappresentanti religiosi, si legge ancora nel Comunicato, "hanno perciò un obbligo particolare nei riguardi dei responsabili religiosi e delle comunità nell'impedire l'uso improprio della religione e nell'educare al rispetto per la diversità, essenziale per assicurare una società sana, stabile e pacifica. Al riguardo, la famiglia, la scuola, le Autorità civili, la società ed i mezzi di comunicazione hanno la particolare responsabilità di trasmettere questi valori alla future generazioni".

  La Dichiarazione della Commissione bilaterale, conclude il Comunicato, lancia un appello ai responsabili religiosi e politici "ad operare con fermezza per promuovere la pace, la dignità, la sicurezza e la tranquillità in Terra Santa per tutte le sue popolazioni e per il mondo nel suo complesso".
.../COMMISSIONE CATTOLICI EBRAISMO/MEJÍA               VIS 20070321 (430)


APPELLO CATTOLICI ED EBREI RISPETTO RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla recente Riunione della Commissione Bilaterale della Delegazione della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e la Delegazione dei Rapporti con la Chiesa Cattolica del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

  Il Comunicato precisa che il tema della settima Riunione della Commissione, che ha avuto luogo a Gerusalemme dall'11 al 13 marzo, presieduta dal Cardinale Jorge Majía e dal Rabbino Capo Shear Yashuv Cohen, è stato: "Libertà religiosa e di coscienza e suoi limiti".

  "La libertà di scelta" - si legge nel Comunicato - "deriva da Dio e perciò non è assoluta, ma deve riflettere la volontà e la legge divina. Di conseguenza gli esseri umani sono chiamati ad obbedire liberamente alla volontà divina come si manifesta nella Creazione e nella Sua parola rivelata".

  I Rappresentanti ebraici e cattolici affermano che: "La società secolare ha ancora bisogno di fondamenti religiosi per sostenere valori morali duraturi. Fra questi, di vitale importanza è il principio della santità della vita e della dignità umana".

  Nel Comunicato viene ribadito inoltre che: "Mentre in linea di principio lo Stato non deve limitare la libertà di religione individuale e collettiva, né la libertà di coscienza, ha, al contrario, la responsabilità di garantire il benessere e la sicurezza della società. Di conseguenza lo Stato deve intervenire ogniqualvolta che tali diritti siano minacciati dalla promozione, insegnamento ed esercizio della violenza e specificatamente dal terrorismo e dalla manipolazione psicologica in nome della religione".

  "È legittimo per una società con una predominante identità religiosa preservare il proprio carattere, senza però limitare la libertà di minoranze e di individui di professare la propria religione, né di limitare i pieni diritti civili ed lo stato di cittadini, individui e comunità".

  I Rappresentanti religiosi, si legge ancora nel Comunicato, "hanno perciò un obbligo particolare nei riguardi dei responsabili religiosi e delle comunità nell'impedire l'uso improprio della religione e nell'educare al rispetto per la diversità, essenziale per assicurare una società sana, stabile e pacifica. Al riguardo, la famiglia, la scuola, le Autorità civili, la società ed i mezzi di comunicazione hanno la particolare responsabilità di trasmettere questi valori alla future generazioni".

  La Dichiarazione della Commissione bilaterale, conclude il Comunicato, lancia un appello ai responsabili religiosi e politici "ad operare con fermezza per promuovere la pace, la dignità, la sicurezza e la tranquillità in Terra Santa per tutte le sue popolazioni e per il mondo nel suo complesso".
.../COMMISSIONE CATTOLICI EBRAISMO/MEJÍA               VIS 20070321 (430)


TELEGRAMMA ESPLOSIONE MINIERA E ROGO CASA ANZIANI RUSSIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente della Federazione Russa, Signor Vladimir Putin, per le numerose vittime causate dall'esplosione di una miniera e da un tragico rogo in una Casa per anziani.

  "Profondamente rattristato per la grave sciagura accaduta nella miniera di Novokuznetsk e per il violento incendio in un casa per anziani nel villaggio Kamyshevatskaya, con la tragica morte di numerose persone e un elevato numero di feriti, il Santo Padre esprime la sua spirituale vicinanza ai cittadini colpiti da questi luttuosi eventi, come pure all'intera popolazione della Federazione Russa in queste ore di angoscia. Mentre eleva al Signore della vita fervide preghiere di suffragio per l'eterno riposo delle anime dei defunti, invoca consolazione dal cielo per quanti piangono la perdita dei loro cari. Il Sommo Pontefice, mentre formula vivi auspici di pronta guarigione dei feriti coinvolti negli incidenti, porge sentite condoglianze ai parenti delle vittime, invocando su tutti le abbondanti consolazioni del cielo".
TGR/ESPLOSIONE MINIERA:INCENDIO/BERTONE               VIS 20070321 (190)


GIUSTINO: CRISTIANESIMO MANIFESTAZIONE STORICA DEL LOGOS


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 25.000 persone, a San Giustino, filosofo e martire, il più importante tra i Padri apologisti del secondo secolo.

  San Giustino, nato in Samaria intorno all'anno 100, - ha spiegato il Papa - "cercò a lungo la verità, pellegrinando nelle varie scuole della tradizione filosofica greca. Finalmente - come egli stesso racconta nei primi capitoli del suo 'Dialogo con Trifone - un misterioso personaggio, un vegliardo incontrato lungo la spiaggia del mare, lo mise dapprima in crisi, dimostrandogli l'incapacità dell'uomo a soddisfare con le sole sue forze l'aspirazione al divino. Poi gli indicò negli antichi profeti le persone a cui rivolgersi per trovare la strada di Dio e la 'vera filosofia'. Nel congedarlo, l'anziano lo esortò alla preghiera, perché gli venissero aperte le porte della luce".

  Dopo la conversione Giustino fondò una scuola a Roma, dove gratuitamente iniziava gli allievi alla nuova religione. Denunciato per questo motivo, venne decapitato intorno al 165, sotto il regno di Marco Aurelio.

  Nelle sue opere "Giustino intende illustrare anzitutto il progetto divino della creazione e della salvezza che si compie in Gesù Cristo, il Logos, cioè il Verbo di Dio" - ha detto il Santo Padre - "Ogni uomo, in quanto creatura razionale, è partecipe del Logos, ne porta in sé un 'seme', e può cogliere i barlumi della verità".

  "Così lo stesso Logos, che si è rivelato come in figura profetica agli Ebrei nella Legge antica, si è manifestato parzialmente, come in 'semi di verità', anche ai Greci. Ora, conclude Giustino, poiché il cristianesimo è la manifestazione storica e personale del 'Logos' nella sua totalità, ne consegue che 'tutto ciò che di bello è stato espresso da chiunque, appartiene a noi cristiani".

  Giustino, è convinto che la filosofia greca miri a Cristo e al Vangelo, per cui "la filosofia greca non può opporsi alla verità evangelica e i cristiani possono attingervi con fiducia, come a un bene proprio. (...) Nel complesso la figura e l'opera di Giustino segnano la decisa opzione della Chiesa antica per la filosofia, piuttosto che per la religione dei pagani. Come la religione pagana, infatti, i primi cristiani rifiutarono strenuamente ogni compromesso".

  "Di fatto la religione pagana" - ha proseguito il Pontefice - "non batteva le vie del 'Logos', ma si ostinava su quelle del mito, anche se questo era riconosciuto dalla filosofia greca come privo di consistenza nella verità. Perciò il tramonto della religione pagana era inevitabile: esso fluiva come logica conseguenza del distacco della religione - ridotto a un artificioso insieme di cerimonie, convenzioni e consuetudini - dalla verità dell'essere".

  "Giustino, e con lui gli altri apologisti, siglarono la presa di posizione netta della fede cristiana per il Dio dei filosofi contro i falsi dei della religione pagana. Era la scelta per la 'verità' dell'essere contro il mito della 'consuetudine'. (...) In un'età come la nostra, segnata dal relativismo nel dibattito sui valori e sulla religione - come pure nel dialogo interreligioso -, è questa una lezione da non dimenticare".

  Al termine della catechesi il Papa ha ricordato che il 24 marzo prossimo si tiene la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi ed ha detto: "Possa tale ricorrenza favorire un'accresciuta responsabilità nella cura di tale malattia ed una sempre più intensa solidarietà nei confronti di quanti ne soffrono. Su di loro e sulle loro famiglie invoco il conforto del Signore, mentre incoraggio le molteplici iniziative di assistenza che la Chiesa promuove in questo ambito".
AG/GIUSTINO:TUBERCOLOSI/...                           VIS 20070321 (610)


martedì 20 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Josip Mrzljak, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Zagreb (Croazia), Vescovo di Varazdin (superficie: 3.100; popolazione 391.890; cattolici: 372.395; sacerdoti: 153; religiosi: 169), Croazia.
NER/.../MRZLJAK                                             VIS 20070320 (40)


FORUM GIOVANI: "TESTIMONIARE CRISTO MONDO DEL LAVORO"


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per i Laici annuncia la celebrazione del IX Forum internazionale dei giovani (28 marzo - 1° aprile, Rocca di Papa, Roma), sul tema: "Testimoniare Cristo nel mondo del lavoro".

  Al Forum parteciperanno circa 300 giovani, dai 20 ai 35 anni, concretamente impegnati nella Chiesa e nel mondo del lavoro, provenienti da un centinaio di Paesi diversi e da differenti esperienze lavorative. Interverranno anche una trentina di ospiti, relatori, testimoni e partecipanti alle tavole rotonde, anch'essi provenienti da varie realtà di tutto il mondo.

  Le caratteristiche dei giovani che si affacciano alla vita lavorativa nei diversi Paesi sarà il tema della prima giornata "I giovani e il mondo del lavoro oggi", con particolare riferimento alle trasformazioni sociologiche, economiche e istituzionali dovute alla globalizzazione, ma si affronteranno anche le conseguenze a volte drammatiche di tali trasformazioni - la mobilità, la precarietà e la disoccupazione, le frustrazioni e le rivendicazioni dei quartieri poveri ormai in tutto il mondo, senza però trascurare le potenzialità, le capacità creative e innovative e l'emergere di nuove figure professionali.

  La seconda giornata dei lavori sarà dedicata ad un pellegrinaggio sulle tracce degli Apostoli Pietro e Paolo e alla scoperta della città di Roma, che molti delegati vedono per la prima volta.

  "Il significato del lavoro per la vita umana", in particolare alla luce della dottrina sociale della Chiesa, è il tema della terza giornata: a partire dall'Enciclica di Giovanni Paolo II "Laborem exercens" si guarderà al mondo del lavoro nella sua globalità come ad un mondo fatto di uomini e relazioni, dove ciascuno ha il diritto di realizzare sé stesso nell'esercizio del proprio lavoro e dove si impara a strutturare e unificare la propria vita, piuttosto che a considerarla come una macchina che macina profitti, regolata dalla concorrenza e dalla competitività e alimentata da una società basata sui consumi.

  "Annunciare il 'Vangelo del lavoro' oggi" è l'argomento dell'ultima giornata, durante la quale verrà approfondita la spiritualità del lavoro, la situazione della pastorale nel mondo del lavoro, il ruolo dell'associazionismo cattolico, per giungere, seguendo San Benedetto, alla 'Ora et labora', all'unità, cioè, della vita professionale e della vita cristiana della persona".
CON-L/GIOVANI:LAVORO/...                           VIS 20070320 (380)


EUCARISTIA FONTE DELLA GIOIA CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, di ritorno dall'Istituto Penale per Minori "Casal del Marmo" di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
 
  "Oggi la liturgia ci invita a rallegrarci" - ha detto il Papa - "perché si avvicina la Pasqua, il giorno della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Ma dove si trova la sorgente della gioia cristiana se non nell'Eucaristia, che Cristo ci ha lasciato come Cibo spirituale, mentre siamo pellegrini su questa terra? L'Eucaristia alimenta nei credenti di ogni epoca quella letizia profonda, che fa tutt'uno con l'amore e con la pace, e che ha origine dalla comunione con Dio e con i fratelli".

  "Martedì scorso" - ha ricordato il Pontefice - "è stata presentata l'Esortazione Apostolica postsinodale 'Sacramentum caritatis', che ha come tema proprio l'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. (...) Nell'Eucaristia Cristo ha voluto donarci il 'suo' amore, che lo ha spinto ad offrire sulla croce la vita per noi. Nell'ultima Cena, lavando i piedi ai discepoli, Gesù ci ha lasciato il comandamento dell'amore: 'Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri' (Gv 13,34). Ma poiché questo è possibile solo rimanendo uniti a Lui, come tralci alla vite (cfr Gv 15,1-8), ha scelto di rimanere Egli stesso tra noi nell'Eucaristia perché noi potessimo 'rimanere in Lui'".

  "Quando, pertanto, ci nutriamo con fede del suo Corpo e del suo Sangue" - ha continuato il Santo Padre - "il suo amore passa in noi e ci rende capaci a nostra volta di dare la vita per i fratelli (cfr 1 Gv 3,16). Da qui scaturisce la gioia cristiana, la gioia dell'amore".

  "'Donna eucaristica' per eccellenza è Maria" - ha detto infine il Pontefice - "capolavoro della grazia divina: l'amore di Dio l'ha resa immacolata 'al suo cospetto nella carità' (cfr Ef 1,4). Accanto a Lei, a custodia del Redentore, Iddio ha posto San Giuseppe, di cui domani celebreremo la solennità liturgica. Invoco particolarmente questo grande Santo perché credendo, celebrando e vivendo con fede il Mistero eucaristico, il Popolo di Dio sia pervaso dall'amore di Cristo e ne diffonda i frutti di gioia e di pace in tutta l'umanità".
ANG/EUCARISTIA/...                               VIS 20070320 (400)


VISITA DEL PAPA ISTITUTO PENALE PER MINORI CASAL DEL MARMO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2007 (VIS). Alle ore 9.00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nell'Istituto Penale per Minori "Casal del Marmo" di Roma, dove ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica ed ha incontrato i circa cinquanta giovani reclusi.

  Nell'omelia il Santo Padre ha commentato la parabola del Figliol Prodigo del Vangelo di oggi, che narra come il più giovane di due fratelli cerchi una vita libera dalla disciplina del lavoro e dalle "norme dei comandamenti di Dio, dagli ordini del padre" e dopo aver preso tutto il suo patrimonio va in una paese molto lontano, perché "vuole una vita totalmente diversa".

  La sua idea di libertà, ha proseguito il Pontefice, è "fare quanto voglio fare, non conoscere queste norme di un Dio che è lontano, non essere nel carcere di questa disciplina della casa. (...) In un primo momento (...) egli trova bello avere raggiunto finalmente la vita, si sente felice. Ma poi, man mano, sente anche qui la noia, anche qui è sempre lo stesso. E alla fine rimane un vuoto sempre più inquietante".

  In questa situazione, ha spiegato Benedetto XVI, "sempre più vivo si fa il sentimento che questo non è ancora la vita, anzi, andando avanti con tutte queste cose, la vita si allontana sempre di più. (...) Allora comincia a riflettere e si chiede se era quella realmente la strada della vita: una libertà interpretata come fare quanto voglio io, vivere, avere la vita solo per me o se invece non sarebbe forse più vita vivere per gli altri, contribuire alla costruzione del mondo, alla crescita della comunità umana... Comincia così il nuovo cammino, un cammino interiore. Il ragazzo riflette e considera tutti questi nuovi aspetti del problema e comincia a vedere che era molto più libero a casa, essendo proprietario anche lui, contribuendo alla costruzione della casa e della società in comunione con il Creatore, conoscendo lo scopo della sua vita, indovinando il progetto che Dio aveva per lui".

  "In questo cammino interiore, in questa maturazione di un nuovo progetto di vita, vivendo poi anche il cammino esteriore, il figlio più giovane si mette in moto per ritornare,  per ricominciare con la sua vita, perché ha ormai capito che quello preso era il binario sbagliato. (...) E arriva alla casa del padre che gli ha lasciato la sua libertà per dargli la possibilità di capire interiormente che cosa è vivere, che cosa è non vivere. Il padre con tutto il suo amore lo abbraccia, gli offre una festa e la vita può cominciare di nuovo partendo da questa festa".

  "Il figlio capisce che proprio il lavoro, l'umiltà, la disciplina di ogni giorno crea la vera festa e la vera libertà. Così ritorna a casa interiormente maturato e purificato: Ha capito che cosa è vivere. (...) È ormai pienamente consapevole che una vita senza Dio non funziona: manca l'essenziale, manca la luce, manca il perché, manca il grande senso dell'essere uomo".

  "Il giovane capisce che i Comandamenti di Dio non sono ostacoli per la libertà e per una vita bella, ma sono gli indicatori della strada su cui camminare per trovare la vita".

  Il Papa ha sottolineato inoltre che: "Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non intaccano la fedeltà" dell'amore di Dio. "Nel sacramento della confessione possiamo sempre di nuovo ripartire con la vita: Egli ci accoglie, ci restituisce la dignità di figli suoi".

  "Inoltre questa parabola ci aiuta a capire chi è l'uomo: non è una 'monade', un'entità isolata che vive solo per se stessa e deve avere la vita solo per se stessa. Al contrario, noi viviamo con gli altri, siamo creati insieme con gli altri e solo nello stare con gli altri, nel donarci agli altri troviamo la vita".

  "L'uomo è una creatura in cui Dio ha impresso la sua immagine, una creatura che è attratta nell'orizzonte della sua Grazia, ma è anche una creatura fragile, esposta al male; capace però anche di bene".

  "E finalmente l'uomo è una persona libera. (...) La libertà, potremmo dire" - ha concluso il Pontefice - "è un trampolino di lancio per tuffarsi nel mare infinito della bontà divina, ma può diventare anche un piano inclinato sul quale scivolare verso l'abisso del peccato e del male e perdere così anche la libertà e la nostra dignità".

  Al termine della Santa Messa, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nella palestra dell'Istituto Penale per incontrare i Giovani Ospiti - l'85% dei quali non italiani, fra i 17 e i 23 anni di età, con i familiari, gli agenti di polizia penitenziaria e i volontari dell'Istituto.

  Il Papa ha ringraziato i presenti per gli auguri in occasione del suo onomastico ed ha detto:  "Sappiate (...) che il Papa vi vuole bene e vi segue con affetto".

  "Cari ragazzi e ragazze" - ha detto ancora il Papa - "oggi per voi è una giornata di festa, come è stato detto: è venuto a trovarvi il Papa (...). Una giornata di gioia, quindi. (...) Ma come si può essere felici quando si soffre, quando si è privi della libertà, quando ci si sente abbandonati?".

  "Dio ci ama" - ha sottolineato il Santo Padre - "ecco la sorgente della vera gioia. Pur avendo tutto ciò che si desidera, si è talora infelici; si potrebbe invece essere privi di tutto, persino della libertà o della salute, ed essere in pace e nella gioia, se dentro il cuore c'è Dio. Il segreto, dunque, sta qui: occorre che Dio occupi sempre il primo posto nella nostra vita".
BXVI-VISITA/ISTITUTO PENALE MINORI/...                   VIS 20070320 (940)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore.
AP/.../...                                         VIS 20070320 (60)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore.
AP/.../...                                         VIS 20070320 (60)


50° ORDINAZIONE SACERDOTALE CARDINALE SARAIVA MARTINS


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, una Lettera in occasione del 50° anniversario di sacerdozio, celebrato il 16 marzo.

  Nella Lettera, redatta in latina e datata 16 febbraio, il Papa ha parole di elogio per l'opera che il Porporato ha svolto al servizio della Santa Sede, in questi cinquanta anni.
BXVI-LETTERA/ANNIVERSARIO ORDINAZIONE/SARAIVA                 VIS 20070320 (80)


NON VEDENTI: LA CHIESA HA BISOGNO ANCHE LORO CONTRIBUTO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nella Basilica Vaticana i partecipanti al pellegrinaggio promosso dall'OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) e del MAC (Movimento Apostolico Ciechi).

  Sia l'OFTAL, iniziata nel 1913 dal sacerdote Alessandro Rastelli, che il MAC, che ebbe origine nel 1928 ad opera dell'insegnate non vedente Maria Motta, "si presentano" - ha detto il Santo Padre - "come esperienza di condivisione fraterna, basata sul Vangelo e capace di mettere in grado le persone in difficoltà, in questo caso malate e non vedenti, di essere pienamente partecipi della vita della Comunità ecclesiale e costruttrici della civiltà dell'amore".

  Papa Benedetto XVI ha ricordato che Don Alessandro Rastelli, "si recò a Lourdes dopo un incidente che lo costrinse per un mese in ospedale. L'esperienza dell'infermità lo rese particolarmente sensibile al messaggio della Vergine Immacolata, che lo chiamò a ritornare alla Grotta di Massabielle dapprima in compagnia di un solo malato - e ciò è molto significativo! - e quindi alla guida del primo pellegrinaggio diocesano con oltre 300 persone di cui 30 malati".

  "Per Maria Motta, cieca dalla nascita, la limitazione visiva non fu un impedimento alla sua vocazione, anzi, lo Spirito fece di lei un'apostola dei non vedenti, e in seguito rese feconda la sua iniziativa ben oltre le sue stesse aspettative. Da quella 'rete' spirituale che lei aveva formato si sviluppò una vera e propria associazione, formata da gruppi diocesani presenti in ogni parte d'Italia, ed approvata dal Beato  Giovanni XXIII col nome di Movimento Apostolico Ciechi".

 "Voi, amici dell'OFTAL" - ha proseguito il Pontefice - "offrite l'esperienza del pellegrinaggio con i malati, segno forte di fede e di solidarietà tra persone che escono da se stesse e dal chiuso dei propri problemi per partire verso una meta comune, un luogo dello spirito: Lourdes, la Terra Santa, Loreto, Fatima, e altri Santuari".

  "Voi, amici del MAC" - ha aggiunto il Papa - "a vostra volta siete portatori di un'esperienza tipica, che vi è propria: quella del camminare insieme, fianco a fianco, ciechi e vedenti. È una testimonianza di come l'amore cristiano permetta di superare l'handicap e di vivere positivamente la diversità, quale occasione di apertura all'altro, di attenzione ai suoi problemi, ma prima di tutto ai suoi doni, e di vicendevole servizio".

  "La Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "ha bisogno anche del vostro contributo per rispondere fedelmente e pienamente alla volontà del Signore. E altrettanto si può dire della società civile: l'umanità ha bisogno dei vostri doni, che sono profezia del Regno di Dio. Non vi spaventino i limiti e la povertà di risorse: Dio ama compiere le sue opere con mezzi poveri".
AC/.../MOVIMENTO CIECHI                           VIS 20070320 (460)


venerdì 16 marzo 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Puglia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Domenico Caliandro, di Nardò-Gallipoli.

    - L'Arcivescovo Donato Negro, di Otranto.

    - Il Vescovo Vito De Grisantis, di Ugento-Santa Maria di Leuca.

    - Il Vescovo Pietro Maria Fragnelli, di Castellaneta.

    - Il Vescovo Michele Castoro, di Oria.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070316 (100)


PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA ED OBIEZIONE DI COSCIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Dichiarazione finale della XIII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita, che ha organizzato, nei giorni 23 e 24 febbraio scorsi, in Vaticano, un Congresso internazionale, sul tema: "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita".

  L'Assemblea, fra le diverse considerazioni che ha inteso offrire alla riflessine della comunità ecclesiale e civile, ha dichiarato che: "Le esigenze specifiche della coscienza cristiana trovano il loro banco di prova nell'applicazione alle professioni sanitarie, allorquando si trovino di fronte al dovere di proteggere la vita umana e di fronte al rischio di trovarsi in situazioni di cooperazione al male nell'applicazione dei doveri professionali. In questa situazione, acquista maggiore rilievo l'esercizio doveroso, di una 'coraggiosa obiezione di coscienza', da parte di medici, infermieri, farmacisti e personale amministrativo, giudici e parlamentari, ed altre figure professionali direttamente coinvolte nella tutela della vita umana individuale, laddove le norme legislative prevedessero azioni che la mettono in pericolo".

  "Sempre più opportuna" - si legge ancora nel testo - "appare una mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore la tutela della vita umana, una mobilitazione che si deve estendere anche a livello politico: è un'esigenza imprescindibile della giustizia il rispetto del principio di uguaglianza, che esige di onorare e proteggere i diritti di tutti, specialmente nel caso dei soggetti più fragili ed indifesi".
ACAD-V/CONGRESSO INTERNAZIONALE/...                   VIS 20070316 (240)


VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN BRASILE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina un Comunicato che annuncia il prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre in Brasile, in occasione della V Conferenza Generale dei Vescovi dell'America Latina e dei Caraibi, in programma nella città di Aparecida, dal 9 al 14 maggio prossimo. Nel corso del Viaggio Benedetto XVI si recherà in visita anche alle Arcidiocesi di São Paulo ed Aparecida.
OP/VIAGGIO APOSTOLICO/BRASILE                         VIS 20070316 (90)


NELLA CONFESSIONE SI MANIFESTA AMORE INESAURIBILE DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Corso del Foro Interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica.

  Nel suo discorso Papa Benedetto XVI ha presentato alcune riflessioni sull'importanza del sacramento della penitenza e sulla necessità che i sacerdoti si preparino ad amministrarlo con devozione e fedeltà, a lode di Dio e per la santificazione del popolo cristiano.

  "Abbiamo tutti bisogno" - ha affermato il Pontefice - "di attingere alla fonte inesauribile dell'amore divino, che si manifesta a noi totalmente nel mistero della Croce, per trovare l'autentica pace con Dio, con noi stessi e con il prossimo. Solo da questa sorgente spirituale è possibile trarre quell'energia interiore indispensabile per sconfiggere il male e il peccato nella lotta senza pausa, che segna il nostro pellegrinaggio terreno verso la patria celeste".

  "Il mondo contemporaneo" - ha sottolineato il Papa - "continua a presentare le contraddizioni ben rilevate dai Padri del Concilio Vaticano II: vediamo un'umanità che vorrebbe essere autosufficiente, dove non pochi ritengono quasi di poter fare a meno di Dio per vivere bene; eppure, quanti sembrano tristemente condannati ad affrontare drammatiche situazioni di vuoto esistenziale, quanta violenza c'è ancora sulla terra, quanta solitudine pesa sull'animo dell'uomo dell'era della comunicazione! In una parola, oggi pare che si sia perso il 'senso del peccato', ma in compenso sono aumentati i 'complessi di colpa'".

  "Il sacerdote, ministro del sacramento della Riconciliazione" - ha proseguito Benedetto XVI - "senta sempre come suo compito quello di far trasparire, nelle parole e nel modo di accostare il penitente, l'amore misericordioso di Dio. Come il padre della parabola del figlio prodigo, accolga il peccatore pentito, lo aiuti a risollevarsi dal peccato, lo incoraggi a emendarsi non venendo mai a patti con il male, ma riprendendo sempre il cammino verso la perfezione evangelica".

  Sottolineando che il sacerdote impegnato nel ministero del sacramento della Penitenza, deve essere animato da una costante tensione alla santità, Papa Benedetto XVI ha affermato che per portare a compimento "l'importante missione" di confessore, il sacerdote deve essere "interiormente unito sempre al Signore", deve mantenersi "fedele al Magistero della Chiesa per quanto concerne la dottrina morale, cosciente che la legge del bene e del male non è determinata dalle situazioni, ma da Dio".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso con queste parole: "Alle Vergine Maria, Madre di misericordia, chiedo di sostenere il ministero dei sacerdoti confessori e di aiutare ogni comunità cristiana a comprendere sempre più il valore e l'importanza del sacramento della Penitenza per la crescita spirituale di ogni fedele".
AC/SACRAMENTO PENITENZA/...                       VIS 20070316 (440)


PERÙ: VANGELO E DOTTRINA SOCIALE PROMOZIONE VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere il Signor Alfonso Rivero Monsalve, nuovo Ambasciatore della Repubblica del Perù presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha pregato il diplomatico di trasmettere il suo "deferente saluto al Presidente della Repubblica Alan García Pérez", ed "al caro popolo peruviano".

  "Il nostro incontro" - ha detto Benedetto XVI - "ravviva i profondi legami della sua Nazione e della Chiesa. (...)  La fede cattolica, trasmessa dagli evangelizzatori come Santo Toribio de Mogrovejo (...) fu accolta ed arrivò a penetrare a poco a poco il tessuto culturale e sociale di questo popolo benedetto, nel quale fiorirono molto rapidamente i primi santi e sante dell'America Latina", come "Rosa da Lima, Martín de Porres, Francisco Solano, Juan Macias e la Beata Ana de los Ángeles Monteagudo".

  Il Papa ha fatto successivamente riferimento ai "profondi cambiamenti" che il Perù ha affrontato nel contesto delle "trasformazioni sociali, politiche ed economiche" ed ha rilevato che: "essi sono processi che incidono direttamente sugli individui e sui loro valori".

  "È noto che il Perù" - ha detto ancora il Pontefice - "intende far fronte adeguatamente al fenomeno della globalizzazione profittando delle opportunità offerte dalla crescita economica, in modo che la ricchezza prodotta e gli altri beni sociali siano equamente fruibili da tutti. I peruviani (...) chiedono anche che i servizi sanitari siano resi accessibili a tutte le classi sociali: che l'educazione sia patrimonio di tutti (...), che di fronte alla corruzione regni l'integrità consentendo un'azione efficace delle diverse istituzioni politiche per contribuire così a superare le tante situazioni di fame e miseria".

  "È urgente, poi" - ha proseguito il Pontefice - "unità di intenti per rendere possibile una continua azione dei governanti di fronte alle sfide della globalizzazione, che bisogna affrontare con autentica solidarietà. La Chiesa, che riconosce allo Stato la sua competenza nelle questioni sociali, politiche ed economiche, assume quale suo dovere, derivato dalla sua missione evangelizzatrice, la salvaguardia e la diffusione della verità sull'essere umano, sul significato della sua vita e sul suo traguardo ultimo che è Dio. Essa è fonte di ispirazione affinché sia riconosciuta e protetta la dignità della persona e della vita, dal suo concepimento alla sua naturale conclusione, come garantisce la Costituzione Peruviana".

  Benedetto XVI ha sottolineato infine che la "Sede Apostolica continuerà a sostenere l'impegno sociale già dispiegato, a favore delle pari opportunità e affinché ogni peruviano si senta rispettato nei suoi diritti inalienabili", per cui è necessario che "l'Episcopato del Perù continui a promuovere, alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa, la ricerca della verità in ambito familiare, lavorativo e sociopolitico".

  La Chiesa, consapevole della sua missione religiosa, e per questo, sommamente umana, e del suo dovere di proporre la verità ad ogni uomo, che essendo figlio di Dio è dotato di dignità superiore e anteriore ad ogni legge positiva, continuerà ad adoperarsi per raggiungere questi obiettivi" - ha concluso il Pontefice - "La Chiesa 'esperta in umanità' insegna inoltre che solo nel rispetto della legge morale, che difende e protegge la dignità della persona umana, si può costruire la pace favorendo uno stabile progresso sociale".
CD/CREDENZIALI/PERÙ:RIVERO                       VIS 20070316 (540)


giovedì 15 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Csaba Ternyák, Arcivescovo Metropolita di Eger (superficie: 11.500; popolazione: 1.260.000; cattolici: 690.000; sacerdoti: 223; religiosi: 70; diaconi permanenti: 8), Ungheria. Finora Segretario della Congregazione per il Clero, l'Arcivescovo Ternyák succede all'Arcivescovo István Seregély, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Anthony Ward, S.M., Sotto-Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, finora Capo Ufficio nel medesimo Dicastero.

- Ha nominato il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del centenario dell'evangelizzazione del Ghana, che avranno luogo a Navrongo, il 23 aprile 2007.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Ordinariato Militare in Ungheria, presentata dal Vescovo Tamás Szabó, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20070315 (160)


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