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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 2 febbraio 2004

IN BREVE


L'UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE DEL SOMMO PONTEFICE ha annunciato oggi che il Cardinale Tomas Spidlík, S.I., prenderà possesso della Diaconia di Sant'Agata de' Goti, in Via Mazzarino, 16, Roma, giovedì 5 febbraio, alle ore 18:30; e il Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo Metropolita di Lyon (Francia), prenderà possesso del Titolo della Santissima Trinità al Monte Pincio, Piazza Trinità dei Monti, 3, Roma, sabato 7 febbraio, alle ore 17:00.

OGGI È STATA RESA PUBBLICA LA LETTERA DEL SANTO PADRE, redatta in lingua latina e datata 28 gennaio, con la quale nomina il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale alla celebrazione della XII Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Lourdes (Francia), l'11 febbraio 2004. Accompagneranno il Porporato il sacerdote Pierre-Marie Charriez ed il Sacerdote Henri Fréchou, della Diocesi di Tarbes et Lourdes.
…/IN BREVE/… VIS 20040202 (140)

venerdì 30 gennaio 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Francis Deniau, di Nevers.

- Il Vescovo Georges Edmond Robert Gilson, di Sens, Prelato della "Mission de France" o Pontigny.

- Il Reverendo Luc Lalire, Vicario Generale della Diocesi di Dijon.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20040130 (90)

MESSAGGIO DEL PAPA CULTURA PROCREAZIONE RESPONSABILE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2004 (VIS). In un Messaggio reso pubblico oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai partecipanti al Convegno internazionale, in corso a Roma, su: "Regolazione naturale della fertilità e cultura della vita", ha affermato che il Convegno "affronta tematiche attuali, molto interessanti per lo sviluppo dei rapporti tra scienza ed etica. Il Magistero della Chiesa", ha sempre promosso "la cultura della procreazione responsabile" e "la conoscenza e la diffusione delle metodiche cosiddette 'naturali' di regolazione della fertilità".

"Assistiamo oggi" - ha proseguito il Pontefice - "al consolidarsi di una mentalità che, da un lato, appare quasi intimorita di fronte alla responsabilità della procreazione e, dall'altro, vorrebbe come dominare e manipolare la vita", risultante, quest'ultima, da "una certa propaganda". "Va sviluppata una capillare opera educativa e formativa nei confronti dei coniugi, dei fidanzati, dei giovani in generale, come pure degli operatori sociali e pastorali per illustrare adeguatamente tutti gli aspetti della regolazione naturale della fertilità".

"È chiaro" - ha ribadito il Papa - "che, quando si parla di regolazione 'naturale', non ci si riferisce al solo rispetto del ritmo biologico. Si tratta, ben più compiutamente, di rispondere alla verità della persona nella sua intima unità di spirito, psiche e corpo, unità mai riducibile soltanto ad un insieme di meccanismi biologici. Solo nel contesto dell'amore reciproco, totale e senza riserve, dei coniugi, può essere vissuto in tutta la sua dignità l'evento della generazione al quale è legato il futuro stesso dell'umanità".
MESS/REGOLAZIONE NATURALE FERTILITÀ/… VIS 20040130 (260)

IL PAPA SU MISSIONE LAICI, FAMIGLIA E PRECETTO DOMENICALE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Presuli delle Provincie Ecclesiastiche di Dijon, Tours e della Prelatura della Mission de France, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum", ed ha dedicato il suo discorso alla vocazione ed alla missione dei laici. Il Papa ha ricordato che nonostante il numero dei fedeli praticanti diminuisca parallelamente al numero delle vocazioni al sacerdozio, i Vescovi, nei loro rapporti quinquennali, hanno notano segni di speranza, fra i quali, l'esigenza dei fedeli laici ad acquisire una solida formazione filosofica, teologica e spirituale.

Altri segni di speranza sono l'aspirazione dei fedeli laici di rendere "un migliore servizio alla Chiesa; (…) la ricerca di una maggiore coerenza fra la fede ed il suo esprimersi nella vita quotidiana; (…) la riscoperta dello studio delle Scritture e della meditazione della Parola; il senso crescente della responsabilità e dell'impegno per la giustizia e le azioni di solidarietà, di fronte alle nuove situazioni di precarietà". Nonostante la diminuzione dell'estensione delle strutture pastorali e del numero delle persone che vi operano, "numerosi sono coloro che hanno generosamente accettato di occuparsi della vita parrocchiale, per dedicarsi, sotto la responsabilità del Pastore e nel rispetto del ministero ordinato, alla missione dell'evangelizzazione".

Il Santo Padre ha successivamente sottolineato l'esigenza della comunione fra Sacerdoti, Vescovi e fedeli, attraverso la quale, tutti possono più efficacemente "'evangelizzare le culture, far penetrare la forza del Vangelo nella realtà della famiglia, del lavoro, dei media, dello sport, del tempo libero, ed animare cristianamente l'ordine sociale e la vita pubblica, nazionale e internazionale'". Il Papa ha espresso apprezzamento per l'opera svolta dai Vescovi nell'aiutare i giovani a scoprire - o riscoprire - Cristo mentre si interrogano sulla fede e sul significato della vita.

Riferendosi alla Santa Messa domenicale, il Santo Padre ha ribadito che essa: "non ha il posto che dovrebbe avere. I pastori si preoccuperanno quindi di ricordare con forza e chiarezza ai fedeli (…), il significato del precetto domenicale e della partecipazione all'Eucarestia della domenica, che non può essere una semplice opzione fra le numerose attività".

Giovanni Paolo II ha ribadito, inoltre, la necessità di una formazione continua per i pastori ed i fedeli laici che li assistono nelle attività parrocchiali e nella catechesi. "In particolare," - ha detto il Pontefice - "è opportuno formare in permanenza filosofi e teologi che possono dare ai cristiani le basi intellettuali di cui necessitano".

Infine il Papa ha ricordato ai Presuli che: "La famiglia è al centro delle vostre preoccupazioni di pastori. La famiglia non è un modello di rapporto fra gli altri, ma è un tipo di rapporto indispensabile al futuro della società". Grande attenzione occorre dedicare, ha detto ancora il Papa, alla preparazione dei giovani al matrimonio, "facendo loro riscoprire il senso profondo di questo sacramento (…) così da proporre una visione positiva delle relazioni affettive e della sessualità. (..) Non possiamo assistere, impotenti, alla rovina della famiglia". La Chiesa intende "partecipare in questo ambito ad un autentico cambiamento di mentalità e di comportamento, affinché trionfino i valori positivi legati alla vita coniugale e familiare, (…) in contrapposizione ai messaggi spesso distruttivi della società attuale, che inducono a ritenere che tutti i comportamenti affettivi siano buoni, negando ogni qualificazione morale delle azioni umane".
AL/LAICI:FAMIGLIA/FRANCIA VIS 20040130 (540)

SVILUPPO UMANO NON DEVE LIMITARSI AL SUCCESSO MATERIALE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere il Signor Chou-seng Tou, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Cina, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha affermato nel suo discorso che: "Le tradizioni religiose e culturali della Repubblica di Cina testimoniano che lo sviluppo umano non deve limitarsi esclusivamente al successo economico e materiale".

"Molti elementi ascetici e mistici delle religioni asiatiche insegnano che non è l'acquisizione delle ricchezze materiali a definire il progresso dell'individuo e della società, ma piuttosto la capacità di una civiltà di promuovere la dimensione interiore e la vocazione trascendente di uomini e donne".

Giovanni Paolo II ha detto ancora che: "Il bene della società impone che il diritto alla libertà religiosa sia previsto dalle norme legislative e sia efficacemente garantito. La Repubblica di Cina ha dimostrato rispetto per le varie tradizioni religiose e riconosce il diritto di tutti a praticare la propria religione. Le religioni sono una componente della vita e della cultura di una nazione ed apportano un grande senso di benessere alla comunità offrendo un certo livello di ordine sociale, tranquillità, armonia e assistenza dei più deboli ed emarginati".

Sottolineando "il contributo significativo" della Chiesa cattolica allo sviluppo sociale e culturale del Paese, "in particolare attraverso l'attenzione all'educazione, alla sanità ed all'assistenza ai meno fortunati", il Santo Padre ha detto: "Attraverso queste ed altre attività, la Chiesa contribuisce a promuovere la pace e l'unità di tutti i popoli e realizza la sua missione spirituale ed umanitaria, contribuendo all'edificazione di una società di giustizia, fiducia e cooperazione".

"I governi devono costantemente adoperarsi per non perdere di vista gli emarginati del proprio paese come pure i poveri e gli esclusi del mondo intero. (…) In merito, esprimo apprezzamento per le numerose opere di carità della Repubblica di Cina a livello internazionale ed in particolare nei paesi in via di sviluppo. Auspico" - ha concluso il Pontefice - "che il popolo di Taiwan continui a promuovere attività caritative, contribuendo così all'edificazione di una duratura pace mondiale".
CD/CREDENZIALI REPUBBLICA CINA/TOU VIS 20040130 (350)

giovedì 29 gennaio 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo André Fort, di Orléans.

- Il Vescovo Raymond Séguy, di Autun.

- Sua Eccellenza Monsignore Raffaello Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana.
AL:AP/…/… VIS 20040129 (60)

TECNOLOGIA MEDIA NON AL SERVIZIO MA VOLTA GOVERNARE UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2004 (VIS). Il Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, è intervenuto oggi alla Prima Conferenza Mondiale sulla Comunicazione nell'Ambito del Turismo, in corso a Madrid (Spagna), dal 29 al 30 gennaio, e promossa dall'Organizzazione Mondiale del Turismo con il sostegno del Governo spagnolo, della città di Madrid e della Fiera Internazionale del Turismo.

Nel suo discorso, Monsignor Monni ha affermato che: "La qualità e la professionalità sono elementi fondamentali dell'industria turistica e comprendono anche il comparto della comunicazione, che deve essere rispettosa della chiarezza e della correttezza promozionale turistica". Ricordando la continua crescita del "turismo on-line" e la "possibilità di 'viaggiare' virtualmente", Monsignor Monni ha aggiunto che: "La dinamicità e la specializzazione sono il futuro della comunicazione turistica".

L'Osservatore Permanente ha ribadito l'esigenza al rispetto del cliente attraverso i valori della qualità e della correttezza. Se Internet rispetta tali valori, è un eccellente mezzo di comunicazione. Tuttavia, "esiste un tipo di comunicazione turistica on-line (…) che alimenta la diffusione del turpe mercato della pedofilia e del cosiddetto turismo sessuale". La via telematica, ha sottolineato Monsignor Monni, "a volte può favorire lo sfruttamento sessuale dei minori, rendendo difficilmente identificabili gli autori di tale crimine. (…) Il ruolo della comunicazione e dei comunicatori, (...) non può esimersi dalla considerazione di una responsabilità etica".

"Attualmente, forse, la tecnica non è più al servizio della persona" - ha concluso Monsignor Monni - "e piuttosto sembra essere rivolta a governare l'uomo. Oggi, la celebre frase di Mac Luhan, 'il medium è il messaggio', alla luce di questa riflessione, diviene immediatamente comprensibile: il mezzo diventa il fine della comunicazione, mentre i concetti e le idee assumono un'importanza secondaria".
DELSS/TURISMO:COMUNICAZIONE/MONNI VIS 20040129 (290)

CHI ACCOGLIE UNO SOLO QUESTI BAMBINI NOME MIO ACCOGLIE ME


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2004 (VIS). Oggi è stato pubblicato il testo del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2004, datato 8 dicembre 2003, e diffuso in lingua francese, inglese, italiana, polacca, portoghese, spagnola e tedesca. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"Il tema di quest'anno - 'Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me' - offre l'opportunità di riflettere sulla condizione dei bambini (…). Le parole di Gesù costituiscono un'esortazione a esaminare come sono trattati i bambini nelle nostre famiglie, nella società civile e nella Chiesa".

"Gesù amò i bambini e li predilesse 'per la loro semplicità e gioia di vivere, per la loro spontaneità, e la loro fede piena di stupore'. Egli, pertanto, vuole che la comunità apra loro le braccia e il cuore come a Lui stesso: 'Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me'. Ai bambini Gesù affianca i 'fratelli più piccoli', cioè i miseri, i bisognosi, gli affamati e assetati, i forestieri, i nudi, i malati, i carcerati. Accoglierli e amarli, o invece trattarli con indifferenza e rifiutarli, è riservare a Lui lo stesso atteggiamento, perché in loro Egli si rende particolarmente presente".

"Negli anni della sua vita pubblica, ripeté più volte che solo quanti avessero saputo farsi come i bambini sarebbero entrati nel Regno dei Cieli (…). 'Chiunque diventerà piccolo come questo bambino sarà il più grande nel regno dei cieli'. 'Diventare' piccoli e 'accogliere' i piccoli: sono questi due aspetti di un unico insegnamento che il Signore rinnova ai suoi discepoli in questo nostro tempo. Solo chi si fa 'piccolo' è in grado di accogliere con amore i fratelli più 'piccoli'".

"Sono molti i credenti che cercano di seguire fedelmente questi insegnamenti del Signore. Vorrei qui ricordare i genitori che non esitano a farsi carico di una famiglia numerosa, le madri e i padri che, invece di additare come prioritaria la ricerca del successo professionale e della carriera, si preoccupano di trasmettere ai figli quei valori umani e religiosi che danno senso vero all'esistenza".

"Penso con grata ammirazione a coloro che si prendono cura della formazione dell'infanzia in difficoltà e alleviano le sofferenze dei bambini e dei loro familiari causate dai conflitti e dalla violenza, dalla mancanza di cibo e di acqua, dall'emigrazione forzata e da tante forme di ingiustizia esistenti nel mondo".

"Accanto a tanta generosità si deve però registrare anche l'egoismo di quanti non 'accolgono' i bambini. Ci sono minori che sono feriti profondamente dalla violenza degli adulti: abusi sessuali, avviamento alla prostituzione, coinvolgimento nello spaccio e nell'uso della droga; bambini obbligati a lavorare o arruolati per combattere; innocenti segnati per sempre dalla disgregazione familiare; piccoli travolti dal turpe traffico di organi e di persone. E che dire della tragedia dell'AIDS con conseguenze devastanti in Africa? Si parla ormai di milioni di persone colpite da questo flagello, e di queste tantissime sono state contagiate sin dalla nascita. L'umanità non può chiudere gli occhi di fronte a un dramma così preoccupante!".

"Che male hanno fatto questi bambini per meritare tanta sofferenza? Da un punto di vista umano non è facile, anzi forse è impossibile rispondere a quest'interrogativo inquietante. Solo la fede ci aiuta a penetrare in un così profondo abisso di dolore".

"Cari Fratelli e Sorelle, iniziamo con fiducia l'itinerario quaresimale animati da più intensa preghiera, penitenza e attenzione verso i bisognosi. La Quaresima sia, in particolare, utile occasione per dedicare maggiore cura ai bambini, nel proprio ambiente familiare e sociale: essi sono il futuro dell'umanità".
MESS/QUARESIMA:BAMBINI/… VIS 20040129 (600)

SIGNORE SI RENDE PRESENTE NEI BAMBINI ED IN LORO CI ASPETTA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2004 (VIS). L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", ha presieduto, questa mattina, la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2004, il cui tema è: "Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me". Alla Conferenza Stampa hanno partecipato anche il Monsignor Karel Kasteel, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, ed il Padre Angelo D'Agostino, S.I., Fondatore e Direttore medico di "Nyumbani", The Children of God Relief Institute of Nairobi (Kenya).

L'Arcivescovo Cordes ha affermato che nel Messaggio di quest'anno, il Papa intende risvegliare le coscienze di fronte alla condizione dei bambini, prediletti di Gesù. "Trattare i bambini con indifferenza e rifiutarli" - ha detto - "è respingere il Signore perché in loro Egli c'è e ci aspetta".

"Il bambino è il 'più piccolo', il bisognoso di tutto" - ha proseguito il Presidente di "Cor Unum" - è l'infante che dipende completamente dall'amore degli altri; non ha pieno possesso di sé, ma vive grazie a quanto gli viene donato da chi vorrà prendersi cura di lui".

Riferendosi alla tragedia dell'Aids, che Giovanni Paolo II elenca nel suo Messaggio fra i grandi mali di cui sono vittime i bambini, l'Arcivescovo Cordes ha sottolineato che il bambino colpito da questa malattia "è il più grande interrogativo che l'uomo si pone sulla bontà del Padre celeste: che male hanno fatto tanti piccoli per soffrire come soffrono? Una risposta a tale interrogativo, nell'orizzonte della nostra saggezza umana, non c'è. Così il Papa risponde nel Messaggio che oggi presentiamo: 'Solo la fede ci aiuta a penetrare in un così profondo abisso di dolore'".
Ricordando con le parole del Papa che, nel tempo della Quaresima, "la liturgia rinnova ai credenti l'appello a una radicale conversione", l'Arcivescovo Cordes sottolinea che: "Questa conversione sarà frutto del nostro avvicinarci a Dio, di una riflessione alla sua luce, della grazia del sacramento della penitenza. Con Gesù saliamo a Gerusalemme sul monte Calvario per essere toccati di nuovo dalla sua sofferenza fisica e psicologica; Egli l'ha assunta liberamente per salvarci dai nostri peccati. Lo sguardo della fede ci dà anche il coraggio di aprire il nostro cuore ai fratelli e alle sorelle nel bisogno, ai bambini sofferenti".

Al termine del suo intervento, il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha annunciato due iniziative: la prima riguarda le Poste Vaticane che emetteranno un francobollo speciale illustrante la tematica della Quaresima di quest'anno, la seconda è la realizzazione di un progetto speciale a favore di bambini orfani a causa dell'Aids nella Diocesi di Nairobi (Kenya). Chi desidera contribuire con un'offerta, può fare un versamento sul Conto Corrente Postale N. 603035.

Il Padre Angelo D'Agostino, S.I., Fondatore e Direttore medico del "Nyumbani", The children of God Relief Institute of Nairobi (Kenya), ha affermato che: "Ispirarsi al suggerimento di Sant'Ignazio, cercare Dio in tutte le cose, serve a trovare la vita nella morte apparente, la guarigione nella malattia, la conoscenza nell'ignoranza. Nel passato la Chiesa portava soccorso ai malati di lebbra e alle vittime delle epidemie; oggi, sono i malati di Hiv/Aids che esigono la nostra attenzione. Come sacerdote e medico ho cercato di rispondere a questo appello".

Successivamente Padre D'Agostino ha ricordato la sua lunga esperienza a Nairobi con i bambini positivi all'Hiv, la maggior parte dei quali orfani, ed ha sottolineato che: "Nei primi anni la media di decessi era di due o tre al mese, ma ora grazie alle medicine Anti-Retro Virus, essa è diminuita notevolmente, ed infatti nel 2003 non vi sono stati decessi. Queste medicine sono in parte donate dal governo brasiliano, le altre sono acquistate sul mercato". Nel programma comunitario al servizio di 1.000 orfani a causa dell'Hiv "si verificano sette o otto decessi ogni mese perché non abbiamo i fondi per pagare i prezzi esorbitanti praticati dalle grandi case farmaceutiche. Attualmente almeno 400 persone muoiono ogni giorno in Kenya a causa dell'Aids".

Padre D'Agostino ha sottolineato che se l'Aids è causa primaria di morte in Africa e che sia malattia cronica in Europa e Nord America, dipende dal "genocidio praticato dalle associazioni di multinazionali farmaceutiche che rifiutano di abbassare i prezzi dei farmaci in Africa, anche dopo aver riportato un profitto di US $ 517 miliardi nel 2002. È una questione morale che dimostra la mancanza di coscienza sociale di queste imprese capitalistiche, che potrebbero facilmente salvare la vita di 25 milioni di africani della regione del Sub Sahara, condannati dall'Hiv. Come spiegheremo noi cristiani, il nostro silenzio, da qui a cinquanta anni?".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA:BAMBINI/CORDES VIS 20040129 (770)

ROTA ROMANA: PRESUNZIONE VALIDITÀ DEL MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza il Decano, il Collegio dei Prelati Uditori e gli Officiali ed Avvocati del Tribunale della Rota Romana ed i Membri dello Studio Rotale, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario.

Nel discorso di quest'anno il Santo Padre ha affrontato il tema del "favor iuris" del matrimonio e la presunzione di validità in caso di dubbio, dichiarata dal canone 1060 del Codice latino e dal canone 779 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Giovani Paolo II ha affermato che il "'favor iuris' di cui gode il matrimonio implica la presunzione della sua validità, fino a che non sia provato il contrario". Detta presunzione, ha detto ancora il Papa, "non può essere interpretata come mera protezione delle apparenze o dello 'status quo' in quanto tale, poiché è prevista anche, entro limiti ragionevoli, la possibilità di impugnare l'atto".

"Che dire allora della tesi secondo cui il fallimento stesso della vita coniugale dovrebbe far presumere l'invalidità del matrimonio?" - ha proseguito il Pontefice - "La constatazione delle vere nullità dovrebbe portare piuttosto ad accertare con maggior serietà, al momento delle nozze, i requisiti necessari per sposarsi, specialmente quelli concernenti il consenso e le reali disposizioni dei nubendi. I parroci e coloro che collaborano con loro in questo ambito, hanno il grave dovere di non cedere ad una visione meramente burocratica delle investigazioni prematrimoniali di cui al canone 1067".

Il Papa ha ribadito inoltre che: "Spesso il vero problema non è tanto la presunzione in parola, quanto la visione complessiva del matrimonio stesso e, quindi, il processo per accertare la validità della sua celebrazione. Tale processo è essenzialmente inconcepibile al di fuori dell'orizzonte dell'accertamento della verità".

"La tendenza ad ampliare strumentalmente le nullità, dimenticando l'orizzonte della verità oggettiva, comporta una distorsione strutturale dell'intero processo. (…) L'essenziale dimensione di giustizia del matrimonio, che fonda il suo essere in una realtà intrinsecamente giuridica, viene sostituita da ottiche empiriche, di stampo sociologico, psicologico, ecc., così come da varie modalità di positivismo giuridico. (…) Non si può dimenticare che una considerazione autenticamente giuridica del matrimonio richiede una visione metafisica della persona umana e della relazionalità coniugale. Senza questo fondamento ontologico, l'istituzione matrimoniale diventa mera sovrastruttura estrinseca, frutto della legge e del condizionamento sociale, limitante la persona nella sua libera realizzazione".

Il Santo Padre ha concluso ribadendo che: "Occorre invece riscoprire la verità, la bontà e la bellezza dell'istituto matrimoniale, che essendo opera dello stesso Dio attraverso la natura umana e la libertà del consenso dei coniugi, rimane come realtà personale indissolubile, come vincolo di giustizia e di amore, legato da sempre al disegno della salvezza ed elevato nella pienezza dei tempi alla dignità di sacramento cristiano. Questa è la realtà che la Chiesa e il mondo debbono favorire! Questo è il vero 'favor matrimonii'!".
AC/MATRIMONIO/ROTA ROMANA VIS 20040129 (480)

mercoledì 28 gennaio 2004

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/…/… VIS 20040128 (40)

PRESENTAZIONE DOMANI MESSAGGIO DEL PAPA QUARESIMA 2004


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2004 (VIS). Domani, giovedì 29 gennaio, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2004, sul tema: "Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me". Alla Conferenza Stampa interverranno l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", il Monsignore Karel Kasteel, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio ed il Padre Angelo D'Agostino, S.J., Fondatore e Direttore medico del "Nyumbani", The Children of God Relief Institute of Nairobi, (Kenya).
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/CORDES VIS 20040128 (110)

INTERVENTO DELEGAZIONE SANTA SEDE PREVENZIONE GENOCIDIO


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2004 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, ha preso ieri la parola a Stoccolma (Svezia), in qualità di Capo della Delegazione della Santa Sede al IV Forum Internazionale di Stoccolma, sul tema: "Prevenzione del genocidio: minacce e responsabilità" (26-28 gennaio). Un precedente ciclo di Conferenze Internazionali è stato dedicato ai temi dell'Olocausto, della Lotta all'Intolleranza, ed a Verità, Giustizia e Riconciliazione.

L'Arcivescovo Migliore ha iniziato il suo discorso affermando che: "L'umanità è stata testimone di guerre mondiali, genocidi, assassini di massa e pulizie etniche. Tuttavia, fra tutte le forme di violenza su vasta scala, il genocidio si distingue in particolare per la perversità della motivazione, lo specifico intento di distruggere, totalmente o parzialmente, una nazione, una razza, un gruppo etnico o religioso, un gruppo vulnerabile ed indifeso di esseri umani, proprio in quanto tali. La parola genocidio, letteralmente significa sterminare una razza o una tribù".

"La mia Delegazione" - ha detto ancora l'Arcivescovo Migliore - "intende sottolineare tre punti specifici: primo: la necessità di rendere operativi gli strumenti giuridici esistenti contro il genocidio; secondo: il ruolo indispensabile delle Organizzazioni internazionali, regionali e subregionali; terzo: l'impegno all'educazione ed alla vigilanza contro il genocidio".

Il Nunzio ha ribadito che gli strumenti e le strutture contro il genocidio "non hanno impedito il verificarsi di nuovi genocidi. (…) La comunità internazionale ha il dovere di analizzare il perché tali strumenti abbiano fallito; se essi si siano dimostrati carenti di fronte all'evoluzione delle strategie criminali, o vi sia stata la mancata volontà politica di renderli operativi per salvaguardare interessi particolari calpestando la sopravvivenza di una nazione o di un gruppo, o a causa della combinazione di tutti questi fattori".

Le Organizzazioni Internazionali, ha sottolineato il Capo della Delegazione della Santa Sede "hanno il dovere di adoperarsi per l'attuazione della risoluzione internazionale a rendere operativi (…) gli strumenti e le strutture giuridiche", poiché, "sono strumenti privilegiati. (…) A tale riguardo, l'Organizzazione delle Nazioni Unite rimane l'arena principale per l'elaborazione delle norme internazionali. (…) Tuttavia non tutti gli Stati membri, in particolare i paesi in via di sviluppo, hanno sempre la capacità tecnica di far fronte agli obblighi internazionali".

L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento affermando che: "L'educazione degli individui e delle comunità (…) in merito agli orrori del genocidio (…) è un dovere perenne e sempre obbligatorio per tutti noi. Il genocidio rimane, purtroppo, una costante minaccia in alcune regioni del mondo" ed "è latente in luoghi dove eliminare l'altro viene considerata una 'soluzione rapida' per eliminare rivalità e conflitti irrisolti".
DELSS/GENOCIDIO/SVEZIA:MIGLIORE VIS 20040128 (430)

DIO NON È INDIFFERENTE AL BENE E AL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2004 (VIS). Continuando la catechesi del Mercoledì sui testi dei Salmi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, al Salmo 10: "Nel Signore è la fiducia del giusto".

"La tonalità spirituale dell'intero canto" - ha affermato il Papa - "è ben espressa dal versetto conclusivo: 'Giusto è il Signore, ama le cose giuste'. È questa la radice di ogni fiducia e la sorgente di ogni speranza nel giorno dell'oscurità e della prova. Dio non è indifferente nei confronti del bene e del male, è un Dio buono e non un fato oscuro, indecifrabile e misterioso".

Nella prima scena del Salmo, ha precisato Giovanni Paolo II, "si descrive l'empio nel suo apparente trionfo (…) che tende il suo arco da guerra o da caccia per colpire violentemente la sua vittima, ossia il fedele". Quest'ultimo "si sente solo e impotente di fronte all'irruzione del male". Nella seconda scena, ha proseguito il Pontefice, "Il Signore, assiso sul trono celeste, abbraccia col suo sguardo penetrante tutto l'orizzonte umano. Da quella postazione trascendente, segno dell'onniscienza ed onnipotenza divina, Dio può scrutare e vagliare ogni persona, distinguendo il bene dal male e condannando con vigore l'ingiustizia".

"Il Signore" - ha detto ancora il Papa - "non è un remoto sovrano, chiuso nel suo mondo dorato, ma una vigilante Presenza schierata dalla parte del bene e della giustizia. Egli vede e provvede, intervenendo con la sua parola e la sua azione". L'empio, colpito dalla pioggia di fuoco e zolfo, "simboli del giudizio di Dio", sperimenta finalmente "che 'c'è Dio che fa giustizia sulla terra!'".

Il Papa ha inoltre sottolineato che l'ultimo versetto del Salmo "apre l'orizzonte alla luce e alla pace destinate al giusto che contemplerà il suo Signore, giudice giusto, ma soprattutto liberatore misericordioso: 'Gli uomini retti vedranno il suo volto'. Un'esperienza, questa, di comunione gioiosa e di serena fiducia nel Dio che libera dal male".

"Una simile esperienza" - ha concluso il Pontefice - "hanno fatto innumerevoli giusti nel corso della storia. Molte narrazioni descrivono la fiducia dei martiri cristiani di fronte ai tormenti e la loro fermezza che non rifuggiva dalla prova".
AC/SALMO 10/… VIS 20040128 (380)

martedì 27 gennaio 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Renzo Fratini, finora Nunzio Apostolico in Indonesia e in Timor Orientale, Nunzio Apostolico in Nigeria.

- Il Monsignore Vito Rallo, finora Consigliere di Nunziatura, Inviato Speciale, Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo (Francia).
NN/…/FRATINI:RALLO VIS 20040127 (60)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Signor Vicente Espeche Gil, Ambasciatore di Argentina, con la Consorte, in visita di congedo.
AP/…/…. VIS 20040127 (40)

RICERCA SCIENTIFICA DEVE SERVIRE PIENO SVILUPPO DELL'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto l'Arcivescovo Zygmunt Kaminski, di Szczecin-Kamien (Polonia), accompagnato dal Rettore e da una Delegazione del Senato Accademico dell'Università di Szczecin.

"Siete venuti" - ha detto il Papa - "a motivo di un evento particolare. Ecco, il Senato dell'Università ha deciso che l'ateneo accoglierà tra le sue mura la Facoltà di Teologia, che finora indipendentemente ha svolto l'attività scientifica ed educativa".

Giovanni Paolo II ha rilevato che una Facoltà Teologica "risulta dalla necessità del dialogo tra la ragione e la fede. (…) Un dialogo così è necessario, se i frutti delle ricerche scientifiche in diverse discipline devono servire per il pieno sviluppo dell'uomo. Poiché non si può dividere la ragione dall'anima, così non si può pienamente trasmettere la scienza, non tenendo conto delle necessità dell'animo umano che è aperto all'infinito. Inoltre lo sviluppo delle scienze comporta tante questioni etiche che dovrebbero essere risolte con il rispetto dell'autonomia delle scienze, ma anche nello spirito della verità".

"La collegiale tendenza alla conoscenza della verità sull'uomo" - ha concluso il Pontefice - "sulla dignità della persona umana, sul valore della vita, e contemporaneamente sulla grandiosità dei risultati scientifici in tutte le discipline, servirà di sicuro all'approfondimento dello scibile trasmesso".
AC/…/UNIVERSITÀ SZCZECIN VIS 20040127 (220)

CELBRAZIONE PRESENTAZIONE SIGNORE PRESIEDUTA SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice annuncia che lunedì 2 febbraio, alle 17:30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II presiederà la Celebrazione per la Festa della Presentazione del Signore, VIII Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

Il Santo Padre presiederà la liturgia della Parola, procederà alla benedizione delle candele e prenderà parte alla processione iniziale. Dopo l'omelia guiderà il ringraziamento a Dio per il dono della vita consacrata ed alla fine della Santa Messa impartirà la Benedizione Apostolica.

La Liturgia Eucaristica sarà presieduta dal Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Concelebreranno il Segretario, il Sotto-Segretario e i Capi Ufficio del Dicastero per i Religiosi e gli Istituti Secolari ed i Presbiteri Membri del Consiglio Direttivo dell'Unione Superiori Generali.
OCL/PRESENTAZIONE SIGNORE/MARTÍNEZ VIS 20040127 (160)

IMPORTANTE CONTRIBUTO PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza l'Onorevole James T. Morris, Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (P.A.M.), ed ha detto: "Sono lieto di salutarla e di esprimerle ancora una volta il mio grande apprezzamento per l'opera svolta dal Programma Alimentare Mondiale nell'assistenza di coloro che soffrono la fame e la malnutrizione nel mondo".

"Le complessità della nostra epoca moderna" - ha detto ancora il Pontefice esprimendosi in inglese - "sono tali che sono necessari l'impegno e gli sforzi congiunti di numerose e diverse organizzazioni per soddisfare in maniera adeguata le necessità alimentari di milioni di uomini, donne e bambini. Non è un compito facile, ma confido che con l'aiuto e il sostegno di tante persone di buona volontà, il Programma Alimentare Mondiale continui ad essere un importante strumento di solidarietà ed assistenza nell'attuale lotta alla malnutrizione e alla fame. Assicuro le mie preghiere a lei e a tutti coloro che contribuiscono a questa essenziale azione. Che il Signore Onnipotente benedica il vostro lavoro e che esso sia coronato da successo".

Il Programma Alimentare Mondiale, Agenzia dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, con sede centrale a Roma, istituita nel 1963, è il più importante ufficio dell'O.N.U. impegnato nella lotta contro la fame nel mondo. Il Programma distribuisce alimenti nelle situazioni di emergenza nel mondo e fornisce il supporto logistico all'assegnazione del cibo alle persone in situazioni di emergenza. Inoltre si occupa di sostenere lo sviluppo economico e sociale. Il Programma Alimentare Mondiale è governato da un Consiglio Direttivo del quale fanno parte 36 Stati Membri. Il Direttore Esecutivo è nominato direttamente dal Segretario Generale dell'O.N.U. e dal Direttore Generale della F.A.O., per un periodo di cinque anni.
AC/PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE/MORRIS VIS 20040127 (300)

APPELLO DEL PAPA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2004 (VIS). Alle 11:00 di questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in Vaticano l'Onorevole Richard B. Cheney, Vice Presidente degli Stati Uniti d'America, con la Consorte e Seguito. Successivamente si è svolto un incontro con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato.

"Sono lieto di accoglierla insieme alla sua famiglia, in Vaticano, e di ricevere i cordiali saluti che mi trasmette da parte del Presidente Bush" - ha detto il Santo Padre - "Il popolo americano ha sempre custodito i valori fondamentali della libertà, giustizia e uguaglianza. In un mondo segnato da conflitti, ingiustizie e divisioni, la famiglia umana ha bisogno di promuovere questi valori nella sua ricerca di unità, pace e rispetto della dignità di tutti. Incoraggio voi e i vostri concittadini ad operare, in patria e all'estero, per la crescita della cooperazione internazionale e della solidarietà al servizio di quella pace che è la più profonda aspirazione di ogni uomo e di ogni donna. Invoco su tutti voi e su tutto il popolo americano, l'abbondanza delle benedizioni di Dio Onnipotente".

A fine mattina, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, in merito alla visita del Vice Presidente Cheney, la seguente dichiarazione:

"Stamane, il Vice Presidente degli Stati Uniti d'America, Sua Eccellenza il Signor Richard B. Cheney, ha fatto visita a Sua Santità Giovanni Paolo II e, successivamente, si è incontrato con l'Eminentissimo Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, assistito da Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

"Nel corso dei colloqui vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riguardo al processo di pace in Terra Santa ed agli sviluppi della situazione in Iraq. In tale occasione vi è stato anche un esame dei problemi morali e religiosi che oggi toccano la vita degli Stati, specialmente quelli relativi alla difesa e promozione della vita, della famiglia, della solidarietà e della libertà religiosa".
AC/VICE-PRESIDENTE CHENEY/… VIS 20040127 (340)
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