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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 27 gennaio 2003

CONFERMA SCOMUNICA DI SETTE DONNE "ORDINATE" IN AUSTRIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato oggi il Decreto, del quale riportiamo di seguito alcuni estratti, in lingua italiana, inglese e tedesca. Il Decreto, datato 21 dicembre 2002, è stato approvato dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso di un'udienza concessa al Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione, il 20 dicembre 2002.

"Il 29 giugno 2002 il fondatore di una comunità scismatica di nome Romulo Antonio Braschi ha attentato di conferire l'ordinazione sacerdotale alle Signore cattoliche Christine Mayr-Lumetzberger, Adelinde Theresia Roitinger, Gisela Forster, Iris Müller, Ida Raming, Pia Brunner e Dagmar Braun Celeste, presentatasi nell'occasione sotto il nome di Angela White".

"Richiamandosi ai precedenti interventi del Vescovo di Linz e della Conferenza Episcopale Austriaca, il 10 luglio 2002 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una Dichiarazione, con la quale si ammonivano le suddette persone che sarebbero state punite con la scomunica, se - entro il 22 luglio 2002 - non avessero riconosciuto la nullità della 'ordinazione' ricevuta e chiesto perdono per lo scandalo causato tra i fedeli. Poiché esse non manifestavano alcun segno di ravvedimento, con Decreto del 5 agosto 2002 questa Congregazione - oltre a confermare che il vescovo "ordinante", in quanto scismatico, era già scomunicato - inflisse la scomunica, riservata alla Sede Apostolica, alle persone summenzionate, esprimendo nel contempo la speranza che esse potessero ritrovare il cammino della conversione".

"Con lettera del 14 agosto 2002 esse hanno chiesto la revoca del Decreto di scomunica, e con lettera del 27 settembre 2002 hanno fatto ricorso contro il medesimo Decreto, facendo riferimento ai cann. 1732-1739 del CIC".

"Nei giorni 4 e 18 dicembre 2002 la richiesta di revoca ed il ricorso sono stati esaminati dalla Sessione Ordinaria della Congregazione. (…) In queste riunioni è stato deciso collegialmente di rigettare detto ricorso. Nel caso in parola, infatti, non è ammissibile un ricorso gerarchico, trattandosi di un Decreto di scomunica emanato da un Dicastero della Santa Sede, che agisce a nome del Sommo Pontefice"

"Occorre precisare anzitutto che nel caso in parola non si tratta di una pena 'latae sententiae', nella quale s'incorre per il fatto stesso d'aver commesso un delitto espressamente stabilito dalla legge, ma di una pena 'ferendae sententiae', irrogata dopo la doverosa comminazione ai rei".

"E' evidente la particolare gravità degli atti compiuti, che si articola sotto diversi aspetti. a) Il primo aspetto è quello scismatico: le donne summenzionate si sono fatte "ordinare" da un vescovo scismatico e - pur non aderendo formalmente al suo scisma - sono entrate in una complicità con lo scisma. b) Il secondo aspetto è di natura dottrinale: esse rifiutano formalmente e con pertinacia la dottrina, da sempre insegnata e vissuta dalla Chiesa e in modo definitivo proposta da Giovanni Paolo II, cioè che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale" (Lettera Apostolica 'Ordinatio sacerdotalis', n. 4)".

"Inoltre, negando la suddetta dottrina, le persone in questione (…) contrastano la dottrina sul Magistero del Successore di Pietro, (…), e di fatto non riconoscono l'irreformabilità dell'insegnamento del Sommo Pontefice su dottrine da tenersi in modo definitivo da tutti i fedeli".

"Il rifiuto di ottemperare al precetto penale comminato da questa Congregazione viene ulteriormente aggravato dal fatto che alcune di esse stanno creando circoli di fedeli, in aperta e di fatto settaria disobbedienza al Romano Pontefice e ai Vescovi diocesani. Data la gravità di questa contumacia (cf. can. 1347 del CIC), la pena inflitta non soltanto è giusta, ma anche necessaria, allo scopo di tutelare la retta dottrina".

"I summenzionati Membri della Congregazione per la Dottrina della Fede confermano pertanto il Decreto di scomunica emanato il 5 agosto 2002, precisando ancora una volta che l'attentata ordinazione sacerdotale delle suddette donne è nulla ed invalida (cf. can. 1024 del CIC) e che perciò tutti gli atti propri dell'Ordine sacerdotale da loro compiuti, sono anche essi nulli ed invalidi (cf. cann. 124; 841 del CIC). Come conseguenza della scomunica, è fatto pertanto loro divieto di celebrare sacramenti o sacramentali, di ricevere i sacramenti e di esercitare qualsiasi funzione in uffici, ministeri o incarichi ecclesiastici (cf. can. 1331, § 1 del CIC)".

"Nel contempo si ribadisce la speranza che, sorrette dalla grazia dello Spirito Santo, esse possano ritrovare il cammino della conversione per il ritorno all'unità della fede e alla comunione con la Chiesa infrante con il loro gesto.
CDF/DECRETO:SCOMUNICHE/RATZINGER VIS 20030127 (740)

INCONTRO A ROMA CHIESA CATTOLICA E ANTICHE CHIESE D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico oggi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani:

"La Chiesa cattolica e le Antiche Chiese d'Oriente - Patriarcato copto ortodosso d'Egitto, Patriarcato siro ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Sede di Etchmiadzine e Catholicossato di Antelias, in Libano), Chiesa ortodossa d'Etiopia, Chiesa ortodossa d'Eritrea, Chiesa ortodossa sira del Malankar - iniziano una seconda fase di dialogo, nei giorni 27, 28 e 29 gennaio 2003 a Roma, durante un incontro che si terrà presso la sede del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Durante la prima fase di tale dialogo, sono stati firmati congiuntamente da Papa Giovanni Paolo II e dalle Autorità di queste Chiese, delle importanti dichiarazioni di accordo cristologico. L'attuale raduno ha un carattere preparatorio, ed intende stabilire i temi ed i metodi del futuro dialogo. Martedì 28 gennaio, i membri del Comitato preparatorio saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre".

"Le Antiche Chiese dell'Oriente si sono separate dalla Chiesa di Roma e da Bisanzio nel contesto del Concilio di Calcedonia (451)".
CON-UC/ANTICHE CHIESE D'ORIENTE/… VIS 20030127 (200)

ANGELUS: RIFLESSIONI DEL PAPA SU FAMIGLIA, LEBBRA, PACE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato il IV Incontro Mondiale delle Famiglie, appena conclusosi a Manila (Filippine). "Molto significativo il tema dell'Incontro 'La famiglia cristiana: una buona novella per il terzo millennio'" - ha detto il Santo Padre - "Sì! L'unione fedele e feconda dell'uomo e della donna, benedetta dalla grazia di Cristo, costituisce un autentico Vangelo di vita e di speranza per l'umanità".

"'L'avvenire della società passa attraverso la famiglia', così ho scritto nell'Esortazione Apostolica 'Familiaris consortio'. Si tratta di un'affermazione quanto mai attuale. Ma di quale famiglia si tratta? Non certamente di quella inautentica basata sugli egoismi individuali. L'esperienza dimostra che tale 'caricatura' della famiglia non ha futuro e non può dare futuro ad alcuna società".

Il Papa ha spiegato che: "La famiglia, invece, è 'buona notizia' nella misura in cui accoglie e fa propria la perenne vocazione che Dio ha posto all'inizio dell'umanità. Questo originario progetto di vita è condiviso, grazie a Dio, anche da tanti coniugi non cristiani. La famiglia appare così ai nostri giorni via privilegiata di dialogo tra diverse religioni e culture, e quindi via di riconciliazione e di pace".

Terminata la preghiera dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che si celebra oggi la Giornata mondiale dei malati di lebbra, ed anche che i ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma dedicano l'ultima domenica di gennaio alla pace.

Riferendosi alla Giornata mondiale dei malati di lebbra, il Santo Padre ha detto: "Quest'anno ricorre inoltre il centenario della nascita del suo celebre iniziatore, Raoul Follereau, il cui nome è per sempre legato alla lotta contro la lebbra, la povertà e l'emarginazione. Quanto è attuale il suo appello, che invitava a destinare risorse non agli arsenali bellici, ma a combattere la miseria e le malattie!".

Infine, quando il Papa ha concluso le riflessioni successive alla recita dell'Angelus, due ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma hanno raggiunto il Santo Padre nel suo studio e dalla finestra hanno liberato due colombe "per offrire a tutti un messaggio di fraternità e di speranza".
ANG/FAMIGLIE:LEBBRA:PACE/… VIS 20030127 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Pascal Roland, finora Professore presso il Seminario di "Saint-Sulpice" di Issy-les-Moulineaux (Francia), Vescovo di Moulins (superficie: 7.381; popolazione: 344.721; cattolici: 284.000; sacerdoti: 114; religiosi: 307; diaconi permanenti: 19), Francia. Il Vescovo eletto è nato a Chatou (Francia), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

Sabato 25 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francisco Robles Ortega, finora Vescovo di Toluca (Messico), Arcivescovo Metropolita di Monterrey (superficie: 17.886; popolazione: 4.720.000; cattolici: 4.500.000; sacerdoti: 455; religiosi: 960; diaconi permanenti: 6), Messico. Il Vescovo Robles Ortega succede al Cardinale Adolfo Antonio Suárez Rivera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lichinga (Mozambico), presentata dal Vescovo Louis Gonzaga Fereira da Silva, S.I., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Michel Christian Cartatéguy, S.M.A., finora Ausiliare della medesima Diocesi, Vescovo di Niamey (superficie: 200.000; popolazione: 5.000.000; cattolici: 18.500; sacerdoti: 30; religiosi: 87); Niger. Il Vescovo Cartatéguy succede al vescovo Guy Romano, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo John Hsane Hgyi, finora Rettore del Seminario Maggiore Teologico Nazionale di Yangon, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pathein, (superficie: 25.328; popolazione: 4.700.000; cattolici: 82.150; sacerdoti: 93; religiosi: 400), Myanmar. Il Vescovo eletto è nato a Pyingadoe Mayanchaung (Myanmar), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20030127 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln con il Vescovo Anton Schlembach, di Speyer (Repubblica Federale di Germania).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Fares Maakaroun, Miss.Santo Padre., Arcivescovo-Vescovo di Nossa Senhora do Paraiso em São Paulo dei Greco-Melkiti.
- Il Vescovo Paulo Antonino Mascarenhas Roxo, O. Praem., di Mogi das Cruzes.

- Il Vescovo Fernando Mason, O.F.M., di Caraguatatuba.

- Il Vescovo Luciano Bergamin, C.R.L., di Nova Iguaçu.

- Il Monsignor Otávio Dorigon, Amministratore Diocesano di Limeira.
AP:AL/…/… VIS 20030127 (110)

venerdì 24 gennaio 2003

GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI: I MEDIA SERVIZIO PACE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio annuale del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXXVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il 1° giugno 2003, sul tema: "I mezzi della comunicazione sociale a servizio di un'autentica pace alla luce della 'Pacem in Terris'". Il Messaggio, datato 24 gennaio, Festa di San Francesco di Sales, Patrono della stampa cattolica, è stato pubblicato in lingua inglese, italiana, francese, spagnola, portoghese e tedesca.

Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"Nei giorni bui della guerra fredda, la Lettera Enciclica del Beato Papa Giovanni XXIII 'Pacem in terris' fu un segnale di speranza per gli uomini e le donne di buona volontà. Dichiarando che la pace autentica richiede 'pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio', il Santo Padre ha indicato la verità, la giustizia, la carità e la libertà come pilastri di una società pacifica".

"Papa Giovanni XXIII pensava soprattutto ai media quando richiamava l'attenzione su 'la lealtà e l'imparzialità' nell'utilizzo di 'strumenti per la promozione e la diffusione della comprensione reciproca tra le nazioni', resa possibile dalla scienza e dalla tecnologia".

"Oggi, (…) la pace, la giustizia e la stabilità sociale mancano ancora in molte parti del mondo. Il terrorismo, il conflitto in Medio Oriente e in altre regioni, le minacce e le contro-minacce, l'ingiustizia, lo sfruttamento e gli attacchi alla dignità e alla santità della vita umana, sia prima sia dopo la nascita, sono sconfortanti realtà della nostra epoca. Intanto, il potere dei media nel creare rapporti umani ed influenzare la vita politica e sociale, sia nel bene che nel male, è cresciuto enormemente".

"I media e la verità. L'esigenza morale fondamentale di ogni comunicazione è il rispetto per la verità ed il servizio ad essa. (…) I mass media hanno una responsabilità ineluttabile in tal senso, poiché essi costituiscono il moderno areopago nel quale le idee vengono condivise e le persone possono maturare nella comprensione reciproca e nella solidarietà. È per questo che Papa Giovanni XXIII ha difeso il diritto 'alla libertà nella ricerca della verità e - entro i limiti dell'ordine morale e del bene comune - alla libertà di parola e di stampa' come condizioni indispensabili alla pace sociale".

"Infatti, i media spesso rendono un servizio coraggioso alla verità; ma talvolta funzionano come agenti di propaganda e disinformazione, al servizio di interessi ristretti, di pregiudizi nazionali, etnici, razziali e religiosi, di avidità materiale e di false ideologie di vario tipo. È inevitabile che le pressioni esercitate in questo senso portino i media a sbagliare; occorre dunque che tali errori vengano contrastati dagli uomini e dalle donne che operano nei media, ma anche dalla Chiesa e dagli altri gruppi responsabili".

"I media e la giustizia. (…) L'estensione globale dei media comporta al riguardo speciali responsabilità. Se è vero che i media appartengono spesso a gruppi con propri interessi, privati e pubblici, proprio la natura del loro impatto sulla vita esige che essi non favoriscano la divisione tra i gruppi - per esempio, in nome della lotta di classe, del nazionalismo esasperato, della supremazia razziale, della pulizia etnica, e così di seguito. Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana".

"I media e la libertà. La libertà è una condizione preliminare della vera pace, oltre che uno dei suoi frutti più preziosi. I media servono la libertà, servendo la verità: essi ostacolano la libertà quando si allontanano da quello che è vero, diffondendo falsità o creando un clima di insana reazione emotiva di fronte agli eventi. Solo quando le persone hanno libero accesso ad una informazione verace e sufficiente, possono perseguire il bene comune e considerare le pubbliche autorità come responsabili di esso".

"Se i media sono al servizio della libertà, essi stessi devono essere liberi e devono utilizzare questa libertà in modo corretto. Il loro 'status' privilegiato obbliga i media a porsi al di sopra delle questioni puramente economiche e a mettersi al servizio dei veri bisogni e del vero benessere della società. Sebbene una certa regolamentazione pubblica dei media, nell'interesse del bene comune, sia appropriata, il controllo governativo non lo è. I cronisti ed i giornalisti, in particolare, hanno il grave dovere di seguire le indicazioni della loro coscienza morale e di resistere alle pressioni che li sollecitano ad 'adattare' la verità, al fine di soddisfare le pretese dei ricchi e del potere politico".

"Media e amore. (…) Il Beato Papa Giovanni XXIII ha espresso questo semplice, ma profondo pensiero: (…) 'La difesa della pace deve dipendere da un principio radicalmente differente da quello che è in vigore oggi. La vera pace tra le nazioni non dipende dal possesso di un uguale rifornimento di armi, ma unicamente dalla fiducia reciproca'".

"I mezzi della comunicazione sociale sono 'attori chiave' nel mondo di oggi ed hanno un enorme ruolo da svolgere nella costruzione di questa fiducia. Il loro potere è tale che in poco tempo possono provocare una reazione pubblica positiva o negativa agli eventi, in base ai loro intenti. Le persone di buon senso si rendono conto che questo enorme potere richiede i più alti livelli di impegno per la verità ed il bene. In questo contesto gli uomini e le donne dei media sono tenuti a contribuire alla pace in ogni parte del mondo, abbattendo le barriere della diffidenza, prendendo in considerazione il punto di vista degli altri e sforzandosi sempre di incoraggiare le persone e le nazioni alla comprensione reciproca e al rispetto - e ben oltre alla comprensione e al rispetto - alla riconciliazione e alla misericordia!"

"Tutto ciò rappresenta una sfida enorme, ma non è chiedere troppo agli uomini e alle donne che operano nei media. Per vocazione ed anche per professione, essi sono chiamati ad essere agenti di verità, giustizia, libertà e amore, contribuendo con il loro così importante lavoro ad un ordine sociale 'fondato sulla verità, costruito grazie alla giustizia, nutrito e animato dalla carità, e messo in atto sotto gli auspici della libertà'".
MESS/MEDIA:PACE/GIORNATA COMUNICAZIONI VIS 20030124 (1045)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Vescovi Ausiliari dell'Arcidiocesi di Chicago (superficie: 3.653; popolazione: 5.803.000; cattolici: 2.394.000; sacerdoti: 1.693; religiosi: 4.673; diaconi permanenti: 618), Stati Uniti d'America:

- Il Sacerdote Francis J. Kane, dal 1993 Parroco della "Saint Joseph Parish" a Wilmette. Il Vescovo eletto è nato nel 1942 a Chicago (Illinois, Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.

- Il Sacerdote Thomas J. Paprocki, dal 2000 Parroco della "Saint Constance Parish" a Chicago. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Chicago (Illinois, Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.

- Il Padre Gustavo Garcia-Siller, M.Sp.S., finora Superiore del Vicariato "Cristo Sacerdote" dei Missionari dello Spirito Santo in California, che comprende il territorio degli Stati Uniti e del Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a San Luis Potosí (Messico), nel 1975 emise la prima professione nella Congregazione dei Missionari dello Spirito Santo e fu ordinato sacerdote nel 1984.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Chicago (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Raymond E. Goedert, dal Vescovo John R. Gorman e dal Vescovo Thaddeus J. Jakubowski, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale alla celebrazione della XI Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Washington D.C. (Stati Uniti d'America), l'11 febbraio 2003.
NEA:RE:NA/…/… VIS 20030124 (240)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Luiz Antônio Guedes, di Bauru.

- Il Vescovo Orani João Tempesta, O.Cist., di Rio Preto ed Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" dell'Abbazia territoriale di Claraval.

- Il Vescovo Francisco José Zugliani, di Amparo.

- Il Vescovo Eduardo Benes de Sales Rodrigues, di Lorena.

- Il Vescovo Gorgônio Alves da Encarnação Neto, C.R., di Itapetininga.

- Il Vescovo José Luiz Bertanha, S.V.D., di Registro.

- Il Vescovo Salvatore Paruzzo, di Ourinhos.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Nel tardo pomeriggio è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/…/… VIS 20030124 (140)

LE NORME CANONICHE SI RIFANNO REALTÀ CHE LE TRASCENDE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti alla Giornata Accademica organizzata dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, in occasione del ventesimo anniversario della promulgazione del nuovo "Codex Iuris Canonici".

Giovanni Paolo II ha affermato nel suo discorso che: "In questi vent'anni si è potuto constatare fino a che punto la Chiesa avesse bisogno del nuovo Codice. Felicemente le voci di contestazione del diritto sono ormai piuttosto superate. Tuttavia, sarebbe ingenuo ignorare quanto resta da fare per consolidare nelle presenti circostanze storiche una vera cultura giuridico-canonica e una prassi ecclesiale attenta alla intrinseca dimensione pastorale delle leggi della Chiesa".

"L'intenzione che ha presieduto la redazione del nuovo 'Corpus Iuris Canonici'" - ha proseguito il Pontefice - "è stata ovviamente quella di mettere a disposizione dei Pastori e di tutti i fedeli uno strumento normativo chiaro, che contenesse gli aspetti essenziali dell'ordine giuridico. Sarebbe però del tutto semplicistico e fuorviante concepire il diritto della Chiesa come un mero insieme di testi legislativi, secondo l'ottica del positivismo giuridico. Le norme canoniche, infatti, si rifanno ad una realtà che le trascende".

"Il nuovo 'Codice di Diritto Canonico' - e questo criterio vale anche per il 'Codice dei Canoni delle Chiese Orientali' - deve essere interpretato ed applicato in quest'ottica teologica. In tal modo, si possono evitare certi riduzionismi ermeneutici che impoveriscono la scienza e la prassi canonica, allontanandole dal loro vero orizzonte ecclesiale. Ciò avviene, com'è ovvio, soprattutto quando si pone la normativa canonica al servizio di interessi estranei alla fede e alla morale cattolica".

Il Santo Padre ha ribadito che un "riduzionismo anche più pericoloso è quello che pretende di interpretare ed applicare le leggi ecclesiastiche distaccandole dalla dottrina del magistero. Secondo tale visione, i pronunciamenti dottrinali non avrebbero alcun valore disciplinare, valore che sarebbe da riconoscere soltanto agli atti formalmente legislativi". Infatti, ha continuato il Papa, "la dimensione giuridica (…), essendo teologicamente intrinseca alle realtà ecclesiali, può essere oggetto di insegnamenti magisteriali, anche definitivi".

"Una delle novità più significative" dei nuovi Codici, ha aggiunto il Santo Padre, "è la normativa che i due Testi contengono sui doveri e diritti di tutti i fedeli". La dimensione personalistica dell'ecclesiologia "consente di comprendere meglio lo specifico ed insostituibile servizio che la Gerarchia ecclesiastica deve prestare per il riconoscimento e la tutela dei diritti dei singoli e delle comunità nella Chiesa".

Infine il Papa ha ricordato che le leggi, i processi e le sanzioni canoniche, strumenti tipici "attraverso cui si esercita la 'potestas regiminis' (…) acquistano così il loro vero senso, quello di un autentico servizio pastorale". Questo servizio, ha concluso il Papa "può essere frainteso e contestato: proprio allora esso si rivela più necessario per evitare che, in nome di pretese esigenze pastorali, si prendano decisioni che possono causare e addirittura favorire inconsciamente delle vere ingiustizie".
AC/CODICE DIRITTO CANONICO/… VIS 20030124 (490)

giovedì 23 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Péter Erdö, di Esztergom-Budapest (Ungheria).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Fernando Antônio Figueiredo, O.F.M., di Santo Amaro.

- Il Vescovo Jacyr Francisco Braido, C.S., di Santos, con il Vescovo emerito David Picão.

- Il Vescovo Joviano de Lima Júnior, S.S.S., di São Carlos.

- Il Vescovo José Moreira de Melo, di Itapeva.

- Il Vescovo Carmo João Rhoden, S.C.I., di Taubaté.

- Il Vescovo David Dias Pimentel, di São João da Boa Vista.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri, 22 gennaio, in udienze separate:

- L'Arcivescovo Tarcisio Bertone, S.D.B., di Genova (Italia).

- L'Arcivescovo Alfio Rapisarda, Nunzio Apostolico in Portogallo.
AP:AL/…/… VIS 20030123 (140)

BRASILE: SETTE, EVANGELIZZAZIONE, INCULTURAZIONE, LITURGIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile, Regione Sul I, al termine dello quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum". Il Santo Padre ha dedicato il suo discorso a temi quali le devozioni popolari, l'Eucaristia, la liturgia autentica e l'inculturazione nella società multietnica brasiliana, nel contesto della società moderna che è "drammatica e affascinante" ed è contraddistinta dal materialismo e dal secolarismo, tuttavia anche protesa verso i valori spirituali.

Il Santo Padre ha ricordato che i popoli del Brasile "sono tradizionalmente ancorati ai principi perenni del Cristianesimo ma ad esso hanno sottomesso influenze negative di vario genere, che comprendono le sette, diffuse in tutto il Paese e molto forti in alcune aree". Il Santo Padre si è chiesto: "Non è forse ciò segno concreto di una inappagata aspirazione al soprannaturale?" ed ha proseguito affermando che questa è "un'autentica sfida" per i parroci che devono "rinnovare lo stile di accoglienza nell'ambito delle comunità ecclesiali e rivitalizzare lo slancio verso una nuova e coraggiosa evangelizzazione".

Molte volte, ha aggiunto il Pontefice "vi è una grande carenza di formazione religiosa con una conseguente indecisione circa la necessità della fede in Cristo e l'adesione alla Chiesa da Lui istituita. Esiste la tendenza a rappresentare le religioni e varie esperienze spirituali riducendole ad un minimo comune denominatore, così da sembrare quasi equivalenti, con il risultato che ogni individuo si sente libero di seguire indifferentemente uno dei numerosi cammini proposti per la salvezza.". Anche questo aspetto richiede una evangelizzazione nuova, coraggiosa e di vasto respiro.

Successivamente, facendo riferimento al XIV Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi in Brasile, il Santo Padre ha ribadito l'importanza dell'Eucaristia nella vita di tutti i cristiani ed ha detto: "L'Eucaristia è il bene spirituale supremo della Chiesa e deve essere al centro del ministero pastorale per diffondere la sua forza soprannaturale in tutte le sfere della vita cristiana, quali l'evangelizzazione, la catechesi e le molteplici attività caritative, come pure l'impegno al rinnovamento sociale e la giustizia a favore di tutti, il rispetto per la vita e per i diritti di ogni individuo e l'impegno a favore della famiglia".

Tuttavia, ha proseguito il Pontefice, "per dare la sua piena efficacia al sacrificio eucaristico, esso deve essere sempre contraddistinto dalla degna ed autentica celebrazione del mistero, secondo la dottrina e le direttive della Chiesa, come ho ricordato in diverse occasioni". Parlando della Celebrazione Eucaristica - la proclamazione della Parola, le preghiere, i riti e tutto il simbolismo ecclesiale della liturgia - il Santo Padre ha affermato che "qualunque manipolazione di questi elementi ha effetti negativi sulla pedagogia della fede", mentre una liturgia autentica e corretta "edifica le fondamenta della fede e la vita dei fedeli".

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha continuato il suo discorso sottolineando la necessità di osservare il Giorno del Signore, l'importanza della preghiera collettiva e soprattutto personale e la liturgia, ha detto, che deve essere "un dialogo fra Dio e il Suo popolo".

La Liturgia, ha ribadito ancora il Papa "deve essere disciplinata solo dalle autorità competenti, chiedendo ad ognuno una grande e rispettosa fedeltà ai riti e ai testi autentici. Un'applicazione erronea del valore della creatività e spontaneità nelle celebrazioni, anche se tipiche delle molte manifestazioni di vita del vostro popolo, non devono mai alterare i riti e i testi e soprattutto il sentimento di mistero che viene celebrato nella Liturgia".

Il Santo Padre ha ricordato che il Brasile è una società multietnica, multiculturale e che ogni gruppo etnico, ogni cultura, ha un ruolo importante da ricoprire e un grande contributo da offrire alla Nazione come alla Chiesa e alla sua missione "ad gentes". Parlando della cultura afro-brasiliana il Papa ha detto che essa ci porta "alla delicata questione dell'inculturazione, specialmente nei riti liturgici, nella terminologia e nelle espressioni musicali e corporali tipiche della cultura afro-brasiliana". Se l'inculturazione comprende l'abbigliamento, i canti, il linguaggio, le cerimonie o gli oggetti liturgici, ci deve essere "una rigorosa applicazione di un serio e profondo discernimento circa la sua compatibilità con la Verità rivelata da Gesù Cristo".

L'autentica liturgica cattolica, ha affermato il Papa, non deve essere trasformata o confusa con "il pantheon di spiriti e divinità dei culti africani. (…) La Chiesa vede questi culti con interesse, ma considera nocivo il relativismo concreto di una pratica comune di entrambi i riti o di una mescolanza di entrambi come se avessero lo stesso valore, e vede in tutto ciò un pericolo per l'identità della fede cattolica".
AL/…/BRASILE VIS 20030123 (750)

mercoledì 22 gennaio 2003

TELEGRAMMA PER TERREMOTO STATI MESSICANI COLIMA E JALISCO


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2003 (VIS). Qui di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio inviato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, all'Arcivescovo Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Messico, per il terremoto che ha colpito gli Stati messicani di Colima e Jalisco, nella tarda serata di ieri, ora locale:

"Profondamente addolorato nell'apprendere la triste notizia del terremoto che ha colpito lo Stato di Colima, causando numerose vittime, feriti e gravi danni materiali, il Santo Padre Giovanni Paolo II offre suffragi per l'eterno riposo dei defunti ed eleva fervide preghiere perché il Signore conceda consolazione a tutti coloro che sono stati colpiti dalla disgrazia, e ispiri in tutti sentimenti di solidarietà per superare le avversità, animati dai valori morali e sempre aperti alla speranza. Allo stesso tempo, chiedo a Vostra Eccellenza di trasmettere il sentito cordoglio di Sua Santità ai familiari delle vittime e di esprimere ai feriti e a tutti coloro che hanno subito danni, la sua paterna sollecitudine e i sentimenti della sua vicinanza spirituale, unitamente all'esortazione alle istituzioni e agli uomini di buona volontà perché in questi momenti difficili, prestino efficace aiuto con spirito generoso e carità cristiana. Infine il Santo Padre, in segno di affetto al caro popolo messicano impartisce di cuore la confortante benedizione apostolica".
TGR/TERREMOTO MESSICO/SODANO:BERTELLO VIS 20030122 (230)

UDIENZA GENERALE: SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2003 (VIS). L'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stata dedicata dal Santo Padre Giovanni Paolo II alla "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani" che iniziata il 18 gennaio, si concluderà il 25, con la celebrazione dei Secondi Vespri della Festa della Conversione di San Paolo presieduti dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. L'unità dei cristiani è stata sempre un punto chiave del Pontificato di Giovanni Paolo II.

"Il Signore ha fondato la Chiesa 'una' e 'unica'" - ha detto il Papa, citando il decreto del Concilio Vaticano II relativo all'ecumenismo, "Unitatis redintegratio". "Eppure (…) molte Comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo; tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno opinioni discordanti e camminano per vie diverse, come se Cristo stesso fosse diviso".

Il Papa ha ricordato che: "La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani ci richiama a questo compito fondamentale e ci offre l'opportunità di pregare (…) per implorare con una sola voce e un solo cuore il prezioso dono della piena unità. Evocando un'immagine di San Paolo, possiamo dire che il dono dell'unità è contenuto in 'vasi di creta', che possono rompersi, e per questo si richiede la massima cura".

"Nonostante la sublimità e la grandezza di questo dono" - ha affermato Giovanni Paolo II - "la debolezza umana ha fatto sì che esso non sia stato totalmente accolto e valorizzato. Nel passato, i rapporti fra cristiani sono stati talora caratterizzati da opposizione, e in alcuni casi persino da odio reciproco. E tutto ciò - come giustamente il Concilio Vaticano II ha ricordato - costituisce 'scandalo' al mondo e 'danno' per la predicazione del Vangelo".

Il Santo Padre ha invitato i cristiani a compiere sforzi per "superare ogni barriera con la preghiera incessante, con il dialogo perseverante e con una fraterna e concreta cooperazione a favore dei più poveri e bisognosi".

Dedicando le osservazioni conclusive della catechesi dell'Udienza Generale di oggi al ministero petrino e al ruolo del Pontefice nell'unità dei cristiani, e citando la Costituzione "Lumen gentium" e la Lettera Enciclica "Ut unum sint", il Santo Padre ha detto: "Mi è parso utile proporre una riflessione comune sul ministero del Vescovo di Roma, costituito 'perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità', al fine di 'trovare una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all'essenziale della sua missione, si apra ad una situazione nuova'".
AG/UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20030122 (430)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Odilon Guimarães Moreira, finora Ausiliare di Vitória (Brasile), Vescovo di Itabira-Fabriciano (superficie: 8.724; popolazione: 800.000; cattolici: 600.000; sacerdoti: 54; religiosi: 88), Brasile. Il Vescovo Guimarães Moreira succede al Vescovo Lélis Lara, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Augusto José Zini Filho, finora Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), Vescovo di Limeira (superficie: 4.958; popolazione: 1.325.000; cattolici: 1.010.000, sacerdoti: 83; religiosi: 160), Brasile.

- Ha nominato il Sacerdote Assis Lopes, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.721; popolazione: 5.598.863; cattolici: 3.880.012; sacerdoti: 559; religiosi: 1.670; diaconi permanenti: 35), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1934 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Finora è stato Rettore del Seminario Maggiore "São José" e Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora da Candelária" a Rio de Janeiro.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20030122 (180)

martedì 21 gennaio 2003

BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, seguendo un'antica tradizione, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha benedetto alcuni agnelli, la cui lana sarà utilizzata per tessere il Pallio che il Papa impone ogni anno - il 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli - ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, quale simbolo del loro ufficio.

In un Documento del 1978 "Inter Eximina Episcopalis", Papa Paolo VI limitò l'uso del Pallio al Papa e agli Arcivescovi Metropoliti. Nel 1984 il Santo Padre Giovanni Paolo II decretò che il Pallio sarebbe stato imposto agli Arcivescovi Metropoliti il 29 giugno.

La benedizione degli agnelli si svolge tutti gli anni attorno al 21 gennaio, memoria liturgica di Sant'Agnese, Vergine e Martire, morta nel 305, il cui simbolo tradizionale è l'agnello. La Santa è sepolta nella Basilica che porta il suo nome in Via Nomentana, dove dopo la Benedizione sono condotti gli agnelli.

Tradizionalmente i Padri Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane si occupano di allevare gli agnelli, e dopo la rasatura, le Suore di Santa Cecilia fabbricano i Palli con la lana appena tosata.
GPII-BENEDIZIONE AGNELLI/SANT'AGNESE/… VIS 20030121 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Luiz Eugênio Pérez, di Jaboticabal, con il Coadiutore Vescovo Fernando Antônio Bronchini, C.S.S.

- Il Vescovo Moacyr José Vitti, C.S.S., di Piracicaba.

- Il Vescovo Ireneu Danelon, S.D.B., di Lins.

- Il Vescovo Ercílio Turco, di Osasco.

- Il Vescovo Joseph Mahfouz, O.L.M., di Nossa Senhora do Líbano em São Paulo dei Maroniti.

- Il Vescovo Luiz Gonzaga Bergonzini, di Guarulhos.

- Il Vescovo José Maria Libório Camino Saracho, di Presidente Prudente.
AL/…/… VIS 20030121 (110)

XX ANNIVERSARIO NUOVO CODICE DI DIRITTO CANONICO


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Per commemorare il XX anniversario della promulgazione da parte del Santo Padre Giovanni Paolo II del nuovo Codice di Diritto Canonico, voluto dal Beato Giovanni XXIII come "coronamento" disciplinare del Concilio Vaticano II, il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ha organizzato una "Giornata Accademica", dal titolo "Vent'anni di esperienza canonica: 1983-2003", che si terrà venerdì 24 gennaio nell'Aula Nuova del Sinodo dei Vescovi in Vaticano.

Presiederà ad aprirà i lavori il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, cui seguirà un indirizzo di saluto ai partecipanti dell'Arcivescovo Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Relatori saranno i Decani delle sette Facoltà di Diritto Canonico di Roma.

Nella tarda mattinata è prevista un'Udienza speciale con il Santo Padre.
…/GIORNATA DIRITTO CANONICO/… VIS 20030121 (140)

INIZIO DOMANI A MANILA IV INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Il IV Incontro Mondiale delle Famiglie, (22-26 gennaio), promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha inizio domani a Manila (Filippine). Il tema scelto dal Santo Padre per questo IV Incontro è: "La famiglia cristiana: una buona novella per il terzo millennio". Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, sarà a Manila come Legato Pontificio.

I precedenti tre Incontri Mondiali si sono svolti rispettivamente a Roma nel 1994, a Rio de Janeiro nel 1997 e a Roma durante il Grande Giubileo dell'Anno 2000. In un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Famiglia si legge che è prevista una forte partecipazione all'Incontro, la cui organizzazione logistica è stata curata dall'Arcidiocesi di Manila. Saranno presenti delegati di 75 Paesi, fra i quali massiccia sarà la partecipazione delle Filippine.

Dal 22 al 24 gennaio si svolgerà un Congresso Internazionale Teologico Pastorale sullo stesso tema dell'Incontro Mondiale e contemporaneamente si svolgerà un Congresso per bambini e giovani, al quale prenderanno parte circa 1000, suddivisi per fasce di età.

Sabato 25 gennaio, in sedici Chiese di Manila si terranno Celebrazioni Eucaristiche per gruppi linguistici. Nel pomeriggio ci sarà il grande Incontro di testimonianze e di festa delle famiglie, al quale il Santo Padre sarà presente in diretta televisiva da Roma per rivolgere, alle famiglie convenute a Manila e a quelle collegate attraverso i mezzi di comunicazione, il suo Messaggio.

Domenica 26 gennaio, il Cardinale Alfonso López Trujillo presiederà la grande Celebrazione Eucaristica conclusiva.
CON-F/INCONTRO FAMIGLIE/LOPEZ TRUJILLO VIS 20030121 (260)

CONCLUSIONE SETTIMANA DI PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Alle 18:00 di sabato 25 gennaio, nella Patriarcale Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre Giovanni Paolo II presiederà la celebrazione dei Secondi Vespri della Festa della Conversione di San Paolo a conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani, sul tema: "Un tesoro come in vasi di creta".

Secondo quanto riportato in un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, prenderanno parte alla celebrazione Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma. Alla celebrazione sono invitati, in modo particolare, il clero e i fedeli della Diocesi di Roma.
OCL/VESPRI:UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20030121 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Jorge Alberto Ossa Soto, Vescovo di Florencia (superficie: 15.441; popolazione: 260.000; cattolici: 225.000; sacerdoti: 47; religiosi: 70), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a El Carmen de Viboral (Colombia), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora è stato Vicario Generale della Diocesi di Istmina-Tadó (Colombia) e Rettore del Seminario Maggiore "San Pio X".

- Ha nominato il Reverendo Joseph Boishu, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Reims (superficie: 6.931; popolazione: 597.522; cattolici: 565.022; sacerdoti: 175; religiosi: 363; diaconi permanenti: 20), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1939 a La Guerche (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1966. Finora è stato Delegato per la Formazione dei Laici e per i Nuovi Ministeri. Il Vescovo Boishu succede al Vescovo François Gourgouillon, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della medesima Arcidiocesi presentata in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:NEA:RE/…/OSSA:BOISHU:GOURGOUILLON VIS 20030121 (170)
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