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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 4 aprile 2014

UDIENZE

Città del Vaticano, 4 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, Nunzio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo.

- Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu (Brasile).

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Tanzania, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, di Dodoma.

- Il Vescovo Salutaris Melchior Libena, di Ifakara.

- Il Vescovo Agapiti Ndorobo, di Mahenge.

- Il Vescovo Telesphor Mkude, di Morogoro.

- Il Vescovo Augustine Shao, C.S.Sp., di Zanzibar.

- L'Arcivescovo Paul R. Ruzoka, Arcivescovo di Tabora, Amministratore Apostolico di Kigoma.

- Il Vescovo Ludovick Joseph Minde, dell'Opus Spiritus Sancti, di Kahama.

- Il Vescovo Damian Kyaruzi, Vescovo di Sumbawanga, Amministratore Apostolico di Mpanda.

- Il Vescovo Eusebius Alfred Nzigilwa, Ausiliare di Dar-es-Salaam.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Michel Aupetit, Vescovo di Nanterre (superficie: 175; popolazione: 1.568.000; cattolici: 940.000; sacerdoti: 332; religiosi: 637; diaconi permanenti: 48), Francia. Finora Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Paris (Francia).

- Il Reverendo Pierre-Yves Michel, Vescovo di Valence (superficie: 6.522; popolazione: 492.508; cattolici: 287.000; sacerdoti: 175; religiosi: 347; diaconi permanenti: 33), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Roanne (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 1992 è stato Vicario della parrocchia Saint-Joseph des Brotteaux a Lyon e cappellano del Collegio Vendôme-Bellecombe; dal 1993 al 1995 ha collaborato con la parrocchia Saint-Jacques-du-Haut-Pas a Parigi ed è stato cappellano del Liceo parigino Lavoisier; nel 1995 Membro del Presbiterio di Sainte-Foy e responsabile del settore giovanile; dal 1999 al 2003 Delegato episcopale per la catechesi e per la pastorale giovanile; dal 1999 al 2003 Vicario episcopale per la catechesi ed il catecumenato e Segretario del Consiglio episcopale; dal 2005 al 2007 Parroco della parrocchia Saint-Priest e membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale. È stato finora Vicario generale dell’arcidiocesi di Lyon.

- Ha nominato il Padre Stefan Oster, S.D.B., Vescovo della diocesi di Passau (superficie: 5.442; popolazione: 546.430; cattolici: 486.195; sacerdoti: 383; religiosi: 772; diaconi permanenti: 38), Germania. Il Vescovo eletto è nato ad Amberg (Germania) nel 1965, è entrato nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco nel 1995, ha emesso la professione perpetua nel 1999 ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2003 al 2009 è stato Professore di Filosofia presso l’Alta Scuola dei Salesiani a Benediktbeuern. Nel 2009 ha ottenuto l’Abilitazione di Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica di Trier ed è stato nominato Professore Ordinario di Dogmatica e Storia del Dogma presso l’Alta Scuola di Benediktbeuern.

giovedì 3 aprile 2014

LA CHIESA HA UN RUOLO IMPORTANTE NELLA RICONCILIAZIONE DEL RWANDA

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). La riconciliazione nazionale e il ruolo in essa della Chiesa, nel ventesimo anniversario del genocidio che devastò la Nazione, sono stati i temi centrali del discorso di Papa Francesco ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Rwanda, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Santo Padre ricorda le sofferenze del popolo rwandese e le tante ferite che ancora devono rimarginarsi e si unisce di tutto cuore al lutto della popolazione, assicurando la sua preghiera per le comunità ecclesiali "spesso lacerate, per tutte le vittime e le loro famiglie, per tutto il popolo rwandese, senza distinzione di religione, etnia e credo politico".

Venti anni dopo i tragici avvenimenti del 1994 "la riconciliazione e la guarigione delle ferite restano certamente la priorità della Chiesa in Rwanda - scrive il Papa - Il perdono delle offese e l'autentica riconciliazione, che potrebbero sembrare impossibili da un punto di vista umano dopo tante sofferenze, sono tuttavia un dono che è possibile ricevere da Cristo, con la fede e la preghiera, anche se la via è lunga e richiede pazienza, rispetto reciproco e dialogo. La Chiesa ha dunque un ruolo importante nella ricostruzione di una società rwandese riconciliata; con tutto il dinamismo della vostra fede e della speranza cristiana, andate avanti risolutamente, rendendo testimonianza instancabile alla verità. (...) È importante che, superando i pregiudizi e le divisioni etniche, la Chiesa abbia una sola voce, manifesti la sua unità e riaffermi la comunione con la Chiesa universale e con il successore di Pietro".

"Nella prospettiva di riconciliazione nazionale, è anche necessario rafforzare le relazioni di fiducia fra la Chiesa e lo Stato. La celebrazione, il sei giugno prossimo, del cinquantesimo anniversario dell'instaurazione di rapporti diplomatici fra il Rwanda e la Santa Sede, può essere l'occasione di rivalutare i risultati benefici di tali relazioni, per il bene del popolo rwandese. Un dialogo costruttivo e autentico con le Autorità potrà favorire l'opera comune di riconciliazione e di ricostruzione della società fondata sui valori della dignità umana, della giustizia e della pace. Siate una Chiesa che sappia prendere l'iniziativa e generare fiducia".

Papa Francesco ricorda l'insostituibile contributo della Chiesa al bene comune, soprattutto nel settore educativo e sanitario, nel quale tante persone si dedicano alle vittime della guerra, ferite "nell'anima e nel corpo", specialmente le vedove e gli orfani, le persone anziane, i malati e i bambini. "L'educazione dei giovani - sottolinea il Santo Padre - è la chiave del futuro in un paese dove la popolazione si rinnova rapidamente. (...) È dovere della Chiesa formare i bambini e i giovani ai valori evangelici (...) che saranno per essi come una bussola che indica loro la strada da seguire. Che siano membri attivi e generosi della società, perché è da essi che dipende il futuro".

Nella missione di evangelizzazione e di ricostruzione, i laici "hanno un ruolo fondamentale" e il loro impegno nella società "è credibile nella misura in cui essi siano competenti e onesti". Il Santo Padre invita i Vescovi a riservare particolare attenzione alla formazione dei laici e alle famiglie rwandesi, molte delle quali sono state "lacerate e ricomposte", e sono oggi minacciate della secolarizzazione. Il Papa esprime la sua gratitudine ai sacerdoti "che si danno generosamente nel loro ministero e la cui missione è resa più gravosa dall'esiguità del loro numero".

Il Papa conclude il suo discorso raccomandando il Rwanda alla materna protezione della Vergine Maria. "Auspico caldamente che voi facciate in modo che il Santuario di Kibeho irradi ancora di più l'amore di Maria per tutti i suoi figli, in particolare per i più poveri e i più provati, e che sia per la Chiesa in Rwanda e fuori di essa, un appello a rivolgersi con fiducia alla 'Nostra Signora dei Dolori', perché accompagni ognuno nel suo cammino e gli ottenga il dono della riconciliazione e della pace".

RATIFICA ACCORDO SANTA SEDE E REPUBBLICA DI CAPO VERDE

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Signor José Maria Pereira Neves, Primo Ministro della Repubblica di Capo Verde, il quale si è poi incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Successivamente, nella Sala dei Trattati del Palazzo Apostolico, il Cardinale Segretario di Stato e il Primo Ministro hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde sullo Statuto Giuridico della Chiesa Cattolica in Capo Verde, firmato a Praia il 10 giugno 2013.

L’Accordo che consolida ulteriormente i vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di trenta articoli e stabilisce il Quadro giuridico e normativo di riferimento; riconosce le domeniche come giorni festivi e regola vari ambiti di comune interesse, quali: la tutela dei luoghi di culto e delle celebrazioni; gli effetti civili del matrimonio canonico e delle sentenze ecclesiastiche in materia; garantisce le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione; l’insegnamento della religione nelle scuole; l’attività assistenziale e caritativa della Chiesa; la cura pastorale nelle forze armate, nelle strutture penitenziarie e negli ospedali, nonché il regime patrimoniale e fiscale.

L’Accordo entra in vigore nel trentesimo giorno dallo scambio degli Strumenti di ratifica.

"La cerimonia odierna - ha affermato il Cardinale Pietro Parolin - ci offre la felice opportunità di guardare con soddisfazione al tempo trascorso dall’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde, nel 1976, poco dopo l’indipendenza.

Durante questi anni si è compiuto un cammino cordiale e fecondo, si sono poste le basi per una collaborazione sempre più efficace, pronta a rendere ragione di antiche attese, così come di rispondere convenientemente alle domande pastorali e sociali di oggi.

Di certo, il solenne Atto che stiamo celebrando non costituisce un punto di arrivo, quanto
piuttosto un rilancio dell’impegno delle due Parti per il bene di tutto il popolo capoverdiano. Per la Chiesa in Capo Verde esso assume poi il valore di un evento storico, segno dell’ottima collaborazione tra le Autorità politiche e la Comunità cattolica".

TELEGRAMMA PER IL TERREMOTO IN CILE

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre ha fatto pervenire al Cardinale Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Santiago de Chile (Cile) e Presidente della Conferenza Episcopale cilena, per le vittime del sisma che ha colpito il Cile causando sei morti e numerosi feriti.

"Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del sisma che ha causato vittime, feriti e danni materiali e numerosi sfollati in questo amato Paese, desidero far pervenire a tutti i cileni la mia vicinanza e il mio sentito affetto.

Prego Dio che conceda l'eterno riposto ai defunti, consoli quanti sono stati colpiti da tale tragedia e ispiri in tutti sentimenti di speranza per affrontare tale avversità.

Nel contempo prego calorosamente le comunità cristiane, le istituzioni civili e le persone di buona volontà che in questi tristi momenti, prestino efficaci soccorsi con spirito generoso e fraterna carità.

Mentre invoco l'amorosa protezione di Nostra Signora del Carmen, imparto la mia Benedizione in segno di cordiale apprezzamento per il nobile popolo cileno, tante presente al mio cuore.

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). Oggi, 3 aprile 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel corso dell'Udienza, il Santo Padre, accolte le relazioni del Prefetto, ha iscritto nel catalogo dei Santi e ha esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore dei seguenti Beati:

- Beato François de Laval, (1623-1708), già Vescovo francese di Québec (Canada).

- Beato José de Anchieta, (1534-1597), Sacerdote spagnolo professo della Compagnia di Gesù.

- Beata Marie de l'Incarnation (al secolo: Maria Guyart), (1599-1672), religiosa francese, Fondatrice del Monastero delle Orsoline nella città di Québec.

Allo stesso tempo, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO:

- attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Antonio Farina, (1803-1888), Vescovo italiano, Fondatore dell'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori.

- attribuito all'intercessione del Beato Kuriacose Elia Chavara, (1805-1871), Sacerdote indiano, Fondatore della Congregazione dei Carmelitani della Beata Vergine Maria Immacolata.

- attribuito all'intercessione del Beato Nicola da Longobardi (al secolo: Giovanni Battista Clemente Saggio), (1650-1709), Oblato professo italiano dell'Ordine dei Minimi.

- attribuito all'intercessione della Beata Eufrasia del Sacro Cuore (al secolo: Rosa Eluvathingal), (1877-1952), Suora professa indiana della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo.

- attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Luigi della Consolata (al secolo: Luigi Bordino), (1922-1977), laico italiano.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Francisco Simón Ródenas, spagnolo, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, già Vescovo di Santa Marta, (1849-1914).

- del Servo di Dio Adolfo Barberis, Sacerdote diocesano italiano, Fondatore dell'Istituto delle Suore del Famulato Cristiano, (1884-1967).

- del Servo di Dio Marie-Clément (al secolo: Joseph Staub), Sacerdote professo francese della Congregazione degli Agostiniani dell'Assunzione, Fondatore della Congregazione delle Suore di Santa Giovanna d'Arc, (1876-1936).

- del Servo di Dio Sebastián Elorza Arizmendi, Laico professo spagnolo, dell'Ordine di Sant'Agostino, (1882-1942).

- della Serva di Dio Maria Teresa di Gesù Eucaristico (al secolo: Dulce Rodrigues dos Santos), brasiliana, Fondatrice della Congregazione delle Piccole Missionarie di Maria Immacolata, (1901-1972).

- della Serva di Dio Clara della Concezione (al secolo: Juana de la Concepción Sánchez García), Monaca professa spagnola dell'Ordine di Santa Chiara, (1902-1973).

- della Serva di Dio Maria Maddalena di Gesù Sacramentato (al secolo: Maria Giuseppina Teresa Marcucci), Religiosa professa italiana della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, (1888-1960).

- del Servo di Dio Luigi Rocchi, Laico italiano, (1932-1979).

UDIENZE

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Rwanda, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Thaddée Ntihinyurwa, Arcivescovo di Kigali.
- Il Vescovo Philippe Rukamba, di Butare, Amministratore Apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” di Gikongoro.

- Il Vescovo Servilien Nzakamwita, di Byumba.

- Il Vescovo Jean Damascène Bimenyimana, di Cyangugu.

- Il Vescovo Smaragde Mbonyintege, di Kabgayi.

- Il Vescovo Antoine Kambanda, di Kibungo.

- Il Vescovo Alexis Habiyambere, S.I., di Nyundo.

- Il Vescovo Vincent Harolimana, di Ruhengeri.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceve Sua Maestà la Regina Elisabetta II di Inghilterra, con Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo, e Seguito.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Mandalay (Myanmar), presentata dall'Arcivescovo Paul Zinghtung Grawng, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Nicholas Mang Thang, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

mercoledì 2 aprile 2014

IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO, ICONA DELL'AMORE DI DIO PER IL GENERE UMANO

Città del Vaticano, 2 aprile 2014 (VIS). Concludendo il ciclo di catechesi sui Sacramenti, Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì al Sacramento del Matrimonio. "Questo Sacramento - ha detto - ci conduce nel cuore del disegno di Dio, che è un disegno di alleanza col suo popolo, con tutti noi, un disegno di comunione. All'inizio del libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, a coronamento del racconto della creazione si dice: 'Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò... Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne'. L'immagine di Dio è la coppia matrimoniale: l'uomo e la donna; non soltanto l'uomo, non soltanto la donna, ma tutti e due. Questa è l'immagine di Dio: l'amore, l'alleanza di Dio con noi è rappresentata in quell'alleanza fra l'uomo e la donna".

"Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore. E nell'unione coniugale l'uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno delle reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva. Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si 'rispecchia' in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l'icona dell'amore di Dio per noi. Anche Dio, infatti, è comunione: le tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in unità perfetta. Ed è proprio questo il mistero del Matrimonio: Dio fa dei due sposi una sola esistenza. La Bibbia usa un'espressione forte e dice: 'un'unica carne', tanto intima è l'unione tra l'uomo e la donna nel matrimonio. Ed è proprio questo il mistero del matrimonio: l'amore di Dio che si rispecchia nella coppia che decide di vivere insieme".

"San Paolo, nella Lettera agli Efesini - ha ricordato Papa Francesco - mette in risalto che negli sposi cristiani si riflette un mistero grande: il rapporto instaurato da Cristo con la Chiesa, un rapporto nuziale. La Chiesa è la sposa di Cristo. (...) Questo significa che il Matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione. (...) L'uomo e la donna sono consacrati nel loro amore. Gli sposi infatti, in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l'amore con cui Cristo ama la sua Chiesa".

"È davvero un disegno stupendo quello che è insito nel sacramento del Matrimonio! - ha esclamato il Papa - E si attua nella semplicità e anche nella fragilità della condizione umana. Sappiamo bene quante difficoltà e prove conosce la vita di due sposi. L'importante è mantenere vivo il legame con Dio, che è alla base del legame coniugale. E il vero legame è sempre con il Signore. Quando la famiglia prega, il legame si mantiene. Quando lo sposo prega per la sposa e la sposa prega per lo sposo, quel legame diviene forte; uno prega per l'altro. È vero che nella vita matrimoniale ci sono tante difficoltà, tante; che il lavoro, che i soldi non bastano, che i bambini hanno problemi. Tante difficoltà. E tante volte il marito e la moglie diventano un po' nervosi e litigano fra loro. Litigano, è così, sempre si litiga nel matrimonio, alcune volte volano anche i piatti! Ma non dobbiamo diventare tristi per questo, la condizione umana è così. E il segreto è che l'amore è più forte del momento nel quale si litiga e per questo io consiglio agli sposi sempre: non finire la giornata nella quale avete litigato senza fare la pace. Sempre!. E per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite che vengano a casa a fare la pace. È sufficiente un piccolo gesto, una carezza, ma ciao! E a domani! E domani si comincia un'altra volta. E questa è la vita, portarla avanti così, portarla avanti con il coraggio di voler viverla insieme. È una cosa bellissima la vita matrimoniale e dobbiamo custodirla sempre, custodire i figli".

"Altre volte io ho detto in questa Piazza una cosa che aiuta tanto la vita matrimoniale. Sono tre parole che si devono dire sempre, tre parole che devono essere nella casa: Permesso, grazie, scusa. Le tre parole magiche. Permesso: per non essere invadente nella vita dei coniugi. (...) Grazie: ringraziare il coniuge; grazie per quello che hai fatto per me (...). E siccome tutti noi sbagliamo, quell'altra parola che è un po' difficile a dirla, ma bisogna dirla: scusa. Permesso, grazie e scusa. Con queste tre parole, con la preghiera dello sposo per la sposa e viceversa, con fare la pace sempre prima che finisca la giornata, il matrimonio andrà avanti. (...) Che il Signore vi benedica e pregate per me".

PREGARE PER LA RICOSTRUZIONE DELL'AQUILA

Città del Vaticano, 2 aprile 2014 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha rivolto uno speciale pensiero al gruppo Jemo ‘Nnanzi dell’Aquila. "A cinque anni dal terremoto che ha devastato la vostra città, mi unisco alla preghiera per le numerose vittime, e affido alla protezione della Madonna di Roio quanti ancora vivono nel disagio. Incoraggio tutti a tenere viva la speranza! La ricostruzione delle abitazioni si accompagni a quella delle chiese, che sono case di preghiera per tutti, e del patrimonio artistico, a cui è legato il rilancio del territorio. Jemo ‘Nnanzi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 aprile 2014 (VIS). Con il consenso del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina e dopo aver consultato la Sede Apostolica, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč, ha eretto a norma del canone 85, paragrafo 3, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, l’Esarcato Arcivescovile di Kharkiv (Ucraina), con territorio smembrato dall’attuale Esarcato Arcivescovile di Donetsk-Kharkiv.

- Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all’elezione canonicamente fatta dal medesimo Sinodo del Padre Vasyl Tuchapets, O.S.B.M., al presente igumeno del monastero di San Basilio Magno a Kyiv, all’ufficio di primo Esarca Arcivescovile di Kharkiv. l'Esarca eletto è nato nel 1967 a Yavoriv, nella regione di Lviv (Ucraina). Dal 1996 è membro professo della Provincia ucraina del Santissimo Salvatore dell’Ordine Basiliano di San Giosafat. È sacerdote dal 1997. Dal 1998 al 2005 ha ricoperto vari incarichi pastorali nelle parrocchie a Zolochiv, Krekhiv e Zhovkva. Allo stesso tempo, fino al 2000 ha insegnato l’ascetica presso l’istituto di formazione del proprio Ordine a Zolochiv, mentre dal 2006 insegna la stessa materia presso un istituto di formazione della Chiesa ortodossa autocefala ucraina a Kharkiv. Dal 2005 è Superiore del monastero di San Basilio Magno a Kyiv. Dal 2012 è anche Vicario e Consigliere della Provincia del Santissimo Salvatore dell’Ordine Basiliano di San Giosafat in Ucraina.

- Il Santo Padre ha accolto l’elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina del Vescovo Taras Senkiv, O.M., a Vescovo eparchiale di Stryj degli Ucraini (Ucraina). Dal 2010 ha ricoperto l'incarico di Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedesi" della medesima Eparchia.

- Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all’elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina del Padre Bohdan Manyshyn, al presente Protosincello eparchiale di Stryj degli Ucraini (Ucraina), all’ufficio di Vescovo Ausiliare della medesima Eparchia. Il Vescovo eletto, è nato nel 1972 a Novyj Rozdil, nella provincia di Lviv (Ucraina). Dal 1993 al 1996 è stato collaboratore della comunità “Miles Iesu” a Bortnyky. Nel 1996 è entrato nel Seminario Maggiore greco-cattolico di Lviv, ricevendo l’Ordinazione sacerdotale nel 2002. Ha ricoperto gli incarichi di cappellano militare a Lviv e di vicario parrocchiale in alcune parrocchie dell’Eparchia di Stryj degli Ucraini. Dal 2010 è stato Protosincello della medesima Eparchia.

- Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Franco Coppola, Nunzio Apostolico in Ciad, attualmente Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana.

martedì 1 aprile 2014

"EVANGELII GAUDIUM" ARGOMENTO DELLA RIUNIONE DEL PAPA CON I CAPI DEI DICASTERI DELLA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 1 aprile 2014 (VIS). Questa mattina alle 9:30, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha presieduto una riunione dei Capi dei Dicasteri della Curia Romana. Argomento della riunione sono state le riflessioni e le reazioni suscitate nei diversi Dicasteri dall’Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium", e le prospettive che si aprono per la sua implementazione. L’incontro è terminato alle ore 12:00.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 1 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Lawrence Patrick Henry, emerito di Cape Town (Sudafrica), il 4 marzo, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Javier Naranjo Villegas, emerito di Santa Marta (Colombia), il 7 marzo, all'età di 95 anni.

- L'Arcivescovo Francesco De Nittis, già Nunzio Apostolico in Uruguay, il 10 marzo, all'età di 80 anni.

- Il Cardinale José da Cruz Policarpo, Patriarca emerito di Lisboa (Portogallo), il 12 marzo, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Fortunatus M. Lukanima, emerito di Arusha (Tanzania), il 12 marzo, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Joseph Fan Zhongliang, S.I., di Shanghai (Cina), il 16 marzo, all'età di 96 anni.

- Il Vescovo Carlos Marcio Camus Larenas, emerito di Linares, (Cile), il 16 marzo, all'età di 87 anni.

- L'Arcivescovo José Delicado Baeza, emerito di Valladolid (Spagna), il 17 marzo, all'età di 87 anni.

- L'Arcivescovo Giuseppe Agostino, emerito di Cosenza-Bisignano (Italia), il 24 marzo, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Wolfgang Kirchgässner, Ausiliare emerito di Freiburg im Breisgau, (Germania), il 26 marzo, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Michael Ernest Putney, di Townsville (Australia), il 28 marzo, all'età di 67 anni.

lunedì 31 marzo 2014

PAPA FRANCESCO AI SALESIANI: VICINO AI GIOVANI CON IL LINGUAGGIO DEL CUORE

Città del Vaticano, 31 marzo 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Capitolo Generale della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, svoltosi sul tema: "Testimoni della radicalità evangelica". "Quando si pensa a lavorare per il bene delle anime, si supera la tentazione della mondanità spirituale - ha detto il Papa - non si cercano altre cose, ma solo Dio e il suo Regno. Temperanza poi è senso della misura, accontentarsi, essere semplici".

"L'esperienza di Don Bosco e il suo 'sistema preventivo' - ha proseguito il Pontefice - vi sostengano sempre nell'impegno a vivere con i giovani. (...) Occorre preparare i giovani a lavorare nella società secondo lo spirito del Vangelo, come operatori di giustizia e di pace, e a vivere da protagonisti nella Chiesa. (...) La presenza in mezzo a loro si distingua per quella tenerezza che Don Bosco ha chiamato amorevolezza, sperimentando anche nuovi linguaggi, ma ben sapendo che quello del cuore è il linguaggio fondamentale per avvicinarsi e diventare loro amici".

Infine, nel ribadire che la dimensione vocazionale è fondamentale, Papa Francesco ha ricordato che il prossimo anno 2015, dedicato alla vita consacrata, sarà un'occasione favorevole per presentare ai giovani la bellezza della vocazione. "Grazie a Dio voi non vivete e non lavorate come individui isolati, ma come comunità. La comunità sostiene tutto l'apostolato. (...) Cari fratelli - ha concluso il Pontefice - il bicentenario della nascita di Don Bosco è ormai alle porte. Sarà un momento propizio per riproporre il carisma del vostro Fondatore".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE APRILE 2014

Città del Vaticano, 31 marzo 2014 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di aprile affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i governanti promuovano la tutela del creato e l'equa distribuzione dei beni e delle risorse naturali".

Missionaria: "Perché il Signore Risorto colmi di speranza il cuore di quanti sono provati dal dolore e dalla malattia".

PREPARAZIONE ALLA CANONIZZAZIONE DEI BEATI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

Città del Vaticano, 31 marzo 2014 (VIS). Il Cardinale Agostino Vallini, Cardinale Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma; il Monsignor Giulio Dellavite, Segretario Generale della Curia di Bergamo; il Monsignor Walter Insero, Incaricato dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma e Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del cammino di preparazione alla canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, in programma domenica 27 aprile.

Fra le iniziative proposte, una piattaforma digitale con l'obiettivo di offrire ai pellegrini e ai fedeli la possibilità di accedere alle notizie, alle informazioni utili riguardanti le celebrazioni e alle riflessioni spirituali relative alla vita e all'insegnamento dei due Papi. Il sito ufficiale www.2papisanti.org è un portale - in corso di completamento - che offre informazioni e area per ufficio stampa, contatti corredati da video ed immagini, insieme a documenti biografici e spirituali che permettono di conoscere il percorso di santità di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II. Sarà fruibile in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e polacco.

L'applicazione intitolata "Santo Subito", scaricabile gratuitamente sia nel formato Android che nel formato IOS (in lingua italiana, inglese, spagnola e polacca), che fa riferimento alla fama di santità che circondò già in vita, sia Giovanni XXIII che Giovanni Paolo II, consentirà di avere informazioni logistiche, di accedere alle principali notizie sulla Canonizzazione e di scaricare il materiale previsto per i diversi eventi liturgici.

I link di riferimento dei Social Media già esistenti sono:

Pagina ufficiale della Postulazione con contenuti in cinque lingue:

Pagina ufficiale Profilo Twitter con contenuti in cinque lingue:

Canale YouTube della Postulazione:


Il portale, promosso dalla Postulazione per la beatificazione di Karol Wojtyla, illustra in dettaglio le tappe del processo canonico che hanno consentito di approdare al riconoscimento di santità di Papa Giovanni Paolo II ed è disponibile in più lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e rumeno.

Il Progetto #2popesaints, realizzato grazie alla collaborazione con una classe di studenti specializzandi in Scienza della comunicazione dell'Università romana LUMSA, comprende un "Social Media planning" per far conoscere ai giovani la vita, l'insegnamento e la testimonianza di fede di questi due nuovi Santi. In Facebook sarà presente una pagina dal titolo: 2popesaints; in Twitter l'account: @2popesaints. ; in Instagram #2popesaints; e in YouTube 2popesaints. Sarà proposto un tema al giorno che riguarda entrambi i Papi sui Social media, a partire dal 6 aprile fino alla Canonizzazione. Ogni evento sarà seguito in diretta su ogni Social.
In Google sarà offerta la possibilità si seguire in "hangout" i Briefing quotidiani che si svolgeranno nella settimana che precede la Canonizzazione. È prevista la creazione di un QR code per poter visitare rapidamente il sito: 2popesaints.org. L'iniziativa “Rome connecting to the world”, un gemellaggio tra i fedeli ospitati a Roma e i giovani romani, permetterà di far conoscere e visitare i luoghi più significativi di Roma legati alla storia dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, fornendo informazioni sulla pagina Facebook.

Alle 20:30 di martedì 22 aprile, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la diocesi di Roma, presiederà un Incontro per giovani in preparazione della Canonizzazione con l'intervento dei postulatori Monsignor Slavomir Oder (Giovanni Paolo II) e Padre Giovangiuseppe Califano (Giovanni XXIII). Sabato 26 aprile, a partire dalle 21:00, si terra una "Notte bianca di preghiera". Le Chiese del centro di Roma saranno aperte e sarà possibile pregare e confessarsi in diverse lingue.

La Diocesi di Bergamo rende omaggio a Giovanni XXIII con "Le Opere Segno", una serie di attività dedicate alla carità, alla promozione umana e alla solidarietà che abbiano ricadute nell'ordinarietà, fra le quali: il progetto internazionale per Haiti, che garantisce il sostegno dell'attività scolastica per i prossimi tra anni nella scuola intitolata a Papa Giovanni; l'invito ai sacerdoti a devolvere una loro mensilità insieme con tutte le offerte raccolte dalle comunità parrocchiali il 27 aprile, per costituire un fondo di aiuto per le famiglie colpite dalla crisi; infine la commemorazione, il 12 aprile, dell'Enciclica "Pacem in Terris" alla quale sono invitati gli Ambasciatori dei Paesi in cui l'allora Monsignor Angelo Roncalli svolse la sua missione diplomatica (Bulgaria, Turchia, Grecia e Francia). La prolusione di commemorazione è stata affidata a Jacques Delors, Presidente emerito della Commissione Europea.

ANGELUS: LA STORIA DEL CIECO GUARITO DA GESÙ È ANCHE LA NOSTRA

Città del Vaticano, 30 marzo 2014 (VIS). Alle 12:00 di oggi il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha commentato il Vangelo di San Giovanni che presenta l'episodio dell'uomo cieco dalla nascita al quale Gesù dona la vista. "Il miracolo - ha detto il Papa - è narrato da Giovanni in appena due versetti, perché l'evangelista vuole attirare l'attenzione non sul miracolo in sé, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita".

"Tante volte un’opera buona, un’opera di carità suscita chiacchiere e discussioni, perché ci sono alcuni che non vogliono vedere la verità. (...) Il cieco guarito viene prima interrogato dalla folla stupita (...) poi dai dottori della legge (...). Alla fine il cieco guarito approda alla fede, e questa è la grazia più grande che gli viene fatta da Gesù: non solo di vedere, ma di conoscere Lui, vedere Lui come 'la luce del mondo'".

"Mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, i dottori della legge al contrario sprofondano sempre più nella loro cecità interiore. Chiusi nella loro presunzione, credono di avere già la luce; per questo non si aprono alla verità di Gesù. Essi fanno di tutto per negare l’evidenza. Mettono in dubbio l’identità dell’uomo guarito; poi negano l’azione di Dio nella guarigione, prendendo come scusa che Dio non agisce di sabato; giungono persino a dubitare che quell’uomo fosse nato cieco. La loro chiusura alla luce diventa aggressiva e sfocia nell’espulsione dal tempio dell’uomo guarito".

"Il cammino del cieco invece è un percorso a tappe, che parte dalla conoscenza del nome di Gesù. (...) A seguito delle incalzanti domande dei dottori della legge, lo considera dapprima un profeta e poi un uomo vicino a Dio. Dopo che è stato allontanato dal tempio, escluso dalla società, Gesù lo trova di nuovo e gli 'apre gli occhi' per la seconda volta, rivelandogli la propria identità: 'Io sono il Messia', così gli dice. A questo punto colui che era stato cieco esclama: 'Credo, Signore!', e si prostra davanti a Gesù".

"La nostra vita - ha proseguito il Pontefice - a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce, che si è aperto a Dio, che si è aperto alla sua grazia. A volte purtroppo è un po’ come quella dei dottori della legge: dall’alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani; tutti noi siamo cristiani, ma tutti noi, tutti, alcune volte abbiamo comportamenti non cristiani, comportamenti che sono peccati. Dobbiamo pentirci di questo, eliminare questi comportamenti per (...) comportarci come 'figli della luce', con umiltà, pazienza, misericordia. Questi dottori della legge non avevano né umiltà, né pazienza, né misericordia! (...) Non dobbiamo avere paura! Apriamoci alla luce del Signore, Lui ci aspetta sempre per farci vedere meglio, per darci più luce, per perdonarci (...) e rinascere a una vita nuova".

Dopo l'Angelus il Papa ha rivolto un saluto ai militari italiani che hanno compiuto un pellegrinaggio a piedi da Loreto a Roma, "pregando per la pacifica e giusta risoluzione delle contese. E questo è molto bello: Gesù nelle beatitudini dice che sono beati coloro che lavorano per la pace".

"E non dimenticate oggi a casa - ha concluso il Papa - prendere il Vangelo di Giovanni, capitolo 9 e leggere questa storia del cieco che è diventato vedente e dei presunti vedenti che si sono affondati di più nella loro cecità".

INCONTRO CON MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI E CON PICCOLA MISSIONE PER I SORDOMUTI: GESÙ AMAVA INCONTRARE, PER FARE DI LORO DEI TESTIMONI, PERSONE EMARGINATE, ESCLUSE, DISPREZZATE

Città del Vaticano, 29 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza gli aderenti al Movimento Apostolico Ciechi che ha promosso le Giornate della Condivisione sul tema: "Testimoni del Vangelo per una cultura dell'Incontro". All'Udienza hanno partecipato anche la Piccola Missione per i Sordomuti e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

"La prima cosa che osservo - ha detto il Papa commentando il tema scelto per le Giornate della Condivisione - è che questa espressione termina con la parola 'incontro', ma all’inizio presuppone un altro incontro, quello con Cristo. In effetti, per essere testimoni del Vangelo, bisogna aver incontrato Lui, Gesù. Chi lo conosce veramente, diventa suo testimone. Come la Samaritana (...), quella donna incontra Gesù (...) e la sua vita cambia (...). Testimone del Vangelo è uno che ha incontrato Gesù Cristo, che lo ha conosciuto, o meglio, si è sentito conosciuto da Lui, ri-conosciuto, rispettato, amato, perdonato, e questo incontro lo ha toccato in profondità, lo ha riempito di una gioia nuova, un nuovo significato per la vita. E questo traspare, si comunica, si trasmette agli altri".

"Ho ricordato la Samaritana - ha proseguito il Pontefice - perché è un esempio chiaro del tipo di persone che Gesù amava incontrare, per fare di loro dei testimoni: persone emarginate, escluse, disprezzate. La samaritana lo era in quanto donna e in quanto samaritana – i samaritani erano molto disprezzati dai giudei. Ma pensiamo a tanti che Gesù ha voluto incontrare, soprattutto persone segnate dalla malattia e dalla disabilità, per guarirle e restituirle alla piena dignità. È molto importante che proprio queste persone diventano testimoni di un nuovo atteggiamento, che possiamo chiamare cultura dell’incontro. Esempio tipico è la figura del cieco nato (...) emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una punizione divina. Gesù rifiuta radicalmente questo modo di pensare - veramente blasfemo! - e compie per il cieco 'l’opera di Dio', dandogli la vista. Ma la cosa notevole è che quest’uomo, a partire da ciò che gli è accaduto, diventa testimone di Gesù e della sua opera, che è l’opera di Dio, della vita, dell’amore, della misericordia. Mentre i capi dei farisei, dall’alto della loro sicurezza, giudicano sia lui che Gesù come 'peccatori', il cieco guarito, con semplicità disarmante, difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui, e condivide anche la sua sorte: Gesù viene escluso, e anche lui viene escluso. Ma in realtà, quell’uomo è entrato a far parte della nuova comunità, basata sulla fede in Gesù e sull’amore fraterno".

"Ecco le due culture opposte. La cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione, del pregiudizio. La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre alla vita e alla fede, e l’incontro con gli altri, con la comunità. In effetti, solo chi riconosce la propria fragilità, il proprio limite può costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella società", ha concluso il Pontefice.

CELEBRAZIONE DELLA PENITENZA IN SAN PIETRO: CONVERTIRSI È IMPEGNO CHE DURA TUTTA LA VITA

Città del Vaticano, 29 marzo 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto il Rito della Riconciliazione, confessando e impartendo l'assoluzione individuale a più penitenti. La celebrazione ha aperto il momento penitenziale "24 ore per il Signore", promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, al quale hanno partecipato numerose diocesi del mondo e durante il quale molte chiese sono rimaste aperte la notte di venerdì e la mattina del sabato per la confessione dei fedeli.

Il Papa ha ricordato nell'omelia che nel periodo della Quaresima la Chiesa rinnova l'appello alla conversione e la chiamata a cambiare vita. "Convertirsi - ha detto - non è questione di un momento o di un periodo dell’anno, è impegno che dura tutta la vita. Chi tra di noi può presumere di non essere peccatore? Nessuno. Tutti lo siamo. Scrive l’apostolo Giovanni: 'Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità'. È quello che avviene anche in questa celebrazione e in tutta questa giornata penitenziale. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci introduce in due elementi essenziali della vita cristiana".

"Il primo: 'Rivestirci dell’uomo nuovo'. L’uomo nuovo, 'creato secondo Dio' - ha spiegato Papa Francesco - nasce nel Battesimo, dove si riceve la vita stessa di Dio, che ci rende suoi figli e ci incorpora a Cristo e alla sua Chiesa. Questa vita nuova permette di guardare alla realtà con occhi diversi, senza più essere distratti dalle cose che non contano (...), dalle cose che finiscono con il tempo. Per questo siamo chiamati ad abbandonare i comportamenti del peccato e fissare lo sguardo sull’essenziale. 'L’uomo vale più per quello che è che per quello che ha'. Ecco la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata della grazia".

"Il secondo elemento: 'Rimanere nell’amore'. L’amore di Gesù Cristo dura per sempre, non avrà mai fine perché è la vita stessa di Dio. Questo amore vince il peccato e dona la forza di rialzarsi e ricominciare, perché con il perdono il cuore si rinnova e ringiovanisce. Tutti lo sappiamo: il nostro Padre non si stanca mai di amare (...). Possiamo parlare della speranza di Dio: nostro Padre ci aspetta sempre, non solo ci lascia la porta aperta, ma ci aspetta. (...) Dio non solo è all’origine dell’amore, ma in Gesù Cristo ci chiama ad imitare il suo stesso modo di amare: 'Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri'. Nella misura in cui i cristiani vivono questo amore, diventano nel mondo discepoli credibili di Cristo. L’amore non può sopportare di rimanere rinchiuso in se stesso. Per sua stessa natura è aperto, si diffonde ed è fecondo, genera sempre nuovo amore".

Il Papa ha concluso l'omelia ricordando l'iniziativa "24 ore per il Signore" ed ha invitato i giovani che partecipano come missionari della riconciliazione a comunicare a quanti incontreranno "la gioia di ricevere il perdono del Padre e di ritrovare l'amicizia piena con Lui. (...) E direte loro che nostro Padre ci aspetta, nostro Padre ci perdona, di più fa festa. Se tu vai a Lui con tutta la tua vita, anche con tanti peccati, invece di rimproverarti fa festa: questo è nostro Padre. Questo dovete dirlo voi, dirlo a tanta gente, oggi. Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi e i poveri. In questi 'fratelli più piccoli' Gesù ci aspetta; riceviamo misericordia e diamo misericordia!".

UDIENZE

Città del Vaticano, 31 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza;

- L'Arcivescovo Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria.

- Il Signor Steven Todd Green, Presidente della “American Bible Society”, con la Consorte, e Seguito.

- Il Vescovo Lucas Van Looy, di Gent (Belgio).

Sabato 29 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P,S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Nicholas Gilbert Hudson, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Westminster (superficie: 3.634; popolazione: 4.793.000; cattolici: 481.600; sacerdoti: 613; religiosi: 1.355; diaconi permanenti: 15), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Wimbledon (Gran Bretagna), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1987 al 1991 è stato Vice-parroco nella parrocchia di Canterbury; dal 1993 al 2000 Direttore del Christian Education Centre dell'arcidiocesi di Southwark; nel 1993 nominato membro del Consiglio del Consultori della medesima arcidiocesi. Nel 2000 è stato Vice-Rettore del Venerabile Collegio Inglese a Roma e dal 2004 al 2013 Rettore del medesimo Venerabile Collegio. È stato finora Parroco della Parrocchia "The Sacred Heart" a Wimbledon, nell'arcidiocesi di Southwark.

Sabato 29 marzo il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Tadeusz Pikus, Vescovo di Drohiczyn (superficie: 8.000; popolazione: 290.300; cattolici: 210.150; sacerdoti: 233; religiosi: 140), Polonia. Finora Vescovo Ausiliare di Warszawa (Polonia), succede al Vescovo Antoni Pacyfik Dydycz, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha confermato il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Ha nominato Membri della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica: il Cardinale Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo di México (Messico); il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras); il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l'Economia; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo di Manila (Filippine); il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra; il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; l'Arcivescovo Francesco Cacucci, di Bari-Bitonto (Italia); l'Arcivescovo Leo Jun Ikenaga, di Osaka (Giappone); l'Arcivescovo Francisco Chimoio, di Maputo (Mozambico); l'Arcivescovo Gianfranco Agostino Gardin, Arcivescovo-Vescovo di Treviso (Italia); l'Arcivescovo Luis Gerardo Cabrera Herrera, di Cuenca en Ecuador (Ecuador); l'Arcivescovo Ricardo Blázquez Pérez, di Valladolid (Spagna); l'Arcivescovo Joseph Tobin, di Indianapolis (Stati Uniti d'America); l'Arcivescovo Jaime Spengler, di Porto Alegre (Brasile); il Vescovo José Francisco Ulloa Rojas, di Cartago (Costa Rica); il Vescovo Lucas Van Looy, di Gent (Belgio); il Vescovo Vicente Jiménez Zamora, di Santander (Spagna); il Vescovo Gregor Maria Hanke, di Eichstätt (Germania); il Vescovo John Corriveau, di Nelson (Canada); il Vescovo Kieran O'Reilley, di Killaloe (Irlanda); il Vescovo Eusebio Hernández Sola, di Tarazona (Spagna); il Padre Enrique Figaredo Alvargonzalez, S.I., Prefetto Apostolico di Battambang (Cambogia); il Padre Bruno Marin, Abate Presidente della Congregazione Benedettina Sublacense Cassinese; il Padre Bruno Cadoré, Maestro Generale dell'Ordine dei Frati Predicatori; il Padre Mauro Jöhri, Ministro Generale dell'Ordine Francescano Frati Minori Cappuccini; il Padre Enrique Sánchez González, Superiore Generale dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù; Fr. Emili Turú Rofes, Superiore Generale dei Fratelli Maristi delle Scuole; il Sacerdote Jacob Nampudakam, Rettore Generale della Società dell'Apostolato Cattolico; il Signor Giorgio Mario Mazzola, Presidente Generale dell'Istituto Secolare Cristo Re.

- Ha confermato Membri della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica: il Cardinale Nicolás de Jesús Lopez Rodríguez; il Cardinale Francis Eugene George; il Cardinale Wilfrid Fox Napier; il Cardinale Philippe Barbarin; il Cardinale Agostino Vallini; il Cardinale Sean Patrick O'Malley; il Cardinale Dominik Duk; il Cardinale Paolo Sardi; il Cardinale Giuseppe Versaldi; l'Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B.; il Vescovo Pierre Raffin, O.P.; il Padre Adolfo Nicolás Pachón, Preposito Generale della Compagnia di Gesù.

- Ha confermato il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
- Ha confermato il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Ha confermato, fino alla conclusione dei rispettivi mandati, i Membri e i Consultori del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Ha nominato Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), Membro del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: l'Arcivescovo Tomash Bernard Peta, di Maria Santissima in Astana (Kazakhstan); il Vescovo William Hanna Shomali, Ausiliare e Vicario Generale del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini (Gerusalemme); il Monsignor François Bousquet (Francia), Rettore del Convitto di S. Luigi dei Francesi in Roma; il Monsignor Valentino Cottini, Preside del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica (Italia); il Monsignor Clarence Devadass, Segretario della Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (Malaysia); il Padre Claudio Monge, O.P., Presidente della Union des Religieux et des Religieuses de Turquie (Turchia); il Padre José Manuel H. Arenas, S.I., Segretario della Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (Cile); il Padre William Skudlarek, O.S.B., dell'Abbazia Saint John's in Collegeville (Stati Uniti d'America), Segretario Generale del Dialogo Interreligioso Monastico in Roma; Suor Carmen Sammut, S.M.N.D.A. (Malta), Superiora Generale delle Suore Bianche; la Dottoressa Ilaria Morali, Direttore del Dipartimento di Missiologia presso la Pontificia Università Gregoriana (Italia).

- Ha confermato il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Ha confermato il Vescovo Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Ha confermato il Vescovo Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Ha confermato, fino alla conclusione dei rispettivi mandati, i Membri e i Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Cultura: il Cardinale Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), il Cardinale Kazimierz Nycz, Arcivescovo di Warszawa, Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Polonia e sprovvisti di Ordinario del proprio rito (Polonia); l'Arcivescovo Denis James Hart, di Melbourne (Australia), l'Arcivescovo Arthur Roche, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; l'Arcivescovo Alfonso Cortés Contreras, di León (Messico); l'Arcivescovo Víctor Manuel Fernández, Rettore della Pontificia Universidad Católica S. María de los Buenos Aires (Argentina); il Vescovo Paul-André Durocher, di Gatineau (Canada); il Vescovo Filomeno Do Nascimento Vieira Dias, di Cabinda (Angola); il Vescovo Cecilio Raúl Berzosa Martínez, di Ciudad Rodrigo (Spagna); il Vescovo Joaquim Giovanni Mol Guimarães, Ausiliare di Belo Horizonte (Brasile); il Vescovo Franz-Josef Overbeck, Vescovo di Essen, Ordinario Militare per la Repubblica Federale di Germania; il Vescovo Linus Lee Seong-hyo, Ausiliare di Suwon (Corea); il Vescovo Charles Morerod, di Lausanne, Genève et Fribourg (Svizzera); il Signor Rafael Vicuña, Professore di Biologia molecolare alla Pontificia Universidad Católica di Santiago del Cile.

venerdì 28 marzo 2014

UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GRECIA

Città del Vaticano, 28 marzo 2014 (VIS). Stamani, venerdì 28 marzo 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Ellenica, il Signor Karolos Papoulias, il quale si è successivamente incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui, espressione dei buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Grecia, sono stati affrontati temi di comune interesse, tra i quali, in particolare, lo statuto giuridico delle comunità religiose, il ruolo della religione nella società e la collaborazione ecumenica.

Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati sulle conseguenze sociali della crisi economica mondiale, come pure sul contributo della Grecia in seno all’Unione Europea. Infine, è stata espressa preoccupazione per il futuro della presenza dei Cristiani in Medio Oriente, per l’instabilità politica e le situazioni di conflitto che interessano diverse regioni del mondo.

AI VESCOVI DEL MADAGASCAR: INTIMA CONNESSIONE FRA EVANGELIZZAZIONE E PROMOZIONE UMANA

Città del Vaticano, 28 marzo 2014 (VIS). La vitalità della Chiesa in Madagascar nonostante le difficoltà e l'impegno delle diocesi nella promozione umana sono stati gli argomenti centrali del discorso che Papa Francesco ha consegnato ai Presuli della Conferenza Episcopale del Madagascar, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa ha parole di apprezzamento per la "coraggiosa e perseverante opera di evangelizzazione" dei Vescovi nonostante le gravi difficoltà socio-economiche del Madagascar. "Voi avete esortato - scrive - tutta la società a risollevarsi per costruire un nuovo futuro. Non posso che incoraggiarvi a riassumere il vostro ruolo in questa opera di ricostruzione, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno. (...) È importante mantenere rapporti costruttivi con le Autorità del vostro Paese. Vostro compito sia la ricerca dell'unità, della giustizia e della pace, per meglio servire il vostro popolo, rifiutando ogni coinvolgimento in contese politiche a detrimento del bene comune".

"In questa prospettiva - scrive ancora il Papa - apprezzo l'insostituibile impegno delle vostre diocesi nelle opere sociali. In effetti, vi è una intima connessione fra evangelizzazione e promozione umana (...). Vi incoraggio a perseverare nell'attenzione ai poveri, sostenendo, materialmente e spiritualmente, tutti coloro che si dedicano a loro, in particolare le Congregazioni religiose che ringrazio di cuore per la dedizione e l'autentica testimonianza resa all'amore di Cristo per tutti gli uomini. Vi invito anche a interpellare senza timore tutta la società malgascia e in particolare i suoi leader, sulla questione della povertà, dovuta in gran parte alla corruzione e alla mancanza di attenzione al bene comune".

"L'educazione - ricorda il Papa - è un campo d'azione nel quale voi profondete considerevole impegno e so tutto il bene che la scuola cattolica, con la sua azione evangelizzatrice, fa ai giovani e alle loro famiglie. (...) Fate in modo che il più grande numero di bambini, compresi quelli appartenenti alle famiglie più modeste, siano scolarizzati, dato che molti genitori non hanno i mezzi per garantire un'educazione ai loro figli". Il Papa invita inoltre i Presuli ad adoperarsi affinché sia assicurata una presenza cristiana nelle scuole pubbliche, perché i cristiani impegnati nel mondo dell'educazione possano contribuire a formare ai valori evangelici e umani le giovani generazioni che saranno anche la classe dirigente della società futura".

Successivamente il Papa ricorda che nel messaggio di chiusura dell'Anno della Fede i Vescovi hanno deplorato la perdita dell'autentica "fihavanana", quella maniera di vivere propria della cultura malgascia che favorisce l'armonia e la solidarietà ed al riguardo afferma: "I valori che il Creatore ha infuso nella vostra cultura devono continuare ad essere trasmessi illuminandoli dall'interno con il messaggio evangelico. Così la dignità della persona umana, la cultura della pace, del dialogo e della riconciliazione potranno ritrovare il loro posto nella società per un futuro migliore".

Il Papa ha parole di apprezzamento per la realizzazione, nelle diocesi malgasce, di "un programma di formazione alla vita e all'amore, ambizioso e molto dinamico" e sottolinea che la famiglia "ha bisogno di essere protetta e difesa, perché rende alla società il servizio che essa si attende da lei, cioè dare alla società uomini e donne capaci di edificare un tessuto sociale di pace e di armonia". Relativamente alle nuove sfide nell'ambito interreligioso, il Papa ribadisce che è "urgente sviluppare, e anche talvolta intraprendere, un dialogo lucido e costruttivo al fine di conservare la pace fra le comunità e favorire il bene comune". Nell'invitare i Presuli " a non dubitare mai del dinamismo della Chiesa né della capacità di convertire i cuori a Cristo Risorto", il Papa ribadisce che "per ciò è necessario che la fede testimoniata dai cristiani sia vissuta nel quotidiano. La vita deve essere coerente con la fede perché la testimonianza sia credibile".

"Questo invito - afferma il Papa - è rivolto principalmente al clero e alle persone consacrate. Il sacerdozio e la vita consacrata non sono mezzi di ascesa sociale, ma un servizio a Dio e agli uomini". Nel ricordare che la castità e l'obbedienza sono virtù essenziali al sacerdozio, il Papa conclude: "Ugualmente essenziale è il rapporto fra beni temporali e prudenza nella loro gestione. Una testimonianza contraria al riguardo è particolarmente disastrosa in ragione dello scandalo che provoca, in particolare nei confronti di una popolazione che vive nella povertà".

LA CONFESSIONE NON È UN TRIBUNALE DI CONDANNA, MA ESPERIENZA DI PERDONO E DI MISERICORDIA!

Città del Vaticano, 28 marzo 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula delle Benedizioni, il Santo Padre ha ricevuto i 600 partecipanti al Corso sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica. Da un quarto di secolo la Penitenzieria offre, soprattutto ai neo-presbiteri e ai diaconi, l'opportunità di questo corso per contribuire alla formazione di buoni confessori.

Nell'invitare i presenti a fare tesoro dell'esperienza acquisita per aiutare sempre meglio la Chiesa e i confessori a svolgere "il ministero della misericordia, che è tanto importante!", il Santo Padre ha offerto alcune riflessioni sui principali aspetti della confessione.

"Anzitutto - ha detto il Papa - il protagonista del ministero della Riconciliazione è lo Spirito Santo. Il perdono che il Sacramento conferisce è la vita nuova trasmessa dal Signore Risorto per mezzo del suo Spirito (...). Pertanto, voi siete chiamati ad essere sempre 'uomini dello Spirito Santo', testimoni e annunciatori, lieti e forti, della risurrezione del Signore". Il sacerdote "accoglie i penitenti non con l’atteggiamento di un giudice e nemmeno con quello di un semplice amico, ma con la carità di Dio (...) Il cuore del sacerdote è un cuore che sa commuoversi, non per sentimentalismo o per mera emotività, ma per le 'viscere di misericordia' del Signore! Se è vero che la tradizione ci indica il duplice ruolo di medico e giudice per i confessori, non dimentichiamo mai che come medico è chiamato a guarire e come giudice ad assolvere".

"Se la Riconciliazione trasmette la vita nuova del Risorto e rinnova la grazia battesimale - ha spiegato Papa Francesco soffermandosi sul secondo aspetto - allora il vostro compito è donarla generosamente ai fratelli. Un sacerdote che non cura questa parte del suo ministero (...) è come un pastore che non si prende cura delle pecore che si sono smarrite (...). Ma la misericordia è il cuore del Vangelo! È la buona notizia che Dio ci ama, che ama sempre l’uomo peccatore, e con questo amore lo attira a sé e lo invita alla conversione. Non dimentichiamo che i fedeli fanno spesso fatica ad accostarsi al Sacramento, sia per ragioni pratiche, sia per la naturale difficoltà di confessare ad un altro uomo i propri peccati. Per questa ragione occorre lavorare molto su noi stessi, sulla nostra umanità, per non essere mai di ostacolo ma sempre favorire l’avvicinarsi alla misericordia e al perdono. (...) La Confessione non è un tribunale di condanna, ma esperienza di perdono e di misericordia!".

"Infine, tutti conosciamo le difficoltà che spesso la Confessione incontra - ha concluso il Pontefice - Sono tante le ragioni, sia storiche sia spirituali. Tuttavia, noi sappiamo che il Signore ha voluto fare questo immenso dono alla sua Chiesa, offrendo ai battezzati la sicurezza del perdono del Padre. Per questo è molto importante che, in tutte le diocesi e nelle comunità parrocchiali, si curi particolarmente la celebrazione di questo Sacramento di perdono e di salvezza. È bene che in ogni parrocchia i fedeli sappiano quando possono trovare i sacerdoti disponibili: quando c’è la fedeltà, i frutti si vedono".

IN UNA MOSTRA LA STORIA DELLA DIFFUSIONE DELLA BIBBIA NEL MONDO

Città del Vaticano, 28 marzo 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell'esposizione "Seconda Mostra Verbum Domini. La Parola del Signore è diretta alle Nazioni", una rassegna espositiva di oltre 200 reperti storici, testi e rari manufatti biblici che raccontano la storia della diffusione della Bibbia nel mondo. Promossa dal Museum of the Bible, la Mostra si tiene dal 2 aprile al 22 giugno 2014, nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Signor Cary Summers, Direttore Operativo del Museum of the Bible; Padre José María Abrego de Lacy, S.I., Rettore del Pontificio Istituto Biblico, il Dottor Ambrogio M. Piazzoni, Vice Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e il Monsignor Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.

Le opere esposte appartengono alla Collezione Green, alla Biblioteca Vaticana, ai Musei Vaticani e ad altre collezioni istituzionali e private dagli Stati Uniti e dall'Europa. Di particolare importanza un foglio del Papiro Bodmer XIV-XV, manoscritto realizzato attorno all'anno 200 che trasmette quasi integralmente il testo dei vangeli secondo Luca e secondo Giovanni; un bifoglio del celeberrimo 'codex Vaticanus' o Codice B della Bibbia, manoscritto realizzato su pergamena nella prima metà del IV secolo e il 'codex Claromontanus, del V e del VII secolo, un precoce testimone dei vangeli tradotti in latino nella Vulgata di san Gerolamo.

In questa Mostra, ad ingresso gratuito, si potrà intraprendere un viaggio nel tempo e nello spazio scoprendo come la Parola di Dio ha raggiunto le Nazioni, accessibile a culture differenti, pur rimanendo fedele al testo originale in greco e in ebraico.

UDIENZE

Città del Vaticano, 28 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, emerito di Limburg (Repubblica Federale di Germania).

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale del Madagascar,in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Fulgence Razakarivony, M.S., di Ihosy.

- Il Vescovo José Alfredo Caires de Nobrega, S.C.I., di Mananjary.

- L'Arcivescovo Désiré Tsarahazana, di Toamasina.

- Il Vescovo Antoine Scopelliti, O.SS.T., di Ambatondrazaka.

- Il Vescovo Marcellin Randriamamonjy, di Fenoarivo Antsinanana.

- Il Vescovo Gaetano Di Pierro, S.C.I., di Moramanga.

- L'Arcivescovo Fulgence Rabeony, S.I., di Toliara.

- Il Vescovo Zygmunt Robaszkiewicz, M.S.F., di Morombe.

- Il Vescovo Marie Fabien Raharilambonianina, O.C.D., di Morondava, con l'emerito Vescovo Donald Joseph Leo Pelletier, M.S.

- Il Vescovo Vincent Rakotozafy, Vescovo di Tȏlagnaro.

In data 27 marzo, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

giovedì 27 marzo 2014

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE OBAMA: RISPETTO DIRITTO UMANITARIO E DEL DIRITTO INTERNAZIONALE NELLE AREE DI CONFLITTO

Città del Vaticano, 27 marzo 2014 (VIS). Stamani, giovedì 27 marzo, il Signor Barack H. Obama, Presidente degli Stati Uniti d'America, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Francesco e, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all'attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte.

Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l'esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all'obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria. Infine, è stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo.

È TANTO DIFFICILE CHE UN CORROTTO RIESCA A TORNARE INDIETRO

Città del Vaticano, 27 marzo 2014 (VIS). Il dialogo tra i lamenti di Dio e le giustificazioni degli uomini è stato il tema dell'omelia che Papa Francesco ha tenuto questa mattina nella Basilica di San Pietro, dove ha celebrato la Santa Messa per un gruppo di oltre 500 Parlamentari italiani, accompagnati dal Vescovo Lorenzo Leuzzi, Rettore della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Montecitorio

Papa Francesco si è soffermato sulla storia dell'infedeltà del popolo di Dio, di una generazione che non ha ascoltato il Signore ma ha giustificato i suoi peccati. "E questo lamento di Dio viene perché è stato un lavoro molto, molto grande quello del Signore per togliere dal cuore del suo popolo l’idolatria, per farlo docile alla sua Parola. Ma loro andavano su questa strada per un po’ di tempo, e poi tornavano indietro".

"E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti - ha proseguito il Pontefice - È tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio. E, passo dopo passo, finiscono per convincersi che dovevano uccidere Gesù, e uno di loro ha detto: 'È meglio che un uomo muoia per il popolo'”.

"Questi hanno sbagliato strada. Hanno fatto resistenza alla salvezza di amore del Signore e così sono scivolati dalla fede, da una teologia di fede a una teologia del dovere: 'Dovete fare questo, questo, questo…'. E Gesù dice loro quell’aggettivo tanto brutto: 'Ipocriti! Tanti pesi opprimenti legate sulle spalle del popolo. E voi? Nemmeno con un dito li toccate! Ipocriti!'. Hanno rifiutato l’amore del Signore e questo rifiuto ha fatto sì che loro fossero su una strada che non era quella della dialettica della libertà che offriva il Signore, ma quella della logica della necessità, dove non c’è posto per il Signore. (...) Sono diventati comportamentali. Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini. Gesù li chiama, loro, 'sepolcri imbiancati'. Questo è il dolore del Signore, il dolore di Dio, il lamento di Dio".

"In questa strada della Quaresima - ha ribadito Papa Francesco - ci farà bene, a tutti noi, pensare a questo invito del Signore all’amore, a questa dialettica della libertà dove c’è l’amore, e domandarci, tutti: Ma io sono su questa strada? O ho il pericolo di giustificarmi e andare per un’altra strada?, una strada congiunturale, perché non porta a nessuna promessa. E preghiamo il Signore che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza, di aprirci alla salvezza che viene soltanto da Dio, dalla fede, non da quello che proponevano questi 'dottori del dovere', che avevano perso la fede a reggevano il popolo con questa teologia pastorale del dovere".
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