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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 5 giugno 2013

LA CULTURA DELLO SCARTO INDUCE A SCARTARE LE PERSONE COME FOSSERO RIFIUTI

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì alla questione dell'"ambiente", ricordando che oggi ricorre la Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa dalle Nazioni Unite.

"Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero. E mi sorgono le domande - ha detto il Papa ai fedeli convenuti questa mattina in Piazza San Pietro - Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando?"

"Coltivare e custodire il creato - ha spiegato il Papa - è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti".

"Benedetto XVI ha ricordato più volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece - ha proseguito il Papa - siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama 'il ritmo della storia di amore di Dio con l’uomo'. Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni".

"Ma il 'coltivare e custodire' - ha ribadito il Pontefice - non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il creato, riguarda anche i rapporti umani. (...) Noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. La persona umana è in pericolo: questo è certo, la persona umana è oggi in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! (...) E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia. La Chiesa lo ha sottolineato più volte; ma il sistema continua come prima, perché ciò che domina sono le dinamiche di un'economia e di una finanza carenti di etica".

Il Santo Padre con parole a braccio ha detto: "Quello che comanda oggi non è l'uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano. E Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Noi abbiamo questo compito! Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la 'cultura dello scarto'".

"Se una notte di inverno,- ha continuato il Papa - qui vicino in via Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale. Non può essere così! Eppure queste cose entrano nella normalità: che alcune persone senza tetto muoiano di freddo per la strada non fa notizia. Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia. Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti".
"La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare (...). Questa cultura dello scarto ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari (...) Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!".

"Invito tutti a riflettere - ha concluso Papa Francesco - sul problema della perdita e dello spreco del cibo (...) Vorrei allora che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro".

SOSTENERE I SACERDOTI CON PREGHIERA, BENEVOLENZA E BUON CONSIGLIO

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Al termine della catechesi, nei saluti nelle diverse lingue, il Papa ha dato il benvenuto ai pellegrini di lingua francese provenienti dalle Antille, dall'Isola Maurizio e dalla Costa d'Avorio ed ha salutato anche un gruppo di imam francesi impegnati nel dialogo interreligioso, esortando tutti, come già nell'Udienza Generale, ad avere cura della creazione e della persona umana.

Nel rivolgersi ai seminaristi e ai sacerdoti appena ordinati provenienti dalla Polonia, il Papa li ha esortati a ringraziare Cristo per il dono della vocazione invitandoli a coltivarla "nella luce e nella potenza dello Spirito Santo, affinché siate sempre zelanti ministri della grazia di Dio e vere guide sui sentieri della santità. Invito voi, cari pellegrini, e tutti i polacchi a ringraziare Dio per i vostri sacerdoti e a sostenerli con la preghiera, con la benevolenza e con buon consiglio".

IL PAPA PREOCCUPATO SORTE POPOLAZIONE SIRIANA CHIEDE COMUNITÀ INTERNAZIONALE SOLUZIONE NEGOZIATA DEL CONFLITTO E AIUTI UMANITARI PER I PROFUGHI

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Poco dopo le nove di questa mattina, nel Salone della Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti all'Incontro di coordinamento tra gli Organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi in Siria e nei Paesi vicini, promosso dal Pontificio Consiglio "Cor Unum".

"Vi ringrazio per questo incontro e per tutta l’attività umanitaria che state svolgendo in Siria e nei Paesi vicini, in aiuto alle popolazioni vittime dell’attuale conflitto. - ha detto il Papa - Ho incoraggiato io stesso il Pontificio Consiglio Cor Unum a promuovere questa riunione di coordinamento dell’attività svolta dagli organismi di carità cattolici nella regione. Ringrazio il Cardinale Sarah per il suo indirizzo di saluto. Rivolgo uno speciale benvenuto a coloro che provengono dal Medio Oriente, in particolare a chi rappresenta la Chiesa in Siria".

"La preoccupazione della Santa Sede per la crisi siriana e in modo più specifico per la popolazione, spesso inerme, che soffre le conseguenze del conflitto, è ben nota. - ha proseguito il Santo Padre ricordando che Benedetto XVI "ha ripetutamente chiesto che tacciano le armi e che si possa trovare una soluzione nel dialogo per giungere ad una profonda riconciliazione tra le parti". Lo scorso novembre, "egli aveva voluto esprimere la sua personale vicinanza, inviando il Cardinale Sarah in quelle zone, accompagnando tale gesto con la richiesta di 'non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace' e manifestando la sua concreta e paterna sollecitudine con un dono a cui hanno contribuito pure i Padri Sinodali lo scorso ottobre".

"Anche a me personalmente - ha ripetuto il Santo Padre - la sorte della popolazione siriana sta particolarmente a cuore. Il giorno di Pasqua ho chiesto pace 'soprattutto per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto, e per i numerosi profughi che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?'".

"Di fronte al perdurare di violenze e sopraffazioni rinnovo con forza il mio appello alla pace. Nelle ultime settimane la comunità internazionale ha ribadito l’intenzione di promuovere iniziative concrete per avviare un dialogo fruttuoso con lo scopo di mettere fine alla guerra. Sono tentativi che vanno sostenuti e che si spera possano condurre alla pace. La Chiesa si sente chiamata a dare la testimonianza umile, ma concreta ed efficace, della carità che ha imparato da Cristo, Buon Samaritano. Sappiamo che dove qualcuno soffre, Cristo è presente. Non possiamo tirarci indietro, proprio nelle situazioni di maggiore dolore! La vostra presenza alla riunione di coordinamento manifesta la volontà di continuare con fedeltà la preziosa opera di assistenza umanitaria, nella Siria e nei Paesi vicini che generosamente ospitano chi fugge dalla guerra. La vostra azione sia puntuale e coordinata, espressione di quella comunione che è essa stessa testimonianza, come ha suggerito il recente Sinodo sul Medio Oriente. Alla Comunità internazionale, accanto alla ricerca di una soluzione negoziale del conflitto, chiedo di favorire l’aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità".

"Per la Santa Sede - ha ribadito Papa Francesco - l’opera delle Agenzie di carità cattoliche è estremamente significativa: aiutare la popolazione siriana, al di là delle appartenenze etniche o religiose, è il modo più diretto per offrire un contributo alla pacificazione e alla edificazione di una società aperta a tutte le diverse componenti. A questo tende anche lo sforzo della Santa Sede: costruire un futuro di pace per la Siria, in cui tutti possano vivere liberamente ed esprimersi nella loro peculiarità".

"Il pensiero del Papa va in questo momento anche alle comunità cristiane che abitano la Siria e tutto il Medio Oriente. La Chiesa sostiene quelle sue membra che oggi sono particolarmente in difficoltà. Esse hanno il grande compito di continuare a rendere presente il Cristianesimo nella regione in cui è nato. Ed è un nostro impegno favorire la permanenza di questa testimonianza. La partecipazione di tutta la comunità cristiana a questa grande opera di assistenza e di aiuto è un imperativo del momento presente".

"Vi ringrazio ancora per questa iniziativa - ha concluso il Pontefice - e invoco su ciascuno di voi la benedizione divina. Essa si estende in particolare ai cari fedeli che vivono in Siria e a tutti quei siriani che attualmente sono costretti a lasciare le loro case a motivo della guerra. Voi qui presenti siate lo strumento per dire al caro popolo siriano e del Medio Oriente che il Papa li accompagna ed è loro vicino. La Chiesa non li abbandona!".

CORDOGLIO DEL PAPA MORTE CARDINALE STANISLAW NAGY, ESPERTO DOCENTE DI DISCIPLINE TEOLOGICHE

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), per la morte, all'età di 91 anni, del Cardinale Stanislaw Nagy, S.C.I., Diacono di Santa Maria della Scala.

"Nell’apprendere la notizia del decesso del venerato Cardinale Stanislaw Nagy, desidero esprimere a lei, all’intera comunità diocesana, ai familiari del benemerito porporato e alla Congregazione dei Padri Dehoniani, la mia sentita partecipazione al loro dolore pensando con affetto a questo caro fratello che ha servito generosamente il Vangelo e la Chiesa, specialmente nel mondo accademico, quale apprezzato studioso ed esperto docente di discipline teologiche. Ricordo con gratitudine la sua feconda collaborazione, cordiale amicizia e reciproca stima con il Beato Giovanni Paolo II, come pure la sua intensa attività ecumenica. Elevo fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo fedele servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a quanti ne piangono la scomparsa, la confortatrice Benedizione Apostolica".



martedì 4 giugno 2013

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Lunedì, 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:


IL MARTIRIO:

- dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abel Angel Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell'Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Juan de Jesús (al secolo: Joan Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Pau Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano, José e 63 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

- delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936.


LE VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Joao De Oliveira Matos Ferreira, portoghese, (1879-1962), Ausiliare di Guarda (Portogallo), Fondatore dell'Associazione "Liga dos Servos de Jesus";

- del Servo di Dio Nicola Mazza, Sacerdote diocesano, italiano, (1790-1865), Fondatore di Istituti per l'educazione;

- della Serva di Dio Maria Celeste (al secolo: Giulia Crostarosa), italiana, (1696-1755), Monaca, Fondatrice dell'Ordine delle Suore del Santissimo Redentore;

- della Serva di Dio Teresa de San José (al secolo: Teresa Toda y Juncosa), spagnola,(1826-1898); Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Teresiane di San Giuseppe.



PAPA FRANCESCO: DIO ANDAVA DISEGNANDO UN SUO PROGETTO

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, al termine della Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre ha incontrato i duemila pellegrini della Diocesi di Bergamo giunti a Roma per commemorare i cinquanta anni della morte del Beato Papa Giovanni XXIII.

Dopo aver sostato in preghiera davanti all'urna che contiene le spoglie del Beato Papa Giovanni, Papa Francesco ha ricordato come Piazza San Pietro nei giorni della malattia di Papa Roncalli fosse diventata "un santuario a cielo aperto, accogliendo giorno e notte fedeli di tutte le età e condizione sociale, in trepidazione e preghiera per la salute del Papa" e la grande commozione di quel 3 giugno 1963 quando si diffuse la notizia della morte del Pontefice. "Il mondo intero aveva riconosciuto in Papa Giovanni un pastore e un padre. (...) Come aveva potuto arrivare al cuore di persone così diverse, persino di molti non cristiani? Per rispondere a questa domanda, possiamo richiamarci al suo motto episcopale, 'Oboedientia et pax': obbedienza e pace".

"Vorrei partire dalla pace - ha detto Papa Francesco - perché questo è l’aspetto più evidente, quello che la gente ha percepito in Papa Giovanni: Angelo Roncalli era un uomo capace di trasmettere pace; una pace naturale, serena, cordiale; una pace che con la sua elezione al Pontificato si manifestò al mondo intero e ricevette il nome della bontà".

"È tanto bello trovare un sacerdote, un prete buono, con bontà. E questo mi fa pensare ad una cosa che sant’Ignazio di Loyola – ma non faccio pubblicità! – diceva ai gesuiti, quando parlava delle qualità che deve avere un superiore. E diceva: deve avere questo, questo, questo, questo … un elenco lungo di qualità. Ma alla fine dice questo: 'E se non ha queste virtù, almeno che abbia molta bontà'. È l’essenziale".

"Fu questo indubbiamente - ha proseguito Papa Francesco - un tratto distintivo della sua personalità, che gli permise di costruire ovunque solide amicizie e che risaltò in modo particolare nel suo ministero di Rappresentante del Papa, svolto per quasi tre decenni, spesso a contatto con ambienti e mondi assai lontani da quell’universo cattolico nel quale egli era nato e si era formato. Proprio in quegli ambienti egli si dimostrò un efficace tessitore di relazioni ed un valido promotore di unità, dentro e fuori la comunità ecclesiale, aperto al dialogo con i cristiani di altre Chiese, con esponenti del mondo ebraico e musulmano e con molti altri uomini di buona volontà".

"E qui veniamo alla seconda e decisiva parola: 'obbedienza'. (...) in realtà, è stata lo strumento per raggiungere la pace. Anzitutto essa ha avuto un senso molto semplice e concreto: svolgere nella Chiesa il servizio che i superiori gli chiedevano, senza cercare nulla per sé, senza sottrarsi a nulla di ciò che gli veniva richiesto, anche quando ciò significò lasciare la propria terra, confrontarsi con mondi a lui sconosciuti, rimanere per lunghi anni in luoghi dove la presenza di cattolici era scarsissima. Questo lasciarsi condurre, come un bambino, ha costruito il suo percorso sacerdotale (...)".

"Attraverso questa obbedienza, il sacerdote e vescovo Roncalli ha però vissuto anche una fedeltà più profonda, che potremmo definire, come lui avrebbe detto, abbandono alla divina Provvidenza. Egli ha costantemente riconosciuto, nella fede, che attraverso quel percorso di vita apparentemente guidato da altri, non condotto dai propri gusti o sulla base di una propria sensibilità spirituale, Dio andava disegnando un suo progetto".

"Ancor più profondamente, mediante questo abbandono quotidiano alla volontà di Dio, il futuro Papa Giovanni ha vissuto una purificazione, che gli ha permesso di distaccarsi completamente da se stesso e di aderire a Cristo, lasciando così emergere quella santità che la Chiesa ha poi ufficialmente riconosciuto. 'Chi perderà la propria vita per me, la salverà' ci dice Gesù. Qui sta la vera sorgente della bontà di Papa Giovanni, della pace che ha diffuso nel mondo, qui si trova la radice della sua santità: in questa sua obbedienza evangelica".

"E questo è un insegnamento per ciascuno di noi, ma anche per la Chiesa del nostro tempo: se sapremo lasciarci condurre dallo Spirito Santo, se sapremo mortificare il nostro egoismo per fare spazio all’amore del Signore e alla sua volontà, allora troveremo la pace, allora sapremo essere costruttori di pace e diffonderemo pace attorno a noi".

Infine il Papa ha rivolto ai fedeli presenti queste parole: "Cari bergamaschi, voi siete giustamente orgogliosi del 'Papa buono' (...). Custodite il suo spirito, (...) ma, soprattutto, imitate la sua santità. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo. Non abbiate paura dei rischi, come lui non ha avuto paura. Docilità allo Spirito, amore alla Chiesa e avanti… il Signore farà tutto".


MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA ALL'ATTIVITÀ PASTORALE DEL CARDINALE BERGOGLIO, ARCIVESCOVO DI BUENOS AIRES

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Il 3 giugno, nel Monastero di Santa Catalina a Buenos Aires, si è inaugurata la prima mostra fotografica dedicata a Papa Francesco, dal titolo "Francesco servitore a Buenos Aires, servitore del mondo". In 25 scatti il fotografo Enrique Cangas, illustra l'attività pastorale del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires.

In buona parte inedite, le fotografie di Cangas mostrano l'attività pastorale del Cardinale Bergoglio: lavaggio dei piedi ad un'anziana nell'Ospedale di Penna, celebrazione della messa con i bambini nel parco Roca, tradizionale processione del Corpus Domini e incontri con i "fratelli" evangelici nello stadio Luna Park. "Il mio obiettivo - ha affermato il fotografo che ha avuto occasione di ritrarre il Papa in numerose occasioni - è stato quello di mostrare come gli atteggiamenti e i gesti di Papa Francesco che oggi stupiscono il mondo e che hanno inaugurato una stagione di speranza in tutta la Chiesa, siano una continuazione dei gesti del Cardinale Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires".

La mostra, con ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 28 giugno.

8 GIUGNO: VIDEO MESSAGGIO DEL PAPA AI PARTECIPANTI ALL'INIZIATIVA DIECI PIAZZE PER DIECI COMANDAMENTI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Sabato 8 giugno prossimo, il Santo Padre invierà un video messaggio ai partecipanti all'iniziativa "Dieci piazze per dieci comandamenti", promossa dal movimento "Rinnovamento nello Spirito Santo". Quest'anno la manifestazione avrà inizio alle 20:30, in Piazza del Duomo a Milano (Italia), sul terzo comandamento "Santificare le feste". Si tratta di una serie di incontri di evangelizzazione che si svolgono nel corso dell'anno in diverse città italiane.

È la prima volta che Papa Francesco partecipa a questo evento inaugurato l'8 settembre 2012, in Piazza del Popolo a Roma, sotto il Pontificato di Benedetto XVI, con il primo comandamento: "Io sono il Signore tuo Dio". Il secondo incontro, si è svolto contemporaneamente il 15 settembre 2012, in Piazza dei Signori a Verona, sul comandamento "Non nominare il nome di Dio invano" e in Piazza del Plebiscito a Napoli, sul comandamento: "Onora il padre e la madre". A tutte le manifestazioni hanno preso parte personalità locali, artisti, scrittori, scienziati e musicisti.

lunedì 3 giugno 2013

STATO GIURIDICO DELLA CHIESA CATTOLICA E IDENTITÀ CULTURALE E RELIGIOSA REPUBBLICA DI CAPO VERDE, TEMI CENTRALI INCONTRO DEL PRESIDENTE DE ALMEIDA CON IL PAPA

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Oggi, lunedì 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di Capo Verde, il Signor Jorge Carlos de Almeida Fonseca, il quale ha poi incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui sono state ricordate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde. In particolare, si è parlato dell’Accordo tra la Repubblica e la Sede Apostolica riguardante lo stato giuridico della Chiesa Cattolica nel Paese, che sarà firmato prossimamente nella capitale Praia, nel corso di un viaggio dell'Arcivescovo Mamberti nell’arcipelago.

In tale contesto, non si è mancato di fare riferimento all’identità culturale e religiosa della popolazione capoverdiana, la cui quasi totalità è di fede cristiana, così come all’importante ruolo che la Chiesa cattolica ha svolto e svolge tuttora nel Paese con le sue istituzioni di carattere educativo e sanitario.

Infine, si è accennato ad alcune importanti sfide e situazioni che interessano in particolare la Regione, come pure al tema della presenza di numerosi capoverdiani in diversi Paesi del mondo.







IL PAPA PRESIEDE ADORAZIONE EUCARISTICA IN COMUNIONE CON LE CATTEDRALI E PARROCCHIE DI TUTTO IL MONDO

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Nella Solennità del Corpus Domini e nel contesto dell'Anno della Fede, il Santo Padre ha presieduto, nel pomeriggio di ieri, dalle 17:00 alla 18:00, nella Basilica di San Pietro, una solenne Adorazione Eucaristica in comunione con le cattedrali e le parrocchie di tutto il mondo.

Si è trattato di un avvenimento storico, per la prima volta, nella storia della Chiesa, i fedeli di tutto il mondo si sono sincronizzati sull'ora di Roma e per 60 minuti sono stati in comunione con il Papa nell'Adorazione Eucaristica, sul tema: "Un solo Signore, una sola fede". Erano in Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale le cattedrali, le parrocchie, le congregazioni religiose, i monasteri di cultura e le associazioni di tutto il mondo.

Il Coro della Cappella Sistina ha accompagnato il cammino di Papa Francesco attraverso la navata centrale di San Pietro dove si è pregato per le intenzioni del Santo Padre. Si è pregato "per la Chiesa, sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell'Adorazione della Santissima Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all'ascolto della sua Parola, per presentarsi dinanzi al mondo sempre più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata". Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola salvifica risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell'amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità".

Si è pregato "Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro schiavo; per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Che il loro grido silenzioso di aiuto trovi una Chiesa vigile perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi i tanti fratelli e sorelle vittime della violenza; per tutti coloro che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l'emarginazione. Che la preghiera della Chiesa e la sua vicinanza attiva dia loro conforto e aiuto nella speranza e forza e coraggio nella difesa della dignità della persona!".



CONQUANTESIMO DELLA MORTE DI GIOVANNI XXIII

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Il 3 giugno 1963 moriva Angelo Giuseppe Roncalli, detto il Papa Buono, dopo cinque anni di un Pontificato che attuò storiche riforme nella Chiesa.

Colui che doveva essere un papa di transizione, eletto dopo tre giorni di conclave, "seppe ringiovanire la Chiesa e riprendere il dialogo con il mondo moderno con affettuosa fiducia", come affermò Giovanni Paolo II nel proclamarlo Beato, nel settembre 2000.

Anche se Giovanni XXIII non arrivò a vedere i molti frutti dei cambiamenti da lui proposti, tali cambiamenti trasformarono profondamente la Chiesa cattolica. Giovanni XXIII si adoperò per portare la pace nel mondo in particolare con la sua Enciclica "Pacem in Terris" (1963); rivoluzionò la Chiesa convocando il Concilio Vaticano II, per modernizzare e adeguare la Chiesa al suo tempo e riformò la Messa facendo adottare la lingua locale e non più il latino.

I cinque anni del suo Pontificato lasciarono una forte impronta ed ancora oggi, come lui stesso affermò, il Vaticano II continua ad aprire "le porte e le finestre perché entri aria fresca", una frase attualmente spesso ripresa e commentata dopo l'elezione di Papa Bergoglio che la stampa internazionale ha definito come il nuovo Roncalli.

Papa Francesco riceverà oggi, nella Basilica di San Pietro, duemila pellegrini della Diocesi di Bergamo (Italia), giunti a Roma per ricordare il loro compatriota Beato Giovanni XXIII che seppe conquistare l'affetto e la stima dei fedeli grazie al suo carattere mite, cordiale e semplice.

ANGELUS: GESÙ SI PREOCCUPA PER LA GENTE CHE STA CON LUI E CHE HA FAME

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha ricordato che giovedì scorso è stata celebrata la festa del Corpus Domini, che in Italia e in altri Paesi è spostata a questa domenica. "È la festa dell’Eucaristia - ha detto - Sacramento del Corpo e Sangue di Cristo".

Nel commentare il racconto evangelico del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Papa si è soffermato "su un aspetto che sempre mi colpisce e mi fa riflettere. Siamo sulla riva del lago di Galilea, la sera si avvicina; Gesù si preoccupa per la gente che da tante ore sta con Lui: sono migliaia, e hanno fame. Che fare? Anche i discepoli si pongono il problema, e dicono a Gesù: 'Congeda la folla' perché vada nei villaggi vicini per trovare da mangiare. Gesù invece dice: 'Voi stessi date loro da mangiare'. I discepoli rimangono sconcertati, e rispondono: 'Non abbiamo che cinque pani e due pesci', come dire: appena il necessario per noi".

"Gesù sa bene che cosa fare, ma vuole coinvolgere i suoi discepoli, vuole educarli. Quello dei discepoli è l’atteggiamento umano, che cerca la soluzione più realistica, che non crei troppi problemi: Congeda la folla - dicono -, ciascuno si arrangi come può, del resto hai fatto già tanto per loro: hai predicato, hai guarito i malati… Congeda la folla! L’atteggiamento di Gesù è nettamente diverso, ed è dettato dalla sua unione con il Padre e dalla compassione per la gente, quella pietà di Gesù verso tutti noi: Gesù sente i nostri problemi, sente le nostre debolezze, sente i nostri bisogni. Di fronte a quei cinque pani, Gesù pensa: ecco la provvidenza! Da questo poco, Dio può tirar fuori il necessario per tutti. Gesù si fida totalmente del Padre celeste, sa che a Lui tutto è possibile. Perciò dice ai discepoli di far sedere la gente a gruppi di cinquanta – non è casuale questo, perché questo significa che non sono più una folla, ma diventano comunità, nutrite dal pane di Dio. Poi prende quei pani e i pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione – è chiaro il riferimento all’Eucaristia –, poi li spezza e comincia a darli ai discepoli, e i discepoli li distribuiscono… e i pani e i pesci non finiscono, non finiscono! Ecco il miracolo: più che una moltiplicazione è una condivisione, animata dalla fede e dalla preghiera. Mangiarono tutti e ne avanzò: è il segno di Gesù, pane di Dio per l’umanità".

"I discepoli - ha fatto notare il Papa - videro, ma non colsero bene il messaggio. Furono presi, come la folla, dall’entusiasmo del successo. Ancora una volta seguirono la logica umana e non quella di Dio, che è quella del servizio, dell’amore, della fede. La festa del Corpus Domini ci chiede di convertirci alla fede nella Provvidenza, di saper condividere il poco che siamo e che abbiamo, e non chiuderci mai in noi stessi. Chiediamo alla nostra Madre Maria di aiutarci in questa conversione, per seguire veramente di più quel Gesù che adoriamo nell’Eucaristia. Così sia".


PAPA FRANCESCO CHIEDE LIBERAZIONE PERSONE RAPITE IN SIRIA, RICORDA I SEGNI DI SPERANZA IN AMERICA LATINA E PREGA PER LE VITTIME DELLA GUERRA

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha espresso viva preoccupazione per il persistere del conflitto che ormai da più di due anni "infiamma la Siria e colpisce specialmente la popolazione inerme, che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione".

"Questa tormentata situazione di guerra - ha ribadito il Santo Padre - porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona. Nel deplorare questi fatti, desidero assicurare la mia preghiera e la mia solidarietà per le persone rapite e per i loro familiari, e faccio appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime".

"Nel mondo ci sono tante situazioni di conflitto, ma ci sono anche tanti segni di speranza. - ha notato il Santo Padre - Vorrei incoraggiare i recenti passi compiuti in vari Paesi dell’America Latina verso la riconciliazione e la pace. Accompagniamoli con la nostra preghiera".

"Questa mattina - ha ricordato infine il Papa - ho celebrato la Santa Messa con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia. 'Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace'. Chiedo una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari" - ha esclamato il Pontefice - "Facciamo insieme, adesso, in silenzio, nel nostro cuore - tutti insieme - una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari. In silenzio".


IL PAPA: PREGHIAMO PER LE VITTIME DI QUELLA PAZZIA CHE È LA GUERRA

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, nella Cappella della Casa Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha celebrato una Santa Messa con i parenti, soprattutto i genitori dei militari italiani caduti nelle missioni di pace degli ultimi anni - in particolare in Afghanistan e con alcuni militari feriti nel corso delle stesse missioni, accompagnati anch’essi dai loro cari. Il gruppo era guidato dal Vescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario militare per l'Italia che ha concelebrato con il Santo Padre.

I parenti dei caduti erano 55, in memoria di 24 militari e i feriti 13. Nel corso della celebrazione si è pregato per tutti i caduti e feriti per la causa della pace. Il giorno scelto per questo incontro è stato domenica 2 giugno, perché in Italia si celebra la Festa Nazionale e in essa il Paese - come ha ricordato Mons. Pelvi nel breve saluto rivolto al Santo Padre all’inizio della celebrazione - "con diverse manifestazioni esprime un debito di amore verso la famiglia militare".

Nell'omelia il Papa ha commentato l'episodio del Vangelo che narra del centurione che chiede la guarigione del suo servo. "Il nostro Dio - ha detto il Papa - sente la preghiera di tutti, tutti non come se fossero 'anonimi' ma la preghiera 'di tutti e di ciascuno'. (...) Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per le vittime di quella pazzia che è la guerra! È il suicidio dell'umanità, perché uccide il cuore, uccide proprio dov'è il messaggio del Signore: uccide l'amore! Perché la guerra viene dall'odio, dall'invidia, dalla voglia di potere, anche - tante volte lo vediamo - da quell'affanno di più potere".

"Tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche, i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra" - ha proseguito il Santo Padre - "Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell'odio, all'idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l'amore. Mi viene in mente quella parola del nostro Padre Dio a Caino che, per invidia, aveva ucciso suo fratello: 'Caino, dov'è tuo fratello?'. Oggi possiamo sentire questa voce: è il nostro Padre Dio che piange, che piange per questa nostra pazzia, che ci dice a tutti noi 'Dov'è tuo fratello?'; che dice a tutti i potenti della Terra: 'Dov'è vostro fratello? Cosa avete fatto!".

Il Papa ha esortato a pregare il Signore perché "allontani da noi ogni male", ripetendo questa preghiera "anche con le lacrime, con quelle lacrime del cuore". "'Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia di noi, perché siamo tristi, siamo angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena e perdona tutti i peccati', perché dietro una guerra sempre ci sono i peccati: c'è il peccato dell'idolatria, il peccato di sfruttare gli uomini nell'altare del potere, sacrificarli. 'Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia, perché siamo tristi e angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena'. Siamo sicuri che il Signore ci ascolterà e farà qualche cosa per darci lo spirito di consolazione. Così sia".

Al termine della Messa è stata recitata la "Preghiera per l'Italia", composta dal Beato Papa Giovanni Paolo II nel 1994. Successivamente il Papa, come di solito, ha salutato singolarmente tutti i presenti, con grande cordialità e affetto. La comunità ecclesiale dell'Ordinariato militare ha donato al Papa un'opera di artigianato napoletano in terracotta che rappresenta San Giuseppe lavoratore che mostra gli strumenti da falegname al piccolo Gesù, il quale sorregge una cesta dove sono contenuti gli oggetti simbolo della crocifissione: chiodi, martello e tenaglia.

UDIENZA AL PRESIDENTE DELL'URUGUAY

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Nella mattinata di oggi, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Signor José Alberto Mujica Cordano, Presidente della Repubblica Orientale dell’Uruguay, il quale, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di informazioni e di riflessioni sulla situazione socio-politica del Paese e sul suo ruolo nella Regione. In tale prospettiva sono stati affrontati temi di comune interesse, come lo sviluppo integrale della persona, il rispetto dei diritti umani, la giustizia e la pace sociale. Non si è mancato di rilevare il contributo apportato dalla Chiesa cattolica al dibattito pubblico su tali questioni, nonché alla pace internazionale, come pure il suo servizio all’intera società, specialmente nell’ambito assistenziale ed educativo.

CARDINALE CORDES INVIATO SPECIALE CHISUURA CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE DELLA GERMANIA

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 8 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum", Suo Inviato Speciale alla celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale della Germania, che avrà luogo a Köln il 9 giugno 2013.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Monsignor Winfried Haunerland, Docente di Liturgia presso l’Università di München e da Don Stefan Rau, Parroco di St.Josef a Münster.

PAPA FRANCESCO: UDIAMO LE PAROLE DI DIO MA NON LO ASCOLTIAMO REALMENTE

Città del Vaticano, 1 Giugno 2013(VIS). Ieri sera, in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha partecipato alla recita del Santo Rosario a conclusione del mese mariano. L'incontro di preghiera è stato presieduto dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro. Al termine, prima di impartire la benedizione ai numerosi fedeli presenti, il Santo Padre, nel ricordare la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria alla parente Elisabetta, ha presentato una meditazione dedicata al mistero di come Maria affronta il cammino della sua vita, con grande realismo, umanità e concretezza.

"Tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria: ascolto, decisione, azione. Parole - ha detto il Santo Padre - che indicano una strada anche per noi di fronte a ciò che ci chiede il Signore nella vita".

"Maria sa ascoltare Dio. Attenzione: non è un semplice 'udire', un udire superficiale, ma è l’'ascolto' fatto di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è il modo distratto con cui a volte noi ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente. Maria è attenta a Dio, ascolta Dio".

"Ma Maria - ha proseguito Papa Francesco - ascolta anche i fatti, legge cioè gli eventi della sua vita, è attenta alla realtà concreta e non si ferma alla superficie, ma va nel profondo, per coglierne il significato (...). Questo vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio che ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana, attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore è alla porta della nostra vita e bussa in molti modi, pone segni nel nostro cammino; a noi dà la capacità di vederli".

"La seconda parola: decisione. (...) Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione. Nella vita è difficile prendere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano al nostro posto, spesso preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio o ci pare troppo difficile perché vuol dire andare controcorrente. (...) Maria va controcorrente; si pone in ascolto di Dio, riflette e cerca di comprendere la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio".

"La terza parola: azione. Maria (...) nonostante le difficoltà, le critiche che avrà ricevuto per la sua decisione di partire, non si ferma davanti a niente. (...) Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta, non si lascia prendere dal momento, non si lascia trascinare dagli eventi. Ma quando ha chiaro che cosa Dio le chiede, ciò che deve fare, non indugia, non ritarda, ma va 'in fretta'.

"A volte - ha detto infine il Pontefice - anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su ciò che dovremmo fare, forse abbiamo anche chiara la decisione che dobbiamo prendere, ma non facciamo il passaggio all’azione. E soprattutto non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci 'in fretta' verso gli altri per portare loro il nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità".


"GESÙ VUOLE LORO TANTO BENE"

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha incontrato ventidue bambini del Reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, accompagnati dai genitori, da rappresentanti del personale del Gemelli, da volontari dell'Unitalsi, dalle religiose e dai sacerdoti che li accompagnano in pellegrinaggio a Lourdes e a Loreto.

In occasione di un pellegrinaggio a Lourdes i bambini del gruppo avevano inviato al Papa i loro disegni della Grotta di Lourdes, accompagnandoli con una lettera in cui avevano offerto al Papa di venire a pregare con lui.

L’incontro si è svolto in un clima di preghiera e di grande commozione, ma anche di gioia, come ogni volta che i bimbi sono protagonisti.

Dopo il segno della croce, il saluto di pace del Papa e la recita del Padre Nostro, una bimba ha rivolto al Papa alcune parole di saluto chiedendogli di pregare per tutti i bambini malati del mondo e di benedire i loro genitori. È stata cantata da tutti insieme la “Ave Maria di Lourdes". Il Papa ha rivolto ai bambini e ai presenti alcune parole in forma di dialogo con i piccoli, ascoltando le loro domande e ricevendo piccoli doni, e invitandoli a sentire sempre la presenza di Gesù vicino a loro, “perché Gesù vuole loro tanto bene”.

Dopo un’Ave Maria recitata insieme, il Papa ha impartito la benedizione, che è “come un abbraccio di Dio”. Infine – come suo solito – ha salutato con grande affetto singolarmente tutti i presenti, ogni bambino con i suoi genitori.


UDIENZE

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Jorge Carlos Fonseca, Presidente della Repubblica di Capo Verde, e seguito.

- Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni, e seguito.

- Il Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore.

Sabato 1° giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor José Mujica Cordano, Presidente dell'Uruguay e Seguito.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

- Il Reverendo Michele Fiorentino, Difensore del Vincolo del Tribunale della Rota Romana, finora Addetto di Segreteria presso la Prefettura della Casa Pontificia.

- Il Padre Donald Kos, O.F.M.Conv., Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Monsignore Antonio Nicolai, Giudice del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Padre Luigi Sabbarese, C.S., Promotore di Giustizia "ad interim" e Difensore del Vincolo del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Monsignore Vittorio Gepponi, Vicario Giudiziale del Tribunale di Appello costituito presso il Vicariato di Roma.

- Il Monsignore Slawomir Oder, Vicario Giudiziale o Officiale del Tribunale Ordinario esistente presso il Vicariato di Roma.

- Il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del VI centenario dell’evangelizzazione della "Samorgizia" (regione occidentale della Lituania), che avrà luogo, in concomitanza con un Congresso Eucaristico a Telšiai, dal 2 al 4 agosto 2013.





venerdì 31 maggio 2013

RUOLO O.N.U. RISOLUZIONE CONFLITTI INTERNAZIONALI CON MEZZI PACIFICI TEMA COLLOQUI DEL PAPA CON SEGRETARIO LXVII SESSIONE ASSEMBLEA GENERALE O.N.U.

Città del Vaticano, 31 maggio 2013 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Presidente della LXVII sessione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Signor Vuk Jeremic. Questi si è successivamente incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il quale era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui sono state passate in rassegna alcune questioni di reciproco interesse, in particolare la risoluzione dei conflitti internazionali attraverso mezzi pacifici, con riferimento specifico al Medio Oriente, e alle gravi emergenze umanitarie da essi provocate. In tale contesto è stata rilevata l'importanza della riconciliazione fra le comunità che compongono le varie società e del rispetto dei diritti delle minoranze etniche e religiose. Ci si è soffermati, inoltre, sul problema della tratta delle persone, sul dramma dei rifugiati e dei migranti. Riguardo alla presente crisi economica mondiale, si è fatto cenno al ruolo che potrebbe assumere l'Assemblea Generale dell'O.N.U. nei programmi per l'agenda di sviluppo sostenibile dopo il 2015, rispettoso dell'ambiente e nello stesso tempo capace di ridurre la distanza tra ricchi e poveri.

L'incontro odierno ha confermato l'apprezzamento della Santa Sede per il ruolo centrale dell'Organizzazione nella ricerca del bene comune dell'umanità. D'altra parte, non si è mancato di ricordare il contributo della Chiesa Cattolica, con i mezzi che le sono propri e nel rispetto della sua identità, a favore della promozione della dignità umana integrale, della pace e di una cultura dell'incontro, auspicando che tali valori possano sempre ispirare i dibattiti e le deliberazioni dell'Assemblea Generale.

CORPUS DOMINI: LA SOLIDARIETÀ DI DIO NON FINISCE DI STUPIRCI

Città del Vaticano, 31 maggio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa nella Solennità del Corpus Domini ed ha presieduto la processione eucaristica che percorrendo Via Merulana ha raggiunto Santa Maria Maggiore. Di seguito riportiamo ampi estratti dell'omelia tenuta ieri dal Santo Padre sul brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

"Nel Vangelo che abbiamo ascoltato, c’è un’espressione di Gesù che mi colpisce sempre: 'Voi stessi date loro da mangiare'. (...) Chi sono coloro a cui dare da mangiare? (...) è la folla, la moltitudine. Gesù sta in mezzo alla gente, l’accoglie, le parla, la cura, le mostra la misericordia di Dio; in mezzo ad essa sceglie i Dodici Apostoli per stare con Lui e immergersi come Lui nelle situazioni concrete del mondo. E la gente lo segue, lo ascolta, perché Gesù parla e agisce in un modo nuovo, con l’autorità di chi è autentico e coerente, di chi parla e agisce con verità, di chi dona la speranza che viene da Dio, di chi è rivelazione del Volto di un Dio che è amore. E la gente, con gioia, benedice Dio. Questa sera noi siamo la folla del Vangelo, anche noi cerchiamo di seguire Gesù per ascoltarlo, per entrare in comunione con Lui nell’Eucaristia, per accompagnarlo e perché ci accompagni. Chiediamoci: come seguo io Gesù? Gesù parla in silenzio nel Mistero dell’Eucaristia e ogni volta ci ricorda che seguirlo vuol dire uscire da noi stessi e fare della nostra vita non un nostro possesso, ma un dono a Lui e agli altri".

"Da dove nasce l’invito che Gesù fa ai discepoli di sfamare essi stessi la moltitudine? Nasce da due elementi: anzitutto dalla folla che, seguendo Gesù, si trova all’aperto, lontano dai luoghi abitati, mentre si fa sera, e poi dalla preoccupazione dei discepoli che chiedono a Gesù di congedare la folla perché vada nei paesi vicini a trovare cibo e alloggio. Di fronte alla necessità della folla, ecco la soluzione dei discepoli: ognuno pensi a se stesso; congedare la folla! Ognuno pensi a se stesso; congedare la folla! Quante volte noi cristiani abbiamo questa tentazione! Non ci facciamo carico delle necessità degli altri, congedandoli con un pietoso: 'Che Dio ti aiuti', (...) Ma la soluzione di Gesù va in un’altra direzione (...) Gesù (...) chiede ai discepoli di far sedere la gente in comunità di cinquanta persone, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione, spezza i pani e li dà ai discepoli perché li distribuiscano. È un momento di profonda comunione: la folla dissetata dalla parola del Signore, è ora nutrita dal suo pane di vita. (...). Questa sera, anche noi siamo attorno alla mensa del Signore (...) È nell’ascoltare la sua Parola, nel nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue, che Egli ci fa passare dall’essere moltitudine all’essere comunità, dall’anonimato alla comunione. L’Eucaristia è il Sacramento della comunione, che ci fa uscire dall’individualismo per vivere insieme la sequela, la fede in Lui. Allora dovremmo chiederci tutti davanti al Signore: come vivo io l’Eucaristia? La vivo in modo anonimo o come momento di vera comunione con il Signore, ma anche con tutti i tanti fratelli e le sorelle che condividono questa stessa mensa?".

"Da dove nasce la moltiplicazione dei pani? La risposta sta nell’invito di Gesù ai discepoli 'Voi stessi date…', 'dare', condividere. Che cosa condividono i discepoli? Quel poco che hanno: cinque pani e due pesci. Ma sono proprio quei pani e quei pesci che nelle mani del Signore sfamano tutta la folla. E sono proprio i discepoli smarriti di fronte all’incapacità dei loro mezzi, alla povertà di quello che possono mettere a disposizione, a far accomodare la gente e a distribuire – fidandosi della parola di Gesù - i pani e pesci che sfamano la folla. E questo ci dice che nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è 'solidarietà', saper mettere, cioè, a disposizione di Dio quello che abbiamo, le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto. Solidarietà: una parola malvista dallo spirito mondano!".
"Questa sera, ancora una volta, il Signore distribuisce per noi il pane che è il suo Corpo, Lui si fa dono. E anche noi sperimentiamo la 'solidarietà di Dio' con l’uomo, (...) una solidarietà che non finisce di stupirci: Dio si fa vicino a noi, nel sacrificio della Croce si abbassa entrando nel buio della morte per darci la sua vita, che vince il male, l’egoismo, e la morte. Gesù anche questa sera si dona a noi nell’Eucaristia, condivide il nostro stesso cammino, anzi si fa cibo, il vero cibo che sostiene la nostra vita anche nei momenti in cui la strada si fa dura, gli ostacoli rallentano i nostri passi. E nell’Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell’amore, scende nella nostra povertà per trasformarla".

"Sequela, comunione, condivisione. Preghiamo perché la partecipazione all’Eucaristia ci provochi sempre: a seguire il Signore ogni giorno, ad essere strumenti di comunione, a condividere con Lui e con il nostro prossimo quello che siamo. Allora la nostra esistenza sarà veramente feconda".


NOTA DEL PADRE LOMBARDI SU TRASMISSIONE MESSE DEL PAPA NELLA CASA SANTA MARTA

Città del Vaticano, 31 maggio 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Senta Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha chiarito alcuni punti relativi alla trasmissione e diffusione della Messa quotidiana che Papa Francesco celebra nella Cappella della Casa Santa Marta e alla pubblicazione delle omelie pronunciate nel corso della Messa.

"Anzitutto - afferma Padre Lombardi - è necessario tener conto del carattere che il Santo Padre stesso attribuisce alla celebrazione mattutina della Messa a Santa Marta. Si tratta di una Messa con la presenza di un gruppo non piccolo di fedeli (in genere oltre cinquanta persone), ma a cui il Papa intende conservare un carattere di familiarità. Per questo, nonostante le richieste pervenute, egli ha esplicitamente desiderato che non venga trasmessa in diretta video o audio".

"Quanto alle omelie, non sono pronunciate sulla base di un testo scritto, ma spontaneamente, in lingua italiana, lingua che il Papa possiede molto bene, ma non è la sua lingua materna. Una pubblicazione 'integrale' comporterebbe quindi necessariamente una trascrizione e una ristesura del testo in vari punti, dato che la forma scritta è differente da quella orale, che in questo caso è la forma originaria scelta intenzionalmente dal Santo Padre. Insomma, occorrerebbe una revisione del Santo Padre stesso, ma il risultato sarebbe chiaramente 'un'altra cosa', che non è quella che il Santo Padre intende fare ogni mattina".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede precisa inoltre che l'Osservatore Romano e la Radio Vaticana pubblicano un'ampia sintesi delle parole del Papa a Santa Marta e che il Centro Televisivo Vaticano offre una videoclip corrispondente a uno degli inserti audio pubblicato dalla Radio Vaticana. Nel contempo Padre Lombardi ricorda che nell'insieme dell'attività del Papa va conservata la differenza fra le diverse situazioni e celebrazioni, pubbliche e private. In occasione delle celebrazioni o attività pubbliche del Papa, le omelie o i discorsi vengono trascritti e pubblicati integralmente. "In occasione di celebrazioni più familiari e private occorre rispettare il carattere specifico della situazione, della spontaneità e della familiarità delle espressioni del Santo Padre. La soluzione prescelta rispetta quindi anzitutto la volontà del Papa e la natura della celebrazione mattutina, e allo stesso tempo permette a un largo pubblico di accedere ai messaggi principali che il Santo Padre offre ai fedeli anche in tale circostanza".

UDIENZE

Città del Vaticano, 31 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Sergio Osvaldo Buenanueva, Vescovo della Diocesi di San Francisco (superficie: 19.611; popolazione: 222.000; cattolici: 217.000; sacerdoti: 40; religiosi: 34) Argentina. È stato finora Ausiliare di Mendoza (Argentina).

- Ha nominato il Sacerdote Jean-Pierre Delville, Vescovo di Liège (superficie: 3.862; popolazione: 1.044.000; cattolici: 714.000; sacerdoti: 393; religiosi: 584; diaconi permanenti: 70), Belgio. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Liège (Belgio) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal 1980 al 1982 è stato Vicario parrocchiale presso la parrocchia di Saint-Foy, a Liège; dal 1982 al 1995 ha insegnato nel Seminario di Liège; dal 1982 al 2002 ha insegnato all’Institut Supérieur de Catéchèse et Pastorale de Liège; Professore e poi Presidente (Rettore) del Seminario Saint-Paul a Louvain. Dal 2002 ha tenuto corsi di storia del cristianesimo alla Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Louvain-le-Neuve, della quale è divenuto Professore dal 2005 e Professore ordinario dal 2010. Dal 1995, è Animatore della Comunità di S. Egidio nella diocesi di Liège. Attualmente è anche Vicario parrocchiale per le celebrazioni della domenica nella parrocchia di Saint-Lambert, a Liège. Dal 1996 al 2002, è stato Portavoce della Conferenza Episcopale. Finora Professore presso l’Università Cattolica di Louvain-la-Neuve (Belgio), succede al Vescovo Aloysius Jousten, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Peter Brown, C.SS.R., Vescovo della Diocesi di Samoa-Pago Pago (superficie: 197; popolazione: 68.000; cattolici: 14.000; sacerdoti: 18; religiosi: 9; diaconi permanenti: 27), Isole del Pacifico. Il Vescovo eletto è nato nella Diocesi di Christchurch (Nuova Zelanda), nel 1947, ha emesso la prima professione nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1969, ha emesso i voti perpetui nel 1975 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Dal 1981 al 1987 è stato Missionario in Samoa; dal 1987 al 1998 è stato Cappellano della Comunità Samoana nella Diocesi di Auckland in Nuova Zelanda; dal 1999 al 2005 Parroco di Saint Peter Chanel nella Diocesi di Auckland (Nuova Zelanda). Finora Superiore Regionale dei Padri Redentoristi in Nuova Zelanda, succede al Vescovo John Quinn Weitzel, M.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare di Cochabamba (Bolivia), presentata dal Vescovo Angel Gelmi Bertocchi, per raggiunti limiti d'età.

In data 30 maggio 2013, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Motherwell (Scozia), presentata dal Vescovo Joseph Devine, per raggiunti limiti d'età.



mercoledì 29 maggio 2013

LA CHIESA NASCE DAL DESIDERIO DI DIO DI CHIAMARE TUTTI GLI UOMINI ALLA COMUNIONE CON LUI

Città del Vaticano, 29 maggio 2013 (VIS). Il Mistero della Chiesa è il tema del nuovo ciclo di catechesi che Papa Francesco ha iniziato oggi per l'Udienza Generale del mercoledì. Il Mistero della Chiesa, ha detto il Papa, è un "mistero che tutti noi viviamo e di cui siamo parte". Prendendo spunto dal Concilio Vaticano II, il Santo Padre ha parlato della Chiesa come famiglia di Dio, partendo dalla parabola del figliol prodigo che indica il disegno di Dio sull'umanità.

Nonostante la forte pioggia che all'improvviso è caduta questa mattina a Roma, Papa Francesco ha percorso come di consueto in papamobile Piazza San Pietro, salutando le decine di migliaia di persone presenti e scherzosamente le ha elogiate per il loro coraggio nell'inclemenza del tempo.

Nella catechesi il Santo Padre ha spiegato che il progetto di Dio è "fare di tutti noi un'unica famiglia dei suoi figli, in cui ciascuno lo senta vicino e si senta amato da Lui, (...) senta il calore di essere famiglia di Dio. In questo grande disegno trova la sua radice la Chiesa, che non è un'organizzazione nata da un accordo di alcune persone, ma (...) è opera di Dio, nasce proprio da questo disegno di amore che si realizza progressivamente nella storia".

"La Chiesa - ha spiegato il Pontefice - nasce dal desiderio di Dio di chiamare tutti gli uomini alla comunione con Lui, alla sua amicizia, anzi a partecipare come suoi figli della sua stessa vita divina. La stessa parola 'Chiesa', dal greco 'ekklesia', significa 'convocazione': Dio ci convoca, ci spinge ad uscire dall'individualismo, dalla tendenza a chiudersi in se stessi e ci chiama a far parte della sua famiglia. E questa chiamata ha la sua origine nella stessa creazione. Dio ci ha creati perché viviamo in una relazione di profonda amicizia con Lui, e anche quando il peccato ha rotto questa relazione con Lui, con gli altri e con il creato, Dio non ci ha abbandonati. Tutta la storia della salvezza è la storia di Dio che cerca l'uomo, gli offre il suo amore, lo accoglie. Ha chiamato Abramo ad essere padre di una moltitudine, ha scelto il popolo di Israele per stringere un'alleanza che abbracci tutte le genti, e ha inviato, nella pienezza dei tempi, il suo Figlio perché il suo disegno di amore e di salvezza si realizzi in una nuova ed eterna alleanza con l'umanità intera".

"Quando leggiamo i Vangeli, vediamo che Gesù raduna intorno a sé una piccola comunità che accoglie la sua parola, lo segue, condivide il suo cammino, diventa la sua famiglia, e con questa comunità Egli prepara e costruisce la sua Chiesa. Da dove nasce allora la Chiesa? Nasce dal gesto supremo di amore della Croce, dal costato aperto di Gesù da cui escono sangue ed acqua, simbolo dei Sacramenti dell’Eucaristia e del Battesimo. Nella famiglia di Dio, nella Chiesa, la linfa vitale è l’amore di Dio che si concretizza nell’amare Lui e gli altri, tutti, senza distinzioni e misura. La Chiesa è famiglia in cui si ama e si è amati". E la Chiesa si manifesta nella Pentecoste "quando il dono dello Spirito Santo riempie il cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire e iniziare il cammino per annunciare il Vangelo, diffondere l’amore di Dio".

"Ancora oggi qualcuno dice: 'Cristo sì, la Chiesa no'. Come quelli che dicono: 'io credo in Dio, ma non nei preti'. Ma è proprio la Chiesa che ci porta Cristo e che ci porta a Dio; la Chiesa è la grande famiglia dei figli di Dio. Certo ha anche aspetti umani; in coloro che la compongono, Pastori e fedeli, ci sono difetti, imperfezioni, peccati; anche il Papa li ha e ne ha tanti, ma il bello è che quando noi ci accorgiamo di essere peccatori, troviamo la misericordia di Dio, il quale sempre perdona. Non dimenticatelo: Dio sempre perdona e ci riceve nel suo amore di perdono e di misericordia. Alcuni dicono che il peccato è un'offesa a Dio, ma anche un'opportunità di umiliazione per accorgersi che c'è un'altra cosa più bella: la misericordia di Dio. Pensiamo a questo".

"Domandiamoci oggi: quanto amo io la Chiesa? Prego per lei? Mi sento parte della famiglia della Chiesa? Che cosa faccio perché sia una comunità in cui ognuno si senta accolto e compreso, senta la misericordia e l’amore di Dio che rinnova la vita?", il Papa ha invitato i presenti a porsi queste domande ed ha aggiunto: "La fede è un dono e un atto che ci riguarda personalmente, ma Dio ci chiama a vivere insieme la nostra fede, come famiglia, come Chiesa".

"Chiediamo al Signore, - ha concluso il Santo Padre - in modo del tutto particolare in quest’Anno della fede, che le nostre comunità, tutta la Chiesa, siano sempre più vere famiglie che vivono e portano il calore di Dio".

"NON DIMENTICATE DI RENDERE GRAZIE A DIO PER IL VOSTRO GENITORE!"

Città del Vaticano, 29 maggio 2013 (VIS). Come ogni mercoledì, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto, nelle diverse lingue, ai diversi gruppi di pellegrini presenti in Piazza San Pietro.

Papa Francesco ha in particolare salutato i giovani polacchi che si riuniranno, come ogni anno dal 1997, il 1° giugno prossimo, nei Campi di Lednica, luogo storico del primo battesimo del popolo polacco nel 966, per l'incontro annuale alle fonti battesimali della Polonia.

"Ricordate che Dio è Padre di ciascuno di noi. È stato Lui a crearci, ad elargire a ciascuno di noi i talenti, a guidarci nel cammino della vita; Egli è con noi, nonostante la nostra debolezza, il nostro peccato, le nostre omissioni. Vuole salvarci! È modello di ogni paternità, anche di quella terrena".

"Non dimenticate - ha esortato il Papa - di rendere grazie a Dio per il vostro genitore! Ricordatelo nella preghiera anche se le vostre relazioni dovessero forse essere non buone. La paternità è un dono di Dio e una grande responsabilità per dare una nuova vita, la quale è un'irripetibile immagine di Dio. Non abbiate paura di essere genitori (...) Siate anche aperti alla paternità spirituale".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2013

Città del Vaticano, 29 maggio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di giugno affidate dal Papa all'Apostolato della preghiera:

Generale: "Perché prevalga fra i popoli una cultura di dialogo, di ascolto e di rispetto reciproco.

Missionaria: "Perché là dove è più forte l'influsso della secolarizzazione, le comunità cristiane sappiano promuovere efficacemente una nuova evangelizzazione".


UDIENZE

Città del Vaticano, 29 maggio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceve in udienza il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America).

AVVISO

Città del Vaticano, 29 maggio 2013 (VIS). Domani, giovedì 30 maggio, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione del servizio riprenderà venerdì 31 maggio.

martedì 28 maggio 2013

ADORAZIONE EUCARISTICA E GIORNATA EVANGELIUM VITAE

Città del Vaticano, 28 maggio 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il Vescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario ed il Monsignor Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione di due Eventi dell'Anno della Fede: la "Solenne Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale" e la "Giornata dell'Evangelium vitae".

La "Solenne Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale" avrà luogo nella Basilica di San Pietro domenica prossima 2 giugno, dalle ore 17:00 alle 18:00, sul tema: "Un solo Signore, una sola fede", scelto per attestare il senso di profonda comunione che lo caratterizza. "Sarà un evento - ha spiegato l'Arcivescovo Fisichella - che per la prima volta si realizza nella storia della Chiesa e abbiamo motivo di definirlo 'storico'. Per un'ora le cattedrali del mondo saranno sincronizzate sull’ora di Roma in comunione con il Papa nell’Adorazione Eucaristica. Abbiamo avuto un’adesione massiccia a questa iniziativa che si è estesa oltre le cattedrali e ha coinvolto intere conferenze episcopali, le parrocchie, le congregazioni religiose, specialmente i monasteri di clausura, e le associazioni".

Dalle Isole Cook a Reykiavyk, passando per Cile, Burkina Faso, Taiwan, Iraq, Bangladesh, Stati Uniti d'America e Filippine, le diocesi si sincronizzeranno con l'ora di San Pietro e pregheranno per le intenzioni proposte dal Santo Padre. La prima è: “Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell’Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all’ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre 'più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata' (Ef 5,28). Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola che salva risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell’amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità".

La seconda intenzione di Papa Francesco è: "Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro 'schiavo', per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Possa il loro silenzioso grido di aiuto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza. Per tutti coloro, inoltre, che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona”.

Il 15 e il 16 giugno si terrà la Giornata dell'Evangelium vitae dal titolo "Credendo abbiano la vita". "Lo abbiamo chiamato l’incontro dell’Evangelium vitae per attestare tutta la grande tematica che si sviluppa intorno all’impegno della Chiesa sulla promozione, rispetto e difesa della dignità della vita umana" - ha segnalato l'Arcivescovo Fisichella - "Papa Francesco presiederà la santa Eucaristia della domenica alle ore 10:30 con tutto il 'popolo della vita' per rivolgere il suo messaggio e la sua attenzione anche ai tanti malati presenti alla celebrazione. Come per gli altri eventi, anche questo seguirà lo svolgimento ormai tradizionale per l’Anno della Fede. Anzitutto, il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro, che si terrà nel pomeriggio dalle 14-17, mentre nel contempo chi lo desidera potrà avere il tempo per la celebrazione del sacramento della riconciliazione e dell’Adorazione eucaristica. Nella mattina i diversi gruppi linguistici avranno una catechesi in differenti chiese di Roma".
"La sera del sabato 15 alle ore 20:30 si snoderà per via della Conciliazione una fiaccolata silenziosa per richiamare l’attenzione sul tema della vita umana e del suo valore intangibile. Raggiungerà piazza san Pietro dove si concluderà con alcune significative testimonianze. Ad oggi hanno già fatto pervenire la loro consistente adesione diversi gruppi provenienti dall’Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Giappone, Ungheria, Romania, Spagna, Francia, Canada, New Zeland, Argentina, Gran Bretagna, Belgio, Slovacchia, Costa Rica, Portogallo e Australia. Saranno presenti famiglie, conferenze episcopali, diocesi, parrocchie, ordini religiosi, seminaristi, organizzazioni umanitarie e sanitarie come l’Ordine di Malta, movimenti, universitari, associazioni dall’Unitalsi alla Croce Rossa, organizzazioni Pro-Life e tanti gruppi e persone che hanno a cuore la promozione e difesa della vita senza una particolare appartenenza associativa o confessionale".

DIFENDERE I DIRITTI DEI CRISTIANI NELL'AREA OSCE

Città del Vaticano, 28 maggio 2013 (VIS). Il 21 maggio scorso, a Tirana (Albania), il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è intervenuto alla Conferenza d'alto livello sulla tolleranza e la non discriminazione (anche in relazione all'educazione dei giovani alla tolleranza e alla non discriminazione nel contesto dei diritti umani), promossa dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Nella seconda seduta plenaria si è trattato il tema dalla lotta all'intolleranza e alla discriminazione nei confronti dei cristiani e dei membri di altre religioni.

"All’ultima Conferenza d’alto livello sulla tolleranza e la non discriminazione, che si è tenuta tre anni fa ad Astana - ha detto il Presule - gli Stati partecipanti si sono impegnati, inter alia, a contrastare il pregiudizio, la discriminazione, l’intolleranza e la violenza nei confronti dei cristiani e dei membri di altre religioni, comprese quelle minoritarie, che continuano ad essere presenti nell’area Osce. Sono stati inoltre invitati ad affrontare la negazione dei diritti, l’esclusione e l’emarginazione dei cristiani e dei membri di altre religioni nelle nostre società. Purtroppo, in diverse parti dell’area Osce gli episodi di intolleranza e di discriminazione nei confronti dei cristiani non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura aumentati, malgrado i numerosi incontri e le conferenze sul tema, organizzati anche dall’Osce e dall’Odihr (Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani).

"Dispiace, dunque, osservare che in tutta l’area Osce sia stata disegnata una linea divisoria netta tra credenza religiosa e pratica religiosa, sicché spesso ai cristiani viene ricordato, nel pubblico dibattito (e sempre più di frequente anche nei tribunali), che possono credere tutto ciò che vogliono nelle loro case e nelle loro teste, e che possono rendere culto come desiderano nelle loro chiese private, ma che semplicemente non possono agire in base a queste credenze in pubblico. Si tratta di una distorsione deliberata e di una limitazione del vero significato della libertà di religione, che non corrisponde alla libertà prevista nei documenti internazionali, compresi quelli dell’Osce, a partire dall’Atto finale di Helsinki del 1975, passando dal Documento finale di Vienna del 1989 e dal Documento di Copenaghen del 1990, fino alla Dichiarazione commemorativa del vertice di Astana del 2010".

"È degno di nota il fatto che, dopo secoli di lotta per la libertà di coscienza, ora, nel XXI secolo, alcuni cittadini dell’area Osce sono costretti a scegliere tra due scenari improbabili: possono abbandonare la propria fede e agire contro la loro coscienza, oppure resistere e affrontare il fatto di perdere il loro sostentamento. Gli Stati partecipanti all’Osce - ha ribadito il Vescovo Toso - devono dunque garantire che si ponga fine all’intolleranza e alla discriminazione nei confronti dei cristiani, permettendo loro di parlare liberamente su questioni che il governo o altri potrebbero considerare spiacevoli, e di agire secondo la propria coscienza sul posto di lavoro e altrove. La discriminazione nei confronti dei cristiani – anche laddove costituiscono una maggioranza – deve essere considerata una grave minaccia all’intera società, e quindi va combattuta proprio come giustamente si fa con l’antisemitismo e l’islamofobia".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Rodolfo Cetoloni, O.F.M., Vescovo di Grosseto (superficie: 1.239; popolazione: 134.340; cattolici: 124.936; sacerdoti: 73; religiosi: 50; diaconi permanenti: 5), Italia. È stato finora Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza (Italia).

- Ha nominato il Reverendo Jorge Estrada Solórzano, Vescovo Ausiliare di México (superficie: 1.429; popolazione: 8.997.000; cattolici: 8.038.000; sacerdoti: 1.789; religiosi: 7.211; diaconi permanenti: 146), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Città del Messico ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 2008 è stato Direttore del Centro di aiuto per i Sacerdoti. Dopo l'ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale, Parroco, Decano del VI Decanato en la VII Vicaria, Responsabile della Formazione Permanente del Clero della VII Vicaria e Direttore della Commissione per i Presbiteri dell’arcidiocesi di México. Dal 2008 è Direttore del Centro di aiuto per i Sacerdoti. È stato finora parroco della Parrocchia San Pedro Apóstol nell'Arcidiocesi di México.

- Ha accettato la rinuncia all’Officio di Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di México (Messico), presentata dal Vescovo Francisco Clavel Gil, per raggiunti limiti d'età.




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