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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 7 gennaio 2013

I RE MAGI ERANO RICERCATORI DI DIO

Città del Vaticano, 6 gennaio 2013 (VIS). Oggi, Solennità dell’Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione episcopale ai presbiteri: Monsignor Angelo Vincenzo Zani, eletto Arcivescovo titolare di Volturno e nominato Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, Monsignor Fortunatus Nwachukwu, eletto Arcivescovo titolare di Acquaviva e nominato Nunzio Apostolico in Nicaragua; Monsignor Georg Gänswein, Segretario particolare del Santo Padre, eletto Arcivescovo titolare di Urbisaglia e nominato Prefetto della Casa Pontificia; Monsignor Nicolas Henry Marie Denis Thevenin, eletto Arcivescovo titolare di Eclano e nominato Nunzio Apostolico in Guatemala. Hanno concelebrato con il Santo Padre il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., ed il Cardinale Zenon Grocholewski, e i quattro Vescovi eletti. Il rito di Ordinazione ha avuto luogo dopo la proclamazione del Santo Vangelo e dell’annunzio del giorno della Pasqua, che quest’anno si celebra il 31 marzo.

Nell'omelia il Santo Padre ha detto che i Re Magi "erano ricercatori di Dio" e che "la ricerca della verità era per loro più importante della derisione del mondo". Riferendosi ai nuovi Vescovi il Santo Padre ha affermato che il Vescovo "deve essere valoroso" ed avere "il coraggio di contraddire gli orientamenti dominanti". Di seguito riportiamo il testo completo delle parole di Benedetto XVI.

"Per la Chiesa credente ed orante, i Magi d’Oriente che, sotto la guida della stella, hanno trovato la via verso il presepe di Betlemme sono solo l’inizio di una grande processione che pervade la storia. Per questo, la liturgia legge il Vangelo che parla del cammino dei Magi insieme con le splendide visioni profetiche di Isaia 60 e del Salmo 72, che illustrano con immagini audaci il pellegrinaggio dei popoli verso Gerusalemme. Come i pastori che, quali primi ospiti presso il Bimbo neonato giacente nella mangiatoia, personificano i poveri d’Israele e, in genere, le anime umili che interiormente vivono molto vicino a Gesù, così gli uomini provenienti dall’Oriente personificano il mondo dei popoli, la Chiesa dei gentili – gli uomini che attraverso tutti i secoli si incamminano verso il Bambino di Betlemme, onorano in Lui il Figlio di Dio e si prostrano davanti a Lui. La Chiesa chiama questa festa 'Epifania' – l’apparizione, la comparsa del Divino. Se guardiamo il fatto che, fin da quell’inizio, uomini di ogni provenienza, di tutti i Continenti, di tutte le diverse culture e tutti i diversi modi di pensiero e di vita sono stati e sono in cammino verso Cristo, possiamo dire veramente che questo pellegrinaggio e questo incontro con Dio nella figura del Bambino è un’Epifania della bontà di Dio e del suo amore per gli uomini".

"Seguendo una tradizione iniziata dal Beato Papa Giovanni Paolo II, celebriamo la festa dell’Epifania anche quale giorno dell’Ordinazione episcopale per quattro sacerdoti che d’ora in poi, in funzioni diverse, collaboreranno al Ministero del Papa per l’unità dell’unica Chiesa di Gesù Cristo nella pluralità delle Chiese particolari. Il nesso tra questa Ordinazione episcopale e il tema del pellegrinaggio dei popoli verso Gesù Cristo è evidente. Il Vescovo ha il compito non solo di camminare in questo pellegrinaggio insieme con gli altri, ma di precedere e di indicare la strada. Vorrei, però, in questa liturgia, riflettere con voi ancora su una domanda più concreta. In base alla storia raccontata da Matteo possiamo sicuramente farci una certa idea di quale tipo di uomini debbano essere stati coloro che, in seguito al segno della stella, si sono incamminati per trovare quel Re che, non soltanto per Israele, ma per l’umanità intera avrebbe fondato una nuova specie di regalità. Che tipo di uomini, dunque, erano costoro? E domandiamoci anche se, malgrado la differenza dei tempi e dei compiti, a partire da loro si possa intravedere qualcosa su che cosa sia il Vescovo e su come egli debba adempiere il suo compito".
"Gli uomini che allora partirono verso l’ignoto erano, in ogni caso, uomini dal cuore inquieto. Uomini spinti dalla ricerca inquieta di Dio e della salvezza del mondo. Uomini in attesa, che non si accontentavano del loro reddito assicurato e della loro posizione sociale forse considerevole. Erano alla ricerca della realtà più grande. Erano forse uomini dotti che avevano una grande conoscenza degli astri e probabilmente disponevano anche di una formazione filosofica. Ma non volevano soltanto sapere tante cose. Volevano sapere soprattutto la cosa essenziale. Volevano sapere come si possa riuscire ad essere persona umana. E per questo volevano sapere se Dio esista, dove e come Egli sia. Se Egli si curi di noi e come noi possiamo incontrarlo. Volevano non soltanto sapere. Volevano riconoscere la verità su di noi, e su Dio e il mondo. Il loro pellegrinaggio esteriore era espressione del loro essere interiormente in cammino, dell’interiore pellegrinaggio del loro cuore. Erano uomini che cercavano Dio e, in definitiva, erano in cammino verso di Lui. Erano ricercatori di Dio".

"Ma con ciò giungiamo alla domanda: come dev’essere un uomo a cui si impongono le mani per l’Ordinazione episcopale nella Chiesa di Gesù Cristo? Possiamo dire: egli deve soprattutto essere un uomo il cui interesse è rivolto verso Dio, perché solo allora egli si interessa veramente anche degli uomini. Potremmo dirlo anche inversamente: un Vescovo dev’essere un uomo a cui gli uomini stanno a cuore, che è toccato dalle vicende degli uomini. Dev’essere un uomo per gli altri. Ma può esserlo veramente soltanto se è un uomo conquistato da Dio. Se per lui l’inquietudine verso Dio è diventata un’inquietudine per la sua creatura, l’uomo. Come i Magi d’Oriente, anche un Vescovo non dev’essere uno che esercita solamente il suo mestiere e non vuole altro. No, egli dev’essere preso dall’inquietudine di Dio per gli uomini. Deve, per così dire, pensare e sentire insieme con Dio. Non è solo l’uomo ad avere in sé l’inquietudine costitutiva verso Dio, ma questa inquietudine è una partecipazione all’inquietudine di Dio per noi. Poiché Dio è inquieto nei nostri confronti, Egli ci segue fin nella mangiatoia, fino alla Croce. 'Cercandomi ti sedesti stanco, mi hai redento con il supplizio della Croce: che tanto sforzo non sia vano!', prega la Chiesa nel Dies irae. L’inquietudine dell’uomo verso Dio e, a partire da essa, l’inquietudine di Dio verso l’uomo devono non dar pace al Vescovo. È questo che intendiamo quando diciamo che il Vescovo dev’essere soprattutto un uomo di fede. Perché la fede non è altro che l’essere interiormente toccati da Dio, una condizione che ci conduce sulla via della vita. La fede ci tira dentro uno stato in cui siamo presi dall’inquietudine di Dio e fa di noi dei pellegrini che interiormente sono in cammino verso il vero Re del mondo e verso la sua promessa di giustizia, di verità e di amore. In questo pellegrinaggio, il Vescovo deve precedere, dev’essere colui che indica agli uomini la strada verso la fede, la speranza e l’amore".

"Il pellegrinaggio interiore della fede verso Dio si svolge soprattutto nella preghiera. Sant’Agostino ha detto una volta che la preghiera, in ultima analisi, non sarebbe altro che l’attualizzazione e la radicalizzazione del nostro desiderio di Dio. Al posto della parola 'desiderio' potremmo mettere anche la parola 'inquietudine' e dire che la preghiera vuole strapparci alla nostra falsa comodità, al nostro essere chiusi nelle realtà materiali, visibili e trasmetterci l’inquietudine verso Dio, rendendoci proprio così anche aperti e inquieti gli uni per gli altri. Il Vescovo, come pellegrino di Dio, dev’essere soprattutto un uomo che prega. Deve essere in un permanente contatto interiore con Dio; la sua anima dev’essere largamente aperta verso Dio. Le sue difficoltà e quelle degli altri, come anche le sue gioie e quelle degli altri le deve portare a Dio, e così, a modo suo, stabilire il contatto tra Dio e il mondo nella comunione con Cristo, affinché la luce di Cristo splenda nel mondo".

"Torniamo ai Magi d’Oriente. Questi erano anche e soprattutto uomini che avevano coraggio, il coraggio e l’umiltà della fede. Ci voleva del coraggio per accogliere il segno della stella come un ordine di partire, per uscire – verso l’ignoto, l’incerto, su vie sulle quali c’erano molteplici pericoli in agguato. Possiamo immaginare che la decisione di questi uomini abbia suscitato derisione: la beffa dei realisti che potevano soltanto deridere le fantasticherie di questi uomini. Chi partiva su promesse così incerte, rischiando tutto, poteva apparire soltanto ridicolo. Ma per questi uomini toccati interiormente da Dio, la via secondo le indicazioni divine era più importante dell’opinione della gente. La ricerca della verità era per loro più importante della derisione del mondo, apparentemente intelligente".

"Come non pensare, in una tale situazione, al compito di un Vescovo nel nostro tempo? L’umiltà della fede, del credere insieme con la fede della Chiesa di tutti i tempi, si troverà ripetutamente in conflitto con l’intelligenza dominante di coloro che si attengono a ciò che apparentemente è sicuro. Chi vive e annuncia la fede della Chiesa, in molti punti non è conforme alle opinioni dominanti proprio anche nel nostro tempo. L’agnosticismo oggi largamente imperante ha i suoi dogmi ed è estremamente intollerante nei confronti di tutto ciò che lo mette in questione e mette in questione i suoi criteri. Perciò, il coraggio di contraddire gli orientamenti dominanti è oggi particolarmente pressante per un Vescovo. Egli dev’essere valoroso. E tale valore o fortezza non consiste nel colpire con violenza, nell’aggressività, ma nel lasciarsi colpire e nel tenere testa ai criteri delle opinioni dominanti. Il coraggio di restare fermamente con la verità è inevitabilmente richiesto a coloro che il Signore manda come agnelli in mezzo ai lupi. 'Chi teme il Signore non ha paura di nulla', dice il Siracide. Il timore di Dio libera dal timore degli uomini. Rende liberi!"

"In questo contesto mi viene in mente un episodio degli inizi del cristianesimo che san Luca narra negli Atti degli Apostoli. Dopo il discorso di Gamaliele, che sconsigliava la violenza verso la comunità nascente dei credenti in Gesù, il sinedrio chiamò gli Apostoli e li fece flagellare. Poi proibì loro di predicare nel nome di Gesù e li rimise in libertà. San Luca continua: 'Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E ogni giorno … non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo'. Anche i successori degli Apostoli devono attendersi di essere ripetutamente percossi, in maniera moderna, se non cessano di annunciare in modo udibile e comprensibile il Vangelo di Gesù Cristo. E allora possono essere lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per Lui. Naturalmente vogliamo, come gli Apostoli, convincere la gente e, in questo senso, ottenerne l’approvazione. Naturalmente non provochiamo, ma tutt’al contrario invitiamo tutti ad entrare nella gioia della verità che indica la strada. L’approvazione delle opinioni dominanti, però, non è il criterio a cui ci sottomettiamo. Il criterio è Lui stesso: il Signore. Se difendiamo la sua causa, conquisteremo, grazie a Dio, sempre di nuovo persone per la via del Vangelo. Ma inevitabilmente saremo anche percossi da coloro che, con la loro vita, sono in contrasto col Vangelo, e allora possiamo essere grati di essere giudicati degni di partecipare alla Passione di Cristo".

"I Magi hanno seguito la stella, e così sono giunti fino a Gesù, alla grande Luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Come pellegrini della fede, i Magi sono diventati essi stessi stelle che brillano nel cielo della storia e ci indicano la strada. I santi sono le vere costellazioni di Dio, che illuminano le notti di questo mondo e ci guidano. San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, ha detto ai suoi fedeli che devono risplendere come astri nel mondo.

"Cari amici, ciò riguarda anche noi. Ciò riguarda soprattutto voi che, in quest’ora, sarete ordinati Vescovi della Chiesa di Gesù Cristo. Se vivrete con Cristo, a Lui nuovamente legati nel Sacramento, allora anche voi diventerete sapienti. Allora diventerete astri che precedono gli uomini e indicano loro la via giusta della vita. In quest’ora noi tutti qui preghiamo per voi, affinché il Signore vi ricolmi con la luce della fede e dell’amore. Affinché quell’inquietudine di Dio per l’uomo vi tocchi, perché tutti sperimentino la sua vicinanza e ricevano il dono della sua gioia. Preghiamo per voi, affinché il Signore vi doni sempre il coraggio e l’umiltà della fede. Preghiamo Maria che ha mostrato ai Magi il nuovo Re del mondo, affinché ella, quale Madre amorevole, mostri Gesù Cristo anche a voi e vi aiuti ad essere indicatori della strada che porta a Lui."

ANGELUS: CHE LA LUCE DI CRISTO BRILLI IN TUTTO IL MONDO

Città del Vaticano, 6 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. La preghiera ha avuto inizio con un leggero ritardo poiché il rito di ordinazione di quattro nuovi Vescovi, fra i quali il segretario particolare del Santo Padre Monsignor Georg Gänswein, si è un po' prolungato.

"Scusate il ritardo - ha detto il Papa ai fedeli - Ho ordinato quattro nuovi Vescovi nella Basilica di San Pietro e il rito è durato un po’ di più. Ma celebriamo oggi soprattutto l’Epifania del Signore, la sua manifestazione alle genti, mentre numerose Chiese Orientali, secondo il calendario Giuliano, festeggiano il Natale. Questa leggera differenza, che fa sovrapporre i due momenti, pone in risalto che quel Bambino, nato nell’umiltà della grotta di Betlemme, è la luce del mondo, che orienta il cammino di tutti i popoli. È un accostamento che fa riflettere anche dal punto di vista della fede: da una parte, a Natale, davanti a Gesù, vediamo la fede di Maria, di Giuseppe e dei pastori; oggi, nell’Epifania, la fede dei tre Magi, venuti dall’Oriente per adorare il re dei Giudei".

"La Vergine Maria, insieme con il suo sposo, rappresentano il 'ceppo' di Israele, il 'resto' preannunciato dai profeti, da cui doveva germogliare il Messia. I Magi rappresentano invece i popoli, e possiamo dire anche le civiltà, le culture, le religioni che sono, per così dire, in cammino verso Dio, alla ricerca del suo regno di pace, di giustizia, di verità e di libertà. C’è dapprima un nucleo, impersonato soprattutto da Maria, la 'figlia di Sion': un nucleo di Israele, il popolo che conosce e ha fede in quel Dio che si è rivelato ai Patriarchi e nel cammino della storia. Questa fede raggiunge il suo compimento in Maria, nella pienezza dei tempi; in lei, 'beata perché ha creduto', il Verbo si è fatto carne, Dio è 'apparso' nel mondo. La fede di Maria diventa la primizia e il modello della fede della Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza. Ma questo popolo è fin dall’inizio universale, e questo lo vediamo oggi nelle figure dei Magi, che giungono a Betlemme seguendo la luce di una stella e le indicazioni delle Sacre Scritture".

Infine il Papa, nel riferirsi alle quattro Ordinazioni episcopali ha precisato che "due nuovi Vescovi rimarranno al servizio della Santa Sede, e gli altri due partiranno per essere Rappresentanti Pontifici presso due Nazioni. Preghiamo per ciascuno di loro, per il loro ministero, e perché la luce di Cristo risplenda nel mondo intero".


UDIENZE

Città del Vaticano, 7 gennaio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza:

- L'Arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, con i familiari.

- L'Arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, con i Familiari.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Jean-Paul Gobel, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba d'Egitto e Delegato presso l'Organizzazione della Lega degli Stati Arabi. È stato finora Nunzio Apostolico in Iran.

- L'Arcivescovo Nicolas Henry Marie Denis Thevenin, Nunzio Apostolico in Guatemala.

- Il Dottor Antonio Chiminello, per un quinquennio, Direttore della Direzione della Ragioneria dello Stato della Città del Vaticano. È stato finora Vice Direttore della medesima Ragioneria dello Stato.

venerdì 4 gennaio 2013

DAL 2005 OLTRE 20 MILIONI DI FEDELI CON IL PAPA IN VATICANO

Città del Vaticano, 4 gennaio 2013 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia ha reso pubblico un Comunicato che informa che nel corso del 2012, 2.351.200 fedeli hanno partecipato a diversi incontri con Papa Benedetto XVI: udienze generali (447.000) e particolari (146.800); celebrazioni liturgiche (501.400), Angelus e Regina Coeli (1.256.000). Questi dati si riferiscono solamente agli incontri che hanno avuto luogo in Vaticano e a Castel Gandolfo, e non includono altri eventi durante i quali migliaia di fedeli si sono riuniti attorno al Santo Padre, come i Viaggi apostolici in Messico e Cuba in primavera, e in Libano in settembre. Nel 2012 il Papa ha anche compiuto alcune visite pastorali in Italia, ad Arezzo-San Sepolcro, Emilia Romagna, Loreto e l'Incontro Internazionale delle Famiglie a Milano, nel giugno scorso.

La Prefettura della Casa Pontificia precisa che si tratta di dati approssimativi, calcolati in base alle richieste di partecipazione agli incontri con il Papa e degli inviti distribuiti dalla Prefettura. È stata nel contempo compiuta una valutazione del numero di presenze in momenti quali l'Angelus e le grandi celebrazioni in Piazza San Pietro.

In totale, secondo le stime della Prefettura della Casa Pontificia, in otto anni di Pontificato, 20.544.970 persone hanno partecipato agli incontri con il Santo Padre Benedetto XVI.

giovedì 3 gennaio 2013

CARDINALE POUPARD INVIATO SPECIALE DEL PAPA A LIONE

Città del Vaticano, 3 gennaio 2013 (VIS). Nella tarda mattinata di ieri è stata pubblicata la Lettera del Santo Padre al Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, che il Papa, in data 10 novembre 2012, ha nominato Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive dell’anno giubilare dedicato alla Venerabile Serva di Dio Pauline Jaricot, nel 150° anniversario della sua morte e nel 50° anniversario del decreto dell’eroicità delle sue virtù, in programma a Lione (Francia) il 9 gennaio 2013.

Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta dal Monsignor François Duthel, Postulatore della Causa di Beatificazione della Serva di Dio Pauline Jaricot e dal Padre Daniel Carnot, già Superiore Generale della Società delle Missioni Africane.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Stephen Jensen, Vescovo di Prince George (superficie: 345.600; popolazione: 249.000; cattolici: 54.600; sacerdoti: 18; religiosi: 23), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a North Vancouver (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Nello stesso anno è stato Assistente parrocchiale a “Corpus Christi”, Vancouver; nel 1981 è stato Cappellano della “Simon Fraser University”; nel 1983 è stato Assistente parrocchiale alla “Church of the Assumption”, Powell River; nel 1984 è stato Parroco della parrocchia “Immaculate Conception”, Vancouver; nel 1986 è stato Parroco della parrocchia “Saint Ann’s”, Abbotsford); nel 1995 è stato Parroco della parrocchia “Corpus Christi”, Vancouver; nel 1990 è stato Membro del Collegio dei Consultori; nel 1995 è stato Vice Cancelliere dell’arcidiocesi; nel 1996 è stato Vicario episcopale per l’educazione. Dal 2009 è Vicario generale, Decano del Consiglio Presbiterale e Consultore diocesano dell’arcidiocesi. Succede al Vescovo Gerald Wiesner del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor David P. Talley, Vescovo Ausiliare di Atlanta (superficie: 55.521, popolazione: 6.998.599; cattolici: 857.000; sacerdoti: 228; religiosi; 125), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Columbus (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Dal 1989 al 1993 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Jude the Apostle Parish” a Sandy Springs; dal 1998 al 2001 è stato Direttore delle Vocazioni sacerdotali; dal 1999 al 2001 è stato Cancelliere; nel 2001 è stato Amministratore della “Saint Matthew Parish” a Tyrone; dal 2001 al 2003 è stato Vicario Giudiziale; dal 2003 al 2006 è stato Parroco della “Saint Thomas Aquinas Parish” ad Alpharetta; dal 2006 al 2007 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Anne Parish” a Columbus; dal 2007 al 2011 è stato Parroco della “Saint John Neumann Parish” a Lilburn. È stato finora Parroco della “Saint Brigid Parish” a Johns Creek.

mercoledì 2 gennaio 2013

BENEDETTO XVI: "DA DOVE VIENE GESÙ?"

Città del Vaticano, 2 gennaio 2013 (VIS). Per la catechesi della prima udienza generale del 2013, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 7.000 persone, il Santo Padre si è soffermato sulla solennità del Natale "una novità così radicale nel mondo da cambiare il corso della storia", e sull'origine di Gesù.

"Il Natale del Signore - ha commentato il Santo Padre - illumina ancora una volta con la sua luce le tenebre che spesso avvolgono il nostro mondo e il nostro cuore, e porta speranza e gioia. Da dove viene questa luce? Dalla grotta di Betlemme, dove i pastori trovarono 'Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia'. Di fronte a questa Santa Famiglia sorge un’altra e più profonda domanda: come può quel piccolo e debole Bambino avere portato una novità così radicale nel mondo da cambiare il corso della storia? Non c’è forse qualcosa di misterioso nella sua origine che va al di là di quella grotta?"

"Nei quattro Vangeli emerge con chiarezza la risposta alla domanda 'da dove' viene Gesù: la sua vera origine è il Padre, Dio; Egli proviene totalmente da Lui, ma in un modo diverso da qualsiasi profeta o inviato da Dio che l’hanno preceduto. Questa origine dal mistero di Dio, 'che nessuno conosce', è contenuta già nei racconti dell’infanzia dei Vangeli di Matteo e di Luca, che stiamo leggendo in questo tempo natalizio. L’angelo Gabriele annuncia: 'Lo Spirito scenderà su di te, e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio'".

"Ripetiamo queste parole ogni volta che recitiamo il Credo, la Professione di fede: 'et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine', 'e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria'. A questa frase ci inginocchiamo perché il velo che nascondeva Dio, viene, per così dire, aperto e il suo mistero insondabile e inaccessibile ci tocca: Dio diventa l’Emmanuele, 'Dio con noi'. Quando ascoltiamo le Messe composte dai grandi maestri di musica sacra, penso per esempio alla Messa dell'Incoronazione di Mozart, notiamo subito come si soffermino in modo particolare su questa frase, quasi a voler cercare di esprimere con il linguaggio universale della musica ciò che le parole non possono manifestare: il mistero grande di Dio che si incarna, si fa uomo".

"Questa affermazione del Credo non riguarda l'essere eterno di Dio, ma piuttosto ci parla di una azione a cui prendono parte le tre Persone divine e che si realizza 'ex Maria Virgine'. Senza di lei l'ingresso di Dio nella storia dell'umanità non sarebbe giunto al suo fine e non avrebbe avuto luogo quello che è centrale nella nostra Professione di fede: Dio è un Dio con noi. Così Maria appartiene in modo irrinunciabile alla nostra fede nel Dio che agisce, che entra nella storia. Ella mette a disposizione tutta la sua persona, 'accetta' di diventare luogo dell'abitazione di Dio'".

"A volte, anche nel cammino e nella vita di fede possiamo avvertire la nostra povertà, la nostra inadeguatezza di fronte alla testimonianza da offrire al mondo. Ma Dio ha scelto proprio un'umile donna, in uno sconosciuto villaggio, in una delle province più lontane del grande impero romano. Sempre, anche in mezzo alle difficoltà più ardue da affrontare, dobbiamo avere fiducia in Dio, rinnovando la fede nella sua presenza e azione nella nostra storia, come in quella di Maria. Nulla è impossibile a Dio! Con Lui la nostra esistenza cammina sempre su un terreno sicuro ed è aperta ad un futuro di ferma speranza".

"Ciò che accade in Maria, attraverso l’azione dello stesso Spirito divino, è una nuova creazione: Dio, che ha chiamato l’essere dal nulla, con l’Incarnazione dà vita ad un nuovo inizio dell’umanità. I Padri della Chiesa più volte parlano di Cristo come del nuovo Adamo, per sottolineare l’inizio della nuova creazione dalla nascita del Figlio di Dio nel seno della Vergine Maria. Questo ci fa riflettere su come la fede porti anche in noi una novità così forte da produrre una seconda nascita. Infatti, all’inizio dell’essere cristiani c’è il Battesimo che ci fa rinascere come figli di Dio, ci fa partecipare alla relazione filiale che Gesù ha con il Padre. E vorrei far notare come il Battesimo si riceve, noi 'siamo battezzati' - è un passivo - perché nessuno è capace di rendersi figlio di Dio da sé: è un dono che viene conferito gratuitamente. San Paolo richiama questa figliolanza adottiva dei cristiani in un passo centrale della sua Lettera ai Romani, dove scrive: 'Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio, non servi. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: 'Abbà! Padre!'. Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio'. Solo se ci apriamo all’azione di Dio, come Maria, solo se affidiamo la nostra vita al Signore come ad un amico di cui ci fidiamo totalmente, tutto cambia, la nostra vita acquista un nuovo senso e un nuovo volto: quello di figli di un Padre che ci ama e mai ci abbandona".

"Abbiamo parlato di due elementi: l'elemento primo lo Spirito sulle acque, lo Spirito Creatore; c'è un altyro elemento nelle parole dell'Annunciazione. L’angelo dice a Maria: 'La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra'. È un richiamo alla nube santa che, durante il cammino dell’esodo, si fermava sulla tenda del convegno, sull’arca dell’alleanza, che il popolo di Israele portava con sé, e che indicava la presenza di Dio. Maria, quindi, è la nuova tenda santa, la nuova arca dell’alleanza: con il suo 'sì' alle parole dell’arcangelo, Dio riceve una dimora in questo mondo, Colui che l’universo non può contenere prende dimora nel grembo di una vergine".

"Ritorniamo allora alla questione da cui siamo partiti, quella sull’origine di Gesù, sintetizzata dalla domanda di Pilato: 'Di dove sei tu?'. Dalle nostre riflessioni appare chiara, fin dall’inizio dei Vangeli, qual è la vera origine di Gesù: Egli è il Figlio Unigenito del Padre, viene da Dio. Siamo di fronte al grande e sconvolgente mistero che celebriamo in questo tempo di Natale: il Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo, si è incarnato nel seno della Vergine Maria. È questo un annuncio che risuona sempre nuovo e che porta in sé speranza e gioia al nostro cuore, perché ci dona ogni volta la certezza che, anche se spesso ci sentiamo deboli, poveri, incapaci davanti alle difficoltà e al male del mondo, la potenza di Dio agisce sempre e opera meraviglie proprio nella debolezza. La sua grazia è la nostra forza".



BENEDETTO XVI: NEL CAMMINO DELLA VITA ABBIAMO LASTESSA SICUREZZA CHE IL BAMBINO PROVA NELLA BRACCIA DI UN PADRE BUONO E ONNIPOTENTE

Città del Vaticano, 1° Gennaio 2013 (VIS). Oggi, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e nella ricorrenza della 46ma Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre ha presieduto la Santa Messa. Hanno concelebrato con il Papa il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato; il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; l'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato; l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati; il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e l'Arcivescovo Beniamino Stella, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica.

Di seguito riportiamo estratti dell'omelia pronunciata da Benedetto XVI.

"Nonostante il mondo sia purtroppo ancora segnato da 'focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualistica espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato', oltre che da diverse forme di terrorismo e di criminalità, sono persuaso che 'le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l’innata vocazione dell’umanità alla pace. In ogni persona il desiderio di pace è aspirazione essenziale e coincide, in certa maniera, con il desiderio di una vita umana piena, felice e ben realizzata. L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio. Tutto ciò mi ha suggerito di ispirarmi per questo Messaggio alla parole di Gesù Cristo: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Questa beatitudine 'dice che la pace è dono messianico e opera umana ad un tempo …È pace con Dio, nel vivere secondo la sua volontà. È pace interiore con se stessi, e pace esteriore con il prossimo e con tutto il creato'. Sì, la pace è il bene per eccellenza da invocare come dono di Dio e, al tempo stesso, da costruire con ogni sforzo".

"Ci possiamo chiedere: qual è il fondamento, l’origine, la radice di questa pace? Come possiamo sentire in noi la pace, malgrado i problemi, le oscurità, le angosce? La risposta ci viene data dalle Letture della liturgia odierna. I testi biblici, anzitutto quello tratto dal Vangelo di Luca, poc’anzi proclamato, ci propongono di contemplare la pace interiore di Maria, la Madre di Gesù. Per lei si compiono, durante i giorni in cui 'diede alla luce il suo Figlio primogenito', tanti avvenimenti imprevisti: non solo la nascita del Figlio, ma prima il viaggio faticoso da Nazaret a Betlemme, il non trovare posto nell’alloggio, la ricerca di un rifugio di fortuna nella notte; e poi il canto degli angeli, la visita inaspettata dei pastori. In tutto ciò, però, Maria non si scompone, non si agita, non è sconvolta da fatti più grandi di lei; semplicemente considera, in silenzio, quanto accade, lo custodisce nella sua memoria e nel suo cuore, riflettendovi con calma e serenità. È questa la pace interiore che vorremmo avere in mezzo agli eventi a volte tumultuosi e confusi della storia, eventi di cui spesso non cogliamo il senso e che ci sconcertano".

"Ecco, cari fratelli, il fondamento della nostra pace: la certezza di contemplare in Gesù Cristo lo splendore del volto di Dio Padre, di essere figli nel Figlio, e avere così, nel cammino della vita, la stessa sicurezza che il bambino prova nelle braccia di un Padre buono e onnipotente. Lo splendore del volto del Signore su di noi, che ci concede pace, è la manifestazione della sua paternità; il Signore rivolge su di noi il suo volto, si mostra Padre e ci dona pace. Sta qui il principio di quella pace profonda - 'pace con Dio' - che è legata indissolubilmente alla fede e alla grazia, come scrive san Paolo ai cristiani di Roma. Niente può togliere ai credenti questa pace, nemmeno le difficoltà e le sofferenze della vita. Infatti, le sofferenze, le prove e le oscurità non corrodono, ma accrescono la nostra speranza, una speranza che non delude perché 'l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato'".

"La Vergine Maria, che oggi veneriamo con il titolo di Madre di Dio, ci aiuti a contemplare il volto di Gesù, Principe della Pace. Ci sostenga e ci accompagni in questo nuovo anno; ottenga per noi e per il mondo intero il dono della pace".

LA LUCE DI DIO BENEDIZIONE PER L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 1° gennaio 2013 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 46a Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell'Angelus con i fedeli e i pellegrini presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole. Prima della preghiera mariana il Papa ha rivolto ai presenti le seguenti parole:

"Buon anno a tutti! In questo primo giorno del 2013 vorrei far giungere ad ogni uomo e ogni donna del mondo la benedizione di Dio. Lo faccio con l’antica formula contenuta nella Sacra Scrittura: 'Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace'".

"Come la luce e il calore del sole sono una benedizione per la terra, così la luce di Dio lo è per l’umanità, quando Egli fa brillare su di essa il suo volto. E questo è avvenuto con la nascita di Gesù Cristo! Dio ha fatto risplendere per noi il suo volto: all’inizio in modo molto umile, nascosto – a Betlemme soltanto Maria e Giuseppe e alcuni pastori furono testimoni di questa rivelazione –; ma a poco a poco, come il sole che dall’alba giunge al mezzogiorno, la luce di Cristo è cresciuta e si è diffusa ovunque. Già nel breve tempo della sua vita terrena, Gesù di Nazaret ha fatto risplendere il volto di Dio sulla Terra Santa; e poi, mediante la Chiesa animata dal suo Spirito, ha esteso a tutte le genti il Vangelo della pace. 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini del suo compiacimento'. Questo è il canto degli angeli a Natale, ed è il canto dei cristiani sotto ogni cielo; un canto che dai cuori e dalle labbra passa nei gesti concreti, nelle azioni dell’amore che costruiscono dialogo, comprensione e riconciliazione".

"Per questo, otto giorni dopo il Natale, quando la Chiesa, come la Vergine Madre Maria, mostra al mondo il neonato Gesù, Principe della Pace, celebriamo la Giornata Mondiale della Pace. Sì, quel Bambino, che è il Verbo di Dio fatto carne, è venuto a portare agli uomini una pace che il mondo non può dare. La sua missione è abbattere il 'muro dell’inimicizia'. E quando, sulle rive del lago di Galilea, Egli proclama le sue 'Beatitudini', tra queste vi è anche 'beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio'. Chi sono gli operatori di pace? Sono tutti coloro che, giorno per giorno, cercano di vincere il male con il bene, con la forza della verità, con le armi della preghiera e del perdono, con il lavoro onesto e ben fatto, con la ricerca scientifica al servizio della vita, con le opere di misericordia corporale e spirituale. Gli operatori di pace sono tanti, ma non fanno rumore. Come il lievito nella pasta, fanno crescere l’umanità secondo il disegno di Dio".

"In questo primo Angelus del nuovo anno, chiediamo a Maria Santissima, Madre di Dio, che ci benedica, come la mamma benedice i suoi figli che devono partire per un viaggio. Un nuovo anno è come un viaggio: con la luce e la grazia di Dio, possa essere un cammino di pace per ogni uomo e ogni famiglia, per ogni Paese e per il mondo intero".

TE DEUM: IL CRISTIANO È UOMO DI SPERANZA ANCHE DI FRONTE AL BUIO CHE C'È NEL MONDO

Città del Vaticano, 31 dicembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha presieduto alle 17:00 di oggi, nella Basilica Vaticana, la celebrazione dei primi Vespri della Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio a cui sono seguiti l’esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del tradizionale inno "Te Deum" di ringraziamento a conclusione dell’anno civile, e la benedizione eucaristica.

"Non possiamo - ha detto il Papa - fermarci solo alle notizie se vogliamo capire il mondo e la vita; dobbiamo essere capaci di sostare nel silenzio, nella meditazione, nella riflessione calma e prolungata; dobbiamo saperci fermare per pensare. In questo modo il nostro animo può trovare guarigione dalle inevitabili ferite del quotidiano, può scendere in profondità nei fatti che accadono nella nostra vita e nel mondo, e giungere a quella sapienza che permette di valutare le cose con occhi nuovi. Soprattutto nel raccoglimento della coscienza, dove ci parla Dio, si impara a guardare con verità le proprie azioni, anche il male presente in noi e intorno a noi, per iniziare un cammino di conversione che renda più saggi e più buoni, più capaci di generare solidarietà e comunione, di vincere il male con il bene. Il cristiano è un uomo di speranza, anche e soprattutto di fronte al buio che spesso c’è nel mondo e che non dipende dal progetto di Dio ma dalle scelte sbagliate dell’uomo, perché sa che la forza della fede può spostare le montagne: il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda".

"L’Anno della fede, che la Chiesa sta vivendo, vuole suscitare nel cuore di ciascun credente una maggiore consapevolezza che l’incontro con Cristo è la sorgente della vera vita e di una solida speranza. La fede in Gesù permette un costante rinnovamento nel bene e la capacità di uscire dalle sabbie mobili del peccato e di ricominciare di nuovo. Nel Verbo fatto carne è possibile, sempre nuovamente, trovare la vera identità dell’uomo, che si scopre destinatario dell’infinito amore di Dio e chiamato alla comunione personale con Lui. Questa verità, che Gesù Cristo è venuto a rivelare, è la certezza che ci spinge a guardare con fiducia all’anno che stiamo per iniziare".

"La Chiesa, che ha ricevuto dal suo Signore la missione di evangelizzare, sa bene che il Vangelo è destinato a tutti gli uomini, in particolare alle nuove generazioni, per saziare quella sete di verità che ognuno porta nel cuore e che spesso è offuscata dalle tante cose che occupano la vita. Questo impegno apostolico è tanto più necessario quando la fede rischia di oscurarsi in contesti culturali che ne ostacolano il radicamento personale e la presenza sociale. Anche Roma è una città dove la fede cristiana deve essere annunciata sempre di nuovo e testimoniata in maniera credibile. Da una parte, il numero crescente di credenti di altre religioni, la difficoltà delle comunità parrocchiali ad avvicinare i giovani, il diffondersi di stili di vita improntati all’individualismo e al relativismo etico; dall’altra parte, la ricerca in tante persone di un senso per la propria esistenza e di una speranza che non deluda, non possono lasciarci indifferenti. Come l’Apostolo Paolo ogni fedele di questa Città deve sentirsi debitore del Vangelo verso gli altri abitanti!".

"È altresì importante - ha concluso il Papa - costruire un rapporto di cordiale amicizia anche con quei fedeli che, dopo aver battezzato il proprio bambino, distolti dalle urgenze della vita quotidiana, non mostrano grande interesse a vivere questa esperienza: essi potranno così sperimentare l’affetto della Chiesa che, come madre premurosa, si pone loro accanto per favorirne la vita spirituale".

Al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio allestito in Piazza San Pietro.

LA FEDE È UN DONO PREZIOSO DA ALIMENTARE NEI PROPRI FIGLI

Città del Vaticano, 30 dicembre 2012 (VIS). Alle dodici di questa domenica, festa della Santa Famiglia, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"La preoccupazione di Maria e Giuseppe per Gesù - ha detto Benedetto XVI - è la stessa di ogni genitore che educa un figlio, lo introduce alla vita e alla comprensione della realtà. Oggi pertanto è doverosa una speciale preghiera al Signore per tutte le famiglie del mondo. Imitando la santa Famiglia di Nazaret, i genitori si preoccupino seriamente della crescita e dell’educazione dei propri figli, perché maturino come uomini responsabili e onesti cittadini, senza dimenticare mai che la fede è un dono prezioso da alimentare nei propri figli anche con l’esempio personale. Nello stesso tempo preghiamo perché ogni bambino venga accolto come dono di Dio, sia sostenuto dall’amore del padre e della madre, per poter crescere come il Signore Gesù 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini'. L’amore, la fedeltà e la dedizione di Maria e Giuseppe siano di esempio per tutti gli sposi cristiani, che non sono gli amici o i padroni della vita dei loro figli, ma i custodi di questo dono incomparabile di Dio".

"Il silenzio di Giuseppe, uomo giusto, e l’esempio di Maria, che custodiva ogni cosa nel suo cuore, ci facciano entrare nel mistero pieno di fede e di umanità della Santa Famiglia. Auguro a tutte le famiglie cristiane di vivere alla presenza di Dio con lo stesso amore e con la stessa gioia della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe".

Nel salutare i pellegrini di lingua spagnola, il Santo Padre si è rivolto anche "ai numerosi partecipanti all'Eucaristia che si celebra a Madrid in questa festa della Sacra Famiglia. Che Gesù, Maria e Giuseppe siano un esempio della fede che fa brillare l'amore e fortifica la vita della famiglia. Per sua intercessione, chiediamo che la famiglia continui ad essere un dono prezioso per ognuno dei suoi membri ed una ferma speranza per tutta l'umanità. E che la gioia di condividere la vita sotto la protezione di Dio, che apprendiamo da bambini dalla bocca dei nostri genitori, ci inviti a fare del mondo un vero focolare, uno spazio di concordia, solidarietà e rispetto reciproco. Con tale proposito, rivolgiamoci a Maria, nostra Madre del cielo, perché accompagni le famiglie nella loro vocazione di essere una forma profonda di chiesa domestica e cellula originaria della società".

AI GIOVANI DI TAIZÉ: SIATE PORTATORI DI UNITÀ

Città del Vaticano, 29 dicembre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di oggi in Piazza San Pietro, davanti a più di 30.000 persone, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto un momento di preghiera con i partecipanti al XXXV Incontro europeo dei giovani convocato dalla Comunità di Taizé, in corso a Roma. I giovani sono stati ospitati da numerose famiglie romane. La preghiera si è svolta secondo le modalità tipiche della Comunità di Taizé. Dopo il saluto di Frère Alois, Priore di Taizé, il Santo Padre ha rivolto un saluto ai giovani in diverse lingue.

"Siete venuti molto numerosi, da tutta l'Europa ed anche da altri continenti, per pregare presso le tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo - ha detto il Papa (...) - La fede che animava questi due grandi Apostoli di Gesù è anche quella che vi ha messi in cammino. Durante l'anno che sta per iniziare, voi vi proponete di liberare le sorgenti della fiducia in Dio per viverle nel quotidiano. Mi rallegro che voi incontriate in tal modo l'intenzione dell'Anno della Fede iniziato nel mese di ottobre".

Il Papa ha ricordato che proprio settanta anni fa Frère Roger fondò la Comunità di Taizé che accoglie migliaia di giovani di tutto il mondo per "ricercare il significato della propria vita". Per sostenerli nel loro "viaggio verso Cristo", Frère Roger istituì "il pellegrinaggio di fiducia sulla terra".

"Testimone instancabile del Vangelo della pace e della riconciliazione, ardentemente impegnato in un ecumenismo di santità, Frère Roger incoraggiava tutti coloro che passavano per Taizé a perseguire la comunione. Dovremmo ascoltare nei nostri cuori il suo ecumenismo vissuto con spiritualità e lasciarci guidare dalla sua testimonianza verso un ecumenismo che è davvero interiorizzato e spiritualizzato. Seguendo il suo esempio, possiate tutti voi essere portatori del suo messaggio di unità. Vi assicuro l'irrevocabile impegno della Chiesa cattolica nel continuare a cercare le vie della riconciliazione che conducono alla unione visibile dei cristiani, e così questa sera saluto con speciale affetto quanti di voi sono ortodossi o protestanti".

"Oggi Cristo vi pone la domanda che ha rivolto ai suoi discepoli: 'Chi sono io per voi?' (...) Cristo desidera ricevere da ciascuno di voi anche una risposta che proviene, non dall'obbligo né dalla paura, ma dalla vostra libertà profonda. È nel rispondere a questa domanda che la vostra vita troverà il suo senso più forte. (...) Questa Parola, si legge nella Seconda Lettera di Pietro, è 'come una lampada che brilla in un luogo oscuro' che voi fate bene a guardare 'finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori'. Voi l'avete compreso: se la stella del mattino deve levarsi nei vostri cuori significa che essa non vi è sempre. Talvolta il male e la sofferenza degli innocenti creano in voi il dubbio e le difficoltà. E il sì a Cristo può diventare difficile. Ma questo dubbio non fa di voi dei non credenti! Gesù non ha rifiutato l'uomo del Vangelo che ha gridato: 'Credo! Aiutami nella mia incredulità!", ha concluso il Santo Padre.

TELEGRAMMA DEL PAPA AL CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE

Città del Vaticano, 29 dicembre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, per la morte del padre, Signor Matteo Re, all'età di 104 anni. Il Papa esprime la sua vicinanza alla famiglia del Porporato ed invoca per tutti i congiunti la luce della fede e della speranza in Cristo.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 dicembre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Ciudad Quesada (Costa Rica), presentata dal Vescovo Oswaldo Brenes Álvarez, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignor Egidio Turnaturi ed il Dottor Riccardo Turrini Vita, Giudici della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano.

Sabato 29 dicembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo William Goh, Arcivescovo Coadiutore di Singapore (superficie: 639; popolazione: 5.000.000; cattolici: 190.000; sacerdoti: 131; religiosi: 152), Singapore. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1957 a Singapore ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1985 al 1990 è stato Vicario parrocchiale di "Holy Cross" a Singapore; dal 1992 al 1993 è stato parroco di "St. Anne" a Singapore, dal 2005 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Singapore. Attualmente è membro del Senato presbiterale; membro del Collegio dei Consultori, membro del Consiglio diocesano per la promozione vocazionale e Direttore Spirituale del Centro cattolico di spiritualità dell'Arcidiocesi.

- Ha eretto la Diocesi di Gboko (superficie: 10.692; popolazione: 1.690.000; cattolici: 896.860; sacerdoti: 86; religiosi: 23), Nigeria, per dismembramento della Diocesi di Makurdi, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Abuja. Ha nominato il Vescovo William Avenya, finora Ausiliare di Makurdi, Vescovo della nuova Diocesi di Gboko.

- Ha eretto la Diocesi di Katsina-Ala (superficie: 6.465; popolazione: 676.000; cattolici: 338.497; sacerdoti: 32; religiosi: 8), Nigeria. Ha nominato il Reverendo Peter Iornzuul Adoboh, Vescovo della nuova Diocesi di Katsina-Ala. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Tse-Kucha (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1985 è stato Vicario parrocchiale di "Christ the King Parish" a Vandeikya; dal 1985 al 1986 è stato Vicario parrocchiale di "St. Anthony Parish" a Zaki-Biam; dal 1986 al 1987 è stato Vice Rettore al "St. James Minor Seminary" a Aliada; dal 1988 al 2001 è stato Professore e Direttore Spirituale del "St. Thomas Aquinas Major Seminary" a Makurdi; Dal 2001 al 2004 è stato Parroco di "St.Luck's Parish a Kubwa; dal 2004 al 2009 è stato Parroco del "St. Anne's Parish ad Adikpo; dal 2009 è stato parroco di "St. Winfred Parish" a Ihugh e Decano del decanato di Adikpo.

venerdì 28 dicembre 2012

ELENCO ATTIVITÀ SANTO PADRE SETTEMBRE-DICEMBRE

Città del Vaticano, 28 dicembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo un resoconto dei principali avvenimenti relativi all'attività del Santo Padre Benedetto XVI e della Santa Sede, dal settembre al dicembre 2012.

SETTEMBRE

4: Messaggio del Santo Padre per le esequie del Cardinale Carlo Maria Martini, S.I., Arcivescovo emerito di Milano (Italia), mancato il 31 agosto, all'età di 85 anni.

10: Il Santo Padre riceve il secondo gruppo di Vescovi della Conferenza Episcopale della Colombia, al termine della quinquennale visita "ad Limina Apostolorum".

14-16: Viaggio Apostolico in Libano.

14: Pubblicazione dell'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Medio Oriente", a Beirut (Libano).

18: Il Santo Padre nomina i Padri sinodali della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolge in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012, sul tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”.

20: Muore il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore Emerito, all'età di 77 anni.

21: Il Santo Padre riceve i Presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita "ad Limina Apostolorum".

25: "Dio questo sconosciuto. Dialogo tra credenti e non credenti" è il tema del Cortile di Francesco, iniziativa del Pontificio Consiglio per la Cultura, del Sacro Convento di Assisi e dell'Associazione Oicos Riflessioni


OTTOBRE

4: Visita Pastorale a Loreto (Italia), in occasione del 50° anniversario del Viaggio del Beato Giovanni XXIII nella città mariana.

5: Un decreto, reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica, rende noto che il Santo Padre Benedetto XVI concede ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013).

7-28: XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

8: Benedetto XVI proclama Dottori della Chiesa San Juan de Avila e Santa Ildegarda di Bingen e presiede l'Eucaristia nel corso della quale inaugura la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi.

8: Sua Beatitudine il Cardinale Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras si Alba Iulia dei Romeni, prende possesso del Titolo di Sant'Atanasio, Via del Babuino, 149, Roma.

10: Nelle udienze generali, oltre gli speaker abituali delle diverse lingue, vi è da oggi uno speaker di lingua araba, che pronuncia anche una breve sintesi della catechesi del Papa.

11: Apertura dell'Anno della Fede.

14: Il Cardinale Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York, prende possesso del Titolo di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, Piazza Nostra Signora di Guadalupe, 12, Roma.

14: Il Cardinale Sua Beatitudine George Alencherry, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam Angamaly dei Siro-Malabaresi, prende possesso del Titolo di San Bernardo alle Terme, Via Torino, 94, Roma.

18: L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, riceve le Lettere che accreditano il Signor Carl-Henri Guiteau come Ambasciatore di Haïti presso la Santa Sede.

20: Il Cardinale Julien Ries, prende possesso della Diaconia di Sant'Antonio di Padova a Circonvallazione Appia, Circonvallazione Appia, 150, Roma.

20: Conferito Premio Ratzinger 2012 al filosofo Rémi Brague e al patrologo Brian E. Daley.

21: Santa Messa e rito di canonizzazione di sette nuovi santi: Jacques Berthieu (1838-1896), sacerdote professo della Compagnia di Gesù, martire; Pedro Calungsod (1654-1672), catechista laico, martire; Giovanni Battista Piamarta (1841-1913), sacerdote, fondatore della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth e delle Umili Serve del Signore; María Carmen Sallés y Barangueras (1848-1911), fondatrice della Congregazione delle Suore Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento; Marianne Cope (1838-1918), religiosa professa della Congregazione delle Suore del terzo ordine di San Francesco di Syracuse; Kateri Tekakwitha (1656-1680), laica; Anna Schäffer (1882-1925), laica.

23: Il Cardinale Thomas Christopher Collins, Arcivescovo di Toronto (Canada), prende possesso del Titolo di San Patrizio, Via Boncompagni, 31, Roma.

25: Il Cardinale Edwin Frederick O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, prende possesso della Diaconia di San Sebastiano al Palatino, Via di San Bonaventura, 1, Roma.

29: Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (13 gennaio), sul tema: "Migrazioni: pellegrinaggio di fede e di speranza", datato dal Vaticano 12 ottobre 2012.

31: Il Santo Padre Benedetto XVI presiede la celebrazione dei Vespri nella Cappella Sistina in occasione del quinto centenario dell'inaugurazione della Volta dipinta da Michelangelo fra il 1508 e il 1512.


NOVEMBRE

10: Con il Motu Proprio "Latina Lingua", il Santo Padre Benedetto XVI istituisce la Pontificia Accademia di Latinità, dipendente dal Pontificio Consiglio della Cultura.

12: Il Santo Padre compie una visita alla Casa-Famiglia "Viva gli Anziani" della Comunità di Sant'Egidio, in occasione dell'Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni.

16: Messaggio del Santo Padre per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù 2013, che si terrà a Rio de Janeiro (Brasile) nel luglio 2013, dal titolo: "Andate e fate discepoli tutti i popoli".

17: Udienza ai Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum".

20: Presentazione alla stampa internazionale del volume "L'infanzia di Gesù", il terzo volume della trilogia Gesù di Nazareth, di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

24: Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di sei nuovi Cardinali.

30: Udienza al terzo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita "ad Limina apostolorum".

DICEMBRE

1: Pubblicazione del Motu Proprio di Benedetto XVI su “Il servizio della carità”. Il documento reca la data dell'11 novembre 2012.

9: Inaugurazione con una celebrazione eucaristica all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro il Congresso Internazionale "Ecclesia in America" sulla Chiesa nel continente americano.

12: Il Papa entra in Twitter con una benedizione.

13: Udienza ai nuovi ambasciatori ed ambasciatrici non-residenti accreditati presso la Santa Sede: il Signor Bizwayo Newton Nkunika (Zambia); il Signor Chalermpol Thanchitt (Thailandia); il Signor Ravinatha Pandukabhaya Aryasinha (Sri Landa); Il Signor Wafic Rida Said (Saint Vincent e Grenadine); la Signora Aminatou Batouré Gaoh (Niger) e il Signor Ibrahima Sory Sow (Guinea).

14: Conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace 2013, sul tema: "Beati gli operatori di pace".

15: Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.

16: III Domenica di Avvento "Gaudete", Visita pastorale alla Parrocchia romana “San Patrizio al Colle Prenestino”, ore 9:30 Santa Messa.

17: Il Santo Padre riceva in udienza il Signor Mahmoud Abbas, Presidente dell’Autorità Palestinese.

17: La Santa Sede e la Repubblica di Cina hanno compiuto le procedure necessarie per l'entrata in vigore dell'Accordo fra la Congregazione per l'Educazione della Santa Sede e il Ministero dell'Educazione della Repubblica di Cina relativamente alla collaborazione nell'ambito dell'educazione superiore e sul riconoscimento degli studi, delle qualificazioni, dei diplomi e delle lauree.

22: Il Papa accoglie la domanda di grazia di Paolo Gabriele.


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER GENNAIO 2013

Città del Vaticano, 28 dicembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di gennaio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché in questo 'Anno della Fede' i cristiani possano approfondire la conoscenza del mistero di Cristo e testimoniare con gioia il dono della fede in lui".

Missionaria: "Perché le comunità cristiane del Medio Oriente, spesso discriminate, ricevano dallo Spirito Santo la forza della fedeltà e della perseveranza".

SANTO STEFANO MODELLO DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 28 dicembre 2012 (VIS). Nella festività di Santo Stefano, diacono e primo martire, Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Il libro degli Atti degli Apostoli, ha spiegato il Pontefice, presenta santo Stefano come "uomo pieno di grazia e di Spirito Santo; in lui si è verificata in pieno la promessa di Gesù (...), che cioè i credenti chiamati a rendere testimonianza in circostanze difficili e pericolose non saranno abbandonati e indifesi: lo Spirito di Dio parlerà in loro. Il diacono Stefano, in effetti, operò, parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio. (...) Ricolmo di Spirito Santo, mentre i suoi occhi stanno per spegnersi, egli fissa lo sguardo su 'Gesù che stava alla destra di Dio', Signore di tutto e che tutti attira a Sé. (...) Lasciarsi attirare da Cristo, come ha fatto santo Stefano, significa aprire la propria vita alla luce che la richiama, la orienta e le fa percorrere la via del bene, la via di un’umanità secondo il disegno di amore di Dio".

"Infine, santo Stefano è un modello per tutti coloro che vogliono mettersi al servizio della nuova evangelizzazione. Egli dimostra che la novità dell’annuncio non consiste primariamente nell’uso di metodi o tecniche originali, che certo hanno la loro utilità, ma nell’essere ricolmi di Spirito Santo e lasciarsi guidare da Lui. La novità dell’annuncio sta nella profondità dell’immersione nel mistero di Cristo, dell’assimilazione della sua parola e della sua presenza nell’Eucaristia, così che Lui stesso, Gesù vivo, possa parlare e agire nel suo inviato. In sostanza, l’evangelizzatore diventa capace di portare Cristo agli altri in maniera efficace quando vive di Cristo, quando la novità del Vangelo si manifesta nella sua stessa vita. Preghiamo la Vergine Maria, affinché la Chiesa, in quest’Anno della fede, veda moltiplicarsi gli uomini e le donne che, come santo Stefano, sanno dare una testimonianza convinta e coraggiosa del Signore Gesù".

MESSAGGIO DI NATALE: CHE LA PACE GERMOGLI SULLA TERRA

Città del Vaticano, 28 dicembre 2012 (VIS). Alle ore 12 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia della Benedizione, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto il tradizionale Messaggio natalizio.

"Il mio augurio natalizio, in quest’Anno della fede, lo esprimo con queste parole, tratte da un Salmo: 'La verità è germogliata dalla terra'" - ha detto il Papa nel Messaggio - "La Verità che il cielo non è sufficiente a contenere è sorta dalla terra per essere adagiata in una mangiatoia. Con vantaggio di chi un Dio tanto sublime si è fatto tanto umile? Certamente con nessun vantaggio per sé, ma con grande vantaggio per noi, se crediamo'".

"'Se crediamo'. Ecco la potenza della fede! Dio ha fatto tutto, ha fatto l’impossibile: si è fatto carne. La sua onnipotenza d’amore ha realizzato ciò che va al di là dell’umana comprensione: l’Infinito si è fatto bambino, è entrato nell’umanità. Eppure, questo stesso Dio non può entrare nel mio cuore se non apro io la porta!".

"La porta della fede! Potremmo rimanere spaventati, davanti a questa nostra onnipotenza alla rovescia. Questo potere dell’uomo di chiudersi a Dio può farci paura. Ma ecco la realtà che scaccia questo pensiero tenebroso, la speranza che vince la paura: la verità è germogliata! Dio è nato! (...) C’è nel mondo una terra che Dio ha preparato per venire ad abitare in mezzo a noi. (...) Questa terra esiste, e anche oggi, nel 2012, da questa terra è germogliata la verità! Perciò c’è speranza nel mondo, una speranza affidabile, anche nei momenti e nelle situazioni più difficili. La verità è germogliata portando amore, giustizia e pace".

"Sì, la pace germogli per la popolazione siriana, profondamente ferita e divisa da un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti. Ancora una volta faccio appello perché cessi lo spargimento di sangue, si facilitino i soccorsi ai profughi e agli sfollati e, tramite il dialogo, si persegua una soluzione politica al conflitto".

"La pace germogli nella Terra dove è nato il Redentore, ed Egli doni a Israeliani e Palestinesi il coraggio di porre fine a troppi anni di lotte e di divisioni, e di intraprendere con decisione il cammino del negoziato".

"Nei Paesi del Nord Africa, che attraversano una profonda transizione alla ricerca di un nuovo futuro - in particolare in Egitto, terra amata e benedetta dall’infanzia di Gesù - i cittadini costruiscano insieme società basate sulla giustizia, il rispetto della libertà e della dignità di ogni persona".

"La pace germogli nel vasto Continente asiatico. Gesù Bambino guardi con benevolenza ai numerosi Popoli che abitano quelle terre e, in modo speciale, quanti credono in Lui. Il Re della Pace rivolga inoltre il suo sguardo ai nuovi Dirigenti della Repubblica Popolare Cinese per l’alto compito che li attende. Auspico che esso valorizzi l'apporto delle religioni, nel rispetto di ciascuna, così che queste possano contribuire alla costruzione di una società solidale, a beneficio di quel nobile Popolo e del mondo intero".

"Il Natale di Cristo favorisca il ritorno della pace nel Mali e della concordia in Nigeria, dove efferati attentati terroristici continuano a mietere vittime, in particolare tra i Cristiani. Il Redentore rechi aiuto e conforto ai profughi dell’Est della Repubblica Democratica del Congo e doni pace al Kenya, dove sanguinosi attentati hanno colpito la popolazione civile e i luoghi di culto".

"Gesù Bambino benedica i numerosissimi fedeli che Lo celebrano in America Latina. Accresca le loro virtù umane e cristiane, sostenga quanti sono costretti ad emigrare dalle loro famiglie e dalla loro terra, rafforzi i Governanti nell’impegno per lo sviluppo e nella lotta alla criminalità".

"Cari fratelli e sorelle! Amore e verità, giustizia e pace si sono incontrate, si sono incarnate nell’uomo nato a Betlemme da Maria. Quell’uomo è il Figlio di Dio, è Dio apparso nella storia. La sua nascita è un germoglio di vita nuova per tutta l’umanità. Possa ogni terra diventare una terra buona, che accoglie e germoglia l’amore, la verità, la giustizia e la pace. Buon Natale a tutti!".

Al termine del Messaggio il Papa ha augurato Buon Natale in 65 lingue ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".

MESSA DELLA NOTTE: PERCHÉ NON DOVREMMO ESSERE PRESI DALLA CURIOSITÁ DI CONOSCERE CIÒ CHE DIO CI HA DETTO?

Città del Vaticano, 24 dicembre 2012(VIS). Alle 22:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa della Notte per la Solennità del Natale del Signore 2012.

Nel corso della celebrazione eucaristica, dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia della quale riportiamo ampi estratti:

"Sempre di nuovo ci commuove il fatto che Dio si fa bambino, affinché noi possiamo amarlo, affinché osiamo amarlo, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. Dio dice quasi: So che il mio splendore ti spaventa, che di fronte alla mia grandezza tu cerchi di affermare te stesso. Ebbene, vengo dunque a te come bambino, perché tu possa accogliermi ed amarmi".

"Sempre di nuovo mi tocca anche la parola dell’evangelista, detta quasi di sfuggita, che per loro non c’era posto nell’alloggio. Inevitabilmente sorge la domanda su come andrebbero le cose, se Maria e Giuseppe bussassero alla mia porta. Ci sarebbe posto per loro? E poi ci viene in mente che questa notizia, apparentemente casuale, della mancanza di posto nell’alloggio che spinge la Santa Famiglia nella stalla, l’evangelista Giovanni l’ha approfondita e portata all’essenza scrivendo: 'Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto'. Così la grande questione morale su come stiano le cose da noi riguardo ai profughi, ai rifugiati, ai migranti ottiene un senso ancora più fondamentale (...) Abbiamo tempo e spazio per Lui? Non è forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi? (...) Dio ha veramente un posto nel nostro pensiero? La metodologia del nostro pensare è impostata in modo che Egli, in fondo, non debba esistere. Anche se sembra bussare alla porta del nostro pensiero, Egli deve essere allontanato con qualche ragionamento. Per essere ritenuto serio, il pensiero deve essere impostato in modo da rendere superflua l’'ipotesi Dio'. (...) Siamo completamente 'riempiti' di noi stessi, così che non rimane alcuno spazio per Dio".

"E per questo non c’è neppure spazio per gli altri, per i bambini, per i poveri, per gli stranieri. A partire dalla semplice parola circa il posto mancante nell’alloggio possiamo renderci conto di quanto ci sia necessaria l’esortazione di san Paolo: 'Lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare!'. Paolo parla (...) del modo in cui vediamo il mondo e noi stessi. La conversione di cui abbiamo bisogno deve giungere veramente fino alle profondità del nostro rapporto con la realtà. Preghiamo il Signore affinché (...) sentiamo come Egli bussa (...) alla porta del nostro essere e del nostro volere. Preghiamolo affinché nel nostro intimo si crei uno spazio per Lui. E affinché in questo modo possiamo riconoscerlo anche in coloro mediante i quali si rivolge a noi: nei bambini, nei sofferenti e negli abbandonati, negli emarginati e nei poveri di questo mondo".

C’è ancora una seconda parola nel racconto di Natale (...) l’inno di lode che gli angeli intonano dopo il messaggio circa il neonato Salvatore: 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini del suo compiacimento'. Dio è glorioso. (...) Splendore della verità e dell’amore. Egli è buono. È (...) il bene per eccellenza. Gli angeli che lo circondano trasmettono in primo luogo semplicemente la gioia per la percezione della gloria di Dio. (...). Nelle loro parole (...) non è sottesa alcuna domanda sullo scopo, c’è semplicemente il dato di essere colmi della felicità proveniente dalla percezione del puro splendore della verità e dell’amore di Dio. Da questa gioia vogliamo lasciarci toccare: esiste la verità. (...) la pura bontà. (...) la luce pura. Dio è buono ed Egli è il potere supremo al di sopra di tutti i poteri. Di questo fatto dovremmo semplicemente gioire in questa notte, insieme agli angeli e ai pastori".

Con la gloria di Dio nel più alto dei cieli è in relazione la pace sulla terra tra gli uomini. Dove non si dà gloria a Dio, dove Egli viene dimenticato o addirittura negato, non c’è neppure pace. Oggi, però, diffuse correnti di pensiero asseriscono il contrario: le religioni, in particolare il monoteismo, sarebbero la causa della violenza e delle guerre nel mondo; occorrerebbe prima liberare l’umanità dalle religioni, affinché si crei poi la pace; il monoteismo, la fede nell’unico Dio, sarebbe prepotenza, causa di intolleranza, perché in base alla sua natura esso vorrebbe imporsi a tutti con la pretesa dell’unica verità".

"È vero che, nella storia, il monoteismo è servito di pretesto per l’intolleranza e la violenza. È vero che una religione può ammalarsi e giungere così ad opporsi alla sua natura più profonda, quando l’uomo pensa di dover egli stesso prendere in mano la causa di Dio, facendo così di Dio una sua proprietà privata. Contro questi travisamenti del sacro dobbiamo essere vigilanti. Se un qualche uso indebito della religione nella storia è incontestabile, non è tuttavia vero che il 'no' a Dio ristabilirebbe la pace. Se la luce di Dio si spegne, si spegne anche la dignità divina dell’uomo. Allora egli non è più l’immagine di Dio, che dobbiamo onorare in ciascuno, nel debole, nello straniero, nel povero. Allora non siamo più tutti fratelli e sorelle, figli dell’unico Padre che, a partire dal Padre, sono in correlazione vicendevole. Che generi di violenza arrogante allora compaiono e come l’uomo disprezzi e schiacci l’uomo lo abbiamo visto in tutta la sua crudeltà nel secolo scorso. Solo se la luce di Dio brilla sull’uomo e nell’uomo, solo se ogni singolo uomo è voluto, conosciuto e amato da Dio, solo allora, per quanto misera sia la sua situazione, la sua dignità è inviolabile. (...) E nel corso di tutti questi secoli davvero non ci sono stati soltanto casi di uso indebito della religione, ma dalla fede in quel Dio che si è fatto uomo sono venute sempre di nuovo forze di riconciliazione e di bontà. Nel buio del peccato e della violenza, questa fede ha inserito un raggio luminoso di pace e di bontà che continua a brillare".

"Così Cristo è la nostra pace (...). Come non dovremmo noi pregarlo in quest’ora: Sì, Signore, annuncia a noi anche oggi la pace, ai lontani e ai vicini. Fa’ che anche oggi le spade siano forgiate in falci, che al posto degli armamenti per la guerra subentrino aiuti per i sofferenti. Illumina le persone che credono di dover esercitare violenza nel tuo nome, affinché imparino a capire l’assurdità della violenza e a riconoscere il tuo vero volto. Aiutaci a diventare uomini 'del tuo compiacimento' – uomini secondo la tua immagine e così uomini di pace".

"Andiamo di là, a Betlemme, dice la liturgia della Chiesa oggi a noi. Trans-eamus traduce la Bibbia latina: 'attraversare', andare di là, osare il passo che va oltre, la 'traversata', con cui usciamo dalle nostre abitudini di pensiero e di vita e oltrepassiamo il mondo meramente materiale per giungere all’essenziale, al di là, verso quel Dio che, da parte sua, è venuto di qua, verso di noi".

"Andiamo di là, a Betlemme: con queste parole che, insieme con i pastori, ci diciamo l’un l’altro, non dobbiamo pensare soltanto alla grande traversata verso il Dio vivente, ma anche alla città concreta di Betlemme, a tutti i luoghi in cui il Signore ha vissuto, operato e sofferto. Preghiamo in quest’ora per le persone che oggi lì vivono e soffrono. Preghiamo perché lì ci sia pace. Preghiamo perché Israeliani e Palestinesi possano sviluppare la loro vita nella pace dell’unico Dio e nella libertà. Preghiamo anche per i Paesi circostanti, per il Libano, per la Siria, per l’Iraq e così via: affinché lì si affermi la pace. Che i cristiani in quei Paesi dove la nostra fede ha avuto origine possano conservare la loro dimora; che cristiani e musulmani costruiscano insieme i loro Paesi nella pace di Dio".

"I pastori si affrettavano. Una santa curiosità e una santa gioia li spingevano. Tra noi forse accade molto raramente che ci affrettiamo per le cose di Dio. Oggi Dio non fa parte delle realtà urgenti. Le cose di Dio, così pensiamo e diciamo, possono aspettare. Eppure Egli è la realtà più importante, l’Unico che, in ultima analisi, è veramente importante. Perché non dovremmo essere presi anche noi dalla curiosità di vedere più da vicino e di conoscere ciò che Dio ci ha detto? Preghiamolo affinché la santa curiosità e la santa gioia dei pastori tocchino in quest’ora anche noi, e andiamo quindi con gioia di là, a Betlemme – verso il Signore che anche oggi viene nuovamente verso di noi".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 dicembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Vu Dinh Hiêu, Vescovo Coadiutore di Bùi Chu (superficie: 1.350; popolazione: 1.859.000; cattolici: 394.453; sacerdoti: 163; religiosi: 799), Viêt Nam. È stato finora Ausiliare di Xuân Lôc (Viêt Nam).

LA SCENA DELLA VISITAZIONE ESPRIME LA BELLEZZA DELL'ACCOGLIENZA

Città del Vaticano, 23 dicembre 2012 (VIS). "In questa IV domenica di Avvento, che precede di poco il Natale del Signore, il Vangelo narra la visita di Maria alla parente Elisabetta. Questo episodio - ha detto il Papa ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus - non rappresenta un semplice gesto di cortesia, ma raffigura con grande semplicità l’incontro dell’Antico con il Nuovo Testamento. Le due donne, entrambe incinte, incarnano infatti l’attesa e l’Atteso. L’anziana Elisabetta simboleggia Israele che attende il Messia, mentre la giovane Maria porta in sé l’adempimento di tale attesa, a vantaggio di tutta l’umanità".

"Elisabetta, accogliendo Maria - ha proseguito il Pontefice - riconosce che si sta realizzando la promessa di Dio all’umanità ed esclama: 'Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!' (...). Così anche il sussulto di gioia di Giovanni richiama la danza che il re Davide fece quando accompagnò l’ingresso dell’Arca dell’Alleanza in Gerusalemme. L’Arca, che conteneva le tavole della Legge, la manna e lo scettro di Aronne, era il segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Il nascituro Giovanni esulta di gioia davanti a Maria, Arca della nuova Alleanza, che porta in grembo Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo".

"La scena della Visitazione esprime anche la bellezza dell’accoglienza: dove c’è accoglienza reciproca, ascolto, il fare spazio all’altro, lì c’è Dio e la gioia che viene da Lui. Imitiamo Maria nel tempo di Natale, facendo visita a quanti vivono un disagio, in particolare gli ammalati, i carcerati, gli anziani e i bambini. E imitiamo anche Elisabetta che accoglie l’ospite come Dio stesso: senza desiderarlo non conosceremo mai il Signore, senza attenderlo non lo incontreremo, senza cercarlo non lo troveremo. Con la stessa gioia di Maria che va in fretta da Elisabetta, anche noi andiamo incontro al Signore che viene. Preghiamo perché tutti gli uomini cerchino Dio, scoprendo che è Dio stesso per primo a venire a visitarci", ha concluso il Santo Padre.

AVVISO

Città del Vaticano, 28 dicembre 2012 (VIS). Nell'augurare a tutti i nostri lettori un Felice Anno Nuovo comunichiamo che la trasmissione del prossimo servizio riprenderà mercoledì 2 gennaio.

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