Città
del Vaticano, 28 novembre 2012 (VIS).-“Il prossimo 1 dicembre -ha
detto il Papa dopo la catechesi dell'udienza generale- ricorre la
Giornata Mondiale contro l’AIDS, iniziativa delle Nazioni Unite per
richiamare l’attenzione su una malattia che ha causato milioni di
morti e tragiche sofferenze umane, accentuate nelle regioni più
povere del mondo, che con grande difficoltà possono accedere a
farmaci efficaci. In particolare, il mio pensiero va al grande numero
di bambini che ogni anno contraggono il virus dalle proprie madri,
nonostante vi siano terapie per impedirlo. Incoraggio le numerose
iniziative che, nell’ambito della missione ecclesiale, sono
promosse per debellare questo flagello.”
Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS
Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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mercoledì 28 novembre 2012
martedì 27 novembre 2012
IL CARDINAL TAURAN ALL'INAUGURAZIONE DEL KAICIID
Città
del Vaticano, 27 novembre 2012 (VIS).-Il cardinale Jean-Louis Tauran,
presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso è
intervenuto ieri, a Vienna, alla cerimonia inaugurale del Centro per
il Dialogo Interreligioso e Interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz
(KAICIID). Il centro è una organizzazione indipendente, riconosciuta
dall' ONU e fondata dall'Arabia Saudita, dall'Austria e dalla Spagna,
a cui la Santa Sede aderisce in qualità di Osservatore Fondatore.
“È
mio onore portare a questa assemblea -ha detto il cardinale- i saluti
di Sua Santità Papa Benedetto XVI, come i suoi più fervidi auguri
per il successo dell'attività di questo Centro per il Dialogo”.
“Siamo
osservati -ha proseguito- Ognuno si aspetta dall'iniziativa di Sua
Maestà Re Abdullah, supportata dai governi di Austria e Spagna, con
l'assistenza della Santa Sede come Osservatore Fondatore, onestà
apertura e credibilità”.
“Il
Centro presenta un'altra opportunità per aprire un dialogo su molti
temi, tra cui quelli relativi ai diritti umani fondamentali, in
particolare, alla libertà religiosa in tutte le sue forme, per ogni
uomo, per ogni comunità, ovunque. A questo riguardo, voi capirete
che la Santa Sede è particolarmente attenta alla sorte delle
comunità cristiane nei Paesi, dove una tale libertà non è
adeguatamente garantita. Informazione, nuove iniziative, aspirazioni
e forse anche difetti, saranno portati alla nostra attenzione. Sarà,
poi, compito del Centro -e, dove possibile con la cooperazione di
altre organizzazioni- verificare la loro autenticità e agire di
conseguenza, affinché i nostri contemporanei non siano privati della
luce e delle proposte che la religione offre per la felicità di ogni
essere umano”.
“I
credenti devono lavorare e sostenere tutto ciò che favorisce la
persona umana nelle sue aspirazioni materiali, morali e religiose.
Così sono richiesti tre atteggiamenti: Rispetto dell'altro nella sua
specificità; conoscenza oggettiva reciproca della tradizioni
religiosa di ognuno, specialmente attraverso l'educazione;
collaborazione affinché il nostro pellegrinaggio verso la Verità
sia realizzato nella libertà e nella serenità”.
“Concludendo
e citando Papa Benedetto XVI, vorrei assicurarvi la cooperazione
della Chiesa Cattolica:
“Con
la sua presenza, la sua preghiera e le sue diverse opere di
misericordia, specialmente nel campo educativo e sanitario, desidera
offrire ciò che ha di meglio. Vuole manifestarsi vicina a colui che
si trova nel bisogno, a colui che cerca Dio»
(Benedetto XVI, Viaggio Apostolico nel Benin, Cerimonia di benvenuto,
18 novembre 2011)”.
“Credo
-ha concluso il porporato- che dobbiamo lavorare in quello spirito di
fratellanza e di amicizia”.
Etichette:
Dialogo interreligioso/Ecumenismo
IN MEMORIAM
Città
del Vaticano, 27 novembre 2012 (VIS).-Recentemente sono deceduti i
seguenti prelati:
-Il
Vescovo Patrick Ronald Cooney, emerito di Gaylord (Stati Uniti) il 15
ottobre a 78 anni.
-Il
Vescovo René-Marie Ehouzou, C.I.M., di Porto Novo (Benin) il 17
ottobre a 68 anni.
-
Vescovo Eduardo Herrera Riera, emerito di Carora (Venezuela) il 27
ottobre a 85 anni.
-Il
Vescovo Henry Ernest Karlen C.M.M., emerito di Bulawayo (Zimbabwwe)
il 28 ottobre a 90 anni.
-Il
Vescovo Felix Eugenio Mkhori, emerito di Lilongwe (Malawi) il 27
ottobre a 81 anni.
-L'Arcivescovo
George Riashi, B.C, emerito di Tripoli dei Greco-Melchiti (Libano) il
28 ottobre a 78 anni.
-Il
Vescovo Odorico Leovigildo Saiz Pérez O.F.M., vicario apostolico
emerito di Requena (Perú) il 14 ottobre a 100 anni.
-Il
Vescovo Agostinhi José Sartori, emerito di Palmas-Francisco Beltrao
(Brasil) il 6 giugno a 83 anni.
-Il
Vescovo Jean-Pierre Urkia, MEP, vicario apostolico emerito di Pakse
(Laos) il 21 dicembre 2011 a 93 anni.
-Il
Vescovo Joseph B. Willigers, M.H.M, emerito di Jinja (Uganda) il 30
settembre a 81 anni.
-Il
Vescovo Aloysius Balina, di Shinyanga (Tanzania) il 6 novembre a 67
anni.
-Il
Vescovo Joseph Oliver Bowers, S.V.D. emerito di Saint
John's-Basseterre (Isole Vergini, Antille britanniche) il 6 novembre
a 102 anni.
-Il
Vescovo Alfons Demming, ausiliare emerito di Munster (Germania) il 31
ottobre a 84 anni.
-Il
Vescovo Michel Hrynchyshyn C.SS.R, esarca apostolico emerito della
Francia per gli Ucraini il 12 novembre a 83 anni.
-Il
Vescovo Luiz Eugenio Pérez, emerito di Jabotical (Brasil) il 14
novembre a 84 anni.
-L'Arcivescovo
Faustino Sainz Muñoz, nunzio apostolico emerito in Gran Bretagna il
31 ottobre a 75 anni.
-Il
Vescovo Patrick Francis Sheehan, O.S.A, emerito di Kano (Nigeria) l'8
novembre a 80 anni.
lunedì 26 novembre 2012
IL PAPA SALUTA I NUOVI CARDINALI
Città
del Vaticano, 26 novembre 2012 (VIS).-I nuovi cardinali, creati nel
concistoro di sabato 24 novembre, sono stati ricevuti questa mattina,
insieme con i loro famigliari, dal Santo Padre nell' Aula Paolo VI.
Il
Papa ha affermato che il concistoro si è caratterizzato per
“l'intensa preghiera e la comunione profonda” ed è stato
vissuto con la “consapevolezza di un evento che riguarda la Chiesa
universale, chiamata ad essere segno di speranza per tutti i popoli”.
Successivamente,
parlando in inglese, ha ricordato che “tanto nei dicasteri della
Curia romana, come nel loro ministero nelle Chiese locali, sparse in
tutto il mondo, i cardinali sono chiamati a condividere, in maniera
speciale, la sollecitudine del Papa per la Chiesa Universale”.
In
francese e attraverso il nuovo cardinale, il patriarca libanese
Becharas Boutros Raï, ha voluto incoraggiare “la vita e la
presenza dei cristiani in Medio Oriente, che devono poter vivere
liberamente la loro fede”, e, allo stesso tempo, ha voluto lanciare
ancora una volta “un appello insistente per la pace in questa
regione”. “La Chiesa -ha detto- incoraggia tutti gli sforzi per
la pace nel mondo e in Medio Oriente, pace che sarà effettiva solo
se si basa sul rispetto autentico dell'altro”.
Si
è rivolto, inoltre, in spagnolo, ai fedeli colombiani che hanno un
nuovo cardinale, Rubén Salazar Gómez, incoraggiandoli “affinché
avanzino nella pace e nella concordia attraverso il cammino della
giustizia, della riconciliazione e della solidarietà”.
Alla
fine, in italiano, ha invitato i cardinali a proseguire “fiduciosi
e forti nella vostra missione spirituale e apostolica, mantenendo
fisso lo sguardo su Cristo e rafforzando il vostro amore per la sua
Chiesa. Questo amore lo possiamo imparare anche dai Santi, che sono
la realizzazione più compiuta della Chiesa: essi l’hanno amata e,
lasciandosi plasmare da Cristo, hanno speso totalmente la loro vita
perché tutti gli uomini siano illuminati dalla luce di Cristo che
splende sul volto della Chiesa”.
IL REGNO DI CRISTO NON È POTERE MONDANO, MA AMORE CHE SERVE
Città
del Vaticano, 25 novembre 2012 (VIS).-Questa mattina alle 9.30,
Benedetto XVI ha presieduto nella basilica di San Pietro la
concelebrazione eucaristica con i sei nuovi cardinali creati nel
concistoro del 24 novembre. All'inizio della Santa Messa, il
cardinale James Michael Harvey, arciprete della basilica papale di
San Paolo Fuori le Mura, il primo dei nuovi cardinali, ha salutato il
Papa in nome di tutti i porporati.
Offriamo
di seguito estratti dell'omelia pronunciata dal Santo Padre:
“In
quest’ultima domenica dell’anno liturgico la Chiesa ci invita a
celebrare il Signore Gesù quale Re dell’universo. Ci chiama a
rivolgere lo sguardo al futuro, o meglio in profondità, verso la
meta ultima della storia, che sarà il regno definitivo ed eterno di
Cristo (…). Nel brano evangelico che abbiamo ascoltato (…).
Pilato chiede a Gesù: “Sei tu il re dei Giudei?”. Rispondendo a
questa domanda, Gesù chiarisce la natura del suo regno e della sua
stessa messianicità, che non è potere mondano, ma amore che serve”.
“E’
chiaro che Gesù non ha nessuna ambizione politica. Dopo la
moltiplicazione dei pani, la gente, entusiasmata dal miracolo, lo
voleva prendere per farlo re, per rovesciare il potere romano e
stabilire così un nuovo regno politico, che sarebbe stato
considerato come il regno di Dio tanto atteso. Ma Gesù sa che il
regno di Dio è di tutt’altro genere, non si basa sulle armi e
sulla violenza. Ed è proprio la moltiplicazione dei pani che
diventa, da un lato, segno della sua messianicità, ma, dall’altro,
uno spartiacque nella sua attività: da quel momento il cammino verso
la Croce si fa sempre più chiaro; lì, nel supremo atto di amore,
risplenderà il regno promesso, il regno di Dio(...) Gesù (...)
vuole (...)stabilire il suo regno non con le armi e la violenza, ma
con l’apparente debolezza dell’amore che dona la vita. Il regno
di Dio è un regno completamente diverso da quelli terreni”.
“Ed
è per questo che davanti ad un uomo indifeso, fragile, umiliato,
come è Gesù un uomo di potere come Pilato rimane sorpreso (…). E
pone una domanda che gli sarà sembrata paradossale: “Dunque tu sei
re?”. (…) Ma Gesù risponde in modo affermativo: “Tu lo dici:
io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel
mondo: per dare testimonianza alla verità(...). Chiunque è dalla
verità, ascolta la mia voce”. Gesù parla di re, di regno, ma il
riferimento non è al dominio, bensì alla verità. Pilato non
comprende: ci può essere un potere che non si ottiene con mezzi
umani? Un potere che non risponda alla logica del dominio e della
forza? Gesù è venuto per rivelare e portare una nuova regalità,
quella di Dio; è venuto per rendere testimonianza alla verità di un
Dio che è amore e che vuole stabilire un regno di giustizia, di
amore e di pace. Chi è aperto all’amore, ascolta questa
testimonianza e l’accoglie con fede, per entrare nel regno di Dio”.
“Questa
prospettiva la ritroviamo nella prima Lettura che abbiamo ascoltato.
Il profeta Daniele predice il potere di un misterioso personaggio
collocato tra cielo e terra (…). Questa visione del Profeta, una
visione messianica, viene illuminata e trova la sua realizzazione in
Cristo: il potere del vero Messia, potere che non tramonta mai e che
non sarà mai distrutto, non è quello dei regni della terra che
sorgono e cadono, ma è quello della verità e dell’amore”.
“Nella
seconda Lettura l’autore dell’Apocalisse afferma che anche noi
partecipiamo alla regalità di Cristo (…). Anche qui è chiaro che
si tratta di un regno fondato sulla relazione con Dio, con la verità,
e non di un regno politico. Con il suo sacrificio, Gesù ci ha aperto
la strada per un rapporto profondo con Dio: in Lui siamo diventati
veri figli adottivi, siamo resi così partecipi della sua regalità
sul mondo. Essere discepoli di Gesù significa, allora, non lasciarsi
affascinare dalla logica mondana del potere, ma portare nel mondo la
luce della verità e dell’amore di Dio(...). E’ un forte invito
rivolto a tutti e a ciascuno: convertirsi sempre di nuovo al regno di
Dio, alla signoria di Dio, della Verità, nella nostra vita”.
“Cari
e venerati Fratelli Cardinali – penso in particolare a quelli
creati ieri – viene affidata questa impegnativa responsabilità:
dare testimonianza al regno di Dio, alla verità. Ciò significa far
emergere sempre la priorità di Dio e della sua volontà di fronte
agli interessi del mondo e alle sue potenze. Fatevi imitatori di
Gesù, il quale, davanti a Pilato, nella situazione umiliante
descritta dal Vangelo, ha manifestato la sua gloria: quella di amare
sino all’estremo, donando la propria vita per le persone amate.
Questa è la rivelazione del regno di Gesù”.
ANCHE NELLE VICISSITUDINI DELLA STORIA SI COSTRUISCE IL REGNO DI DIO
Città
del Vaticano, 25 novembre 2012 (VIS).-Al termine della
concelebrazione eucaristica con i nuovi cardinali, il Santo Padre si
è affacciato, com'è consuetudine, a mezzogiorno, alla finestra del
suo studio, per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini
convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha ricordato che la solennità
di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, che chiude l'anno
liturgico, “riassume il mistero di Gesù “primogenito dei morti e
dominatore di tutti i potenti della terra”.
“Tutta
la missione di Gesù e il contenuto del suo messaggio -ha detto-
consistono nell’annunciare il Regno di Dio e attuarlo in mezzo agli
uomini con segni e prodigi. “Ma – come ricorda il Concilio
Vaticano II – innanzitutto il Regno si manifesta nella stessa
persona di Cristo”, che lo ha instaurato mediante la sua morte in
croce e la sua risurrezione, con cui si è manifestato quale Signore
e Messia e Sacerdote in eterno. Questo Regno di Cristo è stato
affidato alla Chiesa, che ne è “germe” ed “inizio” e ha il
compito di annunciarlo e diffonderlo tra tutte le genti, con la forza
dello Spirito Santo. Al termine del tempo stabilito, il Signore
consegnerà a Dio Padre il Regno e gli presenterà tutti coloro che
hanno vissuto secondo il comandamento dell’amore. Tutti noi siamo
chiamati a prolungare l’opera salvifica di Dio convertendoci al
Vangelo, ponendoci con decisione al seguito di quel Re che non è
venuto per essere servito ma per servire e per dare testimonianza
alla verità”.
In
questa prospettiva Benedetto XVI ha invitato a pregare per i sei
nuovi Cardinali creati ieri, “affinché lo Spirito Santo li
rafforzi nella fede e nella carità e li ricolmi dei suoi doni, così
che vivano la loro nuova responsabilità come un’ulteriore
dedizione a Cristo e al suo Regno”.
“La
Vergine ci aiuti tutti a vivere il tempo presente in attesa del
ritorno del Signore, chiedendo con forza a Dio: “Venga il tuo
Regno”, e compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano sempre
più al Cielo, consapevoli che, nelle tormentate vicende della
storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore”, ha
concluso il Papa.
Dopo
la preghiera mariana, Benedetto XVI ha segnalato che ieri, a Macas,
in Ecuador, è stata proclamata Beata Maria Troncatti, religiosa
delle Figlie di Maria Ausiliatrice, nata in Val Camonica. La nuova
beata fu infermiera durante la prima Guerra Mondiale, e partì poi
per l’Ecuador, dove “si spese interamente al servizio delle
popolazioni della selva, nell’evangelizzazione e nella promozione
umana”.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 26 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre Benedetto XVI ha
ricevuto questa mattina in Udienza tredici presuli della Conferenza
Episcopale di Francia, in Visita ad Limina Apostolorum”:
-Il
Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lyon con i Vescovi
Ausiliari: Mons. Jean Pierre Batut, e Mons. Patrick Le Gall.
-Il
Monsignore Yves Boivineau, Vescovo di Annecy.
-Il
Monsignore Philippe Ballot, Arcivescovo di Chambéry, Saint-Jean-de
maurienne et Tarantaise.
-Il
Monsignore Jean-Christophe Lagleize, Vescovo di Valence
-Il
Monsignore François Blondel, Vescovo di Viviers
-Il
Monsignore Pierre-Marie Carré, Arcivescovo di Montpellier con il
Vescovo Ausiliare il Monsignore Claude-Joseph Azéma.
-Il
Monsignore Alain Planet, Vescovo di Carcassonne et Narbonne.
-Il
Monsignore François Jacolin, Vescovo di Mende.
-Il
Monsignore Robert Wattebled, Vescovo di Nîmes.
-Il
Monsignore André Marceau, Vescovo di Perpignan-Elne.
sabato 24 novembre 2012
NEL CONCISTORO IL PAPA SOTTOLINEA LA CATTOLICITÀ DELLA CHIESA
Città
del Vaticano, 24 novembre 2012 (VIS).-Alle ore 11 di questa mattina,
nella Basilica di San Pietro, Benedetto XVI ha presieduto il
Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 6 nuovi Cardinali:
James Michael Harvey, Béchara Boutros Raï O.M.M, Baselios Cleemis
Thottunkal, John Olorunfemi Onaiyekan, Rubén Salazar Gómez y Luis
Antonio G. Tagle. Con i nuovi cardinali, il Collegio cardinalizio
passa ad essere composto da 211 porporati, dei quali 120 sono
elettori, cioè minori di 80 anni e, pertanto, partecipanti al
conclave.
In
apertura di Concistoro, dopo il saluto, l’orazione e la
proclamazione del Vangelo, il Papa tiene la sua allocuzione.Quindi il
Santo Padre legge la formula di creazione e proclama solennemente i
nomi dei nuovi Cardinali, annunciandone l’Ordine presbiterale o
diaconale.
Il
Rito prosegue con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti
al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e
ai Suoi successori.
Successivamente,
ognuno dei nuovi cardinali si avvicina al Santo Padre e si
inginocchia dinanzi a lui per ricevere la Berretta cardinalizia. Il
Papa ricorda loro che questo indica che devono essere pronti a
comportarsi “con fortezza, fino all’effusione del sangue, per
l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità
del popolo di Dio”. Consegna loro anche un anello, dicendo: “Sappi
che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo
amore verso la Chiesa” ed assegna a ciascuno di loro una chiesa di
Roma, come segno della partecipazione alla sollecitudine pastorale
del Santo Padre nell'Urbe. Il Papa consegna la Bolla di creazione del
cardinale, assegna il Titolo o la Diaconia di una Chiesa di Roma e
scambia l'abbraccio di pace con i nuovi membri del Collegio
Cardinalizio. I cardinali si scambiano tra loro lo stesso gesto. Il
rito si conclude con la preghiera dei fedeli, la recita del
Padrenostro e la benedizione finale.
Offriamo
di seguito ampi estratti dell'allocuzione di Benedetto XVI:
“Credo
la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”. Queste parole, che
tra poco pronunceranno solennemente i nuovi Cardinali, emettendo la
professione di fede, fanno parte del simbolo
niceno-costantinopolitano, la sintesi della fede della Chiesa che
ognuno riceve al momento del Battesimo. Solo professando e custodendo
intatta questa regola di verità siamo autentici discepoli del
Signore. In questo Concistoro, vorrei soffermarmi in particolare sul
significato del termine “cattolica”, che indica un tratto
essenziale della Chiesa e della sua missione. (…) la Chiesa è
cattolica perché Cristo abbraccia nella sua missione di salvezza
tutta l’umanità. Mentre la missione di Gesù nella sua vita
terrena era limitata al popolo giudaico, “alle pecore perdute della
casa d’Israele”, era tuttavia orientata dall’inizio a portare a
tutti i popoli la luce del Vangelo e a far entrare tutte le nazioni
nel Regno di Dio”.
“Questa
prospettiva universalistica affiora, tra l’altro, dalla
presentazione che Gesù fece di se stesso non solo come “Figlio di
Davide”, ma quale “Figlio dell’uomo” (…). Gesù si serve di
questa espressione ricca e complessa e la riferisce a Se stesso per
manifestare il vero carattere del suo messianismo, come missione
destinata a tutto l’uomo e ad ogni uomo, superando ogni
particolarismo etnico, nazionale e religioso. Ed è proprio nella
sequela di Gesù, nel lasciarsi attrarre dentro la sua umanità e
dunque nella comunione con Dio che si entra in questo nuovo regno,
che la Chiesa annuncia e anticipa, e che vince frammentazione e
dispersione”.
“Gesù
poi invia la sua Chiesa non ad un gruppo, ma alla totalità del
genere umano per radunarlo, nella fede, in un unico popolo al fine di
salvarlo (…). L’universalità della Chiesa attinge quindi
all’universalità dell’unico disegno divino di salvezza del
mondo. Tale carattere universale emerge con chiarezza il giorno della
Pentecoste, quando lo Spirito Santo ricolma della sua presenza la
prima comunità cristiana, perché il Vangelo si estenda a tutte le
nazioni e faccia crescere in tutti i popoli l’unico Popolo di Dio.
(...) Da quel giorno la Chiesa con la “forza dello Spirito Santo”,
secondo la promessa di Gesù, annuncia il Signore morto e risorto “a
Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi
confini della terra”. La missione universale della Chiesa,
pertanto, non sale dal basso, ma scende dall’alto, dallo Spirito
Santo, e fin dal suo primo istante è orientata ad esprimersi in ogni
cultura per formare così l’unico Popolo di Dio. Non è tanto una
comunità locale che si allarga e si espande lentamente, ma è come
un lievito che è orientato all’universale, al tutto, e che porta
in se stesso l’universalità”.
“Andate
in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura”. “Fate
discepoli tutti i popoli”. Con queste parole Gesù invia gli
Apostoli a tutte le creature, perché giunga dovunque l’azione
salvifica di Dio (…), e donando loro una promessa e un compito:
promette che saranno ricolmi della potenza dello Spirito Santo e
conferisce loro l’incarico di testimoniarlo in tutto il mondo
oltrepassando i confini culturali e religiosi entro cui erano
abituati a pensare e a vivere, per aprirsi al Regno universale di
Dio. E agli inizi del cammino della Chiesa, gli Apostoli e i
discepoli partono senza alcuna sicurezza umana, ma con l’unica
forza dello Spirito Santo, del Vangelo e della fede. È il fermento
che si sparge nel mondo, entra nelle diverse vicende e nei molteplici
contesti culturali e sociali, ma rimane un’unica Chiesa. Intorno
agli Apostoli fioriscono le comunità cristiane, ma esse sono “la”
Chiesa, che, a Gerusalemme, ad Antiochia o a Roma, è sempre la
stessa, una e universale”.
“Nel
solco e nella prospettiva dell’unità e universalità della Chiesa
si colloca anche il Collegio Cardinalizio: esso presenta una varietà
di volti, in quanto esprime il volto della Chiesa universale.
Attraverso questo Concistoro, in modo particolare, desidero porre in
risalto che la Chiesa è Chiesa di tutti i popoli, e pertanto si
esprime nelle varie culture dei diversi Continenti. È la Chiesa di
Pentecoste, che nella polifonia delle voci innalza un unico canto
armonioso al Dio vivente”.
TITOLI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI
Città
del Vaticano, 24 novembre 2012 (VIS).- Pubblichiamo di seguito
l’elenco del Titolo o della Diaconia assegnati dal Santo Padre
Benedetto XVI a ciascuno dei nuovi Cardinali nel momento della
creazione nel Concistoro Ordinario Pubblico di questa mattina:
-Il
cardinale James Michael Harvey, Diaconia di San Pio V a Villa
Carpegna
-Il
cardinale Béchara Boutros Raï, O.M.M.
-Il
cardinale Baselios Cleemis Thottunkal, Titolo di San Gregorio VII
-Il
cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, Titolo di San Saturnino
-Il
cardinale Rubén Salazar Gómez, Titolo di San Gerardo Maiella
-Il
cardinale Luis Antonio G. Tagle, Titolo di San Felice da Cantalice a
Centocelle
UDIENZE
Città
del Vaticano, 24 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre riceve questo
pomeriggio in udienza il cardinale Marc Ouellet, P.S.S, Prefetto
della Congregazione per i Vescovi.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 24 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-Reverendo
William Crean come vescovo di Cloyne (superficie 3.440, popolazione
164.500, cattolici 161.600, sacerdoti 118, religiosi 203) in Irlanda.
Il vescovo eletto è nato nel 1951 a Tralee (Irlanda) ed è stato
ordinato sacerdote nel 1976. Si è laureato in Teologia presso
l'Università Gregoriana a Roma e ha svolto, tra gli altri, gli
incarichi di professore e direttore diocesano. È
stato parroco di Killorglin e Castlegregory e attualmente è
parroco e vicario foraneo di Cahersiveen.
-Monsignor
Krzysztof Jakub Wetrowski come vescovo ausiliare di Gniezno
(superficie 8.122, popolazione 669.431, cattolici 651.692, sacerdoti
539, religiosi 331) in Polonia. Il vescovo eletto è nato nel 1963 a
Gniezno (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È
dottore in Diritto Canonico presso l'Università di Lublino
(Polonia) e ha svolto, tra gli altri, gli incarichi di professore,
cerimoniere, giudice del tribunale metropolitano e cancelliere della
curia. Attualmente è vicario generale di Gniezno.
-Membri
del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi il cardinale
Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per la Evangelizzazione
dei Popoli e l'arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede.
-Membri
del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali il cardinale
Francisco Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara (Messico) e
l'arcivescovo José Horacio Gómez, de Los Angeles (USA).
-Padre
abate Michael John Zielinski O.S.B., Oliv, come Capo Ufficio nella
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
-Padre
Edmondo Caruana O.Carm, come Capo Ufficio nell'Ufficio Editoriale
della Libreria Editrice Vaticana. Padre Caruana è stato fino ad ora
Officiale della medesima Libreria.
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 23 novembre 2012
LA CHIESA È VICINA ALLA GENTE DI MARE
Città
del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-”Sin dagli albori del
Cristianesimo, il mondo marittimo è stato veicolo efficace di
evangelizzazione. Gli Apostoli e i discepoli di Gesù ebbero la
possibilità di andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo ad
ogni creatura anche grazie alla navigazione marittima; pensiamo solo
ai Viaggi di San Paolo. In tal modo essi iniziarono il cammino per
diffondere la Parola di Dio “sino agli estremi confini della
terra”.
Con
queste parole Benedetto XVI ha accolto questa mattina i partecipanti
al XXIII Congresso Mondiale dell'Apostolato del Mare, organizzato dal
Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Migranti e gli
Itineranti e, tra gli altri, sono stati toccati i temi dell'annuncio
del Vangelo ad un numero sempre più alto di marittimi appartenenti
alle Chiese Orientali, l'assistenza ai cristiani e ai non credenti e
l'intensificazione della collaborazione ecumenica e interreligiosa.
“Anche
oggi -ha detto il Papa- la Chiesa solca i mari per portare il Vangelo
a tutte le nazioni, e la vostra capillare presenza negli scali
portuali del mondo, le visite che fate quotidianamente sulle navi
attraccate nei porti e l’accoglienza fraterna nelle ore di sosta
degli equipaggi, sono il segno visibile della sollecitudine verso
quanti non possono ricevere una cura pastorale ordinaria. Questo
mondo del mare, nel continuo peregrinare di persone, oggi deve tenere
conto dei complessi effetti della globalizzazione e, purtroppo, si
trova a dover affrontare anche situazioni di ingiustizia,
specialmente quando gli equipaggi sono soggetti a restrizioni per
scendere a terra, quando vengono abbandonati insieme alle
imbarcazioni su cui lavorano, quando cadono sotto la minaccia della
pirateria marittima o subiscono i danni della pesca illegale. La
vulnerabilità dei marittimi, pescatori e naviganti, deve rendere
ancora più attenta la sollecitudine della Chiesa e stimolare la
materna cura che, attraverso di voi, manifesta a tutti coloro che
incontrate nei porti o sulle navi, o assistete a bordo nei lunghi
mesi d’imbarco”.
Benedetto
XVI ha parlato, poi, di coloro che lavorano nel settore della pesca e
delle loro famiglie, sottolineando come si trovino, più di altri, a
fronteggiare “le difficoltà del presente e vivono l’incertezza
del futuro, segnato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici
e dall’eccessivo sfruttamento delle risorse”. “A voi pescatori,
che cercate condizioni di lavoro dignitose e sicure, salvaguardando
il valore della famiglia, la tutela dell’ambiente e la difesa della
dignità di ogni persona, vorrei assicurare la vicinanza della
Chiesa”.
Infine,
citando il decreto “Ad gentes” del Concilio Vaticano II
sull'attività missionaria della Chiesa, ha esortato quanti lavorano
in “in prima linea nell’evangelizzazione di tanti uomini e donne
di diverse nazionalità che transitano nei vostri porti” ad essere
“apostoli fedeli alla missione di annunciare il Vangelo” e a
“manifestare il volto premuroso della Chiesa che accoglie e si fa
vicina anche a questa porzione del Popolo di Dio, rispondete senza
esitare alla gente di mare, che vi attende a bordo per colmare le
profonde nostalgie dell’anima e sentirsi parte attiva della
comunità”.
LA SANTA SEDE ADERISCE COME OSSERVATORE FONDATORE AL CENTRO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO E INTERCULTURALE RE ABDULLAH BIN ABDULAZIZ
Città
del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il prossimo lunedì, 26
novembre, sarà inaugurato a Vienna il “Centro Internazionale per
il Dialogo Interreligioso e Interculturale Re Abdullah Bin Abdulaziz”
(KAICIID)che – come dice il nome stesso – risale all’iniziativa
del Re d’Arabia e ha tre “Stati Fondatori”: il Regno
dell’Arabia Saudita, la Repubblica dell’Austria e il Regno di
Spagna. La Santa Sede, da parte sua, ha accolto l’invito di aderire
nella qualità di “Osservatore Fondatore”, e una sua qualificata
delegazione sarà presente alla cerimonia di inaugurazione.
Con
l'occasione, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre
Federico Lombardi, S.I., ha specificato quanto segue:
“Il
Centro che sarà inaugurato lunedì a Vienna è una nuova istituzione
finalizzata a favorire il dialogo fra le religioni e le culture. Tale
finalità è sempre da vedere con favore nell’ottica della
comprensione e della convivenza pacifica fra i popoli, che è
un’urgenza fondamentale per l’umanità di oggi e di domani. Di
questa finalità, il Re d’Arabia Abdullah Bin Abdulaziz aveva
parlato al Santo Padre nel corso dell’incontro che ebbe luogo –
come si ricorderà - il 6 novembre 2007 in Vaticano”.
“E’
importante osservare che il nuovo Centro non si qualifica come una
istituzione propria del Regno dell’Arabia Saudita, ma come
Organizzazione internazionale indipendente, riconosciuta dalle
Nazioni Unite, e costituita da tre Stati Fondatori, due dei quali con
antiche tradizioni cristiane. Si tratta quindi di un’opportunità e
di uno spazio di dialogo, di cui è giusto trarre vantaggio e in cui
è bene essere presenti per mettere ulteriormente a frutto
l’esperienza e l’autorevolezza della Santa Sede nel campo del
dialogo interreligioso. Lo status di Osservatore Fondatore è il più
adatto a garantire tale presenza, rispettando la natura propria della
Santa Sede e consentendole di esprimere le proprie aspettative”.
“La
Chiesa Cattolica è presente tra le diverse religioni e comunità
religiose del Board of Directors, che si qualifica come il motore
delle iniziative del Centro, e a rappresentarla sarà fin dall’inizio
P. Miguel Ayuso Guixot, Segretario del Pontificio Consiglio per il
Dialogo Interreligioso. Ciò costituisce un’occasione importante
per presentare in una sede di alto livello culturale e internazionale
la visione della Chiesa sul dialogo, sulla persona umana e la sua
vocazione, sull’etica e sulla religione, sui rapporti sociali,
sulla giustizia e la pace. Certamente, ciò già avveniva e avviene
in molte sedi e in molte diverse occasioni, ma la varietà e il
pluralismo del mondo di oggi richiedono di moltiplicare le direzioni
e le occasioni in cui sviluppare il ruolo attivo e propositivo della
Chiesa ogni volta che ciò si manifesta possibile”.
“Naturalmente,
la Santa Sede, in quanto Osservatore Fondatore, non mancherà di
mettere in luce le proprie preoccupazioni per il rispetto effettivo
dei diritti fondamentali dei cristiani che vivono in Paesi a
maggioranza musulmana, al fine di promuovere la libertà religiosa
nelle sue diverse espressioni. Il nuovo Centro di Vienna offrirà in
tal modo uno spazio idoneo affinché tali istanze trovino modo di
essere manifestate ed ascoltate, e i problemi che affioreranno
trovino le opportune soluzioni”.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre Benedetto XVI ha
ricevuto questa mattina in Udienza:
-Il
Sig. Michel Sleiman, Presidente de la República del Líbano
-Otto
presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita “ad Limina
Apostolorum”:
-Il
Monsignore Pascal Roland, Vescovo di Belley-Ars;
-Il
Monsignore Guy de Kerimel, Vescovo di Grenoble-Vienne;
-Il
Monsignore Dominique Lebrun, Vescovo di Saint-Etienne;
-Il
Monsignore Bernard Barsi, Arcivescovo di Monaco (Principato di
Monaco)
-Il
Monsignore Hippolyte Simon, Arcivescovo di Clermont;
-Il
Monsignore Henri Brincard, Vescovo di Le Puy-en-Velay;
-Il
Monsignore Bruno Grua, Vescovo di Saint-Flour;
-
Il Reverendo Jean-Pierre Millet, Amministratore Diocesano di Moulins.
Il
Santo Padre riceve questo pomeriggio in Udienza il Cardinale Fernando
Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei
Popoli.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-Reverendo
Padre Jacek Pyl, OMI, come vescovo ausiliare della diocesi di
Odessa-Simferopol (superficie 113.363, popolazione 10.052.000,
cattolici 18. 211, sacerdoti 52, religiosi 65) in Ucraina. Il Vescovo
eletto è nato a Garwolin (Polonia). Ha pronunciato i voti perpetui
nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È
stato aiutante del maestro dei novizi della Congregazione dei
Missionari Oblati di Maria Immacolata a Swiety Krzyz, Polonia. Dal
1990 esercita il suo ministero pastorale in Ucraina, dove dal 1997 al
2003 è stato per tre mandati consecutivi Superiore della delegazione
dei Missionari Oblati. Attualmente è parroco di San Michele
Arcangelo a Tyvriv, diocesi di Kyiv-Zhytomyr.
-Arcivescovo
James Michael Harvey come arciprete della basilica papale di San
Paolo fuori Le Mura. Il nuovo arciprete è stato fino ad ora Prefetto
della Casa Pontificia.
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Nomine ed altri atti pontifici
AVVISO
Città
del Vaticano, 23 novembre 2012 (VIS).-Informiamo i nostri lettori che
domani, sabato 24 novembre, il Vatican Information Service
trasmetterà il bollettino a motivo del concistoro per la creazione
di nuovi cardinali.
giovedì 22 novembre 2012
UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI HAÏTI
Città
del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Il Presidente della Repubblica
di Haïti, Michel Joseph Martelly, è stato ricevuto in udienza nel
Palazzo Apostolico Vaticano da Sua Santità Benedetto XVI e,
successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale
Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons.
Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Durante
i cordiali colloqui, sono state passate in rassegna le buone
relazioni esistenti fra la Santa Sede e lo Stato. Si è quindi
ricordato il particolare contributo offerto dalla Chiesa, tramite le
sue istituzioni educative, sociali e caritative, particolarmente
durante il terremoto che ha colpito il popolo haitiano e nella fase
di ricostruzione del Paese. Nel corso della conversazione ci si è
infine soffermati sull’importanza di continuare a collaborare per
lo sviluppo armonico della società haitiana.
BENEDETTO XVI: LA RIABILITAZIONE DEL DETENUTO È LA FUNZIONE CULMINANTE DEL SISTEMA PENALE
Città
del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Benedetto XVI ha ricevuto
questa mattina i partecipanti alla XVII Conferenza dei direttori
delle amministrazioni penitenziarie del Consiglio d'Europa.
Nel
discorso che ha pronunciato per loro, il Santo Padre ha osservato
come “i temi della giustizia penale sono continuamente
all’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi,
particolarmente in un tempo in cui le differenze economiche e sociali
ed il crescente individualismo alimentano le radici della
criminalità”. Ma, ha puntualizzato, “la tendenza, però, è di
restringere il dibattito solo al momento legislativo della disciplina
dei reati e delle sanzioni o al momento processuale(...). Minore
attenzione viene invece prestata alla modalità di esecuzione delle
pene detentive, in relazione alla quale al parametro della
“giustizia”, deve essere accostato come essenziale quello del
rispetto della dignità e dei diritti dell’uomo. Ma anche questo
parametro, benché indispensabile ed in molti Paesi, purtroppo,
ancora lontano dall’essere conseguito, non può essere considerato
sufficiente, proprio al fine di tutelare in modo integrale i diritti
della persona”.
“Occorre
impegnarsi -ha sottolineato- in concreto e non solo come affermazione
di principio, per una effettiva rieducazione della persona, richiesta
sia in funzione della dignità sua propria, sia in vista del suo
reinserimento sociale. Affinché la giustizia umana possa, in questo
campo, guardare alla giustizia divina ed esserne orientata, è
necessario che la funzione rieducativa della pena non sia considerata
un aspetto accessorio e secondario del sistema penale, ma, al
contrario, momento culminante e qualificante”.
“Quando
si tratta di “fare giustizia” non basta cioè che colui che è
riconosciuto colpevole di un reato venga semplicemente punito;
occorre che, nel punirlo, si faccia tutto ciò che è possibile per
correggere e migliorare l’uomo. Quando ciò non accade la giustizia
non è realizzata in senso integrale. In ogni caso ci si deve
impegnare per evitare che una detenzione fallita nella funzione
rieducativa divenga una pena diseducativa, che, paradossalmente,
accentua, invece di contrastare, l’inclinazione a delinquere e la
pericolosità sociale della persona”.
Il
Papa ha ricordato ai direttori delle prigioni e a quanti collaborano
con loro nell'ambito giudiziale e sociale, che possono contribuire
“in modo significativo a promuovere questa “più vera”
giustizia, “aperta alla forza liberatrice dell’amore”.(...) Il
contatto con coloro che hanno commesso colpe da espiare e l’impegno
richiesto per ridare dignità e speranza a chi spesso ha già
sofferto l’emarginazione ed il disprezzo richiamano la missione
stessa di Cristo, il quale è venuto a chiamare non i giusti, ma i
peccatori, destinatari privilegiati della misericordia di Dio”.
“Ogni
uomo -ha sottolineato- è chiamato a diventare custode del proprio
fratello, superando così l’indifferenza omicida di Caino; a voi in
particolare è chiesto di custodire coloro che, nelle condizioni
della detenzione, possono più facilmente smarrire il senso della
vita ed il valore della dignità personale, cedendo alla sfiducia ed
alla disperazione. Il profondo rispetto della persona, l’operare
per la riabilitazione del carcerato, il creare una vera comunità
educativa, si rendono ancora più urgenti considerando anche la
crescente presenza di “detenuti stranieri”, spesso in situazioni
difficili e di fragilità”.
“Molto
importante in questo senso – ha indicato il Santo Padre- è la
promozione di attività di evangelizzazione e di assistenza
spirituale, capaci di destare nel detenuto gli aspetti più nobili e
profondi, risvegliando in lui l’entusiasmo per la vita e il
desiderio di bellezza propri di chi riscopre di portare impressa in
sé, in modo indelebile, l’immagine di Dio”.
IL PAPA: LA BELLEZZA DELLA FEDE NON È DI OSTACOLO ALLA CREAZIONE ARTISTICA
Città
del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).-Nel pomeriggio di ieri, presso
l’Aula Magna del Palazzo San Pio X, si è tenuta la XVII Seduta
Pubblica delle Pontificie Accademie, il cui tema questa volta è
stato: "Pulchritudinis fidei testis. L’artista, come la
Chiesa, testimone della bellezza della fede". Nel corso della
seduta, aperta dal cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del
Pontificio Consiglio per la Cultura, il cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato, ha letto un messaggio che Benedetto XVI aveva
indirizzato ai partecipanti.
Nel
testo, il Papa riafferma “la volontà della Chiesa di ritrovare la
gioia della riflessione comune e di un’azione concorde, al fine di
rimettere nuovamente al centro dell’attenzione, sia della Comunità
ecclesiale, sia della società civile e del mondo della cultura, il
tema della bellezza”.
La
bellezza “dovrebbe tornare a riaffermarsi e a manifestarsi in tutte
le espressioni artistiche, senza però prescindere dall’esperienza
di fede, anzi, confrontandosi liberamente e apertamente con essa, per
trarne ispirazione e contenuto. La bellezza della fede, infatti, non
può mai essere ostacolo alla creazione della bellezza artistica,
perché ne costituisce in qualche modo la linfa vitale e l’orizzonte
ultimo. Il vero artista, infatti, definito dal Messaggio conciliare
"custode della bellezza del mondo", grazie alla sua
particolare sensibilità estetica e al suo intuito può cogliere e
accogliere più in profondità di altri la bellezza propria della
fede, e quindi riesprimerla e comunicarla con il suo stesso
linguaggio”.
“In
questo senso -sottolinea- possiamo allora parlare dell’artista
anche come testimone, in qualche modo privilegiato, della bellezza
della fede. Egli così può partecipare, con il proprio specifico e
originale contributo, alla stessa vocazione e missione della Chiesa,
in particolare quando, nelle diverse espressioni dell’arte, voglia
o sia chiamato a realizzare opere d’arte direttamente collegate
all’esperienza di fede e al culto, all’azione liturgica della
Chiesa”.
Nell'Anno
della Fede, il Papa invita tutti gli artisti cristiani e tutti coloro
che si aprono al dialogo con la fede, a far sì che il loro percorso
artistico diventi “un itinerario integrale, in cui tutte le
dimensioni dell’esistenza umana siano coinvolte, così da
testimoniare efficacemente la bellezza della fede in Cristo Gesù,
immagine della gloria di Dio che illumina la storia dell’umanità”.
La
seduta si è conclusa con la consegna del Premio delle Accademie
Pontificie, dedicato quest'anno alle arti, in particolar modo alla
pittura e alla scultura, e di cui sono stati vincitori la scultrice
polacca Anna Gulak, e il pittore spagnolo David Ribes López. La
Medaglia del Pontificato è stata consegnata allo scultore italianoal
giovane scultore italiano Jacopo Cardillo.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 22 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre Benedetto XVI
ha ricevuto questa mattina in udienza quattro presuli della
Conferenza Episcopale di Francia, in Visita “ad Limina
Apostolorum”:
-Il
Monsignore Roland Minnerath, Arcivescovo di Dijon;
-
Il Monsignore Benoît Rivière, Vescovo di Autun;
-Il
Monsignore Thierry Brac de la Perrière, Vescovo di Nevers;
-Il Monsignore Yves Patenôtre, Arcivescovo di Sens; Prelato della
“Mission de France” o Pontigny.
mercoledì 21 novembre 2012
BENEDETTO XVI: È RAGIONEVOLE CREDERE
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).- “Avanziamo in quest’Anno
della fede, portando nel nostro cuore la speranza di riscoprire
quanta gioia c’è nel credere e di ritrovare l’entusiasmo di
comunicare a tutti le verità della fede. (…), che porta a
scoprire che l’incontro con Dio valorizza, perfeziona ed eleva
quanto di vero, di buono e di bello c’è nell’uomo”, ha detto
il Papa nella catechesi dell'udienza generale del mercoledì,
svoltasi nell'Aula Paolo VI.
La
fede, ha spiegato è “la conoscenza di Dio-Amore, grazie al suo
stesso amore. L’amore di Dio, poi, (...) apre gli occhi, permette
di conoscere tutta la realtà, oltre le prospettive anguste
dell’individualismo e del soggettivismo che disorientano le
coscienze”.
Benedetto
XVI ha dedicato la catechesi alla razionalità della fede in Dio,
puntualizzando che la tradizione cattolica “ha rigettato il
cosiddetto fideismo, che è la volontà di credere contro la ragione
(...). Dio, infatti, non è assurdo, semmai è mistero.(...) Se,
guardando al mistero, la ragione vede buio, non è perché nel
mistero non ci sia luce, ma piuttosto perché ce n’è troppa. Così
come quando gli occhi dell’uomo si dirigono direttamente al sole
per guardarlo, vedono solo tenebra; ma chi direbbe che il sole non è
luminoso? La fede permette di guardare il “sole” di Dio, perché
è accoglienza della sua rivelazione nella storia (...) Dio si è
avvicinato all’uomo e si è offerto alla sua conoscenza,
accondiscendendo al limite creaturale della sua ragione”.
Allo
stesso tempo, Dio, “con la sua grazia, illumina la ragione, le apre
orizzonti nuovi, incommensurabili e infiniti. Per questo, la fede
costituisce uno stimolo a cercare sempre, a non fermarsi mai e mai
quietarsi nella scoperta inesausta della verità e della realtà.
(...) Intelletto e fede, dinanzi alla divina Rivelazione non sono
estranei o antagonisti, ma sono ambedue condizioni per comprenderne
il senso, per recepirne il messaggio autentico, accostandosi alla
soglia del mistero.(...) La fede cattolica è dunque ragionevole e
nutre fiducia anche nella ragione umana.(...) La conoscenza della
fede, inoltre, non è contro la retta ragione.(...)
Nell’irresistibile desiderio di verità, solo un armonico rapporto
tra fede e ragione è la strada giusta che conduce a Dio e al pieno
compimento di sé”.
Su
queste premesse, “circa il nesso fecondo tra comprendere e credere,
si fonda anche il rapporto virtuoso fra scienza e fede. La ricerca
scientifica porta alla conoscenza di verità sempre nuove sull’uomo
e sul cosmo. Il vero bene dell’umanità, accessibile nella fede,
apre l’orizzonte nel quale si deve muovere il suo cammino di
scoperta. Vanno pertanto incoraggiate, ad esempio, le ricerche poste
a servizio della vita e miranti a debellare le malattie. Importanti
sono anche le indagini volte a scoprire i segreti del nostro pianeta
e dell’universo, nella consapevolezza che l’uomo è al vertice
della creazione non per sfruttarla insensatamente, ma per custodirla
e renderla abitabile”.
Così
la fede “non entra in conflitto con la scienza, piuttosto coopera
con essa, offrendo criteri basilari perché promuova il bene di
tutti, chiedendole di rinunciare solo a quei tentativi che -
opponendosi al progetto originario di Dio - possono produrre effetti
che si ritorcono contro l’uomo stesso. Anche per questo è
ragionevole credere: se la scienza è una preziosa alleata della fede
per la comprensione del disegno di Dio nell’universo, la fede
permette al progresso scientifico di realizzarsi sempre per il bene e
la verità dell’uomo, restando fedele a questo stesso disegno”.
“Per
questo,-ha concluso il Santo Padre -è decisivo per l’uomo aprirsi
alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesù
Cristo. Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un’autentica
“grammatica” dell’umano e di tutta la realtà.(...) E’
ragionevole credere, è in gioco la nostra esistenza”.
APPELLO PER LA PACE NELLA STRISCIA DI GAZA
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).- “Seguo con grave
preoccupazione -ha detto il Papa dopo i saluti nelle diverse lingue-
l'aggravarsi della violenza tra gli Israeliani e i Palestinesi della
Striscia di Gaza. Insieme al ricordo orante per le vittime e per
coloro che soffrono, sento il dovere di ribadire ancora una volta che
l'odio e la violenza non sono la soluzione dei problemi. Inoltre,
incoraggio le iniziative e gli sforzi di quanti stanno cercando di
ottenere una tregua e di promuovere il negoziato. Esorto anche le
Autorità di entrambe le Parti ad adottare decisioni coraggiose in
favore della pace e a porre fine a un conflitto con ripercussioni
negative in tutta la Regione medio-orientale, travagliata da troppi
scontri e bisognosa di pace e di riconciliazione”.
IL PAPA RINGRAZIA LE RELIGIOSE DI CLAUSURA
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Alla fine della catechesi il
Papa ha ricordato che oggi, memoria liturgica della Presentazione
della Vergine Maria al tempio, si celebra la Giornata delle Religiose
di Clausura.
“Alle
sorelle chiamate dal Signore alla vita contemplativa -ha detto-,
desidero assicurare la speciale vicinanza mia e dell’intera
Comunità ecclesiale. Rinnovo, al tempo stesso, l’invito a tutti i
cristiani affinché non facciano mancare ai monasteri di clausura il
necessario sostegno spirituale e materiale. Tanto dobbiamo, infatti,
a queste persone che si consacrano interamente alla preghiera per la
Chiesa e per il mondo!”.
COOPERAZIONE CATTOLICA E MUSULMANA NELLA PROMOZIONE DELLA GIUSTIZIA
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-”Cooperazione cattolica e
musulmana nella promozione della giustizia nel mondo contemporaneo"
è stato il tema dell'ottavo incontro tra il Pontificio Consiglio per
il Dialogo Interreligioso e il Centro per il Dialogo Interreligioso
dell'Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche (ICRO),
che ha avuto luogo a Roma dal 19 al 21 novembre sotto la presidenza
congiunta del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio
Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e di Mohammad Bagher
Korramshad, Presidente di ICRO.
Il
tema delll'incontro è stato diviso in quattro sotto-temi, dal punto
di vista dei cattolici e dei musulmani sciiti: 1) Il concetto di
giustizia, 2) Giustizia per la persona umana, 3) Giustizia per i
distinti componenti della società; 4) Giustizia per tutta la
famiglia umana. Al termine dell'incontro è stato emesso un
comunicato congiunto in cui entrambe le parti esprimono la loro
preoccupazione per le sfide attuali, come la crisi economica, la
difesa dell'ecologia, l'indebolimento
della famiglia come istituzione basilare della società, e le minacce
alla pace mondiale. I partecipanti, riconoscendo sia gli aspetti
comuni sia le differenze, si sono concentrati sul terreno comune e i
valori condivisi:
1.-
“La fede che condividiamo nel Dio che creò tutte le cose, dando a
ciascuno di noi una comprensione olistica della giustizia. I distinti
ambiti della sua applicazione sono in relazione tra loro: personale,
comunitaria, sociale, politica, economica, culturale e giudiziale”.
2.
“La giustizia, come una virtù basata sulla dignità umana, esige
l'esercizio corretto della ragione e l'illuminazione di Dio. Il
riconoscimento e il rispetto della libertà di coscienza, tra le
altre cose, sono le condizioni della giustizia nelle nostre società”.
3.”La
naturalezza dinamica del concetto di giustizia permette che sia
adattato alle nuove sfide del mondo contemporaneo”.
4.
“La responsabilità dei capi religiosi, delle istituzioni e, di
fatto, di ciascun credente nel denunciare l'ingiustizia e
l'oppressione in tutte le loro forme, e nel promuovere la giustizia
in tutto il mondo. Crediamo che le nostre religioni abbiano risorse
che possano ispirare la gente a lavorare affinché la giustizia e la
pace siano una realtà”.
5.
“L'esigenza che, in nome della promozione della giustizia nel mondo
di oggi, i musulmani e i cristiani continuino ad approfondire la
comprensione tra di loro attraverso un dialogo ed una cooperazione
permanenti”.
6.
“La necessità di vedere i frutti della nostra riunione e
comunicarli ai membri delle nostre rispettive comunità e società
affinché possano avere un'effetto reale sul mondo ”.
I
partecipanti hanno manifestato la loro gioia e si sono sentiti
onorati di essere stati ricevuti al termine della riunione dal Papa,
che li ha salutati e incoraggiati a continuare nel cammino di un
dialogo autentico e fruttifero. Il prossimo colloquio, preceduto da
una riunione preparatoria, avrà luogo a Teheran (Iran) tra due anni.
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Dialogo interreligioso/Ecumenismo
UDIENZA
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto ieri
pomeriggio in udienza il cardinale Walter Kasper, presidente emerito
del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-L'arcivescovo
George Antonysamy -fino ad ora nunzio apostolico in Liberia, Gambia e
Sierra Leone- come arcivescovo di Madras e Mylapore (superficie
3.160; popolazione 8.222.000; cattolici 327.329; sacerdoti 326;
religiosi 1.782) in India. Succede all'arcivescovo A. Malayappan
Chinappa S.D.B, la cui rinuncia al governo pastorale della
arcidiocesi è stata accettata per limite di età.
-Capi
Ufficio nella Congregazione per l'Evangelizzazioni dei Popoli i
reverendi monsignori Lorenzo Piva e Camillus Nimalan John Pillai,
Officiali del medesimo Dicastero.
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martedì 20 novembre 2012
L'INFANZIA DI GESÙ, TERZO LIBRO DELLA TRILOGIA DI JOSEPH RATZINGER
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-”L'infanzia di Gesù”, il
terzo volume della trilogia di Joseph Ratzinger dedicata a Gesù di
Nazareth sarà disponibile nelle librerie italiane da domani, 21
novembre. Il libro, edito in Italia da Rizzoli e da Libreria Editrice
Vaticana, uscirà in contemporanea in diverse lingue (italiano,
croato, francese, inglese, portoghese, spagnolo, polacco e tedesco) e
in 50 Paesi; la tiratura globale della prima edi- zione supera il
milione di copie. Nei prossimi mesi, il volume sarà tradotto in 20
lingue per la pubblicazione in 72 Paesi.
Questa
mattina, nella Sala Pio X del Vaticano, “L'infanzia di Gesù” è
stato presentato alla stampa e sono intervenuti all'atto il Cardinale
Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la
Cultura; Maria Clara Bingemer, docente di teologia alla Pontificia
Università Cattolica di Rio de Janeiro; don Giuseppe Costa,
direttore della Libreria Editrice Vaticana; Paolo Mieli, presidente
di Rizzoli (RCS) Libri, e Padre Federico Lombardi, direttore della
Sala Stampa della Santa Sede.
Il
libro, definito dal suo Autore come una “sala d’ingresso”
all’intera trilogia su Gesù di Nazaret, ha 176 pagine e si compone
di quattro capitoli, di un Epilogo e di una breve Premessa. Segue un
riassunto dell'opera:
Il
primo capitolo è dedicato alla genealogia del Salvatore nei Vangeli
di Matteo e di Luca, tra loro molto diverse, ma entrambe con lo
stesso significato teologico-simbolico: la collocazione di Gesù
nella storia e la sua vera origine come principio, un nuovo inizio
nella storia del mondo.
Il
tema del secondo capitolo è l’annuncio della nascita di Giovanni
Battista e di quella di Gesù. Rileggendo il dialogo tra Maria e
l’Arcangelo Gabriele secondo il Vangelo di Luca, Joseph Ratzinger
spiega che, attraverso una donna, Dio cerca un “nuovo ingresso nel
mondo”. Per liberare l’umanità dal peccato, scrive citando
Bernardo di Chiaravalle, Dio ha bisogno dell’ “obbedienza libera”
alla sua volontà. “Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si
è reso dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al “sì”
non forzato di una persona umana”. È così che, solo grazie
all’assenso di Maria, può cominciare la storia della salvezza.
Al
centro del terzo capitolo troviamo poi l’evento di Betlemme e il
contesto storico della nascita di Gesù, l’impero romano che –
sotto Augusto – si estende da Oriente a Occidente e, con la sua
dimensione universale, consente l’ingresso nel mondo di “un
universale portatore di salvezza”; “è, difatti, “la pienezza
dei tempi”. I singoli elementi del racconto della nascita sono
densi di significato: la povertà in cui “il vero primogenito
dell’universo” sceglie di rivelarsi, e dunque lo “splendore
cosmico” che avvolge la mangiatoia; l’amore speciale di Dio per i
poveri, che si manifesta nell’annun- cio ai pastori; e le parole
del Gloria, oggetto di traduzioni controverse.
Ai
Magi sapienti, che avevano visto sorgere la stella “del re dei
Giudei” ed erano venuti per ado- rarlo, e alla fuga in Egitto, è
dedicato il quarto capitolo. Dove le figure dei “mágoi”,
ricostruite attraverso una ricca gamma di informazioni
storico-linguistiche e scientifiche, sono delineate come emblema
affascinante dell’inquietudine, della ricerca e dell’attesa
interiore dello spirito umano.
Infine
l’Epilogo, con il racconto – secondo il Vangelo di Luca –
dell’ultimo episodio dell’infanzia di Gesù, l’ultima notizia
che abbiamo prima dell’inizio della sua vita pubblica con il
battesimo nel fiume Giordano. È l’episodio dei tre giorni, durante
il pellegrinaggio di Pasqua, in cui Gesù dodicenne si allontana da
Maria e Giuseppe e rimane nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i
“dottori”. Egli, che “cresceva in sapienza, età e grazia”,
si manifesta qui nel mistero della sua natura di vero Dio e, insieme,
di vero uomo, che “ha pensato ed imparato in maniera umana”.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS) (VIS).-Il Santo Padre ha
ricevuto questa mattina in udienza gli editori del volume “L'infanzia
di Gesú” di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-Don
Gonzalo Alonso Calzada Guerrero, come vescovo ausiliare di Antequera
(superficie 33.648, popolazione 1.477,000, cattolici 1.180,000,
sacerdoti 183, diaconi permanenti 24, religiosi 258), Messico. Il
vescovo eletto è nato a San Luis de la Paz, Messico nel 1964 ed è
stato ordinato sacerdote nel 1989. Si è laureato in Sacra Scrittura
presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Nel suo ministero
sacerdotale è stato parroco di Crespo e di San Luis Rey de Francia,
in Messico, e dal 2007 è rettore del Seminario Maggiore della
diocesi di Celaya.
-Vescovo
Marian Chovanec, fino ad ora ausiliare di Nitra (Slovacchia) come
vescovo di Banska Bystrica (superficie 6.750, popolazione 614.800,
cattolici 400.500, sacerdoti 172, diaconi permanenti 2, religiosi
406) in Slovacchia.
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Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 19 novembre 2012
UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL BENIN
Città
del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre Benedetto XVI
ha ricevuto oggi in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il
Presidente della Repubblica del Benin, Sua Eccellenza il Sig. Thomas
Boni Yayi, il quale ha poi incontrato l’Em.mo Cardinale Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Mons. Ettore
Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Durante
i cordiali colloqui, si è espresso compiacimento per le buone
relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Benin, evocando in
particolare il Viaggio Apostolico del Santo Padre dello scorso anno,
ed è stato ricordato il contributo positivo della Chiesa cattolica
allo sviluppo del Paese.
Nel
prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul tema del valore delle
culture locali in Africa e sull’importanza della Chiesa
nell’educazione alla pace ed alla riconciliazione. Si sono, infine,
passate in rassegna alcune sfide regionali che attualmente
interessano il Continente, seguite dal Capo dello Stato in qualità
di Presidente dell’Unione Africana.
BENEDETTO XVI PORGE GLI AUGURI AL NUOVO PATRIARCA ORTODOSSO COPTO
Città
del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).-La cattedrale di San Marco a Il
Cairo (Egitto) è stata oggi scenario della cerimonia della presa di
possesso di Sua Santità il Papa Tawadros II, 118° patriarca della
Chiesa ortodossa copta, eletto il 4 novembre. Alla cerimonia era
presente il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio
per l'Unità dei Cristiani, portatore di una lettera del Santo Padre.
Nel
testo, Benedetto XVI augura a Tawadros II “abbondanti doni
spirituali che fortifichino il suo nuovo ministero per guidare il
clero e i laici attraverso i cammini della santità, per il bene del
vostro popolo e la pace e l'armonia di tutta la società”.
Il
Santo Padre ricorda il Papa Shenouda III, predecessore dell'attuale,
e il suo interesse per migliorare le relazioni con le altre Chiese
Cristiane, manifestando il desiderio che questa preoccupazione
perduri per “rafforzare la nostra speranza che un giorno tutti i
seguaci di Cristo si trovino riuniti nell'amore e nella
riconciliazione che il Signore desidera ardentemente”.
“Prego
lo Spirito Santo che la sostenga nel suo ministero, affinché il
gregge che le è affidato sperimenti l'insegnamento del Buon Pastore.
Che siano benedetti con la serenità di offrire la loro valorosa
collaborazione per il bene della società e il benessere di tutti i
loro connazionali!”.
“Chiedo
anche -conclude Benedetto XVI- che le relazioni tra la Chiesa
Cattolica e la Chiesa Ortodossa Copta incrementino, non solo nello
spirito di una collaborazione fraterna, ma anche nell'approfondimento
del dialogo teologico che ci permetta di crescere nella comunione e
di dare testimonianza al mondo della verità salvifica del Vangelo”.
CRISTO È IL FIRMAMENTO CHE ORIENTA IL CAMMINO DELL'UMANITÀ
Città
del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).- Alle ore 12, il Santo Padre
Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel
Palazzo Apostolico Vaticano, come è solito fare la domenica, per
recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza
San Pietro e commentare il Vangelo della liturgia domenicale, che, in
questa occasione, consiste nelle parole di Gesù sugli ultimi tempi,
e che si considera uno dei testi più difficili dei Vangeli.
“Tale
difficoltà -ha spiegato il Papa- deriva sia dal contenuto sia dal
linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre
categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese
dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro,
che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e
risurrezione. (...) Gesù stesso collega il presente e il futuro; le
antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella
persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo
agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile”.
“Sappiamo
-ha proseguito- che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine
della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici
– sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio,
esistono in quanto “chiamati” da essa. Questa potenza creatrice
della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto
carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero
“firmamento” che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo
sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e
quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un
“veggente”. Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli
di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole
invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e
soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani,
per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore
–, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di
noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo
saremo giudicati”.
“Anche
nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno
guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento
stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa
del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad
accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua
Parola!”, ha concluso il Pontefice.
Al
momento dei saluti nelle diverse lingue dopo l'Angelus, il Papa ha
ricordato che ieri, a Pergamino, in Argentina, è stata proclamata
Beata María Crescencia Pérez, Religiosa, della Congregazione delle
Figlie di Maria Santissima dell’Orto (1897-1932), conosciuta come
“Suor Dolcezza”. “Fu modello di dolcezza evangelica animata
dalla fede. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!”, ha
sottolineato Benedetto XVI.
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In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
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