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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 14 giugno 2011

SANTO PADRE CONFERISCE PRIMA VOLTA “PREMIO RATZINGER”

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del “Premio Ratzinger”, istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”, che il Santo Padre conferirà per la prima volta il 30 giugno prossimo.

Nel corso della Conferenza Stampa, il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, ha presentato i vincitori del premio: il Professor Manlio Simonetti, laico italiano, studioso di Letteratura cristiana antica e Patrologia; il Professor Olegario González de Cardedal, sacerdote spagnolo, docente di Teologia sistematica ed il Professor Maximilian Heim, cistercense tedesco, Abate del Monastero di Heilingenkreuz (Austria) e docente di Teologia fondamentale e dogmatica.

“Il Professor Simonetti” - ha detto il Cardinale Ruini – “è una delle massime autorità a livello internazionale, e probabilmente la prima in Italia, nel campo degli studi sul cristianesimo antico. (...) Ora, pur avendo compiuto 85 anni, sta attivamente lavorando sui testi cristiani delle origini e ancora sul cristianesimo dei primi quattro secoli”.

Il Professor Olegario González de Cardedal, 76 anni, “è stato Ordinario di Teologia dogmatica alla Pontificia Università di Salamanca e per dieci anni, dal 1969 al 79, è stato Membro della Commissione Teologica Internazionale. (...) Le sue opere teologiche principali riguardano Dio e la Trinità, la cristologia, il rapporto tra teologia e antropologia, in particolare sotto l’aspetto del confronto tra fede cristiana e non credenza”.

Il Professor Maximilian Heim, 50 anni, “è stato chiamato nel 2009 a far parte del Nuovo Circolo di allievi di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI” ed “è consulente per la pubblicazione dell’’Opera Omnia’ di Joseph Ratzinger. (...) Oltre ad essere monaco e teologo, ha un’intensa attività di divulgazione dei temi della fede e della teologia ad un pubblico più ampio, attraverso una serie di conferenze e la pubblicazione di una collana di volumi: entrambe le iniziative portano il nome di ‘Auditorium’”.

Benedetto XVI ha disposto, a partire dal 1° marzo 2010, l’istituzione di questa Fondazione rispondendo al desiderio manifestato da molti studiosi nel corso degli anni. Una delle competenze del Comitato Scientifico è quella di elaborare i criteri di eccellenza per l’istituzione e l’assegnazione di premi agli studiosi che si sono distinti nelle attività di pubblicazione e/o ricerca scientifica.
OP/ VIS 20110614 (380)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). II Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Pascal N’Koué, Arcivescovo Metropolita di Parakou (superficie: 9.259; popolazione: 398.000; cattolici: 184.000; sacerdoti: 48; religiosi: 103), Benin. È stato finora Vescovo di Natitingou (Benin).

- Il Vescovo Hlib (Borys Sviatoslav) Lonchyna, M.S.U., Esarca Apostolico dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna (cattolici: 10.000; sacerdoti: 13; religiosi: 3). L’Esarca eletto è stato finora Amministratore Apostolico “sede vacante” del medesimo Esarcato.
NER/ VIS 20110614 (90)

lunedì 13 giugno 2011

BENEDETTO XVI AGLI ZINGARI: “VOI SIETE NELLA CHIESA”

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto 2.000 pellegrini zingari giunti da ogni parte d’Europa, in rappresentanza dei due milioni di zingari che vivono nel Continente.

All’inizio del suo discorso il Papa ha citato le parole che il Servo di Dio Paolo VI rivolse agli zingari nel 1965: “’Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa’. Anch’io ripeto oggi con affetto: voi siete nella Chiesa!”.

“Il vostro popolo” – ha ricordato Benedetto XVI – “ha dato alla Chiesa il beato Zefirino Giménez Malla, di cui celebriamo il centocinquantesimo anniversario della nascita e il settantacinquesimo del martirio. (...) Oggi, il beato Zefirino” – ha detto il Pontefice – “vi invita a seguire il suo esempio e vi indica la via: la dedizione alla preghiera e in particolare al Rosario, l’amore per l’Eucaristia e per gli altri Sacramenti, l’osservanza dei comandamenti, l’onestà, la carità e la generosità verso il prossimo, specialmente verso i poveri; ciò vi renderà forti di fronte al rischio che le sette o altri gruppi mettano in pericolo la vostra comunione con la Chiesa”.

“La vostra storia” – ha proseguito il Pontefice – “è complessa e, in alcuni periodi, dolorosa. (...) Siete rimasti senza patria e avete considerato idealmente l’intero Continente come la vostra casa. (...) Purtroppo lungo i secoli avete conosciuto il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio. È stato - come voi dite - il Porrájmos, il ‘Grande Divoramento’, un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore”.

“La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!”.

“Vi invito, cari amici, a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l’Europa!” – ha esclamato il Papa – “La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo!”.

“Infine, anche voi siete chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa” – ha concluso il Pontefice – “promuovendo l’attività pastorale nelle vostre comunità. La presenza tra di voi di sacerdoti, diaconi e persone consacrate, che appartengono alle vostre etnie, è dono di Dio e segno positivo del dialogo delle Chiese locali con il vostro popolo, che occorre sostenere e sviluppare. Date fiducia e ascolto a questi vostri fratelli e sorelle, e offrite insieme a loro il coerente e gioioso annuncio dell’amore di Dio per il popolo zingaro, come per tutti i popoli! La Chiesa desidera che tutti gli uomini si riconoscano figli dello stesso Padre e membri della stessa famiglia umana”.
AC/ VIS 20110613 (530)

BICENTENARIO NASCITA SAN GIOVANNI NEPOMUCENO

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la lettera, redatta in latino e datata 8 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo di Philadelphia (Stati Uniti d’America), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del bicentenario della nascita di San Giovanni Nepomuceno Neumann, che avranno luogo a Prachatice (Repubblica Ceca), il 18 giugno 2011.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Rigali è composta da: Don Zdenak Mares, Decano del Capitolo della cattedrale di San Nicola e da Don Vlastimil Krocil, membro del Capitolo della Cattedrale di San Nicola ed Amministratore a Veseli nad Luznici.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110613 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L’Arcivescovo Joseph Augustine Charanakunnel, Arcivescovo di Raipur (India) in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Signor Mario Juan Bosco Cayota Zappettini, Ambasciatore di Uruguay, con la Consorte, in visita di congedo.
AP:AL/ VIS 20110613 (70)

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei Romeni, S.B. Lucian Muresan, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Romena e dopo aver informato la Sede Apostolica, ha trasferito, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Vasile Bizau, al presente Vescovo della Curia Arcivescovile Maggiore, alla sede eparchiale di Maramures dei Romeni (cattolici: 152.383; sacerdoti: 143; religiosi: 3), Romania.
NA/ VIS 20110613 (80)

LA CHIESA È CATTOLICA FIN DAL PRIMO MOMENTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Domenica di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

“Lo Spirito creatore di tutte le cose” – ha detto il Papa nell’omelia – “e lo Spirito Santo che Cristo ha fatto discendere dal Padre sulla comunità dei discepoli, sono uno e il medesimo: creazione e redenzione si appartengono reciprocamente e costituiscono, in profondità, un unico mistero d’amore e di salvezza”.

“Lo Spirito Santo è innanzitutto Spirito Creatore e quindi la Pentecoste è festa della creazione. Per noi cristiani, il mondo è frutto di un atto di amore di Dio, che ha fatto tutte le cose (...). Dio perciò non è il totalmente Altro, innominabile e oscuro. Dio si rivela, ha un volto, Dio è ragione, Dio è volontà, Dio è amore, Dio è bellezza”.

“Lo Spirito Santo è Colui che ci fa riconoscere in Cristo il Signore” – ha spiegato Benedetto XVI – “e ci fa pronunciare la professione di fede della Chiesa: ‘Gesù è Signore. (...) Recitando il Credo, noi entriamo nel mistero della prima Pentecoste (...). Nel Credo che ci unisce da tutti gli angoli della Terra, che, mediante lo Spirito Santo, fa in modo che ci si comprenda pur nella diversità delle lingue, attraverso la fede, la speranza e l’amore, si forma la nuova comunità della Chiesa di Dio”.

“Lo Spirito Santo anima la Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “Essa non deriva dalla volontà umana, dalla riflessione, dall’abilità dell’uomo e dalla sua capacità organizzativa, poiché se così fosse essa già da tempo si sarebbe estinta, così come passa ogni cosa umana. Essa invece è il Corpo di Cristo, animato dallo Spirito Santo”.

“La Chiesa è cattolica fin dal primo momento (...) la sua universalità non è il frutto dell’inclusione successiva di diverse comunità. Fin dal primo istante, infatti, lo Spirito Santo l’ha creata come la Chiesa di tutti i popoli; essa abbraccia il mondo intero, supera tutte le frontiere di razza, classe, nazione; abbatte tutte le barriere e unisce gli uomini nella professione del Dio uno e trino. Fin dall’inizio la Chiesa è una, cattolica e apostolica: questa è la sua vera natura e come tale deve essere riconosciuta. Essa è santa, non grazie alla capacità dei suoi membri, ma perché Dio stesso, con il suo Spirito, la crea, la purifica e la santifica sempre”.

“Infine, il Vangelo di oggi ci consegna questa bellissima espressione: ‘I discepoli gioirono al vedere il Signore’” – “Oggi, a Pentecoste” – ha concluso il Pontefice – “questa espressione è destinata anche a noi, perché nella fede possiamo vederLo; nella fede Egli viene tra di noi e anche a noi mostra le mani e il fianco, e noi ne gioiamo. Perciò vogliamo pregare: Signore, mostrati! Facci il dono della tua presenza, e avremo il dono più bello: la tua gioia”.
HML/ VIS 20110613 (480)

PENTECOSTE BATTESIMO DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Conclusa la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Caeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

“La solennità della Pentecoste, che oggi celebriamo, conclude il tempo liturgico di Pasqua. In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Fu il ‘battesimo’ della Chiesa, battesimo nello Spirito Santo”.

“La voce di Dio divinizza il linguaggio umano degli Apostoli, i quali diventano capaci di proclamare in modo ‘polifonico’ l’unico Verbo divino. Il soffio dello Spirito Santo riempie l’universo, genera la fede, trascina alla verità, predispone l’unità tra i popoli” – ha spiegato il Pontefice ricordando che il Beato Antonio Rosmini scrive: “‘nel dì della Pentecoste dei cristiani Iddio promulgò … la sua legge di carità, scrivendola per mezzo dello Spirito Santo non sulle tavole di pietra, ma nel cuore degli Apostoli, e per mezzo degli Apostoli comunicandola poi a tutta la Chiesa’”.

Lo Spirito Santo, ‘che è Signore e dà la vita’ (...) ha il potere di santificare, abolire le divisioni, dissolvere la confusione dovuta al peccato. Egli, incorporeo e immateriale, elargisce i beni divini, sostiene gli esseri viventi, perché agiscano in conformità al bene. Come Luce intelligibile dà significato alla preghiera, dà vigore alla missione evangelizzatrice, fa ardere i cuori di chi ascolta il lieto messaggio, ispira l’arte cristiana e la melodia liturgica”.

“Cari amici, lo Spirito Santo, che crea in noi la fede nel momento del nostro Battesimo” – ha concluso Benedetto XVI – “ci permette di vivere quali figli di Dio, coscienti e consenzienti, secondo l’immagine del Figlio Unigenito”.

Dopo il Regina Coeli, il Papa ha ricordato che domani a Dresda (Germania), “sarà proclamato Beato Alois Andritzki, sacerdote e martire, ucciso dai nazionalsocialisti nel 1943, all’età di 28 anni. Lodiamo il Signore per questo eroico testimone della fede, che si aggiunge alla schiera di quanti hanno dato la vita nel nome di Cristo nei campi di concentramento. Vorrei affidare alla loro intercessione, oggi che è Pentecoste, la causa della pace nel mondo. Possa lo Spirito Santo ispirare coraggiosi propositi di pace e sostenere l’impegno di portarli avanti, affinché il dialogo prevalga sulle armi e il rispetto della dignità dell’uomo superi gli interessi di parte. Lo Spirito, che è vincolo di comunione, raddrizzi i cuori deviati dall’egoismo e aiuti la famiglia umana a riscoprire e custodire con vigilanza la sua fondamentale unità”.

“Dopodomani, 14 giugno, ricorre la Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue” – ha ricordato ancora il Santo Padre – “milioni di persone che contribuiscono, in modo silenzioso, ad aiutare i fratelli in difficoltà. A tutti i donatori rivolgo un cordiale saluto e invito i giovani a seguire il loro esempio”.

“Rivolgo un cordiale saluto” – ha detto infine il Santo Padre – “ai giornalisti e ai relatori riuniti a Pistoia per il Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato dall’associazione ‘Greenaccord’ sul tema: ‘Lo spazio comune dell’uomo nel creato". Ai giornalisti impegnati per la tutela dell’ambiente va il mio incoraggiamento”.
ANG/ VIS 20110613 (550)

IL PAPA PRESIEDE RIUNIONE CON CAPI DICASTERO CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha presieduto una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana.
.../ VIS 20110613 (50)

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Thomas Aquino Manyo Maeda, Vescovo della Diocesi di Hiroshima (superficie: 31.818; popolazione: 7.601.000; cattolici: 20.334; sacerdoti: 73; religiosi: 213), Giappone. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Tsuwasaki (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Giapponese, succede al Vescovo Joseph Atsumi Misue, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Reverendo Andrew Peter Wypych, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (superficie: 3.654; popolazione: 6.111.000; cattolici: 2.383.000; sacerdoti: 1.692; religiosi: 3.128; diaconi permanenti: 643), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Kazimierza Wielka (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Parroco della Parrocchia “Saint Francis Borgia Parish” a Chicago.

- Ha nominato il Reverendo Alberto Rojas, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (Stati Uniti d’America). Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a El Zapote de la Labor (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. È stato finora Parroco della “Good Shepherd Parish” a Chicago.

Sabato 11 giugno il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Vartan Achkarian, C.A.M., all’ufficio di Ausiliare dell’Eparchia Patriarcale di Beirut degli Armeni, a norma del canone 201, paragrafo, 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kayes (Mali), presentata dal Vescovo Joseph Dao, per raggiunti limiti d’età.
NER:NEA:RE/ VIS 20110613 (250)

venerdì 10 giugno 2011

DIPLOMAZIA PONTIFICIA SERVIZIO PAPA E COMUNIONE ECCLESIALE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Superiori ed Alunni della Pontificia Accademia Ecclesiastica, il cui Presidente è l’Arcivescovo Beniamino Stella.

“La diplomazia pontificia, come viene comunemente chiamata” – ha detto il Papa nel suo discorso – “ha una lunghissima tradizione e la sua attività ha contribuito in maniera non irrilevante a plasmare, in età moderna, la fisionomia stessa delle relazioni diplomatiche tra gli Stati”.

“Lealtà, coerenza, e profonda umanità sono le virtù fondamentali di qualsiasi inviato, il quale è chiamato a porre non solo il proprio lavoro e le proprie qualità, ma, in qualche modo, l’intera persona al servizio di una parola che non è sua”.

“Come si pongono, in tutto ciò, la persona e l’azione del diplomatico della Santa Sede, che, ovviamente, presenta aspetti del tutto particolari? Egli, in primo luogo – (...) - è un sacerdote, un vescovo. (...) Egli è un servitore della Parola di Dio, è stato investito, come ogni sacerdote, di una missione che non può essere svolta a tempo parziale, ma che gli richiede di essere, con l’intera vita, una risonanza del messaggio che gli è affidato, quello del Vangelo. Ed è proprio sulla base di questa identità sacerdotale, ben chiara e vissuta in modo profondo, che si viene ad inserire, con certa naturalezza, il compito specifico di farsi portatore della parola del Papa, dell’orizzonte universale del suo ministero e della sua carità pastorale, nei confronti delle Chiese particolari e di fronte alle istituzioni nelle quali viene legittimamente esercitata la sovranità nell’ambito statale o delle organizzazioni internazionali”.

“Ben si capisce come nell’esercizio di un ministero tanto delicato” – ha sottolineato il Pontefice – “la cura per la propria vita spirituale, la pratica delle virtù umane e la formazione di una solida cultura vadano di pari passo e si sostengano reciprocamente. Sono dimensioni che permettono di mantenere un profondo equilibrio interiore, in un lavoro che esige, fra l’altro, capacità di apertura all’altro, equanimità di giudizio, distanza critica dalle opinioni personali, sacrificio, pazienza, costanza e talora anche fermezza nel dialogo verso tutti”.

“D’altro canto” – ha concluso il Pontefice – “il servizio alla persona del Successore di Pietro, (...) consente di vivere in costante e profondo riferimento alla cattolicità della Chiesa. E laddove c’è apertura all’oggettività della cattolicità, lì c’è anche il principio di autentica personalizzazione: la vita spesa al servizio del Papa e della comunione ecclesiale è, sotto questo profilo, estremamente arricchente”.
AC/ VIS 20110610 (410)

SANTA SEDE E PROTOCOLLO CONVENZIONE DIRITTI FANCIULLO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 6 giugno scorso, alla XVII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell’Uomo sui diritti del fanciullo.

Il Nunzio ha presentato le sue congratulazioni agli incaricati della preparazione del progetto di Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo per facilitare una procedura di comunicazione (OPC), ed ha affermato che essa rappresenta “una parola di speranza e di incoraggiamento per quei fanciulli e giovani la cui innocenza e dignità umana è stata ferita dalla crudeltà che può essere presente nel mondo degli adulti”.

“La Santa Sede” – ha concluso l’Arcivescovo Tomasi - “considera il nuovo Protocollo Opzionale (...) un opportuno contributo per il rafforzamento del sistema dei diritti umani. Che esso ci faccia avvicinare al nostro obiettivo finale: la preservazione incondizionata e il rispetto delle dignità di ogni singola persona, donna o uomo, adulto o fanciullo”.
DELSS/ VIS 20110610 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Neethinathan Anthonisamy, di Chingleput.

- Il Vescovo Thomas Aquinas Lephonse, Vescovo di Coimbatore.

- Il Vescovo Amalraj Arulappan, di Ootacamund.

- Il Vescovo Soundaraj Periyanayagam, S.D.B., di Vellore.

- Il Vescovo Antony Pappusamy, di Dindigul.

- Il Vescovo Peter Remigius, di Kottar.

- Il Signor Benjamin Konan Kouamé, Ambasciatore di Costa d’Avorio, con la Consorte, in visita di congedo.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20110610 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Alfredo Zecca, Arcivescovo Metropolita di Tucumán (superficie: 10.996; popolazione: 1.112.000; cattolici: 1.034.201; sacerdoti: 143; religiosi: 238; diaconi permanenti: 10), Argentina. L’Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Attualmente Professore Ordinario della Facoltà Teologica dell’Università Cattolica Argentina, succede all’Arcivescovo Luis Héctor Villalba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha eretto l’Eparchia caldea del Canada con il titolo di “Mar Addai” di Toronto dei Caldei (fedeli caldei: 38.000: sacerdoti: 4).

- Ha nominato l’Arcivescovo Hanna Zora, primo Vescovo dell’Eparchia di Toronto dei Caldei, trasferendolo dalla Sede di Ahwaz dei Caldei (Iran) e conservandogli il titolo di Arcivescovo ad personam.

- Ha nominato il Vescovo Ernesto Mandara, Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto (superficie: 918; popolazione: 187.351; cattolici: 175.808; sacerdoti: 109; religiosi: 234; diaconi permanenti: 6), Italia. È stato finora Ausiliare della Diocesi di Roma.

- Ha nominato il Monsignore Matthew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto (superficie: 109.507; popolazione: 14.133.000; cattolici: 44.366; sacerdoti: 39; religiosi: 35), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Kulu (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Vicario Generale nell’Arcidiocesi di Kaduna (Nigeria), succede al Vescovo Kevin J. Aje, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE:ECE/ VIS 20110610 (240)

giovedì 9 giugno 2011

ECOLOGIA UMANA NECESSITÀ IMPERATIVA

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nella Sala Clementina le Lettere Credenziali di sei nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: Signor Stefan Gorda, Moldova; Signor Narciso Ntugu Abeso Oyana, Guinea Equatoriale; Signor Henry Llewellyn Lawrence, Belize; Signor Hussan Edin Aala, Siria; Signora Genevieve Delali Tsegah, Ghana; Signor George Robert Furness Troup, Nuova Zelanda.

Il Santo Padre ha tenuto ai sei nuovi diplomatici un discorso comune e successivamente ha consegnato ad ognuno un testo specifico relativo alla Nazione rappresentata.

“Il primo semestre di questo anno” – ha detto il Papa nel suo discorso – “è stato segnato da innumerevoli tragedie che hanno coinvolto la natura, la tecnica e i popoli. L’uomo (...) non può essere dominato dalla tecnica (...). Una tale consapevolezza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, davanti alle proprie responsabilità nei confronti della nostra vita e delle tecnologie”.

“L’ecologia umana” – ha affermato il Pontefice – “è una necessità imperativa. Adottare in tutto un modo di vivere rispettoso dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento delle energie pulite che salvaguardano il patrimonio della creazione e non presentano pericoli per l’uomo, devono essere priorità politiche ed economiche”.

“Il cambiamento di mentalità in questo ambito” – ha sottolineato il Papa – “deve permettere di giungere rapidamente ad una arte di vivere insieme che rispetti l’alleanza fra uomo e natura, senza la quale la famiglia umana rischia di estinguersi. (...) L’insieme dei governanti deve impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla a ricoprire il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. Le Nazioni Unite, mi sembra, siano il quadro naturale per una tale riflessione che non deve essere oscurata da interessi politici ed economici, ciecamente partigiani, ma deve privilegiare la solidarietà rispetto all’interesse particolare”.

“Occorre inoltre interrogarsi sul giusto ruolo della tecnica. (...) Credere che essa sia l’agente esclusivo del progresso e della felicità, significa ridurre l’uomo ad oggetto, cosa che finisce nell’accecamento e nell’infelicità, quando l’uomo attribuisce e delega alla tecnica poteri che non ha. (...) La tecnica che domina l’uomo, lo priva della sua umanità. L’orgoglio che essa genera ha fatto nascere nelle nostre società un economismo che non si può trattare e un certo edonismo che determina soggettivamente ed egoisticamente i comportamenti. L’indebolimento del primato dell’essere umano comporta uno smarrimento esistenziale ed una perdita del senso della vita”.

“È dunque urgente” – ha ribadito Benedetto XVI – “arrivare a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica (...) La tecnica deve aiutare la natura a sbocciare nella linea voluta dal Creatore. Operando in tal modo, lo scienziato e il ricercatore aderiscono al disegno di Dio che ha voluto che l’uomo sia vertice e gestore della creazione. Soluzioni basate su tale fondamento proteggeranno la vita umana e la sua vulnerabilità, i diritti delle generazioni presenti e di quelle future”.

“I governi devono promuovere un umanesimo rispettoso della dimensione spirituale e religiosa dell’uomo, poiché la dignità della persona umana non varia con la fluttuazione delle opinioni. Rispettare la sua aspirazione alla giustizia e alla pace permette l’edificazione di una società che si promuove da se stessa, quando sostiene la famiglia o quando rifiuta, ad esempio, il primato esclusivo del denaro”.

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: “La vita sociale deve essere considerata innanzitutto come una realtà di ordine spirituale, i responsabili della politica hanno la missione di guidare i popoli verso l’armonia umana e la saggezza tanto desiderate, che devono culminare nella libertà religiosa, volto autentico della pace”.

Nel suo discorso all’Ambasciatore della Moldova, il Santo Padre afferma: “È bene che la Moldova desideri far parte della casa comune europea” ed ha aggiunto: “Rendo grazie per il riconoscimento giuridico di cui gode la Chiesa cattolica in Moldova, per la sua organizzazione progressiva e per la costruzione di nuove chiese fra cui la cattedrale. (...) Che le autorità civili abbiano il coraggio di trovare soluzioni soddisfacenti giuste ed eque per il patrimonio ecclesiastico confiscato, per permettere alla Chiesa cattolica di disporre di mezzi per compiere la sua missione, non solo in ambito religioso ma anche in campo educativo, sanitario e caritativo”.

“Nel perfezionamento della società e nello spiegamento delle nuove strutture in grado di dare una trama più flessibile, non mancherà ai figli e alle figlie della Guinea Equatoriale” – scrive il Papa all’Ambasciatore di questa Nazione – “la presenza animatrice della Chiesa, che infonde la luce della fede in Cristo. (...) Non si può mancare di notare con viva soddisfazione l’impegno profuso per recuperare e ristrutturare molti luoghi di culto, e le iniziative intraprese per migliorare le condizioni di vita degli abitanti, in particolare di coloro che sperimentano grandi difficoltà a vivere in maniera degna”.

Nel suo discorso al Rappresentante del Belize il Santo Padre sottolinea: “La libertà di religione e la libertà di culto consentono ai credenti di prosperare come individui e di contribuire positivamente e pienamente alla vita della Nazione in ogni sfera dell’attività umana. Che il suo Paese, Signor Ambasciatore, sia un esempio a tale riguardo per i suoi vicini e per coloro che si impegnassero a diminuire le conseguenze di tali diritti e dei loro corrispettivi valori”.

“La Siria è stata tradizionalmente un esempio di tolleranza, convivenza e di rapporti armoniosi fra cristiani e musulmani, attualmente sono buone le relazioni ecumeniche e interreligiose” – afferma il Papa nel discorso indirizzato all’Ambasciatore della Siria - “Gli avvenimenti occorsi in questi ultimi mesi in alcuni paesi del Mediterraneo, fra cui la Siria, manifestano il desiderio di un futuro migliore nell’ambito dell’economia, della giustizia, della libertà e della partecipazione alla vita pubblica. Tali avvenimenti mostrano anche l’urgente necessità di autentiche riforme della vita politica, economica e sociale. Tuttavia, è estremamente auspicabile che tali evoluzioni non si realizzino in termini d’intolleranza, di discriminazione e di conflitto, ed ancor meno di violenza, ma in termini di rispetto assoluto della verità, della convivenza, dei diritti legittimi delle persone e della collettività, e della riconciliazione. Di tali principi devono essere garanti le Autorità, tenendo conto delle aspirazioni della società civile e delle istituzioni internazionali”.

Nel discorso all’Ambasciatore del Ghana, il Santo Padre elogia il fatto che “Il Ghana abbia potuto superare negli ultimi tempi certi ostacoli per progredire in modo stabile in ambito economico, sociale e politico. (...) Auspico che tale processo sia coronato da un risultato positivo nella corrente consultazione costituzionale, in modo tale che la struttura legislativa ed amministrativa della Nazione consolidino una cultura responsabile ed una attiva partecipazione allo sviluppo del Paese nella libertà, giustizia e solidarietà”.

Infine Benedetto XVI esprime al Rappresentante della Nuova Zelanda la sua “solidarietà a tutti coloro che ancora subiscono le conseguenze del devastante terremoto che ha colpito Christchurch il 22 febbraio scorso” e ricorda che: “A causa della sua posizione geografica (...) alcuni paesi vicini, fra i quali ‘I Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo’ guardano alla Nuova Zelanda come ad un esempio di stabilità politica, di stato di diritto e di alti standard dell’economia. (...) Tutto ciò assegna al suo Paese una particolare responsabilità morale. Fedele alle sue tradizioni migliori, la Nuova Zelanda è chiamata ad usare la sua posizione di influenza per la pace e la stabilità della regione, l’incoraggiamento di istituzioni democratiche mature e stabili, e la promozione di autentici diritti umani e di uno sviluppo economico sostenibile”.
CD/ VIS 20110609 (1240)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi.

- Il Signor Luiz Felipe de Seixas Corrêa, Ambasciatore del Brasile, con la Consorte, in Visita di congedo.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Malayappan Chinnappa, S.D.B., di Madras and Mylapore, con l’Ausiliare Vescovo Lawrence Pius Dorairaj.

- L’Arcivescovo Peter Fernando, di Madurai.

- L’Arcivescovo Anthony Anandarayar, di Pondicherry and Cuddalore.
AP:AL/ VIS 20110609 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Doaninoel, S.M., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Honiara (superficie: 10.728; popolazione: 235.136; cattolici: 53.378; sacerdoti: 41; religiosi: 110), Isole Salomone, trasferendolo dall’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Rabaul (Papua Nuova Guinea).
NEA/ VIS 20110609 (50)

mercoledì 8 giugno 2011

BENEDETTO XVI RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha rievocato il Viaggio Apostolico in Croazia, compiuto il 4 e 5 giugno scorso, il cui tema è stato: “Insieme in Cristo”.

“L’occasione principale della mia Visita” – ha ricordato il Papa – “era la Iª Giornata Nazionale delle famiglie cattoliche croate, culminata nella Concelebrazione eucaristica di domenica mattina, che ha visto la partecipazione, nell’area dell’Ippodromo di Zagabria, di un grande moltitudine di fedeli”.

“Nell’Europa di oggi, le Nazioni di solida tradizione cristiana” – ha affermato il Santo Padre – “hanno una speciale responsabilità nel difendere e promuovere il valore della famiglia fondata sul matrimonio, che rimane comunque decisiva sia nel campo educativo sia in quello sociale. Questo messaggio aveva dunque una particolare rilevanza per la Croazia, che, ricca del suo patrimonio spirituale, etico e culturale, si appresta ad entrare nell’Unione Europea”.

“La Santa Messa è stata celebrata nel peculiare clima spirituale della novena di Pentecoste. (...) Questo mi ha dato modo di sottolineare il dono e l’impegno della comunione nella Chiesa, come pure di incoraggiare i coniugi nella loro missione. Ai nostri giorni, mentre purtroppo si constata il moltiplicarsi delle separazioni e dei divorzi, la fedeltà dei coniugi è diventata di per se stessa una testimonianza significativa dell’amore di Cristo, che permette di vivere il Matrimonio per quello che è, cioè l’unione di un uomo e di una donna che, con la grazia di Cristo, si amano e si aiutano per tutta la vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”.

“La fede nel Dio che è Amore si trasmette prima di tutto con la testimonianza di una fedeltà all’amore coniugale, che si traduce naturalmente in amore per i figli, frutto di questa unione. Ma questa fedeltà non è possibile senza la grazia di Dio, senza il sostegno della fede e dello Spirito Santo”.

“In questo contesto di grande attenzione alla famiglia, si è collocata molto bene la Veglia con i giovani, avvenuta la sera di sabato” – ha ricordato ancora il Pontefice che ha affermato: “A loro ho ripetuto la domanda che Gesù fece ai suoi primi discepoli: ‘Che cosa cercate?’, ma ho detto loro che Dio li cerca prima e più di quanto essi stessi cerchino Lui. È questa la gioia della fede: scoprire che Dio ci ama per primo! È una scoperta che ci mantiene sempre discepoli, e quindi sempre giovani nello spirito!”.

“Un altro momento che possiamo dire di ‘cenacolo’ è stata la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale, con i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i giovani in formazione nei Seminari e nei Noviziati. (...) Nella Cattedrale di Zagabria si trova la monumentale tomba del Beato Cardinale Alojzije Stepinac, Vescovo e Martire. Egli, in nome di Cristo, si oppose con coraggio prima ai soprusi del nazismo e del fascismo e, dopo, a quelli del regime comunista”.

“Molto significativo” – ha proseguito il Pontefice – “è stato anche l’incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i Leaders religiosi, radunati nel Teatro Nazionale di Zagabria. In quel contesto, ho avuto la gioia di rendere omaggio alla grande tradizione culturale croata, inseparabile dalla sua storia di fede e dalla presenza viva della Chiesa”.

“Ancora una volta è apparsa evidente a tutti noi la più profonda vocazione dell’Europa, che è quella di custodire e rinnovare un umanesimo che ha radici cristiane e che si può definire ‘cattolico’, cioè universale ed integrale. Un umanesimo che pone al centro la coscienza dell’uomo, la sua apertura trascendente e al tempo stesso la sua realtà storica, capace di ispirare progetti politici diversificati ma convergenti alla costruzione di una democrazia sostanziale, fondata sui valori etici radicati nella stessa natura umana”.

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera” – ha concluso il Pontefice – “ottenendo che la mia visita pastorale si svolgesse ottimamente. Ora, mentre ringraziamo il Signore per questo grande dono, chiediamo a Lui, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Croati, che quanto ho potuto seminare porti frutti abbondanti, per le famiglie croate, per l’intera Nazione e per tutta l’Europa”.
AG/ VIS 20110608 (700)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Roberto Francisco Ferrería Paz, Vescovo della Diocesi di Campos (superficie: 12.520; popolazione: 1.063.000; cattolici: 919.000; sacerdoti: 81, religiosi: 103; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Ausiliare di Niterói (Brasile), succede al Vescovo Roberto Gomes Guimarães, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Francesco Biasin, Vescovo della Diocesi di Barra do Piraí – Volta Redonda (superficie: 4.768; popolazione: 804.000; cattolici: 604.267; sacerdoti: 51; religiosi: 82; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Vescovo di Pesqueira (Brasile), il Vescovo Biasin succede al Vescovo João Maria Messi, O.S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., Vescovo di Tibù (superficie: 7.825; popolazione: 222.000; cattolici: 211.000; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Colombia. Il Vescovo eletto è nato in Cogua (Colombia), nel 1963, ha emesso la professione religiosa solenne nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Superiore del Convento Cristo Re a Bucaramanga (Colombia).
NER:RE VIS 20110608 (150)

martedì 7 giugno 2011

SANTA MESSA SOLENNITÀ PENTECOSTE CELEBRATA DAL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che il Santo Padre celebrerà la Santa Messa della Solennità di Pentecoste, nella Basilica Vaticana, alle ore 9:30 di domenica 12 giugno.
OP/ VIS 20110607 (50)

lunedì 6 giugno 2011

INTERVISTA AL PAPA DURANTE VOLO CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2011 (VIS). Come di consueto nel corso dei Viaggi Apostolici internazionali, il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso una breve intervista ai giornalisti presenti nell’aereo papale diretto in Croazia.

Prima domanda: Santità, lei è già stato altre volte in Croazia e il suo predecessore ha fatto ben tre viaggi in questo Paese. Si può parlare di una relazione particolare fra la Santa Sede e la Croazia? Quali sono i motivi e gli aspetti più significativi di questa relazione e di questo viaggio?

Risposta del Papa: “Personalmente sono stato due volte in Croazia. La prima volta per i funerali del Cardinale Šeper - mio predecessore alla Dottrina della Fede - che era un mio grande amico (...). Perciò ho conosciuto la sua bontà, la sua intelligenza, il suo discernimento, la sua allegria. (...) E poi sono stato, ancora una volta, invitato dal suo segretario particolare Čapek, anche lui un uomo di grande allegria e di grande bontà, per un simposio e per una celebrazione in un santuario mariano. Qui ho vissuto la pietà popolare, che è molto simile a quella delle mie terre, devo dire. (...) E così ho visto e vissuto questa Croazia, con la sua millenaria storia cattolica, sempre molto vicina alla Santa Sede, e naturalmente con la precedente storia della Chiesa antica”.

Seconda Domanda: Santo Padre, la Croazia a breve si dovrebbe unire alle 27 nazioni che fanno parte dell’Unione Europea: però negli ultimi tempi, nel popolo croato è aumentato un certo scetticismo nei confronti dell’Unione. In questa situazione, Lei pensa di dare un messaggio di incoraggiamento ai croati, perché guardino verso l’Europa in una prospettiva non solo economica, ma anche culturale e con i valori cristiani?

Risposta: “Penso che la maggioranza dei croati pensa sostanzialmente con grande gioia a questo momento in cui si unisce all’unione Europea, perché è un popolo profondamente europeo. (...) È un popolo che sta nel centro dell’Europa, della sua storia e della sua cultura. In questo senso – penso – è logico, giusto e necessario che entri. (...) Si può capire che forse c’è una paura di un burocratismo centralistico troppo forte, di una cultura razionalistica, che non tiene sufficientemente conto della storia e della ricchezza della storia e anche della ricchezza della diversità storica. Mi sembra che proprio questa possa essere anche una missione di questo popolo, che entra adesso: di rinnovare nell’unità la diversità. L’identità europea è un’identità propria nella ricchezza delle diverse culture, che convergono nella fede cristiana, nei grandi valori cristiani. Perché questo sia di nuovo visibile e efficiente, mi sembra sia proprio anche una missione dei croati che entrano adesso di rafforzare, contro un certo razionalismo astratto, la storicità delle nostre culture e la diversità, che è la nostra ricchezza. In questo senso incoraggio i croati: il processo di chi entra in Europa è un processo reciproco di dare e di ricevere. Anche la Croazia dà con la sua storia, con la sua capacità umana ed economica, e riceve naturalmente, anche allargando così l’orizzonte e vivendo in questo grande commercio non solo economico, ma soprattutto anche culturale e spirituale”.

Ultima Domanda: Molti croati speravano che in occasione del suo viaggio potesse avvenire la canonizzazione del Beato Cardinale Stepinac: qual è per lei l’importanza oggi della sua figura?

Risposta: “Il Cardinale era un grande pastore e un grande cristiano e così anche un uomo di un umanesimo esemplare. Io direi che era la sorte del Cardinale Stepinac che ha dovuto vivere in due dittature contrastanti, ma che erano entrambe antiumaniste: prima il regime ustascia, che sembrava adempiere il sogno dell’autonomia e dell’indipendenza, ma in realtà era un’autonomia che era una menzogna perché strumentalizzata da Hitler per i suoi scopi. Il Cardinale Stepinac ha capito molto bene questo e ha difeso l’umanesimo vero contro questo regime, difendendo serbi, ebrei, zingari; ha dato – diciamo - la forza di un vero umanesimo, anche soffrendo. Poi c’è stata la dittatura contraria del comunismo, dove di nuovo ha lottato per la fede, per la presenza di Dio nel mondo, per il vero umanismo che è dipendente dalla presenza di Dio: solo l’uomo è immagine di Dio e l’umanesimo fiorisce. Così era - diciamo – il suo destino: lottare in due lotte diverse e contrastanti e proprio in questa decisione per il vero contro lo spirito dei tempi, questo vero umanesimo che viene dalla fede cristiana, è un grande esempio non solo per i croati, ma per tutti noi”.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (750)

CROAZIA AIUTI UNIONE EUROPEA VALORIZZARE RICCHEZZA SPIRITUALE E CULTURALE

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2011 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina il Santo Padre è partito dall’aeroporto romano di Fiumicino e dopo un’ora e mezzo di volo è atterrato all’aeroporto internazionale “Pleso” di Zagabria, dando inizio al suo diciannovesimo Viaggio Apostolico fuori d’Italia e al primo Viaggio in Croazia.

Benedetto XVI Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica della Croazia, Professor Ivo Josipovic, dall’Arcivescovo di Zagabria, Cardinale Josip Bozanic e dal Presidente della Conferenza Episcopale Croata, Arcivescovo Marin Srakic.

Dopo il saluto del Presidente Josipovic, Benedetto XVI ha ricordato le tre visite pastorali compiute in Croazia dal Beato Giovanni Paolo II ed ha ringraziato “il Signore per la lunga storia di fedeltà che lega il vostro Paese alla Santa Sede. Possiamo contare oltre tredici secoli di forti e speciali legami, sperimentati e consolidati in circostanze talvolta difficili e dolorose. Questa storia è testimonianza eloquente dell’amore del vostro popolo per il Vangelo e per la Chiesa”.

“Fin dalle origini” – ha proseguito il Pontefice – “la vostra Nazione appartiene all’Europa e ad essa offre, in modo peculiare, il contributo di valori spirituali e morali che hanno plasmato per secoli la vita quotidiana e l’identità personale e nazionale dei suoi figli. Le sfide che derivano dalla cultura contemporanea, caratterizzata dalla differenziazione sociale, dalla poca stabilità, e segnata da un individualismo che favorisce una visione della vita senza obblighi e la ricerca continua di ‘spazi del privato’, richiedono una convinta testimonianza e un dinamismo intraprendente per la promozione dei valori morali fondamentali che sono alla radice del vivere sociale e dell’identità del vecchio Continente”.

“A vent’anni dalla proclamazione dell’indipendenza” – ha sottolineato il Pontefice – “e alla vigilia della piena integrazione della Croazia nell’Unione Europea, la storia passata e recente di questo vostro Paese può costituire un motivo di riflessione per tutti gli altri popoli del Continente aiutando ciascuno di essi, e l’intera compagine, a conservare e a ravvivare l’inestimabile patrimonio comune di valori umani e cristiani. Possa così questa cara Nazione, forte della sua ricca tradizione, contribuire a far sì che l’Unione Europea valorizzi appieno tale ricchezza spirituale e culturale”.

Nel ricordare di essersi recato in Croazia in occasione della Prima Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate, sul tema: “Insieme in Cristo”, il Santo Padre ha auspicato: “Questo importante momento sia occasione per riproporre i valori della vita familiare e del bene comune, per rafforzare l’unità, ravvivare la speranza e guidare alla comunione con Dio, fondamento di condivisione fraterna e di solidarietà sociale”.

Al termine della cerimonia di benvenuto, Benedetto XVI si è recato al Palazzo Presidenziale per la visita di cortesia al Presidente della Repubblica di Croazia, Professor Ivo Josipovic.

Alle 13:00 il Papa si è diretto alla sede della Nunziatura Apostolica di Zagabria, dove ha ricevuto in udienza il Presidente del Governo, Signora Jadranka Kosor. Al termine dell’incontro, il Santo Padre ha consumato la seconda colazione con i Membri del Seguito.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (490)

INCONTRO CON IL MONDO DELLA CULTURA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2011 (VIS). Dopo il saluto al Comitato Organizzatore Statale della Visita Apostolica, presso la sede della Nunziatura Apostolica di Zagreb, alle 17:45, il Santo Padre si è diretto al Teatro Nazionale croato per l’incontro con gli esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i Leader religiosi.

Benedetto XVI è stato accolto da un piccolo ensemble musicale ed ha ricevuto il saluto dell’Arcivescovo Zelimir Puljic, di Zadar, Presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Croata per la Cultura e dal Professor Niko Zurak, docente di etica della medicina presso la Facoltà di Medicina di Zagreb e Membro della Pontificia Accademia per la Vita.

“La dimensione dell’universalità, distintiva dell’arte e della cultura” – ha detto il Papa nel suo discorso – “è particolarmente congeniale al Cristianesimo e alla Chiesa Cattolica. Cristo è pienamente uomo, e tutto ciò che è umano trova in Lui e nella sua Parola pienezza di vita e di significato”.

“Questo splendido Teatro” – ha proseguito il Pontefice – “è un luogo simbolico, che esprime la vostra identità nazionale e culturale. Potervi incontrare qui, riuniti insieme, è un motivo ulteriore di gioia dello spirito, perché la Chiesa è un mistero di comunione e gioisce sempre della comunione, nella ricchezza delle diversità. La partecipazione dei Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità cristiane, come pure delle religioni ebraica e musulmana, contribuisce a ricordare che la religione non è una realtà a parte rispetto alla società: è invece una sua componente connaturale, che costantemente richiama la dimensione verticale, l’ascolto di Dio come condizione per la ricerca del bene comune, della giustizia e della riconciliazione nella verità. La religione mette l’uomo in relazione con Dio, Creatore e Padre di tutti, e deve quindi essere una forza di pace. Le religioni devono sempre purificarsi secondo questa loro vera essenza per corrispondere alla loro genuina missione”.

“E qui vorrei introdurre il tema centrale della mia breve riflessione: quello della coscienza. Esso è trasversale rispetto ai differenti campi che vi vedono impegnati ed è fondamentale per una società libera e giusta, sia a livello nazionale che sovranazionale. Penso, naturalmente all’Europa, di cui la Croazia è da sempre parte sul piano storico-culturale, mentre sta per entrarvi su quello politico-istituzionale. Ebbene, le grandi conquiste dell’età moderna, cioè il riconoscimento e la garanzia della libertà di coscienza, dei diritti umani, della libertà della scienza e, quindi, di una società libera, sono da confermare e da sviluppare mantenendo però aperte la razionalità e la libertà al loro fondamento trascendente, per evitare che tali conquiste si auto-cancellino, come purtroppo dobbiamo constatare in non pochi casi. La qualità della vita sociale e civile, la qualità della democrazia dipendono in buona parte da questo punto ‘critico’ che è la coscienza, da come la si intende e da quanto si investe sulla sua formazione. Se la coscienza, secondo il prevalente pensiero moderno, viene ridotta all’ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale, la crisi dell’occidente non ha rimedio e l’Europa è destinata all’involuzione. Se invece la coscienza viene riscoperta quale luogo dell’ascolto della verità e del bene, luogo della responsabilità davanti a Dio e ai fratelli in umanità – che è la forza contro ogni dittatura – allora c’è speranza per il futuro”.

Successivamente Benedetto XVI ha ribadito che occorre ricordare le origini cristiane di numerose istituzioni culturali e scientifiche croate “per la fedeltà alla verità storica” ed ha affermato che: “è importante saper leggere in profondità tali origini, perché possano animare anche l’oggi. Decisivo, cioè, è cogliere il dinamismo che sta dentro l’avvenimento – per esempio – della nascita di un’università, o di un movimento artistico, o di un ospedale. Occorre comprendere il perché e il come ciò sia avvenuto, per valorizzare nell’oggi tale dinamismo, che è una realtà spirituale che diventa culturale e quindi sociale”.

“Vorrei soffermarmi” – ha proseguito il Pontefice – “sulla figura del Padre Ruđer Josip Bošković, gesuita, che nacque a Dubrovnik trecento anni or sono, il 18 maggio 1711. Egli impersona molto bene il felice connubio tra la fede e la scienza, che si stimolano a vicenda per una ricerca al tempo stesso aperta, diversificata e capace di sintesi. (...) In Bošković c’è l’analisi, c’è lo studio di molteplici rami del sapere, ma c’è anche la passione per l’unità. E questo è tipico della cultura cattolica. Per questo è segno di speranza la fondazione di un’Università Cattolica in Croazia. Auspico che essa contribuisca a fare unità tra i diversi ambiti della cultura contemporanea, i valori e l’identità del vostro Popolo, dando continuità al fecondo apporto ecclesiale alla storia della nobile Nazione croata”.

“Ritorniamo dunque alla coscienza” – ha detto ancora il Papa – “come chiave di volta per l’elaborazione culturale e per la costruzione del bene comune. È nella formazione delle coscienze che la Chiesa offre alla società il suo contributo più proprio e prezioso. Un contributo che comincia nella famiglia e che trova un importante rinforzo nella parrocchia, dove i bambini e i ragazzi, e poi i giovani imparano ad approfondire le Sacre Scritture, che sono il ‘grande codice’ della cultura europea; e al tempo stesso imparano il senso della comunità fondata sul dono, non sull’interesse economico o sull’ideologia, ma sull’amore, che è ‘la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera’”.

“Questa logica della gratuità, appresa nell’infanzia e nell’adolescenza, si vive poi in ogni ambito (...) e una volta assimilata la si può declinare nei più complessi ambiti della politica e dell’economia, collaborando per una polis che sia accogliente e ospitale e al tempo stesso non vuota, non falsamente neutra, ma ricca di contenuti umani, con un forte spessore etico. È qui che i ‘Christifideles laici’” – ha concluso il Pontefice – “sono chiamati a spendere generosamente la loro formazione, guidati dai principi della Dottrina sociale della Chiesa, per una autentica laicità, per la giustizia sociale, per la difesa della vita e della famiglia, per la libertà religiosa e di educazione”.

Al termine dell’Incontro con gli esponenti della società civile, Benedetto XVI si è diretto in papamobile alla Piazza Josip Jelacic dove, alle 19:30, si è svolto l’incontro con i giovani.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (1010)

IL PAPA ESORTA I GIOVANI A CONFIDARE NEL SIGNORE

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2011 (VIS). Alle 19:15, Benedetto XVI si è diretto in papamobile alla Piazza Josip Jelacic, la piazza centrale di Zagabria, che può accogliere fino a 50.000 persone, dove ha avuto luogo la veglia di preghiera con i giovani.

Prima dell’arrivo del Papa, alcuni giovani hanno portato in processione la Madonna della Porta di Pietra, Patrona di Zagabria, e l’hanno collocata sul podio.

Dopo la lettura dei versetti 4, 4-9, della Lettera di San Paolo ai Filippesi, due giovani hanno offerto la propria testimonianza.

Successivamente il Santo Padre ha tenuto il suo discorso e citando la Lettera nella quale San Paolo “ci ha invitato ad essere ‘sempre lieti nel Signore’”, ha detto che l’esperienza dell’Apostolo che scrive mentre si trova in carcere “rivela come sia possibile, nel nostro cammino, custodire la gioia anche nei momenti oscuri”.

“Tutti sappiamo che nel cuore di ognuno dimora un forte desiderio di felicità. Ogni azione, ogni scelta, ogni intenzione porta celata in sé questa intima e naturale esigenza. Ma molto spesso ci si accorge di aver riposto la fiducia in realtà che non appagano quel desiderio, anzi, rivelano tutta la loro precarietà. Ed è in questi momenti che si sperimenta il bisogno di qualcosa che vada ‘oltre’, che doni senso al vivere quotidiano”.

La giovinezza - ha proseguito il Pontefice - “è il tempo dei grandi orizzonti, dei sentimenti vissuti con intensità, ma anche delle paure per le scelte impegnative e durature, delle difficoltà nello studio e nel lavoro, degli interrogativi intorno al mistero del dolore e della sofferenza. Ancora di più, questo tempo stupendo della vostra vita porta in sé un anelito profondo, che non annulla tutto il resto ma lo eleva per dargli pienezza”.

“Gesù vi parla oggi: mediante il Vangelo e lo Spirito Santo, Egli è vostro contemporaneo. È Lui che cerca voi, prima ancora che voi lo cerchiate! Rispettando pienamente la vostra libertà, Egli si avvicina a ciascuno di voi e si propone come la risposta autentica e decisiva a quell’anelito che abita il vostro essere, al desiderio di una vita che valga la pena di essere vissuta. Lasciate che vi prenda per mano! Lasciate che entri sempre di più come amico e compagno del vostro cammino! DateGli fiducia, non vi deluderà mai!”.

“Gesù vi fa conoscere da vicino l’amore di Dio Padre, vi fa comprendere che la vostra felicità si realizza nell’amicizia con Lui, nella comunione con Lui, perché siamo stati creati e salvati per amore, e solo nell’amore, quello che vuole e cerca il bene dell’altro, sperimentiamo veramente il significato della vita e siamo contenti di viverla, anche nelle fatiche, nelle prove, nelle delusioni, anche andando controcorrente”.

“Il Signore Gesù non è un Maestro che illude i suoi discepoli” – ha sottolineato il Papa – “Egli dice chiaramente che il cammino con Lui richiede l’impegno e il sacrificio personale, ma ne vale la pena! Cari giovani amici, non lasciatevi disorientare da promesse allettanti di facili successi, da stili di vita che privilegiano l’apparire a scapito dell’interiorità. Non cedete alla tentazione di riporre fiducia assoluta nell’avere, nelle cose materiali, rinunciando a scorgere la verità che va oltre, come una stella alta nel cielo, dove Cristo vuole condurvi. Lasciatevi guidare alle altezze di Dio!”.

“Nella stagione della vostra giovinezza, vi sostiene la testimonianza di tanti discepoli del Signore (...) Qui, in Croazia, io e voi pensiamo al Beato Ivan Merz” che “scopre la bellezza della fede cattolica e comprende che la vocazione della sua vita è vivere e far vivere l’’amicizia con Cristo. (...) Egli muore il 10 maggio 1928, a soli trentadue anni, dopo alcuni mesi di malattia, offrendo la sua vita per la Chiesa e per i giovani”.

“Questa giovane esistenza, donata per amore, porta il profumo di Cristo, ed è per tutti un invito a non temere di affidare se stessi al Signore, così come contempliamo, in modo particolare nella Vergine Maria, la Madre della Chiesa, qui venerata e amata con il titolo di ‘Majka Božja od Kamenitih vrata’ (‘Madre di Dio della Porta di Pietra’)”, ha concluso il Pontefice.

Al termine del discorso del Papa e delle intenzioni di preghiera, c’è stata l’Adorazione del Santissimo Sacramento rimasto esposto tutta la notte per i fedeli che desideravano rimanere in preghiera e prepararsi alla Santa Messa della domenica.

Il Santo Padre ha preso congedo dai giovani e si è diretto alla Nunziatura Apostolica per la cena in privato.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (730)

FAMIGLIA CRISTIANA CHIAMATA ALL’EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2011 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina il Santo Padre ha lasciato la Nunziatura Apostolica per dirigersi all’Ippodromo di Zagreb, ad 8 chilometri di distanza, sulla sponda del fiume Sava, con una capienza fino a 300.000 persone.

Giunto all’Ippodromo, il Papa, salito in papamobile, ha compiuto un giro fra i fedeli radunati nell’aerea e quindi si è avvicinato al palco dell’Altare dove è stata celebrata la Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate. Il palco dell’Altare raffigurava due mani; una mano che protegge la fonte della vita eterna cioè l’Altare quale punto di incontro umano-divino in Cristo e l’altra mano formava il tetto, simboli dell’azione pneumatologica e della presenza dello Spirito di Dio nella Chiesa.

“Abbiamo da poco celebrato l’Ascensione del Signore e ci prepariamo a ricevere il grande dono dello Spirito Santo” – ha detto il Papa nell’omelia – “Nella prima lettura, abbiamo visto come la comunità apostolica era riunita in preghiera nel Cenacolo con Maria, la madre di Gesù. È questo un ritratto della Chiesa che affonda le sue radici nell’evento pasquale (...). Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere la venuta del Paraclito, e la prolungata preghiera fu il presupposto della loro concordia. Troviamo qui una formidabile lezione per ogni comunità cristiana. Talora si pensa che l’efficacia missionaria dipenda principalmente da un’attenta programmazione e dalla sua intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Certo, il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa, da invocare e accogliere”.

“Cari fratelli e sorelle! Ho accolto molto volentieri l’invito rivoltomi dai Vescovi della Croazia a visitare questo Paese in occasione del primo Incontro Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate. Desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per l’attenzione e l’impegno verso la famiglia, non solo perché questa fondamentale realtà umana oggi, nel vostro Paese come altrove, deve affrontare difficoltà e minacce, e quindi ha particolare bisogno di essere evangelizzata e sostenuta, ma anche perché le famiglie cristiane sono una risorsa decisiva per l’educazione alla fede, per l’edificazione della Chiesa come comunione e per la sua presenza missionaria nelle più diverse situazioni di vita”.

“È ben noto a ciascuno come la famiglia cristiana sia segno speciale della presenza e dell’amore di Cristo e come essa sia chiamata a dare un contributo specifico ed insostituibile all’evangelizzazione. (...) La famiglia cristiana è sempre stata la prima via di trasmissione della fede e anche oggi conserva grandi possibilità per l’evangelizzazione in molteplici ambiti. Cari genitori, impegnatevi sempre ad insegnare ai vostri figli a pregare, e pregate con essi; avvicinateli ai Sacramenti, specie all’Eucaristia (...); introduceteli nella vita della Chiesa; nell’intimità domestica non abbiate paura di leggere la Sacra Scrittura, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre. Siate quasi un piccolo cenacolo, come quello di Maria e dei discepoli, in cui si vive l’unità, la comunione, la preghiera!”.

“Oggi, grazie a Dio, molte famiglie cristiane acquistano sempre più la consapevolezza della loro vocazione missionaria, e si impegnano seriamente nella testimonianza a Cristo Signore. (...) Nella società odierna è più che mai necessaria e urgente la presenza di famiglie cristiane esemplari. Purtroppo dobbiamo constatare, specialmente in Europa, il diffondersi di una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia. Si assolutizza una libertà senza impegno per la verità, e si coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi; si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita. Siamo chiamati a contrastare tale mentalità! Accanto alla parola della Chiesa, è molto importante la testimonianza e l’impegno delle famiglie cristiane, la vostra testimonianza concreta, specie per affermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessità di provvedimenti legislativi che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli”.

“Care famiglie, siate coraggiose!” – ha esclamato il Pontefice – “Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio! Mostrate con la vostra testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un’altra persona! Care famiglie, gioite per la paternità e la maternità! L’apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro, così come il rispetto della morale naturale libera la persona, anziché mortificarla! Il bene della famiglia è anche il bene della Chiesa. Vorrei ribadire quanto ho affermato in passato: ‘L’edificazione di ogni singola famiglia cristiana si colloca nel contesto della più grande famiglia della Chiesa, che la sostiene e la porta con sé … E reciprocamente, la Chiesa viene edificata dalle famiglie, piccole chiese domestiche’. Preghiamo il Signore affinché le famiglie siano sempre più piccole Chiese e le comunità ecclesiali siano sempre più famiglia!”.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (860)
IL PAPA AFFIDA A MARIA LE FAMIGLIE CROATE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2011 (VIS). Al termine della celebrazione eucaristica, Benedetto XVI ha recitato il Regina Coeli con i fedeli riuniti nell’Ippodromo di Zagabria.

“Oggi sono qui per confermarvi nella fede” – ha detto il Papa – “è questo il dono che vi porto: la fede di Pietro, la fede della Chiesa! Ma, al tempo stesso, voi donate a me questa stessa fede, arricchita dalla vostra esperienza, dalle gioie e dalle sofferenze. In particolare, voi mi donate la vostra fede vissuta in famiglia, perché io la conservi nel patrimonio di tutta la Chiesa. So che voi trovate grande forza in Maria, Madre di Cristo e Madre nostra. Perciò, in questo momento ci rivolgiamo a lei, spiritualmente rivolti al suo Santuario di Marija Bistrica, e le affidiamo tutte le famiglie croate: i genitori, i figli, i nonni; il cammino dei coniugi, l’impegno educativo, il lavoro professionale e casalingo. E invochiamo la sua intercessione perché le pubbliche istituzioni sostengano sempre la famiglia, cellula dell’organismo sociale”.

Nell’affidare alla Vergine la celebrazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano (Italia), il prossimo anno, il Santo Padre ha ricordato questa domenica nella Cattedrale di Burgo di Osma (Spagna), si celebra la Beatificazione di Juan de Palafox y Mendoza ed ha detto: “Luminosa figura di Vescovo del secolo XVII in Messico e in Spagna; fu uomo di vasta cultura e di profonda spiritualità, gran riformatore, pastore instancabile e difensore degli Indios. Il Signore conceda numerosi e santi pastori alla sua Chiesa come il Beato Juan”.

Al termine del Regina Coeli il Papa è rientrato in papamobile alla Nunziatura Apostolica per il pranzo.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (280)

BEATO STEPINAC INTREPIDO PASTORE ESEMPIO FERMEZZA CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2011 (VIS). Congedatosi dalla Nunziatura Apostolica, il Papa si è recato alla Cattedrale di Zagabria, dedicata a Maria Santissima Assunta ed a Santo Stefano re d’Ungheria, per la Celebrazione di Vespri con i Vescovi, Sacerdoti, Religiosi, Religiose e seminaristi, novizi e novizie croati.

“Questa sera” – ha detto il Papa nel suo discorso – “vogliamo fare devota e orante memoria del Beato Alojzije Stepinac, intrepido Pastore, esempio di zelo apostolico e di cristiana fermezza, la cui eroica esistenza ancora oggi illumina i fedeli delle Diocesi croate, sostenendone la fede e la vita ecclesiale. I meriti di questo indimenticabile Vescovo derivano essenzialmente dalla sua fede: nella sua vita, egli ha sempre tenuto fisso lo sguardo su Gesù e a Lui si è sempre conformato, al punto da diventare una viva immagine del Cristo, anche sofferente. Proprio grazie alla sua salda coscienza cristiana, ha saputo resistere ad ogni totalitarismo, diventando nel tempo della dittatura nazista e fascista difensore degli ebrei, degli ortodossi e di tutti i perseguitati, e poi, nel periodo del comunismo, ‘avvocato’ dei suoi fedeli, specialmente dei tanti sacerdoti perseguitati e uccisi. Sì, è diventato ‘avvocato’ di Dio su questa terra, poiché ha tenacemente difeso la verità e il diritto dell’uomo di vivere con Dio”.

“Il Beato Alojzije Stepinac” – ha proseguito il Pontefice – “ha risposto con il suo sacerdozio, con l’episcopato, con il sacrificio della vita: un unico ‘sì’ unito a quello di Cristo. Il suo martirio segna il culmine delle violenze perpetrate contro la Chiesa durante la terribile stagione della persecuzione comunista. I cattolici croati, in particolare il clero, sono stati oggetto di vessazioni e soprusi sistematici, che miravano a distruggere la Chiesa cattolica, a partire dalla sua più alta Autorità locale. Quel tempo particolarmente duro è stato caratterizzato da una generazione di Vescovi, di sacerdoti e di religiosi pronti a morire per non tradire Cristo, la Chiesa e il Papa. La gente ha visto che i sacerdoti non hanno mai perso la fede, la speranza, la carità, e così sono rimasti sempre uniti. Questa unità spiega ciò che è umanamente inspiegabile: che un regime così duro non abbia potuto piegare la Chiesa”.

“Anche oggi la Chiesa in Croazia è chiamata ad essere unita” – ha affermato il Papa – “per affrontare le sfide del mutato contesto sociale, individuando con audacia missionaria strade nuove di evangelizzazione, specialmente al servizio delle giovani generazioni. Cari Fratelli nell’Episcopato, vorrei incoraggiare anzitutto voi nello svolgimento della vostra missione (...). È importante, inoltre, che soprattutto i Vescovi e i sacerdoti operino sempre al servizio della riconciliazione tra i cristiani divisi e tra cristiani e musulmani, seguendo le orme di Cristo, che è nostra pace. Riguardo ai sacerdoti, non mancate di offrire loro chiari indirizzi spirituali, dottrinali e pastorali. La comunità ecclesiale, infatti, presenta al proprio interno legittime diversità, tuttavia essa non può rendere una testimonianza fedele al Signore se non nella comunione dei suoi membri. Questo richiede da voi il servizio della vigilanza, da offrire nel dialogo e con grande amore, ma anche con chiarezza e fermezza”.

“A tale proposito, il Beato Cardinale Stepinac così si esprimeva: ‘Uno dei più grandi mali del nostro tempo è la mediocrità nelle questioni di fede. Non facciamoci illusioni … O siamo cattolici o non lo siamo. Se lo siamo, bisogna che questo si manifesti in ogni campo della nostra vita’” – ha ricordato Benedetto XVI che ha aggiunto: “L’insegnamento morale della Chiesa, oggi spesso non compreso, non può essere svincolato dal Vangelo. Spetta proprio ai Pastori proporlo autorevolmente ai fedeli, per aiutarli a valutare le loro responsabilità personali, l’armonia tra le loro decisioni e le esigenze della fede”.

“Cari sacerdoti” – ha detto il Papa – “Vi esorto a non perdervi d’animo, a rimanere vigilanti nella preghiera e nella vita spirituale per compiere con frutto il vostro ministero: insegnare, santificare e guidare quanti sono affidati alle vostre cure. Accogliete con magnanimità chi bussa alla porta del vostro cuore (...). Perseverate nella comunione con il vostro Vescovo e nella collaborazione reciproca. Alimentate il vostro impegno alle sorgenti della Scrittura, dei Sacramenti, della lode costante di Dio, aperti e docili all’azione dello Spirito Santo; sarete così operatori efficaci della nuova evangelizzazione, che siete chiamati a realizzare unitamente ai laici, in modo coordinato e senza confusione fra ciò che dipende dal ministero ordinato e ciò che appartiene al sacerdozio universale dei battezzati. Abbiate a cuore la cura delle vocazioni al sacerdozio”.

Ai consacrati e consacrate il Papa ha detto: “Molto la Chiesa si attende da voi (...) Dio sia sempre la vostra unica ricchezza: da Lui lasciatevi plasmare, per rendere visibile all’uomo d’oggi, assetato di valori veri, la santità, la verità, l’amore del Padre celeste”.

“A voi, giovani” – ha detto infine il Papa – “che vi preparate al sacerdozio o alla vita consacrata (...). Sia sempre pronto il vostro cuore! L’eroica testimonianza del Beato Alojzije Stepinac ispiri un rinnovamento delle vocazioni tra i giovani croati”.

Al termine della celebrazione, il Santo Padre si è raccolto in preghiera presso la tomba del Beato Alojzije Stepinac.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (840)

BENEDETTO XVI SI CONGEDA DALLA CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2011 (VIS). Al termine della visita alla Residenza del Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, il Papa ha apposto la sua firma nel Libro d’oro dell’Arcivescovado. Concluso l’incontro con i Vescovi ausiliari dell’Arcidiocesi, Benedetto XVI si è diretto all’Aeroporto “Pleso” di Zagabria dove ha preso congedo dalle Autorità presenti a conclusione del suo Viaggio Apostolico in Croazia.

All’arrivo all’aeroporto il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica di Croazia Professor Ivo Josipovic, ma a causa di un forte temporale né il Santo Padre né il Presidente Josipovic hanno potuto pronunciare i discorso in programma. Anche l’aereo papale è partito con un ritardo di 45 minuti.

“La mia visita nella vostra terra giunge al termine. Anche se breve, essa è stata ricca di incontri, che mi hanno fatto sentire parte di voi, della vostra storia, e mi hanno offerto l’occasione per confermare la Chiesa pellegrina in Croazia nella fede in Gesù Cristo, unico Salvatore. Questa fede, giunta fino a voi attraverso la testimonianza coraggiosa e fedele di tanti vostri fratelli e sorelle, alcuni dei quali non hanno esitato a morire per Cristo e il suo Vangelo, ho qui ritrovato viva e sincera. A Dio rendiamo lode per gli abbondanti doni di grazia che largamente dispone sul quotidiano cammino dei suoi figli! Desidero ringraziare quanti hanno collaborato all’organizzazione di questa mia visita e al suo ordinato svolgimento”.

“Porto vive nella mente e nel cuore le impressioni di queste giornate. Corale e sentita è stata, stamani, la partecipazione alla santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie. L’incontro di ieri nel Teatro Nazionale mi ha dato modo di condividere una riflessione con i rappresentanti della società civile e delle comunità religiose. I giovani, poi, durante l’intensa Veglia di preghiera, mi hanno mostrato il volto luminoso della Croazia, rivolto al futuro, illuminato da una fede viva, come la fiamma di una lampada preziosa, ricevuta dai padri e che chiede di essere custodita e alimentata lungo il cammino. La preghiera presso la tomba del Beato Cardinale Stepinac ci ha fatto ricordare, in modo speciale, tutti coloro che hanno sofferto – e anche oggi soffrono – a motivo della fede nel Vangelo. Continuiamo ad invocare l’intercessione di questo intrepido testimone del Signore risorto, affinché ogni sacrificio, ogni prova, offerti a Dio per amore suo e dei fratelli, possano essere come chicco di grano che, caduto nella terra, muore per portare frutto”.

“È stato per me motivo di gioia constatare quanto sia ancora viva nell’oggi l’antica tradizione cristiana del vostro popolo. L’ho toccato con mano soprattutto nella calorosa accoglienza che la gente mi ha riservato, come aveva fatto nelle tre visite del Beato Giovanni Paolo II, riconoscendo la visita del Successore di san Pietro, che viene a confermare i fratelli nella fede. Questa vitalità ecclesiale, da mantenere e rafforzare, non mancherà di produrre i suoi effetti positivi sull’intera società, grazie alla collaborazione, che auspico sempre serena e proficua, tra la Chiesa e le istituzioni pubbliche. In questo tempo, nel quale sembrano mancare punti di riferimento stabili e affidabili, i cristiani, uniti ‘insieme in Cristo’, pietra angolare, possano continuare a costituire come l’anima della Nazione, aiutandola a svilupparsi e progredire”.

“Nel ripartire per Roma, vi affido tutti alle mani di Dio. Egli, datore di ogni bene e provvidenza amorevole, benedica sempre questa terra e il popolo croato e conceda pace e prosperità ad ogni famiglia. La Vergine Maria vegli sul cammino storico della vostra patria e su quello dell’intera Europa, e vi accompagni anche la mia Apostolica Benedizione, che vi lascio con grande affetto”.
PV-CROAZIA/ VIS 20110606 (600)

CONCLUSA PRIMA FASE VISITA APOSTOLICA IRLANDA

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso oggi, relativo alla conclusione della prima fase della Visita Apostolica in Irlanda.

“Si è conclusa, in conformità alle scadenze previste nel Comunicato del 12 novembre 2010, la prima fase della Visita Apostolica annunciata dal Santo Padre nella Lettera Pastorale ai Cattolici dell’Irlanda, con l’intento di «aiutare la Chiesa locale nel suo cammino di rinnovamento» (Lettera Pastorale ai Cattolici dell’Irlanda, 19 marzo 2010, n. 14).

Come indicato nel medesimo Comunicato, i Visitatori si sono adoperati per verificare:

A) se i rapporti reciprocamente esistenti fra le varie componenti della Chiesa locale, i seminari e le comunità religiose, siano tali da sostenerle nel cammino di profondo rinnovamento spirituale già perseguito dalla Chiesa in Irlanda.

B) l’efficacia delle procedure seguite al presente nel rispondere ai casi di abuso.

C) delle forme di assistenza attualmente offerte alle vittime.

Lo svolgimento di tale Visita alle quattro arcidiocesi metropolitane, così come ai seminari e agli istituti religiosi, è stato molto proficuo, grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno contribuito a tale scopo. Ad essi, in primo luogo ai quattro Arcivescovi metropoliti, va il più sincero ringraziamento da parte del Santo Padre.

I Rapporti dei Visitatori sono stati consegnati ai competenti Dicasteri della Santa Sede, i quali, singolarmente e poi nel contesto di appositi incontri interdicasteriali, svoltisi in clima costruttivo, ne hanno fatto una prima valutazione, dalla quale segue che:

1) Circa le diocesi ed i seminari irlandesi, la Congregazione per i Vescovi e la Congregazione per l’Educazione Cattolica non prevedono altre Visite apostoliche. I Visitatori infatti, incontrando diverse realtà e persone, tra cui i Vescovi suffraganei, hanno potuto configurare un quadro sufficientemente esaustivo della situazione della Chiesa irlandese riguardo agli ambiti dell’indagine.

2) La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ha analizzato le risposte ai questionari inviati a tutti gli Istituti con case religiose in Irlanda. Secondo quanto previsto dalla metodologia adottata, seguiranno visite ‘in loco’ ad alcune realtà religiose.

3) Nei prossimi mesi i Dicasteri competenti daranno indirizzi ai Vescovi per il rinnovamento spirituale delle diocesi e dei seminari, mentre la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica lo farà con gli Istituti religiosi.

4) Per gli inizi del 2012 la Santa Sede renderà nota una sintesi complessiva con i risultati e le prospettive evidenziate dalla Visita, in vista anche della missione a livello nazionale annunciata nella menzionata Lettera del Santo Padre.
OP/ VIS 20110606 (420)
ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l’Arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico in Ungheria. Finora Nunzio Apostolico in Giappone.

Sabato 4 giugno il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Hugh Gilbert, O.S.B., Vescovo di Aberdeen (superficie: 29.068; popolazione: 718.000; cattolici: 18.600; sacerdoti: 49; religiosi: 45; diaconi permanenti: 11), Scozia. Il Vescovo eletto è nato a Emsworth Hants (Inghilterra) nel 1952, è stato ricevuto nella Chiesa cattolica nel 1970, ha fatto la professione monastica solenne nel 1979 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora Abate del monastero di Pluscarden (Scozia), succede al Vescovo Peter Anthony Moran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo Críspin Ojeda Márquez, Vescovo Ausiliare di México (superficie: 1.429; popolazione: 8.852.000; cattolici: 7.909.000; sacerdoti: 1.797; religiosi: 7.345; diaconi permanenti: 128), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Tecomán (Messico) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora parroco della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in Colima e Coordinatore della Zona Pastorale Centro.

- Ha nominato il Reverendo Efrain Mendoza Cruz, Vescovo Ausiliare di Tlalnepantla (superficie: 682; popolazione: 3.980.000; cattolici: 3.184.000; sacerdoti: 342; religiosi: 432; diaconi permanenti: 11), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Tlalnepantla (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore di Tlalnepantla (Messico).

- Ha nominato il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo emerito di Sevilla (Spagna), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive dell’Anno giubilare nel 500° anniversario dell’erezione canonica delle prime circoscrizioni ecclesiastiche delle Americhe: Santo Domingo e La Vega (Repubblica Dominicana) e San Juan de Puerto Rico (Porto Rico), in programma il 7 e l’8 agosto 2011.
NER:RE:NEA:NA/ VIS 20110606 (280)

venerdì 3 giugno 2011

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE AUTORITÀ PALESTINESE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

“Stamani il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Mahmoud Abbas, Presidente dell’Autorità Palestinese, il quale successivamente si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dal Vescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sulla travagliata situazione della Terra Santa. In particolare, si è sottolineata l’urgenza di trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto israelo-palestinese, per assicurare il rispetto dei diritti di tutti e, quindi, il compimento delle legittime aspirazioni del Popolo palestinese ad uno Stato indipendente. Si è quindi ribadito che lo Stato d’Israele e quello Palestinese debbono presto vivere sicuri, in pace con i loro vicini e dentro confini internazionalmente riconosciuti. In tale quadro, con il sostegno della comunità internazionale ed in uno spirito di cooperazione e di apertura alla riconciliazione, la Terra Santa potrà conoscere la pace”.

“Nell’incontro non è mancato il riferimento alla situazione delle comunità cristiane nei Territori Palestinesi e, più in generale, in Medio Oriente, e si è rilevato il contributo insostituibile che esse offrono alla costruzione della società”.

“Infine, si è auspicato che i lavori delle Delegazioni della Santa Sede e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina procedano fruttuosamente nell’elaborazione di un Accordo Globale tra le Parti”.
OP/ VIS 20110603 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Montpellier (Francia), presentata dall’Arcivescovo Guy Thomazeau, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Pierre-Marie Carré, finora Vescovo Coadiutore della medesima Arcidiocesi.
RE:NER/ VIS 20110603 (60)

mercoledì 1 giugno 2011

VERGINE CI GUIDI RISPOSTA SEMPRE PIÙ GENEROSA DISEGNI DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Alle 20:00 di ieri sera, nei Giardini Vaticano, si è svolta la tradizionale processione con la recita del Santo Rosario a conclusione del mese mariano. Dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, antistante l’abside della Basilica di San Pietro, alla Grotta della Madonna di Lourdes.

Il Santo Padre è giunto alla Grotta di Lourdes alle 21:00 e prima di impartire la Benedizione Apostolica ha rivolto ai presenti alcune parole.

“È stato e rimane per tutti motivo di grande gioia e gratitudine l’avere iniziato questo mese mariano con la memorabile Beatificazione di Giovanni Paolo II. Quale grande dono di grazia è stata, per la Chiesa intera, la vita di questo grande Papa! La sua testimonianza continua ad illuminare le nostre esistenze e ci è di sprone ad essere veri discepoli del Signore, a seguirLo con il coraggio della fede, ad amarLo con lo stesso entusiasmo con cui egli ha donato a Lui la propria vita”.

“Meditando oggi la Visitazione di Maria, siamo portati a riflettere proprio su questo coraggio della fede. Colei che Elisabetta accoglie nella sua casa è la Vergine che ‘ha creduto’ all’annuncio dell’Angelo e ha risposto con fede, accettando con coraggio il progetto di Dio per la sua vita e accogliendo così in sé la Parola eterna dell’Altissimo”.

“Maria ha davvero creduto che ‘nulla è impossibile a Dio’ e, forte di questa fiducia, si è lasciata guidare dallo Spirito Santo nell’obbedienza quotidiana ai suoi disegni. Come non desiderare, per la nostra vita, lo stesso abbandono fiducioso? Come potremmo precluderci quella beatitudine che nasce da una così intima e profonda consuetudine con Gesù? Perciò, rivolgendoci oggi alla ‘piena di grazia’, le chiediamo di ottenere anche a noi, dalla Provvidenza divina, di poter pronunciare ogni giorno il nostro ‘sì’ ai disegni di Dio con la stessa fede umile e schietta con cui Lei ha pronunciato il suo. Ella che, accogliendo in sé la Parola di Dio, si è abbandonata a Lui senza riserve, ci guidi ad una risposta sempre più generosa e incondizionata ai suoi progetti, anche quando in essi siamo chiamati ad abbracciare la croce”.

Il Santo Padre ha affidato infine “alla materna intercessione della Madonna la Chiesa e il mondo intero. Maria Santissima (...) ottenga ad ogni battezzato (...) il dono di saper accogliere sempre più nella propria esistenza la signoria di Colui che con la sua risurrezione ha sconfitto la morte”.
AC/ VIS 20110601 (420)

MOSÉ: MEDIATORE DI SALVEZZA PER ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale del mercoledì alla figura di Mosé che: “ha svolto la sua funzione di mediatore tra Dio e Israele facendosi portatore, presso il popolo, delle parole e dei comandi divini, conducendolo verso la libertà della Terra Promessa, (...) ma anche, e direi soprattutto, pregando”.

Il Papa ha sottolineato che Mosé è mediatore soprattutto “quando il popolo, al Sinai, chiede ad Aronne di fare il vitello d’oro”, mentre il profeta sul monte Sinai attende il dono delle Tavole della Legge. “Stanco di un cammino con un Dio invisibile, ora che anche Mosè, il mediatore, è sparito, il popolo chiede una presenza tangibile, toccabile, del Signore, e trova nel vitello di metallo fuso fatto da Aronne, un dio reso accessibile, manovrabile, alla portata dell’uomo. È questa una tentazione costante nel cammino di fede: eludere il mistero divino costruendo un dio comprensibile, corrispondente ai propri schemi, ai propri progetti”.

Davanti all’infedeltà degli Israeliti, Dio ordina a Mosé di scendere dal monte e gli rivolge queste parole: “‘Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione’ (...). In realtà, quel ‘lascia che la mia ira si accenda’ è detto proprio perché Mosè intervenga e Gli chieda di non farlo, rivelando così che il desiderio di Dio è sempre di salvezza. (...) Se Dio facesse perire il suo popolo, ciò potrebbe essere interpretato come il segno di una incapacità divina di portare a compimento il progetto di salvezza. Dio non può permettere questo: Egli è il Signore buono che salva, il garante della vita, è il Dio di misericordia e perdono, di liberazione dal peccato che uccide”.

“Mosè ha fatto esperienza concreta del Dio di salvezza, è stato inviato come mediatore della liberazione divina e ora, con la sua preghiera, si fa interprete di una doppia inquietudine, preoccupato per la sorte del suo popolo, ma insieme anche preoccupato per l’onore che si deve al Signore, per la verità del suo nome. L’intercessore infatti vuole che il popolo di Israele sia salvo, perché è il gregge che gli è stato affidato, ma anche perché in quella salvezza si manifesti la vera realtà di Dio. Amore dei fratelli e amore di Dio si compenetrano nella preghiera di intercessione, sono inscindibili. Mosè, l’intercessore, è l’uomo teso tra due amori, che nella preghiera si sovrappongono in un unico desiderio di bene”.

“L’intercessore non accampa scuse per il peccato della sua gente, non elenca presunti meriti né del popolo né suoi, ma si appella alla gratuità di Dio: un Dio libero, totalmente amore, che non cessa di cercare chi si è allontanato (...). Mosè chiede a Dio di mostrarsi più forte anche del peccato e della morte, e con la sua preghiera provoca questo rivelarsi divino”.
“I Padri della Chiesa” hanno visto in Mosé che sta sulla cima del monte, faccia a faccia con Dio, che si fa intercessore del suo popolo – ha concluso il Pontefice – “una prefigurazione di Cristo, che sull’alta cima della croce realmente sta davanti a Dio, non solo come amico ma come Figlio (...). Cristo sta davanti al volto di Dio e prega per me. La sua preghiera sulla Croce è contemporanea a tutti gli uomini, contemporanea a me: Egli prega per me, ha sofferto e soffre per me, si è identificato con me prendendo il nostro corpo e l’anima umana. E ci invita a entrare in questa sua identità, facendoci un corpo, uno spirito con Lui perché dall’alta cima della Croce Egli ha portato non nuove leggi, (...), ma ha portato se stesso, il suo corpo e il suo sangue, come nuova alleanza”.

“Preghiamo il Signore perché questa identificazione ci trasformi, ci rinnovi, perché il perdono è rinnovamento, è trasformazione”.
AG/ VIS 20110601 (590)

PREGARE VIAGGIO CROAZIA PORTI MOLTI FRUTTI SPIRITUALI

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo ha rivolto parole di saluti ai diversi gruppi di fedeli nelle rispettive lingue.

Rivolgendosi ad un gruppo di pellegrini polacchi il Santo Padre ha salutato in particolare i giovani che “sabato prossimo si incontreranno a Lednica. Carissimi! Renderete grazie a Dio per la vita e per la beatificazione di Giovanni Paolo II, padre, guida, sacerdote e amico dei giovani. Egli costruiva la casa sulla roccia che è Cristo! Seguiva la voce del Vangelo. Perseverava nella preghiera e nell’adorazione dell’Eucaristia. Per ogni uomo aveva il cuore aperto. Soffriva con Cristo. Era un straordinario pellegrino nella fede. Vi ispiri il motto dell’incontro: ‘Giovanni Paolo II – Ciò che conta è la santità!’”.

Ad un gruppo di pellegrini croati Benedetto XVI ha detto: “Cari amici, sabato e domenica prossima mi recherò a Zagabria in Croazia per celebrare con voi la Giornata delle famiglie cattoliche croate. Mentre attendo con gioia questo incontro, vi invito a pregare affinché il mio viaggio in quella cara terra porti molti frutti spirituali e le famiglie cristiane siano sale della terra e luce del mondo”.
AG/ VIS 20110601 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto in udienza la Signora Quentin Bryce, Governatore Generale dell’Australia, con il Consorte, e Seguito.
AP/ VIS 20110601 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Naviraí (Brasile), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Dourados, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Campo Grande.

- Ha nominato il Padre Ettori Dotti, C.S.F., primo Vescovo della nuova Diocesi di Naviraí (superficie: 35.138; popolazione: 267.356; cattolici: 197.000; sacerdoti: 27; religiosi: 42), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Palosco (Italia), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione della Sacra Famiglia di Bergamo nel 1993 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1994. Dal 2010 è stato Parroco della Parrocchia “Bom Pastor” nella Diocesi di Serrinha (Brasile).
ECE:NER/ VIS 20110601 (110)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2011 (VIS). Domani, solennità dell’Ascensione del Signore, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno venerdì 3 giugno.
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martedì 31 maggio 2011

CENTENARIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2011 (VIS). In occasione del centesimo anniversario del Pontificio Istituto di Musica Sacra, il Santo Padre ha indirizzato una Lettera al Cardinale Zenon Grocholewski, Gran Cancelliere dell’Istituto. La Lettera, resa pubblica questa mattina, è stata letta, nella medesima sede, il 26 maggio scorso.

Benedetto XVI ha ricordato che il Predecessore San Pio X fu il fondatore della Scuola Superiore di Musica Sacra, elevata a Pontificio Istituto dopo un ventennio da Papa Pio XI. “Per cogliere chiaramente l’identità e la missione del Pontificio Istituto di Musica Sacra” – scrive Benedetto XVI – “occorre ricordare che il Papa San Pio X lo fondò otto anni dopo aver emanato il Motu proprio ‘Tra le sollecitudini’, del 22 novembre 1903, col quale operò una profonda riforma nel campo della musica sacra, rifacendosi alla grande tradizione della Chiesa contro gli influssi esercitati dalla musica profana, specie operistica”.

“Tale intervento magisteriale aveva bisogno, per la sua attuazione nella Chiesa universale, di un centro di studio e di insegnamento che potesse trasmettere in modo fedele e qualificato le linee indicate dal Sommo Pontefice, secondo l’autentica e gloriosa tradizione risalente a San Gregorio Magno. Nell’arco degli ultimi cento anni, codesta Istituzione ha pertanto assimilato, elaborato e trasmesso i contenuti dottrinali e pastorali dei Documenti pontifici, come pure del Concilio Vaticano II, concernente la musica sacra, affinché possano illuminare e guidare l’opera dei compositori, dei maestri di cappella, dei liturgisti, dei musicisti e di tutti i formatori in questo campo”.

“Un aspetto fondamentale” – scrive ancora il Papa – “desidero mettere in rilievo a tale proposito: come, cioè, da San Pio X fino ad oggi si riscontri, pur nella naturale evoluzione, la sostanziale continuità del Magistero sulla musica sacra nella Liturgia. In particolare, i Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, alla luce della Costituzione conciliare ‘Sacrosanctum Concilium’ hanno voluto ribadire il fine della musica sacra, cioè ‘la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli’, e i criteri fondamentali della tradizione, che mi limito a richiamare: il senso della preghiera, della dignità e della bellezza; la piena aderenza ai testi e ai gesti liturgici; il coinvolgimento dell’assemblea e, quindi, il legittimo adattamento alla cultura locale, conservando, al tempo stesso, l’universalità del linguaggio; il primato del canto gregoriano, quale supremo modello di musica sacra, e la sapiente valorizzazione delle altre forme espressive, che fanno parte del patrimonio storico-liturgico della Chiesa, specialmente, ma non solo, la polifonia; l’importanza della ‘schola cantorum’, in particolare nelle chiese cattedrali”.

“Ma dobbiamo sempre chiederci nuovamente; chi è l’autentico soggetto della Liturgia? La risposta è semplice: la Chiesa. Non è il singolo o il gruppo che celebra la Liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, che ha la sua storia, la sua ricca tradizione e la sua creatività” – conclude il Santo Padre – “La Liturgia, e di conseguenza la musica sacra ‘vive di un corretto e costante rapporto tra sana ‘traditio’ e ‘legitima progressio’, tenendo sempre ben presente che questi due concetti (...) si integrano a vicenda perché ‘la tradizione è una realtà viva, include perciò in se stessa in principio dello sviluppo, del progresso’”.
MESS/ VIS 20110531 (520)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. L’intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di giugno è la seguente: “Perché i sacerdoti, uniti al Cuore di Cristo, siano sempre veri testimoni dell’amore premuroso e misericordioso di Dio”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché lo Spirito Santo faccia sorgere dalle nostre comunità numerose vocazioni missionarie, disposte a consacrarsi pienamente alla diffusione del Regno di Dio”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/ VIS 20110531 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Cardinale Paolo Sardi, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta; e Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano).
NA/ VIS 20110531 (60)
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