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venerdì 13 maggio 2011

ISTRUZIONE "UNIVERSAE ECCLESIAE"

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2011 (VIS). La Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" ha pubblicato oggi l'Istruzione sull'applicazione della Lettera Apostolica Motu Proprio data "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI.

  L'Istruzione, approvata dal Santo Padre, è datata 30 aprile 2011, memoria di San Pio V, Papa, e porta la firma del Cardinale William Joseph Levada, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" e del Monsignor Guido Pozzo, Segretario della medesima Pontificia Commissione.

I. Introduzione
   
1. La Lettera Apostolica, Summorum Pontificum  Motu Proprio data, del Sommo Pontefice Benedetto XVI del 7 luglio 2007, entrata  in vigore il 14 settembre 2007, ha reso più accessibile alla Chiesa universale la ricchezza della Liturgia Romana.

2. Con tale Motu Proprio il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha promulgato una legge universale per la Chiesa con l'intento di dare una nuova normativa all'uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962.

3. Il Santo Padre, dopo aver richiamato la sollecitudine dei Sommi Pontefici nella cura per la Sacra Liturgia  e nella ricognizione dei libri liturgici, riafferma il principio tradizionale, riconosciuto da tempo immemorabile e necessario da mantenere per l'avvenire, secondo il quale "ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l'integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede". (1).

4. Il Sommo Pontefice ricorda inoltre i Pontefici Romani che, in modo particolare, si sono impegnati in questo compito, specificamente San Gregorio Magno e San Pio V. Il Papa sottolinea altresì che, tra i sacri libri liturgici, particolare risalto nella storia ha avuto il Missale Romanum, che ha ricevuto nuovi aggiornamenti lungo il corso dei tempi fino al Beato Papa Giovanni XXIII. Successivamente, in seguito alla riforma liturgica posteriore al Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI nel 1970 approvò per la Chiesa di rito latino un nuovo Messale, poi tradotto in diverse lingue. Papa Giovanni Paolo II nell'anno 2000 ne promulgò una terza edizione.

5. Diversi fedeli, formati allo spirito delle forme liturgiche precedenti al Concilio Vaticano II, hanno espresso il vivo desiderio di conservare la tradizione antica. Per questo motivo, Papa Giovanni Paolo II con lo speciale Indulto Quattuor abhinc annos, emanato nel 1984 dalla Sacra Congregazione per il Culto Divino, concesse a determinate condizioni la facoltà di riprendere l'uso del Messale Romano promulgato dal Beato Papa Giovanni XXIII. Inoltre, Papa Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio Ecclesia Dei del 1988, esortò i Vescovi perché fossero generosi nel concedere tale facoltà in favore di tutti i fedeli che lo richiedevano. Nella medesima linea si pone Papa Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum, nel quale vengono indicati alcuni criteri essenziali per l'Usus Antiquior del Rito Romano, che qui è opportuno ricordare.
 6. I testi del Messale Romano di Papa Paolo VI e di quello risalente all'ultima edizione di Papa Giovanni XXIII, sono due forme della Liturgia Romana, definite rispettivamente ordinaria e extraordinaria: si tratta di due usi dell'unico Rito Romano, che si pongono l'uno accanto all'altro. L'una e l'altra forma sono espressione della stessa lex orandi della Chiesa. Per il suo uso venerabile e antico, la forma extraordinaria deve essere conservata con il debito onore.

7. Il Motu Proprio Summorum Pontificum è accompagnato da una Lettera del Santo Padre ai Vescovi, con la stessa data del Motu Proprio (7 luglio 2007). Con essa vengono offerte ulteriori delucidazioni sull'opportunità e sulla necessità del Motu Proprio stesso; si trattava, cioè, di colmare una lacuna, dando una nuova normativa all'uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962. Tale normativa si imponeva particolarmente per il fatto che, al momento dell'introduzione del nuovo Messale, non era sembrato necessario emanare disposizioni che regolassero l'uso della Liturgia vigente nel 1962. In ragione dell'aumento di quanti richiedono di poter usare la forma extraordinaria, si è reso necessario dare alcune norme in materia. Tra l'altro Papa Benedetto XVI afferma: "Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Messale Romano. Nella storia della liturgia c'è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso". (2).

8. Il Motu Proprio Summorum Pontificum costituisce una rilevante espressione del Magistero del Romano Pontefice e del munus a Lui proprio di regolare e ordinare la Sacra Liturgia della Chiesa (3) e manifesta la Sua sollecitudine di Vicario di Cristo e Pastore della Chiesa Universale. (4). Esso si propone l'obiettivo di:

a) offrire a tutti i fedeli la Liturgia Romana nell'Usus Antiquior, considerata tesoro prezioso da conservare;
b) garantire e assicurare realmente a quanti lo domandano, l'uso della forma extraordinaria, nel presupposto che l'uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962 sia una facoltà elargita per il bene dei fedeli e pertanto vada interpretata in un senso favorevole ai fedeli che ne sono i principali destinatari;
c) favorire la riconciliazione in seno alla Chiesa.

II. Compiti della Pontificia Commissione Ecclesia Dei

9. Il Sommo Pontefice ha conferito alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei potestà ordinaria vicaria per la materia di sua competenza, in modo particolare vigilando sull'osservanza e sull'applicazione delle disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum (cf. art. 12).

10. § 1. La Pontificia Commissione esercita tale potestà, oltre che attraverso le facoltà precedentemente concesse dal Papa Giovanni Paolo II e confermate da Papa Benedetto XVI (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, artt. 11-12), anche attraverso il potere di decidere dei ricorsi ad essa legittimamente inoltrati, quale Superiore gerarchico, avverso un eventuale provvedimento amministrativo singolare dell'Ordinario che sembri contrario al Motu Proprio.
§ 2. I decreti con i quali la Pontificia Commissione decide i ricorsi, potranno essere impugnati ad normam iuris presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
11. Spetta alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, previa approvazione da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il compito di curare l'eventuale edizione dei testi liturgici relativi alla forma extraordinaria del Rito Romano.

III. Norme specifiche

12. Questa Pontificia Commissione, in forza dell'autorità che le è stata attribuita e delle facoltà di cui gode, a seguito dell'indagine compiuta presso i Vescovi di tutto il mondo, con l'animo di garantire la corretta interpretazione e la retta applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, emana la seguente Istruzione, a norma del can. 34 del Codice di Diritto Canonico.

 La competenza dei Vescovi diocesani

13. I Vescovi diocesani, secondo il Codice di Diritto Canonico,  devono vigilare in materia liturgica per garantire il bene comune e perché tutto si svolga degnamente, in pace e serenità nella loro Diocesi (5), sempre in accordo con la mens del Romano Pontefice chiaramente espressa dal Motu Proprio Summorum Pontificum (6). In caso di controversia o di dubbio fondato circa la celebrazione nella forma extraordinaria, giudicherà la Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

14. È compito del Vescovo diocesano adottare le misure necessarie per garantire il rispetto della forma extraordinaria del Rito Romano, a norma del Motu Proprio Summorum Pontificum.

 Il coetus fidelium (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 1)

15. Un coetus fidelium potrà dirsi  stabiliter exsistens ai sensi dell'art. 5 § 1 del Motu Proprio Summorum Pontificum, quando è costituito da alcune persone di una determinata parrocchia che, anche dopo la pubblicazione del Motu Proprio, si siano unite in ragione della loro venerazione per la Liturgia nell'Usus Antiquior, le quali chiedono che questa sia celebrata nella chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella; tale coetus può essere anche costituito da persone che provengano da diverse parrocchie o Diocesi e che a tal fine si riuniscano in una determinata chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella.

16. Nel caso di un sacerdote che si presenti occasionalmente in una chiesa parrocchiale o in un oratorio con alcune persone ed intenda celebrare nella forma extraordinaria, come previsto dagli artt. 2 e 4 del Motu Proprio Summorum Pontificum, il parroco o il rettore di chiesa o il sacerdote responsabile di una chiesa, ammettano tale celebrazione, seppur nel rispetto delle esigenze di programmazione degli orari delle celebrazioni liturgiche della chiesa stessa.

17. § 1. Per decidere in singoli casi, il parroco o il rettore, o il sacerdote responsabile di una chiesa, si regolerà secondo la sua prudenza, lasciandosi guidare da zelo pastorale e da uno spirito di generosa accoglienza.
§ 2. Nei casi di gruppi numericamente meno consistenti, ci si rivolgerà all'Ordinario del luogo per individuare una chiesa in cui questi fedeli possano riunirsi per ivi assistere a tali celebrazioni, in modo tale da assicurare una più facile partecipazione e una più degna celebrazione della Santa Messa.

18. Anche nei santuari e luoghi di pellegrinaggio si offra la possibilità di celebrare nella forma extraordinaria ai gruppi di pellegrini che lo richiedano (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 3), se c'è un sacerdote idoneo.

19. I fedeli che chiedono la celebrazione della forma extraordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e/o al Romano Pontefice come Pastore Supremo della Chiesa universale.

Il sacerdos idoneus (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 4)    

20. In merito alla questione di quali siano i requisiti necessari, affinché un sacerdote sia ritenuto "idoneo" a celebrare nella forma extraordinaria, si enuncia quanto segue:
Ogni sacerdote che non sia impedito a norma del Diritto Canonico è da ritenersi idoneo alla celebrazione della Santa Messa nella forma extraordinaria. (7).
Per quanto riguarda l'uso della lingua latina, è necessaria una sua conoscenza basilare, che permetta di pronunciare le parole in modo corretto e di capirne il significato.
Per quanto riguarda la conoscenza dello svolgimento del Rito, si presumono idonei i sacerdoti che si presentano spontaneamente a celebrare nella forma extraordinaria, e l'hanno usato precedentemente.

21. Si chiede agli Ordinari di offrire al clero la possibilità di acquisire una preparazione adeguata alle celebrazioni nella forma extraordinaria. Ciò vale anche per i Seminari, dove si dovrà provvedere alla formazione conveniente dei futuri sacerdoti con lo studio del latino (8) e, se le esigenze pastorali lo suggeriscono, offrire la possibilità di apprendere la forma extraordinaria del  Rito.

22. Nelle Diocesi dove non ci siano sacerdoti idonei, i Vescovi diocesani possono chiedere la collaborazione dei sacerdoti degli Istituti eretti dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sia in ordine alla celebrazione, sia in ordine all'eventuale apprendimento della stessa.

23. La facoltà di celebrare la Messa sine populo (o con la partecipazione del solo ministro) nella forma extraordinaria del Rito Romano è data dal Motu Proprio ad ogni sacerdote sia secolare sia religioso (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 2). Pertanto in tali celebrazioni, i sacerdoti a norma del Motu Proprio Summorum Pontificum, non necessitano di alcun permesso speciale dei loro Ordinari o superiori.

La disciplina liturgica ed ecclesiastica

24. I libri liturgici della forma extraordinaria vanno usati come sono. Tutti quelli che desiderano celebrare secondo la forma extraordinaria del Rito Romano devono conoscere le apposite rubriche e sono tenuti ad eseguirle correttamente nelle celebrazioni.

25. Nel Messale del 1962 potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi (9), secondo la normativa che verrà indicata in seguito.
   
26. Come prevede il Motu Proprio Summorum Pontificum all'art. 6, si precisa che le letture della Santa Messa del Messale del 1962 possono essere proclamate o esclusivamente in lingua latina, o in lingua latina seguita dalla traduzione in lingua vernacola, ovvero, nelle Messe lette, anche solo in lingua vernacola.

27. Per quanto riguarda le norme disciplinari connesse alla celebrazione, si applica la disciplina ecclesiastica, contenuta nel vigente Codice di Diritto Canonico.

28. Inoltre, in forza del suo carattere di legge speciale, nell'ambito suo proprio, il Motu Proprio Summorum Pontificum, deroga a quei provvedimenti legislativi, inerenti ai sacri Riti, emanati dal 1962 in poi ed incompatibili con le rubriche dei libri liturgici in vigore nel 1962.

Cresima e Ordine sacro

29. La concessione di usare la formula antica per il rito della Cresima è stata confermata dal Motu Proprio Summorum Pontificum (cf. art. 9 § 2). Pertanto non è necessario utilizzare per la forma extraordinaria la formula rinnovata del Rito della Confermazione promulgato da Papa Paolo VI.

30. Con riguardo alla tonsura, agli ordini minori e al suddiaconato, il Motu Proprio Summorum Pontificum non introduce nessun cambiamento nella disciplina del Codice di Diritto Canonico del 1983; di conseguenza, negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica che dipendono dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il professo con voti perpetui oppure chi è stato incorporato definitivamente in una società clericale di vita apostolica, con l'ordinazione diaconale viene incardinato come chierico nell'istituto o nella società, a norma del canone 266 § 2 del Codice di Diritto Canonico.

31. Soltanto negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica che dipendono dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei e in quelli dove si mantiene l'uso dei libri liturgici della forma extraordinaria, è permesso l'uso del Pontificale Romanum del 1962 per il conferimento degli ordini minori e maggiori.

Breviarium Romanum
   
32. Viene data ai chierici la facoltà di usare il Breviarium  Romanum in vigore nel 1962, di cui all'art. 9 § 3 del Motu Proprio Summorum Pontificum. Esso va recitato integralmente e in lingua latina. 
   
Il Triduo sacro

33. Il coetus fidelium, che aderisce alla precedente tradizione liturgica,  se c'è un sacerdote idoneo, può anche celebrare il Triduo Sacro nella forma extraordinaria. Nei casi in cui non ci sia una chiesa o oratorio previsti esclusivamente per queste celebrazioni, il parroco o l'Ordinario, d'intesa con il sacerdote idoneo, dispongano le modalità più favorevoli per il bene delle anime, non esclusa la possibilità di ripetere le celebrazioni del Triduo Sacro nella stessa chiesa.
   
 I Riti degli Ordini Religiosi

34. È permesso l'uso dei libri liturgici propri degli Ordini religiosi  in vigore nel 1962.

Pontificale Romanum e Rituale Romanum

35. È permesso l'uso del Pontificale Romanum e del Rituale Romanum, così come del Caeremoniale Episcoporum in vigore nel 1962, a norma del n. 28 di questa Istruzione e fermo restando quanto disposto nel n. 31 della medesima.

1 BENEDETTO XVI, Lettera Apostolica Summorum Pontificum Motu Proprio data,  AAS 99 (2007) 777; cf. Ordinamento generale del Messale Romano, terza ed. 2002, n. 397.
2 BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica "Motu Proprio data" Summorum Pontificum  sull'uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970, AAS 99 (2007) 798.
3 Cf. C.I.C. can. 838 '1 e '2.
4 Cf. C.I.C. can. 331.
5 Cf. C.I.C. cann. 223 ' 2; 838 '1 e ' 4.
6 Cf. BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica "Motu Proprio data" Summorum Pontificum  sull'uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970,  AAS  99 (2007) 799.
7 Cf. C.I.C. can. 900 ' 2.
8 Cf. C.I.C. can. 249; cf. Conc. Vat. II, Cost.  Sacrosanctum Concilium, n. 36; Dich. Optatam totius n. 13.
9 Cf. BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica"Motu Proprio data" Summorum Pontificum sull'uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970, AAS  99 (2007) 797.
COM-ED/                                VIS 20110513 (2530)

NOTA SULLA NUOVA ISTRUZIONE "UNIVERSAE ECCLESIAE"

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2011 (VIS). Riportiamo di seguito la Nota del Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che sintetizza la nuova Istruzione "Universale Ecclesiae" relativa all'applicazione del Motu proprio "Summorum Pontificum".

  L'Istruzione sull'applicazione del Motu proprio "Summorum Pontificum" (del 7 luglio 2007, entrato in vigore il 14 settembre 2007) è stata approvata dal Papa Benedetto XVI l'8 aprile scorso e porta la data del 30 aprile, memoria liturgica di San Pio V, Papa.

  L'Istruzione, in base alle prime parole del testo latino, viene denominata "Universae Ecclesiae" ed è della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", a cui il Papa aveva affidato - fra l'altro - il compito di vigilare sull'osservanza e l'applicazione del Motu proprio. Perciò essa porta la firma del suo Presidente, Cardinale William Joseph Levada, e del Segretario, Monsignor Guido Pozzo.

  Il documento è stato inviato a tutte le Conferenze Episcopali nelle settimane scorse. Ricordiamo che "le istruzioni rendono chiare le disposizioni delle leggi e sviluppano e determinano i procedimenti nell'eseguirle" (CIC, can.34). Come viene detto al n.12, l'Istruzione è emanata "con l'animo di garantire la corretta interpretazione e la retta applicazione" del Motu proprio "Summorum Pontificum".

  Era naturale che alla legge contenuta nel Motu proprio seguisse l'Istruzione sulla sua applicazione. Il fatto che ciò avvenga ora a più di tre anni di distanza si spiega facilmente ricordando che nella Lettera con cui il Papa accompagnava il Motu proprio diceva esplicitamente ai Vescovi: "Vi invito a scrivere alla Santa Sede, tre anni dopo l'entrata in vigore di questo Motu proprio. Se veramente fossero venute alla luce serie difficoltà, potranno essere cercate vie per trovare rimedio". L'Istruzione porta quindi in sé anche il frutto della verifica triennale dell'applicazione della legge, che era stata prevista fin dall'inizio".

  Il documento presenta un linguaggio semplice e di facile lettura. La sua Introduzione (nn.1-8) ricorda brevemente la storia del Messale Romano fino all'ultima edizione di Giovanni XXIII, nel 1962, e al nuovo Messale approvato da Paolo VI nel 1970, a seguito della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, e ribadisce il principio fondamentale che si tratta di "due forme della Liturgia Romana, definite rispettivamente extraordinaria e ordinaria e: si tratta di due usi dell'unico Rito romano, che si pongono uno accanto all'altro. L'una e l'altra forma sono espressione della stessa lex orandi della Chiesa. Per il suo uso venerabile e antico, la forma extraordinaria deve essere conservata con il debito onore" (n.6).

  Si ribadisce anche la finalità del Motu proprio, articolandola nei seguenti tre punti: a) offrire a tutti i fedeli la Liturgia Romana nell'uso più antico, considerata tesoro prezioso da conservare; b) garantire e assicurare realmente, a quanti lo domandano, l'uso della forma extraordinaria; c) favorire la riconciliazione in seno alla Chiesa (cfr n.8).

Una breve Sezione del documento (nn.9-11) ricorda i compiti e i poteri della Commissione "Ecclesia Dei", a cui il Papa "ha conferito potestà ordinaria vicaria" nella materia. Ciò comporta tra l'altro due conseguenze molto importanti. Anzitutto, essa può decidere sui ricorsi che le vengano presentati contro eventuali provvedimenti di vescovi o altri ordinari, che sembrino in contrasto con le disposizioni del Motu proprio (ferma restando la possibilità di impugnare ulteriormente le decisioni della Commissione stessa presso il Tribunale supremo della Segnatura Apostolica). Inoltre, spetta alla Commissione, con l'approvazione della Congregazione per il Culto Divino, curare l'eventuale edizione dei testi liturgici per la forma extraordinaria del Rito romano (nel seguito del documento si auspica, ad esempio, l'inserimento di nuovi santi e di nuovi prefazi).

  La parte propriamente normativa del documento (nn.12-35) contiene 23 brevi punti su diversi argomenti.

  Si ribadisce la competenza dei Vescovi diocesani per l'attuazione del Motu proprio, ricordando che in caso di controversia circa la celebrazione nella forma extraordinaria giudicherà la Commissione "Ecclesia Dei".

  Si chiarisce il concetto di coetus fidelium (cioè "gruppo di fedeli") stabiliter existens ("stabile") che desidera di poter assistere alla celebrazione in forma extraordinaria. Pur lasciando alla saggia valutazione dei pastori la valutazione del numero di persone necessario per costituirlo, si precisa che esso non deve essere necessariamente costituito da persone appartenenti a una sola parrocchia, ma può risultare da persone che confluiscono da diverse parrocchie o addirittura da diverse diocesi. Sempre tenendo conto del rispetto delle esigenze pastorali più ampie, l'Istruzione propone uno spirito di "generosa accoglienza" verso i gruppi di fedeli che richiedano la forma extraordinaria o i sacerdoti che chiedano di celebrare occasionalmente in tal forma con alcuni fedeli.

  Molto importante è la precisazione (n.19) secondo cui i fedeli che chiedono la celebrazione in forma extraordinaria "non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestino contrari alla validità o legittimità della forma ordinaria"  e/o all'autorità del Papa come Pastore Supremo della Chiesa universale. Ciò sarebbe infatti in palese contraddizione con la finalità di "riconciliazione" del Motu proprio stesso.

  Importanti indicazioni sono date anche circa il "sacerdote idoneo" alla celebrazione in forma extraordinaria. Naturalmente egli non deve avere impedimenti dal punto di vista canonico, deve conoscere sufficientemente bene il latino e conoscere il rito da celebrare. Si incoraggiano perciò i vescovi a rendere possibile nei seminari una formazione adeguata a tal fine, e si indica la possibilità di ricorrere, se mancano altri sacerdoti idonei, alla collaborazione dei sacerdoti degli Istituti eretti dalla Commissione "Ecclesia Dei" (che usano normalmente la forma extraordina¬ria).

  L'Istruzione ribadisce come ogni sacerdote sia secolare sia religioso abbia licenza di celebrare la Messa "senza popolo" nella forma extraordinaria se lo desidera. Perciò, se non si tratta di celebrazioni con il popolo, i singoli religiosi non hanno bisogno del permesso dei superiori.

  Seguono - sempre per quanto riguarda la forma extraordinaria - norme relative alle regole liturgiche e all'uso di libri liturgici (come il Rituale, il Pontificale, il Cerimoniale dei vescovi), alla possibilità di usare la lingua vernacola per le letture (a complemento di quella latina, o anche in alternativa nelle "Messe lette"), alla possibilità per i chierici di usare il Breviario precedente alla riforma liturgica, alla possibilità di celebrare il Triduo Sacro nella Settimana Santa per i gruppi di fedeli che chiedono il rito antico. Per quanto riguarda le ordinazioni sacre, l'uso dei libri liturgici più antichi è permesso solo negli Istituti che dipendono dalla Commissione "Ecclesia Dei".

  A lettura compiuta, rimane l'impressione di un testo di grande equilibrio, che intende favorire - secondo l'intenzione del Papa - il sereno uso della liturgia precedente alla riforma da parte di sacerdoti e fedeli che ne sentano il sincero desiderio per il loro bene spirituale; anzi, che intende garantire la legittimità e l'effettività di tale uso nella misura del ragionevolmente possibile. Allo stesso tempo il testo è animato da fiducia nella saggezza pastorale dei vescovi, e insiste molto fortemente sullo spirito di comunione ecclesiale che deve essere presente in tutti - fedeli, sacerdoti, vescovi - affinché la finalità di riconciliazione, così presente nella decisione del Santo Padre, non venga ostacolata o frustrata, ma favorita e raggiunta.
OP/                                             VIS 20110513 (1160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Joseph Aind,    S.D.B., di Dibrugarh.

    - Il Vescovo John Moolachira, di Diphu.

    - Il Vescovo John Thomas Kattrukudiyil, di Itanagar.

    - Il Vescovo George Palliparambil, S.D.B., di Miao.

    - Il Vescovo Michael Akasius Toppo, di Tezpur.

    - Il Vescovo Cyprian Monis, di Asansol.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/                                   VIS 20110513 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo José Lampra Cá, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bissau (superficie: 11.490; popolazione: 1.049.000; cattolici: 165.000; sacerdoti: 64; religiosi: 196), Guinea Bissau. Il Vescovo eletto è nato a Blom (Guinea Bissau) nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. È stato finora Rettore del Seminario Minore "San Kizito". Professore di Filosofia nel Seminario Maggiore di Bissau e Membro del Consiglio Presbiterale.

- L'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, finora Vice Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina.

- Il Monsignore Graham Bell, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, finora Coordinatore di Segreteria della Pontificia Accademia per la Vita.
NEA:NA/                                   VIS 20110513 (130)

giovedì 12 maggio 2011

CATTOLICI ED EBREI TESTIMONIARE DIGNITÀ INVIOLABILE UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano una Delegazione di “B’nai B’rith International” (in ebraico “Figli dell’Alleanza”), la più antica organizzazione di volontariato ebraico, fondata nel 1843 a New York.

Il Papa ha espresso il suo apprezzamento per la “attiva partecipazione” della “B’nai B’rith International” all’incontro del Comitato Internazionale di Collegamento Cattolico-Ebraico, tenutosi a Parigi alla fine di febbraio, nel quarantesimo anniversario del dialogo fra le due religioni. “Ciò che è accaduto in questi quaranta anni” – ha detto il Pontefice – “deve essere considerato un grande dono di Dio e motivo di profonda gratitudine verso Colui che guida i nostri passi con la sua infinita ed eterna saggezza”.

“L’incontro di Parigi ha confermato il desiderio dei cattolici e degli ebrei di affrontare insieme le immense sfide con le quali si confrontano le nostre comunità in un mondo che cambia rapidamente e, significativamente, il nostro dovere religioso comune di combattere la povertà, l’ingiustizia, la discriminazione e la negazione dei diritti universali dell’uomo”.

“Una delle cose più importanti che possiamo realizzare insieme” – ha sottolineato il Pontefice – “è quella di dare comune testimonianza del nostro profondo credere che ogni uomo e donna è creato ad immagine di Dio e quindi dotato di inviolabile dignità. Questa convinzione rimane la base più solida dei nostri sforzi per difendere e promuovere i diritti inalienabili della persona umana”.

Nel ricordare i recenti incontri del Gran Rabbinato di Israele e della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, Benedetto XVI ha affermato che in quella occasione “è stato posto l’accento sulla necessità di promuovere una autentica comprensione del ruolo della religione nella vita della società attuale quale correttivo di una visione meramente orizzontale, e conseguentemente tronca, della persona umana e della coesistenza sociale”.

“La vita e il lavoro di tutti i credenti” – ha concluso il Papa – “devono portare continua testimonianza del trascendente, indicare le realtà invisibili che ci oltrepassano, e incarnare la convinzione che una Provvidenza amorosa e compassionevole guida la storia, nonostante le difficoltà e le minacce che appaiono sul nostro cammino”.
AC/ VIS 20110512 (360)

VISITA CARDINALE SARAH ZONE COLPITE TERREMOTO GIAPPONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio “Cor Unum” ha reso pubblico un Comunicato nel quale si annuncia che il Presidente, Cardinale Robert Sarah, si recherà, a nome del Papa, nelle zone colpite dal terremoto che ha devastato il Giappone il marzo scorso.

Il Presidente di “Cor Unum” - che sarà in Giappone dal 13 al 16 maggio – “porterà l'abbraccio ideale di Benedetto XVI a tutti i familiari delle vittime, agli sfollati e a tutti i volontari che senza sosta stanno lavorando per la ricostruzione: la Caritas nipponica, da subito mobilitata, è tuttora il punto di riferimento per tutti gli aiuti che la Chiesa cattolica continua a dare dopo la fase di emergenza, per la ricostruzione della vita della comunità giapponese”.

“Il Presidente di “Cor Unum” – si legge ancora nel Comunicato – “si recherà il 14 a Saitama per visitare i centri di accoglienza della Chiesa cattolica per i senzatetto. Poi andrà a Tokio dove assieme ai vescovi giapponesi celebrerà una Messa di ringraziamento per la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Il 15 sarà a Sendai, epicentro del cataclisma, dove presiederà la Messa nella cattedrale”.

“Il 16 visiterà altri due centri di accoglienza per gli sfollati e incontrerà i responsabili delle maggiori organizzazioni caritative presenti”.

“Il Cardinale Sarah sarà accompagnato dal Sotto-Segretario di ‘Cor Unum’, Monsignor Segundo Tejado”.
CON-CU/ VIS 20110512 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L’Arcivescovo Edward Joseph Adams, Nunzio Apostolico in Grecia.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Lumen Monteiro, C.S.C., di Agartala.

- Il Vescovo Stephen Rotluanga, C.S.C., di Aizawl.

- Il Vescovo Vincent Kympat, di Jowai.

- Il Vescovo Victor Lyngdoh, di Nongstoin.

- Il Vescovo Andrew Marak, di Tura.
- Il Vescovo Thomas Pulloppillil, di Bongaigaon.
AP:AL/ VIS 20110512 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Simon Ok Hyun-jin, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Kwangju (superficie: 12.596; popolazione: 3.373.315; cattolici: 329.951; sacerdoti: 270; religiosi: 722), Corea. Il Vescovo eletto, nato a Kwangju (Corea) nel 1968 e ordinato sacerdote nel 1994, è stato finora Professore all’Università Cattolica di Kwangju (Corea).
NEA/ VIS 20110512 (70)

mercoledì 11 maggio 2011

PREGHIERA “ESPRESSIONE DEL DESIDERIO CHE L’UOMO HA DI DIO”

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2011 (VIS). Nella catechesi dell’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha continuato le sue riflessioni “su come la preghiera e il senso religioso facciano parte dell’uomo lungo tutta la sua storia”.

“Dio sembra sparito dall’orizzonte di varie persone o diventato una realtà verso la quale si rimane indifferenti” – ha detto il Papa – “Vediamo, però, allo stesso tempo, molti segni che ci indicano un risveglio del senso religioso”.

“Guardando alla storia recente, è fallita la previsione di chi, dall’epoca dell’Illuminismo, preannunciava la scomparsa delle religioni ed esaltava una ragione assoluta, staccata dalla fede”.

Nel ribadire che: “Non c’è stata alcuna grande civiltà, dai tempi più lontani fino ai nostri giorni, che non sia stata religiosa”, Benedetto XVI ha affermato: “L’uomo è per sua natura religioso (...) L’immagine del Creatore è impressa nel suo essere ed egli sente il bisogno di trovare una luce per dare risposta alle domande che riguardano il senso profondo della realtà; risposta che egli non può trovare in se stesso, nel progresso, nella scienza empirica”.

“L’uomo sa che non può rispondere da solo al proprio bisogno fondamentale di capire. Per quanto si sia illuso e si illuda tuttora di essere autosufficiente, egli fa l’esperienza di non bastare a se stesso. Ha bisogno di aprirsi ad altro, a qualcosa o a qualcuno, che possa donargli ciò che gli manca, deve uscire da se stesso verso Colui che sia in grado di colmare l’ampiezza e la profondità del suo desiderio”.

“L’uomo porta in sé” – ha spiegato il Pontefice – “una sete di infinito, una nostalgia di eternità, una ricerca di bellezza, un desiderio di amore, un bisogno di luce e di verità, che lo spingono verso l’Assoluto; l’uomo porta in sé il desiderio di Dio. E l’uomo sa, in qualche modo, di potersi rivolgere a Dio, sa di poterlo pregare. San Tommaso d’Aquino, uno dei più grandi teologi della storia, definisce la preghiera ‘espressione del desiderio che l’uomo ha di Dio’”.

“Quando parliamo della preghiera come esperienza dell’uomo in quanto tale, dell’’homo orans’” – ha proseguito il Pontefice – “è necessario tenere presente che essa è un atteggiamento interiore, prima che una serie di pratiche e formule, un modo di essere di fronte a Dio prima che il compiere atti di culto o il pronunciare parole. La preghiera ha il suo centro e affonda le sue radici nel più profondo della persona; perciò non è facilmente decifrabile e, per lo stesso motivo, può essere soggetta a fraintendimenti e a mistificazioni. (...) L’esperienza della preghiera è per tutti una sfida, una ‘grazia’ da invocare, un dono di Colui al quale ci rivolgiamo”.

“Nella preghiera (...) l’uomo (...) sperimenta di essere creatura bisognosa di aiuto, incapace di procurarsi da sé il compimento della propria esistenza (...). Esprime tutta la consapevolezza di sé, tutto ciò che riesce a cogliere della propria esistenza e, contemporaneamente, rivolge tutta se stessa verso l’Essere di fronte al quale sta, orienta la propria anima a quel Mistero da cui si attende il compimento dei desideri più profondi e l’aiuto per superare l’indigenza della propria vita. In questo guardare ad un Altro, in questo dirigersi ‘oltre’ sta l’essenza della preghiera, come esperienza di una realtà che supera il sensibile e il contingente”.

“E anche se l’uomo dimentica il suo Creatore” – ha sottolineato Benedetto XVI – “il Dio vivo e vero non cessa di chiamare per primo l’uomo al misterioso incontro della preghiera”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Pontefice – “impariamo a sostare maggiormente davanti a Dio, a Dio che si è rivelato in Gesù Cristo, impariamo a riconoscere nel silenzio, nell’intimo di noi stessi, la sua voce che ci chiama e ci riconduce alla profondità della nostra esistenza, alla fonte della vita, alla sorgente della salvezza, per farci andare oltre il limite della nostra vita e aprirci alla misura di Dio, al rapporto con Lui, che è Infinito Amore”.
AG/ VIS 20110511 (650)

martedì 10 maggio 2011

CARDINALE DE PAOLIS PRENDE POSSESSO DIACONIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione che domenica 15 maggio, alle ore 11:30, il Cardinale Velasio De Paolis, C.S., Presidente delle Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, prenderà possesso della Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola, Via Luigi Perna, 3, Roma.
OCL/ VIS 20110510 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Ha nominato l’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, finora Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Succede al Cardinale Ivan Dias, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’incarico di Prefetto della medesima Congregazione, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, finora Nunzio Apostolico in Cuba.

- Ha nominato il Vescovo Johannes Harmannes Jozefus van den Hende, Vescovo di Rotterdam (superficie: 8.326; popolazione: 3.555.000; cattolici: 528.000; sacerdoti: 383; religiosi: 599; diaconi permanenti: 38), Paesi Bassi. Finora Vescovo di Breda (Paesi Bassi).

- Ha nominato l’Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico nelle Filippine, finora Nunzio Apostolico in Cile.
NA:RE:NER:NN/ VIS 20110510 (140)

lunedì 9 maggio 2011

TESTIMONIARE L’AMORE DI DIO PER L’UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, alle 15:00, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall’aeroporto romano di Ciampino ed è giunto all’aeroporto “Friuli Venezia Giulia” alle 16:15, quindi in autovettura ha raggiunto Aquileia (Udine), dove ha avuto un incontro con la Cittadinanza in Piazza Capitolo.

All’inizio della prima tappa della sua Visita Pastorale – in serata il Papa si trasferirà a Venezia – Benedetto XVI ha voluto rendere omaggio “a questa terra benedetta, irrorata dal sangue e dal sacrificio di tanti testimoni, e prego i santi Martiri aquileiesi di suscitare anche oggi nella Chiesa discepoli di Cristo coraggiosi e fedeli, votati solo a Lui e perciò convinti e convincenti”.

“Cari fratelli, figli ed eredi della gloriosa Chiesa di Aquileia, oggi sono in mezzo a voi per ammirare questa ricca e antica tradizione, ma soprattutto per confermarvi nella fede profonda dei vostri Padri: in quest’ora della storia riscoprite, difendete, professate con calore spirituale questa verità fondamentale. Solo da Cristo, infatti, l’umanità può ricevere speranza e futuro; solo da Lui può attingere il significato e la forza del perdono, della giustizia, della pace”.

Dopo le parole di saluto, il Santo Padre è entrato nella Basilica di Aquileia, dove ha presieduto l’Assemblea in preparazione del II Congresso ecclesiale di Aquileia, in programma nel 2012. Erano presenti i rappresentanti delle quindici diocesi della regione ecclesiastica del Triveneto (corrispondente alle regioni del Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto).

“Opportunamente” – ha detto il Papa nel suo discorso – “avete voluto che anche il vostro Convegno ecclesiale avesse luogo nella Chiesa madre di Aquileia, da cui sono germinate le Chiese del Nord-est dell’Italia, ma anche le Chiese della Slovenia e dell’Austria e alcune Chiese della Croazia e della Baviera e persino dell’Ungheria”.

“La missione prioritaria che il Signore vi affida oggi” – ha detto il Papa ai fedeli – “rinnovati dall’incontro personale con Lui, è quella di testimoniare l’amore di Dio per l’uomo. Siete chiamati a farlo prima di tutto con le opere dell’amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti, come i poveri, gli anziani, i malati, i disabili”.

“Anche in questo vostro contesto la fede cristiana deve affrontare oggi nuove sfide: la ricerca spesso esasperata del benessere economico, in una fase di grave crisi economica e finanziaria, il materialismo pratico, il soggettivismo dominante. (...) Nella complessità di tali situazioni siete chiamati a promuovere il senso cristiano della vita, mediante l’annuncio esplicito del Vangelo (...). Dalla fede vissuta con coraggio scaturisce, anche oggi come in passato, una feconda cultura fatta di amore alla vita, dal concepimento fino al suo termine naturale, di promozione della dignità della persona, di esaltazione dell’importanza della famiglia, fondata sul matrimonio fedele e aperto alla vita, di impegno per la giustizia e la solidarietà”.

“Da ultimo” – ha detto infine il Santo Padre – “raccomando anche a voi, come alle altre Chiese che sono in Italia, l’impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico. Esso ha più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una ‘vita buona’ a favore e al servizio di tutti”.

Al termine dell’incontro, il Papa ha lasciato la Basilica di Aquileia ed è partito in elicottero alla volta di Venezia.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (740)

PROMUOVERE CULTURA DELL’ACCOGLIENZA E DELL’AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Atterrato a Venezia, il Papa si è trasferito in motovedetta a Piazza San Marco e, dopo l’indirizzo di omaggio del Sindaco di Venezia, Benedetto XVI ha rivolto alcune parole agli abitanti della città.

Il Santo Padre ha ricordato i pontefici che dalla Sede patriarcale di Venezia sono passati a quella di Pietro, il “Patriarca Albino Luciani, figlio di queste terre venete, che divenne Papa con il nome di Giovanni Paolo I; (...) il Patriarca Angelo Giuseppe Roncalli, che, divenuto Papa Giovanni XXIII, è stato elevato dalla Chiesa alla gloria degli altari e proclamato beato. Ricordiamo infine il Patriarca Giuseppe Sarto, il futuro san Pio X”.

“Cari amici, secondo le tradizioni veneziane” – ha proseguito il Pontefice – “avete voluto accogliermi in questo luogo suggestivo, che è come la porta di accesso al cuore della Città (...) giustamente detta ‘la perla dell’Adriatico’. Da questo molo si può cogliere quell’aspetto di singolare apertura che da sempre caratterizza Venezia, crocevia di persone e comunità di ogni provenienza, cultura, lingua e religione. (...) Anche in questa nostra epoca, con le sue nuove prospettive e le sue sfide complesse, essa è chiamata ad assumere importanti responsabilità in ordine alla promozione di una cultura di accoglienza e di condivisione, capace di gettare ponti di dialogo tra i popoli e le nazioni; una cultura della concordia e dell’amore, che ha le sue solide fondamenta nel Vangelo”.

“Lo splendore dei monumenti e la fama delle istituzioni secolari manifestano la storia gloriosa e il carattere delle genti venete, oneste e laboriose (...) Con il passare dei secoli, la fede trasmessa dai primi evangelizzatori si è radicata sempre più profondamente nel tessuto sociale, fino a diventarne parte essenziale. Ne sono visibile testimonianza le splendide Chiese e le tante edicole devozionali disseminate tra calli, canali e ponti. Vorrei ricordare, in particolare, i due importanti Santuari che, in tempi diversi, vennero edificati dai veneziani in ottemperanza ad un voto, per ottenere dalla Provvidenza divina la liberazione dalla piaga della peste: eccoli di fronte a questo Molo, sono la Basilica del Redentore e il Santuario della Madonna della Salute”.

“Invito tutti voi, cari Veneziani” – ha concluso il Papa – “a ricercare e custodire sempre l’armonia tra lo sguardo della fede e della ragione che permette alla coscienza di percepire il vero bene, in modo che le scelte della comunità civile siano sempre ispirate ai principi etici corrispondenti alla profonda verità della natura umana. L’uomo non può rinunciare alla verità su di sé, senza che ne soffrano il senso della responsabilità personale, la solidarietà verso gli altri, l’onestà nei rapporti economici e di lavoro”.

Al termine dell’incontro con la Cittadinanza, il Papa è entrato nella Basilica per la venerazione delle reliquie dell’Evangelista Marco, portate a Venezia da Alessandria, nel secolo XI.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (470)

DARE TESTIMONIANZA SPERANZA CRISTIANA ALL’UOMO MODERNO

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha lasciato il Patriarchio di Venezia per recarsi in motovedetta al Parco San Giuliano di Mestre dove ha presieduto la Celebrazione Eucaristica alla quale hanno partecipato oltre 300.000 persone.

Dopo il saluto a tutti i presenti ed in particolare al Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, il Papa ha detto nell’omelia: “Voi, oggi qui presenti, rappresentate le Comunità ecclesiali nate dalla Chiesa madre di Aquileia. Come in passato, quando quelle Chiese si distinsero per il fervore apostolico e il dinamismo pastorale, così anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l’unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all’uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire”.

Nel ricordare le molteplici testimonianze della fede, quali le chiese, le opere d’arte, gli ospedali, le biblioteche, le scuole, il Papa ha sottolineato che “l’ambiente stesso delle vostre città, come pure delle campagne e delle montagne” è costellato “di riferimenti a Cristo. Eppure, oggi questo essere di Cristo rischia di svuotarsi della sua verità e dei suoi contenuti più profondi; rischia di diventare un orizzonte che solo superficialmente - e negli aspetti piuttosto sociali e culturali -, abbraccia la vita; rischia di ridursi ad un cristianesimo nel quale l’esperienza di fede in Gesù crocifisso e risorto non illumina il cammino dell’esistenza, come abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno a proposito dei due discepoli di Emmaus, i quali, dopo la crocifissione di Gesù, facevano ritorno a casa immersi nel dubbio, nella tristezza e nella delusione”.

“Il problema del male, del dolore e della sofferenza, il problema dell’ingiustizia e della sopraffazione, la paura degli altri, degli estranei e dei lontani che giungono nelle nostre terre e sembrano attentare a ciò che noi siamo, portano i cristiani di oggi a dire con tristezza: ‘noi speravamo’ che il Signore ci liberasse dal male, dal dolore, dalla sofferenza, dalla paura, dall’ingiustizia”.

“È necessario, allora, per ciascuno di noi, come è avvenuto ai due discepoli di Emmaus, lasciarsi istruire da Gesù: innanzitutto, ascoltando e amando la Parola di Dio (...) L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri”.

“Anche un popolo tradizionalmente cattolico può, tuttavia, avvertire in senso negativo, o assimilare quasi inconsciamente, i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico”.

“Nei secoli passati, le vostre Chiese hanno conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli, grazie all’opera di zelanti sacerdoti e religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa. Se vogliamo metterci in ascolto del loro insegnamento spirituale, non ci è difficile riconoscere l’appello personale e inconfondibile che essi ci rivolgono: ‘Siate santi!’ Ponete al centro della vostra vita Cristo!”.

“Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell’immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. (...) La mia presenza tra voi vuole essere, perciò, anche un vivo sostegno agli sforzi che vengono dispiegati per favorire la solidarietà fra le vostre Diocesi del Nord-est. Vuole essere, inoltre, un incoraggiamento per ogni iniziativa tendente al superamento di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla giustizia e alla pace”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica e prima della recita del Regina Coeli, il Papa ha invitato i fedeli ad invocare Maria Santissima “affinché sostenga anche oggi le fatiche apostoliche dei Sacerdoti; renda feconda la testimonianza dei Religiosi e delle Religiose; animi la quotidiana opera dei genitori nella prima trasmissione della fede ai loro figli; illumini la strada dei giovani perché camminino fiduciosi sulla via tracciata dalla fede dei padri; colmi di ferma speranza i cuori degli anziani; conforti con la sua vicinanza gli ammalati e tutti i sofferenti; rafforzi l’opera dei numerosi laici che collaborano attivamente alla nuova evangelizzazione”.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (690)

L’AUTENTICA GIOIA DELL’UOMO SI TROVA SOLTANTO IN DIO

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre ha presieduto nella Basilica di San Marco di Venezia, l’Assemblea ecclesiale per la chiusura della Visita Pastorale Diocesana, iniziata nel Patriarcato nel 2005.

Dopo un momento di adorazione del Santissimo Sacramento ed il saluto del Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, il Papa ha pronunciato un discorso.

Erano presenti sacerdoti, religiosi e fedeli laici, l’Abate e i monaci della Comunità armena di Venezia, il Metropolita greco-ortodosso d’Italia Ghennadios, il Vescovo della Chiesa Ortodossa Russa Nestor, e Rappresentanti delle Comunità luterana e anglicana.

Nel commentare le parole di Gesù a Zaccheo: “Oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e l’accolse”, “motivo conduttore” della Visita Pastorale iniziata nel Patriarcato, il Papa ha affermato: ”L’autentica realizzazione dell’uomo e la sua vera gioia non si trovano nel potere, nel successo, nel denaro, ma soltanto in Dio, che Gesù Cristo ci fa conoscere e ci rende vicino”.

“Da questo incontro” – ha proseguito il Santo Padre – “scaturisce per Zaccheo una vita nuova: accoglie Gesù con gioia, scoprendo finalmente la realtà che può riempire veramente e pienamente la sua vita. (...) Amata Chiesa che sei in Venezia!” – ha esortato il Papa – “Imita l’esempio di Zaccheo e vai oltre! Supera e aiuta l’uomo di oggi a superare gli ostacoli dell’individualismo, del relativismo; non lasciarti mai trarre verso il basso dalle mancanze che possono segnare le comunità cristiane. (...) Non abbiate paura di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l’alto per incrociare il suo sguardo”.

“Avanzate fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione” – ha inviato il Papa – “nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all’interno delle varie realtà sociali. Siate consapevoli d’essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l’uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità. Quest’invito è, in primo luogo, per voi, cari sacerdoti”, per le persone consacrate e per i laici ai quali il Papa ha ricordato che “la ‘santità’ non vuol dire fare cose straordinarie, ma seguire ogni giorno la volontà di Dio, vivere veramente bene la propria vocazione, con l’aiuto della preghiera, della Parola di Dio, dei Sacramenti e con lo sforzo quotidiano della coerenza. Sì, ci vogliono fedeli laici affascinati dall’ideale della ‘santità’, per costruire una società degna dell’uomo, una civiltà dell’amore”.

“Vi esorto” – ha proseguito il Pontefice – “a non risparmiare energie nell’annuncio del Vangelo e nell’educazione cristiana, promuovendo sia la catechesi ad ogni livello” e a “dedicare particolare cura alla formazione cristiana dei bambini, degli adolescenti e dei giovani”.

“La nostra vita spirituale” – ha ribadito il Papa – “dipende essenzialmente dall’Eucaristia. Senza di essa la fede e la speranza si spengono, la carità si raffredda. Vi esorto pertanto” – ha concluso Benedetto XVI – “a curare sempre più la qualità delle celebrazioni eucaristiche, specialmente di quelle domenicali”.
Al termine dell’Incontro, il Papa ha salutato trenta Rappresentanti dell’Assemblea. Infine Benedetto XVI ha raggiunto il Molo per imbarcarsi in gondola alla volta della Basilica della Salute.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (510)

INCONTRO CON MONDO DELLA CULTURA E DELL’ECONOMIA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio, alle 18:00, ha avuto luogo l’incontro del Papa con i rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico, nella Basilica della Salute di Venezia.

Benedetto XVI ha presentato alcuni spunti tratti da tre parole che “sono” – ha detto – “metafore suggestive: tre parole legate a Venezia e, in particolare, al luogo in cui ci troviamo: la prima parola è ‘acqua’; la seconda è ‘Salute’, la terza è ‘Serenissima’.

Nel commentare che “Venezia è detta la ‘Città d’acqua’”, Benedetto XVI ha detto:
“Qui vorrei inserire la prima proposta: Venezia non come città ‘liquida’ (...), ma come città ‘della vita e della bellezza’. (...) Si tratta di scegliere tra una città ‘liquida’, patria di una cultura che appare sempre più quella del relativo e dell’effimero, e una città che rinnova costantemente la sua bellezza attingendo dalle sorgenti benefiche dell’arte, del sapere, delle relazioni tra gli uomini e tra i popoli”.

“Veniamo alla seconda parola: ‘Salute’. “La ‘salute’ è una realtà onnicomprensiva, integrale: va dallo ‘stare bene’ che ci permette di vivere serenamente una giornata di studio e di lavoro, o di vacanza, fino alla ‘salus animae’, da cui dipende il nostro destino eterno. (...) Gesù ha rivelato che Dio ama la vita e vuole liberarla da ogni negazione, fino a quella radicale che è il male spirituale, il peccato, radice velenosa che inquina tutto. Per questo, Gesù stesso si può chiamare ‘Salute’ dell’uomo: ‘Salus nostra Dominus Jesus’. Gesù salva l’uomo (...); lo immerge in questa corrente pura e vivificante che scioglie l’uomo dalle sue ‘paralisi’ fisiche, psichiche e spirituali; lo guarisce dalla durezza di cuore, dalla chiusura egocentrica e gli fa gustare la possibilità di trovare veramente se stesso perdendosi per amore di Dio e del prossimo”.

“Infine, la terza parola: ‘Serenissima’, il nome della Repubblica Veneta. (...) ci parla di una civiltà della pace, fondata sul mutuo rispetto, sulla reciproca conoscenza, sulle relazioni di amicizia. Venezia ha una lunga storia e un ricco patrimonio umano, spirituale e artistico per essere capace anche oggi di offrire un prezioso contributo nell’aiutare gli uomini a credere in un futuro migliore e ad impegnarsi a costruirlo. Ma per questo non deve avere paura di un altro elemento emblematico, contenuto nello stemma di San Marco: il Vangelo. Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un’utopia, né un’ideologia. Le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la ‘via’, cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire”.

Nel prendere congedo il Papa ha salutato la Comunità ebraica di Venezia, i musulmani che vivono nella città ed infine ha detto: “Da questo luogo così significativo rivolgo il mio cordiale saluto a Venezia, alla Chiesa qui pellegrina e a tutte le Diocesi del Triveneto”.

Benedetto XVI ha successivamente benedetto la Cappella della Santissima Trinità recentemente restaurata e si è recato alla Biblioteca dello “Studium Generale Marcianum”, dove ha inaugurato i nuovi locali. Dalla sede del Seminario Patriarcale, in motovedetta, ha raggiunto l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia Tessèra, dove è salito a bordo dell’aereo diretto a Roma. Dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto il Vaticano in elicottero, rientrando alle ore 21:00.
PV-ITALIA/ VIS 20110509 (540)

MESSAGGIO ASSEMBLEA NAZIONALE AZIONE CATTOLICA ITALIANA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio ai partecipanti alla XIV Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, apertasi nel pomeriggio di ieri a Roma, sul tema: “Vivere la fede, amare la vita. L’impegno educativo dell’Azione Cattolica”.

Gli adolescenti e i giovani dell’Azione Cattolica, scrive il Papa, “hanno davanti a sé l’esempio di uomini e donne contenti della loro fede, che vogliono accompagnare le nuove generazioni con amore, con saggezza e con la preghiera, che intendono (...) affrontare i problemi più scottanti della vita quotidiana della famiglia: la difesa della vita, la sofferenza delle separazioni e dell’abbandono, la solidarietà nelle disgrazie, l’accoglienza dei poveri e dei senza patria. Vi seguono presbiteri assistenti che sanno bene che cosa significa educare alla santità. Nelle diocesi siete chiamati a collaborare con i vostri Vescovi, in maniera costante, fedele e diretta, alla vita e alla missione della Chiesa”.

“Nella linea tracciata dai Vescovi per le Chiese che sono in Italia” – scrive ancora il Santo Padre – “siete particolarmente chiamati a valorizzare la vostra vocazione educativa. (...) Per educare occorre (...) costruire con la collaborazione di tutti un progetto di vita cristiana fondato sul Vangelo e sul magistero della Chiesa, mettendo al centro una visione integrale della persona”.

“Le vostre associazioni siano palestre di santità” – esorta il Papa – “in cui ci si allena ad una dedizione piena alla causa del Regno di Dio, ad una impostazione di vita profondamente evangelica che vi caratterizza come laici credenti nei luoghi del vivere quotidiano. Questo esige intensa preghiera sia comunitaria che personale, ascolto continuato della Parola di Dio, assidua vita sacramentale”.

“La formazione all’impegno culturale e politico rappresenta dunque per voi un compito importante” – sottolinea il Pontefice – “che richiede un pensiero plasmato dal Vangelo, capace di argomentare idee e proposte valide per i laici. (...) L’Italia ha attraversato periodi storici difficili e ne è uscita rinvigorita anche per la dedizione incondizionata di laici cattolici, impegnati nella politica e nelle istituzioni. Oggi la vita pubblica del Paese richiede un’ulteriore generosa risposta da parte dei credenti, affinché mettano a disposizione di tutti le proprie capacità e le proprie forze spirituali, intellettuali e morali”.

“Vi chiedo infine di essere generosi, accoglienti, solidali, e soprattutto comunicatori della bellezza della fede. (...) L’Azione Cattolica può aiutare l’Italia a rispondere alla sua vocazione peculiare, collocata nel Mediterraneo, crocevia di culture, di aspirazioni, di tensioni che esigono una grande forza di comunione, di solidarietà e di generosità. L’Italia ha sempre offerto ai popoli vicini e lontani la ricchezza della sua cultura e della sua fede, della sua arte e del suo pensiero. Oggi voi laici cristiani siete chiamati ad offrire con convinzione la bellezza della vostra cultura e le ragioni della vostra fede, oltre che la solidarietà fraterna, affinché l’Europa sia all’altezza della presente sfida epocale”.
MESS/ VIS 20110509 (470)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Vescovo Jan Vokál, di Hradec Králové (Repubblica Ceca), con i Familiari.
AP/ VIS 20110509 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre David Maria A. Jaeger, O.F.M., Prelato Uditore del Tribunale della Rota Romana, attualmente Docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università “Antonianum” di Roma e Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali, della Congregazione per il Clero e del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

Sabato 7 maggio il Santo Padre ha nominato il Monsignore Ciro Miniero, Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania (superficie: 1.562; popolazione: 161.000; cattolici: 157.000; sacerdoti: 106; religiosi: 106; diaconi permanenti: 9), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora Decano del IX Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, succede al Vescovo Giuseppe Rocco Favale, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110509 (90)

venerdì 6 maggio 2011

CONCERTO SESTO ANNIVERSARIO PONTIFICATO

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell’Aula Paolo VI, il Papa ha assistito ad un concerto offerto in suo onore dal Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Giorgio Napolitano, in occasione del sesto anniversario di Pontificato.

L’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretti rispettivamente dal Maestro Jesús López Cobos e dal Maestro Roberto Gabbiani – hanno eseguito il “Credo RV 591” di Antonio Vivaldi e lo “Stabat Mater” di Gioacchino Rossini.

Al termine del concerto il Papa ha ringraziato il Presidente Napolitano con queste parole: “Anche quest’anno, con la consueta e squisita cortesia, il Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Giorgio Napolitano ha voluto farci vivere un momento di elevazione musicale per l’anniversario di inizio del mio Pontificato.”

Benedetto XVI ha rivolto anche “un particolare ringraziamento al Direttore, ai Solisti, all’Orchestra e al Coro del Teatro dell’Opera di Roma per la splendida esecuzione dei due capolavori di Antonio Vivaldi e di Gioacchino Rossigni, due sommi musicisti di cui l’Italia, che celebra i 150 anni dell’unificazione politica, deve essere fiera”.

“’Credo’, ‘Amen’: sono le due parole con cui inizia e si conclude il ‘Credo’, la ‘Professione di fede’ della Chiesa, che abbiamo ascoltato” – ha detto Benedetto XVI – “Che cosa vuol dire credo? È una parola che ha vari significati: indica accogliere qualcosa tra le proprie convinzioni, prestare fiducia a qualcuno, essere certo. Quando, però, la diciamo nel ‘Credo’, essa assume un significato più profondo: è affermare con fiducia il senso vero della realtà che ci sostiene, che sostiene il mondo; significa accogliere questo senso come il solido terreno su cui possiamo stare senza timore; è sapere che il fondamento di tutto, di noi stessi, non può essere fatto da noi, ma può essere solo ricevuto. E la fede cristiana non dice ‘Io credo in qualcosa’, bensì ‘Io credo in Qualcuno’, nel Dio che si è rivelato in Gesù, in Lui percepisco il vero senso del mondo; e questo credere coinvolge tutta la persona, che è in cammino verso di Lui”.

“La parola ‘Amen’” – ha proseguito il Pontefice – “poi, che in ebraico ha la stessa radice della parola ‘fede’, riprende lo stesso concetto: il fiducioso poggiare sulla base solida, Dio”.

“Il secondo capolavoro di questa sera, lo ‘Stabat Mater’, di Gioacchino Rossini è una grande meditazione sul mistero della morte di Gesù e sul dolore profondo di Maria (...). Quella di Rossini” – ha commentato il Papa – “è una religiosità che esprime una ricca gamma di sentimenti di fronte al mistero di Cristo, con una forte tensione emotiva”.

“Cari amici” – ha concluso Benedetto XVI – “spero che i brani di questa sera abbiano nutrito anche la nostra fede. Al Signor Presidente della Repubblica Italiana, ai solisti, ai complessi del Teatro dell’Opera di Roma, agli organizzatori e a tutti i presenti rinnovo la mia gratitudine e chiedo un ricordo nella preghiera per il mio ministero nella vigna del Signore”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20110506 (480)

GUARDIE SVIZZERE: FEDE COERENTE CONDOTTA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, le 34 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia, accompagnate dai genitori, sono state ricevute dal Santo Padre.

Nel rievocare il “famoso ‘Sacco di Roma’ che vide la guardie svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa, fino a dare la vita per lui, il Santo Padre ha detto: “Il ricordo di quel saccheggio terreno deve far riflettere che esiste anche la minaccia di un saccheggio più pericoloso, quello che potremmo definire spirituale. Nell’odierno contesto sociale molti giovani rischiano, infatti, di cadere in un impoverimento progressivo dell’anima, poiché inseguono ideali e prospettive di vita superficiali, che colmano solo bisogni ed esigenze materiali”.

“Fate in modo” – ha esortato il Pontefice – “che la vostra permanenza a Roma costituisca un tempo propizio per sfruttare al meglio le molte possibilità che questa città vi offre per dare un senso sempre più solido e profondo alla vostra vita. Essa è ricca di storia, di cultura e di fede; cogliete pertanto le opportunità che vi vengono date per ampliare il vostro orizzonte culturale, linguistico e, soprattutto, spirituale. Il periodo che trascorrerete nella ‘Città eterna’ sarà un momento eccezionale nella vostra esistenza: vivetelo con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi gli uni gli altri a condurre una vita esemplarmente cristiana, che corrisponda alla vostra fede e alla vostra peculiare missione nella Chiesa”.

“Questo incontro” – ha proseguito il Pontefice – “mi offre l’opportunità di manifestare alle nuove reclute la mia profonda gratitudine per la scelta di mettersi, per un periodo di tempo, a disposizione del Successore di Pietro e di contribuire così a garantire l’ordine necessario e la sicurezza all’interno della Città del Vaticano”.

“La vostra significativa presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola gioiosamente con una coerente condotta di vita”.
AC/ VIS 20110506 (350)

LITURGIA CHIESA VA AL DI LÀ STESSA "RIFORMA CONCILIARE"

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al IX Congresso Internazionale di Liturgia promosso dal Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo, nel cinquantesimo anniversario di fondazione.

“Il Beato Giovanni XXIII” – ha ricordato il Papa – “raccogliendo le istanze del movimento liturgico che intendeva dare nuovo slancio e nuovo respiro alla preghiera della Chiesa, poco prima del Concilio Vaticano II e nel corso della sua celebrazione volle che la Facoltà dei Benedettini sull'Aventino costituisse un centro di studi e di ricerca per assicurare una solida base alla riforma liturgica conciliare”.

Nel riferirsi al titolo del Congresso: "Il Pontificio Istituto Liturgico tra memoria e profezia", il Papa ha affermato che “appartiene alla ‘memoria’ la vita stessa” dell’Istituto “che ha offerto il suo contributo alla Chiesa impegnata nella ricezione del Vaticano II, attraverso un cinquantennio di formazione liturgica accademica”.

“Con il termine ‘profezia’” – ha sottolineato il Pontefice – “lo sguardo si apre su nuovi orizzonti. La Liturgia della Chiesa va al di là della stessa ‘riforma conciliare’, il cui scopo, infatti, non era stato principalmente quello di cambiare i riti e i testi, quanto invece quello di rinnovare la mentalità e porre al centro della vita cristiana e della pastorale la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo. Purtroppo, forse, anche da noi Pastori ed esperti, la Liturgia è stata colta più come un oggetto da riformare che non come soggetto capace di rinnovare la vita cristiana, dal momento in cui ‘esiste un legame strettissimo e organico tra il rinnovamento della Liturgia e il rinnovamento di tutta la vita della Chiesa”.

“La Liturgia, (...) vive di un corretto e costante rapporto tra ‘sana traditio’ e ‘legitima progressio’, lucidamente esplicitato dalla Costituzione conciliare ‘Sacrosanctum Concilium’al n. 23. (...) Non poche volte si contrappone in modo maldestro tradizione e progresso. In realtà, i due concetti si integrano: la tradizione include essa stessa in qualche modo il progresso”.

“Cari amici” – ha concluso il Pontefice – “confido che questa Facoltà di Sacra Liturgia continui con rinnovato slancio il suo servizio alla Chiesa, nella piena fedeltà alla ricca e preziosa tradizione liturgica e alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II, secondo le linee maestre della ‘Sacrosanctum Concilium’ e dei pronunciamenti del Magistero”.
AC/ VIS 20110506 (380)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l’Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110506 (30)

giovedì 5 maggio 2011

GRAZIE DEL PAPA CONTRIBUTO “PAPAL FOUNDATION”

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della “Papal Foundation”, a Roma per la loro visita annuale.

“Il presente incontro” – ha detto il Papa – “mi offre la lieta opportunità di rinnovare i miei ringraziamenti per l’importante contributo che la Fondazione offre alla missione della Chiesa, promuovendo i progetti caritativi che stanno a cuore al Papa. Vi sono molto grato per il vostro interesse ai progetti volti allo sviluppo integrale dell’uomo, per il vostro incoraggiamento alle attività apostoliche di diocesi e congregazioni religiose nel mondo, per la vostra sollecitudine nell’educazione dei futuri responsabili della Chiesa e per il vostro sostegno alle attività della Santa Sede”.

“La ‘Papal Foundation’” – ha ricordato il Pontefice – “è sorta per dimostrare la solidarietà pratica con il Successore di Pietro nella sua sollecitudine per la Chiesa universale”.

“Che la vostra dedizione agli ideali della Fondazione” – ha concluso il Papa – “sia da voi considerata espressione privilegiata del vostro impegno cristiano nella Chiesa e nel mondo. In tal modo, testimonierete che la Chiesa è missionaria per sua propria natura”.
AC/ VIS 20110505 (190)

ISPIRAZIONE E VERITÀ INTERPRETAZIONE TESTI SACRI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale William Joseph Levada, Presidente della Pontificia Commissione Biblica ed ai Membri di detta Commissione, in occasione dell’Assemblea Plenaria, tenutasi sul tema: “Ispirazione e Verità della Bibbia”.

“Tale tematica” – sottolinea il Pontefice – “costituisce uno dei punti principali della mia Esortazione apostolica postsinodale ‘Verbum Domini’, che lo tratta nella parte iniziale”
“Un’interpretazione dei Sacri scritti” – scrive ancora il Papa – “che trascura o dimentica la loro ispirazione non tiene conto della loro più importante e preziosa caratteristica, della loro provenienza da Dio”.

“Nella stessa Esortazione apostolica” – scrive Benedetto XVI – “ricordavo inoltre che ‘i Padri sinodali hanno messo in evidenza come al tema dell'ispirazio¬ne sia connesso anche il tema della verità delle Scritture. Per questo, un approfondimento della dinamica dell'ispirazione porterà indubbiamente anche ad una maggior comprensione della verità contenuta nei libri sacri’”.

“Mediante la sua Parola, Dio vuole comunicarci tutta la verità su Se stesso e sul suo progetto di salvezza per l'umanità. L'impegno di scoprire sempre di più la verità dei Sacri libri equivale dunque a cercare di conoscere sempre meglio Dio e il mistero della sua volontà salvifica”.

“È (...) essenziale e fondamentale per la vita e la missione della Chiesa” – sottolinea il Pontefice – “che i testi sacri vengano interpretati secondo la loro natura: l'Ispirazione e la Verità sono caratteristiche costitutive di questa natura. Perciò il vostro impegno avrà una vera utilità per la vita e la missione della Chiesa”.

“In una buona ermeneutica” – conclude Benedetto XVI - “non è possibile applicare in modo meccanico il criterio dell’ispirazione, come pure della verità assoluta, estrapolando una singola frase o espressione. Il piano in cui è possibile percepire la Sacra Scrittura come Parola di Dio è quello dell’unità della storia di Dio, in una totalità in cui i singoli elementi si illuminano reciprocamente e si aprono alla comprensione”.
MESS/ VIS 20110505 (330)

DOMANI GIURAMENTO 34 RECLUTE GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Domani, venerdì 6 maggio, alle 17:00, nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, trentaquattro nuove reclute arruolate negli ultimi dodici mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera.

Domani alle 7:30, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alla quale assisteranno le nuove Guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 9:00, nel Cortile d’Onore del Quartiere Svizzero, il Comandante del Corpo, Colonnello Daniel Rudolf Anrig deporrà una corona d'alloro davanti al monumento che commemora l’eroica morte di 147 soldati elvetici, caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell’Imperatore Carlo V. L’Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni e le onorificenze ad alcuni membri del Corpo.

Quest’anno l’invitato d’onore sarà una Delegazione del Governo Cantonale di Friburgo, con il suo Presidente, Signor Erwin Jutzet. La Confederazione Elvetica sarà rappresentata dall’Ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Signor François Kammer.
GSP/ VIS 10110505 (220)

COMUNICATO EX VESCOVO DI ANTIGONISH, CANADA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Nella serata di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato relativo al caso dell’ex Vescovo di Antigonish (Nuova Scozia, Canada), Monsignor Raymond Lahey, che si è riconosciuto colpevole di possesso di materiale pedo-pornografico.

“La Chiesa cattolica condanna lo sfruttamento sessuale in tutte le sue forme, in particolare se perpetrato nei confronti di minori”.

“Benché il processo secondo l’ordinamento civile abbia fatto il suo corso, la Santa Sede continuerà a seguire le procedure canoniche previste per simili casi, che daranno luogo all’imposizione di appropriate misure disciplinari o penali”.

Dopo l’ammissione di colpevolezza da parte di Monsignor Lahey, la Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada ha diffuso una dichiarazione nella quale assicura che “continuerà ad adoperarsi per impedire tali comportamenti e portare la guarigione alle vittime e alle loro famiglie”.

“Nel riconoscere la confusione e la rabbia che tale caso ha suscitato fra i fedeli, ribadiamo la nostra sollecitudine pastorale nei confronti di coloro che hanno sperimentato grande sofferenza a causa di tali avvenimenti. In modo particolare i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con i fedeli della Diocesi di Antigonish e di tutta le regione dell’Atlantico”.
OP/ VIS 20110505 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Dominic Jala, S.D.B., di Shillong.

- L’Arcivescovo Dominic Lumon, di Imphal ed Amministratore Apostolico di Kohima.

- L’Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B., di Guwahati.

- L’Arcivescovo Lucas Sirkar, S.D.B., di Calcutta, con il Coadiutore Arcivescovo Thomas D’Souza.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà l’Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, in occasione del Concerto che il Presidente offre al Santo Padre per il sesto anniversario dell’elezione al Pontificato.
AL:AP/ VIS 20110505 (80)

mercoledì 4 maggio 2011

NUOVO CICLO DI CATECHESI SU PREGHIERA CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha cominciato oggi un ciclo di catechesi dedicato al tema della preghiera cristiana.

Rivolgendosi ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha spiegato che: Nelle prossime catechesi, accostando la Sacra Scrittura, la grande tradizione dei Padri della Chiesa, dei Maestri di spiritualità, della Liturgia, vogliamo imparare a vivere ancora più intensamente il nostro rapporto con il Signore, quasi una ‘Scuola di preghiera’”.

“Sappiamo bene, infatti” – ha detto il Papa – “che la preghiera non va data per scontata: occorre imparare a pregare, quasi acquisendo sempre di nuovo quest’arte; anche coloro che sono molto avanzati nella vita spirituale sentono sempre il bisogno di mettersi alla scuola di Gesù per apprendere a pregare con autenticità”.

In questa prima catechesi Benedetto XVI ha proposto “alcuni esempi di preghiera presenti nelle antiche culture, per rilevare come, praticamente sempre e dappertutto ci si sia rivolti a Dio. Nell’antico Egitto, ad esempio, un uomo cieco, chiedendo alla divinità di restituirgli la vista, attesta qualcosa di universalmente umano, qual è la pura e semplice preghiera di domanda da parte di chi si trova nella sofferenza”.

“In quegli eccelsi capolavori della letteratura di tutti i tempi che sono le tragedie greche, ancor oggi, dopo venticinque secoli, lette, meditate e rappresentate, sono contenute delle preghiere che esprimono il desiderio di conoscere Dio e di adorare la sua maestà”.

“In ogni preghiera, infatti” – ha ribadito il Pontefice – “si esprime sempre la verità della creatura umana, che da una parte sperimenta debolezza e indigenza, e perciò chiede aiuto al Cielo, e dall’altra è dotata di una straordinaria dignità, perché, preparandosi ad accogliere la Rivelazione divina, si scopre capace di entrare in comunione con Dio”.

“L’uomo di tutti i tempi prega perché non può fare a meno di chiedersi quale sia il senso della sua esistenza, che rimane oscuro e sconfortante, se non viene messo in rapporto con il mistero di Dio e del suo disegno sul mondo. La vita umana è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte”.

“All’inizio di questo nostro cammino nella Scuola della Preghiera vogliamo allora chiedere al Signore” – ha concluso Benedetto XVI – “che illumini la nostra mente e il nostro cuore perché il rapporto con Lui nella preghiera sia sempre più intenso, affettuoso, costante. Ancora una volta diciamoGli: ‘Signore, insegnaci a pregare’”.
AG/ VIS 20110504 (430)

DIFENDERE E PROMUOVERE DIRITTO LIBERTÀ RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI indirizzato alla Professoressa Mary Ann Glendon, Presidentessa della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ed ai Membri della medesima istituzione, in occasione della XVII sessione plenaria, tenutasi a Roma in questi giorni sul tema: “I diritti universali in un mondo di diversità: il caso della libertà religiosa”.

“La libertà di religione e di culto ha subito una negazione sistematica dai regimi atei del secolo scorso” – scrive il Santo Padre - “Ai nostri giorni questi diritti umani fondamentali sono nuovamente minacciati da atteggiamenti ed ideologie che ostacolano la libera espressione della religione. Di conseguenza è necessario reagire difendendo e promuovendo il diritto alla libertà religiosa e alla libertà di culto”.

“Poiché l’uomo gode della capacità di una scelta libera e personale nella verità, e poiché Dio si aspetta dall’uomo una risposta libera alla sua chiamata, il diritto alla libertà religiosa deve essere visto” – scrive Benedetto XVI – “come innato alla dignità fondamentale di ogni persona, e in connessione con l’innata apertura del cuore umano a Dio. Infatti l’autentica libertà di religione permette alla persona umana di raggiungere la sua realizzazione e di contribuire così al bene comune della società”.

“Ogni stato ha il diritto sovrano di promulgare la sua legislazione e di esprimere differenti atteggiamenti verso la religione nel diritto. Così vi sono alcuni stati che permettono una ampia libertà religiosa nella nostra comprensione del termine, mentre altri la limitano per svariate ragioni, fra le quali la diffidenza verso la religione stessa. La Santa Sede continua a richiedere il riconoscimento del diritto umano fondamentale della libertà religiosa da parte di tutti gli stati, e li esorta a rispettare, e se necessario a proteggere, le minoranze religiose che, sebbene legate da una diversa fede rispetto alla maggioranza che le circonda, aspirano a vivere pacificamente con i propri concittadini e a partecipare pienamente alla vita civile e politica della nazione, a beneficio di tutti”.

Alle dodici di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, la Professoressa Mary Ann Glendon, Presidentessa della Pontificia Accademia, ha ripreso i lavori della Plenaria di questi giorni, che ha esaminato quattro grandi temi: il primo: “La repressione statale e la persecuzione dei credenti”; il secondo: “Le restrizioni statali alla libertà religiosa delle minoranze”; il terzo: “La pressione sociale sulle minoranze religiose che possono o non possono essere sanzionate dallo stato, ma che tuttavia limita le libertà di tali minoranze” e il quarto: “La crescita del fondamentalismo secolare nei paesi occidentali, che considera i credenti una minaccia per la laicità e la democrazia”.
MESS/ VIS 20110504 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Janusz Bolonek, che è Nunzio Apostolico in Bulgaria, Nunzio Apostolico nella ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia.

- Ha nominato il Cardinale Velasio De Paolis, il Cardinale Kurt Koch, l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, il Vescovo Ambrogio Spreafico e l’Arcivescovo Santos Abril y Castelló, Membri della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Ha nominato l’Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., che è Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Ha nominato il Vescovo Dimas Lara Barbosa, Arcivescovo Metropolita di Campo Grande (superficie: 43.762; popolazione: 2.336.000; cattolici. 1.763.000; sacerdoti: 110; religiosi: 292; diaconi permanenti: 1), Brasile. L’Arcivescovo eletto, è nato a Boa Esperança (Brasile), è stato ordinato sacerdote nel 1988 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2003. Finora Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), succede all’Arcivescovo Vitório Pavanello, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Sacerdote Wilson Luís Angotti Filho, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Belo Horizonte (superficie: 7.240; popolazione: 4.767.000; cattolici: 3.411.312; sacerdoti: 645; religiosi; 2.007), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Taquaritinga (Brasile) ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1982. È stato finora Assessore della Commissione per la Dottrina della Fede della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile a Brasilia.

- Ha nominato il Padre Júlio Endi Akamine, S.A.C., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.511.000; cattolici: 5.484.000; sacerdoti: 858; religiosi: 2.735; diaconi permanenti: 50), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Superiore Provinciale della Provincia “São Paulo” della Società dell’Apostolato Cattolico (Pallottini), è nato nel 1962 a Garça (Brasile), ha emesso la professione religiosa nel 1980 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1988.

- Ha nominato il Padre José Aparecido Hergesse, C.R., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Vitória (superficie: 7.234; popolazione: 3.210.000; cattolici: 2.010.000; sacerdoti: 138; religiosi: 264), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Paranapanema (Brasile), ha emesso la Professione Religiosa nell’Ordine dei Chierici Regolari (Teatini) nel 1983 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. È stato finora Procuratore Generale dell’Ordine dei Chierici Regolari (Teatini) presso la Santa Sede.

- Ha nominato il Reverendo Edgar Aristizábal Quintero, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Medellín (superficie: 687; popolazione: 3.416.000; cattolici: 2.969.000; sacerdoti: 1.037; religiosi: 4.025; diaconi permanenti: 44), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Cartago (Colombia) nel 1965 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1990. È stato finora Direttore del Dipartimento per la Dottrina della Conferenza Episcopale Colombiana.

- Ha nominato il Reverendo Hugo Alberto Torres Marín, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Medellín (Colombia). Il Vescovo eletto è nato a Briceño (Colombia) nel 1960 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1987. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore diocesano “Santo Tomas de Aquino”.
NN:NA:NER:RE:NEA VIS 20110504 (480)

martedì 3 maggio 2011

DA OGGI POSSIBILE VENERARE BEATO GIOVANNI PAOLO II CAPPELLA SAN SEBASTIANO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2011 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella tarda serata di ieri, la dichiarazione che segue:

“Questa sera, dopo la chiusura della Basilica di San Pietro al pubblico, il personale della Fabbrica di San Pietro ha iniziato le operazioni per la reposizione delle spoglie del Beato Giovanni Paolo II, trasferendone la teca lignea sotto l’altare della Cappella di San Sebastiano”.

“Alle 19:15 circa ha preso le mosse dalla Sacrestia la processione composta dai ministranti, dal Collegio dei Penitenzieri e dal Capitolo della Basilica, da diversi Arcivescovi e Vescovi e da nove Cardinali. Presiedeva il Cardinale Arciprete della Basilica, Angelo Comastri. Dopo una prima sosta di preghiera davanti alla Confessione di San Pietro, al canto delle litanie dei Santi Pontefici, la processione è giunta davanti all’altare di San Sebastiano, dove la teca lignea contenente le spoglie di Giovanni Paolo II era già collocata sotto l’altare, ma ancora a vista. Al termine delle Litanie, dopo l’invocazione ripetuta tre volte in canto ‘Beate Ioanne Paule’, è stata recitata l’orazione propria del nuovo Beato e compiuta l’incensazione. Quindi gli operai della Fabbrica hanno collocato la grande lapide di marmo bianco, che porta le parole: ‘Beatus Ioannes Paulus PP. II’ e chiude il vano sotto l’altare. Diversi dei presenti hanno compiuto ancora il gesto di devozione di baciare la lapide, mentre l’assemblea si scioglieva con gioiosa commozione”.

“Erano presenti il Cardinale Sodano, Decano del Sacro Collegio; il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato; il Cardinale Angelo Amato; il Cardinale Giovanni Coppa; il Cardinale Giovanni Lajolo; il Cardinale Giovanni Battista Re; il Cardinale Leonardo Sandri e i Cardinali Macharski e Dziwisz, successori del Cardinale Wojtyła nella sede di Cracovia; l’Arcivescovo Fernando Filoni; l’Arcivescovo Dominique Mamberti e l’Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, già segretario personale di Giovanni Paolo II. Assisteva il postulatore, Monsignor Oder, mentre fra le religiose era naturalmente presente Suor Tobiana Sobcdka con alcune altre suore dell’appartamento pontificio”.

“La breve cerimonia è terminata intorno alle 19:45”.

“Da domattina (oggi martedì, n.d.r.) alle 7 i fedeli che entreranno nella basilica potranno recarsi quindi a venerare il Beato nella collocazione definitiva nella Cappella di San Sebastiano”.
OP/ VIS 20110503 (370)

PAPA RECITA ROSARIO CON VESCOVI ITALIANI IN ASSEMBLEA GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2011 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato oggi quanto segue:

“Accogliendo l’invito del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, giovedì 26 maggio 2011, alle ore 17:30, per presiedere la recita del Santo Rosario, insieme con i Vescovi Italiani, riuniti in Assemblea Generale”.

“Con tale preghiera i Vescovi Italiani intendono ribadire il vincolo particolare con l’Italia, rinnovandone l’affidamento alla Vergine Madre nel 150 dell’unità politica del Paese”.
PD/ VIS 20110503 (100)

PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE WUERL

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che domenica 8 maggio, alle ore 11:00, il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America), prenderà possesso del Titolo di San Pietro in Vincoli, Piazza di San Pietro in Vincoli, 4/A.
OCL/ VIS 20110503 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Fausto Gaibor García, finora Ausiliare di Riobamba (Ecuador), Vescovo di Tulcán (superficie: 3.699; popolazione: 184.000; cattolici: 176.000; sacerdoti: 39; religiosi: 104), Ecuador.
NER/ VIS 20110503 (40)

lunedì 2 maggio 2011

IL SANTO PADRE RICEVE PRESIDENTE REPUBBLICA POLONIA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che questa mattina, 2 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Polonia, Sua Eccellenza il Signor Bronislaw Komorowski.

“Il Presidente” – si legge nel Comunicato – “ha voluto esprimere la riconoscenza della Nazione polacca per la beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Si è concordato che il lungo Pontificato del Beato Giovanni Paolo II ha segnato una grande svolta non solo in Polonia, ma nel mondo intero. Si è inoltre sottolineato che il suo Magistero ed i suoi interventi in favore della dignità della persona e dell’inviolabili¬tà della vita umana rimangono attuali e di grande portata”.
OP/ VIS 20110502 (140)

MESSA RINGRAZIAMENTO BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha presieduto sul Sagrato della Basilica Vaticana la Celebrazione Eucaristica di ringraziamento per la Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. I testi liturgici sono stati quelli propri del nuovo Beato.

La celebrazione è stata animata dal Coro della Diocesi di Roma con la partecipazione del Coro Unito Polacco di Varsavia e dell’Orchestra Sinfonica della Radio polacca di Katowice. La preparazione al sacro Rito ha avuto inizio alle 9:30 con la lettura di poesie del Beato Giovanni Paolo II intercalata a brani sinfonici eseguiti dall’Orchestra e dal Coro. La Santa Messa è stata poi introdotta da un indirizzo di omaggio del Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia.

“’Simone , figlio di Giovanni, mi vuoi bene? (...) Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene’ (Gv 21,17). (...) Sì, è questo dialogo di amore tra Cristo e l’uomo che ha segnato tutta la vita di Karol Wojtyla” – ha detto il Cardinale Bertone nell’omelia – “Tutti, penso, ricordiamo come il giorno dei funerali, durante la cerimonia, ad un certo momento il vento chiuse dolcemente le pagine del Vangelo posto sulla bara. Era come se il vento dello Spirito avesse voluto segnare la fine dell’avventura umana e spirituale di Karol Wojtyla, tutta illuminata dal Vangelo di Cristo. Da questo Libro egli scopriva i disegni di Dio per l’umanità, per se stesso, ma soprattutto imparava Cristo, il suo volto, il suo amore, che per Karol era sempre una chiamata alla responsabilità”.

“Era un uomo di fede, un uomo di Dio” – ha ricordato il Porporato – “La sua vita era una preghiera continua, costante, una preghiera che abbracciava con amore ogni singolo abitante del nostro pianeta, creato ad immagine e somiglianza di Dio, e per questo degno di ogni rispetto; redento con la morte e risurrezione di Cristo, e per questo diventato veramente gloria vivente di Dio. Grazie alla fede che si esprimeva soprattutto nella preghiera, Giovanni Paolo II era un autentico difensore della dignità di ogni essere umano e non mero combattente per ideologie politico-sociali”.

“Ma la sua preghiera era anche una costante intercessione per tutta la famiglia umana, per la Chiesa, per ogni comunità di credenti, in tutta la terra (...). Non è forse da qui - dalla preghiera, dalla preghiera legata a tante dolorose vicende sue e degli altri - che scaturiva la sua preoccupazione per la pace nel mondo, per la pacifica convivenza dei popoli e delle nazioni?”, si è chiesto il Segretario di Stato.

“Oggi ringraziamo il Signore per averci dato un Pastore come Lui. Un Pastore che sapeva leggere i segni della presenza di Dio nella storia umana, e ne annunciava poi le grandi opere in tutto il mondo, in tutte le lingue. Un Pastore che aveva radicato in sé il senso della missione, dell’impegno ad evangelizzare, ad annunciare la parola di Dio dappertutto”.

“Oggi rendiamo grazie al Signore” – ha proseguito il Cardinale Bertone – “ per averci dato un Testimone come lui, così credibile, così trasparente, che ci ha insegnato come si debba vivere la fede e difendere i valori cristiani, a cominciare dalla vita, senza complessi, senza paure; come si debba testimoniare la fede con coraggio e coerenza, declinando le Beatitudini nell’esperienza quotidiana”.

“Ringraziamo il Signore” – ha detto ancora il Porporato – “per averci dato un Papa che ha saputo dare alla Chiesa cattolica non solo una proiezione universale e una autorità morale a livello mondiale mai prima conosciute, ma anche, specialmente con la celebrazione del Grande Giubileo del Duemila, una visione più spirituale, più biblica, più centrata sulla parola di Dio. Una Chiesa che ha saputo rinnovarsi, impostare una ‘nuova evangelizzazione’, intensificare i legami ecumenici e interreligiosi, e ritrovare anche le vie di un fruttuoso dialogo con le nuove generazioni”.

“E infine” – ha concluso il Cardinale Bertone – “ringraziamo il Signore per averci dato un Santo come Lui. (...). Era un uomo vero perché inseparabilmente legato a Colui che è la Verità. (...) La sua era una santità vissuta, specialmente negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, in totale fedeltà alla missione che gli era stata assegnata, fino alla morte. (...) Sapeva che la sua debolezza corporale faceva vedere ancora più chiaramente il Cristo che opera nella storia. E offrendo le sue sofferenze a Lui e alla sua Chiesa, ha dato a tutti noi un’ultima, grande lezione di umanità e di abbandono tra le braccia di Dio”.

“Cantiamo al Signore un canto di gloria” – ha detto il Cardinale Bertone – “per il dono di questo grande Papa: uomo di fede e di preghiera, Pastore e Testimone, Guida nel passaggio tra due millenni” ed infine ha rivolto “un grato pensiero al Papa Benedetto XVI che ha voluto elevare il suo grande Predecessore alla gloria degli altari”.

Al momento dell’offertorio sei persone hanno presentato al celebrante un francobollo realizzato dalle Poste Polacche con le Poste Vaticane, un bassorilievo dell’Associazione della Misericordia ed un ritratto del Beato Giovanni Paolo II realizzato dal Comune di Zakopane (Polonia).

Nella giornata di ieri oltre 250.000 persone sono entrate nella Basilica Vaticana per pregare davanti al feretro del nuovo Beato. La Basilica è rimasta aperta fino alle 3:00 di mattina e ha riaperto al termine della celebrazione odierna. Alle 17:30 di oggi sarà recitato l’ultimo Rosario davanti al feretro di Giovanni Paolo II. Infine la Basilica verrà chiusa e questa notte, con una cerimonia privata, il feretro sarà collocato nella Cappella di San Sebastiano, che si trova lateralmente alla statua della Pietà.
SS/ VIS 20110502 (920)

CORDOGLIO DEL PAPA MORTE CARDINALE GARCÍA-GASCO

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all’Arcivescovo Carlos Osoro Sierra, di Valencia (Spagna), per la morte, avvenuta ieri all’età di 80 anni, del Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, Arcivescovo emerito della medesima sede. Il Porporato si trovava a Roma per assistere alla Beatificazione di Giovanni Paolo II.

“Nell’apprendere la triste notizia della scomparsa dell’amatissimo Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, offro ferventi preghiere di suffragio per l’eterno riposo di colui che esercitò con diligente sollecitudine apostolica il ministero episcopale, prima in qualità di Vescovo Ausiliare di Madrid e Segretario della Conferenza Episcopale Spagnola, e poi presso la diletta Arcidiocesi di Valencia, dedicandosi costantemente alla missione evangelizzatrice con saggezza e generosità e suscitando instancabilmente numerose iniziative pastorali, soprattutto nell’ambito della docenza e della pastorale familiare”.

“Nel ricordare il suo grande servizio alla Chiesa, e con il caro ricordo del mio soggiorno in questa insigne città in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie, desidero esprimere il mio più sentito cordoglio a Sua Eccellenza, Signor Arcivescovo, al suo Vescovo Ausiliare, al presbitero, ai seminaristi, alle comunità religiose e ai fedeli di questa Chiesa particolare di Valencia. Pregandola di trasmettere questi stessi sentimenti ai familiari del defunto Porporato, impartisco di cuore a tutti la confortatrice Benedizione Apostolica, in segno di speranza cristiana in Cristo Risorto”.
TGR/ VIS 20110502 (230)

DIRETTORE SALA STAMPA MORTE OSAMA BIN LADEN

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la dichiarazione che segue in merito alle notizie dell’uccisione di Osama Bin Laden:

“Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine”.

“Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell’odio, ma della pace”.
OP/ VIS 20110502 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
- Il Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).

- Il Padre Saverio Cannistrà, O.C.D., Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi.
AP/ VIS 20110502 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha sollevato dalla cura pastorale della Diocesi di Toowoomba (Australia), il Vescovo William M. Morris.
.../ VIS 20110502 (30)
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