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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 4 febbraio 2010

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2010


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2010, datato 30 ottobre 2009, dal titolo: "La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22)", affermazione di San Paolo nella Lettera ai Romani. Di seguito riportiamo il documento in versione integrale in lingua italiana.

  "Cari fratelli e sorelle, ogni anno, in occasione della Quaresima, la Chiesa ci invita a una sincera revisione della nostra vita alla luce degli insegnamenti evangelici. Quest'anno vorrei proporvi alcune riflessioni sul vasto tema della giustizia, partendo dall'affermazione paolina: 'La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo' (cfr Rm 3,21-22)".

  "Giustizia: "dare cuique suum". Mi soffermo in primo luogo sul significato del termine "giustizia", che nel linguaggio comune implica "dare a ciascuno il suo - dare cuique suum", secondo la nota espressione di Ulpiano, giurista romano del III secolo. In realtà, però, tale classica definizione non precisa in che cosa consista quel "suo" da assicurare a ciascuno. Ciò di cui l'uomo ha più bisogno non può essergli garantito per legge. Per godere di un'esistenza in pienezza, gli è necessario qualcosa di più intimo che può essergli accordato solo gratuitamente: potremmo dire che l'uomo vive di quell'amore che solo Dio può comunicargli avendolo creato a sua immagine e somiglianza. Sono certamente utili e necessari i beni materiali - del resto Gesù stesso si è preoccupato di guarire i malati, di sfamare le folle che lo seguivano e di certo condanna l'indifferenza che anche oggi costringe centinaia di milioni di essere umani alla morte per mancanza di cibo, di acqua e di medicine -, ma la giustizia "distributiva" non rende all'essere umano tutto il "suo" che gli è dovuto. Come e più del pane, egli ha infatti bisogno di Dio. Nota sant'Agostino: se "la giustizia è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo... non è giustizia dell'uomo quella che sottrae l'uomo al vero Dio" (De civitate Dei, XIX, 21).

  "Da dove viene l'ingiustizia? L'evangelista Marco riporta le seguenti parole di Gesù, che si inseriscono nel dibattito di allora circa ciò che è puro e ciò che è impuro: "Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro... Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male" (Mc 7,14-15.20-21). Al di là della questione immediata relativa al cibo, possiamo scorgere nella reazione dei farisei una tentazione permanente dell'uomo: quella di individuare l'origine del male in una causa esteriore. Molte delle moderne ideologie hanno, a ben vedere, questo presupposto: poiché l'ingiustizia viene "da fuori", affinché regni la giustizia è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l'attuazione. Questo modo di pensare - ammonisce Gesù - è ingenuo e miope. L'ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male. Lo riconosce amaramente il Salmista: "Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre" (Sal 51,7). Sì, l'uomo è reso fragile da una spinta profonda, che lo mortifica nella capacità di entrare in comunione con l'altro. Aperto per natura al libero flusso della condivisione, avverte dentro di sé una strana forza di gravità che lo porta a ripiegarsi su se stesso, ad affermarsi sopra e contro gli altri: è l'egoismo, conseguenza della colpa originale. Adamo ed Eva, sedotti dalla menzogna di Satana, afferrando il misterioso frutto contro il comando divino, hanno sostituito alla logica del confidare nell'Amore quella del sospetto e della competizione; alla logica del ricevere, dell'attendere fiducioso dall'Altro, quella ansiosa dell'afferrare e del fare da sé (cfr Gen 3,1-6), sperimentando come risultato un senso di inquietudine e di incertezza. Come può l'uomo liberarsi da questa spinta egoistica e aprirsi all'amore?".

  "Giustizia e Sedaqah. Nel cuore della saggezza di Israele troviamo un legame profondo tra fede nel Dio che "solleva dalla polvere il debole" (Sal 113,7) e giustizia verso il prossimo. La parola stessa con cui in ebraico si indica la virtù della giustizia, sedaqah, ben lo esprime. Sedaqah infatti significa, da una parte, accettazione piena della volontà del Dio di Israele; dall'altra, equità nei confronti del prossimo (cfr Es 20,12-17), in modo speciale del povero, del forestiero, dell'orfano e della vedova (cfr Dt 10,18-19). Ma i due significati sono legati, perché il dare al povero, per l'israelita, non è altro che il contraccambio dovuto a Dio, che ha avuto pietà della miseria del suo popolo. Non a caso il dono delle tavole della Legge a Mosè, sul monte Sinai, avviene dopo il passaggio del Mar Rosso. L'ascolto della Legge, cioè, presuppone la fede nel Dio che per primo ha 'ascoltato il lamento' del suo popolo ed è "sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto" (cfr Es 3,8). Dio è attento al grido del misero e in risposta chiede di essere ascoltato: chiede giustizia verso il povero (cfr Sir 4,4-5.8-9), il forestiero (cfr Es 22,20), lo schiavo (cfr Dt 15,12-18). Per entrare nella giustizia è pertanto necessario uscire da quell'illusione di auto-sufficienza, da quello stato profondo di chiusura, che è l'origine stessa dell'ingiustizia. Occorre, in altre parole, un "esodo" più profondo di quello che Dio ha operato con Mosè, una liberazione del cuore, che la sola parola della Legge è impotente a realizzare. C'è dunque per l'uomo speranza di giustizia?"

"Cristo, giustizia di Dio. L'annuncio cristiano risponde positivamente alla sete di giustizia dell'uomo, come afferma l'apostolo Paolo nella Lettera ai Romani: "Ora invece, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio... per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c'è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. E' lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue" (3,21-25).

  "Quale è dunque la giustizia di Cristo? E' anzitutto la giustizia che viene dalla grazia, dove non è l'uomo che ripara, guarisce se stesso e gli altri. Il fatto che l'"espiazione" avvenga nel "sangue" di Gesù significa che non sono i sacrifici dell'uomo a liberarlo dal peso delle colpe, ma il gesto dell'amore di Dio che si apre fino all'estremo, fino a far passare in sé "la maledizione" che spetta all'uomo, per trasmettergli in cambio la "benedizione" che spetta a Dio (cfr Gal 3,13-14). Ma ciò solleva subito un'obiezione: quale giustizia vi è là dove il giusto muore per il colpevole e il colpevole riceve in cambio la benedizione che spetta al giusto? Ciascuno non viene così a ricevere il contrario del "suo"? In realtà, qui si dischiude la giustizia divina, profondamente diversa da quella umana. Dio ha pagato per noi nel suo Figlio il prezzo del riscatto, un prezzo davvero esorbitante. Di fronte alla giustizia della Croce l'uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l'uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall'illusione dell'autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza - indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia".

  "Si capisce allora come la fede sia tutt'altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del "mio", per darmi gratuitamente il "suo". Ciò avviene particolarmente nei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Grazie all'azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia "più grande", che è quella dell'amore (cfr Rm 13,8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare".

  "Proprio forte di questa esperienza, il cristiano è spinto a contribuire a formare società giuste, dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dall'amore".

  "Cari fratelli e sorelle, la Quaresima culmina nel Triduo Pasquale, nel quale anche quest'anno celebreremo la giustizia divina, che è pienezza di carità, di dono, di salvezza. Che questo tempo penitenziale sia per ogni cristiano tempo di autentica conversione e d'intensa conoscenza del mistero di Cristo, venuto a compiere ogni giustizia. Con tali sentimenti, imparto di cuore a tutti l'Apostolica Benedizione".
MESS/QUARESIMA 2010/...                         VIS 20100204 (1420)

TELEGRAMMA OLIMPIADI INVERNALI IN CANADA


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del telegramma che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire all'Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., di Vancouver (Canada), in occasione delle celebrazioni della XXI edizione dei Giochi Olimpici Invernali e della X edizione dei Giochi Paraolimpici Invernali che si terranno nell'Arcidiocesi di Vancouver e nella Diocesi di Kamloops, dal 12 al 28 febbraio prossimo.

  Il Papa auspica che lo sport possa essere sempre "un valido propulsore di edificazione di pace ed amicizia fra i popoli e le nazioni" ed elogia l'iniziativa ecumenica "More than Gold" che promuove l'assistenza materiale e spirituale dei partecipanti ai Giochi.
TGR/GIOCHI OLIMPICI INVERNALI/MILLER                   VIS 20100204 (120)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  Due Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles:

    - Il Vescovo Charles Phillip Richard Moth, Ordinario Militare per la Gran Bretagna.

  - Il Padre Michael Bernard McPartland, S.M.A., Prefetto Apostolico delle Falkland Islands o Malvinas; Superiore della Missione "sui iuris" di Saint Helena, Ascension and Tristan da Cunha.

  Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Keith Michael Patrick O'Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh.

    - L'Arcivescovo Mario Joseph Conti, di Glasgow.

- Il Vescovo Joseph Devine, di Motherwell.
AL/.../.../                                    VIS 20100204 (110)

mercoledì 3 febbraio 2010

VITA CONSACRATA TESTIMONE SOVRABBONDANZA AMORE DIVINO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri alle 17:30, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato i Secondi Vespri nella festa della Presentazione del Signore al Tempio, e Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

  Il Papa ha ricordato che, a partire dal 1997, il Venerabile Giovanni Paolo II volle  che fosse celebrata in tutta la Chiesa una speciale Giornata della Vita Consacrata. "Infatti, l'oblazione del Figlio di Dio - simboleggiata dalla sua presentazione al Tempio - è modello per ogni uomo e donna che consacra tutta la propria vita al Signore".

  "Triplice è lo scopo di questa Giornata: innanzitutto lodare e ringraziare il Signore per il dono della vita consacrata; in secondo luogo, promuoverne la conoscenza e la stima da parte di tutto il Popolo di Dio; infine, invitare quanti hanno dedicato pienamente la propria vita alla causa del Vangelo a celebrare le meraviglie che il Signore ha operato in loro".

  Successivamente il Papa ha commentato le letture della celebrazione, la Lettera agli Ebrei, nella quale "Cristo è presentato come il Mediatore: è vero Dio e vero uomo, perciò appartiene realmente al mondo divino e a quello umano. In realtà, è proprio e solamente a partire da questa fede, da questa professione di fede in Gesù Cristo, il Mediatore unico e definitivo, che nella Chiesa ha senso una vita consacrata, una vita consacrata a Dio mediante Cristo. Ha senso solo se Lui è veramente mediatore tra Dio e noi, altrimenti si tratterebbe solo di una forma di sublimazione o di evasione".

  "La vita consacrata, infatti, testimonia ed esprime in modo 'forte' proprio il cercarsi reciproco di Dio e dell'uomo, l'amore che li attrae; la persona consacrata, per il fatto stesso di esserci, rappresenta come un 'ponte' verso Dio per tutti coloro che la incontrano. (...) E tutto questo in forza della mediazione di Gesù Cristo, il Consacrato del Padre. Il fondamento è Lui! Lui, che ha condiviso la nostra fragilità, perché noi potessimo partecipare della sua natura divina".

  "Le persone consacrate" - ha spiegato il Pontefice - "sperimentano la grazia, la misericordia e il perdono di Dio non solo per sé, ma anche per i fratelli, essendo chiamate a portare nel cuore e nella preghiera le angosce e le attese degli uomini, specie di quelli che sono lontani da Dio. In particolare, le comunità che vivono nella clausura, con il loro specifico impegno di fedeltà nello 'stare con il Signore', nello 'stare sotto la croce', svolgono sovente questo ruolo vicario, unite al Cristo della Passione, prendendo su di sé le sofferenze e le prove degli altri ed offrendo con gioia ogni cosa per la salvezza del mondo".

  "La vita consacrata (...) testimonia la sovrabbondanza d'amore che spinge a 'perdere' la propria vita, come risposta alla sovrabbondanza di amore del Signore, che per primo ha 'perduto' la sua vita per noi. In questo momento penso alle persone consacrate che sentono il peso della fatica quotidiana scarsa di gratificazioni umane, penso ai religiosi e alle religiose anziani, ammalati, a quanti si sentono in difficoltà nel loro apostolato... Nessuno di essi è inutile, perché il Signore li associa al 'trono della grazia'. Sono invece un dono prezioso per la Chiesa e per il mondo, assetato di Dio e della sua Parola".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia auspicando che l'Anno Sacerdotale sia "un'ulteriore occasione, per i religiosi presbiteri, ad intensificare il cammino di santificazione e, per tutti i consacrati e le consacrate, uno stimolo ad accompagnare e sostenere il loro ministero con fervente preghiera".
HML/VITA CONSACRATA/...                           VIS 20100203 (600)


SAN DOMENICO AUTENTICO PREDICATORE DEL VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2010 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di San Domenico di Guzmán, Fondatore dell'Ordine dei Predicatori, noti anche come Frati Domenicani.

  Domenico nacque a Caleruega (Burgos, Spagna), nel 1170. "Si distinse subito" - ha detto il Santo Padre - "per l'interesse nello studio della Sacra Scrittura e per l'amore verso i poveri. (...) Ordinato sacerdote, fu eletto canonico del capitolo della Cattedrale nella sua diocesi di origine, Osma. (...) Questa nomina (...) egli non la interpretò come un privilegio personale, né come l'inizio di una brillante carriera ecclesiastica, ma come un servizio da rendere con dedizione e umiltà. Non è forse una tentazione quella della carriera, del potere, una tentazione da cui non sono immuni neppure coloro che hanno un ruolo di animazione e di governo nella Chiesa?".

  "Il Vescovo di Osma (...) notò ben presto le qualità spirituali di Domenico e volle avvalersi della sua collaborazione. Insieme si recarono nell'Europa del Nord, per compiere missioni diplomatiche affidate loro dal re di Castiglia. Viaggiando, Domenico si rese conto di due enormi sfide per la Chiesa del suo tempo: l'esistenza di popoli non ancora evangelizzati, ai confini settentrionali del continente europeo, e la lacerazione religiosa che indeboliva la vita cristiana nel Sud della Francia, dove l'azione di alcuni gruppi eretici creava disturbo e l'allontanamento dalla verità della fede".

  Papa Onorio III domandò a Domenico "di dedicarsi alla predicazione agli Albigesi" e Domenico "accettò con entusiasmo questa missione, che realizzò proprio con l'esempio della sua esistenza povera e austera, con la predicazione del Vangelo e con dibattiti pubblici".

  "E' Cristo" - ha esclamato il Pontefice - "il bene più prezioso che gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno il diritto di conoscere e di amare! Ed è consolante vedere come anche nella Chiesa di oggi sono tanti - pastori e fedeli laici, Membri di antichi ordini religiosi e di nuovi movimenti ecclesiali - che con gioia spendono la loro vita per questo ideale supremo: annunciare e testimoniare il Vangelo!".

  "A Domenico di Guzman si associarono poi altri uomini, attratti dalla stessa aspirazione. In tal modo, progressivamente, dalla prima fondazione di Tolosa, ebbe origine l'Ordine dei Predicatori. Domenico (...) adottò l'antica Regola di sant'Agostino, adattandola alle esigenze di vita apostolica, che portavano lui e i suoi compagni a predicare spostandosi da un posto all'altro, ma tornando, poi, ai propri conventi, luoghi di studio, preghiera e vita comunitaria".

  "Domenico, con un gesto coraggioso, volle che i suoi seguaci acquisissero una solida formazione teologica, e non esitò a inviarli nelle Università del tempo. (...) Domenico volle che i suoi Frati vi si dedicassero senza risparmio, con diligenza e pietà;" che si dedicassero ad "uno studio fondato sull'anima di ogni sapere teologico, cioè sulla Sacra Scrittura, e rispettoso delle domande poste dalla ragione".

  "Esorto dunque tutti, pastori e laici" - ha detto il Papa - "a coltivare questa 'dimensione culturale' della fede, affinché la bellezza della verità cristiana possa essere meglio compresa e la fede possa essere veramente nutrita, rafforzata e anche difesa. In quest'Anno Sacerdotale, invito i seminaristi e i sacerdoti a stimare il valore spirituale dello studio. La qualità del ministero sacerdotale dipende anche dalla generosità con cui ci si applica allo studio delle verità rivelate".

  Domenico morì nel 1221 a Bologna e fu canonizzato nel 1234. "Con la sua santità" - ha concluso il Pontefice - "ci indica due mezzi indispensabili affinché l'azione apostolica sia incisiva. Anzitutto, la devozione mariana", in particolare la preghiera del Santo Rosario "che i suoi figli spirituali (...) hanno avuto il grande merito di diffondere"  e il "valore della preghiera di intercessione per il successo del lavoro apostolico".
AG/SAN DOMENICO/...                                       VIS 20100203 (610)


martedì 2 febbraio 2010

XXV ANNIVERSARIO DICASTERO OPERATORI SANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2010 (VIS). "La Chiesa al servizio dell'amore per i sofferenti" sarà il motivo conduttore della celebrazione del XXV dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e della XVIII Giornata Mondiale del Malato, in programma l'11 febbraio prossimo.

  Il 9 e 10 febbraio, nell'Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, si terrà un Simposio Internazionale dedicato a due Documenti di Giovanni Paolo II: la Lettera Apostolica "Salvifici Doloris" sul senso cristiano della sofferenza umana (11 febbraio 1984) e il Motu Proprio "Dolentium Hominum", con il quale il Pontefice istituì il Dicastero per gli Operatori Sanitari (11 febbraio 1985).

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari rende noto che nel corso del Simposio saranno approfondite le tematiche del dolore e della sofferenza dal punto di vista dell'Ebraismo, Induismo, Islamismo e Buddismo, nonché come sono vissute e viste nelle culture africane e in quelle asiatiche.

  Alle 10:30 dell'11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, Benedetto XVI presiederà una celebrazione eucaristica nella Basilica Vaticana. Lo stesso giorno è previsto l'arrivo delle reliquie di Santa Bernadetta Soubirous, una preghiera ai piedi della statua della Beata Vergine di Lourdes e la visita alla tomba del Venerabile Giovanni Paolo II.

   Nelle stesse giornate avranno inoltre luogo un Concerto di Musica Classica presso l'Accademia romana di Santa Cecilia e una mostra di pittura dedicata a Giovanni Paolo II e alla sua sofferenza.
.../ANNIVERSARIO/OPERATORI SANITARI                   VIS 20100202 (240)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Mahajanga (Madagascar), presentata dal Vescovo Joseph Ignace Randrianasolo, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Roger Victor Rakotondrajao, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Germán Mesa Ruiz, Vescovo di Socorro y San Gil (superficie: 6.734; popolazione: 268.000; cattolici: 258.233; sacerdoti: 102; religiosi: 147), Colombia. E' stato finora Vescovo di Arauca (Colombia).

- Ha nominato il Vescovo Guillermo Orozco Montoya, Vescovo di Girardota (superficie: 2.445; popolazione: 212.000; cattolici: 191.000; sacerdoti: 57; religiosi: 75), Colombia. E' stato finora Vescovo di San José del Guaviare (Colombia). 

- Ha nominato il Vescovo Oscar Armando Campos Contreras, Vescovo di Tehuantepec (superficie: 25.000; popolazione: 1.660.000; cattolici: 1.340.000: sacerdoti: 76; religiosi: 125), Messico. E' stato finora Ausiliare di Antequera (Messico).

- Ha nominato il Reverendo Justin Kientega, Vescovo della Diocesi di Ouahigouya (superficie: 19.126; popolazione: 1.200.000; cattolici: 100.000; sacerdoti: 62; religiosi: 112), Burkina Faso. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 nella parrocchia Temnaoré (Burkina Faso) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. E' stato finora Economo della medesima Diocesi e Cappellano del Centro ospedaliero regionale di Koudougou.

- Ha nominato l'Arcivescovo Augustine Kasujja, Nunzio Apostolico in Nigeria, finora Nunzio Apostolico in Madagascar, in Maurizio e nelle Seychelles, Delegato Apostolico nelle Isole Comore, con funzione di Delegato Apostolico in La Réunion.

- Ha nominato il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi (Francia), Membro della Congregazione per il Clero.
RE:NER:NN:NA/.../...                               VIS 20100202 (280)


lunedì 1 febbraio 2010

ANGELUS: AMORE STILE DI VITA DEL CREDENTE


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

 "Nella liturgia di questa domenica" - ha detto il Papa commentando la liturgia odierna - "si legge una delle pagine più belle del Nuovo Testamento e di tutta la Bibbia: il cosiddetto 'inno alla carità' dell'apostolo Paolo".

  "La carità è il dono 'più grande', che dà valore a tutti gli altri (...) Alla fine, quando ci incontreremo faccia a faccia con Dio, tutti gli altri doni verranno meno; l'unico che rimarrà in eterno sarà la carità, perché Dio è amore e noi saremo simili a Lui, in comunione perfetta con Lui".

  "Per ora, mentre siamo in questo mondo, la carità è il distintivo del cristiano. E' la sintesi di tutta la sua vita: di ciò che crede e di ciò che fa. Per questo, all'inizio del mio pontificato, ho voluto dedicare la mia prima Enciclica proprio al tema dell'amore: 'Deus caritas est'. Come ricorderete, questa Enciclica si compone di due parti, che corrispondono ai due aspetti della carità: il suo significato, e quindi la sua attuazione pratica".

  "L'amore" - ha spiegato il Papa - "è l'essenza di Dio stesso, è il senso della creazione e della storia, è la luce che dà bontà e bellezza all'esistenza di ogni uomo. Al tempo stesso, l'amore è, per così dire, lo 'stile' di Dio e dell'uomo credente, è il comportamento di chi, rispondendo all'amore di Dio, imposta la propria vita come dono di sé a Dio e al prossimo".

  "Cari amici, se pensiamo ai Santi, riconosciamo la varietà dei loro doni spirituali, e anche dei loro caratteri umani. Ma la vita di ognuno di essi è un inno alla carità, un cantico vivente all'amore di Dio!"

  "Oggi, 31 gennaio" - ha concluso Benedetto XVI - "ricordiamo in particolare San Giovanni Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana e patrono dei giovani. In questo Anno Sacerdotale vorrei invocare la sua intercessione affinché i sacerdoti siano sempre educatori e padri dei giovani; e perché, sperimentando questa carità pastorale, tanti giovani accolgano la chiamata a dare la vita per Cristo e per il Vangelo. Maria Ausiliatrice, modello di carità, ci ottenga queste grazie"
ANG/CARITÀ/...                                   VIS 20100201 (400)


GRANDE SENSO RESPONSABILITÀ DAVANTI CRISI ECONOMICA


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2010 (VIS). Dopo la preghiera mariana dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che: "L'ultima domenica di gennaio è la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Il pensiero va spontaneamente a Padre Damiano de Veuster, che diede la vita per questi fratelli e sorelle, e che nello scorso ottobre ho proclamato santo. Alla sua celeste protezione affido tutte le persone che purtroppo ancora oggi soffrono per questa malattia, come pure gli operatori sanitari e i volontari che si prodigano perché possa esistere un mondo senza lebbra".

  "Oggi si celebra anche la seconda Giornata di Intercessione per la Pace in Terra Santa" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "In comunione con il Patriarca Latino di Gerusalemme e il Custode di Terrasanta, mi unisco spiritualmente alla preghiera di tanti cristiani di ogni parte del mondo, mentre saluto di cuore quanti sono qui convenuti per tale circostanza".

  "La crisi economica" - ha detto infine il Papa - "sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti".

  Benedetto XVI ha citato due realtà difficili in Italia, la fabbrica di automobili di Termini Imerese, dove lavorano 3.000 persone e che ha annunciato per il 2012 la chiusura, e la fabbrica metallurgica di Portovesme, i cui operai, alcuni dei quali erano in Piazza San Pietro, sono in cassa integrazione.

  "Mi associo pertanto" - ha detto il Papa - "all'appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l'occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie".

  Dopo i saluti ai fedeli nelle diverse lingue, il Papa si è rivolto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica di Roma con queste parole: "Cari ragazzi, vi ringrazio perché, con la vostra 'Carovana della pace' e col simbolo delle colombe che tra poco faremo volare, voi date a tutti un segno di speranza". Due bambini, invitati nell'appartamento pontificio, hanno liberato dalla finestra due colombe, simbolo di pace. Una di esse è entrata nello studio pontificio mentre Benedetto XVI sorrideva divertito, ed alla fine è riuscita a librarsi in volo.
ANG/LEBBRA:PACE:LAVORO/...                           VIS 20100201 (370)


BENEDETTO XVI PARLA VIAGGIO APOSTOLICO GRAN BRETAGNA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, al termine della Visita "ad Limina Apsotolorum".

  "Anche fra le pressioni del secolarismo" - ha detto Benedetto XVI - "vi sono molti segni di fede viva e di devozione fra i cattolici di Inghilterra e Galles. Penso, ad esempio, all'entusiasmo nell'accogliere le reliquie di Santa Teresa, l'interesse sorto dalla prospettiva della Beatificazione del Cardinale Newman e l'attesa dei giovani che desiderano partecipare ai pellegrinaggi della Giornata Mondiale della Gioventù".

  "In occasione del mio prossimo Viaggio Apostolico in Gran Bretagna" - ha continuato il Pontefice - "potrò io stesso sperimentare quella fede e, in qualità di Successore di Pietro, rafforzarla e riconfermarla. Nel corso dei prossimi mesi di preparazione, adoperatevi per incoraggiare i cattolici di Inghilterra e Galles nella loro devozione, e assicurate loro che il Papa costantemente li ricorda nella preghiera e li custodisce nel cuore".

  "Il vostro Paese" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è ben conosciuto per il suo fermo impegno nell'uguaglianza di opportunità per tutti i membri della società. Tuttavia, come avete giustamente sottolineato, l'effetto di parte della legislazione volta a perseguire tale obiettivo è stato quello di imporre ingiuste limitazioni alla libertà di comunità religiose ad agire in sintonia con il proprio credo".

  "Vi esorto come Pastori" - ha proseguito il Papa - "ad assicurarvi che l'insegnamento morale della Chiesa sia sempre presentato nella sua interezza e difeso in modo convincente. La fedeltà al Vangelo non limita in alcun modo la libertà di altri - al contrario, serve loro la libertà offrendo la verità".

  "Per presentare la pienezza salvifica del messaggio di Cristo al mondo in modo efficace e convincente, la comunità cattolica nel vostro Paese deve parlare con una sola voce".

  "E' la verità rivelata attraverso la Scrittura e la Tradizione ed articolata dal Magistero della Chiesa che ci rende liberi." - ha ribadito Benedetto XVI - "Il Cardinale Newman realizzò questo obiettivo e ci ha lasciato un notevole esempio di fedeltà alla verità rivelata seguendo quella 'benevola luce' dovunque essa lo portava, anche a costi considerevoli per la sua persona. Nel nostro tempo sono necessari grandi scrittori e comunicatori della sua statura ed integrità nella Chiesa attuale, ed è il mio auspico che la devozione al Cardinale Newman ispiri a seguire i suoi passi".

  "Vi esorto" - ha detto ancora il Santo Padre riferendosi all'Anno Sacerdotale - "a mostrare ai vostri sacerdoti il suo esempio di dedizione alla preghiera, la sensibilità pastorale per le esigenze del suo gregge, la passione per la predicazione del Vangelo. Anche voi dovete dare un simile esempio. Siate vicini ai vostri preti, e riaccendete il loro senso di enorme privilegio e di gioia di essere fra il popolo di Dio come 'alter Christus'.

  "Incoraggiate i fedeli laici" - ha esortato ancora il Papa - "ad esprimere apprezzamento ai sacerdoti che sono al loro servizio, e a riconoscere le difficoltà che qualche volta essi affrontano a causa del loro scarso numero e delle crescenti pressioni del mondo. Aiutateli ad evitare ogni tentazione di considerare i membri del clero come meri funzionari ma piuttosto a rallegrarsi del dono del ministero sacerdotale, un dono che non può essere mai dato per scontato".

  Infine il Papa riferendosi al dialogo ecumenico ed inter-religioso, in Inghilterra e Galles ha esortato "ad essere generosi nel realizzare i dettami della  Costituzione Apostolica 'Anglicanorum Coetibus', in modo da assistere quei gruppi di Anglicani che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Sono convinto che, se accolti con calore e con cuore sincero, questi gruppi saranno una benedizione per tutta la Chiesa".
AL/.../INGHILTERRA:GALLES                           VIS 20100201 (610)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Per tutti gli scienziati e gli uomini di cultura, perché attraverso la sincera ricerca della verità possano giungere alla conoscenza dell'unico vero Dio".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la Chiesa, consapevole della propria identità missionaria, si sforzi di seguire fedelmente Cristo e di proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/…                      VIS 20100201 (100)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo John Hine, Amministratore dell'Arcidiocesi di Southwark, con gli Ausiliari il Vescovo Patrick K. Lynch, SS.CC. ed il Vescovo Paul Hendricks.

-    Il Vescovo Michael Charles Evans, di East Anglia.

-    Il Vescovo Peter Doyle, di Northampton.

-    Il Vescovo Malcom Patrick McMahon, O.P. di Nottingham.

-    Il Vescovo Hlib Lonchyna, M.S.U., Amministratore Apostolico dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna.

  Sabato 30 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Bernard Longley, di Birmingham, con gli Ausiliari il Vescovo David Christopher McGough ed il Vescovo William Kenney, C.P.

    - Il Vescovo Kieran Thomas Conry, di Arundel and Brighton.

    - Il Vescovo Hugh Christopher Budd, di Plymouth.

    - Il Vescovo Roger Francis Crispian Hollis, di Portsmouth.

    - Il Vescovo Thomas McMahon, di Brentwood.

- L'Arcivescovo Peter Rajic, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrain e Quatar e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, con i Familiari.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/...                                    VIS 20100130 (230)

sabato 30 gennaio 2010

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Maliana (Timor Orientale), con territorio dismemebrato della Diocesi di Dili.

- Ha nominato il Reverendo Norberto Do Amaral, primo Vescovo di Maliana (superficie: 3.645; popolazione: 210.000; cattolici: 206.597; sacerdoti: 31; religiosi: 108), Timor Orientale. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Ainaro (Diocesi di Dili) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È Stato finora Cancelliere della Diocesi di Dili (Timor Orientale).

- Ha nominato il Padre Calogero Peri, O.F.M.Cap., Vescovo di Caltagirone (superficie: 1.551; popolazione: 153.038; cattolici: 149.827; sacerdoti: 91; religiosi: 143; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Salemi (Italia) nel 1953, ha emesso la professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1976 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Vice Preside della Facoltà Teologica "San Giovanni Evangelista" di  Palermo (Italia).
ECE:NER/.../DO AMARAL:PERI                            VIS 20100130 (160)


venerdì 29 gennaio 2010

TRIBUNALE ROTA DEVE ISPIRARSI GIUSTIZIA, CARITÀ E VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Decano, il Collegio dei Prelati uditori, gli Officiali e gli altri Collaboratori del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario.

  Il Santo Padre si è soffermato nel suo discorso sulla missione di questa istituzione nella triplice prospettiva della giustizia, della carità e della verità alla quale il Tribunale della Rota Romana deve ispirarsi.

  "Occorre prendere atto della diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l'altra. In questa linea, riferendosi più specificamente alla vita della Chiesa, alcuni ritengono che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare. La stessa verità, (...) tenderebbe così ad essere vista in un'ottica strumentale, che l'adatterebbe di volta in volta alle diverse esigenze che si presentano".

  "Il vostro ministero" - ha proseguito il Papa - "è essenzialmente opera di giustizia: una virtù (...) della quale è quanto mai importante riscoprire il valore umano e cristiano, anche all'interno della Chiesa. Il Diritto Canonico" deve essere "sempre considerato nel suo rapporto essenziale con la giustizia, nella consapevolezza che nella Chiesa l'attività giuridica ha come fine la salvezza delle anime".

  "In questa prospettiva è da tenere presente, qualunque sia la situazione, che il processo e la sentenza sono legati in modo fondamentale alla giustizia e si pongono al suo servizio" - ha rilevato Papa Benedetto XVI che ha aggiunto: "Oltre a questa dimensione (...) 'oggettiva' della giustizia, ne esiste un'altra, inseparabile da essa, che riguarda gli 'operatori del diritto', coloro , cioè, che la rendono possibile. Vorrei sottolineare come essi devono essere caratterizzati da un alto esercizio delle virtù umane e cristiane, in particolare della prudenza e della giustizia, ma anche della fortezza".

  "Quest'ultima diventa più rilevante quando l'ingiustizia appare la via più facile da seguire, in quanto implica accondiscendenza ai desideri e alle aspettative delle parti, oppure ai condizionamenti dell'ambiente sociale".

  "Tutti coloro che operano nel campo del Diritto, ognuno secondo la propria funzione, devono essere guidati dalla giustizia. Penso in particolare agli avvocati, i quali devono non soltanto porre ogni attenzione al rispetto della verità delle prove, ma anche evitare con cura di assumere, (...) il patrocinio di cause che, secondo la loro coscienza, non siano oggettivamente sostenibili".

  "L'azione, poi, di chi amministra la giustizia non può prescindere dalla carità" - ha ribadito il Santo Padre - "Lo sguardo e la misura della carità aiuterà a non dimenticare che si è sempre davanti a persone segnate da problemi e da sofferenze. Anche nell'ambito specifico del servizio di operatori della giustizia vale il principio secondo cui 'la carità eccede la giustizia'".

  "Di conseguenza, l'approccio alle persone, (...) deve calarsi nel caso concreto per facilitare alle parti, mediante la delicatezza e la sollecitudine, il contatto con il competente tribunale. In pari tempo, è importante adoperarsi fattivamente ogni qualvolta si intraveda una speranza di buon esito, per indurre i coniugi a convalidare eventualmente il matrimonio e a ristabilire la convivenza coniugale. Non va, inoltre, tralasciato lo sforzo di instaurare tra le parti un clima di disponibilità umana e cristiana, fondata sulla ricerca della verità".

  "Occorre rifuggire da richiami pseudopastorali che situano le questioni su un piano meramente orizzontale, in cui ciò che conta è soddisfare le richieste soggettive per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l'altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica, (...) esige (...) di considerare l'autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica. Sarebbe un bene fittizio, (...) spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale".

  "Vorrei oggi sottolineare come sia la giustizia, sia la carità, postulino l'amore alla verità e comportino essenzialmente la ricerca del vero. (...) Senza verità la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità".

  "Bisogna tener presente che un simile svuotamento" - ha detto ancora il Papa - "può verificarsi non solo nell'attività pratica del giudicare, ma anche nelle impostazioni teoriche, che tanto influiscono poi sui giudizi concreti. Il problema si pone quando viene più o meno oscurata la stessa essenza del matrimonio. (...) La considerazione esistenziale, personalistica e relazionale dell'unione coniugale non può mai essere fatta a scapito dell'indissolubilità, essenziale proprietà che nel matrimonio cristiano consegue, con l'unità, una peculiare stabilità in ragione del sacramento".

  "Non va dimenticato" - ha concluso il Pontefice - "che il matrimonio gode del favore del diritto. Pertanto, in caso di dubbio, esso si deve intendere valido fino a che non sia stato provato il contrario. Altrimenti, si corre il grave rischio di rimanere senza un punto di riferimento oggettivo per le pronunce circa la nullità, trasformando ogni difficoltà coniugale in un sintomo di mancata attuazione di un'unione il cui nucleo essenziale di giustizia - il vincolo indissolubile - viene di fatto negato".
AC/.../ROTA ROMANA                               VIS 20100129 (840)


RAFFORZARE NECESSARIE STRATEGIE LOTTA CONTRO LEBBRA


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio per la LVII Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra che si celebra domenica 31 gennaio, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

  Secondo i dati più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Salute (O.M.S.), "nel 2009 sono stati registrati oltre 210mila nuovi casi di lebbra. I Paesi che risultano più colpiti sono in Asia, nell'America Meridionale e in Africa. L'India presenta il maggior numero di persone affette seguita dal Brasile".

  L'Arcivescovo Zimowski lancia un appello "alla comunità internazionale e alle autorità di ogni singolo Stato, invitandole a sviluppare e rafforzare le necessarie strategie di lotta alla lebbra, rendendole più efficaci e capillari soprattutto dove il numero dei nuovi casi è ancora elevato. Tutto ciò senza trascurare le campagne di educazione e di sensibilizzazione in grado di aiutare, le persone affette  ed i loro familiari, ad uscire dall'esclusione e ad ottenere le cure necessarie".

  Al termine del Messaggio, il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ringrazia l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le religiose, i missionari e i volontari per il lodevole "impegno a sradicare questa ed altre malattie 'dimenticate'".
CON-AVA/GIORNATA MONDIALE LEBBRA/ZIMOWSKI    VIS 20100129 (210)



UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum".

-    Il Vescovo Arthur Roche, di Leeds.

-    Il Vescovo Terence Patrick Drainey, di Middlesbrough.

-    Il Vescovo Terence John Brain, di Salford.

-    Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
AL:AP/.../...                                   VIS 20100129 (70)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kibungo (Rwanda), presentata dal Vescovo Kizito Bahujimihigo, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../BAHUJIMIHIGO                                 VIS 20100129 (50)

giovedì 28 gennaio 2010

ACCADEMIE PONTIFICIE SIANO ISTITUZIONI VITALI


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, festa di San Tommaso d'Aquino, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i 300 partecipanti alla Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, svoltasi nel pomeriggio del 27 gennaio.

  Alla seduta pubblica hanno preso parte la seguenti Accademie: Accademia di San Tommaso d'Aquino; Accademia di Teologia; Accademia dell'Immacolata; Accademia Mariana Internazionale; Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon; Accademia Romana di Archeologia; Accademia "Cultorum Martyrum".

  Nell'elogiare il "glorioso passato" delle Pontificie Accademie, il Papa ha sottolineato che in questi momenti: "La cultura contemporanea, e ancor più gli stessi credenti, (...), sollecitano continuamente la riflessione e l'azione della Chiesa nei vari ambiti in cui emergono nuove problematiche e che costituiscono anche settori in cui operate, come la ricerca filosofica e teologica; la riflessione sulla figura della Vergine Maria; lo studio della storia, dei monumenti, delle testimonianze ricevute in eredità dai fedeli delle prime generazioni cristiane, a cominciare dai Martiri".

  "In questi delicati spazi di ricerca e di impegno" - ha detto il Papa -  "siete chiamati a offrire un contributo qualificato, competente e appassionato, affinché tutta la Chiesa, e in particolare la Santa Sede, possa disporre di occasioni, di linguaggi e di mezzi adeguati per dialogare con le culture contemporanee e rispondere efficacemente alle domande e alle sfide che l'interpellano nei vari ambiti del sapere e dell'esperienza umana".

  "Come ho più volte affermato, l'odierna cultura risente fortemente sia di una visione dominata dal relativismo e dal soggettivismo, sia di metodi e atteggiamenti talora superficiali e perfino banali, che danneggiano la serietà della ricerca e della riflessione e, di conseguenza, anche del dialogo, del confronto e della comunicazione interpersonale. Appare, pertanto, urgente e necessario ricreare le condizioni essenziali di una reale capacità di approfondimento nello studio e nella ricerca, perché ragionevolmente si dialoghi ed efficacemente ci si confronti sulle diverse problematiche, nella prospettiva di una crescita comune e di una formazione che promuova l'uomo nella sua integralità e completezza".

  "Tale impegno" - ha aggiunto il Pontefice - "deve essere particolarmente cogente nell'ambito della formazione dei candidati al ministero ordinato, come esige l''Anno Sacerdotale' e come conferma la felice scelta di dedicargli la vostra annuale Seduta Pubblica".

  "Il pensiero e la testimonianza di San Tommaso d'Aquino" - ha concluso Benedetto XVI - "ci suggeriscono di studiare con grande attenzione i problemi emergenti per offrire risposte adeguate e creative. Fiduciosi nella possibilità della 'ragione umana', nella piena fedeltà all'immutabile 'depositum fidei', occorre - come fece il 'Doctor Communis' - attingere sempre alle ricchezze della Tradizione, nella costante ricerca della 'verità delle cose'. Per questo, è necessario che le Pontificie Accademie siano oggi più che mai Istituzioni vitali e vivaci, capaci di percepire acutamente sia le domande della società e delle culture, sia i bisogni e le attese della Chiesa, per offrire un adeguato e valido contributo e così promuovere, con tutte le energie ed i mezzi a disposizione, un autentico umanesimo cristiano".
AC/ACCADEMIE PONTIFICIE/...                           VIS 20100128 (960)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Aposotlorum":

    - Il Vescovo Edwin Regan, di Wrexham.

-    L'Arcivescovo Patrick Altham Kelly, di Liverpool, con il Vescovo Ausiliare Thomas Anthony Williams ed il Vescovo Ausiliare emerito Vincent Malone.

-    Il Vescovo John Anthony Rawsthorne, di Hallam.

-    Il Vescovo Séamus Cunningham, di Hexham and Newcastle.

-    Il Vescovo Michael Gregory Campbell, O.S.A., di Lancaster.
AL/.../...                                         VIS 20100128 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Lucas Kim Woon-hoe, Vescovo della Diocesi di Ch'unch'on (superficie: 17.000; popolazione: 1.157.879; cattolici: 75.702; sacerdoti: 98; religiosi: 292), Corea. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seoul, il Vescovo Woon-hoe succede al Vescovo John Chang Yik, del quale il Santo padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Luis Quinteiro Fiuza, Vescovo di Tui-Vigo (superficie: 1.721; popolazione: 541.000; cattolici: 514.000; sacerdoti: 289; religiosi: 544; diaconi permanenti: 3), Spagna. Finora Vescovo di Orense (Spagna), il Vescovo Quinteiro Fiuza succede al Vescovo José Diéguez Reboredo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo João Noé Rodrigues, Vescovo di Tzaneen (superficie: 49.500; popolazione: 2.500.000; cattolici: 50.000; sacerdoti: 27; religiosi: 43; diaconi permanenti: 3), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato a Cape Town (Sud Africa), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora Parroco della Parrocchia "Sacred Heart Parish" ad Ackerville (Sud Africa), succede al Vescovo Hugh Patrick Slattery, M.S.C., del quale il Santo Padre ha accettato al rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Eusebius Alfred Nzigilwa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Dar-es-Salaam (superficie: 40.000; popolazione: 5.003.000; cattolici: 1.490.000; sacerdoti: 193; religiosi: 737), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Manza (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995.

- Ha nominato il Reverendo Salutaris Melchior Libena, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Dar-es-Salaam (superficie: 40.000; popolazione: 5.003.000; cattolici: 1.490.000; sacerdoti: 193; religiosi: 737), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Itete (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Professore e Direttore Spirituale presso il Seminario Maggiore St.Paul's di Kipalapala (Tanzania).

- Ha nominato il Padre Zdzislaw Józef Kijas, O.F.M.Conv., Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi, che è stato finora Preside della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" in Roma.
NER:RE:NEA:NA/.../...                     VIS 20100128 (350)


mercoledì 27 gennaio 2010

FRANCESCO DI ASSISI GIGANTE DI SANTITÁ


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'udienza generale del mercoledì, svoltasi nell'Aula Paolo VI, a San Francesco d'Assisi (1181-1226), un "autentico gigante della santità, che continua ad affascinare moltissime persone di ogni età e di ogni credo religioso".

 Francesco, ha spiegato il Papa, apparteneva ad una ricca famiglia e trascorse una giovinezza spensierata. A vent'anni prese parte ad una campagna militare, e fu fatto prigioniero. Dopo il ritorno ad Assisi, cominciò in lui un lento processo di conversione spirituale, che lo portò ad abbandonare gradualmente lo stile di vita mondano. Nella chiesetta di San Damiano, Francesco ebbe una visione, in cui Cristo dal Crocifisso gli parlava, invitandolo a riparare la sua Chiesa".

 "Questo piccolo avvenimento della Parola del Signore nella chiesa di san Damiano nasconde un simbolismo profondo perché lo stato della chiesetta in rovina rappresenta anche "la situazione drammatica e inquietante della Chiesa in quell'epoca, con una fede superficiale che non forma e non trasforma la vita, con un credo poco zelante, un raffreddarsi dell'amore e così una distruzione interiore della Chiesa ed anche una decomposizione dell'unità per movimenti ereticali. Ma tuttavia in questa chiesa in rovina sta nel centro un Crocifisso e parla e chiama ad un rinnovamento, chiama Francesco".

 Il Papa ha parlato anche della coincidenza tra questo avvenimento e il sogno del Papa Innocenzo III nello stesso anno, 1207, "quando il pontefice sognò come la Basilica del Laterano stava crollando e un religioso piccolo ed insignificante, la puntellava con le sue spalle perché non cadesse. Il Papa riconoscerà il fragile in san Francesco che lo andò a visitare a Roma due anni più tardi".

 "Innocenzo III -ha commentato il Papa- era un papa potente, di grande cultura teologica ed anche di potere politico, e tuttavia non è lui che rinnova la Chiesa. È il piccolo ed insignificante religioso, è san Francesco chiamato da Dio. Ma d'altra parte è importante che san Francesco non rinnova la Chiesa senza o contro il Papa, ma in comunione con il Papa. Le due realtà vanno insieme: il Successore di Pietro, i Vescovi, la Chiesa fondata sulla successione degli Apostoli e il carisma che lo spirio Santo crea in questo momento per rinnovare la Chiesa".

 Dopo aver rinunciato all'eredità paterna nel 1208, il santo decise di vivere nella povertà e dedicarsi alla predicazione ed un anno dopo, accompagnato dai suoi primi seguaci si recò a Roma, per sottoporre al Papa Innocenzo III il progetto di una nuova forma di vita cristiana.

 Parlando del contrasto tra il Francesco della tradizione e il Francesco che alcuni definiscono storico, il Papa ha sottolineato che è certo che il santo, "voleva seguire la Parola di Cristo, senza glossa (...) in tutta la sua radicalità e verità" ma "è verità anche che sapeva che Cristo non è mai "mio", ma sempre "nostro", che il Cristo non posso averlo "io" e ricostruire "io"contro la Chiesa la sua volontà e il suo insegnamento".

 Inoltre è verità che Francesco all'inizio "non voleva creare un nuovo ordine" con i procedimento canonici necessari, ma "capì con sofferenza e dolore che tutto deve avere il suo ordine e che anche il diritto della Chiesa è necessario per dar forma al rinnovamento e così realmente si inserì in modo totale, col cuore, nella comunione della Chiesa, con il Papa e con i Vescovi".

 Dopo aver menzionato l'incorporazione di Santa Chiara alla scuola di Francesco e aver elogiato i frutti che il Secondo Ordine francescano, quello delle Clarisse, ha dato alla Chiesa, Benedetto XVI ha parlato del viaggio del santo nel 1219 in Egitto per parlare con il sultano Melek-el Kamel e poter predicare in quei luoghi il Vangelo di Gesù. "In un'epoca in cui era in atto uno scontro tra il Cristianesimo e l'Islam -ha detto-, Francesco, armato solo della sua fede e della sua mitezza personale, percorse con efficacia le vie del dialogo (...). È un modello al quale anche oggi dovrebbero ispirarsi i rapporti tra cristiani e musulmani: promuovere un dialogo nella verità, nel rispetto reciproco e nella mutua comprensione".

 Il Papa ha fatto riferimento anche alla probabile vista di Francesco in Terra Santa e ha sottolineato che i suoi figli spirituali hanno fatto dei Luoghi in cui visse Gesù un ambito privilegiato della loro missione. "Con gratitudine penso oggi ai grandi meriti della Custodia francescana di Terra Santa".
   
 Francesco, che morì nel 1226, "disteso sulla nuda terra" della Porziuncola "rappresenta un alter Christus", perché "in effetti, questo era il suo ideale: essere come Gesù (...), imitarne le virtù. In particolare, egli ha voluto dare un valore fondamentale alla povertà interiore ed esteriore, insegnandola anche ai suoi figli spirituali (...). La testimonianza di Francesco, che ha amato la povertà per seguire Cristo con dedizione e libertà totali, continua ad essere anche per noi un invito a coltivare la povertà interiore per crescere nella fiducia in Dio, unendo anche uno stile di vita sobrio e un distacco dai beni materiali".

 Il Santo Padre ha messo in evidenza che nel Poverello di Assisi "l'amore per Cristo si espresse in modo speciale nell'adorazione del Santissimo Sacramento dell'Eucaristia" e ha ricordato che il santo ammirava i sacerdoti "perché avevano ricevuto il dono di consacrare l'Eucaristia". "Non dimentichiamo mai questo insegnamento -ha detto il Papa rivolgendosi ai suoi fratelli nel sacerdozio- la santità dell'Eucaristia ci chiede di essere puri, di vivere in modo coerente con il Mistero che celebriamo".
 
 Un'altra caratteristica della spiritualità del santo è "il senso della fraternità universale e l'amore per il creato, che gli ispirò il celebre Cantico delle creature. Un messaggio molto attuale perchè (...). è sostenibile solo uno sviluppo che rispetti la creazione e che non danneggi l'ambiente" e "anche la costruzione di una pace solida è legata al rispetto dell'ambiente. Francesco ci ricorda che nella creazione si dispiega la sapienza e la benevolenza del Creatore".

 Il Santo Padre ha concluso ricordando che Francesco è stato "un grande santo e un uomo gioioso (...)Infatti, tra la santità e la gioia sussiste un intimo e indissolubile rapporto. Uno scrittore francese ha detto che al mondo vi è una sola tristezza: quella di non essere santi".
AG/FRANCESCO DI ASSISI/...                                                  VIS 20100127 (1050)


IL PAPA RICORDA LE VITTIME DELLA SHOA


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2010 (VIS). Al termine dell'udienza generale, il Papa ha ricordato che "Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Ozwiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti".

 "Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti - ha detto il Santo Padre -  rivelarono al mondo l'orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista".

 "Oggi, si celebra il "Giorno della memoria", in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell'annientamento pianificato degli Ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida. Con animo commosso pensiamo alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani".

 "La memoria di tali fatti -ha concluso-, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!".
AG/RICORDO VITTIME SHOA/...                                               VIS 20100127 (230)


INIZIATIVA DELLE POSTE DEL VATICANO IN FAVORE DI HAITI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2010 (VIS). L'Ufficio Filatelico e Numismatico del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano realizzerà la tiratura di un francobollo speciale il cui ricavato andrà alla popolazione di Haiti, vittima del recente terremoto.

 In un comunicato reso pubblico ieri pomeriggio si informa che questo francobollo sarà dedicato al 1500° anniversario del Santuario di Nostra Signora delle Grazie, più noto come Santuario della Mentorella, che si trova nella regione del Lazio.

 La tiratura sarà di 900.000 francobolli da 0,65 euro ciascuno e verrà venduto a 0,85 euro, anche se il valore di invio continuerà ad essere lo stesso, cioè 0,65.

 Lo 0,20 € di valore di ristampa per ogni francobollo verrà destinato totalmente ad aiutare le vittime del terremoto. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano stima che, se verrà venduta tutta la serie, si potrebbero raccogliere circa 150.000 euro.
OP/FRANCOBOLLO SPECIALE/HAITI                                      VIS 20100127 (170)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Antonio Lanfranchi, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola (superficie: 2.089; popolazione: 488.400; cattolici: 476.900; sacerdoti: 264; religiosi: 403; diaconi permanenti: 56), Italia. Finora Vescovo di Cesena-Sarsina (Italia), succede all'Arcivescovo Benito Cocchi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia per raggiunti limiti di età.
NER:RE/.../LANFRANCHI:COCCHI                                 VIS 20100127 (70)

martedì 26 gennaio 2010

IMPEGNO UNITÀ CRISTIANI DOVERE DI TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura,  il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione dei Secondi Vespri nella festa della Conversione di San Paolo, Apostolo delle Genti, a chiusura della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, sul tema: ""Di tutto questo voi siete testimoni" (Lc (24,48).

  Alla cerimonia hanno partecipato Cardinali, Vescovi, e Rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.

  "La scelta del tema della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest'anno" - ha ricordato il Papa nell'omelia - "l'invito, cioè, ad una testimonianza comune del Cristo risorto secondo il mandato che Egli ha affidato ai discepoli, è legata al ricordo del centesimo anniversario della Conferenza missionaria di Edimburgo in Scozia, che viene considerato da molti come un evento determinante per la nascita del movimento ecumenico moderno".

  "È proprio il desiderio di annunciare agli altri il Cristo e di portare al mondo il suo messaggio di riconciliazione che fa sperimentare la contraddizione della divisione dei cristiani (...). La comunione e l'unità dei discepoli di Cristo è, dunque, condizione particolarmente importante per una maggiore credibilità ed efficacia della loro testimonianza".

  "In un mondo segnato dall'indifferenza religiosa" - ha sottolineato il Pontefice - "e persino da una crescente avversione nei confronti della fede cristiana, è necessaria una nuova, intensa, attività di evangelizzazione, non solo tra i popoli che non hanno mai conosciuto il Vangelo, ma anche in quelli in cui il Cristianesimo si è diffuso e fa parte della loro storia".

  "Non mancano, purtroppo" - ha posto in rilievo il Papa - "questioni che ci separano gli uni dagli altri e che speriamo possano essere superate attraverso la preghiera e il dialogo, ma c'è un contenuto centrale del messaggio di Cristo che possiamo annunciare assieme: la paternità di Dio, la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte con la sua croce e risurrezione, la fiducia nell'azione trasformatrice dello Spirito".

  "Mentre siamo in cammino verso la piena comunione, siamo chiamati ad offrire una testimonianza comune di fronte alle sfide sempre più complesse del nostro tempo, quali la secolarizzazione e l'indifferenza, il relativismo e l'edonismo, i delicati temi etici riguardanti il principio e la fine della vita, il limiti della scienza e della tecnologia, il dialogo con le altre tradizioni religiose".

  "Vi sono poi ulteriori campi nei quali dobbiamo sin da ora dare una comune testimonianza" - ha proseguito il Pontefice - "la salvaguardia del creato, la promozione del bene comune e della pace, la difesa della centralità della persona umana, l'impegno per sconfiggere le miserie del nostro tempo, quali la fame, l'indigenza, l'analfabetismo, la non equa distribuzione dei beni".

  "L'impegno per l'unità dei cristiani non è compito solo di alcuni, né attività accessoria per la vita della Chiesa. Ciascuno è chiamato a dare il suo apporto per compiere quei passi che portino verso la comunione piena tra tutti i discepoli di Cristo, senza mai dimenticare che essa è innanzitutto dono di Dio da invocare costantemente".
HML/CONVERSIONE SAN PAOLO/...                       VIS 20100126 (510)


ACCADEMIE PONTIFICIE APERTE A NUOVE CONOSCENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza di presentazione de "Le Accademie Pontificie per un nuovo umanesimo cristiano. Udienza speciale del Santo Padre alle Accademie Pontificie (28 gennaio) e Seduta pubblica delle Accademie Pontificie (27 gennaio)".

  Alla Conferenza sono intervenuti l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Coordinamento fra Accademie Pontificie ed il Monsignor Pasquale Iacobone, Officiale del medesimo Dicastero e Delegato del Coordinamento fra Accademie Pontificie.

  Il Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie è stato creato da Giovanni Paolo II nel 1995 ed è costituito dai Presidenti delle seguenti Pontificie Accademie: Accademia di San Tommaso d'Aquino; Accademia di Teologia; Accademia dell'Immacolata; Accademia Mariana Internazionale; Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon; Accademia Romana di Archeologia; Accademia "Cultorum Martyrum".

  Una volta all'anno il Consiglio di Coordinamento organizza una Seduta Pubblica congiunta della Accademie Pontificie su di un tema di attualità. La Seduta Pubblica 2010, la quattordicesima, è stata organizzata dalla Pontificia Accademia di San Tommaso d'Aquino e dalla Pontificia Accademia di Teologia, sul tema: "La formazione teologica del presbitero". Nel corso della seduta viene anche assegnato il Premio delle Pontificie Accademie, che il Santo Padre attribuisce a giovani studiosi, artisti o Istituzioni che si siano distinte nella promozione dell'umanesimo cristiano. Quest'anno il premio è stato attribuito al teologo americano John Mortensen che ha conseguito il Dottorato nel 2006 presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma), con una tesi su: "L'Analogia in San Tommaso".

  Nel suo intervento l'Arcivescovo Ravasi ha ricordato che le Accademie Pontificie svolgono la loro attività in tre ambiti: teologico, recupero delle radici cristiane, soprattutto in epoca romana, e culturale.

  Il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha segnalato inoltre che una delle finalità delle Sedute Pubbliche è di far conoscere le molte volte la "ignota attività" delle Accademie che ha definito "piccoli mondi di ricerca, a volte di altissima qualità". La Seduta Pubblica ha inoltre lo scopo di rendere nota e diffondere l'opera delle Pontificie Accademie, facendo di queste non soltanto gloriose opere del passato, ma Istituzioni che si confrontano con le nuove conoscenze. In merito l'Arcivescovo Ravasi ha fatto notare che l'assegnazione del premio di quest'anno ad un laico con famiglia è un segnale di apertura della ricerca teologica che non può essere soltanto riservata al clero.

  Monsignor Iacobone ha spiegato successivamente che è la prima volta che Benedetto XVI concede udienza alle Pontificie Accademie ed ha ricordato che gli anni 2009 e 2010 sono molto significativi per alcune di esse, come la Accademia Romana di Archeologia fondata duecento anni fa (1810), l'Accademia di S. Tommaso d'Aquino, che nel 2009 ha celebrato il 130° anniversario di fondazione e l'Accademia Mariana Internazionale che ha ricevuto 50 anni fa il titolo di pontificia.
OP/ACCADEMIE PONTIFICIE/RAVASI:IACOBONE              VIS 20100126 (480)


COMUNICATO CONSIGLIO PROMOZIONE UNITÀ DEI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani nel quale si rende noto che il Pontificio Consiglio "ha constatato con rammarico che è stato pubblicato, da un mezzo di comunicazione, un testo che è all'esame della 'Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme'".

  "Il documento pubblicato è un testo previo, che consiste in un elenco di temi da studiare e da approfondire, finora discusso solo in minima parte dalla suddetta Commissione".

  "Nell'ultima riunione della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, tenutasi a Paphos (Cipro), nell'ottobre scorso, si era stabilito esplicitamente che il testo non sarebbe stato pubblicato finché non fosse stato esaminato nella sua totalità dalla Commissione".

  "Ad oggi non esiste nessun documento concordato e pertanto il testo pubblicato non ha nessuna autorità, né ufficialità".
OP/TESTO/CON-UC                                       VIS 20100126 (170)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joe Steve Vasquez, Vescovo di Austin  (superficie: 57.424; popolazione: 2.443.000; cattolici: 437.000; sacerdoti: 243; religiosi: 203; diaconi permanenti: 198), Stati Uniti d'America. È stato finora Vescovo Ausiliare di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America).
NER/.../VASQUEZ                                             VIS 20100126 (50)

lunedì 25 gennaio 2010

CHIESA CATTOLICA SEMPRE ACCANTO HAITIANI


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di due telegrammi che, il 16 gennaio scorso, il Santo Padre ha fatto pervenire al Signor René Préval, Presidente della Repubblica di Haïti e all'Arcivescovo Louis Kébreau, S.D.B., di Cap-Haïtien, Presidente della Conferenza Episcopale di Haïti, per il terribile sisma che il 12 gennaio ha devastato il Paese causando ad oggi più di 150.000 morti e migliaia di feriti.

  Benedetto XVI esprime al Presidente Préval "profonda tristezza" per il tragico evento assicurando la sua "fervente preghiera per tutte le persone colpite da questa terribile catastrofe". "Prego anche" - scrive il Papa - "affinché lo spirito di solidarietà alberghi in tutti i cuori e la calma regni nelle strade affinché il soccorso generoso che giunge da tutti i paesi porti sollievo a tutti e le persone che oggi mancano di tutto, provino il conforto di sapere che tutta la comunità internazionale si occupa in modo concreto di loro".

  Il Santo Padre esprime apprezzamento "per l'impegno di tutti coloro, haïtiani e stranieri, anche a rischio della vita, che si adoperano per soccorrere i sopravvissuti ed io li ringrazio di tutto cuore. Mi preme assicurare Vostra Eccellenza che la Chiesa Cattolica , attraverso le sue istituzioni, rimarrà, al di là della viva emozione suscitata, al fianco delle persone provate dal sisma e secondo le proprie forze, aiuterà ad offrire opportunità di un avvenire migliore".

  In un telegramma inviato all'Arcivescovo Kébreau, il Pontefice ricorda la tragica morte dell'Arcivescovo Serge Miot, di Port-au-Prince e di tanti fedeli, sacerdoti e consacrati. "In queste ore buie, invoco Nostra Signora del Perpetuo Soccorso affinché si faccia Madre di tenerezza e sappia dirigere i cuori affinché la solidarietà prenda il sopravvento sull'isolamento e sull'individualismo".

  "Apprezzo la rapida mobilitazione della comunità internazionale, unanimemente commossa dalla sorte degli haïtiani, ed anche quella di tutta la Chiesa che, attraverso le sue istituzioni, non mancherà di apportare il suo contributo ai soccorsi urgenti e alla paziente ricostruzione delle aree devastate"
TGR/TERREMOTO HAÏTI/PRÉVAL:KEBREAU                   VIS 20100125 (340)


MESSAGGIO AL NUOVO PATRIARCA CHIESA SERBO-ORTODOSSA


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). A motivo dell'elezione a nuovo Patriarca della Chiesa Serbo-Ortodossa, il Santo Padre ha inviato un Messaggio a Sua Santità, Arcivescovo Irinej, di Pec, Metropolita di Belgrado-Karlovci, con il quale si congratula per l'elezione e chiede a Dio di concedere "abbondanti doni di grazia e di saggezza per il compimento di tanto grandi responsabilità al servizio della Chiesa e del popolo a Lei affidato".

  "Lei succede al Patriarca Pavle (...) che fu un Pastore fervente e stimato e che vi ha trasmesso una eredità spirituale ricca e profonda. Grande pastore e padre spirituale egli guidò la Chiesa con efficacia e conservò la sua unità di fronte a tante difficoltà.  Desidero esprimere il mio apprezzamento per il suo esempio di fedeltà al Signore e i suoi numerosi gesti di apertura verso la Chiesa Cattolica".

  "Prego il Signore affinché conceda a Sua Santità la forza interiore per consolidare l'unità e la crescita spirituale della Chiesa Ortodossa Serba e per edificare i legami fraterni con le altre Chiese e comunità ecclesiali. Le assicuro la vicinanza della Chiesa Cattolica e il suo impegno nella promozione di rapporti fraterni e di dialogo teologico, affinché siano superati quelli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione. Che il Signore benedica i nostri comuni sforzi così che i discepoli della Chiesa siano nuovamente testimoni uniti davanti al mondo del suo amore salvifico".
MESS/NOMINA PATRIARCA/IRINEJ                               VIS 20100125 (250)


ANNUNCIARE LA PAROLA CON LE NUOVE TECNOLOGIE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (16 maggio 2010) sul tema: "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e il Monsignor Paul Tighe, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

  L'Arcivescovo Celli ha affermato che il Papa ha scelto il tema del sacerdozio perché quest'anno celebriamo l'Anno Sacerdotale, ma il Messaggio non è diretto solo ai sacerdoti. "Il presbitero opera nel mondo digitale con i laici che operano nel settore".

  Il presidente del Dicastero ha affermato che: "il Papa esprime una valutazione positive delle nuove tecnologie; (...) è consapevole dell'aiuto che danno alla pastorale e che possono contribuire ad essa in modo positivo".

  Benedetto XVI ricorda nel Messaggio, ha aggiunto l'Arcivescovo Celli, che "la missione principale di ogni presbitero è l'annuncio di Cristo" e che "deve occuparsi pastoralmente dei media poiché essi sono al servizio della Parola".

  Monsignor Tighe, ha affermato che nel suo Messaggio, il Papa scrive anche che "I sacerdoti sono invitati a valutare il grande potenziale delle nuove tecnologie per far conoscere la Buona Novella dell'amore di Dio a tutti".

  "Il sacerdote è invitato" - sottolinea Monsignor Tighe - "a essere presente nel mondo digitale proprio in quanto sacerdote" ed il Messaggio del Papa "dà per scontato il bisogno di una formazione dei sacerdoti per un abile uso delle nuove tecnologie, ma la sua prima preoccupazione è assicurare che queste siano usate per promuovere il Vangelo e offrire speranza a tutti".

  "Il Papa" - ha proseguito Monsignor Tighe - "invita i sacerdoti e tutti i credenti a usare il web per creare uno spazio di dialogo in cui i cristiani, i fedeli di altre religioni e i non-credenti possano ritrovarsi nella ricerca rispettosa della verità e della saggezza". 

  Ricordando le iniziative in ambito digitale, come la pagina web della Congregazione per il Clero: www.annussacerdotalis.org, il Segretario del Dicastero ha segnalato che: "In diversi luoghi le nuove tecnologie sono usate per incoraggiare la continua formazione teologica e spirituale dei sacerdoti; (...) Inoltre, ci sono stati molti sforzi individuali da parte di sacerdoti, spesso appoggiati da laici con una formazione tecnica e competenza nel campo dei media, per usare le nuove tecnologie al fine di dare una dimensione nuova alla loro missione pastorale".
OP/MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI/...               VIS 20100125 (420)


IL SACERDOTE E LA PASTORALE NEL MONDO DIGITALE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLIV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (16 maggio 2010) sul tema: "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola". Il Messaggio è datato 24 gennaio, festività di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

Di seguito riportiamo estratti del testo.

  "I moderni mezzi di comunicazione sono entrati da tempo a far parte degli strumenti ordinari, attraverso i quali le comunità ecclesiali si esprimono, entrando in contatto con il proprio territorio ed instaurando, molto spesso, forme di dialogo a più vasto raggio, ma la loro recente e pervasiva diffusione e il loro notevole influsso ne rendono sempre più importante ed utile l'uso nel ministero sacerdotale".

  "Compito primario del Sacerdote è quello di annunciare Cristo, la Parola di Dio fatta carne, e comunicare la multiforme grazia divina apportatrice di salvezza mediante i Sacramenti. (...) Al riguardo, il Sacerdote viene a trovarsi come all'inizio di una 'storia nuova', perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola".

  "Ai Presbiteri, (...), è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante 'voci' scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell'apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web)".

  "Il Sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l'uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore. Più che la mano dell'operatore dei media, il Presbitero nell'impatto con il mondo digitale deve far trasparire il suo cuore di consacrato, per dare un'anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all'ininterrotto flusso comunicativo della 'rete'".

  "La pastorale nel mondo digitale, infatti, deve poter mostrare agli uomini del nostro tempo, e all'umanità smarrita di oggi, che 'Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda. (...) Chi meglio di un uomo di Dio può sviluppare e mettere in pratica, attraverso le proprie competenze nell'ambito dei nuovi mezzi digitali, una pastorale che renda vivo e attuale Dio nella realtà di oggi e presenti la sapienza religiosa del passato come ricchezza cui attingere per vivere degnamente l'oggi e costruire adeguatamente il futuro?'".

 "Compito di chi, da consacrato, opera nei media è quello di spianare la strada a nuovi incontri, assicurando sempre la qualità del contatto umano e l'attenzione alle persone e ai loro veri bisogni spirituali; offrendo agli uomini che vivono questo nostro tempo 'digitale' i segni necessari per riconoscere il Signore; donando l'opportunità di educarsi all'attesa e alla speranza e di accostarsi alla Parola di Dio, che salva e favorisce lo sviluppo umano integrale".

  "Con il Vangelo nelle mani e nel cuore, occorre ribadire che è tempo anche di continuare a preparare cammini che conducono alla Parola di Dio, senza trascurare di dedicare un'attenzione particolare a chi si trova nella condizione di ricerca, anzi procurando di tenerla desta come primo passo dell'evangelizzazione. Una pastorale nel mondo digitale, infatti, è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura".

  "Lo sviluppo delle nuove tecnologie e, nella sua dimensione complessiva, tutto il mondo digitale rappresentano una grande risorsa per l'umanità nel suo insieme (...). Ma essi si pongono, altresì, come una grande opportunità per i credenti. Nessuna strada, infatti, può e deve essere preclusa a chi, nel nome del Cristo risorto, si impegna a farsi sempre più prossimo all'uomo. I nuovi media, pertanto, offrono innanzitutto ai Presbiteri prospettive sempre nuove e pastoralmente sconfinate, che li sollecitano a valorizzare la dimensione universale della Chiesa, per una comunione vasta e concreta; ad essere testimoni, nel mondo d'oggi, della vita sempre nuova, generata dall'ascolto del Vangelo di Gesù".

  "Non bisogna dimenticare, però, che la fecondità del ministero sacerdotale deriva innanzitutto dal Cristo incontrato e ascoltato nella preghiera; annunciato con la predicazione e la testimonianza della vita; conosciuto, amato e celebrato nei Sacramenti, soprattutto della Santissima Eucaristia e della Riconciliazione".

  "Il Signore vi renda annunciatori appassionati della buona novella anche nella nuova 'agorà' posta in essere dagli attuali mezzi di comunicazione".
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/...               VIS 20100125 (810)


CONSIGLIO SPECIALE AFRICA SEGRETERIA SINODO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, è stato reso pubblico un Comunicato del Consiglio Speciale per l'Africa della Segretaria Generale del Sinodo dei Vescovi, che ha tenuto in Vaticano, la Seconda Riunione, nei giorni 19 e 20 gennaio scorso.

  Un Comunicato rende noto che nel corso dei lavori i Membri del Consiglio si sono soffermati sui principali problemi dei rispettivi Paesi del Continente "osservando che la Chiesa in diversi Paesi si trova nella necessità di difendere il popolo contro le ingiustizie. La mancanza di pace porta poi la Chiesa ad un forte impegno nella mediazione e nell' accoglienza di coloro che soffrono le conseguenze delle guerre interne".

  "La riconciliazione continua ad essere una sfida per la Chiesa in Africa, la quale deve essere riconciliata in se stessa per diventare credibile nella sua predicazione e nella sua azione sociale".

"Nel dialogo interreligioso, i presenti hanno affermato che si sta cercando di stabilire vincoli di intesa e collaborazione, soprattutto con l'Islam, che è la religione più diffusa nel Continente. Si auspica che i gruppi fondamentalisti siano sempre più sconfessati ed emarginati dai rappresentanti ufficiali dell'Islam".

  I Membri del Consiglio si sono inoltre impegnati nello studio delle Proposizioni del Sinodo - tenutosi in Vaticano nell'ottobre 2009 - "per un'ulteriore approfondimento e sviluppo come contributo alla composizione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale".

  La prossima riunione del Consiglio avrà luogo nei giorni 27 e 28 aprile 2010.
SE/CONSIGLIO SPECIALE/SINODO AFRICA                   VIS 20100125 (240)


ANGELUS: CHIESA DI UNITÀ NELLA MOLTEPLICITÀ CARISIMI


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2010 (VIS).  Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha citato la Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi della liturgia di oggi nella quale l'Apostolo paragona la Chiesa al corpo umano.

  "La Chiesa è concepita come il corpo, di cui Cristo è il capo, e forma con Lui un tutt'uno. Tuttavia ciò che all'Apostolo preme comunicare è l'idea dell'unità nella molteplicità dei carismi, che sono i doni dello Spirito Santo. Grazie ad essi, la Chiesa si presenta come un organismo ricco e vitale, non uniforme, frutto dell'unico Spirito che conduce tutti ad unità profonda, assumendo le diversità senza abolirle e realizzando un insieme armonioso".

  "Essa prolunga nella storia la presenza del Signore risorto, in particolare mediante i Sacramenti, la Parola di Dio, i carismi e i ministeri distribuiti nella comunità. Perciò, è proprio in Cristo e nello Spirito che la Chiesa è una e santa, cioè un'intima comunione che trascende le capacità umane e le sostiene".

  Il Santo Padre ha ricordato in merito la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che si conclude domani, festa della Conversione di San Paolo, con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduti dal Papa e alla quale parteciperanno Rappresentati di altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma. In questa occasione, ha detto Benedetto XVI, "Invocheremo da Dio il dono della piena unità di tutti i discepoli di Cristo (...) La comunione dei cristiani, infatti, rende più credibile ed efficace l'annuncio del Vangelo".

  "Infine, cari amici" - ha concluso il Pontefice - "desidero ricordare la figura di San Francesco di Sales, la cui memoria liturgica ricorre il 24 gennaio" e di cui ancora oggi custodiamo l'insegnamento: "La chiamata alla santità è per tutti e che ciascuno - come dice san Paolo con il paragone del corpo - ha il suo posto nella Chiesa". Al Patrono dei giornalisti, infine, il Papa ha affidato il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
ANG/CARISMI:UNITÀ/...                               VIS 20100125 (370)

BEATO SAMSÓ I ELIAS STIMOLI CORAGGIOSA TESTIMONIANZA FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che "Ieri, a Barcellona, è stato proclamato Beato José Samsó i Elías, sacerdote e martire catalano, ucciso durante la guerra civile (1936-1939). Da vero testimone di Cristo, morì perdonando i suoi persecutori. Per i sacerdoti, specialmente per i parroci, egli costituisce un modello di dedizione alla catechesi e alla carità verso i poveri".

  Nel salutare i fedeli di lingua spagnola il Santo Padre ha auspicato che l'Anno Sacerdotale, sull'esempio del Beato Samsó i Elías "sia stimolo ai presbiteri nel sollecito esercizio del ministero pastorale ed incoraggi i fedeli a dare in ogni momento una testimonianza coraggiosa e convinta della propria fede.
ANG/BEATO SAMSÓ I ELÍAS/...                                   VIS 20100125 (150)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Vincent Gerard Nichols, di Westminster, con gli Ausiliari Vescovo George Stack, Vescovo Alan Stephen Hopes e Vescovo John Arnold.

-    Il Vescovo Declan Ronan Lang, di Clifton.

-    Il Vescovo Brian Michael Noble, di Shrewsbury, con il Coadiutore Vescovo Mark Davies.

-    L'Arcivescovo Peter Smith, di Cardiff.

    - Il Vescovo Thomas Matthew Burns, S.M., di Menevia.

 Sabato 23 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

- Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito dei Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura.
AP/.../...                                       VIS 20100125 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Montfort Stima, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Blantyre (superficie: 9.166; popolazione: 4.600.000; cattolici: 1.133.850; sacerdoti: 78; religiosi: 287), Malawi. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Neno (Malawi) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.
 
- Ha nominato Membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica: il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; l'Arcivescovo Velasio De Paolis, C.S., Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede; l'Arcivescovo Stanislav Zvolensky, di Bratislava (Repubblica Slovacca); il Vescovo Filippo Iannone, di Sora-Aquino-Pontecorvo (Italia); il Vescovo Fernando José Monteiro Guimarães, di Garanhuns (Brasile), ed il Vescovo Ryszard Kasyna, Ausiliare di Gdansk (Polonia).

- Ha nominato il Monsignore Piero Pioppo, Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Consigliere di Nunziatura e Prelato dell'Istituto per le Opere di Religione, è nato a Savona nel 1960 (Italia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

  Sabato 23 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Vincenzo Pisanello, Vescovo di Oria (superficie: 921; popolazione: 183.300; cattolici: 180.000; sacerdoti: 117; religiosi: 265; diaconi permanenti: 6), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Galatina (Italia), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. È stato finora Vicario per l'Amministrazione e Parroco dei Santi Pietro e Paolo in Galatina.
NEA:NA:NN:NER/.../                                       VIS 20100125 (250)


DALLE CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2010 (VIS). Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malankarese, dopo aver consultato la Santa Sede, ha adottato i seguenti provvedimenti ed ha proceduto, col previo Assenso del Santo Padre, alle elezioni episcopali di seguito riportate:

- Erezione della nuova eparchia di Pathanamthitta e designazione del primo Vescovo nella persona del Vescovo Yoohanon Mar Chrysostom Kalloor, trasferendolo dall'Eparchia di Marthandom.

- Elezione del Vescovo eparchiale di Marthandom nella persona del Reverendo K.M. Vincent Kulapuravilai. Il Vescovo eletto è nato ad Anakkarai (India), nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Professore al "St. Mary's Malankara Major Seminary".

- Erezione della nuova Eparchia di Puthur e designazione del primo Vescovo nella persona del Vescovo Geevarghese Mar Divannasios Ottathenghil, trasferendolo dall'Eparchia di Battery.

- Designazione del Vescovo eparchiale di Battery nella persona del Vescovo Joseph Mar Thomas Konnath, trasferendolo dall'Ufficio di Ausiliare di Trivandurm e Visitatore Apostolico per l'America Settentrionale e l'Europa.

- Elezione del nuovo Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Trivandrum nella persona del Reverendo Samuel Kattukallil. Il Vescovo eletto è nato a Kadammanitta (India), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Finora è stato è Sincello dell'Arcieparchia di Trivandrum (India).

- Elezione del Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Tiruvalla nella persona del Reverendo Stephen Thottahil.  Il Vescovo eletto è nato a Ranni (India) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Finora è stato Professore di teologia morale e Decano di teologia al Malankara Seminary.

- Elezione del Vescovo della Curia Arcivescovile Maggiore Siro-Malankarese nella persona del Reverendo Anthony Valiyavilayil, O.I.C. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 ad Adoor (India), ha emesso la professione solenne nell'Ordine dell'Imitazione di Cristo ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Finora è stato Cancelliere della Curia Arcivescovile Maggiore della Chiesa Siro-Malankarese.
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venerdì 22 gennaio 2010

BENEDETTO XVI CONFERMA SUA FIDUCIA CARDINALE BERTONE


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2010 (VIS). L'Osservatore Romano ha pubblicato ieri una Lettera del Santo Padre Benedetto XVI, datata 15 gennaio, con la quale il Papa conferma la sua fiducia al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Il Porporato, al compimento dei 75 anni, il 2 dicembre 2009, ha voluto rimettere il mandato di Segretario di Stato, secondo le norme stabilite dal Diritto Canonico.

  Benedetto XVI esprime al Cardinale Bertone il suo apprezzamento ricordando "il lungo cammino della nostra collaborazione iniziata con il suo lavoro di Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede".

  "Penso pure al delicato lavoro da Lei svolto per costruire il dialogo con Monsignor Marcel Lefebvre" - scrive ancora il Papa e, nel ricordare che Giovanni Paolo II chiamò il Cardinale Bertone "a prestare servizio nella Curia Romana. Ella ha svolto con competenza e generosa dedizione l'ufficio di Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Sono stati anni intensi ed impegnativi, durante i quali sono nati documenti di grande importanza dottrinale e disciplinare". 

  "Ho sempre ammirato il suo 'sensus fidei'" - sottolinea Papa Benedetto XVI - "la sua preparazione dottrinale e canonistica e la sua 'humanitas', che ci ha molto aiutato a vivere nella Congregazione per la Dottrina della Fede un clima di autentica familiarità, unita ad una decisa e determinata disciplina di lavoro".

  "Tutte queste qualità" - conclude il Pontefice - "sono state il motivo che mi ha portato alla decisione, nell'estate del 2006, di nominarLa mio Segretario di Stato e sono oggi la ragione per la quale, anche in futuro, non vorrei rinunciare a questa sua preziosa collaborazione".
BXVI-LETTERA/CONFERMA MANDATO/BERTONE               VIS 20100122 (270)


RIUNIONE CAPI DICASTERO CURIA ROMANA PRESIEDUTA PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, Benedetto XVI ha presieduto una riunione alla quale hanno partecipato i Capi Dicastero della Curia Romana.
.../RIUNIONE CAPI DICASTERO/...                         VIS 20100122 (50)

BILANCIO SANTA SEDE E GOVERNATORATO CITTÀ DEL VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2010 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che il 20 e il 21 gennaio ha avuto luogo la riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B.

  L'ordine del giorno prevedeva la discussione del bilancio preventivo consolidato della Santa Sede e del bilancio preventivo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per l'anno 2010.

  L'Arcivescovo Velasio De Paolis, C.S, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, ha spiegato che: "Tra i costi, la voce più consistente è quella inerente alla retribuzione del personale dipendente, che si attesta a 2.668 unità. Benché se ne preveda il contenimento, il relativo onere finanziario è ugualmente in crescita a motivo dell'adeguamento degli stipendi al costo della vita. Vi sono poi le spese relative alla Radio Vaticana e alle altre istituzioni medianiche": Tipografia Vaticana, L'Osservatore Romano, Libreria Editrice Vaticana (LEV) e Centro Televisivo Vaticano.

  L'Arcivescovo De Paolis ha poi illustrato il bilancio preventivo per l'anno 2010 del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano che "provvede in modo autonomo al proprio finanziamento" e che "ha sostanzialmente superato le difficoltà degli esercizi precedenti, riacquistando un assetto che permette di guardare con maggior fiducia al futuro".

  "A carico del Governatorato, oltre ai costi connessi alle attività istituzionali dello Stato, vi sono gli oneri derivanti dalla manutenzione degli immobili e degli impianti. Per il periodo in esame, è prevista l'attività di 1.884 dipendenti".

  "Durante i lavori del Consiglio, il Santo Padre ha fatto graditissima visita ai partecipanti, ascoltando con vivo interesse le loro osservazioni e ringraziando tutti gli intervenuti per la preziosa collaborazione offerta alla Sede Apostolica".
OP/BILANCIO SANTA SEDE:GOVERNATORATO/...               VIS 20100122 (300)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20100122 (30)

giovedì 21 gennaio 2010

BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2010 (VIS). Oggi, Memoria Liturgia di Santa Agnese, Vergine e Martire, nella Cappella Urbano VIII nel Palazzo Apostolico Vaticano, sono stati presentati, al Santo Padre Benedetto XVI due  agnelli benedetti nell'omonima Basilica sulla via Nomentana.

  Come tradizione la lana di questi agnelli sarà utilizzata per confezionare i sacri Pallii che il Papa impone ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, ogni anno, il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  I Padri Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane allevano gli agnelli mentre i Sacri Palli sono confezionati dalle religiose di Santa Cecilia in Trastevere.
.../BENEDIZIONE AGNELLI:PALLIO/...                       VIS 20100121 (110)


SANTA MESSA XXV ANNIVERSARIO CONSIGLIO PER LA SALUTE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2010 (VIS). Alle ore 10:30, di giovedì 11 febbraio, festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, Benedetto XVI presiederà la Celebrazione della Santa Messa per gli Ammalati nella Basilica Vaticana, in occasione della Giornata Mondiale del Malato e del 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
MESS/MESSA MALATI/PASTORALE:SALUTE                     VIS 20100121 (60)

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