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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 22 gennaio 2009

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MALATI DI LEBBRA


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio per la 56ma Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra che si celebra domenica prossima 25 gennaio. Il Messaggio reca la firma del Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute.

  Il Documento ricorda che il morbo di Hansen è "una malattia spesso ignorata dai mezzi di comunicazione, ma che ancora oggi ogni anno colpisce nel mondo oltre 250.000 persone, la maggior parte delle quali vive in condizioni di indigenza. Secondo le stime più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che si riferiscono al 2007, si sono registrati in quell'anno 254.525 nuovi malati di lebbra, con una presenza di 212.802 persone in trattamento". Buona parte di essi sono bambini (40.000) dei quali il 12% ha meno di 15 anni.

  "Nell'anno del XX Anniversario della Convenzione dei Diritti dei Fanciulli" - scrive il Cardinale Lozano Barragán - "faccio appello ai responsabili delle Organizzazioni Governative, affinché nell'attuare i programmi e i piani di salute nei diversi Paesi, riservino una speciale attenzione ai bambini malati di lebbra".

  "Sul piano sociale, purtroppo, persistono ancora infondate paure alimentate dall'ignoranza circa il morbo di Hansen. Queste paure generano atteggiamenti di esclusione e spesso imprimono una sorta di marchio nei malati di lebbra, rendendoli particolarmente vulnerabili. Questa 56ma Giornata Mondiale è quindi una opportuna occasione per offrire alla comunità degli uomini una corretta, larga e capillare informazione sulla lebbra, sugli effetti devastanti che può causare nei corpi se lasciati a se stessi nelle famiglie e nella società, e suscitare il dovere singolo e collettivo di una attiva fraterna solidarietà".

  Il Cardinale Lozano Barragán sottolinea la speciale sollecitudine della Chiesa per i malati di lebbra nel corso dei secoli, attraverso diverse congregazione religiose, e cita in particolare la figura del Beato Padre Damian de Veuster "simbolo di tutti i Consacrati a Cristo che ancora oggi dedicano la propria vita a questa nobile causa".

  Infine, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ringrazia a nome del suo Dicastero, i tanti volontari per le iniziative di solidarietà nella lotta contro il morbo di Hansen. Alle Associazioni e Organizzazioni Non Governative, in particolare alla "Sasakawa Foundation", il Cardinale esprime la sua riconoscenza "per l'apporto insostituibile che da decenni sta dando a questa causa, sostenendo finanziariamente le Istituzioni della Comunità Internazionale nella ricerca in campo terapeutico".
CON-AVA/GIORNATA MONDIALE LEBBRA/LOZANO        VIS 20090122 (400)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Horst Seehofer, Ministro Presidente della Baviera, con la Consorte e Seguito.

- Il Vescovo Rabban Al-Qas, di Amadiyah dei Caldei (Iraq), Amministratore Patriarcale di Arbil dei Caldei, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, di Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei (Stati Uniti d'America), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Djibrail Kassab, di Saint Thomas the Apostle of Sydney dei Caldei (Australia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo  Sahrad Yawsip Jammo, di Saint Peter the Apostle of San Diego dei Caldei (Stati Uniti d'America), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/.../...                                       VIS 20090122 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo (superficie: 2.442; popolazione: 918.016; cattolici: 882.000; sacerdoti: 1.000; religiosi: 2.639), Italia. Il Vescovo Beschi, finora Ausiliare di Brescia (Italia), succede al Vescovo Roberto Amadei, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Bergamo (Italia), presentata dal Vescovo Lino Bortolo Belotti, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Salvatore Muratore, Vescovo di Nicosia (superficie: 1.475; popolazione: 80.538; cattolici: 80.012; sacerdoti: 68; religiosi: 56; diaconi permanenti: 3), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Agrigento (Italia), è nato a Campobello di Licata (Italia), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha nominato il Monsignore Antonio Staglianò, Vescovo di Noto (superficie: 1.355; popolazione: 214.400; cattolici: 212.500; sacerdoti: 123; religiosi: 243; diaconi permanenti: 15), Italia. Il Vescovo eletto, finora Direttore dell'Istituto Teologico Calabro, è nato a Isola Capo Rizzuto (Italia), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
NER:RE/.../...                                       VIS 20090122 (190)


mercoledì 21 gennaio 2009

TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE BARACK OBAMA


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo del telegramma che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato al 44° Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama, in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca.

  "Porgo i miei cordiali e migliori auguri" - scrive Benedetto XVI - "con l'assicurazione delle mie preghiere affinché Dio Onnipotente le conceda la sua perenne saggezza e fortezza nell'esercizio delle sue grandi responsabilità".

  "Possa il popolo americano, sotto la sua presidenza, continuare a trarre dalla sua ricca eredità religiosa e politica i valori spirituali e i principi etici necessari per cooperare nell'edificazione di una società davvero giusta e libera, caratterizzata dal rispetto della dignità, dell'uguaglianza e dei diritti di ogni suo membro, specialmente i poveri, gli emarginati e coloro che non hanno voce".

  "In questo momento nel quale tanti nostri fratelli e sorelle nel mondo anelano ad essere liberati dal flagello della povertà, della fame e della violenza, prego che sia riconfermata la sua risoluzione di promuovere la comprensione, la cooperazione e la pace fra le nazioni, perché tutti i popoli del mondo possano partecipare al banchetto della vita che Dio ha preparato per tutta la famiglia umana".

  "Su lei e sulla sua famiglia, e su tutto il popolo americano invoco le benedizioni divine di gioia e di pace".
TGR/INAUGURAZIONE PRESIDENZA/OBAMA:USA                VIS 20090121 (240)


PREGARE E LAVORARE PERCHÈ SI COMPIA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che domenica 18 gennaio è iniziata la "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che quest'anno propone alla meditazione le parole tratte dal libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (37,17).

  "La piena unità, per la quale il Signore ha pregato e alla quale tutti i suoi discepoli devono tendere instancabilmente" - ha affermato il Santo Padre - "è connessa alla vita e alla missione stessa della Chiesa nel mondo. Per questo è importante che ogni comunità cristiana prenda consapevolezza dell'urgenza di operare in tutti i modi possibili per giungere a questo grande obbiettivo".

  "Sapendo che l'unità è innanzitutto 'dono' del Signore" - ha ribadito il Pontefice - "occorre al tempo stesso implorarla con instancabile e fiduciosa preghiera, dimenticando noi stessi e rivolgendoci a Cristo. E' questo l'invito che, con la presente 'Settimana', viene rivolto ai credenti in Cristo di ogni Chiesa e Comunità ecclesiale; ad esso, cari fratelli e sorelle, rispondiamo con pronta generosità".

  Dal brano del libro del profeta Ezechiele, ha proseguito il Papa, si apprende che: "Il Signore desidera che l'intero suo popolo cammini con pazienza e perseveranza verso il traguardo della piena unità. Impegno questo, che comporta adesione umile e docile obbedienza al comando del Signore, il quale lo benedice e lo rende fecondo".

  "La visione di Ezechiele diviene particolarmente eloquente per l'intero movimento ecumenico, perché pone in luce l'esigenza imprescindibile di un autentico rinnovamento interiore in tutti i componenti del Popolo di Dio che il Signore solo può operare. (...) La 'Settimana di preghiera per l'unità' diviene, in tal modo, per tutti noi stimolo a una conversione sincera e a un ascolto sempre più docile della Parola di Dio, ad una fede sempre più profonda".

  "La 'Settimana' è anche occasione propizia per ringraziare il Signore" per gli "incontri, dialoghi e gesti di fraternità che il Signore ci ha concesso di poter realizzare". In merito il Papa ha ricordato i tre incontri con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che nell'ottobre 2008 è intervenuto l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e ha proseguito affermando: "Ho condiviso il dolore del Patriarcato di Mosca per la dipartita dell'amato fratello in Cristo, il Patriarca S.S. Alessio II, e continuo a restare in comunione di preghiera con quei nostri fratelli che si preparano ad eleggere il nuovo Patriarca della loro veneranda e grande Chiesa ortodossa".

  "Ugualmente mi è stato dato di incontrare rappresentanti delle varie Comunioni cristiane di Occidente, con i quali prosegue il confronto sull'importante testimonianza che i cristiani sono chiamati a dare oggi in modo concorde, in un mondo sempre più diviso e posto di fronte a tante sfide di carattere culturale, sociale, economico ed etico".

  Nel contesto dell'Anno Paolino, ha detto ancora il Papa, "Facciamo nostro l'anelito di San Paolo, che ha speso la sua vita interamente per l'unico Signore e per l'unità del suo mistico Corpo, rendendo, con il martirio, una suprema testimonianza di fedeltà e di amore per Cristo".
 
  "Il desiderio che ci abita in cuore" - ha concluso il Pontefice - "è che si affretti il giorno della piena comunione, quando tutti i discepoli dell'unico nostro Signore potranno finalmente celebrare insieme l'Eucaristia, il sacrificio divino per la vita e la salvezza del mondo".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha benedetto, come di consueto nella festa di Santa Agnese, due agnelli la cui lana sarà impiegata nella confezione dei Sacri Palli che i nuovi Arcivescovi Metropoliti riceveranno il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Nel corso di una breve cerimonia, il Santo Padre ha ricevuto il titolo di cittadino onorario della città austriaca di Mariazell, dove si è recato in visita al celebre Santuario, nel settembre 2007.
AG/UNITÀ CRISTIANI/...                            VIS 20090121 (400)


PREGARE E LAVORARE PERCHÈ SI COMPIA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che domenica 18 gennaio è iniziata la "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che quest'anno propone alla meditazione le parole tratte dal libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (37,17).

  "La piena unità, per la quale il Signore ha pregato e alla quale tutti i suoi discepoli devono tendere instancabilmente" - ha affermato il Santo Padre - "è connessa alla vita e alla missione stessa della Chiesa nel mondo. Per questo è importante che ogni comunità cristiana prenda consapevolezza dell'urgenza di operare in tutti i modi possibili per giungere a questo grande obbiettivo".

  "Sapendo che l'unità è innanzitutto 'dono' del Signore" - ha ribadito il Pontefice - "occorre al tempo stesso implorarla con instancabile e fiduciosa preghiera, dimenticando noi stessi e rivolgendoci a Cristo. E' questo l'invito che, con la presente 'Settimana', viene rivolto ai credenti in Cristo di ogni Chiesa e Comunità ecclesiale; ad esso, cari fratelli e sorelle, rispondiamo con pronta generosità".

  Dal brano del libro del profeta Ezechiele, ha proseguito il Papa, si apprende che: "Il Signore desidera che l'intero suo popolo cammini con pazienza e perseveranza verso il traguardo della piena unità. Impegno questo, che comporta adesione umile e docile obbedienza al comando del Signore, il quale lo benedice e lo rende fecondo".

  "La visione di Ezechiele diviene particolarmente eloquente per l'intero movimento ecumenico, perché pone in luce l'esigenza imprescindibile di un autentico rinnovamento interiore in tutti i componenti del Popolo di Dio che il Signore solo può operare. (...) La 'Settimana di preghiera per l'unità' diviene, in tal modo, per tutti noi stimolo a una conversione sincera e a un ascolto sempre più docile della Parola di Dio, ad una fede sempre più profonda".

  "La 'Settimana' è anche occasione propizia per ringraziare il Signore" per gli "incontri, dialoghi e gesti di fraternità che il Signore ci ha concesso di poter realizzare". In merito il Papa ha ricordato i tre incontri con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che nell'ottobre 2008 è intervenuto l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e ha proseguito affermando: "Ho condiviso il dolore del Patriarcato di Mosca per la dipartita dell'amato fratello in Cristo, il Patriarca S.S. Alessio II, e continuo a restare in comunione di preghiera con quei nostri fratelli che si preparano ad eleggere il nuovo Patriarca della loro veneranda e grande Chiesa ortodossa".

  "Ugualmente mi è stato dato di incontrare rappresentanti delle varie Comunioni cristiane di Occidente, con i quali prosegue il confronto sull'importante testimonianza che i cristiani sono chiamati a dare oggi in modo concorde, in un mondo sempre più diviso e posto di fronte a tante sfide di carattere culturale, sociale, economico ed etico".

  Nel contesto dell'Anno Paolino, ha detto ancora il Papa, "Facciamo nostro l'anelito di San Paolo, che ha speso la sua vita interamente per l'unico Signore e per l'unità del suo mistico Corpo, rendendo, con il martirio, una suprema testimonianza di fedeltà e di amore per Cristo".
 
  "Il desiderio che ci abita in cuore" - ha concluso il Pontefice - "è che si affretti il giorno della piena comunione, quando tutti i discepoli dell'unico nostro Signore potranno finalmente celebrare insieme l'Eucaristia, il sacrificio divino per la vita e la salvezza del mondo".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha benedetto, come di consueto nella festa di Santa Agnese, due agnelli la cui lana sarà impiegata nella confezione dei Sacri Palli che i nuovi Arcivescovi Metropoliti riceveranno il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Nel corso di una breve cerimonia, il Santo Padre ha ricevuto il titolo di cittadino onorario della città austriaca di Mariazell, dove si è recato in visita al celebre Santuario, nel settembre 2007.
AG/UNITÀ CRISTIANI/...                            VIS 20090121 (400)


PAPA RICORDA VI INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai pellegrini di lingua spagnola e ricordando la celebrazione in Messico del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, ha avuto parole di esortazione affinché essi "rendano grazie a Dio per questo avvenimento tanto importante ed accompagnino con la preghiera i preparativi del prossimo incontro che si terrà a Milano".

  "Che il Signore sostenga con la sua grazia tutte le famiglie" - ha concluso il Pontefice - "perché in esse regni la fede viva, il rispetto reciproco, l'amore sincero e la comprensione reciproca! Affido questa intenzione alla protezione della Sacra Famiglia di Nazareth".
AG/INCONTRO FAMIGLIE/...                           VIS 20090121 (120)


ENCOMIO DEL PAPA DEL DEFUNTO CARDINALE GHATTAS


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio a Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Il Cairo, Egitto), per la morte, avvenuta ieri nella capitale, del Cardinale Stéphanos Ghattas, C.M., Patriarca emerito di Alessandria dei Copti, all'età i 89 anni.

  "Tengo ad esprimerle" - scrive Benedetto XVI - "la mia unione nella preghiera con la vostra Chiesa patriarcale, con la famiglia del defunto e con tutte le persone colpite da questo lutto. Prego Cristo Risorto di accogliere nella sua gioia e nella sua pace questo servitore fedele della Chiesa che prima come missionario nella Congregazione della Missione, poi come Vescovo di Luqsor ed infine come Patriarca, si è dedicato con zelo e semplicità al servizio del Popolo di Dio, in spirito di dialogo e di condivisione con tutti".

  "In segno di consolazione, accordo di gran cuore , Sua Beatitudine, la Benedizione Apostolica, ai Vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli del Patriarcato Copto d'Alessandria, ai confratelli Lazzaristi del defunto Cardinale, ai membri della sua famiglia e alla persone che prenderanno parte, nella speranza, alla liturgia esequiale".
TGR/MORTE GHATTAS/NAGUIB                               VIS 20090121 (200)


martedì 20 gennaio 2009

VISITA IN CAMPIDOGLIO DI BENEDETTO XVI IL 9 MARZO


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2009 (VIS). Accogliendo l'invito a suo tempo formulato dal Sindaco e dal Consiglio Comunale della Città di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Campidoglio lunedì 9 marzo 2009, dove interverrà ad una seduta straordinaria del medesimo Consiglio, dedicata al tema del "valore universale di Roma, capitale del Cattolicesimo e dei suoi valori".
OP/VISITA CAMPIDOGLIO/ROMA                         VIS 20090120 (70)


CATALOGO DI MANOSCRITTI EBRAICI BIBLIOTECA VATICANA


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2009 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che venerdì 30 gennaio, nella Sala Conferenze di Via dell'Ospedale, 1, sarà presentato il volume "Hebrew Manuscripts in the Vatican Library: Catalogne" (Manoscritti ebraici nella Biblioteca Vaticana: Catalogo).

  Alle presentazione del volume interverranno il Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; il Signor Mordechay Lewy, Ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede; il Monsignore Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana ed il Dottor Benjamin Richler, già Direttore dell'Istituto di Microfilm di Manoscritti Ebraici della Biblioteca Ebraica Nazionale Universitaria.

  Il volume recentemente pubblicato dalla Biblioteca Vaticana costituisce un significativo esempio di cooperazione fattiva tra istituzioni culturali della Santa Sede e di Israele: si tratta del catalogo di tutti i manoscritti vaticani in scrittura ebraica - per un totale di circa 800 segnature, distribuite in 11 fondi manoscritti, curato dallo staff scientifico dell'Istituto che, presso la "National Library of Israel and University Library" si occupa di raccogliere, conservare e studiare i microfilm dei manoscritti ebraici che si trovano in numerose parti del mondo.

  Questo importantissimo contributo di conoscenza, apparso dopo oltre mezzo secolo dall'inventario analitico di Umberto Cassuto (Moshe David Cassuto 1883-1951) è il primo catalogo dall'epoca del settecentesco "Catalogus", di Giuseppe Simonio Assemani (1687-1768), "Primo Custode" della Biblioteca Vaticana.
.../MANOSCRITTI EBRAICI/BIBLIOTECA VATICANA          VIS 20090120 (220)


NECESSARIA UNA CULTURA E UNA POLITICA DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Poco dopo le ore 20:00. locali, è stato trasmesso il videomessaggio registrato dal Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al momento di festa e di testimonianza offerto da alcune famiglie cristiane di tutto il mondo. La festa si è tenuta nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, nell'ambito del VI Incontro Mondiale delle Famiglie (14-18 gennaio), sul tema: "La famiglia, educatrice ai valori umani e cristiani".

Il tema dell'Incontro Mondiale, ha affermato il Papa, ricorda che "l'ambiente familiare è scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, di conseguenze benefiche per le persone, per la Chiesa e la società. In effetti, la famiglia è chiamata a vivere e a coltivare l'amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso il prossimo, specialmente verso i più deboli. La famiglia cristiana (...) deve essere ricolma della presenza di Dio, ponendo nelle sue mani gli avvenimenti quotidiani e chiedendo il suo aiuto per compiere adeguatamente la sua imprescindibile missione".

"Perciò" - ha proseguito il Pontefice - "è di grande importanza la preghiera nella famiglia nei momenti più consoni e significativi. (...) Il Maestro è certamente con la famiglia che ascolta e medita la Parola di Dio, che apprende da Lui le cose più importanti nella vita e pone in pratica i suoi insegnamenti. In tal modo, si trasforma e migliora gradualmente la vita personale e familiare, si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il gusto di essere uniti e la famiglia si unisce e si consolida, come una casa costruita sulla roccia".

Benedetto XVI ha sottolineato che "con la forza che proviene dalla preghiera, la famiglia si trasforma in una comunità di discepoli e missionari di Cristo. (....) Vivendo la fiducia e l'obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l'accoglimento generoso dei figli, la cura dei più deboli, e la prontezza al perdono, la famiglia si converte in Vangelo vivo, che tutti possono leggere". Inoltre la famiglia deve "portare anche la sua testimonianza di vita e la sua esplicita professione di fede ai diversi ambienti che la circondano, come la scuola e le diverse associazioni, deve pure impegnarsi nella formazione catechistica dei propri figli e nelle attività pastorali della sua comunità parrocchiale, specialmente quelle in relazione con la preparazione al matrimonio o rivolte specificatamente alla vita familiare".

"Per la sua funzione sociale essenziale, la famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella sua identità e non deve essere confusa con altre forme di convivenza, deve anche poter contare sulla debita protezione culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e in modo speciale su di un appoggio che tenga in conto il numero dei figli e le risorse economiche disponibili, sufficienti per permettere la libertà di educazione dei figli e di scelta della scuola".

Il Santo Padre ha concluso sottolineando la necessità di "sviluppare una cultura e una politica della famiglia, che siano promosse anche in maniera organizzata per le famiglie stesse". Al riguardo il Papa ha incoraggiato le famiglie "a unirsi in associazioni che promuovano l'identità e i diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo", e ha invitato tali associazioni "a coordinarsi e a collaborare fra loro perché la loro attività sia più incisiva".
MESS/FAMIGLIA/MESSICO VIS 20090119 (570)

lunedì 19 gennaio 2009

APPELLO PER LA TERRA SANTA, SETTIMANA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha nuovamente ricordato il conflitto nella Striscia di Gaza dicendo: "Continuo a seguire con profonda trepidazione il conflitto nella Striscia di Gaza. Ricordiamo anche oggi al Signore le centinaia di bambini, anziani, donne, caduti vittime innocenti dell'inaudita violenza, i feriti, quanti piangono i loro cari e coloro che hanno perduto i loro beni".

  "Vi invito, nello stesso tempo, ad accompagnare con la preghiera gli sforzi che numerose persone di buona volontà stanno compiendo per fermare la tragedia. Spero vivamente che si sappia approfittare, con saggezza, degli spiragli aperti per ripristinare la tregua e avviarsi verso soluzioni pacifiche e durevoli".

  "In questo senso, rinnovo il mio incoraggiamento a quanti, da una parte come dall'altra, credono che in Terrasanta ci sia spazio per tutti, affinché aiutino la loro gente a rialzarsi dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente, riprendere il filo del dialogo nella giustizia e nella verità. E' questo l'unico cammino che può effettivamente schiudere un avvenire di pace per i figli di quella cara regione!".

  "Inizia oggi" - ha continuato il Santo Padre - "la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che si concluderà la prossima domenica 25 gennaio". Il tema biblico è stato suggerito quest'anno "da un gruppo ecumenico della Corea ed è tratto dal Libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (Ez 37,17)".

  "Accogliamo anche noi questo invito e preghiamo con maggiore intensità perché i cristiani camminino in modo risoluto verso la piena comunione tra loro. Mi rivolgo particolarmente ai cattolici sparsi nel mondo affinché, uniti nella preghiera, non si stanchino di operare per superare gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo. L'impegno ecumenico è ancora più urgente oggi, per dare alla nostra società, segnata da tragici conflitti e da laceranti divisioni, un segno e un impulso verso la riconciliazione e la pace".
ANG/GAZA:UNITÀ CRISTIANI/...                       VIS 20090119 (330)


MILANO SEDE PROSSIMO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Nel corso del Messaggio televisivo, in diretta, rivolto ai pellegrini che partecipavano, questa mattina, sul sagrato della Basilica di Nuestra Señora de Guadalupe, alla Messa di chiusura dell'Incontro delle famiglie, il Santo Padre ha annunciato che Milano sarà la sede del prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma nella primavera del 2012, sul tema: "La famiglia, il lavoro e la festa".
 
  "La famiglia" - ha detto il Papa - "è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, un bene insostituibile per i figli, degni di venire alla luce come frutto dell'amore, della donazione totale e generosa dei genitori. (...) La famiglia ha un ruolo fondamentale nell'educazione dell'individuo. E' una vera scuola di umanità e di valori perenni. Nessuno si crea da se stesso".

  Il Santo Padre ha sottolineato che "abbiamo ricevuto da altri la vita, che si sviluppa e matura con le verità e i valori che apprendiamo nel rapporto e in comunione con gli altri. In proposito la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale".

  "Tuttavia, questo lavoro educativo viene messo in difficoltà da un ingannevole concetto di libertà, nel quale il capriccio e gli impulsi soggettivi dell'individuo si esaltano fino al punto di vedere ciascuno chiuso nella prigione del proprio io. La vera libertà dell'essere umano proviene dall'essere stato creato a immagine e somiglianza di Dio, per questo l'uomo deve esercitarlo con responsabilità, scegliendo sempre il bene autentico perché si converta in amore, in dono di se stessi. Più che le teorie, sono necessarie la vicinanza e l'amore, caratteristiche della comunità familiare. Nella famiglia si apprende a vivere davvero, ad apprezzare il valore della vita e della salute, la libertà e la pace, la giustizia e la verità, il lavoro, la concordia e il rispetto".

  Oggi più che mai ha ribadito il Pontefice è necessaria "la testimonianza e l'impegno pubblico di tutti i battezzati per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna e aperto alla vita, come pure la dignità della vita umana in tutte le sue fasi. Occorre promuovere anche strumenti legislativi e amministrativi che sostengano la famiglia nei suoi diritti inalienabili, necessari per portare avanti la sua straordinaria missione".

  Nell'esprimere la sua vicinanza e nell'assicurare la sua preghiera "per tutte le famiglie che danno testimonianza di fedeltà in circostanze particolarmente ardue", Benedetto XVI ha concluso il suo messaggio incoraggiando le famiglie numerose "che vivendo a volte in mezzo a opposizione ed incomprensioni, danno un esempio di generosità e fiducia in Dio, con l'auspicio che non le manchi il necessario sostegno". Il Papa ha ricordato inoltre le famiglie "che soffrono per la povertà, la malattia, l'emarginazione e l'emigrazione e in particolare le famiglie cristiane perseguitate a causa della fede".

  Prima della conclusione, il Papa ha affidato tutte le famiglie del mondo alla protezione della Vergine Santissima "tanto venerata nella nobile terra messicana con il nome di Guadalupe".
AC/FAMIGLIE/MESSICO                               VIS 20090119 (530)


LA CHIESA SEGNO E STRUMENTO DI SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della festa di Sant'Enrico, Patrono del Paese, che si celebra oggi.

  "La Commissione di Dialogo Cattolico-Luterano in Finlandia e Svezia continua a esaminare la 'Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione'" - ha ricordato il Pontefice - "Quest'anno celebriamo il decimo anniversario di questa importante Dichiarazione e la Commissione attualmente studia le sue implicazioni e la possibilità della sua ricezione. Sotto il tema di 'Giustificazione nella Vita della Chiesa', il dialogo tiene conto della natura della Chiesa quale segno e strumento della salvezza portata da Gesù Cristo, e non semplicemente una mera assemblea di credenti o una istituzione con diverse funzioni".

  "Il vostro pellegrinaggio a Roma ha luogo durante l'Anno Paolino" - ha ricordato il Papa  - "in cui ricorrono i duemila anni della nascita dell'Apostolo delle genti, la cui vita ed insegnamenti erano instancabilmente impegnati nell'unità della Chiesa. San Paolo ci ricorda della meravigliosa grazia che abbiamo ricevuto divenendo membri del corpo di Cristo attraverso il Battesimo. La Chiesa è il Copro mistico di Cristo, ed è continuamente guidata dallo Spirito Santo; lo Spirito del Padre e del Figlio".

  "Soltanto fondandosi sulla realtà dell'incarnazione si può comprendere il carattere sacramentale della Chiesa come comunione in Cristo. Un consenso riguardo alle implicazioni profondamente cristologiche e penumatologiche del mistero della Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "si dimostrerebbe una base molto promettente per il lavoro della Commissione".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA               VIS 20090119 (250)


IN BREVE

BENEDETTO XVI HA ASSISTITO AD UN CONCERTO NELLA CAPPELLA SISTINA, nel pomeriggio di sabato 17 gennaio, in occasione dell'85° compleanno di Monsignor Georg Ratzinger, che è stato Maestro di Cappella del Duomo di Ratisbona (Germania). E' stata eseguita la Messa in do minore K 427 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).

IL CARDINALE PAUL JOSEF CORDES, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM", su invito della Conferenza dei Vescovi cattolici delle Filippine (CBCP), si è reato nelle Filippine, dal 19 al 24 gennaio, per partecipare all'Assemblea Plenaria dei Presuli filippini, che si terrà a Manila. Il Porporato rifletterà con i Vescovi sugli insegnamenti riaffermati nella prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Deus Caritas Est", ed ascolterà le diverse esperienze delle chiese locali. Nel corso della visita, il Cardinale Cordes visiterà i poveri, i malati e i sofferenti. Incontrerà anche il Presidente delle Filippine e riceverà una laurea "honoris causa" della "Pontificia y Real Universidad de Santo Tómas" di Manila, la più antica Università dell'Asia e uno dei più grandi atenei cattolici del mondo.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20090119 (180)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con il Vescovo Mariano Crociata, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale.

  Domenica 18 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in  udienze separate:

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), con l'Ausiliare Vescovo Reinhard Pappenberger.

 - Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau (Repubblica Federale di Germania).

  Sabato 17 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
AP/.../...                                 VIS 20090119 (90)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Edward J. Burns, Vescovo di Juneau (superficie: 97.258; popolazione: 74.000; cattolici: 7.350; sacerdoti: 10; religiosi: 8; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Diocesano "St. Paul" di Pittsburgh (Stati Uniti d'America), è nato a Pittsburgh (Stati Uniti d'America), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Il Vescovo Dionisio Lachovicz, O.S.B.M., Visitatore Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Italia e Spagna.

  Sabato 17 gennaio il Santo Padre.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Caracas (Venezuela), presentata dal Vescovo Pedro Nicolás Bermudez Villamizar, C.I.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Rutana (Burundi), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Bururi e Ruyigi, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Gitega.

- Ha nominato il Reverendo Bonaventure Nahimana, Primo Vescovo di Rutana (superficie: 2.180; popolazione: 378.387; cattolici: 168.160; sacerdoti: 23; religiosi: 30), Burundi. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Gisebuzi (Burundi) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Burasira e Segretario della Commissione Episcopale per le Vocazioni e i Seminari.

- Ha nominato il Reverendo Franco Mulakkal, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Delhi (superficie. 15.420; popolazione: 19.023.000; cattolici: 107.500; sacerdoti: 247; religiosi: 1.118), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Mattam (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. E' stato finora Tesoriere dell'Unione Apostolica del Clero e Consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Cultura: il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela); il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India); il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia); il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria); il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia); il Cardinale Daniel N. DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America); il Cardinale Théodore-Adrien Sarr, Arcivescovo di Dakar (Senegal); l'Arcivescovo Charles Maung Bo, di Yangon (Myanmar); il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania); l'Arcivescovo Willem Jacobus Eijk, di Utrecht (Paesi Bassi); l'Arcivescovo Héctor Rubén Aguer, di La Plata (Argentina).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura: il Padre Sebastian Maria Michael, S.V.D., Direttore dell'Istituto di Cultura Indiana di Andheri, Mumbai (India); il Professor Dominique Jean-Marie Lambert, Professore all'Università Notre Dame de la Paix a Namur (Belgio); il Professor Jean-Dominique Durand, filosofo-economista, Professore di Storia all'Università Statale e Presidente della Fondazione "Fourvière" di Lyon (Francia); Signor Roberto José Méndez Martínez, Fondatore e coordinatore della 'Aula della Poesia' del Centro Culturale de La Habana "Dulce Maira Loynaz" (Cuba); Dottoressa Rita Maria Isabell Naumann, delle Sorelle Mariane di Schönstatt, docente all'Istituto Cattolico e Decano degli Studi al Seminario "Buon Pastore" di Sydney (Australia); Professoressa Giovanna Parravicini, Consigliere culturale della Rappresentanza Pontificia nella Federazione Russa; Dottoressa Marie Louise Kanse Tah in Mbida, Avvocato, Membro fondatore della Commissione "Giustizia e Pace" dell'Arcidiocesi di Douala (Camerun).
NER:RE:ECE:NEA:NA/.../...                                                      VIS 20090119 (50)   


DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privata l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Venerabile Servo di Dio Ciriaco Maria Sancha y Hervás, Arcivescovo di Toledo e Cardinale, Fondatore dell'Istituto delle Religiose di Carità del Cardinale Sancha; spagnolo, (1833-1909);

- Venerabile Servo di Dio Carlo Gnocchi, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Opera 'Pro Iuventute'; italiano, (1902-1956);

- Venerabile Servo di Dio Bernardo Francisco de Hoyos, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; spagnolo, (1711-1735);

- Venerabile Servo di Dio Raffaele Rafiringa (al secolo: Luigi), Fratello professo dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; Madagascar (1856-1919);

- Venerabile Servo di Dio Eustachio Kugler (al secolo: Giuseppe), Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; tedesco (1867-1946);

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Giovanni de Palafox y Mendoza, Vescovo di Osma; spagnolo (1600-1659);

- Servo di Dio Roberto Spiske, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore di Sant'Edvige; polacco, (1821-1888).

- Serva di Dio Carolina Beltrami, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Immacolatine di Alessandria; italiana (1869-1932);

- Serva di Dio Maria dell'Immacolata Concezione Salvat y Romero (al secolo: Maria Isabella), Superiora Generale dell'Istituto delle Suore della Compagnia della Croce; spagnola (1926-1998);

- Serva di Dio Liberata Ferrarons y Vives, Laica, del Terz'Ordine dei Carmelitani; spagnola (1803-1842).

  Nel corso dell'Udienza privata concessa il 22 dicembre 2008 al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio José Tous y Soler, spagnolo (1811-1871). Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e Fondatore delle Suore Cappuccine della Madre del Divino Pastore.
CCS/DECRETI CAUSE SANTI/AMATO                       VIS 20090119 (310)

CELEBRAZIONI ANNIVERSARIO MARTIRIO SAN FRUTTUOSO

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera del Papa, redatta in lingua latina e datata 10 dicembre 2008, con la quale nomina il Cardinale Julián Herrranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, suo inviato Speciale alle celebrazioni del 1750° anniversario del martirio del Vescovo San Fruttuoso e dei Diaconi Sant'Augurio e Sant'Eulogio, conosciuti come i protomartiri di Tarragona (Spagna), che avranno luogo in detta Città il 24 e il 25 gennaio 2009.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Herranz è composta dal Monsignore Miguel Barbará Anglès, Vicario Generale dell'Arcidiocesi e Canonico della Cattedrale di Tarragona ed il Monsignore Joaquim Fortuny Vizcarro, Canonico Penitenziere della Cattedrale di Tarragona ed Economo Diocesano.
BXVI-LETT/INVIATO SPECIALE/TARRAGONA:HERRANZ          VIS 20090119 (130)

AIUTI ALLA POPOLAZIONE DI GAZA

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). In un Comunicato reso pubblico oggi si legge: "Davanti all'implacabile conflitto nella Striscia di Gaza, che ha causato una grave crisi umanitaria, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha espresso più volte la Sua vicinanza ai nostri fratelli e sorelle, che hanno già tanto sofferto".

  "A nome del Papa, il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', il Dicastero della Santa Sede che ha il compito di promuovere le iniziative caritative del Pontefice, ha inviato un concreto segno personale per aiutare la piccola ma fervente presenza cattolica a Gaza a prestare soccorso e aiuto. Gli aiuti sono stati inviati a Padre Manuel Musallam, Parroco della Chiesa della Santa Famiglia, alle Missionarie della Carità e ad altre congregazione religiose, che sono al servizio dei più vulnerabili nella terra natale di Gesù, ora tragicamente colpita dalla morte, dalla sofferenza, dai danni materiali, dalle lacrime versate dalle popolazioni che anelano alla pace".
CON-CU/AIUTI GAZA/...                                                              VIS 090119 (160)


SOLIDARIETÀ POPOLAZIONI PALESTINA E ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto il 16 gennaio scorso, alla Decima Sessione Speciale di emergenza dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul tema: "Azioni illegali di Israele nella Gerusalemme Est Occupata e nel resto dei Territori Palestinesi Occupati: bozza di risoluzione (A/ES-10/L21)".

  Nell'esprimere la solidarietà della Santa Sede alle popolazione civile della Striscia di Gaza e di alcune regioni di Israele "che sopportano l'urto di un crudele conflitto", il Nunzio ha insistito sulla necessità di "accelerare il cammino degli sforzi diplomatici congiunti e garantire che una assistenza umanitaria urgente raggiunga coloro che ne hanno bisogno".

  "La Santa Sede" - ha proseguito il Presule - "chiede che la risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza, dell'8 gennaio, che invoca un immediato e permanente cessate il fuoco e una assistenza umanitaria priva di ostacoli, sia realizzata pienamente. Nei giorni scorsi siamo stati testimoni del fallimento, da parte di tutte le parti coinvolte, del rispetto della distinzione fra popolazione civile e obiettivi militari. Nell'ambito di tale risoluzione, noi invitiamo tutte le parti a conformarsi pienamente alle richieste del diritto umanitario internazionale, per assicurare la protezione della popolazione civile".

  Il Nunzio ha ricordato che "nei sessanta anni di coesistenza fra i popoli di Israele e di Palestina sono stati testimoni di una lunga successione di conflitti, ma anche di dialogo, come nel caso degli incontri di Madrid, gli Accordi di Oslo, il "Wye Memorandum", il processo di pace del Quartetto, la "Road map" e la Conferenza di Annapolis (...) Tuttavia i molteplici sforzi per stabilire la pace fra Israele e le popolazioni palestinesi sono falliti. La mia Delegazione constata che il fallimento di tanti sforzi è dovuto ad una volontà politica insufficientemente coraggiosa e coerente per instaurare la pace, da ambo le parti".

  "Le Nazioni Unite" - ha concluso  l'Arcivescovo Migliore - "ha il gravoso compito di fare in modo che le parti rispettino il cessate il fuoco, di facilitare i negoziati e gli accordi fra le due parti e garantire l'assistenza umanitaria. In particolare, l'Assemblea Generale può assistere le parti nel conflitto per scoprire nuovi modelli per l'instaurazione della pace, modelli basati sull'accettazione reciproca e sulla cooperazione nella diversità".
DELSS/CONFLITTO ISRAELE:PALESTINA/MIGLIORE         VIS 20090119 (370)


NECESSARIA UNA CULTURA E UNA POLITICA DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Poco dopo le ore 20:00. locali, è stato trasmesso il videomessaggio registrato dal Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al momento di festa e di testimonianza offerto da alcune famiglie cristiane di tutto il mondo. La festa si è tenuta nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, nell'ambito del VI Incontro Mondiale delle Famiglie (14-18 gennaio), sul tema: "La famiglia, educatrice ai valori umani e cristiani".

Il tema dell'Incontro Mondiale, ha affermato il Papa, ricorda che "l'ambiente familiare è scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, di conseguenze benefiche per le persone, per la Chiesa e la società. In effetti, la famiglia è chiamata a vivere e a coltivare l'amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso il prossimo, specialmente verso i più deboli. La famiglia cristiana (...) deve essere ricolma della presenza di Dio, ponendo nelle sue mani gli avvenimenti quotidiani e chiedendo il suo aiuto per compiere adeguatamente la sua imprescindibile missione".

"Perciò" - ha proseguito il Pontefice - "è di grande importanza la preghiera nella famiglia nei momenti più consoni e significativi. (...) Il Maestro è certamente con la famiglia che ascolta e medita la Parola di Dio, che apprende da Lui le cose più importanti nella vita e pone in pratica i suoi insegnamenti. In tal modo, si trasforma e migliora gradualmente la vita personale e familiare, si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il gusto di essere uniti e la famiglia si unisce e si consolida, come una casa costruita sulla roccia".

Benedetto XVI ha sottolineato che "con la forza che proviene dalla preghiera, la famiglia si trasforma in una comunità di discepoli e missionari di Cristo. (....) Vivendo la fiducia e l'obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l'accoglimento generoso dei figli, la cura dei più deboli, e la prontezza al perdono, la famiglia si converte in Vangelo vivo, che tutti possono leggere". Inoltre la famiglia deve "portare anche la sua testimonianza di vita e la sua esplicita professione di fede ai diversi ambienti che la circondano, come la scuola e le diverse associazioni, deve pure impegnarsi nella formazione catechistica dei propri figli e nelle attività pastorali della sua comunità parrocchiale, specialmente quelle in relazione con la preparazione al matrimonio o rivolte specificatamente alla vita familiare".

"Per la sua funzione sociale essenziale, la famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella sua identità e non deve essere confusa con altre forme di convivenza, deve anche poter contare sulla debita protezione culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e in modo speciale su di un appoggio che tenga in conto il numero dei figli e le risorse economiche disponibili, sufficienti per permettere la libertà di educazione dei figli e di scelta della scuola".

Il Santo Padre ha concluso sottolineando la necessità di "sviluppare una cultura e una politica della famiglia, che siano promosse anche in maniera organizzata per le famiglie stesse". Al riguardo il Papa ha incoraggiato le famiglie "a unirsi in associazioni che promuovano l'identità e i diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo", e ha invitato tali associazioni "a coordinarsi e a collaborare fra loro perché la loro attività sia più incisiva".
MESS/FAMIGLIA/MESSICO VIS 20090119 (570)

FAVORIRE PACIFICA CONVIVENZA ETNIE, CULTURE E RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Oggi, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato, durante la recita dell'Angelus di mezzogiorno con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, la figura di San Paolo "migrante, Apostolo delle genti".

A San Paolo "grande missionario itinerante del Vangelo", ha detto il Papa è dedicata quest'anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Quando si convertì da persecutore dei cristiani in apostolo del Vangelo" - ha detto il Santo Padre - "Paolo divenne 'ambasciatore' di Cristo risorto per farlo conoscere a tutti, nella convinzione che in Lui tutti i popoli sono chiamati a formare la grande famiglia dei figli di Dio".

"Questa è anche la missione della Chiesa, più che mai in questo nostro tempo di globalizzazione. Come cristiani, non possiamo non avvertire il bisogno di trasmettere il messaggio d'amore di Gesù specialmente a quanti non lo conoscono, oppure si trovano in situazioni difficili e dolorose. Oggi penso particolarmente ai migranti. (...) Vorrei assicurare che la comunità cristiana guarda ad ogni persona e ad ogni famiglia con attenzione, e chiede a San Paolo la forza di un rinnovato slancio per favorire, in ogni parte del mondo, la pacifica convivenza tra uomini e donne di etnie, culture e religioni diverse".

"Ognuno di noi" - ha proseguito il Pontefice - " secondo la propria vocazione e là dove vive e lavora, è chiamato a testimoniare il Vangelo, con una cura più grande per quei fratelli e sorelle che da altri Paesi, per diversi motivi, sono venuti a vivere in mezzo a noi, valorizzando così il fenomeno delle migrazioni come occasione di incontro tra civiltà. Preghiamo ed agiamo perché questo avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione".

"Desidero aggiungere una parola speciale per i marittimi e i pescatori" - ha detto infine il Santo Padre - "che vivono da qualche tempo maggiori disagi. Oltre alle abituali difficoltà, essi subiscono restrizioni per scendere a terra e accogliere a bordo i cappellani, come pure affrontano i rischi della pirateria e i danni della pesca illegale. Esprimo ad essi la mia vicinanza e l'augurio che la loro generosità, nelle attività di soccorso in mare, sia ricompensata da maggiore considerazione".

"Penso infine all'Incontro Mondiale delle Famiglie" - ha detto infine il Pontefice - "che si conclude oggi a Città del Messico, e alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che inizia proprio oggi. Cari fratelli e sorelle, per tutte queste intenzioni vi invito a pregare, invocando la materna intercessione della Vergine Maria".
ANG/MIGRANTI/... VIS 20090119 (430)

FAVORIRE PACIFICA CONVIVENZA ETNIE, CULTURE E RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Oggi, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato, durante la recita dell'Angelus di mezzogiorno con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, la figura di San Paolo "migrante, Apostolo delle genti".

A San Paolo "grande missionario itinerante del Vangelo", ha detto il Papa è dedicata quest'anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Quando si convertì da persecutore dei cristiani in apostolo del Vangelo" - ha detto il Santo Padre - "Paolo divenne 'ambasciatore' di Cristo risorto per farlo conoscere a tutti, nella convinzione che in Lui tutti i popoli sono chiamati a formare la grande famiglia dei figli di Dio".

"Questa è anche la missione della Chiesa, più che mai in questo nostro tempo di globalizzazione. Come cristiani, non possiamo non avvertire il bisogno di trasmettere il messaggio d'amore di Gesù specialmente a quanti non lo conoscono, oppure si trovano in situazioni difficili e dolorose. Oggi penso particolarmente ai migranti. (...) Vorrei assicurare che la comunità cristiana guarda ad ogni persona e ad ogni famiglia con attenzione, e chiede a San Paolo la forza di un rinnovato slancio per favorire, in ogni parte del mondo, la pacifica convivenza tra uomini e donne di etnie, culture e religioni diverse".

"Ognuno di noi" - ha proseguito il Pontefice - " secondo la propria vocazione e là dove vive e lavora, è chiamato a testimoniare il Vangelo, con una cura più grande per quei fratelli e sorelle che da altri Paesi, per diversi motivi, sono venuti a vivere in mezzo a noi, valorizzando così il fenomeno delle migrazioni come occasione di incontro tra civiltà. Preghiamo ed agiamo perché questo avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione".

"Desidero aggiungere una parola speciale per i marittimi e i pescatori" - ha detto infine il Santo Padre - "che vivono da qualche tempo maggiori disagi. Oltre alle abituali difficoltà, essi subiscono restrizioni per scendere a terra e accogliere a bordo i cappellani, come pure affrontano i rischi della pirateria e i danni della pesca illegale. Esprimo ad essi la mia vicinanza e l'augurio che la loro generosità, nelle attività di soccorso in mare, sia ricompensata da maggiore considerazione".

"Penso infine all'Incontro Mondiale delle Famiglie" - ha detto infine il Pontefice - "che si conclude oggi a Città del Messico, e alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che inizia proprio oggi. Cari fratelli e sorelle, per tutte queste intenzioni vi invito a pregare, invocando la materna intercessione della Vergine Maria".
ANG/MIGRANTI/... VIS 20090119 (430)

venerdì 16 gennaio 2009

CATTOLICI IRAN: FEDELI PROPRIA FEDE E PROPRIO PAESE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale dell'Iran, di cui fanno parte gli Ordinari della Chiesa Armena, della Chiesa Caldea e della Chiesa Latina ed ha affermato: "Voi rappresentate, cari Fratelli, la ricchezza dell'unità nella diversità che esiste in seno alla Chiesa cattolica e di cui voi date testimonianza quotidianamente nella Repubblica Islamica dell'Iran".

  "Oggi come ieri, la Chiesa cattolica non cessa di incoraggiare tutti coloro che hanno a cuore il bene comune e la pace fra le nazioni. Da parte sua, l'Iran, ponte fra il Medio Oriente e l'Asia subcontinentale, non mancherà di realizzare questa vocazione".

  Esprimendo la sua gratitudine per il servizio reso dai Vescovi "in una terra dove la presenza cristiana è antica e dove si è sviluppata e mantenuta nel corso delle diverse vicende della storia iraniana", il Papa ha ringraziato i sacerdoti, i religiosi e le religiose che operano in Iran, per la loro opera ed ha ricordato in particolare la collaborazione della Chiesa Cattolica nella ricostruzione della regione di Bam, dopo il terremoto.

   "Non voglio dimenticare l'insieme dei fedeli cattolici la cui presenza nel Paese dei loro antenati fa pensare all'immagine biblica del lievito nella pasta, che fa lievitare il pane, dandogli sapore e consistenza. Tramite voi, cari Fratelli" - ha detto Benedetto XVI - "vorrei ringraziare tutti della loro costanza e perseveranza ed incoraggiarli a rimanere fedeli alla fede dei loro padri e a restare attaccati alla loro terra per contribuire allo sviluppo della Nazione".

  "Anche se le vostre diverse comunità vivono in variati contesti, hanno in comune alcuni problemi. Occorre che esse sviluppino armoniose relazioni con le istituzioni pubbliche, le quali, con la grazia di Dio, si approfondiranno certamente poco a poco e permetteranno loro di realizzare al meglio la loro missione di Chiesa nel rispetto reciproco e per il bene di tutti. Vi incoraggio a promuovere tutte le iniziative che favoriscono una migliore conoscenza reciproca. Si possono esplorare due vie: quella del dialogo culturale, ricchezza plurimillenaria dell'Iran e quella della carità".

  Il Papa ha successivamente fatto riferimento alla scarsezza di sacerdoti e religiosi e alle loro difficoltà, come ad esempio "la difficile missione dei sacerdoti e dei religiosi che li obbliga ad allontanarsi per raggiungere diverse comunità cristiane disseminate sul territorio. Per superare queste difficoltà concrete è allo studio la costituzione di una Commissione bilaterale con le vostre Autorità per permettere di sviluppare i rapporti e la conoscenza reciproca fra la Repubblica Islamica dell'Iran e la Chiesa Cattolica".

  "Vorrei menzionare un altro aspetto della vostra vita quotidiana" - ha proseguito il Pontefice - "Alle volte i cristiani delle vostre comunità cercano altrove possibilità più favorevoli per la loro vita professionale e l'educazione dei figli. Questa situazione richiede che voi, quali pastori del vostro gregge, aiutiate in particolare i fedeli che rimangono in patria, incoraggiandoli a restare in contatto con i membri delle loro famiglie che hanno scelto un'altra vita. Essi potranno così essere in grado di conservare la propria identità e la fede ancestrale".

  "Il cammino che si apre davanti a voi è lungo. Esso richiede molta costanza e pazienza. L'esempio di Dio che è misericordioso e paziente con il suo popolo, sarà il vostro modello e vi aiuterà a percorrere lo spazio necessario al dialogo".

  "Le vostre Chiese sono eredi di una nobile tradizione e di una lunga presenza cristiana in Iran" - ha concluso il Pontefice - "Esse hanno contribuito, ciascuna a suo modo, alla vita e all'edificazione del Paese. Esse desiderano proseguire la loro missione in Iran mantenendo la propria identità e vivendo liberamente la propria fede".
AL/IRAN/...                                       VIS 20090116 (610)

PROTEGGERE POPOLAZIONE CIVILE NEI CONFLITTI ARMATI


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 14 gennaio scorso, al Consiglio di Sicurezza dell'O.N.U., nel dibattito aperto sulla protezione della popolazione civile in caso di conflitti armati.

 Il Nunzio Apostolico ha affermato che nonostante l'argomento sia stato dibattuto per un decennio "tuttavia la sicurezza delle popolazioni civili nei conflitti è sempre più difficile, alle volte drammatica, come abbiamo potuto constatare in questi ultimi mesi, settimane e giorni nella Striscia di Gaza, in Iraq, nel Darfur e nella Repubblica Democratica del Congo".

  "L'accesso agli aiuti umanitari, la protezione speciale dei bambini e delle donne e il disarmo continuano ad essere tre condizioni fondamentali per fornire una maggiore protezione alle popolazioni civili" - ha detto l'Arcivescovo Migliore - "E' triste constatare che le ragioni politiche e militari prevalgono sul rispetto fondamentale della dignità e dei diritti delle persone e delle popolazioni, quando vengono usati metodi o armamenti senza prendere tutte le ragionevoli misure per evitare di colpire i civili; quando donne e bambini sono usati come scudi umani; quando l'accesso agli aiuti umanitari è negato nella Striscia di Gaza; quando le persone vengono deportate e i villaggi distrutti in Darfur e quando la violenza sessuale devasta la vita di donne e bambini nella Repubblica Democratica del Congo".

    "In tale contesto, la protezione dei civili richiede non solo un rinnovato impegno nel diritto umanitario, ma esige prima di tutto la buona volontà e l'azione politica".

  "L'ampio sistema dell'ONU è posto in opera per assicurare che la protezione dei civili sia efficace, e almeno, sia in grado di promuovere una cultura dell'esercizio  della responsabilità politica, e garantisca che ogni membro ed ogni parte del conflitto risponda di tale responsabilità verso gli individui e la comunità, in tutte le parti in conflitto".

  L'Arcivescovo Migliore ha denunciato le conseguenze che hanno sulla popolazione civile lo sviluppo di nuove armi sempre più sofisticate ed ha affermato che "La Santa Sede sostiene pienamente ed incoraggia gli obiettivi della risoluzione della recente Assemblea Generale 'Verso un  Accordo sul Traffico di Armi', che è un primo passo importante verso uno strumento giuridico vincolante sul traffico e il trasferimento di armi".
DELSS/CONFLITTI ARMATI/ONU:MIGLIORE                   VIS 20090116 (380)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale James Francis  Stafford, Penitenziere Maggiore, con il Vescovo Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varala, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
AP/.../...                                 VIS 20090116 (50)


giovedì 15 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Christian Blouin, C.M.M., Vescovo della Diocesi di Lae (superficie: 35.968; popolazione: 534.810; cattolici: 31.000; sacerdoti: 14; religiosi: 5), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo eletto, finora Maestro dei Postulanti a Lae (Papua Nuova Guinea), è nato nel 1941 a Saint-Sébastien (Canada), ha emesso la prima professione religiosa nella Congregazione di Mariahill nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede al Vescovo Henry Anthony A. van Lieshout, C.M.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Gervas Rozario, Vescovo di Rajshahi (superficie: 18.063; popolazione: 15.000.000; cattolici: 45.588; sacerdoti: 40; religiosi: 89), Bangladesh. Il Vescovo eletto, è nato nel 1951 a Stiangaccha (Bangladesh), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Amministratore diocesano e Presidente della Fraternità dei Sacerdoti diocesani del Bangladesh.

- Ha nominato il Sacerdote Emigdio Duarte Figueroa, Vescovo Ausiliare di Culiacán (superficie: 37.800; popolazione: 2.383.072; cattolici: 2.287.722; sacerdoti: 150; religiosi: 301; diaconi permanenti: 4), Messico. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Diocesano di Culiacán (Messico), è nato nel 1968 a Guamuchil (Messico), ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20070115 (210)

NON SCORAGGIARSI FRONTE OMBRE CHE PREOCCUPANO UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, come di consueto ad inizio anno, il Santo Padre ha ricevuto i membri dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

  "Considerando il lavoro che voi siete chiamati a compiere" - ha detto il Papa - "penso ai sacrifici che il vostro servizio comporta. Sacrifici che voi dovete fare, ma che anche i vostri familiari sono chiamati a condividere a causa dei turni che richiede la continua vigilanza dei luoghi adiacenti alla Piazza San Pietro e al Vaticano".

  "Inizia un nuovo anno e tante sono le nostre attese e speranze. Non possiamo però nasconderci che all'orizzonte si profilano anche non poche ombre che preoccupano l'umanità. Non dobbiamo però scoraggiarci;" - ha esortato il Papa - "anzi dobbiamo tenere sempre accesa in noi la fiamma della speranza. Per noi cristiani, la vera speranza è Cristo, dono del Padre all'umanità (...). Solo Cristo può aiutarci a costruire un mondo dove regni la giustizia e l'amore".

  "Cari funzionari ed agenti" - ha proseguito il Pontefice - "per quanto, (...), concerne la vostra opera di vigilanza, essa può essere vissuta come missione. Un servizio al prossimo, concernente l'ordine e la sicurezza e, in pari tempo, un'ascesi personale, per così dire, una costante vigilanza interiore che esige di ben armonizzare la disciplina e la cordialità, il controllo di sé e la vigile accoglienza dei pellegrini e dei turisti che vengono in Vaticano".

  "E tale servizio fatto con amore diventa preghiera, preghiera ancor più gradita a Dio quando il vostro lavoro risulta poco gratificante, monotono e faticoso, specialmente nelle ore notturne e nei giorni in cui il clima si fa pesante. Ed è compiendo bene il proprio dovere che ogni battezzato realizza la propria vocazione alla santità".
AC/PUBBLICA SICUREZZA VATICANO/...                   VIS 20090115 (300)

CONVOCATO A ROMA SINODO VESCOVI CHIESA SIRO-CATTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2009 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che: "Il Santo Padre Benedetto XVI, nella sua sollecitudine per la Chiesa Siro-Cattolica e in considerazione del canone 72, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha convocato per il giorni 17-23 gennaio 2009, a Roma, il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Cattolica, per l'elezione del Patriarca di Antiochia dei Siri Cattolici".

 "Il Sinodo" - si legge ancora nel Comunicato - "inizierà con due giorni dedicati alla preghiera ed alla riflessione e sarà presieduto dal Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali".
.../SINODO CHIESA SIRO-CATTOLICA/ROMA:SANDRI       VIS 20090115 (110)

FIRMA ACCORDO SANTA SEDE E LAND SCHLESWIG-HOLSTEIN

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2009 (VIS). Lunedì, 12 gennaio, è stato firmato a Kiel (Repubblica Federale di Germania), un Accordo fra la Santa Sede e il Land Schleswig-Holstein, che regola i rapporti fra la Chiesa cattolica e detto Land.

  Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania e per il Land Schleswig-Holstein, il Ministro-Presidente Signor Peter Harry Carstensen.

  Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri rende noto che: "Il presente Accordo, che consta di 24 articoli, regola la situazione giuridica della Chiesa cattolica nel Land Schleswig-Holstein. Fra l'altro, stabilisce norme circa l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, il riconoscimento statale delle scuole in gestione ecclesiastica, la formazione universitaria, l'attività della Chiesa nei campi pastorale, socio-sanitario e caritativo, l'imposta ecclesiastica e la cura degli edifici ecclesiastici soggetti a tutela monumentale. In sintesi, viene riconosciuto il ruolo della Chiesa cattolica nella società del Land Schleswig-Holstein".
OP/ACCORDO/LAND SCHLESWIG-HOLSTEIN               VIS 20090115 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Iran, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Nechan Karakéhéyan, Amministratore Patriarcale di Ispahan degli Armeni (Iran); Amministratore Apostolico dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Grecia; Ordinario per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale.

    - L'Arcivescovo Thomas Meram, di Urmya dei Caldei (Iran); Vescovo di Salmas dei Caldei.

    - L'Arcivescovo Ignazio Bedini, S.D.B., di Ispahan dei Latini (Iran).

    - L'Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei (Iran); Amministratore Patriarcale di Ahwaz dei Caldei.
AL/../...                                       VIS 20090115 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Mansa (Zambia), presentata dal Vescovo Andrew Aaron Chisha, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Saint-Denis (Francia), presentata dal Vescovo Olivier de Berranger, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../CHISHA:DE BERRANGER                             VIS 20090115 (70)

mercoledì 14 gennaio 2009

VISIONE TEOLOGICA LETTERE COLOSSESI ED EFESINI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi dedicata a San Paolo, soffermandosi sulla visione teologica delle Lettere ai Colossesi e agli Efesini.

  "Solo in queste due 'Lettere'" - ha detto il Papa - "è attestato il titolo di 'capo', 'kefalé', dato a Gesù Cristo. E questo titolo viene impiegato a un doppio livello. In un primo senso, Cristo è inteso come capo della Chiesa. Ciò significa due cose: innanzitutto, che egli è il governante, il dirigente, il responsabile che guida la comunità cristiana come suo leader e suo Signore. (...) La Chiesa è considerata sottoposta a Cristo, sia per seguire la sua superiore conduzione - i comandamenti -, sia anche per accogliere tutti gli influssi vitali che da Lui promanano. (...) Poi, in un secondo senso, Cristo è considerato non solo come capo della Chiesa, ,a cp,e caèp delle potenze celesti e del cosmo intero".

  "Con queste parole le due 'Lettere' ci consegnano un messaggio altamente positivo e fecondo. Questo: Cristo non teme nessun eventuale concorrente, perché è superiore a ogni qualsivoglia forma di potere che presumesse di umiliare l'uomo. Solo Lui 'ci ha amati e ha dato se stesso per noi'. Perciò, se siamo uniti a Cristo, non dobbiamo temere nessun nemico e nessuna avversità; (...) Addirittura il cosmo intero è sottoposto a Lui, e a Lui converge come al proprio capo. (...) Cristo è il 'Pantokrator', a cui sono sottoposte tutte le cose: il pensiero va appunto al Cristo Pantocratore (...) a volte raffigurato seduto in alto sul mondo intero o addirittura su di un arcobaleno per indicare la sua equiparazione a Dio stesso, alla cui destra è assiso, e quindi anche la sua ineguagliabile funzione di conduttore dei destini umani".

   "Una visione del genere" - ha spiegato il Pontefice - "è concepibile solo da parte della Chiesa, non nel senso che essa voglia indebitamente appropriarsi di ciò che non le spetta, ma in un altro duplice senso: sia in quanto la Chiesa riconosce che in qualche modo Cristo è più grande di lei, dato che la sua signoria si estende anche al di là dei suoi confini, e sia in quanto solo la Chiesa è qualificata come Corpo di Cristo, non il cosmo. Tutto questo significa che noi dobbiamo considerare positivamente le realtà terrene, poiché Cristo le ricapitola in sé, e in pari tempo dobbiamo vivere in pienezza la nostra specifica identità ecclesiale, che è la più omogenea all'identità di Cristo stesso".

  "C'è poi anche un concetto speciale, che è tipico di queste due 'Lettere'" - ha detto ancora il Papa - "ed è il concetto di 'mistero'. (...) Esso sta a significare l'imperscrutabile disegno divino sulle sorti dell'uomo, dei popoli e del mondo. Con questo linguaggio le due Epistole ci dicono che è in Cristo che si trova il compimento di questo mistero. (...) Non è possibile pensare e adorare il beneplacito di Dio, la sua sovrana 'disposizione', senza confrontarci personalmente con Cristo in persona, in cui quel 'mistero' si incarna e può essere tangibilmente percepito".

  Infine il Papa ha citato un altro concetto ricorrente nelle due Lettere: "La Chiesa come partner sponsale di Cristo. (...) La Lettera agli Efesini sviluppa quest'immagine, precisando che la Chiesa non è solo una promessa sposa, ma è la reale sposa di Cristo. (...) Ma in più, egli è preoccupato per la sua bellezza: non solo di quella già acquisita con il battesimo, ma anche di quella che deve crescere ogni giorno grazie ad una vita ineccepibile 'senza ruga né macchia', nel suo comportamento morale".

  "Da qui alla comune esperienza del matrimonio cristiano il passo è breve; anzi, non è neppure ben chiaro quale sia per l'autore della Lettera il punto di riferimento iniziale, se sia il rapporto Cristo-Chiesa, alla cui luce pensare l'unione dell'uomo e della donna, oppure se sia il dato esperienziale dell'unione coniugale, alla cui luce pensare il rapporto tra Cristo e la Chiesa".

  "Queste due Lettere sono una grande catechesi" - ha esclamato il Pontefice - "dalla quale possiamo imparare non solo come essere buoni cristiani, ma anche come divenire realmente uomini. Se cominciamo a capire che il cosmo è l'impronta di Cristo, impariamo il nostro retto rapporto con il cosmo, con tutti i problemi della conservazione del cosmo. Impariamo a vederlo con la ragione, ma con una ragione mossa dall'amore e con l'umiltà e il rispetto che consentono di agire in modo retto. E se pensiamo che la Chiesa è il Corpo di Cristo, che Cristo ha dato se stesso per essa, impariamo come vivere con Cristo l'amore reciproco, l'amore che ci unisce a Dio e che ci fa vedere nell'altro l'immagine di Cristo, Cristo stesso".
AG/SAN PAOLO                                   VIS 20090114 (790)

PREGHIERA VI INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nei saluti ai gruppi presenti all'Udienza Generale di oggi, il Papa si è rivolto ai pellegrini di Lisieux (Francia), venuti a Roma con il reliquiario dei Beati Louis e Zélie Martin, genitori di Santa Teresina del Bambino Gesù, beatificati il 19 ottobre 2008.

  Benedetto XVI ha invitato gli sposi novelli ad unirsi a lui nella preghiera "per implorare l'abbondanza delle grazie divine sul VI Incontro Mondiale delle Famiglie che si sta svolgendo in questi giorni a Città del Messico".

  "Possa questo importante evento ecclesiale" - ha auspicato il Papa - "manifestare ancora una volta la bellezza e il valore della famiglia, suscitando in tutti nuove energie in favore di questa insostituibile cellula fondamentale della società e della Chiesa".
AG/LISIEUX:FAMIGLIA/...                           VIS 20090114 (130)

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). La prossima domenica ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra  dal 18 al 25 gennaio.

  Il tema scelto per il 2009 è:  "Essere riuniti nella tua mano" (cfr. Ezechiele 37, 17)
"La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2009" - si legge in una Nota del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani - "scaturisce dall'esperienza delle chiese cristiane in Corea. Nel contesto di divisione nazionale del paese, le chiese hanno trovato ispirazione nel profeta Ezechiele, che visse in una nazione tragicamente divisa e che desiderava ardentemente l'unità del suo popolo".

  I testi per la settimana di preghiera e per l'anno 2009 sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della Settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni".

19 gennaio: "I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza".

20 gennaio: "I cristiani di fronte all'ingiustizia economica e alla povertà"

21 gennaio: "I cristiani di fronte alla crisi ecologica".

22 gennaio: "I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale".
 
23 gennaio: "I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza".

24: gennaio: "I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni".

25 gennaio: "Proclamazione cristiana della speranza in un mondo di separazione".

  La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento "Fede e Costituzione" nel 1926.

  Domenica 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà, alle 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2009
../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/...                 VIS 20090114 (400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Joachin  Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../...                                         VIS 20090114 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, finora Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia, Nunzio Apostolico in Austria. Succede all'Arcivescovo Edmond Farhat, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Philippe Ballot, finora Vicario Generale di Besançon (Francia), Arcivescovo di Chambéry e Vescovo di Saint-Jean-de-Maurienne et Tarentaise (superficie: 7.460; popolazione: 362.000; cattolici: 319.000; sacerdoti: 168; religiosi: 380; diaconi permanenti: 20), Francia. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Corbenay (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Ha nominato il Reverendo Sviatoslav Shevchuk, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Santa Maria del patrocinio en Buenos Aires degli Ucraini (cattolici: 160.000; sacerdoti: 17; religiosi: 93; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto, al presente Rettore del Seminario Maggiore della medesima Arcieparchia, è nato nel 1970 a Stryj (Ucraina), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994.

- Ha nominato il Monsignore Liro Vendelino Meurer, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Passo Fundo (superficie: 12.200; popolazione: 508.000; cattolici: 382.000; sacerdoti: 126; religiosi: 463), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Geraldo" a Porto Alegre (Brasile), è nato nel 1954 a Salvador do Sul (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NN:NER:NEA/.../...                                   VIS 20090114 (220)

martedì 13 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Richard F. Stika, Vescovo di Knoxville (superficie: 36.872; popolazione: 2.236.573; cattolici: 56.068; sacerdoti: 70; religiosi: 53; diaconi permanenti. 25), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Saint Louis (Stati Uniti d'America), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Parroco della "Church of the Annunziata" a Ladue e Vicario Episcopale dello "Office of Child and Youth Protection".

- Ha nominato il Vescovo Anton Bal, Vescovo di Kundiawa (superficie: 6.181; popolazione: 315.000; cattolici: 105.283; sacerdoti: 26; religiosi: 41), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo Bal, finora Ausiliare della medesima Diocesi, succede al Vescovo Henk Te Maarssen, S.V.D., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Andrés Carrascoa Cosa, finora Nunzio Apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon, Nunzio Apostolico in Panamá.

- Ha nominato il Monsignore Luigi Bianco, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Spagna, Nunzio Apostolico in Honduras, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Montemagno (Italia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

  Sabato 10 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi  di Chioggia (Italia), presentata dal Vescovo Angelo Daniel, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Milano (Italia), presentata dal Vescovo Marco Ferrari, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NN/.../                                           VIS 20090112 (260)

GAZA: CESSATE IL FUOCO E RIPRESA NEGOZIATI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel quadro del dibattito in corso nella Nona Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti Umani sulla situazione nei Territori Occupati palestinesi e nella Striscia di Gaza.

  Il discorso, tenuto il 9 gennaio scorso, ha avuto per tema: "Solidarietà con le popolazioni vittime di una violenza inaudita. Appello per il cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati". L'Arcivescovo esprime "la solidarietà della Santa Sede sia alle gente di Gaza, che muore e soffre a causa dell'offensiva militare da parte delle Forze di Difesa Israeliane, sia alla gente di Sderot, Ashkelon ed altre città israeliane che vivono nel costante terrore di attacchi di missili lanciati dai militanti palestinesi dalla Striscia di Gaza, che hanno causato morti e numerosi feriti".

  Il Presule ricorda l'iniziativa dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme che hanno dichiarato domenica 4 gennaio, giornata di preghiera per "la  fine del conflitto nella Striscia di Gaza e per ristabilire la pace e la giustizia in Terra Santa", e cita anche gli interventi del Papa nell'Angelus della stessa domenica e l'incontro con i rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede dell'8 gennaio scorso, quando Benedetto XVI ha affermato che: "l'opzione militare non  una soluzione le a violenza, da qualunque parte provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente".

  "E' evidente" - afferma l'Osservatore Permanente della Santa Sede - "che le parti in conflitto non sono in grado di uscire dal circolo vizioso della violenza senza l'aiuto della comunità internazionale che deve perciò assumere le proprie responsabilità, intervenire attivamente per far cessare lo spargimento di sangue, deve provvedere l'accesso all'assistenza umanitaria di emergenza e deve far cessare ogni forma di conflitto".

  "Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve impegnarsi a rimuovere le cause alla base del conflitto la cui risoluzione si trova soltanto nel quadro di una soluzione duratura del più ampio conflitto fra israeliani e palestinesi, che si fonda sulle risoluzioni internazionali adottate nel corso degli anni".
DELSS/CONFLITTO GAZA/ONU:TOMASI                           VIS 20090113 (370)

IL PAPA RICORDA MISSIONE SACERDOTALE CARDINALE PIO LAGHI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nell'omelia pronunciata al termine della Santa Messa esequiale, il Santo Padre ha ricordato la figura del Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l'Educazione Cattolica, mancato dopo una lunga malattia, domenica 11 gennaio, all'età di 86 anni La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

  Benedetto XVI ha citato nell'omelia il testamento spirituale del Porporato, redatto il 14 novembre 2008, nel quale aveva scritto: "Offro a Dio di nuovo la mia vita per la Chiesa, per il Santo Padre e per la santificazione dei miei confratelli nel sacerdozio" ed ha ricordato che "l'intera missione sacerdotale del Cardinale Pio Laghi si è consumata al diretto servizio della Santa Sede".

  "Sempre egli si ispirò" - ha proseguito il Pontefice - "alle parole rivolte da Pietro a Gesù, in occasione della pesca miracolosa: 'Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti (...). Scelse queste parole come motto del suo ministero di Vescovo (...) perché quando il 22 giugno del 1969 ricevette l'ordinazione episcopale, la liturgia di quel giorno domenicale prevedeva appunto il racconto evangelico della pesca miracolosa".

  Il Papa ha quindi ripercorso le tappe della vita del defunto Cardinale, sottolineando che nacque in una famiglia "all'interno della quale ricevette una salda formazione umana e cristiana, e che nel suo testamento spirituale definisce 'cristiana cattolica laboriosa ed onesta". Benedetto XVI ha menzionato i suoi studi a Faenza e nel Pontificio Seminario Maggiore di Roma e ha ricordato la data della sua ordinazione sacerdotale, 20 aprile 1946.

  "Dopo aver conseguito le lauree in Teologia e in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense" - ha proseguito il Pontefice - "iniziò il suo lungo itinerario diplomatico e pastorale nelle Nunziature di diverse Nazioni: dal Nicaragua a Washington negli Stati Uniti d'America, a Delhi in India, tornando in seguito per cinque anni presso la Segreteria di Stato". Nel 1969 Papa Paolo VI "lo designò quale suo Delegato in Gerusalemme e in Palestina con l'incarico anche di Pro-Nunzio a Cipro e di Visitatore Apostolico per la Grecia. Nell'aprile del 1974 divenne Nunzio Apostolico in Argentina dove restò sino al dicembre del 1980 quando fu chiamato ad assumere la missione di Delegato Apostolico negli Stati Uniti. Fu proprio durante questi anni" - ha ricordato il Pontefice - "che vennero allacciati i rapporti ufficiali tra la Santa Sede e il Governo di Washington".

  "La lunga esperienza e conoscenza della Chiesa spinse il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II a sceglierlo quale Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica ed a crearlo Cardinale nel Concistoro del 28 giugno del 1991, assegnandogli anche, dal maggio del 1993, l'alto ruolo di Patrono del Sovrano Ordine di Malta".

  "E' altresì doveroso ricordare con gratitudine" - ha aggiunto il Papa - "le speciali missioni che furono affidate a questo compianto Porporato: nel maggio del 2001, presso Israele e presso l'Autorità Palestinese, per consegnare un autografo messaggio pontificio al fine di incoraggiare le parti ad un pronto cessate-il-fuoco e alla ripresa del dialogo; due anni dopo, il 1° marzo del 2003 fu incaricato di recarsi come inviato speciale a Washignton per rimettere al Presidente degli Stati Uniti un messaggio pontificio e per illustrare la posizione e le iniziative intraprese dalla Santa Sede per contribuire al disarmo e alla pace in Medio Oriente. Missioni delicate che egli cercò di compiere, come sempre, con fedele dedizione a Cristo e alla sua Chiesa".

  "Una speciale menzione" - ha detto ancora Benedetto XVI - "merita lo zelo che egli ha posto nella promozione delle vocazioni e nella formazione dei sacerdoti. (...) "Nel momento in cui ci congediamo da lui" - ha concluso il Pontefice - "il nostro cuore si anima della salda speranza che, come ci ha ricordato la liturgia odierna, 'resta piena di immortalità', la speranza che ha illuminato la vita sacerdotale ed apostolica del Cardinale Pio Laghi".
HML/ESEQUIE/LAGHI                               VIS 20090113 (650)

lunedì 12 gennaio 2009

INDULGENZA PLENARIA INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Un Decreto a firma del Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica, rende noto che Papa Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che "devotamente parteciperanno" al "VI Incontro Mondiale delle Famiglie" in programma Città del Messico, dal 14 al 18 gennaio prossimo, "alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dello stesso Sommo Pontefice), escluso qualsiasi affetto al peccato".

 "I fedeli veramente pentiti, che non potranno partecipare a tale evento, conseguiranno 'L'Indulgenza plenaria', alle medesime condizioni, se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti a Città del Messico, reciteranno in famiglia il 'Padre Nostro', il 'Credo' e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente nei momenti in cui le Parole e i Messaggi del Pontefice verranno trasmessi per televisione e radio".
OP/INDULGENZA PLENARIA/INCONTRO FAMIGLIE           VIS 20090112 (170)


CAMMINO NEOCATECUMENALE: GIOIA, FEDE, RICERCA UNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Membri del Cammino Neocatecumenale della Diocesi, nella ricorrenza dei quarant'anni dagli inizi del Cammino a Roma.

  All'incontro hanno partecipato 25.000 Membri del Cammino con i Fondatori Signor Kiko Argüelo, Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Il Papa ha consegnato la "croce della missione" a quattordici Comunità del Cammino, ognuna composta da 30-40 persone, che si recano in missione, in aiuto ai Parroci, nelle periferie più bisognose e nelle zone più secolarizzate della città di Roma.

  "La vostra presenza, così folta ed animata" - ha detto il Papa nel suo discorso - "sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi quattro decenni; essa indica anche l'impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca; un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell'uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il 'Cammino neocatecumenale' si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione".

  "Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici!" - ha esclamato il Papa - "Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del 'Cammino' da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori".

  "La vostra già tanto benemerita azione apostolica sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell'anelito verso l'unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l'Ultima Cena. (...) E' questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un'articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo. L'unità dei discepoli del Signore appartiene all'essenza della Chiesa ed è condizione indispensabile perché la sua azione evangelizzatrice risulti feconda e credibile".

  "C'è bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l'originalità del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella 'pastorale integrata' che ha già permesso di conseguire significativi risultati. E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invitando i Neocatecumenali a non scoraggiarsi "dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la 'propria croce' e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci è apparso nell'umiltà e nella povertà di Betlemme".
AC/XL ANNIVERSARIO/NEOCATECUMENALI                VIS 20090112 (580)


SACRAMENTO BATTESIMO TREDICI BAMBINI CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2009 (VIS). Come di consueto nella festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini e bambine.

  "Il Battesimo è per così dire" - ha detto il Papa nell'omelia - "il ponte che Gesù ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l'arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati".

  Con il Battesimo, ha proseguito il Pontefice - "restituiamo a Dio quello che da Lui è venuto. Il bambino non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio. Solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso plasmandoli in base alle proprie idee e desideri, e l'atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione, ritenendo ciò un modo giusto di coltivare la loro personalità".

  "Se, con questo sacramento, il neo-battezzato diventa figlio adottivo di Dio, oggetto del suo amore infinito che lo tutela e difende dalle forze oscure del maligno, occorre insegnargli a riconoscere Dio come suo Padre ed a sapersi rapportare a Lui con atteggiamento di figlio".

  "E pertanto, quando, secondo la tradizione cristiana come oggi facciamo, si battezzano i bambini introducendoli nella luce di Dio e dei suoi insegnamenti, non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio; una libertà che dovrà essere educata e formata con il maturare degli anni, perché diventi capace di responsabili scelte personali".

  "Cari genitori, cari padrini e madrine, vi saluto tutti con affetto e mi unisco alla vostra gioia per questi piccoli che oggi rinascono alla vita eterna. Siate consapevoli del dono ricevuto e non cessate di ringraziare il Signore che, con l'odierno sacramento, introduce i vostri bambini in una nuova famiglia, più grande e stabile, più aperta e numerosa di quanto non sia quella vostra: mi riferisco alla famiglia dei credenti, alla Chiesa, una famiglia che ha Dio per Padre e nella quale tutti si riconoscono fratelli in Gesù Cristo".

  "Voi dunque oggi affidate i vostri figli alla bontà di Dio, che è potenza di luce e di amore; ed essi, pur tra le difficoltà della vita, non si sentiranno mai abbandonati, se a Lui resteranno uniti. Preoccupatevi pertanto" - ha concluso il Pontefice - "di educarli nella fede, di insegnar loro a pregare e a crescere come faceva Gesù e con il suo aiuto, 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini' (cfr Lc 2,52)".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA                       VIS 20090112 (510)


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