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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 12 dicembre 2008

LETTERA AI ROMANI, MESSAGGIO VIVO PER LA CHIESA VIVA


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, al termine della tradizionale Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Vicario Agostino Vallini per gli studenti universitari degli Atenei romani in preparazione al Santo Natale, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gli Studenti.

  "Il bimillenario della nascita dell'Apostolo delle genti" - ha detto il Papa - "sta aiutando tutta la Chiesa a riscoprire la propria fondamentale vocazione missionaria e, al tempo stesso, ad attingere a piene mani dall'inesauribile tesoro teologico e spirituale delle Lettere paoline".

  "Sono convinto" - ha proseguito il Pontefice  "che anche per voi, sia sul piano personale, sia su quello dell'esperienza comunitaria e dell'apostolato in università, il confronto con la figura e il messaggio di san Paolo costituisca un'opportunità molto arricchente. Per questo motivo, vi consegnerò tra poco la Lettera ai Romani, massima espressione del pensiero paolino e segno della sua speciale considerazione per la Chiesa di Roma".

  "La Lettera ai Romani" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "è senza dubbio uno dei testi più importanti della cultura di tutti i tempi. Ma essa è e rimane principalmente un messaggio vivo per la Chiesa viva, e come tale io la pongo questa sera nelle vostre mani. Possa questo scritto, scaturito dal cuore dell'Apostolo, diventare nutrimento sostanzioso per la vostra fede, portandovi a credere di più e meglio, ed anche a riflettere su voi stessi, per arrivare ad una fede 'pensata' e, al tempo stesso, per vivere questa fede, mettendola in pratica secondo la verità del comandamento di Cristo. Solo così la fede che uno professa diventa 'credibile' anche per gli altri, i quali restano conquistati dalla testimonianza eloquente dei fatti. Lasciate che Paolo parli a voi, docenti e studenti cristiani della Roma di oggi, e vi renda partecipi dell'esperienza da lui fatta in prima persona: che cioè il Vangelo di Gesù Cristo 'è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede' (Rm 1,16).".
AC/SAN PAOLO:NATALE/...                                   VIS 20081212 (330)


giovedì 11 dicembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Taiwan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Hung Shan-chuan, S.V.D., di Taipei; Amministratore Apostolico delle Isole Kinmen o Quemoy e Matzu.

     - Il Vescovo John Baptist Lee Keh-mien, di Hsinchu.

    - Il Vescovo Philip Huan Chao-ming, di Hwalien, con l'Ausiliare Vescovo John Baptist Tseng Chien-tsi.

    - Il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, di Kaohsiung.
AP:AL/.../...                                 VIS 20081211 (90)


MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico, in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese,  il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLII Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2009), sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "La povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. (...) Combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione. (...) Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un'unica famiglia in cui tutti - individui, popoli e nazioni - regolino i loro comportamenti improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità".

  "Sappiamo, però, che esistono povertà immateriali, che non sono diretta e automatica conseguenza di carenze materiali. Ad esempio, nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una parte, a quello che viene chiamato il 'sottosviluppo morale'  e, dall'altra, alle conseguenze negative del 'supersviluppo'. Non dimentico poi che, nelle società cosiddette 'povere', la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse".

  "La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo sviluppo demografico. (...) Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani. A fronte di ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della linea di povertà assoluta, mentre oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla povertà popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico".

"Un altro ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche quali, ad esempio, la malaria, la tubercolosi e l'AIDS, che, nella misura in cui colpiscono i settori produttivi della popolazione, influiscono grandemente sul peggioramento delle condizioni generali del Paese. (...) Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita".

  "È soprattutto difficile combattere l'AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la diffusione dell'AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie".

  "Quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini. (...) Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora principalmente i figli".

  "Un altro ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo. Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare. (...) Inoltre, un eccessivo accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti".

  "Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi dall'ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica. Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti, ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti".

  "L'attuale crisi alimentare (...) mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. (...) I dati sull'andamento della povertà relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. (...) Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti".

  "Per governare la globalizzazione occorre però una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all'interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È necessario un 'codice etico comune', le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano (cfr Rm 2,14-15)".

 "Non avverte forse ciascuno di noi nell'intimo della coscienza l'appello a recare il proprio contributo al bene comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un'autentica pace".

  "La marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse".

  "Gran parte del commercio mondiale ha interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa aggiunta di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso reddito, che risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi commerciali. La loro crescita ha risentito negativamente del rapido declino, registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti primari, che costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la gran parte africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari continua a costituire un potente fattore di rischio".

  "La funzione oggettivamente più importante della finanza, quella cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi negativi di un sistema di scambi finanziari - a livello nazionale e globale - basati su una logica di brevissimo termine, che persegue l'incremento del valore delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle diverse forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l'attività finanziaria sia a volte guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione, a lungo termine, del bene comune. (...) Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia finanziaria".

  "Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della legalità. D'altra parte, non si può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano all'origine di molti fallimenti nell'aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle persone e sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell'iniziativa sembra attualmente il vero progetto a medio e lungo termine. (...) In un'economia moderna, infatti, il valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare reddito presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo ineludibile, di cui si deve tener conto se si vuole lottare contro la povertà materiale in modo efficace e duraturo".

  "Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio adeguato a una corretta logica economica da parte degli attori del mercato internazionale, ad una corretta logica politica da parte degli attori istituzionali e ad una corretta logica partecipativa capace di valorizzare la società civile locale e internazionale. (...) In particolare, la società civile assume un ruolo cruciale in ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente un fenomeno culturale e la cultura nasce e si sviluppa nei luoghi del civile".

  "La globalizzazione (...) va governata con oculata saggezza. Rientra in questa forma di saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei poveri della terra, superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di ordine sia culturale e politico che spirituale e morale. (...) I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione internazionale vengono affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle persone, ma come questioni tecniche, che si esauriscono nella predisposizione di strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello stanziamento di anonimi finanziamenti".

  "Nell'Enciclica 'Centesimus annus', Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di 'abbandonare la mentalità che considera i poveri - persone e popoli - come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto'. 'I poveri - egli scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero'. Nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. (...) La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili".

  "Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai tempi dell'Enciclica 'Rerum novarum' essi erano costituiti soprattutto dagli operai della nuova società industriale; nel magistero sociale di Pio XI, di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI e di Giovanni Paolo II sono state messe in luce nuove povertà man mano che l'orizzonte della questione sociale si allargava, fino ad assumere dimensioni mondiali. (...) Per questo la Chiesa, mentre segue con attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro incidenza sulle povertà umane, indica i nuovi aspetti della questione sociale, non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto concernenti l'identità dell'uomo e il suo rapporto con Dio".

  "'Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi', scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo: 'Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l'opera sua'. (...) La Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare 'gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società'".
MESS/GIORNATA PACE 2009/...                         VIS 20081211 (1850)


COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE



CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presieduto, questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio del 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Il Messaggio di Benedetto XVI, ha detto il Cardinale Martino, "riprende e sviluppa quello del Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della Pace del 1993, che illustrava le connessioni e i reciprochi condizionamenti tra povertà e pace (...). Anche il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ci fa vedere come la lotta alla povertà e la pace si richiamino costantemente in una feconda circolarità che costituisce uno dei presupposti più stimolanti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse tematiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo, segnato dal fenomeno della globalizzazione".

  "Tale fenomeno viene approfondito dal Santo Padre che ne evidenzia il significato metodologico e contenutistico, consentendo, in questo modo, un approccio ampio e articolato al tema della lotta alla povertà. Il n. 2 del Messaggio, infatti, si sofferma a lungo su questi aspetti nell'intento di dare un profilo ai volti, molteplici e complementari, della povertà odierna".

  "Il Papa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "considera soprattutto il ruolo delle scienze sociali nella misurazione dei fenomeni di povertà. Esse permettono di acquisire dati soprattutto di tipo quantitativo, e se la povertà fosse solo di tipo materiale e quantitativo, le scienze sociali sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali caratteristiche. Sappiamo, però, che così non è. Esistono povertà immateriali che non sono una diretta e automatica conseguenza delle povertà materiali".

  "Nelle società cosiddette ricche e progredite esistono ampi fenomeni di povertà relazionale, morale e spirituale; molte persone sono alienate e vivono forme di disagio nonostante il generale benessere economico. Si tratta del 'sottosviluppo morale' e delle conseguenze negative del 'supersviluppo'".

  "Nelle società cosiddette 'povere' la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non permettono un adeguato uso delle risorse. La povertà materiale non spiega mai, da sola, le povertà immateriali, mentre è vero piuttosto il contrario".
  "Il Messaggio papale" - ha concluso il Cardinale - "si presenta strutturato in due parti, in ognuna della quali il tema della lotta alla povertà, nel contesto della globalizzazione, viene progressivamente trattato in relazione ai vari aspetti della promozione della pace. Nella prima parte si evidenziano le implicazioni morali collegate alla povertà; nella seconda, la lotta alla povertà è messa in relazione con l'esigenza di una maggiore solidarietà globale".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO PACE/MARTINO               VIS 20081211 (450)


DIRITTI DELL'UOMO ULTIMAMENTE FONDATI IN DIO CREATORE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, ha avuto luogo, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, un Concerto promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La "Brandenburgishes Staatsorchester di Frankfurt ha eseguito brani musicali di Mendelsshon, Mozart, Ponchielli e De Falla, diretti dal Maestro Signora Inma Shara.

  "La dignità di ogni uomo è garantita veramente soltanto quando tutti i suoi diritti fondamentali" - ha detto il Papa al termine del Concerto - "vengono riconosciuti, tutelati e promossi".

  "Da sempre" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là della differente formulazione e del diverso peso che possono rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale, perché insito nella stessa natura dell'uomo. La legge naturale, scritta da Dio nella coscienza umana, è un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi".

  "I diritti dell'uomo sono, pertanto, ultimamente fondati in Dio creatore, il quale ha dato ad ognuno l'intelligenza e la libertà. Se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perché privi di solido fondamento".

  "La celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione costituisce pertanto un'occasione per verificare in quale misura gli ideali, accettati dalla maggior parte della comunità delle Nazioni nel 1948, siano oggi rispettati nelle diverse legislazioni nazionali e, più ancora, nella coscienza degli individui e delle collettività".

  "Indubbiamente un lungo cammino è stato già percorso, ma ne resta ancora un lungo tratto da completare: centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla libertà, alla sicurezza; non sempre rispettata l'uguaglianza tra tutti né la dignità di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni".

 "Non cessi, pertanto" - ha concluso il Pontefice - "il comune impegno a promuovere e meglio definire i diritti dell'uomo, e si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto".
AC/DIRITTI UMANI/...                               VIS 20081211 (360)


mercoledì 10 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Manuel Felipe Diáz Sánchez, Arcivescovo Metropolita di Calabozo (superficie: 32.000; popolazione: 570.000; cattolici: 528.000; sacerdoti: 25; religiosi: 26; diaconi permanenti: 12), Venezuela. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Carúpano (Venezuela), è nato ad Araure (Venezuela), nel 1955, è stato ordinato sacerdote nel 1979 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1997.
NER/.../DIÁZ SÁNCHEZ VIS 20081210 (70)


SAN PAOLO: PREDICAZIONE SUI SACRAMENTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.000 persone, alla predicazione di San Paolo sui sacramenti.

  "Da San Paolo" - ha detto il Papa - "abbiamo imparato che esiste un nuovo inizio nella storia e della storia in Gesù Cristo, l'uomo, che è uomo e Dio. Con Lui, che viene da Dio, comincia una nuova storia formata dal suo sì al Padre, (...) dall'amore e dalla verità".

  "Come possiamo entrare noi" - si è chiesto il Pontefice - "in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? (...) Come Gesù arriva nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di San Paolo, di tutto il nuovo Testamento, è: tramite lo Spirito Santo" che "ha creato a Pentecoste l'inizio della nuova umanità, della nuova comunità, la Chiesa, il Corpo di Cristo".

  Lo Spirito di Cristo "mi tocca interiormente (...) si serve di due elementi di congregazione visibile: della parola dell'annuncio e dei sacramenti, particolarmente Battesimo ed Eucaristia (...). La fede non viene dalla lettura ma dall'ascolto. Non è una cosa solo interiore, ma una relazione che suppone un incontro tra l'annuncio (...) e crea comunione".

  "La Parola si è fatta carne in Gesù per creare una nuova umanità. Perciò la parola dell'annuncio diventa sacramento. (...) Nessuno può battezzare se stesso; (...) nessuno può farsi cristiano da se stesso (...). Solo dall'altro possiamo essere fatti cristiani. E questo altro che ci fa cristiani ci dà il dono della fede (...). Un cristianesimo autonomo, è una contraddizione in sé. Questo altro è in primo luogo la comunità dei credenti, la Chiesa. (...) Solo Cristo può costituire la Chiesa; Cristo è il vero donatore dei sacramenti".

  "Divenire cristiani è più che un'operazione cosmetica che aggiungerebbe qualche cosa di bello ad un'esistenza già più o meno completa, (...) è un nuovo inizio, rinascita, morte e risurrezione (...) Il Cristianesimo non è una cosa puramente spirituale, implica il corpo, implica il cosmo, si estende verso nuova terre e nuovi cieli".

  Ricordando quanto San Paolo scrive dell'istituzione del sacramento dell'Eucaristia nella prima Lettera ai Corinzi, il Santo Padre ha spiegato che: "Col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio, l'unico vero sacrificio è l'amore del Figlio".

  L'Apostolo delle Genti, ha spiegato ancora il Santo Padre, sottolinea che il calice che benediciamo è comunione con il Sangue di Cristo e il pane che spezziamo è comunione con il Corpo di Cristo: "Cristo si unisce personalmente con ognuno di noi, ma lo stesso Cristo si unisce anche con l'uomo e con la donna accanto a me".
 
  Riferendosi al capitolo 10 della prima Lettera ai Corinzi, nella quale San Paolo parla di "arrivare ad essere un solo corpo, in quanto partecipi dell'unico pane", Benedetto XVI ha affermato che "il realismo della Chiesa è tutt'altro, molto più profondo e vero che quello di uno Stato organismo, perché realmente Cristo dà il Suo corpo e ci fa il Suo Corpo, diventiamo realmente uniti col Corpo Risorto di Cristo e così uniti uno con l'altro. (...) La Chiesa non è solo una corporazione come lo Stato; è un Corpo; non è organizzazione, ma è un organismo".

  In merito al matrimonio, il Papa ha ricordato che San Paolo definisce questo sacramento "un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa. (...) L'amore matrimoniale ha per modello l'amore di Cristo verso la Chiesa. (...) Un autentico matrimonio sarà ben vissuto se nella costante crescita umana e affettiva resta sempre legato all'efficacia della Parola e al significato del Battesimo. (...) La partecipazione al Corpo e al Sangue del Signore non fa a altro che cementare oltre che rendere visibile una unione resa per grazia indissolubile".
AG/SAN PAOLO:SACRAMENTI/...                       VIS 20081210 (610)


ALBERO DI NATALE DONO REGIONE BASSA AUSTRIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Venerdì 12 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza la Delegazione della Regione della Bassa Austria, rappresentata dal Governatore Dr. Erwin Pröll, accompagnata da circa 1.000 pellegrini, per il dono dall'albero di Natale che sarà collocato in Piazza San Pietro.

  Insieme alla pianta principale verranno donati una quarantina di esemplari più piccoli per la decorazione dell'Aula Paolo VI, della Sala Clementina, dell'Appartamento Pontificio e di Uffici della Curia Romana.

  Nel pomeriggio di sabato 13 dicembre, alle 16:30, verrà inaugurato in Piazza San Pietro il grande abete posto vicino al Presepe. L'albero, un abete rosso di 120 anni di età e alto 33 metri, proviene dai boschi della Bassa Austria, precisamente dal Comune di Gutenstein. Oltre duemila sfere ed una grande stella orneranno il maestoso abete della Piazza, il cui allestimento è curato tradizionalmente dalle maestranze vaticane. L'accensione dell'Albero avverrà per mano di un bambini del coro di Altenburg durante una breve manifestazione presieduta dal Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato, accompagnato dal Vescovo Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, alla quale parteciperanno le  personalità istituzionali e i pellegrini della Bassa Austria. L'evento sarà allietato dalla musica e dai canti eseguiti dagli strumentisti di Ziersdorf e dai cantori di Altenberg.

  Gli allestimenti natalizi in Piazza San Pietro culmineranno il 24 dicembre con l'inaugurazione, all'imbrunire, del tradizionale Presepio realizzato come di consueto al centro della piazza.

  La scena della nascita di Gesù, che domina il centro della rappresentazione, quest'anno è collocata sotto una struttura provvisoria coperta da semplici assi di legno, ricavata a ridosso delle mura di Betlemme. L'ambientazione di margini delle città è enfatizzata dalla presenza di una torre di ingresso, di un grande portale che fa da sfondo alla Natività e da umili abitazioni contadine che si sviluppano intorno alle mura stesse. La rappresentazione è completata da una serie di personaggi dalle dimensioni statuarie che, sistemati con accorto gioco di prospettive, arricchiscono la scena. Parte della statue provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant'Andrea della Valle, mentre altre sono state aggiunte successivamente".

  Come ogni anno, il progetto e la realizzazione del presepio sono stati curati dai Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
.../ALBERO NATALE:PRESEPIO/PRÖLL                       VIS 20081210 (390)


martedì 9 dicembre 2008

PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, nel corso dell'udienza privata all'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Sigismondo Felice Feli?ski, nato a Wojutyn (oggi Ucraina), già Arcivescovo di Varsavia, (1822-1895);

- Beato Arcangelo Tadini, nato a Verolanuova (Italia), Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, (1846-1912);

- Beato Francesc Coll y Guitart, nato a Gombren (Spagna), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria, (1812-1875);

- Beato Rafael Arnáiz Barón, nato a Burgos (Spagna), Frate Oblato dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti), (1911-1938);

- Beata Maria della Croce Jugan (al secolo: Giovanna), nata a Petites-Croix (Francia), Fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore dei Poveri, (1792-1879);

- Beata Caterina Volpicelli, nata a Napoli (Italia), Fondatrice dell'Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore, (1839-1894).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Giacinto Bianchi, nato a Villa Pasquali (Italia), Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto delle Figlie Missionarie di Maria, (1835-1914);

- Servo di Dio Andrea van den Boer (al secolo: Giovanni), nato ad Udenhout (Paesi Bassi), Fratello professo dei Frati della Beata Vergine Maria Madre della Misericordia, (1841-1917);

- Serva di Dio Maria Chiara di Gesù Bambino Galvão Meixa de Moura Telles e Albuquerque (al secolo: Libânia do Carmo), nata ad Amadora (Portogallo), Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Ospedaliere dell'Immacolata Concezione, (1843-1899).
CCS/DECRETI/AMATO                               VIS 20081209 (260)


LIBERTA RELIGIOSA E PIAGA TRAFFICO ESSERI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto al XVI Consiglio Ministeriale dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), al quale hanno partecipato ad Helsinki (Finlandia), il 4 e 5 dicembre scorso, i Ministri degli Affari Esteri di 56 Paesi Membri.

  In merito al diritto alla libertà religiosa, nel suo intervento del 4 dicembre scorso, l'Arcivescovo Mamberti, ha affermato: "La Santa Sede promuove questo diritto, richiede che sia rispettato universalmente e guarda con preoccupazione agli episodi di violenza sempre più frequenti e ai costanti atti di discriminazione e di intolleranza contro i cristiani ed i membri di altre religioni".

  "La piaga del traffico di essere umani" - ha detto ancora l'Arcivescovo Mamberti - "è un fenomeno sociale pluridimensionale di miseria, povertà, avidità, corruzione, ingiustizia e oppressione. (...) Le cause di questo fenomeno includono fattori economici come lo squilibrio fra i livelli di benessere rurale e urbano e il desiderio disperato di sfuggire alla povertà. Al problema contribuiscono anche fattori giuridici e politici quali l'assenza di legislazione e l'ignoranza dei genitori e delle vittime dei propri diritti garantiti dalla legge".

  "La globalizzazione e il crescente movimento di persone possono anche rendere vulnerabili alcuni gruppi, come le donne e le giovani, più facile preda dei trafficanti che (...) considerano le persone come mera  merce da comprare, vendere, usare e di cui abusare a piacimento".

  "C'è un altro aspetto che va riconosciuto e affrontato collettivamente" - ha proseguito il Presule - "se si vuole contrastare in modo efficace questo aberrante sfruttamento umano. Mi riferisco alla banalizzazione della sessualità nei mezzi di comunicazione sociale e nell'industria dell'intrattenimento che alimenta il declino dei valori morali e conduce al degrado di uomini e donne e anche all'abuso dei minori".

  Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha detto infine: "La mia Delegazione desidera sottolineare l'impegno della Chiesa cattolica a sostegno della dignità di ogni vita umana, in particolare dei più vulnerabili e desidera garantire il suo pieno sostegno agli sforzi dell'Osce per eliminare la piaga del traffico di esseri umani, in particolare di donne e bambini, della prostituzione e del lavoro forzato"
DELSS/.../OSCE:MAMBERTI.                           VIS 20081209 (370)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- L'Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Professor Mario Agnes, Gentiluomo di Sua Santità, Direttore emerito de "L'Osservatore Romano".
AP/.../...                                         VIS 20081209 (70)


IN LITURGIA AVVENTO RISUONA MESSAGGIO PIENO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nella liturgia dell'Avvento" - ha detto il Santo Padre - "risuona un messaggio pieno di speranza, che invita ad alzare lo sguardo all'orizzonte ultimo, ma al tempo stesso a riconoscere nel presente i segni del Dio-con-noi".

  "Questo vuole fare il Signore in Avvento: parlare al cuore del suo Popolo e, per suo tramite, all'umanità intera, per annunciare la salvezza. Anche oggi si leva la voce della Chiesa: "Nel deserto preparate la via del Signore" (Is 40, 3). Per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti, la Chiesa si pone come sentinella sul monte alto della fede e annuncia: 'Ecco il vostro Dio! Ecco il Signore Dio viene con potenza' (Is 40,11)".

  "Questo annuncio profetico" - ha proseguito il Pontefice - "si è realizzato in Gesù Cristo. Egli, con la sua predicazione e poi con la sua morte e risurrezione, ha portato a compimento le antiche promesse, rivelando una prospettiva più profonda e universale. Ha inaugurato un esodo non più solo terreno, storico, e come tale provvisorio, ma radicale e definitivo: il passaggio dal regno del male al regno di Dio, dal dominio del peccato e della morte a quello dell'amore e della vita. Pertanto, la speranza cristiana va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica, perché ciò che Gesù ha iniziato è un'umanità nuova, che viene 'da Dio', ma al tempo stesso germoglia in questa nostra terra, nella misura in cui essa si lascia fecondare dallo Spirito del Signore".

  "Si tratta perciò di entrare pienamente nella logica della fede: credere in Dio, nel suo disegno di salvezza, ed al tempo stesso impegnarsi per la costruzione del suo Regno. La giustizia e la pace, infatti, sono dono di Dio, ma richiedono uomini e donne che siano 'terra buona', pronta ad accogliere il buon seme della sua Parola".

  Dopo l'Angelus il Papa, ricordando che venerdì 5 dicembre è morto il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Sua Santità Alessio II, ha detto: "Ci uniamo nella preghiera ai nostri fratelli ortodossi per raccomandare la sua anima alla bontà del Signore, affinché lo accolga nel suo Regno di luce e di pace".

  La Delegazione della Santa Sede che assisterà il 9 dicembre alle esequie del Patriarca Alessio, è composta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, dal Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum"; dall'Arcivescovo Antonio Mennini, Rappresentante della Santa Sede nella Federazione Russa; dal Padre Milan Zust, S.I., Officiale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Monsignore Ante Jozic, Segretario della Nunziatura Apostolica a Mosca.

  "Nel pomeriggio di giovedì prossimo", 11 dicembre, - ha ricordato infine il Papa - "incontrerò nella Basilica di San Pietro gli universitari degli Atenei romani, al termine della Santa Messa che sarà presieduta dal Cardinale Agostino Vallini. In occasione dell'Anno Paolino, consegnerò ai giovani studenti la 'Lettera ai Romani' dell'Apostolo Paolo, e sarò lieto di salutarli, insieme con i Rettori, i docenti e il personale tecnico e amministrativo, in questo tradizionale appuntamento che prepara al Santo Natale".
ANG/AVVENTO                                   VIS 20081209 (580)


IMMACOLATA CONCEZIONE: VITTORIA SUL PECCATO ORIGINALE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il mistero dell'Immacolata Concezione di Maria" - ha detto il Papa - "che oggi solennemente celebriamo, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale innanzitutto, e poi la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria Santissima".

  "L'esistenza di quello che la Chiesa chiama 'peccato originale' è purtroppo di un'evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L'esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene? Specialmente per un credente, l'interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male?".

  "Le prime pagine della Bibbia (Gn 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l'esistenza, in particolare ha creato l'essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell'inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E' il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all'antico serpente (Gn 3,15)".

  "Fin dal principio, dunque, 'l'eterno consiglio' - come direbbe Dante - ha un 'termine fisso' (Paradiso, XXXIII, 3): la Donna predestinata a diventare madre del Redentore, madre di Colui che si è umiliato fino all'estremo per ricondurre noi alla nostra originaria dignità. Questa Donna, agli occhi di Dio, ha da sempre un volto e un nome: 'piena di grazia' (Lc 1,28), come la chiamò l'Angelo visitandola a Nazareth. E' la nuova Eva, sposa del nuovo Adamo, destinata ad essere madre di tutti i credenti. Così scriveva sant'Andrea di Creta: 'La Theotókos Maria, il comune rifugio di tutti i cristiani, è stata la prima ad essere liberata dalla primitiva caduta dei nostri progenitori' (Omelia IV sulla Natività, PG 97, 880 A)".

  "Carissimi, in Maria Immacolata" - ha concluso il Pontefice - "noi contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo: la bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo".
ANG/IMMACOLATA/...                                       VIS 20081209 (430)


MARIA AIUTACI AD ESSERE ANIMA DEL MONDO NOSTRA EPOCA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 15:45 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato a Piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha ricevuto l'omaggio dell'Associazione dei Commercianti di Via Condotti.  Al Suo arrivo in Piazza di Spagna, il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, nella piazza affollata di fedeli.

  "Circa tre mesi fa, ho avuto la gioia di recarmi in pellegrinaggio a Lourdes, in occasione dei 150 anni dalla storica apparizione della Vergine Maria a santa Bernadette" - ha ricordato il Papa - "Le celebrazioni di questo singolare anniversario si concludono proprio oggi, solennità dell'Immacolata Concezione. (...) La convinzione circa l'immacolato concepimento di  Maria esisteva già molti secoli prima delle apparizioni di Lourdes, ma esse giunsero come un sigillo celeste dopo che il mio venerato predecessore, il beato Pio IX, ne definì il dogma, l'8 dicembre del 1854".

  "Volgendo lo sguardo a Maria riconosciamo in lei il 'sorriso di Dio', il riflesso immacolato della luce divina, ritroviamo in lei nuova speranza pur in mezzo ai problemi e ai drammi del mondo" ha affermato il Papa e, commentando l'omaggio floreale alla Vergine, ha detto: "E' tradizione che il Papa si unisca all'omaggio della Città recando a Maria un cesto di rose. (...) Ma come si suol dire - non c'è rosa senza spine, e anche sugli steli di queste stupende rose bianche non mancano le spine, che per noi rappresentano le difficoltà, le sofferenze, i mali che pure hanno segnato e segnano la vita delle persone e delle nostre comunità. Alla Madre si presentano le gioie, ma si confidano anche le preoccupazioni, sicuri di trovare in lei conforto per non abbattersi e sostegno per andare avanti".

  "O Vergine Immacolata" - ha proseguito il Pontefice - "in questo momento vorrei affidarti specialmente i 'piccoli' di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. (...) Ti affido, o Maria, gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti".

  "Insegnaci, Maria, ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città - e più che mai questa nostra Città di Roma - come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale".

  "O Madre Immacolata, che sei per tutti segno di sicura speranza e di consolazione, fa' che ci lasciamo attrarre dal tuo candore immacolato. La tua Bellezza - Tota Pulchra, cantiamo quest'oggi - ci assicura che è possibile la vittoria dell'amore; anzi, che è certa; ci assicura che la grazia è più forte del peccato, e dunque è possibile il riscatto da qualunque schiavitù. Sì, o Maria, tu ci aiuti a credere con più fiducia nel bene, a scommettere sulla gratuità, sul servizio, sulla non violenza, sulla forza della verità; ci incoraggi a rimanere svegli, a non cedere alla tentazione di facili evasioni, ad affrontare la realtà, coi suoi problemi, con coraggio e responsabilità. Così hai fatto tu, giovane donna, chiamata a rischiare tutto sulla Parola del Signore".

  "Sii madre amorevole per i nostri giovani, perché abbiano il coraggio di essere 'sentinelle del mattino', e dona questa virtù a tutti i cristiani, perché siano anima del mondo in questa non facile stagione della storia. Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Salus Populi Romani, prega per noi!"
AC/IMMACOLATA CONCEZIONE/PIAZZA DI SPAGNA       VIS 20081209 (660)


CUSTODIRE PATRIMONIO CULTURALE E SPIRITUALE EUROPEO


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e all'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione della Giornata di Studio promossa dai due Dicasteri, sul tema: "Culture e Religioni in dialogo".

  "L'Europa contemporanea, che si affaccia sul Terzo Millennio" - scrive il Papa - "è frutto di due millenni di civiltà. Essa affonda le sue radici sia nell'ingente e antico patrimonio di Atene e di Roma sia, e soprattutto, nel fecondo terremo del Cristianesimo, che si è rivelato capace di creare nuovi patrimoni culturali pur recependo il contributo originale di ogni civiltà".

  "Nel contesto odierno" - rileva il Papa - "appare più che mai importante riflettere sulle antiche radici dalle quali è fluita linfa abbondante nel corso dei secoli. (...) "Anche se purtroppo molti Europei sembrano ignorare le radici cristiane dell'Europa, esse sono vive, e dovrebbero tracciare il cammino e alimentare la speranza di milioni di cittadini che condividono i medesimi valori".

  Il Santo Padre invita i credenti a "promuovere iniziative di dialogo interculturale e interreligioso, al fine di stimolare la collaborazione su temi di interesse reciproco, come la dignità della persona umana, la ricerca del bene comune, la costruzione della pace, lo sviluppo. (...) Per essere autentico, un tale dialogo deve evitare cedimenti al relativismo e al sincretismo ed essere animato da sincero rispetto per gli altri e da generoso spirito di riconciliazione e di fraternità".

  "Incoraggio quanti si dedicano alla costruzione di un'Europa accogliente, solidale e sempre più fedele alle sue radici e, in particolare, esorto i credenti affinché contribuiscano non solo a custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che li contraddistingue e che fa parte integrante della loro storia, ma siano ancora più impegnati a ricercare vie nuove per affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contrassegnano l'epoca post-moderna. Tra queste, mi limito a citare la difesa della vita dell'uomo in ogni sua fase, la tutela di tutti i diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo giusto e solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".
MESS/CULTURE:RELIGIONI/TAURAN:RAVASI               VIS 20081209 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Francis Arinze, per raggiunti limiti d'età, all'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, finora Arcivescovo di Toledo (Spagna).

  Sabato 6 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Ulrich Boom, Vescovo Ausiliare di Würzburg (superficie: 8.531; popolazione: 341.481; cattolici: 854.106; sacerdoti: 762; religiosi: 1.422; diaconi permanenti: 55), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato ad Alsstätte (Repubblica Federale di Germania), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. E' stato finora Parroco della Parrocchia di San Diacono a Miltenberg, membro del Consiglio Pastorale e della Commissione dell'arte della medesima Diocesi.
RE:NER/.../BOOM                                     VIS 20081209 (90)


venerdì 5 dicembre 2008

IL PAPA ASSISTE PRIMA PREDICA DI AVVENTO

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, in presenza del Santo Padre e della Famiglia Pontificia, si è svolta la prima Predica di Avvento nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano.

  Il tema della Predica di quest'anno, proposta dal Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "'Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna' (Gal 4,4). Con San Paolo incontro a Cristo che viene". Il Predicatore, si legge in una Nota, proporrà una riflessione sul posto che occupa Cristo nel pensiero e nella vita dell'Apostolo delle Genti. Le prossime prediche si terranno il 12 e il 19 dicembre.
.../PREDICHE AVVENTO/CANTALAMESSA                   VIS 20081205 (120)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE ARGENTINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Juan Pablo Cafiero, nuovo Ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che l'Argentina è "un Paese dalle solide tradizioni cristiane dalle quali sono scaturiti significativi costumi conformati alle peculiarità e religiosità di quelle persone che quotidianamente aspirano a superare se stesse e ad apportare alla comunità internazionale il meglio di sé".

  "Il messaggio evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "si è inciso profondamente in questa Nazione dando copiosi frutti, specialmente in illustri modelli di condotta che hanno arricchito le persone con la testimonianza esemplare delle virtù umane e cristiane". Il Santo Padre ha citato in merito il Beato Ceferino Namuncurá, giovane mapuche, quale "splendido segno di come Cristo, essendo realmente Parola Incarnata" "amore fino agli estremi", non è lontano da nessuna cultura né da nessuna persona. Al contrario, la risposta alla quale si anela nel cuore delle culture è quella che conferisce loro l'identità più profonda, unendosi all'umanità e rispettando la ricchezza delle diversità, apre a tutti la crescita nell'autentica umanità".

  "Nell'esercizio della missione che le è propria" - ha sottolineato il Pontefice - "la Chiesa cerca in ogni momento di promuovere la dignità della persona e di elevarla in modo integrale a beneficio di tutti" e "senza pretendere di convertirsi in soggetto politico, aspira, con 1'indipendenza della sua autorità morale, a collaborare lealmente e apertamente con tutti i responsabili dell'ordine temporale nel nobile disegno di promuovere una civiltà della giustizia, della pace, della riconciliazione, della solidarietà di quelle norme dalle quali non è possibile derogare né tradire per cedere a consensi partitici, perché sono profondamente insite nel cuore umano e rispondono alla verità".

  "Il secolo XXI dimostra con maggior chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo con i valori irrinunciabili che elevano la persona e tutta la comunità. Fra questi occorre sottolineare la difesa della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, (...) la difesa della vita umana dal concepimento fino al termine naturale, l'eliminazione della povertà, (...) la lotta contro la corruzione, l'adozione di strumenti che assistano i genitori nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, la promozione dei giovani perché siano uomini e donne di pace e di riconciliazione".

  "Precisamente oggi, con la presenza di una Delegazione di questa Sede Apostolica, si incontreranno i Presidenti di Argentina e Cile per commemorare il trentesimo Anniversario della mediazione realizzata da (...) Giovanni Paolo II nella soluzione delle divergenze fra le due nazioni sulla determinazione dei confini nella zona australe del Continente. Il monumento in costruzione nella località di Monte Aymond sarà una testimonianza eloquente e servirà a rafforzare i legami di fraternità e la volontà di comprensione fra i due Paesi, i quali, grazie agli sforzi dei governanti e delle istituzioni, e ai comuni ideali culturali, sociali e religiosi, hanno saputo abbandonare le vie dell'incomprensione per dimostrare che con il dialogo e la grandezza del cuore si può raggiungere una pace degna, stabile e solida, che è propria dei popoli civilizzati e saggi".
CD/CREDENZIALI/ARGENTINA:CAFIERO                   VIS 20081205 (540)


VALORE IRRINUNCIABILE LEGGE MORALE NATURALE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, che questa volta coincide con la conclusione del settimo quinquennio della creazione di detta Commissione.

  Riferendosi al progetto di documento che è in via di approvazione, intitolato: Alla ricerca di un'etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale", il Santo Padre ha ribadito "la necessità e l'urgenza, nel contesto odierno, di creare nella cultura e nella società civile e politica le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale".

  "La legge naturale" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte".

  Commentando il tema "Senso e metodo della Teologia", che i membri della Commissione hanno esaminato negli ultimi anni, Benedetto XVI ha sottolineato che: "Il vero lavoro della teologia è entrare nella parola di Dio, cercare di capirla per quanto possibile e di farla capire al nostro mondo, e trovare così le risposte alle nostre grandi domande".

  "Il metodo in teologia non potrà costituirsi solo in base ai criteri e alle norme comuni alle altre scienze, ma dovrà osservare innanzitutto i principi e le norme che derivano dalla Rivelazione e dalla fede, nella sua dimensione personale ed ecclesiale".

  "La virtù fondamentale del teologo" - ha affermato il Pontefice - "è di cercare l'obbedienza alla fede, che lo rende collaboratore della verità" ed ha concluso: "L'obbedienza alla verità non significa rinuncia alla ricerca e alla fatica del pensare. L'inquietudine del pensiero, che indubbiamente non potrà mai essere nella vita dei credenti del tutto placata, dal momento che sono anch'essi nel cammino della ricerca e dell'approfondimento della Verità, sarà tuttavia un'inquietudine che li accompagna e li stimola nel pellegrinaggio del pensiero verso Dio, e risulterà così feconda".
AC/LEGGE NATURALE:TEOLOGICA/CTI                   VIS 20081205 (330)


ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO: AMBASCIATORI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i  Membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, con il Gran Maestro dell'Ordine, Cardinale John Patrick Foley,e con il Gran Priore dell'Ordine, Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

  L'Ordine Equestre è riunito in questi giorni a Roma per la "'consulta mondiale', che ogni cinque anni prevede l'incontro dei luogotenenti, dei delegati magisteriale e dei membri del gran magistero per valutare la situazione della comunità cattolica in Terra Santa, le attività svolte dall'Ordine e stabilire le direttive per il futuro".

  "Nato infatti quale 'Guardia d'onore'" - ha ricordando il Pontefice - l'Ordine Equestre ha goduto di una singolare attenzione da parte dei Romani Pontefici, i quali lo hanno dotato degli strumenti spirituali e giuridici necessari per assolvere l proprio specifico servizio".

  "Un vincolo antico e glorioso lega il vostro Sodalizio cavalleresco al Santo Sepolcro di Cristo, dove viene celebrata in maniera tutta particolare la gloria della sua morte e della sua risurrezione. Proprio questo costituisce il fulcro centrale della vostra spiritualità. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia dunque il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto e programma personale ed associativo".

  Il Papa ha esortato le Dame e i Cavalieri dell'Ordine ad "essere costruttori, nel stro tempo, di una speranza fattiva fondata sulla presenza del Signore risorto, il quale (...) guida e sostiene le fatiche di quanti si dedicano all'edificazione di una nuova umanità ispirata ai valori evangelici della giustizia, dell'amore e della pace. Quanto ha bisogno di giustizia e di pace la Terra di Gesù!" - ha esclamato il Pontefice - "Continuate a lavorare per questo, e non stancatevi di domandare, con la 'Preghiera del cavaliere e della dama del Santo Sepolcro' che quanto prima queste aspirazioni trovino pieno compimento".

  "Domandate al Signore" - ha proseguito il Pontefice - "che Vi 'renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i fratelli'; chideteGli di fecondare con la potenza del suo amore la vostra costante opera a sostegno dell'ardente desiderio di pace di quelle comunità, appesantite negli ultimi anni da un clima incerto e pericoloso".

  "A quelle care popolazioni cristiane, che continuano a soffrire a causa della crisi politica, economica e sociale del Medio Oriente, resa ancor più pesante con l'aggravarsi della situazione mondiale, rivolgo un affettuoso pensiero, riservando una particolare attestazione di vicinanza spirituale ai molti nostri fratelli nelle fede che sono costretti ed emigrare. Come non condividere la pena di quelle comunità tanto provate?".

  "In questi giorni d'Avvento" - ha concluso il Pontefice - "mentre ci prepariamo a festeggiare il Natale, lo sguardo della nostra fede si dirige verso Betlemme (...) L'occhio del cuore si volge poi a tutti gli altri luoghi santificati dal passaggio del Redentore. A Maria, (...), domandiamo di far sentire la sua materna protezione ai nostri fratelli e sorelle che lì abitano e quotidianamente affrontano non poche difficoltà".
AC/ORDINE SANTO SEPOLCRO/FOLEY:TWAL               VIS 20081205 (490)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE PATRIARCA ALESSIO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI  ha fatto pervenire al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, un telegramma di cordoglio per la morte, questa mattina, all'età di 79 anni, di Sua Santità Alexis II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie. 

  "Ho appreso con viva commozione" - scrive il Pontefice - "la triste notizia della morte di Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie, e con fraterno affetto desidero far giungere al Santo Sinodo e a tutti i Membri della Chiesa Ortodossa Russa le mie più sincere condoglianze, assicurando la mia spirituale vicinanza in questo momento di grande tristezza. Elevo suppliche al Signore affinché accolga nel suo Regno di pace e di gioia eterna questo suo instancabile ministro e doni consolazioni e conforto a quanti ne piangono la dolorosa dipartita. Memore del comune impegno sul cammino della reciproca comprensione e collaborazione fra ortodossi e cattolici, mi è gradito ricordare gli sforzi che il defunto Patriarca ha profuso per la rinascita della Chiesa, dopo la dura oppressione ideologica, che ha causato il martirio di tanti testimoni della fede cristiana. Ricordo anche la buona battaglia per la difesa dei valori umani ed evangelici che egli ha condotto in particolare nel Continente europeo, auspicando che il suo impegno produca frutti di pace e di autentico progresso umano, sociale e spirituale. Nell'ora sofferta del commiato, mentre il suo copro mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione, possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a quanti ne raccoglieranno l'eredità nel guidare codesta veneranda Chiesa Ortodossa Russa".

  Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha espresso il suo dolore per la morte del Patriarca che "era stato chiamato" - afferma in una Dichiarazione - "a guidare la Chiesa Ortodossa Russa in un'epoca di grandi cambiamenti. Sotto la sua direzione, quella Chiesa è stata in grado di affrontare le sfide della transizione dal regime sovietico all'epoca presente con rinnovata vitalità interiore".

  Il Porporato ha rievocato inoltre i "numerosi incontri con Sua Santità, che ha sempre espresso al Santo Padre la sua buona volontà ed il suo desidero di potenziare la collaborazione con la Chiesa cattolica. Mai si è dubitato del suo impegno personale per migliorare i rapporti con la Chiesa Cattolica, nonostante le difficoltà e le tensioni che alle volte emergevano".
TGR/MORTE PATRIARCA ALEXIS/                        VIS 20081205 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina.

- Il Signor George Santer, Ambasciatore di Lussemburgo in visita di congedo.

- La Signora Anne Maree Plunkett, Ambasciatore di Australia in visita di congedo.
AP/.../...                                         VIS 20081205 (60)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Karl Golser, Vescovo di Bolzano (superficie: 7.400; popolazione: 482.650; cattolici: 468.650; sacerdoti: 565; religiosi: 890; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Tscherms-Cermes (Italia) nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. E' stato finora Canonico Penitenziere e Docente di Teologia Morale nella Diocesi di Bolzano - Bressanone.
NER/.../GOLSER                                                            VIS 20081205 (70)


giovedì 4 dicembre 2008

AI VESCOVI CILENI: ILLUMINATE TUTTI I SETTORI CON LUCE FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha espresso ai Presuli la sua gioia per l'incontro "che mi ha permesso di condividere" - ha detto - "le fatiche apostoliche nell'amata terra cilena", invitandoli a "coltivare una intensa vita interiore e di fede profonda, affinché nel rapporto intimo con il Maestro e nella preghiera, maturino le migliori iniziative pastorali per rispondere alle necessità spirituali del popolo fedele".

  Riferendosi successivamente agli orientamenti pastorali che i Vescovi cileni hanno elaborato a partire dalla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, il Santo Padre ha affermato che "questa grande impresa evangelizzatrice (...) esige da tutti uno sforzo particolare di purificazione e di carità. Sapete bene che l'uomo di oggi sente l'urgente necessità di esempi di vita autenticamente evangelici e coerenti. Perciò la santità di tutti i membri della Chiesa e specialmente dei suoi pastori, è uno dei doni più preziosi che potete offrire ai vostri fratelli".

  Parlando dei sacerdoti e dei seminaristi il Santo Padre ha detto ai Vescovi: "Mostratevi molto vicini nelle loro difficoltà e aiutateli perché, fra le molteplici attività che riempiono la loro giornata, sappiano dare la precedenza alla preghiera e alla celebrazione dell'Eucaristia che li conforma a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote".

  "Conosco anche" - ha proseguito il Pontefice - "il grande lavoro che avete realizzato perché i laici assumano con responsabilità e maturità gli adempimenti del battesimo, partecipando secondo la propria condizione laicale alla missione di tutta la Chiesa (...) Essi hanno ricevuto come vocazione specifica la santificazione del mondo, trasformandolo dall'interno, secondo il progetto di Dio".

  "Tutti i settori possono essere illuminati con la luce della fede. Penso al mondo della cultura, della scienza e della politica, alla promozione della famiglia, fondata sul matrimonio fra uomo e donna, alla creazione di condizioni di lavoro più giuste e nell'aiuto ai più svantaggiati, nella difesa dell'ambiente, nella difesa della vita umana in tutte le fasi dell'esistenza e nel diritto e obbligo dei genitori all'educazione morale e spirituale dei figli".

  Benedetto XVI ha vivamente esortato i Presuli a dedicarsi alla "attività caritativa a favore dei poveri" sottolineando che: "seguendo l'esempio della prima comunità di discepoli, dobbiamo adoperarci perché la Chiesa, come famiglia di Dio, sia un luogo di aiuto reciproco".

  Infine il Papa ha esortato i Presuli a "continuare a coltivare lo spirito di comunione con il Romano Pontefice e con gli altri fratelli Vescovi, soprattutto all'interno della stessa Conferenza Episcopale e della Provincia Ecclesiastica" dicendo loro: "Siate per tutti autentici modelli e strumenti di comunione".
AL/.../CILE                                       VIS 20081204 (470)


FIRMATA DALLA SANTA SEDE CONVENZIONE BOMBE A GRAPPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha partecipato ieri a Oslo (Norvegia), alla cerimonia per la firma della Convenzione che proibisce l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle bombe a grappolo, dopo l'approvazione del testo, il 30 maggio scorso, a Dublino (Irlanda).

  Nel suo discorso l'Arcivescovo Mamberti ha affermato: "Al fine di dare un segno politico forte, la Santa Sede ha tenuto a ratificare questa Convenzione il giorno stesso della firma. In primo luogo vogliamo esprimere alle vittime la vicinanza umana che la Santa Sede e le sue istituzioni tengono a sottolineare. Noi vorremmo poi lanciare un appello a tutte le nazioni, in particolare ai paesi produttori, esportatori ed utilizzatori potenziali di bombe a grappolo perché si uniscano ai firmatari attuali al fine di far comprendere a tutte le vittime e a tutti i paesi gravemente colpiti da tali armi, che è stato dato ascolto al loro messaggio".

  "Una sicurezza credibile è non solamente possibile ma soprattutto più efficace se è fondata sulla cooperazione, sulla fiducia e su di un ordine internazionale giusto. Un ordine fondato sull'equilibrio della forza è fragile, instabile e fonte di conflitti".

  Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha segnalato che: "Grazie al contributo di tutti, l'edificio delle pace è più solido, ma la perseveranza e la pazienza sono le condizioni indispensabili al suo continuo consolidamento".

  In una Dichiarazione che accompagna il testo del discorso dell'Arcivescovo Mamberti si afferma che: "Nel ratificare la Convenzione sulle bombe a grappolo la Santa Sede desidera incoraggiare l'intera Comunità Internazionale a promuovere risolutamente un effettivo disarmo e negoziati di controllo degli armamenti, e a rafforzare il diritto umanitario internazionale riaffermando il valore intrinseco e preminente della dignità umana, la centralità della persona umana, e le 'considerazioni elementari di umanità', tutti elementi che costituiscono il fondamento del diritto umanitario internazionale".

  "La Santa Sede considera la Convenzione delle bombe a grappolo un passo importante nella protezione dei civili durante e dopo i conflitti dagli effetti indiscriminati di tale disumano genere di armamenti".

  Nella Dichiarazione si ribadisce inoltre che: "La Santa Sede ritiene che rendere operativa tale Convenzione sia una sfida giuridica ed umanitaria per il prossimo futuro. La resa operativa efficace della Convenzione deve fondarsi sulla cooperazione costruttiva di tutti gli agenti governativi e non governativi e deve rafforzare il collegamento fra disarmo e sviluppo. Ciò sarà possibile solo indirizzando le risorse umane e materiali verso lo sviluppo, la giustizia e la pace, che sono i mezzi più efficaci di promuovere la sicurezza internazionale e un pacifico ordine internazionale".
DELSS/CONVENZIONE BOMBE GRAPPOLO/MAMBERTI  VIS 20081204 (450)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, di Talca.

- Il Vescovo Gonzalo Duarte García de Cortázar, SS.CC., di Valparaíso, con l'Ausiliare Vescovo Santiago Jaime Silva Retamales.

- Il Vescovo Juan de la Cruz Barros Madrid, Ordinario Militare.

- Il Vescovo Luigi Infanti Della Mora, O.S.M., Vicario Apostolico di Aysén.
AL/.../...                                 VIS 20081204 (80)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Christophe Zoa, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Yaoundè (Camerun), Vescovo di Sangmélima (superficie: 20.254; popolazione: 160.000; cattolici: 87.800; sacerdoti: 23; religiosi: 36), Camerun. Il Vescovo Zoa succede al Vescovo Raphaël Marie Ze, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZOA:ZE                             VIS 20081204 (70)


mercoledì 3 dicembre 2008

MALE VIENE DA UNA FONTE SUBORDINATA. DIO È PIÙ FORTE


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS).  Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione di 7.000 persone, Papa Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sugli insegnamenti di San Paolo, soffermandosi sul V Capitolo della Lettera ai Romani, nel quale l'Apostolo delle Genti, delineando le relazioni tra Adamo e Cristo, traccia "le linee essenziali della dottrina sul peccato originale".

  "Paolo ripercorre la storia della salvezza da Adamo alla Legge e da questa a Cristo." - ha affermato il Papa - "Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull'umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull'umanità".

 "Se, nella fede della Chiesa, è maturata" - ha proseguito il Papa - "la consapevolezza del dogma del peccato originale è perché esso è connesso inscindibilmente con l'altro dogma, quello della salvezza e della libertà in Cristo. La conseguenza di ciò è che non dovremmo mai trattare del peccato di Adamo e dell'umanità in modo distaccato del contesto salvifico, senza comprenderli ciuoè nell'orizzonte della giustificazione in Cristo".

  "Ma come uomini di oggi dobbiamo domandarci" - ha detto Papa Benedetto XVI - "Che cosa è questo peccato originale? (...) E' ancora oggi sostenibile questa dottrina? Molti pensano che, alla luce della storia dell'evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell'umanità. E, di conseguenza, anche la questione della Redenzione e del Redentore perderebbe il suo fondamento. Dunque esiste il peccato originale o no?".

  "Per poter rispondere dobbiamo distinguere due aspetti della dottrina sul peccato originale" - ha spiegato il Papa - "Esiste un aspetto empirico, cioè una realtà concreta, visibile, direi tangibile per tutti. E un aspetto misterico, riguardante il fondamento ontologico di questo fatto. Il dato empirico è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da una parte ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare. Ma, nello stesso tempo, sente anche l'altro impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell'egoismo, della violenza, di fare solo quanto gli piace, anche sapendo di agire così contro il bene, contro Dio e contro il prossimo".

  "Questa contraddizione interiore del nostro essere non è una teoria. Ognuno di noi la prova ogni giorno. E soprattutto vediamo sempre intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà. Basta pensare alle notizie quotidiane su ingiustizie, violenza, menzogna, lussuria. Ogni giorno lo vediamo: è  un fatto. Come conseguenza di questo potere del male nelle nostre anime, si è sviluppato nella storia un fiume sporco, che avvelena la geografia della storia umana. (...) Questa contraddizione dell'essere umano della nostra storia deve provocare e provoca anche oggi il desiderio di redenzione. E, in realtà, il desiderio che il mondo sia cambiato e la promessa che sarà creato un mondo di giustizia, di pace, di bene, è presente dappertutto".

  "Quindi il fatto dell potere del male nel cuore umano e nella storia umana è innegabile. La questione è: come si spiega questo male? Nella storia del pensiero, prescindendo dalla fede cristiana, esiste un modello principale di spiegazione, con diverse variazioni. Questo modello dice: l'essere stesso è contraddittorio, porta in sé sia il bene sia il male. (...) Tale dualismo sarebbe insuperabile, i due principi stanno sullo stesso livello perciò ci sarà sempre, fin dall'origine dell'essere, questa contraddizione".

  "Nella versione evoluzionistica, atea, del mondo ritorna in modo nuovo la tessa visione. Anche se, in tale concezione, la visione dell'essere è monastica,  si suppone che l'essere come tale porta in sé dall'inizio porti in sé il male e il bene. L'essere stesso non è semplicemente buono, ma aperto al bene ed al male. Il male è ugualmente originario come il bene. E la storia umana svilupperebbe soltanto il modello già presente in tutta l'evoluzione precedente. Ciò che i cristiani chiamano peccato originale sarebbe in realtà solo il carattere misto dell'essere, una mescolanza di bene e di male".

  "E' una visione in fondo disperata: se è così, il male è invincibile. Alla fine conta solo il proprio interesse. E ogni progresso sarebbe necessariamente da pagare con un fiume di male e chi volesse servire al progresso dovrebbe accettare di pagare questo prezzo. (...) Questo pensiero moderno può, alla fine, solo creare tristezza e cinismo".

  "E così ci domandiamo di nuovo: che cosa dice la fede testimoniata da  San Paolo?. Come primo punto, essa conferma il fatto della competizione tra le due nature, il fatto di questo male la cui ombra pesa su tutta la creazione. (...) Come spiegazione, in contrasto con i dualismi e monismi che abbiamo brevemente considerato e trovato desolanti, la fede ci dice:. Esistono due misteri di luce e un mistero di notte, che è però avvolto dai misteri di luce".

  "Il primo mistero di luce è questo la fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c'è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza ombra di male. E perciò anche l'essere non è un misto di bene e di male; l'essere come tale è buono (...). Questo è il lieto annuncio della fede: c'è solo una fonte buona, il Creatore. E perciò vivere è un bene, è buona cosa essere un  uomo, una donna, è buona la vita".

  "Poi segue il mistero di buio, di notte. Il male non viene dalla fonte dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata. Come è stato possibile, come è successo? Questo rimane oscuro. Il male non è logico. Solo Dio e il bene sono logici, sono luce. Il male rimane misterioso". Il male  "è in se stesso illogico".

  "Il male viene da una fonte subordinata. Dio con la sua luce è più forte. E perciò il male può essere superato. Perciò la creatura, l'uomo è sanabile. (...) L'uomo non è solo sanabile, è sanato di fatto. Dio ha introdotto la guarigione. E' entrato in persona nella storia. Alla permanente fonte del male ha opposto una fonte di puro bene. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al fiume sporco del male un fiume di luce. E questo fiume è presente nella storia".
AG/PECCATO ORIGINALE/...                        VIS 20081203 (940)


PROMUOVERE SCUOLA LUOGO FORMAZIONE INTEGRALE PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, in occasione della 48ma Conferenza Internazionale sull'Educazione promossa dall'U.N.E.S.C.O. (Ginevra, 25-28 novembre).

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che una "educazione di tutti" deve tenere conto "delle esigenze di ogni persona e in particolare delle esigenze dei poveri e dei più vulnerabili, di persone con disabilità, di giovani che abitano nelle zone rurali e in quelle urbane degradate, di giovani e adulti senza alcuna discriminazione".

  "Gli educatori devono essere consapevoli del fatto che svolgono il proprio servizio in collaborazione con i genitori, che sono la prima 'agenzia educativa' ed hanno il diritto e il dovere prioritari di educare i propri figli. Questa confluenza di sforzi è un'applicazione evidente del basilare principio di sussidiarietà".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha segnalato inoltre che la comunità educativa "è chiamata a promuovere una scuola che sia luogo di formazione integrale attraverso rapporti interpersonali basati sul rispetto e l'accettazione reciproci. Da questo punto di vista, l'integrazione non è un'ideologia che riduce tutte le differenze e perde di vista la situazione della persona concreta, il suo vissuto e le sue esperienze, e questo dovrebbe restare al centro di qualsiasi programma educativo".

  "Un'educazione globale comprende tutti i bambini e i giovani nel loro contesto esistenziale e tutte le persone dedite alla loro formazione, che è un processo globale che combina trasmissione di conoscenza e sviluppo della personalità. Infatti, gli interrogativi fondamentali che ogni persona si pone riguardano la ricerca del significato della vita e della storia, del cambiamento e della dissoluzione, dell'amore e della trascendenza".
DELSS/EDUCAZIONE/GINEVRA:TOMASI                   VIS 20081203 (290)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francis Kalist, Vescovo di Meerut (superficie: 28.696; popolazione: 29.019.350; cattolici: 28.696; sacerdoti: 115; religiosi: 634), India. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Agra (India), è nato a Tapuram (India), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Succede al Vescovo Patrick Nair, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Teotihuacan con territorio dismembrato della Diocesi di Texcoco, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tlalnepanla,

- Ha nominato il Reverendo Francisco Escobar Galicia, primo Vescovo di Tehotihuacan (superficie: 1.061.057; popolazione: 866.282; cattolici: 779.000; sacerdoti: 53; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "San Martín de las Pirámides", è nato ad Otumba (Messico), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
RE:NER:ECE/.../...                                   VIS 20081203 (160)


martedì 2 dicembre 2008

ARCIVESCOVO MIGLIORE: SISTEMI DI MERCATO PIÙ GIUSTI ED EQUI


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla Conferenza Internazionale sul finanziamento per lo sviluppo, in corso a Doha (Qatar).

  "La persona umana deve essere al centro di tutte le decisioni quando viene valutato e promosso lo sviluppo sociale ed economico" - ha sottolineato l'Arcivescovo Migliore, precisando inoltre che: "Nonostante l'aumento, negli ultimi anni, degli aiuti allo sviluppo, molti problemi rimangono irrisolti, come il numero di persone che non hanno accesso all'alimentazione e nemmeno alle cure sanitarie fondamentali. A quanti manca un impiego dignitoso con un salario che consenta alle famiglie e a loro stessi di vivere?".

  "I governi nazionali hanno bisogno della collaborazione della comunità internazionale" - ha ribadito l'Arcivescovo Migliore - "per accelerare lo sviluppo economico e lo sviluppo dell'uomo. (...) La recente crisi finanziaria dimostra che quando la volontà politica si accompagna alla sollecitudine per il bene comune, noi siamo in grado di produrre, in pochi mesi, fondi essenziali per i mercati finanziari".

  "Occorre dedicare rinnovata attenzione per assicurare sistemi di mercato più giusti ed equi. (...) Sussidi di mercato non equilibrati, speculazione finanziaria, aumento dei prezzi dell'energia e diminuzione degli investimenti in agricoltura sono ultimamente risultati nella mancanza di accesso a quell'elemento indispensabile per vivere: il cibo. Questa instabilità economica, che colpisce al cuore  l'esistenza umana, rende sempre più urgente un impegno comune nella gestione del mercato globale e dello sviluppo".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha affermato infine che: "L'incertezza e l'ansietà sembrano prevalere in questo particolare momento. Tuttavia, le virtù e i principi che hanno guidato la comunità globale in tante crisi sono sempre presenti: la solidarietà con la nostra comunità globale; la giusta ed equa suddivisione delle risorse ed opportunità; il prudente uso dell'ambiente; l'astenersi dal perseguire profitti finanziari e sociali a breve termine, a detrimento di uno sviluppo sostenibile, ed infine, il coraggio politico necessario ad edificare un mondo nel quale la vita umana sia al centro di tutte le attività sociali ed economiche".
DELSS/FINANZIAMENTO SVILUPPO/DOHA:MIGLIORE      VIS 20081202 (360)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha annoverato il Monsignor Francesco Di Felice al Collegio dei Protonotari Apostolici "de numero participantium".
NA/.../DI FELICE                                     VIS 20081202 (30)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Manuel Castro Ruiz, emerito di Yucatán, (Messico), il 18 novembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Miguel Delgado Avila, S.D.B., emerito di Barcelona (Venezuela), il 18 novembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Bruno Maldaner, emerito di Frederico Westphalen (Brasile), il 16 novembre, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Edoardo Riccio, emerito di San Miniato (Italia), il 28 novembre , all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Antanas Vaicius, emerito di Telsiai (Lituania), il 25 novembre, all'età di  82 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20081202 (100)


lunedì 1 dicembre 2008

L'UOMO DEL TERZO MILLENNIO HA BISOGNO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza un gruppo di seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Pugliese "Pio XI" di Molfetta, del Pontificio Seminario Regionale Abruzzese-Molisano "San Pio X" di Chieti e del Pontificio Seminario Marchigiano "Pio XI" di Ancona, in occasione del centenario di fondazione delle tre istituzioni.

  "Tra i compiti prioritari del presbitero c'è quello di spargere a larghe mani nel campo del mondo la Parola di Dio (...)" - ha affermato il Santo Padre - "La parola di Dio che voi sarete chiamati a seminare a larghe mani e che porta in sé la vita eterna, è Cristo stesso, il solo che possa cambiare il cuore umano e rinnovare il mondo. Ma potremmo domandarci: l'uomo contemporaneo sente ancora bisogno di Cristo e del suo messaggio di salvezza?".

  "In un clima segnato talora da un razionalismo chiuso in sé stesso, che considera quello delle scienze pratiche l'unico modello di conoscenza, il resto diventa tutto soggettivo e di conseguenza anche l'esperienza religiosa rischia di essere vista come una scelta soggettiva, non essenziale e determinate per la vita"

  "L'uomo contemporaneo" - ha rilevato il Pontefice - "appare spesso smarrito e preoccupato per il suo futuro, in cerca di certezze e desideroso di punti di riferimento sicuri. L'uomo del terzo millennio, come del resto in ogni epoca, ha bisogno di Dio e lo cerca talora anche senza rendersene conto. Compito dei cristiani, in modo speciale, dei sacerdoti" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è raccogliere quest'anelito profondo del cuore umano ed offrire a tutti, con mezzi e modi rispondenti alle esigenze dei tempi, l'immutabile Parola di vita eterna che è Cristo, Speranza del mondo".

  "In vista di questa importante missione" - ha detto ancora il Papa - "assumono grande valore gli anni di seminario, tempo destinato alla formazione e al discernimento; anni nei quali al primo posto deve esserci la costante ricerca di un rapporto personale con Gesù".

  "In questo Anno Paolino come non proporvi l'apostolo Paolo, quale modello a cui ispirarvi per la vostra preparazione al ministero apostolico? (...) Ad imitazione di San Paolo, cari Seminaristi, non stancatevi" - ha esortato il Pontefice - "di incontrare Cristo nell'ascolto, nella lettura e nello studio della Sacra Scrittura, nella preghiera e nella meditazione personale, nella liturgia e in ogni altra attività quotidiana".

  "Le vostre istituzioni" - ha concluso il Papa - "siano pure 'case' di accoglienza vocazionale per imprimere ancor maggiore impulso alla pastorale vocazionale e curando specialmente il mondo giovanile ed educando i giovani ai grandi ideali evangelici e missionari".
AC/.../SEMINARISTI                               VIS 20081201 (420)


30° ANNIVERSARIO MEDIAZIONE PONTIFICIA ARGENTINA E CILE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile), Suo Inviato Straordinario in Missione Speciale alle cerimonie del 30° anniversario della Mediazione Pontificia tra Argentina e Cile, sul Canale del Beagle, che avranno luogo a Monte Aymond (Argentina), il 5 dicembre 2008.

  La Missione Pontificia guidata dal Cardinale Scherer, è composta dall'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Argentina e dall'Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico in Cile, dal Vescovo Juan Carlos Romanin, S.D.B di Rio Gallegos (Argentina)  e dal Vescovo Francisco Javier Pardo Aránguiz, SS.CC., emerito di Rancagua (Cile).
OP/ANNIVERSARIO MEDIAZIONE BEAGLE /SCHERER      VIS 20081201 (120)


AVVENTO: GRIDO DI SPERANZA DELLA CHIESA E DEI GIUSTI


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Alle 17:00  di questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della prima Domenica di Avvento.

  "L'Avvento" - ha detto il Papa nell'omelia - "è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo. (...) Tutto il popolo di Dio si rimette in cammino attratto da questo mistero: che il nostro Dio è 'il Dio che viene' e ci chiama ad andargli incontro. In che modo? Anzitutto in quella forma universale della speranza e dell'attesa che è la preghiera, che trova la sua espressione eminente nei Salmi, parole umane in cui Dio stesso ha posto e pone continuamente sulle labbra e nei cuori dei credenti l'invocazione della sua venuta".

  Espressione più alta della preghiera sono i Salmi - ha ricordato Benedetto XVI - citando il Salmo 141, "'Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; / ascolta la mia voce quando t'invoco. / Come incenso salga a te la mia preghiera, / le mie mani alzate come sacrificio della sera' (Sal 141,1-2)" ed ha affermato:  "E' il grido di una persona che si sente in grave pericolo, ma è anche il grido della Chiesa fra le molteplici insidie che la circondano, che minacciano la sua santità, quell'integrità irreprensibile di cui parla l'apostolo Paolo, che deve invece essere conservata per la venuta del Signore".

  "E in questa invocazione risuona anche il grido di tutti i giusti, di tutti coloro che vogliono resistere al male, alle seduzioni di un benessere iniquo, di piaceri offensivi della dignità umana e della condizione dei poveri. All'inizio dell'Avvento la liturgia della Chiesa fa proprio nuovamente questo grido, e lo innalza a Dio 'come incenso' (v. 2)".

   "Nel grido del Corpo mistico, riconosciamo la voce stessa del Capo: il Figlio di Dio che ha preso su di sé le nostre prove e le nostre tentazioni, per donarci la grazia della sua vittoria. (...) La Chiesa rivive ogni volta la grazia di questa com-passione, di questa 'venuta' del Figlio di Dio nell'angoscia umana fino a toccarne il fondo. Il grido di speranza dell'Avvento esprime allora, fin dall'inizio e nel modo più forte, tutta la gravità del nostro stato, il nostro estremo bisogno di salvezza. Come dire: noi aspettiamo il Signore non alla stregua di una bella decorazione su un mondo già salvo, ma come unica via di liberazione da un pericolo mortale".

  I Salmi 141 e 142 della liturgia di oggi, ha sottolineato Benedetto XVI, "ci mettono al riparo da qualsiasi tentazione di evasione e di fuga dalla realtà; ci preservano da una falsa speranza, che forse vorrebbe entrare nell'Avvento e andare verso il Natale dimenticando la drammaticità della nostra esistenza personale e collettiva".

  "In effetti, una speranza affidabile, non ingannevole, non può che essere una speranza 'pasquale', come ci ricorda ogni sabato sera il cantico della Lettera ai Filippesi, con il quale lodiamo Cristo incarnato, crocifisso, risorto e Signore universale".
HML/VESPRI AVVENTO/...                           VIS 20081201 (520)


CONFORMARE LA NOSTRA VITA AL SIGNORE


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, Prima Domenica di Avvento, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, nel settore nord della diocesi di Roma, per il 1750° anniversario del martirio di San Lorenzo e nel quadro delle visite annuali alle parrocchie romane.

  Nell'omelia, spiegando il significato dell'Avvento, il Santo Padre ha detto: "Avvento significa (...) far memoria della prima venuta del Signore nella carne, pensando già al suo definitivo ritorno e, al tempo stesso, significa riconoscere che Cristo presente tra noi si fa nostro compagno di viaggio nella vita della Chiesa che ne celebra il mistero".

  "In questa prospettiva" - ha detto ancora il Papa - "l'Avvento diviene per tutti i cristiani un tempo di attesa e di speranza, un tempo privilegiato di ascolto e di riflessione, purché ci si lasci guidare dalla liturgia che invita ad andare incontro al Signore che viene".

  "'Vieni, Signore Gesù': tale ardente invocazione della comunità cristiana degli inizi deve diventare, cari amici, anche nostra costante aspirazione, l'aspirazione della Chiesa di ogni epoca, che anela e si prepara all'incontro con il suo Signore. 'Vieni oggi Signore, aiutaci, illuminaci, dacci la pace, aiutaci a vincere la violenza, vieni Signore preghiamo proprio in queste settimane, Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi'".

  Soffermandosi sulla figura di San Lorenzo, il Papa ne ha ricordato la "sollecitudine per i poveri, il generoso servizio che rese alla Chiesa di Roma nel settore dell'assistenza e della carità, la fedeltà al Papa, da lui spinta al punto di volerlo seguire nella prova suprema del martirio e l'eroica testimonianza del sangue, resa solo pochi gironi dopo, sono fatti universalmente noti".

  "Cade quest'anno il 50° anniversario della morte del Servo di Dio, Papa Pio XII" - ha ricordato ancora il Papa - "e questo ci richiama alla memoria un evento particolarmente drammatico nella storia plurisecolare della vostra Basilica, verificatosi durante il secondo conflitto mondiale, quando, esattamente il 19 luglio 1943, un violento bombardamento inflisse danni gravissimi all'edificio e a tutto il quartiere, seminando morte e distruzione. Non potrà mai essere cancellato dalla memoria della storia il gesto generoso compiuto in quella occasione da quel mio venerato Predecessore, che corse immediatamente a soccorrere e consolare la popolazione duramente colpita, tra le macerie ancora fumanti".
 
  "Non dimentico" - ha proseguito il Pontefice - "inoltre che questa stessa Basilica accoglie le urne di due altre grandi personalità: nell'ipogeo infatti sono poste alla venerazione dei fedeli le spoglie mortali del beato Pio IX, mentre, nell'atrio, è collocata la tomba di Alcide De Gasperi, guida saggia ed equilibrata per l'Italia nei difficili anni della ricostruzione post-bellica e, al tempo stesso, insigne statista capace di guardare all'Europa con un'ampia visione cristiana".

  "Vegliare significa seguire il Signore" - ha sottolineato infine il Papa - "scegliere ciò che Lui ha scelto, amare ciò che Lui ha amato, conformare la propria vita alla sua; vegliare comporta trascorrere ogni attimo del nostro tempo nell'orizzonte del suo amore senza lasciarsi abbattere dalle inevitabili difficoltà e problemi quotidiani. Così ha fatto san Lorenzo, così dobbiamo fare noi e chiediamo al Signore che ci doni la sua grazia perché l'Avvento sia stimolo per tutti a camminare in questa direzione".
HML/AVVENTO/SAN LORENZO FUORI LE MURA               VIS 20081201 (540)


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