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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 13 marzo 2008

HAITI: PROMUOVERE CAMBIAMENTO E RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", nel corso della quale, ha detto, "avete condiviso con la Curia Romana i motivi di gioia e di speranza, come pure di inquietudine, vissuti dal popolo di Dio affidato alle vostre cure pastorali".

  Rievocando il Viaggio ad Haiti, venticinque anni fa, di Giovanni Paolo II, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, dal titolo: "Bisogna che qualcosa cambi qui", Benedetto XVI si è posto lo stesso interrogativo del Predecessore: "Sono cambiate le cose?", ed ha ricordato che il Paese "ha conosciuto momenti dolorosi, che la Chiesa segue con attenzione: divisioni, ingiustizie, miseria, disoccupazione, elementi fonte di profonda inquietudine per la popolazione".

  "Chiedo al Signore" - ha esclamato Benedetto XVI - "di suscitare in tutti gli haitiani, particolarmente in quanti hanno responsabilità sociali, il coraggio di promuovere il cambiamento e la riconciliazione, affinché tutti gli abitanti del Paese abbiano condizioni di vita degne e beneficino dei beni della terra, in una sempre maggiore solidarietà".

  "Non posso dimenticare coloro che sono costretti a recarsi nel paese vicino per provvedere alle proprie necessità. Auspico che la Comunità internazionale prosegua ed intensifichi il suo sostegno al popolo haitiano, affinché esso possa prendere in mano il proprio futuro ed il proprio sviluppo".

  Riferendosi alla preoccupazioni dei Vescovi, il Papa ha menzionato "la situazione della struttura familiare, resa instabile a causa della crisi attraversata dal Paese, ma anche dall'evoluzione dei costumi e dalla progressiva perdita del senso del matrimonio e della famiglia, che pongono sullo stesso piano altre forme di unione".

  "E' in gran parte a partire della famiglia che la società e la Chiesa si sviluppano. La vostra attenzione a questo aspetto della vita pastorale è dunque fondamentale, poiché si tratta del luogo primario dell'educazione dei giovani. (...) Vi incoraggio quindi a sostenere gli sposi e le giovani famiglie, mediante una formazione sempre più appropriata, insegnando loro anche il rispetto della vita".

  In merito ai sacerdoti, il Santo Padre ha esortato i Vescovi a "essere attenti alla loro formazione permanente, intrattenendo con essi rapporti fraterni e fiduciosi, aiutandoli ad esercitare un ministero fecondo, invitandoli anche ad astenersi da impegni politici. (...) Che essi fondino il loro apostolato sul proprio rapporto con Cristo, sul mistero eucaristico che ci ricorda che il Signore si è donato totalmente per la salvezza del mondo".

  "Vi invito" - ha proseguito il Pontefice riferendosi alla formazione dei candidati al sacerdozio - "ad esaminare con gli episcopati di altri paesi l'offerta di formatori esperti, dalla vita sacerdotale esemplare, per accompagnare lungo le diverse tappe della loro formazione (...) i futuri sacerdoti di cui la vostre Diocesi hanno bisogno, e da cui dipende il futuro della Chiesa in Haiti. Che le Chiese locali possano ascoltare questo appello e accettare di offrire sacerdoti per aiutarvi nella formazione dei seminaristi".

  "Le scuole cattoliche, malgrado i mezzi limitati" - ha rilevato il Papa - "hanno un ruolo importante in Haiti e vengono apprezzate dalle Autorità e dalla popolazione. (...) Attraverso l'insegnamento si realizza la formazione e la maturazione della personalità, mediante il riconoscimento dei valori essenziali e la pratica delle virtù; ad essere trasmesso è anche un concetto dell'uomo e della società".

  Infine il Santo Padre ha elogiato l'opera dei religiosi, delle religiose e dei volontari che "frequentemente operano con i più poveri e con i diseredati, dimostrando che, lottando contro la povertà, si lotta anche contro i numerosi problemi sociali che derivano da essa".
AL/.../HAITI                                       VIS 20080313 (590)


TELEGRAMMA SCOMPARSA EDOARDO LUCIANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre (Italia), per la scomparsa, martedì 11 marzo, all'età di 91 anni, di Edoardo Luciani, fratello del Servo di Dio Giovanni Paolo I.

  Rievocando il cordiale "recente incontro a Lorenzago di Cadore" nel luglio scorso, con il Commendatore Edoardo Lucani, il Papa ne ricorda "le elette virtù umane e cristiane particolarmente l'esemplare dedizione alla famiglia, il generoso servizio alla Chiesa e l'intenso impegno civile".

  "Elevo fervide preghiere" - si legge ancora nel telegramma - "perché il defunto possa condividere con il Signore Risorto accanto alla consorte e al fratello Pontefice, teneramente amati, la gioia e la pace senza fine".
TGR/MORTE EDOARDO LUCIANI/...                       VIS 20080313 (130)


DOLORE DEL PAPA PER LA MORTE DELL'ARCIVESCOVO DI MOSSUL

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), nell'apprendere la notizia della morte dell'Arcivescovo Paulos Farj Rahho, di Mossul dei Caldei (Iraq), a seguito del rapimento avvenuto il 29 febbraio scorso.

  Il Papa esprime la sua particolare vicinanza "alla Chiesa Caldea e all'intera comunità cristiana (...) riaffermando la più decisa deplorazione per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell'essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell'amato popolo iracheno".

  Benedetto XVI assicura "fervide preghiera di suffragio per lo zelante Pastore sequestrato proprio al termine della Celebrazione della Via Crucis" ed invoca "dal Signore la sua misericordia perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell'Iraq un futuro di pace".
 
  Anche il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "La notizia della morte dell'Arcivescovo Rahho, rapito nei giorni scorsi, colpisce e addolora profondamente il Santo Padre, che è stato subito informato".

  "Tutti avevamo continuato a sperare e a pregare per una sua liberazione, come il Papa aveva più volte chiesto nei suoi appelli".

  "Purtroppo la violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana, a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore".

  "Vi è da augurarsi che questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l'impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato".
OP/MORTE ARCIVESCOVO MOSSUL/LOMBARDI               VIS 20080313 (300)


COMUNICATO RELATIVO RIUNIONE VITA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si è riunita, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina".

  "La riunione ha avuto, come tema, la Lettera che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. I Partecipanti hanno, in primo luogo, esaminato l'accoglienza, che è stata riservata al Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si è riflettuto sui principi teologici, ispiratori della Lettera, per cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina. In concreto, sulla scia dei vari paragrafi del testo papale, sono stati considerati alcuni aspetti importanti, che riguardano la missione della Chiesa di essere 'strumento di salvezza' per il Popolo cinese: l'evangelizzazione in un mondo che vive nella globalizzazione; l'applicazione, nella situazione attuale in Cina, della dottrina del Concilio Vaticano II sulla natura e sulla struttura della Chiesa; il perdono e la riconciliazione all'interno della comunità cattolica; le esigenze della verità e della carità; il governo delle diocesi, che ha grande rilevanza per l'attività pastorale e per la formazione dei sacerdoti, dei seminaristi, dei religiosi, delle religiose e dei fedeli laici.  In linea con le indicazioni, espresse dal Papa nella sua Lettera, si è ribadita la volontà di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità civili. Infine, sempre alla luce del Documento pontificio, i Partecipanti si sono scambiati informazioni ed esperienze circa la vita e l'Attività della Chiesa in Cina".

  "La riunione si è conclusa con un incontro con il Santo Padre. Egli ha ascoltato un breve resoconto sul lavoro, svolto durante i tre giorni, e ha incoraggiato i Partecipanti a proseguire nel loro impegno a favore della comunità cattolica in Cina. Ha accennato anche all'appuntamento del 24 maggio prossimo, Giornata universale di preghiera per la Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                                     VIS 20080313 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia).

  - Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Chibly Langlois, di Fort-Liberté.

-    Il Vescovo Yves-Marie Péan, C.S.C., di Les Gonaïves, con il Vescovo emerito Emmanuel Constant.

-    Il Vescovo Pierre-Antoine Paulo, O.M.I., di Port-de-Paix.

-    L'Arcivescovo Joseph Serge Miot, di Port-au-Prince, con i Vescovi Ausiliari: Vescovo Joseph Lafontant, Vescovo Pierre-André Dumas e Vescovo Simon Saint-Hillien, C.S.C.
AP:AL/.../...                                         VIS 20080313 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Camille Perl, Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della medesima Pontificia Commissione.

- Il Monsignore Mario Marini, Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario Aggiunto della medesima Pontificia Commissione.
NA/.../PERL:MARINI                         VIS 20080313 (60)

mercoledì 12 marzo 2008

BOEZIO E CASSIODORO: GRANDI FIGURE CRISTIANESIMO ANTICO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Prima dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana un numeroso gruppo di studenti italiani ai quali ha detto: "La scuola oggi affronta notevoli sfide che emergono nel campo dell'educazione delle nuove generazioni. Per questo motivo la scuola non può essere soltanto luogo di apprendimento nozionistico, ma è chiamata ad offrire agli alunni l'opportunità di approfondire validi messaggi di carattere culturale, sociale, etico e religioso".

  "Chi insegna" - ha detto ancora il Pontefice - "non può non percepire anche il risvolto morale di ogni umano sapere, perché l'uomo conosce per agire e l'agire è frutto della sua conoscenza. Nell'odierna società, segnata da rapidi e profondi mutamenti voi, cari giovani che volete seguire Cristo, abbiate cura di aggiornare la vostra formazione spirituale, cercando di comprendere sempre più i contenuti della fede. Potrete così essere pronti a rispondere senza esitazioni a chi vi domanda ragione della vostra adesione al Signore".

  In un secondo tempo Benedetto XVI si è recato nell'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo migliaia di fedeli di tutto il mondo ed ha tenuto la catechesi dedicata alle due grandi figure del cristianesimo antico Boezio e Cassiodoro.

  "Boezio" - ha ricordato il Pontefice - "nato a Roma nel 480 circa dalla nobile stirpe degli Anicii, entrò ancora giovane nella vita pubblica, raggiungendo già a venticinque anni la carica di senatore. (...) Nonostante l'attività pubblica, non trascurò gli studi, dedicandosi in particolare all'approfondimento di temi di ordine filosofico-religioso. In questo ambito, cioè nell'impegno di promuovere l'incontro delle culture, utilizzò le categorie della filosofia greca per proporre la fede cristiana, anche qui in ricerca di una sintesi fra il patrimonio ellenistico-romano e il messaggio evangelico. Proprio per questo Boezio è stato qualificato come l'ultimo rappresentate della cultura romana antica e il primo degli intellettuali medievali".

  "La sua opera certamente più nota è il 'De consolatione philosophiae', che egli compose in carcere per dare un senso alla sua ingiusta detenzione. Era stato infatti accusato di complotto contro il re Teodorico per aver assunto la difesa in giudizio di un amico, il senatore Albino. (...) Processato e condannato a morte, fu giustiziato il 23 ottobre del 524".

  "Proprio per questa sua drammatica fine" - ha proseguito il Pontefice - "egli può parlare dall'interno della propria esperienza anche all'uomo contemporaneo e soprattutto alle tantissime persone che subiscono la sua stessa sorte a causa dell'ingiustizia presente in tanta parte della 'giustizia umana'".

  "La filosofia è, secondo Boezio, la vera medicina dell'anima. (lib. 1) (...)" e "l'uomo può sperimentare l'autentica felicità unicamente nella propria interiorità. (lib. II). Dio comunque resta il bene supremo verso cui tende ogni essere umano anche senza saperlo (lib. III)".

  Menzionando la triste esperienza di detenzione vissuta da Boezio, il Papa ha affermato: "Particolarmente assurda è poi la condizione di chi, ancora come Boezio (...), viene torturato a morte senza alcun altro motivo che non sia quello delle proprie convinzioni ideali, politiche e religiose. Boezio, simbolo di un numero immenso di detenuti ingiustamente di tutti i tempi e di tutte le latitudini, è di fatto oggettiva porta di ingresso alla contemplazione del misterioso Crocifisso del Golgota".

  Benedetto XVI ha dedicato la seconda parte della catechesi al contemporaneo di Boezio, Marco Aurelio Cassiodoro "un calabrese nato a Squillace verso il 485, che morì pieno di giorni a Vivarium introno al 580. Uomo di alto livello sociale" - ha detto il Papa - "si dedicò alla vita politica e all'impegno culturale come pochi altri nell'occidente romano del suo tempo".

  Con il fine di "recuperare, conservare e trasmettere ai posteri l'immenso patrimonio culturale degli antichi" - ha spiegato il Pontefice - Cassiodoro "fondò 'Vivarium', un cenobio in cui tutto era organizzato in modo tale che fosse stimato come preziosissimo e irrinunciabile il lavoro intellettuale dei monaci. E questo senza nessuno scapito per l'impegno spirituale monastico e cristiano e per l'attività caritativa verso i poveri".

  "Nel suo insegnamento" - ha ricordato ancora il Papa - "(...), soprattutto nel trattato 'De anima' e nelle 'Institutiones divinarum litterarum', la preghiera, (...), ha sempre una posizione centrale quale nutrimento necessario per tutti. (...) La ricerca di Dio, tesa alla sua contemplazione - annota Cassiodoro - "resta lo scopo permanente della vita monastica. Egli aggiunge però che, con l'aiuto della grazia divina, una migliore fruizione della Parola rivelata si può raggiungere con l'utilizzazione delle conquiste scientifiche e degli strumenti culturali 'profani'".

  "Viviamo infatti anche noi" - ha concluso il Pontefice - "in un tempo di incontro delle culture, di pericolo della violenza che distrugge le culture, e del necessario impegno di trasmettere i grandi valori e di insegnare alla nuove generazioni la via della riconciliazione e della pace. Questa via troviamo orientandoci verso il Dio con il volto umano, il Dio rivelatosi a noi in Cristo".
AG/BOEZIO:CASSIODORO/...                           VIS 20080312 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Guido Zendron, Vescovo di Paulo Afonso (superficie: 28.328; popolazione: 359.000; cattolici: 264.000;  sacerdoti: 29; religiosi:43), Brasile. Il Vescovo eletto, sacerdote "fidei donum" dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), è nato a Lisignago (Trento), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. E' stato finora Membro della Commissione Statale per l'Insegnamento della Religione e Coordinatore della Catechesi dell'Arcidiocesi di Bahia.

- Il Padre Fernando José Monteiro Guimarães, C.Ss.R., finora Capo Ufficio della Congregazione per il Clero, Vescovo di Garanhuns (superficie: 8.734; popolazione: 612.000; cattolici: 551.000; sacerdoti: 41; religiosi: 123), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Recife (Brasile), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Redentoristi nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER/.../ZENDRON:MONTEIRO GUIMARÃES                   VIS 20080312 (120)

martedì 11 marzo 2008

CARDINALE BERTONE RIENTRA VIAGGIO ARMENIA E AZERBAIGIAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il 9 marzo scorso si è conclusa la Visita del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in Armenia ed Azerbaigian, Paesi che il Servo di Dio Giovanni Paolo II visitò rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Il Porporato ha dovuto rinviare di due giorni il viaggio in considerazione della situazione creatasi in Armenia a seguito delle proteste e dello stato di emergenza dichiarato dal governo.

  Nella Sede Apostolica di Etchmiadzin, il Cardinale Bertone ha incontrato Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, al quale ha consegnato una lettera del Santo Padre Benedetto XVI, in cui il Papa auspica la pace nel Paese e il proseguimento del dialogo ecumenico. Successivamente il Porporato ha incontrato la comunità cattolica dell'Armenia, che nel Paese è una minoranza.

  Il 6 marzo, il Cardinale Segretario di Stato ha lasciato Yerevan (Armenia) diretto in Azerbaigian, seconda tappa del suo Viaggio. A Baku, il Porporato ha consacrato e presieduto, a nome del Santo Padre, la cerimonia ufficiale di inaugurazione della prima Chiesa Cattolica dell'Azerbaigian, dedicata all'Immacolata Concezione, segno - ha detto il Porporato - di "autentica tolleranza religiosa", in un Paese a maggioranza musulmana.
 
  Uno dei momenti più significativi del Viaggio del Cardinale nella ex-repubblica sovietica - nella quale il 94,3% della popolazione è di religione musulmana - è stata la visita alla Moschea della capitale Baku. Il Cardinale Bertone è stato ricevuto, nella sua residenza, dal Capo dei Musulmani del Caucaso, Sheykh-ul-Islam Allah Shukur Pasha Zade, alla presenza anche dei Capi Religiosi della Chiesa Ortodossa Russa e della Comunità Ebraica.

  Al termine della visita alla Moschea di Baku, il Segretario di Stato ha partecipato ad una preghiera di benvenuto nella Cattedrale ortodossa russa, ed ha espresso l'auspicio di poter quanto prima "manifestare in modo visibile l'unità della Chiesa". Infine ha compiuto una visita alla Sinagoga della capitale.

  L'ultima cerimonia in programma della Visista del Cardinale Bertone in Azerbaigian è stata la celebrazione della Santa Messa, il 9 marzo, nella nuova Chiesa cattolica dell'Immacolata Concezione di Baku, dove il Segretario di Stato ha avuto parole di incoraggiamento per la piccola comunità cattolica del Paese. La Chiesa è stata edificata sul terreno che il Presidente Heydar Aliyev, padre dell'attuale Capo di Stato, volle donare a Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo Viaggio Apostolico nel 2002.
.../VIAGGIO ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE               VIS 20080311 (370)


MOSTRA "MAGNIFICENZE VATICANE" FABBRICA DI SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). "Magnificenze Vaticane. Capolavori d'arte delle collezioni della Fabbrica di San Pietro" è il titolo della mostra che nel pomeriggio di oggi, alle 18:00, verrà inaugurata presso il Palazzo Incontro a Roma. Promossa dalla Provincia di Roma e dal Centro Europeo per il Turismo, la Mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio 2008.

  Per la prima volta in tempi moderni saranno esposti oltre 130 pezzi recuperati dai depositi della Basilica Vaticana, restaurati e studiati da noti specialisti. Il percorso espositivo della Mostra "Magnificenze Vaticane" è articolato in diverse sezioni, tra loro interconnesse ma autonome per generi: architettura, pittura, scultura e arti applicate.

  "Lo scopo di una così precisa distinzione" - si legge nel Comunicato Stampa che annuncia l'iniziativa - "è finalizzato a meglio rappresentare la pluralità di interventi in un unico centro quale è la Basilica di San Pietro, e testimoniare la qualità dei manufatti anche in quelle azioni solitamente ritenute di carattere minore, ma soprattutto la varietà e l'abilità creativa dei protagonisti della scena artistica romana che in ogni tempo, dal XIV al XX secolo, hanno aspirato e chiesto di poter lasciare una propria traccia nella Basilica Vaticana".

  "La basilica papale di San Pietro in Vaticano, nota universalmente quale centro della Cristianità, raccoglie all'interno la somma di importanti monumenti, frutto dell'ingegno e della creatività dei massimi artisti di ogni epoca. Ma prima di fermare sulla pietra o sul bronzo queste scintille di genio, esisteva una fase nella quale l'opera veniva abbozzata e verificata per poi essere eseguita. La riscoperta della tracce di questa preziosa impronta del passato (...), è l'argomento di questa grande ed unica esposizione". Il Comunicato precisa inoltre che la Fabbrica di San Pietro fu un'istituzione creata da Papa Giulio II nel 1506 per seguire le fasi di cantiere del nuovo edificio in costruzione e per assicurarne la manutenzione ordinaria e straordinaria.

  "Tra i capolavori poco conosciuti: il grande rotolo di Damasco con le armi di Papa Alessandro VII Chigi e i Candelabri e gli originali reliquiari in forma piramidale ideati e realizzati da Gian Lorenzo Bernini, il prezioso set di Candelieri e Croce acquistati da Papa Pio IX dal re di Napoli per la Basilica Vaticana; o la preziosa serie di paliotti in seta e ricamo in oro utilizzati nel Settecento per arredare l'altare maggiore durante le cerimonie di canonizzazione".

 "Il Quattrocento, a sua volta," - si legge ancora nel Comunicato - "è rappresentato dalla serie dei quattro Evangelisti eseguiti da due veri protagonisti della scena romana dell'epoca, Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata. La parte pittorica, a sua volta è bene rappresentata con l'esposizione per la prima volta di frammenti e affreschi della decorazione interna della Basilica di San Pietro. (...) Una seconda sezione dell'esposizione è invece dedicata alla memoria, al patrimonio cartaceo conservato nell'Archivio Storico Generale della Fabbrica, con gli autografi di Benvenuto Cellini, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e altri".
.../MAGNIFICENZE VATICANE/...                       VIS 20080311 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Fajardo-Humacao (Porto Rico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico e dalla Diocesi di Caguas, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di San Juan de Puerto Rico.

- Ha nominato il Reverendo Eusebio Ramos Morales, primo Vescovo di Fajardo-Humacao (superficie: 574; popolazione: 293.000; cattolici: 97.869; sacerdoti: 22; religiosi: 5; diaconi permanenti: 21), Porto Rico. Il Vescovo eletto, è nato a Maunabo (Porto Rico), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. E' stato finora Parroco della Parrocchia del "Santísimo Redentor" a Fajardo (Porto Rico) e Moderatore del Consiglio Presbiterale di Caguas (Porto Rico).

- Ha nominato il Reverendo Xolelo Thaddaeus Kumalo, Vescovo della Diocesi di Eshowe (superficie: 26.364; popolazione: 2.200.000; cattolici: 76.095; sacerdoti: 57; religiosi: 131), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Gogela (Sud Africa), ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Economo della Diocesi di Bethlehem (Sud Africa).

- Ha nominato il Monsignore Felipe Salazar Villagrana, Vescovo di San Juan de los Lagos (superficie: 12.000; popolazione: 974.000; cattolici: 951.000; sacerdoti: 315; religiosi: 519), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 ad Amatlán de Cañas ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Finora è stato Amministratore diocesano della medesima Diocesi.
ECE:NER/.../RAMOS:KUMALO:SALAZAR                  VIS 20080311 (220)


lunedì 10 marzo 2008

RICHIAMARSI VALORI ALTI ESISTENZA FRONTE SECOLARIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, in corso sul tema: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione".

  "Oggi più che mai" - ha detto il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano".

 "La secolarizzazione, (...), invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa".

  I credenti nel mondo, ha affermato Papa Benedetto XVI, "sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale".

  Ponendo in risalto il rischio di "cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore", il Papa ha detto: "Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena".

  "Sempre più la formula 'Etsi Deus non daretur' diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di 'superbia' della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera".

  "Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. (...) Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti", ma "entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti".

  "Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera".
AC/CHIESA:SECOLARIZZAZIONE/...                       VIS 20080310 (440)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE DERY

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato due telegrammi di cordoglio per la morte, il 6 marzo scorso, all'età di 89 anni, del Cardinale Peter Poreku Dery, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana); il primo all'Arcivescovo Gregory Ebo Kpiebaya, di Tamale (Ghana), ed un secondo al Signor Alipo Poreku, fratello del defunto Porporato.

  "Questo devoto Pastore" - scrive il Pontefice - "ha lasciato una luminosa eredità di preghiera, obbedienza alla volontà di Dio ed amore del prossimo. Per molti anni si dedicò con grande generosità al suo ministero sacerdotale ed episcopale al servizio dei fedeli della Diocesi di Wa e dell'Arcidiocesi di Tamale, predicando il Vangelo in situazioni difficili, con amore paterno, grande zelo e con cuore semplice, costantemente attento alle necessità dei poveri".
TGR/MORTE CARDINALE DERY/KPIEBAYA                   VIS 20080310 (140)

CONTRASTARE TUTTE LE FORME DI POVERTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento del Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), nel corso della XXIX Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Il Cairo (Egitto), dal 1° al 5 marzo.

  Nel suo discorso intitolato: "Promuovere la sicurezza alimentare con particolare attenzione alle condizioni dei piccoli agricoltori", Monsignor Volante ha affermato: "La Santa Sede dedica particolare attenzione a quelle iniziative portate a compimento a livello internazionale che si adoperano per risolvere le situazioni di fame, di carenza di alimenti, malnutrizione, specialmente in situazioni di grande necessità in alcune aree della terra".

  "La situazione della sicurezza alimentare in Medio Oriente è preoccupante nonostante uno sviluppo generale dovuto anche alla disponibilità degli alimenti destinati al nutrimento della popolazione. La scarsità d'acqua, oltre a condizionare la produzione agricola, influisce sul livello di vita, con una evidente opposizione fra le potenzialità reali e la volontà di prendere quei provvedimenti che garantiscono non solo il livello nutritivo e il consumo di cibo, ma, in senso più ampio, le condizioni sociali, la salute, in particolare in quelle aree che naturalmente sono a rischio di desertificazione".

  "Ciò significa prestare maggiore attenzioni ai piccoli agricoltori, spesso trascurati dalle istituzioni e dall'attività di cooperazione. Nello stesso modo alcune condizioni ambientali, certi fattori determinati dall'uomo e le malattie degli animali, obbligano le popolazioni nomadi a sradicarsi dal proprio 'habitat' e a dedicarsi alla produzione di cibo, guadagnandosi da vivere in modo diverso rispetto alle proprie tradizioni".

  "La Delegazione della Santa Sede invita a considerare i risultati della presente Conferenza in una prospettiva che coinvolge l'essere umano nella sua interezza, richiamando i valori fondamentali della storia, le culture diverse, le esperienze religiose e la vita sociale nel Vicino Oriente. Tali aspetti facilmente esprimono concetti di giustizia e di solidarietà che occorre mettere in pratica in politica, nei regolamenti e nelle azioni di lotta contro la povertà in tutte le sue dimensioni materiali e spirituali".
DELSS/MEDIO ORIENTE/FAO:VOLANTE               VIS 20080310 (350)


COMMISSIONE DI STUDIO VITA DELLA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si riunirà, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina. Fanno parte di detta Commissione i Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese e di congregazioni religiose".

  "In questa prima riunione si prenderanno in esame le reazioni alla Lettera, che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Si approfondirà il ricco contenuto del Documento pontificio e, alla luce di esso, si considereranno i principali aspetti della vita della Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                           VIS 20080310 (150)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri della Congregazione per le Chiese Orientali: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ed il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Brixelles, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1350° anniversario della nascita di San Willibrordo, che avranno luogo a Lussemburgo, dall'11 al 13 maggio 2008.
NA/.../...                                       VIS 20080310 (100)

UOMO CONSERVA DIGNITÀ ANCHE STATO DI COMA O EMBRIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). In questa Quinta Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Chiesa di San Lorenzo 'in Piscibus', in prossimità della Basilica di San Pietro, in occasione del XXV anniversario dell'istituzione del Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II il 13 marzo 1983.

  Alla Celebrazione Eucaristica hanno partecipato circa duecento giovani, provenienti da tutto il mondo, che collaborano alle attività di formazione del Centro.

  Il Santo Padre ha letto solo la prima parte dell'omelia preparata ed ha continuato parlando a braccio soffermandosi sul significato della vita e della morte alla luce del Vangelo di questa quinta Domenica di Quaresima, sulla risurrezione di Lazzaro.

  "L'uomo" - ha detto il Papa - "pur essendo parte di questo grande biocosmo, lo trascende (...). Certo, l'uomo è sempre uomo con tutta la sua dignità, anche se in stato di coma, anche se allo stadio di embrione, ma se egli vive solo biologicamente, non sono realizzate e sviluppate tutte le potenzialità del suo essere. L'uomo è chiamato ad aprirsi a nuove dimensioni".

  L'uomo "è un essere che conosce. Certo anche gli animali conoscono, ma solo le cose che sono interessanti per la loro vita biologica. La conoscenza dell'uomo va oltre; egli vuol conoscere tutto, tutta la realtà, la realtà nella sua totalità; vuol sapere che cosa è questo suo essere e che cosa è il mondo. Ha sete di una conoscenza dell'infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole bere a questa fonte, trovare la vita stessa".

  "E abbiamo toccato così una seconda dimensione: l'uomo non è solo un essere che conosce; egli vive anche in relazione di amicizia, di amore. Oltre alla dimensione della conoscenza della verità e dell'essere, esiste, inseparabile da questa, la dimensione della relazione, dell'amore. E qui l'uomo si avvicina maggiormente alla fonte della vita, dalla quale vuol bere per avere la vita in abbondanza, per avere la vita stessa".

  "Potremmo dire che tutta la scienza è un'unica grande lotta per la vita; lo è soprattutto la medicina. In fin dei conti, la medicina è ricerca di contrapporsi alla morte, è ricerca dell'immortalità. (...). Proviamo ad immaginare che la medicina arrivi a trovare la ricetta contro la morte, la ricetta dell'immortalità. Anche in quel caso, si tratterebbe pur sempre di una medicina che si collocherebbe entro la biosfera".

  "È facile immaginare quel che succederebbe se la vita biologica dell'uomo fosse senza fine, fosse immortale: ci ritroveremmo in un mondo invecchiato, un mondo pieno di vecchi, un mondo che non lascerebbe più spazio ai giovani, al rinnovarsi della vita. Comprendiamo così che questo non può essere quel tipo di immortalità a cui aspiriamo; non è questa la possibilità di bere alla fonte della vita che noi tutti desideriamo. (...) Bere alla fonte della vita è entrare in comunione con questo amore infinito che è la fonte della vita".

  "I Padri della Chiesa hanno chiamato l'Eucaristia 'farmaco dell'immortalità'" - ha ricordato Papa Benedetto - "Ed è così, perché nell'Eucaristia entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa".
HML/VITA:MORTE/CENTRO SAN LORENZO                   VIS 20080310 (550)


CRISTO CI DONA SPERANZA AFFIDABILE DI VITA OLTRE LA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). Di ritorno dalla visita al Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, dove ha celebrato la Santa Messa, a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Commentando il Vangelo di oggi, sulla risurrezione di Lazzaro, il Papa ha detto: "Si tratta dell'ultimo grande 'segno' compiuto da Gesù, dopo il quale i sommi sacerdoti riunirono il Sinedrio e deliberarono di ucciderlo; e decisero di uccidere anche lo stesso Lazzaro, che era la prova vivente della divinità di Cristo, Signore della vita e della morte".

  In questa pagina evangelica, Cristo affermando che Lazzaro si è addormentato esprime "con la metafora del sonno il punto di vista di Dio sulla morte fisica: Dio la vede appunto come un sonno, da cui ci può risvegliare" - ha spiegato il Pontefice - "Gesù ha dimostrato un potere assoluto nei confronti di questa morte." Ma "questa signoria sulla morte non impedì a Gesù di provare sincera compassione per il dolore del distacco. Vedendo piangere Marta e Maria e quanti erano venuti a consolarle, anche Gesù 'si commosse profondamente, si turbò' e infine 'scoppiò in pianto'" (Gv 11,33.35)".

  "Il cuore di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è divino-umano: in Lui Dio e Uomo si sono perfettamente incontrati, senza separazione e senza confusione. Egli è l'immagine, anzi, l'incarnazione del Dio che è amore, misericordia, tenerezza paterna e materna, del Dio che è Vita".

  "Perciò dichiarò solennemente a Marta: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno". E aggiunse: "Credi tu questo?" (Gv 11,25-26). Una domanda che Gesù rivolge ad ognuno di noi; una domanda che certamente ci supera, supera la nostra capacità di comprendere, e ci chiede di affidarci a Lui, come Lui si è affidato al Padre".

  "Esemplare è la risposta di Marta: 'Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo' (Gv 11,27). Sì, o Signore! Anche noi crediamo, malgrado i nostri dubbi e le nostre oscurità;" - ha ribadito il Pontefice - crediamo in Te, perché Tu hai parole di vita eterna; vogliamo credere in Te, che ci doni una speranza affidabile di vita oltre la vita, di vita autentica e piena nel tuo Regno di luce e di pace".
ANG/RISURREZIONE/...                               VIS 20080310 (430)


NUOVO APPELLO DEL PAPA PACE IN TERRA SANTA ED IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha lanciato un nuovo appello per la pace in Medio Oriente e in Iraq.

  "Nei giorni scorsi, la violenza e l'orrore" - ha detto il Pontefice - "hanno nuovamente insanguinato la Terra Santa, alimentando una spirale di distruzione e di morte che sembra non avere fine. Mentre vi invito a domandare con insistenza al Signore Onnipotente il dono della pace per quella regione, desidero affidare alla Sua misericordia le tante vittime innocenti ed esprimere solidarietà alle famiglie e ai feriti".

  "Incoraggio, inoltre, le Autorità israeliane e palestinesi nel loro proposito di continuare a costruire, attraverso il negoziato, un futuro pacifico e giusto per i loro popoli e a tutti chiedo, in nome di Dio, di lasciare le vie tortuose dell'odio e della vendetta e di percorrere responsabilmente cammini di dialogo e di fiducia".

  "È questo il mio auspicio anche per l'Iraq" - ha proseguito il Pontefice - "mentre trepidiamo ancora per la sorte di Sua Eccellenza Monsignor Rahho e di tanti iracheni che continuano a subire una violenza cieca ed assurda, certamente contraria ai voleri di Dio".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che giovedì prossimo, 13 marzo, alle ore 17:30, presiederà nella Basilica di San Pietro una Liturgia Penitenziale per i giovani della Diocesi di Roma: "Sarà un momento forte" - ha detto "di preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che celebreremo la Domenica delle Palme e che culminerà nel luglio prossimo con il grande incontro di Sydney. Cari giovani di Roma" - ha esclamato il Pontefice - "vi invito tutti a questo appuntamento con la Misericordia di Dio!"
ANG/TERRA SANTA:IRAQ:GMG/...                       VIS 20080310 (280)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Józef Wesolowski, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico in Porto Rico.

- Frère Alois, Priore della Comunità di Taizé.

- L'Arcivescovo Louis Kébreau, S.D.B., di Cap-Haïtien (Haiti), in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Arcivescovo emerito Hubert Constant, O.M.I.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania) e Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca.

  Sabato 8 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Rwanda.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Mario Alberto Molina Palma, O.A.R., di Quiché.
 
-    Il Vescovo Ponzalo de Villa y Vásquez, S.I., di Sololá-Chimaltenango.

-    Il Vescovo Pablo Vizcaíno Prado, di Suchitepéquez-Retalhuleu.

-    Il Vescovo Gabriel Peñate Rodríguez, Vicario Apostolico di Izabal.

-    Padre Octavio Sassu, O.P., Pro-Vicario del Vicariato Apostolico di El Petén.
AP:AL/.../...                                                               VIS 20080310 (180)

venerdì 7 marzo 2008

SCIENZE STORICHE: CAMPO DI GRANDE INTERESSE VITA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, "un campo di grande interesse per la vita della Chiesa", come ha sottolineato nel suo discorso.

  "Fu Leone XIII" - ha ricordato il Pontefice - "che, di fronte a una storiografia orientata dallo spirito del suo tempo e ostile alla Chiesa (...) rese accessibile alla ricerca l'archivio della Santa Sede. (...) Leone XIII era convinto del fatto che lo studio e la descrizione della storia autentica della Chiesa non potessero che rivelarsi favorevoli ad essa".

  "Da allora il contesto culturale ha vissuto un profondo cambiamento", ha rilevato il Papa affermando: "Non si tratta più solo di affrontare una storiografia ostile al cristianesimo e alla Chiesa. Oggi è la storiografia stessa ad attraversare una crisi più seria, dovendo lottare per la propria esistenza in una società plasmata dal positivismo e dal materialismo. Entrambe queste ideologie hanno condotto a uno sfrenato entusiasmo per il progresso che, (...), determina la concezione della vita di ampi settori della società. Il passato appare, così, solo come uno sfondo buio, sul quale il presente e il futuro risplendono con ammiccanti promesse".

  "Tipico di questa mentalità è il disinteresse per la storia, che si traduce nell'emarginazione delle scienze storiche. (...) Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l'esperienza, non è più in grado di progettare un'armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica".

  "Il pericolo cresce in misura sempre maggiore" - ha proseguito il Pontefice - "a causa dell'eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche".

  "Pur quando non riguarda la storia propriamente ecclesiastica, l'analisti storica concorre comunque alla descrizione di quello spazio vitale in cui la Chiesa ha svolto e svolge la sua missione attraverso i secoli. Indubbiamente" - ha concluso il Pontefice - "la vita e l'azione ecclesiali sono sempre state determinate, facilitate o rese più difficili dai diversi contesti storici. La Chiesa non è di questo mondo ma vive in esso e per esso".
AC/.../PONTIFICIO COMITATO SCIENZE STORICHE               VIS 20080307 (390)


CONFESSIONE E TENEREZZA DIVINA VERSO PECCATORI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre, nel ricevere i partecipanti al Corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, ha presentato alcune riflessioni sull'amministrazione del Sacramento della penitenza nella nostra epoca che "purtroppo va sempre più smarrendo il senso del peccato".

  "Occorre oggi" - ha affermato il Pontefice - "far sperimentare a chi si confessa quella tenerezza divina verso i peccatori pentiti che tanti episodi evangelici mostrano con accenti di intensa commozione".

  Riferendosi alla pagina evangelica della peccatrice perdonata, del Vangelo di Luca, Benedetto XVI ha sottolineato: "Eloquente il messaggio che traspare dal brano evangelico: a chi molto ama, Iddio tutto perdona. Chi confida in se stesso e nei propri meriti è come accecato dal suo io e il suo cuore si indurisce nel peccato. Chi invece si riconosce debole e peccatore si affida a Dio a da Lui ottiene grazia e perdono. E' proprio questo il messaggio che occorre trasmettere: ciò che più conta è di far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio".

  Rilevando che oggi si assiste ad una "certa disaffezione" nei confronti del Sacramento della Riconciliazione, il Papa ha affermato: "Quando si insiste solo sull'accusa dei peccati, che pure deve esserci e occorre aiutare i fedeli a comprenderne l'importanza, si rischia di relegare in secondo piano ciò che in esso è centrale, e cioè l'incontro personale con Dio, Padre di bontà e di misericordia".

  "L'impegno dei Pastori, e specialmente dei confessori, deve essere anche quello di porre in evidenza il legame stretto che esiste tra il sacramento della Riconciliazione e un'esistenza orientata decisamente alla conversione" di modo che "la grazia del Sacramento sostenga ed alimenti l'impegno ad essere fedeli discepoli del Signore".

  "Se viene meno quest'anelito incessante, la celebrazione del Sacramento rischia purtroppo di diventare qualche cosa di formale che non incide nel tessuto della vita quotidiana. D'altra parte, se, pur essendo animati dal desiderio di seguire Gesù, non ci si confessa regolarmente, si rischia poco a poco di rallentare il ritmo spirituale sino a indebolirlo sempre di più e forse anche spegnerlo".
AC/SACRAMENTO RICONCILIAZIONE/...                           VIS 20080307 (380)


UDIENZA AL PRIMO MINISTRO DEL LUSSEMBURGO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico,nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Primo Ministro del Granducato di Lussemburgo, Sua Eccellenza il Signor Jean-Claude Juncker, il quale successivamente si è incontrato con Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di evocare i buoni rapporti esistenti tra la Chiesa Cattolica e il Granducato e passare in rassegna alcuni temi di comune interesse riguardanti l'attuale situazione del Paese. Si è fatto specifico riferimento alla difesa della vita umana e al processo legislativo in corso orientato alla liberalizzazione dell'eutanasia".

  "E' stata riservata attenzione alla situazione internazionale, in particolare al futuro dell'Europa, al Medio Oriente e alla presenza dei cristiani, ai conflitti in varie parti del mondo e al dialogo interreligioso e interculturale".
OP/UDIENZA/LUSSEMBURGO:JUNCKER                   VIS 20080307 (160)


CONDIVIDERE "TECNOLOGIE PULITE" CON PAESI IN VIA DI SVILUPPO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, nel corso della 62ma sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. (11 febbraio), sul tema: "Affrontare i cambiamenti climatici: le Nazioni Unite e il mondo all'opera".

  "L'uso di 'tecnologie pulite' è una componente importante dello sviluppo sostenibile" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "Per aiutare i paesi in via di industrializzazione ad evitare gli errori che altri hanno commesso nel passato, i paesi altamente industrializzati devono condividere con  i primi le tecnologie più avanzate e più pulite".

  "Inoltre, occorre incoraggiare i mercati a patrocinare 'le economie verdi' e a non sostenere la domanda di beni la cui produzione è causa di degrado ambientale. I consumatori devono essere consapevoli che i loro modelli di consumo hanno un impatto diretto sull'ambiente".

  "La sfida dei cambiamenti climatici" - ha concluso il Presule - "è nel contempo a livello individuale, locale, nazionale e globale, per cui è necessaria una risposta coordinata a molteplici livelli. (...) Occorre un'alleanza globale per l'adozione di una coordinata strategia politica internazionale che assicuri a tutti un ambiente salubre".
DELSS/CAMBIAMENTI CLIMATICI/ONU:MIGLIORE               VIS 20080307 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán.

    - Il Vescovo Rodolfo Francisco Bobadilla Mata, C.M., di Huehuetenango.

-    Il Vescovo Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, di San Marcos.

   Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                        VIS 20080307 (90)

giovedì 6 marzo 2008

EVANGELIZZAZIONE CULTURE MISSIONE PRIORITARIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Il vostro cuore di Pastori" - ha detto il Papa - "nutre preoccupazione per la crescita della violenza e della povertà che colpisce molta parte della popolazione, provocando una forte emigrazione, con gravi ripercussioni sulla sfera personale e familiare. Occorre perciò raddoppiare gli sforzi per mostrare a tutti il volto misericordioso del Signore, del quale la Chiesa è chiamata ad essere immagine, accompagnando e servendo con generosità e impegno coloro che soffrono e i più bisognosi".

  Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento al "profondo sentimento religioso, ricco di espressioni popolari" del popolo guatemalteco, "che deve esprimersi in solide comunità cristiane" ed ha ricordato ai Presuli che "la fermezza della fede e la partecipazione ai sacramenti renderanno forti i vostri fedeli davanti al rischio delle sette o di gruppi falsamente carismatici, che creano disorientamento e arrivano a mettere in pericolo la comunione ecclesiale".

  "La tradizione delle vostre culture trova nella famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "il nucleo fondamentale dell'esistenza e della trasmissione della fede e dei valori", ma di fronte "alle serie sfide pastorali e umane" che si profilano per l'istituzione familiare "la Chiesa deve instancabilmente dedicarsi (...) a dotare di una solida formazione coloro che si preparano a contrarre matrimonio, infondendo costantemente fede e speranza nelle famiglie e offrendo loro l'aiuto necessario per poter assumere le proprie responsabilità".

  Papa Benedetto XVI ha anche menzionato il rapporto fra vescovi e sacerdoti ricordando ai Presuli che questi ultimi "hanno bisogno di essere incoraggiati a perseverare sulla via dell'autentica santità sacerdotale, essendo veri uomini di preghiera e a servirsi di mezzi idonei per ampliare la formazione umana e teologica".

  Infine, ricordando gli effetti sull'evangelizzazione del II Congresso Missionario Americano celebrato in Guatemala nel 2003 e della V Conferenza dell'Episcopato dell'America Latina e del Caribe (Aparecida, Brasile, 2007), il Santo Padre ha invitato i Presuli "a continuare con spirito rinnovato la missione di evangelizzazione della Chiesa nel contesto dei mutamenti culturali attuali e della globalizzazione, dando nuovo vigore alla predicazione e alla catechesi, proclamando Gesù Cristo, il Figlio di Dio, come fondamento e ragion d'essere di ogni credente".

  "L'Evangelizzazione delle culture" - ha concluso il Pontefice - "è una missione prioritaria perché la Parola di Dio sia resa accessibile a tutti e, accolta con la mente e con il cuore, sia luce che illumina e acqua che purifica, con il messaggio del Vangelo che annuncia la salvezza per tutto il genere umano".
AL/GUATEMALA/...                                       VIS 20080306 (440)


UDIENZA AL PATRIARCA ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. Al termine dell'incontro il Papa e il Patriarca si sono raccolti insieme in preghiera ed hanno recitato il Padre Nostro e l'Ave Maria nella Cappella di Urbano VIII del Palazzo Apostolico Vaticano.

  L'odierno è il terzo incontro fra il Papa e il Patriarca, dopo la visita di Benedetto XVI a Istanbul in occasione della festa di Sant'Andrea, nel novembre 2006, e il Viaggio a Napoli di Bartolomeo I, nell'ottobre scorso, in occasione dell'Incontro Internazionale per la Pace.

  Nel pomeriggio, il Patriarca Bartolomeo I presiederà un atto accademico presso il Pontificio Istituto Orientale, dove fu alunno circa quaranta anni fa, in occasione del novantesimo anniversario di fondazione.

  Il 4 marzo scorso il Patriarca ha ricevuto una laurea "honoris causa" in Scienze internazionali e diplomatiche, conferita dall'Università degli Studi di Trieste.

  Sua Santità Bartolomeo I è accompagnato da Sua Eminenza il Metropolita Gennadios, Arcivescovo ortodosso per l'Italia e Malta, Esarca per l'Europa Meridionale; da Sua Eminenza Athanasios, Metropolita di Helioupolis e Theira (Fanar) e da Sua Eminenza Ioannis, Metropolita di Pergamo, Presidente ortodosso della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme.
.../INCONTRO/BARTOLOMEO I                           VIS 20080306 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz-Cobán, con il Vescovo emerito Gerardo Humberto Flores Reyes.

    - Il Monsignor Rodrigo Humberto Garza Vela, Amministratore Diocesano di Zacapa y Santo Cristo de Esquípulas.
AL:AP/.../...                                 VIS 20080306 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Stephan Turnovszky, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Wien (superficie: 9.100; popolazione: 2.519.795; cattolici: 1.337.062; sacerdoti: 1.141; religiosi: 2.399; diaconi permanenti: 171), Austria. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di San Giuseppe a Baden (Austria), è nato a Luzern (Svizzera), nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Succede al Vescovo Helmut Krätzl, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Signor Carlos Augusto de Oliveira Camargo (Brasile), Consultore del  Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- Ha nominato il Monsignor Pascal Ide, Capo Ufficio nella Congregazione per l'Educazione Cattolica, finora Aiutante di Studio del medesimo Dicastero.
NEA:RE:NA/.../...                                          VIS 20080306 (130)


mercoledì 5 marzo 2008

LEONE MAGNO: PROMOTORE INSTANCABILE PRIMATO ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2008 (VIS). San Leone Magno, Papa e Dottore della Chiesa, è stato il protagonista della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in due tempi: nella Basilica Vaticana dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di studenti italiani e nell'Aula Paolo VI dove ha tenuto la catechesi e salutato le 7.000 persone presenti.

  San Leone Magno "come indica l'appellativo attribuitogli dalla tradizione" - ha detto Papa Benedetto - "fu davvero uno dei più grandi Pontefici che abbiano onorato la Sede romana, contribuendo moltissimo a rafforzarne l'autorità e il prestigio. Primo Vescovo di Roma a portare il nome di Leone, (...), è anche il primo Papa di cui ci sia giunta la predicazione, da lui rivolta al popolo che gli si stringeva attorno durante le celebrazioni".

  "E' spontaneo pensare a lui anche nel contesto delle attuali udienze generali del mercoledì" - ha affermato Benedetto XVI - "appuntamenti che negli ultimi decenni sono divenuti per il Vescovo di Roma una forma concreta di incontro con i fedeli e con tanti visitatori provenienti da ogni parte del mondo".

    Leone fu consacrato Papa "il 29 settembre del 440" - ha proseguito il Pontefice "Iniziava così il suo pontificato, che durò oltre ventun anni. (...) Quelli in cui visse Papa Leone erano tempi molto difficili: il ripetersi delle invasioni barbariche, il progressivo indebolirsi in Occidente dell'autorità imperiale e una lunga crisi sociale avevano imposto al Vescovo di Roma (...) di assumere un ruolo rilevante anche nelle vicende civili e politiche".

  "Celebre è rimasto un episodio della vita di Leone. Esso risale al 452, quando il Papa a Mantova (...) incontrò Attila, capo degli Unni, e lo dissuase dal proseguire la guerra d'invasione con la quale aveva devastato le regioni nordorientali dell'Italia". Nel 455, anche se non riuscì a impedire che i Vandali di Genserico invadessero e saccheggiassero la città, Leone riuscì ad impedire che "Roma fosse incendiata e ottenne che dal terribile sacco fossero risparmiate le Basiliche di San Pietro, di San Paolo e di San Giovanni, nelle quali si rifugiò parte della popolazione terrorizzata".

  Nei numerosi sermoni e lettere, Leone Magno "appare in tutta la sua grandezza" - ha ricordato Papa Benedetto - "rivolto al servizio della verità nella carità, attraverso un esercizio assiduo della parola, che lo mostra nello stesso tempo teologo e pastore. (...) Costantemente sollecito dei suoi fedeli e del popolo di Roma, ma anche della comunione tra le diverse Chiese e delle loro necessita, fu sostenitore e promotore instancabile del primato romano".

  Sotto il suo Pontificato si tenne il Concilio di Calcedonia (451) che - ha ricordato il Papa - "fu la più importante assemblea fino ad allora celebrata nella storia della Chiesa. (...) Nel respingere l'eresia di Eutiche, che negava la vera natura umana del Figlio di Dio - affermò l'unione nella unica Persona, senza confusione e senza separazione, delle due nature umana e divina".

  "Risulta con evidenza" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "come il Papa avvertisse con particolare urgenza le responsabilità del Successore di Pietro, il cui ruolo è unico nella Chiesa, perché 'a un solo apostolo è affidato ciò che a tutti gli apostoli è comunicato'. (...) E queste responsabilità il Pontefice seppe esercitare, in Occidente come in Oriente, intervenendo in diverse circostanze con prudenza, fermezza e lucidità attraverso i suoi scritti e mediante i suoi legati. Mostrava in questo modo come l'esercizio del primato romano fosse necessario allora, come lo è oggi, per servire efficacemente la comunione, caratteristica dell'unica Chiesa di Cristo".

  "Consapevole del momento storico in cui viveva e del passaggio che stava avvenendo - in un periodo di profonda crisi - dalla Roma pagana a quella cristiana,  Leone Magio seppe essere vicino al popolo e ai fedeli con l'azione pastorale e la predicazione. (...) Legò la liturgia alla vita quotidiana dei cristiani" e in particolare "insegnò ai suoi fedeli (...) che la liturgia cristiana non è il ricordo di avvenimenti passati, ma l'attualizzazione di realtà invisibili che agiscono nella vita di ognuno".
AG/LEONE MAGNO/...                               VIS 20080305 (660)


SEMINARIO DEL FORUM CATTOLICO-ISLAMICO IN NOVEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2008 (VIS). A seguito della Lettera Aperta "Una Parola Comune", firmata da 138 studiosi musulmani e della risposta del Santo Padre Benedetto XVI tramiate il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, una Delegazione di cinque firmatari della Lettera ha partecipato ad un incontro con cinque rappresentanti del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, tenutosi il 4 e 5 marzo in Vaticano.

  In un Comunicato firmato dal Cardinale Jean-Louis Tauran e dallo Sceicco Professor Abdal Hakim Murad, Presidenti delle rispettive Delegazioni, si legge: "Allo scopo di promuovere il dialogo cattolico-islamico, i partecipanti hanno concordato di istituire 'Il Forum Cattolico-Islamico' e di organizzare il primo Seminario del Forum a Roma, dal 4 al 6 novembre 2008".

  Al primo Forum parteciperanno 24 rappresentanti e personalità religiose di ambedue le delegazioni. Tema del Seminario sarà: "Amore di Dio, Amore del prossimo" ed i temi correlati: "I fondamenti teologici e spirituali" (primo giorno) e "Dignità umana e rispetto reciproco" (secondo giorno). Il Seminario prevede una sessione pubblica il terzo giorno. I partecipanti al Seminario saranno ricevuti dal Santo Padre Benedetto XVI".

  I partecipanti cattolici al Forum sono: il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario, Monsignor Khaled Akasheh, Capo Ufficio dell'Islam, del medesimo Dicastero; Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, M.C.C.I, Preside del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica ed il Professor Dottor Christian W. Troll, S.J., Professore Ospite della Pontifica Università Gregoriana.

  I partecipanti musulmani al Forum saranno: lo Sceicco Professor Abdal Hakim Murad, Presidente del "Muslim Academic Trust", (Gran Bretagna); il Professor Dottor Aref Alì Nayed, Direttore del "Royal Islamic Strategic Studies Center", Amman (Giordania); il Dottor Ibrahim Kalin, della Fondazione SETA, Ankara, (Turchia); l'Imam Yahya Pallavicini, Vice-Presidente della CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica), (Italia) ed il Signor Sohail Nakhooda, Redattore Capo della Rivista "Islamica", Amman, (Giordania).
CON-DIR/INCONTRO CATTOLICI:MUSULMANI/TAURAN             VIS 20080305 (320)


martedì 4 marzo 2008

PARTENZA QUESTA MATTINA CARDINALE BERTONE PER ARMENIA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, è partito questa mattina per l'Armenia dove, oggi stesso, inizierà la visita prevista, con qualche cambiamento di programma. Come noto, resta confermata la prevista visita in Azerbaigian.
OP/VIAGGIO ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE                 VIS 20080304 (60)

25° ANNIVERSARIO CENTRO INTERNAZIONALE SAN LORENZO


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2008 (VIS). La mattina di domenica 9 marzo, il Santo Padre celebrerà l'Eucaristia nella Chiesa di San Lorenzo "in Piscibus", adiacente al Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, non lontano da San Pietro, in occasione del 25° anniversario di istituzione.

  Il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo fu inaugurato da Giovanni Paolo II, il 13 marzo 1983, il quale, quello stesso giorno, durante la Celebrazione Eucaristica, affermò: "Desidero che questo Centro diventi una fucina di formazione di autentici giovani cristiani, che sappiano testimoniare coerentemente il Vangelo nel mondo di oggi".

  "La 'Casa dei giovani' presso la Santa Sede", gestita dal Pontificio Consiglio per i Laici, è - si legge in un Comunicato - un "luogo di accoglienza, di preghiera, di formazione e di incontro per i giovani di tutto il mondo pellegrini a Roma, sede della Croce della Giornata Mondiale della Gioventù".

  Giovedì 13 marzo è in programma una Celebrazione dell'Eucaristia presieduta dal Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ed una Veglia di Preghiera animata dai giovani, con adorazione del Santissimo Sacramento fino alla mezzanotte.

  Venerdì 14 marzo, la Celebrazione Eucaristica sarà seguita da una Veglia animata dalla Comunità di Taizé, alla presenza di Frère Aloïs, Priore Generale. Sabato 15 è previsto un incontro di riflessione e testimonianza sul tema: "La storia e la missione del Centro Internazionale San Lorenzo", al quale parteciperanno il Cardinale Stanislaw Rylko ed il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" che promosse la nascita del Centro 25 anni fa.

  Il triduo culminerà domenica 16 marzo con la Santa Messa delle Palme presieduta dal Santo Padre in Piazza San Pietro.

  Il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, che accoglie giovani di tutte le nazionalità, è aperto dal lunedì al venerdì, dalla 11:00 alle 19:00 ed il sabato dalle 16:00 alle 19:00. Ogni sera la giornata si conclude con l'Adorazione Eucaristica e la Santa Messa.
.../CENTRO SAN LORENZO/...                           VIS 20080304 (330)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2008 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Nicola Agnozzi, O.F.M.Conv., emerito di Ariano Irpino - Lacedonia (Italia), il 17 febbraio, all'età di 96 anni.

- L'Arcivescovo Emilio Benavent Escuín, Ordinario Militare emerito di Spagna, il 4 gennaio, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Paul Michael Boyle, C.P., emerito di Mandeville (Giamaica), il 10 gennaio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Paul-Louis Carrière, emerito di Laval (Francia), il 20 febbraio, all'età di 99 anni.

- Il Vescovo Ramón Daumal Serra, già Ausiliare di Barcelona (Spagna), il 10 febbraio, all'età di 95 anni.

- L'Arcivescovo Vincenzo Maria Farano, emerito di Gaeta (Italia), il 17 gennaio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo José Higinio Gómez González, O.F.M., emerito di Lugo (Spagna), l'8 gennaio, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Daniel Anthony Hart, emerito di Norwich (Stati Uniti d'America), il 14 gennaio, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Sebastian Kräuter, emerito di Timisoara (Romania), il 29 gennaio, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Paulino Fernandes Madeca, emerito di Cabinda (Angola), il 9 gennaio, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Darius Nggawa, S.V.D., emerito di Larantuka (Indonesia), l'8 gennaio, all'età di 78 anni

- L'Arcivescovo Marijan Oblak, emerito di Zadar (Croazia), il 15 febbraio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Cândido Padin, O.S.B., emerito di Bauru (Brasile), il 25 gennaio, all'età di 92 anni.

- L'Arcivescovo Franc Perko, emerito di Beograd (Serbia), il 20 febbraio, all'età di 78 anni.

- L'Arcivescovo Oskar Saier, emerito di Freiburg im Breisgau (Germania), il 3 gennaio, all'età di 75 anni.
 
- Il Vescovo Vittorio Tomassetti, emerito di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola (Italia), il 6 gennaio, all'età di 77 anni.

- Arcivescovo Elias Zoghbi, emerito di Baalbek dei Greco-Melkiti (Libano), il 17 gennaio, all'età di 95 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20080304 (300)


lunedì 3 marzo 2008

APPELLO LIBERAZIONE ARCIVESCOVO MOSSUL DEI CALDEI

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nel tardo pomeriggio di venerdì 29 febbraio, il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre Benedetto XVI è stato subito informato del sequestro di Sua Eccellenza Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei, in Iraq, avvenuto nel pomeriggio di oggi durante un agguato, nel corso del quale sono state uccise due guardie di sicurezza e l'autista del Presule. Monsignor Rahho aveva appena terminato la Via Crucis, un rito religioso assai caro e partecipato dai fedeli in Iraq. Ciò fa pensare che l'azione criminosa sia stata premeditata".

  "Amareggiato per tale nuovo esecrabile atto, che colpisce profondamente l'intera Chiesa nel Paese e in particolare la Chiesa Caldea, il Papa si sente vicino al Patriarca Cardinale Emmanuel III Delly e a tutta quella provata comunità cristiana, come pure ai familiari delle vittime. Il Sommo Pontefice invita la Chiesa universale ad unirsi alla sua fervente preghiera affinché prevalgano negli autori del rapimento ragione e umanità e Monsignor Rahho venga restituito quanto prima alla cura del suo gregge. Rinnova anche l'auspicio che il popolo iracheno ritrovi cammini di riconciliazione e di pace".

  Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, attualmente in visita ad Amman (Giordania), ha lanciato un pressante appello per la rapida liberazione del Presule iracheno.

  Durante la celebrazione eucaristica, il 29 febbraio, nella Chiesa di Maria di Nazaret del Vicariato Latino di Amman, il Porporato ha espresso la sua vicinanza e solidarietà alla comunità cattolica irachena.
OP/SEQUESTRO ARCIVESCOVO MOSSUL/...                   VIS 20080303 (270)


12 OTTOBRE 2008: CANONIZZAZIONE QUATTRO BEATI

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2008 (VIS). Nel corso del Concistoro Ordinario Pubblico tenutosi questa mattina nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha decretato che domenica 12 ottobre 2008, siano iscritti nell'Albo dei Santi:  il Beato Gaetano Errico, la Beata Maria Bernarda Bütler (al secolo Verena), la Beata Alfonsa dell'Immacolata Concezione (al secolo Anna Muttathupadathu) e la Beata Narcisa di Gesù Martillo Morán.

  È seguita la 'Optatio' di alcuni Cardinali dall'Ordine dei Diaconi all'Ordine dei Presbiteri. Il Collegio Cardinalizio si compone di tre Ordini: Episcopale, Presbiterale e Diaconale. All'Ordine Episcopale appartengono i Cardinali ai quali viene assegnata una delle Chiese suburbicarie, o Diocesi suffraganee - Ostia, Albano, Frascati, Palestrina, Porto-Santa Rufina, Sabina-Poggio Mirteto e Velletri - e i Patriarchi delle Chiese Cattoliche Orientali, che sono anche Cardinali. I Cardinali dell'Ordine Presbiterale ricevono un Titolo o Chiesa della città di Roma. A quest'Ordine appartengono i Vescovi diocesani ed altri Cardinali. Infine, all'Ordine dei Diaconi appartengono i Cardinali che non sono Vescovi Diocesani.

  Su richiesta del Cardinale Jorge Arturo Medína Estevez, la Diaconia di San Saba è stata elevata "pro hac vice" a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

  Su richiesta del Cardinale Darío Castrillón Hoyos, la Diaconia del Santissimo Nome di Maria al Foro Traino è stata elevata a Titolo Presbiterale "pro hac vice" ed assegnata al medesimo Cardinale.  

  Su richiesta del Cardinale Lorenzo Antonetti, la Diaconia di Sant'Agnese in Agone è stata elevata a Titolo Presbiterale "pro hac vice" ed assegnata al medesimo Cardinale.

  Su richiesta del Cardinale James Francis Stafford, il medesimo Cardinale è stato sciolto dalla Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola e gli è stato attribuito il Titolo Presbiterale di San Pietro in Montorio.

  Su richiesta del Cardinale Giovanni Cheli, la Diaconia dei Santi Cosma e Damiano è stata elevata "pro hac vice" a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

  In seguito alla "Optatio" del Cardinale Darío Castrillón Hoyos all'Ordine Presbiterale, il Santo Padre ha confermato nell'Officio di Protodiacono il Cardinale Agostino Cacciavillan, Diacono dei Santi Angeli Custodi a Città Giardino.
OCL/CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO/...               VIS 20080303 (350)


GIOVANI SIATE COSTRUTTORI PACE E TESTIMONI VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2008 (VIS). Alle 17:00 di questo pomeriggio, nell'Aula Paolo VI, ha avuto luogo la Veglia di preghiera in occasione della VI Giornata Europea degli Universitari, promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa e dall'Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma sul tema: "Europa e Americhe insieme per costruire la civiltà dell'amore".

  Nel corso dell'incontro di preghiera degli studenti degli atenei romani vi sono stati collegamenti via satellite con gli universitari di Toledo (Spagna), Aparecida (Brasile), Loja (Ecuador), Napoli (Italia), L'Avana (Cuba), Città del Messico (Messico), Avignone (Francia), Washington, D.C. (USA), Bucarest (Romania) e Minsk (Bielorussia).

  Alle 18:00 il Santo Padre è giunto nell'Aula Paolo VI ed ha guidato la recita del Santo Rosario. A conclusione della preghiera il Papa ha rivolto agli universitari presenti in Aula e in collegamento dalle varie città europee ed americane alcune parole di saluto.

  "Il cristianesimo" - ha detto il Santo Padre - "costituisce un legame forte e profondo tra il cosiddetto vecchio continente e quello che è stato chiamato il 'nuovo mondo'. Basta pensare al posto fondamentale che occupano la Sacra Scrittura e la Liturgia cristiana nella cultura e nell'arte dei popoli europei e di quelli americani".

  "Purtroppo però la cosiddetta 'civiltà occidentale'" - ha sottolineato il Pontefice - "ha anche in parte tradito la sua ispirazione evangelica. Si impone pertanto un'onesta e sincera riflessione, un esame di coscienza. Occorre discernere tra ciò che costruisce la 'civiltà dell'amore', secondo il disegno di Dio rivelato in Gesù Cristo, e ciò che invece ad essa si oppone".

  Rivolgendosi ai giovani europei ed americani, Papa Benedetto XVI ha detto: "Iddio vi chiama a cooperare, insieme con i vostri coetanei del mondo intero, perché la linfa del Vangelo rinnovi la civiltà di questi due continenti e di tutta l'umanità".

  "Le grandi città europee e americane sono sempre più cosmopolite" - ha aggiunto il Pontefice - "ma spesso manca in esse questa linfa, capace di far sì che le differenze non siano motivo di divisione o di conflitto, bensì di arricchimento reciproco".

  "La civiltà dell'amore è 'convivialità'" - ha ribadito il Pontefice - "cioè convivenza rispettosa, pacifica e gioiosa delle differenze in nome di un progetto comune, che il Beato Papa Giovanni XXIII fondava sopra i quattro pilastri dell'amore, della verità, della libertà e della giustizia".

  "Ecco, cari amici, la consegna che oggi vi affido: siate discepoli e testimoni del Vangelo, perché il Vangelo è il buon seme del Regno di Dio, cioè della civiltà dell'amore! Siate costruttori di pace e di unità!".

   "Segno di quest'unità cattolica" - ha concluso il Pontefice - "cioè universale e integra nei contenuti della fede cristiana che tutti ci lega, è anche l'iniziativa di consegnare a ciascuno di voi il testo dell'Enciclica 'Spe salvi' su un CD in 5 lingue. La Vergine Maria vegli su voi, sulle vostre famiglie e su tutti i vostri cari".
AC/GIORNATA EUROPEA UNIVERSITARI/...                   VIS 20080303 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Port-au-Prince (Haïti), presentata dall'Arcivescovo François Marie-Wolff Ligondè, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Joseph Serge Miot, finora Coadiutore ed Amministratore Apostolico "sede plena" della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Port-de-Paix (Haïti), presentata dal Vescovo Frantz Colimon, S.M.M., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Pierre Antoine Paulo, O.M.I., finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Louis Kébreau, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Cap-Haïtien (superficie: 2.200; popolazione: 1.463.520; cattolici: 778.110; sacerdoti: 72; religiosi: 135), Haïti. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1938 a Jérémie (Haïti), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974 e l'ordinazione episcopale nel 1987. E' stato finora Vescovo di Hinche (Haïti) e dal 2004 Presidente della Conferenza Episcopale di Haïti. Succede al Vescovo Hubert Constant, O.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Léon Kalenga Badikebele, finora Consigliere nella Nunziatura Apostolica in Giappone, Nunzio Apostolico in Ghana, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Kamina (Repubblica Democratica del Congo), nel 1956, è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 1990.

- Ha nominato l'Ingegnere Daniele Dalvai, Consigliere dello Stato della Città del Vaticano.

- Ha nominato il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni per il Nuovo Millennio Cristiano in Etiopia, che avranno luogo ad Addis Abeba dal 2 al 4 maggio 2008, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale Etiopico.
RE:NER:NN:NA/.../...                               VIS 20080303 (300)


GUARENDO L'UOMO GESÙ OPERA UNA NUOVA CREAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "In queste domeniche di Quaresima" - ha detto il Papa - "attraverso i testi del Vangelo di Giovanni, la liturgia ci fa percorrere un vero e proprio itinerario battesimale: domenica scorsa, Gesù ha promesso alla Samaritana il dono dell''acqua viva'; oggi, guarendo il cieco nato si rivela come 'la luce del mondo'; domenica prossima, risuscitando l'amico Lazzaro, si presenterà come 'la risurrezione e la vita'".

  "Acqua, luce, vita: sono simboli del Battesimo" - ha detto ancora il Santo Padre - sacramento che 'immerge' i credenti nel mistero della morte e resurrezione di Cristo, liberandoli dalla schiavitù del peccato e donando loro la vita eterna".

  "Soffermiamoci brevemente sul racconto del cieco nato (Gv 9,1-41). I discepoli, secondo la mentalità comune del tempo, danno per scontato che la sua cecità sia conseguenza di un peccato suo o dei suoi genitori. Gesù invece respinge questo pregiudizio e afferma: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio" (Gv 9,3). Quale conforto ci offrono queste parole! Esse ci fanno sentire la viva voce di Dio, che è Amore provvido e sapiente!".

  "Di fronte all'uomo segnato dal limite e dalla sofferenza" - ha spiegato il Pontefice - "Gesù non pensa ad eventuali colpe, ma alla volontà di Dio che ha creato l'uomo per la vita. E perciò dichiara solennemente: 'Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato… Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo' (Gv 9,5). E subito passa all'azione: con un po' di terra e di saliva fa del fango e lo spalma sugli occhi del cieco. Questo gesto allude alla creazione dell'uomo, che la Bibbia racconta con il simbolo della terra plasmata e animata dal soffio di Dio (cfr Gn 2,7)".

  "Guarendo l'uomo, Gesù opera una nuova creazione. Ma quella guarigione suscita un'accesa discussione, perché Gesù la compie di sabato, trasgredendo, secondo i farisei, il precetto festivo. Così, alla fine del racconto, Gesù e il cieco si ritrovano entrambi 'cacciati fuori' dai farisei: uno perché ha violato la legge e l'altro perché, malgrado la guarigione, rimane marchiato come peccatore dalla nascita".

  "Al cieco guarito Gesù rivela che è venuto nel mondo per operare un giudizio, per separare i ciechi guaribili da quelli che non si lasciano guarire, perché presumono di essere sani. E' forte infatti nell'uomo la tentazione di costruirsi un sistema di sicurezza ideologico: anche la stessa religione può diventare elemento di questo sistema, come pure l'ateismo, o il laicismo, ma così facendo si resta accecati dal proprio egoismo".

  "Cari fratelli, lasciamoci guarire da Gesù, che può e vuole donarci la luce di Dio!" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "Confessiamo le nostre cecità, le nostre miopìe, e soprattutto quello che la Bibbia chiama il 'grande peccato' (cfr Sal 18,14): l'orgoglio. Ci aiuti in questo Maria Santissima, che generando Cristo nella carne ha dato al mondo la vera luce".
ANG/QUARESIMA:BATTESIMO/...                       VIS 20080303 (530)


APPELLI DEL PAPA IN FAVORE IRAQ, TERRA SANTA E INFANZIA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto XVI ha lanciato un appello per la liberazione dell'Arcivescovo Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei (Iraq), rapito venerdì scorso.

  "Mi unisco all'appello del Patriarca, il Cardinale Emmanuel III Delly, e dei suoi collaboratori" - ha detto il Papa - "affinché il caro Presule, oltretutto in precarie condizioni di salute, sia prontamente liberato. Elevo, in pari tempo, la mia preghiera di suffragio per le anime dei tre giovani uccisi, che erano con lui al momento del rapimento. Esprimo, inoltre, la mia vicinanza a tutta la Chiesa in Iraq ed in particolare alla Chiesa caldea, ancora una volta duramente colpite, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Si moltiplichino gli sforzi di quanti reggono le sorti del caro popolo iracheno, affinché grazie all'impegno e alla saggezza di tutti ritrovi pace e sicurezza, e non venga ad esso negato il futuro a cui ha diritto".

  "Purtroppo in questi ultimi giorni" - ha ricordato il Pontefice - "la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza ha raggiunto livelli assai gravi".

  "Rinnovo il mio pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi" - ha ribadito il Pontefice - "perché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni: solo mostrando un rispetto assoluto per la vita umana, fosse anche quella del nemico, si potrà sperare di dare un futuro di pace e di convivenza alle giovani generazioni di quei popoli che, entrambi, hanno le loro radici nella Terra Santa. Invito tutta la Chiesa a elevare suppliche all'Onnipotente per la pace nella terra di Gesù e a mostrare solidarietà attenta e fattiva ad entrambe le popolazioni, israeliana e palestinese".

  Infine il Santo Padre ha fatto riferimento al rinvenimento dei corpi dei due fratellini italiani scomparsi più di un anno fa ed ha detto: "Nel corso della settimana la cronaca italiana ha appuntato la sua attenzione sulla triste fine di due bambini, noti come Ciccio e Tore. Una fine che ha profondamente colpito me come tante famiglie e persone. Vorrei cogliere l'occasione per lanciare un grido a favore dell'infanzia: prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere. Lo dico ai genitori, ma anche alle istituzioni. Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all'infanzia di ogni parte del mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata. Affido ogni bambino al cuore di Cristo, che ha detto: 'Lasciate che i bambini vengano a me!'" (Lc 18,16).
ANG/IRAQ:TERRA SANTA:INFANZIA/...                   VIS 20080303 (420)


RINVIATO VIAGGIO IN ARMENIA DEL CARDINALE BERTONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi un Comunicato nel quale annuncia che il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha dovuto rimandare il Viaggio in Armenia, in programma dal 2 al 6 marzo.

  "In considerazione della situazione creatasi in Armenia a seguito delle proteste e dello stato di emergenza dichiarato dal governo, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, non parte oggi, come previsto, per Yerevan".

  "La visita, finora non annullata, potrà avere luogo nei prossimi giorni, con programma mutato. Resta confermata invece la visita in Azerbaijan".
OP/RINVIO VIAGGIO ARMENIA/BERTONE                   VIS 20080303 (110)


CAPITOLO GENERALE SALESIANI: UNITÀ VITA SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre al Rettore Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Pascual Chávez Villanueva, S.D.B., ed ai partecipanti al XXVI Capitolo Generale della Congregazione, che si apre oggi a Roma.

  Nel Messaggio, datato 1° marzo, Benedetto XVI scrive che il tema scelto per il Capitolo Generale: "Da mihi animas, cetera tolle" (Dammi anime, lascia tutto il resto), "è lo stesso programma di vita spirituale e apostolica fatto proprio da Dan Bosco".

  "E' di vitale importanza" - sottolinea Papa Benedetto XVI - "che ogni salesiano tragga continuamente ispirazione da Don Bosco: lo conosca, lo studi, lo ami, lo imiti, lo invochi, faccia propria la sua stessa passione apostolica, che sgorga dal cuore di Cristo".

  Ponendo in rilievo che il tema del Capitolo Generale "esprime in sintesi la mistica e l'ascetica del salesiano", il Papa scrive che: "E' necessario superare la dispersione dell'attivismo e coltivare l'unità della vita spirituale attraverso l'acquisizione di una profonda mistica e di una solida ascetica. Ciò alimenta l'impegno apostolico ed è garanzia di efficacia pastorale. In questo deve consistere il cammino di santità di ogni Salesiano, su questo deve concentrasi la formazione delle nuove vocazioni alla vita consacrata salesiana".

  "L'evangelizzazione sia la principale e prioritaria frontiera della missione salesiana oggi" - ribadisce ancora il Santo Padre - "Nelle situazioni plurireligiose ed in quelle secolarizzate occorre trovare vie inedite per far conoscere, specialmente ai giovani, la figura di Gesù, affinché ne percepiscano il perenne fascino".

  "E' indispensabile aiutare i giovani a valorizzare le risorse che portano dentro come dinamismo e desiderio positivo; metterli a contatto con proposte ricche di umanità e di valori evangelici; spingerli ad inserirsi nella società come parte attiva attraverso il lavoro, la partecipazione e l'impegno per il bene comune".

  Benedetto XVI rivolge un particolare ringraziamento allo Congregazione Salesiana "per il lavoro di ricerca e di formazione che svolge nell'Università Pontificia Salesiana" e riferendosi alla "emergenza educativa che esiste in numerose parti del mondo", scrive: "La Chiesa ha bisogno del contributo di studiosi che approfondiscano la metodologia dei processi pedagogici e formativi, l'evangelizzazione dei giovani, la loro educazione morale, elaborando insieme risposte alle sfide della postmodernità, dell'interculturalità e della comunicazione sociale e cercando nel contempo di venire in aiuto alle famiglie".

  "L'educazione costituisce uno dei punti nodali della questione antropologica odierna, alla cui soluzione l'Università Pontificia Salesiana non mancherà, ne sono sicuro" - scrive ancora il Pontefice - "di offrire un prezioso contributo".

  Al termine del Messaggio il Papa ricorda che nel 2015 ricorrerà il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco e auspica che tale ricorrenza sia di sprone "ad essere sempre più 'segni credibili dell'amore di Dio ai giovani' e a far sì che i giovani siano davvero speranza della Chiesa e della società".
MESS/CAPITOLO GENERALE SALESIANI/CHAVEZ               VIS 20080303 (470)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

  - Otto Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Rodolfo Quezada Toruño, Arcivescovo di Guatemala, con gli Ausiliari Vescovo José Ramiro Pellecer Samayoa, Vescovo Mario Enrique Ríos Mont, C.M., Vescovo Gustavo Rodolfo Mendoza Hernández e Vescovo Raúl Antonio Martínez Paredes.

-    Il Vescovo Víctor Hugo Palma Paúl, di Escuintla.

-    Il Vescovo Julio Edgar Cabrera Ovalle, di Jalapa en Guatemala.

-    Il Vescovo Bernabé de Jesús Sagastume Lemus, O.F.M.Cap., di Santa Rosa de Lima.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
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venerdì 29 febbraio 2008

CONGREGAZIONE DOTTRINA FEDE E FORMULE BATTESIMALI

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). E' stata pubblicata oggi la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede ai due quesiti proposti sulla validità del Battesimo conferito con formule diverse da quelle stabilite.

Primo quesito: E' valido il Battesimo conferito con le formule "I baptize you in the name of the Creator, and of the Redeemer, and of the Sanctifier" e "I baptize you in the name of the Creator, and of the Liberator, and of the Sustainer"? (Io ti battezzo in nome del Creatore, del Redentore, del Santificatore" e "Io ti battezzo in nome del Creatore, del Liberatore e del Sostenitore"?).

Secondo quesito: Devono essere battezzate in forma assoluta le persone che sono state battezzate con queste formule?

Risposte: Al primo: negativamente. Al secondo: Affermativamente.

Il Santo Padre Benedetto XVI nel corso di una Udienza concessa al Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha approvato questa Risposta, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione. La Risposta porta la firma del Cardinale Levada e dell'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario del medesimo Dicastero.

Una Nota esplicativa chiarifica che: "La presente Risposta riguarda il dubbio sulla validità del Battesimo conferito con due formule in lingua inglese nell'ambito della Chiesa cattolica. (...) Il dubbio, ovviamente, non concerne l'inglese, ma la formula in se stessa, che potrebbe essere espressa anche in un'altra lingua".

"Il Battesimo conferito nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" - si legge ancora nella Nota - "obbedisce al comando di Gesù Cristo, riferito alla fine del Vangelo secondo Matteo" e "La formula battesimale deve esprimere adeguatamente la fede trinitaria: non valgono formule approssimative".

"La varianti alla formula battesimale, secondo designazioni delle Persone Divine diverse da quelle bibliche, considerate nella Risposta provengono dalla cosiddetta teologia femminista per evitare di dire Padre e Figlio, ritenute parole maschiliste, sostituendole con altri nomi. Tali varianti, però, sovvertono la fede nella Trinità".

"La risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede costituisce una dichiarazione dottrinale autentica, la quale ha effetti canonici e pastorali di grande portata. La risposta, infatti, afferma implicitamente che le persone che sono state battezzate o saranno battezzate nell'avvenire con le formule in questione in realtà non sono battezzate. Quindi devono essere trattate a tutti gli effetti canonici e pastorali con gli stessi criteri giuridici delle persone che il Codice di Diritto Canonico mette sotto la categoria generale di 'non battezzati'".
CDF/FORMULE BATTESTIMO/LEVADA VIS 20080229 (420)


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